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OPERAZIONE DEMA

ESPLORANDO IL PERCORSO DI
DEMATERIALIZZAZIONE
DELLA RICETTA ELETTRONICA

MARTA BECCO
ANTONIO VUOLO
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COLLANA EBOOKECM
EBOOK PER L’EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA © 2019
INDICE DEI CAPITOLI

00 Presentazione del corso


01 Il difficile sta nel cominciare
02 Un percorso a ostacoli
03 Segnali dal passato
04 Conosci te stesso
05 Bilanci e prospettive
06 Fai del problema una risorsa
07 Qualche piccola soddisfazione
08 Imparare è un’esperienza
09 Il potere del cambiamento
10 Un nuovo sguardo a presente, passato e futuro
Capitolo

Presentazione
del
CORSO
UD00 – Presentazione del corso Marta Becco – Antonio Vuolo

Premessa

L'introduzione della ricetta DEMAterializzata (vedi documento


DEMA) ha generato un processo di innovazione con ricadute a più
livelli: normativo, organizzativo, procedurale.
Come accade in ogni momento di cambiamento, è stato richiesto agli
operatori sanitari uno sforzo di adattamento e di flessibilità: oltre agli
indubbi vantaggi in termini di standardizzazione delle procedure, di
ottimizzazione delle risorse, di obiettivi di produttività a lungo termine,
si sono delineate problematiche complesse e criticità di impatto
immediato che necessitano di un efficace supporto formativo.
E' lo scopo che ci prefiggiamo con la redazione di questo materiale:
supportare gli attori coinvolti nel cambiamento a implementare e
mantenere nel tempo comportamenti e strategie funzionali alla
soluzione dei problemi che quotidianamente si trovano ad affrontare.
L'etimologia di criticità (crisi) deriva dal verbo greco krino = separare,
dividere, ed in senso più lato, discernere, giudicare, valutare. Nell'uso
comune ha assunto un'accezione negativa, facendo riferimento al
peggioramento di una situazione preesistente. L'etimo della parola ci
indica tutt'altro significato: il momento di riflessione, valutazione e
discernimento può trasformarsi nel presupposto necessario per un
miglioramento, o quantomeno in un'opportunità di evoluzione.
Da questa riflessione nasce l'esigenza di proporre, insieme ad un'analisi
dei problemi ricorrenti e alla proposta di soluzioni ragionate, una
descrizione dei contesti in cui essi si originano, che permetta
all'operatore di comprenderne le criticità e le potenzialità, verificando
la sussistenza di regole e comportamenti che ne possano orientare
l'operato in modo più proattivo e consapevole.
Pare che Einstein abbia dichiarato che se avesse avuto un’ora per
salvare il mondo avrebbe impiegato 55 minuti per definire il problema
e solo 5 minuti per trovare la soluzione. Affermazione che sottolinea

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UD00 – Presentazione del corso Marta Becco – Antonio Vuolo

quanto sia importante investire tempo ed energia per migliorare la


comprensione del problema.
Porsi delle domande sul cambiamento che ci si trova ad affrontare,
sulle criticità che emergono, comprenderne l'origine, il contesto causale
appunto, può supportare nell’individuazione dell’approccio risolutivo
più efficace. Senza limitarsi alla pedissequa esecuzione di istruzioni
impartite ma adottando comportamenti strategici che potranno essere
applicati ad una varietà di soluzioni analoghe ma non identiche.
L’approccio narrativo si rivela, in questo senso, un formidabile alleato:
la rappresentazione dei problemi, la descrizione dinamica delle
situazioni plausibili in cui essi possono presentarsi, l’identificazione o
la divergenza con i comportamenti dei personaggi coinvolti, richiama il
coinvolgimento del discente, ne attiva le conoscenze e le mobilita per la
costruzione della soluzione. In sostanza la narrativa riassegna centralità
alla figura del lettore/discente, che da fruitore passivo di assunti teorici
diventa protagonista attivo di un percorso di comprensione, costruzione
di contenuti, elaborazione di nuove strategie di pensiero.
Il termine narrare deriva etimologicamente dalla radice gna-, che
significa “rendere noto”, mentre il suffisso -zione, deriva dal latino
catione e trasmette il carattere semantico dell’agire, dell’azione, del
gesto e di tutta la situazione relazionale.
Direttamente o indirettamente, la narrazione è una pratica
indispensabile a tutte le discipline scientifiche e umanistiche: dietro ai
proverbi, agli aforismi, alle riflessioni filosofiche, ai riti religiosi,
soggiace la memoria dell’esperienza umana sviluppata nel tempo e
soggetta a una trattazione narrativa; dietro alle ipotesi della scienza
sottostà la storia delle osservazioni sulla base delle quali le astrazioni
sono state formulate.
Il procedimento logico-scientifico, l’altro modo con cui gli esseri
umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del mondo, ha
come obiettivo quello di chiarire, di togliere le ambiguità. Il racconto
ha come sua natura la proprietà di esprimere più significati, e questa
polisemia del racconto significa apertura al possibile: esso diventa la

