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Prato. Piazza delle Carceri: indagini e ciottoli contro terra (usm 2036). Grazie a confronti
archeologiche (fasi 2-4) con altre situazioni di scavo (Vanni Desideri 2009) è
possibile identificarla con la base di una grande mac-
La pavimentazione di piazza delle Carceri insiste in china di cantiere funzionale, forse, alla costruzione della
un’area dove erano ubicati alcuni degli edifici più im- facciata ovest della chiesa (Cerretelli 2005), da cui dista
portanti della Prato medievale: la curtis ed il palatium 11,50 m (fig. 3). Si tratta di un rinvenimento del tutto
dei conti Alberti, il castrum/castellum dell’Imperatore particolare, perché non sempre è possibile indagare
e la seconda cinta muraria (secc. xii-xiii). Le indagini archeologicamente simili opere a carattere provvisorio.
si inseriscono in un ampio programma di archeolo- Sono stati, inoltre, messi in luce due piani di uso a
gia urbana che comprende anche quelle dirette dalla circa 1 m di profondità (uuss 2008, 2020), entrambi
Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di precedenti la costruzione della struttura ma non ascri-
Firenze: San Domenico, Palazzo Banci-Buonamici, vibili, al momento, ad un contesto cronologico più
preciso, sebbene la presenza di sola ceramica acroma
Castello dell’Imperatore; o le indagini condotte dalla
nei rispettivi strati di abbandono suggerisca un periodo
sbat in piazza del Comune o nell’area dell’Episcopio.
antecedente al xiv secolo.
In considerazione, quindi, della strategicità dell’area, la
stessa Cattedra (in collaborazione con la sbat ed in coor- [C. M., F. C.]
dinamento con la Direzione Regionale) aveva proposto
un programma di indagini di Archeologia Preventiva Saggio e e Trincea 4
con lo spin-off accademico ‘Laboratori Archeologici San Localizzato presso il limite nord-ovest della piazza,
Gallo’ per la progettazione e realizzazione dell’intervento. di fronte al vicolo de’ Bardi, il saggio è stato aperto per
[G. V.] sondare l’anomalia “a2” e successivamente ampliato
verso nord (Trincea 4). La complessa stratigrafia rivela
Le indagini, avviate nel 2012 (Vannini et al. 2013), uno spaccato articolato della storia medievale di questa
sono proseguite con la verifica dei risultati delle pro- area della piazza.
spezioni georadar e la conseguente impostazione di
una strategia di analisi articolata con gradi crescenti di L’edificio (fig. 4)
approfondimento diagnostico. Sono stati messi in luce i resti di un edificio (cf1) il
Da marzo 2013, quindi, sono stati aperti tre saggi cui aspetto definitivo (7,45×11 m) deriva dall’unione di
(fase 2: c, d, e), di cui due ampliati successivamente una struttura muraria preesistente di notevoli dimen-
(fase 3), e sono stati realizzati transetti e trincee a sezione sioni (larga 115 cm) e con doppia risega (a1), cui è stata
obbligata per tutta l’area della piazza (fase 4, conclusa ammorsata una seconda struttura più sottile (78 cm)
a luglio), per sondare tutto il potenziale archeologico e con risega singola (a2). Al cf1 sono da collegare una
anche nelle zone non raggiunte dalle prospezioni o non sequenza di piani di calpestio e strati di abbandono/
interessate da forti anomalie (fig. 1). livellamento: il più profondo (us 4310, a -1,75 m) era
[C. M.] probabilmente funzionale alla prima fase (a1), tagliato
per la costruzione delle riseghe sia di a1 che di a2,
coperto da uno strato scuro con carbone (us 4309), a
Saggio c
sua volta coperto da uno strato di argilla compatto e da
È stato aperto nella zona prospiciente l’attuale accesso un acciottolato con malta (us 4302, ca. -1,50 m), forse
al Castello dell’Imperatore per intercettare e verificare funzionale al nuovo edificio (a2). All’interno di questo
l’anomalia “c2”, di forma rettangolare (15×5,5 m). non sono stati rinvenuti piani di uso sicuri, sebbene
È stato portato alla luce un deposito sostanzialmente sia possibile identificare con us 3020 (a -1,57 m) una
recente, sulla base dei reperti mobili rinvenuti, e due setti possibile quota di livellamento. Su questa us uno strato
murari (uussmm 1006, 1007) forse già rinvenuti nel corso di terra sciolta, contenete una gran quantità di reperti
degli scavi degli anni Settanta del secolo scorso (fig. 2). Un mobili e ceramici (us 3018), con orizzonte cronologico
sondaggio di approfondimento, praticato per verificare entro la prima metà del xiv sec., sembra indicare il
l’eventuale prosecuzione del lastricato medievale venuto termine di defunzionalizzazione del cf1.
