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Attività cooperative per l’inclusione all’infanzia

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1 Ottobre
2019

di Marta Poggi

Primi giorni di scuola: prima accoglienza o


prime esclusioni. Sta a noi insegnanti dare
l’opportunità di trovare un ambiente
capace di senso di ospitalità e di
benvenuto. L’imprinting dei primi giorni
diventa fondamentale. Di fronte poi a quei
bambini con difficoltà più marcate, e a
genitori diffidenti e preoccupati, trovare
strategie per fare passi, anche piccoli, per
un’inclusione reale risulta molto difficile e faticoso, ma possibile e non privo di
soddisfazioni.

Il Cooperative Learning diventa uno strumento di aiuto fondamentale, da utilizzare su


più livelli per raggiungere questo obiettivo. Vediamo alcuni suggerimenti per questi primi
giorni.

1. Con i BAMBINI

Le attività in cooperative learning alla scuola dell’infanzia devono essere progettate sulle
difficoltà e abilità dei bambini della sezione. Molte delle strutture proposte da Spencer
Kagan (Kagan S. 2000) possono essere adattate sia per approfondire la conoscenza
reciproca, sia per far crescere fiducia e sostegno tra compagni. E’ importante trasformare
le attività pensando ai più fragili, per rendere attivi anche i bambini più piccoli, i bambini
disabili e i bambini stranieri. Molto efficaci sono le attività in cui lo strumento di
comunicazione principale non è “la parola”.

Due brevissimi esempi di attività:

A . Chi siamo in un gesto:

A.1 i bambini a coppie decidono un gesto e/o un verso che li rappresenta,


A.2 Una coppia di bambini mostra a tutto il gruppo il gesto scelto,
A.3 Il gruppo ripete il gesto,
A.4 Si passa ad un’altra coppia.

La gestualità è una specie carta d’identità di quello che si è. In questo caso i bambini
dicono chi sono in modo spontaneo ed intuitivo, concordano un gesto di coppia ed
ottengono come ritorno il riconoscimento da parte del gruppo.

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B. Mix – Freeze – Pair con la musica:

B.1 i bambini ballano a suon di musica.


B.2 La musica si ferma e i bambini si devono fermare ‘come statue’.
B.3 La maestra propone di formare delle coppie (la regola è che ogni volta deve essere
un bambino diverso).
B.4 La maestra pone una domanda che richiede una semplice risposta “chiedi al tuo
compagno….. quale gusto di gelato gli piace di più, quale giostra gli piace di più, quale
colore è più bello, dove vorrebbe andare in vacanza”. La risposta può essere in una sola
parola.
B.5 La musica riprende e si prosegue una domanda dopo l’altra, vedi l’articolo
Apprendimento cooperativo: Mischia, stop, coppia (MIX FREEZE PAIR).

La musica è un buon veicolo di introspezione e di relazione. I bambini riescono a


camminare in silenzio perché la melodia li accompagna ma al tempo stesso incontrano
gli altri, tutti gli altri, e in modo casuale e spontaneo entrano in relazione.

2. Con i GENITORI

L’obiettivo è fare in modo che i genitori inizino a costruire relazioni più profonde, per
condividere aspettative, ansie, bisogno di aiuto e si supportino nell’accoglienza reciproca
in modo che si formi una rete (vedi l’articolo Educa-tè: dall’integrazione all’inclusione
attraverso i genitori).

Un punto di partenza è l’organizzazione della riunione genitori con ATTIVITA’ cooperative.

PRIMA ESPERIENZA
La prima assemblea con i genitori si può impostare il primo anno di scuola con un gioco di
conoscenza come la CACCIA AL TESORO UMANO.

E’ bello utilizzare la stessa ‘Caccia’ che si usa con i bambini, realizzata con immagini. Il
vantaggio è che i genitori hanno l’occasione di partecipare ad un’attività fatta anche dai
loro figli conoscendo la modalità di lavoro usata in classe e al tempo stesso, chi non
domina la lingua italiana,può partecipare con facilità.

Come si svolge:

ad ogni genitore viene dato un foglio sul quale sono riportate immagini con una breve
descrizione:

• Un cane, con la descrizione ‘Possiede un cane’


• Una mela: con la descrizione ‘Ama la frutta’.
• Un bimbo che nuota:‘Ama nuotare’e così via (circa una decina)

L’istruzione di partenza è “Cerca nella classe qualcuno che…..” cui far firmare sotto
l’immagine. La condizione è che le firme devono essere tutte diverse. I genitori andranno
alla ricerca di altri genitori scambiando, oltre che le firme sul foglio, saluti, cortesie e

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pensieri.

