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Lo Zingarelli Vocabolario della Lingua Italiana

- La mia evidenziazione Posizione 112-112 | Aggiunto il giovedì 24 ottobre 2013,


19.40.59

recitava: "Il nostro unico interesse è quello di


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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- Il mio segnalibro Posizione 118 | Aggiunto il sabato 26 ottobre 2013, 15.35.02

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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- Il mio segnalibro Posizione 118 | Aggiunto il lunedì 28 ottobre 2013, 02.22.58

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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1724-1729 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.13.50

Per la maggior parte di noi, tuttavia, rinunciare all'atteggiamento dell'avere


risulta troppo difficile, e ogni tentativo in questo senso ha per effetto di
determinare l'insorgere di uno stato di intensa ansia, la sensazione di far gettito
della sicurezza, di essere scagliati nell'oceano senza saper nuotare. Chi si trovi
in questa condizione ignora che, una volta gettata via la stampella della
proprietà, può finalmente cominciare a servirsi delle sue proprie forze, a
camminare con le sue gambe. A trattenerlo è l'illusione che non è in grado di
camminare da solo, la paura di crollare qualora non sia più sostenuto dalle cose
che possiede.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1723-1724 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.14.23

Essere » significa rinunciare al proprio egocentrismo ed egoismo, ovvero, per usare


le parole che spesso ricorrono nei mistici, nel rendersi « vuoti » e « poveri ».
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1713-1714 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.14.36

l'essere è indescrivibile in parole ed è comunicabile soltanto a patto che la mia


esperienza venga condivisa.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1716-1720 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.14.49

La modalità dell'essere può forse essere indicata nella maniera più efficace
mediante un simbolo che mi è stato suggerito da Max Hunziger: un vetro azzurro
appare tale quando la luce lo attraversa, perché esso assorbe tutti gli altri
colori, impedendo loro di passargli attraverso. In altre parole, noi definiamo «
azzurro » un vetro proprio perché non trattiene le vibrazioni cromatiche azzurre;
la designazione che gli viene data non si riferisce a ciò che il vetro possiede, ma
a ciò che emana.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1751-1754 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.16.24
Nell'attività alienata, ad agire non sono in effetti io: io sono agito da forze
interne o esterne. Vengo a essere separato dal risultato della mia attività. Il
caso di attività alienata meglio osservabile in campo psicopatologico, è dato dagli
individui in preda a compulsioni ossessive.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1761-1764 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.16.51

L'attività non alienata è un processo che consiste nel far nascere qualcosa, nel
produrre alcunché e nel continuare ad avere rapporto con ciò che produco; questo
implica anche che la mia attività è una manifestazione dei miei poteri, che io e la
mia attività siamo tutt'uno. A quest'attività non alienata do il nome di attività
produttiva. - (1)
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1767-1775 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.17.32

Produttivo » nell'accezione qui usata, non si riferisce alla capacità di creare


alcunché di nuovo od originale, come sono in grado di fare un artista e uno
scienziato, e neppure al prodotto della mia attività, bensì alla sua qualità. Un
dipinto o un trattato scientifico possono essere del tutto improduttivi, vale a
dire sterili; d'altro canto, il processo che ha luogo in persone le quali abbiano
profonda coscienza di se stesse o le quali davvero « vedono » un albero, anziché
semplicemente guardarlo, ovvero che leggono una poesia e sperimentano in se stesse
il tumulto di emozioni che il poeta ha espresso in parole, ecco, questo è un
processo che può essere altamente produttivo, ancorché nulla venga « prodotto ».
L'espressione « attività produttiva » denota lo stato di attività interiore, ma non
è necessario che sia in rapporto con la creazione di un'opera d'arte o di scienza,
o con alcunché di « utile ». La produttività è un orientamento caratterologico di
cui tutti gli esseri umani sono capaci, nella misura in cui non siano
emozionalmente storpi. Gli individui produttivi animano tutto ciò che toccano;
fanno nascere le proprie facoltà, insuffiano vita in altre persone e nelle cose.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1799-1805 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.20.28

Al pari di quella di Aristotele, anche la posizione di Tomaso d'Aquino si


contrappone al concetto moderno di attività: per l'Aquinate come per Aristotele, la
vita dedita all'atarassia interiore e alla conoscenza spirituale, cioè appunto la
vita contemplativa, rappresenta la forma suprema di attività umana. L'Aquinate
ammette che l'esistenza quotidiana, la vita activa, dell'individuo medio non sia
priva di valore, e che essa conduca alla beatitudo, cioè al vivere bene, a patto (e
si tratta di una specificazione di importanza cruciale) che l'obiettivo al quale
sono rivolte tutte le attività del singolo sia costituito dal vivere bene e che
l'individuo stesso sia in grado di controllare le proprie passioni e il proprio
corpo (Tomaso d'Aquino, Summa, 2-2: 182, 183; 1-2: 4, 6).
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1856-1860 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.23.21

Nei suoi Manoscritti economico-filosofici, Marx dice che la « libera attività


conscia » (vale a dire l'attività umana) costituisce « il carattere specifico
dell'uomo ». Ai suoi occhi, il lavoro rappresenta un'attività umana, e l'attività
umana è vita, mentre invece il capitale per Marx è l'accumulato, il passato, e in
ultima analisi il morto (Grundrisse).
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1870-1872 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.24.35

Non è affatto la "Storia" che si serve dell'uomo come di un mezzo per realizzare i
propri fini, quasi si trattasse di un essere a sé, ma al contrario la Storia non è
che l'attività dell'uomo che persegue i propri fini » (Marx e Engels, La sacra
famiglia).
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1881-1883 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.26.07

La mia struttura caratteriale, il vero movente del mio comportamento, costituisce


il mio essere reale; il mio comportamento può parzialmente riflettere il mio
essere, ma di solito è una maschera che ho e che porto per raggiungere i miei
scopi.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1900-1902 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.27.06

L'inconscio è sostanzialmente determinato dalla società, la quale produce passioni


irrazionali e fornisce ai suoi membri vari tipi di finzioni, obbligando così la
verità a divenire prigioniera della presunta razionalità.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1910-1913 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.27.56

Conosciamo quasi tutto ciò che è importante sapere circa il comportamento umano,
esattamente come i nostri antenati avevano una straordinaria conoscenza dei
movimenti delle stelle; ma, mentre essi erano consci della loro conoscenza e se ne
servivano, noi provvediamo immediatamente a reprimere la nostra conoscenza perché,
se fosse conscia, ci renderebbe troppo difficile l'esistenza e, come ci convinciamo
a credere, troppo « pericolosa ».
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1920-1921 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.28.49

In effetti, buona parte della nostra energia è spesa nel tentativo di nascondere a
noi stessi ciò che sappiamo, e sarebbe difficile sopravvalutare l'entità di questa
conoscenza repressa.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1928-1929 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.29.13

La via verso l'essere consiste nel penetrare sotto la superficie e nell'affermare


la realtà.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 1940-1942 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.30.14

Questo è mosso da un desiderio innato e profondamente radicato di essere: noi


vogliamo dare espressione alle nostre facoltà, essere attivi, avere rapporti con
gli altri, evadere dal carcere dell'egoismo,
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2005-2014 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.34.21

Un fenomeno del genere è constatabile tra i rampolli delle famiglie benestanti


degli Stati Uniti e della Germania d'oggi,agli occhi dei quali la vita che
conducono nell'ambiente delle loro ricche dimore appare noiosa e priva di
significato; ma, più ancora, costoro trovano insopportabile l'insensibilità del
mondo verso i poveri e il fatto che, in nome di egoismi individuali, si scivoli
verso un conflitto atomico. Per tale motivo, voltano le spalle al loro ambiente e
vanno alla ricerca di un nuovo stile di vita - e ne restano insoddisfatti perché
hanno l'impressione che nessuno sforzo costruttivo abbia prospettive di sorta.
Molti di loro erano in origine i rappresentanti più sensibili della giovane
generazione, quelli mossi dagli ideali più profondi; ma ormai, poiché difettano
loro la tradizione, la maturità, l'esperienza e la saggezza politica, tendono alla
disperazione, alla sopravvalutazione narcisistica delle proprie capacità e
potenzialità, e tentano di realizzare l'impossibile col ricorso alla forza. Eccoli
allora costituire i cosiddetti gruppi rivoluzionari e presumono di riuscire a
salvare il mondo dedicandosi ad azioni terroristiche e distruttive, senza rendersi
conto che in effetti non fanno che contribuire alla tendenza generale verso la
violenza e l'inumanità. Hanno perduto la loro capacità di amare, sostituendola con
il desiderio di sacrificare le proprie vite.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2036-2044 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.35.31

negli esseri umani sono all'opera entrambe le tendenze: quella ad avere, a


possedere, che in ultima analisi deve la propria forza a un fattore biologico, il
desiderio di sopravvivenza, e quella a essere, a condividere, a dare, a
sacrificarsi, che deve la propria forza alle condizioni specifiche dell'esistenza
umana e al bisogno insopprimibile di superare il proprio isolamento mediante
l'unione con gli altri. Da queste due aspirazioni contraddittorie, all'opera in
ogni essere umano, deriva che a decidere quale delle due avrà il predominio è la
struttura sociale con i suoi valori e le sue norme. Le culture che promuovono la
brama di possesso, e quindi la modalità esistenziale dell'avere, affondano le
radici in una di queste potenzialità umane; le culture che promuovono invece
l'essere e il condividere affondano le radici nell'altra. Siamo chiamati a decidere
quale delle due vogliamo coltivare, pur rendendoci conto che la nostra decisione è
in larga misura determinata dalla struttura socioeconomica di una data società, la
quale ci spinge verso l'una o l'altra soluzione.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2058-2060 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.38.24

Una società i cui principi sono l'acquisizione, il profitto e la proprietà,


determina il sorgere di un carattere sociale imperniato sull'avere e, una volta
fissato il modulo dominante, nessuno desidera essere un escluso o addirittura un
emarginato; per evitare tale rischio, ciascuno si adatta alla maggioranza, la quale
però ha in comune soltanto il mutuo antagonismo.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2074-2075 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.41.53
Soltanto il vecchio, il comprovato, è sicuro; o, per lo meno, così sembra. Ogni
nuovo passo comporta il pericolo di un fallimento, ed è qui che va ricercato uno
dei motivi per cui la gente ha tanta paura della libertà.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2084-2086 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.42.40

avanti. In mitologia, questa modalità di esistenza è simbolicamente rappresentata


dall'eroe. Gli eroi sono coloro che hanno il coraggio di abbandonare ciò che hanno
- la loro terra, la loro famiglia, i loro beni - e di andarsene altrove, non senza
paura, è vero, ma senza lasciarsene vincere.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2094-2095 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.43.22

Gli eroi divengono idoli: trasferiamo su di essi la nostra capacità di muoverci,


dopodiché restiamo dove siamo - « perché noi non siamo eroi ».
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2101-2104 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.43.54

Se quindi sono ciò che ho, e se ciò che ho è perduto, chi sono io? Null'altro che
uno sconfitto, frustrato, patetico testimone di un modo di vivere errato. Dato che
posso perdere ciò che ho, per forza di cose sono costantemente preda alla
preoccupazione di restar privo di quanto possiedo. Ho paura dei ladri, dei
mutamenti economici, temo le rivoluzioni, le malattie, la morte, mi sgomentano
l'amore, la libertà, la crescita, il mutamento e l'ignoto.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2110-2113 | Aggiunto il mercoledì 30 ottobre
2013, 20.44.28

L'ansia e l'insicurezza prodotte dal pericolo di perdere ciò che si ha, sono
assenti dalla modalità dell'essere. Se sono ciò che sono e non ciò che ho, nessuno
può privarmi né della mia sicurezza né del mio senso di identità, e neppure
minacciare di farlo. Il mio centro è dentro di me; la mia capacità di essere e di
esprimere i miei poteri essenziali è parte integrante della mia struttura
caratteriale e da me dipende.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2158-2162 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.33.34

In contrasto con bisogni fisiologici come la fame, che hanno precisi limiti di
soddisfazione, legati alla fisiologia dell'organismo, l'ingordigia mentale - e ogni
avidità è mentale, anche se la si soddisfa tramite il corpo - non ha un limite di
sazietà, poiché il suo esaudimento non colma il vuoto interiore, la noia, il senso
di solitudine, lo stato di depressione che invece dovrebbe vincere. Inoltre, dal
momento che ciò che abbiamo ci può essere tolto in una forma o nell'altra, bisogna
avere di più per rafforzare la propria esistenza di fronte a un pericolo del
genere.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2184-2185 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.35.10
Oggi, e più ancora domani, in seguito all'incredibile aumento -della distruttività
delle nuove armi, l'alternativa non è più tra guerra e pace, bensì tra pace e
suicidio collettivo.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2192-2194 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.36.32

L'idea di una società senza classi in un presunto mondo socialista tuttavia pieno
dello spirito di cupidigia, è illusoria e pericolosa non meno dell'idea della pace
permanente tra nazioni avide.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2200-2201 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.37.17

L'esperienza della compartecipazione rende e mantiene vivo il rapporto tra due


individui, e costituisce il fondamento di tutti i grandi movimenti religiosi,
politici e ideologici.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2204-2207 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.37.49

La natura ha, per così dire, escogitato, con l'atto sessuale, il prototipo - o
forse il simbolo - del godimento condiviso; ma, sul piano empirico, il rapporto
erotico non è necessariamente un godimento condiviso: i partecipanti a esso sono
assai spesso a tal punto narcisistici, preoccupati di sé e possessivi, che si può
parlare soltanto di piacere simultaneo, non però condiviso.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2222-2224 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.39.41

Che cos'è il piacere? Benché la parola sia usata in diverse accezioni, la


concezione più diffusa sembra essere quella di soddisfazione di un desiderio che a
tale scopo non richieda attività (nel senso di vitalità).
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2238-2240 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
09.40.59

La gioia è concomitante dell'attività produttiva; non si tratta di un’«esperienza


culminante » che raggiunga improvvisamente l'apice e improvvisamente termini, ma
piuttosto di un altipiano, di uno stato emozionale che accompagna l'espressione
produttiva delle proprie essenziali facoltà umane. La gioia non è l'estasi
infuocata di un istante bensì lo splendore che aureola l'essere.
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Walden (Thoreau, Henry David)
- La mia evidenziazione a pagina 4 | Posizione 74-75 | Aggiunto il giovedì 31
ottobre 2013, 10.28.51

Public opinion is a weak tyrant compared with our own private opinion. What a man
thinks of himself, that it is which determines, or rather indicates, his fate.
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Walden (Thoreau, Henry David)
- La mia evidenziazione a pagina 5 | Posizione 83-85 | Aggiunto il giovedì 31
ottobre 2013, 10.30.51
What everybody echoes or in silence passes by as true to-day may turn out to be
falsehood to-morrow, mere smoke of opinion, which some had trusted for a cloud that
would sprinkle fertilizing rain on their fields.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2280-2282 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.01.19

Spinoza riserva alla gioia una posizione importantissima nel suo sistema etico-
antropologico: « Gioia » egli afferma « è passaggio dell'uomo da una perfezione
minore a una maggiore. Dolore è passaggio dell'uomo da una perfezione maggiore a
una minore » (Etica, 3, def. 2,3).
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2327-2330 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.05.59

Che la sottomissione non sia necessariamente conscia come tale, che possa risultare
mite o severa, che la struttura psichica e sociale non debba per forza di cose
essere totalmente autoritaria, ma soltanto parzialmente tale, non deve renderci
ciechi al fatto che noi viviamo secondo la modalità dell'avere nella misura in cui
interiorizziamo la struttura autoritaria della nostra società.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2365-2367 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.09.31

Qual è dunque il peccato che hanno commesso? Esso consiste nello starsi di fronte
come individui separati, isolati, egoisti, incapaci di superare la separazione con
l'atto dell'unione amorosa; ed è un peccato che ha radici nella stessa nostra
esistenza umana.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2367-2369 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.09.43

Per il fatto di essere privati dell'originaria armonia con la natura,


caratteristica dell'animale la cui vita è determinata da istinti innati, e di
essere dotati di ragione e autocoscienza, non possiamo fare a meno di sperimentare
la nostra totale separazione da ogni altro essere umano.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2365-2369 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.09.51

Qual è dunque il peccato che hanno commesso? Esso consiste nello starsi di fronte
come individui separati, isolati, egoisti, incapaci di superare la separazione con
l'atto dell'unione amorosa; ed è un peccato che ha radici nella stessa nostra
esistenza umana. Per il fatto di essere privati dell'originaria armonia con la
natura, caratteristica dell'animale la cui vita è determinata da istinti innati, e
di essere dotati di ragione e autocoscienza, non possiamo fare a meno di
sperimentare la nostra totale separazione da ogni altro essere umano.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2391-2392 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.11.54

Nella modalità dell'essere, cioè nella struttura non autoritaria, il peccato è


estraniamento non superato, ed è vinto dalla piena esplicazione di ragione e amore,
dal divenire-uno.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- Il mio segnalibro Posizione 2414 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013, 16.15.00

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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2436-2438 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.17.34

La modalità dell'essere si pone soltanto nel qui, ora (hic et nunc); la modalità
dell'avere soltanto nel tempo: passato, presente e futuro.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2448-2449 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.18.35

Il presente è il punto in cui passato e futuro si uniscono, un posto di frontiera


temporale, non però diverso, qualitativamente, dai due reami che collega.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2455-2456 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.20.31

E l'hic et nunc è eternità, vale a dire « atemporalità ». Ma l'eternità, al


contrario di come viene generalmente fraintesa, non è tempo prolungato
all'infinito.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2454-2456 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.20.52

E lo stesso si può dire di ogni manifestazione dell'essere: l'esperienza


dell'amore, della gioia, dell'intuizione della verità, non si verifica nel tempo,
ma nell'hic et nunc. E l'hic et nunc è eternità, vale a dire « atemporalità ». Ma
l'eternità, al contrario di come viene generalmente fraintesa, non è tempo
prolungato all'infinito.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2467-2469 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.30.22

L'intera concezione di passato, presente e futuro, vale a dire del tempo, penetra
nelle nostre vite a causa della nostra esistenza corporea: la durata limitata del
nostro ciclo vitale, la continua esigenza, da parte del nostro organismo, di cure e
attenzioni, la natura del mondo fisico di cui abbiamo servirci per sostentarci. In
effetti, non possiamo vivere in eterno; in quanto esseri mortali,
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2482-2483 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.31.02

Tramite la macchina, il tempo è divenuto il nostro sovrano, e soltanto nelle ore


libere abbiamo, ma solo in apparenza, una certa scelta.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2485-2486 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.31.19
Non facendo null'altro che disobbedire alle esigenze del tempo, abbiamo l'illusione
di essere liberi, mentre in realtà siamo soltanto in libertà condizionata dalla
nostra prigione temporale.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2492-2494 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.32.30

gli impulsi « religiosi » forniscono l'energia necessaria a persuadere uomini e


donne a provocare drastici mutamenti sociali; di conseguenza, una nuova società può
venire in essere solo a patto che una profonda trasformazione si verifichi nel
cuore umano, che cioè un nuovo oggetto di devozione prenda il posto dell'attuale.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2504-2506 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.33.02

La struttura socioeconomica di una società plasma il carattere sociale dei suoi


membri in modo tale che essi desiderano fare ciò che devono fare.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2547-2548 | Aggiunto il giovedì 31 ottobre 2013,
16.37.52

Il bisogno di religione è radicato nelle fondamentali condizioni di esistenza della


specie umana.
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- La mia evidenziazione Posizione 372-373 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
10.57.46

"Don't you love me?" "Love you? I simply turn all to jelly when you touch me."
"Isn't there anything we can do about it?"
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- La mia evidenziazione Posizione 401-404 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
11.01.00

"Café Select," I told the driver. "Boulevard Montparnasse." We drove straight down,
turning around the Lion de Belfort that guards the passing Montrouge trams. Brett
looked straight ahead. On the Boulevard Raspail, with the lights of Montparnasse in
sight, Brett said: "Would you mind very much if I asked you to do something?"
"Don't be silly." "Kiss me just once more before we get there."
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- La mia evidenziazione Posizione 484-500 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
14.18.04

"Is he a count?" "Here's how. I rather think so, you know. Deserves to be, anyhow.
Knows hell's own amount about people. Don't know where he got it all. Owns a chain
of sweetshops in the States." She sipped at her glass. "Think he called it a chain.
Something like that. Linked them all up. Told me a little about it. Damned
interesting. He's one of us, though. Oh, quite. No doubt. One can always tell." She
took another drink. "How do I buck on about all this? You don't mind, do you? He's
putting up for Zizi, you know." "Is Zizi really a duke, too? "I shouldn't wonder.
Greek, you know. Rotten painter. I rather liked the count." "Where did you go with
him?" "Oh, everywhere. He just brought me here now. Offered me ten thousand dollars
to go to Biarritz with him. How much is that in pounds?" "Around two thousand."
"Lot of money. I told him I couldn't do it. He was awfully nice about it. Told him
I knew too many people in Biarritz." Brett laughed. "I say, you are slow on the up-
take," she said. I had only sipped my brandy and soda. I took a long drink. "That's
better. Very funny," Brett said. "Then he wanted me to go to Cannes with him. Told
him I knew too many people in Cannes. Monte Carlo. Told him I knew too many people
in Monte Carlo. Told him I knew too many people everywhere. Quite true, too. So I
asked him to bring me here."
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- La mia evidenziazione Posizione 519-520 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
14.19.38

It is awfully easy to be hard-boiled about everything in the daytime, but at night


it is another thing.
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- Il mio segnalibro Posizione 515 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013, 14.20.56

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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2624-2627 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
17.53.27

Si assistette al sorgere di molte sette e di capi religiosi parzialmente eretici,


in gran parte per l'influenza del misticismo che esigeva il ritorno ai principi del
Cristo, tra i quali la condanna della proprietà privata. Il misticismo stesso, che
ebbe un suo culmine in Maestro Eckhart, ebbe dunque un ruolo decisivo in questo
movimento antiautoritario e umanistico e, nient'affatto per caso, le donne
assunsero una posizione predominante sia come insegnanti che come allieve di
misticismo.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2647-2651 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
17.55.46

Il Cristo è stato un eroe dell'essere, del dare, del condividere, qualità che
esercitavano una profonda attrazione sui poveri dell'impero romano, ma anche su
alcuni dei ricchi che si sentivano soffocati dal loro stesso egoismo. Gesù faceva
appello al cuore della gente, anche se, da un punto di vista intellettuale, era
considerato, nella migliore delle ipotesi, ingenuo. E questa credenza nell'eroe
dell'amore cattivò centinaia di migliaia di seguaci, molti dei quali mutarono modo
di vivere, quando non divennero essi stessi martiri.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2662-2667 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
17.57.18

Se guardiamo in noi stessi, se consideriamo il comportamento di quasi tutti noi, se


osserviamo i nostri leaders politici, non possiamo negare che il nostro modello di
ciò che è buono e valido sia l'eroe pagano. La storia europea e del Nordamerica,
nonostante la conversione alla Chiesa, è una storia di conquista, di orgoglio, di
bramosia; i nostri supremi valori sono: essere più forti di altri, essere
vittoriosi, sottomettere altri e sfruttarli, e sono valori che coincidono col
nostro ideale di virilità: soltanto colui il quale sa combattere e sottomettere è
un uomo; chiunque non sia abile nell'uso della forza è un debole, vale a dire poco
virile.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2746-2749 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.03.35

Nella religione industriale, a diventare « sacri » sono stati il lavoro, la


proprietà, il profitto, il potere, anche se d'altro canto questa religione, pur nei
limiti dei suoi principi generali, ha favorito l'individualismo e la libertà.
Trasformando il cristianesimo in una religione rigorosamente patriarcale, è stato
possibile continuare a dare espressione alla religione industriale secondo la
terminologia cristiana.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2744-2746 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.03.46

La religione industriale si è fondata su un nuovo carattere sociale; il suo perno è


stata la paura delle potenti autorità maschili e la sottomissione a esse, il
rafforzamento del sentimento di colpa per gli atti di disobbedienza, la
dissoluzione dei legami di solidarietà umana a opera della supremazia
dell'interesse personale e del reciproco antagonismo.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2760-2763 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.04.18

L'essere vivente diventa una merce esibita sul « mercato delle personalità ». Il
principio di valutazione è lo stesso, sia sul mercato delle personalità che sul
mercato delle merci: sull'uno, a essere offerte in vendita sono personalità;
sull'altro, merci. In ambedue i casi, il valore è il loro valore di scambio, del
quale il « valore d'uso » è una condizione necessaria ma non sufficiente.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2787-2789 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.06.36

La « crisi di identità » della società moderna è in realtà prodotta dal fatto che i
suoi membri sono divenuti strumenti privi di un -sé, la cui identità riposa sulla
loro partecipazione alle aziende (o ad altre enormi burocrazie). Dove non si abbia
un sé autentico, non può esservi identità.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2773-2777 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.13.21

Se, per guadagnarsi da vivere, fosse sufficiente basarsi su quello che si sa o si è


in grado di fare, la stima di sé sarebbe proporzionale alle proprie capacità, in a
tre paro e al proprio va ore d'uso; ma, al momento C e il successo dipende in larga
misura da come l'individuo vende la propria personalità, egli sperimenterà se
stesso quale una merce o, meglio, insieme quale venditore e merce offerta in
vendita. Accade così che l'individuo non si preoccupi tanto della propria vita e
felicità, quanto della sua capacità di risultare vendibile.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2823-2831 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.19.33

La supremazia dell'attività mentale cerebrale, manipolatoria, va di pari passo con


un'atrofia della vita emozionale. Dal momento che questa non viene coltivata né se
ne ha bisogno, ma costituisce piuttosto un ostacolo al funzionamento ottimale, essa
è rimasta sottosviluppata, non è mai riuscita a raggiungere un livello di maturità
superiore a quella infantile. Ne deriva che i caratteri mercantili sono
particolarmente ingenui per quanto attiene ai problemi emozionali; può accadere che
si sentano attratti da « individui emozionali » ma, a causa della loro ingenuità,
ben di rado sono in grado di giudicare se costoro sono ingenuamente tali o non
piuttosto dei simulatori; e questo può servire a spiegare perché tanti simulatori
riescono ad aver successo in campo spirituale e religioso, come pure perché uomini
politici che fingono forti emozioni esercitino una potente attrazione sul carattere
mercantile, e perché questo a sua volta non sia in grado di operare una
discriminazione tra una persona genuinamente religiosa e il prodotto delle
pubbliche relazioni che simula robuste emozioni religiose.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2882-2887 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.22.43

Più siamo prigionieri del nostro isolismo, più siamo incapaci di risposte
emozionali al mondo circostante, e in pari tempo quanto più inevitabile sembra
essere una catastrofe finale, tanto più perfida diviene la nuova religione: noi
cessiamo di essere i padroni della tecnica per diventarne invece gli schiavi, e a
sua volta la tecnica, che un tempo era un fondamentale elemento creativo, rivela
l'altra sua faccia, quella di dea della distruzione (come la Kalì degli indiani),
alla quale uomini e donne sono pronti a sacrificare se stessi e i loro figli.
Mentre a livello conscio continua ad aggrapparsi alla speranza di un futuro
migliore, l'umanità cibernetica rimuove l'evidenza del fatto che è divenuta
l'adoratrice della dea della distruzione.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2904-2907 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.23.57

La protesta levatasi dalla sinistra può essere definita umanesimo radicale; a volte
si è manifestata in forme religiose, altre atee. I socialisti ritenevano che lo
sviluppo economico non potesse essere bloccato, che fosse impossibile tornare a
forme precedenti di ordinamento sociale e che l'unica via di salvezza consistesse
nell'andare avanti, dando vita a una nuova società capace di liberare gli esseri
umani dall'alienazione, dalla sudditanza alla macchina, da una sorte
disumanizzante.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2925-2939 | Aggiunto il sabato 2 novembre 2013,
18.26.25

Stando questa concezione, la meta del divenire storico è di permettere agli esseri
umani di dedicarsi interamente alla sapienza e alla conoscenza di Dio, non già al
potere o al lusso. I Tempi Messianici sono concepiti come un'era di pace
universale, di assenza di invidie e di abbondanza materiale: un'immagine assai
simile alla meta dell'esistenza quale la concepiva Marx e quale trova espressione
nelle pagine conclusive del terzo volume del Capitale: Il regno della libertà non
comincia finché non si sia superato il punto in cui è ancora richiesta la fatica
fisica sotto l'impulso della necessità e dell'utilità esterna. Nella natura reale
delle cose, esso si situa al di là della sfera della produzione materiale
nell'accezione precisa del termine. Come il selvaggio deve lottare con la natura
per soddisfare i propri bisogni, per conservare la propria esistenza e riprodurla,
così deve fare l'uomo civilizzato, e deve farlo in tutte le forme di società e in
tutte le possibili modalità di produzione. Col suo sviluppo, si espande il regno
della necessità naturale, perché crescono i suoi bisogni; ma in pari tempo crescono
anche le forze produttive grazie alle quali questi bisogni vengono soddisfatti. La
libertà in questo campo non può consistere in null'altro, se non nel fatto che
l'uomo socializzato, i produttori consociati, regolano razionalmente il loro
interscambio con la natura, la sottopongono al loro comune controllo, anziché
esserne dominati come da un cieco potere; nel fatto che essi assolvono al loro
compito con il minimo dispendio di energie e nelle condizioni quanto più possibile
adatte alla loro natura umana e massimamente degne di essa. Ma si tratta pur sempre
di un regno della necessità. Al di là di questo, ha inizio quello sviluppo dei
poteri umani che è il suo fine proprio, il vero regno della libertà, il quale,
tuttavia, può fiorire soltanto sul regno della necessità quale sua base. La
riduzione della giornata lavorativa ne è la premessa fondamentale. (Il corsivo è
mio.)
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2948-2952 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.43.17

Scrive Marx: « La proprietà privata ci ha resi così stupidi e parziali, che un


oggetto è nostro soltanto quando lo abbiamo, quando esiste per noi quale capitale e
quando viene direttamente mangiato, bevuto, indossato, abitato, eccetera, insomma,
utilizzato in qualche modo... Sicché, tutti i sensi fisici e intellettuali sono
stati sostituiti dalla semplice alienazione di tutti questi sensi; dal senso
dell'avere. L'essere umano doveva essere ridotto a quest'assoluta povertà per
essere in grado di dare alla luce tutta la sua ricchezza interiore.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2964-2969 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.44.23

Prosegue Marx: « Tutti i rapporti umani dell'uomo con il mondo - la vista, l'udito,
l'olfatto, il gusto, il tatto, il pensare, l'osservare, il sentire, il desiderare,
l'agire, l'amare -, in una parola tutti gli organi della sua individualità...
costituiscono, nella loro azione obiettiva [nella loro azione in rapporto
all'oggetto], l'approvazione di tale oggetto, l'appropriazione della realtà umana
». È questa la forma dell'appropriazione secondo la modalità dell'essere, anziché
secondo la modalità dell'avere.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 2972-2974 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.44.48

Ognuno dei nessi che si hanno con l'uomo e con la natura, devono essere
un'espressione specifica, corrispondente all'oggetto della propria volontà, della
propria reale vita individuale.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3027-3033 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.48.55

Dal momento che la società con la sua complessa organizzazione esercita un potere
senza precedenti sull'Uomo, la dipendenza dell'Uomo da essa è giunta a tal punto
che egli ha quasi cessato dall'avere un'esistenza intellettuale [geistig]
autonoma... Siamo così entrati in un nuovo Medio Evo. Con un atto di volontà
collettivo, la libertà di pensiero è stata messa fuori gioco, poiché molti
rinunciano a pensare come liberi individui, per lasciarsi guidare dal collettivo al
quale appartengono... In una con il sacrificio dell'indipendenza di pensiero,
abbiamo perduto - e come potrebbe essere altrimenti? la fede nella verità. La
nostra vita intellettuale ed emozionale è scardinata. L’iperorganizzazione delle
nostre attività pubbliche culmina nell'organizzazione dell'irresponsabilità. (Il
corsivo è mio.)
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3049-3051 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.50.11

In questo rinascimento, importanza essenziale avrà il principio dell'attività, nel


senso che il pensiero razionale sarà affidato alle nostre mani, e si tratta
dell'unico principio sensato e pragmatico dello sviluppo storico promosso
dall'Uomo... Nutro la fede e la certezza che questa rivoluzione avrà luogo se
decidiamo di diventare esseri umani pensanti.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3066-3070 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.51.22

È notevole l'affinità tra le idee del Buddha, di Maestro Eckhart, di Marx e di


Schweitzer: in tutti si ritrova l'esigenza di fondo della rinuncia alla modalità
dell'avere, insieme con l'aspirazione a una totale indipendenza, con lo scetticismo
metafisico, con una religiosità atea- (1) (1) 1 In una lettera a E.R. Jacobi,
Schweitzer scrive che « la religione dell'amore può esistere benissimo senza una
«persona" che regga il mondo » (« Divine Light », 2, n. 1 [1967 ]). - e con
l'invito all'attività sociale secondo lo spirito della solidarietà umana e
dell'interesse per i propri simili.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3075-3078 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.51.46

Anche autori che non possono essere definiti allo stesso modo umanisti radicali,
perché ben di rado accade che trascendano l'atteggiamento transpersonale,
meccanicistico, proprio della nostra epoca (e questo vale a esempio per gli autori
dei due rapporti commissionati dal Club di Roma), non mancano di sottolineare che
una radicale trasformazione interiore dell'uomo costituisce l'unica alternativa
alla catastrofe economica.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3107-3109 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
12.53.16

Se si trascura la cultura spirituale dell'uomo interiore, l'egoismo rimane, in


questi, la forza dominante, e un sistema basato sull'egoismo, come è appunto il
capitalismo, risponderà ai suoi orientamenti meglio che non un sistema basato
sull'amore per i propri simili. »
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The Psychedelic Experience
- La mia evidenziazione Posizione 45-48 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
14.38.33

structures. The nature of the experience depends almost entirely on set and
setting. Set denotes the preparation of the individual, including his personality
structure and his mood at the time. Setting is physical - the weather, the room's
atmosphere; social - feelings of persons present towards one another; and cultural
- prevailing views as to what is real. It is for this reason that manuals or guide-
books are necessary.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3142-3145 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
15.27.26

cominciano a levarsi voci le quali invitano a prendere in considerazione l'ipotesi


di un'economia a tasso di crescita zero. W. Harich, marxista dissidente della
Repubblica Democratica Tedesca, propone a esempio un equilibrio economico statico,
valido per il mondo intero, come l'unico capace di garantire l'uguaglianza e di
stornare la minaccia di danni irreparabili per la biosfera.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3168-3170 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
15.29.02

per Marx, come egli stesso ha detto, il comunismo, lungi dall'essere una meta
definitiva, era un gradino dello sviluppo storico destinato a liberare gli esseri
umani da quei condizionamenti socioeconomici e politici che ci rendono inumani,
vale a dire prigionieri di cose, di macchine e della nostra stessa brama di
possesso.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3202-3244 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
15.32.17

La funzione della nuova società è di incoraggiare il sorgere di un uomo nuovo, la


cui struttura caratteriale abbia le seguenti qualità: Disponibilità a rinunciare a
tutte le forme di avere, per essere senza residui. Sicurezza, sentimento di
identità e fiducia fondate sulla fede in ciò che si è, nel proprio bisogno di
rapporti, interessi, amore, solidarietà con il mondo circostante, anziché sul
proprio desiderio di avere, di possedere, di controllare il mondo, divenendo così
schiavo dei propri possessi. Accettazione del fatto che nessuno e nulla al di fuori
di noi può dare significato alla nostra vita, ma che questa indipendenza e distacco
radicali dalle cose possono divenire la condizione della piena attività volta alla
compartecipazione e all'interesse per gli altri. Essere davvero presenti nel luogo
in cui ci si trova. La gioia che proviene dal dare e condividere, non già
dall'accumulare e sfruttare. Amore e rispetto per la vita in tutte le sue
manifestazioni, con la consapevolezza che non le cose, il potere e tutto ciò che è
morto, bensì la vita e tutto quanto pertiene alla sua crescita hanno carattere
sacro. Tentare di ridurre, nei limiti del possibile, brama di possesso, odio e
illusioni. Vivere senza adorare idoli e senza illusioni, perché si è raggiunta una
condizione tale da non richiedere illusioni. Sviluppo della propria capacità di
amare, oltre che della propria capacità di pensare in maniera critica, senza
abbandonarsi a sentimentalismi. Capacità di rinunciare al proprio narcisismo e di
accettare le tragiche limitazioni implicite nell'esistenza umana. Fare della piena
crescita di se stessi e dei propri simili lo scopo supremo dell'esistenza. Rendersi
conto che, per raggiungere tale meta, sono indispensabili la disciplina e il
riconoscimento della realtà di fatto. Rendersi inoltre conto che una crescita non è
sana se non avviene nell'ambito di una determinata struttura, ma in pari tempo
riconoscere le differenze tra la struttura intesa quale un attributo della vita, e
l'« ordine » inteso quale un attributo della non vita, di ciò che è morto.
Sviluppare la propria fantasia, non quale una fuga da circostanze intollerabili,
bensì quale un'anticipazione di possibilità concrete, quale un mezzo per superare
circostanze intollerabili. Non ingannare gli altri, ma non lasciarsene neppure
ingannare; si può accettare di essere definiti innocenti, non ingenui. Conoscere se
stessi, intendendo con questo non soltanto il sé di cui si ha nozione, ma anche il
sé che si ignora, benché si abbia una vaga intuizione di ciò che non si conosce.
Avvertire la propria unicità con ogni forma di vita, e quindi rinunciare al
proposito di conquistare la natura, di sottometterla, sfruttarla, violentarla,
distruggerla, tentando invece di capirla e di collaborare con essa. Far propria una
libertà che non sia arbitrarietà, ma equivalga alla possibilità di essere se
stessi, intendendo con questo non già un coacervo di desideri e brame di possesso,
bensì una struttura dal delicato equilibrio che a ogni istante si trova di fronte
alla scelta tra crescita o declino, vita o morte. Rendersi conto che il male e la
distruttività sono conseguenze necessarie del fallimento del proposito di crescere.
Rendersi conto che solo pochi individui hanno raggiunto la perfezione per quanto
attiene a tutte queste qualità, rinunciando d'altro canto all'ambizione di riuscire
a propria volta a « raggiungere l'obiettivo », con la consapevolezza che
un'ambizione del genere non è che un'altra forma di bramosia, un'altra versione
dell'avere. Trovare la felicità nel processo di una continua, vivente crescita,
quale che sia il punto massimo che il destino permette a ciascuno di raggiungere,
dal momento che vivere nella maniera più piena possibile al singolo, è fonte di
tale soddisfazione, che la preoccupazione per ciò che si potrebbe o non si può
raggiungere ha scarse probabilità di rendersi avvertita. Suggerire ciò che
individui i quali vivono nell'attuale industrialismo cibernetico, burocratico, si
tratti della sua versione « capitalista » ovvero « socialista », possono fare per
evadere dalla modalità esistenziale dell'avere, per favorire quella dell'essere,
non rientra nei propositi di questo libro, anche perché ne richiederebbe uno a sé
stante, che potrebbe appropriatamente intitolarsi « l'arte di essere ». D'altro
canto negli ultimi anni sono stati dati alle stampe molti volumi che trattano della
strada verso il vivere bene, alcuni dei quali davvero utili, altri invece dannosi
perché ingannevoli, nel senso che sfruttano il nuovo mercato il quale fa appello al
desiderio della gente di sfuggire al proprio malessere.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3260-3271 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
16.17.31

Bisogna combinare la pianificazione a tutti i livelli con un alto grado di


decentralizzazione, rinunciando all'« economia di mercato libero », che del resto è
ormai largamente fittizia. Bisogna rinunciare all'obiettivo della crescita
illimitata per sostituirla con una crescita selettiva, pur senza correre il rischio
di un disastro economico. Bisogna creare condizioni di lavoro e un'atmosfera
generale tali per cui i moventi effettivi siano costituiti, non già da guadagni
materiali, ma da soddisfazioni psicologiche. Bisogna favorire lo sviluppo
scientifico, in pari tempo evitando che un progresso in questo senso divenga un
pericolo per la specie umana a causa delle sue applicazioni pratiche. Bisogna
creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del
benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di
piaceri. Bisogna garantire la sicurezza fondamentale agli individui senza renderli
dipendenti da una burocrazia che provveda a nutrirli. Bisogna ristabilire
possibilità di « iniziativa individuale » nella vita in generale anziché nella sola
attività economica (dove d'altra parte essa non esiste quasi più).
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3286-3288 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
16.20.49

questa volta l'obiettivo non è quello di esercitare il controllo sulla natura,


bensì sulla tecnica e le forze e le istituzioni sociali irrazionali che minacciano
l'esistenza della società occidentale, se non dell'intera specie umana.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3348-3349 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
16.25.56

Il fatto di primaria importanza che l'asserzione semplicemente ignora, è che i


desideri del consumatore sono fabbricati dal produttore.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3402-3404 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
18.57.15

Per realizzare una società basata sull'essere, tutti i suoi membri dovrebbero
partecipare attivamente al suo funzionamento economico, quali liberi cittadini. In
altre parole, il nostro affrancamento dalla modalità esistenziale dell'avere è
possibile solo a patto che si attui la piena partecipazione democratica a livello
industriale come politico.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3417-3419 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
18.57.57

Partecipando alla comunità, la gente avrà modo di constatare che la vita diviene
più interessante e stimolante; in effetti, anzi, una democrazia politica degna di
tal nome è quella in cui la vita è appunto interessante.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3464-3469 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
19.01.31

Se la società si trasforma in quella che Mumford ha definito « megamacchina » (se


cioè l'intera società, compresa la gente che ne fa parte, diventa simile a un
grande meccanismo a direzione centralizzata), a lungo andare il fascismo risulta
quasi inevitabile perché: a) gli individui si trasformano in soggetti passivi,
perdono la capacità di pensare criticamente, si sentono impotenti, assumono un
atteggiamento qualunquistico e inevitabilmente aspirano a un capo il quale « sappia
» che cosa fare e sia inoltre al corrente di ogni altra cosa che loro non sanno; b)
la « megamacchina » può essere messa in funzione da chiunque abbia accesso a essa,
semplicemente premendo i bottoni adatti.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3575-3577 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
19.11.24

gli esseri umani hanno un incondizionato diritto a vivere, indipendentemente dal


fatto che compiano o meno il loro « dovere verso la società ». È un diritto che
concediamo ai nostri animali domestici, non però ai nostri simili.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3726-3728 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
21.44.26

Mesarovic e Pestel, da Paul R. e Anne H. Ehrlich e altri, e cioè che, anche solo
per motivi puramente economici, sono necessari una nuova etica, un nuovo
atteggiamento verso la natura, solidarietà umana e cooperazione, se si vuole
evitare che il mondo occidentale venga spazzato via.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3739-3742 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
21.45.28

Finora nella storia del mondo un'esistenza di vuoti piaceri era possibile soltanto
per una minuscola élite, i membri della quale mantenevano un sostanziale equilibrio
perché sapevano di avere il potere e che dovevano pensare e agire in modo da non
perderlo. Oggi, la vuota esistenza del consumismo e propria dell'intera classe
media, la quale sotto il profilo economico e politico non ha potere alcuno e ha ben
scarse responsabilità personali.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3757-3758 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
21.47.18

il modo di esistenza secondo l'essere è sempre già presente, per quanto represso:
non era possibile che un Saulo divenisse Paolo, se non fosse stato un Paolo già
prima della conversione.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3845-3848 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.16.56

In pratica, tutte le nostre discipline hanno a fondamento concezioni ormai


incompatibili con l'assioma cartesiano e con la visione di un mondo statico che un
tempo ne derivava. Sotteso alle nuove idee, comprese quelle della fisica moderna,-è
infatti un ordine unitario, che però non è la causalità, bensi lo scopo, e non già
lo scopo dell'universo e dell'uomo, bensì lo scopo nell'universo e nell'uomo.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3849-3850 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.17.10

abbiamo bisogno, più che di un calcolo di probabilità di un calcolo di


potenzialità, di una dialettica in cui unità e diversità siano ridefinite come poli
simultanei e necessari della stessa essenza.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3883-3884 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.31.24

Perché il principio della vita consiste nella tensione che collega lo spirito con
il regno della materia, simbioticamente uniti.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3889-3892 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.31.43

La conoscenza, questi libri lo dimostrano, non consiste più in una manipolazione


dell'uomo e della natura intesi come forze contrapposte, e neppure nella riduzione
di dati al semplice ordine statistico; la conoscenza è un mezzo per liberare
l'umanità dal potere distruttivo della paura, indicando la via verso la meta
consistente nella riabilitazione della volontà umana e nella rinascita della fede e
della fiducia nella persona umana.
==========
Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3932-3937 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.32.50

Alla luce di tutto questo, non abbiamo altra scelta se non di ammettere che la non-
libertà, che costituisce il metro di misura della libertà, deve essere sempre
tenuta presente, In altre parole che l'aspetto della verità da cui sembra emergere
la notte, la tenebra del nostro tempo, non può essere trascurata, così come non può
essere lasciato a se stesso il progresso soggettivo dell'uomo. Ne consegue che le
due fonti della coscienza umana sono inseparabili, non come alcunché di morto,
bensì di vivente e complementare, quale un aspetto di quel « principio di
complementarità » mediante il quale Niels Bohr ha cercato di unire il quantum e
l'onda, entrambi costituenti della struttura stessa della radiante energia della
vita.
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Avere o essere? (Erich Fromm)
- La mia evidenziazione Posizione 3984-3988 | Aggiunto il domenica 3 novembre 2013,
23.34.25

La natura della conoscenza, scientifica od ontologica che sia, consiste infatti nel
riconciliare significato ed essere. Ed essere non vuol dire altro che attuazione di
potenzialità, autorealizzazione in accordo con la trasformazione. Ciò conduce
all'esperienza dal punto di vista dell'individuo, e all'organizzazione e
all'elaborazione di moduli dal punto di vista dell'universo. E così avviene che
organismo e mondo si -attuino simultaneamente.
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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 63-66 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre 2013,
09.06.53

Society can be destroyed when further growth of mass production renders the milieu
hostile, when it extinguishes the free use of the natural abilities of society’s
members, when it isolates people from each other and locks them into a man-made
shell, when it undermines the texture of community by promoting extreme social
polarization and splintering specialization, or when cancerous acceleration
enforces social change at a rate that rules out legal, cultural, and political
precedents as formal guidelines to present behavior.
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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 82-84 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre 2013,
09.08.23

To formulate a theory about a future society both very modern and not dominated by
industry, it will be necessary to recognize natural scales and limits. We must come
to admit that only within limits can machines take the place of slaves; beyond
these limits they lead to a new kind of serfdom.
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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 87-88 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre 2013,
09.08.34

Such a society, in which modern technologies serve politically interrelated


individuals rather than managers, I will call “convivial.”
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1428-1431 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 09.34.38

Però, come diceva mio padre, hai la vita davanti. Peccato che a diciotto anni non
la capisci questa frase così semplice: "La vita davanti". Hai un rapporto col tempo
alterato. Drogato di false dilatazioni aberranti. C'è una prospettiva di infinito,
nel diciottenne, che si può tranquillamente considerare uno dei più consistenti
crimini dell'umanità.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1435-1435 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 09.35.00

Chi l'ha inventata la vita? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo.


