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A Udine pochi sanno che in Via Aquileia nella chiesa della Beata Vergine del

Carmine c’è una splendida arca trecentesca che custodisce le spoglie del
Beato Odorico, morto nella nostra città il 1331.

Nato in provincia di Pordenone nel 1280, Odorico si trasferì ancora adolescente a Udine dove divenne
sacerdote francescano. La continuativa permanenza nella nostra terra è documentata in quegli anni a
Gemona, Cividale, Porpetto. Divenne poi uno dei primi missionari voluti espressamente dal Concilio di
Vienne. Nel 1318 partì per un lungo viaggio durato diversi anni (almeno 5) Odorico arrivò, appena dopo
Marco Polo, alla corte di Kublai Khan a Pechino. Nel lungo peregrinare visitò, primo europeo a farlo, Lhasa
in Tibet. Ha dettato il suo lungo straordinario viaggio ad un copista a Padova un anno prima della sua morte
nel 1331. La Relatio di Odorico da Pordenone è, dopo il Devisement du monde di Marco Polo, il resoconto
di viaggio che ha conosciuto maggiore diffusione nel Medioevo. I codici medievali che tramandano la
Relatio o sue traduzioni sono oltre cento. o. Le ragioni di tale successo vanno ricercate anzitutto nel testo
che può essere letto in più modi. E’ infatti al tempo stesso resoconto di viaggio, raccolta di mirabilia
esotici e apologia del francescanesimo orientale. Il suo stile piano e sobrio, il suo tessuto narrativo lineare
e a volte arricchito di aneddoti, i suoi toni appassionati e inclini alla meraviglia piuttosto che alla riflessione
concettuale, lo rendono adatto ad un racconto visivo odierno, che potrà essere costruito cercando di
esibire le meraviglie da lui viste settecento anni fa e allora sconosciute a tutti.

La celebrazione dei 700 anni trascorsi dal suo viaggio potrebbero


un’occasione imperdibile per costruire a Udine una mostra a lui dedicata.

Il viaggio di Odorico è iniziato nel 1318 . Nell’andata, principalmente per mare, ha toccato le coste del
Medio Oriente, India, Sri-Lanka, Indonesia, Filippine per raggiungere infine Khanbaliq, oggi dopo circa 5
anni cioè nel 1323. Nel viaggio di ritorno, di terra ripercorse la ancora incertaVia della Seta attraverso Tibet,
Afghanistan, Turkestan, Persia, Armenia. Non si conosce la data del suo ritorno a Padova, non la si ritiene
però possibile prima del 1329. Come si vede la “finestra” celebrativa di almeno 4/5 anni è talmente ampia
da consentire (dopo un tempestivo annuncio della sua realizzazione) una organizzazione della mostra con
relativa tranquilità.
Nessun evento espositivo è mai stato realizzato sull’argomento. Due importanti mostre sono state fatte
sulla via della seta. A Treviso, Casa dei Carraresi nel 2005 (alla quale ho collaborato personalmente per lo
studio delle tecniche espositive) e al Quirinale nel 2011. Nessuna specifiche su Odorico. L’anno scorso a
Pordenone, la Parrocchia omonima di Odorico con il supporto (scarso) del Comune di quella città
(ricordiamoci che nulla lega Odorico a Pordenone, se non i suoi natali, peraltro messi in discussione, mi
sembra, da Franco Cardini con il suo Odoricus Boemus) ha inaugurato i festeggiamenti in occasione del
principio del viaggio del missionario con alcune micro-iniziative, assai lodevoli e interessanti per gli studiosi
storici e religiosi, ma che inevitabilmente, come già detto, non avendo coinvolto la popolazione con lo
strumento più efficace e attivo oggi impiegato nella divulgazione culturale, una mostra dedicata, non hanno
avuto il successo che indubbiamente meritavano. Anche UNIUD ha ovviamente fatto la sua parte per le
celebrazioni, raffinata e elitaria come spesso suo costume, invitando sei ospiti cinesi (studiosi?) con poca
enfasi di cronaca e con nessuna fruizione appagante per il pubblico.
L’IMPRONTA ESPOSITIVA

Nessuna velleita personale, ma solo a titolo esemplificativo ecco come io, tenendo sempre bene a mente il
fine divulgativo e di incrementare il benefico traffico turistico della città, aprirei due diverse strade
complementari fra loro, ma entrambe da percorrere per l’impronta da dare alla esposizione.

