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Kochi o Cochin

Arrivo 07/04/2019 ore 10:00 Partenza 08/04/2019 ore 18:00

Affidatevi a uno dei


tanti autisti dei rick-
shaw e in un giorno vi
farà visitare tutti gli
“hot spot” di Fort Co-
chin. I primi quattro si
potrebbero visitare a
piedi, perché non sono
molto distanti tra loro.

1. Isola Willingdon

2. La Sinagoga Ebrea

3. Palazzo Mattancherry (palazzo olandese)

4. Basilica di Santa Cruz

5. Il forte di Kochi

6. Chiesa di St. Francis

7. Hill Palace Museum

8. Kodanad (Centro Addestramento Elelfanti)

9. Bolghatty Palace in Bolgatty Island

10. Spiaggia di Cherai

11. Backwaters del Kerala

12. La Regina del Mar Arabico

13. Reti da pesca cinesi

14. Kathakali Performance

15. Scuba Cochin

16. Mangiare

17. Comprare
La Regina Del Mare Arabico
Kochi, precedentemente nota come Cochin, è una città situata nello Stato federale indiano del Kerala. È uno
dei porti marittimi principali della nazione ed è situata nel distretto di Ernakulam, a circa 220 km a nord
della capitale dello Stato, Thiruvananthapuram. Fin dall’XI secolo, la città era sede del Regno di Cochin;
chiamata La regina del mare arabico, Kochi fu un importante centro per il commercio delle spezie sulla costa
di questo mare. In molti degli scritti lasciatici da mercanti e viaggiatori dell’epoca, troviamo riferimenti a
questa città, chiamata ora Cocym, ora Cochym; talvolta Cochin e altre volte Cochi.
Prima del 1341 Cochin non era altro che una serie
di villaggi di pescatori affacciati sul Mare
Arabico. Due secoli dopo era la regina del
commercio, contesa da tutte le potenze coloniali
che avevano da poco riscoperto la via delle spezie
e della seta. Nel 1341 un’alluvione cambiò il corso
del fiume e della storia; l’acqua della piena formò
il porto naturale e diede il via alla fortuna
commerciale di Kochi. Prima che arrivassero i portoghesi i re di Cochin controllavano il territorio e il
commercio era in mano a ebrei e mercanti musulmani. Quando i portoghesi sbarcarono in Kerala e trovarono
gli ebrei operativi non furono per nulla contenti e cercarono di eliminare i rivali in commercio e religione, ma
il raja di Cochin li aveva sotto la propria ala protettiva e per proteggerli donò loro la terra a sud del suo palazzo
a Mattancherry (detto Dutch Palace, ovvero Palazzo degli olandesi, a circa 2,5km da Fort Cochin).
Occupata dai Portoghesi nel 1503, fu il primo centro colonizzato dagli Europei nel subcontinente indiano;
divenne la capitale dell’India Portoghese fino al 1530, quando questo titolo fu trasferito a Goa. In seguito, la
città cadde prima sotto il controllo degli olandesi, poi sotto il regno di Mysore, infine sotto l’egemonia
britannica. Quando l’India raggiunse l’indipendenza, nel 1947, Kochi aderì alla neonata Federazione Indiana.
Dall’indipendenza dell’India fino all’inizio degli anni 2000, la città attraversò un periodo di stagnazione
economica; l’industria informatica prese piede nel
2003, rilanciando così un’economia precaria, e
rendendo Kochi quasi in grado di condividere il
primato di città tecnologica con la capitale
Thiruvananthapuram, nella quale il settore era già
consolidato da tempo.
La città ha una posizione strategica di lusso,
confinante con la catena montuosa Western Ghats e
toccata dal Mar Arabo ha giocato un ruolo determinate a livello commerciale. I viaggiatori e mercanti
provenienti dai paesi Arabi, dall’Inghilterra, dalla Cina, dall’Olanda e dal Portogallo (tra gli altri Vasco De
Gama) hanno creato un’onda migratoria verso l’India che poi si è sparsa nell’entroterra. L’influenza data dal
colonialismo, prima portoghese poi olandese e infine britannico ha arricchito la città incrementando il
commercio, abbellendo l’architettura, rendendola cosmopolita e organizzando il sistema scolastico.
Non ci sono molti monumenti da visitare, ma è bello scoprire le varie case coloniali, alcune trasformate in
albergo. Nel cammino potreste anche fare una
sosta nella David Hall, costruita dagli olandesi e
oggi spazio per mostre d’arte nonché ristorante
con un rinfrescante giardino e discreto caffè.
Non dimenticatevi di sollevare il naso di tanto in
tanto per ammirare splendidi esemplari
di alberi secolari, i più famosi sono
comunemente chiamati alberi della
pioggia (della famiglia delle mimose), perché
sembrano ombrelli enormi aperti contro il cielo.

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Fort Cochin
Il modo ideale per assaporare il fascino della sua
storia è arrivare a Fort Cochin via mare e
passeggiare tra le piccole e verdeggianti viuzze
dell’area dove un tempo sorgeva il forte. Fort Cochin è
il cuore e centro turistico della città.

Camminando per le strade di Fort Kochi sembra di


passeggiare in una città del nord Europa: le
dominazioni europee hanno lasciato un segno tangibile
nella città, specialmente nell’architettura dei palazzi e delle costruzioni. Oggi, nell’area di Fort Kochi, tutte
quelle che un tempo furono le ville dei coloni sono state trasformate in eleganti hotel. Il forte costruito dai
portoghesi per proteggere le fabbriche dagli attacchi arabi venne quasi completamente distrutto (non rimane
che un bastione vicino alle famose reti cinesi) dagli olandesi una volta conquistata la città, ma una parte di
esso è ancora visibile. Proseguendo lungo mare scoprite cosa pescano gli uomini dei pescherecci che vedete
nella baia: il mercato del pesce ”prezioso”.

Questa è l’area più turistica, ricca di piccoli negozi e ristoranti (che servono anche birra, bandita nella maggior
parte dei locali in Kerala), ma è anche nota per la
presenza delle reti da pesca cinesi che
caratterizzano il paesaggio della città al punto da
essere le protagoniste della maggior parte delle
cartoline che la raccontano. Queste reti da pesca
sono presenti in tutta l’area circostante la città,
ma proprio qui è possibile vederle da vicino, fare
le foto di rito e, perché no, aiutare i pescatori a
sollevarle dall’acqua grazie ad un gioco di
carrucole per controllare quanto pescato.

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Chiesa di St. Francis
È la chiesa più antica, in legno e argilla, costruita nel
1503 dai frati portoghesi francescani; ristrutturata
nel 1779 da alcuni protestanti olandesi, fu infine
convertita in chiesa anglicana dagli inglesi nel 1795.
Dopo la sua seconda visita, nel 1524, Vasco De Gama
muore in Kerala e viene seppellito nella St. Francis
Church. Nel 1538 le sue spoglie furono rimosse e
trasportate a Lisbona, ma è possibile vedere
comunque la sua lapide. All’interno della chiesa si
trovano pietre tombali di personaggi portoghesi ed
olandesi.

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Basilica di Santa Cruz
La chiesa di St. Francis e la Basilica di Santa Cruz
sono due delle chiese più antiche della città e
risalgono al XVI secolo, quando i portoghesi
arrivarono a Kochi. Le successive dominazioni
hanno contribuito alla loro conservazione e
restauro mantenendole tutt’oggi in perfette
condizioni. Fu fondata dai Portoghesi nel 1557, ma
andò distrutta nel 1795, durante la battaglia tra
Inglesi e Olandesi per il possesso di Kochi. La
costruzione attuale risale agli inizi del XX secolo.
La chiesa fu consacrata nel 1904 e nel 1984 elevata al rango di Basilica dal papa Giovanni Paolo II. La Basilica
di Santa Cruz stupisce per la sua imponenza e per la ricchezza dei decori, i magnifici affreschi sul soffitto e
dei dettagli che ne caratterizzano la facciata esterna e l’interno.

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Reti da pesca cinesi
Chiamate “Cheena Vala” nel linguaggio locale, si ritiene che le enormi reti da pesca cinesi siano state portate
dai portoghesi di Macao, una volta colonia portoghese. Altri resoconti fanno risalire la loro comparsa tra il
1350 e il 1450 quando commercianti alla corte di Kublai Khan, affermarono che l’esploratore cinese Zhang
He introdusse le reti sulle coste di Kochi.

Nella pratica sono rete di sollevamento fisse per la pe-


sca dal design unico, in bambù e pali di tek. Si tratta
di una struttura altra circa 10 metri con una rete oriz-
zontale di circa 20 metri quadrati una sorta di
“amaca” distesa e sospesa sul mare che attraverso un
contrappeso sull’altra estremità si fa facilmente scen-
dere in acqua. Circa quattro pescatori gestiscono il si-
stema che permette di far scendere la rete in mare, dove rimane per un breve periodo nell’ordine di qualche
minuto e poi viene sollevata tirando delle corde e agendo sul contrappeso di alcune grosse pietre sull’altra
estremità. In passato queste reti da pesca cinesi erano più diffuse a Cochin, Kollam e nel lago di Vembanad a
Kumarakom. Adesso anche per costi di manutenzione elevati a fronte di guadagni sempre più scarsi il numero
si è ridotto ad una decina di reti a Fort Kochi e altrettante forse anche leggermente inferiore nella vicina Vy-
peen Island.

Queste reti da pesca sono presenti in tutta l’area


circostante la città, ma proprio a Fort Kochi è possibile
vederle da vicino, fare le foto di rito e, perché no, aiutare
i pescatori a sollevarle dall’acqua grazie ad un gioco di
carrucole per controllare quanto pescato. Il pescato è di
solito modesto, pochi pesci e crostacei ma più che il
pescato ad attirare l’attenzione del viaggiatore e
visitatore è il ritmo lento del loro funzionamento che
alcuni trovano ipnotico. I turisti si fanno fotografare con
le funi in mano o in bilico sopra un mare color petrolio, con enormi navi che entrano lentamente nel porto.
La mattina presto, appena dopo l’alba è il momento migliore per avvistare i delfini, ma la sera è l’ideale per
un tramonto romantico –il mare diventa dorato e il cielo rosa.

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Palazzo Mattancherry/palazzo
olandese
Situato di fronte all’isola di Willingdon, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Dutch Palace di
Mattancherry, di olandese ha ben poco. Fu costruito dai
Portoghesi nel 1557 per conto del raja locale che aveva
concesso loro di aprire una via di commercio con l’Europa. Il
palazzo fu ristrutturato dagli olandesi nel 1663. Al tempio del
dominio olandese divenne la sede del governatore ma fu
ceduto nuovamente al Raja Veera Kerala Varma di Kochi che
lo abbellì con affreschi rappresentanti scene del Ramayana visibili tutt’oggi nella camera da letto del sovrano
(palliyara).

L’interno del Palazzo è caratterizzato da soffitti di legno a cassettoni in legno, che raccontano l’abilità degli
artigiani; le pareti invece sono decorate con scene tradizionali dipinte con i cinque colori tipici dell’arte e della
cultura del Kerala. I disegni sono fitti e raccontano la storia di Ramayana: dal sacrificio di Dasaratha fino al
ritorno di Sita dallo Sri Lanka dopo la sua liberazione. Altri affreschi sono visibili nella sala della scalinata o
“kovinthalam” e in altre sale al pianterreno ma risalgono ad un’epoca posteriore. La splendida architettura
lignea tipica dei palazzi keralesi con una serie di stanze attorno a cortili come in un gioco di scatole cinesi.