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via di trasmissione aperta di un sapere che non può essere limitato agli
enunciati dimostrativi della scienza, ma veicolato da un processo che fa
riferimento al voler conoscere, al saper ascoltare, al saper scegliere, al
saper fare.
La narrazione consente, in sostanza, di esplorare e comprendere
esperienze individuali e collettive, campi e corsi di azione, situazioni
problematiche di difficile interpretazione, consentendo di penetrarne il
significato culturale e sociale.
Inoltre, attraverso il dispositivo narrativo, l’agire umano è collocato in
uno specifico tempo e spazio, è dotato di intenzioni e motivazioni, è
inscritto in rapporti di causa/effetto e di reciprocità con altre azioni ed
eventi.
La scelta di un approccio narrativo, come sarà facilmente intuibile, mal
si sposa con l’impazienza, con il bisogno di arrivare subito alla risposta,
schiacciare il bottone ed ottenere subito quanto si vuole. La narrazione,
in altre parole, come ogni azione davvero umana, non è mai
improvvisazione, velocità, immediatezza, ma è piuttosto l’opposto di
questi sostantivi, che potremmo riassumere col termine “incubazione”.
Nessuna frenesia comunicativa, dunque, ma piuttosto un invito alla
sedimentazione e all’interiorizzazione di contenuti, che si auspica
vengano assorbiti in modo più profondo e duraturo.

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Note di lettura

L’intento degli autori, nella redazione di questo materiale didattico


caratterizzato da una forma narrativa di presentazione dei contenuti, è
quello di delineare molteplici situazioni verosimili di operatività e
soprattutto di descrivere le problematiche e gli errori che molti degli
operatori sanitari chiamati a gestire il processo di DEMAterializzazione
potranno trovarsi a fronteggiare.
La diversificazione delle operazioni richieste, la pluralità di attori
coinvolti, le specificità locali e l’eterogeneità dei problemi che
emergono, potranno delineare una realtà persino più complessa di
quella narrata; ciònondimeno l'esperienza vissuta attraverso la lettura
(opportunamente confrontata con quella sperimentata nel proprio
ambito operativo reale), le esemplificazioni descritte e la conoscenza
dei processi automatizzati gestiti dai sistemi informativi (cartella
clinica, SIO, Sistemi Informativi Regionali - SAR – e nazionali – SAC)
potranno costituire un valido supporto e uno strumento interpretativo
utile ad orientarsi consapevolmente nel processo di cambiamento.
La scelta di utilizzare il percorso ambulatoriale come scenario di
riferimento per la narrazione (anziché orientarci a realtà più specifiche
e settoriali quali ad esempio il CUP o la medicina di base), rientra
appunto nell’ottica di poter includere una pluralità di situazioni e di
attori, consentendo di presentare nel modo più completo ed esaustivo
possibile il percorso della nuova ricetta DEMAterializzata, lungo tutto
il suo ciclo di vita e nelle sue più ampie implicazioni, che coinvolgono
non solo il personale medico, ma anche infermieri e tecnici
amministrativi. Nella convinzione che la visione d'insieme sia
indispensabile per cogliere i collegamenti e le interdipendenze tra le
componenti del fenomeno indagato, rendendo poi più efficace e
consapevole l’intervento risolutivo specifico e circostanziato. D’altra
parte qualunque problema è facilmente paragonabile ad un puzzle: un

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insieme di pezzi la cui ragion d’essere risiede precipuamente


nell’immagine d’insieme.
Lo stesso dicasi per la scelta di una specifica realtà regionale quale
quella del Veneto, che tra le prime ha progettato e sperimentato il
percorso di DEMAterializzazione, collocandosi all’avanguardia
nell’elaborazione di modelli organizzativi orientati all’interoperabilità
tra sistemi. Nella complessità delle soluzioni tecniche e logistiche
locali, gli autori hanno colto una risorsa preziosa per poter presentare
una gamma più ampia e diversificata di scenari possibili, all’interno dei
quali il discente potrà – almeno in parte, selezionando sulla base della
propria esperienza – rispecchiarsi.
Non è tra gli intenti degli autori quello di presentare un modello
univoco, un corpus di regole e procedure monolitico, applicabile in
ogni specifica situazione organizzativa e in qualsiasi momento: la
complessità e l’eterogeneità delle soluzioni adottate sul territorio
nazionale (che vendono significative distinzioni, a livello normativo e
per quanto concerne le soluzioni operative adottate, tra le diverse
regioni), oltre che la fluidità e l’evoluzione continua delle regole di
riferimento (che possono e potranno cambiare ed essere già obsolete al
momento della fruizione del corso), suggerisce piuttosto l’esigenza di
presentare delle esemplificazioni, dei “campioni” rappresentativi,
presentati a scopo puramente indicativo allo scopo di dotare l’operatore
sanitario (e persino il cittadino) di strumenti utili ad interpretare le
specifiche regole che si troverà poi ad applicare o gestire
nell'operatività quotidiana.
La DEMA è tuttora un percorso operativo sconosciuto ai più (utenza,
operatori, amministratori) e la sua comprensione non può che derivare
da un processo di scomposizione ed esplicitazione dei diversi
meccanismi interni, disposti e gestiti a livello nazionale - MEF- e
regionale - SIR. Ad oggi l’informazione in merito appare insufficiente e
frammentaria, se si esclude una certa parte di documentazione tecnica,
spesso astrusa se non addirittura illeggibile: nasce dunque l’esigenza di
rendere tali contenuti accessibili a tutti gli operatori coinvolti,

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supportandoli nell’adozione di comportamenti professionalmente ed


eticamente corretti.
Occorre infine considerare che la ricetta elettronica DEMAterializzata
rappresenta un primo step del complesso percorso di sviluppo e
informatizzazione del SSN, che attraverso il referto dematerializzato
degli esami specialistici e la prenotazione online di visite ed esami,
porta verso il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico). In questa prima
fase sviluppata a livello regionale (FSR), tutta la documentazione
clinica di ogni singolo assistito dovrebbe essere raccolta ogni qualvolta
si verifica un evento diagnostico, un contatto clinico, l’erogazione di
prestazioni sanitarie, dal medico di base alla medicina specialistica,
ospedaliera, alle consulenze (second opinion), per essere disponibile,
previo consenso dell’interessato (e quindi titolare dei dati) a tutti gli
operatori sanitari con cui si potrà entrare in contatto.

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Suggerimento per la fruizione dei materiali

Si suggerisce al discente una prima lettura completa del libro, in modo


da apprezzarne l’impianto narrativo nella sua interezza e potersi
formare un’idea complessiva dei contenuti: in questo modo potrà essere
più agevole individuare collegamenti e fili conduttori, riconoscere i
percorsi nella loro completezza ed evitare così di cadere in un metodo
di studio frammentario e meramente nozionistico.
La fase di approfondimento e studio potrà essere concentrata in un
secondo momento, attraverso la rilettura di ogni singolo capitolo e
l’utilizzo delle schede Cosa abbiamo imparato, pensate alla stregua di
una bussola per orientare l’individuazione e l’apprendimento dei
concetti fondamentali all’interno dell’impianto narrativo, nonché per
facilitare il superamento dell’esame finale.

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Capitolo

Il difficile
sta nel
cominciare
UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

Un inizio complicato

Inspirò profondamente, facendo appello al suo ormai proverbiale self


control. Lo specchio gli restituiva un’immagine di sé alla quale non
era per nulla avvezzo: un colorito grigiastro faceva da sfondo a
un’espressione tra lo smarrito e il terrorizzato, la fronte imperlata di
sudore, gli occhi segnati.
“Non posso continuare così”, pensò.
Aveva avuto una notte terribile. Gli “episodi” si stavano infittendo in
modo preoccupante ed erano sempre più prolungati. Tornò con la
mente all’ultimo di quella notte, a quanto era stato realistico, al fatto
che per la prima volta si era sentito trasportato anche fisicamente in
una sorta di dimensione altra.
All’inizio c’erano state le sensazioni prolungate di déjà vu, fastidiose
ma innocue. Poi erano subentrate delle strane percezioni anticipatorie,
come delle specie di premonizioni. Da qualche giorno, però, si sentiva
completamente in balia di veri e propri episodi allucinatori.
“Basta! E’ solo stress”. Scansò la preoccupazione con risolutezza e,
indossato il miglior sorriso di circostanza di cui disponeva, voltò le
spalle allo specchio e uscì dalla porta dello spogliatoio.

“Buon giorno dott. Marra”, gli sorrise Simona dal bancone


dell’accettazione.
Diego rispose con un sommario cenno del capo e proseguì lungo il
corridoio, che gli sembrò interminabile, in direzione della sala visite.
“Marra, che ti succede? Sembri un fantasma! L’abbronzatura è già
andata via? Sei andato davvero in crociera o ti eri riempito di spray
abbronzante per il gusto di farci invidia?”.
Sempre simpatico il dott. Risi, pensò Diego laconicamente,
incrociando il collega.

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UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

“E’ che ho una vita notturna, Luigi, ma tu non puoi capire. Non vedi
una donna dai tempi dell’università”.
Seguì un goliardico scoppio di risa e il dott. Risi diede una solenne
pacca sulla spalla di Diego, che proseguì imperterrito nel suo incedere
rigido. Aveva sempre trovato insopportabile quel modo di scherzare
affettato di Luigi, ma non c’era modo migliore di scollarselo che
rispondergli sulla stessa linea.

Finalmente giunse al suo studio e, chiusa la porta alle sue spalle, si


lasciò cadere sonoramente sulla poltrona girevole. La scrivania era più
disordinata del solito. Si limitò a spostare verso un margine del tavolo
i fogli sparsi ovunque e si mise al computer, con l’intento di
controllare in agenda che tipo di giornata lo attendesse. Ma fece
appena in tempo a digitare le sue credenziali per autenticarsi, quando il
telefono prese a squillare.

“Dottore, c’è qui la sig.ra Pacini. Sa di essere in anticipo, ma chiede


se può passare perché poi ha i minuti contati per andare a prendere il
figlio a scuola”.
Diego sospirò. Sperava di avere più tempo per ricomporsi. E
soprattutto sperava di non dover cominciare la giornata con la sig.ra
Pacini, epatite B cronica, una delle pazienti più logorroiche e
polemiche con cui gli fosse mai capitata occasione di avere a che fare.
In quasi un anno di visite di follow-up, gli aveva raccontato
praticamente tutta la sua vita.
“Va bene”, sibilò con un tono che non lasciava adito ad equivoci.
In realtà era terrorizzato all’idea che uno di quei suoi “episodi”
potesse coglierlo di sorpresa mentre si trovava sul lavoro: sarebbe
stato imbarazzante e Diego teneva molto, forse troppo, alla propria
immagine.

Operazione DEMA 18
UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

Altre prestazioni generali

Come previsto, la signora Pacini parlò ininterrottamente per tutta la


durata della visita di controllo. Diego, che già faticava a mantenersi
concentrato a causa delle poche ore di sonno, cercò di non darle troppa
attenzione mentre lei lo aggiornava su tutti i suoi recenti drammi:
dalla suocera caduta dalle scale, ai voti non proprio entusiasmanti del
figlio, per arrivare all’ennesimo licenziamento del marito.
“Dai suoi esami si evidenzia una significativa riduzione dei livelli di
HBV-DNA, oltre che un calo delle transaminasi”, la interruppe,
“quindi proseguiamo come previsto con le somministrazioni di
interferone e continuiamo il monitoraggio ancora per un paio di mesi”,
le disse Diego mentre prescriveva una Iniezione o infusione di altre
sostanze terapeutiche o profilattiche.

Prodotta l’impegnativa DEMA, Diego consegnò il promemoria bianco


appena stampato alla sig.ra Pacini, che immediatamente ripartì alla
carica.
“Dottor Marra, si ricorda che mi avevano diagnosticato un soffio
cardiaco, anni fa..”, disse.
“Sì?”, rispose Diego con tono interlocutorio.
“Ho letto su internet che tra gli effetti collaterali della terapia con
interferone si possono presentare disturbi cardiaci o comunque
complicazioni di patologie preesistenti. E io ultimamente ho dei
dolorini al petto che non mi fanno dormire sonni tranquilli. Ci manca
solo che mi venga un infarto, con mio marito che non porta a casa una
lira e tutte le spese che abbiamo. Ora pure la badante per sua madre.
Non so proprio come…”.
“Va bene, signora”, la interruppe Diego tagliando corto, “facciamo
così, le prescrivo anche un’ecografia cardiaca, così scansiamo ogni
dubbio e lei si tranquillizza un po’…”.

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La signora Pacini lo guardò di sottecchi, ma si zittì.