alla luce nel Saggio e, e apparentemente in prosecuzione [C. M.]
verso la posterula (infra), ha dato esito negativo.
La strada (fig. 4)
[F. C.]
L’edificio è affiancato, in una terza fase costruttiva,
Saggio d da una porzione di lastricato stradale, largo ca. 3,30 m,
con linea di mezzeria e costituito da lastre di arenaria
È stato aperto al margine settentrionale della piazza di forma irregolare e dimensioni variabili (usm 3024),
per sondare l’anomalia “a1”, ad una profondità stimata posizionato fra -1,09 e -1,15 m, e avente la stessa diret-
di -90 cm dal vecchio piano stradale. trice di vicolo de’ Bardi (confrontabile con il “chiasso”
Lo scavo ha consentito di mettere in luce una strut- rinvenuto a Palazzo Banci: Vannini 2006). Pur essendo
tura quadrangolare (6,60×6,30 m) costruita in malta apparentemente direzionata verso la posterula, la strada
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fig. 1 – Prato, Piazza Santa Maria delle Carceri: planimetria generale con le aree di scavo.

non si è conservata verso est (come dimostrano i son- posta di fronte alla facciata della chiesa, analoga a quella
daggi eseguiti) e, quindi, non è stata confermata la sua rinvenuta nel Saggio d (di cui, invece, non vi era traccia).
prosecuzione verso il castello. Allo stato attuale non
è chiaro il suo periodo di costruzione ma una prima Il secondo lastricato stradale
analisi della ceramica (fra cui una considerevole quan- All’estremità ovest del transetto è stato messo in luce
tità di italo-moresca) pone la sua defunzionalizzazione (a -1,30/-1,15 m di profondità) un secondo lastricato,
intorno alla seconda metà del xiv sec. con direttrice nord-sud, di considerevoli dimensioni
[C. M., F. C.] (usm 4006): largo ca. 5,30 m, in lastre poligonali di
arenaria, con linea di mezzeria. Data la posizione e l’o-
rientamento, è sicuramente precedente alla costruzione
Transetto 1
della chiesa. A fianco di esso ed alla stessa quota è stato
Orientato est-ovest (2×25 m), parallelo alla facciata sud messo in luce un massetto in ciottoli, pietrisco e malta
della Chiesa di Santa Maria, è stato aperto per verificare (us 4011), forse residuo di un piano di calpestio (fig. 5).
sia la prosecuzione dei muri della posterula verso nord L’apertura del Sondaggio 2 (5×5 m) e relativo am-
(di cui è stata rinvenuta, infatti, una piccola porzione: pliamento (Trincea 2b: 1,3×2 m), al centro della piazza,
usm 4001), sia l’eventuale presenza di una piattaforma hanno confermato il proseguimento del lastricato (usm
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fig. 2 – Saggio c: panoramica dei setti murari messi in luce e, probabilmente, gli stessi setti rinvenuti nel corso delle indagini
degli anni Settanta del Novecento.

fig. 3 – Saggio d: a sinistra, veduta generale della struttura quadrangolare (usm 2036) in rapporto alla facciata ovest della
chiesa di Santa Maria delle Carceri e, a destra, panoramica di fine scavo con uno dei piani di calpestio rinvenuti (us 2008).

