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Rareca Antica – Il canzoniere Vesuviano Vol II – “E si n’o bbuo sient”

Presentazione

Sono passati dieci anni dalla nascita del progetto musicale e culturale Rareca Antica - Il
Canzoniere Vesuviano. A circa otto anni di distanza dall’esordio del primo album “Je ‘cca me
mett’ e ‘cca voggljè cantà” esce il secondo lavoro “Si nun ‘o bbuò sient’!”. Ci siamo chiesti più
volte che senso avesse impegnarsi in un secondo album. Rareca Antica è un progetto musicale e
culturale che non ha cessato di evolversi di trasformarsi. Da un lato il progetto è rimasto fedele alla
propria idea iniziale, la riproposta della tradizione vesuviana, il recupero dell’ampio e diversificato
repertorio di canti d’amore, di lavoro, di canti devozionali, di fronne e canti a distese, serenate,
tammurriate delle aree circostanti il Vesuvio. Dall’altro lato la nostra musica si è evoluta, abbiamo
continuato a studiare e ad approfondire i repertori musicali – tradizionali e non - e abbiamo provato
a spingere gli arrangiamenti fino a toccare il punto massimo di confluenza. Il punto dove la
tradizione, nel rispetto dei suoi canti e delle sue melodie, si incontrava con il nostro gusto musicale
e con i nostri strumenti. Questo album è per noi un lavoro tradizionale, ricco di sfumature antiche e
di rievocazioni di atmosfere mitiche (il tema della morte, della femminilità, della fatica, della
sessualità…), i testi sono tutti rigorosamente tradizionali, le melodie altrettanto… eppure è un
lavoro personalissimo, un taglio di prospettiva e gusto molto personale sulla musica tradizionale.
Non è l’unico taglio possibile, non è neanche l’ultimo ma è quello che la passione, l’attenzione e
l’impegno ci hanno portato a realizzare dopo 10 anni del progetto Rareca Antica - Il Canzoniere
Vesuviano volume due.

Altra novità di questo album è la partecipazione di tanti amici musicisti e cantori – appartenenti sia
al mondo della tradizione delle tammurriate sia ad altri panorami musicali tradizionali del Sud
Italia. Poter condividere e poter suonare insieme è una delle risorse della musica e ancor più del
contesto tradizionale in cui in maniera spontanea durante le feste ci si assembla e si incomincia a
suonare. Abbiamo allora chiesto a molti valenti suonatori e soprattutto cari amici di partecipare alla
realizzazione di questo album. Senza alcuna esitazione hanno dato la loro disponibilità e
generosamente ci hanno mostrato il loro calore e fatto sentire la loro maestria.

In definitiva il progetto Rareca Antica – Il Canzoniere Vesuviano a dieci dalla nascita è più vivo
che mai! Durante i molti viaggi in tutta Italia ed Europa, non abbiamo mai smesso di vederci
settimanalmente e di smontare e ricostruire la nostra tradizione, non abbiamo mai smesso di
partecipare alle feste e ai contesti di musica tradizionale, ci siamo messi alla prova in altre
collaborazioni e in altri progetti, ma non è mai venuta meno la fiducia nell’idea iniziale di questo
progetto… far nascere qualcosa di nuovo pur sempre da una radice antica. Il senso di registrare un
nuovo album risiede proprio nel raccogliere ancora i nuovi frutti che quest’albero dalle portentosi
radici ha prodotto …

Dario Mogavero: voce, tamburi a cornice, putipù, tromba degli zingari nicola celia

Raffaele De Luca Picione: organetti diatonici

Peppe Copia: chitarra classica, chitarra battente e chitarra barocca

Fabio Soriano: flauto dolce, flauto traverso, ciaramella, tarota e flauto di canna

Caterina Bianco: Violino


Riprese, registrazioni, missaggio e assistenza tecnica: Studio Mobile di Luca Ranieri

Disegni: Daniela Gallo

Progetto Grafico: Federico Mugnolo

Tracce Disco

1) Canto a “fronna ’e limone” e canto sul tamburo (tradizionale)

Dario Mogavero: voce


Raffaele Inserra: tammorra
Mimmo Morello: tromba degli zingari e flauto armonico.

Questo canto sul tamburo (diffusamente chiamato anche tammurriata) vuole rappresentare l’unione
di due stili, seppure geograficamente distanti, del vasto repertorio del canto e ballo sul tamburo
ovvero quello della zona di Pomigliano D’Arco (pianura Vesuviana) paese di origine di Dario
Mogavero, e quello della zona di Gragnano (Monti Lattari) paese di origine di Raffaele Inserra.
Oltre alla voce e al tamburo vi è l’utilizzo del flauto armonico e della tromba degli zingari,
strumenti tipici della tradizione musicale vesuviana molto utilizzati prima della avvento dei mantici
come l’organetto e la moderna fisarmonica.

