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Un G20 cacofonico ha accelerato il crollo dell'economia mondiale http://www.movisol.org/10news229.

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Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà

Un G20 cacofonico ha accelerato il crollo dell'economia mondiale


17 novembre 2010 (MoviSol) - Prevedibilmente, i leaders del G20 hanno mancato di adottare
l'unica misura che avrebbe efficacemente fermato la disintegrazione in corso del sistema
finanziario mondiale: una riorganizzazione del sistema secondo il principio di Glass-Steagall.
Le cosiddette "regole" del Financial Stability Board di Mario Draghi, sottoscritte dal vertice,
sono una barzelletta. Questo storico fallimento avrà ripercussioni immediate, accelerando il
collasso.

Il Presidente Obama, il governo britannico e le istituzioni sovrannazionali presenti a Seul


hanno esercitato pressioni sugli altri governi affinché adottassero la stessa folle politica
iperinflazionistica della Fed: "allentamento monetario" e misure reflazionistiche con il
pretesto di correggere gli squilibri delle partite correnti. I principali obiettivi di queste
pressioni, Germania e Cina, hanno però risposto picche e accusato a loro volta la Fed di
gettare benzina sul fuoco.

Nel mezzo di questo dibattito, il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha vuotato il sacco
in un'intervista al quotidiano francese Le Progrès il 13 novembre. Dopo aver appoggiato
l'idea che Germania e Cina debbano riequilibrare la propria bilancia commerciale, Trichet ha
auspicato che la Francia, che ha preso la staffetta della presidenza del G20, porterà avanti
l'agenda della "governance" mondiale, e cioè della dittatura dei banchieri. "Oggi la
governance è ancora basata sulla nozione degli stati sovrani in un mondo 'Westfalico' [dal
Trattato di Westfalia]", ha detto Trichet, "che non corrisponde ai nuovi bisogni di governance
di un'economia globale integrata. La grande sfida ora è accelerare il passaggio ad un sistema
di governance globale adatto al nuovo mondo che abbiamo creato nel tempo, in particolare
negli ultimi 20 anni che hanno fatto seguito al crollo dell'impero sovietico e alla conversione
all'economia di mercato di grandi paesi emergenti".

La confessione di Trichet è l'esatto opposto di quanto ha proposto il pre-candidato alla


Presidenza francese Jacques Cheminade, il quale, il 9 novembre, ha sollecitato il governo

1 di 2 18/11/2010 23:31
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francese a muoversi "nello spirito del preambolo della Costituzione e del programma del
Consiglio Nazionale della Resistenza promulgato il 15 marzo 1944" – e cioé proprio lo spirito
"westfalico" the Trichet e la sua cricca vogliono sopprimere, per "ripristinare un sistema di
privilegi che porterà tutti ad una distruzione reciproca assicurata", come afferma Cheminade.

Il presidente francese Sarkozy si compiace di fare dichiarazioni promettenti, come "riformare


il sistema monetario internazionale" o porre fine alla "stravagante volatilità dei prezzi delle
materie prime", ma "il mondo, così com'è oggi, non ha tempo per i discorsi. Si trova di fronte
ad un sistema economico che si disintegra e ad un ordine politico in via di decomposizione".
Gli "organismi finanziari che ci hanno consegnato questa crisi, la City di Londra e Wall
Street, accumulano profitti insensati, fanno bella mostra della loro arroganza e conducono
una macabra danza sociale... Nicolas Sarkozy, sia in Francia che all'estero, non combatte
contro questi interessi; al contrario, egli li protegge con una cortina di fumo che,
fortunatamente, sempre più persone riescono a penetrare".

"L'unica iniziativa capace di fermare la macchina infernale", afferma Cheminade, "è un


sistema mondiale di tipo Glass-Steagall che, partendo dagli Stati Uniti, separi le banche
commerciali da quelle d'affari e impedisca che quest'ultime vengano salvate dalla mano
pubblica. Esse meritano solo una cosa: che si lascino fallire in modo ordinato, aprendo il
varco a grandi progetti di sviluppo su scala globale". Ciò ravviverà "l'entusiasmo dei popoli,
che potranno concepire una vita migliore per i loro figli e nipoti… questa è una battaglia che
si estende oltre l'orizzonte delle prossime due-tre generazioni, ma dobbiamo iniziare
immediatamente a ribaltare l'ordine distruttivo in cui viviamo attualmente".

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