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CRITICITA’ PROCEDURALI

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 1


UN PROGETTO FUORI DAL CONTESTO NORMATIVO

CRONISTORIA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI relativi al Biodigestore


previsto dal PGR regionale per la provincia della Spezia

La presente ricostruzione, basata sugli atti amministrativi prodotti dal 2015 a oggi, è volta ad evidenziare le
false asserzioni, le omissioni del documento redatto dalla Regione per la IV commissione ‘Territorio e
Ambiente’ per motivare l’apertura della procedura di VIA. (documento già agli atti)

Anno 2015
Il PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI nelle linee guida programmatiche afferma:
per l’area omogenea della Spezia è prevista, tra gli scenari impiantistici utili alla
dimensione territoriale, la realizzazione di un impianto di biodigestione demandando,
come da norma di legge, alla Provincia l'individuazione del sito idoneo in coerenza con
i criteri previsti nel Piano Regionale

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Anno 2016
sulla base di quanto prospettato dalla pianificazione regionale ACAM Ambiente SPA, gestore
degli impianti presenti a Saliceti e Boscalino, ha bandito alla fine del 2015 gara per la ricerca
di un socio privato operativo necessario per:
• l'affidamento in concessione del servizio di trattamento della frazione indifferenziata,
dei rifiuti solidi urbani, gestione e manutenzione dell'impianto di bioessicazione e
produzione CDR/CSS sito in Saliceti
• il trattamento delle frazioni organiche e verde da raccolta differenziata e la gestione
dell'impianto di compostaggio sito in Boscalino, nonché la realizzazione dei relativi
adeguamenti impiantistici.

La gara, aggiudicata nel luglio 2016, prevede da parte dell’aggiudicatario due interventi:
• sull’impianto di Saliceti, finalizzato al ripristino della piena operatività del ciclo TMB
con produzione di CSS (ora elemento che ha sostituito il CDR della pianificazione 2003)
• potenziamento dell’impianto di Boscalino, anche attraverso la realizzazione di un
digestore anaerobico
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Anno 2018

In data 06 agosto 2018 il Consiglio Provinciale della Spezia approva il Piano d'Area
per la gestione dei Rifiuti indicando Boscalino quale sito idoneo per la realizzazione
dell'impianto di Biodigestione Anaerobica, come da programmazione regionale.

Il Piano è stato sottoposto a VAS, percorso avviato a fine 2016 e giudicato concluso
positivamente con nota dell'Ufficio regionale competente del 23 luglio 2018
n°20831
Il Piano d’area spezzino conferma l’impostazione basata sullo scenario definito nel
Piano regionale di gestione dei Rifiuti (1 impianto di trattamento RUR TMB/CSS a
Saliceti e 1 digestore anaerobico a Boscalino).
• L’impianto meccanico biologico TMB con produzione di CSS previsto a Saliceti che
potrà soddisfare anche il fabbisogno dell’area del Tigullio, come da indirizzi del
Comitato d'Ambito regionale
• Il nuovo impianto di digestione anaerobica e compostaggio per la produzione di
biometano in aggiunta ad un ammendante per l'agricoltura (compost di qualità) di
Boscalino con capacità adeguate ad accogliere il flusso residuo previsto dall’Area
del Tigullio. Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 4
Le motivazioni addotte nel Piano d'Area provinciale
per la scelta di Boscalino sono le seguenti
• Il Piano Provinciale dei Rifiuti adottato nel 2003 prevedeva la realizzazione di
un impianto di compostaggio aerobico indicando una pluralità di siti
potenzialmente utilizzabili
• ….A seguito dell’approvazione del Project Financing del luglio 2016 riguardante
il revamping dell’impianto TMB di Saliceti e la realizzazione del digestore
anaerobico, Recos S.p.A. , aggiudicataria del Project, ha proposto il sito di
Boscalino per realizzare un impianto adeguato alle produzioni attese dai Comuni
della Provincia della Spezia e del flusso previsto dall’Area del Tigullio.......
• .... Recos S.p.A. ha presentato un Progetto preliminare dal quale si evince
l’adeguatezza del sito per la realizzazione dell’impianto proposto.........
Sul sito di Boscalino Arpal, in fase di VAS, suggerì approfondimenti inerenti le criticità
derivanti dalla coesistenza dell'attuale stazione di trasferenza con i lavori di costruzione
del nuovo impianto di biodigestione anaerobico. ReCos SPA al riguardo presentò
documenti che hanno consentito di risolvere positivamente gli approfondimenti,
dimostrando che non vi sarebberoBiodigestore
state interferenze tra09 i due impianti.
a Saliceti presentazione Rev 5
Tabella tratta dal Piano d’Ambito regionale del 6 Agosto 2018

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Progetto ReCos per Biodigestore anaerobico nel sito di Boscalino

il progetto inserito a
pag.279 del Piano
d'Area provinciale
attesta la compatibilità
di coesistenza fra
l'attuale impianto e il
Biodigestore di nuova
costruzione

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Conclusione iter procedurale

• L'Ufficio regionale con la nota 208317 del 23 luglio 2018 ha preso atto
delle motivazioni di ReCos e ha concluso positivamente la procedura di
VAS per il sito di Boscalino
• A conclusione dell'iter di approvazione il Piano provinciale viene recepito
all'interno del Piano d'Ambito regionale approvato il 6 agosto 2018
• L’assessore Giampedrone il 9 agosto 2018 ribadisce, a mezzo stampa, che i
documenti progettuali, riportati in sede di VAS, consentono di risolvere
positivamente l'osservazione di ARPAL

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Le coup de theatre !