• A. ODORICO a Udine e in Italia. Sezione storica.

Esiste in Italia una buona quantità di materiale espositivo, soprattutto manoscritti, per richiedere e ottenere
con facilità dei prestiti. Ecco le sotto-sezioni in cui si potrebbe organizzare:
Aa. Esposizione del materiale documentario sulla alla presenza di Odorico a Udine e la sua vita in Italia,
preferibilmente in originale ma anche in anastatica. Non dovrebbe essere di difficile reperimento negli
Archivi Udinesi.
Ab. L’esposizione attarverso una ricostruzione fedele dell’abbigliamento e delle attrezzature di un
missionario francescano dell’epoca. Riproduzione didattica di mappe antiche a sostegno dei viaggiatori
medievali.
Ac. L’esposizione, attraverso prestiti, di materiale manoscritto riguardante il suo viaggio. Per citarne uno, il
BNF 2810 da cui ho tratto alcune immagini di questa presentazione. Non dovrebbe essere difficile ottenerne
il prestito dalla Francia. Molto materiale documentario potrebbe essere reperito a Padova.

Ad. Una piccola parte, ma significativa, dovrebbe riguardare anche la splendida arca trecentesca di Filippo
De Sanctis, che si conserva nella chiesa della B.V. del Carmine.
• ILVIAGGIO DI ODORICO. Sezione archeologica, etnica, antropologica. Le antiche civiltà nei
paesi che ha attraversato.

La seconda sezione potrebbe essere la rivisitazione del viaggio organizzata esponendo reperti
archeologici richiesti in prestito ai musei delle nazioni odierne situati nelle regioni a suo tempo in cui
Odorico si è affacciato o ha attraversato. Ritengo molto facile costruire una ampia scaletta di mataeriale
espositivo visto il grande numero di regioni visitate da Odorico. Prevedo una buona risposta da parte delle
nazioni-enti prestanti. Il segreto del successo consisterà nella logica organizzativa che non deve
necessariamente prevedere la corrispondenza del materiale esposto con il viaggio di Odorico, ma solo
documentare il passato, qualsiasi, di quella regione. Ecco alcuni esempi:

Ba. Esempio di legame Geografico fra il viaggio di Odorico e il reperto da esporre. Nel suo viaggio di
ritorno in Italia Odorico ha lambito la parte sud-occidentale del deserto di Tamaklan in China. Vicino alla
prefettura di Hotan, ai margini del deserto, negli anni ottanta del secolo scorso è stato ritrovato il famoso e
enigmatico Arazzo di Sampul in cui è rappresentato un guerriero (?) dai tratti caucasici con gli occhi azzurri.
La datazione è di gran lunga antecedente al passaggio di Odorico. Non ha importanza. La sua esposizione
nella mostra sarebbe giustificata per la semplice connessione geografica con il passaggio di Odorico anche
senza un legame preciso fra le due cose.
Bc. Esempio di legame Temporale fra il viaggio di Odorico e il reperto da esporre.

In Cina Odorico ha incontrato l’imperatore Buyantu Khan della dinastia Yuan. Ecco che l’esposizione di
ceramiche di quella dinastia (1279 – 1368), preziose ma non così rare da non riuscire a rintracciare alcune,
potrebbero giustificare il legame con il viaggio di Odorico.
Una intelligente costruzione “archeologico-geografica” porrà il Comitato Scientifico, in fase preparatoria, al
riparo da eventuali rifiuti di prestiti di stati e/o musei, facilmente sostituibili con altre opportunità. L’alto
spessore del Comitato Scientifico sarà comunque la discriminante per il successo delle richieste.