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La Sinagoga Ebrea
L’antica Sinagoga, con le piastrelle cinesi di ceramica bianca decorate a mano
con inchiostro azzurro è un piccolo museo per scoprire la storia degli ebrei in
Kerala. Si trova dietro il Palazzo Olandese nel cuore del quartiere di
Mattancherry, dove ancora oggi vive una piccola comunità di ebrei. Si tratta di
un edificio molto modesto eretto tra il 1566 e il 1568. All’interno sono custodite
le placche in rame con l’atto di donazione di Bhaskara Ravivarman, re di Chera
(962 - 1019) che concesse a un mercante ebreo, tale Joseph Rabbane, il permesso
per lui e la sua gente di installarsi nel porto di Cranganore. Gli ebrei di Kochi si dividevano in due gruppi: gli
Ebrei bianchi (Paradesi) e gli Ebrei neri, meticciati con la popolazione locale che si erano allontanati
dall’ebraismo originale e
praticavano riti particolari. I
Portoghesi, una volta installatisi a
Kochi, portarono l’inquisizione e
molti Ebrei furono perseguitati.
Dopo la creazione dello stato
d’Israele molti preferirono tornare
alla loro terra d’origine ed oggi la
comunità è ridotta al lumicino. Il
pavimento della Sinagoga è rivestito di maioliche dipinte del XVIII secolo realizzate a mano e importate
da Canton. Vi si ammirano anche alcuni candelabri in cristallo del Belgio.
Spiaggia di Cherai
La spiaggia costeggia l’isola di Vypee ed
è l’ideale per nuotare, inoltre spesso si
possono avvistare delfini. Nei pressi si
trova anche un tipico villaggio del
Kerala con un boschetto di cocco.

Il mare dalla parte ovest e le backwater


ad est danno a questa località turistico
in via di sviluppo una singolarità che può essere trovata soltanto a Kerala. I densi boschi di alberi di noce di
cocco e le reti della pesca cinesi sul porto, sono attrazioni ulteriori.

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Bolghatty Palace
L’isola è conosciuta per l’omonimo palazzo
costruita dagli olandesi. Il Palazzo di Bolgatty è
stato costruito dai commercianti olandesi nel 1744
nell’isola di Bolgatty, molto vicino a Marine drive
Ernakulum ed è il più antico del suo genere
esistente fuori dall’Olanda.

Questo edificio era il palazzo del governatore per il


comandante del Malabar olandese, e più tardi nel
1909 fu affittato agli inglesi. Ora è un resort gestito
dal governo è estremamente bello.

Questo splendido Palazzo di Bolgatty è una dimora esclusiva con


quattro sale sontuose, offre agli ospiti servizi di classe mondiale
e meravigliose opzioni per le vacanze.

Dal Palazzo di Bolgatty puoi vedere la vista panoramica del porto


di Cochin e delle lagune. Puoi guardare il palazzo di Bolgatty
dall’esterno mentre ti godi la barca sul retro del lago Kochi.

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Isola Willingdon
Isola artificiale realizzata nel 1920, circondata da magnifiche backwaters. La sabbia usata per costruirla fu ottenuta
quando le acque retrostanti del lago furono dragate per costruire il porto di Kochi. Fa parte di un’importante base
commerciale marittima.

Willingdon è la più grande isola


artificiale in India, che fa parte della città
di Kochi, nello stato del Kerala . L’isola di
Willingdon fu anche costruita
ingrandendo un piccolo isolotto naturale
nel lago di Kochi, nello stato del Kerala,
nel sud dell’India, riempiendo il terreno
dragato intorno all’isola già esistente.
L’isola di Willingdon è importante come
sede del porto di Kochi , così come la base
navale di Kochi (il comando navale del sud) della marina indiana, la stazione di quarantena delle piante,
la dogana Cochin e Central Institute of Fisheries Technology, unità costitutiva del’Indian Council of Agricultural
Research. L’isola è anche sede di altri stabilimenti associati al porto, ovvero l’ufficio del Cochin Port Trust (che
controlla il porto di Kochi), l’ufficio doganale e più di due dozzine di uffici di esportazione-importazione, magazzini,
alcuni hotel e centri di affari.

