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GRUPPO:

Strumenti a disposizione :
1. Alimentatore DC stabilizzato Alpha AL 862;


2. Due multimetri analogici ice 680r;

3. Resistori;


4. Basetta sperimentale.

1)Misure di differenza di potenziale :



Scopo:

Verificare che F è un micro amperometro con fondo scala (f.s.) 40 A.

Metodi sperimentali:

Valutazione strumenti:

Sorgenti di errore:

Metodi di Analisi Dati:

2) Misure di corrente:

Scopo:

Si determini il rapporto tra la corrente che attraversa F e quella che fluisce nel ramo ad
esso in parallelo, quando lo strumento è inserito in un circuito con f.s. a 5mA.

Metodi sperimentali:

Valutazione strumenti:

Sorgenti di errore:
Metodi di Analisi Dati:

3) Misure di resistenza elettrica:



Scopo:
Misurare il valore di una resistenza incognita Rx.

Metodi sperimentali:
-Misura diretta:

Consiste nel usare un Ohmmetro per misurare il valore della resistenza Rx.

-Metodo voltamperometrico:


Consiste nel costruire un circuito che abbia al proprio interno un voltmetro ed un


amperometro al fine di registrare i valori da essi segnati al variare della ddp del
generatore (per un fissato f.s.) e ricavare il valore della resistenza Rx. Tale metodo può
essere implementato con circuiti diversi la cui discussione teorica e’ rimandata alle
sezioni successive, per entrambi verranno riportati su carta millimetrata i valori delle
coppie (I,V).

Valutazione strumenti:
Gli strumenti utilizzati sono quelli dati in dotazione e i cui errori sulle misure di
tensione, intensità di corrente e resistenza sono riportati nel manuale di istruzioni.

Il generatore necessario per entrambi i metodi può……….

La resistenza Rx ha valore nominale di fabbrica : con errore:

Per la misura diretta e’ necessario inoltre solo un Ohmmetro mentre per il metodo
voltamperometrico sono necessari un voltmetro ed un amperometro, una basetta
sperimentale e della carta millimetrata.

E’ bene tener presente che nello schema elettrico di un ohmmetro compare una batteria
ideale. Questa a differenza di quelle reali fornisce sempre la stessa ddp. Dati A,B i
morsetti, cortocircuitandoli si chiude il circuito e si ottiene una corrente di corto Icc che
e’ uguale a quella di fondo-scala, quindi f.s dipende in generale dal potenziale fornito
dalla batteria, se questa si scarica falserà la misurazione. E’ possibile risolvere il
problema azzerando lo strumento.

Per farlo si sfrutta il potenziometro


che si trova nel circuito, su esso si
agisce con la rotellina in figura fino a che l’indice del microamperometro non si porta a
f.s .
NOTA: il secondo puntale va collegato al primo fondo-scala (il più basso).

Sorgenti di errore:
Sensibilità degli strumenti:
In corrente continua il multimetro usato ha precisione del’ 1% rispetto al fondo scala sia
che vengano usati come voltmetri sia come amperometri. Errori accidentali:
L’uso di uno strumento analogico (multimetro) impone di tenere in considerazione
sorgenti di errore come l’effetto di parallasse, la presenza al momento della misura di
vibrazioni sul tavolo di lavoro ed errori di valutazione. Errori sistematici:
Bisogna ricordare che il multimetro assorbe energia dal circuito, ovvero, durante la
misura, nel punto del circuito in analisi viene aggiunto il valore resistivo del multimetro
stesso.

Multimetro come Voltmetro:

In questo caso il multimetro si collega in parallelo, ma poiche’ non e’ altro che un


amperometro con una resistenza in serie il sistema verrà perturbato e si otterranno valori
diversi rispetto a quello con un voltmetro ideale, soprattutto si avranno due correnti, una
che scorre nel voltmetro e una che scorre nel ramo a cui esso e’ collegato.

Multimetro come Amperometro:

Un amperometro reale produce una caduta di tensione ai suoi capi che dipende da una
resistenza interna Ra, quando tale strumento si collega (in serie) a un certo ramo di un
circuito perturba il sistema, quindi la corrente che effettivamente scorre su quel ramo e’
diversa dalla corrente che vi scorrerebbe se l’amperometro fosse ideale.
Nel circuito a sinistra:
La corrente Ia misurata dal amperometro e’ uguale alla somma delle correnti che
passano per il ramo del voltmetro (cioè Iv) e quella per il ramo di Rx (cioè Ix ) quindi Ia
=Iv+ Ix .
La tensione misurata V dal voltmetro coincide con la ddp ai capi di Rx quindi V=
Rx*Ix inoltre si può scrivere V=Rv*Iv quindi Rx*Ix=Rv*Iv da cui (Iv/Ix)=
Rx/Rv.
La resistenza misurata Rm=V/Ia = (Rx*Ix )/(Iv+ Ix)= Rx /[(Iv/Ix) +1]=
=Rx /[( Rx/Rv)+1].
L’errore sistematico Es e’ dato da Es= IRm – RxI = Rx*{(1/[( Rx/Rv)+1])-1}=
= (Rx*Rx)/(Rv*[( Rx/Rv)+1])=(Rx*Rx)/( Rx+Rv).
Comunque fissata Rx >0 , risulta Es =f(Rv) e si vede che non ammette max o min, ma e’
decrescente quindi nel primo quadrante si avra’ che eventualmente all’ aumentare di Rv
l’errore sistematico decresce e tende a zero. Siccome e’ fissato
preso Rv >> Rx si avra’ Es= (Rx*Rx)/Rv. Chiedere
che Rv >> Rx equivale a rendere l’errore sistematico trascrabile.

Nel circuito a destra:


In questo caso la ddp misurata dal voltmetro V e’ uguale a quella dell’intero ramo che
contiene sia l’amperometro che Rx quindi V=Ia*(Rx+Ra) da cui Rm=Rx+Ra
Es= Rx+Ra – Rx=Ra. Chiedere che
Ra << Rx equivale a rendere l’errore sistematico trascrabile.
Multimetro come Ohmmetro:
Un ohmmetro reale può essere schematizzato come un amperometro che ha una
resistenza Ro in serie ( Ro dipende dalla scelta del f.s) e da un generatore a ddp costante
V0, che diventa chiuso quando si collega in parallelo alla resistenza Rx attraverso i
morsetti. Si avrà che V0=I*(Rx+Ro),
da cui Rx= (V0/I)-Ro .Fissati V0 e Ro il fatto che la dipendenza tra Rx e I non sia
lineare suggerisce che l’errore relativo non sia costante ma possa dipendere da I.

Ottimizzazione :

Metodi di Analisi Dati: