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Tratto da: TREDICI (Serie Tv)

Personaggio: Hannah Baker

Aneddoto curioso! Ho fatto delle ricerche sulle lapidi l’altro giorno, più precisamente sugli epitaffi riportati
sopra. Il più bello che ho trovato è quello di uno scrittore che si chiama Henry Charles Bukowski Jr., sulla
sua tomba è incisa la figura di un pugile e sotto il pugile due parole: non provarci. Mi chiedo cosa ci sarà
sulla mia.
Ma lasciate che vi parli dell’essere soli. Noi esseri umani siamo una specie sociale, sopravviviamo grazie alle
nostre relazioni. Anche le relazioni più terra terra ci aiutano a restare in vita. Le statistiche indicano che il
sentirsi soli più aumentare del 26% le considerazioni di una morte prematura. E se vi sembra che stia
citando un libro di testo è così. Peccato che nessuno l’abbia letto. Ma lasciatemelo dire, ci sono un’infinità
di modi per sentirsi soli. E non è il solito modo di dire “soli in mezzo a una folla”, questo succede a tutti,
tutti i giorni. E non è neanche “quando mai troverò l’amore” oppure “i ragazzi più popolari della scuola
sono cattivi con me”. Quelli sono sempre cattivi è così che emergono. Il tipo di solitudine di cui parlo è la
sensazione che non ti sia rimasto niente, niente… e nessuno. Come se stessi affogando e nessuno ti
lanciasse una corda.
Beh, grazie al protagonista di questa cassetta e i suoi viscidi trucchetti io mi sono sentita così. E quando è
quel tipo di solitudine, ricorri a qualunque mezzo per quanto stupido possa sembrare e le lezioni di
comunicazione potevano essere molto stupide, come tutti sapete. Spesso le piccole sciocchezze contano di
più di quanto sembri. Tutti ne abbiamo bisogno. Contatto umano. E le lezioni di comunicazione, per quanto
folli, per me erano contatto umano. Finché la mia ancora di salvezza non si è spezzata grazie ad una
persona di solito molto carina. Vi dirò chi è, ma dovete aspettare, come è successo a me. Vi sottoporrò ad
un bel giochetto psicologico come tu hai fatto con me. È successo dopo San Valentino quando ti manca
davvero del contatto umano, soprattutto se entri in contatto con lumano sbagliato. Una nuova dimensione
di solitudine. Ma nonostante tutto vuoi ancora credere che esistono ancora dei bravi ragazzi. Sei stato
gentile, ti sei seduto lì, in mensa,lasciando che ti ignorassi finché non è stato quasi comico. Sei stato così
dolce. Beh, benvenuto nella tua cassetta Zack. Se non siete Zack allora potete rilassarvi, per ora almeno. E
tu Zack chissà se hai mai provato cosa vuol dire sentirsi soli, come me quel giorno. È possibile visto che sei
uno degli atleti più amati della scuola? E non uno di quelli che si siede da solo in mensa nascosto dietro un
libro. Forse non riesci a immaginare cosa vuol dire stare in panchina, Zack, come succede a molti di noi.
Avevi detto una cosa stupida quel giorno e io ho urlato, sai che roba. Il giorno dopo che mi hai insultata in
mensa, il mio sacchetto dei complimenti era vuoto. Forse non puoi immaginare perché un fogliettino di
carta sia così importante. Forse a te non è mai servita un’ancora di salvezza, Zack.
Dopo due settimane era chiaro che qualcosa non andava. Forse dovevo lasciar perdere, ma non l’ho fatto.
Ti ho scritto una lettera, ti ho aperto il mio cuore dicendoti cose che non avevo mai avuto il coraggio di dire
a nessuno. Quanto era difficile vivere, quanto mi sentivo sola e quanto quegli stupidi complimenti erano
importanti per me. Speravo che leggendo la lettera avresti capito, che ti saresti reso conto di quanto avevo
bisogno di quel che mi stavi portando via. Ma a quanto pare non me lo meritavo. Ero disperata così ho
scritto a qualcuno che credevo amico. Ho scritto a te Jessica, mi hai promesso di venire e non l’hai fatto. È
chiaro Jess che non eravamo più amiche. Quindi non avevo più amici. Nessuno. Ero sola.
Vedi io ho una teoria Zack. E la teoria è che anche tu sei solo. Che tipo di solitudine potrà mai provare il
grande Zack Dempsey? Magari il tipo che nessuno vede mai chi sei veramente. Conosco bene quella
solitudine, e tu?