Il racconto potrà essere splendide immagini delle pagine ingrandite proprio del manoscritto BNF 2810, del
quale (garantisco), si possono già ottenere il permesso di riproduzione di tutte le sue circa 150 pagine con le
miniature che documentano, fra l’altro, le miabilia di Odorico.
NOTA AGGIUNTIVA

La notorietà di Odorico è tale da poter richiamare studiosi e visitatori da tutta Europa e dalla Cina. Un bel
romanzo biografico su di lui di Carlo Sgorlon, Il filo di seta, sarebbe ulteriore pretesto e occasione per
“agganciare” la mostra al premio letterario a lui intitolato, gestito dalla Società Filologica Friulana che
sopravvive con budget immeritatamente minore di quello di“Vicino – Lontano”. A titolo di cronaca informo
che la stragrande maggioranza di copie del libro è stata venduta tradotta in cinese. Ciò denota l’enorme
attenzione dei cinesi per i primi contatti che il loro paese ha avuto con la nostra civiltà.

- Infine come tutti sanno, Trieste diventerà il “capolinea” della rinata Via della Seta, di cui se ne parla in
questi giorni e molto più lo si farà nel prossimo futuro. Credo sia un’ulteriore opportunità per affiancare
Udine alle grandi e prossime iniziative commerciali di scambi con la Cina, con una iniziativa culturale
appropriata che potrà favorire:

- La visibilità della esposizione a livello internazionale, soprattutto in Cina.

- Il reperimento di sponsor fra le attive aziende friulane che potranno usufruire dei vantaggi offerti dalla
nuova Via della Seta.
IL COMITATO ORGANIZZATORE

Potrebbe essere invitati a farne parte diversi enti pubblici e privati con caratteristiche diverse:

• Regione FVG (ente pagante)


• Comune di Udine (ente pagante)
• UNIUD (ente pagante tramite collaborazione)
• Arcidiocesi di Udine
• Sponsor (ente pagante)
• UDINEXPO (Direzione del comitato organizzatore, onlus)

Questi enti, e altri che si potrebbero includere (es Comune di Pordenone, Diocesi di Pordenone , CCIAA,
Confindustria ecc) saranno preliminarmenti invitati da UDINEXPO a partecipare a riunioni di verifica della
fattibilità di questo progetto. Ad ogni riunione si potranno progressivamente aggiungere altri enti
intenzionati a contribuire al progetto. Oltre alla preliminare analisi di fattibilità il Comitato Organizzatore
indicherà i temi e l’obiettivo della esposizione al Comitato Scientifico che la svilupperà.

La direzione del comitato organizzatore verrà affidata a UDINEXPO, cioè un ente virtuale (per ora)
costituito dagli appartenenti al gruppo Progetto FVG- Identita Civica (cioè tutti noi). Ecco una sintesi degli
obiettivi del suo statuto:

- Promuovere il lavoro, principalmente di giovani, per la realizzazione di eventi culturali espositivi con la
finalità di arricchire la città, incrementare il suo turismo, fonte di benessere per i suoi cittadini. Verrà rivolta
attenzione a chi dimostra attenzione, sensibilità e senso civico per questo tema. In un ottica di adeguamento
della promozione culturale con criteri innovativi delle esposizioni d’arte, verrà dedicata pari attenzione al
marketing culturale, la cui applicazione deve PER FORZA prevedere il perseguimento per quanto possibile,
dell’AUTOSOSTENTAMENTO di ogni evento, per produrre direttamente o indirettamente ricchezza per la
città. (Sarebbe il primo esempio in Italia, credo, di una iniziativa di questo genere).

IL COMITATO SCIENTIFICO

Il Comitato Organizzatore convocherà un Comitato Scientifico che si occuperà di studiare e indicare in