Diego selezionò dall’elenco delle prestazioni la voce Ecografia


cardiaca e generò una nuova impegnativa. Si alzò per prendere il
promemoria dalla stampante, quando la signora Pacini sbottò
nuovamente.
“Eh no, dottore, ora non mi farà mica due ricette. Le ho appena detto
che sono sommersa di spese e mi vuole far pagare due ticket?”, disse
sventolando davanti a Diego il promemoria dell’infusione.
Diego sospirò e si risedette al computer.
“Signora, in realtà l’ecografia appartiene alla branca specialistica di
Radiologia, che è diversa dalla branca dell’infusione: non posso
metterle sulla stessa impegnativa. Il sistema non me lo farebbe fare: le
distribuisce automaticamente su due ricette distinte”.
“Branca che?!”, lo interruppe la sig.ra Pacini, “lo scorso mese la
dottoressa Bellini mi ha prescritto un RX addome sulla stessa ricetta
dell’interferone, quindi non vedo dove stia il problema: anche l’RX è
un esame radiologico, no?”.

Diego si chiese se la signora Pacini stesse semplicemente


polemizzando o se davvero la Bellini fosse riuscita a generare una sola
ricetta con due prestazioni di branca diversa.
Eppure, pensò, c’è una regola ben precisa in merito: ogni impegnativa
può contenere prescrizioni di una sola branca specialistica, fino ad un
limite massimo di otto prestazioni.
Stava per tentare di rispiegarlo alla Pacini, quando ebbe un flash
improvviso.
“Un attimo! L’infusione appartiene alla categoria Altre prestazioni
generali!”.
La Pacini lo guardò sbigottita. Diego si mise a frugare freneticamente
tra i fogli che aveva accumulato sul bordo della scrivania.
“Aspetti”, disse, “mi è venuto in mente... Ah eccolo!”.

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UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

Era un documento della Regione, in cui venivano definite alcune


regole di prescrizione specifiche per il Veneto, ma che aveva letto
essere state adottate anche in altre regioni. Gli sembrava di ricordare
che ci fosse un riferimento a quelle che venivano denominate Altre
prestazioni generali, cui era stato assegnato, per convenzione, il
codice di branca “0”.
“L'elenco titolato Altre prestazioni”, lesse ad alta voce, “include
prestazioni erogate da specialisti di diverse branche specialistiche e
non identifica un’ulteriore branca specialistica ai fini delle suddette
disposizioni. Qualora una delle prestazioni incluse in tale elenco sia
prescritta nella stessa ricetta con prestazioni ad essa complementari,
riconducibili ad una delle branche specialistiche individuate, deve
essere considerata come appartenente a tale branca. Qualora, invece,
una di tali prestazioni sia prescritta singolarmente, deve essere
considerata come appartenente alla branca di riferimento della
specifica struttura o del professionista che la eroga”.

“Se devo essere sincera, non ho capito nulla”, fece la paziente.


“In pratica significa che questo gruppo di prestazioni, cui appartiene
anche l’infusione, possono essere prescritte insieme a qualsiasi altra
prestazione, a prescindere dalla branca specialistica di appartenenza”.
“Sulla stessa ricetta?”, fece lei illuminandosi.
“Sì”, disse Diego mentre procedeva con un’operazione di Annullo
Prescritto relativo alle due impegnative prodotte precedentemente e ne
generava una nuova contenente sia l’infusione che l’eco cardiaca.
“Ha visto? Avevo ragione io!”, sbottò lei.
“Guardi che è una situazione eccezionale e specifica, probabilmente
valida solo per il Veneto...”, sibilò lui contrariato dalla petulanza della
Pacini.

In effetti il sistema non presentò alcun messaggio d’errore e Diego


riuscì a portare a termine l’Invio Prescritto senza problemi. Consegnò

Operazione DEMA 21
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il promemoria alla Pacini e la salutò freddamente, ricambiato con


altrettanta ostentata indifferenza.

Operazione DEMA 22
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Impegnativa già Presa in Carico

Mentre Diego richiudeva la porta dello studio, rimuginando sulla


questione dell’impegnativa appena generata e sulle possibili
implicazioni critiche che ne sarebbero potute derivare a livello
organizzativo, iniziò a percepire i primi inequivocabili segnali di un
“episodio” incipiente.
Il tremolio alla vista e l’accelerazione del battito erano sintomi che
purtroppo iniziava a riconoscere. La stanza prese a sfocarsi
progressivamente, gli oggetti sembravano diventare liquidi,
trasparenti.
Il rumori di fondo si affievolirono fino a scomparire del tutto. Fece
appena in tempo a chiedersi cosa sarebbe accaduto se qualcuno fosse
entrato nel suo studio in quel momento, quando una nuova immagine
si delineò chiaramente ai suoi occhi: la stanza era la stessa, identica,
solo la luce era cambiata.
Vide se stesso alla scrivania, intento a consultare delle statistiche. Era
così incredibilmente reale! Eppure non sembrava vederlo né sentirlo.

Dopo brevissimo tempo il telefono squillò e Diego si vide premere il


tasto del viva voce.
“Dottore, sono Sonia. Ho un problema qui. Non riesco a prendere in
carico l’impegnativa della sig.ra Pacini”.
“Cosa significa che non riesci a prendere in carico l’impegnativa,
Sonia? L’ho fatta io settimana scorsa”, si sentì rispondere. Un brivido
gli percorse la schiena: è di nuovo una visione del futuro, pensò. Si
scosse con l’intento di interrompere l’allucinazione, il sogno ad occhi
aperti o qualsiasi cosa fosse quella follia. Ma la scena proseguì come
nulla fosse.

Operazione DEMA 23
UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

“Eh, dottore, stavo tentando di formalizzare la prenotazione con la


registrazione dell'NRE ma la Presa in Carico non va a buon fine, e mi
esce un messaggio d’errore”.
“Che errore?”
“Dice che la prestazione è già stata Presa in Carico da un altro
sistema”.
“Ma come è possibile, non sarà mica passata prima dal CUP? E’ un
anno che viene qui, lo sa che gestiamo internamente le prenotazioni
delle infusioni…”.
“Ma no, è venuta qui direttamente come al solito. La prenotazione la
stavo facendo io infatti, ma mi ritrovo con le mani legate”, ribatté
Sonia.
Diego osservò il sé stesso del futuro rimuginare, passandosi
nervosamente la mano nei capelli. Poi si ricordò della situazione che
aveva appena vissuto: “Ma certo, Cardiologia!”, esclamò prima di
riuscire a trattenersi.
Vide il suo doppio voltarsi di scatto verso di lui e il sangue gli si gelò.
Eppure lo sguardo lo attraversava, come se fosse trasparente. Aveva
forse percepito qualcosa?

“Guarda, Sonia, ho capito”, proseguì il Diego del futuro, “la scorsa


settimana avevo generato una singola ricetta che conteneva questa
benedetta prestazione di infusione insieme ad un’eco cardio. La
signora deve essere passata prima in Cardiologia per prenotare l’eco, e
lì necessariamente avranno preso in carico l’impegnativa che
comprendeva anche la nostra prestazione di infusione…”.
Sembra proprio che mi abbia sentito, pensò Diego.
“Sì, la Pacini in effetti dice di essere già andata in Cardiologia”,
esclamò Sonia come se avesse svelato un mistero. “E la Presa in
Carico”, proseguì l’infermiera, “può essere effettuata una volta sola.
E’una delle poche cose che mi ricordo della giornata di formazione
sulla DEMA!”, ridacchiò.

Operazione DEMA 24
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“Esatto. La struttura che effettua la prenotazione di fatto prende in


carico la gestione dell’impegnativa, definendo formalmente tempi e
luogo di esecuzione della prestazione. Dopodiché l’impegnativa non
può più essere utilizzata presso altri servizi”, disse il suo doppio.
Salvo Annullo della precedente Presa in Carico, pensò Diego
completamente rapito dalla scena.
“Certo”, fece Sonia, “ma se sull’impegnativa ci sono prestazioni che
saranno eseguite da due diversi servizi...”.
“Ecco appunto il nostro caso. Il primo servizio da cui si reca il
paziente per prenotare prende in carico l’impegnativa... e l’altro
rimane fregato! Certo, è un’eccezione legata a questa categoria delle
Altre prestazioni generali...”.
“Che pasticcio! E adesso come faccio io a prenotare l’infusione?”.
“Eh, niente, devi prendere l’appuntamento sull'agenda senza
confermare la prenotazione e quindi senza registrare l’impegnativa
DEMA…”.
“Cioè non registro l'NRE?”.
“Per forza”, disse il Diego del futuro, “perché la Presa in Carico è già
stata fatta in Radiologia; e segnati da qualche parte questo fatto perché
il problema si ripresenterà quando dovrete erogare l’impegnativa…”.
“Perché, scusi?”.
“Perché poi il sistema rileverà che l'impegnativa non è stata Presa in
Carico dallo stesso servizio che tenta di registrare l'erogazione. E di
sicuro verrà fuori un messaggio d’errore simile a questo che ti è uscito
ora…”.
“Ah giusto. L’erogazione deve essere effettuata dallo stesso servizio
che ha Preso in carico l’impegnativa. Anche questo me lo ricordo a
memoria”, disse Sonia sarcastica. “Certo però che tutti questi controlli
sono una seccatura, guardi quanto tempo ci fanno perdere!”, proseguì
infervorandosi. “Lei che è primario non ci può fare niente?”.
“Bè, intanto, per il futuro, in casi come questi, si potrebbe dire al
paziente di andare a prenotare a CUP entrambe le prestazioni. E
comunque ti ricordo che, fino a qualche tempo fa, ci lamentavamo che

