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GUIDA

ai servizi di verifica di
attrezzature, macchine
e impianti di più ampia
pratica e interesse

Edizione 2019
Pubblicazione realizzata da

Inail
Direzione centrale pianificazione e comunicazione
Direzione centrale ricerca
Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti
ed insediamenti antropici
Unità operativa territoriale di Como
Unità operativa territoriale di Roma
Unità operativa territoriale di Palermo

© 2019 - Inail
ISBN 978-88-7484-145-5

Distribuita gratuitamente dall’Inail, ne è vietata la vendita e la riproduzione anche parziale.

Tipolitografia Inail - Milano, maggio 2019


Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Introduzione alla guida

1. Impianti di riscaldamento 6
1.1 Tipologia di verifica
Esame progetto e verifica di impianti di riscaldamento di nuova installa-
zione (decreto ministeriale 1° dicembre 1975) non rientranti nelle attrez-
zature di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 8
1.2 Tipologia di verifica
Esame progetto e verifica di impianti di riscaldamento (decreto ministe-
riale 1° dicembre 1975) sottoposti a verifiche non rientranti nelle attrez-
zature di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 a seguito
di modifica importante. 10
1.3 Tipologia di verifica
Prima verifica periodica degli impianti di riscaldamento rientranti nelle
attrezzature di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 12

2. Impianti di messa a terra e impianti di protezione contro le scariche


atmosferiche 14
2.1 Tipologia di verifica
Verifica dell’impianto di messa a terra. 16
2.2 Tipologia di verifica
Verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmo-
sferiche. 19

3. Recipienti di trasporto gas – bombole per GPL 22


3.1 Tipologia di verifica
Revisione periodica delle bombole soggette al decreto ministeriale
12 settembre 1925 e successive norme e circolari del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e recipienti costruiti secondo la direttiva
TPED. 24

4. Idroestrattori, carrelli semoventi a braccio telescopico, piattaforme


di lavoro autosollevanti su colonne e ascensori e montacarichi da
cantiere 26
4.1 Tipologia di verifica
Prima verifica periodica di taluni idroestrattori, di carrelli semoventi a
braccio telescopico, piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne e
ascensori e montacarichi da cantiere. 31

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

5 Apparecchi di sollevamento 33
5.1 Tipologia di verifica
Prima verifica periodica di apparecchi di sollevamento cose e apparecchi
di sollevamento persone. 37

6. Ponti sospesi e macchine agricole raccoglifrutta 39


6.1 Tipologia di verifica
Prima verifica periodica di ponti sospesi e macchine agricole raccogli- 41
frutta.
43
7. Ponti sollevatori per veicoli
7.1 Tipologia di verifica
Riconoscimento di idoneità del ponte destinato a svolgere l’attività di 44
revisione dei veicoli.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Introduzione alla guida

Le attività di verifica su attrezzature, macchine e impianti che il legislatore ha


attribuito all’Inail, sono molteplici e hanno primariamente come finalità l’accerta-
mento del loro esercizio in sicurezza sia nei luoghi di vita che di lavoro. Tali attività
possono essere svolte, secondo la previsione normativa, in via esclusiva o per il
tramite di altri operatori.

Gli interventi di verifica vengono svolti dalle Unità operative territoriali in base
alla competenza geografica, nonché, laddove previsto, dal Dipartimento innova-
zioni tecnologiche per la sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antro-
pici dell’Istituto, seguendo i dettami legislativi di riferimento e le più aggiornate
normative di settore.

Tutte le informazioni concernenti le modalità di richiesta delle attività di verifica


sono illustrate sul portale istituzionale al link https://www.inail.it/cs/internet/atti-
e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/ricerca-e-tecnologia.html, dal quale
possono essere tratti i relativi riferimenti normativi, nonché la modulistica da
compilare e le indicazioni per l’inoltro.

La presente Guida è stata realizzata allo scopo di orientare l’utenza (datori di


lavoro, installatori, noleggiatori, proprietari, utilizzatori, amministratori di con-
dominio, ecc.) all’accesso rapido alle informazioni più richieste nel tempo dagli
stessi utenti. La Guida, infatti, non esaurisce il novero delle attività di verifica che
l’Istituto è chiamato a prestare, ma contempla solo quelle di più ampia pratica e
vasto interesse per la platea dei fruitori.

A tal proposito, sono stati individuati sette ambiti di verifica, che sono oggetto di
trattazione nei capitoli della guida.

Per ciascuno di questi ambiti sono state redatte specifiche schede di sintesi dei
servizi prestati, ognuna delle quali illustra una tipologia di prestazione, le modali-
tà per richiederla e l’iter procedurale per attivarla.

I servizi, a forte connotazione specialistica, sono generalmente a carattere one-


roso, secondo importi definiti da specifici tariffari nazionali indicati nelle schede.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

1. Impianti di riscaldamento

Per “impianto di riscaldamento o impianto termico” deve intendersi un impianto


tecnologico destinato al riscaldamento degli ambienti, con o senza produzione di
acqua calda per usi igienici e sanitari, comprendente i sistemi di generazione, di-
stribuzione e utilizzazione del calore, nonché i dispositivi e accessori di sicurezza,
regolazione e controllo.

Gli impianti di riscaldamento alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso,


utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore
alla temperatura di ebollizione a pressione atmosferica, devono essere realizzati
e installati in modo che ne sia garantita la sicurezza di funzionamento anche alla
massima pressione di esercizio.

Il focolare, nel quale brucia il combustibile, caratterizza la potenza massima com-


plessiva dell’impianto in termini prestazionali.

Gli impianti che sviluppano una potenza globale complessiva al focolare superio-
re a 35 kW devono rispettare le prescrizioni del decreto ministeriale 1° dicembre
1975 oltre che della Raccolta R dell’Inail. In particolare, per gli impianti denunciati
all’Inail prima del 1° marzo 2011, le specifiche tecniche di riferimento sono quelle
previste dalla Raccolta R ed. 1982, mentre per quelli denunciati successivamente
al 1° marzo 2011, le specifiche tecniche di riferimento sono quelle previste dalla
Raccolta R ed. 2009.

Per tali impianti l’Inail rilascia un libretto matricolare. La denuncia e la richiesta di


verifica si effettuano tramite l’apposita modulistica disponibile sul portale dell’Inail.

Di seguito un breve accenno sugli impianti di riscaldamento considerati attrez-


zature di lavoro. Tali impianti rientrano nella disciplina delle verifiche periodiche
come attrezzature di lavoro (previste dal decreto ministeriale 11 aprile 2011) uni-
camente quando sono asserviti ai cosiddetti “processi produttivi” secondo quan-
to riportato nella definizione di attrezzatura di lavoro di cui al decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81 ovvero “qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto,
inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’at-
tuazione di un processo produttivo, destinato a essere usato durante il lavoro”.
Per gli impianti con potenzialità superiore a 116 kW, il datore di lavoro, ai sensi
del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, in conformi-
tà alla periodicità stabilita dall’allegato VII al medesimo decreto, deve provvedere
a richiedere all’Inail la prima delle verifiche periodiche dell’impianto. La richiesta
di prima verifica periodica si effettua tramite l’apposita modulistica disponibile

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sul portale dell’Inail. Le verifiche periodiche sono finalizzate ad accertare la con-


formità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’u-
so, lo stato di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di
sicurezza previste in origine dal fabbricante e specifiche dell’impianto, l’efficienza
dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

Tutte le informazioni relative alle modalità di richiesta di espletamento delle at-


tività di controllo e verifica dell’Istituto possono essere reperite sul portale istitu-
zionale al seguente link:

https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca-e-tecnologia/certificazione-verifi-
ca-e-innovazione.html

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

1.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Esame progetto e verifica di impianti di riscaldamento di nuova installazione (de-


creto ministeriale 1° dicembre 1975) non rientranti nelle attrezzature di lavoro di
cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

UTENTI DESTINATARI
Installatori, proprietari e amministratori di condominio.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Esame del progetto e verifica di nuovi impianti di riscaldamento utilizzanti acqua
calda sotto pressione con temperatura non superiore a 110°C e potenza massi-
ma complessiva dei focolari (o portata termica massima complessiva dei focolari)
superiore a 35 kW.

FINALITÀ
Accertare la rispondenza dell’impianto al progetto e alla normativa tecnica di ri-
ferimento.

MODALITÀ PER LA DENUNCIA


La denuncia di impianti di riscaldamento deve essere presentata prima che venga
iniziata la costruzione dell’impianto da parte dell’installatore. Nel caso in cui l’in-
stallatore non sia stato ancora designato, la denuncia può essere presentata dal
proprietario, o dall’amministratore del condominio per gli edifici condominiali. In
tal caso, in sede di richiesta di sopralluogo per l’accertamento della conformità
al progetto approvato, l’utente dovrà comunicare il nominativo dell’installatore.
A seguito della denuncia, l’Inail esprime il parere di conformità del progetto pre-
sentato ai requisiti della normativa tecnica applicabile.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


A seguito del parere di conformità del progetto presentato, l’utente richiede il
sopralluogo per la verifica dell’impianto realizzato secondo le modalità di seguito
illustrate. Si specifica che all’atto del sopralluogo deve essere presente l’installa-
tore dell’impianto.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
Tutte le denunce, richieste e comunicazioni devono essere effettuate via Pec (o
attraverso i servizi online prossimamente disponibili sul portale dell’Inail). Potran-
no essere accettati con altre modalità (posta ordinaria o consegna a mano) solo
allegati che per la loro particolarità (es. elaborati complessi) presentino difficoltà
a essere digitalizzati. Gli elaborati grafici dovranno essere firmati elettronicamen-

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

te/digitalmente da un professionista abilitato ai sensi della vigente normativa. È


possibile effettuare l’invio telematico senza la firma digitale allegando le scansio-
ni in formato pdf dei documenti con timbro e firma autografa del professionista.
È ammesso, altresì, che la ricezione e/o l’invio della suddetta corrispondenza av-
venga a mezzo Pec da soggetto diverso dal denunciante, purché da questi oppor-
tunamente delegato.

I moduli per la richiesta della verifica sono presenti al seguente link:


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html

Dopo la presentazione della denuncia o richiesta di sopralluogo, all’utente viene


inviata una richiesta di pagamento. Il pagamento può essere effettuato tramite
bonifico bancario o bollettino di conto corrente postale indicando:
• il numero cronologico assegnato all’atto della richiesta;
• la prestazione indicata nella richiesta di pagamento.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal Tariffario pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005.

