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Germania

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Tedesca" rimandano qui. Se stai cercando lo Stato tedesco occidentale esistito dal
24 maggio 1949 al 2 ottobre 1990, vedi Germania Ovest.
Germania
Germania – Bandiera Germania - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Germania - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Federale di Germania
Nome ufficiale (DE) Bundesrepublik Deutschland
Lingue ufficiali Tedesco
Altre lingue Minoranze linguistiche riconosciute
Capitale Coat of arms of Berlin.svg Berlino (3 531 201[1] ab. / 2015)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare federale
Presidente federale Frank-Walter Steinmeier
Cancelliera federale Angela Merkel
Indipendenza 24 maggio 1949 da:

Francia;
Regno Unito;
Stati Uniti.

Ingresso nell'ONU 18 settembre 1973


Ingresso nell'UE 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale 357 578[1] km² (64º)
% delle acque 2,18%
Popolazione
Totale 10 019 200 (Destatis)[2] ab. (2019) (15º)
Densità 232 ab./km²
Tasso di crescita -0,197% (2014)[3]
Nome degli abitanti Tedeschi
Geografia
Continente Europa
Confini Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia,
Repubblica Ceca, Svizzera
Fuso orario UTC+1
UTC+2 in ora legale
Economia
Valuta Euro[4]
PIL (nominale) 4 000 386[5] milioni di $ (2019) (9º)
PIL pro capite (nominale) 48 264[5] $ (2018) (18º)
PIL (PPA) 4 356 353[5] milioni di $ (2018) (5º)
PIL pro capite (PPA) 52 558[5] $ (2018) (17º)
ISU (2016) 0,926 (molto alto) (4º)
Fecondità 1,4 (2010)[6]
Consumo energetico 0,67 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 DE, DEU, 276
TLD .de, .eu
Prefisso tel. +49
Sigla autom. D
Inno nazionale Das Lied der Deutschen (Il Canto dei tedeschi)
Menu
0:00
; viene cantata la terza strofa, che comincia con le parole Einigkeit und Recht und
Freiheit (Unità, giustizia e libertà).
Festa nazionale 3 ottobre
Germania - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Germania Ovest Repubblica Federale di Germania
Germania Est Repubblica Democratica Tedesca

Coordinate: 51°N 10°E (Mappa)

La Germania (/ʤerˈmanja/[7]), ufficialmente Repubblica Federale di Germania (in


tedesco: Bundesrepublik Deutschland, /'bʊndəsʀepʊˌbli:k 'dɔʏʏ tʃˌlant/) e nel
linguaggio comune più semplicemente Deutschland, è uno Stato membro dell'Unione
europea situato nell'Europa centro-occidentale. È una repubblica federale
parlamentare di sedici stati (Bundesländer). Capitale e maggiore città per numero
di abitanti è Berlino.

Confina a nord con la Danimarca ed è bagnata dal mare del Nord e dal mar Baltico,
ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e
a ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi. Il territorio della
Germania copre una superficie di 357 578 km² ed è caratterizzato da un clima
atlantico nella parte nord-occidentale e continentale nella parte sud-orientale.
Con 83 019 200 abitanti,[2] è il più popolato tra gli stati membri dell'Unione
europea, e per destinazione dell'immigrazione internazionale è il secondo paese al
mondo, preceduta solo dagli USA.[8]

La regione denominata oggi Germania fu abitata da diversi popoli germanici,


conosciuti e documentati già dal 100 a.C. A partire dal X secolo questi territori
tedeschi hanno dato contributo alla parte centrale del Sacro Romano Impero che si
protrasse sotto varie forme fino al 1806. Nel corso del XVI secolo, il nord della
Germania divenne il centro della Riforma protestante. Come moderno stato nazionale,
il Paese venne unificato nel 1871 dopo la Guerra franco-prussiana. Nel 1949, dopo
la Seconda guerra mondiale, la Germania venne divisa in due stati separati –
Repubblica Federale di Germania (Germania Occidentale o BRD) e Repubblica
Democratica Tedesca (Germania Orientale o DDR) – lungo i confini d'occupazione
alleati. I due Stati si riunificarono solo nel 1990. La Germania Occidentale fu un
membro fondatore della Comunità economica europea (CEE) nel 1957 (che divenne
Unione europea nel 1992). Partecipa dal 1995 agli accordi di Schengen e ha adottato
la moneta unica europea, l'euro, nel 2002 in sostituzione del marco tedesco.

La Germania è altresì un membro dell'ONU, della NATO, dell'Unione europea, del G7,
del G4 e firmatario del protocollo di Kyoto. La Germania è la quarta potenza
economica mondiale dopo Stati Uniti, Cina e Giappone; è la quarta più grande
economia in termini di PIL nominale e la quinta in termini di parità di potere
d'acquisto. È il secondo più grande paese esportatore dopo la Cina e il secondo
importatore di merci. In termini assoluti, la Germania assegna il secondo più
grande bilancio annuale in aiuti allo sviluppo internazionale[9] mentre le sue
spese militari la classificano come sesta.[10] Il Paese ha sviluppato un elevato
standard di vita e detiene una posizione chiave negli affari europei oltre ad una
moltitudine di strette partnership a livello globale.[11] La Germania è
riconosciuta come capolista in vari settori scientifici e tecnologici.[12]
Indice
1 Etimologia della Germania
2 Storia
2.1 Popolazioni tedesche
2.2 Sacro Romano Impero (962-1806)
2.3 Restaurazione e Rivoluzione (1814-1871)
2.4 Impero tedesco (1871-1918)
2.5 Repubblica di Weimar (1919-1933)
2.6 Terzo Reich (1933-1945)
2.7 Divisione e riunificazione (1945-1990)
2.8 Berlino capitale (1990)
3 Geografia fisica
3.1 Morfologia
3.2 Idrografia
3.3 Clima
4 Società
4.1 Evoluzione demografica
4.2 Religione
4.3 Lingue
5 Ordinamento dello stato
5.1 Suddivisioni amministrative
5.2 Città principali
5.3 Istituzioni, enti e associazioni
5.4 Costituzione
5.4.1 Università
5.4.2 Forze armate
5.5 Forze di polizia
6 Politica
6.1 Politica interna
6.2 Politica estera
6.3 L'aiuto allo sviluppo internazionale
7 Economia
7.1 Infrastrutture
8 Cultura
8.1 Arte
8.1.1 Architettura
8.2 Archeologia
8.3 Scienza
8.3.1 Tecnologia
8.3.2 Matematica
8.3.3 Medicina
8.3.4 Pedagogia
8.3.5 Fisica
8.3.6 Chimica
8.3.7 Astronomia
8.3.8 La Germania nello spazio
8.3.9 L'invenzione della stampa
8.3.10 Albert Einstein e la fisica moderna
8.4 Letteratura
8.5 Filosofia
8.6 Cinema
8.7 Musica
8.8 Coreografia
8.9 Design e moda
8.10 Gastronomia
9 Festività nazionale
9.1 Ricorrenze varie
10 Sport
10.1 Calcio
10.2 Pallamano
10.3 Hockey su prato
10.4 Automobilismo
10.5 Ciclismo
10.6 Giochi olimpici
10.7 Altri sport
10.8 Eventi sportivi
10.9 La prima ascensione dello Zugspitze
11 Giochi
12 Note
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni

Etimologia della Germania


Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Nomi della
Germania.

Il nome in lingua italiana dello stato deriva dal latino Germania, probabilmente di
origine gallica, già presente in fonti romane del III secolo a.C. riguardanti le
popolazioni del Nord della Repubblica.[13] Giulio Cesare usò la parola Germani per
indicare le popolazioni al confine del Reno nel Commentarii de bello Gallico (58 -
49 a.C.). Oltre che nella lingua italiana, il termine viene usato anche nella
lingua inglese (esonimo Germany ed etnico german).