Operazione DEMA 25
UD01 – Il difficile sta nel cominciare Marta Becco – Antonio Vuolo

i pazienti prenotassero presso più di una struttura per assicurarsi il


minor tempo d’attesa possibile, decidendo poi all’ultimo dove
presentarsi...”.
“Ah certo, lo rivendico. Era tutto un susseguirsi di appuntamenti non
rispettati, spostati, disdettati all’ultimo minuto... E che non riuscivamo
più a recuperare!”, esclamò convinta.
“Ecco, appunto. Almeno con questo controllo sulla fase di Presa in
Carico si evitano allungamenti incontrollati delle liste d’attesa... Una
volta fatta la prenotazione, il paziente non può più usare altrove
l’impegnativa se non chiama prima per disdire”.
“Ah, beh certo. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno... La
lascio, dottore, che la Pacini ha fretta. Grazie comunque”.

E’ come una coperta troppo corta, pensò Diego, che la tiri da una parte
e ti scopri dall’altra. Ho voluto assecondare la sig.ra Pacini
producendo una sola impegnativa, per non farle spendere troppo di
ticket... e ho generato un casino sul piano organizzativo.
Certo che ci potevano pensare, quando hanno progettato il sistema
DEMA. Se ci fosse un po’ più di integrazione e comunicazione tra i
diversi servizi dell’ospedale, non ci troveremmo in queste situazioni.
Ora, non dico un sistema ospedaliero unificato – che comunque
sarebbe la soluzione ottimale – ma almeno una gestione un po’ meno
frammentata.

Stava seguendo questo flusso di pensieri, quando sentì come una


scossa attraversargli il corpo e in un attimo la visione svanì. Era di
nuovo di fronte alla porta dello studio, come se avesse appena
congedato la Pacini. Guardò l’ora: non era passato nemmeno un
minuto.
Era sudato e come dopo ogni “episodio”, le mani gli tremavano e si
sentiva esausto. La cosa si sta facendo seria, pensò. Sarà il caso che
consulti uno specialista.

Operazione DEMA 26
Allegato

Bibliografia
All. C – BIbliografia M. Becco – A. Vuolo

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Rappresentazioni e narrazioni, a cura di M. Ammaniti e D. N.
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 Bergson, Introduzione alla metafisica, Laterza, Roma-Bari,
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 Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità
Digitale, FSEr (Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale),
GDL-O “Catalogo” Istruzioni alla lettura e implementazione
del Catalogo Veneto del Prescrivibile.
 Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità
Digitale, Dematerializzazione della ricetta rossa. Specifiche
tecniche ciclo prescrittivo/erogativo farmaceutico e
specialistico in Regione del Veneto.
 http://www.salute.gov.it, ePrescription - Ricetta medica
elettronica, Direzione generale della digitalizzazione, del
sistema informativo sanitario e della statistica - Ufficio III.
 Witherell-Noddings, Story lives tell, Teachers College Press,
New York,1991.
 PROGETTO TESSERA SANITARIA: Web Services per la
trasmissione elettronica delle prescrizioni mediche
dematerializzate DM 02/11/11.
 PROGETTO TESSERA SANITARIA: Controlli sui campi
della ricetta dematerializzata DM 02/11/11 –Prescrizione -
Versione del 21.11.2012.

Operazione DEMA 226


All. C – BIbliografia M. Becco – A. Vuolo

 PROGETTO TESSERA SANITARIA: Controlli sui campi


della ricetta dematerializzata DM 02/11/11 –Erogazione -
Versione del 2.4.2013.
 PROGETTO TESSERA SANITARIA: Specifiche tecniche per
la stampa del promemoria della ricetta dematerializzata –DM
02/11/11.
 Federmarma.it, Aifa, Con scadenza brevettuale del Lyrica si
differenzia la sostituibilità.