4100) per una lunghezza complessiva documentata di dità, uno spesso setto murario orientato nord-sud, di
38 m, tra -1,28 e -1,50 m, in leggera pendenza verso sud aspetto e fattura recenti (usm 5002), come la stessa
(fig. 5). Anche in questo caso è difficile contestualizzare stratificazione. A gran profondità (-2,20 m), invece,
cronologicamente la costruzione del manufatto, dati gli potrebbero esserci residui del proseguimento del manu-
scarsissimi reperti ceramici acromi negli strati sottostanti, fatto stradale, sebbene la verifica della loro consistenza
mentre è possibile ipotizzarne l’abbandono attorno alla debba essere rimandata a nuove prospezioni previste
seconda metà del xiv sec., per la presenza di forme aperte nell’area a sud della piazza.
di maiolica arcaica e ceramica “figlinese” nei due strati [L. S.]
soprastanti (uuss 4101 e 4105). Lo stesso tipo di reperti
era contenuto nello strato che copriva il lastricato nel Le strade, gli isolati, la piazza
Transetto 1 (us 4010). Riguardo questi rinvenimenti, l’ipotesi attualmente
[L. S.] più probabile è che l’edificazione della chiesa delle Car-
ceri possa aver defunzionalizzato il manufatto stradale
Trincea 5 usm 4006 e, forse, usm 3024, nell’ottica di una generale
riprogettazione della piazza. La loro costruzione, però,
Aperta su indicazioni della committenza per valutare potrebbe essere riferibile ad un complessivo riassetto
l’eventuale proseguimento del lastricato (Transetto 1 e urbanistico che, secondo le fonti, coinvolse isolati e
Sondaggi 2-2b), ha portato alla luce, a scarsa profon- viabilità a partire dall’ultimo ventennio del xiii secolo,
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fig. 4 – Saggio e: veduta di fine scavo con il lastricato (usm 3024) con direttrice ovest-est, l’edificio quadrangolare (cf1)
costituito da due momenti costruttivi diversi (a1, a2) e alcuni dei piani di calpestio ad esso associabili (uuss 4310, 4302).

fig. 5 – I residui del secondo lastricato con direttrice nord-sud, messo in luce nel Transetto 1 e nei Sondaggi 2 e 2b.

anche nella zona del Convento di San Francesco e delle Banci, San Domenico, Palazzo Pretorio, ecc.). Si tratta
vecchie Stinche (Cerretelli 2005, pp. 47-48 e Fantappié di un nucleo di manufatti sia acromi che rivestiti, con
1991, pp. 197-198 e pp. 221-223). buone quantità di ceramica rivestita di qualità (maiolica
[C. M.] arcaica, arcaica blu, zaffera a rilievo e italo moresca).
Vi sono anche ossa di animali, metallo, vetro, carbone
I reperti mobili (campionato) e scorie di lavorazione (metallo e, in
minor quantità, vetro) (fig. 6).
I reperti, in fase di classificazione (catalogazione su L’area indagata esprime un arco cronologico più am-
database, rilievo, disegno), potranno offrire indicazioni pio rispetto a quanto è emerso nel corso degli scavi alla
di carattere cronologico, economico e sociale relative posterula (Vannini et al. 2013), e ci mette in contatto con
sia alla vita nelle aree oggetto di indagine che dell’intera contesti più complessi, che testimoniano dell’apparizione
città, soprattutto mediante confronti con i materiali delle rivestite, sia nelle loro forme più antiche, come la
provenienti da altre zone scavate in precedenza (Palazzo maiolica arcaica, che in quelle successive. Si deve, inoltre,
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fig. 6 – Alcuni dei reperti mobili rinvenuti in corso di scavo.

sottolineare la cospicua presenza della ceramica a stampo, tario (Prato. Archeologia in città), ospitato dal canale
la figlinese, che proprio in questo territorio ha fatto la you-tube dell’Università, in collaborazione con il Centro
sua comparsa e di cui qui sono presenti numerose forme, Produzione Contenuti Multimediali.
rappresentanti probabilmente diverse fasi cronologiche. In generale si è constatato un grande interesse da par-
[E. P.] te dei cittadini per la ricerca archeologica, confermando
la scelta positiva di aver lasciato il cantiere visibile nel
Metodologie di rilievo corso degli scavi.
[C. M.]
Le aree indagate e la stratigrafia sono state documen-
tate mediante rilievi topografici con stazione totale laser, Prospettive
grazie ad una poligonale di punti fissi.