L'endonimo (Deutschland) deriva dall'alto tedesco antico diutisc, derivato a sua


volta dal proto-germanico *Þiudiskaz ("della gente"), nome composto da *þeudō
("popolo") + suffisso *-iskaz. Probabilmente deriva dal proto-indoeuropeo *teuta
("popolo").[14] Da questo gruppo etimologico derivano deutsch e Theodiscus (termine
del latino medievale usato per indicare i popoli parlanti lingue germaniche durante
l'Alto Medioevo), da cui deriva l'etnico in lingua italiana tedesco.
Storia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della
Germania e Prussia.
Popolazioni tedesche

La Germania era abitata prima dell'arrivo dei Germani prevalentemente da tribù


celtiche in particolare nelle regioni meridionali.
Espansione dei Germani (750 a.C.-1 d.C.).

Provenienti dalla Scandinavia meridionale e dalla Germania settentrionale, alcune


tribù germaniche iniziarono l'espansione verso sud, est e ovest intorno al V secolo
a.C., entrando in contatto con le tribù celtiche della Gallia e con popolazioni
baltiche e slave dell'Europa orientale. Poco si conosce delle fasi iniziali e più
antiche della storia germanica, se non per mezzo degli interscambi e interazioni
con l'Impero romano, ricerche etimologiche o ritrovamenti di reperti archeologici.
[15]

Sotto l'Impero di Augusto (27 a.C - 14 d.C.), il generale romano Nerone Claudio
Druso, suo figlio adottivo, invase e conquistò la Germania (termine usato dai
Romani per definire il vasto territorio compreso tra il Reno e l'Elba mentre più ad
est era la Sarmazia). Fu in questo periodo che le tribù germaniche entrarono
maggiormente in contatto con la cultura, le conoscenze e le tattiche militari
romane, pur mantenendo la loro identità tribale. Anche se non avvenne mai
l'effettiva romanizzazione della maggior parte delle tribù germaniche, tra il 12
a.C. e il 9 d.C. il paese si trovò sotto il dominio delle legioni e diverse
trasformazioni culturali avvennero tra i suoi abitanti, che iniziarono a diventare
sedentari e adottarono diverse innovazioni tecnologiche, civili e militari, portate
dagli invasori. Nel 9 d.C. tre legioni romane guidate dal Governatore Quintilio
Varo vennero annientate da un esercito formato dalla coalizione di diverse tribù
germaniche guidate da Arminio, principe dei Cherusci, nell'imboscata della foresta
di Teutoburgo.

Successivamente il generale Germanico, figlio di Druso, invase nuovamente il paese


con un numeroso esercito, realizzando operazioni per via terrestre, fluviale e
marittima. Dopo una serie di massacri e anche affrontando situazioni molto
rischiose, i romani riuscirono a schiacciare la lega ribelle guidata da Arminio in
due battaglie presso il corso del fiume Visurgis (Weser). In seguito ai danni
provocati da una tempesta quando l'esercito tornava in Gallia attraverso il Mare
del Nord, Germanico venne richiamato dall'allora imperatore Tiberio, e inviato in
missione verso l'Armenia, quando era vicino a riconquistare i territori
precedentemente occupati fino all'Elba. In questo modo, il territorio oltre il
corso del Reno e del Danubio rimase al di fuori del mondo romano, eccettuando un
tratto della striscia littorale e la regione degli "Agri Decumates" (conquistata
effettivamente alcuni decenni più tardi, odierno Baden-Württemberg).

Ai tempi di Tacito, verso il 100 d.C., alcune tribù germaniche abitavano


stabilmente lungo la riva destra del Reno e a nord del Danubio (il limes renano),
occupando la maggior parte delle regioni dell'odierna Germania. Molte di queste
popolazioni si trovavano, in un modo o nell'altro, sotto l'influenza romana.