In particolare, per quanto riguarda il servizio di esame progetto, si applica la tarif-


fa oraria, codice tariffa 10, con un minimo di due ore.

Per quanto riguarda il servizio di verifica si applicano le tariffe riportate in Allega-


to 1, seconda colonna (1° n. imp. str.):
codice tariffa potenza in kW
6880 da 35 fino a 163
6890 oltre 163 fino a 593
6900 oltre 593 fino a 1314
6910 oltre 1314 fino a 2291
6920 oltre 2291 fino a 3489
6930 oltre 3489 fino a 4652
6940 oltre 4652.

Si applica, inoltre, la tariffa aggiuntiva commisurata al numero dei vasi di espan-


sione installati.

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1.2 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Esame progetto e verifica di impianti di riscaldamento (decreto ministeriale


1° dicembre 1975) sottoposti a verifiche non rientranti nelle attrezzature di lavoro
di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 a seguito di modifica importante.

UTENTI DESTINATARI
Installatori, proprietari e amministratori di condominio.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Esame del progetto e verifica di impianti sottoposti a modifiche importanti quali
i dispositivi di sicurezza e protezione del generatore, la sostituzione o la modifica
del generatore con aumento della potenzialità o variazione della pressione di
targa, oppure l’installazione o modifica di circuiti con nuovi vasi di espansione.

FINALITÀ
Accertare la rispondenza dell’impianto al progetto e alla normativa tecnica di ri-
ferimento.

MODALITÀ PER LA DENUNCIA


La denuncia di impianti di riscaldamento deve essere presentata prima che ven-
ga iniziata la modifica dell’impianto da parte dell’installatore. Nel caso in cui l’in-
stallatore non sia stato ancora designato, la denuncia può essere presentata dal
proprietario o dall’amministratore del condominio per gli edifici condominiali. In
tal caso, in sede di richiesta di sopralluogo per l’accertamento della conformità al
progetto approvato, l’utente dovrà comunicare il nominativo dell’installatore. A
seguito della denuncia l’Inail esprime il parere di conformità del progetto presen-
tato ai requisiti della normativa tecnica applicabile.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


A seguito del parere di conformità del progetto presentato, l’utente richiede il so-
pralluogo per la verifica secondo le modalità di seguito elencate. Si specifica che
all’atto del sopralluogo deve essere presente l’installatore dell’impianto.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
Tutte le denunce, richieste e comunicazioni devono essere effettuate via Pec (o
attraverso i servizi online prossimamente disponibili sul portale dell’Inail). Potran-
no essere accettati con altre modalità (posta ordinaria o consegna a mano) solo
allegati che per la loro particolarità (es. elaborati complessi) presentino difficoltà
a essere digitalizzati. Gli elaborati grafici dovranno essere firmati elettronicamen-
te/digitalmente da un professionista abilitato ai sensi della vigente normativa. È

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possibile effettuare l’invio telematico senza la firma digitale allegando le scansio-


ni in formato pdf dei documenti con timbro e firma autografa del professionista.
È ammesso, altresì, che la ricezione e/o l’invio della suddetta corrispondenza av-
venga a mezzo Pec da soggetto diverso dal denunciante, purché da questi oppor-
tunamente delegato.

I moduli per la richiesta della verifica sono presenti al seguente link:


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html

Dopo la presentazione della denuncia o richiesta di sopralluogo, all’utente viene


inviata una richiesta di pagamento. Il pagamento può essere effettuato tramite
bonifico bancario o bollettino di conto corrente postale indicando:
• il numero cronologico assegnato all’atto della richiesta;
• la prestazione indicata nella richiesta di pagamento.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal Tariffario pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005.

In particolare, per quanto riguarda il servizio di esame progetto, si applica la tarif-


fa oraria, codice tariffa 10, con un minimo di due ore.

Per quanto riguarda il servizio di verifica si applicano le tariffe riportate in Allega-


to 1, seconda colonna (1° n. imp. str.):
codice tariffa potenza in kW
6880 da 35 fino a 163
6890 oltre 163 fino a 593
6900 oltre 593 fino a 1314
6910 oltre 1314 fino a 2291
6920 oltre 2291 fino a 3489
6930 oltre 3489 fino a 4652
6940 oltre 4652.

Si applica, inoltre, la tariffa aggiuntiva commisurata al numero dei vasi di espan-


sione installati.

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1.3 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Prima verifica periodica degli impianti di riscaldamento rientranti nelle attrezza-


ture di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro utilizzatori della specifica attrezzatura.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Verifica del mantenimento delle condizioni di sicurezza.

Il datore di lavoro deve rivolgersi all’Inail per la prima verifica periodica mentre,
per le verifiche successive deve rivolgersi alle Asl o Arpa o ai soggetti abilitati;
la periodicità con la quale dette verifiche devono essere effettuate è indicata
nell’allegato VII al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifica-
zioni. Per l’effettuazione della prima verifica periodica l’Inail può avvalersi dei
soggetti abilitati, pubblici o privati, come previsto dal decreto ministeriale 11
aprile 2011.

FINALITÀ
Verificare il mantenimento delle condizioni di sicurezza già accertate all’atto della
verifica precedente (ex art. 22 del decreto ministeriale 1 dicembre 1975).

MODALITÀ DI VERIFICA
La verifica viene effettuata, previa identificazione dell’impianto, esaminando il
verbale relativo alla precedente messa in servizio. La configurazione dell’im-
pianto deve risultare invariata rispetto a quanto verbalizzato in occasione delle
verifiche precedenti e i dispositivi di sicurezza devono risultare in ordine ed
efficienti.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
La richiesta di prima verifica periodica deve essere inoltrata tramite Pec (o attra-
verso i servizi online prossimamente disponibili sul portale dell’Inail).
La richiesta può ritenersi completa se contiene almeno le seguenti informazioni:
- indirizzo completo presso cui si trova l’impianto;
- dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita Iva) e i riferi-
menti telefonici;
- dati identificativi dell’impianto (tipologia, matricola);
- indicazione del soggetto abilitato iscritto nell’elenco di cui al decreto ministe-
riale 11 aprile 2011;
- data della richiesta.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

È utile che a tale richiesta il datore di lavoro alleghi copia del libretto matricolare
Ispesl/Inail onde consentire una corretta identificazione dell’impianto.

Dalla data di ricevimento della richiesta completa di tutti gli elementi previsti
inizia il computo dei quarantacinque giorni entro i quali l’Inail può intervenire,
effettuando direttamente la verifica, o affidando il servizio al soggetto abilitato
indicato dal datore di lavoro nella richiesta e scelto tra quelli rientranti negli elen-
chi regionali dell’Inail, reperibili sul portale istituzionale nella sezione Attività ->
Ricerca e Tecnologia.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal tariffario di cui al decreto dirigenziale del 23 novembre 2012 “Tariffe
per le attività di verifica periodica delle attrezzature di cui all’allegato VII del de-
creto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” e successive modificazioni.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

2. Impianti di messa a terra e impianti di protezione contro le scari-


che atmosferiche

I procedimenti relativi alle installazioni e ai dispositivi di protezione contro le sca-


riche atmosferiche, agli impianti di messa a terra e agli impianti elettrici in luo-
ghi con pericolo di esplosione sono disciplinati dal decreto del Presidente della
Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 “Regolamento di semplificazione del proce-
dimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scari-
che atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti
elettrici pericolosi”.

La regolamentazione si applica agli ambienti di lavoro nei quali sia individuabile


la figura di almeno un “lavoratore” ovvero una persona che, indipendentemente
dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organiz-
zazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche
al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli ad-
detti ai servizi domestici e familiari.

In base all’art. 3 del citato decreto, è attribuito all’Inail il controllo a campione del-
la “prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di prote-
zione contro le scariche atmosferiche e i dispositivi di messa a terra degli impianti
elettrici”.

Per impianto di messa a terra si intende l’insieme dei dispersori, conduttori di terra,
conduttori equipotenziali, collettori di terra e conduttori di protezione destinati a
realizzare la messa a terra di protezione. Ai fini del medesimo decreto si intendono
facenti parte dell’impianto di messa a terra anche i segnalatori di primo guasto (ove
esistenti) e i dispositivi di protezione dalle sovracorrenti o dalle correnti di disper-
sione predisposti per assicurare la protezione dai contatti indiretti. Sono soggetti
all’obbligo di denuncia di cui all’art. 2, gli impianti di messa a terra realizzati per
la protezione delle persone dai contatti indiretti mediante interruzione automa-
tica dell’alimentazione. Non rientrano in tale obbligo gli impianti di terra realizzati
esclusivamente per ragioni funzionali, o per altri motivi, e i sistemi di protezione dai
contatti indiretti che non si basano sull’interruzione automatica dell’alimentazione.

Per quanto riguarda gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche, inve-
ce, sono soggetti all’obbligo di denuncia di cui all’art. 2 del suddetto decreto solo
le installazioni e i dispositivi di protezione quando, a seguito della valutazione
del rischio fulminazione (diretta e indiretta) effettuata secondo la pertinente nor-
mativa tecnica (CEI EN 62305-2), risultino necessari ai fini del contenimento della
componente di rischio R1 (perdita di vita umana).

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Relativamente agli ambienti con pericolo di esplosione, solo gli impianti di ter-
ra possono essere sottoposti a prima verifica, mentre i relativi impianti elettrici
sono oggetto di omologazione di competenza delle Asl o Arpa.

La prima verifica a campione va effettuata solo su impianti di nuova installazione


o che abbiano subito un rifacimento tale da essere assimilabile a uno nuovo. Con
riferimento agli impianti di messa a terra si considerano tali le variazioni della
categoria dell’impianto e la modifica della destinazione d’uso con applicazione di
una diversa normativa tecnica che prevede un aumento del livello di sicurezza.
Con riferimento agli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, in
linea generale, si ritiene che l’aumento del livello di protezione debba essere con-
siderato nell’ambito di nuova denuncia.