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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1655-1657 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 10.02.00

E lei e le sue amiche si prodigano ai fornelli per i loro uomini non perché li
amano ma perché temono l'inenarrabile confronto sempre in agguato che gli uomini
possono fare tra mogli e madri. È questa competitività all'ultimo sangue tra mogli
e suocere che salda la Repubblica italiana e tiene uniti tanti matrimoni, che vi
credete!
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The Sun Also Rises (Ernest Hemingway)
- La mia evidenziazione Posizione 943-951 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre 2013,
12.38.02

"You see, Mr. Barnes, it is because I have lived very much that now I can enjoy
everything so well. Don't you find it like that?" "Yes. Absolutely." "I know," said
the count. "That is the secret. You must get to know the values." "Doesn't anything
ever happen to your values?" Brett asked. "No. Not any more." "Never fall in love?"
"Always," said the count. "I am always in love." "What does that do to your
values?" "That, too, has got a place in my values." "You haven't any values. You're
dead, that's all." "No, my dear. You're not right. I'm not dead at all."
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1685-1689 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 13.29.20

Il non poter comunicare è l'unico grande affanno dell'uomo, pensateci. Tutto quello
che facciamo tende verso questo, ma le fatiche per farlo sono immani e
mastodontiche, le montagne da superare e tutti i tentativi di comunicazione in cui
ci adoperiamo alla fin fine ci sembrano goffi, elementari e moribondi, finché muori
e solo lì forse te ne vai tanto contento perché al momento di farla finita, per la
prima volta, con la tua morte sei stato capace di mettere in atto la prima grande
suprema forma di comunicazione.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1822-1825 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 13.44.06

Non durerà negli anni questa storia dell'odore della casa. Negli anni a venire,
eserciti di detersivi monopolizzeranno l'olfatto, gettandoci non privi di sconforto
in un asettico miasma fatto di niente che caratterizzerà tutti gli appartamenti.
Livellati gli odori, altrove andremo a scovare le differenze. L'umiliazione
dell'olfatto come conseguenza del progresso.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1874-1874 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 13.49.32

La rassegnazione che ti anestetizza dalla guerra giornaliera. Un'altra sfumatura


della sopravvivenza.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 1959-1960 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 13.58.47

Ma state male? Sì, mio cugino sta male. Come me d'altronde. Stiamo tutti male,
allegramente però.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2059-2061 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.08.10

Nel frattempo, si è assiepato nei dintorni dei libri antichi un silenzio che
promette un casino inenarrabile. Anche quello ci sarà. La prevedibilità del
napoletano, in questi casi, è pari solo alla sua imprevedibilità. Per questo sto
ancora qui a regalare una chance a tutti quanti. Perché a Varese tutto questo non
succede manco si che.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2097-2097 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.11.48

Non è uno schiaffo, è un'anestesia totale senza siringa.


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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2101-2104 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.12.30

La strada insegna tutto. La strada ti fa amanuense del mondo. La strada ti violenta


i sentimenti e ti dice non più, non adesso, non ancora e poi dice no, no, niente,
no e ancora no. Là, in strada, dove i desideri si fanno fetidi. Le speranze oggetto
di risata. La strada è nichilista e non si stanca mai di ripetertelo.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2151-2153 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.16.12

Sta dicendo che l'arte è più importante della vita. E non è poco. Perché essa,
l'arte, contiene una cosa incontenibile. Lo scatto in avanti.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2172-2174 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.19.39

Lontano dall'adolescenza, ci s'inventa una vita logora, tremenda. Ciascuno lì a


piazzare la sua tesserina del domino. Dimenticandosi di andare a vedere l'acqua e
la montagna avvolta nel freddo, beatificate dal colore limpido, preistorico. La
trasparenza.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2267-2268 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.29.51

A colpi di distrazioni, ti aggrappi al tram della vecchiaia. E chi si è visto si è


visto.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2265-2266 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.29.59

Uomo tra gli uomini. Il conformismo senza sforzi ti fa sentire migliore.


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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2336-2337 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.36.45

Serve il calore umano quando le vite sono andate in malora, i fallimenti si sono
stratificati e ci hai la morte dentro.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2397-2399 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.41.44

Mi tremano le ginocchia dalla curiosità e dall'emozione. I miei genitali si sono


rimpiccioliti fino a diventare puntini nell'universo. Succede, quando l'emozione ha
la meglio sull'eccitazione. Uno a zero per l'emozione.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2423-2424 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.44.05

quel tipo di potere lì è una vertigine raccapricciante e felice dalla quale non
vuoi più uscire così facilmente.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2458-2459 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.48.01

Italia. È l'esperienza di altri. Che è sempre meglio della nostra, perché galleggia
dentro una lente deformata di sogno e migliorie. Sogno e migliorie.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2478-2479 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 14.49.54

Sempre lo stesso errore: si è giudicata. Togliendomi il sogno. Che errore


madornale! È questo che fotte milioni di donne. Vogliono avere il controllo di se
stesse. Sempre. Duellano col realismo continuamente.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2580-2582 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 15.49.04

Ma prima di rompere i coglioni alla gente col problema del fumo dovreste provare
l'autenticità del dolore. Fatevi morire la casa dentro la casa e la famiglia dentro
la casa e poi ne riparliamo delle vostre teorie del cazzo su come smettere di
fumare.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2597-2597 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 15.49.59

Eravamo proprio giovani. Con le pezze al culo e l'olfatto nell'avvenire.


==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2779-2779 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 16.26.48

Le donne non vogliono vedere come andrà a finire. Perché non vorrebbero finire
mai".
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 2803-2804 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 16.29.00

"Solo sul letto di coltelli il fachiro vive. La comodità è sempre indice di


mediocrità".
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3061-3062 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.06.20

La meraviglia di quando l'intimità si frappone repentinamente in mezzo alle persone


abituate da tempo ai rapporti formali.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3113-3115 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.10.12

solo le donne sanno cosa è il sesso. Gli uomini si arrabattano. Goffi e


perennemente imbranati, anche quando hanno posseduto settemila donne. Nelle cose di
sesso, gli uomini restano eterni dilettanti. È così che stanno le cose.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3145-3146 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.12.36

atteggiare. Non ti credere di aver capito chissà cosa con mezza chiavata. Ci vuole
la morte negli zigomi per capire veramente le cose.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3211-3212 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.21.13

Come nella matematica, perdi il senso d'appartenenza e guadagni il risultato alla


fine dell'esercizio. Un risultato chiamato libertà.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3212-3214 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.21.44

Replichi la sceneggiata del vitalismo fino alla nausea e poi la nausea della
mediocrità ti aggredisce pori e cosce e te lo ricorda senza misteri: sei come tutti
gli altri, né più né meno, hai voglia a sbatterti.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3250-3252 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.26.58

Lo so. È che in quelle foto alberga una cosa che poi a noi non è più appartenuta.
La semplicità. In quelle cazzo di foto c'è, in tutto e per tutto, un concetto di
vita semplice che a noi è sfuggito totalmente. Rendendoci l'esistenza un groviglio
artificioso così scadente, ma così scadente.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3268-3271 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.29.01

Si volevano arricchire per accedere alla contentezza, i cazzoni, e hanno trovato


galere ad ogni angolo di strada. Ascessi di solitudini riversate nelle griglie
indistruttibili della mente. Ed invece erano proprio coloro senza autorevolezza che
conoscevano il segreto. Ma è beffardo l'essere umano, alle volte. Si complica
l'esistenza perché non ci crede che le cose possano essere lisce e scorrevoli.
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3275-3275 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.29.34

Credevamo di essere diventati complessi, ma eravamo ruzzolati solo nell'essere


complicati.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3285-3291 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.31.17
"Il crème caramel?" dice il cameriere orgoglioso col tovagliolo sul braccio e le
scarpe sfondate da duemila chilometri percorsi avanti e indietro dentro la
trattoria e, ponendo l'accento sull'ultima "e" di caramel: "Ma è la rivoluzione"
aggiunge. Perché si credeva che una roba francese fosse sempre una rivoluzione. In
effetti, la decadenza del mondo non è forse cominciata a partire da quel cazzo di
crème caramel? Poi saremmo precipitati nel risotto allo champagne, inghiottiti
dalle pennette alla vodka, addirittura il maltagliato al profumo di rose,
consegnandoci al fallimento lucido, lineare. Il mondo cambia a seconda dei menu e
noi che non ce ne rendiamo conto.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3463-3464 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.47.18

Non si può giustificare, il sesso, quando si dimentica il propellente dell'ironia e


della leggerezza.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3489-3491 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.49.47

Ma l'uomo, si sa, è come la Coca-Cola. Basta scuoterlo un po' e attacca a spruzzare


di tutto. Sangue e sentimenti. Calore e risentimento. Tutto di fuori.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3563-3564 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 17.55.31

Ho preso centinaia di appuntamenti coi ricordi. La frenesia della mia vita mi aveva
impedito di sedimentare la memoria. Anche il convulso vuole la sua fermata.
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 3802-3804 | Aggiunto il mercoledì 6 novembre
2013, 19.06.38

Eccedono, gli uomini che non hanno nulla da perdere, fino alla nausea. Ma la
differenza tra me e il resto del mondo è che io, dentro allo stato di nausea, ci
sto una meraviglia. Non la vivo come un problema, la nausea. Per questo sono
inadatto al mondo. Per questo sono solo. Ma ora ho trovato finalmente chi mi tiene
il passo.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4085-4087 | Aggiunto il venerdì 8 novembre 2013,
12.27.29

Sono dovuto arrivare a questo momento biblico per capire cosa significa esattamente
la parola: successo. È qualcosa che ha a che fare direttamente con dio, ma sul
serio però, senza intermediari, non come blateravo io a destra e a manca quando
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4253-4254 | Aggiunto il venerdì 8 novembre 2013,
12.39.31

Di famiglia contadina, Alberto guadagna la città di Napoli a vent'anni ed è un


tuono che si abbatte sulla siccità, come tutte le volte che il mondo contadino
sposa la metropoli.
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4255-4257 | Aggiunto il venerdì 8 novembre 2013,
12.39.49

Il contadino è uno sconfitto solo quando se ne sta in mezzo alla campagna, ma


quando scopre la città, semplicemente se ne impossessa. Applica al cittadino le
leggi delle pecore e delle galline. Interpreta le psicologie complesse dei politici
con lo stesso approccio che si ha col cane che fa da guardia al gregge. È una
logica vincente.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4746-4749 | Aggiunto il lunedì 11 novembre 2013,
01.31.18

Mentre la solitudine si presenta, in ultima analisi, come una cornice di


sentimenti, l'abbandono, al contrario, possiede solo i contorni immodificabili,
statuari, della tragedia. La tragedia, basilica della morte in vita, non ci lascia
vie di fuga. Di tutti gli affari di Fabio, questo della sua tragedia personale è
senza dubbio il meno riuscito. E ridicolizza tutti gli altri stipulati a colpi di
assegni e aste vinte al tavolino della finanza.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4760-4760 | Aggiunto il lunedì 11 novembre 2013,
01.32.09

Lo ha detto col dolore che gli sta devastando il corpo come un eczema curato
malissimo.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4817-4825 | Aggiunto il martedì 12 novembre 2013,
02.19.49

Ve lo dico io. Tutti i danari del mondo sono stati concepiti unicamente per
costruire gabbie asimmetriche. I figli di Fabio sono arredati in tinta con le
pareti. E mangiano caviale e tristezza, tortellini fatti a mano mondati dalla morte
prematura della loro adolescenza. Perché adulti irresponsabili hanno spiegato loro
che tutti quei soldi impongono una missione prima del tempo. E questo è davvero
insopportabile per dei ragazzi. Il concetto di responsabilità prima indebolisce,
poi assassina la gioventù. Non c'è proporzione. È questo che hanno in comune, senza
saperlo, i giovani molto ricchi e quelli molto poveri: il peso sbagliato, fuori
tempo, della responsabilità in anticipo. L'immagine più precisa che si addice a
questi ragazzi è quella di certe teste di capriolo imbalsamate che ho visto in
alcuni, caldi rifugi alpini del Trentino-Alto Adige.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4850-4858 | Aggiunto il martedì 12 novembre 2013,
02.26.19

Comunque, il padre è il suo fantasma indelebile. Un uomo aitante e pacifico.


Burbero e privo di ambizioni, sguarnito di aneddoti divertenti, che riusciva
comunque, senza sforzi, a calamitare in modo fisiologico l'affetto, l'amicizia, il
calore, la stima di tutti gli altri. Con una semplicità disarmante. L'assenza di
quello sforzo ingombra la biografia di Fabio. Ecco, questo per Fabio è stato, è e
sempre sarà un intralcio insopportabile. Tutto quello che compie, e vi assicuro che
ce ne sono state di spericolatezze, lo fa per scacciare quel problema. Ma è una
lotta inutile. Non c'è il nemico, perché non c'è più il problema. Il padre è morto
in disparte, senza clamore. Il problema è solo sottopelle, nella cute gelatinosa di
Fabio. Lotta con le reminiscenze che ricorda solo lui. Sono concrete le
reminiscenze, alle volte. Sono escrescenze ripiegate all'interno.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 4868-4873 | Aggiunto il martedì 12 novembre 2013,
02.30.03

Perché le vere regine se ne fottono dei sudditi. Mentre i soldati semplici


dell'ambizione si logorano nel continuo riconoscimento sociale del sottoposto.
Altrimenti, non dormono la notte. Questa mancata riconoscenza da parte dei poveri,
che hanno sempre sistematicamente altro a cui pensare, diventa il motore delle
industrie e della finanza. Muovono il mondo, i poveri, col loro menefreghismo, ma
non lo sanno. I poveri, inconsapevolmente, corrodono alle caviglie i ricchi. E
questo logorio da roditori anima l'intraprendenza dei danarosi. Nascono così i
brevetti e le confezioni di merendine su scala nazionale.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5069-5069 | Aggiunto il giovedì 14 novembre 2013,
02.55.54

Invece Paziente ci ha l'autoironia, per dio! Senza di quella muori a mezzogiorno.


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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 137-138 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
07.08.04

As the value of services rose, it became almost impossible for people to care.
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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 146-147 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
07.09.36

Like the modern school system, hospital-based health care fits the principle that
those who have will receive even more and those who have not will be taken for the
little that they have.
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Tools for Conviviality (Ivan Illich)
- La mia evidenziazione Posizione 153-154 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
07.10.32

Populations increased beyond the capacities of their environments and the


restraints and efficiencies of their cultures to nurture them. Western doctors
abused drugs for the treatment of diseases with which native populations had
learned to live.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5102-5104 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
13.38.20

Interpreta la vita come un flusso torrentizio, questo gli consente ancora un


margine di meraviglia in fondo al mondo. In questo senso, si è guadagnato tutta la
mia invidia.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5179-5184 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
13.46.57

Dice, è un intercalare. Ma non c'è stato un tempo, forse, in cui il mondo si è


sforzato di coniare continuamente nuovi intercalari e, dunque, farci ridere? Ma che
cosa ci avete voi contro la sana possibilità di ridere? Ma non lo capite che ogni
volta che qualcuno dice figo si perde l'opportunità di farsi una bella risata?
Certo, la risata implica lo sforzo di una ricerca. Minima, ma pur sempre una
ricerca, coadiuvata da un talento. Qui nessuno ne vuole più sapere niente del
talento e del minimo sforzo. Che poi sono un'endiadi abbracciata. Sforzo e talento
sono diventati parolacce.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5189-5191 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
13.47.40

Sordi. E ripetitivi. Obnubilati dall'indolenza linguistica. La depressione


linguistica. Ecco quello che regna. Uno dovrebbe andare in analisi e dire: dottore,
ci ho la depressione. Linguistica però. E quello ti risponde: figo.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5232-5233 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
13.53.24

Progettavamo la responsabilità, come antidoto a tutti i mali esterni che pure ci


sono stati. La responsabilità, l'unico rimedio scientifico contro l'horror vacui.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5253-5255 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
14.10.05

Bisogna riappropriarsi di un rapporto religioso, liturgico col sesso. Ho detto


religioso, non bigotto, che è un'altra cosa. Considerarlo miracolo.
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Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5366-5368 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
14.50.44

Sì, Gegè, tu, io, i nostri splendidi amici e compagni estivi, facevamo il tuffo a
mare e ad ogni tuffo ci lasciavamo il mondo alle spalle. Ogni tuffo, una ierofania,
un'incursione azzardata e sempre ben riuscita del sacro nel profano. Così,
==========
Hanno tutti ragione (Paolo Sorrentino)
- La mia evidenziazione Posizione 5457-5460 | Aggiunto il sabato 16 novembre 2013,
15.01.55

Ma ancora una volta, come tanti anni fa, lo stesso spettro vertiginoso, entri
dentro un corpo e pensi che non stai risolvendo nessun problema. Perché sei tu il
problema. Ti precede, il problema. E spesso si chiama senso del ridicolo.
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Askitiki – The saviors of God (Nikos Kanzazakis)
- La mia evidenziazione Posizione 25-25 | Aggiunto il lunedì 18 novembre 2013,
01.13.50

All that I see, hear, taste, smell, and touch are the creations of my mind.
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Askitiki – The saviors of God (Nikos Kanzazakis)
- La mia evidenziazione Posizione 34-34 | Aggiunto il lunedì 18 novembre 2013,
01.16.08

"I impose order on disorder and give a face - my face - to chaos.


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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 254-255 | Aggiunto il mercoledì 20 novembre 2013,
23.21.59

Muovendo dal dubbio latente del what if, tutte le narrazioni sono – in una certa
misura – utopiche, distopiche e perfino ucroniche.
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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 257-261 | Aggiunto il mercoledì 20 novembre 2013,
23.22.42

I conflitti drammatici alla base del raccontare non sono che promesse di
cambiamento e presupposti di alternative. Le storie premono sulla linea retta del
continuum per curvarla, deviarla, interromperla. Rifiutano le cesure cristallizzate
del periodizzare e approfondiscono altri solchi. Evitano il gesto scontato e
muovono in maniera anomala. Praticano la «mossa del cavallo» e sanno compiere un
passo indietro per farne due avanti. Soprattutto: devono disorientare e non farsi
trovare mai dove ci si aspetterebbe. Altrimenti non sono buone storie. Oppure sono
il latrato dei cani da guardia del dominio esistente.
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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 261-262 | Aggiunto il mercoledì 20 novembre 2013,
23.22.53

Insieme alla politica, la letteratura è una delle «arti del possibile».


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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 262-265 | Aggiunto il mercoledì 20 novembre 2013,
23.23.20

Ed è bene ricordare che – nelle sue finzioni – «verità» e «realtà» non sono mai
feticci assoluti, ma solo gradazioni primarie e relative dell’eventuale.
All’infinito spettro delle possibilità corrisponde una gamma altrettanto articolata
di percezioni e forme espressive. Ecco perché quest’antologia combina onirismo e
realismo, visione e rappresentazione, ricordo e profezia, lucidità e alterazione,
capacità intuitiva e raziocinio deduttivo.
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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 267-269 | Aggiunto il mercoledì 20 novembre 2013,
23.24.16

La soluzione formale in grado di collegare i vari punti di vista è la


pluridiscorsività dialogica che combina schegge di mondo. Cosí nell’ambito della
narrativa breve ritroviamo la migliore lezione del romanzo, capace di amministrare
il plurale pirotecnico di tutti i carnevali.
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Anatra all'arancia meccanica (Wu Ming)
- La mia evidenziazione Posizione 465-469 | Aggiunto il giovedì 21 novembre 2013,
21.14.38

Sono per la difesa delle biodiversità, anche culturali. Ogni anno centinaia di
lingue e dialetti muoiono con gli ultimi anziani che le parlano. Le sostituisce la
povera, incolore lingua del business, proprio come i cibi locali vengono spazzati
via dalla merda di McDonald’s, piante nobilissime lasciano il posto a tristi
lattughine plastificate e non-pomodori da ketchup, innumerevoli specie animali
vengono private del loro habitat, si rannicchiano in un angolo e muoiono.
McDonald’s fa spianare le foreste e ci coltiva erba mutante per turbomucche
(possibilmente pazze) ultraestrogenate.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 3 | Posizione 41-43 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.15.16

Sono questi, poi, gli anni in cui Pasolini intensifica, a partire dal 1964 (l'anno
del Vangelo secondo Matteo), la sua produzione cinematografica. Mentre tra il 1966
e il '67 egli si dedica anche a un'attività figurativa particolarmentericca (6).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 4 | Posizione 45-52 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.15.59

1968. Anche se Pasolini scrive, non pubblica, e cerca altre strade. Perché? Una
possibile spiegazione può essere cercata nell'avvento del Gruppo '63, che fu
sofferto più di altri da Pasolini (come è ben noto). Nel suo atteggiamento
complessivo (7) si intrecciano comunque, oltre alla dura polemica con la nuova
avanguardia: una critica all'inanità di ogni "contestazione soltanto letteraria" e
una dichiarazione di "fine" della letteratura tout court, una "dolorosa" presa di
coscienza dell'"orrendo futuro tecnologico" preparato dal "neocapitalismo" (8) e
delle conseguenze che ne derivano all'interno della stessa lingua, la constatazione
di una "caduta" dell'"individuo che protesta" e del "diverso" come momento di
eversione e di rivolta anticapitalistica nella situazione italiana, un'accentuata
freddezza verso il Pci, e l'interesse preminente per certi grandi fatti politici
internazionali "scandalosi" e "diversi" che egli vede estranei o contraddittori
rispetto all'area comunista e marxista (a partire dai movimenti negro- americani e
dal Terzo Mondo).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 4 | Posizione 52-54 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.16.11

Un intreccio di motivi all'interno del quale prende anche forma, in modo più o meno
esplicito, una travagliata e polemica e ansiosa ricerca di nuove vie: da Pasolini
indicate prevalentemente nel cinema e nel teatro, appunto.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 28 | Posizione 416-418 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.26.36

Ci sono molte ragioni: la prima è il mio bisogno di disobbedire a Budda. Budda


insegna il distacco dalle cose (per dirla all'occidentale) e il disimpegno (per
continuare con il grigio linguaggio occidentale): due cose che sono nella mia
natura. Ma c'è in me, appunto, un irresistibile bisogno di contraddire a questa mia
natura.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 28 | Posizione 423-429 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.27.22

invoco a giustificarmi la necessità "civile" di intervenire, nella lotta spicciola


e quotidiana, per conclamare quella che secondo me è una forma di verità. Dico
subito che non si tratta di una verità affermativa: si tratta piuttosto di un
atteggiamento, di un sentimento, di una dinamica, di una prassi, quasi di una
gestualità: essa dunque non può non essere piena di errori, e magari anche di
qualche stupidità (a questa ammissione sento già il ghigno dei giornalisti divenuti
da oggi in poi miei colleghi). So vagamente che la mia opera, letteraria e
cinematografica, mi pone, quasi d'ufficio, nell'ordine delle persone pubbliche.
Ebbene, ecco: io mi rifiuto, intanto, di comportarmi da persona pubblica. Se una
qualche autorità ho ottenuto, malamente, attraverso quella mia opera, sono qui per
rimetterla del tutto in discussione: come del resto ho sempre cercato di fare.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 31 | Posizione 461-464 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.30.08
Ma quest'avverbio "cinicamente" si riferisce al mio comportamento pubblico, non
personale: è un'affermazione ideologica: io approfitto delle strutture
capitalistiche per esprimermi: e lo faccio, perciò, cinicamente (verso le figure
pubbliche dei miei "datori di lavoro", non verso la loro identità personale).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 31 | Posizione 466-470 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.32.37

io per borghesia non intendo tanto una classe sociale quanto una vera e propria
malattia. Una malattia molto contagiosa: tanto è vero che essa ha contagiato quasi
tutti coloro che la combattono: dagli operai settentrionali, agli operai immigrati
dal Sud, ai borghesi all'opposizione, ai "soli" (come son io). Il borghese -
diciamolo spiritosamente - è un vampiro, che non sta in pace finché non morde sul
collo la sua vittima per il puro, semplice e naturale gusto di vederla diventar
pallida, triste, brutta, devitalizzata, contorta, corrotta, inquieta, piena di
senso di colpa, calcolatrice, aggressiva, terroristica, come lui.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 32 | Posizione 474-478 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.33.22

la storia della borghesia - attraverso una civiltà tecnologica, che né Marx né


Lenin potevano prevedere - si accinge, ora, in concreto, a coincidere con l'intera
storia del mondo. Ciò è male o è bene? Né l'una cosa né l'altra, credo; non voglio
pronunciare degli oracoli. É semplicemente un fatto. Tuttavia penso che sia
necessario avere la coscienza del male borghese, per intervenire efficacemente su
questo fatto, e contribuire a far sì che sia un po' più positivo che negativo.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 32 | Posizione 490-491 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.34.32

Cacciato, come traditore dai centri della borghesia, testimone esterno al mondo
operaio: dov'è l'intellettuale, perché e come esiste?
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 33 | Posizione 501-502 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.35.07

Ora, l'egemonia culturale, che per circa un ventennio è stata detenuta dal Pci, è
passata nelle mani dell'industria.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 33 | Posizione 503-506 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.35.26

"L'intellettuale è dove l'industria culturale lo colloca: perché e come il mercato


lo vuole". In altre parole, l'intellettuale non è più guida spirituale di popolo o
borghesia in lotta (o appena reduci da una lotta), ma per dirla tutta, è il buffone
di un popolo e di una borghesia in pace con la propria coscienza e quindi in cerca
di evasioni piacevoli. In
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 37 | Posizione 560-562 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.38.55

Negri, sudeuropei, banditi sardi, arabi, andalusi, ecc...: hanno tutti in comune la
colpa di avere i visi bruciati dal sole contadino, dal sole delle epoche antiche.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 44 | Posizione 661-663 | Aggiunto il sabato 23
novembre 2013, 19.46.54

Un manifesto politico scritto con la grazia della favola, con umorismo, con gioia
(ecco perché prima dicevo che se c'è una fatalità nel destino di un libro, essa è
voluta dall'autore: la Morante infatti non ha voluto sapere che grazia, umorismo,
gioia sono sentimenti e strumenti stilistici, oggi, incomprensibili).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 44 | Posizione 670-672 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.29.34

(si sa, per esempio, che la tanatofobia è in realtà ansia di autodistruzione; e non
per niente anche nel parlare comune si dà per scontato che chi dice con troppa
insistenza di odiare, in realtà ama, e magari viceversa).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 45 | Posizione 679-681 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.30.34

É quello che dicevo prima: il terrore di essere mangiati, ossia l'identificazione


con un archetipo storico-biologico di una situazione estremamente nuova. Ma il
terrore di essere mangiati, spinto a questo punto, significa in realtà, appunto,
"desiderio" di essere mangiati.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 45 | Posizione 683-685 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.31.08

Tale desiderio di autodistruzione - come psicosi collettiva - non è però tipico


soltanto di chi nega o contesta il sistema: ma è tipico piuttosto dell'intera
umanità che vive con naturalezza nel sistema.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 46 | Posizione 689-692 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.31.43

L'organizzazione umana, il sistema - inevitabile - è una struttura che, per


dominare la vita, la toglie alla sua assoluta naturalezza (che è poi non-storia,
morte) e la rende non solo vivibile, ma "conoscibile". É sempre attraverso il
sistema, qualunque esso sia - la democrazia diretta ateniese, la società
capitalistica, o quella socialista - che noi "conosciamo" la vita (o la realtà).
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 46 | Posizione 698-705 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.32.44

Per questo io penso che la disperazione è oggi l'unica reazione possibile


all'ingiustizia e alla volgarità del mondo, ma solo se individuale e non
codificata. La codificazione della disperazione in forme di contestazione puramente
negativa è una delle grandi minacce dell'immediato futuro (come l'atomica o la
cultura di massa). Essa non può non far nascere degli estremismi, che, arrivando
alla coincidenza diabolica di irrazionalismo e pragmatismo, finiscono col divenire
nuove forme di fascismo: magari fascismo di sinistra: cieco di fronte a questa
semplice realtà: che finché perdura il sistema che si combatte (nella specie, il
sistema capitalistico) esso non va considerato il male, perché anche sotto di esso
c'è la realtà, ossia Dio. Infatti la realtà è infinitamente più estesa del sistema,
ma il sistema è infinitamente più esteso di noi: e quindi, come il sistema non
coprirà mai tutta la vita, noi non potremo mai giungere ai confini del sistema e
scavalcarlo.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 52 | Posizione 782-785 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.41.49

Il fatto è che nessuna storia nazionale è stata meno centralistica della storia
italiana, che è storia regionale o municipale, non storia nazionale! Ed è perciò
che il culto dell'autorità è sempre stato corretto in Italia da un
profondoscetticismo, sia pure qualunquistico, verso quella stessa autorità.
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Il caos (Pasolini Pier Paolo)
- La mia evidenziazione a pagina 56 | Posizione 846-850 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.44.34

Chiesa? Ricorrerò a San Paolo. Nella Prima Lettera ai Corinti, si legge questa
stupenda frase (non tutto in Paolo è stupendo, spesso parla in lui il prete, il
fariseo): "Restano fede, speranza e carità, queste tre cose: di tutte la migliore è
la carità". La carità - questa "cosa" misteriosa e trascurata - al contrario della
fede e della speranza, tanto chiare e d'uso tanto comune, è indispensabile alla
fede e alla speranza stesse. Infatti la carità è pensabile anche di per sé: la fede
e la speranza sono impensabili senza la carità: e non solo impensabili, ma
mostruose.
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Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
- La mia evidenziazione a pagina 7 | Posizione 97-97 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.58.25

Il mondo delle " Ungete ", vi rappresento, il lunpen-proletariat!


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Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino)
- La mia evidenziazione a pagina 8 | Posizione 116-118 | Aggiunto il domenica 24
novembre 2013, 11.59.39

Le letture e l'esperienza di vita non sono due universi ma uno. Ogni esperienza di
vita per essere interpretata chiama certe letture e si fonde con esse. Che i libri
nascano sempre da altri libri è una verità solo apparentemente in contraddizione
con l'altra: che i libri nascano dalla vita pratica e dai rapporti tra gli uomini.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 5 | posizione 70-72 | Aggiunto in data domenica 15
dicembre 2013 11:04:25

Aveva trovato poca disponibilità nella società conformista a incamminarsi verso una
scienza dello spirituale che superi il materialismo. Contemporaneamente vedeva che
la classe operaia era quasi affamata di una scienza dello spirito, anche se non ne
era sempre consapevole. Anche a quel tempo l’operaio viveva la cosiddetta cultura
come qualcosa che non gli apparteneva, come un lusso avulso dalla vita.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 146-147 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:08:26

Quindi la questione non è semplice come sembrerebbe se si desse il sale


direttamente al cervello. E chi non è in grado di ottenere l’azione del sale nel
cervello, diventa stolto.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 151-151 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:08:47

I carboidrati agiscono affinché noi possiamo per così dire essere raffigurati
esteriormente come esseri umani.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 11 | posizione 161-162 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:10:22

In tal modo possiamo dire che i sali agiscono prevalentemente sul pensare. I
carboidrati agiscono per esempio sul linguaggio (V. tavola, p. 46, B) e su tutto
quanto vi è correlato. È dunque necessario per noi avere questi carboidrati.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 12 | posizione 170-172 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:11:30

Ora provate a pensarci, signori miei: quando uno è desto, il suo corpo astrale è
dentro di lui, quando uno dorme, il corpo astrale è fuori. Quando l’uomo è sveglio
e il corpo astrale lavora dentro il corpo eterico, il grasso viene continuamente
elaborato. I grassi lubrificano tutto il corpo.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 15 | posizione 226-232 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:35:06

Così, se l’uomo mangia troppe patate – il che si verificò sempre più a partire dal
momento in cui la patata fu introdotta in Europa e acquistò importanza –, la testa
viene progressivamente esclusa dal vero e proprio pensare. E l’uomo perde sempre
più la capacità di pensare con la parte mediana della sua testa. Egli pensa allora
solo con la sua parte anteriore. Ma questa parte anteriore della testa che dipende
dai sali, porta a diventare sempre più esclusivamente uomini razionali
materialisti. La testa anteriore non può affatto pensare a quello che è veramente
spirituale. Proprio tramite la parte anteriore della testa si diventa veri e propri
uomini razionali. È così che in realtà il pensare interiore spirituale retrocesse
in Europa dal momento in cui prese piede la nutrizione a base di patate.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 242-245 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 11:36:17

Se ora osserviamo l’organizzazione dell’essere umano, dobbiamo dire che: • Il corpo


fisico origina innanzitutto dalle proteine. Le proteine sono in relazione con
nascita e morte dell’uomo fisico. • Il corpo eterico ha il suo terreno principale
nei grassi. • Il corpo astrale ha il suo terreno principale nei carboidrati. • L’io
ce l’ha soprattutto nei sali.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 300-301 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 13:00:21

Quando il corpo eterico è entrato completamente nel corpo fisico, avviene la


seconda dentizione. Quando il corpo astrale è entrato del tutto nel corpo fisico
avviene la maturazione sessuale.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 19-22 | Aggiunto in data domenica 15
dicembre 2013 13:52:35

La differenza principale tra l'uomo delle società arcaiche e tradizionali e l'uomo


delle società moderne, fortemente segnato dal giudeo- cristianesimo, consiste nel
fatto che il primo si sente solidale con il cosmo e con i ritmi cosmici, mentre il
se- condo si considera solidale solamente con la storia.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 22-24 | Aggiunto in data domenica 15
dicembre 2013 13:53:04

Cer- tamente, anche per l'uomo delle società arcaiche il co- smo ha una « storia »,
se non altro perché il cosmo è la creazione degli dèi e si ritiene che sia stato
organiz-
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 26-33 | Aggiunto in data domenica 15
dicembre 2013 13:53:19

zato da Esseri soprannaturali o da eroi mitici. Ma que- sta « storia » del cosmo e
della società umana è una « storia sacra », conservata e trasmessa dai miti; anzi,
è una « storia » indefinitamente ripetibile, nel senso che i miti servono da
modelli a cerimonie che riattualizzano periodicamente gli avvenimenti grandiosi
accaduti agli inizi del tempo. I miti conservano e trasmettono i mo- delli
esemplari di tutte le attività responsabili degli uo- mini; in virtù
dell'imitazione rituale di questi modelli paradigmatici, rivelati agli uomini nel
Tempo mitico, il Cosmo e la società sono periodicamente rigenerati.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 5 | posizione 74-76 | Aggiunto in data domenica 15
dicembre 2013 13:55:47

Un fatto ci ha soprattuto stupito nello studiare le società tradizionali: la loro


rivolta contro il tempo concreto, storico, la loro nostalgia di un ritorno perio-
dico al tempo mitico delle origini, al « grande tempo ».
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 7 | posizione 97-101 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 13:57:38

Riteniamo che l'antropologia filo- sofica avrebbe qualche cosa da imparare dalla
valorizza- zione che l'uomo presocratico (cioè l'uomo tradizionale) ha dato alla
sua situazione nell'universo. O, meglio, i problemi principali della metafisica
potrebbero essere rinnovati dalla conoscenza dell'ontologia arcaica.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 140-145 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:00:24

In mezzo a tante altre pietre, una pietra diventa sacra — e di conseguenza si trova
istantaneamente saturata d'essere — perché co- stituisce una ierofania, o possiede
del mana, o la sua forma mostra un certo simbolismo o anche perché ri- corda un
atto mitico, ecc. L'oggetto appare come un ricettacolo di una forza esterna che lo
differenzia dal suo ambiente e gli conferisce senso e valore.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 147-148 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:00:44
essa è ciò che l'uomo non è; essa resiste al tempo, la sua realtà si riveste di
perennità.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 11 | posizione 160-166 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:02:09

l'uomo arcaico, non conosce atto che non sia stato posto e vissuto anteriormente da
un altro, da un altro che non era un uomo. Ciò che egli fa, è già stato fatto; la
sua vita è la ripetizione ininterrotta di gesti inaugurati da altri. Questa
ripetizione cosciente di gesti paradigmatici de- terminati tradisce una ontologia
originale. Il prodotto della natura, l'oggetto fatto dall'industria dell'uomo tro-
vano la loro realtà, la loro identità solamente nella mi- sura della loro
partecipazione a una realtà trascendente.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 245-247 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:07:12

tutte le città regali indiane, anche moderne, sono costruite sul mo- dello mitico
della città celeste in cui abitava nell'età del- l'oro (in ilio tempore) il sovrano
universale. E,
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 18 | posizione 262-263 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:11:21

tutte queste regioni selvagge, incolte, ecc. sono assimilate al caos; esse
partecipano ancora della modalità indifferenziata,
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 300-305 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:13:58

ogni territorio occupato con lo scopo di abi- tarvi o di utilizzarlo come « spazio
vitale » è prima di tutto trasformato da « caos » in « cosmos »; cioè, per effetto
del rituale gli viene conferita una « forma » che 13 ANANDA K. COOMARASWAMY, The
Rig-Veda as Land-nàma-bók, Londra 1935, p. 16, ecc. 14 per esempio, Qa.t. Brah.,
14,1,2,26, ecc.; vedere più avanti e. n. Archetipi celesti dei territori, dei
templi e delle città 25 lo fa così divenire reale.
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 306-308 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:14:09