Il 12 aprile 2019 ReCos, in contrasto con la programmazione regionale e
provinciale e con le sue stesse motivazioni in sede di VAS, presenta un
progetto per la realizzazione di un Biodigestore nel sito di Saliceti

La Giunta Regionale con delibera n. 331 del 18 aprile 2019 indice l'inchiesta
pubblica sul nuovo progetto

Giugno 2019 il Consiglio Provinciale, rinunciando al proprio ruolo di decisore
per l'individuazione dei siti, approva - in totale contrasto con quanto
previsto dieci mesi prima nel Piano d'Ambito regionale - una mozione che
avalla la procedura aperta in sede regionale

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Inchiesta pubblica


il primo agosto 2019, periodo in cui gran parte del paese
è in ferie, si svolge la prima riunione di inchiesta pubblica
ove si fissa il termine della stessa entro il 15 di settembre
(!).

Quarantacinque giorni effettivi in luogo dei novanta
previsti dalla legge!!!

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A fronte di quanto illustrato nelle slide dissentiamo sullo
strumento procedurale (VIA) presente nella delibera
regionale di istituzione dell'inchiesta pubblica perchè:

a) non corrisponde al vero che l'impianto di Biodigestione proposto nel sito di


Saliceti è inserito nella pianificazione regionale
b) il piano d'Ambito del 06 agosto 2018 per il sito di Saliceti prevede
esclusivamente interventi di revamping dell'attuale impianto di CDR/CSS
anche in relazione ai rifiuti provenienti dal Tigullio e da Golfo Paradiso.
c) il Piano d'Ambito regionale colloca il biodigestore nel sito di Boscalino in
coerenza con l’esito della VAS.
d) il progetto presentato da Recos è al di fuori della programmazione regionale e
provinciale
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e) il Piano d'Ambito Regionale viene modificato senza essere sottoposto a
VAS nonostante trattasi di una variante di sito inserito nel Piano d'Area
provinciale sottoposto esso stesso a VAS, recepito dal Piano d'Ambito
regionale approvato con delibera il 06/Agosto 2018.
f) la VIA non consente di avere più opzioni e/o alternative tra cui poter
scegliere nè la possibilità di esaminare altre tecnologie per lo
smaltimento dei rifiuti.
g) si è costretti a discutere esclusivamente nel merito del progetto di
ReCos dell'impianto di Saliceti senza alcuna possibilità di avere opzioni
fra loro alternative. Con lo scopo di concedere, tuttalpiù, qualche
prescrizione e/o realizzare opere di mitigazione senza mettere in
discussione nè il sito né il progetto.

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L’inchiesta pubblica: una foglia di fico?

• l'inchiesta pubblica finisce per dare una copertura


partecipativa a una procedura a nostro avviso illegittima
• Il progetto di ReCos si pone al di fuori degli atti di
pianificazione regionale e provinciale deliberati dal 2015, fino
a otto mesi prima della sua presentazione, e contraddice la
proposta con cui la società si era aggiudicata la gara del 2016

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Date queste premesse siamo qui per dare corso a quanto indicato nelle
conclusioni del documento redatto dagli uffici regionali per la IV
commissione ‘Territorio e Ambiente’

2
3

Intendiamo dare attuazione a quanto riportato al punto 2 e riscrivere il punto 3 restituendo il ruolo alla
Provincia :
- Ridiscutiamo fabbisogni e conferimenti
- Evidenziamo le criticità della soluzione proposta e gli impatti cumulativi
- Analizziamo soluzioni alternative
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L’inchiesta pubblica ha un merito: ci ha fatto ‘apprezzare’
Spezia come pattumiera di Genova
Processo di Generazione Località trasf Volume
movimentazione rifiuto rifiuto (ton/anno)
rifiuto solido da RI SP dopo
Centro TMB
processo di vagliatura Verso
discarica Saliceti SP
Scarpino 3 (GE) 12-13.500* 13.500 ton/a
RI urbana verso centro Centro TMB di
trattamento Golfo del Tigullio 35-38.000
Saliceti
RI urbana verso centro Città Centro TMB di
trattamento 60-65.000 138.000 ton /a
Metropolitana Saliceti
FORSU verso centro di Biodigestore di
trattamento Golfo del Tigullio 30-35.000
Saliceti

Considerazioni generali: *residuo equivalente calcolato al 35% del conferito

• i rifiuti da Saliceti verso Scarpino sono solidi, pressochè inodori e privi di rischi di inquinamento chimico/atmosferico
ambientale;
• i rifiuti del Tigullio e città metropolitana verso Saliceti sono umidi e generano rischi di inquinamento ambientale atmosferico,
chimico, batterologico e producono inquinanti durante il processo anaerobico che devono essere smaltiti attraverso un
depuratore
NB: la tabella è stata generata considerando i dati del Piano d’Ambito del 6/8/2018 e del Comitato d’Ambito del 13/12/2018 (capacità TMB
Saliceti 130.000 Ton/a e Biodigetore 60+30.000) Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 15
Quanto ci costa utilizzare la discarica di Scarpino

Chart Title

9%

residuo SP in discarica
rifiuti in arrivo

91%

La discarica di Scarpino potrà essere utilizzata per altri 10 anni dopo di ché La Spezia si dovrà dotare di
un proprio impianto di discarica ed il biodigestore le rimarrà sul groppone almeno fino al 2043