Ulteriori indicazioni di carattere tecnico e procedurale sono consultabili sul docu-


mento “DPR 462/01 - Guida tecnica alla prima verifica degli impianti di protezione
dalle scariche atmosferiche e impianti di messa a terra” disponibile al link:
https://www.inail.it/cs/internet/docs/ucm_084757.pdf?section=atti-e-documenti

Tutte le informazioni relative alle modalità di richiesta di espletamento delle at-


tività di controllo e verifica dell’Istituto possono essere reperite sul portale istitu-
zionale al seguente link:
https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca-e-tecnologia/certificazione-verifi-
ca-e-innovazione.html

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

2.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Verifica dell’impianto di messa a terra.

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Si effettua la verifica del sistema di protezione dai contatti indiretti, realizzato
mediante interruzione automatica del circuito, secondo quanto definito dalla le-
gislazione e dalla normativa tecnica vigente in materia.

FINALITÀ
La verifica di impianto di messa a terra consiste nell’accertamento della confor-
mità alle norme tecniche applicabili e comprende le seguenti attività: esame della
documentazione; esame a vista dei luoghi e degli impianti; effettuazione di prove
e misure; redazione del verbale di verifica; comunicazione all’organo di vigilanza.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


La verifica dell’impianto di messa a terra va effettuata prendendo come riferi-
mento le norme CEI 64-8, CEI 99-2, CEI 99-3 e la Guida CEI-ISPESL 64-14 “Guida
alla verifica degli impianti elettrici utilizzatori”.

La messa in esercizio degli impianti di messa a terra non può essere effettuata
prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di con-
formità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. La dichiarazione
di conformità equivale a tutti gli effetti a omologazione dell’impianto. Nel caso in
cui la dichiarazione di conformità non sia più reperibile, per gli impianti eseguiti
prima del 27 marzo 2008 e dopo il 13 marzo 1990, essa può essere sostituita
da una dichiarazione di rispondenza redatta da un professionista/responsabi-
le tecnico con le competenze indicate dal decreto ministeriale 22 gennaio 2008,
n. 37. La dichiarazione di rispondenza può essere utilizzata per gli adempimenti
previsti dal decreto 22 ottobre 2001, n. 462.

Per gli impianti che non rientrano nel campo di applicazione del decreto ministe-
riale 22 gennaio 2008, n. 37, l’omologazione deve essere attestata da una dichia-
razione (rilasciata dall’installatore) di rispondenza alla regola dell’arte secondo le
indicazioni della legge 1° marzo 1968, n. 186.

Ai fini degli adempimenti di verifica, è essenziale che il datore di lavoro metta a


disposizione del verificatore la documentazione tecnica a corredo dell’impianto;

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

una dichiarazione di conformità sprovvista di tale documentazione e degli allega-


ti obbligatori non si può considerare atto omologativo dell’impianto.

Per la definizione della documentazione di progetto, fermo restando quanto pre-


visto dagli artt. 5 e 7 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 si ritiene
essenziale almeno la seguente documentazione con i relativi dati tecnici:

1. relazione tecnica contenente: destinazione d’uso, classificazione degli ambien-


ti, dati del sistema elettrico, tipo di alimentazione, ecc.; criteri di dimensiona-
mento dell’impianto di terra; misure di protezione contro i contatti diretti e
indiretti; scelta del tipo di impianto e componenti in relazione ai parametri
elettrici e condizioni ambientali;
2. elaborati grafici: schemi di sistema (per gli impianti complessi); schemi elettrici
unifilari (quadri elettrici MT e BT principali e secondari); schemi planimetrici
(impianto di terra, ubicazione dei quadri elettrici principali e secondari con
destinazione d’uso locali);
3. calcolo, tabelle e/o diagrammi di coordinamento delle protezioni (per la prote-
zione dai guasti a terra);
4. tipi di dispositivi di protezione;
5. curve di intervento; ulteriore documentazione potrebbe essere necessaria per
impianti complessi.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
ll datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, deve
inviare la dichiarazione di conformità rispettivamente all’Inail e alle Asl o Arpa
competenti per territorio, nel caso di Sportello Unico non operante. Nei comuni
singoli o associati ove sia operante lo Sportello Unico per le Attività Produttive
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, la
suddetta dichiarazione è presentata allo stesso Sportello Unico, che provvede
all’inoltro ai soggetti di cui sopra territorialmente competenti. Ai fini degli obblighi
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, per
semplificare il procedimento di inoltro e di mantenimento degli atti documentali,
non è necessario inviare, unitamente alla dichiarazione di conformità, la docu-
mentazione tecnica prevista. Tali allegati devono invece essere conservati presso
il luogo dove è situato l’impianto e resi disponibili in occasione della visita del
verificatore, che potrà richiederli in visione ed eventualmente acquisirli in copia,
ai fini dell’effettuazione degli accertamenti tecnici. La dichiarazione di conformità
va inoltrata tramite Pec o posta raccomandata A/R o a mano (o attraverso i servizi
online prossimamente disponibili sul portale dell’Inail) all’Unità operativa territo-
riale (Uot) competente per territorio, unitamente al modulo predisposto dall’Isti-
tuto firmato in originale dal datore di lavoro, al fine di acquisire i dati necessari

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

per la formulazione dei criteri di campionatura. Il controllo della completezza


formale delle dichiarazioni di conformità ricevute rientra nei compiti dell’Istituto
ai fini dell’ammissibilità della denuncia come atto omologativo dell’impianto. Per-
tanto, in caso di dichiarazioni incomplete, la Uot ricevente, a seguito dell’immatri-
colazione della pratica, provvederà a dare comunicazione scritta all’utente delle
irregolarità riscontrate.

I moduli per la richiesta della verifica sono presenti al seguente link:


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal Tariffario pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005.
Si applicano le tariffe con i codici dal 6310 al 6450.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

2.2 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Verifica degli impianti e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche.

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Viene effettuata la verifica del sistema di protezione dalla fulminazione diretta
e indiretta secondo quanto definito dalla legislazione e dalla normativa tecnica
vigente in materia.

FINALITÀ
La verifica dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche consiste
nell’accertamento della conformità alle norme tecniche applicabili e comprende
le seguenti attività: esame della documentazione; esame a vista dei luoghi e degli
impianti; effettuazione di prove e misure; redazione del verbale di verifica; comu-
nicazione all’organo di vigilanza.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


Le verifiche degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche vengo-
no effettuate facendo riferimento alle norme CEI 81-10 e alla relativa Guida CEI
81-2. La messa in esercizio degli impianti contro le scariche atmosferiche non
può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia
la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 22 gennaio 2008,
n. 37. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti a omologazione
dell’impianto. Gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche installati ne-
gli edifici non a uso civile dopo il 27 marzo 2008 devono essere corredati dalla
dichiarazione di conformità di cui al citato decreto.

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia più reperibile, per gli im-
pianti eseguiti prima del 27 marzo 2008 e dopo il 31 marzo 1990, essa può esse-
re sostituita da una dichiarazione di rispondenza redatta da un professionista/
responsabile tecnico con le competenze indicate dallo stesso decreto 22 gennaio
2008, n. 37. La dichiarazione di rispondenza può essere utilizzata per gli adempi-
menti previsti dal decreto 22 ottobre 2001, n. 462.

Per gli impianti che non rientrano nel campo di applicazione del decreto 22 gen-
naio 2008, n. 37, l’omologazione deve essere attestata da una dichiarazione (rila-
sciata dall’installatore) di rispondenza alla regola dell’arte secondo le indicazioni
della legge 1° marzo 1968, n. 186.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Ai fini degli adempimenti di verifica, è essenziale che il datore di lavoro metta a


disposizione del verificatore la documentazione tecnica a corredo dell’impian-
to; una dichiarazione di conformità sprovvista di tale documentazione e degli
allegati obbligatori non si può considerare atto omologativo dell’impianto. Per la
definizione della documentazione di progetto degli impianti di protezione contro
le scariche atmosferiche si ritiene necessaria la documentazione prevista dalle
norme CEI 81-10.

In particolare devono essere prodotti: la valutazione del rischio fulminazione (di-


retta o indiretta), il progetto dell’impianto.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
Il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, deve
inviare la dichiarazione di conformità rispettivamente all’Inail e alle Asl o Arpa
competenti per territorio, nel caso di Sportello unico non operante. Nei comuni
singoli o associati ove sia operante lo Sportello unico per le attività produttive
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, la
suddetta dichiarazione è presentata allo stesso Sportello unico, che provvede
all’inoltro ai soggetti di cui sopra territorialmente competenti. Ai fini degli obblighi
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, per
semplificare il procedimento di inoltro e di mantenimento degli atti documentali,
non è necessario inviare, unitamente alla dichiarazione di conformità, la docu-
mentazione tecnica prevista. Tali allegati devono invece essere conservati presso
il luogo dove è situato l’impianto e resi disponibili in occasione della visita del
verificatore, che potrà richiederli in visione ed eventualmente acquisirli in copia,
ai fini dell’effettuazione degli accertamenti tecnici. La dichiarazione di conformità,
va inoltrata tramite Pec o posta raccomandata A/R o a mano (o attraverso i servizi
online prossimamente disponibili sul portale dell’Inail) all’Unità operativa territo-
riale (Uot) competente per territorio unitamente al modulo predisposto dall’Isti-
tuto firmato in originale dal datore di lavoro, al fine di acquisire i dati necessari
per la formulazione dei criteri di campionatura. Il controllo della completezza
formale delle dichiarazioni di conformità ricevute rientra nei compiti dell’Istituto
ai fini dell’ammissibilità della denuncia come atto omologativo dell’impianto. Per-
tanto, in caso di dichiarazioni incomplete, la Uot ricevente, a seguito dell’immatri-
colazione della pratica, provvederà a dare comunicazione scritta all’utente delle
irregolarità riscontrate.

I moduli per la richiesta della verifica sono presenti al seguente link:


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal Tariffario pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005.
Si applicano le tariffe con i codici dal 6210 al 6300 e 6450.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

3. Recipienti di trasporto gas - bombole per GPL

Per “recipienti di trasporto gas – bombole per GPL” si intende un recipiente tra-
sportabile a pressione di capacità non superiore a 150 litri destinato a contenere
gas di petrolio liquefatto (GPL).

Le bombole per GPL devono essere realizzate e mantenute in efficienza in modo


che ne sia garantita la sicurezza durante le operazioni di trasporto e in occasione
dell’utilizzo presso l’utente finale.

