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Condensatore serve a raffreddare refrigerante in modo da energizzare fluido.

Ciò a
pressione costante, come fossimo diciamo a bollire pasta, a meno ovviamente di
perdite di carico.
Lui dice: i condensatori ad aria scambiano con aria esterna la quale è a elevata
temperatura. Essendo la temperatura dell'aria molto grande allora la pressione di
condensazione sale. A quel punto scatta il vincolo delle saldature che rischiano di
creparsi. Ergo c'è un pressostato che controlla. Pressostato di massima pressione
Ma io non ho capito cosa fanno e non ho capito perchè aumenta pressione di
condensazione. PRIMO DUBBIO
Questi ventilatori sono nutriti in trifase, ed interveniva il pressostato di massa
in maniera ambigua.

Sta esponendo un concetto: Se hai un motore trifase le correnti sono contrassegnate


e devi rispettare la sequenza del collegamento della morsettiera, la tensione esce
tutta al contrario. In effetti, arrivando una scarsa portata di aria ed interveniva
il pressostato di massa. Tu puoi infatti avere: una elevata temperatura ed aumenta
conseguentemente la condensazione, ma è la stessa cosa se non hai flusso di aria, o
lo hai insufficiente, allora aumenta la condensazione. Un'analogia è rinvenibile
nell'automobile: ci sta il condensatore dell'impianto di condizionamento, che è una
macchina frigorifera che produce aria fredda che passa non so dove, lì non si fa il
post-riscaldamento (cioè l'operazione di comfort che si fa per non far venire aria
troppo fredda, e lo si fa perchè a meno che io non metta le tonsille lì, esse sono
abbastanza lontane da me). Dentro l'automobile dunque abbiamo condensatore ed
abbiamo anche radiatore, che in realtà si chiama radiatore, ma è più un convettore,
perchè quello dell'auto scambia per convezione non per irraggiamento. Si mette
prima il condensatore e poi il radiatore o viceversa?
Prima il condensatore, perchè se ci metti prima il radiatore, con l'aria(?) che è
ad elevata temperatura (intorno ai 90*) l'aria si riscalda e va sopra al
condensatore, e ciò fa aumentare moltissimo la pressione di condensazione, pertanto
l'impianto si blocca. Invece conviene farla riscaldare prima un po' dentro al
condensatore e poi mandarla sul radiatore.

Io devo capire un po' di cose: la prima come funziona il condensatore ad aria che
non l'ho capito, perchè per come lo intendo io non so, la seconda cosa speculare
sull'aria, in effetti..

SCUSA NELLA MACCHINA FRIGORIFERA CHE È L'IMPIANTO DELL'AUTO VIENE RAFFREDDATA ARIA.
E viene raffreddata nel condensatore? Ma pazziamo?
Appunti dal YT
Nota che l'evaporatore sta dentro casa, ed è mantenuto a temperatura più bassa
dell'ambiente, per cui riceve calore, sarebbe proprio la cassa di dentro.
Ovviamente poichè l'evaporatore mantenuto a temperatura più bassa prende il calore
dall'aria, tu hai che l'aria è raffreddata, ma come detto è l'evaporatore che dà
questo effetto

Però rivediamo un attimo e cerchiamo di riassumere.


Esatto la cosa è che tu porti il refrigerante a pressione più elevata così esso
spinge energia verso l'aria esterna, rispetto a cui è superiore in pressione e
temperatura

Che vuol dire se ho flusso insufficiente di aria aumenta la pressione di


condensazione? Cioè immagina non ci sia ventilatore. Probabilmente riesci a buttare
via meno calore, in quanto è caldo condensatore out, ergo aumenta la pressione di
condensazione, perchè il refrigerante non si "scarica" Albè

