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3. opera lirica di Alfonso Malaguti 4, Le fondazioni lirico-sinfoniche Tracciamo di seguito un quadro analitico dell’ultima normativa che ha comportato la trasformazione degli enti lirici in fondazioni grazie al de. creto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 recante: Disposizioni per la tra- sformazione degli enti che operano nel settore musicale in fondazioni di di- ritto privato. Abbiamo gia visto come per la legge n. 800 i teatri d’opera a grande respiro sono tredici, numero che non viene assolutamente intaccato dalla trasformazione de qua giacché essa riguarda tutti gli enti lirici dal pia piccolo (il Pierluigi da Palestrina di Cagliari) al pit grande (il Teatro alla Scala di Milano). Ne consegue 1a domanda: perché Ja trasformazione? La trasformazione ha diverse esigenze sostanzialmente cosi riassumibili: la necessita di ade- - guare fa struttura degli enti lirici ad una concezione pil moderna e snella dal punto di vista normativo, gestionale, organizzativo conferendo al teatro lirico un aspetto pid manageriale, salvaguardando peraltro la sua autonomia artistica, E indispensabile ripercorrere le tappe che portano a tale modifica. La Cor- te dei Conti, nei suoi annuali esami dei bilanci degli enti lirici, aveva ripetu- tamente affermato !"indispensabilitd di un intervento legislativo che riformas- se Taspetto normativo in vigore Jargamente superato, frammentario, spess0 contraddittorio. Le forze politiche — di qualsiasi segno e/o colore — ritenevano Parimenti la legge n. 800/67 non pid funzionale (2 una legge che viene criti- cata fin dal momento della sua entrata in vigore) e si rincorrevano - senza peraltro molto Successo ~ ad elaborare disegni di legge, pitt o meno organic, Pid! o meno validi, di riforma delle attivita musicali, Gli operatori di settore - Singolarmente o attraverso la pit. rappresentativa organizzazione di categoria Agis - non mancavano di far sentire forte la loro voce per modificare '8 normativa vigente. Si trattava, perd, di voces clamantes in deserto. 84 _— E noto che tutto cid non ha prodotto una riforma organica dell'attivita mu- gcale. Sie andati avanti per stralci " leggine, decreti legye, regolamenti, eve... Lvnica eccezione & rappresentata dal decreto legislative n. 367 di cui illu. greremo nel dettaglio Ia portata, 4.1. Elementi storici Gli enti lirici italiani si configurano come enti di natura pubblica all’inizio degli anni "20 grazie ad Arturo Toscunini allorché, assieme al sindaco di Mi- lano Emilio Caldara e al senatore Luigi Albertini, dette vita nel 1921 all’ente autonomo del Teatro alla Scala. Pochi anni dopo, nel 1929, fu dato vita all'Opera di Roma, cui fece seguito nel 1932 I’ente autonomo Teatro di Fi- renze. Per gli enti autonomi di Bologna, Genova, Napoli, Palermo, Torino, Trieste, Venezia e Verona, bisognera attendere il Regio decreto legge n. 438 del 3 febbraio 1936. La Scala viene considerata come il centro dell’attivita lirica italiana at- traverso una propria autonomia accompagnata da un sovvenzionamento as- sicurato da una sovrattassa del 2% a carico degli spettatori che frequentano aii spettacoli nel territorio della provincia di Milano ¢ da un ristorno del di- Titto erariale che introitava il teatro. In questo modo si viene a creare un le- game privilegiato con il pubblico che &, per cosi dire, incentivato a garanti- re il proprio teatro, Dunque, autonomia ¢ sovvenzionamento si coniugano assieme.. Il Regio decreto del 1936 appena citato, nel riconoscere 8 enti lirici, inno- va V’aspetto privatistico del 1921 sancendo una uniformita delle gestioni pub- bliche. E interessante ricordare che cosa si sancisce: le entrate erano date da- gli incassi di botteghino, dai contributi dei comuni ed eventualmente delle Province e di altri enti pubblici e/o privati. E lo stato? Lo stato niente. Inter- viene solo a coprire eventuali disavanzi. E da qui che nasce il famoso e tanto giustamente criticato “pie di lista” dello spettacolo musicale nel senso che il budget previsto @ solo un mero riferimento contabile che pud essere tranquil- lamente disatteso, tanto c’& chi provvede ai ripiani. Le cose si modificarono un po’ con la legge n. 538 del 30 maggio 1946 nel senso che anche Jo stato contribuisce a monte alle entrate attraverso un aumento del diritto erariale portato al 15%, riservandone una parte assai con- Sistente, il 12%, a favore degli enti Gia allora il fabbisogno degli enti lirici era superiore al complesso delle sovvenzioni (1 miliardo € 850 milioni a fronte di 1 miliardo ¢ 650 milioni La cosiddetta legge De Gasperi-Pella del 29 novembre 1949 porta l’aliquo- a al 15%: si concede «per un biennio un'aliquota maggiorata del 3% con Vimpegno di provvedere entro questo periodo all’auspicata riforma 85 a generalen! una delle tunti