L’isola fu creata durante la costruzione del porto moderno nel 1936, con il terreno dragato mentre si approfondiva
il lago Vembanad per accogliere il nuovo porto. Prende il nome dal primo conte di Willingdon, il viceré dell’India,
che commissionò il progetto. Robert Bristow, il principale protagonista e ingegnere del progetto, possedeva il primo
edificio sull’isola. La prima nave, che apparteneva alla linea Bibby, arrivò sull’isola il 9 marzo 1935. Un ostello
portuale, chiamato Malabar Hotel, fu costruito per i passeggeri che desideravano riposare sull’isola. Tutta la struttura
portuale di base pre-pianificata fu completata nel 1939, giusto in tempo per la Seconda guerra mondiale. Un pontile
profondo, un ponte ferroviario e un ponte stradale verso la terraferma hanno fornito preziose infrastrutture per lo
sforzo bellico locale. Un’opera navale fu anche costruita sull’adiacente VenduruthyIsland a sud, dove, alla fine della
guerra, stavano attivamente costruendo mezzi da sbarco per la presunta invasione del Giappone. Nel 1940 furono
costruiti un molo passeggeri e una dogana adiacente all’hotel, insieme a una piattaforma passeggeri e binari
ferroviari.

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Hill Palace Museum
Hill Palace a Kochi è il più grande museo del patrimonio del Kerala. Il palazzo fu costruito dalla
famiglia reale Cochin come un rifugio sicuro per proteggere le sue donne e bambini dalle truppe
nemiche. Hill Palace ha 17 gallerie ostentando i tesori storici di Kerala: una corona d’oro 1.75 kg,
presentato al re di Cochin dal re Emmanuel del Portogallo, e la Bibbia (Ebraico, Vecchio Testamento)
scritta su pelle di capra sono esempi.

allatto della costruzione era l’ufficio ammini-


strativo per i re di Kochi, costruito nel 1865 e
successivamente trasformato in un museo. Il
complesso del Palace consiste di 49 edifici nello
stile architettonico tradizionale, che si esten-
dono su 54 acri ed è il luogo perfetto per un viag-
gio storico. Il posto intorno è perfetto per un ser-
vizio fotografico e ci sono un sacco di punti per-
fetti per le foto. Hill Palace è molto famoso e fa-
miliare a tutti dal film di supereroi Malayalam Manichitrathazhu.

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backwaters del Kerala
Le backwaters del Kerala sono una
rete di laghi e lagune salmastre col-
locate parallelamente alla costa
del Mare Arabico (nota anche
come costa di Malabar) nello Stato
del Kerala.
La rete comprende cinque grandi la-
ghi collegati da canali, sia naturali
che artificiali, alimentati da 38 fiumi,

e si estende per un’area che copre la metà della


lunghezza dello Stato del Kerala. Le backwaters
sono formate dall’azione delle correnti che hanno
creato basse isole di barriera tra il mare e le foci
dei fiumi che scendono dalla catena montuosa
dei Ghati occidentali.
Le backwaters sono composte da un vasto reticolo
di canali interconnessi, un sistema labirintico di più di 900 km di corsi d’acqua, paragonabili
al bayou americano. All’interno di questo ecosistema vi sono alcune città e villaggi che fungono da
punti di partenza per le numerose crociere che solcano le acque delle backwaters, utilizzando sovente
le caratteristiche imbarcazioni dette Kettuvallam. Tra le città bagnate dalle backwaters vi sono Alap-
puzha, la “Venezia d’Oriente”, Kot-
tayam e il porto di Kochi.