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Problema: il refrigerante e l'olio debbono camminare insieme, ed in particolare il
il refrigerante deve trascinarsi l'olio perchè se il refr. finisce nel compressore
senza olio, allora esso si grippa. Ciò è sentito soprattutto nell'evaporatore-in-
freddo, l'olio a causa delle basse temperature non riesce a miscelarsi al
refrigerante, ergo nella zona a più bassa di temperatura non ci sta una
miscelazione refrigerante-olio favorita e questo comporta che il refrigerante può
sfruttare solo la propria velocità per poter trascinare l'olio: sforzi di taglio. E
questa cosa influenza le caratteristiche di certi prodotti: infatti, dato che come
visto nel video, l'unità esterna "condensatore-caldo-out" è integrata col
compressore, allora in certi tipi di evaporatori, quelli split, è data la massima
distanza sia in pianta che in altezza relativa tra unità esterna ed evaporatore.
C'è un altro problema collegato a ciò: ci sono le macchine inverse dell'università
le quali hanno generalmente numerose unità interne, le quali contengono
evidentemente evaporatori, ed un'unità esterna, la quale, come visto su YT, ha
compressore+condensatore_caldo_out. Il problema è legato al circolo dell'olio
allorchè l'utenza in funzione fosse in numero minore rispetto alle utenze totali.
Potrebbe non esserci il flusso sufficiente per trascinare l'olio, problema
evidenziato precedentemente. Il refrigerante per trascinare olio deve avere certa
velocità a fine evaporazione o ad inizio-aspirazione compressore. La messa a punto
di certe valvole di espansione ha fatto sì che anche se le altre macchine sono
spente, ci sta un solenoide, nel quale passa il 5% della portata anche dalle
macchine spente in modo che convergendo tutte le portate nella "grande" si abbia il
flusso sufficiente a trascinare l'olio di lubrificazione, ciò ha consentito
l'ideazione delle macchine, delle unità interne (evaporatori) che stanno nelle
aule.

Ora
Senti: o puoi fare impianto tipo quelli all'università, cioè a volume di
refrigerante variabile, quindi a seconda di come esso si comporta carichi e
scarichi calore, oppure idron(l)ica, cioè fai una macchina frigorifera sopra al
fabbricato che produce acqua fredda e tale cosa distribuisce l'acqua dentro. E
questa è la grande innovazione, e tu dando l'acqua fredda essa credo divenga lo
scarico anzichè l'aria. Dal punto di vista degli svantaggi, coll'idronico inauguro
un ulteriore S.d.C., perchè sulla testa del fabbricato noi abbiamo macchina
frigorifera con evaporatore proprio, introducendo così irreversibilità. E tali
irreversibilità consistono della seguente cosa: se voglio acqua fredda a 7°C devo
avere refrigerante che evapora a 2°C; se avessimo distribuito nell'ambiente
refrigerante a 7°C, avremmo avuto evaporazione a 7°C, che significa minore rapporto
di compressione etc....il che significa maggiori irreversibilità esterna, con
conseguente maggior consumo di energia. Ma avremmo anche dei vantaggi: confinare
refrigerante in macchina esterna, e non porti inoltre refrigerante in giro per
l'ambiente, e se tu usi refrigerante e lo fai camminare lungo un percorso e lì c'è
una perdita, pur non essendo il refrigerante tossico esso può sostituirsi
all'ambiente. Ergo, se lo confino, posso usarne uno più pericoloso, tipo ammoniaca.
Attenzione che legata alle perdite c'è pure la questione legata all'igroscopicità
degli oli commerciali di lubrificazione, pigliano umidità e le cose fz male.

Commento: lui dice essendo acqua e refrigerante a differenza finita,


all'interfaccia evaporativa-in-colder, è diverso...se fai circolare nell'ambiente
il refrigerante
Vedi mail, se ci capisci ok