leggi-tampone della durata di cinque semestei 5 entro i quali si deve attuare Ia riforma che puntualmente non ¢’8 stata, La } legge decade cosi alla data del 30 giugno 1952. f Le vicende sono alterne. L’aliquota del 15% rimane sino al 1955, 11 1956 é é indimenticabile anche per gli enti lirici in quanto una nuova legge tiduce drach camente Taliquota a poco pitt del 10% (con una riduzione complessiva delle sovvenzioni da 4 a 3 miliardi), per la precisione al 12% suum gettito pati all’ 83%. Per dicei anni ¢° una sorta di rincorsa ai finanziamenti salva-crisi sing arrivare alla print legislaione organica sulla musica: la famosa legge n, 800, 1.2. Dagli enti lirici alle fondazioni lirico-sinfoniche La legge 14 agosto 1967, n. 800, Nuovo ordinamento degli enti lirici e delle sicali, ha la seguente finalita: «lo Stato considera l’attivita lirica e con- certistica di rilevante interesse generale, in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettivité nazionale» (art. 1, comma 1), Gli enti lirici e le istituzioni concertistiche assimilate sono trattate nel Tito- Jo I dall’art. 5 all’art. 25. Gli enti lirici sono 13: Teatro Comunale di Bolo- gna, Teatro Comunale di Firenze, Teatro Comunale dell’Opera di Genova, Teatro alla Scala di Milano, Teatro di San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Co- munale Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro La Fenice di Venezia, Arena di Ve- rona (art. 6, comma 1); mentre sono istituzioni concertistiche assimilate: Ac- cademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Istituzione dei Concerti e del Teatro lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari (art. 6, comma 2). 1. Cft. Relazione di accompagnamento alla legge, cit. da Emani F., lovino R., La repub- blica degli enti lirico-sinfonici. Problemi e prospettive del teatro d’apera in Italia (1967- 1992), EDIT, Torino, 1993, p. 9. B illuminante I’incipit della relazione a testimonianza della non volonta di cambiare le cose: “Vero & che & sentita la necesita di una radicale riforma di questi Enti, 1a cui preparazione & bene avviata (sic!) ma che non potra che svolgersi gradual- Foner non urtare con violenza suscettibilitd local, aspirazioni attistiche, problem soe li (sic!), 2. La “nascita” dei singoli enti lirici & ben ricostruita da Ruggeri M., op. cit, 1993, p. 48. L'ordine cronologico & il seguente; 1919-21: Teatro alla Scala di Milano (ente morale); 1926: Accademia di 8, Cecilia (Governatorato di Roma); 1927: §. Carlo di Napoli (ente morale); 1929: Comunale di Firenze (ente morale), Opera j 1934: Arena di Verona (ente autonomo); } 1 ‘oma (Governatorato di Roma); 1936: Comunale di Genova (ente autonomo). Il Regio decreto legge del 1936 n. 438 pid avanti Citato disciplina la gestione delle stagioni liriche da parte dei comuni e degli enti autonomi 86 La mappa territorial le delle fondazioni |i Le tredici fondazioni lirico-si infoniche sono distrib Lombardia Fru Venza Guta Teatro alla Scala Mian Teste 6 Verdi's Traso | / Pemonte Teatro Regio d Torino Veneto Teatro La Fenice di Venezia Arena di Verona : Emilia-Romagna / : Teatro Comunale ci Bologna guna oF Teatro Carlo Felice ai Genov - Lazo yD Teatro del’ Opera di Roma : Accademia Nazionale di $.Cecitia Toscana Maggio Musicale Florentino di Firenze, -, car So compania : / Teatro di San Carlo di Napot Sardegna ee. 2 a gl Teatro Lirico di Cagliart Sicilia Teatro Massimo di Palermo Sette Fondazioni si trovano nel nord d'talia; tre nel Centro e tre nel Sud, isole com- prese, : La distribuzione territoriale della quota del fondo unico per lo Spettacolo US) destinato alle fondazioni lirico-sinfoniche si concentra per il 54% al Nord, pé al Centro e per il 21% al Sud e Isole. 1938: La Fe Venezia (ente autonom ny 19h Initusion P. 1. da Palestrina Caplari, Comunale di Trieste (nte moral) 1942: Massimo di Palermo (ente autonome); 1943: Comunale di Bologna (ente autonomo); 1947; Regio di Torino (ente morale). ‘. Il successivo comma 3 pre- -aGlt assegnatari delle sovvenzioni devono assumere la diretta responsa- bilita della gestione delle manifestazioni, avvalendosi, per Ia loro realizzazio- he, delle societd cooperative ¢ delle imprese liriche iscritte nell’elenco di cui all’art, 42 e delle istituzioni teatrali € concertistico-orchestrali gestite da en pubblici»'2, io 2002 n. 47 — all'art. 11 promosse da enti pubblici giuridica a condizione 12, It regolamento musica attualmente in vigore ~ dm. febbrai stabilisce che pud essere concesso “un contributo per attire liriche scopo di luero e dotati di person: © da soggetti privati non aven i che: a) la materiale realizzazione dei progett sia om a Gale $09 del DRT, ovr 2 sae i y uj all’art. a legge n. , istitu- prese liriche iscritte nell’elenco di © De oe ots mbagieaann da Zioni teatrali e concertistico- orchestrali, 1a cui attivit 101