Il III secolo vide l'emergere di un gran numero di confederazioni di tribù


germaniche: Alemanni, Franchi, Sassoni e Turingi. A partire dal 260, le popolazioni
germaniche ruppero il limes attraversando i fiumi e compiendo devastazioni, ma
furono respinte e massacrate dai Romani ripetutamente. Soltanto tra la fine del IV
secolo d.C. e l'inizio del secolo seguente diverse tribù riuscirono, in ondate
successive, a oltrepassare le frontiere, diffondendosi e stabilendosi nelle terre
sotto il controllo romano.[16]
Sacro Romano Impero (962-1806)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sacro Romano
Impero.
Corona imperiale del Sacro Romano Impero.

Questa regione dell'Europa fu dominata da un impero medievale risultante dalla


divisione dell'Impero carolingio nell'843 (precedentemente fondato da Carlo Magno
il 25 dicembre 800), ed esistito sotto varie forme fino al 1806, con un territorio
che si estendeva dal fiume Oder nel nord fino alla costa mediterranea a sud. Spesso
denominato come Sacro Romano Impero (o l'Antico Impero), venne ufficialmente
chiamato Sacro Romano Impero Germanico (Imperium Romanum Sacrum Nationis Germanicæ)
a partire dal 1448, per adeguare il titolo ad un territorio più ridotto.
Martin Lutero (1483–1546) iniziò la Riforma protestante.

Sotto il regno della Dinastia ottoniana (919-1024), i ducati di Lorena, Sassonia,


Franconia, Svevia, Turingia e Baviera vennero consolidati, e i re germanici vennero
incoronati come imperatori di queste regioni dal 962. Sotto il regno degli
imperatori della dinastia salica (1024-1125), il Sacro Romano Impero assorbì il
nord Italia e la Borgogna. Sotto gli imperatori Hohenstaufen (1138-1254), i
principi tedeschi aumentarono la loro influenza più a sud e ad est in territori
abitati da popolazioni slave. Le città del nord prosperarono sotto la Lega
anseatica.

Con la Bolla d'oro del 1356 si gettarono le basi di una definitiva forma
istituzionale che durò fino allo scioglimento dell'Impero. A partire dal XV secolo,
gli imperatori vennero eletti quasi esclusivamente dalla dinastia degli Asburgo
d'Austria.

Il monaco Martin Lutero pubblicò le sue 95 tesi nel 1517 sulla porta del monastero
di Wittemberg, in cui lui era monaco, sfidando le pratiche della Chiesa cattolica
romana, e avviando la riforma protestante. Una distinta chiesa luterana divenne la
religione ufficiale in numerosi stati dopo il 1530. Conflitti religiosi portarono
alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), che devastò le terre tedesche.[17] La
popolazione degli stati tedeschi si ridusse di circa il 30%.[18] La Pace di
Vestfalia (1648) concluse la guerra religiosa, ma l'Impero era di fatto diviso in
numerosi principati indipendenti (circa 350 stati sovrani). Dal 1740 in poi, il
dualismo tra la monarchia asburgica austriaca e il Regno di Prussia dominarono la
storia tedesca. Nel 1806 l'Impero venne sciolto come conseguenza delle guerre
napoleoniche.[19]
Restaurazione e Rivoluzione (1814-1871)
Il parlamento di Francoforte sul Meno nel 1848

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, il Congresso di Vienna convocato nel 1814


fondò la Confederazione germanica (Deutscher Bund), formata da 39 stati sovrani.
Disaccordi con la politica di restauro portarono all'aumento dei movimenti
liberali. Questi, tuttavia, vennero seguiti da nuove misure di repressione da parte
dello statista austriaco Metternich. La Zollverein, un'unione tariffaria, promosse
profondamente l'unità economica degli stati tedeschi con a capo la Prussia. Durante
questo periodo molti tedeschi erano stati influenzati dagli ideali della
Rivoluzione francese, e il nazionalismo prese maggior vigore, soprattutto tra i
giovani intellettuali. Per la prima volta, i colori del nero, rosso e oro sono
stati scelti per rappresentare il movimento, che più tardi divennero i colori
nazionali.[20]