Sono soggette a revisione le bombole certificate dagli organismi preposti secondo


una specifica normativa nazionale (c.d. vecchio parco) e quelle certificate in accor-
do alle direttive europee recepite in Italia dal decreto legislativo 2 febbraio 2002,
n. 23 (attuazione della direttiva 1999/36/CE, 2001/2/CE e della decisione 2001/107/
CE in materia di attrezzature a pressione trasportabili) e dal decreto legislativo
12 giugno 2012, n. 78 (Attuazione della Direttiva 2010/35/UE – Transportable Pres-
sure Equipment Directive TPED).

In particolare, relativamente alle revisioni periodiche, per le bombole “vecchio


parco” si applica il decreto ministeriale 12 settembre 1925 (Approvazione del re-
golamento per le prove e le verifiche dei recipienti destinati al trasporto per fer-
rovia dei gas compressi, liquefatti o disciolti) e le successive serie di Norme Inte-
grative, mentre per quelle di nuova costruzione, si applica la normativa European
Agreement concerning the international carriage of Dangerous goods by Road (Adr) e
le norme tecniche a essa collegate.

Sebbene le bombole si configurino, nella generale accezione, come attrezzature


di lavoro, cui quindi è pienamente applicabile il comma 2 dell’art. 70 del decreto
legislativo 4 aprile 2008, n. 81, esse non rientrano nella disciplina delle verifiche
periodiche ai sensi dell’art. 71, in quanto non elencate nell’allegato VII del mede-
simo decreto.

Le revisioni periodiche sono condotte secondo le modalità previste dal decreto


ministeriale 12 settembre 1925 e successive serie di Norme Integrative (vecchio
parco), ovvero secondo le disposizioni della norma UNI EN 1440, espressamente
indicata nell’Adr per le bombole costruite in accordo alle disposizioni della Diret-
tiva TPED.

I recipienti del vecchio parco vengono sottoposti alle seguenti attività di revisione:
1. visita esterna;
2. prova di pressione.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Conseguentemente alle prove, viene emessa una certificazione che individua il


periodo di ulteriore esercibilità del recipiente sino alla scadenza della successiva
revisione periodica (31 dicembre del decimo anno successivo al collaudo). Al ter-
mine della procedura di revisione, sono punzonate sulla ghiera le ultime due cifre
dell’anno di collaudo, seguite dalla stella RI (Repubblica Italiana).

I recipienti costruiti secondo la direttiva TPED sono invece sottoposti, secondo


quanto prescritto dalla norma UNI EN 1440, alle seguenti attività di revisione:

1. ispezione visiva esterna;


2. ispezione visiva interna;
3. prova di pressione;
4. controllo delle filettature del collare e della valvola.

È prevista la possibilità, per le bombole in acciaio, saldate e ricaricabili, utilizza-


te per il trasporto del GPL, di essere esentate dall’obbligo di verifica dello stato
interno, la cui deroga, prevista dall’Adr, è contemplata dall’accordo multilaterale
M308.

La circolazione delle bombole, verificate secondo l’Accordo M308, è limitata esclu-


sivamente ai Paesi firmatari (Italia e Francia).

Conseguentemente alle prove viene emessa una certificazione (anche cumula-


tiva purché le bombole appartengano allo stesso proprietario) con l’indicazione
della scadenza della revisione periodica successiva. Vengono punzonati l’identifi-
cativo dell’Organismo Notificato e la data del collaudo.

Sia per le bombole del vecchio parco che per quelle fabbricate in accordo alla
direttiva TPED, la periodicità delle revisioni potrà essere estesa a 15 anni dietro
precise condizioni imposte da Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in os-
sequio alle disposizioni contenute nella istruzione di imballaggio P200 dell’Adr
ed. 2019.

23
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

3.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Revisione periodica delle bombole soggette al decreto ministeriale 12 settembre


1925 e successive norme e circolari del Ministero delle infrastrutture e dei tra-
sporti e recipienti costruiti secondo la direttiva TPED.

UTENTI DESTINATARI
Proprietari e centri di revisione.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Sono sottoposte a revisione le bombole di capacità non superiore a 150 litri de-
stinate a contenere gas di petrolio liquefatto (GPL).

FINALITÀ
Accertare il buono stato di conservazione delle bombole, secondo quanto previ-
sto dalla normativa vigente.

MODALITÀ DELLA RICHIESTA


La richiesta (in bollo per il vecchio parco) deve essere inoltrata dal Centro di re-
visione o dal proprietario delle attrezzature; il periodo di validità della revisio-
ne per il vecchio parco è di 10 anni, (31 dicembre dal decimo anno successivo
al collaudo). Sono in itinere le procedure applicative relative all’estensione della
periodicità a 15 anni, secondo le disposizioni dell’istruzione di imballaggio P200
dell’Adr ed. 2019.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


A seguito della richiesta presentata dall’utente, il tecnico dell’Inail si reca presso
un centro di revisione scelto dal proprietario del recipiente ai fini dello svolgimen-
to delle attività di controllo.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
Tutte le richieste e comunicazioni devono essere effettuate tramite Pec. Potran-
no essere accettati con altre modalità (posta ordinaria o consegna a mano) solo
allegati che per la loro particolarità presentino difficoltà a essere digitalizzati; in
ogni caso, la comunicazione tramite posta certificata deve rappresentare l’im-
pedimento alla trasmissione per via telematica e indicare le specifiche di tali
allegati.

È ammesso, altresì, che la ricezione e/o l’invio della suddetta corrispondenza ven-
gano effettuati da un soggetto diverso dal richiedente, purché da questi oppor-
tunamente delegato.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


Per le attività di revisione periodica di bombole del vecchio parco, dopo la ricezio-
ne della richiesta di verifica, viene inviata all’utente una richiesta di pagamento
che può essere effettuato tramite bonifico bancario o bollettino di conto corrente
postale, indicando il numero cronologico assegnato all’atto della richiesta e la
prestazione indicata nella richiesta di pagamento. Al termine delle operazioni di
revisione periodica, potrà essere emesso un conguaglio a seguito di variazione
del numero delle bombole presentate al collaudo ovvero di una tempistica mag-
giore a quella prevista.

Per le attività di revisione periodica di bombole fabbricate in accordo alla Diret-


tiva TPED, il pagamento verrà effettuato a seguito dell’emissione della fattura da
parte di Inail.

La tariffazione per l’espletamento del servizio, avviene in base al numero delle


bombole sottoposte a collaudo, ovvero del tempo impiegato per eseguirlo: la
tariffa determinata è quella più favorevole per l’Istituto (decreto tariffario Ispesl
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005), codici tariffa 5490,
5500, 5510, e 5520 per il vecchio parco e Allegato 3, codici tariffa 7450, 7460,
7470, 7480, 7490 per le bombole fabbricate in accordo alla Direttiva TPED.

Per quantitativi annui rilevanti di revisione bombole, si può procedere alla stipula
di convenzioni.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

4. Idroestrattori, carrelli semoventi a braccio telescopico, piattafor-


me di lavoro autosollevanti su colonne e ascensori e montacarichi
da cantiere

Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ha introdotto delle nuove attrezzature


nel novero di quelle soggette a verifica periodica.

La tabella sotto riportata elenca queste nuove attrezzature di lavoro e ne specifi-


ca la periodicità di verifica:

Attrezzatura Intervento/Periodicità

Idroestrattori a forza centrifuga di tipo discontinuo con diametro


Verifica biennale
del paniere x numero di giri > 450 (m x giri/min.)

Idroestrattori a forza centrifuga di tipo continuo con diametro


Verifica triennale
del paniere x numero di giri > 450 (m x giri/min.)

Carrelli semoventi a braccio telescopico Verifica annuale

Piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne Verifica biennale

Ascensori e montacarichi da cantieri con cabina/piattaforma guidata


verticalmente Verifica annuale

Una precisazione meritano gli idroestrattori: queste attrezzature di lavoro erano


già sottoposte a regime di verifica periodica, ma il decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81 e successive modificazioni introduce nuovi parametri; originariamen-
te, infatti, la verifica periodica era effettuata esclusivamente sugli idroestrattori
con diametro esterno del paniere superiore a 500 mm.

Si riporta di seguito una disamina della procedura da adottare per le diverse tipo-
logie di attrezzature di lavoro riportate sopra.

Idroestrattori a forza centrifuga con diametro inferiore a 500 mm, ma dia-


metro del paniere x numero di giri > 450 (m x giri/min.).

Per questi idroestrattori il decreto ministeriale 11 aprile 2011 prescrive che il da-
tore di lavoro inoltri:
1. comunicazione di messa in servizio all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente1 all’atto della messa in servizio;

1 Le indicazioni per l’individuazione della Struttura Inail territorialmente competente sono reperibili oltre che nel portale istituzio-
nale, anche in allegato alla guida. Si precisa che nel caso di attrezzature di lavoro mobili o trasferibili, l’Unità operativa territoriale
dell’Inail alla quale avanzare la richiesta di prima verifica periodica deve essere quella presso la quale si trova l’attrezzatura di
lavoro, per l’effettuazione del sopralluogo.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

2. richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente;
3. richiesta di verifica periodica successiva ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

Per gli idroestrattori privi di marcatura CE, il datore di lavoro dovrà attestare la
conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui al decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e allegare copia di tale attestazione
alla richiesta di prima verifica periodica.

Per gli idroestrattori già messi in servizio alla data del 23 maggio 2012, data di
entrata in vigore del decreto ministeriale 11 aprile 2011, la richiesta di prima veri-
fica periodica (punto 2) costituisce adempimento anche per la comunicazione di
messa in servizio (punto 1).

Carrelli semoventi a braccio telescopico

Per i carrelli a braccio telescopico il decreto ministeriale 11 aprile 2011 prescrive


che il datore di lavoro inoltri:

1. comunicazione di messa in servizio all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente all’atto della messa in servizio;
2. richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente;
3. richiesta di verifica periodica successiva ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

Per i carrelli semoventi a braccio telescopico privi di marcatura CE, il datore di la-
voro dovrà attestare la conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui al
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e allegare copia
di tale attestazione alla richiesta di prima verifica periodica.

Si precisa che per i carrelli il legislatore ha previsto anche la verifica di eventuali


funzioni aggiuntive di sollevamento cose e/o sollevamento persone, per cui è ne-
cessario che il datore di lavoro all’atto della comunicazione di messa in servizio o
della richiesta di prima verifica periodica specifichi le eventuali funzioni aggiunti-
ve di cui l’attrezzatura è dotata.