Operazione DEMA 227


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Marta Becco
Marta Becco nasce nei pressi di Firenze il 7 maggio del
1982. Sin da bambina si interessa all’arte, alla
letteratura e alla musica. La fascinazione per le
sfumature dell’animo umano la porta ad avvicinarsi alla
pittura, alla lettura e alla poesia. Fino ai diciotto anni
vive a Lecco, dove si diploma presso un liceo classico e
mostra una particolare predisposizione per le materie
umanistiche, specialmente la letteratura e la filosofia.
Pubblica alcune poesie su riviste locali e partecipa al
concorso “Alda Merini” classificandosi seconda e
ricevendo un encomio dalla poetessa stessa. Nel
contempo studia pianoforte con Antonio Scaioli,
sostenendo numerosi esami presso i Conservatori di
Milano, Como e Mantova ed esibendosi in rassegne per
giovani musicisti. Si trasferisce poi a Milano, dove
intraprende gli studi giuridici e scopre l’impegno civile
e politico. Continua a coltivare l’interesse per l’arte
anche a Genova, città a cui è profondamente legata,
dove trascorre alcuni anni prima del trasferimento a
Torino, dove attualmente vive.
Qui collabora a vari laboratori artistici presso Spazzi, la
Locanda degli Arrivanti, e si dedica all’insegnamento
della musica ai bambini.
A Torino scopre anche la passione per il teatro, che le
permette di sposare impegno civile e creatività: da
circa un anno fa parte della compagnia teatrale
L’interezza non è il mio forte.
L’incontro con Antonio Vuolo segna l’inizio di
un’interessante e proficua collaborazione, nell’ambito
della quale creatività e scrittura vengono messe al
servizio di uno stimolante ed innovativo progetto
formativo.
Attualmente è consulente e sistemista presso l'USSL6
di Vicenza, Ospedale San Bortolo, e collabora alla
progettazione di percorsi formativi rivolti alle
professioni mediche.
Sta lavorando ad un romanzo e ad una raccolta delle
poesie scritte negli ultimi anni.
OPERAZIONE DEMA
Esplorando il processo di dematerializzazione della ricetta elettronica
Il dott. Diego Marra, primario presso l’ambulatorio di Malattie Infettive di un ospedale veneto, soffre
di strani episodi si sfasamento spazio-temporale. Visioni del futuro, così come momenti di vita già
vissuta, si presentano alla sua mente senza preavviso, come scene di un film: una situazione
destabilizzante, inconcepibile per un uomo rigido e controllato come Diego. Il suo mondo ordinato
sembra sgretolarsi, sia sul fronte personale che su quello professionale: una figlia scomparsa, il suo ruolo
di referente DEMA per tutti gli ambulatori, le continue situazioni problematiche che si trova a
fronteggiare sul lavoro, il rapporto critico con i colleghi. A causa del subentrare delle visioni, che ben
presto evolvono in veri e propri viaggi nel tempo, tutta la sua esistenza viene scossa da un terremoto di
cambiamenti che lo porteranno a mettere in discussione idee e convinzioni, ruoli e atteggiamenti.
Inizia così, suo malgrado, un percorso di presa di consapevolezza attraverso le principali criticità e i
problemi di gestione della ricetta DEMAterializzata, l’analisi del cambiamento e delle sue ricadute a
livello normativo, organizzativo e procedurale, il manifestarsi di impellenti esigenze formative a
supporto degli operatori coinvolti. Un viaggio che, parallelamente, lo conduce nelle profondità della sua
mente, ampliando i confini delle sue percezioni e svelandogli nuove inesplorate possibilità conoscitive.

Il corso delinea molteplici situazioni verosimili di operatività e presenta le principali


problematiche e gli errori che molti degli operatori sanitari chiamati a gestire il processo
di DEMAterializzazione della nuova ricetta elettronica possono trovarsi a fronteggiare.
Attraverso una forma narrativa di presentazione dei contenuti, il percorso della DEMA
è seguito lungo tutto il suo ciclo di vita e nelle sue più ampie implicazioni – normative,
procedurali, organizzative – che coinvolgono non solo il personale medico, ma anche
infermieri e tecnici amministrativi. La diversificazione delle operazioni richieste, la
pluralità di ruoli professionali coinvolti, le specificità locali e l’eterogeneità dei problemi
che emergono delineano una realtà complessa ed articolata, che richiede uno sforzo di
flessibilità e adattamento significativo: ciò non di meno l'esperienza vissuta attraverso la
lettura, le esemplificazioni presentate e la descrizione dei processi automatizzati gestiti
dai sistemi informativi potranno costituire un valido supporto ed uno strumento utile
ad orientarsi consapevolmente nel processo di cambiamento.
L’approccio narrativo si rivela, in questo senso, un formidabile alleato: la
rappresentazione dei problemi, la descrizione dinamica delle situazioni plausibili in cui
essi possono presentarsi, l’identificazione o la divergenza con i comportamenti dei
personaggi coinvolti, richiama il coinvolgimento del lettore, ne attiva le conoscenze e le
mobilita per la costruzione della soluzione. Da fruitore passivo di assunti teorici e
istruzioni decontestualizzate, il discente diventa protagonista consapevole e attivo del
proprio apprendimento.