Perciò il reale per eccellenza è il sacro, poiché soltanto il sacro è in un modo


assoluto, agisce efficace- mente, crea e fa durare le cose.
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 21 | posizione 308-309 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:14:32

Gli innumerevoli gesti di consacrazione — degli spazi, degli oggetti, degli uo-
mini, ecc. — tradiscono l'ossessione del reale, la sete del primitivo per l'essere.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 21 | posizione 319-320 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:15:13
essendo un Axis Mundi, la città o il tempio con- sacrati sono considerati come
punto di incontro tra il cielo, la terra e l'inferno.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 32 | posizione 483-486 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:27:45

piantare il palo nella testa del serpente, equivale a imi- tare il gesto
primordiale di Soma (Rig-Veda, 2,12,1) o di Indra, quando « ha colpito il serpente
nel suo covo » (Ibid., 6,17,9), quando il suo lampo gli ha « tagliato la testa »
(Ibid., 1,52,10). Il serpente simboleggia il caos, l'amorfo non manifestato.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 34 | posizione 507-510 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:30:14

mo. Prima di tutto, la « realtà » del luogo è ottenuta con la consacrazione del
terreno, cioè con la sua trasfor- mazione in un « centro », poi, la validità
dell'atto di costruzione è confermata dalla ripetizione del sacrificio divino.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 42 | posizione 641-645 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:42:27

Tale è, ad esempio, l'orgia praticata dalla tribù Ewe (Africa Occidentale) al


momento in cui l'orzo comincia a germogliare; l'orgia è legittimata da una
ierogamia (le fanciulle sono offerte al dio pitone). Ritroviamo questa stessa
legittimazione presso le popolazioni Oraon: la loro orgia avviene in maggio,
all'epoca dell'unione del dio Sole con la dea Terra.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 53 | posizione 805-808 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:55:02

un oggetto o un atto diventa reale soltanto nella misura in cui imita o ripete un
archetipo. Così, la realtà si ac- quista esclusivamente in virtù di ripetizione o
di parte- cipazione; tutto quello che non ha un modello esem- plare è « privo di
senso », cioè manca di realtà.
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 53 | posizione 809-814 | Aggiunto in data domenica
15 dicembre 2013 14:55:35

Questa tendenza può sembrare para- dossale, nel senso che l'uomo delle culture
tradizionali si riconosce come reale soltanto nella misura in cui cessa di essere
se stesso (per un osservatore moderno) e si contenta di imitare o di ripetere i
gesti di un altro. In altre parole, egli si riconosce come reale, cioè come «
veramente se stesso », soltanto nella misura in cui cessa proprio di esserlo. Si
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 55 | posizione 833-837 | Aggiunto in data lunedì
16 dicembre 2013 01:17:27

Cogliamo quindi un secondo aspetto dell'ontologia primitiva: nella misura in cui un


atto (o un oggetto) acquista una determinata realtà per mezzo della ripetizione di
gesti paradigmatici e sola- mente per questo, vi è l'abolizione implicita del tempo
profano, della durata, della « storia » e colui che ripro- duce il gesto esemplare
si trova così trasportato nell'epo- ca mitica, in cui avvenne la rivelazione di
quel gesto esemplare.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 21 | posizione 318-319 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 02:48:48

La scienza materialistica non conosce affatto la materia, perché la si conosce solo


quando si sa come entro di essa lavora lo spirito.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 23 | posizione 345-347 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 02:51:21

Se l’uomo non lascia entrare lo spirito nella sua testa, poiché la impegna troppo
con la patata, avviene allora che costui magari sa pregare molto bene, ma per il
fatto di mangiare troppe patate la sua preghiera non serve a nulla, le patate lo
sviano nuovamente dallo spirituale. Ma di questo la gente non si accorge.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 29 | posizione 434-435 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:12:04

Le piante non inspirano ossigeno bensì proprio l’anidride carbonica che mandano
fuori uomini e animali. Le piante sono altrettanto avide di anidride carbonica
quanto l’uomo lo è di ossigeno.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 29 | posizione 437-438 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:12:16

L’uomo emette anidride carbonica e uccide tutto. La pianta trattiene il carbonio,


libera l’ossigeno, e così facendo ridà vita a tutto.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 29 | posizione 440-441 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:12:28

Il sangue mescola l’ossigeno con l’anidride carbonica; la linfa verde estrae


nuovamente il carbonio dall’anidride carbonica e libera l’ossigeno.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 29 | posizione 443-444 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:12:39

Pensate quale saggezza è presente nella natura, per cui le piante, gli uomini e gli
animali si completano in questo modo! Si aiutano a vicenda in modo perfetto.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 31 | posizione 469-471 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:14:53

Solo le sostanze ricche di sali possono penetrare nella testa. Le sostanze ricche
di sali, le sostanze in forma di radice, rendono forte l’uomo attraverso la testa.
Vedete che questo è estremamente importante.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 31 | posizione 471-472 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:15:02

E con le carote avviene che si rafforzano le parti superiori della testa, proprio
quelle che servono all’uomo perché diventi interiormente forte, saldo, non molle.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 32 | posizione 489-490 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:17:33

L’uomo ha bisogno dei sali. Questi sali vengono forniti da tutto quanto è radice
della pianta, e in particolare da una radice come la carota.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 33 | posizione 497-498 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:18:13

Esplicando forza verso l’esterno mi indebolisco, applicando forza all’interno mi


rinforzo. Perciò quel che conta non è riempirsi di alimenti, l’importante è che gli
alimenti sviluppino forze dentro il corpo.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 33 | posizione 503-505 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:18:54

Nella stessa misura in cui la patata è un nutrimento in senso negativo, in senso


positivo lo sono tutte le graminacee: grano, segale e via dicendo. Anche qui si
trovano i carboidrati, dai quali l’uomo genera amidi e forma zuccheri nel modo
migliore: con i carboidrati dei cereali può cioè rafforzarsi nella miglior maniera
possibile.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 35 | posizione 532-534 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:21:50

Tutto il crudismo non è altro che un’idea matta! Per un certo tempo si può certo
mangiare tutto crudo, dando per così dire al corpo delle belle staffilate e
facendogli impiegare parecchia energia. Ma tanto più esso poi si rovina.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 36 | posizione 545-547 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:22:40

l’uomo non potrebbe formarsi da sé i sali, se non assumesse sali, il corpo umano
non li potrebbe formare da solo. Se l’uomo non ricevesse carboidrati, se non
mangiasse pane o qualcosa che gli fornisca carboidrati, non potrebbe formarsi gli
zuccheri.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 575-576 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:26:05

Se voglio agire sulla testa, mi alimento di radice o fusto, o simili.


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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 576-577 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:26:10

Se voglio agire su polmone e cuore, mi alimento di insalata o cibi del genere.


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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 579-580 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:26:24
Il cibo cotto agisce in particolare fino alla testa. Il cibo che ha natura di
insalata agisce rivitalizzando soprattutto il polmone, il cuore e così via, in
senso nutriente agisce tramite i grassi.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 39 | posizione 584-586 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:26:43

La radice nutre particolarmente la testa; • quel che sta nel mezzo della pianta, la
foglia, nutre specialmente il torace e • ciò che è nei frutti nutre il corpo
inferiore, compresi gli organi della nutrizione.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 39 | posizione 595-597 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:27:59

Ma se si ha un sistema digestivo, un sistema intestinale del tutto sano, i frutti


son fatti apposta per formare il corpo inferiore, e precisamente tramite quanto
contengono in proteine. Le proteine nei frutti da pianta costruiscono il nostro
stomaco, costruiscono tutto ciò che l’uomo possiede nella parte inferiore del corpo
come organo della nutrizione.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 41 | posizione 623-626 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:30:01

Se uno riesce a fare a meno della carne, nel passare dall’alimentazione a base di
carne a quella vegetariana si sente più forte di prima. Qui sta il punto: c’è chi
non sopporta proprio di vivere senza carne. Ma se uno vi riesce, nel diventare
vegetariano si sente più forte, perché non ha più bisogno di depositare in sé
grassi estranei, e forma solo grasso proprio. È così che si sente forte.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 42 | posizione 635-637 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:31:05

Quando mangio radici, i loro sali arrivano fino alla testa. • Quando mangio
insalata, le forze – non i grassi stessi, ma le forze dei grassi contenute nelle
piante –, arrivano al torace, ai polmoni e al cuore. • Quando mangio frutta, le
proteine dei frutti non arrivano fino al torace, ma rimangono nell’intestino.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 43 | posizione 649-652 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:32:24

Qualcosa gli rimane però, perché prima di fuoriuscire sono nell’intestino e


agiscono come un veleno, intossicano tutto il corpo, lo avvelenano tutto. Questo si
ricava dalle troppe proteine! E a causa di tale avvelenamento sorge molto spesso
l’arteriosclerosi, tanto che molte persone diventano arteriosclerotiche molto
presto – e lo diventano per il fatto di essere sovralimentate di proteine. È dunque
importante, come ho appena detto, studiare la questione alimentare assieme al suo
contenuto spirituale.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 43 | posizione 654-658 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:32:58

Il punto è che bisogna sapere come agiscono le singole sostanze. Bisogna sapere: •
che i sali agiscono specialmente sulla testa; • che i carboidrati, così come sono
contenuti nei nostri alimenti principali, il pane e le patate, agiscono più sul
sistema polmonare – polmone, gola, palato e così via; • che i grassi agiscono
specialmente sul cuore e sui vasi sanguigni, sulle vene, e • che le proteine
agiscono prevalentemente sugli organi del corpo inferiore.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 45 | posizione 684-686 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:34:28

La differenza è che l’uomo possiede una memoria come uomo intero, ma il corpo in
quanto tale non possiede una memoria tale da poter osservare qualcosa: esso impiega
forze per la costruzione ma non osserva col pensiero ciò che fa. Perciò dobbiamo
tornare sempre di nuovo a distruggere le proteine per poterle noi stessi
rifabbricare.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 47 | posizione 709-711 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:39:08

Le proteine vegetali, cioè quelle proteine che riceviamo con i frutti delle piante
– si trovano principalmente nelle piante, come vi ho detto l’altro ieri –, sono
qualcosa di particolarmente prezioso per noi. Per questa ragione una persona che
voglia mantenersi sana ha bisogno di aggiungere alla sua alimentazione frutta, in
forma cotta o cruda. Deve consumare frutta.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 48 | posizione 727-730 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:40:35

Bisogna capire che per il fatto che lo sterco di mucca non proviene dal laboratorio
del chimico, bensì dal laboratorio molto, molto più scientifico che sta nella mucca
– sì, signori miei, è un laboratorio molto più scientifico! – per questo fatto il
concime di mucca non solo rende forti le radici delle piante, ma agisce anche
fortemente fin nei frutti, e perciò produce anche le giuste proteine nelle piante,
il che poi rende forte anche l’uomo.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 758-759 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:43:36

Intendo dire che è assai importante sapere che l’uomo diventa forte nella misura in
cui digerisce come si deve i cibi che mangia.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 761-762 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:43:53

Non è temprato colui che non riesce a sopportare nulla, è veramente temprato chi
riesce a sopportare tutto il possibile.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 767-768 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:45:23

Questo perché chi mangia patate si sente continuamente stimolato a pensare. Non sa
far altro che pensare e pensare.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 55 | posizione 830-832 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:50:44

Nessun animale si ciba di qualcosa che non è adatto a lui. Che cosa ha fatto il
materialismo? Il materialismo non ha più creduto a questi istinti.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 57 | posizione 866-868 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:54:45

Il primo è il giornalista. È un tipo che deve pensare molto – il più delle volte
cose inutili. L’uomo non è in grado di pensare tanti pensieri in modo che siano
tutti logici. Perciò il giornalista, o qualcuno che deve scrivere di mestiere, ama
il caffè in modo del tutto istintivo.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 58 | posizione 877-881 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:55:50

Il tè disperde i pensieri, fa saltare da un pensiero all’altro senza nesso logico.


Il caffè, invece, aiuta a concatenare i pensieri con un minimo di logica. • Se si
vuole sviluppare uno stile logico, se come giornalisti si vuole scrivere un
editoriale – caffè! • Se si vuole parlare come un diplomatico del ministero dello
Stato eccetera eccetera, se si vuole saltare da un pensiero all’altro, parlare
brillantemente ora di una cosa, ora dell’altra, bisogna bere tè!
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 59 | posizione 893-894 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 16:56:50

L’alcol agisce anzitutto nel senso di eccitare il sangue, accelera la circolazione


sanguigna. Questa è la prima cosa che stimola la vita delle passioni.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 61 | posizione 929-930 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 17:01:02

Quando sopravviene questo “delirium tremens”, come lo chiama la scienza, si vede


invece che l’organismo sa ancora opporsi alla completa rovina.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 62 | posizione 951-953 | Aggiunto in data martedì
17 dicembre 2013 17:03:15

Vi ho già detto di quel che è particolarmente imparentato coi fenomeni della


coscienza, e cioè il sistema nervoso. È molto importante per l’uso della ragione,
mentre lo è molto meno per la volontà dell’uomo: per la volontà il sistema nervoso
è molto meno importante del sangue.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 69 | posizione 1045-1047 | Aggiunto in data
martedì 17 dicembre 2013 17:37:20

E questo è il mistero della natura umana: quel che spesso può essere estremamente
utile se l’uomo lo assume da dentro e poi lo elabora col suo organismo, può essere
il peggior veleno se invade il corpo da fuori.
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Alimentazione per vivere sani (Rudolf Steiner)
- La tua evidenziazione a pagina 72 | posizione 1090-1093 | Aggiunto in data
martedì 17 dicembre 2013 17:41:23

Si deve sapere che l’alcol entra a poco a poco fin nel midollo, e che rovina
progressivamente il sangue. Per il fatto che in tal modo rovina i discendenti,
tutta la famiglia discendente ne è rovinata. Se un bevitore ha, diciamo, tre figli,
all’inizio questi tre figli sono rovinati solo un po’. Ma chi nasce da questi tre
sarà rovinato parecchio. Così l’alcol distrugge gli esseri umani nel corso di
periodi lunghi.
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The Fear of Freedom (Erich Fromm)
- La tua evidenziazione alla posizione 23-24 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:11:20

the meaning of freedom can be fully understood only on the basis of an analysis of
the whole character structure of modern man.
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The Fear of Freedom (Erich Fromm)
- La tua evidenziazione alla posizione 31-37 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:12:49

It is the thesis of this book that modern man, freed from the bonds of
preindividualistic society, which simultaneously gave him security and limited him,
has not gained freedom in the positive sense of the realization of his individual
self; that is, the expression of his intellectual, emotional and sensuous
potentialities. Freedom, though it has brought him independence and rationality,
has made him isolated and, thereby, anxious and powerless. This isolation is
unbearable and the alternatives he is confronted with are either to escape from the
burden of this freedom into new dependencies and submission, or to advance to the
full realization of positive freedom which is based upon the uniqueness and
individuality of man. Although
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 1 | posizione 10-12 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:17:16

The medium, or process, of our time—electric technology—is reshaping and


restructuring patterns of social interdependence and every aspect of our personal
life. It is forcing us to reconsider and re-evaluate practically every thought,
every action, and every institution formerly taken for granted.
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 1 | posizione 14-15 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:17:34

Societies have always been shaped more by the nature of the media by which men
communicate than by the content of the communication.
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 19-19 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:18:47

It is impossible to understand social and cultural changes without a knowledge of


the workings of media.
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 20-20 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:20:08

Anxiety" is, in great part, the result of trying to do today's job with yesterday's
tools-with yester-The
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 37-38 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:22:53

Survival is not possible if one approaches his environment, the social drama, with
a fixed, un-changeable point of view—the witless repetitive response to the
unperceived.
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 41-46 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:24:00

Electrical information devices for universal, tyrannical womb-to-tomb surveillance


are causing a very serious dilemma between our claim to privacy and the community's
need to know. The older, traditional ideas of private, isolated thoughts and
actions—the patterns of mechanistic technologies—are very seriously threatened by
new methods of instantaneous electric information retrieval, by the electrically
computerized dossier bank—that one big gossip column that is unforgiving,
unforgetful and from which there is no redemption, no erasure of early "mis-takes."
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The Medium is the Massage An Inventory of Effects (Marshall McLuhan)
- La tua evidenziazione a pagina 4 | posizione 57-61 | Aggiunto in data giovedì 19
dicembre 2013 18:28:26

Electric circuitry has overthrown the regime of "time" and "space" and pours upon
us instantly and continuously the concerns of all other men. It has re-constituted
dialogue on a global scale. Its message is Total Change, ending psychic, social,
economic, and political parochialism. The old civic, state, and national groupings
have become un-workable. Nothing can be further from the spirit of the new
technology than "a place for everything and everything in its place." You can't go
home again.
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 12 | posizione 178-181 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:38:24

As a psychiatrist, I feel it is important to mention at the outset two assumptions


that underlie this book. One is that I make no distinction between the mind and the
spirit, and therefore no distinction between the process of achieving spiritual
growth and achieving mental growth. They are one and the same.
==========
The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 13 | posizione 195-195 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:39:43

Life is difficult. This is a great truth, one of the greatest truths.


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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 13 | posizione 199-205 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:40:45

Most do not fully see this truth that life is difficult. Instead they moan more or
less incessantly, noisily or subtly, about the enormity of their problems, their
burdens, and their dif- ficulties as if life were generally easy, as if life should
be easy. They voice their belief, noisily or subtly, that their difficulties
represent a unique kind of affliction that should not be and that has somehow been
especially visited upon them, or else upon their families, their tribe, their
class, their nation, their race or even their species, and not upon others.
==========
The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 14 | posizione 206-208 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:43:44

Life is a series of problems. Do we want to moan about them or solve them? Do we


want to teach our children to solve them? Discipline is the basic set of tools we
require to solve life's problems. Without discipline we can solve nothing.
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 14 | posizione 209-210 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:44:02

"Life is suffering."
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 14 | posizione 211-212 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 13:46:24

What makes life difficult is that the process of confronting and solving problems
is a painful one.
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 15 | posizione 219-221 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:31:16

Yet it is in this whole process of meeting and solving prob- lems that life has its
meaning. Problems are the cutting edge that distinguishes between success and
failure.
==========
The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 15 | posizione 222-222 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:33:26

It is only because of problems that we grow mentally and spiritually.


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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 15 | posizione 230-233 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:35:41

exist. We Problems and Pain even take drugs to assist us in ignoring them, so that
by deadening ourselves to the pain we can forget the problems that cause the pain.
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 233-234 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:35:58

We attempt to get out of them rather than suffer through them.


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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 242-243 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:37:04

"Neurosis is always a substitute for legitimate suffering."


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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 243-244 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 14:37:33
But the substitute itself ultimately becomes more painful than the legitimate
suffering it was designed to avoid. The neurosis itself becomes the biggest
problem.
==========
The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 18 | posizione 264-266 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 16:21:27

When we teach ourselves and our children discipline, we are teaching them and
ourselves how to suffer and also how to grow.
==========
The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 18 | posizione 266-269 | Aggiunto in data sabato
28 dicembre 2013 16:36:44

What are these tools, these techniques of suffering, these means of experiencing
the pain of problems constructively that I call discipline? There are four:
delaying of gratification, acceptance of responsibility, dedication to truth, and
balancing.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 30-32 | Aggiunto in data domenica 29
dicembre 2013 05:09:52

anche in casi in cui l'oggetto della scelta è per sé indifferente, è sempre


importante scegliere giusto, provare se stessi, perché un giorno, con dolore, non
si debba ricominciare dal punto di partenza, ringraziando Dio se non ci si fa altro
rimprovero che di aver perso del tempo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 49-50 | Aggiunto in data domenica 29
dicembre 2013 05:13:27

il mio pensiero sincero ed il mio consiglio d'amico sono i seguenti: se fai questo
o se fai quello te ne pentirai in ogni caso.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 55-59 | Aggiunto in data domenica 29
dicembre 2013 05:14:51

La vita è una mascherata, tu dici, e questo per te è fonte inesauribile di


divertimento, e sei così abile che ancora non è riuscito a nessuno di smascherarti:
poiché ogni manifestazione tua è sempre un inganno; solo in questo modo tu puoi
respirare e far sì che la gente non si serri intorno a te e ostacoli la tua
respirazione. In questo sta la tua attività, nel mantenere il tuo nascondiglio, e
questo ti riesce, perché la tua maschera è la più misteriosa di tutte; infatti non
sei nulla, e sei sempre soltanto in relazione agli altri, e ciò che tu sei, lo sei
per questa relazione.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 80-81 | Aggiunto in data domenica 29
dicembre 2013 05:17:47

Se ti trovi di fronte al nulla, la tua anima si acquieta; anzi, essa può divenir
malinconica, se dal nulla ti viene incontro musicalmente l'eco della tua passione,
poiché l'eco risuona solo nel vuoto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 96-97 | Aggiunto in data domenica 29
dicembre 2013 05:19:49

quello che veramente importa non è tanto formare il proprio spirito, quanto
maturare la propria personalità.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 74-75 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:44:02

chi non si può manifestare non può amare, e chi non può amare è l'essere più
infelice. E tu, per divertimento, ti eserciti nell'arte di diventare misterioso per
tutti.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 76-78 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:44:46

Ma sopratutto per te stesso, per la tua salvezza, - poiché io non conosco nessuno
stato d'animo che possa meglio essere specificato come perdizione - ferma questa
pazza fuga, questa passione d'annientamento che infuria in te, perché è questo
quello che tu vuoi, vuoi annientare tutto, vuoi saziare la fame del dubbio che è in
te a prezzo dell'esistenza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 94-97 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:46:45

sentiresti che vi è qualche cosa di bello nell'essere giovane, ma anche qualche


cosa di assai serio, che non è affatto una cosa senza importanza il modo in cui si
adopera la propria gioventù, e che vi è una scelta per tutti, un reale aut-aut.
Sentiresti che quello che veramente importa non è tanto formare il proprio spirito,
quanto maturare la propria personalità.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 118-119 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:49:59

La scelta stessa è decisiva per il contenuto della personalità; colla scelta essa
sprofonda nella cosa scelta, e quando non sceglie, appassisce in consunzione.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 125-127 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:51:03

l'impulso interiore della personalità non ha tempo per gli esperimenti spirituali.
Esso corre costantemente in avanti e pone ora in un modo ora nell'altro i termini
della scelta, sì che la scelta nell'attimo seguente diventa più difficile; poiché
quello che è stato supposto deve essere richiamato.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 133-136 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:52:47

la tua concezione è diversa proprio per il fatto che impedisce una scelta. Il
momento della scelta per me è assai serio non tanto a causa della severa
riflessione sulle varie e distinte possibilità, e neppure a causa della
molteplicità di pensieri che sono inerenti ad ogni valutazione, ma perché vi è
pericolo che nel momento seguente io non sia più così libero di scegliere, che già
abbia vissuto qualche cosa che debbo nuovamente rivivere.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 145-146 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:55:06

Se il compito della vita umana fosse quello di riflettere, tu saresti vicino alla
perfezione.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 169-172 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 02:59:22

La tua scelta è una scelta estetica; ma una scelta estetica non è una scelta.
Scegliere è sopratutto una espressione rigorosa ed effettiva dell'etica. Sempre,
quando nel senso più rigido si parla di un aut-aut, si può esser certi che è in
gioco anche l'etica. L'unico aut-aut assoluto che esista è la scelta tra il bene ed
il male, ma anche questo è assolutamente etico. La scelta estetica o è
completamente spontanea, e perciò non è una scelta, o si sperde nella molteplicità.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 178-179 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:00:59

Se mi vuoi comprendere bene, posso dire che nello scegliere non importa tanto lo
scegliere giusto quanto l'energia, la serietà ed il pathos col quale si sceglie.
Con ciò la personalità si manifesta nella sua infinità interiore e si consolida
nuovamente.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 181-182 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:02:22

Infatti se la scelta è intrapresa con tutta l'intensità della personalità,


quest'ultima ne resta purificata e vien posta in una relazione spontanea con quel
potere eterno, che, onnipresente, compenetra tutta l'esistenza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 194-194 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:03:35

Si deve vivere o esteticamente o eticamente.


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 195-196 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:04:04

chi vive esteticamente non sceglie, e chi, una volta rivelatosi il mondo etico,
sceglie il mondo estetico, non vive esteticamente, poiché pecca e soggiace alle
determinazioni etiche, anche se la sua vita deve essere determinata come non etica.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 210-211 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:06:17

l'estetica non è il male, ma l'indifferenza, ed è perciò che dissi che è l'etica a


fondare la scelta.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 229-230 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 03:08:39

«posso fare questo o quello, ma qualsiasi cosa io faccia, è sempre ugualmente male,
"ergo" non faccio nulla».
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 272-273 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:02:49

La nostra epoca, a un'epoca futura apparirà come un momento discorsivo, e una


filosofia di un tempo più futuro ancora, medierà il nostro tempo, e così via.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 286-288 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:04:20

La storia infatti è qualche cosa di più che un prodotto delle libere azioni dei
liberi individui. L'individuo agisce, ma questa azione entra in un ordine di cose
che sostiene tutta l'esistenza. Chi agisce non sa quello che ne consegue.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 292-294 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:06:25

La filosofia non ha nulla da fare con quella che si potrebbe chiamare l'azione
interna; ma questa azione interna è la vera vita della libertà. La filosofia
considera l'azione esterna, e non la vede nemmeno isolata, ma la vede assunta e
trasformata nel processo storico mondiale. Questo processo è il vero oggetto della
filosofia
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 315-318 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:09:23

Se il filosofo è solo filosofo, perso in questa vita senza conoscere la beatitudine


della libertà, gli manca qualche cosa di assai importante, egli conquista tutto il
mondo, ma perde se stesso; questo non accadrà mai a chi vive per la libertà, per
quanto possa perdere molte altre cose. Dunque io lotto per la libertà, (in parte in
questa lettera, in parte, e soprattutto, in me stesso) per il futuro, per l'aut-
aut. Questo è il tesoro che intendo lasciare a quelli che amo nel mondo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 336-339 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:17:34

Come un erede, anche se fosse erede di tutte le ricchezze di questo mondo, non le
possiede prima di diventar maggiorenne, così la più ricca personalità non è nulla
prima di aver scelto se stessa, e, d'altra parte, anche quella che potremmo
chiamare la più misera personalità, è tutto quando ha scelto se stessa. La
grandezza, infatti, non consiste nell'essere questo o quello ma nell'essere se
stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 353-354 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:18:55

l'estetica nell'uomo è quello per cui egli spontaneamente è quello che è; l'etica è
quello per cui diventa quello che diventa.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 349-352 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:19:15

Non sono un rigorista etico, entusiasta di una libertà formale ed astratta; non
appena è posta la scelta, l'estetica riacquista i suoi diritti, e vedrai che solo
così l'esistenza diventa bella e che solo su questa strada è possibile che l'uomo
salvi la sua anima e conquisti tutto il mondo e che adoperi il mondo senza
adoperarlo male.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 354-354 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:19:32

Chi vive tutto immerso, penetrato nell'estetica, vive esteticamente.


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 364-365 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:20:47

Chi vive esteticamente non può dare della sua vita nessuna spiegazione
soddisfacente, perché egli vive sempre solo nel momento, e ha una coscienza
soltanto relativa e limitata di se stesso.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 369-371 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:21:25

Sei spiritoso, ironico, buon osservatore, dialettico, esperto nei piaceri, sai
calcolare il momento, sei, secondo le circostanze, sentimentale o senza cuore, ma,
con tutto questo, vivi sempre solo nel momento, la tua vita si disfa in una serie
incoerente di episodi senza che tu possa spiegarla.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 375-378 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:25:59

Ogni uomo, per quanto poco intelligente sia, per quanto bassa sia la sua posizione
nella vita, ha un bisogno naturale di formarsi una concezione di vita, una
rappresentazione del significato della vita e del suo scopo. Anche chi vive
esteticamente fa questo, e l'espressione comune che, in ogni tempo ed in ogni
diverso stadio, si è sempre sentita, è questa: bisogna godere la vita.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 379-381 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:26:15

"Ma chi scorge nel godimento il senso e lo scopo della vita, sottopone sempre la
sua vita a una condizione che, o sta al di fuori dell'individuo, o è nell'individuo
ma in modo da non essere posta per opera dell'individuo stesso".
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- Il tuo segnalibro alla posizione 417 | Aggiunto in data martedì 31 dicembre 2013
16:29:45

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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- Il tuo segnalibro a pagina 18 | posizione 265 | Aggiunto in data martedì 31
dicembre 2013 16:31:08

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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 294-297 | Aggiunto in data martedì
31 dicembre 2013 16:32:49

I suggested that if she were to force herself to accomplish the unpleasant part of
her job during the first hour, she would then be free to enjoy the other six. It
seemed to me, I said, that one hour of pain followed by six of pleasure was
preferable to one hour of pleasure followed by six of pain.
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The Road Less Traveled (M. SCOTT PECK, M.D)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 299-301 | Aggiunto in data martedì
31 dicembre 2013 16:33:11

Delaying gratification is a process of scheduling the pain and pleasure of life in


such a way as to enhance the pleasure by meeting and experiencing the pain first
and getting it over with. It is the only decent way to live.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 420-421 | Aggiunto in data giovedì 2
gennaio 2014 03:09:06

Entrambe le concezioni di vita concordano nel fatto che bisogna godere la vita; la
condizione del godimento della vita sta nell'individuo, ma in modo che non è posta
dall'individuo stesso.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 189-192 | Aggiunto in data venerdì 3
gennaio 2014 21:40:58

The discoverer counters the scepticism by pointing out that this is the lowest
level of the chain of cause and effect. Without the digital information, there
would be no music, no emotion. Moreover, if you play around with that information,
‘mutate’ it as it were, by playing it too fast or too slow, or playing it
backwards, transposing sections, or even transposing bits from another CD, then the
person in the room no longer cries.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 199-201 | Aggiunto in data venerdì 3
gennaio 2014 21:42:28

We would say that the digital information on the CD is just a way of capturing the
moment, as accurately as possible, and making it possible for me to recreate,
partially at least, the original moment. We know also that the information could be
coded in many different ways, including analogue encoding in the form of a vinyl
disc. It is just a database that enables the music to be stored and recreated.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 206-207 | Aggiunto in data venerdì 3
gennaio 2014 21:43:12

It is the delusion that the DNA code ‘causes’ life in much the same way as the CD
‘caused’ my experience of the Schubert piano trio.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 208-210 | Aggiunto in data venerdì 3
gennaio 2014 21:43:27

The analogy is obvious. The human genome is in some ways a little like a CD. It
carries digital information. Let’s quickly summarise how. The genome is all the
chromosomes in a cell. A chromosome is a long DNA molecule and some associated
proteins. It is conventionally divided into genes. A gene is a section of DNA that
is used in producing a particular protein.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 211-215 | Aggiunto in data venerdì 3
gennaio 2014 21:44:15

DNA is composed of four chemicals (nucleotides), generally referred to by the


letters A, T, G, and C.2 There are two strands of DNA in each chromosome, wrapped
around each other in a double helix. It was the discovery of this double helical
structure that formed Watson and Crick’s Nobel Prize-winning work in 1953. The
nucleotides in one strand always lie opposite those in the other according to the
rule: A goes opposite T, G opposite C. Two such complementary nucleotides make a
base pair. The genome is 3 billion base pairs long. These form 20 000–30 000 genes.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 4 | posizione 215-218 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 03:24:53

In each gene, the chemicals are arranged in specific ways to facilitate the
production of specific proteins. Every time a protein is needed, the appropriate
chemical ‘code’ is ‘read off’ the gene; this gives the pattern of chemical elements
that will make that protein what it is. Our genes encode the sequences of the 100
000 or so proteins that make up the human body. No protein is made that is not
coded for by a gene. So the genome is important. After all, proteins are crucial
for life.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 4 | posizione 219-219 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 03:25:02

A living cell is a continuing, action-packed drama.


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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 4 | posizione 225-227 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 03:26:21

The causality seems to be entirely one-way. The DNA causes the proteins, the
proteins cause the cells, and so on. The organism itself is just what shows on the
outside; what is really happening, the inside story, is that the information coded
in the genes is being expressed.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 5 | posizione 237-239 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 03:28:06

The idea is that, if we knew all about the lowest-level elements, genes and
proteins, then everything about the organism would be clear to us. We could work
out what happens at the higher levels, and explain it completely, in terms of our
low-level knowledge. We could reconstruct the whole organism from the bottom up.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 248-248 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 14:37:08

Genes are coded as DNA sequences.


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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 250-251 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 14:37:54

The real players in the action of life are the proteins. They are the really active
molecules. They indulge most in the biochemical processes necessary for life to
occur. DNA is in comparison rather passive.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 252-258 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 14:49:05

Biologists call them ribosomes. These factories get going when they receive a
message that ‘tells’ them to make a certain protein. Each such message is generated
using DNA. A DNA sequence that corresponds to the relevant protein sequence is
copied onto another molecule, appropriately called a ‘messenger’, which transmits a
form of the sequence to the ribosomes. The messenger molecules, called messenger
RNA (ribonucleic acid), are another kind of nucleic acid sequence. The DNA
sequences are therefore a kind of template, a specific sequence of nucleotides that
can be transcribed to produce the message that is then translated into an amino-
acid sequence when the protein is made. (Amino acids are the units of which protein
is composed, just as nucleotides are the units of which DNA is composed.)
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 7 | posizione 260-265 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 14:50:17

But it is a little odd to say, as we often do, that the DNA sequence ‘determines’
the protein. In fact, the DNA just sits there, and occasionally the cell reads off
from it a sequence that it needs, in order to get some protein produced. This looks
very much like my hi-fi equipment reading the digital information on a CD to
generate the real ‘action’: the music. So the first step in the reductionist chain
of cause and effect is not a simple causal event at all. When a sequence is read
off, that is an important event, which initiates a whole series of subsequent
events. These are physical events. True. But it is the process of reading that
matters, as well as the object that is read. This process involves certain systems
of proteins.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 325-327 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 19:30:53

My central argument will be that the book of life is life itself. It cannot be
reduced to just one of its databases. For let’s be clear that the genome is only
one of the databases. Function in biological systems depends also on important
properties of matter that are not specified by genes.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 8 | posizione 286-289 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 19:57:01

To an extent, it depends on the cellular environment. For instance, there are


proteins that affect the transcription of DNA sequences. Some activate
transcription; some inhibit it; they interact in complex ways. At the same time,
there are features in the DNA code itself that influence whether a particular
variant can be expressed. Within the DNA sequences of a given gene we find promoter
elements and enhancer sequences. So the regulation of gene expression, as we say,
involves a multiplicity of factors which operate and inter-operate in subtle ways.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 317-318 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 20:12:10

So, while it is relatively easy to label genes with low-level functions, which
proteins they code for, it is much more difficult to label genes with high-level
functions.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 320-321 | Aggiunto in data sabato 4
gennaio 2014 20:13:00

And to get anywhere with that project, we have to look beyond genes and proteins.
We need to study the higher-level functions.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 390-391 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:26:59

i tuoi molti fratelli d'arte che tu non intendi affatto riconoscere come tali. Tu
corri il pericolo di entrare a far parte di una compagnia cattiva e volgare, tu che
sei tanto aristocratico.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 430-432 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:31:24

Si ha un talento pratico, un talento mercantile, un talento matematico, un talento


poetico, un talento artistico, un talento filosofico: la soddisfazione della vita,
il godimento, è cercato nello sviluppo di questo talento.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 439-443 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:32:37

Così avviene in quella concezione di vita sulla quale mi soffermerò ora un po' più
a lungo. Essa insegna: godi la vita, e spiega così il suo insegnamento: vivi il tuo
desiderio. I desideri però in se stessi sono molteplici, e così è facile capire che
questa vita si frantuma in una sconfinata molteplicità, a meno che nel singolo i
desideri non siano concentrati fin dall'infanzia in un desiderio unico, che si
potrebbe piuttosto chiamare inclinazione, propensione, ad esempio per la pesca, o
per la caccia o per l'allevamento dei cavalli, eccetera.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 445-446 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:32:57

Nel desiderio l'individuo è immediato, e, per quanto il piacere sia raffinato,


ricercato, studiato, l'individuo è pur sempre in esso come immediato.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 473-474 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:36:29

Per prudenza, voglio subito osservare che l'uomo può avere dei dolori e delle
preoccupazioni talmente sconfinati da seguirlo forse per tutta la vita, e questo
può anche essere bello e vero, ma malinconico l'uomo lo diventa solo per colpa
propria.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 523-525 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:43:15

Cos'è dunque la malinconia? È l'isterismo dello spirito. Giunge un momento nella


vita dell'uomo in cui l'immediatezza diviene quasi matura ed in cui lo spirito
esige una forma superiore nella quale afferrare se stesso come spirito.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 523-526 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:43:37

Cos'è dunque la malinconia? È l'isterismo dello spirito. Giunge un momento nella


vita dell'uomo in cui l'immediatezza diviene quasi matura ed in cui lo spirito
esige una forma superiore nella quale afferrare se stesso come spirito. Come
spirito immediato l'uomo è una cosa sola con tutta la vita terrena, e lo spirito si
vuol quasi raccoglier fuori da questa dispersione, e trasfigurarsi in se stesso: la
personalità vuole diventare cosciente di sé nel suo eterno valore.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 529-530 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:44:13

Chi ha dolori e preoccupazioni sa perché è triste e preoccupato. Se si domanda a un


malinconico quale ragione egli abbia per esser così, cosa gli pesa, risponderà che
non lo sa, che non lo può spiegare. In questo consiste lo sconfinato orizzonte
della malinconia.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 534-535 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:45:04

Confesso che il fatto di essere malinconico, in un certo senso, non è un cattivo


segno, poiché accade di solito alle nature più dotate.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 544-545 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 04:46:05

coloro la cui anima non conosce malinconia, sono quelli il cui spirito non
presagisce nemmeno una metamorfosi.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- Il tuo segnalibro alla posizione 577 | Aggiunto in data domenica 5 gennaio 2014
04:51:03

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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 582-584 | Aggiunto in data domenica 5
gennaio 2014 12:34:45

Appare dunque che ogni concezione estetica della vita è disperazione, e che
chiunque vive esteticamente è disperato, tanto se lo sa quanto se non lo sa. Ma
quando lo si sa, e tu lo sai, una forma più elevata di esistenza è una esigenza
imperiosa.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 606-611 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 00:57:02

Quest'ultima concezione di vita è la disperazione stessa. È una concezione di vita


"estetica", poiché la personalità rimane nella sua immediatezza: è "l'ultima"
concezione di vita estetica, poiché in un certo senso ha accolto in sé la coscienza
della nullità di se stessa. Intanto vi è differenza tra disperazione e
disperazione. Si può esser disperati per la perdita di una cosa singola, nella
quale l'individuo fa consistere tutto il valore della vita. Se questo singolo bene
viene ridonato, allora cessa la disperazione. Un artista, per esempio un pittore,
che diventi cieco, se in lui non v'è qualche cosa di più profondo, forse
dispererebbe.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 622-625 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 00:58:34

nessuna ebbrezza è bella quanto la disperazione, nessuna è così decorativa,


esercita tanto fascino, specialmente agli occhi delle fanciulle, (e ne sei molto
bene informato) sopratutto quando contemporaneamente si possiede l'arte di saper
reprimere le proprie espressioni, permettendo che la disperazione venga solo
presentita come un incendio lontano e traspaia solo segretamente.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 635-638 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:02:41

Tu ti occupi dei tuoi studi, è vero, sei anche assiduo; ma per te è solo un
piacere, e non fissi nessuno scopo al tuo studio. Per il resto sei libero, te ne
stai ozioso sulla piazza come i lavoratori dell'evangelo e colle mani in tasca
osservi la vita. Sei completamente tranquillo nella disperazione; nulla ti occupa,
non ti scansi da nulla «anche se buttassero giù delle tegole, dai tetti, non mi
scosterei». Sei come un moribondo, muori ogni giorno, non nel senso profondo e
grave che di solito ha questa parola; piuttosto si direbbe che la vita ha perso per
te la sua realtà.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 644-649 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:05:05

Si sa che i moribondi hanno una energia sovrumana, e così è anche per te. Se vi è
un'idea da studiare, un'opera da leggere, un piano da eseguire, una piccola
avventura da vivere - perfino un cappello da comprare, tu ti butti nella faccenda
con un impeto straordinario. Secondo le circostanze, lavori senza tregua un giorno,
un mese, gioisci nell'accertarti di avere sempre la stessa pienezza di forze, non
ti riposi, «nessun diavolo ce la fa con te». Se lavori con altri, lavori fino a
ridurli a stracci. Ma quando è trascorso il mese o il tempo che tu sempre consideri
come il massimo, i sei mesi, interrompi dicendo che ormai questa storia è finita;
ti ritiri e lasci che gli altri pensino al resto; e se sei stato solo
nell'iniziativa, non ne parli più con nessuno.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 649-652 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:06:01