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Genova e Tigullio: fallita la raccolta differenziata
a pagare sono le «colonie» virtuose
Previsione volume rifiuti per area metropolitana Previsione volumi A.M. delibera n.10 del
da Piano d’Ambito del 6/8/2018 Comitato d’Ambito del 13/12/2018

*la proiezione su dati dei primi 6 mesi del 2018 conferma il dato RI a circa
246.000, ma si auspica che i maggiori sforzi previsti sul territorio nel II semestre Variazione previsione delibera n.10 del
facciano raggiungere risultati migliori Comitato d’Ambito del 13/12/2018

Sparito il biodigestore di Isolona


previsto per il Tigullio nella VAS 2017.
Perché? Genova si affida ai virtuosismi
delle proprie province (colonie)e spende
La Spezia Genova C.M.
meno. Vale per loro il principio : Costi di
conferimento rifiuti Indifferenziata 181,5 110-120
Non nel mio giardino inseriti nel Piano
d’Ambito (euro/ton): FORSU 93,5 65-85
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PERCHE’ UN BIODIGESTORE A LA SPEZIA ?
Tipologia 2013 2014 2015 2016 2017 2018 OBTV 2020
Andamento Tot prodotto 123.927 123.962 122.088 112.786 105.630 108.489 110.000
Gestione Indifferenziata 87.206 84.108 76.244 52.265 34.829 33.091 38.500
rifiuti prov di RD totale 36.721 39.854 45.844 60.521 70.801 75.398 71.500
La Spezia Di cui FORSU 7.797 10.019 14.361 23.511 25.303 29-30.000
% RD 29,63 32,15 37,55 53,66 67,03 69,50 65,00

Tipologia 2013 2014 2015 2016 2017 2018 OBTV 2020


Tot prodotto 471.186 474.087 454.711 434.271 425.749 424.616 426.00
Andamento Indifferenziata 307.980 301.132 278.985 262.777 248.492 248.207 213.000
Gestione RD totale 163.206 172.955 175.726 171.494 177.257 176.409 213.000
rifiuti Genova
metropolitana Di cui FORSU 24.585 31.348 36.941 40.959 41.157 93-100.000
% RD 34,64 36,48 38,65 39,49 41,63 41,55 50,00
*Dati Riportati nel ‘ Piano d’ambito regionale di gestione rifiuti del 6 Agosto 2018 e delibera n.10 del 13/12/18
La provincia di La Spezia risulta la più virtuosa sulla «raccolta differenziata» ed ha una modesta esigenza di
smaltimento FORSU (sicuramente inferiore all’OBTV) che può essere soddisfatta mantenendo l’attuale
impianto di Boscalino ed integrandolo con impianti di compostaggio aerobico incentivati (art 38 comma 1-L.
221/2015) data la scarsa densità di popolazione e la disponibilità di un importante entroterra agricolo
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Pertanto riteniamo doveroso chiedere che:

• la Regione sospenda l'attuale procedimento di autorizzazione del


progetto di biodigestore su Saliceti
• si avvii una variante basata sul Piano d'Ambito Regionale utilizzando
dati reali e in cui sia prevista una perequazione tra le province nella
distribuzione degli impianti, delle quantità, dei disagi e dei rischi
• si applichi la VAS alla variante prevedendo una inchiesta pubblica

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CONFERIMENTI/MOVIMENTAZIONE

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IMPIANTO TMB SALICETI
L’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Saliceti per il trattamento dei rifiuti
indifferenziati (RI) con produzione di CDR/CSS ha capacità di trattamento tale da poter ampiamente
soddisfare (con ulteriore capacità residua) anche il fabbisogno dell’area del Tigullio, come da indirizzi del
Comitato d'Ambito, con particolare riferimento alla Deliberazione n.3 del 25 marzo 2016 circa l’utilizzo
dell’impianto di Saliceti al servizio dei comuni del Tigullio.
Origine Conferimento a Conferimento a
In base al «Piano di Ambito Regionale di rifiuti Saliceti (t/a) Scarpino *(t/a)
gestione rifiuti del 6 Agosto 18» l’impianto RI Prov La 38.500 12-13.500
dovrebbe trattare 105.000 ton/a di Spezia (sovrastimato rispetto
ai risultati 2018 di
indifferenziata. 33.000)
RI Tigullio 37.000 12-13.000
Con la delibera n.10 del Comitato d’Ambito RI area
63.000 20-22.000
metropol GE
regionale del ciclo dei rifiuti del 6 Dicembre
2018 si ipotizza di estendere tale volume a
130.000 ton/a almeno per il 2020
*ipotesi di residuo equivalente al 35% dei prodotti conferiti
Per i suoi processi l’impianto necessita di acqua per un totale di 12.000 m3/anno che approvvigiona dalle
precipitazioni meteoriche e dal sottosuolo attraverso pozzi presenti in loco
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PROGETTO IMPIANTO BIODIGESTORE
In sintesi, il progetto riguarda la realizzazione di un impianto di trattamento di Rifiuti Solidi urbani
(FORSU, ovvero la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, e verde) mediante processo di
Digestione Anaerobica finalizzata alla produzione di Biogas (e quindi Biometano) e successivo processo
di Compostaggio finalizzato al recupero della materia organica come Compost di Qualità (Ammendante
Compostato Misto utilizzabile come fertilizzante in agricoltura).
Capacità di trattamento assegnata:
Origine rifiuti Conferimento a
- FORSU 60.000 ton/a Saliceti (ton/anno)
- rifiuti vegetali (sfalci-legno) 30.000 ton/a 2020
(provenienze La Spezia-Genova-Parma ??? Perché)
Consumi FORSU Prov La Spezia 23.500
- acqua industriale (incluse acque meteoriche) 31.000 m3/a FORSU Area Tigullio e 35.000
- materiale ligneo biofiltrante 12.000 m /a
3
città metropolitana
- energia elettrica 16.500 kWh/a
Rifiuti verde/legnosi 30.000
Prodotti in uscita: da entrambe le aree (6.000 per SP)
- Biometano 4.280 ton/a
- Fertilizzante 14.350 ton/a
Rifiuti in uscita: Come si vede il processo non chiude
- rifiuto solido sovvallo e strutturante a smaltimento 18.000 ton/a il ciclo dei rifiuti ma ha bisogno di
- percolati ed acque di processo 19.610 m /a
3
successivi smaltimenti di prodotti
- offgas (CO2) 7.086 ton/a
inquinanti
- fumi scarico torcia ( combustione biometanoBiodigestore
in eccesso) 9.500 Nm 3
/h
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MOVIMENTAZIONE RIFIUTI
Alimentazione impianto rifiuti di Saliceti