Per i carrelli semoventi a braccio telescopico già messi in servizio alla data del

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

23 maggio 2012, data di entrata in vigore del decreto ministeriale 11 aprile 2011,
la richiesta di prima verifica periodica (punto 2) costituisce adempimento anche
per la comunicazione di messa in servizio (punto 1).

Piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne (Plac)

Per le Plac il decreto ministeriale 11 aprile 2011 prescrive che il datore di lavoro
inoltri:

1. comunicazione di messa in servizio all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente all’atto della messa in servizio;
2. richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente;
3. richiesta di verifica periodica successiva ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

Per le Plac prive di marcatura CE, il datore di lavoro dovrà esibire copia dell’au-
torizzazione ministeriale rilasciata ai sensi dell’art. 30 del decreto del Presidente
della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164.

Per le Plac già messe in servizio alla data del 23 maggio 2012, data di entrata
in vigore del decreto ministeriale 11 aprile 2011, la richiesta di prima verifica
periodica (punto 2) costituisce adempimento anche per la comunicazione di
messa in servizio (punto 1), come evidente dalla modulistica disponibile sul por-
tale dell’Inail.

Ascensori e montacarichi da cantieri con cabina/piattaforma guidata verti-


calmente

Per ascensori e montacarichi da cantiere il decreto ministeriale 11 aprile 2011


prescrive che il datore di lavoro inoltri:

1. comunicazione di messa in servizio all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente all’atto della messa in servizio;
2. richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente;
3. richiesta di verifica periodica successiva ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Per ascensori e montacarichi da cantiere privi di marcatura CE2, il datore di lavo-


ro dovrà attestare la conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui al
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e allegare copia
di tale attestazione alla richiesta di prima verifica periodica.

Per ascensori e montacarichi da cantiere già messi in servizio alla data del
23 maggio 2012, data di entrata in vigore del decreto ministeriale 11 aprile 2011,
la richiesta di prima verifica periodica (punto 2) costituisce adempimento anche
per la comunicazione di messa in servizio (punto 1).

Per tutte le attrezzature sopra richiamate la comunicazione di messa in servizio


può essere predisposta secondo la modulistica disponibile sul portale dell’Inail
(https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html) allegando la documentazione indicata in base alla ti-
pologia di macchina.

Almeno 45 giorni prima della scadenza prescritta dal legislatore, il datore di la-
voro deve provvedere alla richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa
territoriale dell’Inail competente, adottando la modulistica disponibile sul portale
dell’Inail; tale richiesta deve in ogni caso riportare obbligatoriamente:

- indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro;


- dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita Iva) e i riferi-
menti telefonici;
- dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro (tipologia dell’attrezzatura di lavo-
ro, matricola Enpi/Ancc/Ispesl/Inail/Mlps);
- indicazione del soggetto abilitato iscritto nell’elenco di cui all’art. 2 comma 4 del
decreto ministeriale 11 aprile 2011;
- data della richiesta.

La prima verifica periodica deve essere effettuata entro 45 giorni dalla data di
ricevimento della richiesta completa, può essere condotta da personale dell’Inail
ovvero su incarico dell’Inail dal soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro
nella richiesta; decorsi i 45 giorni dalla richiesta completa di prima verifica perio-
dica3, il datore di lavoro può rivolgersi a uno dei soggetti abilitati nella regione in
cui è in uso l’attrezzatura di lavoro.

2 Si precisa che in Italia gli ascensori da cantiere rientrano nella direttiva macchine a partire dal 6 marzo 2010 (data del recepimento
italiano della direttiva 2006/42/CE).
3 Qualora l’Unità operativa territoriale dell’Inail comunichi la mancanza di alcune delle informazioni obbligatorie nella richiesta, i ter-
mini di decorrenza dei 45 giorni devono ritenersi interrotti, finché il datore di lavoro non provvede a fornire le indicazioni previste.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

La prima verifica periodica prevede un sopralluogo da parte di un tecnico con


la redazione e la consegna di una scheda tecnica e di un verbale di verifica, ri-
lasciato a valle di una serie di controlli e prove volti a valutare l’effettivo stato di
conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza.

Scheda tecnica e verbale devono accompagnare l’attrezzatura di lavoro fino alla


dismissione.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

4.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Prima verifica periodica di taluni idroestrattori, di carrelli semoventi a braccio


telescopico, di piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne e ascensori e mon-
tacarichi da cantiere .

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro, noleggiatori.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Esame della documentazione fornita a corredo dell’attrezzatura di lavoro per la
redazione della relativa scheda tecnica, ed esame e prove dell’attrezzatura e dei
relativi dispositivi di sicurezza per la stesura del verbale di verifica periodica.

FINALITÀ
Valutare l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza dell’at-
trezzatura di lavoro.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
La richiesta di prima verifica periodica deve essere inoltrata anticipatamente ri-
spetto alle scadenze prescritte dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e suc-
cessive modificazioni per le specifiche attrezzature, al fine di assicurare il rispetto
delle scadenze.

Il modulo deve essere presentato da parte del datore di lavoro o suo delegato4
all’Unità operativa territoriale (Uot) competente in base al luogo di utilizzo/instal-
lazione dell’attrezzatura, tramite Pec (o attraverso i servizi online prossimamente
disponibili sul portale dell’Inail).

La modulistica da adottare può essere reperita sul portale istituzionale al link


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html, onde assicurare tutte le informazioni indispensabili
alla richiesta.

Entro 45 giorni dalla richiesta completa, l’Inail inoltra al datore di lavoro comu-
nicazione per l’effettuazione del pagamento della prestazione; l’importo dovuto
all’Inail sarà pari al 100% di quanto previsto dal tariffario di cui al decreto dirigen-
ziale 23 novembre 2011 “Tariffe per le attività di verifica periodica delle attrezza-

4 La delega deve essere accompagnata da copia del documento d’identità del datore di lavoro.

31
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

ture di cui all’allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” e successive
modificazioni (se la prima verifica periodica viene condotta dal personale dell’I-
nail) ovvero pari al 15% (se la prima verifica periodica viene eseguita dal soggetto
abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta e delegato dall’ Inail).

Il pagamento può essere effettuato mediante bollettino di conto corrente postale


o bonifico bancario, in entrambi i casi è necessario riportare il numero di cro-
nologico esplicitato nella comunicazione inviata dall’Unità operativa territoriale
dell’Inail.

Laddove trascorrano inutilmente i 45 giorni dalla richiesta completa, il datore di


lavoro può richiedere l’intervento di un soggetto pubblico o privato abilitato nella
regione di utilizzo/installazione dell’attrezzatura.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


La prima verifica periodica prevede una prima fase di esame documentale (di-
chiarazione CE di conformità e istruzioni) per la redazione della scheda tecnica
dell’attrezzatura e una successiva di effettuazione di controlli e prove direttamen-
te sull’attrezzatura, al fine di valutare lo stato di manutenzione e conservazione
dell’attrezzatura e dei suoi dispositivi di sicurezza.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal tariffario di cui al decreto dirigenziale del 23 novembre 2012 “Tariffe
per le attività di verifica periodica delle attrezzature di cui all’allegato VII del de-
creto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” e successive modificazioni.

32
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

5. Apparecchi di sollevamento

Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni individua le


attrezzature di lavoro che devono essere sottoposte a verifiche periodiche secon-
do le modalità definite dal decreto ministeriale 11 aprile 2011. È bene precisa-
re che le macchine soggette al regime di verifica periodica sono esclusivamente
quelle che si configurano come attrezzature di lavoro ai sensi dell’art. 69 del già
richiamato decreto ovvero “qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto,
inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’at-
tuazione di un processo produttivo, destinato a essere usato durante il lavoro”.

Di seguito l’estratto dell’allegato VII al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e


successive modificazioni riportante le attrezzature di lavoro afferenti ai gruppi
SC (sollevamento cose) e SP (sollevamento persone) e la relativa periodicità di
verifica.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Attrezzature di lavoro afferenti al gruppo sollevamento cose (SC)5:

Attrezzatura Intervento/Periodicità

Idroestrattori a forza centrifuga di tipo discontinuo con diametro del anie-


Verifica biennale
re x numero di giri > 450 (m x giri/min.)6

Idroestrattori a forza centrifuga di tipo continuo con diametro del paniere


Verifica triennale
x numero di giri > 450 (m x giri/min.)

Idroestrattori a forza centrifuga operanti con solventi infiammabili o tali


da dar luogo a miscele esplosive od instabili, aventi diametro esterno del Verifica annuale
paniere maggiore di 500 mm.

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile, con modalità di utilizzo riscon- Verifica annuale
trabili in settori di impiego quali costruzioni, siderurgico, portuale, estrattivo

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile, con modalità di utilizzo Verifica biennale
regolare e anno di fabbricazione non antecedente 10 anni

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile, con modalità di utilizzo rego- Verifiche annuali
lare e anno di fabbricazione antecedente 10 anni

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo riscontrabili in settori
Verifiche annuali
di impiego quali costruzioni, siderurgico, portuale, estrattivo e con anno di
fabbricazione antecedente 10 anni

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg , non


azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo riscontrabili in settori
Verifiche biennali
di impiego quali costruzioni, siderurgico, portuale, estrattivo e con anno di
fabbricazione non antecedente 10 anni

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo regolare e anno di Verifiche biennali
fabbricazione antecedente 10 anni

Apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg. non


azionati a mano, di tipo fisso, con modalità di utilizzo regolare e anno di Verifiche triennali
fabbricazione non antecedente 10 anni

5 L’elenco non è completo, dal momento che talune attrezzature non sono riportate (carrelli semoventi a braccio telescopico, mac-
chine agricole raccoglifrutta, piattaforme autosollevanti su colonne, ponti sospesi, ascensori e montacarichi da cantiere), perché
trattate separatamente in altre schede.
6 Per gli idroestrattori occorre fare una precisazione: queste attrezzature di lavoro, infatti, erano già sottoposte a regime di verifica
periodica prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, tuttavia i parametri
introdotti dall’allegato VII per discriminare quali tra questi vadano sottoposti a verifica periodica ha allargato il panorama rispetto
al pregresso. Originariamente il decreto ministeriale 12 settembre 1959 prescriveva la verifica periodica esclusivamente per gli
idroestrattori con diametro esterno del paniere superiore a 500 mm.