La situazione di fine scavo di ciascun saggio, con I saggi e le trincee sono stati ricoperti e ha preso avvio
particolare riferimento agli elementi più rilevanti la fase di elaborazione dei dati, per ricostruire l’aspetto
dal punto di vista scientifico e monumentale, è stata ancora ignoto dello spazio urbano medievale di piazza
documentata da levate fotografiche ad alta risoluzione, delle Carceri. I risultati sono stati straordinari, con nuove,
propedeutiche alla realizzazione di rilievi fotogramme- fondamentali testimonianze archeologiche; in particolare
trici 3d grazie al software Photoscan di Agisoft, utilizzato il tratto di lastricato stradale allinea Prato alle più aggior-
in via sperimentale in collaborazione con il Dr. Pierre nate ed attrezzate città dell’Europa del tempo. Siamo ora
Drap del lsis-cnrs di Marsiglia. in grado di disporre di una consistente e qualificata do-
È stato inoltre eseguito un volo con drone (ditta cumentazione per un’analisi storica della topografia della
Aeral-view) per la contestualizzazione delle aree di città, che potrebbe tradursi nella musealizzazione di tale
indagine. patrimonio con un progetto che, anche gradualmente,
[L. S.] consenta di ‘esporre’ un’autentica ‘storia archeologica’
di una fra le meglio conservate città medievali d’Italia.
Comunicazione archeologica [G. V.]
Guido Vannini*, Chiara Marcotulli**,
Le indagini sono state affiancate da un piano di
Elisa Pruno**, Francesca Cheli**, Lapo Somigli**
Archeologia Pubblica a cantiere aperto (Vannini et al.
2013) che ha previsto aggiornamenti su social network, * Università degli Studi di Firenze.
questionari ai residenti sulla percezione delle indagini ** Università degli Studi di Firenze e Laboratori Archeologici
archeologiche e la realizzazione di un video-documen- San Gallo, Soc. coop. spin-off accademico.
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Riferimenti bibliografici a 3-3,50 m) e al consolidamento interno dei paramenti


Cerretelli C. 2005, Da oscura prigione a tempio di luce. La murari perimetrali del Bastione (fig. 7).
costruzione di Santa Maria delle Carceri, in A. Benvenuti (a Per lo spin-off accademico dell’Università di Firenze
cura di), Santa Maria delle Carceri a Prato, Firenze, pp. 45-96. ‘Laboratori Archeologici San Gallo’ (che fa riferimento
Fantappiè R. 1991, Nascita e sviluppo di Prato, in G. Cherubini alla Cattedra di Archeologia Medievale) i lavori sono stati
(a cura di), Prato: storia di una città. Ascesa e declino del centro anche occasione di ricerca, con l’obiettivo di approfondi-
medievale (dal Mille al 1494), vol. 1, Prato, pp. 79-299. re le conoscenze su Prato medievale e, nello specifico, di
Vanni Desideri A. 2009, Relazione sulla campagna 2009 di raccogliere tutti i dati archeologici relativi alle strutture
indagini archeologiche nell’area della Villa Medicea di Pratoli-
murarie (oltre ai depositi interrati del Bastione) prima
no: diagnostica archeologica e sondaggi stratigrafici. Relazione
interna, Provincia di Firenze, Istituzione Parco Mediceo di che venissero necessariamente alterate dalle operazioni
Pratolino (inedita). di restauro. Si è posta particolare attenzione alla docu-
Vannini G. 2006, Prato. Indagini archeologiche nel Palazzo Banci mentazione delle murature della cinta trecentesca, che
Buonamici, in Notiziario Toscana 2, 2005 [2006], pp. 59-62. saranno in futuro confrontate, dal punto di vista tecnico-
Vannini G., Marcotulli C., Pruno E., Cheli F., Somigli L., costruttivo, con altre murature medievali già indagate, o
Piro S., Zamuner D., Poggesi G. (= Vannini et al.) 2013, in corso di studio, nel contesto urbano di riferimento.