• Per la parte indifferenziata, il fabbisogno di conferimento rifiuti della provincia di La Spezia stimato per il
2020 risulta di 38.500 ton/a (anche se quello più probabile dovrebbe essere 33-34.000 ton/a) e quello
dell’area metropolitana genovese incluso Tigullio risulta di ca 100.000 t/a (almeno per il 2020)
• Per la parte del FORSU+Verde il fabbisogno stimato di trattamento per l’area di La Spezia è di ≈30.000
ton/a mentre per l’area metropolitana genovese incluso Tigullio risulta di ≈59.000 ton/a
PERCHE’ ENTRAMBI GLI IMPIANTI DEVONO ESSERE REALIZZATI NELLA
PROVINCIA DI LA SPEZIA?
Bilancio conferimenti indiffe- Bilancio conferimenti organico a
renziata a Saliceti Saliceti

Indifferenziata di SP Rifiuto organico di SP


Indifferenziata da cit - Rifiuto organico da
28% ta metropolitana Ge 33% citta metropolitana
Ge

72% 67%

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SINTESI CONFERIMENTO RIFIUTI AI DUE IMPIANTI

30%

Rifiuti di origine SP

70% Rifiuti di origine città metropolitana Ge

Questa sproporzione nella distribuzione degli impianti e soprattutto delle quantità da trattare ha
ripercussione sull’ambiente. Nel momento in cui a livello mondiale si pone a tutti la responsabilità
di ridurre le emissioni anche nei contesti minori, noi facciamo viaggiare notevoli quantità per
centinaia di chilometri:
-spostamenti con mezzi da 30 ton per circa 700.000 Km per circa 70 ton di carburante con
generazione di non meno di 140 ton/a di CO2
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CONTO ECONOMICO

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CONTO ECONOMICO NUOVO IMPIANTO 1/2
La previsione economica per la realizzazione del Biodigestore di ReCos appare elevata
(ipotizzati 50 Mln € di investimenti - nel Piano di Ambito Regionale di agosta 2018 pag 65 per
un analogo impianto a Ge sono stati stimati max 24 Mln € e per Boscalino 7-8Mln € -).
Con l’attivazione dell’opzione per la costruzione del biodigestore anaerobico prevista nel
project financing 2016, ReCos dovrebbe riconoscere ai comuni della provincia di La Spezia
uno sconto sulla tariffa di smaltimento della frazione organica: 105 invece che 110
comunque più oneroso rispetto al 93,5 €/ton programmato nel piano.

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CONTO ECONOMICO NUOVO IMPIANTO 2/2
Nella valutazione economica non sono stati presi in considerazione:
- gli acquisti dei terreni (che sono CAPEX e quindi li paghiamo in bolletta STIMATI in 4/5 mln ).
- I costi di manutenzione dell’impianto che per strutture industriale così complesse dovrebbero
attestarsi intorno al 2-3% all’anno del valore tecnologico dell’impianto, a partire dal terzo anno;
- I costi per rischi ed imprevisti con coperture assicurative RC dell’ordine dello 0,2- 0,5 % del valore di
copertura (la stima di 150.000 € per imprevisti sembra troppo bassa);
- I costi di ripristino del sito con i quali, alla cessazione del servizio, si dovrà provvedere alla rimozione
dell’impianto ed alla bonifica del territorio (costi stimati in euro 7,5 mln )

I sussidi per la produzione energetica da fonti alternative rendono la tecnologia anaerobica apparentemente
più competitiva di quella del compost aerobico e nella nostra società, di certi sussidi, godano soprattutto i
soggetti “forti”.
Un confronto tra i costi di investimento fra Compostaggio e “Digestione Anaerobica“, considerando le migliori
tecnologie disponibili (BAT), mostra costi circa doppi per la digestione anaerobica per tonnellata annua trattata.
Questa differenza diviene molto maggiore per impianti aerobici piccoli (come nel caso che vorremmo si
diffondesse). Naturalmente la scelta tecnologica dipende molto dai casi specifici, le dimensioni, la vicinanza di
un depuratore, gli attori, il territorio ecc
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COSTI PREVISTI PER LA PROVINCIA DI LA SPEZIA
La provincia di La Spezia, nonostante la presenza dei due impianti in casa, risulta la più penalizzata
dal punto di vista delle tariffe di conferimento:
- per l’indifferenziata 181,5 €/ton contro 110-120 di GE e SV e 156 di IM
- per l’organico 93,5 €/ton contro 65-85 delle altre province

QUAL E’ IL VANTAGGIO DEI CITTADINI NELL’ACCETTARE LA PROPOSTA DI ReCos ?