Fai credere a te stesso e agli altri d'averne persa la voglia, e ti lusinghi col
vanitoso pensiero che avresti potuto continuare a lavorare colla stessa intensità
se solo ne avessi avuto voglia. Ma questo è un tradimento colossale. Saresti
riuscito a finire, come quasi tutti gli altri, se tu pazientemente l'avessi voluto,
ma nello stesso tempo avresti anche sperimentato che per far questo occorre un
tutt'altro genere di sopportazione di quella che hai tu.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 660-666 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:07:33

la facoltà dello spirito che veramente ti manca è la memoria, cioè, non la memoria
per questa o quella cosa, per le idee, le facezie o i giochi dialettici, mi guardo
bene da affermarlo, ma ti manca la memoria per la tua vita intima, per quello che
in essa hai vissuto. Se tu l'avessi, lo stesso fenomeno nella tua vita non si
ripeterebbe tanto sovente, essa non mostrerebbe tanti di quelli che io chiamerei
lavori di mezz'ora, perché li posso chiamare così anche se hai impiegato mezz'anno
per compierli, perché non li hai finiti. A te piace illudere te stesso e gli altri.
Se tu fossi sempre forte come lo sei nei momenti di passione, saresti, non lo
voglio negare, l'uomo più forte che io abbia conosciuto. Ma non lo sei, anche tu lo
sai abbastanza bene. E' per questo che ti ritiri, ti nascondi quasi a te stesso e
ti torni a riposare nell'indolenza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 677-678 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:09:37

La forza che hai è la forza della disperazione; è più intensa della comune forza
umana, ma di contro dura meno.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 678-679 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:09:46

Tu aleggi sempre sopra te stesso, ma l'etere superiore, il sublime finissimo, nel


quale sei evaporato, è il nulla della disperazione.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 705-707 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:13:02

credo che nel mio animo alberghi una nostalgia che scruta il mondo e credo che
sarei felice se questa potesse esser soddisfatta; credo sopratutto che il mondo
abbia un senso, se solo lo si sapesse trovare - ed ora non dite che non sono forte
nella fede e ardente nello spirito!».
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 717-720 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:14:35

Quello che dico dei tuoi studi vale anche per tutte le tue azioni. Tu sei
nell'attimo, e nell'attimo sei di una grandezza soprannaturale; vi sprofondi con
tutta la tua anima anche coll'energia della volontà, poiché nell'attimo hai il tuo
essere assolutamente in tuo potere. Chi ti vede solo in un istante come questo, è
assai facile che venga ingannato, mentre chi attende l'istante che segue, potrà
facilmente trionfare su te.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 729-732 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:26:30
Quando hai fatto brillare davanti agli occhi di qualcuno una figura ideale - e devo
ammettere che ti sai mostrare ideale sotto qualunque aspetto - ti ritiri
prudentemente, divertito di averlo gabbato. Realizzi il tuo scopo, ma interrompi
anche la coesione della tua vita: hai ottenuto un momento di più che ancora una
volta ti costringe a ricominciare da capo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 742-751 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:29:05

Io non voglio ora unirmi alle critiche che sento spesso fare sul tuo conto, che sei
insaziabile; preferisco dire: in un certo senso hai ragione; nulla di finito,
infatti, nemmeno l'intero mondo può soddisfare l'animo umano, che sente il bisogno
dell'eterno. Se ti si potesse offrire onore e gloria, l'ammirazione dei
contemporanei - anche se questo forse è il tuo debole - risponderesti: «Sì, per un
breve periodo potrebbe anche andare bene». Ma tu, a dir la verità, non hai siffatti
desideri, non muoveresti un passo per soddisfarli. Se la fama avesse per te un
significato, dovresti riconoscerla come vera; ma persino le più elevate doti
spirituali ti sembrano pur sempre qualche cosa di effimero. La tua polemica perciò
si esprime ancor più profondamente quando tu, nella tua amarezza interiore contro
tutta la vita, desideri essere il più sciocco di tutti gli uomini, e d'esser
nondimeno ammirato e adorato dai contemporanei come il più saggio di tutti, poiché
questo sarebbe un vero sarcasmo su tutta l'esistenza, assai più profondo che se il
superiore davvero fosse onorato come tale. Perciò, tu non aspiri a nulla, non
desideri nulla; l'unica cosa che potresti desiderare è una bacchetta magica che ti
potesse dare tutto, e poi la useresti per pulire la pipa. È così che sei finito per
la vita e «non hai bisogno di fare testamento, perché non lasci nulla dopo di te».
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 759-762 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:32:02

Non andrei nemmeno a fare una gita nei boschi con te, non perché tu non sappia
essere allegro e di compagnia, ma perché la tua partecipazione è sempre falsa,
perché, se tu ti rallegri veramente, si può star certi che non è per le cose che
rallegrano noi o per la gita, ma per qualche cosa che hai «in mente»; e se non ti
rallegri, non è perché accadono delle cose spiacevoli che ti mettono di cattivo
umore, - questo potrebbe succedere anche a noi altri, - ma perché tu, già dal
momento in cui sali in carrozza, hai colto la nullità di questo divertimento.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 765-768 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 01:33:54

Mio giovane amico, qui comincerebbe la via che conduce a diventare un Nerone, se
nel tuo animo non vi fosse una sincera serietà, se nel tuo pensiero non vi fosse
una innata profondità, se nel tuo spirito non vi fosse della magnanimità, - e se tu
fossi diventato imperatore di Roma. Pure, tu vai per un'altra strada. Poi ti appare
una concezione di vita che sembra l'unica che possa soddisfarti, quella cioè di
sprofondare la tua anima nella malinconia e nella tristezza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 777-780 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 02:26:34

L'oscura nube della malinconia si addensa intorno a te ed il guizzo luminoso di uno


scherzo che rasenta la follia te la mostra ancor più cupa e più terribile. E non vi
è nulla che ti distragga, tutti i piaceri del mondo non hanno significato per te.
Anche se qualche volta invidi la stolta gioia di vivere dell'ingenuo, non è questo
che potrebbe bastarti.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 787-789 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 02:27:58

Guarda, mio giovane amico, questa vita è disperazione. Nascondilo agli altri, ma a
te stesso non lo puoi nascondere: è disperazione. Sei troppo frivolo per disperare,
e troppo malinconico per non venir a contatto colla disperazione. Sei come una
partoriente, eppure continui a procrastinare il momento e rimani sempre colle
doglie.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 792-793 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 02:28:42

Cosa temi dunque? Tu non devi partorire un altro uomo, devi solo partorire te
stesso.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 796-798 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 02:29:39

E' un momento terribilmente serio e importante quello in cui ci si lega per


l'eternità a una potenza eterna, in cui si accetta se stesso come colui il cui
ricordo non sarà mai cancellato in nessun tempo, in cui, in senso eterno ed
inalterabile, si diventa coscienti di se stessi come quello che si è. Eppure, si
può farne a meno! Ecco, qui, v'è un aut-aut.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- Il tuo segnalibro alla posizione 810 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio 2014
02:32:07

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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 837-838 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 02:39:01

Disperati dunque, con tutta la tua anima e con tutto il tuo spirito; più rinvii,
più dure saranno le condizioni, e l'esigenza rimane sempre la stessa. Te
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 853-855 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:35:01

immagina uno spirito profondamente religioso, che, per vero e ardente amor del
prossimo, si gettasse nel mare della disperazione fino a trovare l'assoluto, il
punto in cui è indifferente se una fronte è bassa, o se si eleva più superba del
cielo, il punto che non è l'indifferenza ma l'assoluto valore, perché sotto tutte
le fronti abita l'uomo eterno.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 859-861 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:35:42

se l'esistenza del poeta come tale trascorre nelle tenebre, questa è la conseguenza
di una disperazione, non portata fino in fondo, di uno spirito che non può
raggiungere la sua vera trasfigurazione. L'ideale poetico è sempre un falso ideale,
poiché il vero ideale è sempre quello reale.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 863-864 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:36:03

L'esistenza del poeta è perciò una esistenza infelice; è più alta delle cose
finite, eppure non si eleva all'infinito.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 872-874 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:37:13

Scegli dunque la disperazione, poiché la disperazione stessa è una scelta. Si può


dubitare senza scegliere il dubbio, non si può disperare senza scegliere la
disperazione. E mentre si dispera, si sceglie di nuovo. E cosa si sceglie? Si
sceglie se stessi, non nella propria immediatezza, non come questo individuo
casuale, ma si sceglie se stessi nel proprio eterno valore.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 879-884 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:38:12

ingenuo. Il dubbio è la disperazione del pensiero, la disperazione è il dubbio


della personalità; e per questo tengo tanto alla determinazione della scelta, che è
diventata il mio motto, il nerbo della mia concezione di vita; e ho una concezione
di vita, anche se non pretendo affatto di avere un sistema. Il dubbio è il
movimento interno del pensiero stesso, e nel mio dubbio mi comporto più
impersonalmente che posso. Supposto che il pensiero, quando il dubbio si completa,
trovi l'assoluto e si riposi in lui, esso riposa in lui non in seguito ad una
scelta ma in seguito alla stessa necessità per cui dubitava; poiché il dubbio
stesso è una determinazione di necessità, e così pure il riposo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 895-899 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:40:04

La disperazione è un'espressione molto più profonda e completa, il suo movimento è


molto più ampio di quello del dubbio. La disperazione è l'espressione di tutta la
personalità, il dubbio solo del pensiero. La presunta obiettività del dubbio, che
lo rende tanto aristocratico, è proprio un'espressione della sua imperfezione. Il
dubbio sta perciò nella differenza, la disperazione nell'assoluto. Per dubitare
occorre del talento, ma per disperare non ne occorre affatto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 915-922 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:42:10

Ma che cosa è dunque che scelgo ? È questa cosa o è quell'altra? No, perché io
scelgo in modo assoluto, e scelgo in modo assoluto proprio in quanto ho scelto di
non scegliere questa o quella cosa. Io scelgo l'assoluto. Ma cos'è l'assoluto? Sono
io stesso nel mio eterno valore. Altro all'infuori di me stesso non potrò mai
scegliere come assoluto; poiché se scelgo qualche cosa d'altro lo scelgo come una
cosa finita, e perciò non lo scelgo in modo assoluto. Perfino l'ebreo che scelse
Dio, non lo scelse in modo assoluto, poiché scelse sì l'assoluto, ma non lo scelse
assolutamente, e così cessò di essere assoluto e divenne una cosa finita. Ma cosa è
questo me stesso? Se volessi parlare di un primo momento, di una sua prima
espressione, la mia risposta sarebbe: è la cosa più astratta di tutte, che nello
stesso tempo in sé è la più concreta - è la libertà. Lasciami introdurre una
piccola osservazione psicologica. Si
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 913-919 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:43:52

Quello che scelgo non lo pongo, perché se non fosse posto non lo potrei scegliere;
eppure, se non lo ponessi nell'atto della scelta, non sceglierei realmente. Esso è,
poiché se non fosse, non lo potrei scegliere; non è, perché diventa solo in quanto
lo scelgo: altrimenti la mia scelta sarebbe illusione. Ma che cosa è dunque che
scelgo ? È questa cosa o è quell'altra? No, perché io scelgo in modo assoluto, e
scelgo in modo assoluto proprio in quanto ho scelto di non scegliere questa o
quella cosa. Io scelgo l'assoluto. Ma cos'è l'assoluto? Sono io stesso nel mio
eterno valore. Altro all'infuori di me stesso non potrò mai scegliere come
assoluto; poiché se scelgo qualche cosa d'altro lo scelgo come una cosa finita, e
perciò non lo scelgo in modo assoluto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 946-947 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 19:56:00

Mentre perciò la natura è creata dal nulla, mentre io stesso come personalità
immediata sono creato dal nulla, come spirito libero sono nato dal principio
fondamentale della contraddizione, nato per il fatto di aver scelto me stesso.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 948-952 | Aggiunto in data lunedì 6 gennaio
2014 20:12:51

Chi sceglie se stesso scopre che quell'io che egli sceglie ha una infinita
molteplicità in sé. Esso ha una storia; una storia nella quale egli riconosce la
sua identità con se stesso. Questa storia presenta diversi aspetti, poiché in
questa storia egli sta in relazione con altri individui della stirpe e con tutta la
stirpe; e questa storia contiene qualche cosa di doloroso. Eppure egli è ciò che è
solo attraverso questa storia. Perciò ci vuole del coraggio per scegliere se
stesso; poiché, mentre pare che egli si isoli più intensamente che mai, nello
stesso tempo egli si sprofonda più che mai in quella radice per la quale è
congiunto al tutto.
==========
Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 956-958 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:05:03

Sceglie se stesso mentre si rinnega, rinnega se stesso mentre si sceglie. Solo a


questa condizione egli può scegliere se stesso; e questa è l'unica condizione che
egli vuole, perché solo così può scegliere se stesso in modo assoluto.
==========
Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 965-969 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:08:42

Anche se fosse il peccato del padre ad andare in eredità al figlio, egli si pente
anche di quello, perché soltanto così può scegliere se stesso, scegliersi in modo
assoluto; e anche se le lacrime dovessero quasi distruggerlo, egli continua a
pentirsi, poiché solo così sceglie se stesso. E come se il suo io fosse fuori di
lui e dovesse essere conquistato, il pentimento è il suo amore per esso, perché lo
sceglie in modo assoluto dalla mano del Dio eterno.
==========
Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 985-987 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:10:52

Chi striscia sulla terra non è esposto a cadere tanto facilmente come chi sale
sulle cime delle montagne. Chi rimane seduto vicino al camino non è esposto tanto
facilmente a sperdersi come chi si arrischia nel mondo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 992-993 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:11:36

Quanto maggiore è la libertà, tanto maggiore è la colpa, e questo è il segreto


della beatitudine.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 993-996 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:12:12

Anche se non è una viltà, è una pusillanimità non volersi pentire delle colpe dei
padri; se non è bassezza, pure è piccineria e mancanza di generosità. Nella scelta
della disperazione scelgo dunque «me stesso». Mentre io dispero, come dispero di
ogni altra cosa dispero anche di me stesso; ma l'io di cui dispero è una cosa
finita, come ogni altra cosa finita, e l'io che scelgo è l'io assoluto, o il mio io
secondo il suo valore assoluto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1035-1037 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:17:43

Quando dunque nella mia disperazione conquisto tutto il mondo, l'anima mia soffre
perché la rendo finita, poiché ho la mia vita nel finito; quando mi dispero perché
perdo tutto il mondo, la mia anima soffre perché la rendo finita nell'identico
modo, poiché di nuovo vedo la mia anima come posta nel finito.
==========
Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1053-1055 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:19:52

trapelare. Mentre tu scegli te stesso in modo assoluto, è facile che tu scopra che
questo io non è che una astrazione o una tautologia; così può sembrare, tutt'al
più, nel momento dell'orientamento, dove si fa la distinzione tra la mutevole
varietà del mondo e l'identità semplice dell'io; e anche allora è solo una
illusione che esso sia completamente astratto e senza contenuto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1058-1059 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:20:07

Perciò quanto più tu ti sprofondi in te stesso tanto più sentirai il significato


perfino dell'insignificante, non in senso finito ma infinito, perché è posto da te.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1075-1078 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:22:13

Quando penso, rendo infinito anche me stesso, ma non in modo assoluto, poiché io
scompaio nell'assoluto; solo quando scelgo me stesso in modo assoluto, rendo me
stesso infinito assolutamente, poiché io stesso sono l'assoluto; solo me stesso
posso scegliere in modo assoluto, e questa scelta assoluta di me stesso è la mia
libertà; e solo quando ho scelto me stesso assolutamente, ho posto una differenza
assoluta, cioè quella tra il bene e il male.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1080-1080 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 05:22:57

il mio pensare l'assoluto è l'auto pensarsi dell'assoluto in me.


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Lettere (Seneca)
- Il tuo segnalibro a pagina 24 | posizione 285 | Aggiunto in data martedì 7
gennaio 2014 14:28:41

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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 14 | posizione 381-383 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:20:29

‘Selfishness’ is based on the idea that a gene that confers selective advantage on
an organism thereby ‘selfishly’ ensures its own survival and transmission. By
extension, a very limited form of altruism, that is, apparent ‘non-selfishness’,
can arise through influencing the chances of gene survival in close relatives, an
idea that was first propounded mathematically by William Hamilton.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 14 | posizione 385-385 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:20:51

The gene-centred view looks at the individual interests of the gene in the
competition for survival.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 15 | posizione 396-399 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:22:47

A useful antidote to this tendency in the case of reductionist metaphors applied to


genes is to remember that genes, like the digital information on a CD, are ‘only’
bits of a database, that they do not deterministically ‘program’ anything on their
own, and that it is organisms that live or die and so provide the basis for
evolutionary selection. As you read this book, you will see why I take this view.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 423-425 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:27:41

It has serendipitously explored possible functional combinations. Only a very tiny


fraction of these actually make sense at a higher level. And it was at this higher
level that success or failure was determined.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 17 | posizione 425-428 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:27:54

Looked at from the systems-level perspective I am advocating, genes and proteins


are rather like the building blocks of a child’s toy such as Lego. They are
elements that can be arranged in many different ways, with the same elements
playing different roles depending on how they are arranged to interact with other
elements. That is why I lay stress on gene expression patterns. The same genes
expressed in a different pattern can produce a quite different physiological
function.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 17 | posizione 429-430 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:29:05

This, then, is the great challenge of twenty-first century biology: how to account
for the phenotype in terms of the systems-level interactions of the proteins.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 17 | posizione 431-432 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:29:14

The genome needs to be read through the phenotype, not the other way round.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 21 | posizione 500-501 | Aggiunto in data martedì
7 gennaio 2014 17:38:01

It is systems (organisms) that live or die, not genes. What the genes do is to
contain the database from which the system can be reconstructed. They are the
‘eternal’ replicators. They don’t die, but outside an organism they also don’t
live.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1093-1095 | Aggiunto in data mercoledì 8
gennaio 2014 04:14:33

ogni concezione di vita estetica è disperazione, perché si fonda su ciò che può
essere e non essere. Questo non succede per la concezione etica della vita perché
essa si fonda su ciò a cui è essenziale l'essere. L'estetica, dicemmo, è nell'uomo
ciò per cui egli spontaneamente è quello che è; l'etica è quello per cui l'uomo
diventa quello che diventa.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1106-1112 | Aggiunto in data mercoledì 8
gennaio 2014 04:19:59

Da questo capisci cosa significa l'evoluzione estetica; essa assomiglia allo


sviluppo delle piante, e benché l'individuo divenga, diviene solo quello che è
spontaneamente. Chi considera la personalità eticamente, pone subito una differenza
assoluta, quella cioè tra bene e male; e se in sé trova più male che bene, ciò non
significa che il male è quello che deve avere il sopravvento, ma significa che il
male è quello che deve essere soffocato, e il bene deve avere il sopravvento.
Quando poi l'individuo si evolve eticamente, diviene ciò che diviene; poiché
allora, anche se egli permette che l'estetica in lui abbia il suo valore, nondimeno
essa è detronizzata, e significa qualcosa di ben diverso da quello che essa
significa per chi vive solo esteticamente. Perfino la serietà estetica è, come ogni
serietà, utile all'uomo, ma non lo potrà mai salvare pienamente.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1141-1142 | Aggiunto in data mercoledì 8
gennaio 2014 04:24:00

E si considera un tratto di particolare distinzione non ritenere niente di ciò che


è umano alieno da sé. Perciò
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1147-1151 | Aggiunto in data mercoledì 8
gennaio 2014 04:25:40

per ritrovare ciò che è semplicemente umano. Questo sarà bene anche per noi gente
da poco, che a volte ci sentiamo turbati perché non abbiamo saputo nella nostra
vita distinguerci. E, a dir la verità, il motivo non era solo che disdegnavamo una
concezione simile di vita; ci sentivamo anche troppo insignificanti per
realizzarla. Perciò chi vive solo esteticamente ha il segreto terrore della
disperazione, poiché sa molto bene che quello che la disperazione produce è
l'universale, e sa ugualmente bene che quello che egli ha nella sua vita è la
differenza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1159-1160 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:38:28

Nella disperazione nulla naufraga. La vita estetica rimane nell'uomo, ma


subordinata a qualcosa di più alto, e in questa subordinazione viene conservata.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1169-1172 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:40:27

Ma l'espressione estetica del godimento, nel suo rapporto colla personalità, è lo


stato d'animo. Nello stato d'animo infatti è presente la personalità, ma è presente
vagamente. Chi vive esteticamente infatti cerca per quanto è possibile di perdersi
nello stato d'animo, cerca di avvolgersi completamente in esso, fin che in lui non
rimanga nulla che non ne possa venir assorbito, perché un simile residuo ha sempre
un effetto perturbatore, che distoglie dal godimento.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1176-1179 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:41:20

Chi vive eticamente non distrugge lo stato d'animo, ma lo considera un attimo;


questo attimo lo salva dal vivere nel momento, questo attimo gli dà la padronanza
sul piacere. L'arte di signoreggiare il piacere non sta tanto nel distruggerlo o
nel rinunziarvi completamente, quanto nel determinare il momento. Prendi qualsiasi
piacere tu voglia; il suo
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1183-1184 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:41:48

Lo stato d'animo di chi vive esteticamente è sempre eccentrico, perché egli ha il


suo centro nella periferia
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1198-1207 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:45:37

Tutto si ferma per lui, egli è quasi giunto all'eternità prima del tempo. Si
sprofonda in contemplazione, fissa se stesso, ma questo fissare non può riempire il
tempo. Allora gli appare che il tempo, la materialità siano la sua corruzione ed
esige più perfetta forma di esistenza, subentra ora una stanchezza, una apatia, che
somiglia alla sfinitezza che è compagna del piacere. Questa apatia può fissarsi e
pesare tanto su l'uomo che il suicidio gli pare l'unica via di scampo. Nessun
potere lo può distogliere da se stesso. L'unico aiuto potrebbe venirgli dal tempo,
ma nemmeno questo può distoglierlo da se stesso, anzi lo ferma e lo attarda; esso
arresta quell'abbraccio dello spirito col quale egli afferra se stesso. Egli non ha
scelto se stesso; come Narciso si è innamorato di se stesso. Questo stato non di
raro finisce nel suicidio. E' in errore perché non ha scelto nella maniera giusta;
non proprio nel senso che egli non avrebbe affatto dovuto aver d'occhio i suoi
errori, ma perché vede se stesso sotto le determinazioni della necessità. Vede se
stesso, questa personalità con tutte le sue varie determinazioni, come un anello
nella catena del corso del mondo. Si vede di fronte all'eterno potere il cui fuoco
lo arde senza distruggere ciò che del suo essere deve venir estirpato.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1234-1236 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:49:40

Non ti ritireresti come gli altri che cercano slealmente solo la gioia, per andarla
a scovare di nuovo in altri modi; no! il dolore di quell'individuo per te
diventerebbe ancor più interessante della gioia; rimarresti vicino a lui, ti
sprofonderesti nel suo dolore.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1239-1240 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:50:32

Perché per te, irrequieto viandante, non solo la gioia ma anche il dolore è «come
una fugace conoscenza di viaggio».
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1245-1246 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:51:07

Infatti tu sei geloso del dolore. Non ti piace che qualche altro soffra e che ci
sia un dolore che non si possa vincere.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1255-1257 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 02:53:58

Non è il pentimento che intendi: no, è il dolore estetico, è sopratutto il dolore


riflesso. Questo ha la sua origine non nella colpa ma nella disgrazia, nel destino,
in una triste disposizione, nell'influenza degli altri, eccetera.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1261-1265 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:00:41

Chi dice che il dolore è il significato della vita ha da temere la gioia al di


fuori di sé, come chi vuole essere felice ha da temere il dolore al di fuori di sé.
La gioia lo può sorprendere precisamente nello stesso modo in cui il dolore può
sorprendere quell'altro. La sua concezione di vita è dunque legata a una condizione
che non è in suo potere; infatti non è proprio in potere dell'uomo rinunciare alla
gioia o al dolore. Ma ogni concezione che fa dipendere il senso della vita da
qualcosa di esteriore è disperazione
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1265-1268 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:01:19

Così volere il dolore è disperazione proprio allo stesso modo che volere la gioia,
perché è sempre disperazione avere la propria vita in qualcosa il cui senso è
quello di svanire. Sii pure astuto e perspicace quanto vuoi, scaccia pur la gioia
con un aspetto piagnucoloso e, se lo preferisci, tradiscila col tuo aspetto per
conservare il dolore, la gioia ti potrà sempre sorprendere.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1303-1308 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:04:47

La mia vita non è mai stata tanto movimentata da essermi sentito tentato a voler
turbare caoticamente tutta l'esistenza; ma nella mia vita di tutti i giorni ho
esperimentato spesso quanto sia utile dare una espressione etica al dolore; questo
non vuol dire cancellare l'estetica nel dolore, ma solo dominarla eticamente.
Finché il dolore è calmo e timido, non lo temo; se diventa impetuoso ed
appassionato, e vuole con sofismi portarmi allo scoraggiamento, allora insorgo; non
sopporto nessuna ribellione, non voglio che nessuna cosa al mondo faccia sfuggire
quello che ho ricevuto come una grazia dalla mano di Dio.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1334-1337 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:08:59

Come più tardi gli anacoreti tra i cristiani, così questi individui si ritiravano
dall'attività della vita, non per sprofondare in meditazioni metafisiche, ma per
agire; ma non agivano verso l'esterno, ma in se stessi. Questo agire interiore era
insieme il loro compito e la loro soddisfazione; non era loro intenzione educare se
stessi per poter più tardi servire meglio lo stato; no, con questa loro educazione
bastavano a se stessi, e abbandonavano la vita dello stato per non ritornarvi mai
più.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1366-1369 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:11:47

Quando l'istante opaco è passato, viene l'istante luminoso, e così la sua vita si
muta sempre, ha movimento, ma non sviluppo. La sua vita manca di continuità. Quello
che la produce veramente nella vita del mistico è un sentimento, cioè la nostalgia;
tanto se questa nostalgia è diretta verso quello che è passato, quanto se è diretta
verso quello che verrà.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1417-1418 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:17:14

Se un uomo si perde, deve necessariamente naufragare, se non vien guarito


completamente.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1431-1434 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:19:05

Non è per vanità che mi sono deciso ad esso. Credo invece alla giustezza della
frase che nessun uomo può sopportare di vedere l'infinito. Mi si è mostrato una
volta in senso intellettuale, e la sua espressione è l'ignoranza. L'ignoranza
infatti è l'espressione negativa del sapere infinito. Il suicidio è l'espressione
negativa della libertà assoluta.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1435-1436 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:19:46
la particolarità del misticismo non è la religiosità ma l'isolamento col quale
l'individuo si vuol mettere in rapporto immediato con Dio senza tener conto di
alcuna relazione colla realtà data.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1470-1471 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:22:37

pentimento etico ha due soli movimenti: o toglie il suo oggetto o lo sopporta.


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1476-1480 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:23:44

Quando il mistico sceglie se stesso astrattamente, fa un'enorme fatica, anzi gli è


addirittura impossibile mettersi in movimento. Quel che succede a te per il tuo
primo amore terreno, succede al mistico per il suo primo amore religioso. Egli ne
ha gustato tutta la sua beatitudine, e poi non sa far altro che attendere se essa
vorrà ritornare in tutta la sua magnificenza, ed è facile che sia preso dal dubbio;
può dubitare, come ho tanto spesso accennato, che l'evoluzione sia retrocessione,
depauperamento. Per il mistico l'esistenza è un ostacolo e un ostacolo tanto
preoccupante che quasi corre il pericolo che la vita lo frodi di quello che aveva
già posseduto.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1492-1496 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:25:24

La temporalità dunque non esiste, per così dire, a cagione di Dio, perché egli in
essa, per parlare misticamente, possa provare e tentare chi lo ama; essa esiste a
cagione dell'uomo ed è il dono di grazia più grande di tutti. In questo infatti sta
l'eterna dignità dell'uomo, che egli può avere una storia; in ciò sta il divino in
lui, che egli stesso, se vuole, può dare continuità a questa storia: continuità
essa l'acquista soltanto quando non è la somma di quanto mi è successo o accaduto,
ma la mia propria azione, così che perfino quello che mi è casualmente accaduto, in
me è trasformato e trasportato dalla necessità alla libertà.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1501-1511 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:26:40

l'individuo ha scelto l'etica ma non ha scelto se stesso eticamente. Perciò egli


non è in coesione colla realtà, e quando è così, nessuna concezione di vita etica
può esser tradotta in realtà. Chi invece sceglie se stesso eticamente si sceglie
concretamente, come questo individuo determinato, e raggiunge questa concretezza
coll'esser questa scelta identica al pentimento, che sanziona la scelta.
L'individuo diventa cosciente di sé come questo determinato individuo, con queste
doti, queste tendenze, queste passioni, questi ardori, influenzato da questo
determinato ambiente, come questo determinato prodotto di un mondo circostante
determinato. Ma mentre diventa cosciente di sé in questo modo, egli assume tutto
sotto la sua responsabilità. Non esita se debba prender o no con sé anche il
particolare, perché sa che qualche cosa di molto più alto va perso se non lo fa.
Così nel momento della scelta egli è nel più completo isolamento, perché si ritira
da quel che gli è attorno; eppure nello stesso momento è in assoluta continuità
perché sceglie se stesso come prodotto; e questa scelta è la scelta della libertà,
così che mentre sceglie se stesso come prodotto, si può anche dire che produce se
stesso. Egli così al momento della scelta è alla conclusione, perché la sua
personalità si racchiude, eppure nello stesso momento è proprio al principio perché
sceglie se stesso secondo la sua libertà.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1514-1517 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:28:49

L'individuo sceglie perciò se stesso come una concretezza molteplicemente


determinata, e perciò si sceglie secondo la sua continuità. Questa concretezza è la
realtà dell'individuo; ma poiché la sceglie secondo la sua libertà, si può anche
dire che è la sua possibilità, o, per non usare un'espressione così estetica, che è
il suo compito. Chi vive esteticamente infatti non fa che vedere ovunque
possibilità, queste costituiscono per lui il contenuto del futuro; mentre chi vive
eticamente vede dappertutto compiti
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1520-1525 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:29:42

Chi vive esteticamente attende tutto da fuori. Da ciò il terrore malsano col quale
molti parlano dell'orrore di non aver trovato il loro giusto posto nel mondo.
Nessuno vorrà negare la gioia che deriva dall'aver trovato il proprio posto; ma un
terrore come quello denota sempre che l'individuo attende tutto dal suo posto e
nulla da se stesso. Chi vive eticamente saprà anche sceglier bene il suo posto, se
invece sente che ha sbagliato o che si elevano gli ostacoli che non sono in suo
potere, non perde il coraggio, perché non rinuncia alla sovranità su se stesso.
Egli vede subito il suo compito, e perciò è immediatamente attivo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1539-1541 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:31:32

Una sola cosa non voglio tralasciare di inculcarti: non appena la ginnastica
dell'etica diventa esperimento, egli ha cessato di vivere eticamente. Ogni
esperimento ginnastico del genere non è che ciò che la sofistica è nel campo della
conoscenza.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1550-1556 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:33:01

In contrasto con una concezione di vita estetica che vuol godere la vita, si sente
spesso parlare di un'altra concezione che pone il significato della vita nel vivere
per soddisfare al proprio dovere. Con questo si vuole indicare una concezione di
vita etica. Pertanto l'espressione è assai imperfetta, e si potrebbe quasi credere
che sia stata inventata per gettare del discredito sull'etica. Certo che ai nostri
giorni spesso la si vede usata in modo da far quasi sorridere, come quando Scribe
pronuncia questa sentenza con una certa qual serietà laconica, creando un contrasto
che la scredita molto di fronte all'allegria ed al piacere del godimento. L'errore
è che l'individuo vien posto in un rapporto esteriore col dovere. L'etica vien
determinata come dovere, il dovere come una somma di singoli postulati: individuo e
dovere stanno l'uno fuori dell'altro come degli estranei.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1561-1564 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:33:23

Il dovere infatti non è una imposizione, ma qualche cosa che è compito per la
personalità. Quando il dovere vien visto così, l'individuo è giustamente orientato
in se stesso. Il dovere dunque non si frantumerà per lui in una somma di singole
imposizioni, perché questo denoterebbe che egli sta solo in un rapporto esteriore
con esso. Egli si è immedesimato nel dovere che è per lui l'espressione del suo
essere più intimo.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1569-1574 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:34:21

Se si vede l'etica al di fuori della personalità e in un rapporto esteriore con


essa, si ha rinunciato a tutto, si ha disperato. L'estetica come tale è
disperazione, l'etica è il dolore più astratto e come tale incapace di produrre la
minima cosa. E' un fenomeno tragico e comico insieme vedere qualcuno che si
affatica e si arrabatta con un certo zelo sincero per tradurre in realtà l'etica,
che sfugge sempre come un'ombra non appena la si vuole afferrare. L'etica è
l'universale come tale, in primo luogo l'astratto. Nella sua completa astrazione
perciò l'etica è sempre proibitiva. Così l'etica <Hai raggiunto il limite di
ritaglio per questo elemento>
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1594-1596 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:43:53

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 32-35 | Aggiunto in data giovedì 9 gennaio
2014 03:48:11

Ogni vita è piena di illusioni, proprio perché la verità ci appare insopportabile.


E tuttavia la verità ci è talmente indispensabile che ne scontiamo la perdita con
gravi malattie. Cerchiamo perciò di scoprire in un lungo processo la nostra
personale verità che, prima di donarci un nuovo spazio di libertà, fa sempre
soffrire... a meno che non ci accontentiamo di una conoscenza intellettuale.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 35-39 | Aggiunto in data giovedì 9 gennaio
2014 03:48:34

Non possiamo cambiare neppure una virgola del nostro passato, né cancellare i danni
che ci furono inflitti nell’infanzia. Possiamo però cambiare noi stessi, «riparare
i guasti», riacquisire la nostra integrità perduta. Possiamo far questo nel momento
in cui decidiamo di osservare più da vicino le conoscenze che riguardano gli eventi
passati e che sono memorizzate nel nostro corpo, per accostarle alla nostra
coscienza.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 111-113 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:56:39

Era sempre presente una madre profondamente insicura sul piano emotivo, la quale
per il proprio equilibrio affettivo dipendeva da un certo comportamento o modo di
essere del bambino. Questa insicurezza poteva facilmente restare celata al bambino
e alle persone del suo ambiente, nascosta dietro una facciata di durezza
autoritaria o addirittura totalitaria.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 114-115 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:57:00

questo bisogno della madre o di entrambi i genitori corrispondeva una sorprendente


capacità del bambino di percepirlo e di darvi risposta intuitivamente, dunque anche
inconsciamente, di assumere cioè la funzione che gli veniva inconsciamente
assegnata.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 117-119 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:57:42

La capacità di adattamento viene sviluppata e perfezionata fino a trasformare


questi bambini non solo in madri (confidenti, consolatori, consiglieri, sostegni)
delle loro madri, ma anche in aiutanti che si assumono la responsabilità dei
fratelli più piccoli; essi sviluppano in definitiva una sensibilità tutta
particolare per i segnali inconsci dei bisogni altrui.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 125-129 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 03:59:17

Nella primissima infanzia, per conformarsi alle aspettative di chi si prende cura
di lui, il bambino deve rimuovere il suo bisogno di amore, attenzione, sintonia,
comprensione, partecipazione, rispecchiamento. Deve anche reprimere le sue reazioni
emotive ai pesanti rifiuti che riceve, il che porta all’impossibilità di vivere
determinati sentimenti (per esempio i sentimenti di gelosia, invidia, ira,
abbandono, impotenza, paura) nell’infanzia e poi in età adulta.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 136-139 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:00:25

Avevano sviluppato tutta un’arte per tenere lontani da sé i sentimenti; il bambino,


infatti, può viverli solo se c’è una persona che con questi sentimenti lo accetta,
lo comprende e lo asseconda. Se manca tale condizione, se il bambino per vivere un
sentimento deve rischiare di perdere l’amore della madre o della figura materna
sostitutiva, allora non può viverli «per conto suo», in segreto, ma deve
rimuoverli. Essi comunque rimarranno custoditi nel suo corpo, memorizzati come
informazioni.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 158-162 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:04:07

Nella difesa, per esempio, dal sentimento di abbandono provato durante la prima
infanzia si possono riconoscere vari meccanismi. Accanto alla semplice negazione
troviamo perlopiù la lotta spossante e senza tregua per raggiungere - con l’aiuto
di simboli (droga e sostanze da cui si diventa dipendenti, gruppi, culti di ogni
tipo, perversioni) - il soddisfacimento dei bisogni rimossi e nel frattempo
divenuti perversi. Frequenti sono poi le intellettualizzazioni, dato che esse
offrono una protezione altamente affidabile, che però può avere effetti letali
quando il corpo - come succede nelle malattie gravi - prende in pugno la
situazione.1
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 164-170 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:04:55

L’adattamento ai bisogni dei genitori conduce spesso (ma non sempre) allo sviluppo
della personalità «come se», ovvero a ciò che si definisce un falso Sé. L’individuo
sviluppa un atteggiamento in cui si limita ad apparire come ci si aspetta che debba
essere, e si identifica totalmente con i sentimenti che mostra. Il suo vero Sé non
può formarsi né svilupparsi, perché non può essere vissuto. Si capisce allora come
questi pazienti lamentino un senso di vuoto e di assurdo, la mancanza cioè di un
punto di riferimento; questo vuoto, infatti, è reale. Si è effettivamente
verificato uno svuotamento, un impoverimento e una parziale eliminazione delle loro
possibilità. È stata lesa l’integrità del bambino, e con ciò è stato reciso
l’elemento vitale, spontaneo. Nell’infanzia di queste persone compaiono talvolta
dei sogni in cui il soggetto si vive come parzialmente morto.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 183-185 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:07:10

Eredi dei genitori sono i ricordi inconsci, rimossi, che ci costringono a


nascondere in profondità il nostro vero Sé di fronte a noi stessi. Per cui alla
solitudine provata in casa dei genitori seguirà più tardi l’isolamento in noi
stessi.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 189-191 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:16:10

l’esperienza della propria verità e la sua conoscenza postambivalente rendono


possibile, a un livello adulto, il ritorno al proprio mondo affettivo, senza
paradisi, è vero, ma con la capacità di vivere il proprio lutto, capacità che ci
restituisce la nostra vitalità.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 195-201 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:17:29

«Come sarebbe andata se di fronte a voi ci fosse stato un bambino cattivo,


rabbioso, brutto, geloso, confuso? Dove sarebbe finito in tal caso tutto il vostro
amore? Eppure io ero anche tutto questo. Ciò non vorrà dire, forse, che non io sono
stato amato, ma ciò che fingevo di essere? Il bambino educato, coscienzioso, capace
di mettersi nei panni degli altri, comprensivo, il bambino comodo, che in fondo non
era affatto un bambino? Che cosa ne è stato della mia infanzia? Non ne sono stato
forse defraudato? Mai potrò recuperarla. Fin dal principio sono stato un piccolo
adulto. E delle mie capacità, non se ne è forse abusato?» A queste domande si
accompagnano un profondissimo lutto e un’annosa sofferenza, che è stata un tempo
rimossa, ma a cui segue sempre la comparsa di una nuova istanza interiore (per così
dire erede della madre che non è mai esistita): l’empatia col proprio destino, nata
dal lutto.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 220-222 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:26:09

A partire dall’esperienza passata, si attende e teme di essere rifiutato, respinto


e punito se si difende, e combatte per i propri diritti, per arrivare poi sempre a
provare un senso di liberazione per aver saputo tollerare il rischio e acquisire
autonomia.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 231-234 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:28:57

Anzitutto è una grossa umiliazione scoprire di non essere soltanto buoni,


comprensivi, generosi, controllati e soprattutto privi di esigenze, quando finora
la nostra autostima si basava esclusivamente su questo. Ma noi dobbiamo abbandonare
questo edificio di autoinganni se vogliamo davvero star meglio. Non sempre siamo
così colpevoli come ci sentiamo, ma d’altro lato non siamo neppure così innocenti
come ci piacerebbe credere.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 239-242 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:30:56

Molti individui continuano a trasmettere ad altri la crudeltà sperimentata in


passato e riescono in tal modo a mantenere viva in sé l’immagine idealizzata dei
genitori. In fondo essi rimangono ancora, perfino da adulti, in uno stato di
dipendenza infantile. Non sanno che potrebbero diventare più autentici e sinceri
con se stessi e con gli altri, se solo si permettessero di lasciar emergere i
vecchi sentimenti della loro infanzia.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 265-271 | Aggiunto in data giovedì 9
gennaio 2014 04:39:26

lui. A coloro che hanno subìto maltrattamenti nell’infanzia questo è mancato; non
possono essere colti di sorpresa dai sentimenti poiché in loro possono affiorare
soltanto i sentimenti consentiti e approvati dalla censura interiore, erede dei
genitori. Lo scotto che deve essere pagato per questo controllo è la depressione,
il senso di vuoto interiore. Il vero Sé non può comunicare, essendo rimasto a uno
stadio inconscio e dunque non evoluto, ingabbiato in una sorta di prigione
interiore. Non saranno i rapporti con i custodi di una prigione a favorire uno
sviluppo vitale. Solo dopo la liberazione il Sé incomincia ad articolarsi, a
crescere e a sviluppare la propria creatività. E dove prima c’erano soltanto il
temuto senso di vuoto o le temute fantasie grandiose, ecco dischiudersi
un’inaspettata ricchezza di vitalità. Non si tratta di un rimpatrio, perché non
c’era mai stata una patria, ma della scoperta di una patria.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 34 | posizione 694-695 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:07:35

From a systems biology viewpoint, the genome is not understandable as ‘the book of
life’ until it is ‘read’ through its ‘translation’ into physiological function.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 34 | posizione 697-699 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:08:34
Proteins are not the only molecules in biological systems that determine function.
Function is also dependent on the properties of water, lipids, and many other
molecules that are not coded for by genes.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 35 | posizione 701-702 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:10:13

It is as though the genes specify the components of a computer, but not how they
should be put together. They just do this by doing what is chemically natural to
them.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 35 | posizione 711-712 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:11:20