Prato. Piazza delle Carceri: indagini archeologiche diagnostiche,
in Notiziario Toscana 8, 2012 [2013] pp. 242-245. La sorveglianza archeologica
I lavori sono iniziati con l’abbassamento generale
del piano della terrazza per una profondità di circa
Prato. Bastione delle Forche: sorveglianza 0,80-1 m. Durante lo scavo sono emerse alcune tracce
archeologica e indagini di stratigrafia muraria di edifici, costruiti a partire dagli anni ’20 del ’900 e
oggi in gran parte demoliti, quali fondazioni e canalette
Il Bastione delle Forche è un grande complesso monu- in muratura contenenti tubi in plastica o tubuli fittili
mentale sulla sponda destra del fiume Bisenzio la cui invetriati (con impasto rosso scuro) per lo scolo delle
costruzione si inquadra nella progettazione, a partire acque e dei liquami, una fossa settica (uuss 2, 3) e una
dal 1538 per volontà di Cosimo i de’ Medici, di un grande cisterna in cemento (uuss 5, 6). Il vaglio del ter-
sistema di otto bastioni atti a rafforzare le mura della reno ha permesso il recupero di reperti mobili piuttosto
cinta trecentesca di Prato, per adeguarla all’evoluzione eterogenei, a conferma della recente frequentazione del
delle tecniche belliche e ossidionali. Nello specifico, la deposito: ceramica invetriata rosso scura, “marezzata”,
costruzione del Bastione delle Forche, al vertice sud-est maiolica tarda e maiolica “alla porcellana”, frammenti
della cinta urbica, sembra essere stata avviata da Ales- di “foratini”, mattonelle, fondi di bottiglie, boccette di
sandro de’ Medici intorno al 1534 con la consulenza di brillantina, bottoni, ecc.
Antonio da San Gallo il Giovane e conclusa da Davide Durante la prima fase di scavo, nell’area a sud del
Fortini nella seconda metà del xvi secolo (Lugli 1971; piano, davanti al pp2, è stata inoltre individuata una
Nuti 1980). struttura muraria a pianta quadrata (usm 13: 130×130
Il Bastione ha pianta trapezoidale, con una grande cm) − con nucleo ‘a sacco’ di ciottoli, frammenti di
scarpa esterna in laterizio e spigoli in lastre di arenaria laterizio e malta bianca molto tenace, colato contro
(Montevecchi 2001), ed è colmato all’interno da un ter- terra − identificata quale pilastro di rinforzo per il
rapieno sul quale, in epoca successiva, è stata impostata terrapieno cinquecentesco. Attorno a questo è stato
una terrazza delimitata a nord da edifici attualmente possibile individuare parte degli strati sovrapposti che
in stato di rudere. costituivano il terrapieno: us 12, caratterizzata da terra
Il Comune di Prato dagli anni ’90 del xx sec. ne ha friabile, con pietrisco di grosse dimensioni e frammenti
avviato il recupero, con la demolizione di alcuni edifici di laterizio (con una concentrazione, in prossimità del
recenti ed il collegamento pedonale (anno 2003) fra via pilastro, di frammenti ceramici di maiolica arcaica,
Arcivescovo Martini e Piazza Mercatale (anno in cui, rinascimentale, ingobbiata e graffita), che copriva uno
sotto il controllo della sbat, venne scavata parte del strato di riempimento costituito da argilla molto com-
terrapieno a sud-ovest). patta, pressoché sterile (us 19).
Trincea 1. Una sequenza simile di strati è stata riscon-
Obiettivi e strategia delle indagini trata nella trincea a nord, effettuata per le operazioni
Gli interventi di sorveglianza archeologica, richiesti di cantiere relative al consolidamento del paramento
dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della To- interno del bastione (pp12: fig. 9).
scana (dott. Gabriella Poggesi), nell’ambito delle attività Lo strato superiore (us 8), composto da argilla friabile
di archeologia preventiva, sono iniziati a giugno 2013 pietrisco e frammenti di laterizio con alcuni reperti cera-
e terminati, con alcune interruzioni fisiologiche alle mici, presentava tracce di interventi edilizi riferibili alle
attività di cantiere, agli inizi del 2014. Erano funzionali strutture abitative dei primi decenni del ’900 (alloggia-
allo scavo, con mezzo meccanico, di trincee a sezione menti di condutture idrauliche e fognarie). Al di sotto,
obbligata (ciascuna di ca. 3 m di lato e profonda fino nella sezione, era visibile uno strato di matrice argillosa,