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CONTESTO MORFOLOGICO TERRITORIO

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FATTORI ESCLUDENTI/PENALIZZANTI RELATIVI ALLA LOCALIZZAZIONE
(fonte SIA 1 Quadro programmatico.pdf pag 73-74)
La scelta del sito è stata effettuata pur in presenza di fattori escludenti e penalizzanti rilevati dallo stesso
proponente nel proprio documento sopra riportato.
Fattori escludenti:
 Coinvolgimento nell’area di Pericolosità Idraulica PI3b (Id Magra 1795 PI3b) con un piccolo settore a sud-ovest
di PI3a (Id Magra 1315 PI3a)
 Presenza di Derivazioni Idriche non di uso umano
 Prossimità di Derivazioni Idriche di uso umano in un contesto di Corpi Idrici Porosi (PTA 2018)
Ad ovest, oltre l’autostrada, esterne all’area di indagine si trovano aree caratterizzate come:
- Siti areali di zone umide ITC34W0400
- Sito di interesse comunitario SIC Parco Della Magra-Vara identificativo IT1343502con ZSC DM MATTM
24/06/2015
- Aree protette EUAP0968-Identificativo 174
Fattori penalizzanti (Interferenza con zone di produzioni agricole di Olio DOP «Riviera di levante» o da agricoltura
biologica, perimetrazione dei bacini liguri fascia C):
 Area collocata ad una distanza inferiore a 500 m rispetto ai corpi idrici ‘fiume’
 Siti areali di zone umide
 Vincolo paesaggistico ‘bellezze di insieme’
 Area entro fascia di rispetto di 1 km rispetto ai beni con vincolo archeologico
 Assetto insediamento IS MA
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POLO IMPIANTISTICO INTEGRATO
Nella maggior parte dei documenti ReCos si parla di un contesto
impiantistico integrato, l’impianto TMB esistente ed ampliato ed
nuovo il nuovo Biodigestore (tra l’altro i due condividono anche
delle aree come il serbatoio di acqua per eventuali interventi
antiincendio, serbatoi carburante etc) ma in nessun documento si
analizza l’impatto integrato sull’ambiente in termini di :
- Fabbisogno scarichi
- Fabbisogno idrico
- Immissione in atmosfera
- Produzione liquidi inquinanti
- Fabbisogno di impianto di depurazione
- etc
E per quanto riguarda la Seveso III siamo sicuri sulla non
applicabilità (quando si affianca ad un impianto esistente un altro a
rischi ambientale equivalente o superiore)? Nel nuovo impianto ci
saranno sicuramente serbatoi di accumulo per il biogas e/o il gas
metano e come valutare il rischio incendio/esplosione in
considerazione anche del precedente incidente occorso
nell’impianto TMB un po di tempo fa?

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 33


RISCHIO SISMICO (TERRENO LIQUEFACIBILE)

Il sito di Saliceti, nel comune di Vezzano Ligure, dal


punto di vista sismico è identificato come area di classe
3 con rischi di «liquefazione» del terreno che, anche se
tecnologicamente potrebbero essere superati,
sicuramente l’operazione impatterebbe pesantemente
sulla falda acquifera nel sottosuolo Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 34
PERMEABILITA’ TERRENO ALLUVIONALE

«L’ ATLANTE DEGLI ACQUIFERI DELLA LIGURIA vol IV


L’acquifero alluvionale della bassa valle del Fiume Magra», a
cura dell’Università degli Studi di Genova pubblicato nel
marzo 2009 con il contributo di ACAM acque Spa fornisce
importanti informazioni dal punto di vista idrogeologico del
sito di Saliceti classificando l’area come estremamente critica
e strategica per la comunità della vallata del Magra

Il Geologo P. Fabiani, incaricato da ReCos, nel documento scrive (pag. 13, 1° capoverso Cap. 5 della relazione)
che il terreno dell’area in oggetto « è costituito da depositi ghiaiosi subito a contatto con il suolo rimaneggiato
di natura sabbioso limosa. Tali depositi sono caratterizzati da permeabilità primaria per porosità».
Per realizzare le fondazioni del nuovo impianto, il terreno del primo livello ghiaioso dovrà essere rimosso
almeno fino alla profondità di 1,5 m dal piano di campagna; ciò sta a significare che l’appoggio delle
fondazioni del biodigestore interesserà direttamente le ghiaie acquifere, caratterizzate da una elevata
permeabilità. In aggiunta le vasche di raccolta, essendo interrate; per buona parte dell’anno saranno
immerse per uno o due metri nella stessa falda acquifera rendendo impossibile qualsiasi controllo di
Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 35
perdite.
RISCHI SU SORGENTI IDRICHE A VALLE DEL SITO
L’Ing. Fabrizio Fincato di ACAM, nella presentazione dell’ ATLANTE, afferma che l’acquifero alluvionale della
bassa valle del Magra, fonte di approvvigionamento idropotabile per circa 150.000 abitanti della Provincia della
Spezia, è caratterizzato da una significativa vulnerabilità pur a fronte di una elevata qualità, cosa che ci induce
ad assumere un alto senso di responsabilità nell’orientare in
futuro le priorità di intervento per la sua tutela”.
La località Saliceti si colloca sull’asse di drenaggio principale
della circolazione freatica coinvolta dai flussi idrici nel
subalveo. “Nella zona di Santo Stefano, l’andamento delle
linee piezometriche indica che il Fiume Magra alimenta la
falda dalla sponda sinistra, le linee di flusso tuttavia non
mantengono la direzione dell’alveo attivo del fiume (circa
NE-SW) ma raggiungono direttamente (con dir circa N-S) la
sponda destra della valle in località Fornola seguendo una di
“scorciatoia” rispetto all’alveo fluviale (paleoalveo?).