2) Cient’ paise (tradizionale)

Dario Mogavero: voce, putipù e tammorra muta


Raffaele de Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica, chitarra battente
Caterina Bianco: violino.

Versione diffusa nella pianura vesuviana, il testo narra di 100 paesi appartenenti alle province di
Napoli, Caserta ed Avellino, descritti nella maestria dei lavori in cui sono specializzati. Questo
brano lo dedichiamo alla memoria del suo più grande interprete Peppe Carosone.

3) ‘O cant’ r’e ppatanare (tradizionale)

Dario Mogavero: voce, putipù, tromba degli zingari e bottiglia


Raffaele De Luca Picione: organetto
Fabio Soriano: tarota
Alessio Sica: rullante, cassa e strumentini
Caterina Bianco, Rocco Zambrano, Paolo Esposito Mocerino: cori.

Non avendo una fonte certa non possiamo accertare l’autenticità di questo canto, ci raccontavano
che le donne di Brusciano, piccolo paese in provincia di Napoli, intonavano questo canto durante la
raccolta delle patate.

4) Verde auliva (tradizionale)


Dario Mogavero: voce
Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica e chitarra barocca
Fabio Soriano: flauto dolce e flauti di canna.

Canto molto diffuso al centro e al sud Italia, racconta la storia di una giovane donna contesa tra due
conti: Conte Marco e Conte Cesare. Obbligata a maritarsi con Conte Marco, nel cuore della prima
notte di nozze scappa per raggiungere il suo vero amore Conte Cesare. La storia narrata nel canto
ricorda molto “Catarina” altro tipico canto vesuviano. Questa particolare versione ci è stata fornita
da Sabatino Albano della “Paranza d’ogundo” di Somma Vesuviana a cui vanno i nostri
ringraziamenti per la generosità e disponibilità.

5) Antoniella Antonià (tradizionale)

Dario Mogavero: voce, tamburrello e castagnette


Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica e chitarre battenti
Caterina Bianco: Violino.

Il testo del brano ironizza e denuncia l’invasione Piemontese avvenuta durante l’Unità d’Italia,
come in molti brani dell’epoca il significato è celato da una storiella d’amore: Antoniella e le sue
caratteristiche rappresentano, infatti, l’Italia in questa sua nuova unità Nazionale. La versione è stata
raccolta grazie a Giovanni Sgammato di Pomigliano D’Arco, il cui prezioso e attento lavoro di
raccolta, conservazione e diffusione della cultura e dei canti vesuviani costituisce una fonte
inesauribile e inestimabile

6) Palummella (anonima)

Dario Mogavero: voce


Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica
Alfonso Forlenza: clarinetto.

Il testo originale era una satira contro il Regno d’Italia e un lamento alla perduta libertà del
meridione all’indomani di quella che per taluni era ritenuta una conquista ingiusta. La cosa non
appare strana se si considera che all’epoca era cosa non rara utilizzare arie di canzoni celebri
adattandole e trasformandole in canzoni satiriche nei confronti dei regnanti. La canzone divenne
ben presto molto popolare, ma il testo considerato troppo sovversivo dalle autorità sabaude, venne
modificato e quello originale andò perso. L’attuale testo fu redatto e cantato per la prima volta nel
1873, come si evince dagli archivi sonori della RAI, se ne attribuisce la paternità a Teodoro Cottrau
che fu il primo a pubblicarlo.
7) La zita (tradizionale)

Dario Mogavero: voce, tammorra e castagnette


Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica e chitarra battente
Caterina Bianco: violino e cori
Alessio Sica: grancassa
Paolo Esposito Mocerino: cori.

Tipica filastrocca cumulativa diffusa a Pomigliano D’ Arco e a Somma Vesuviana; il testo narra
della “zita” termine dialettale per definire la fidanzata che in questo caso in senso benaugurale
mangia le più svariate pietanze sera dopo sera

8) ’A cammera ’e cunsiglio (tradizionale)

Dario Mogavero: voce, tammorra


Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarre battenti
Caterina Bianco, Rocco Zambrano, Paolo Esposito Mocerino: cori.

Canto tipico che si poteva ascoltare nei cortili di Pomigliano d’Arco, rappresenta la modalità con
cui in un susseguirsi di strofe si risolvevano liti d’amore e malcontenti con il vicinato. Non a caso il
titolo del brano rimanda ad un luogo in cui si chiede “consiglio”.

