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Tacito

La vita
Le informazioni sulla vita di Tacito che abbiamo sono poche e confuse, nacque probabilmente tra il
55 e il 58 d.C., per alcuni storici a Terni e per altri nella Gallia Cisalpina o Narbonese. Lo storico
latino era di una posizione sociale elevata, infatti sposò la figlia di Giulio Agricola; lui stesso
ammette che la sua carriera fu avviata da Vespasiano e fatta proseguire da Tito e Domiziano,
principalmente quindi visse la sua vita sotto la dinastia dei Flavi. Morì probabilmente intorno al 120
d.C., sotto l'imperatore Adriano.

L'Agricola
L'opera è una biografia encomiastica del suocero Agricola, lo scopo de l'Agricola è principalmente
presentarsi come storiografo, come spiega nell'ampia prefazione, in cui chiarisce la sua posizione
nei confronti del regime passato, criticando le persecuzioni degli intellettuali operate da Domiziano
(a cui non viene fatto esplicito riferimento) e la libertà di parola introdotta nuovamente grazie a
Nerva e Traiano.
Tuttavia, è comprensibile come Tacito si trovi in difficoltà a esaltare la figura di Agricola, un
console spesso criticato a causa delle sue scelte di vita prudenti e opportuniste, Tacito rimedia
giustificando il suocero in due modi:
 Presentandolo come una vittima della tirannia di Domiziano, infatti secondo un rumor (una
voce) lo stesso Agricola venne avvelenato dall'imperatore;
 Chiedendosi se sia più utile per un intellettuale ribellarsi a regimi oppressivi o accettare di
collaborare per il bene della patria, ovviamente Tacito giustifica Agricola prediligendo la
seconda opzione, infatti morire per i propri ideali (come facevano gli stoici) non è utile allo
Stato.
L'opera racconta la vita di Agricola dalla nascita fino alla morte, dopo essere diventato Console
infatti ebbe per sette anni il controllo della Britannia, viene dato qui particolare rilievo alle gloriose
battaglie contro i Calèdoni; infine gli ultimi anni di vita del suocero sono narrati velocemente,
dando rilievo alla crescente gelosia di Domiziano e all'oscura morte, coronata da un commovente
epitaffio funebre.
I modelli di Tacito sono principalmente:
 Sallustio per quanto riguarda il genere, infatti contrariamente a quanto veniva fatto in
precedenza, non sono presenti pettegolezzi o aneddoti sulla vita del console, per questo
l'opera è più vicina al genere della monografia (uno scritto storico specifico sulla vita di un
personaggio); inoltre da Sallustio riprende le descrizioni delel vicende di guerra;
 Livio, da cui riprende il modello dei due discorsi contrapposti sul campo di battaglia, uno di
Agricola e l'altro di Càlgaco, capo dei Calèdoni.
 Cicerone per quanto riguarda la struttura degli ultimi capitoli.

La Germania
Si tratta di uno scritto etnografico, al tempo fu un'opera molto attuale a causa delle campagne sul
Reno dell'imperatore Traiano. L'opera è principalmente composta dalla descrizione della Germania
nella zona del Reno e i costumi (molto diversi da quelli romani) della popolazione; le fonti
principali sono:
 Il De bello Gallico di Cesare;
 L'opera sulle guerre germaniche di Plinio il Vecchio.
Tuttavia, nonostante il suo interesse verso le popolazioni straniere, Tacito si rivolge sempre a Roma,
mettendo in contrapposizione i sani costumi stranieri con i corrotti mores romani, nonostante ciò,
Tacito critica i germani, a causa della loro lontananza da alcune tradizione romane e di alcune loro
abitudini considerate dallo storico immorali. Tacito è quindi ambivalente, giustificando e criticando
la società germana del tempo, in generale comunque traspare una superiorità dei costumi romani, ai
danni degli usi dei “rozzi barbari”.
Il maggior difetto dei germani viene comunque indicato nella discordia, ovvero l'incapacità di
coalizzarsi contro un nemico comune, viene dato rilievo infatti alla vicenda dei Brutteri.