Il Geologo Fabiani, incaricato da RECOS ed IREN, ha rilevato, con prove in sito, la velocità del flusso idrico
nelle ghiaie sottostanti il futuro biodigestore corrispondente a circa 450 metri all’ora (!!!).
Nel caso di eventi accidentali, che non si possono escludere, come la fuoriuscita dall’impianto di liquidi ad
alta tossicità, gli inquinanti sversati raggiungerebbe
Biodigestore a Saliceti ipresentazione
pozzi di Rev Fornola
09 nel tempo di poche ore (distanza
36 di
Classe di vulnerabilità delle falde
(Piano Territoriale di coordinamento provincia di La Spezia)

EE- Estremamente elevata


Falda libera in materiali alluvionali con:
- Campi pozzi deprimenti la piezometrica al di sotto dei corsi d’acqua (rialimentazione indotta)
- Acquifero libero senza o con scarsa protezione
L'elevata vulnerabilità intrinseca di questi acquiferi connessa all'uso delle acque ai fini potabili (sia di
acquedotti pubblici che da parte dei proprietari dei pozzi) rende Estremamente elevato il rischio di
inquinamento. E' sconsigliabile, in linea di principio, l'insediamento di intrastrutture e/o attività
potenzialmente inquinanti: discariche di R.S.U., stoccaggio di sostanze inquinanti, depuratori, depositi di
carburanti, pozzi neri a dispersione, spandimenti di liquami, ecc.

Rischio dovuto alla collocazione


di impianti tecnologici

Rischio dovuto alla


realizzazione di opere edili
Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 37
PROBLEMATICHE IMPATTO SULLE ACQUE

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 38


GESTIONE DELLE ACQUE E DELLA FRAZIONE LIQUIDA

Gestione acque
L’impianto richiede ca. 31.000 m3/a di acqua per l’intero processo (rif. Doc. Autorizzazione Unica Energetica
– Relazione Tecnica pag. 62 + doc. Bilancio Acque e Percolati). Nonostante sia previsto l’utilizzo delle acque
meteoriche (quando presenti), l’autonomia dell’impianto è al massimo per 3 giorni, oltre ai quali –in caso di
assenza di precipitazioni – si dovrà attingere a fonti di approvvigionamento idrico locali, in particolare allo
stesso pozzo (loc. Fasandra di Vezzano Ligure) utilizzato per rifornire il sistema idrico provinciale con
evidente “spreco” della stessa (fabbisogno di ca 85 m3/giorno). Tale fabbisogno si aggiunge a quello di
34.000 m3/a dell’impianto adiacente TMB mettendo in crisi l’assetto idrico dell’area

Gestione reflui
L’impianto produce ca. 11.500 m3/a reflui liquidi (oltre quelli già riutilizzati per il funzionamento ordinario)
(acque di processo a depuratore – percolato prodotto – rif. Doc. Bilancio Acque Percolati) che andranno
smaltiti presso uno specifico impianto di depurazione.
In ogni caso, la “circolarità” della gestione a fini ambientali non e’ affatto garantita : l’impianto, oltre a
generare flussi ambientali negativi (traffico veicolare, emissioni, utilizzo di acque per emungimento da
pozzo), produce a sua volta rifiuti. Peraltro, il percolato andrebbe pre-trattato, prima dello smaltimento, con
ulteriori flussi veicolari ed ulteriore impatto ambientale.
Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 39
Gestione delle acque e del percolato

Nel progetto, per gestire la componente liquida, sono previsti tre tipologie di scarico :
o Le acque reflue di processo: gestite sempre in circuito chiuso e quelle in eccesso inviate, con
autocisterne o con specifica conduttura, ad idoneo depuratore (ipotesi Recos: Ghiarettolo)
o Le acque di prima pioggia e le acque nere dei servizi per il personale: opportunamente convogliate
in condotte dedicate e smaltite in fognatura verso impianto di trattamento qualificato ed autorizzato;
in transitorio potrebbero essere adottate autocisterne per il trasporto verso impianto di depurazione
o Le acque di meteoriche dei tetti e seconda pioggia: se in eccesso scaricate al suolo tramite trincea
drenante

Dubbi e perplessità:
 Se si distingue fra prime piogge e seconde piogge si presuppone che le aree scoperte possano
contenere sversamenti di inquinante e si vuole evitare di disperderlo sul terreno, cosa succede se non
piove per diversi giorni? Se qualcuno irrora il piazzale per un po’ di pulizia dove vanno queste acque ?
 Se piove per parecchi giorni come si fa a garantire che le acque si mantengono prive di inquinante
essendo i serbatoi di recupero pieni e sempre aperti allo sfioro ?
 Il depuratore di Ghiarettolo di S Stefano Magra presenta una capacità depurativa critica per le attuali
utenze e nel caso si dovessero aggiungere i fabbisogni dell’impianto di biodigestione necessiterebbe di
un potenziamento
Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 40
Salvaguardia della risorsa idrica
Da 1,31 l/s per il fabbisogno del CDR a 5 l/s per l’intero polo di Saliceti
Richiesta di modifica non sostanziale alla capacità di derivazione dei pozzi concessi dalla
Provincia con Conc. 406/2010
CDR consumo idrico consentito 34675 mc/anno
Biodigestore consumo idrico 31000 mc/anno