34
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Come evidente dall’estratto sopra riportato, per gli apparecchi di sollevamento


materiali il legislatore ha prescritto che la periodicità di verifica varii in base alla
vetustà dell’attrezzatura di lavoro e al settore di impiego.

Attrezzature di lavoro afferenti al gruppo sollevamento persone (SP):

Attrezzatura Intervento/Periodicità

Scale aeree ad inclinazione variabile Verifica annuale


Ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato Verifica annuale
Ponti mobili sviluppabili su carro a sviluppo verticale e azionati a mano Verifica biennale

Per tutte queste attrezzature il decreto ministeriale 11 aprile 2011 prescrive che
il datore di lavoro provveda a inoltrare:

1. comunicazione di messa in servizio all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente7 all’atto della messa in servizio;
2. richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente;
3. richiesta di verifica periodica successiva ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

Per le attrezzature sopra elencate, prive di marcatura CE8 e non oggetto di mo-
difiche sostanziali, gli adempimenti di cui ai punti 1 e 2 si ritengono assolti con la
procedura omologativa; pertanto le attrezzature in questione, una volta ultimato
l’iter omologativo, rimangono soggette al regime di verifica periodica successiva.

La comunicazione di messa in servizio può essere predisposta secondo la mo-


dulistica disponibile sul portale dell’Inail, allegando, ove possibile, copia della di-
chiarazione CE di conformità; tale documento non risulta obbligatorio, ma può
essere di ausilio agli uffici preposti per verificare l’appartenenza dell’attrezzatura
al regime di verifica periodica, cercando di evitare ulteriori oneri per il datore di
lavoro e per le altre strutture coinvolte.

7 Le indicazioni per l’individuazione della Struttura dell’Inail territorialmente competente sono reperibili oltre che nel portale istitu-
zionale, anche in allegato alla guida. Si precisa che nel caso di attrezzature di lavoro mobili o trasferibili, l’Unità operativa territo-
riale dell’Inail alla quale avanzare la richiesta di prima verifica periodica deve essere quella presso la quale si trova l’attrezzatura di
lavoro, per l’effettuazione del sopralluogo.
8 La mancanza della marcatura CE è determinata dal fatto che le macchine sono state immesse sul mercato o messe in servizio
in data antecedente all’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, recepimento italiano
della prima direttiva macchine (21 settembre 1996 per tutte le macchine, a esclusione delle macchine destinate al sollevamento
persone per le quali il termine è il 31 dicembre 1996).

35
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Almeno 45 giorni prima della scadenza prescritta dal legislatore il datore di lavo-
ro deve provvedere alla richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa
territoriale dell’Inail competente, adottando la modulistica disponibile sul portale
istituzionale https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/
prestazioni/ricerca-e-tecnologia.html; tale richiesta deve in ogni caso riportare
obbligatoriamente:

- indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro;


- dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita IVA) e i riferi-
menti telefonici;
- dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro (tipologia dell’attrezzatura di lavo-
ro, matricola Enpi/Ancc/Ispesl/Inail/Mlps);
- indicazione del soggetto abilitato iscritto nell’elenco di cui al comma 4 dell’art.
2 del decreto ministeriale 11 aprile 2011;
- data della richiesta.

La prima verifica periodica deve essere effettuata entro 45 giorni dalla data di
ricevimento della richiesta completa, può essere condotta da personale dell’Inail
ovvero su incarico dell’Inail dal soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro
nella richiesta; decorsi i 45 giorni dalla richiesta completa di prima verifica perio-
dica9, il datore di lavoro può rivolgersi a uno dei soggetti abilitati nella regione in
cui è in uso l’attrezzatura di lavoro.

La prima verifica periodica prevede un sopralluogo da parte di un tecnico con


la redazione e la consegna di una scheda tecnica e di un verbale di verifica, ri-
lasciato a valle di una serie di controlli e prove volti a valutare l’effettivo stato di
conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza.

Scheda tecnica e verbale devono accompagnare l’attrezzatura di lavoro fino alla


dismissione.

9 Qualora l’Unità operativa territoriale dell’Inail comunichi la mancanza di alcune delle informazioni obbligatorie nella richiesta, i ter-
mini di decorrenza dei 45 giorni devono ritenersi interrotti, finché il datore di lavoro non provvede a fornire le indicazioni previste.

36
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

5.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Prima verifica periodica di apparecchi di sollevamento cose e apparecchi di sol-


levamento persone.

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro, noleggiatori.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Esame della documentazione fornita a corredo dell’attrezzatura di lavoro (dichia-
razione CE di conformità e istruzioni), per la redazione della relativa scheda tecni-
ca ed esame e prove dell’attrezzatura e dei relativi dispositivi di sicurezza, per la
stesura del verbale di verifica periodica.

FINALITÀ
Valutare l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza dell’at-
trezzatura di lavoro.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
La richiesta di prima verifica periodica deve essere inoltrata anticipatamente ri-
spetto alle scadenze prescritte dall’allegato VII al decreto legislativo 9 aprile 2008,
n. 81 e successive modificazioni per le specifiche attrezzature, al fine di assicurare
il rispetto delle scadenze.

Il modulo deve essere presentato da parte del datore di lavoro o suo delegato10,
all’Unità operativa territoriale competente in base al luogo di utilizzo/installazio-
ne dell’attrezzatura, tramite Pec (o attraverso i servizi online prossimamente di-
sponibili sul portale dell’Inail).

La modulistica da adottare può essere reperita sul portale istituzionale al link


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html, onde assicurare tutte le informazioni indispensabili
alla richiesta.

Entro 45 giorni dalla richiesta completa, l’Inail inoltra al datore di lavoro comu-
nicazione per l’effettuazione del pagamento della prestazione; l’importo dovuto
all’Inail sarà pari al 100% di quanto previsto dal tariffario di cui al decreto diri-

10 La delega deve essere accompagnata da copia del documento d’identità del datore di lavoro.

37
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

genziale del 23 novembre 2012 “Tariffe per le attività di verifica periodica delle
attrezzature di cui all’allegato VII del al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” e
successive modificazioni (se la prima verifica periodica viene condotta dal perso-
nale dell’Inail) ovvero pari al 15% (se la prima verifica periodica viene eseguita dal
soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta e delegato dall’Inail).
Il pagamento può essere effettuato mediante bollettino di conto corrente postale
o bonifico bancario, in entrambi i casi è necessario riportare il numero di cro-
nologico esplicitato nella comunicazione inviata dall’Unità operativa territoriale
dell’Inail.

Laddove trascorrano inutilmente i 45 giorni dalla richiesta completa, il datore di


lavoro può richiedere l’intervento di un soggetto pubblico o privato abilitato nella
regione di utilizzo/installazione dell’attrezzatura.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


La prima verifica periodica prevede una prima fase di esame documentale (di-
chiarazione CE di conformità e istruzioni), per la redazione della scheda tecnica
dell’attrezzatura e una successiva di effettuazione di controlli e prove direttamen-
te sull’attrezzatura, al fine di valutare lo stato di manutenzione e conservazione
dell’attrezzatura e dei suoi dispositivi di sicurezza.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal tariffario di cui al decreto dirigenziale del 23 novembre 2012 “Tariffe
per le attività di verifica periodica delle attrezzature di cui all’allegato VII del de-
creto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” e successive modificazioni.

38
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

6. Ponti sospesi e macchine agricole raccoglifrutta

Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, prevede che


ponti sospesi e macchine agricole raccoglifrutta11 rientrino nel regime di verifica
periodica con periodicità biennale.

Ai fini di tale verifica, il datore di lavoro deve inoltrare:

1. la comunicazione di messa in servizio, all’Unità operativa territoriale dell’Inail


competente12 all’atto della messa in servizio;
2. la richiesta di prima verifica periodica, all’Unità operativa territoriale dell’Inail
competente;
3. la richiesta di verifica periodica successiva, ad Azienda sanitaria nazionale (Asl)
o Agenzia regionale protezione ambientale (Arpa) o soggetti pubblici o privati
abilitati.

I ponti sospesi e le macchine agricole raccoglifrutta non marcati CE e non oggetto


di modifiche sostanziali, solo dopo aver ottemperato alle procedure di omolo-
gazione e collaudo (prescritte dal decreto ministeriale 4 marzo 1982), sono sot-
toposte al regime delle verifiche periodiche successive alla prima; in ogni caso,
anche per le suddette macchine, il datore di lavoro deve inoltrare comunicazione
di messa in servizio per l’assegnazione della matricola.

Per ponti sospesi e macchine agricole raccoglifrutta la comunicazione di messa


in servizio può essere predisposta secondo la modulistica disponibile sul portale
istituzionale (https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/
prestazioni/ricerca-e-tecnologia.html), allegando copia della dichiarazione CE di
conformità13, ove disponibile.

Almeno 45 giorni prima della scadenza prescritta dal legislatore, il datore di la-
voro deve provvedere alla richiesta di prima verifica periodica all’Unità operativa
territoriale dell’Inail competente, adottando la modulistica disponibile sul portale
istituzionale (https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/
prestazioni/ricerca-e-tecnologia.html).

11 Le macchine agricole raccoglifrutta non sono espressamente indicate nell’allegato VII al decreto legislativo 4 aprile 2008 n. 81 e
successive modificazioni, ma vanno verificate in quanto impianti speciali di cui al decreto ministeriale 4 marzo 1982.
12 Le indicazioni per l’individuazione della Struttura dell’Inail territorialmente competente sono reperibili oltre che nel portale istitu-
zionale, anche in allegato alla guida. Si precisa che nel caso di attrezzature di lavoro mobili o trasferibili, l’Unità operativa territo-
riale dell’Inail alla quale avanzare la richiesta di prima verifica periodica deve essere quella presso la quale si trova l’attrezzatura
di lavoro, per l’effettuazione del sopralluogo.
13 Tali documenti non risultano obbligatori, ma possono essere di ausilio agli uffici preposti per verificare l’appartenenza dell’attrez-
zatura al regime di verifica periodica, evitando, ove possibile, ulteriori oneri per il datore di lavoro e le altre strutture coinvolte.