The passage of information is not simply one-way, from genes to function. There is
two-way interaction.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 36 | posizione 732-733 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:14:33

nature has not coded for what is chemically natural to proteins. It does not need
to. And this information has at least as much of a claim to be ‘the book of life’
as does the genome.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 37 | posizione 744-745 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:16:03

There are innumerable examples of words, even when very similar in different
languages, that function differently simply because of the cultural context in
which they are used.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 754-755 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:17:06

the relationship between a language and its culture is not like the relationship
between the genome and nature. One way of seeing the difference is to ask what the
language is trying to do.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 759-759 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:17:24

the genomic language does not have anything like this as an aim.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 40 | posizione 783-783 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:20:15

All the DNA code does is to specify one type of molecule, proteins.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 41 | posizione 797-799 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:22:23
The point is this. Much more than the genome is involved in the development of an
organism. If there is a score for the music of life, it is not the genome, or at
least not that alone. DNA never acts outside the context of a cell. And we each
inherit much more than our DNA.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 41 | posizione 801-801 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:22:51

‘the correct level of abstraction is the cell and not the genome’.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 41 | posizione 802-803 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:23:25

The peculiar chemistry of water, lipids, and many other molecules whose form and
properties are not coded for by DNA—all that is given. And yet the central
biological dogma of our times is that inheritance is solely through DNA!
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 42 | posizione 816-818 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:24:43

To form a high-level physiological function, such as the heartbeat or neural


function, large numbers of genes are expressed simultaneously. Very probably, as
much as a third of the genome, 10 000 genes, may be expressed in an organ like the
brain. Similar numbers may be involved in other organs and systems, like the heart
and the liver. With ‘only’ 20–30 000 genes, that may appear to be problematic.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 43 | posizione 820-821 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:24:51

It is the pattern of expression, not the individual genes, that defines which kind
of organ or system is formed.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 43 | posizione 821-825 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:25:20

All the genes in the genome are present in the nucleus of every cell in the body,
but many are switched off, involving different groups in different organs, and even
those that are switched on show large variations in the amounts of protein formed
according to which organ or type of cell they find themselves in. Over the course
of a lifetime, these organ and system gene expression patterns also change. The
embryo, the young baby, the growing child, the athletic youngster, the busy parent,
and the aged grandparent all show significantly different expression patterns.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 44 | posizione 845-845 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:28:07

with only genes we would also be nothing.1


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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 44 | posizione 846-848 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:28:27
Moreover, the interactions of gene products, proteins, as they form biochemical
networks, are highly non-linear. So it is hard to see how we could possibly
interpret any overall numbers on a linear scale. We are not dealing with
interactions in which 2 + 2 must always make 4. Here, 2 + 2 may not only make 5, it
may just as well make 105!
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 45 | posizione 862-865 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:32:23

So, even at the very beginning of a new organism’s life more is happening than is
dreamt of in the reductionist’s bottom-up model. The higher levels (as per Fig. 1)
trigger and influence actions at the lower levels. We can call this ‘downward
causation’. This is how the protein and cell machinery works to stimulate and
control transcription and all the post-transcriptional modifications. This is what
‘plays’ the genes.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 43 | posizione 830-832 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:33:50

In a purely bottom-up perspective, the genome is viewed as dictating to all the


other levels. Some people do in fact refer to the genome as the recipe for life, as
though it were a set of instructions that causes everything to happen in the
correct sequence.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 46 | posizione 869-871 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:35:42

In fact, contrary to the view that we start life as a bunch of genes inherited
from, and separated from, our parents, we start life subject to influences exerted
on our genes by the environment, including the complete system of the mother.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 46 | posizione 874-877 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:53:06

At any one time, there is a given electrical potential across that membrane. For
the nerve or muscle to operate, it is necessary for that potential to change. To
trigger such change, an electrical charge must be transmitted across the membrane.
That charge takes a physical form—ions. Ions are molecules, or bits of molecules,
which carry an electrical current. So, a stream of ions transmits an electrical
charge. Such a stream has to pass down some sort of channel. This takes the form of
a protein molecule. For each such protein molecule, there is at least one gene that
codes for it.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 46 | posizione 882-883 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 12:55:05

Now, one of the functions of a nerve is to transmit signals very rapidly. So, one
might expect that the transcription machinery would function so as to express as
many protein channels as possible. But it does not.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 47 | posizione 887-890 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 17:57:28
When the system starts to get clogged up with too many sodium channels, less of
them are expressed. So something is happening at the higher, system level, which
causes behaviour to change at the lower, gene level. This is what neuroscientists
call electro-transcription coupling. It is a form of causation that operates from
the top down, not from the bottom up. It applies to all the genes that are
expressed in the nervous system.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 47 | posizione 891-893 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 17:57:49

Change the frequency with which a nerve is excited or synapses are used, and the
gene expression levels will change. The nerve cells feed back to their own nuclei,
and this feedback controls the behaviour of the genes in the nuclei (Deisseroth et
al. 2003). This is an ongoing, continuous process. The organ player never stops
playing! The music of life lasts as long as life itself.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 48 | posizione 901-903 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:01:37

A mother transmits to the embryo adverse or favourable influences on its gene


expression levels. These can determine the eventual adult pattern of health and
disease many years later. These influences, called ‘maternal effects’, can even
extend over several generations.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 48 | posizione 901-905 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:01:51

A mother transmits to the embryo adverse or favourable influences on its gene


expression levels. These can determine the eventual adult pattern of health and
disease many years later. These influences, called ‘maternal effects’, can even
extend over several generations. The genome alone, therefore, does not carry all
the information that a mother transmits to her offspring. That is to say, some
acquired characteristics can be inherited and passed on for a generation or two.
Inheritance of this kind forms no part of neo-Darwinian theory. On the contrary, it
is close to the great taboo that is called ‘Lamarckism’.2
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 49 | posizione 914-916 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:05:25

DNA does not come to us in a ‘pure’, unalloyed form. It must necessarily be


inherited together with a complete egg cell. So any environmental or maternal
effect that can influence the egg cell and/or early embryo might in principle
imprint itself on the genome, or even be handed down in parallel with the genome.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 49 | posizione 927-929 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:07:03

Any of the higher levels of the diagram shown in Fig. 1 can influence activity at
any of the lower levels. The cells and organs of the body produce many different
messengers that transmit these influences. These messengers are small molecules.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 932-933 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:08:17
In this way, hormones circulating in the blood system can influence events inside
the cells through actions on cell surface receptors, which then cause chemical
reactions inside the cell.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 938-941 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:14:13

Transmitters are used by the nervous system to influence all the lower levels.
Because the distance between a nerve ending and the organ it attaches to is very
short, communication using transmitters is much faster than endocrine control. This
is the way in which, for example, the nervous system rapidly causes muscles to
contract, or the heart rate to accelerate.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 942-945 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:15:13

Large downward-pointing arrows represent some of the forms of downward causation.


There is nothing mysterious about downward causation. It follows the usual rules:
one event leads to another, that leads to another, etc. Upward (reductionist)
causation is no more rigorous, nor does it have any greater a claim to be
scientific. We can quantify both types of causation equally. Neither is easier to
encapsulate in mathematical equations.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 51 | posizione 955-958 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:16:27

So we have focused on the cell machinery (proteins, membranes, organelles) that is


necessary for gene transcription and for subsequent modification of the proteins
thus produced. We have also developed the metaphor of the genome as an organ, which
needs someone to play it. This can help us get our minds around the picture of
biological function that we are starting to build up.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 52 | posizione 963-965 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:17:53

Nature is inherently messy. This should not surprise us. Natural selection has been
a long, haphazard process. The fundamental drivers of the process have been random—
gene mutations and genetic drift, weather, and meteoric and geological events. Why,
then, should the outcome have to conform to our logical ideas about how to build a
living system that succeeds?
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 52 | posizione 968-969 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:18:46

Nature has frequently gone down blind alleys from which it has escaped with strange
results.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 53 | posizione 991-994 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:21:33

The ‘organist’, therefore, consists of regulatory networks of interactions at all


levels, from the highest to the very lowest level, including networks incorporating
genes themselves. There are no privileged components telling the rest what to do.
There is rather a form of democracy, with every element at all levels having a
chance to be part of a regulatory network.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 54 | posizione 994-996 | Aggiunto in data venerdì
10 gennaio 2014 18:21:51

we should think rather of a ‘virtual conductor’—the system behaves ‘as if’ it has a
conductor. The genes behave ‘as though’ they are being ‘played’ by this conductor—
rather like some orchestras that play without a separate conductor.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 1096-1097 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:35:44

we can have a system that operates rhythmically and yet contains no specific
‘oscillator’ component.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 1096-1100 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:36:19

we can have a system that operates rhythmically and yet contains no specific
‘oscillator’ component. There is no need for one. The reason is that the rhythm is
an integrative activity that emerges as a result of the interactions of a number of
protein (channel) mechanisms. So there is no need for any oscillatory equation at
the molecular level. The rhythm is a systems property. Some biologists have called
these properties ‘emergent’ properties. I prefer ‘systems-level’ properties, but we
are talking about the same kind of phenomenon.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 62 | posizione 1123-1127 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:38:56

The point of the story is that causation works both ways, up and down. The
components alter the behaviour of the system, and then the system in turn alters
the behaviour of the components. The system is the cell—a muscle cell in the heart
(in this case a rabbit heart pacemaker cell—Fig. 3). The components are the protein
molecules that channel the electrically charged ions (of, in this case, first
potassium, then calcium, and finally a mixture of elements).
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 62 | posizione 1131-1136 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:39:40

The rhythmic activity of the cell drives the operation of the protein channels. We
can show this by turning off the feedback from the cellular rhythms to the proteins
that channel the ions. If we do that, the system as a whole ceases to function.
Neither at the cellular nor at the molecular level is there any longer any sign of
oscillation. Internally within the protein channels, nothing has changed. So if
this biological phenomenon were produced exclusively by bottom-up causation, there
is no reason why it should stop at this point. But it does. Clearly, therefore,
downward causation, that is, the feedback effects from the system to the
components, is essential for the system to function.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 63 | posizione 1153-1156 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:41:53
constant. If one or more of these oscillations of the protein channels were driving
the cell voltage then they would continue to oscillate on their own. But this is
not the case. The oscillations of the protein channels cease. In each case, the
line that shows their levels of activity flattens out. Clearly, the feedback from
the cell voltage to the protein channels is an integral part of the rhythm
generator.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 65 | posizione 1166-1170 | Aggiunto in data
venerdì 10 gennaio 2014 18:43:02

Biological science had to struggle to emerge from the days of vitalism, when people
thought that something non-physical had to be added to matter for there to be life.
But there is nothing ‘fuzzy’ about the example I have discussed in this chapter. On
the contrary the ideas have been encapsulated in the same way as the hardest of
reductionist explanations, that is, in the form of mathematical equations with
particular solutions.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 1176-1178 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:44:30

the mechanism necessarily involves feedback from a high-level property, the cell
electrical potential, which determines the activity of lower-level mechanisms, the
individual ion channels. This is what distinguishes an integrative explanation of a
biological phenomenon. There is downward causation.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 1193-1195 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:47:04

the normal rhythm generator mechanism is integrated at the cell level. In addition,
there are abnormal rhythm generators at levels below and above the cell level. If
biological science is to deliver on its promise of continuing improvement in human
healthcare, it must apply the integrationist perspective here, too.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 68 | posizione 1226-1228 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:51:37

the higher frequencies, neuronal rhythms share with the heart’s pacemaker the
property of integration at a cellular level, with a number of proteins forming
ionic channels whose kinetics are determined by the cell electrical potential.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 67 | posizione 1209-1210 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:52:14

Heart rhythm is the most obvious of biological oscillators. We all feel our pulse
rhythm and doctors use it for diagnosis. It is remarkably regular;
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 68 | posizione 1214-1217 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:52:31

But nature is full of other rhythmic mechanisms, varying over an astonishing range
of frequencies from over 1000 per second to just once every few years. Thus, many
nerve cells generate rhythmic impulses at frequencies much higher than that of the
heart. Since a nerve impulse lasts around 1 millisecond, the highest frequency in
this case approaches 1000 per second. Also at a frequency higher than that of the
heart, the wings of flying insects oscillate around 200 times a second.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 70 | posizione 1255-1260 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 14:59:39

So, we not only have a single gene capable of regulating the biological clockwork
that generates circadian rhythm, it is also itself a key component in the feedback
loop that forms the rhythm generator. We call such causal loops feedback loops
because they form self-contained regulatory processes. Feedback is involved in the
great majority of cases where downward and upward causation are linked together in
biological systems. The linkage is a defining feature of feedback since the
downward causation modifies the components responsible for the upward causation,
which in turn modifies those generating downward causation . . . and so on.
Mathematical models of such loops are easy to construct and they are robust and
explanatory.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 70 | posizione 1261-1263 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:00:03

The basic rhythm generator in this case does seem to be dependent on a single gene
and the protein it codes for. But does it carry out its work in isolation? Is it a
‘single gene module’? The answer is a resounding ‘no’. The further researchers get
in unravelling the molecular feedbacks involved in circadian rhythms, the more gene
and protein components appear to be involved.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 69 | posizione 1243-1246 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:03:48

regulatory mechanisms are often complicated. So if a single key component is


damaged, the whole mechanism is apt to malfunction, perhaps in ways that are
unpredictable. Most mutations, after all, are a form of damage. Accordingly, when
the absence or aberrance of one component is shown to stop a system working, we
have to be careful how we interpret this.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 72 | posizione 1278-1279 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:14:33

Second, why do we call this the period gene? Because it codes for the protein that,
in feedback with the gene, generates a periodic function.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 71 | posizione 1272-1274 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:15:05

the protein that is coded by period is like all molecular components—it operates
within the context of the complete cell. It depends for its production on the
transcription/translation mechanisms and the ribosome machinery. Its ability to
access the promoter region of the period gene depends on properties of the nuclear
membrane.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 72 | posizione 1284-1285 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:15:50
The period gene has also been found to be implicated in embryonic development as
the adult fly is formed over several days.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 72 | posizione 1288-1289 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:16:01

Period is therefore rather like one of those very useful pieces of Lego which
enable a child to build many different kinds of structure.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 75 | posizione 1315-1318 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:19:22

two opposite ways of simulating and understanding complex biological processes. One
is the bottom-up approach. This, as we have seen, starts with genes, reconstructs
protein sequences and structure, then goes on to protein function, followed by the
biochemical pathways that the proteins form. The reconstruction process continues
on, up through all the biological levels (Fig. 4), until eventually one reaches
organs and systems, and, hopefully, the whole organism.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 75 | posizione 1319-1322 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:19:40

The alternative is what people commonly refer to as the top-down approach (using
that term a little differently from the way we have done so far in this book). This
is the approach of classical physiology. It starts with the overall behaviour of
systems. It analyses the circulatory system, the respiratory, the immunological,
neuronal, and reproductive, and so on. Then it progressively identifies and
explores the elements of each system so as to deduce the underlying functions and
mechanisms.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 77 | posizione 1353-1356 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:23:11

But the debate between systems biology and reductionist biology has got nothing
whatever to do with the debates on vitalism or dualism. As I showed in Chapter 5,
integrative systems biology is just as rigorous and quantitative as reductionist
molecular biology. The only difference is that it accepts that causality goes from
higher to lower levels as well as upwards.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 77 | posizione 1357-1360 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:23:48

book, that does not mean that we are nothing but a bunch of molecules. Structures
and processes at a higher level simply are not visible at the molecular level. The
genes and proteins of the body do not in some way ‘know’ or ‘reveal’ what they are
doing in higher-level functions. The assumption that they do is a strange one. We
might indeed be forgiven for suggesting that it is itself a superstition of the
order of vitalism.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 78 | posizione 1372-1375 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:25:42
having burrowed down through the levels to the smallest components, the molecules,
we now need to build the whole thing up again quantitatively if we are to
understand it at a systems level. The problem is that this brings us straight back
to the difficulties of ‘bottom-up’ reconstruction. Understanding the components is
necessary but not sufficient for systems-level understanding. Reductionist analysis
is only half the story.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 79 | posizione 1385-1391 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:27:13

5). Biological function happens at different levels. We can gather quantitative


data at any level. Once we have enough of it to feed into a simulation, we can
start a systems analysis at that level. All levels can be the starting point for a
causal chain, so any of them can be the starting point for successful simulation.
In networks of interactions at many levels, there is in fact no alternative.
Analysis must start somewhere, but it doesn’t really matter where. It might be at
the level of gene–protein networks, or cell function, or organ structure. This is
the ‘middle’ part of Brenner’s metaphor. There can be many ‘middles’. Brenner’s
would be different from mine. I start with cells, he starts with genes. That
doesn’t matter. In the best of all systems-biological worlds, we will all
eventually meet up, anyway.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 80 | posizione 1394-1396 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:28:13

The essential concept is that, since all levels can be the starting point for a
causal chain, any can be the starting point for successful simulation. There is no
privileged level in biological systems that ‘dictates’ the rest.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 80 | posizione 1397-1399 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:28:36

Ideally, we eventually reach right down to the level of genes, and right up to the
level of the organism. To the degree we can interpret the genome in terms of
physiological function, this is how we will do it. Linking levels is part of what
systems biology is about.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 83 | posizione 1442-1444 | Aggiunto in data sabato
11 gennaio 2014 15:33:40

the muscles do not work by nerves injecting or removing fluids from them. They work
instead by nerves secreting a chemical that excites electrical activity in the
muscle. This in turn stimulates the production of calcium signals inside the muscle
cells.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 86 | posizione 1486-1487 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 14:55:55

The cell models provide an impressive implementation of the middle-out approach—but


this is more impressive still.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 90 | posizione 1535-1537 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:05:26
the genome DNA code was never found to be altered by such acquisition by
individuals. Whatever happens to each organism in its interaction with the
environment is not passed on to its offspring in the DNA code. What they called
neo-Darwinism was based on this principle, which they called the central dogma of
biology.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 90 | posizione 1546-1547 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:09:53

when the cellular machinery expresses the genes the same pattern of expression
occurs in the daughter cells as in the parent cell.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 90 | posizione 1546-1549 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:10:16

As a result, when the cellular machinery expresses the genes the same pattern of
expression occurs in the daughter cells as in the parent cell. Even though the DNA
sequences are identical for all species, the expression patterns can be completely
different. It is these that produce the differences between species. This
inheritance of expression patterns occurs throughout the generations. It is
completely robust.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 92 | posizione 1581-1582 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:17:17

‘Lamarckism’, the inheritance of acquired characteristics, is widely and wrongly


thought to be the antithesis of Darwinism.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 93 | posizione 1588-1591 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:21:25

although the DNA code is the same in every cell, different genes come into play in
each type of cell and genes are also expressed differently—which genes get
expressed when is different, and how they are expressed is also different. The
musician always plays the same 30 000-pipe organ (the genome), but he plays it
quite differently in each cell type.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 93 | posizione 1591-1593 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:22:57

And these specialised cell types in the body have a remarkable feature. When they
divide to generate new cells, they transfer the information concerning their
acquired pattern of gene expression to the daughter cells. This is called
epigenetic inheritance. It does not depend on differences in DNA sequences.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 93 | posizione 1593-1597 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:23:16

The DNA is of course passed on to the daughter cells, but it is not this that makes
them liver cells, skin cells, or whatever. Rather, it is an additional level of
patterning that is imposed on top of the DNA itself that makes the difference here.
The DNA carries a form of chemical marking which is different for each type of
cell. This ensures that the patterns of gene expression specific to each cell type
are transmitted down the generations of cells.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1599-1601 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:26:23

A group of pancreatic cells transferred into the brain, for example, will continue
to act as pancreatic cells, but outside the body they will lose pancreatic
function. The gene imprinting, however, remains. This seems to be permanent.
==========
The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1608-1610 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:28:36

If you assume that each function must correspond to a set of genes, then it would
make sense to separate out the genes according to the functions they code for and
to include in cells with a certain set of functions just the genes that those
functions require. That solves the problem of how the cell’s type-specific
characteristics are transmitted.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1612-1616 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:30:27

What distinguishes a heart cell from, say, a pancreatic cell? It is not so much
which genes are activated. It depends on the extent to which they are activated,
compared to other genes. Nowadays the existence of these so-called epigenetic
inheritance mechanisms in differentiated adult cell types is well-established. So
much so that I suggest we need to reverse the usual thinking on this question. We
should not be asking how it can happen in adult differentiated cells, but rather
how such a natural and useful mechanism comes to be suppressed in the germ cells.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 95 | posizione 1628-1629 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:32:27

‘Lamarckian’ inheritance would not exclude Darwinian selection. It would complement


it, providing yet another source of diversity.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 95 | posizione 1627-1629 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 15:32:33

If natural selection can be so effective in filtering out bad genotypic changes, it


could have been effective for bad phenotypic changes. ‘Lamarckian’ inheritance
would not exclude Darwinian selection. It would complement it, providing yet
another source of diversity.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 99 | posizione 1690-1693 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:50:03

Darwin’s great achievement was to propose a process by which, whatever the


mechanisms of inheritance, blind selection could generate new species. He rejected
Lamarck’s idea that evolution has an inherent drive. Both Darwin and Lamarck
absorbed the idea of inheritance of acquired characteristics (use and disuse) from
others, since it was commonly assumed from time immemorial.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 103 | posizione 1742-1756 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:54:55

As with Chinese characters, so with life: here again is a modular system. And its
modularity is the key to understanding how it has evolved. Genes, we know, are long
stretches of DNA code. Each is built up of smaller modules, like a mosaic. We don’t
know exactly how many such modules there are, but it looks as though there may be
as few as a thousand or two. So these basic modules must be shared by a large
number of genes. Gene codes share another feature with Chinese characters. Although
historically the modules may have had simple functions (meanings), the system as a
whole is not at all simple and straightforward. Indeed, as we sit down to try and
work it out, our first impression is of a frightful mess. The trouble is:
evolution. As the genomes (languages) have evolved, so the functions (meanings)
have changed. And they have changed in ways that are frequently arbitrary with
respect to the original functions (meanings). Genetic and cultural forms of
evolution share this messiness or, to use a less derogatory term, inventiveness.
For it is through a complicated series of bodges that nature has arrived at the
huge diversity of life as we know it. Tangled intricacy is the mother of nature’s
invention. The idea of metaphor is important here, too. A metaphor changes the
applicability of a word or phrase. On that basis, we can say that, as the genome
has developed, nature has switched from one metaphor to another. It has plundered
the treasure chest of old DNA modules to form new combinations and to give old
genes new functions. Species with ears, eyes, legs, wings generate such functions
using genes that started out in creatures that never had any such ambitions. Nature
rarely creates completely new modules; so many of the modules are extremely
ancient. They evolved very early. The result is that the genomes even of species
that are far apart in the evolutionary tree have a lot of sequences in common.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 104 | posizione 1760-1761 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:55:21

Tiny differences in sequence can encode enormous differences in function. All the
differences in human races worldwide are thought to be coded by only 0.1 % of the
human genome
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 104 | posizione 1766-1772 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:55:54

We sometimes say things like, ‘This gene does such-and-such.’ But that sort of
statement tends to be misleading. A gene will do one thing in one set of
circumstances and another if circumstances change. Indeed, it might be more helpful
to avoid saying that genes do anything at all; it is more that genes are used. They
operate under control. There is regulation, as biologists say. Conditions in the
cellular environment will switch a gene on or off to varying degrees. Genes are
controlled by proteins. Those proteins in turn are coded for by other genes. Those
other genes can in turn be switched by other proteins coded by yet more genes. The
system depends on massive networks of such gene–protein–gene–protein . . . etc. . .
. interactions. These are often called gene networks. Gene–protein networks would
be better (recall the example in Chapter 5 of how circadian rhythms are generated).
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 105 | posizione 1777-1779 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:56:44

Complex networks of this kind have properties that are important in both evolution
and development. Their modularity is crucial. This allows them to be re-used in
many different situations. It also means their switching can be changed without
upsetting the network itself.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 106 | posizione 1785-1790 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 18:59:41

Gene–protein networks constitute modular subsystems that are remarkably robust and
adaptable. It is not an exaggeration to say that the discovery of such ‘organising’
networks has transformed our view of evolution. Before the genetic revolution,
earlier anatomists and embryologists had pointed out the resemblances in form
between animals as different as snakes, insects, crabs, and humans. They identified
a certain segmental organisation that they saw was common across a range of
species. Our understanding of the genetics of these phenomena largely confirms
their ideas. The segmental organisation of the human backbone does indeed have the
same origin as that of a snake. There
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 106 | posizione 1792-1795 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:04:36

The hox gene doesn’t really ‘know’ what the network does, let alone impose its will
on the network. Its role is critical in an important biological process, but it is
not the master of that process; it is just the trigger. It triggers the operation
of a large and complex network. But it does so ‘blind’. If it is put in a position
to trigger another network in another species with the same ‘trigger’ pattern, it
will do so.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 106 | posizione 1797-1801 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:05:09

Redundancy is the necessary basis of robustness. Suppose there are three


biochemical pathways A, B, and C, by which a particular necessary molecule, such as
a hormone, can be made in the body. And suppose the genes for A fail. What happens?
The failure of the A genes will stimulate feedback. This feedback will affect what
happens with the sets of genes for B and C. These alternate genes will be more
extensively used. In the jargon, we have here a case of feedback regulation; the
feedback up-regulates the expression levels of the two unaffected genes to
compensate for the genes that got knocked out.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 108 | posizione 1803-1804 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:05:47

The more parallel compensatory mechanisms an organism has, the more robust (fail-
safe) will be its functionality.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 108 | posizione 1826-1828 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:07:41

This rhythm generator is essential for life. If it starts to fail or cannot entrain
the rest of the heart in a regular rhythm, sudden cardiac death looms. It is
natural that back-up systems should come into play.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 109 | posizione 1834-1836 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:08:12
What were back-up mechanisms now become primary. That is the value of redundancy.
This is the basic explanation for how nature can modify its ‘aircraft design’ while
still ensuring that the aircraft continues to fly.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 111 | posizione 1863-1867 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:10:23

The original (Greek) meaning of ‘physiology’ is ‘life-logic’ (physiologos). In the


Chinese characters used in Japanese, Korean, and Chinese, this meaning is even more
evident. They are which in sequence is ‘life-logic-study’. So, does life have a
logic? Some evolutionary geneticists have argued that it cannot have. The
evolutionary process is blind, imperfect, and subject to chance. Accordingly, life
cannot have a design, or be perfect, or follow a rigorous logic.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 112 | posizione 1880-1883 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:11:40

evolution is the grand composer. It has orchestrated the music of the genes, the
harmony of the cells, the symphony of the various stages of life. It has achieved
this by serendipitously winnowing down the possibilities. In this way, it has
continually adapted organisms to their environment, which of course includes other
species. This logic, even if neither perfect nor designed, is there to be worked
out. To achieve this, it will be necessary to reconnect physiology and
developmental biology to theories of evolution.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 113 | posizione 1897-1898 | Aggiunto in data
domenica 12 gennaio 2014 19:12:31

The orchestra of life works without a conductor.


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 293-297 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 02:54:38

L’autonomia vera presuppone l’esperienza della dipendenza. È solo al di là del


sentimento profondamente ambivalente della dipendenza infantile che sta la vera
liberazione. Il desiderio del terapeuta di ottenere conferma, sintonia e
comprensione e di essere preso sul serio viene soddisfatto dal paziente che porta
un «materiale» in accordo con il bagaglio di conoscenze dell’analista, in accordo
con le sue teorie e coerente con le sue attese. Il terapeuta esercita in tal modo
lo stesso tipo di manipolazione inconscia cui era stato esposto da bambino.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 314-317 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 02:56:54

Ciò che invece esiste è quel tipo di bambino intelligente, sveglio, attento,
estremamente sensibile e, in quanto proteso interamente al bene dei genitori, anche
disponibile, utilizzabile e soprattutto trasparente, limpido, su cui si può
contare, manipolabile sino a che il suo vero Sé (il suo mondo affettivo) rimane
confinato nella cantina della casetta trasparente in cui è costretto ad abitare
talvolta fino all’adolescenza e non di rado finché non sia diventato genitore egli
stesso.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 368-370 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:02:19

Orbene, tra le «piccole», ma anche indispensabili, cose della vita, non rientra
forse anche l’amore materno che a molti tocca pagare - paradossalmente - con la
rinuncia alla propria vitalità?
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 380-389 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:03:52

Affinché una donna possa dare al proprio bambino ciò di cui egli ha assoluto
bisogno per il resto della vita, è indispensabile che non venga separata dal suo
neonato. La produzione ormonale che risveglia e «nutre» il suo istinto materno
avviene infatti immediatamente dopo la nascita, per proseguire poi nei giorni e
nelle settimane successivi, grazie all’intimità, che diviene via via più intensa,
con il bambino. Se il bambino viene separato dalla madre, come accadeva di regola
ancora poco tempo fa in quasi tutte le cliniche ostetriche e come continua ad
avvenire in tutto il mondo per comodità e ignoranza, si perde allora l’occasione
più importante per madre e figlio. Il legame tra madre e neonato, consistente
principalmente in un contatto di pelle e di sguardo, fornisce a entrambi il
sentimento di appartenenza reciproca, il senso di essere una cosa sola, che
idealmente e sul piano naturale dovrebbe esistere sin dal concepimento e crescere
insieme al bambino. Esso dà al bambino il senso di protezione e la sicurezza
necessari perché egli possa aver fiducia nella madre. Alla madre trasmette, d’altra
parte, una sicurezza istintiva, che l’aiuta a comprendere i segnali del suo bambino
e a darvi risposta. Questa prima reciproca familiarità non si potrà più recuperare
in seguito, e la sua mancanza può rendere impossibili sin dall’inizio molte
esperienze.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 395-397 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:05:28

Questa donna potrà anche compensare le conseguenze di un parto difficile, purché


non le minimizzi e sia consapevole che un bambino che ha vissuto un grave trauma
all’inizio della vita necessita di attenzioni e cure particolari, per poter
superare l’angoscia di quanto è accaduto.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 402-408 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:06:40

Per sano sentimento del Sé intendo la sicurezza incrollabile che i sentimenti e i


desideri provati appartengono al proprio Sé. Questa sicurezza non è frutto di
riflessione, ma semplicemente esiste; è come il battito del polso, al quale non si
bada finché è normale. In questa possibilità di accedere in modo irriflesso e
spontaneo ai propri sentimenti e desideri, l’individuo trova il proprio sostegno e
la propria autostima. Gli è consentito di vivere i propri sentimenti; può essere
triste, disperato, avere bisogno d’aiuto, senza dover temere per questo di aver
reso insicuro qualcun altro. Gli è consentito di spaventarsi se è minacciato, può
diventare cattivo se non riesce a soddisfare i propri desideri. Sa non solo quello
che non vuole, ma anche quello che vuole, e può esprimerlo, senza preoccuparsi di
venire amato o odiato per questo.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 409-417 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:08:30

Che cosa capita invece quando la madre non è in grado di aiutare il proprio figlio?
Che cosa capita quando non solo non riesce a indovinare e ad esaudire i bisogni del
figlio, ma presenta anche lei carenze affettive, cosa che si verifica molto
sovente? In tal caso cercherà di soddisfare i propri bisogni personali servendosi
del bambino, anche se questo non esclude un forte legame affettivo. A questa
relazione di sfruttamento mancano però componenti che sono di importanza vitale per
il bambino, come l’affidabilità, la continuità e la costanza; soprattutto manca lo
spazio in cui il bambino potrebbe vivere i suoi sentimenti e le sue sensazioni. Il
bambino sviluppa allora quegli atteggiamenti di cui la madre ha bisogno,
atteggiamenti che al momento gli salvano la vita (ossia gli assicurano l’«amore»
della madre o del padre), ma che alla lunga gli impediranno di essere se stesso. In
tal caso i bisogni naturali tipici dell’età del bambino non vengono integrati nella
personalità, ma vengono scissi o rimossi. Pur senza esserne consapevole, questo
individuo continuerà in seguito a vivere immerso nel proprio passato.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 449-450 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:11:24

Ciò che veniva definito depressione e senso di vuoto, mancanza di un senso della
vita, paura dell’impoverimento psichico e solitudine, continua a rivelarmisi come
la tragedia della perdita del Sé, ossia dell’autoestraniazione, che prende sempre
avvio nell’infanzia.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 452-455 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:11:54

In una grandiosità manifesta è costantemente in agguato la depressione, così come


dietro uno stato d’animo depressivo si nascondono spesso supposizioni relative alla
nostra tragica storia dalle quali ci difendiamo. La grandiosità è propriamente la
difesa contro il dolore profondo per la perdita di noi stessi derivante dal
rinnegamento della realtà.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 456-463 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:12:34

L’individuo «grandioso» viene ammirato ovunque, e ha bisogno di questa ammirazione,


non può vivere senza di essa. Deve compiere in modo eccellente tutto ciò che fa, ed
è anche in grado di farlo (altrimenti non incomincia nemmeno). È lui stesso ad
ammirarsi per la propria bellezza, intelligenza e genialità, come pure per i
successi e i risultati ottenuti. Guai però se qualcosa di tutto ciò gli viene a
mancare: allora è la catastrofe, ed egli finirà preda di una grave depressione. In
genere, si considera un fatto naturale che cadano in depressione persone ammalate o
anziane, che hanno subìto molte perdite, o le donne in menopausa. Si dimentica però
che esistono anche individui capaci di sopportare con afflizione ma senza
depressione la perdita della bellezza, della salute, della giovinezza o delle
persone amate. E viceversa, esistono persone molto dotate che soffrono di gravi
depressioni. Come mai? Perché si è liberi dalla depressione quando l’autostima si
radica nell’autenticità dei propri sentimenti e
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 456-463 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:12:49

L’individuo «grandioso» viene ammirato ovunque, e ha bisogno di questa ammirazione,


non può vivere senza di essa. Deve compiere in modo eccellente tutto ciò che fa, ed
è anche in grado di farlo (altrimenti non incomincia nemmeno). È lui stesso ad
ammirarsi per la propria bellezza, intelligenza e genialità, come pure per i
successi e i risultati ottenuti. Guai però se qualcosa di tutto ciò gli viene a
mancare: allora è la catastrofe, ed egli finirà preda di una grave depressione. In
genere, si considera un fatto naturale che cadano in depressione persone ammalate o
anziane, che hanno subìto molte perdite, o le donne in menopausa. Si dimentica però
che esistono anche individui capaci di sopportare con afflizione ma senza
depressione la perdita della bellezza, della salute, della giovinezza o delle
persone amate. E viceversa, esistono persone molto dotate che soffrono di gravi
depressioni. Come mai? Perché si è liberi dalla depressione quando l’autostima si
radica nell’autenticità dei propri sentimenti e non nel possesso di determinate
qualità.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 468-470 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:13:41

Senza una terapia adeguata è impossibile che l’individuo grandioso rinunci alla
tragica illusione secondo cui l’ammirazione equivarrebbe all’amore. Non di rado
succede che si dedichi una vita intera alla ricerca di questo surrogato.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 475-476 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:14:27

chi è sano viene invidiato perché non ha bisogno di arrabattarsi continuamente per
ottenere ammirazione, in quanto non deve preoccuparsi dell’effetto che produce, ma
può permettersi in tutta tranquillità di essere così com’è.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 476-478 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:14:40

L’individuo grandioso non è mai realmente libero perché dipende continuamente


dall’ammirazione degli altri e perché quell’ammirazione si fonda su qualità,
funzioni e prestazioni che all’improvviso possono scomparire.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 487-497 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:16:36

Quest’alternanza di fasi diverse tra grandiosità e depressione mostra la loro


affinità. Si tratta delle due facce della stessa medaglia, che si potrebbe definire
come il falso Sé, e che è stata di fatto conferita in passato per i risultati
ottenuti. Così ad esempio il successo della serata consentirà all’attore di
rispecchiarsi negli occhi del pubblico entusiasta e di vivere sentimenti di
grandezza e onnipotenza divine. All’indomani tuttavia lo attenderà un senso di
vuoto, di assurdo, anzi addirittura di vergogna e irritazione, se la felicità della
sera precedente non si fondava sull’attività creativa del gioco e dell’espressione
artistica, ma prevaleva invece l’aspetto del soddisfacimento sostitutivo degli
antichi bisogni di trovare sintonia, rispecchiamento, considerazione e
comprensione. Quindi, soltanto se la sua creatività è relativamente libera da
simili bisogni, il nostro attore non soffrirà di depressione all’indomani del
successo, ma si sentirà pieno di vitalità, già preso da altri interessi. Se invece
il successo era servito soltanto a negare la frustrazione infantile, allora esso -
come ogni surrogato - non porterà che un sollievo momentaneo. Non può più offrire
un autentico appagamento, poiché il tempo giusto è irrimediabilmente passato. Il
bambino di allora non esiste più, e non ci sono più neppure i genitori di allora.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 500-502 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:16:59

La depressione porta in prossimità della ferita, ma è solo il vivere il lutto per


ciò che si è perduto, per ciò che si è perduto nel momento decisivo, che consente
di rimarginarla realmente.4
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 512-515 | Aggiunto in data lunedì 13
gennaio 2014 03:19:10

un falso Sé, che ha condotto alla perdita del vero Sé; 2) fragilità dell’autostima,
che non si radica nella sicurezza dei propri sentimenti e del proprio volere, bensì
nella possibilità di realizzare il falso Sé; 3) perfezionismo; 4) negazione di
sentimenti disprezzati; 5) relazioni di sfruttamento; 6) grande paura di perdere
l’amore e, di conseguenza, grande disponibilità all’adattamento; 7) moti aggressivi
scissi; 8) vulnerabilità alle offese; 9) predisposizione a sensi di vergogna e di
colpa; 10) irrequietezza.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- Il tuo segnalibro alla posizione 517 | Aggiunto in data lunedì 13 gennaio 2014
03:19:53

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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 117 | posizione 1967-1968 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 14:14:54

‘I’ve already told you. In one case I am talking about the font itself, in the
other about how I see it—the quale that is my experience of the font, if you like.’
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 118 | posizione 1985-1989 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 14:18:11

‘Well, it’s up to you. If you think there is a problem, then there is a problem,
but perhaps the problem is the way you are thinking, not a problem for science. I
mean, look: you are proposing to investigate a phenomenon for which we can have no
experimental evidence; that requires a language that is private (and I thought
languages are for communication! . . . silly me!). Your line seems to lead to a
modern form of dualism which I would suggest is alien to what science can seek to
know about us as human beings.’
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 120 | posizione 2013-2019 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:35:12

We are conscious. We cannot be so without a functioning brain. Therefore, we locate


consciousness in the brain. The brain is seen as a performance space, in which the
drama of the body is presented. It is as though there is an ‘I’ (appropriately
pronounced like ‘eye’ in English) that ‘looks’ at the end results of complicated
neural processing. This is what some people call the Cartesian theatre, derived as
it is from Descartes’ dualist philosophy of brain and mind. These results are
viewed as ‘maps’ of the world outside. On this view, ‘we’ do not directly see the
world. Instead, ‘we’ (‘I’) interpret these maps so that we have the illusion of
seeing the world directly. But in fact what ‘we’ ‘see’, ‘hear’, ‘smell’, etc. are
representations of some sort—much like ‘qualia’, in fact.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 121 | posizione 2025-2028 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:36:00

The traditional Western philosophical view of these questions is clear. It supposes


that there is an ‘I’, the self, the mind, the soul. This is separate from the brain
even if dependent on it. This view was inherited from philosophers such as
Descartes by people like Charles Sherrington and John Eccles, distinguished
neurophysiologists of the twentieth century.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 121 | posizione 2028-2031 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:36:40

More recently, neuroscientists have rejected this view in favour of various forms
of ‘the brain is the self’. The Cartesian view makes sense only in terms of some
mind–brain interaction. But that is problematic. Everything would be much easier if
it were not needed. So people are naturally tempted to cut the Gordian knot and
simply say that, in some sense, the neural activity of the brain just is the
‘self’.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 125 | posizione 2098-2100 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:44:30

her experimental test was misleading. It succeeded in its limited aim to show that
reconstructing a movement is not necessarily reconstructing an action. But it gave
the impression that the issue at stake, the distinction between actions and
movements, is an empirical one. It is not. It is conceptual.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 126 | posizione 2111-2113 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:45:38

Such a complete explanation of mechanisms at one level does not necessarily explain
what exists and happens at higher levels. Indeed, we may need to know about the
higher levels in order to explain the lower-level data that form an input to the
mechanisms involved.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 127 | posizione 2127-2128 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:48:11

the ‘I’ is continually pushed back, as it were. We will never find it by tracing
neural networks. We would always have to suppose that there must be another part of
the nervous system that ‘looks’ at these representations of the outside world.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 127 | posizione 2129-2133 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:48:37

the temptation to look for such a location is very strong. Anyone who thinks that
consciousness is a property of a part of the brain must follow Francis Crick in
seeking to identify it. But this is a very strange endeavour altogether. I suggest
that there is, and can be, no such division of my brain and nervous system. What is
happening here is that we are tying ourselves up in philosophical knots. We are
puzzling over entities, like qualia, that seem to exist only as a result of the
philosophical conditioning we are subject to. We are confusing ourselves.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 127 | posizione 2134-2137 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:49:09

We are profoundly attached to the notion that somewhere in the brain there must be
representations of the outside world8 and that somewhere else there must also be a
part of the nervous system which can be identified as the ‘me’ that does the
‘looking’ at these representations. This is the alternative version of the private-
language argument I referred to earlier. The ‘I’ in this sense is just as
unnecessary as qualia, and reference to it creates much the same kinds of
philosophical puzzle.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 129 | posizione 2145-2148 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:50:37

This is a problem of levels and ontology. We have encountered this kind of thing in
Chapter 5. There we saw that it did not make sense to say that cardiac pacemaker
rhythm exists below the cellular level. There are no molecular oscillators that
generate it. Instead, an integrative activity emerges from a multiplicity of
protein interactions at the cellular level.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 129 | posizione 2148-2151 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:51:06

We cannot locate the site of pacemaker rhythm at the sub-cellular and molecular
levels. Yet we have no difficulty in locating it at the level of certain cells
within the whole organ. We know what it means to refer to the pacemaker of the
heart and we can locate it anatomically. The fact that it cannot be found below the
cellular level is irrelevant.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 129 | posizione 2153-2155 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:51:20

One of the important goals of integrative systems biology is to identify the levels
at which the various functions exist and operate. In the case of the brain, this
may be very difficult to achieve. But it is nonetheless possible and necessary.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 129 | posizione 2159-2161 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:52:03

At the neural level, these will be an unexplained set. They will always remain so,
at that level, even if we were to be successful in identifying them all.
Explanation is possible only at the appropriate level, in this case the level at
which it makes sense to talk about dog leads.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 131 | posizione 2184-2187 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:58:18

Let’s perform the complementary experiment. Suppose we progressively remove the


other parts of the body. If we remove the eyes we have a blind person. If we remove
the ears we have a deaf person. These are ‘selves’ that are seriously impaired by
what we are imagining, but I think that most people would agree that the essential
‘self’ can be said to remain. If we remove both eyes and ears, we have a deaf–blind
person. Again a self can still be identified, though greatly reduced in faculties.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 131 | posizione 2193-2197 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 16:59:24

We are completely separating the brain from the body. At this point, the question
of consciousness, or ‘self’, ceases to have a normal meaning. No conceivable
experiment could answer any question about it. The brain on its own does not
communicate. It doesn’t make sense to ascribe consciousness to something that
cannot communicate. It’s obvious, isn’t it? Yet people put good money on the idea
that, by deep-freezing one’s brain at the time of death, one might hope to be
resurrected in the future as the same person.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 133 | posizione 2221-2228 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:02:56

My point is that the ‘self’ is an integrative construct, occasionally a fragile


one. It is also a necessary construct. It is one of the greatest symphonies of the
music of life. But if we play around with its physiological basis as envisaged in
this chapter, we might have to re-examine some of the fundamental ways in which our
language works. These thought experiments are intended to shock. Philosophically
speaking, they suffer from a problem similar to that which the philosopher faced in
experimenting on the physiologist a few pages back. There is a danger of making the
issue appear to be simply an empirical one. Even so, an empirical experiment (real
or imaginary) can sometimes help to convey a conceptual point. This is particularly
true of situations where the distinction between the empirical and the conceptual
is difficult to keep in mind. It is when we are forced to reconsider our language
that we can easily tie ourselves in linguistic knots.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 136 | posizione 2264-2267 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:09:54

Things just ‘are’. They don’t need a creator. There is no ‘God’ as a person, and
the founder of their religion is not a God. So, the space travellers made a big
mistake when they initially assigned the ‘god’ word in the language to the concept
of a creator. She now realises that it has little more significance than the
integrated ‘spirit’ or ‘essence’ of something.1 She comes to understand this as she
finds that everything, even a stone, can be said to have such a god.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 137 | posizione 2277-2281 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:11:38

All languages are prisons of culture as well as liberators of communication. We


need language to communicate, but our languages in turn cloud what we understand.
There is no mystical oriental culture in which all our problems are solved. The
point is rather that cross-cultural experience can help us break out of our
illusions. It is instructive to see how a ‘god-less’ and ‘self-less’ religion
teaches its practitioners the path to spiritual experience.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 139 | posizione 2307-2310 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:18:23

If the ‘self’, the ‘I’ as Descartes conceived it, and in new guise as modern
neuroscience tends to conceive it, is an object that we hang on to because our
language and culture make it very difficult to do otherwise, then clearly it is
important to know that there are cultures in which it doesn’t exist (Houshmand et
al. 1999)—or at least in which it doesn’t exist in these senses, neither as a
separate substance (the Cartesian view) interacting with the brain, or (the modern
view) as part of the brain itself.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 140 | posizione 2320-2323 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:20:06

If Descartes had been Japanese or Korean I think he would have found it quite
difficult to formulate his famous ‘cogito ergo sum’—‘I think therefore I am’. The
most natural way of saying the Japanese or Korean equivalent would be ‘thinking,
therefore being’. The subject is not usually there.5 The words for ‘I’ or ‘me’, and
even more so the word for ‘you’, are only used for emphasis.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 141 | posizione 2330-2331 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:20:55

So, the self, the ‘me’, is where my body is (Chapter 9) because it is one of the
most important integrative processes of my body. Systems biology indeed!
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 141 | posizione 2335-2337 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:22:13

One’s mind focuses on what is happening, on processes, on what is being done. The
absence of an explicit identification of the subject achieves that, and so it
structures one’s thinking. Viewing the self as a process rather than an object then
becomes more natural.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 142 | posizione 2347-2350 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:23:37

In biological systems, too, we speak of lower and higher levels. Genes and proteins
are at the bottom, organs and physiological systems at the top. Biological
scientists would find it hard to manage without such a classification of levels of
organisation, but we should recognise that this also is metaphorical. Genes are all
over the body in every cell; so is the nervous system: it ramifies everywhere.
These ‘bottoms’ and ‘tops’ of the biological scale are figurative.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 142 | posizione 2353-2354 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:24:08

It is likely, for example, that in the early stages of evolution, in the so-called
RNA world, the distinction between genes and enzymes did not exist.
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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 143 | posizione 2371-2371 | Aggiunto in data
lunedì 13 gennaio 2014 17:25:51

[that whereof one cannot speak, one must be silent].