Torre evaporativa: refr. a 40° mentre aria esterna a 30°. Ovviamente refrigerante
può arrivare a 30°, se la superficie fosse infinita, limite inferiore. Refrigerante
può andare below 30°C? Allora, per rispondere l'aria esterna è umida, la
percentuale di vapore d'acqua presente nell'aria rispetto alla massima possibile si
chiama umidità relativa_proprietàMeccanica. Ciò signfica che qualsiasi quantità di
H2O in eccesso condenserebbe. L'umidità relativa collegata alla pressione parziale
del vapore. Riscaldare aria umida a titolo costante significa che umidità relativa
diminuisce. Se io ho aria a 30°C è temperatura di bulbo asciutto, poi ci sta la
temperatura a bulbo bagnato, che non è una proprietà termodinamica. Esistono tanti
diagrammi ASHRAE quante sono le pressioni. Tra le proprietà termodinamiche, non c'è
la temperatura di bulbo bagnato ma praticamente la temperatura di bulbo bagnato ha
lo stesso valore della temperatura di saturazione adiabatica.
Ci sta dell'aria che entra in un saturatore adiabatico e scambia con acqua, ergo
aria non satura e si trova a contatto con acqua liquida. L'aria si comporterà come
capacità per l'acqua, ergo acqua fornirà vapore all'aria fino a che l'aria non
diventa satura. Ergo modello di miscelazione di tipo adiabatico. Questo vapore
d'acqua che ha saturato aria ha preso energia da acqua, che si è raffreddata ergo
aria si è prima umidificata a T costante e poi si è raffreddata in modo sensibile
perchè è stata a contatto con acqua raffreddata, e siccome questo processo è
adiabatico avviene isoentalpicamente. Però rispetto alla temperatura iniziale
dell'aria che era a temperatura di bulbo asciutto, allora la T_air è diminuita.
Essendo il condotto infinito, si ipotizza acqua a stessa

Ma se siamo nella torre evaporativa: scambio finito, temperatura di bulbo umido non
è raggiunta, ti fermi prima, cioè a temperatura di bulbo umido+3-4°C, cioè non
riesci a raffreddare idealmente. Ergo acqua nebulizzata coll'aria controcorrente,
il tutto avviene in spazio più piccolo che nel saturatore adiabatico, che è uno
schema ideale, e non riesci a raffreddare del tutto rispetto alla temperatura di
bulbo bagnato. Quindi la T di raffreddamento è compreso tra bulbo asciutto e umido.
L'acqua che va reintegrata è necessaria ed ha un certo costo.
E quindi?!?

Ora sistemi di laminazione


Il più semplice è tubo capillare. Ti ricordo che il modo migliore per diminuir la
sezione è ridurre bruscamente il diametro. Si vende in matasse. Si usano nei
sistemi a carico statico. Mette in contatto condensatore con evaporazione. Agisce
come dosatore.
Non si può usare il tubo dove carico non è costante. SUNTO:
Che succede a carico variabile? Se diminuisce carico frigorifero diminuisce
temperatura di evaporazione, lui dice. Noi pensiamo che il carico sia capacità
frigorifera, la quale al diminuire della temperatura di evaporazione diminuisce. Il
refrigerante che sta dentro l'evaporatore sa che se diminuisce il carico diminuisce
l'energia TERMICA con cui scambia ergo diventa più freddo,se diventa più freddo
essendo in condiizon bifasiche ergo diminuisc pressione di evaporazione ergo
pressione di aspirazione, ma il capillare ciò non lo sa ergo continua a fornire
refrigerante all'evaporatore, e quindi il refrigerante si accumula nell'evaporatore
senza riuscire ad evaporarsi, l'evaporatore ha una sua capacità così ergo al
condensatore rimane refrigerante in maniera gassosa(?). Mentre cioè l'evaporatore
si allarga, e manca il liquido al condensatore che deve ovviamente arrivare a
sottoraffreddamento, se manca il liquido vuol dire che al condensatore..il
refrigerante non riesce a diventare tutto liquido ma ne rimane una parte in stato
gassoso. Questo fatto fa sì che il refrigerante non riesce a passare dentro al
capillare, e in questo modo la conseguenza è che la portata massica di refrigerante
diminuisce, e questo è l'unico modo in cui puoi regolare il tubo capillare. Nota
che è vero che il sistema è chiuso ma se vari queste caratteristiche certi fenomeni
avvengono in un tempo più allargato, e se le cose si smorzano puoi guardare le cose
come in una rappresentazione fisica smorzata. Giustamente allargare i tempi qui ha
conseguenze: poichè il refrigerante passa di meno, con portate minori nel tubo
capillare, che come detto offriva caduta di pressione, la pressione aumenta! Se il
frigorifero in queste condizioni lo poniamo in un ambiente a temperatura costante,
allora il condensator che stava condensando non ce la fa più a condensare, perchè
la differenza coll'ambiente è diminuita ergo in testa al capillare si presenta in
queste condizioni qua, che significa che c'è la presenza di vapore, e siccome il
capillare ha diametro molto piccolo, il vapore si colloca sulla sommità del
capillare, il refrigerante non riesce a passare ed aumenta la pressione fino al
punto 3', quando ricompare il liquido, la laminazione la fa il tubo capillare, ma
porta poi il punto di evaporazione più in alto, perchè è come se al tubo capillare
fosse associato, qualunque siano le condizioni esterne, la stessa laminazione, la
stessa differenza di pressione. Ergo più in alto è il cazz più in alto è il pesc.
Con sistema a capillare, non esagerare carica, se no rischi di far aumentare la
pressione di condensazione, e ciò dicemmo essere un problema. Il fatto che il
capillare non presenti organi di intercettazione fa sì che quando si ferma col
termostato le pressioni si equilibrano e quindi il compressore può partire con una
coppia di spunto più bassa. La ripartenza si può fare per tentativi o tramite
tabelle.