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Centro Addestramento Elefanti
Kodanad è un piccolo villaggio rurale lungo il fiume nel distretto di Ernakulam a Kochi. La maggior
parte degli hotel organizza una gita di un giorno in questo piccolo e incontaminato villaggio che offre
i migliori centri di addestramento per
adulti e piccoli elefanti. Se riesci ad arri-
vare prima delle otto del mattino, c’è una
buona possibilità che tu possa dare una
mano ai trainer nel dare un lavaggio agli
elefanti, uno dei piaceri più vivaci e più
felici disponibili a Kochi. Guarda gli ele-
fanti che ti rigirano e ti massaggiano
nell’acqua mentre giocano. Si può anche partecipare a safari elefanti con una piccola tassa.

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Kathakali Performance
Kathakali è una delle nove danze classi-
che dell’India e ha origine in Kerala. È
ben noto per i suoi costumi colorati e af-
fascinanti. La danza presenta temi deri-
vati dai poemi epici indù Ramayana, Ma-
habharata e molti altri. Il Kerala Katha-
kali Center di Kochi organizza spettacoli
ogni giorno e offre anche l’opportunità di
osservare gli artisti che applicano il loro
trucco e offre programmi di allenamento anche nelle danze classiche.

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Scuba Cochin
Scuba Cochin è il primo centro di immer-
sioni autorizzate PADI del Sud dell’India
e offre vari corsi di certificazione PADI da
subacqueo a livello di istruttore e immer-
sioni giornaliere. Situato nel centro di
Kochi, offre anche un corso in Emergency
First Responder. Svolgono anche attività
di snorkeling, kayak e un negozio di im-
mersione che offre attrezzature aggior-
nate e di marca.

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Mangiare
Samosa: il finger food speziato. La samosa è un antipasto indiano famoso anche
come street-food perché facile da mangiare con le mani. Sono dei fagottini
triangolari o a mezzaluna di maida, pasta di farina ma che spesso sono proposti
anche con pasta fillo o fritti o cotti al forno con un ripieno speziato: gli ingredienti
possono variare, e si mescolano alla base di patate schiacciate mescolate con
piselli e cipolle, ma anche pollo o formaggio.

Dosa e Masala dosa: crepes vegetariane piccanti. Tra le ricette indiane tipiche della cucina indiana
vegetariana ti consigliamo l’abbinamento Dosa e Masala Dosa.
Il Dosa è una pastella di riso con cui si preparano delle
particolari pancake che hanno la consistenza delle crepes,
perfette per la prima colazione, che sono farcite con il Masala
Dosa, il ripieno piccante di patate, cipolla, curry, curcuma,
coriandolo, riso e lenticchie.

Chole Bhature: il pane da inzuppare nella salsa di ceci.


Il Chole Bhature è un cibo indiano composto da pane fritto
(bhatura) e il chole masala (o chana masala), un
condimento di ceci e spezie. Il Chole Bhature a volte viene
servito durante la colazione indiana.

Kashmiri Aloo Dum: l’antipasto speziato di patate. Una


cena indiana non può definirsi tale senza assaggiare il
Kashmiri Aloo Dum, un piatto vegetariano a base di patate
(aloo) servite con una salsa di yogurt, pomodoro, curry e un
mix di spezie. Il Kashmiri Aloo Dum fa parte degli antipasti
indiani della tradizionale cultura culinaria del nord dell’India
ma è preparato in diverse versioni nelle varie regioni del Paese.
Pollo tikka masala: l’internazionale pollo al curry originale. Il Pollo tikka masala è arrivato in
Occidente conosciuto semplicemente come pollo al curryed è una delle ricette tipiche indiane più
famose a livello internazionale. Il chicken tikka
masala è un pollo marinato nello yogurt e spezie, cotto
al forno e servito con il Masala, una salsa a base di
curry, panna e pomodoro. Di solito viene
accompagnato con una porzione di riso basmati
bollito. Ci sono moltissime varianti di questo piatto
popolare quindi non c’è niente di meglio di assaggiare
un autentico pollo tikka masala in India o in un ristorante indiano.