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1603-1607 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:38:53

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1610-1615 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:39:45

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1620-1626 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:40:31

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1628-1631 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:41:03

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1637-1641 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:41:44

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1653-1658 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:43:20

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1688-1695 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:46:28

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 517-519 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:47:27

La depressione può dunque essere intesa come un segnale diretto della perdita del
Sé, perdita che consiste nel negare le proprie reazioni emotive e le proprie
sensazioni. Tale negazione ha avuto inizio nell’infanzia, al servizio
dell’adattamento necessario alla sopravvivenza, per paura di perdere l’amore.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 666-670 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 01:59:28

Nel lavoro psicoanalitico ci imbattiamo nella grandiosità quando questa presenta la


sua forma mista alla depressione; la depressione, viceversa, compare quasi in ogni
paziente: sia come quadro patologico manifesto, sia nelle singole fasi permeate di
umore depressivo. Tali fasi possono assolvere varie funzioni. Hanno tutte un
aspetto in comune: si risolvono non appena si siano potuti vivere e chiarire i
sentimenti cui si allude e le vecchie situazioni.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 676-678 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:00:19

Un umore depresso, dunque, può segnalare che parti negate del Sé (sentimenti,
fantasie, desideri, angosce) si stanno rafforzando senza aver trovato sfogo nella
grandiosità.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 692-698 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:01:53

Le fasi depressive possono a volte durare anche delle settimane, prima che si
facciano strada intense emozioni risalenti all’infanzia. È come se la depressione
trattenesse le emozioni. Una volta vissute le emozioni, ci si sente di nuovo
vitali, fino a che una nuova fase depressiva non annunci che si prepara qualcosa di
nuovo. Questi stati vengono descritti nel modo seguente: «Non mi percepisco più;
com’è possibile che mi sia di nuovo perduto? Non sono più in contatto con il mio
intimo. È tutto inutile... Non andrà mai meglio. Tutto è senza senso. Dov’è finita
la vitalità che avevo prima?» Può quindi seguire un’esplosione di collera con forti
rimproveri e accuse. Se tali accuse sono giustificate subentrerà un grande
sollievo. Se invece esse sono fuori luogo, in quanto sono spostate su persone senza
colpa, allora la depressione persisterà finché non sarà possibile chiarirne le
cause.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 713-715 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:03:05

Non c’è nessuno, probabilmente, che non abbia fatto personale esperienza dell’umore
depresso, tenuto conto che esso può esprimersi (e celarsi) anche in disturbi
psicosomatici. Se si presta attenzione, non sarà difficile notare che esso emerge
quasi regolarmente per paralizzare la vitalità spontanea, quando è stato represso
un impulso autentico o un sentimento intenso, ma indesiderato.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 752-760 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:08:44

È proprio della dialettica del lavoro del lutto il fatto che simili esperienze da
un lato stimolino e dall’altro abbiano come presupposto il ritrovamento della
propria identità. L’altra faccia della depressione, all’interno del disturbo, è la
grandiosità. Per questo il paziente può essere temporaneamente sollevato dalla
depressione, se il terapeuta o il gruppo terapeutico lo rendono partecipe della
loro grandiosità, vale a dire se gli consentono di sentirsi, in una certa misura,
anche grande e forte in quanto loro parte. In tal caso il disturbo muta di segno
per un certo tempo, pur continuando comunque a permanere. Non è possibile,
tuttavia, liberarsi da entrambe le forme del disturbo senza compiere una radicale
elaborazione del lutto in relazione alla situazione infantile. La capacità di
provare il lutto, ossia di rinunciare all’illusione di aver avuto un’infanzia
«felice», e di percepire sul piano emotivo l’insieme di tutte le ferite sofferte,
torna a dare al depresso la sua vitalità e creatività e riesce a liberare il
grandioso dalle sollecitazioni e dalla dipendenza dalle sue fatiche di Sisifo.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 765-767 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:09:46

Liberarsi dalla depressione non significa vivere in uno stato di perenne felicità o
di assenza di qualsiasi sofferenza; significa invece ritrovare la vitalità, ossia
la libertà di riuscire a vivere i sentimenti che affiorano spontaneamente.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 838-839 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:15:41

Il mito di Narciso illustra il dramma della perdita del Sé, del cosiddetto disturbo
narcisistico.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 845-851 | Aggiunto in data mercoledì 15
gennaio 2014 02:17:15

Non sono infatti solo i sentimenti «belli», «buoni», piacevoli a farci sentire
vivi, a conferire profondità alla nostra esistenza e ad assicurarci intuizioni
decisive, ma - spesso - sono proprio quelli scomodi, non adattati, che preferiremmo
evitare: impotenza, vergogna, invidia, gelosia, confusione, rabbia. Nello spazio
terapeutico questi sentimenti possono essere vissuti, compresi e integrati. In tal
modo in quest’ambito si rispecchia il mondo interiore, la cui ricchezza va molto al
di là del «bel viso». Narciso è innamorato della sua immagine idealizzata, ma né il
«Narciso» grandioso né quello depresso sono capaci di amarsi veramente.
L’entusiasmo per il suo falso Sé impedisce non soltanto l’amore per l’altro, ma
anche - malgrado ogni apparenza - l’amore per l’unico individuo a lui in tutto e
per tutto familiare: se stesso.
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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1699-1700 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 01:58:25

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1725-1726 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:01:48

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1729-1733 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:02:32

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1744-1746 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:04:14

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1767-1768 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:06:57

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1814-1819 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:12:42

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1829-1831 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:14:03

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1844-1844 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:14:58

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1855-1858 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:16:54

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1861-1865 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:17:23

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1869-1872 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:18:06

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1875-1882 | Aggiunto in data giovedì 16
gennaio 2014 02:19:14

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1920-1922 | Aggiunto in data venerdì 17
gennaio 2014 02:25:17

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1931-1933 | Aggiunto in data venerdì 17
gennaio 2014 02:27:15

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aut - Aut: 201 (Classici) (Italian Edition) (Kierkegaard, Soren)
- La tua evidenziazione alla posizione 1938-1941 | Aggiunto in data venerdì 17
gennaio 2014 02:28:18

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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The Music of Life: Biology beyond the Genome (Noble, Denis)
- La tua evidenziazione a pagina 7 | posizione 272-282 | Aggiunto in data sabato 18
gennaio 2014 12:36:25

In higher animals, the bits of DNA code that we lump together and call collectively
a ‘gene’ are not always continuous. In many, perhaps most cases, they are broken up
into segments. These segments, called ‘exons’, are separated by non-coding
stretches of DNA, called ‘introns’. The exon codes can be combined in various
orders to produce a full protein code. In ways we do not yet understand, the DNA
threads are folded into a three-dimensional form in the nucleus of each cell. They
cannot exist as a straight thread since each cell contains two metres of DNA, which
is around 100 000 times longer than most cells. The way the threads are folded
inside the cell may make the reading of certain sequences easier than others. There
can therefore be many different ways of reading the separate exons and joining them
up. Technically, there are often many ‘splice variants’ of a gene, which can
therefore code for a set of different proteins. These splice variants are the
different ways of reading the separate exons and joining them up (Black 2000).
Thus, if a gene consists of three exons, a, b, and c, it could be read as the forms
a, b, c, ab, bc, ac, abc, and perhaps even as cba, ca, ba, each of which would code
for a different protein. At present, we do not know the rules for which
combinations are possible and used in coding for proteins.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 20-23 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:02:30

L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è


colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la
guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un
difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi
di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti
della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 24-26 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:02:51

Pigrizia e viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura
li ha da lungo tempo liberati dall’altrui guida (naturaliter maiorennes), rimangono
tuttavia volentieri minorenni a vita; e per cui riesce tanto facile agli altri
erigersi a loro tutori.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 35-38 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:05:23

È dunque difficile per il singolo uomo tirarsi fuori dalla minorità, che per lui è
diventata come una seconda natura. È giunto perfino ad amarla, e di fatto è
realmente incapace di servirsi della propria intelligenza, non essendogli mai stato
consentito di metterla alla prova. Precetti e formule, questi strumenti meccanici
di un uso razionale, o piuttosto di un abuso, delle sue disposizioni naturali, sono
i ceppi di una permanente minorità.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 39-41 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:05:46

Quindi solo pochi sono riusciti, lavorando sul proprio spirito a districarsi dalla
minorità camminando, al contempo, con passo sicuro. Che invece un pubblico si
rischiari da se, è cosa più possibile; e anzi, se gli si lascia la libertà, è quasi
inevitabile.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 45-48 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:06:12

seminare pregiudizi è tanto nocivo: perché essi si ritorcono contro chi vi crede e
chi vi ha creduto. Per questa ragione, un pubblico può giungere al rischiaramento
solo lentamente. Forse attraverso una rivoluzione potrà determinarsi
l’affrancamento da un dispotismo personale e da un’oppressione assetata di guadagno
o di potere, ma non avverrà mai una vera riforma del modo di pensare. Al contrario:
nuovi pregiudizi serviranno, al pari dei vecchi, da dande per la grande folla di
coloro che non pensano.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 49-51 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:06:37

A questo rischiaramento, invece, non occorre altro che la libertà; e precisamente


la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della
propria ragione in tutti i campi.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 52-53 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:07:41

(Un unico signore al mondo dice: ragionate quanto volete e su tutto ciò che volete,
ma obbedite!)
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 54-57 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:08:18

pubblico uso della propria ragione deve essere libero in ogni tempo, ed esso solo
può realizzare il rischiaramento tra gli uomini; al contrario, l’uso privato della
ragione può essere spesso limitato in modo stretto, senza che il progresso del
rischiaramento venga da questo particolarmente ostacolato. Intendo per uso pubblico
della propria ragione l’uso che uno ne fa, in quanto studioso, davanti all’intero
pubblico dei lettori.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 60-60 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:08:31

Qui non è certamente consentito ragionare; al contrario, si deve obbedire.


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 63-66 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:08:55

sarebbe assai dannoso che un ufficiale in servizio, il quale avesse ricevuto un


ordine dal suo superiore, volesse ragionare in pubblico sulla opportunità di tale
ordine, o sulla sua utilità: egli deve obbedire. Ma non si può di diritto
impedirgli, in qualità di studioso, di fare le sue osservazioni sugli errori del
servizio militare e di sottoporle al giudizio del suo pubblico.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 102-106 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:12:05

Certamente un uomo può rimandare il rischiaramento proprio, e anche in tal caso


solo per un certo tempo, riguardo a ciò che è tenuto a sapere; ma rinunciarvi per
sé e più ancora per i posteri, significa violare e calpestare i sacri diritti
dell’umanità. Ora, quello che neppure un popolo può decidere circa se stesso, lo
può ancora meno un monarca circa il popolo; infatti il suo prestigio legislativo si
fonda precisamente sul fatto che riunisce nella sua la volontà generale del popolo.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 128-129 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:13:28

Gli uomini lavorano da sé per uscire a poco a poco dalla rozzezza, se non ci si
adopera intenzionalmente per trattenerveli.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 132-136 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:13:57

Inoltre la minorità in cose di religione, fra tutte le forme di minorità, è la più


dannosa ed anche la più umiliante. Ma il modo di pensare di un capo di stato che
favorisca quel tipo di rischiaramento va ancora oltre, poiché egli comprende che
perfino nei riguardi della legislazione da lui statuita non si corre pericolo a
permettere ai sudditi da fare uso pubblico della loro ragione e di esporre
pubblicamente al mondo le loro idee sopra un migliore assetto della legislazione
stessa, perfino criticando apertamente quella esistente.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 139-143 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:14:20

ragionate quanto volete e su tutto ciò che volete; solamente obbedite! Così si
mostra uno strano e inatteso andamento delle cose umane; come del resto anche in
altri casi, a considerare questo andamento in grande, quasi tutto in esso sembra
paradossale. Un maggiore grado di libertà civile sembra vantaggiosa per la libertà
dello spirito del popolo, e tuttavia pone ad essa barriere invalicabili; un grado
minore di libertà civile, al contrario, offre allo spirito lo spazio per
svilupparsi secondo tutte le sue capacità.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 162-164 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:15:30

Da Hegel a Horkheimer o a Habermas, passando per Nietzsche o Max Weber, non vi è


una sola filosofia che non abbia dovuto confrontarsi, direttamente o
indirettamente, con questa domanda: in che cosa consiste, dunque, questo evento che
chiamiamo Aufklärung e che ha determinato, almeno in parte, ciò che siamo, ciò che
pensiamo e ciò che facciamo oggi?
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 182-183 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:16:29

si può rappresentare il presente come appartenente a una certa età del mondo,
distinta dalle altre per alcune caratteristiche proprie, o separata dalle altre da
qualche evento drammatico.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 186-190 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:17:02

si può anche interrogare il presente per cercare di decifrare in esso i segni che
annunciano un evento prossimo. Abbiamo qui il principio di una sorta di ermeneutica
storica di cui Agostino potrebbe offrire un esempio; - si può anche analizzare il
presente come un punto di transizione verso l’aurora di un mondo nuovo. È quello
che descrive Vico nell’ultimo capitolo della Scienza nuova[3]
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 193-196 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:17:18

Kant pone la questione della Aufklärung in un modo affatto diverso: né come un’età
del mondo a cui si appartiene, né come un evento di cui si percepiscono i segni, né
come l’aurora di un compimento. Kant definisce la Aufklärung in modo quasi
interamente negativo, come una Ausgang, un’“uscita”, un “esito”.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 214-216 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:18:46

Bisogna dunque considerare che la Aufklärung è un processo di cui gli uomini fanno
parte collettivamente e, insieme, un atto di coraggio da compiere personalmente.
Gli uomini sono, nello stesso tempo, elementi e agenti del medesimo processo.
Possono esserne gli attori nella misura in cui ne fanno parte; e esso si produce
nella misura in cui gli uomini decidono di esserne gli attori volontari.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 224-227 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:19:19

Kant definisce due condizioni essenziali perché l’uomo esca dalla sua minorità. E
queste due condizioni sono, al tempo stesso, spirituali e istituzionali, etiche e
politiche. La prima di queste condizioni sta nella netta distinzione tra ciò che
appartiene all’ubbidienza e ciò che appartiene all’uso della ragione.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 230-232 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:19:46

räzonieren; questo termine, utilizzato anche nelle Critiche, non si riferisce a un


uso qualsiasi della ragione, ma a quello in cui la ragione non ha altro fine che se
stessa; räzonieren significa ragionare per ragionare.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 237-239 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:20:19

distinzione tra l’uso privato e l’uso pubblico della ragione. Ma egli aggiunge
subito che la ragione deve essere libera nel suo uso pubblico e che deve essere
sottomessa nel suo uso privato. Il che è, alla lettera, il contrario di quello che
di solito chiamiamo libertà di coscienza.
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 241-242 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:20:42

L’uomo, dice Kant, fa un uso privato della sua ragione quando è “un pezzo di una
macchina”; e cioè quando ha un ruolo da svolgere nella società e delle funzioni da
esercitare:
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 245-251 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:21:17

Kant non chiede che venga praticata un’ubbidienza cieca e stupida; ma che si adatt
<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 259-261 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:22:03

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 266-271 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:22:40

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 286-294 | Aggiunto in data domenica 26
gennaio 2014 19:24:29

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 302-306 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:51:38

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 342-346 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:54:30

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 349-351 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:55:00

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 363-366 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:55:59

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 375-376 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:56:27

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 415-417 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 01:59:09
<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>
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Che cos'è l'Illuminismo? (Minima volti) (Italian Edition) (Kant, Immanuel;Michel
Foucault)
- La tua evidenziazione alla posizione 443-444 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 02:01:03

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 932-936 | Aggiunto in data martedì 28
gennaio 2014 02:03:59

resta emotivamente celata la sua sofferenza infantile, che costituisce allora la


fonte nascosta di nuove mortificazioni, talvolta molto sottili, per la nuova
generazione. A tale scopo abbiamo a disposizione vari meccanismi di difesa: la
negazione (ad esempio della propria sofferenza), la razionalizzazione («devo dare
un’educazione a mio figlio»), lo spostamento («non è mio padre, ma mio figlio, a
farmi soffrire»), l’idealizzazione («le botte che mi dava mio padre sono state
salutari»), ma soprattutto il meccanismo del rovesciamento della sofferenza passiva
in comportamento attivo
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1038-1043 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:06:01

Il primo passo non sempre conduce alla liberazione, anzi provoca una ripetizione
delle angosce della costellazione infantile, vale a dire porta a vivere i
sentimenti di cocente vergogna e di dolorosa nudità che accompagnano il
«mostrarsi». Tali angosce di fronte al mettersi a nudo rimandano alle angosce dei
primi anni di vita. Non appena esse verranno vissute, comprese e chiarite nel
contesto della situazione precedente, diverrà evidente quanto fossero fondate. Se
invece manca questo lavoro interiore, il paziente continuerà a cercare, con la
sicurezza di un sonnambulo, persone che, proprio come un tempo fecero i suoi
genitori (sia pure per altri motivi), non hanno la possibilità di capirlo. E
proprio con queste persone farà di tutto per essere una buona volta compreso, per
rendere possibile l’impossibile.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1086-1089 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:16:18

La ferita di tutte la più profonda - quella di non essere stati amati per ciò che
si era - non può sanarsi senza l’elaborazione del lutto. Altrimenti soggiace a
meccanismi di difesa più o meno efficaci (come succede per esempio nella
grandiosità e nella depressione) o continua a rinnovarsi nella coazione a ripetere.
È quest’ultimo il caso della nevrosi ossessiva e della perversione, nelle quali
vengono registrate come ricordi inconsci, memorizzati nel corpo del bambino, le
sprezzanti reazioni dei genitori al suo comportamento.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1122-1123 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:18:36
nessi. Fu solo col vivere i sentimenti rimossi e con l’emergere di ricordi tragici
che poterono essere eliminate le cieche messe in atto autodistruttive, che
lasciarono posto a un autentico, profondo e scoperto senso di lutto.
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1136-1140 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:19:55

Molti sono gli individui che hanno subìto una sessualizzazione assai precoce del
loro bisogno di protezione, cura e tenerezza e del loro intenso desiderio d’amore.
Vivono tormentati da diverse forme di fissazione sessuale, senza aver mai scoperto
la <Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>
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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1224-1225 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:27:35

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1282-1287 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:32:48

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1293-1296 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:35:39

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1303-1309 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:36:24

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1313-1314 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:37:05

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1343-1349 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:39:51

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé: riscrittura e continuazione
(Bollati Boringhieri Saggi) (Italian Edition) (Miller, Alice)
- La tua evidenziazione alla posizione 1351-1352 | Aggiunto in data mercoledì 29
gennaio 2014 02:40:09

<Hai raggiunto il limite di ritaglio per questo elemento>


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Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 32 | posizione 611-613 | Aggiunto in data lunedì
10 febbraio 2014 02:53:09

Les voyageurs ne possèdent plus pour assurer leur vie que la surface du corps, la
peau avec ses organes du chaud et du froid, la vue, l’odorat, l’ouïe. Ils ne
quittent pas le désœuvrement pour rencontrer l’amour lui-même, les femmes leur sont
interdites.
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Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 33 | posizione 634-636 | Aggiunto in data lunedì
10 febbraio 2014 02:54:46

La liberté est un pouvoir réel et une volonté réelle de vouloir être soi. Une
puissance pour bâtir, pour inventer, pour agir, pour satisfaire à toutes les
ressources humaines dont la dépense donnera la joie.
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Il visconte dimezzato (Italo Calvino)
- La tua evidenziazione a pagina 103 | posizione 1304-1306 | Aggiunto in data
giovedì 13 febbraio 2014 01:42:39

Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco
ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le
mutilazioni e le mancanze del mondo.
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L'Anticristo - Crepuscolo degli idoli - Ecce homo (eNewton Classici) (Italian
Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 273 | posizione 3882-3882 | Aggiunto in data
sabato 15 febbraio 2014 03:03:24

Sono un discepolo del filosofo Dioniso, preferirei piuttosto essere un satiro che
un santo.
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L'Anticristo - Crepuscolo degli idoli - Ecce homo (eNewton Classici) (Italian
Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 274 | posizione 3892-3892 | Aggiunto in data
sabato 15 febbraio 2014 03:04:24

Il ghiaccio è vicino, la solitudine immensa - ma come giacciono tranquille nella


luce tutte le cose! come si respira liberamente!
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L'Anticristo - Crepuscolo degli idoli - Ecce homo (eNewton Classici) (Italian
Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 274 | posizione 3898-3899 | Aggiunto in data
sabato 15 febbraio 2014 03:05:25

Ogni acquisizione, ogni passo avanti nella conoscenza consegue dal coraggio, dalla
durezza verso se stessi, dalla pulizia verso se stessi...
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 38 | posizione 525-527 | Aggiunto in data domenica
16 febbraio 2014 20:47:38

Dovevi imparare a capire la necessaria ingiustizia insita in ogni pro e contro,


l'ingiustizia come elemento inscindibile della vita, e la vita stessa come
condizionata dalla visione prospettica, e dalla sua ingiustizia.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 41 | posizione 564-567 | Aggiunto in data domenica
16 febbraio 2014 20:52:23

non si tratta di opposti, se non nell'usuale esagerazione delle concezioni popolari


o metafìsiche, e che questa contrapposizione si fonda su un errore della ragione:
stando ad essa non esiste, a rigor di termini, né un agire non egoistico, né una
contemplazione affatto disinteressala; l'uno e l'altra sono soltanto sublimazioni,
nelle quali l'elemento di base appare quasi volatilizzato, e rivela la sua presenza
solo ad una osservazione più sottile.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 42 | posizione 575-578 | Aggiunto in data domenica
16 febbraio 2014 20:53:26

Ma tutto quello che il filosofo enuncia sull'uomo non è altro che una testimonianza
sull'uomo di un periodo quanto mai limitato. La mancanza di senso storico è il
difetto ereditario di tutti i filosofi: alcuni di essi arrivano persino a prendere
di punto in bianco la più recente configurazione dell'uomo, quale è venuta
delineandosi sotto l'influsso di determinate religioni e di determinati avvenimenti
politici, come la forma fissa dalla quale si deve partire.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 45 | posizione 617-619 | Aggiunto in data domenica
16 febbraio 2014 20:56:15

Nella filosofia addirittura, in quanto vertice dell'intera piramide del sapere,


viene involontariamente posta la questione dell'utilità della conoscenza in
generale, e ogni filosofia tende inconsciamente ad ascriverle la massima utilità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 45 | posizione 625-627 | Aggiunto in data domenica
16 febbraio 2014 23:20:29

La filosofia si separò dalla scienza quando pose la domanda: qual è quella


conoscenza del mondo e della vita nella quale l'uomo vive più felice? Questo
accadeva nelle scuole socratiche:
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 46 | posizione 636-639 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:35:37

Questo è un problema squisitamente scientifico e non molto atto a preoccupare gli


uomini; ma tutto ciò che sinora ha reso loro preziose, terrificanti, piacevoli le
ipotesi metafisiche, ciò che le ha generate, è passione, errore e autoinganno; i
peggiori metodi di conoscenza, non i migliori, hanno insegnato a credere in esse.
Una volta scoperti questi metodi come fondamento di tutte le metafisiche e le
religioni esistenti, le si è anche confutate.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 47 | posizione 655-659 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:38:23

Il plasmatore del linguaggio non era così modesto da credere di dare semplicemente
designazioni alle cose, egli immaginava piuttosto di esprimere con le parole la più
alta sapienza sulle cose; in effetti la lingua è il primo gradino dello sforzo
verso la scienza. Anche qui, è là fede nella verità trovata quella da cui sono
sgorgate le più poderose sorgenti di energia. Molto più tardi — soltanto ora — agli
uomini comincia a balenare l'idea di aver propagato, con la loro fede nel
linguaggio, un errore mostruoso.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 48 | posizione 659-663 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:39:07

Anche la logica si basa su premesse che non trovano corrispondenza alcuna nel mondo
reale, ad esempio sulla premessa dell'uguaglianza delle cose, dell'identità della
stessa cosa in momenti diversi: ma tale scienza è nata dalla fede opposta (che cioè
nel mondo reale esistano comunque cose simili). Lo stesso accade anche per la
matematica, che certo non sarebbe nata se si fosse saputo sin dall'inizio che in
natura non esiste una linea esattamente dritta, né un vero cerchio, né una assoluta
misura di grandezza.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 48 | posizione 669-673 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:40:21

nel sogno, siamo tutti come quel selvaggio; il cattivo riconoscere e l'erroneo
indentificare sono la causa del cattivo dedurre di cui ci rendiamo colpevoli nel
sogno: sicché, se ci richiamiamo alla mente un sogno con chiarezza, ci spaventiamo
di noi stessi, tanta è la pazzia che si nasconde in noi. La perfetta chiarezza di
tutte le rappresentazioni oniriche, la quale ha come presupposto la fede
incondizionata nella loro realtà, ci riporta ad antichi stati dell'umanità, quando
l'allucinazione era oltremodo frequente e prendeva intere comunità, interi popoli.
Dunque, nel sonno e nel sogno, noi eseguiamo ancora una volta il compito
dell'umanità primitiva.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 49 | posizione 679-681 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:41:18

lo spirito ha così cento occasioni di stupirsi e di cercare le cause di questa


eccitazione: ma il sogno è ricerca e rappresentazione delle cause di quelle
sensazioni eccitate, ossia delle cause presunte.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 50 | posizione 691-696 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:43:10

Nel sogno continua ad agire in noi questo antichissimo frammento di umanità, poiché
esso è la base sulla quale si è sviluppata, e ancora si sviluppa in ogni uomo, la
ragione: il sogno ci riporta a lontani stati della cultura umana e ci fornisce un
mezzo per comprenderla meglio. Il pensiero onirico ci è ora così facile per il
fatto che noi, durante tratti immensi dello sviluppo umano, siamo stati così bene
addestrati a questa forma, fantastica e facile, di trovare una spiegazione nella
prima idea che ci venisse in mente. In questo senso il sogno è un riposo per il
cervello, il quale durante il giorno deve far fronte alle più severe esigenze di
pensiero che una cultura più elevata pone.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 51 | posizione 708-709 | Aggiunto in data martedì
18 febbraio 2014 01:45:19

Anche il poeta, l'artista, immagina, alla base dei suoi stati d'animo e dei suoi
umori, cause che non sono affatto quelle vere; in questo egli ci ricorda un'umanità
più antica, e può aiutarci a capirla meglio.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 52 | posizione 717-719 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:36:06

Come Democrito trasferì i concetti «sopra» e «sotto» allo spazio infinito, dove
essi non hanno alcun senso, così i filosofi in generale trasferiscono il concetto
«dentro e fuori» all'essenza e all'apparenza del mondo; pensano che con sentimenti
profondi si giunga profondamente nell'intimo, ci si avvicini al cuore della natura
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 53 | posizione 736-739 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:51:10

l'intelletto umano ha fatto comparire il fenomeno e ha trasposto nelle cose le sue


erronee concezioni fondamentali. Tardi, molto tardi, esso riflette: e ora il mondo
dell'esperienza e la cosa in sé gli appaiono così eccezionalmente diversi e
separati, che respinge la deduzione da quello a questa — oppure esorta, in maniera
tremendamente misteriosa, a rinunciare al nostro intelletto, alla nostra volontà
personale:
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 53 | posizione 741-742 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:51:23

anziché dichiarare colpevole l'intelletto, hanno accusato l'essenza delle cose come
causa di questo carattere effettivo, molto inquietante, del mondo e hanno predicato
la redenzione dall'essere.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 54 | posizione 744-749 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:53:53

ciò che noi ora chiamiamo mondo è il risultato di una quantità di errori e di
fantasie che, sorti a poco a poco durante tutto lo sviluppo degli esseri organici,
sono cresciuti, e sono stati ereditati da noi come tesoro accumulato dell'intero
passato: come un tesoro, in quanto su di esso si basa il valore della nostra
umanità. In realtà, la scienza rigorosa può liberarci da questo mondo della
rappresentazione solo in misura minima — e una cosa diversa non sarebbe affatto
augurabile — in quanto non può essenzialmente infrangere la forza di antichissime
abitudini del modo di sentire: ma può lentamente e per gradi rischiarare la storia
della nascita di quel mondo come rappresentazione, e innalzarci, almeno per qualche
istante, al di sopra dell'intero processo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 55 | posizione 764-768 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:55:43

primo gradino del pensiero logico è il giudizio: la sua essenza consiste, secondo
quanto hanno stabilito i migliori logici, nella fede. Alla base di ogni fede c'è la
sensazione del piacevole o del doloroso in rapporto al soggetto senziente. Una
terza, nuova sensazione, risultato delle due singole sensazioni precedenti, è il
giudizio nella sua forma più bassa. — A noi esseri organici, in origine, di una
cosa non interessa altro se non il suo rapporto con noi in relazione al piacere o
al dolore.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 56 | posizione 779-780 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:57:09
Ma, in quanto ogni metafisica si è occupata prevalentemente di sostanza e di
libertà del volere, la si può definire come la scienza che tratta degli errori
fondamentali dell'uomo — come se fossero però verità fondamentali.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 56 | posizione 784-785 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:57:59

Le nostre sensazioni di spazio e tempo sono false, perché conducono, se esaminate


coerentemente, a contraddizioni logiche
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 56 | posizione 786-789 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:58:59

i risultati della scienza acquistano pur sempre rigore e sicurezza perfetti nel
loro nesso reciproco; su di essi si può continuare a costruire, sino a quel termine
ultimo in cui l'errata ipotesi di base, quegli errori costanti, entrano in
contraddizione con i risultati, come ad esempio nella dottrina degli atomi.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 57 | posizione 792-794 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:59:29

Quando Kant dice: «la ragione non crea le sue leggi dalla natura, bensì le impone
ad essa», ciò è perfettamente vero riguardo al concetto di natura che noi siamo
costretti a collegare ad essa (natura = mondo come rappresentazione, cioè come
errore), che è, però, la somma di una quantità di errori dell'intelletto
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 57 | posizione 794-795 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 09:59:42

un mondo che non sia una nostra rappresentazione, le leggi dei numeri sono affatto
inapplicabili: esse valgono solo nel mondo degli uomini.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 57 | posizione 796-801 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 10:00:16

Un livello, certo molto alto, di cultura è raggiunto quando l'uomo supera le idee e
le paure superstiziose e religiose e, ad esempio, non crede più ai cari angioletti
o al peccato originale, e ha disimparato anche a parlare di salvezza delle anime:
giunto a questo grado di liberazione, egli deve ancora superare, con grandissimo
sforzo della sua riflessione, la metafisica. Poi però è necessario un movimento
all'indietro: egli deve arrivare a una giustificazione storica, come pure
psicologica, di tali rappresentazioni, deve riconoscere come di lì sia venuto il
massimo incentivo per l'umanità e come, senza questo movimento all'indietro, ci si
priverebbe dei migliori risultati sinora raggiunti dall'umanità.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 59 | posizione 825-826 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 10:02:37

l'uomo singolo sperimenta oggi troppe evoluzioni interiori ed esteriori per osare
sistemarsi, anche solo per l'arco di tempo della sua vita, in modo durevole e
definitivo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 831-837 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 10:04:23

Come si imitano, l'uno accosto all'altro, tutti gli stili artistici, così accade
anche per tutti i gradi e le specie della moralità, dei costumi, delle culture.
Un'epoca come questa acquista la sua importanza per il fatto che in essa possono
venir paragonate e vissute tutte insieme le diverse visioni del mondo, i diversi
costumi e le diverse culture; il che prima era impossibile, dato il dominio sempre
localizzato di ogni cultura e il legame che intercorreva tra stili artistici, luogo
e tempo. Oggi l'accresciuto senso estetico sceglierà tra le tante forme che si
offrono al paragone: esso ne lascerà estinguere la maggior parte, quelle cioè che
esso avrà respinte. Allo stesso modo, oggi è in atto una cernita tra le forme e
abitudini della superiore moralità, il cui esito non sarà altro che il tramonto
delle moralità inferiori. È l'epoca della comparazione! Questo è il suo orgoglio ma
anche, giustamente, la sua pena.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 841-842 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 10:04:48

Se uno studioso della cultura antica giura di non voler più frequentare uomini che
credono al progresso, ha ragione.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 844-846 | Aggiunto in data
mercoledì 19 febbraio 2014 10:05:07

Ma gli uomini possono decidere coscientemente di svilupparsi in una nuova cultura,


mentre prima si sviluppavano inconsapevolmente e fortuitamente; oggi possono creare
condizioni migliori per la nascita degli uomini, per la loro alimentazione,
educazione, istruzione, possono amministrare economicamente la terra come un tutto,
commisurare le forze degli uomini in genere e impiegarle l'una contro l'altra.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 841-842 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:44:00

Se uno studioso della cultura antica giura di non voler più frequentare uomini che
credono al progresso, ha ragione. Infatti
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 60 | posizione 844-846 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:44:24

Ma gli uomini possono decidere coscientemente di svilupparsi in una nuova cultura,


mentre prima si sviluppavano inconsapevolmente e fortuitamente; oggi possono creare
condizioni migliori per la nascita degli uomini, per la loro alimentazione,
educazione, istruzione, possono amministrare economicamente la terra come un tutto,
commisurare le forze degli uomini in genere e impiegarle l'una contro l'altra.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 61 | posizione 855-858 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:45:50

La morale più antica, soprattutto quella kantiana, esige dal singolo quelle azioni
che si desiderano da tutti gli uomini: il che era una cosa bella e ingenua, quasi
che ognuno sapesse con certezza quale modo di agire fosse salutare per l'umanità
intera, e dunque quali azioni fossero più delle altre desiderabili; è come la
teoria del libero scambio, la quale presuppone che l'armonia universale debba
prodursi da sola, secondo leggi innate di miglioramento.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 61 | posizione 860-862 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:46:23

In ogni caso, se non si vuole che l'umanità sia portata alla rovina da simile
consapevole governo generale, bisogna prima trovare una conoscenza delle condizioni
della cultura che superi ogni livello sinora raggiunto, come criterio scientifico
per fini ecumenici. Questo è l'immenso compito dei grandi spiriti del prossimo
secolo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 61 | posizione 858-862 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:46:59

Forse, in futuro, uno sguardo ai bisogni dell'umanità farà sembrare nient'affatto


desiderabile che gli uomini agiscano tutti allo stesso modo; nell'interesse di fini
ecumenici potrebbero piuttosto essere imposti all'umanità, per interi periodi,
compiti speciali, forse talvolta addirittura malvagi. In ogni caso, se non si vuole
che l'umanità sia portata alla rovina da simile consapevole governo generale,
bisogna prima trovare una conoscenza delle condizioni della cultura che superi ogni
livello sinora raggiunto, come criterio scientifico per fini ecumenici. Questo è
l'immenso compito dei grandi spiriti del prossimo secolo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 63 | posizione 881-888 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:49:33

Ma si dovrebbe finalmente anche imparare che i bisogni che la religione


soddisfaceva, e che ora sta alla filosofia di soddisfare, non sono immutabili: si
può indebolire ed estirpare persino questi. Si pensi ad esempio all'angoscia dei
cristiani, al loro affliggersi sulla propria depravazione interiore, alla loro
preoccupazione di salvezza — tutte idee che nascono solo da errori della religione,
e che meritano non di essere soddisfatte, bensì distrutte. Una filosofia può
giovare in quanto anch'essa soddisfa tali necessità, oppure in quanto le elimina;
sono infatti necessità acquisite, limitate nel tempo, che poggiano su premesse
contrarie a quelle della scienza. Qui, per operare un passaggio, è il caso
piuttosto di servirsi dell'arie onde alleggerire l'animo troppo oberato dai
sentimenti; essa infatti alimenta quelle rappresentazioni molto meno di quanto non
faccia una filosofia metafisica. Dall'arte si potrà poi passare più facilmente a
una scienza filosofica veramente liberatrice.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 64 | posizione 895-898 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:50:25

A prescindere da ogni teologia e da ogni confutazione di essa, è evidente che il


mondo non è né buono né cattivo, e tanto meno il migliore o il peggiore, e che
questi concetti di «buono» e «cattivo» hanno senso solo in rapporto agli uomini, e
forse neanche qui, nel modo in cui vengono usati, essi hanno una giustificazione:
della visione del mondo denigratoria o esaltatrice dobbiamo in ogni caso
sbarazzarci.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 65 | posizione 905-909 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 01:51:54
L'errore ha reso l'uomo così profondo, delicato e inventivo da produrre una
fioritura come quella delle religioni e delle arti. La pura conoscenza non ne
sarebbe stata capace. Chi ci svelasse l'essenza del mondo, preparerebbe a noi tutti
la più sgradevole delle delusioni. Non il mondo come cosa in sé, ma il mondo come
rappresentazione (come errore) è così ricco di significato, così profondo e
meraviglioso, racchiudendo nel suo grembo tanta felicità e infelicità. Questo
risultato porta a una filosofìa di negazione logica del mondo: la quale del resto
si può armonizzare altrettanto bene sia con un'affermazione pratica del mondo sia
col suo contrario.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 919-921 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:23:01