Consumo idrico potenziale


del polo industriale di Saliceti
65.675 mc/anno
Nello SIA si afferma che ci sarà un ridotto uso delle acque sotterranee, grazie alle vasche di recupero
acquee meteoriche, ma cosa succede nei Biodigestore
periodi adiSaliceti
siccità?
presentazione Rev 09 41
EMISSIONI IN ATMOSFERA

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 42


EMISSIONI ODORIGENE

Il metodo di calcolo utilizzato per l’analisi meteorologica è basato su analisi CALMET tramite i dati
di input disponibili sul database meteo COSMO-SMR ARPA – EMR come riportato a pag 10 del file
“Allegato 3 Analisi metereologica Calmet”.

I limiti di CALMET-SMR Chi usa i dati forniti da CALMET-SMR deve tener conto delle naturali
limitazioni che il pre-processore ha:
- la risoluzione orizzontale è di 5km, quindi mancano i dettagli di scala più ridotta (p.es.
l’incanalamento del vento nelle valli appenniniche);
- nella versione attuale (2002) mancano informazioni di dettaglio sulle aree urbane;
- fuori dall'Emilia Romagna e in tutte le aree di montagna, i dati sono di qualità peggiore
(essenzialmente perché ci sono poche osservazioni)

Per simulazioni modellistiche a scala locale (al massimo qualche decina di km) che richiedono
informazioni meteorologiche su un singolo punto vicino alla superficie, sarebbe in linea di principio
preferibile usare dati misurati localmente.
A tal proposito si segnala che è presente una stazione meteo a S.Stefano Magra utilizzata dal sito
www.meteoapuane.it

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 43


EMISSIONI ATMOSFERICHE
Nella cartografia e nel commento di riferimento (rif. Doc. Allegato 1 - SIA 1 - Quadro Programmatico – pag. 69 e
ss), in relazione all’ubicazione dell’impianto e al rilascio di inquinanti in atmosfera, si fa riferimento alla
classificazione “Comuni per tutti gli inquinanti”, riferito all’anno 2001. Da tali considerazioni, come da Progetto
si deduce “…come il Comune di riferimento non presenti criticità per la qualità dell’aria; tuttavia si trova in area
prossima al comune di Santo Stefano di Magra (Comune con parametri inquinanti sopra i limiti - valutazione
2001) soggetto a criticità dovute a NO2..”
In realtà tali conclusioni sono assunte su dati non aggiornati e quindi come tali non attendibili. A confutazione,
è opportuno indicare i seguenti valori di confronto sui principali inquinanti tra il Comune di S. Stefano di Magra
e il Comune di Vezzano Ligure (fonte : Relazione stato ambiente anno 2012 sito
istituzionale :www.cartografiarl.regione.liguria.it) Dati al 2008 – unità di misura tonn/anno

A ciò si aggiunga la considerazione che non e’ stata data pertinente valorizzazione al diverso impatto – in
aggiunta all’esistente – del maggiorato traffico veicolare. Se un carico veicolare è attualmente presente,
l’aggiunta di altro carico veicolare comporta sicuramente un incremento più che proporzionale delle
emissioni in ambiente. Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 44
EMISSIONI ATMOSFERICHE

Immissione in atmosfera di circa 4 MILIONI di OFFGAS (praticamente tutta


CO2) + quella indirettamente prodotta dalla combustione successiva del biogas
prodotto e dell’energia elettrica consumata per l’impianto

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 45


VALUTAZIONE DEI RISCHI

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 46


ANALISI DEI RISCHI IN QUESTA TIPOLOGIA DI IMPIANTI 1/4

La differenza tra un compost aerobico puro e un cosiddetto “compost” che proviene da digestione anaerobica
dipende da quello che accade negli impianti anaerobici – aerobici.
La digestione della biomassa in assenza d’aria richiede temperature medio-alte (in media 55°C digestione
termofila) per effetto delle quali si verifica una selezione batterica a favore dei gruppi termofili.
In particolare prevalgono i termofili, anaerobi puri, tra cui i temutissimi Clostridium le cui spore sono in grado
di sopravvivere al di sopra dei 100°C.
Tra i ceppi più dannosi figura il Clostridium botulini e il Clostridium tetani capaci di produrre neurotossine
mortali.
Quindi prima conseguenza e prima differenza:
il compost derivante da processo anaerobico preliminare ha molte probabilità di
contenere un numero significativo di spore di questi batteri
La decisione di trasformare il digestato in “compost” mediante fermentazione aerobica
finale è folle sia dal punto di vista agronomico che della tutela della salute. Ma risponde
alla necessità di non portarsi dietro la zavorra di un residuo classificabile altrimenti come
rifiuto speciale da smaltire.
Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 47
ANALISI DEI RISCHI IN QUESTA TIPOLOGIA DI IMPIANTI 2/4