39
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Tale richiesta deve in ogni caso riportare obbligatoriamente:

- indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro;


- dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita IVA) e i riferi-
menti telefonici;
- dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro (tipologia dell’attrezzatura di lavo-
ro, matricola Enpi/Ancc/Ispesl/Inail/Mlps);
- indicazione del soggetto abilitato iscritto nell’elenco di cui al comma 4 dell’art.
2 del decreto ministeriale 11 aprile 2011 (https://www.inail.it/cs/internet/atti-
vita/ricerca-e-tecnologia/certificazione-verifica-e-innovazione/verifica/prima-
verifica-periodica-gvr_sc-sp.html);
- data della richiesta.

La prima verifica periodica deve essere effettuata entro 45 giorni dalla data di
ricevimento della richiesta completa; può essere condotta da personale dell’Inail
ovvero, su incarico dell’Inail, dal soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro
nella richiesta; decorsi i 45 giorni dalla richiesta completa di prima verifica perio-
dica14, il datore di lavoro può rivolgersi a uno dei soggetti abilitati nella regione in
cui è in uso l’attrezzatura di lavoro.

14 Qualora l’Unità operativa territoriale dell’Inail comunichi la mancanza di alcune delle informazioni obbligatorie nella richiesta,
i termini di decorrenza dei 45 giorni devono ritenersi interrotti, finché il datore di lavoro non provvede a fornire le indicazioni
previste.

40
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

6.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Prima verifica periodica di ponti sospesi e macchine agricole raccoglifrutta.

UTENTI DESTINATARI
Datori di lavoro, noleggiatori.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Esame della documentazione fornita a corredo dell’attrezzatura di lavoro (dichia-
razione CE di conformità15, istruzioni, ecc.) per la redazione della relativa scheda
tecnica ed esame e prove dell’attrezzatura e dei relativi dispositivi di sicurezza
per la stesura del verbale di verifica periodica. Scheda tecnica e verbale devono
accompagnare l’attrezzatura di lavoro fino alla dismissione.

FINALITÀ
Valutare l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza dell’at-
trezzatura di lavoro.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
La richiesta di prima verifica periodica deve essere inoltrata anticipatamente ri-
spetto alle scadenze prescritte dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e suc-
cessive modificazioni al fine di assicurare il rispetto delle scadenze.

Il modulo deve essere presentato da parte del datore di lavoro, o suo delegato16,
all’Unità operativa territoriale competente in base al luogo di utilizzo/installazio-
ne dell’attrezzatura, tramite Pec (o attraverso i servizi online prossimamente di-
sponibili sul portale dell’Inail).

Entro 45 giorni dalla richiesta completa, l’Inail inoltra al datore di lavoro comu-
nicazione per l’effettuazione del pagamento della prestazione; l’importo dovuto
all’Inail sarà pari al 100% di quanto previsto dal tariffario di cui al decreto diri-
genziale del 23 novembre 2012 “Tariffe per le attività di verifica periodica delle
attrezzature di cui all’allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” (se la
prima verifica periodica viene condotta da personale dell’Inail) ovvero pari al 15%
(se la prima verifica periodica viene eseguita dal soggetto abilitato indicato dal
datore di lavoro nella richiesta e delegato dall’Inail).

15 Tale documento non risulta obbligatorio, ma può essere di ausilio agli uffici preposti per verificare l’appartenenza dell’attrezza-
tura al regime di verifica periodica, evitando, ove possibile, ulteriori oneri per il datore di lavoro e le altre strutture coinvolte.
16 La delega deve essere accompagnata da copia del documento d’identità del datore di lavoro.

41
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Il pagamento può essere effettuato mediante bollettino di conto corrente postale


o bonifico bancario, in entrambi i casi è necessario riportare il numero di cro-
nologico esplicitato nella comunicazione inviata dall’Unità operativa territoriale
dell’Inail.

Laddove trascorrano inutilmente i 45 giorni dalla richiesta completa, il datore di


lavoro può richiedere l’intervento di un soggetto pubblico o privato abilitato nella
regione di utilizzo/installazione dell’attrezzatura.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


La prima verifica periodica prevede una prima fase di esame documentale (di-
chiarazione CE di conformità e istruzioni) per la redazione della scheda tecnica
dell’attrezzatura e una successiva di effettuazione di controlli e prove direttamen-
te sull’attrezzatura al fine di valutare lo stato di manutenzione e conservazione
dell’attrezzatura e dei suoi dispositivi di sicurezza.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal tariffario di cui al decreto dirigenziale del 23 novembre 2012 “Tariffe
per le attività di verifica periodica delle attrezzature di cui all’allegato VII del de-
creto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

7. Ponti sollevatori per veicoli

L’Inail provvede al riconoscimento d’idoneità dei ponti sollevatori per veicoli leg-
geri (di massa non superiore a 3.5 t) destinati alle officine autorizzate dalla Moto-
rizzazione civile e trasporti in concessione (Mctc) per la revisione dei veicoli e al
riconoscimento d’idoneità di ponti sollevatori destinati alla revisione di veicoli di
massa superiore a 3.5 t (pesanti).

Nello specifico si tratta di rilevare, attraverso un primo esame documentale del-


le istruzioni a corredo del ponte e un successivo accertamento tecnico tramite
sopralluogo, una serie di caratteristiche dimensionali e predisposizioni ritenute
indispensabili per riconoscere l’attrezzattura idonea all’effettuazione dell’attività
di revisione dei veicoli.

A seguito di esito positivo delle operazioni di riconoscimento l’Inail rilascia il cer-


tificato di riconoscimento d’idoneità al richiedente (fabbricante del ponte solle-
vatore o utilizzatore), inviandone copia al Ministero delle infrastrutture e dei tra-
sporti.

L’attività di riconoscimento, infatti, può consistere nell’esame del prototipo pres-


so il fabbricante, nei casi in cui è il costruttore a richiedere il riconoscimento d’ido-
neità, che si estende in questo caso all’intera serie, oppure nell’esame del singolo
esemplare presso l’utilizzatore non estendibile in questo caso ad altri esemplari
della serie.

Nel primo caso il fabbricante provvederà poi a rilasciare a tutti gli utenti un certi-
ficato di conformità del singolo esemplare al prototipo riconosciuto idoneo dall’I-
nail. La stessa dichiarazione di conformità al prototipo può essere fornita dal
fabbricante agli utilizzatori di esemplari già consegnati, purché venga appurato
dallo stesso fabbricante che l’esemplare sia in tutto identico a quello riconosciuto
idoneo o vengano apportate le modifiche necessarie a renderlo tale.

La richiesta di riconoscimento d’idoneità di ponti sollevatori per veicoli si effettua


tramite l’apposita modulistica disponibile sul portale istituzionale https://www.
inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/ricerca-e-tec-
nologia.html

43
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

7.1 TIPOLOGIA DI VERIFICA

Riconoscimento di idoneità del ponte destinato a svolgere l’attività di revisione


dei veicoli.

UTENTI DESTINATARI
Fabbricanti di ponti sollevatori per veicoli, officine autorizzate dalla Motorizzazio-
ne civile e trasporti in concessione (Mctc) per la revisione dei veicoli.

PRINCIPALI CARATTERISTICHE
Verifica della rispondenza del ponte sollevatore destinato alla revisione dei vei-
coli leggeri (di massa non superiore a 3.5 t) alle disposizioni del decreto ministe-
riale 23 ottobre 1996, n. 628 e alle prescrizioni del decreto direttoriale, prot. R.D.
202 del 21 maggio 2013 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Direzio-
ne generale per la motorizzazione per quelli utilizzati per la revisione di veicoli di
massa superiore a 3.5 t.

FINALITÀ
Accertare la rispondenza del ponte sollevatore destinato ad attività di revisione
ai rispettivi capitolati tecnici.

MODALITÀ PER LA RICHIESTA


Un fabbricante di ponti sollevatori per veicoli ovvero un’officina autorizzata dalla
Motorizzazione civile e trasporti in concessione (Mctc) alla revisione dei veico-
li, può richiedere il servizio. Nel primo caso l’attività di riconoscimento consiste
nell’esame del prototipo presso il fabbricante e il riconoscimento si estende in
questo caso all’intera serie; il fabbricante provvederà poi a rilasciare a tutti gli
utenti un certificato di conformità del singolo esemplare al prototipo riconosciu-
to idoneo dall’Inail.

Nel secondo caso l’attività riguarda l’esame del singolo esemplare presso l’utiliz-
zatore e l’esito, quindi, non è estendibile ad altri esemplari della serie.

MODALITÀ PER LA VERIFICA


Attraverso un primo esame documentale delle istruzioni a corredo del ponte e
a un successivo accertamento tecnico tramite sopralluogo, sono verificate una
serie di caratteristiche dimensionali e predisposizioni ritenute indispensabili per
riconoscere l’attrezzattura idonea all’effettuazione dell’attività di revisione dei
veicoli. A seguito del buon esito delle operazioni di verifica, l’Inail provvede a rila-
sciare il certificato di riconoscimento d’idoneità, una copia del quale viene inviata
anche al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

44
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

MODALITÀ DI TRASMISSIONE
Tutte le richieste e le eventuali successive comunicazioni devono essere effettua-
te tramite Pec (o attraverso i servizi online prossimamente disponibili sul portale
dell’Inail).

Alle richieste dovranno essere allegati:

• copia della dichiarazione di conformità del ponte sollevatore;


• copia delle istruzioni del ponte sollevatore;
• dichiarazione di conformità del dispositivo prova giochi e del dispositivo di sol-
levamento assi (ove non integrati nel ponte);
• copia delle istruzioni del dispositivo prova giochi e del dispositivo di solleva-
mento assi (ove non integrati nel ponte).

I moduli per la richiesta sono presenti al seguente link:


https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/
ricerca-e-tecnologia.html

Dopo la presentazione della richiesta di riconoscimento, all’utente viene inviata


una richiesta di pagamento. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico
bancario o bollettino di conto corrente postale indicando:

• il numero cronologico assegnato all’atto della richiesta;


• la prestazione indicata nella richiesta di pagamento.

COSTI A CARICO DELL’UTENTE


L’erogazione del servizio prevede un costo a carico dell’utente secondo quanto
previsto dal Tariffario pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2005.

Si applicano le tariffe codice 6170, 6180, 6190 e 6200.