9) Cecilia e il capitano (tradizionale)

Dario Mogavero: voce e tammorra


Raffaele De Luca Picione: organetto
Peppe Copia: chitarra classica e chitarra battente
Alfonso Forlenza: clarinetto.

Canto diffuso in tutta Italia, racconta di Cecilia una donna che ha il marito in carcere e ne chiede la
libertà al capitano del Re, il quale la inganna mostrandosi favorevole a patto che trascorra una notte
d’amore con lui. All’ indomani del folle atto d’amore, Cecilia dalla finestra intravede le spoglie del
povero marito ucciso dalle guardie reali. Ci sono differenti versioni con altrettanti finali ovvero:
Cecilia che prende atto dell’inganno e si vendica uccidendo il capitano per poi togliersi ella stessa la
vita, poi vi è quella tipica della nostra area in cui Cecilia denuncia al Re la beffa ricevuta, il quale le
consiglia di sposare il capitano che a sua volta avrebbe fatto assassinare in modo da assicurarsi
l’eredità ed una vita di ricchezza tra principi e nobili.

10) Nenna ne’ (tradizionale)

Cecilia Scatola: voce


Paolo Cuccaro: voce
Ciro Raucci: grancassa e coro
Roberto Conchiglia: Zappa villo e coro
Maddalena Raucci: zoccoli e coro
Luca De Simone percusioni
Dario Mogavero: cori.

Tipico canto di lavoro della zona di Marcianise (Caserta)

11) Ciurammeddhara riggitana (tradizionale)

Mario Latella: organetto e voce


Paolo Serra: campanaccio
Dario Mogavero: tamburello.

Suonata tipica della città di Reggio Calabria in cui l’organetto imita le melodie della zampogna

12) Tarantella di Montemarano (tradizionale)

Dario Mogvero: voce e tamburello

Eustachio Frongillo: organetto

Sebbene nella sua forma più arcaica, come ad esempio quella registrata da Lomax nel Gennaio del
1955, la tarantella di Montemarano venisse accompagnata dall’ organetto diatonico, questo
strumento è ormai sempre più raro perché soppiantato dalla fisarmonica, le cui maggiori possibilità
armoniche meglio si prestano a sostenere i fraseggi del clarinetto. Quest’ultimo anche esso
“colpevole” di aver esautorato la più antica, verace e limitata, al pari dell’ organetto, ciaramella.
Ferme restando le minori possibilità armoniche dell’ organetto è innegabile l’unicità e la specificità
dei fraseggi che caratterizzano l’ esecuzione della tarantella con questo strumento, di cui Eustachio
Frongillo è un virtuoso indiscusso nonché uno dei pochi esecutori che attualmente eseguono la
tarantella con l’organetto.

13) Ciaramedde alla moderna (suonata Boviciana) (tradizionale)

Mimmo Morello: zampogna alla moderna e tamburello.

Suonata tipica della zona ionica nella provincia di Reggio Calabria

14 Canto a “carrettiera” e canto sul tamburo (tradizionale)

Dario Mogavero: voce e tamburo


Rocco Zambrano: voce
Francesco Luciano: voce
Raffaele De Luca Picione: organetto.

Ormai le distanze sono brevi e cantatori e suonatori di diverse aree, dove è ancora presente il ballo
ed il canto sul tamburo, si conoscono e cantano insieme ognuno con il suo stile e la propria cadenza.
Questa suonata vuole rappresentare una tipica esecuzione delle “tammurriate” che nascono durante
le occasioni di incontro e di festa con la partecipazione dei migliori compagni.
Ringraziamenti:
Vanno i nostri ringraziamenti a tutte le persone cha hanno preso parte alla registrazione del disco
ovvero: Alessio Sica, Alfonso Forlenza, Eustachio Frongillo, Francesco Luciano, I forasona “Ass.
Radici Marcianise”, Mario Latella, Mimmo Morello, Paolo Esposito Mocerino, Paolo Serra,
Raffaele Inserra, Rocco Zambrano. Ringraziamo Giovanni Sgammato e Sabatino Albano che
continuano a trasmetterci costantemente le tradizioni e l’amore per la nostra terra,Valentina De
Renzo per il sostegno nelle riprese e Daniela Gallo per aver disegnato la copertina del disco. Infine
un ringraziamento speciale ed infinito a Luca Ranieri e Nicola Celia per aver appoggiato e
sostenuto con pazienza e costanza il nostro lavoro di incisione.

Per info e contatti:

Dario Mogavero: +39 3939286429

Peppe Copia: +39 3471675239

Raffaele De Luca Picione: +39 3393123715

Fabio Soriano: +39 3393123715

Mail: rareca.antica@gmail.com

FB: @rarecaantica