Un sito germanico documenta dal 2010 gli incidenti nelle


centrali a biogas. Siamo quasi a 100 incidenti su alcune
migliaia di impianti. Con gravi episodi di inquinamento,
esplosioni, incendi, feriti e anche morti.
E poi non sono impianti pericolosi !!!
Incidenti che comprendono non solo sversamenti di
contenuto fetido dei digestori nei corsi d'acqua ma anche
tante esplosioni e tantissimi incendi. In Germania stanno
abbandonando il biogas, la considerano una tecnologia ormai
obsoleta noi invece la potenziamo.
= fuochi sversamenti danni a persone
Recenti studi di un team di ricercatori tedeschi dell’Università di Bayreuth e pubblicati su Science Advances ,
hanno dimostrato che una tonnellata di compost da rifiuti domestici e industriali contiene tra 7.000 e 440.000
particelle microplastiche. «La ragione è che gli impianti usano spesso questi rifiuti per produrre biogas e
trasformare il residuo finale in fertilizzante organico. Le piccole particelle di plastica rimangono spesso in questi
fertilizzanti, facendosi strada nel suolo e nell’acqua», afferma lo studio, che sottolinea come le persone non
separano in modo preciso i rifiuti nel contenitore dell'umido, con la conseguenza che «le materie plastiche
stanno in qualche modo entrando nel mix».Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 48
ANALISI DEI RISCHI IN QUESTA TIPOLOGIA DI IMPIANTI 3/4

A tal proposito, per restare in Liguria, ricordiamo il sequestro avvenuto nel luglio 2018 del compost prodotto
da Ferrania Ecologia di Cairo Montenotte (SV) che conteneva plastica, vetro e ferro con il conseguente avvio di
un'inchiesta da parte della procura

Scarsa Qualità del compost


Il processo anaerobico comporta una drastica perdita del carbonio organico delle biomasse, liberato sotto
forma di gas metano. Questo abbassa moltissimo la quota di macromolecole organiche che invece
costituiscono la ricchezza e il valore aggiunto di ogni compost aerobico correttamente prodotto.
Gli acidi umici e fulvici, elementi essenziali di ogni buon compost perché inglobano l’azoto a lenta cessione
hanno la capacità di complessare micro e macroelementi nutritivi, sono notevolmente inferiori per
quantità e qualità nel sottoprodotto “compost” da digestione anaerobica.
A tal proposito il Dr. Massimo Blonda del CNR ci conferma che il digestato, una volta compostato, è ben
diverso dal compost classico anche perché i metalli pesanti del materiale di partenza saranno concentrati
almeno il doppio rispetto al compost classico, mentre eventuali tracce di PCB (bifenili policlorurati)e
Diossine saranno demolite più velocemente nel processo aerobico

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 49


ANALISI DEI RISCHI IN QUESTA TIPOLOGIA DI IMPIANTI 4/4

Rischi dovuti alle emissioni Rischi dovuti ai liquidi di processo


atmosferiche
• Pericoli correlati:
• Asfissia (diretta e chimica): – Sversamenti accidentali su terreno, acque superficiali
– IDLH (Immediately Dangerous for Life and – Inquinamento acque superficiali (morie pesci)
Health): – Inquinamento acque di falda (pozzi)
• Ossigeno < 19.5% v/v – Inquinamento chimico e biologico (utilizzo agronomico)
• Idrogeno solforato > 100 ppm • Cause:
• Ammoniaca > 300 ppm – Incrostazioni a tubi e valvole (precipitati di fosfato
• Anidride carbonica > 40.000 ppm ammonico magnesiaco a causa di cambiamenti pH con
– Ambienti confinati (pozzetti, silos, vasche, …) CO2 + solidi sospesi)
• Emissioni odorose (composti zolfo) e di gas – Malfunzionamento pompe (mancanza alimentazione
serra (CO,CO2) in atmosfera: elettrica) o sensori (es. livellostato)
– Rotture nei teli di convogliamento/copertura – Collasso pareti vasche, perdite (cattiva progettazione,
– Malfunzionamento impianto cogenerazione sottodimensionamento, terremoto) – Eventi atmosferici –
e torcia Impiego matrici contaminate

Biodigestore a Saliceti presentazione Rev 09 50


ANALISI DEI RISCHI IN QUESTA TIPOLOGIA DI IMPIANTI 5/4
Incidenti significativi
In un articolo apparso il 24 maggio 2019 sullo Spiegel Online, l'Agenzia Federale per
l'Ambiente tedesca denuncia un incidente ogni due settimane negli impianti a biogas, a
volte con gravi conseguenze. Dal 2005 ad oggi sono rimaste uccise 17 persone mentre
74 sono rimaste ferite. L'Agenzia Federale per l'Ambiente tedesca chiede una
regolamentazione più rigida per questo tipo di impianti.
E' la stessa Agenzia ad attribuire la responsabilità degli incidenti a standard di sicurezza
insufficienti. Negli ultimi anni i sopralluoghi degli esperti hanno dimostrato che "tra il 70
e l'85% circa degli impianti di biogas testati presenta carenze in materia di sicurezza",
perché la tecnologia utilizzata, afferma il documento dell'Agenzia Federale, spesso non
è proporzionata al potenziale di pericolo che si presenta particolarmente elevato.
Rischi di corrosione vasche di raccolta digestato
liquido
Questi impianti sono sostanzialmente dei fermentatori; molto spesso la fermentazione avviene all’interno di
vasconi di cemento coperti da un telo isolante dal cui apice viene prelevato il biogas.
Dato che le sostanze (digestanti) contenute all’interno delle vasche sono estremamente corrosive, queste
tendono a erodere e ad infiltrarsi nel cemento creando fessurazioni dalle quali può fuoriuscire il digestato.
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