45
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

Unità operative territoriali di certificazione, verifica e ricerca

PIEMONTE

ALESSANDRIA
Competenza territoriale per le province di Alessandria, Asti
15121 Alessandria, via A. Gramsci 2
Tel. 0131/316211, fax 0131/316211
email: alessandria-uotcvr@inail.it
Pec: alessandria-ricerca@postacert.inail.it

BIELLA
Competenza territoriale per le province di Biella, Novara, Vercelli, Verbano Cusio Ossola
13900 Biella, via Aldo Moro 13
Tel. 015/3580533, fax 015/3580586
email: biella-uotcvr@inail.it
Pec: biella-ricerca@postacert.inail.it

TORINO
Competenza territoriale per le province di Torino, Cuneo
10154 Torino, via Bernardino Ramazzini 26 – 5° piano
Tel. 011/5593972, fax 011/5593982,
email: torino-uotcvr@inail.it
Pec: torino-ricerca@postacert.inail.it

VALLE D’AOSTA

AOSTA
Competenza sull’intero territorio regionale
11100 Aosta, corso Padre Lorenzo 18
Tel. 0165/277411, fax 0165/277409
email: aosta-uotcvr@inail.it
Pec: aosta-ricerca@postacert.inail.it

LOMBARDIA

BERGAMO
Competenza territoriale per la provincia di Bergamo
24121 Bergamo, via Matris Domini 14
Tel. 035/352111, fax 06/88467027
email: bergamo-uotcvr@inail.it
Pec: bergamo-ricerca@postacert.inail.it

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

BRESCIA
Competenza territoriale per le province di Brescia, Cremona, Mantova
25124 Brescia, via Cefalonia 52
Tel. 030/24341, fax 06/88467046
email: brescia-uotcvr@inail.it
Pec: brescia-ricerca@postacert.inail.it

COMO
Competenza territoriale per le province di Como, Lecco, Sondrio, Varese,
22100 Como, via Petrarca 4
Tel. 031/3375411, fax 06/88467066
email: como-uotcvr@inail.it
Pec: como-ricerca@postacert.inail.it

MILANO
Competenza territoriale per le province di Milano, Lodi, Pavia, Monza Brianza
20121 Milano, corso di Porta Nuova 19
Tel. 02/62581, fax 06/88467191
email: milano-uotcvr@inail.it
Pec: milano-ricerca@postacert.inail.it

TRENTINO ALTO ADIGE

BOLZANO
Competenza territoriale sull’intero territorio delle province autonome di Bolzano e Trento
39100 Bolzano, viale Europa 31
Tel. 0471/560409
email: bolzano-uotcvr@inail.it
Pec: bolzano-ricerca@postacert.inail.it

VENETO

PADOVA
Competenza territoriale per le province di Padova, Rovigo, Vicenza
35131 Padova, via Nancy 2
Tel. 049/8226511, fax 049/8226700
email: padova-uotcvr@inail.it
Pec: padova-ricerca@postacert.inail.it

VENEZIA-MESTRE
Competenza territoriale per le province di Venezia, Belluno, Treviso
30175 Venezia Marghera, via della Pila 51
Tel. 041/2573401, fax 041/2573475
email: veneziamestre-uotcvr@inail.it
Pec: veneziamestre-ricerca@postacert.inail.it

47
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

VERONA
Competenza territoriale per la provincia di Verona
37121 Verona, vicolo Riva San Lorenzo 1
Tel. 045/8052301, fax 045/8052334
email: verona-uotcvr@inail.it
Pec: verona-ricerca@postacert.inail.it

FRIULI VENEZIA GIULIA

UDINE
Competenza territoriale sull’intero territorio regionale
33100 Udine, piazza Duomo 7
Tel. 0432/240222, fax 0432/240240
email: udine-uotcvr@inail.it
Pec: udine-ricerca@postacert.inail.it

LIGURIA

GENOVA
Competenza territoriale sull’intero territorio regionale
16121 Genova, via G. D’Annunzio 76
Tel. 010/5471111, fax 010/5471111
Pec: genova-ricerca@postacert.inail.it

EMILIA ROMAGNA

BOLOGNA
Competenza territoriale per le province di Bologna, Ferrara, Modena
40121 Bologna, via Gramsci 4
Tel. 051/6095412, fax 06/88466020
email: bologna-uotcvr@inail.it
Pec: bologna-ricerca@postacert.inail.it

FORLÌ
Competenza territoriale per le province di Forlì, Ravenna, Rimini
47122 Forlì, piazzale Martiri d’Ungheria 1
Tel. 0543/451520, fax 0543/451510
email: forli-uotcvr@inail.it
Pec: forlì-ricerca@postacert.inail.it

PIACENZA
Competenza territoriale per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia
29122 Piacenza, via Rodolfo Boselli 59/63
Tel. 0523/343211, fax 06/88466111
email: piacenza-uotcvr@inail.it
Pec: piacenza-ricerca@postacert.inail.it

48
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

TOSCANA

FIRENZE
Competenza territoriale per le province di Firenze, Siena, Arezzo, Prato
50144 Firenze, via delle Porte Nuove 61
Tel. 055/32051, fax 06/88468822
email: firenze-uotcvr@inail.it
Pec: firenze-ricerca@postacert.inail.it

LIVORNO
Competenza territoriale per le province di Livorno, Grosseto, Pisa
57123 Livorno, via A. Pieroni 11
Tel. 0586/254111, fax 06/88468847
email: livorno-uotcvr@inail.it
Pec: livorno-ricerca@postacert.inail.it

LUCCA
Competenza territoriale per le province di Lucca, Massa Carrara, Pistoia
55100 Lucca, via Luporini 1021
Tel. 0583/5261, fax 06/88468857
email: lucca-uotcvr@inail.it
Pec: lucca-ricerca@postacert.inail.it

UMBRIA

TERNI
Competenza territoriale per le province di Terni, Perugia
05100 Terni, viale F. Turati 18/20
Tel. 0744/207211, fax 0744/207280
email: terni-uotcvr@inail.it
Pec: terni-ricerca@postacert.inail.it

MARCHE

ANCONA
Competenza territoriale per le province di Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro
e Urbino, Macerata, Fermo
60123 Ancona, piazza S. Maria 5
Tel. 071/2273231, fax 06/88467366
email: ancona-uotcvr@inail.it
Pec: ancona-ricerca@postacert.inail.it

49
Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

LAZIO

ROMA
Competenza territoriale per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo
00143 Roma, via Stefano Gradi 55
Tel. 06/36437996-7998-7999, fax 06/36437952
email: roma-uotcvr@inail.it
Pec: roma-ricerca@postacert.inail.it

ABRUZZO

PESCARA
Competenza territoriale per le province di Pescara, Chieti, L’Aquila, Teramo
65127 Pescara, viale G. Marconi 334
Tel. 085/45451447-48-52, fax 085/45451347
email: pescara-uotcvr@inail.it
Pec: pescara-ricerca@postacert.inail.it

MOLISE

CAMPOBASSO
Competenza territoriale per le province di Campobasso, Isernia
86100 Campobasso, via Insorti d’Ungheria 70
Tel. 0874/4751, fax 06/88467516
email: campobasso-uotcvr@inail.it
Pec: campobasso-ricerca@postacert.inail.it

CAMPANIA

AVELLINO
Competenza territoriale per le province di Avellino, Benevento
83100 Avellino, via Iannaccone 12/14
Tel. 0825/294111, fax 06/88465779
email: avellino-uotcvr@inail.it
Pec: avellino-ricerca@postacert.inail.it

NAPOLI
Competenza territoriale per le province di Napoli, Caserta, Salerno
80143 Napoli, via Nuova Poggioreale
Tel. 081/7784111, fax 06/88465851
email: napoli-uotcvr@inail.it
Pec: napoli-ricerca@postacert.inail.it

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

PUGLIA

BARI
Competenza territoriale per le province di Bari, Foggia, Barletta/Andria/Trani
Direzione-Segreteria amministrativa - Segreteria tecnica
70126 Bari, corso Trieste 29
Tel. 080/5436111, fax 06/88468025
email: bari-uotcvr@inail.it
Pec: bari-ricerca@postacert.inail.it

TARANTO
Competenza territoriale per le province di Taranto, Brindisi, Lecce
74121 Taranto, via Plinio ang. via Salinella
Tel. 099/7322111, fax 06/88468125
email: taranto-uotcvr@inail.it
Pec: taranto-ricerca@postacert.inail.it

BASILICATA

POTENZA
Competenza territoriale per le province di Potenza, Matera
85100 Potenza, via Vincenzo Verrastro 3/C
Tel. 0971/606111, fax 0971/606624
email: potenza-uotcvr@inail.it
Pec: potenza-ricerca@postacert.inail.it

CALABRIA

CATANZARO
Competenza territoriale per le province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone, Vibo
Valentia
88100 Catanzaro, via Vittorio Veneto 60
Tel. 0961/535238, fax 0961/535233
email: catanzaro-uotcvr@inail.it
Pec: catanzaro-ricerca@postacert.inail.it

SICILIA

CATANIA
Competenza territoriale per le province di Catania, Enna, Ragusa, Siracusa
95123 Catania, via Cifali 76/a
Tel. 095/7190111, fax 06/88468557
email: catania-uotcvr@inail.it
Pec: catania-ricerca@postacert.inail.it

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Guida ai servizi di verifica di attrezzature, macchine e impianti di più ampia pratica e interesse

MESSINA
Competenza territoriale per la provincia di Messina
98122 Messina, via Garibaldi isolato VIII Cortina del Porto 122/a
Tel. 090/3718211, fax 06/88468587
email: messina-uotcvr@inail.it
Pec: messina-ricerca@postacert.inail.it

PALERMO
Competenza territoriale per le province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Trapani
90142 Palermo, via dei Cantieri 120
Tel. 091/6705611, fax 06/88468608
email: palermo-uotcvr@inail.it
Pec: palermo-ricerca@postacert.inail.it

SARDEGNA

CAGLIARI
Competenza territoriale per le province di Cagliari, Oristano
09127 Cagliari, via Sonnino 96
Tel. 070/60521
email: cagliari-uotcvr@inail.it
Pec: cagliari-ricerca@postacert.inail.it

SASSARI
Competenza territoriale per le province di Sassari, Nuoro
07100 Sassari, piazza G. Marconi 8
Tel. 079/2084214
email: sassari.r.dipartimento@inail.it
Pec: sassari-ricerca@postacert.inail.it

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