Tra le cose che possono portare un pensatore alla disperazione, c'è la


constatazione che all'uomo l'illogicità è necessaria, e che da essa può derivare
molto bene. Essa è insita così saldamente nelle passioni, nella lingua, nell'arte,
nella religione e, in generale, in tutto quanto dà valore alla vita, che non la si
può estirpare senza danneggiare irreparabilmente queste belle cose.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 923-924 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:23:13

Anche l'uomo più ragionevole ha bisogno, di tempo in tempo, di un ritorno alla


natura, cioè alla sua illogica posizione fondamentale verso tutte le cose.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 925-926 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:23:30

Tutti i giudizi sul valore della vita sono sviluppati senza logica, e pertanto sono
ingiusti.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 930-932 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:27:39

il nostro essere, non è una misura invariabile: abbiamo stati d'animo e


oscillazioni, eppure, per valutare rettamente il rapporto tra una determinata cosa
e noi, dovremmo conoscere noi stessi come una misura fissa. Forse da tutto questo
discenderà che non si dovrebbe affatto giudicare; se però fosse possibile vivere
senza valutare, senza provare repulsioni o inclinazioni!
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 933-936 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:27:58

L'impulso che spinge verso qualcosa o lontano da qualcosa, privo del sentimento di
volere quanto è giovevole e di evitare quanto è dannoso, un impulso senza una sorta
di apprezzamento conoscitivo sul valore dello scopo, nell'uomo non esiste. Noi
siamo sin dall'inizio esseri illogici e pertanto ingiusti, e possiamo riconoscerlo:
questa è una delle più grandi e irresolubili disarmonie dell'esistenza.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 67 | posizione 945-952 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:30:46

Ora, proprio la maggior parte degli uomini sopporta la vita senza troppo
brontolare, e crede dunque al valore dell'esistenza, ma appunto per il fatto che
ciascuno di loro si considera e vuole esser solo, e non esce da se stesso come
quelle eccezioni: egli non percepisce affatto, o tutt'al più solo come una vaga
ombra, tutto quanto è extra-personale. Dunque per l'uomo comune, ordinario, il
valore della vita si fonda unicamente sul fatto che egli si considera più
importante del resto del mondo. La grande mancanza di fantasia da cui è affetto fa
sì che egli non possa sentirsi compenetrato in altri esseri, e partecipi dunque il
meno possibile al loro destino e alla loro sofferenza. Chi invece potesse veramente
prendervi parte, dovrebbe disperare del valore della vita; se riuscisse ad
accogliere in sé e a sentire l'intera coscienza dell'umanità, proromperebbe in una
bestemmia contro l'esistenza — perché nel complesso l'umanità non ha mete e di
conseguenza l'uomo, considerando il suo intero decorso, non può trarne consolazione
o appiglio, ma disperazione.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 68 | posizione 956-958 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:31:51

Ma allora la nostra filosofia non diventa tragedia? La verità non diventa nemica
della vita, di ciò che è migliore? Una domanda sembra premere sulla nostra lingua,
senza volersi tuttavia tradurre in parole: si può rimanere consapevolmente nella
menzogna? oppure, se lo si deve, non è meglio morire?
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 68 | posizione 962-969 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:32:32

Tutta la vita umana è profondamente immersa nella menzogna: il singolo non può
estrarla da questo pozzo senza adirarsi per le più fondate ragioni con il suo
passato, senza trovare insensati i suoi motivi attuali, come quello dell'onore, e
contrapporre scherno e disdegno alle passioni che spingono verso il futuro e verso
una felicità in esso. È vero allora che resterebbe ancora un solo modo di pensare,
il quale si porterebbe appresso, come risultato personale la disperazione, e come
risultato teoretico una filosofia della distruzione? Credo che il giudizio sugli
effetti della conoscenza sia dato dal temperamento di un uomo: altrettanto bene che
quell'effetto descritto e possibile in singole nature, io potrei pensarne un altro,
in grazia del quale nascesse una vita molto più semplice e più libera da passioni
di quella attuale: sicché da principio i vecchi motivi del più intenso desiderio
conservassero ancora, per inveterata consuetudine, la loro forza, ma si facessero
via via più deboli sotto l'influsso purificatore della conoscenza.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 69 | posizione 974-978 | Aggiunto in data giovedì
20 febbraio 2014 21:33:41

un uomo che si sia scrollato di dosso le catene della vita al punto da continuare a
vivere soltanto per sempre meglio conoscere, deve poter rinunciare, senza rimpianto
e fastidio, a molto, anzi quasi a tutto ciò che presso gli altri uomini ha valore;
a lui deve bastare, come lo stato più desiderabile, quel sollevarsi libero e senza
paura al di sopra di uomini, costumi, leggi e tradizionali valutazioni delle cose.
Egli comunica volentieri la gioia che questo stato gli procura, e forse non ha
altro da comunicare — il che implica certamente una privazione, una rinuncia.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 81 | posizione 1149-1150 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 15:21:34

Certo si deve manifestare compassione, ma guardarsi bene dal provarla: gli infelici
sono infatti così stolti, che per essi la manifestazione di compassione costituisce
il più grande bene del mondo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 82 | posizione 1159-1162 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 15:22:55

Nella conversazione in società, tre quarti delle domande e tre quarti delle
risposte si fanno e si danno per fare un po' male all'interlocutore; per questo
tanti uomini sono così assetati di società: essa dà loro il senso della propria
forza. In tali innumerevoli e minuscole dosi in cui la cattiveria si manifesta,
essa costituisce un forte «stimolante» della vita: così come la benevolenza,
diffusa in ugual forma tra gli umani, è il rimedio sempre pronto.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 83 | posizione 1172-1175 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 15:27:35

Se uno vuole a lungo e con perseveranza sembrare qualcosa, alla fine difficilmente
potrà essere qualcosa d'altro. La professione di quasi ogni uomo, persino
dell'artista, comincia con l'ipocrisia, con un imitare dall'esterno, un copiare
quanto è d'effetto. Colui che indossa sempre la maschera di espressioni amichevoli,
deve alla fine acquisire un potere sulle disposizioni benevole, senza le quali non
ci si può costringere ad esprimere cordialità — e alla fine saranno queste a
dominarlo, egli sarà benevolo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 84 | posizione 1187-1190 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 16:16:27

Ma in fondo si pensa che, se qualcuno ha sinceramente creduto in qualcosa e per


questa sua fede ha combattuto e perso la vita, sarebbe veramente troppo iniquo che
egli fosse stato animato soltanto da un errore. Un processo del genere sembra
contraddire l'eterna giustizia; per questo il cuore degli uomini sensibili decreta
sempre, contro il proprio cervello, il seguente principio: tra azioni morali e
visioni intellettuali deve assolutamente esistere un legame necessario.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 86 | posizione 1216-1220 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 16:20:35

Egli non vorrà più condannare ed estirpare i desideri; ma la sua unica meta, quella
che lo domina completamente: conoscere in ogni tempo nel miglior modo possibile, lo
renderà freddo e addolcirà quanto c'è di selvaggio nella sua costituzione. Inoltre
si sarà liberato da una quantità di idee tormentose, e non proverà più nulla alle
parole: pene infernali, peccaminosità, incapacità di fare il bene, nelle quali
riconoscerà solo le ombre evanescenti di errate concezioni del mondo e della vita.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 87 | posizione 1232-1233 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:05:29

Si possono promettere azioni ma non sentimenti: questi infatti sono involontari.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 87 | posizione 1233-1238 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:05:50

Chi promette a qualcuno amore eterno, odio eterno o eterna fedeltà, promette
qualcosa che non è in suo potere; può invece ben promettere quelle azioni che
normalmente sono la conseguenza dell'amore, dell'odio, della fedeltà, ma che
possono derivare anche da altri motivi: poiché molte sono le vie e i motivi che
conducono a un'azione. Promettere di amar sempre qualcuno significa dunque: finché
ti amerò, compirò nei tuoi confronti le azioni dell'amore; se cesserò di amarti, tu
continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per motivi diversi;
cosicché agli occhi degli altri rimane l'apparenza che l'amore sia sempre lo
stesso, che non sia cambiato. Si promette dunque la durata della parvenza
dell'amore, quando senza accecarsi da soli si giura a qualcuno amore eterno.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 89 | posizione 1258-1259 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:07:07

Uomini grossolani che si ritengono offesi sono soliti sopravvalutare il più


possibile l'entità dell'offesa, e ne raccontano la causa in termini di forte
esagerazione, solo per potersi meglio avvoltolare nel sentimento di odio e di
vendetta una volta destato.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 89 | posizione 1261-1262 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:07:26

Non pochi uomini, anzi forse la maggior parte di essi, per tener viva ai propri
occhi la considerazione di sé e una certa destrezza nell'agire, sentono l'assoluta
necessità di svalutare e sminuire nella propria immaginazione tutti gli uomini che
conoscono.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 91 | posizione 1279-1285 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:10:54

Non solo gli spettatori di un'azione sogliono misurare quanto in essa c'è di morale
o di immorale dalla sua riuscita; no, è colui stesso che la compie a far ciò.
Infatti i motivi e le intenzioni raramente sono chiari e semplici a sufficienza, e
a volte la memoria stessa sembra turbata dalla riuscita dell'azione, sicché
spontaneamente si sottendono alla propria azione falsi motivi, o si trattano come
essenziali quelli che invece non lo sono. Spesso il successo conferisce a un'azione
l'onesto e pieno splendore della buona coscienza, mentre un fallimento getta
l'ombra del rimorso sull'azione più rispettabile. Nasce di qui la nota prassi del
politico, il quale pensa: «datemi solo il successo, e avrò tutte le anime oneste
dalla mia parte, mi sarò reso onesto di fronte a me stesso».
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 92 | posizione 1301-1306 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:17:39

Ora l'uomo ha per sempre il vaso della felicità nella sua casa, e crede meraviglie
del tesoro che in esso possiede; il vaso è a sua disposizione, ed egli lo prende
quando ne ha voglia; perché non sa che quel vaso portato da Pandora era il vaso dei
mali, e pensa che il male rimasto lì dentro sia dunque il più gran bene di felicità
— esso — è la speranza. Zeus infatti volle che l'uomo, benché già tanto angariato
dagli altri mali, non gettasse via la vita, ma continuasse a farsi ancora e sempre
angariare. Perciò egli dà all'uomo la speranza: in verità essa è il peggiore dei
mali, perché prolunga il tormento degli uomini.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 93 | posizione 1310-1311 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:19:24
Piccole circostanze miserevoli rendono miserevoli; di solito non è dalla qualità
delle esperienze vissute, ma dalla loro quantità, che dipende la maggiore o minore
statura di un uomo, nel bene e nel male.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1319-1320 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:20:02

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle


mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1321-1323 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:20:30

Chi ha conosciuto il vizio in relazione al piacere — come chi ha alle sue spalle
una gioventù avida di godimenti — si immagina che la virtù debba correlarsi alla
sofferenza. Chi invece è stato molto travagliato da vizi e passioni, brama nella
virtù la tranquillità e felicità dell'animo. Pertanto è possibile che due virtuosi
non si capiscano l'un l'altro.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1324-1325 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:20:50

L'asceta fa di virtù necessità.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 94 | posizione 1326-1328 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:21:23

— Si onorano generalmente gli atti d'amore e di dedizione al prossimo, dove e


quando si manifestino. In tal modo si accresce la stima delle cose che così vengono
amate e per le quali ci si sacrifica: benché forse esse non siano in sé molto
preziose. Un esercito valoroso convince della bontà della causa per la quale
combatte.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 95 | posizione 1340-1342 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:22:41

Il desiderio invece di prolungare giorno per giorno la propria esistenza,


consultando angosciosamente i medici e conducendo una vita penosissima, l'ansia di
giungere, senza forza, ancor più vicini al termine vero e proprio della vita, è
molto meno rispettabile. Di fronte alla sfida del suicidio le religioni offrono una
quantità di scappatoie: per questo ottengono il favore di coloro che sono
innamorati della vita.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 96 | posizione 1358-1359 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:24:17

Come le ossa, le carni, gli intestini e i vasi sanguigni sono avvolti in una pelle,
che rende sopportabile la vista dell'uomo, così i moti e le passioni dell'anima
sono avvolti dalla vanità; questa è la pelle dell'anima.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 97 | posizione 1361-1361 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:24:23
Quando la virtù ha dormito, si alza più fresca.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 97 | posizione 1364-1365 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:24:39

La maggior parte degli uomini è troppo occupata di sé per essere cattiva.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 97 | posizione 1366-1367 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:24:55

Si loda o si biasima a seconda che l'una o l'altra cosa offra maggior occasione di
render brillante il nostro giudizio.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 97 | posizione 1368-1368 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:25:01

Chi si umilia, vuol essere innalzato.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 97 | posizione 1369-1370 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:25:09

Esiste un diritto per il quale noi togliamo la vita a un uomo, ma non ne esiste
nessuno per il quale gli togliamo la morte: è pura crudeltà.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 98 | posizione 1376-1382 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:26:18

Di solito l'individuo vuole confermare e rafforzare ai propri occhi l'opinione che


ha di sé servendosi dell'opinione degli altri; ma la forza dell'abitudine
all'autorità — abitudine antica quanto l'uomo — induce anche molti a fondare
sull'autorità la loro fede in sé, dunque ad accettarla solo dalla mano altrui: si
fidano più del giudizio altrui che del proprio. L'interesse verso se stesso, il
desiderio di far piacere a se stesso raggiunge nel vanitoso un livello tale, che
egli induce gli altri a una falsa e troppo elevata stima di sé, e tuttavia si
attiene poi all'autorità degli altri: dunque provoca l'errore e poi gli presta
fede. — Si deve quindi ammettere che i vanitosi non vogliono tanto piacere agli
altri quanto a se stessi, e in ciò arrivano persino a trascurare il proprio
vantaggio: spesso infatti tengono a rendere i propri simili sfavorevoli, ostili,
invidiosi, dunque dannosi, nei propri confronti, solo per aver il piacere di se
stessi, il godimento di sé.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 100 | posizione 1401-1402 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:27:37

Un poeta potrebbe dire che Dio ha posto la dimenticanza come guardiana sulla soglia
del tempio della dignità umana.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 100 | posizione 1411-1419 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:28:56

Il primo segno che la bestia è diventata uomo si ha quando il suo agire non si
indirizza più al benessere momentaneo ma a quello durevole, quando dunque l'uomo
persegue un utile, uno scopo: allora prorompe per la prima volta il libero dominio
della ragione. Un livello ancora più alto si raggiunge quando l'uomo agisce secondo
il principio dell'onore, grazie al quale egli si inserisce in un ordine, si
sottomette a sentimenti comuni, il che lo innalza molto sulla fase in cui ancora lo
guidava l'utile inteso in senso puramente personale: egli rispetta e vuol essere
rispettato, intende cioè l'utile come dipendente da ciò che egli pensa degli altri,
e gli altri di lui. Infine egli agisce, al più alto livello di moralità sinora
raggiunto, secondo il proprio criterio degli uomini e delle cose, e decide egli
stesso per sé e per gli altri ciò che è utile e onorevole; è diventato il
legislatore delle opinioni, in base al concetto sempre più elevato dell'utile e
dell'onorevole. La conoscenza lo mette in grado di anteporre il massimamente utile,
cioè l'utile comune e duraturo, al personalmente utile, e l'onesto riconoscimento
di una validità comune e durevole alla validità momentanea; egli vive e agisce da
individuo collettivo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 103 | posizione 1448-1451 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:30:54

tipo importante di piacere, e di conseguenza di fonte di moralità, nasce


dall'abitudine. Si fa quanto è abituale più facilmente, meglio, dunque più
volentieri; vi si prova piacere, e si sa per esperienza che l'abituale è
collaudato, dunque è utile; un costume con il quale è possibile vivere è
considerato salutare, in contrapposizione a ogni esperimento nuovo e non ancora
messo alla prova. Il costume è perciò l'unione del piacevole e dell'utile, e per
giunta non esige riflessione.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 104 | posizione 1465-1470 | Aggiunto in data
domenica 23 febbraio 2014 17:32:29

Il sentimento di piacere che scaturisce dai rapporti umani rende in genere l'uomo
migliore; la gioia comune, il piacere goduto insieme diventano maggiori e danno
sicurezza all'individuo, lo rendono più buono, dissolvono la diffidenza, l'invidia:
perché ci si sente bene e si vede che l'altro si sente bene allo stesso modo. Le
uguali manifestazioni di piacere risvegliano la fantasia della simpatia, il
sentimento di essere uguali: lo stesso provocano anche i dolori sofferti in comune,
le tempeste, i pericoli, i nemici. Su questa base si costruisce poi la più antica
alleanza, il cui senso sta nell'eliminare insieme e nel respingere la minaccia di
un dolore per il bene di ogni singolo. Così dal piacere nasce l'istinto sociale.
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Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 31 | posizione 590-593 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:35:31

jeu de hasard où tout coup peut être gagnant. Si vous voulez vivre il faudra
retrouver la persévérance. Vous voulez vivre et vous filez comme des morceaux
d’astres dans votre nuit. Il faudra une attention de vos jours et de vos nuits :
pendant que vous dormez, tous les êtres peuvent mourir.
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Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 31 | posizione 600-603 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:36:57

Les fenêtres sont fermées devant les voyageurs parce qu’ils se croient obligés de
conseiller le départ et le voyage partout où ils vont : tout le monde sait
naturellement qu’ils sont les ennemis de ceux qui savent séjourner longtemps dans
une même chambre, les êtres sont fermés comme des globes étanches.
==========
Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 32 | posizione 621-626 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:39:31

Voyageurs, devenez de plus en plus vides et tremblants, malades de l’agitation de


votre mal, vous aurez beau jeu de vous rassurer en répétant que vous êtes libres,
que cela au moins ne vous sera pas enlevé. La liberté de la mer et des chemins est
tout à fait imaginaire : au commencement des voyages, elle ressemble à la liberté
parce qu’elle est comparée à l’esclavage horrible de la vie qui précédait la mer.
Mais voici ce qu’elle est : une licence de certains mouvements physiques, plus de
contrainte à des gestes que d’autres ont voulus.
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Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 33 | posizione 626-633 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:41:02

Les routes de terre et de mer ont une faible densité d’habitants et ceux qui vivent
sur elles ne sont pas gens à prescrire et à défendre tel ou tel mouvement. Les
membres peuvent réellement se mettre à l’air, se donner de l’air : nul geste qui
soit encombrant, ou inconvenant, ou obscène, pas de foule que le coude puisse
heurter, aucun de ces gestes honteux que font les êtres de la foule, comme de
presser sournoisement les hanches si larges d’une femme, de se regarder à la
dérobée dans tous les miroirs des rues pour contrôler son personnage, comme de
cracher vite et en se détournant dans un mouchoir. Vous pouvez uriner librement
dans la mer : nommerez-vous ces actes la liberté ?
==========
Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 33 | posizione 634-636 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:41:17

La liberté est un pouvoir réel et une volonté réelle de vouloir être soi. Une
puissance pour bâtir, pour inventer, pour agir, pour satisfaire à toutes les
ressources humaines dont la dépense donnera la joie.
==========
Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 34 | posizione 654-660 | Aggiunto in data martedì
25 febbraio 2014 02:43:34

La mer et les déserts, l’élément mobile comme le feu et l’élément apparemment


immobile, ces êtres sans voix, sans bouche, sans regards, défigurés par les
brûlures ne conspirent même pas contre l’homme, elles ne sont pas de son parti, ils
ne sont pas ses adversaires : à peine parvient-il à les penser à force de mesures
par la géométrie et les calculs qui traitent d’étendues inflexibles : la science
est simplement ce qui nous empêche de nous sentir perdus. Mais les images, les
désirs, les idées tombent les unes après les autres comme des mouches tuées par les
approches de l’hiver.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 105 | posizione 1480-1484 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:23:35

Nella fase che precede lo Stato, il singolo può esser duro e feroce verso altri
esseri solo per spaventarli, per assicurare la propria esistenza mediante tali
prove di potenza. Così agisce il violento, il potente, l'originario fondatore di
uno stato, che sottomette a sé i più deboli. Egli ha diritto a far ciò, quel
diritto che ancor oggi lo Stato si arroga; o piuttosto: non esiste alcun diritto
che lo possa impedire. Il terreno per ogni moralità può esser preparato solo quando
un individuo più grande o un individuo collettivo, come la società o lo Stato,
sottomette i singoli, quindi li estrae dal loro isolamento e li ordina in una
associazione.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 106 | posizione 1488-1489 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:24:13

— Il pudore esiste ovunque esista un «mistero»: ma questo è un concetto religioso


che ebbe vasta diffusione nei tempi più antichi della cultura umana.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 107 | posizione 1514-1516 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:26:26

Noi non accusiamo la natura di immoralità quando ci manda un temporale e ci fa


bagnare: perché chiamiamo immorale l'uomo che fa il male? Perché in questo caso
supponiamo una volontà libera, dominatrice nel suo arbitrio, e nell'altro, invece,
una necessità. Ma questa distinzione è un errore.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 108 | posizione 1522-1523 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:26:47

Socrate e Platone hanno ragione: qualunque cosa faccia, l'uomo fa sempre il bene,
ossia: ciò che gli sembra buono (utile), a seconda del livello del suo intelletto e
del grado di volta in volta raggiunto dalla sua razionalità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 108 | posizione 1524-1526 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:26:58

Scopo della cattiveria non è il dolore degli altri in sé, ma il nostro godimento,
ad esempio come sentimento di vendetta o come più forte eccitamento dei nervi.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 110 | posizione 1548-1553 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:30:09

Sin dove giunge il nostro sistema nervoso, noi ci proteggiamo dal dolore: se esso
arrivasse più in là, sin dentro il nostro prossimo, noi non faremmo del male a
nessuno (salvo nei casi in cui lo facciamo a noi stessi, vale a dire quando ci
tagliamo per guarire, e ci adoperiamo e ci diamo pena per la nostra salute). Noi
deduciamo per analogia che qualcosa faccia male a qualcuno, e tramite la memoria e
la forza della fantasia può accadere che ci sentiamo male noi stessi. Ma quale
differenza resta sempre tra il mal di denti e il dolore (compassione) che la vista
del mal di denti suscita? Dunque: nel far male per cosiddetta cattiveria, il grado
del dolore provocato ci è in ogni caso sconosciuto; ma, in quanto in questa azione
è insito un piacere
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 110 | posizione 1555-1557 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:30:23

Senza piacere non c'è vita; la lotta per il piacere è la lotta per la vita. Se il
singolo combatte questa lotta in modo che gli uomini lo dicano buono, o la combatte
in modo che lo dicano cattivo, questo lo decide la misura e la qualità del suo
intelletto.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 112 | posizione 1576-1578 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:32:38

La totale irresponsabilità dell'uomo rispetto alle sue azioni e al suo essere è la


goccia più amara che chi vuole conoscere deve inghiottire, se nella responsabilità
e nel dovere era avvezzo a vedere la patente di nobiltà della propria umanità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 112 | posizione 1584-1587 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:33:37

Ma tutti questi motivi, con qualsiasi nome altisonante vogliamo chiamarli, sono
cresciuti dalle stesse radici nelle quali crediamo si annidino i cattivi veleni;
tra azioni buone e azioni cattive non c'è differenza di genere, ma tutt'al più di
grado. Azioni buone sono cattive azioni sublimate; azioni cattive sono buone azioni
inasprite e corrotte.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 112 | posizione 1584-1592 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:34:01

Ma tutti questi motivi, con qualsiasi nome altisonante vogliamo chiamarli, sono
cresciuti dalle stesse radici nelle quali crediamo si annidino i cattivi veleni;
tra azioni buone e azioni cattive non c'è differenza di genere, ma tutt'al più di
grado. Azioni buone sono cattive azioni sublimate; azioni cattive sono buone azioni
inasprite e corrotte. L'unico desiderio dell'individuo, quello del godimento di sé
(e insieme la paura di restarne privo), si soddisfa in tutte le circostanze, l'uomo
può agire come vuole, cioè come deve: sia in atti di vanità, vendetta, piacere,
utilità, malvagità, astuzia, sia in atti di dedizione, compassione, conoscenza. La
maggiore o minore capacità di giudizio stabilisce in quale direzione ciascuno si
farà trasportare da questo desiderio; ogni società, ogni individuo ha sempre
presente una gerarchia dei beni, in base alla quale determina le sue azioni e
giudica quelle altrui. Ma questo criterio cambia continuamente, molte azioni vengon
dette cattive mentre sono solo stupide, in quanto il grado di intelligenza che le
ha scelte era molto basso.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 113 | posizione 1595-1599 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:34:36

La farfalla vuol rompere il suo involucro, vi dà strappi, lo lacera: allora


l'abbaglia e la turba la luce sconosciuta, il regno della libertà. In uomini capaci
di quella tristezza — quanto pochi saranno! — viene fatto questo primo esperimento:
se l'umanità possa trasformarsi da morale in saggia. Il sole di un nuovo evangelo
getta il suo primo raggio sulla più alta vetta dell'anima di quei singoli: là le
nebbie si addensano più fitte che mai, e l'uno accanto all'altro stanno il più
chiaro splendore e il più cupo crepuscolo. Tutto
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 113 | posizione 1595-1602 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:34:56

La farfalla vuol rompere il suo involucro, vi dà strappi, lo lacera: allora


l'abbaglia e la turba la luce sconosciuta, il regno della libertà. In uomini capaci
di quella tristezza — quanto pochi saranno! — viene fatto questo primo esperimento:
se l'umanità possa trasformarsi da morale in saggia. Il sole di un nuovo evangelo
getta il suo primo raggio sulla più alta vetta dell'anima di quei singoli: là le
nebbie si addensano più fitte che mai, e l'uno accanto all'altro stanno il più
chiaro splendore e il più cupo crepuscolo. Tutto è necessità — questo dice la nuova
conoscenza; ed essa stessa è necessità. Tutto è innocenza: e la conoscenza è la via
per comprendere questa innocenza. Se piacere, egoismo, vanità sono necessari per
produrre i fenomeni morali e la loro massima fioritura, il senso della verità e
della giustizia della conoscenza, l'errore e lo smarrimento della fantasia erano
l'unico mezzo con cui l'umanità poteva lentamente sollevarsi a questo grado di
illuminazione e liberazione di sé:
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 113 | posizione 1603-1608 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:35:12

Nel regno della morale tutto è divenuto, mutevole, fluttuante, tutto è nel fiume, è
vero: ma tutto è anche nella corrente, verso una meta. In noi può ben continuare a
operare l'abitudine ereditaria a valutare, ad amare, a odiare erroneamente, ma
sotto l'influsso di una sempre maggiore conoscenza essa si indebolirà: un'abitudine
nuova, a comprendere, a non amare, non odiare, a guardare dall'alto si radica a
poco a poco in noi sullo stesso terreno, e tra qualche millennio sarà forse tanto
potente da dare all'umanità la forza di produrre l'uomo saggio e innocente
(consapevole della sua innocenza) con la stessa regolarità con cui oggi produce
l'uomo non saggio, non giusto, consapevole della propria colpa — ovvero il
necessario preludio di quello, non il suo contrario.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 114 | posizione 1610-1616 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:36:49

Quando un male ci colpisce, lo si può superare o eliminandone la causa, o


modificando l'effetto che esso produce sul nostro sentimento: cioè invertendo il
senso di quel male in un bene, il cui vantaggio si vedrà forse solo in seguito.
Religione e arte (e anche la filosofia metafisica) si sforzano di operare sulla
trasformazione del sentimento, sia trasformando il nostro giudizio sulle esperienze
vissute (ad esempio con l'aiuto del detto: «Dio punisce quelli che ama»), sia
risvegliando un piacere nel dolore, e in generale nell'emozione (da cui prende
avvio l'arte del tragico). Quanto più uno è incline a dare al male interpretazione
e funzione diverse, tanto meno considererà le cause di esso e le eliminerà; la
momentanea mitigazione e narcotizzazione, quale è usata ad esempio per il dolor di
denti, gli sarà sufficiente anche per i dolori più forti.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 116 | posizione 1635-1636 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:38:35

Quei dolori possono essere abbastanza penosi: ma senza dolori non si può diventare
guide ed educatori dell'umanità — e guai a chi vi si provasse e non avesse più
quella coscienza pura!
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 116 | posizione 1641-1645 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:40:48

Le religioni dunque — come affermavano tutti gli avversari dell'Illuminismo —


esprimevano sensu allegorico, tenendo conto dell'intelligenza della massa, quella
saggezza antichissima che era la verità in sé, in quanto ogni vera scienza
dell'epoca moderna aveva sempre portato ad essa anziché lontano da essa: cosicché
tra i più antichi saggi dell'umanità e quelli moderni regnava armonia, anzi
identità di vedute, e un progresso delle conoscenze — se di un simile progresso si
voleva parlare — riguardava non l'essenza di esse, ma il modo di comunicare tale
essenza.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 118 | posizione 1665-1672 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:42:52

se tutti i popoli fossero d'accordo su determinate questioni religiose, ad esempio


sull'esistenza di un dio (cosa che, detto per inciso, a questo proposito non si
verifica), ciò costituirebbe appunto solo un argomento contrario alle questioni
sostenute, ad esempio all'esistenza di un dio: il consensus gentium, e in generale
hominum, può giustamente riferirsi solo a una pazzia. Di contro, non esiste affatto
un consensus omnium sapientium, riguardo a nessuna cosa, con l'eccezione di cui
parlano i versi goethiani: Tutti i più saggi di ogni tempo Sorridono, ammiccano e
concordano: Stolto ostinarsi a guarire gli stolti! Figli della saggezza,
considerate i pazzi appunto da pazzi, come si conviene! Detto in prosa, e
applicandolo al nostro caso: il consensus sapìentium consiste in questo, che il
consensus gentium è rivolto a una follia.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 119 | posizione 1685-1693 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 11:45:13

Nell'idea degli uomini religiosi, l'intera natura è una somma di azioni di esseri
dotati di conoscenza e volontà, un immenso complesso di atti arbitrari. In
relazione a tutto quanto sta fuori di noi, non è permesso concludere che qualcosa
sarà in questo modo o in un altro, che qualcosa dovrà avvenire in questo modo o in
un altro; quel che è approssimativamente sicuro e calcolabile siamo noi : l'uomo è
la regola, la natura è la mancanza di regola — questa proposizione contiene la
convinzione fondamentale che domina le culture primordiali, rozze, produttrici di
religione. Noi uomini di oggi sentiamo per l'appunto esattamente l'opposto: quanto
più ricco l'uomo si sente interiormente, quanto più polifonico è il suo soggetto,
tanto più potente agisce su di lui la simmetria della natura; noi tutti
riconosciamo con Goethe nella natura il grande mezzo di acquietamento dell'animo
moderno, ascoltiamo il battere del pendolo del più grande orologio con una
nostalgia di tranquillità, di familiarità e di silenzio, come se di questa
simmetria potessimo intriderci e, solo grazie ad essa, giungere al godimento di noi
stessi.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 122 | posizione 1726-1734 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 13:01:35

Il senso del culto religioso è di determinare ed esorcizzare la natura a vantaggio


dell'uomo, dunque di imprimerle una legalità che essa non possiede fin da
principio, mentre al giorno d'oggi si vuole conoscere la legalità della natura per
adeguarsi ad essa. Insomma, il culto religioso si basa sull'idea dell'incantesimo
tra uomo e uomo; e il mago è più antico del prete. Ma, parimenti, esso poggia su
altre e più nobili concezioni; presuppone il rapporto di simpatia tra uomo e uomo,
l'esistenza della benevolenza, della gratitudine, dell'esaudimento delle suppliche,
di patti tra nemici, del conferimento di pegni, del diritto alla protezione della
proprietà. Anche a livelli culturali molto bassi, l'uomo non sta di fronte alla
natura come uno schiavo impotente, non è necessariamente il suo servo privo di
volontà: al livello della religione greca, soprattutto nel rapporto con gli dèi
olimpici, si può addirittura pensare alla convivenza di due caste, una più nobile e
potente e una meno nobile; ma in un certo senso ambedue sono, quanto a origine,
complementari e di una sola specie, non debbono vergognarsi l'una dell'altra.
Questo è l'elemento nobile della religiosità greca.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 123 | posizione 1740-1748 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 13:02:49
Quando, in un mattino di domenica, sentiamo suonare le vecchie campane, ci
chiediamo: ma è possibile? tutto questo per un ebreo crocifisso duemila anni fa,
che diceva di essere il figlio di Dio! La prova di questa affermazione manca. Senza
dubbio, ai nostri tempi la religione cristiana è un'antichità che emerge da
un'epoca remotissima, e il fatto che si presti fede a quella affermazione, mentre
di solito si esamina con tanto rigore ogni pretesa, è forse il frammento più antico
di questa eredità. Un dio che fa figli con una donna mortale; un saggio che esorta
a non lavorare più, a non tener più tribunali, ma a pensare alla prossima fine del
mondo; una giustizia che accetta l'innocente come capro espiatorio; qualcuno che
comanda ai suoi discepoli di bere il suo sangue; preghiere per interventi
miracolosi; peccati commessi contro un dio ed espiati da un dio; paura di un al di
là, la porta del quale è la morte; il segno della croce come simbolo nel mezzo di
un'epoca che non conosce più la condanna e l'umiliazione della croce: quanto
orridamente ci alita contro tutto ciò, come dal sepolcro di un passato
antichissimo! Dovremmo dunque credere che ancora si crede a questo?
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 124 | posizione 1753-1760 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 13:03:42

i popoli italici hanno una vera e propria religione da contadini, con la paura
continua di potenze malvagie e capricciose e di spiriti maligni. Scomparsi gli dèi
olimpici, anche la vita greca fu più cupa e angosciosa. Il cristianesimo invece
schiacciò e spezzò completamente l'uomo, e lo gettò nel profondo di una palude:
poi, nel sentimento di una abiezione totale, fece d'un tratto balenare lo splendore
della divina misericordia, sicché l'uomo, colto di sorpresa e stordito dalla
grazia, proruppe in un grido di estasi e per un istante credette di portare in sé
il cielo intero. Su questo morboso eccesso del sentimento, sulla profonda
corruzione della mente e del cervello ad esso necessaria, operano tutte le trovate
psicologiche del cristianesimo: esso vuole annientare, frantumare, stordire,
estasiare — solo una cosa non vuole: la misura, ed è per questo che esso è, nel
senso più profondo, barbarico, asiatico, non nobile, non greco.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 126 | posizione 1780-1781 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 13:05:27

cristianesimo è nato per alleviare il cuore; ma ora deve prima opprimerlo, per
poterlo poi alleviare. Di conseguenza perirà.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 127 | posizione 1794-1795 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 13:06:21

Non c'è abbastanza religione nel mondo, anche solo per distruggere le religioni.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 128 | posizione 1806-1811 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 15:26:11

Tutte le visioni, le paure, i mancamenti, le estasi del santo sono noti stati di
malattia, che soltanto vengono da lui interpretati, in base a radicati errori
psicologici e religiosi, in modo affatto diverso, cioè non come malattie. Così,
anche il demone di Socrate forse è solo un mal d'orecchi, che egli, secondo il suo
prevalente modo di pensiero morale, interpreta diversamente da come si farebbe
oggi. Non altrimenti stanno le cose con il delirio e i folli discorsi dei profeti e
degli oracoli; è sempre il grado di sapienza, di fantasia, di aspirazione e di
moralità nella mente e nel cuore degli interpreti, che ne ha fatto una cosa tanto
grande. È tra le opere più grandi di quegli uomini che son detti geni e santi il
procurarsi interpreti che li fraintendano per la salvezza dell'umanità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 128 | posizione 1816-1817 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 15:26:32

La scienza moderna ha, come scopo, il minor dolore possibile, la vita più lunga
possibile — quindi una specie di eterna beatitudine, certo molto modesta in
confronto a quel che promette la religione.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 130 | posizione 1839-1841 | Aggiunto in data
mercoledì 26 febbraio 2014 15:29:18

«Presentire» non significa riconoscere che una cosa esiste in un qualsiasi grado,
ma ritenerla possibile, per il fatto di desiderarla o di temerla; il presentimento
non fa compiere alcun passo avanti nel campo della certezza.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 131 | posizione 1850-1861 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:39:10

L'uomo è consapevole di determinate azioni, che nella usuale gerarchia delle azioni
sono collocate molto in basso, anzi egli scopre in sé una tendenza ad azioni del
genere, che gli appare immutabile quasi quanto il suo essere. Quanto volentieri si
cimenterebbe in quell'altro genere di azioni, che la valutazione generale riconosce
come le più alte e nobili; come vorrebbe sentirsi pervaso di quella buona coscienza
che segue a un modo non egoistico di pensare! Purtroppo, però, non va oltre questo
desiderio: l'insoddisfazione di non poterlo appagare si aggiunge a tutte le altre
specie di insoddisfazione che il suo destino in genere, o le conseguenze di quelle
azioni dette cattive, han suscitalo in lui; sicché insorge in lui un profondo
malessere, ed egli cerca un medico che sia in grado di farlo scomparire con tutte
le sue cause. Questo stato non sarebbe vissuto con tanta amarezza, se l'uomo si
paragonasse senza imbarazzo agli altri uomini: allora non avrebbe alcun motivo di
essere particolarmente insoddisfatto di sé, porterebbe solo la sua parte del
generale fardello dell'insoddisfazione e imperfezione umane. Ma egli si paragona
con un essere capace solo di quelle azioni dette inegoistiche e che vive nella
costante coscienza di un modo disinteressato di pensare: con Dio; ed è per il fatto
di guardare in tale limpido specchio che il suo essere gli appare così torbido,
così inusualmente sfigurato. Inoltre lo angoscia il pensiero di quello stesso
essere, il quale sta davanti alla sua fantasia come giustizia punitrice: in ogni
piccola e grande esperienza vissuta crede di riconoscere la sua ira, la sua
minaccia, anzi di sentire già i colpi di frusta del suo giudizio e del suo
supplizio
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 132 | posizione 1866-1873 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:40:26

In primo luogo, un essere capace unicamente di azioni affatto inegoistiche è ancor


più mitico dell'araba fenice; non è nemmeno chiaramente rappresentabile, già per il
fatto che, a un esame rigoroso, l'intero concetto di «azione altruistica» va in
fumo. Mai uomo ha fatto qualcosa solo per gli altri e senza movente personale;
anzi, come dovrebbe poter fare qualcosa che non avesse alcun riferimento con lui,
quindi senza intima necessità (la quale certo dovrebbe avere la sua ragione in un
bisogno personale)? Come potrebbe l'ego agire senza l'ego! Un dio che fosse invece
tutto amore, sarebbe incapace di qualsiasi azione altruistica; e qui dovremmo
ricordarci di un pensiero di Lichtenberg, tratto in verità da una sfera meno
elevata; «È impossibile che noi sentiamo per gli altri, come si suol dire; noi
sentiamo solo per noi. Questa frase suona dura, ma non lo è, solo che la si intenda
rettamente. Non si ama né padre né madre né moglie né figlio, bensì i dolci
sentimenti che essi suscitano in noi»,
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 133 | posizione 1873-1874 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:40:35

La Rochefoucauld: «Si on croit aimer sa maitresse pour l'amour d'elle, on est bien
trompé».
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 134 | posizione 1902-1904 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:42:47

una determinata falsa psicologia, una certa specie di fantasia nell'interpretare i


motivi e le esperienze vissute sono il presupposto necessario a che uno diventi
cristiano e senta il bisogno di redenzione. Una volta compreso questo errore della
ragione e della fantasia, si cessa di essere cristiani.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 134 | posizione 1890-1897 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:43:39

se il cristiano, come abbiamo detto, è caduto per certi errori, e dunque per
un'errata e non scientifica interpretazione delle sue azioni e dei suoi sentimenti,
nel senso del disprezzo di sé, dovrà notare con estrema meraviglia come quello
stato di disprezzo, di rimorsi di coscienza e in generale di dispiacere, non duri,
e come a volte giungano ore in cui tutto ciò è come spazzato via dalla sua anima ed
egli si sente nuovamente libero e coraggioso. In verità il piacere di sé, il
benessere per la propria forza, insieme con il necessario attutirsi di ogni
profonda eccitazione, hanno vinto: l'uomo si ama di nuovo, lo sente — ma proprio
questo amore, questa nuova stima di sé gli sembrano incredibili, e in essi può
vedere soltanto il discendere del tutto immeritato di uno splendore di grazia
dall'alto. Se prima credeva di scorgere in ogni avvenimento ammonizioni, minacce,
punizioni e ogni specie di segni dell'ira divina, ora egli interpreta le sue
esperienze alla luce della bontà divina:
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 135 | posizione 1911-1915 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:46:00

parlando in termini generali, l'inesplicato deve restare affatto inesplicabile, e


l'inesplicabile del tutto innaturale, sovrannaturale, miracoloso: questo esige
l'anima di tutti i religiosi e metafisici (anche degli artisti, quando siano anche
pensatori); mentre l'uomo scientifico in tale esigenza vede il «principio del
male». La prima considerazione di carattere generale che si formula considerando la
santità e l'ascesi è questa, che la loro natura è complicata: infatti quasi
dappertutto, nel mondo fisico come in quello morale, si è riusciti con fortuna a
ricondurre il preteso fatto miracoloso al fatto complicato, molteplicemente
condizionato.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 136 | posizione 1924-1929 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:47:43