Le opere storiche
Tacito è comunque maggiormente conosciuto per le sue opere storiografiche, di cui le più famose
sono le Historiae e gli Annales, che narrano rispettivamente la nascita della dinastia dei Flavi e la
nascita della dinastia giulio-claudia (benchè gli Annales vengano scritti cronologicamente dopo).
Probabilmente le opere in origine dovevano essere composte da più di trenta libri (molti oramai
andati perduti), l'opera è divisa in anni, ogni anno è contrassegnato dal nome di ciascun console
attorno ai quali ruotano le vicende storiche.
Le Historiae si aprono con un'ampia prefazione in cui vengono dapprima lodati gli storici del
periodo repubblicano, successivamente Tacito esprime la necessità di una nuova storiografia
oggettiva e onesta, di cui lui spera di farsi portatore.
L'opera inizia la narrazione nel 69 d.C., vengono infatti narrati i fattori di crisi che porteranno alla
guerra civile e alla vittoria definitiva di Vespasiano, della dinastia dei Flavi; tre libri sono dedicati
solamente a questi avvenimenti, l'opera quindi è asimmetrica, in quanto dà rilevanza diversa in base
agli avvenimenti narrati.
Gli Annales si aprono invece con una più breve prefazione sulla corruzione degli storici durante il
principato, successivamente viene prima narrato il principato di Augusto e poi quello di Tiberio, di
cui si segue l'evoluzione psicologica da princeps giusto a perfido tiranno. Viene poi narrato il
principato di Claudio, visto come un principe debole e incapace; ampio spazio viene invece dato a
Nerone, la cui evoluzione è analoga a quella di Tiberio, il suo decadimento morale porterà infatti
alla morte della madre, della moglie e dei suoi precettori (tra cui Seneca e Burro).
In quest'opera le caratteristiche principali della scrittura di Tacito sono:
 L'imparzialità ripresa da Sallustio e Livio, vuole infatti esporre i fatti obiettivamente, al
contrario di molti suoi predecessori, spesso portati ad adulare i principi per tornaconto
personale;
 La tendenziosità, conseguentemente, dà spesso più interpretazioni di uno stesso fatto, dando
spesso spazio a rumores, impedendo così una visione di un quadro generale, ma allo stesso
tempo dando spazio a varie interpretazioni.
Lo stesso storiografo tende a dare giudizi sulle vicende e soprattutto sui personaggi, quello che ne
consegue è un generale pessimismo nei confronti della natura umana e dei comportamenti umani
scorretti e immorali. Grande risalto viene inoltre dato non solo ai fatti storici, ma soprattutto al
percorso che ha portato al decadimento della classe senatoria romana, e in generale al decadimento
morale e politico della società romana; gli stessi principati, spesso esaltati, si basavano su aspetti
negativi, e spesso gli stessi princeps compivano azioni repressive e immorali per detenere il potere.
Particolare rilievo, come già ne l'Agricola, è dato agli individui (più che ai fatti in generale),
vengono infatti indagate le motivazioni che spingono i personaggi a compiere determinate azioni,
secondo una vera e propria analisi psicologica; gli individui vengono presentati ponendo
l'attenzione sui loro pregi e i difetti, spesso nei loro epitaffi funebri.
La storiografia di Tacito può essere definita “drammatica” poiché:
 L'uso di discorsi detti dei vari personaggi, sia diretti che indiretti, spesso inventati dall'autore
o trascrizioni di orazioni, in questo modo Tacito rende in maniera più coinvolgente gli
eventi;
 La descrizione di morti tragiche, che portano ad una concezione pessimistica della vita
dell'uomo e del mondo in generale.

La lingua e lo stile
In generale lo stile di Tacito è vicino a quello di Sallustio, soprattutto per quanto riguarda l'uso di
termini arcaici e poetici, spesso alcune espressioni e metafore sono tratte da Lucano e Virgilio. In
generale dal punto di vista linguistico, la caratteristica principale dello storiografo è il
plurilinguismo, e quindi l'uso sia di parole banali e comuni, che di termini tecnici e grecismi, tipici
della variatio. Un'altra caratteristica è la concettosità o brevitas, Tacito riesce infatti a racchiudere
molti concetti in frasi brevi e coincise, tipico delle sententiae (molto utilizzate soprattutto da
Seneca).