Pollo Tandoori: il pollo indiano al forno. Il Pollo Tandoori è uno dei piatti tipici della cucina
indiana, molto famoso in Patria ma è popolare anche
nella cucina del sud-est asiatico. Consiste in un pollo
marinato in una salsa di yogurt e spezie chiamata
Tandoori Masala (tra gli ingredienti: coriandolo,
cumino, aglio, cannella, cardamomo, pepe di Cayenna,
pepe, zenzero, chiodi di garofano e alloro). Il pollo
viene poi cotto tradizionalmente nei forni di argilla
chiamati Tandoor, da cui il nome.

Meetha Paan: foglie di palma farcite. Un piatto indiano


molto curioso è il Meetha Paan, delle foglie di betel
arrotolate e farcite da ingredienti, normalmente salati.
Nella ricetta dolce possiamo trovare il finocchio, il
cardamomo e il cocco.

Kati roll: i kebab indiani con l’agnello. Il kati roll è il cibo tipico indiano dello street-food, originario
di Calcutta. Se vuoi provare un autentico kebab, questi panini kati ti incanteranno. La ricetta consiste
nel pane paratha (una specie di focaccia-piadina)
arrotolato e farcito con agnello e verdure. È anche
comune trovare rotoli di kati con carne di pollo. Il kati
roll viene spesso accompagnato da una salsa
rinfrescante a base di lime o limone, o dal chaat masala,
una miscela di spezie contenente anche mango in
polvere.

Daulat ki chaat: il dolce con le spezie. Concludiamo la nostra


cena con uno dei più famosi dolci indiani tipici, il Daulat ki
chaat. È una specie di soufflé preparato con latte, panna,
zucchero, pistacchi e spezie come lo zafferano. È
particolarmente comune nella città di Delhi.

Chaas: la bevanda rinfrescante con lo yogurt. Non dimentichiamo il Chaas (conosciuto anche come
Chhaachh o chhaach), una bevanda tipica
dell’alimentazione indiana. È preparato con yogurt (che le
conferisce una consistenza leggermente cremosa), acqua
fredda, sale e spezie come il cumino. Il Chaas ha proprietà
digestive ed è rinfrescante grazie al suo sapore, perfetta
per i giorni più caldi.

Non lasciate il posto senza aver assaggiato un fish coconut curry e un


vegetarian thoran.

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Comprare
I souvenir a Kerala sono un vasto assortimento di attraenti e singolari oggetti fatti a mano. Tra quelli
più popolari si trovano l’Aranmula Kannadi (lo specchio di metallo); prodotti realizzati a mano dai
gusci di noce di cocco, legno, argilla e canna.

Il Kerala è un tesoro di oggetti d’antiquariato, gioielleria, artigianato, curiosità in legno e ottone e


gli artigiani del Kerala tracciano loro Linage a Vishwakarma, l’architetto degli Dei e sono chiamati
Kammalas. Veramente, si possono raccogliere le sculture Sandalo più divine, Noce di cocco giocattoli
e maschera di Kathakali negli showroom di artigianato a Trivandrum e Kochin.

Kasavu Sari è il tradizionale bianco e oro Sari Kerala che è l’abito


tradizionale indossato dalle donne in Kerala. Il tessuto di Mundu-
sari è cotone ed è sempre intrecciato a mano. Il Kasavu Sari per
occasioni di festa finiture colorate d’oro e il colore della camicia
del neryathum mundum per ogni occasione è determinata da età e stato civile della donna. Giovani
ragazze non sposate indossano camicia verde, mentre sposate di mezza età madri portano blouse.

Aranmula Kannadi è uno specchio in metallo fatto a mano. I metalli


utilizzati sono sconosciuti al pubblico e viene mantenuto come un
segreto di famiglia. A differenza dei normali specchi, essendo uno
specchio in lega metallica, elimina i riflessi secondari e aberrazioni
tipiche di specchi retrovisori.

Slim Pettis – Scrigno Nettur è la scatola di gioielli interamente realizzati a


mano disegnato nella regione Nettur di Thalassery nel distretto di Kannur di
Kerala. Queste scatole, che sono ora valutato come un oggetto da collezione,
sono formate fuori di palissandro (Destra) e Countrywood. Le scatole colorate
dispongono inoltre modelli complicati e ogni accessorio che va nella realizzazione dei prodotti sono
fatti a mano comprese le cerniere; è di solito fatta di legno di rosa o teak ed è riccamente decorato
con ottone.