Così l'uomo si inerpica per sentieri impervi sui più alti monti, per poter
schernire ridendo la sua paura e il tremore delle sue ginocchia; così il filosofo
professa vedute di ascesi, umiltà e santità, al cui fulgore la sua stessa immagine
risulta atrocemente imbruttita. Questo spezzare se stessi, questo scherno per la
propria natura, questo spernere se sperni, cui le religioni hanno dato tanta
importanza, è propriamente un grado molto elevato di vanità. Ne fa parte l'intera
morale del discorso della montagna: l'uomo prova una vera voluttà nel farsi
violenza con pretese eccessive e nel divinizzare poi nella sua anima questo
qualcosa che tirannicamente esige. — In ogni morale ascetica, l'uomo adora una
parte di sé come Dio, e a tale scopo è costretto a render diabolica la parte che
resta.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 137 | posizione 1935-1939 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:49:05

Sotto l'effetto di una potente emozione, egli vuole in ogni caso il grande, il
violento, l'immenso, e se per caso nota che il sacrificio di sé io soddisfa
altrettanto, o ancor più, del sacrifìcio dell'altro, egli sceglie quello. In
effetti, dunque, gli preme soltanto scaricare la sua emozione: allora, per
alleviare la sua tensione, egli può ben afferrare le lance dei suoi nemici e
affondarsele in petto. Che nel rinnegare se stessi, e non soltanto nel vendicarsi,
ci sia qualcosa di grande, potè essere instillato nell'umanità solo da una lunga
consuetudine; una divinità che sacrifica se stessa fu il simbolo più evidente ed
efficace di questo tipo di grandezza.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 139 | posizione 1967-1973 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:51:35

La fantasia di molti santi cristiani era straordinariamente impura; in base alla


teoria secondo la quale quei desideri sarebbero stati veri e propri demoni che si
scatenavano in loro, essi non se ne sentivano troppo responsabili: a questo
sentimento noi dobbiamo la sincerità così istruttiva delle loro confessioni. Era
nel loro interesse che questa lotta fosse sempre sostentata in un grado o
nell'altro, perché grazie ad essa, come abbiamo detto, riceveva sostentamento la
loro monotona vita. Ma, perché la lotta apparisse tanto importante da meritare la
costante partecipazione e ammirazione dei non santi, la sensualità dovette essere
sempre più diffamata e bollata, e anzi il pericolo dell'eterna dannazione fu tanto
strettamente collegato a questa faccenda, che molto probabilmente per intere epoche
i cristiani generarono i loro figli con cat: tiva coscienza, cosa che certo recò
grave danno all'umanità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 140 | posizione 1987-1995 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 01:53:46

ci si voleva sentire quanto più possibile cattivi e malvagi, si cercava l'angoscia


per la salvezza dell'anima, la disperazione nella propria forza. Ogni fatto
naturale al quale l'uomo colleghi l'idea di malvagità e di colpa (come ancor oggi,
ad esempio, egli suole fare riguardo alle cose erotiche), disturba e offusca la
fantasia, rende lo sguardo sfuggente, induce l'uomo a prendersela con se stesso e
lo rende insicuro, gli toglie la fiducia in sé. Persino i suoi sogni ne ricevono un
sapore di coscienza tormentata. E tuttavia, questo soffrire per ciò che è naturale,
è nella realtà delle cose affatto immotivato: è solo la conseguenza di opinioni
sopra le cose. È facile comprendere come gli uomini diventino peggiori, definendo
cattivo ciò che è inevitabilmente naturale e considerandolo poi sempre in tal modo.
L'artificio delle religioni e delle metafìsiche che vogliono l'uomo malvagio e
colpevole per natura è quello di rendergli sospetta la natura e di far così
diventare cattivo lui stesso: egli impara infatti a sentirsi cattivo, dal momento
che non può spogliarsi dell'abito della natura.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 142 | posizione 2015-2025 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:03:01

Il santo ora esercita contro se stesso quell'opposizione che è parente stretta


della sete di dominio a ogni costo e dà, anche all'uomo più solitario, il senso del
potere; ora la piena del suo sentimento passa dal desiderio di far esplodere le sue
passioni a quello di farle crollare, come cavalli selvaggi, sotto la potente
pressione di un'anima fiera; ora vuole la cessazione totale di ogni sentimento che
disturbi, tormenti, ecciti, un sonno da sveglio, una quiete costante nel grembo di
una ottusa indolenza da animale o da pianta; ora cerca la lotta e la attizza in sé,
perché la noia gli tende il suo volto sbadigliarne: con crudele disprezzo di sé
egli flagella la propria divinizzazione, si compiace della selvaggia rivolta delle
sue cupidigie, dell'acuto dolore del peccato, anzi dell'idea della perdizione; sa
tendere un laccio al suo affetto, ad esempio a quello dell'estrema sete di dominio,
per cui passa all'affetto di un'estrema umiliazione e la sua anima, esasperata dal
contrasto, vien scossa e divelta; e infine: quando ha voglia addirittura di
visioni, di colloqui con morti o con esseri divini, in fondo è una strana specie di
voluttà quella che lui desidera, ma è forse la voluttà in cui sono intrecciate, in
un unico nodo, tutte le altre. Novalis, per istinto ed esperienza in fatto di
santità, esprime tutto quanto il mistero con ingenua gioia: «È alquanto
sorprendente che l'associazione di voluttà, religione e crudeltà non abbia già da
molto tempo attratto l'attenzione degli uomini sulla loro intima affinità e comune
tendenza».
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 143 | posizione 2026-2030 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:03:28

Non ciò che il santo è, ma quel che egli significa agli occhi dei non santi, gli
conferisce il suo valore storico universale. Per il fatto che sul suo conto ci si
sbagliò, si interpretarono male i suoi stati d'animo e lo si tenne il più possibile
separato dagli altri, come qualcosa di assolutamente incomprensibile e stranamente
sovrumano — egli acquisì quella forza straordinaria con cui potè dominare la
fantasia di interi popoli, di intere epoche.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 145 | posizione 2049-2051 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:06:39

Davanti a tutto ciò che è perfetto noi siamo avvezzi a trascurare il problema del
suo divenire, e ci rallegriamo invece di quanto ci sta di fronte come se fosse
spuntato da terra per un colpo di bacchetta magica. Probabilmente in questo noi
subiamo ancora gli effetti postumi di un antichissimo sentimento mitologico.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 145 | posizione 2053-2058 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:07:28

L'artista sa che la sua opera raggiunge pienamente l'effetto solo quando essa fa
credere a una improvvisazione, a una miracolosa istantaneità del suo sorgere; così
egli alimenta questa illusione e introduce nell'arte quegli elementi di
entusiastica eccitazione, di un disordinato brancolare alla cieca, di sogno a
orecchie tese all'inizio della creazione, come mezzi di inganno che predispongano
l'anima dello spettatore o dell'ascoltatore a credere all'improvviso scaturire
della perfezione. — La scienza dell'arte deve, come ben si capisce, confutare nel
modo più deciso questa illusione e indicare le conclusioni errate e i vizi
dell'intelletto a causa dei quali esso cade nelle reti dell'artista.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 146 | posizione 2068-2072 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:10:18

batte con un ritmo ormai dimenticato. Ora, in considerazione di questa generale


utilità dell'arte, si deve perdonare all'artista se non si trova nei ranghi più
avanzati, tra coloro che illuminano e virilizzano progressivamente l'umanità; per
tutta la vita egli è rimasto un fanciullo, un adolescente, fermo al punto in cui il
suo impulso artistico lo sopraffece; ma, come è stato accertato, sentimenti dei
primi gradi di vita sono più vicini a quelli delle epoche passate che non a quelli
del secolo presente. Senza volerlo, suo compito diventa far tornare bambina
l'umanità: questa è la sua gloria e il suo limite.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 146 | posizione 2074-2077 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 02:11:09

— I poeti, in quanto anch'essi vogliono alleviare la vita degli uomini, o


distolgono lo sguardo dal tormentato presente oppure, con una luce che fanno
promanare dal passato, danno a questo nuovi colori. Per poter far ciò, debbono essi
stessi essere, per qualche verso, rivolti all'indietro: sicché li si può utilizzare
come ponti gettati verso epoche e idee lontanissime, verso religioni o culture
estinte o in via di estinzione. Essi sono, propriamente, sempre e necessariamente
epigoni.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 148 | posizione 2093-2096 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 23:19:00

Il metro pone un velo sulla realtà; causa una certa artificiosità del discorso e
una certa impurità del pensiero; con l'ombra che getta sul pensiero, esso ora
nasconde, ora rivela. Come l'ombra è necessaria per abbellire, così il «cupo» è
necessario per chiarire. — L'arte rende sopportabile la vista della vita perché
pone su di essa il velo del pensiero impuro.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 148 | posizione 2098-2100 | Aggiunto in data
venerdì 28 febbraio 2014 23:19:33

Come nelle arti figurative, così anche nella musica e nella poesia esiste, accanto
all'arte dell'anima bella, anche un'arte dell'anima brutta; e forse proprio ad essa
sono meglio riusciti i più potenti effetti dell'arte: spezzare le anime, muovere le
pietre e rendere umani gli animali.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 2 | posizione 31-38 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:15:24

La consuetudine designa, classifica, a torto o a ragione: un linguista come R.


Jakobson; un sociologo come C. Lévi-Strauss; uno psicoanalista come J. Lacan; un
filosofo che rinnova l’epistemologia, come M. Foucault, un filosofo marxista che
riprende il problema dell’interpretazione del marxismo, come L. Althusser; un
critico letterario come R. Barthes; scrittori come quelli del gruppo «Tel Quel»...
Gli uni non rifiutano la parola « strutturalismo », e usano « struttura» e
«strutturale». Altri preferiscono il termine saussuriano «sistema». Pensatori molto
differenti, e di generazioni differenti, taluni hanno esercitato su altri
un’influenza reale. Ma il fatto più importante è l’estrema diversità dei domini che
esplorano. Ciascuno ritrova problemi, metodi, soluzioni che hanno rapporti
d’analogia, come partecipassero di un’aria libera del tempo, di uno spirito del
tempo, che tuttavia si misura dalle scoperte e creazioni singolari in ognuno di
questi domini. Le parole in -ismo, in questo senso, sono perfettamente fondate.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 40-41 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:16:14

In realtà non c’è struttura se non di ciò che è linguaggio, fosse pure un
linguaggio esoterico o addirittura non verbale.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 3 | posizione 41-44 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:16:30

Non c’è una struttura dell’inconscio se non nella misura in cui l’inconscio parla
ed è linguaggio. Non c’è una struttura dei corpi se non perché si suppone che i
corpi parlino con un linguaggio che è quello dei sintomi. Le cose stesse hanno una
struttura solo nella misura in cui tengono un discorso silenzioso, che è il
linguaggio dei segni.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 4 | posizione 59-61 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:19:37

Quindi il primo criterio dello strutturalismo è la scoperta e il riconoscimento di


un terzo ordine, di un terzo regno: quello del simbolico. Il rifiuto di confondere
il simbolico con l’immaginario, come con il reale, costituisce la prima dimensione
dello strutturalismo.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 5 | posizione 64-67 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:20:19

Al di là della storia degli uomini e della storia delle idee, Michel Foucault
scopre un suolo più profondo, sotterraneo, che costituisce l’oggetto di ciò che
egli chiama l’archeologia del pensiero. Dietro gli uomini reali e i loro rapporti
reali, dietro le ideologie e le loro relazioni immaginarie, Louis Althusser scopre
un dominio più profondo come oggetto di scienza e di filosofia.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 5 | posizione 70-75 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:30:26

In Lacan, come in altri strutturalisti, il simbolico come elemento della struttura


è al principio di una genesi: la struttura si incarna in realtà e immagini seguendo
serie determinabili; ancor più, essa le costituisce incarnandovisi, ma non ne
deriva, essendo più profonda di esse, sottosuolo per tutti i suoli del reale come
per tutti i cieli dell’immaginazione. Inversamente, catastrofi proprie all’ordine
simbolico strutturale rendono conto dei disordini apparenti del reale e
dell’immaginario: è il caso dell 'Uomo dei lupi come lo interpreta Lacan, poiché il
tema della castrazione resta non simbolizzato («forclusione»), risorge nel reale,
sotto la forma allucinatoria del dito mozzato.1
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 77-77 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:30:43

il reale tende a fare uno, è uno nella sua «verità».


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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 81-84 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:31:27

L’immaginario è definito da giochi di specchi, di sdoppiamenti, di identificazioni


e proiezioni rovesciate, sempre sul modo del doppio.2 Ma forse, a sua volta, il
simbolico è tre. Non è solo il terzo al di là del reale e dell’immaginario. C’è
sempre un terzo da cercare nel simbolico stesso; la struttura è almeno triadica,
senza questa condizione non «circolerebbe» - terzo irreale, e tuttavia non
immaginabile.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 6 | posizione 86-92 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:31:58

Non sappiamo ancora in cosa consista quest’elemento simbolico. Possiamo almeno dire
che la struttura corrispondente non ha alcun rapporto con una forma sensibile, né
con una figura dell’immaginazione, né con un’essenza intelligibile. Niente a che
vedere con una forma: infatti la struttura non si definisce affatto con
un’autonomia del tutto, con una pregnanza del tutto sulle parti, con una Gestalt
che si eserciterebbe nel reale e nella percezione; la struttura si definisce al
contrario per la natura di certi elementi atomici che pretendono di render conto a
un tempo della formazione del tutto e della variazione delle parti. Nulla a che
vedere neppure con le figure dell’immaginazione, sebbene lo strutturalismo sia
interamente compenetrato da riflessioni sulla retorica, la metafora e la metonimia;
infatti queste figure implicano a loro volta spostamenti strutturali che devono
render conto a un tempo del proprio e del figurato.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 7 | posizione 93-96 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:32:17

Niente a che vedere, infine, con un’essenza; si tratta infatti di una combinatoria
concernente elementi formali che non hanno di per sé né forma, né significato, né
rappresentazione, né contenuto, né realtà empirica data, né modello funzionale
ipotetico, né intelligibilità dietro le apparenze; nessuno meglio di Louis
Althusser ha determinato lo statuto della struttura come identico alla « teoria » -
e il simbolico deve essere inteso come la produzione dell’oggetto teorico originale
e specifico.
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Lo strutturalismo (Gilles Deleuze)
- La tua evidenziazione a pagina 7 | posizione 96-100 | Aggiunto in data sabato 1
marzo 2014 00:32:31

Talvolta lo strutturalismo è aggressivo: quando denuncia il misconoscimento


generale di quest’ultima categoria simbolica, al di là dell'immaginario e del
reale. Talvolta è interpretativo: quando rinnova la nostra interpretazione delle
opere a partire da questa categoria, e pretende di scoprire un punto originale in
cui il linguaggio si fa, le opere si elaborano, le idee e le azioni si annodano.
Romanticismo, simbolismo, ma anche freudismo e marxismo divengono oggetto di
reinterpretazioni profonde.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 148 | posizione 2098-2100 | Aggiunto in data
sabato 1 marzo 2014 01:33:25

Come nelle arti figurative, così anche nella musica e nella poesia esiste, accanto
all'arte dell'anima bella, anche un'arte dell'anima brutta; e forse proprio ad essa
sono meglio riusciti i più potenti effetti dell'arte: spezzare le anime, muovere le
pietre e rendere umani gli animali.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 149 | posizione 2116-2122 | Aggiunto in data
sabato 1 marzo 2014 01:36:28

Gli artisti hanno interesse a che si creda alle improvvise illuminazioni, le


cosiddette ispirazioni; come se l'idea dell'opera d'arte, della poesia, il pensiero
base di una filosofìa scendessero giù dal cielo come un raggio di grazia. In
realtà, la fantasia del buon artista o pensatore produce continuamente cose buone,
mediocri e cattive, ma il suo giudizio, estremamente acuto ed esercitato, rifiuta,
sceglie, collega; come ora, dagli appunti di Beethoven, si vede che egli ha messo
insieme le melodie più maestose poco alla volta, e in certo qual modo le ha scelte
da spunti molteplici. Chi distingue con meno rigore e ama abbandonarsi
all'imitazione della memoria, potrà in certi casi diventare un buon improvvisatore;
ma, rispetto al pensiero artistico scelto con serietà e fatica, l'improvvisazione
artistica sta molto in basso. Tutti i grandi furono grandi lavoratori, instancabili
non solo nell'inventare, ma anche nel rifiutare, nel vagliare, nel trasformare,
nell'ordinare.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 150 | posizione 2124-2128 | Aggiunto in data
sabato 1 marzo 2014 01:37:09

Quando l'energia creativa ha ristagnato per un certo tempo e qualche ostacolo le ha


impedito di effondersi, alla fine prorompe così improvvisamente, come se si
producesse un'ispirazione improvvisa, senza un preliminare lavoro interiore, dunque
un miracolo. Ciò dà luogo alla nota illusione, al cui perdurare, come abbiamo
detto, gli artisti sono un po' troppo interessati. Il capitale si è appunto solo
accumulato, non è caduto d'un tratto dal cielo. Tale apparente ispirazione esiste
del resto anche in altri campi, ad esempio nel campo della bontà, della virtù, del
vizio.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 151 | posizione 2137-2140 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:36:35

In rarissimi casi — quando, in uno stesso individuo, si fondono il genio del


sapere, del conoscere e il genio morale — ai dolori già menzionati si aggiunge
anche quella specie di dolori che vanno considerati come le più strane eccezioni
del mondo: i sentimenti extra- e soprapersonali, rivolti a un popolo, all'umanità,
all'intera cultura, a ogni essere che soffre: i quali acquistano il loro valore per
il fatto di esser collegati a conoscenze particolarmente difficili e remote (di per
sé, la compassione vale poco).
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 152 | posizione 2151-2154 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:37:44

Ora, già di per sé l'artista è un essere rimasto indietro, in quanto è restato


fermo al gioco, che è proprio dell'infanzia e della giovinezza: a ciò si aggiunga
che egli vien fatto via via regredire verso altri tempi. Alla fine si ingenera un
violento antagonismo tra lui e i suoi contemporanei, e una triste fine; così come,
a quanto raccontano gli antichi, Omero ed Eschilo finirono col vivere e morire in
malinconia.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 152 | posizione 2155-2159 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:38:12

Quando si dice che il drammaturgo (e l'artista in genere) crea realmente dei


caratteri, questa è una bella illusione ed esagerazione, nella cui esistenza e
diffusione l'arte celebra uno dei suoi trionfi involontari, e per così dire
eccessivi. In effetti, di un uomo vivo e reale noi capiamo piuttosto poco, e
generalizziamo molto superficialmente attribuendogli questo o quel carattere: a
questa nostra assai imperfetta posizione rispetto all'uomo si adegua il poeta,
facendo diventare uomini (e in questo senso «creando») abbozzi tanto superficiali,
quanto superficiale è la nostra conoscenza dell'uomo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 155 | posizione 2201-2204 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:40:45

Ma essi acquistarono grandezza, divennero «geni» (come si dice), grazie a qualità


della cui mancanza nessuno, che ne sia consapevole, parla volentieri: essi avevano
tutti quella diligente serietà di mestiere, che innanzitutto impara a formare
perfettamente le parti, e solo in seguito osa comporne un gran tutto; essi
spendevano in ciò molto tempo, perché provavano maggior piacere nel far bene il
piccolo e il secondario, che non nell'effetto di un insieme abbagliante.
==========
Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 158 | posizione 2244-2247 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:43:07

Tra gli artisti, proprio le menti originali, che traggono da se stesse la propria
creatività, possono talvolta produrre il vuoto e l'insipidità assoluti, mentre le
nature meno indipendenti, i cosiddetti talenti, son ricchi di ricordi di ogni
possibile cosa buona e anche in stato di debolezza producono cose passabili. Se
invece gli originali vengono abbandonati da se stessi, il ricordo non fornisce loro
alcun aiuto: essi diventano vuoti.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 159 | posizione 2257-2262 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:44:02

Il progresso da un grado di stile all'altro dev'essere così lento, che a compierlo


non siano solo gli artisti, ma insieme ad essi anche gli ascoltatori e gli
spettatori, e sappiano esattamente cosa sta succedendo. In caso contrario, si
spalanca all'improvviso quel grande abisso tra l'artista, che da una remota altezza
crea le sue opere, e il pubblico, che non può più assurgere a quell'altezza e
scoraggiato finisce per discendere più in basso. Infatti, se l'artista non eleva
più il suo pubblico, questo sprofonda rapidamente; precipita anzi tanto più in
basso e tanto più pericolosamente, quanto più in alto il genio lo ha portato,
paragonabile all'aquila, dai cui artigli la tartaruga, sollevata sino alle nubi,
rovinosamente cade.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 160 | posizione 2268-2271 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:44:59

Questo passaggio da una momentanea paura a una baldanza di breve durata si chiama
il comico. Invece, nel fenomeno del tragico, l'uomo passa rapidamente da una grande
e durevole baldanza a una grande paura; ma poiché, tra i mortali, una baldanza
grande e durevole è molto più rara delle occasioni di angoscia, nel mondo esiste
molto più comico che tragico; si ride molto più spesso di quanto non si sia
sconvolti.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 162 | posizione 2297-2300 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:47:24

Ci son cose, fatti e persone che non sopportano di esser trattati secondo un metro
ridotto. Non si può rimpicciolire a ninnolo il gruppo del Laocoonte: la grandezza
gli è necessaria. Ma molto più raro è che qualcosa di piccolo per natura sopporti
di essere ingrandito; per questo ai biografi riuscirà sempre meglio rappresentare
come piccolo un uomo grande, che come grande un uomo piccolo.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 163 | posizione 2306-2309 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:48:03

Shakespeare ha molto riflettuto sulle passioni, e a molte di esse ha avuto, certo


per il suo temperamento, facile accesso (in genere i drammaturghi sono uomini
abbastanza cattivi). Ma non sapeva, come Montaigne, parlarne, e metteva in bocca a
personaggi appassionati osservazioni sulle passioni; cosa invero contro natura, ma
che rende i suoi drammi tanto ricchi di pensiero che tutti gli altri sembran vuoti
e facilmente suscitano una generale avversione.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 164 | posizione 2322-2323 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:48:49

Un buono scrittore non possiede solo il proprio spirito, ma anche quello dei suoi
amici.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 165 | posizione 2334-2335 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:49:31

— I cosiddetti paradossi dell'autore, di cui un lettore si scandalizza, spesso non


stanno per niente nel libro dell'autore, ma nella testa del lettore.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 165 | posizione 2336-2336 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:49:35

Gli autori più spiritosi suscitano un sorriso appena percettibile.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 165 | posizione 2337-2338 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:49:42

L'antitesi è la stretta porta attraverso la quale più volentieri l'errore si


insinua verso la verità.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 165 | posizione 2339-2340 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:49:50

La maggior parte dei pensatori scrivono male perché ci comunicano non soltanto i
loro pensieri, ma anche il loro pensarli.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 165 | posizione 2341-2342 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:49:59
Il poeta conduce solennemente i suoi pensieri sul carro del ritmo: di solito perché
non sanno andare a piedi.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 166 | posizione 2348-2349 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:50:18

L'autore migliore sarà quello che si vergogna di diventare scrittore.


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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 166 | posizione 2350-2351 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:50:29

Si dovrebbe considerare lo scrittore come un malfattore che solo in rarissimi casi


meriti grazia o assoluzione: sarebbe un rimedio contro il moltiplicarsi dei libri.
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 168 | posizione 2374-2379 | Aggiunto in data
giovedì 6 marzo 2014 10:52:29

Noi leggiamo gli scritti di coloro che conosciamo (amici e nemici) in due modi, in
quanto la nostra conoscenza è lì a sussurrarci continuamente: «Questo è suo, è un
segno della sua intima natura, delle sue esperienze, del suo ingegno», e d'altro
canto un altro tipo di conoscenza cerca di stabilire quale sia la portata di
quell'opera in sé, quale valutazione essa meriti in genere, a prescindere dal suo
autore, quale arricchimento del sapere essa comporti. Questi due modi di leggere e
di soppesare si disturbano, come è ovvio, a vicenda. Anche una conversazione con un
amico produrrà buoni frutti di conoscenza solo quando i due interlocutori
penseranno unicamente all'argomento e dimenticheranno di essere amici.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 112-114 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:05:26

Tant’è vero che la metafisica è caratterizzata dal fatto di porre quella domanda.
La metafisica insomma presuppone, sia pure per negarla, la predicabilità
dell’essere al non essere e viceversa. Vizio d’origine del pensiero è questo aprire
un varco alla fede insensata che le cose siano e non siano nello stesso tempo, che
le cose divengano.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 116-119 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:05:39

Il rimosso dunque deve essere inteso in un senso molto preciso, direi quasi
tecnico: è ciò che è posto e negato nello stesso tempo, dunque presupposto,
lasciato là, collocato in una dimensione d’oblio. A.: – Mi sembra ben detto.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 134-136 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:06:48

O l’ontologia della libertà o l’ontologia della necessità (o dell’essere


necessario, o del destino, ecc.). Tertium non datur. Semmai ci sono aggiustamenti e
ammorbidimenti di quelle prospettive, che le rendono più facilmente accettabili.
Del resto, l’atmosfera filosofica sembra indulgere al chiaroscuro e al compromesso.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 145-154 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:07:59

Derrida. Ricorda, nell’introduzione a L’écriture et la différence, il riferimento a


Leibniz? Dove si parla della biblioteca che contiene tutte le storie possibili,
tutti i destini, e la biblioteca è la mente di Dio? Tolto di mezzo Dio (non importa
ora per quale motivo egli non sia o meglio non sia più), il luogo di tutte le
storie possibili sarà un luogo perfettamente atopico. Luogo non-luogo, ecco dove
stanno tutte le storie: altrove, sempre e soltanto altrove. Non c’è biblioteca che
le collochi secondo determinati criteri o in base a un ordine sistematico, non c’è
grande bibliotecario che le conosca tutte, le raccolga in una superiore unità di
senso, ne attraversi l’intreccio labirintico fino all’epilogo, e non ci sono
neppure soggetti che ne siano i titolari, perché abbiamo semmai a che fare con
maschere cui tocca una certa parte. Sì, le storie semplicemente accadono, le storie
hanno un carattere radicalmente eventuale. La loro dimensione è la possibilità, è
la contingenza del mondo. L.: –
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 156-161 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:10:44

Dio sa che la realtà che è non può non essere: ne conosce la ragione. Di qui ad
ammettere che la contingenza è un’illusione ottica dell’uomo, il passo è breve.
Perciò, volendola davvero salvaguardare, bisogna anzitutto negare che la realtà sia
data e lo sia sulla base di un suo fondamento incontrovertibile e cioè di una
verità oggettiva (Rorty), ovvero bisogna criticare, portare a fondo l’onto-teologia
(Derrida). Bisogna insomma prendere atto che Dio non è più. Un tratto accomuna
prospettive filosofiche pur così diverse, ed è un presupposto non esplicitato: che
il nulla, e non Dio, sia la regio di ciò che è possibile e resta tale.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 218-220 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:15:12

Il nulla che converte l’essere nella libertà. Ma allora questo è il passo decisivo:
bisogna convertire, in forza del nulla del fondamento, l’essere nella libertà.
Bisogna insomma riconoscere che la libertà è il senso dell’essere.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 250-257 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:17:26

La contraddizione da cui l’azione si sviluppa, ovviamente, ha molte forme. Ciò che


tuttavia la caratterizza in modo peculiare è, nell’eroe, la coincidenza di destino
e responsabilità. L’eroe è soggetto ad un destino di cui è responsabile: ecco la
contraddizione. Sul piano teologico la contraddizione è spiegata (per così dire,
anche se non si tratta di una spiegazione quanto piuttosto di una rivelazione)
attraverso la nozione, a sua volta contraddittoria, di colpa: colpa ereditata,
colpa trasmessa, ma pur sempre colpa. Ma ciò ha inquietanti riflessi sul piano
etico: se siamo colpevoli anche di qualcosa che nessun tribunale potrebbe
imputarci, fino a dove si estende la nostra responsabilità? Il mondo è lì,
infinitamente gravido di male e di sofferenza, ma non c’è niente di cui possiamo
davvero lavarci le mani, e se non c’è niente, di che cosa non siamo responsabili?
Dostoevskij, tragediografo moderno, diceva che la colpa è per tutto e nei confronti
di ciascun altro. Lascio alla Sua immaginazione l’applicazione di questo duro
principio a dimensioni che sembrerebbero trascendere quella teologica e quella
etica.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 266-275 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:18:32

Spero Lei abbia notato il nesso che il pensiero tragico stabilisce tra la
dimensione teologica e quella etica. Chi, se non Dio, impedisce che la solidarietà
di tutti nella colpa (colpa che oscuramente trapassa nelle generazioni e anche più
oscuramente, abbagliante oscurità, rimemora l’origine comune degli uomini) e quindi
la responsabilità di ognuno non solo nei confronti degli altri ma anche della
natura scivoli nell’assurdo? Chi se non Dio, sulla soglia estrema di un vero e
proprio precipizio del senso, salva la paradossale e quasi impossibile verità
dell’essere? Chi se non lui risponde della contraddizione? Ma per l’appunto
risponde per enigmi, e sempre enigmatica, misteriosa, come trattenuta al di qua di
una possibile esplicitazione, è anche la sua parola più netta, più certa, più
rassicurante. Ciò non dipende soltanto dall’asimmetria che c’è tra finito e
infinito, ma dalla cosa stessa. Se Dio si rivolgesse altrimenti all’uomo: non in
modo da dover essere sempre e comunque interpretato, non lasciando all’interprete
la responsabilità dell’interpretazione ma imponendogli dettati da eseguire, ebbene,
come giustamente è stato detto (V. Mathieu) Dio mentirebbe. Dio non sarebbe Dio.
Dio non sarebbe il senso dell’essere, la libertà, bensì l’ente necessario, l’ultimo
fondamento della realtà, il più alto principio di spiegazione.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 322-324 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:21:37

nichilismo come di un oscuramento del senso dell’essere. Che nella società della
mobilitazione totale l’individuo possa essere inserito nell’apparato produttivo e
ridotto a mero strumento di esso in assenza di scopi, di finalità trascendenti, di
qualsiasi senso ulteriore – questa, secondo Jünger, è l’essenza del nichilismo.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 328-329 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:21:55

Invece il nichilismo oscura il nulla, e infatti l’apparato (la totalità dell’ente)


può tutto ma non può non essere.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 325-327 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:22:19

Tuttavia l’essenza del nichilismo, risponderà Heidegger nello scritto sulla


Seinsfrage dedicato a Jünger, non può essere colta semplicemente sul piano
fenomenologico, cioè mostrando come del senso (dell’essere) non ne è più nulla, e
quindi tutto diventa strumentale all’apparato, la cui funzione è puramente
autoproduttiva.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 371-381 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:26:06

Eraclito gli uomini sono responsabili del loro destino: infatti lo vogliono, come
dimostra il loro abbandonarsi ad esso accettandolo e addirittura scegliendolo. Al
contrario in Anassimandro il destino non può essere accettato e tantomeno scelto,
perché è originariamente tutt’uno con il costituirsi dell’individualità e della
determinatezza: la necessità governa sovrana questo processo. Eppure il destino
produce un’ingiustizia che deve necessariamente essere espiata. La ragione è
chiara: poiché il male, ossia la propria distruzione incombente, appartiene al
fatto di essere generati, non è possibile porre rimedio alla frattura aperta in
seno all’infinito da ogni esistenza particolare se non estinguendo ciascuno per gli
altri il debito che è di tutti. Del resto, come ha osservato Aristotele a proposito
di Anassimandro, «ogni cosa limitata trova il suo limite sempre rispetto a un’altra
cosa, con la conseguenza che non ci sarà più limite se sempre una cosa deve essere
limitata da un’altra»4, e questo significa che dal punto di vista della totalità
delle reciproche limitazioni l’essere non è in credito con nessun ente e appare
quello che è: illimitato e sottratto alla legge del tempo. Ciò non toglie che
l’essere, come suggerisce Simplicio5 quando ricorda che secondo Anassimandro la
nascita delle cose avviene «per distacco» dall’infinito e dal divino, subisca
violenza. Originaria violenza del divenire che fa dell’esistente il portatore di
un’ingiustiza da espiare.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 392-398 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:27:05

Tant’è vero che se qui del divino, dell’illimitato, dell’ápeiron, non si può dire
nulla se non per negazione e quindi in definitiva tacendo, là invece ogni singola
cosa è divinamente intonata e dice la propria origine, la propria appartenenza al
gioco dei giochi, la propria capacità di rispecchiare nella contraddittoria
dinamica interna che la costituisce il movimento cosmico. Non solo, ma se la
separazione tra l’eterno e il tempo originata nell’eterno fa sì che la colpa debba
essere fatta risalire alle immemoriali profondità dell’essere piuttosto che
addebitata all’uomo (l’uomo ne è il portatore, come si porta una piaga congenita,
non la causa prima), invece la loro identificazione scarica sull’uomo la
responsabilità del male e della morte (è l’uomo a volere la vita che implica la
morte).
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 404-407 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:27:51

Anassimandro, secondo Nietzsche, chiede in sostanza come sia possibile la pluralità


a partire dall’eterna unità dell’essere e ricava la risposta «dal carattere
contraddittorio, autodistruttivo e negatore di questa pluralità». Vale a dire: la
pluralità c’è perché in realtà appartiene al non essere e ciascuno di noi esiste
per negarsi in quanto esistente ed espiare con la morte il fatto di esistere.
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 416-428 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:29:24

Se nel transitare di tutte le cose da sé all’altro da sé il mondo in realtà resta


se stesso eternamente, nel cuore del semprenuovo pulsa l’identico, l’«ordine
universale»: «Quest’ordine universale, che è lo stesso per tutti, non lo fece
alcuno tra gli dei o tra gli uomini, ma sempre era e sarà fuoco sempre vivente, che
si accende e si spegne secondo giusta misura»12. Nietzsche ne ricava due
conseguenze fondamentali. La prima è che Eraclito, negando l’essere nel divenire,
nega la contrapposizione anassimandrea delle due regioni, quella di quaggiù,
dominata dal male di vivere, e quella di lassù, in cui risplende l’immortalità. E
la seconda è che, dunque, immortale è la vita, immortale e in realtà inviolabile è
la legge che la vita palesa, né il destino di morte cui soggiacciono i mortali è
davvero un che di ultimo. L’espiazione è in funzione della rinascita. Così come il
dolore e la sventura predispongono alla rigenerazione. Certo, una luce patibolare è
gettata sull’esistenza dell’uomo. Ma ciò dipende dalla sua mente debole e incapace
di riconoscere che la contraddizione «rivela la giustizia eterna». Il sapiente deve
convertire l’orrore in stupore e ammirazione per questa cosmodicea in cui il logos
è talmente identico a sé in tutte le sue manifestazioni da non dover dar ragione di
se stesso e da apparire come un fanciullo che gioca con gli eoni. Tuttavia, chiede
Nietzsche, è davvero questa la parola conclusiva di Eraclito? Che cosa imprime sul
suo volto illuminato da un lampo orgoglioso una ruga di sofferenza e di impotenza?
Non sarà il sospetto che il rovesciamento della maledizione nella benedizione sia
l’atto più colpevole, sia hy´bris?
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Storia del nulla (eBook Laterza) (Italian Edition) (Givone, Sergio)
- La tua evidenziazione alla posizione 434-435 | Aggiunto in data mercoledì 12
marzo 2014 11:30:03

Nietzsche, potrà essere formulata in questi termini: perché non ipotizzare che solo
con la tragedia abbia voce quanto ai presocratici resta impossibile a dire?
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Umano, troppo umano (eNewton Classici) (Italian Edition) (Nietzsche, Friedrich W.)
- La tua evidenziazione a pagina 168 | posizione 2380-2382 | Aggiunto in data
lunedì 7 aprile 2014 07:59:30

Sacrifici ritmici. — I buoni scrittori modificano il ritmo di alcuni periodi


unicamente perché non riconoscono ai comuni lettori la capacità di afferrare la
cadenza che la frase aveva nella stesura primitiva: perciò li rendono più facili,
dando la preferenza a ritmi più conosciuti. —
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Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 66 | posizione 1012-1015 | Aggiunto in data
giovedì 10 aprile 2014 16:10:36

Questo è dovuto al jfatto che la memoria popolare trattiene difficilmente av-


venimenti « individuali » e figure « autentiche ». Essa jjunziona per mezzo di
strutture diverse: categorie al posto di avvenimenti, archetipi al posto di
personaggi Storici.
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 67 | posizione 1015-1019 | Aggiunto in data
giovedì 10 aprile 2014 16:10:52

Il personaggio storico viene assimilato al suo jinodello mitico (eroe, ecc.),


mentre l'avvenimento viene Integrato nella categoria delle azioni mitiche (lotta
con- ferò il mostro, fratelli rivali, ecc.). Se certi poemi epici conservano ciò
che si chiama la « verità storica », questa « verità » non riguarda quasi mai
personaggi e avveni- taenti precisi, ma istituzioni, costumi, paesaggi. Così,
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 68 | posizione 1029-1043 | Aggiunto in data
giovedì 10 aprile 2014 16:11:28

La memoria collettiva è anistorica. Questo afferma- zione non implica né un'«


origine popolare » del fol- klore né una « creazione collettiva » della poesia
epica. Murko, Chadwick e altri studiosi hanno messo in ri- lievo la funzione della
personalità creatrice, dell'« arti- sta », nell'invenzione e nello sviluppo della
poesia epica. Vogliamo soltanto dire che — indipendentemente dal- l'origine dei
temi folkloristici e dal talento più o meno grande del creatore della poesia epica
— il ricordo degli avvenimenti storici e dei personaggi autentici si modi- fica in
capo a due o tre secoli per poter entrare nello stampo della mentalità arcaica, che
non può accettare l'individuale e conserva solamente Vesemplare. Questa riduzione
degli avvenimenti a categorie e degli individui ad archetipi, realizzata dalla
coscienza degli strati po- polari europei quasi fino ai nostri giorni, avviene in
con- formità all'ontologia arcaica. Si potrebbe dire che la memoria popolare
restituisce al personaggio storico dei tempi moderni il suo significato di
imitatore dell'arche- tipo e di riproduttore dei gesti archetipici — significato di
cui i membri delle società arcaiche sono stati e con- tinuano ad essere coscienti
(come mostrano gli esempi citati in questo capitolo), ma che è stato dimenticato,
per esempio, nel caso di personaggi come Diodato di Gozon o Marko Krajelevic.
==========
Il Mito dell'Eterno Ritorno (Mircea Eliade)
- La tua evidenziazione a pagina 71 | posizione 1075-1085 | Aggiunto in data
giovedì 10 aprile 2014 16:13:08

Il carattere anistorico della memoria popolare, l'im- potenza della memoria


collettiva a conservare gli avve- nimenti e le individualità storiche, se non nella
misura in cui essa le trasforma in archetipi, cioè nella misura in cui essa annulla
tutte le loro particolarità « storiche » e « personali », pongono una serie di
nuovi problemi che siamo costretti per ora a tralasciare. Ma abbiamo fin da ora il
diritto di domandarci se l'importanza de- gli archetipi per la coscienza dell'uomo
arcaico e l'inca- pacità per la memoria popolare di conservare cose di- verse dagli
archetipi, ci rivelino qualche cosa di più della resistenza della spiritualità
tradizionale nei confronti della storia; a meno che questa incapacità non ci riveli
la caducità o in ogni caso il carattere secondario dell'in- dividualità umana in
quanto tale, individualità la cui spontaneità creatrice costituisce, in ultima
analisi, l'au- I miti e la storia 69 tenticità e l'irreversibilità della storia.
==========
Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 37 | posizione 704-707 | Aggiunto in data giovedì
10 aprile 2014 16:18:51

MAIS seule l’expérience pouvait apprendre à celui que je fus qu’un mouvement dans
l’immense matière anonyme ne remédie pas à des désordres qui n’ont aucun rapport
avec ses dimensions : l’étendue ajoute même les siens.
==========
Palomar (Italo Calvino)
- La tua evidenziazione a pagina 10 | posizione 149-150 | Aggiunto in data venerdì
11 aprile 2014 07:59:05

Conta solo l'origine di ciò che è: qualcosa che il mio sguardo non può sostenere se
non in forma attenuata come in questo tramonto. Tutto il resto è riflesso tra i
riflessi, me compreso".
==========
Palomar (Italo Calvino)
- La tua evidenziazione a pagina 16 | posizione 246-247 | Aggiunto in data venerdì
11 aprile 2014 21:15:45

nessun libro può insegnare quello che solo si può apprendere nella fanciullezza se
si presta orecchio e occhio attenti al canto e al volo degli uccelli e se si trova
lì qualcuno che puntualmente sappia dare loro un nome.
==========
Palomar (Italo Calvino)
- La tua evidenziazione a pagina 20 | posizione 297-299 | Aggiunto in data venerdì
11 aprile 2014 21:20:07

Se l'uomo investisse nel fischio tutto ciò che normalmente affida alla parola, e se
il merlo modulasse nel fischio tutto il non detto della sua condizione d'essere
naturale, ecco che sarebbe compiuto il primo passo per colmare la separazione tra…
tra che cosa e che cosa? Natura e cultura?
==========
Aden Arabie (Essais) (French Edition) (Nizan, Paul)
- La tua evidenziazione a pagina 42 | posizione 828-834 | Aggiunto in data venerdì
11 aprile 2014 21:32:10

Les hommes sont faits pour les ancrages : c’est en tous lieux leur sagesse, c’est
ici une folie noire et volontaire. Ils savent bien partir sur les plus longues
routes de leur globe aplati comme les melons d’eau : à peine débarqués aux escales,
ils se cramponnent au moindre tas de sable. Ces perceurs de murailles perforent les
rochers pour y faire des trous, menés par des desseins obscurs. Ces desseins, vous
les nommez ici guerre, commerce et transit : croyez-vous que ces mots excuseront
tout jusqu’à la fin des temps ?
==========