Il tutto deve svolgersi circa in 20 minuti. Al termine si può chiedere ai genitori se


desiderano condividere con l’assemblea le impressioni o delle riflessioni sull’attività.

Si può poi proseguire con un PLACE MAP sulle aspettative verso la scuola (per
approfondimenti leggi questo pdf).
Questa attività offre un’occasione di riflessione ed un confronto con altri genitori che
vivono lo stesso momento di crescita dei figli e un ulteriore motivo di conoscenza
reciproca.

Come si prepara

Su un foglio si disegna un cerchio al centro e si divide l’area circostante in 4 spicchi (uno


spicchio per ogni genitore facente parte del gruppo). Il cerchio è l’area di tutti.

Si costruiscono gruppi eterogenei, per esempio, per la conoscenza della lingua in modo
che tutti possano riuscire ad esprimersi grazie all’aiuto reciproco. Questo passaggio non
è necessario venga fatto in modo esplicito. Si può infatti procedere con l’utilizzo dei
blocchi logici. All’ingresso in riunione si distribuiscono triangoli, cerchi, quadrati, rossi,
gialli, blu facendo in modo che al momento dell’istruzione ‘Tutti i genitori che hanno un
quadrato formino un gruppo ed i gruppi vengano come voi li avete pensati.

Come si svolge

• La richiesta ai genitori è di rispondere prima individualmente alle domande poste


(scrivendo nell’area individuale) e in un secondo momento di confrontarsi con i
compagni di gruppo per trovare una sintesi da scrivere al centro.
• Si pone una domanda e si dà un tempo (5 minuti individualmente). Scaduto il tempo si
chiede ai gruppi di confrontarsi per trovare una sintesi (10 minuti).
• Al termine si chiede ad un portavoce del gruppo di leggere la sintesi che si scrive su un
cartellone.

Le domande guida possono essere più di una: ‘Cosa vi aspettate dalla scuola per
vostro/a figlio/a?’, ‘Cosa vi aspettate dalle maestre per vostro figlio/a?’, ‘Cosa pensate di
dover fare perché la scuola risponda alle vostre aspettative?’.

SECONDA ESPERIENZA
Nel corso degli anni ogni assemblea con i genitori può essere cooperativa. L’obiettivo sarà
quello di approfondire la conoscenza reciproca, ma anche riflettere sulle scelte educative
insieme.

Le tecniche cooperative possono essere individuate per fare in modo che il confronto sia
aperto e costruttivo. I temi proposti potranno essere quelli legati alla relazione e
all’inclusione, principalmente soprattutto se sono coinvolgenti per i genitori.

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Ho usato THINK WRITE PAIR COMPARE (Kagan S. 2000) su come “Come affrontare i litigi
dei bambini”. In questa struttura

• L’insegnante pone ai genitori una domanda guida;


• Ogni genitore scrive la sua riflessione su un foglietto (stabilire un tempo definito)
• Ogni genitore si confronta con un genitore che non conosce;
• Si pone la seconda domanda guida;
• I genitori scrivono le loro riflessioni;
• I genitori si confrontano con un genitore diverso;

Al termine di queste fasi ci si siede ed ogni genitore può raccontare all’assemblea una
cosa che lo ha colpito o che vuole condividere. Le insegnanti presentano anche le loro
riflessioni in pochi punti.

Le domande guida possono essere:

“Come ritenete sia più giusto comportarvi quando i vostri figli litigano con i fratelli o con
gli amici?”
“Come pensate debba porsi la scuola, le maestre di fronte al litigio?”

Altre tracce di confronto: l’accoglienza reciproca tra bambini, i bambini e le relazioni, ecc.

CONCLUSIONI
Il lavoro di costruzione di fiducia reciproca iniziato nelle assemblee può essere rinforzato in
tutti i momenti di festa a scuola, progettati con giochi cooperativi.

Per esempio: dividendo genitore e bambini a facendoli lavorare insieme con l’obiettivo di
costruire un’identità di gruppo.

“Dipingo la maglietta di sezione”.


“Invento e dipingo una bandiera di gruppo”

Talvolta, ponendoci obiettivi complessi e difficili come l’INCLUSIONE, il rischio è perdersi


d’animo ancora prima di partire. Il cooperative learning, per la mia esperienza, consente
di ideare molte diverse attività che, pensate in accordo ai diversi campi di esperienza,
non perdono mai di vista l’inclusione. Sono “piccoli passi per la costruzione di una scuola
inclusiva in senso più profondo e allargato cui tendere” (Berretta C., 2016).

BIBLIOGRAFIA:
Kagan S., L’apprendimento cooperativo: l’approccio strutturale, Roma, Edizioni Lavoro, 2000
Berretta C., Proposte per una scuola inclusiva, Canterano (RM), Gioacchino Onorati Editore,
2016

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