Ora valvola di espansione termostatica.


La valvola di espansione regola la portata di refrigerante in funzione della
temperatura all'uscita dell'evaporatore_in_colder. Ammettiamo che impianto funzioni
e ad un certo punto aumenta il carico frigorifero, ergo il refrigerante si
surriscalderà più velocemente. Il feedback di collegamento tra l'uscita evaporatore
e la valvola lo percepisce e dice: valvola, apri l'orifizio in maniera da far
passare più refrigerante. Viceversa al contrario. A che serve il serbatoio? Il
refrigerante lo deve avere ergo ci sta il serbatoio. Io penso che è quello che sta
al serbatoio che viene costretto a passare diversamente in fz del feedback. Il
serbatoio potrebbe anche non esserci, le ultime spire del condensatore a volte sono
piene di liquido. La pressione di un fluido che è inserito in un circuito che
termina con bulbo che sta all'uscita dell'evaporatore..

AL DIMINUIRE DELLA TEMPERATURA DI EVAPORAZIONE DIMINUISCE PRESSIONE ERGO QUANDO


GIUNGI VOLUME SPECIFICO AUMENTA ISOBARICAMENTE FINO A CHE NON ARRIVI NELLA ZONA DEI
VAPORI SURRISCALDATI, Lì MUOVENDOTI SEMPRE A PRESSIONE COSTANTE HAI UNA DENSITà PIù
BASSA DI PRIMA, ERGO DIMINUISCE PORTATA MASSIMA.

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8Ott2019
L'apertura e chiusura del bulbo avviene in base alla pressione di evaporazione. In
realtà l'evaporatore ha una perdita di carico. Dovresti considerare un secondo
surriscaldamento, il surr. vero dovuto alla perdita di carico. La cosa si risolve
molto facile:Si mette il ramo aggiuntivo all'uscita dell'evaporatore, ergo valvola
con equalizzazione esterna, specie per valvole con perdite di carico grosse. Vedi
che la pressione trasmessa dall'equalizzatore non è quella legata al bulbo, ma
quella legata al termine di P_ev!
La presa di pressione deve stare a contatto col fluido, quella di equalizzazione, e
deve dunque bucare il tubo, mentre l'altro, il bulbo, deve stare su superficie
esterna, evitando tracce di refrigerante liquido. Il fluido nel bulbo non sembra
importare ai fini della pressione. Questa valvola vista velocemente rappresenta