Alla luce di una serie di movimenti rivoluzionari in Europa, che con successo
avevano istituito una repubblica in Francia, iniziò la rivoluzione del 1848. Il re
inizialmente assecondò le richieste liberali. Re Federico Guglielmo IV di Prussia
al quale era stato offerto il titolo di imperatore, ma con una perdita di potere,
respinse la corona e la proposta di costituzione, portando ad una temporanea
battuta d'arresto per i movimenti liberali. Il conflitto tra re Guglielmo I di
Germania e l'ala più liberale del parlamento scoppiò nel corso delle riforme
militari nel 1862, e il re nominò Otto von Bismarck come nuovo Primo Ministro della
Prussia. Bismarck condusse con successo la guerra in Danimarca nel 1864, e la
vittoria prussiana nella guerra austro-prussiana del 1866 permise un'espansione
territoriale e la creazione della Confederazione Tedesca del Nord (Norddeutscher
Bund), escludendo di fatto l'Austria, un tempo guida del mondo germanico, dagli
affari dei restanti stati tedeschi.
Impero tedesco (1871-1918)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Impero
tedesco e Prima guerra mondiale.
Fondazione della moderna Germania a Versailles (Francia), 1871, con Otto von
Bismarck in uniforme bianca al centro

La Germania venne unificata come moderno Stato nazionale nel 1871. Dopo la
sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, venne proclamata a Versailles il
18 gennaio 1871 l'unione federale (Secondo Reich) degli Stati tedeschi, con
capitale Berlino. Il Re di Prussia Guglielmo I di Hohenzollern venne proclamato
imperatore tedesco da cui la notazione Impero tedesco. Esso rappresentava
un'unificazione di tutte le regioni tedesche, ad eccezione dell'Austria
(Kleindeutschland, o "Piccola Germania"). A partire dal 1884, la Germania iniziò a
fondare colonie al di fuori dell'Europa.

Nel periodo Gründerzeit che seguì l'unificazione della Germania, la politica estera
dell'imperatore Guglielmo I fu orientata a garantire una posizione centrale nel
continente attraverso alleanze, isolando la Francia con mezzi diplomatici, ed
evitando la guerra. Sotto Guglielmo II, tuttavia, la Germania, come altre potenze
europee, attraverso un proprio corso imperialista entrò in attrito con i paesi
limitrofi. La maggior parte delle alleanze in cui la Germania era stata
precedentemente coinvolta non vennero rinnovate, e quelle nuove la esclusero. In
particolare, la Francia istituì nuove relazioni con la firma dell'Entente Cordiale
con il Regno Unito e garantendo legami con l'Impero russo. A parte i suoi contatti
con l'Impero austro-ungarico e il regno d'Italia, la Germania divenne sempre più
isolata.
La Prussia all'epoca dell'Impero tedesco (1871-1918).

L'imperialismo tedesco, come quello di altre potenze europee, rivendicò un proprio


dominio coloniale. In conseguenza dell'atmosfera politica creatasi con la
Conferenza di Berlino alla Germania furono assegnati diversi possedimenti, tra cui
Togo e Camerun. La spartizione dell'Africa causò tensioni tra le grandi potenze.

L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914 portò


la Germania alla prima guerra mondiale, dalla quale risultò come parte soccombente
contro potenze alleate in uno dei più sanguinosi conflitti di tutti i tempi. La
sconfitta portò ad una rivoluzione nel novembre 1918, e l'imperatore Guglielmo II
fu costretto ad abdicare. Un armistizio che pose fine alla guerra venne firmato
l'11 novembre e la Germania fu costretta a firmare il trattato di Versailles nel
giugno 1919. Il trattato venne percepito in Germania come un'umiliante
continuazione della guerra con altri mezzi e la sua durezza viene spesso citata
come fattore che agevolò l'avvento del nazismo nel paese.[21]
Repubblica di Weimar (1919-1933)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Repubblica di
Weimar.

