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Motore a curvatura: velocità

superluminali da fantascienza
LUCA AUFIERO 11/03/2019

Il motore a curvatura è il principale sistema di propulsione delle navette spaziali della serie
fantascientifica Star Trek; esso permette di raggiungere velocità superiori a quella della luce.
Nel futuro sarà possibile rendere realtà questo fantascientifico motore immaginato negli
anni ’60?

Gli scienziati da sempre lavorano per superare muri che sembrano invalicabili. I
fratelli Montgolfier hanno fatto salire l’uomo fino al cielo, i fratelli Wright gli hanno
permesso di viaggiare sopra le teste dei propri simili. Poi satelliti e uomini hanno raggiunto
lo spazio, mentre gli aerei superavano l’ostica barriera del suono, che aveva quasi fatto
desistere gli ingegneri aeronautici del secondo dopoguerra. Ad oggi abbiamo esplorato a
fondo praticamente tutto il Sistema Solare, ad eccezione dei confini rappresentati dalla
lontanissima nube di Oort. Una volta raggiunti i confini cosa si fa? Li si supera!

Ma per raggiungere altri sistemi stellari servirebbero navette in grado di superare la


velocità della luce. I veicoli che al momento solcano gli spazi vuoti del Sistema Solare non si
avvicinano neanche a tali velocità. Ma se guardiamo molto più in basso, nelle nostre
televisioni, ci sono molte navette che senza difficoltà viaggiano di stella in stella su pianeti
alieni sempre diversi. Una delle più famose serie televisive in cui ciò avviene è
sicuramente Star Trek. In questa serie concepita oltre 50 anni fa le navicelle sfruttano un
futuristico sistema propulsivo, il motore a curvatura (noto anche come motore
gravitazionale o motore warp), per superare la velocità della luce e raggiungere in scioltezza
tutti gli angoli dell’universo. Il nome deriva dall’apparente curvatura della luce attorno
all’astronave. Ma come funziona il motore a curvatura? E cosa ne pensano gli scienziati di oggi
di una sua ipotetica realizzabilità?

Storia e funzionamento del motore a curvatura


Nell’universo di Star Trek il motore a curvatura viene inventato sulla Terra dallo
scienziato Zefram Cochrane negli anni immediatamente successivi al 2060. Durante il lancio
di prova gli uomini entrano in contatto con una civiltà aliena, i vulcaniani, che già
disponevano di una tecnologia simile da secoli; così la Terra entra nei radar di tutte le civiltà
dell’universo che già erano in grado di compiere viaggi interstellari.

Campo generato da un motore a curvatura: lo spazio-tempo viene compresso davanti alla


navicella e dilatato dietro, mentre l’astronave viene protetta da una bolla di curvatura.

I motori a curvatura (o motori gravitazionali) ricevono energia dalla reazione tra


materia (deuterio) e antimateria (antideuterio), mediata da cristalli di dilitio che non
reagiscono con l’antimateria se soggetti a campi elettromagnetici ad alta frequenza. Questa
reazione produce un plasma altamente energetico, chiamato elettroplasma o plasma di
curvatura, che viene incanalato dai condotti del plasma attraverso il sistema a elettro-
plasma (EPS); questo sistema fornisce energia anche agli altri sistemi elettronici della
navetta. Per la propulsione l’elettroplasma viene incanalato dagli iniettori di plasma in una
serie di bobine di curvatura, poste nelle gondole di curvatura. Le bobine sono composte di
cortenide di verterio e generano il campo di curvatura. Le gondole possono essere interne al
veicolo o collocate all’esterno e collegate al corpo principale tramite piloni. Il motore a
curvatura genera una distorsione spaziotemporaleattorno all’astronave, isolata all’interno
di una bolla di curvatura. La distorsione consiste nel contrarre lo spazio davanti alla navetta
e dilatarlo dietro di essa, riducendo l’effettiva distanza da percorrere. Quindi all’interno della
bolla di curvatura la navetta non viaggia a velocità superiori a quella della luce, ma vista
dall’esterno sì.

Motori a curvatura nella realtà: il motore di Alcubierre e


il motore a curvatura NASA
Il motore a curvatura di Alcubierre è un ipotetico sistema propulsivo basato su
una soluzione delle equazioni di campo di Einstein della relatività generale, proposto dal
fisico teorico messicano Miguel Alcubierre. Con questo motore un’astronave potrebbe
raggiungere un’apparente velocità superluminale. La condizione di funzionamento
principale della propulsione a curvatura di Alcubierre è la creazione di un campo di densità
energetica minore del vuoto, ossia di massa negativa, ad oggi ancora mai realizzato. Come le
navi di Star Trek, una navicella col motore di Alcubierre non raggiungerebbe la velocità della
luce in un sistema di riferimento locale, ma attraverserebbe distanze minori contraendo lo
spazio dinanzi a sé e espandendo quello dietro di sé; ciò risulterebbe in un effettivo
spostamento a velocità superluminale. Nel normale spazio-tempo gli oggetti non possono
raggiungere la velocità della luce; quindi il motore a curvatura di Alcubierre cambia lo
spazio-tempo attorno alla navetta, affinché essa possa arrivare a destinazione a velocità
superluminale, ma senza andare contro le leggi della fisica.

Distorsione spaziotemporale generata da un ipotetico motore a curvatura di Alcubierre

Anche se la soluzione di Alcubierre è consistente con le equazioni di campo di


Einstein, potrebbe non avere un vero significato fisico, e quindi potrebbe non essere
realizzabile. E anche se si riuscisse a trasporre nella realtà, la sua possibilità non
significherebbe per forza che il motore sarebbe costruibile. Il meccanismo proposto da
Alcubierre implica una densità di energia negativa, e quindi la materia esotica. Essa è
materia che non obbedisce alle normali leggi della fisica, ma è costituita da particelle effimere,
e quindi decade poco dopo la sua produzione. Non esistendo ad oggi materia esotica stabile, il
motore a curvatura non può essere costruito.

Anche la NASA ha effettuato degli esperimenti su un motore che possa far viaggiare le
astronavi a velocità superluminali: il motore elettromagnetico (EM). E’ un innovativo
sistema propulsivo per muovere le navicelle senza l’uso di propellente. L’esperimento che ha
portato all’idea di un motore di questo tipo è stato condotto nello spazio. Dei raggi laser sono
stati sparati nella camera di risonanza del motore EM per aumentarne l’intensità. I
ricercatori hanno scoperto che alcuni dei raggi hanno raggiunto velocità superiori a
quella della luce. Secondo la teoria della relatività di Einstein niente può muoversi più veloce
della luce; quindi l’elevata intensità raggiunta dai raggi laser ha permesso loro di distorcere
lo spazio-tempo e raggiungere una velocità solo apparentemente superluminale. Se si
riuscisse a sfruttare questo campo di curvatura generato dai laser ad alta energia, si
potrebbe contrarre lo spazio davanti alla navetta e dilatare quello dietro con lo stesso
procedimento dell”elettro-plasma di Star Trek, ottenendo di fatto un viaggio a velocità
superiore a quella della luce senza che la navetta ne risenta.

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