modo specifico l’esposizione in programma. La Direzione del Comitato Organizzativo riceverà quindi gli
input operativi per la sua realizzazione. Non è ovviamente qui possibile stabilire chi invitare nel comitato
scientifico. Molteplici situazioni e oppurtunità si potranno presentare al momento opportuno dopo una
preliminare analisi di fattibilità che verrà sottoposta a quaeto comitato. Per operare scelte agganciate al
territorio, autorevoli ma anche economicamente convenienti, mi sentirei di consigliare, fra le altre,
quantomeno due figure che ritengo importanti per il successo della mostra . Per quanto riguarda la sezione
“storica” la studiosa di Odorico della nostra università autrice recente delle edizione critica dell’Itinerarum
di Odorico, dottoressa Annalisa Marchisio.
Per quanto riguarda la seconda sezione, consiglierei vivamente di affidare un incarico a Monsignor Alessio
Geretti. La incredibile esperienza che da anni a Illegio non finisce mai di stupire, è senza dubbio garanzia di
successo per la mostra di Odorico qualora fosse da lui curata. Pur essendo un esposizione a carattere “laico”,
bisogna riconoscere che la maggior parte degli studi Su Odorico sono stati nel tempo promossi dalla Chiesa
Cattolica. Geretti idealmente garantirebbe la duplice competenza in quanto superbo promotore di esposizioni
di arte antica e come trait d’union con la Chiesa nel nome della quale il missionario e beato Odorico ha
compiuto il viaggio. Questo straordinario personaggio potrebbe essere di aiuto a UDINEXPO per costituire
una vera e propria “scuola” per i giovani collaboratori (altro mio mantra) con l’occasione di questa prima
grande mostra. Un modo per costruire forti esperienze a valere per i futuri eventi. Magari accettasse di
collaborare.

LA SEDE ESPOSITIVA

E’ di fondamentale importanza individuare uno spazio, un luogo dove fisicamente la mostra dovre avere la
sua sede aperta al pubblico. Ogni città d’arte e quante che ambiscono a diventare tali (Solo Trieste in
regione appartiene alle prime 100 in Italia), normalmente hanno due sedi distinte per le esposizioni
temporane, per l’ovvia diversità dei contesti necessari: L’Arte Moderna, e con casa Cavazzini Udine si
dichiara perfettamente adeguata e l’Arte Antica in cui Udine presenta le proprie iniziative in Castello, sede
adeguata ma non perfettamente fruibile dal pubblico. Credo che un indagine approfondita evidenzierebbe
che, nelle esposizioni passate, peraltro raramente di interesse internazionale a mia memoria, la difficile
accessibilità pedonale è stata elemento discriminante per la frequentazione. Ad ogni buon conto insisto,
come da tempo sostengo, che Palazzo Antonini, il più bello delle nostra città sia il luogo PERFETTO per
contenere mostre d’arte antica. La sua passata destinazione in quanto Banca inviolabile grantisce ancora
oggi il tema sicurezza delle opere esposte senza onerosi interventi come quelli che si stanno compiendo a
Casa Cavazzini. Lo splendore intatto dei suoi interni sarebbe veramente una scenografia stupenda per
questa esposizione. Con un po’ di buona volontà UNIUD potrebbe veramente concederla, a titolo
sperimentale, per questa mostra. Ciò permetterebbe inoltre ai nostri concittadini finalmente fruire della
bellezza di questo palazzo, orgoglio della nostra città, durente una esposizione temporanea che, per
definizione non supera mai i sei mesi di apertura. A UNIUD, in quanto facente parte del Comitato
Organizzatore si chiederebbe pertano il solo contributo della concessione gratuita dell’uso della sede.

L’ALLESTIMENTO

A prescindere dalla sede, la tecnica e la costruzione espositiva è altrattanto importante per il successo di
questa mostra. Se ne dovrà occupare UDINEXPO affidando incarico progettuali a adeguati professionisti e
ditte specializzate per la costruzione. Mi pemetterei però di offrire a UDINEXPO (cioè tutti noi) la
disponibilità di una mia consulenza in materia, a titolo esclusivamente gratuito . Nel caso si volesse
approfittarne, sarei felice di fornire documentazione sulla mia esperienza in questo campo.
CONCLUSIONI

Concludo questa Ipotesi di realizzazione a Udine di una mostra per celebrare 700 anni dal viaggio del
Beato Odorico con quella che avrebbe dovuto essere una premessa: Queste sono alcune argomentazioni che
sono stato in grado di produrre su un idea che è nata non più di una settimana fa sul cortese invito di Michele
Zanolla. Non è certo esaustiva sull’argomento. E’ un primo spunto, un abbrivio per favorire una più ampia
discussione costruttiva.