Nettippattom –Nettippattom è l’ornamento scintillante che adorna la fronte


dell’elefante durante i festival del tempio ed è realizzato in oro da parte di un
clan specializzato di artigiani. Tre kg e mezzo di rame e 24 grammi di oro oro
vanno nella realizzazione di un semplice nettippattom. Si impiegano almeno 20
giorni per realizzare questo ornamento. La dimensione varia con quella dell’elefante.

Nilavilakku – Il Nilavilakku è parte integrante di tutti i riti e cerimonie della vita


di una Keralite. Come il crepuscolo si insinua, le ragazze portano le lampade
accese (nilavilakku) alla veranda della casa. Nilavilakku è una lampada
tradizionale in metallo campana utilizzata comunemente in Kerala. Nilam in
lingua malayalam significa terra e Vilakku significa lampada. Nilam e vilakku
hanno esattamente lo stesso significato nel più vecchio affine linguaggio Tamil.
Accendere il nilavilakku in ogni occasione è ritenuto di buon auspicio.

Maschere Kathakali – Kathakali, la forma d’arte classica molto ammirata di


Kerala, è diventata l’icona più popolare dello stato. Questa maschera Kathakali
attraente è realizzata in fibra ed è tempestata di pietre artificiali. La maschera farà
un meraviglioso arazzo quando si torna indietro dopo una Kerala Experience.
Modelli Maschera Kathakali rendono accuratamente i vari personaggi Kathakali
con lo stesso standard esigenti di un artista Kathakali aderisce al suo make-up e costume.

Pepe, Cardamomo & Spezie – Le migliori Spezie in Kerala comprendono Zenzero,


Curcuma, Star Anise, Cambogia, Pepe nero, Cardamomo, Chiodi di garofano, Cannella
etc

Barca a Serpente– Kerala ha sempre avuto una vasta gamma di regate


serpente che è stata una parte della tradizione del Kerala. Ci sono casi nella
storia del Kerala quando controversie tra i re ei capi sono stati regolati con
regate. Le più grandi barche in Kerala sono le valloms Chundan o Snake Boats.
Le regate della moderna Kerala hanno leggende ad essi associati. Quando
l’aristocrazia era prevalente nello stato, i governanti dei vari regni sarebbero accompagnati nei loro
viaggi da un bel paio di barche – ciascuno per uno scopo particolare come portare il cibo, vestiti e
vasi, servi, donne, armi ecc.

Elefante- l’elefante è l’animale di Stato, presente anche sullo stemma del


governo dello stato di Kerala, tratto dal Royal Arms sia Travancore e Cochin.
Il famoso tempio Guruvayur ha più di 60 elefanti in cattività. Un famoso
elefante, chiamato Guruvayur Kesavan, apparteneva a questo temple. La
maggior parte delle feste locali in Kerala includono almeno un elefante.
Elefanti portano la divinità durante le processioni di festival annuali e circumnambulations
cerimoniali nei templi indù. Gli elefanti del tempio sono decorati con gualdrappe oro placcato
(“nettipattam”), campane, e bracciali. Un modello di elefante fatto a mano è un souveneir ideale da
portare dal Kerala.

Pulpaya – Pulpaya è una stuoia tradizionale di paglia ed è uno dei più antichi prodotti tessuti a mano
dello Stato. Liscio, fresco, rosso e nero disegnato, le tradizionali Pulpaya
o erba stuoie di Kerala hanno anche trovato menzione nel Veda (3500 -
1500 BC), uno dei quattro Veda (trattati filosofici dell’antica India).
Utilizzati per sedersi, nonché per dormire a seconda della loro
dimensione e forma, questi tappeti erano utilizzati soprattutto dalle élite quando la gente comune
usava tavole di legno per sedersi.