Le valvole espansione elettroniche seguite da motore passo-passo o di tipo


solenoide, ah hiusto il controllore ha le curve P-T per il fluido, e si calcola
qual è la portata massica per avere un certo (sur)riscaldamento. La valvola
realizza dunque il voluto surriscaldamento avendo le mappe incorporate il
controllore.
Un caso in cui si usa valvola elettronica, se hai impianto frigorifero a bassa T
ambiente, pressione di condensazione si abbassa, così c'è insufficienza a fornire
giusta quantità di refrigerante. Quindi ai capi della valvola avremo differenza di
pressione più piccola, a parità di sottocaz e surcaz. E la valvola potrebbe non
funzionare correttamente, non riesce a laminare, e tal problema è sentito nei climi
più rigidi, molto spesso la pressione si abbassa talmente che la valvola non
funziona. Se risolvi, hai il conflitto COP più basso per garantire corretto
funzionamento della valvola. Ergo COP influenzato. Tali problemi ci sono per
valvola meccanica, non per elettronica.

La qualità di energia aumenta se calore è conservato a maggiore temperatura. Una


possibilità di usare i reflui termici è quella di metterli negli assorbitori.
Quando usi energia elettrica anzichè altro è solo perchè non avendo la macchina
parti in movimento, non è, a differenza del compressore, rumorosa. Ergo pompe di
calore ad assorbitore anzichè a compressore. IL COP è più o meno 1/3 di quello che
compete ad una macchina a compressione di vapore. L'acqua assorbe ammoniaca sempre
meno al maggiorarsi della temperatura. La reazione di assorbimento è esotermica. Il
che significa che se voglio separare devo fornire energia dall'esterno. In questo
caso dunque, in questi cazz ad assorbimento è dunque importante poter esportare
velocemente e al meglio energia. In questi cazz acqua-bromuro di litio usati per lo
più.

Come funziona la macchina? Recipiente ermetico in cui è fatto il vuoto


Dicevamo parlare di vuoto è un'ipotesi forte perchè colle pompe a palette arrivi a
10^(-3) bar, non riesci a fare meglio, diciamo. Performance più spinte si hanno
colle pompe turbomolecolari.
Dentro l'evaporatore vogliamo che acqua evapori
Se noi vogliamo acqua refrigerante, macchina deve stare a 7°C, qua dentro acqua
entrerà a 12 ed uscirà a 7°C. L'acqua deve evaporare a 2-3°c, cioè poco prima di
farla ghiacciare. L'obiettivo quindi è realizzare lì una pressione tale per cui
l'acqua evapori pure a 2-3 °C. L'acqua evaporando raffredda il cazz. È chiaro che
se l'acqua evapora, la pressione sale e non resta più vuoto, allora devo mandare
via questo vapore di acqua, prendendo il bromuro di litio facendolo incontrare col
vapore di acqua, così che il vapore di acqua si scioglie nel bromuro di litio, e a
quel punto c'è cessione di energia termica, e dunque ci sarà l'acqua di
raffreddamento, che servirà a far evolvere processo per cui vapore di acqua finisce
nel bromuro di litio, e alla fine avremo soluzione vapore+bromuro di litio. Ci
sarà altra acqua che favorisce dissoluzione. L'acqua fa da refrigerante, non il
bromuro di litio, va bene se io volessi acqua per impianto di condizionamento,
perchè se volessi ad esempio raffreddare qualche fluido a -20°C, ed allora il
refrigerante deve evaporare a -30°, perchè deve ricevere energia, ma la questione è
che l'acqua a -30 °C è solidificata e non può evaporare.

Dunque, Albè, nell'evaporatore, il raffreddamento del fluido si ottiene facendo


evaporare ergo energizzare il refrigerante. Nel primo caso, in particolare, il
fluido refrigerante_evaporante_riscaldante è l'acqua ed anche il fluido da
raffreddare (refrigerato) è acqua. Il problema è che evaporando l'acqua la
pressione aumenta e niente più vuoto, lo perdi, quindi devi trovar eil modo di
farlo rimanere, e per farlo utilizzi l'assorbimento attraverso bromuro di litio: il
processo è esotermico e dunque quando c'è rilascio di energia serve un vettore cui
scaricarla e questa è l'acqua di raffreddamento, appositamente messa per
raffreddare. Detto ciò, ci sta la question che l'acqua va bene come refrigerante
solo nel caso in cui non devi raffreddare in condizioni in cui è ghiacciata