Dopo il successo della rivoluzione tedesca del novembre 1918, venne proclamata la
repubblica in tutti gli stati e a livello federale. La nuova costituzione del Reich
entrò in vigore con la firma da parte del Presidente della Repubblica di Weimar
Friedrich Ebert l'11 agosto 1919. Il periodo che va dal 1919 al 1933 è conosciuto
come Repubblica di Weimar. Il Partito Comunista Tedesco, istituito da Rosa
Luxemburg e Karl Liebknecht nel 1918, tentò di rovesciare con un'insurrezione
armata il nuovo governo socialista, ma senza successo. Nel gennaio 1919 fu poi
fondato il Partito Tedesco dei Lavoratori, conosciuto in seguito come Partito
Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (o Partito Nazista).

La Germania soffrì pesantemente degli effetti della Grande depressione, delle dure
condizioni dettate dal trattato di Versailles, e della lunga instabilità politica.
Nell'estate del 1931 collassò la Danat-Bank, la seconda banca tedesca[22]. Vennero
istituite truppe paramilitari da parte di più partiti e vi furono migliaia di
omicidi a sfondo politico. I paramilitari intimidivano gli elettori e seminavano
violenza e rabbia tra gente che soffriva di un elevato tasso di disoccupazione e
povertà. Furono queste le condizioni che portarono alla nomina, da parte del
presidente del Reich Paul von Hindenburg, di Adolf Hitler come Cancelliere del
Reich il 30 gennaio 1933.
Terzo Reich (1933-1945)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Terzo Reich e
Seconda guerra mondiale.
Adolf Hitler, cancelliere durante il Terzo Reich.

Il 27 febbraio 1933 il Reichstag venne dato alle fiamme, e di tale atto


terroristico si ritennero responsabili i comunisti. Ciò spinse all'approvazione di
un decreto di emergenza con il quale vennero aboliti i diritti democratici di base.
L'attivazione di una legge diede ad Adolf Hitler pieno governo e potere
legislativo, acquisendo il totale controllo della Germania. Solo il Partito
socialdemocratico della Germania votò contro; i comunisti non erano in grado di
presentare opposizione, in quanto i loro 81 seggi in parlamento erano stati
annullati sulla base del decreto conseguente all'incendio del Reichstag.[23][24]
[25] Si creò uno Stato centralizzato totalitario con un unico partito. L'industria
venne strettamente regolamentata con quote ed esigenze, spostando l'economia verso
una produzione di guerra.[26] Nel 1935, in seguito ad un referendum di
autodeterminazione, la Saar si riunisce alla Germania nazista. Nel 1936 le truppe
tedesche rioccupano la Renania smilitarizzata fin dal Trattato di Versailles del
1919. Incoraggiato, Hitler perseguì dal 1938 una politica di espansionismo per la
fondazione di una Grande Germania (dal tedesco Großdeutschland). Nel marzo 1938,
con l'Anschluss, la Germania Nazista annette l'Austria. Per evitare l'apertura di
due fronti di guerra, Hitler siglò il patto Molotov-Ribbentrop con l’Unione
Sovietica, patto che venne poi infranto.

Nel 1939 le crescenti tensioni provenienti da nazionalismo, militarismo ed esigenze


di annessioni territoriali portarono alla guerra lampo (Blitzkrieg) del 1º
settembre contro la Polonia, congiuntamente all'Unione Sovietica, a cui seguì due
giorni dopo la dichiarazione di guerra da parte di Regno Unito e Francia, che
segnarono l'inizio della seconda guerra mondiale. La Germania, dopo l'Invasione
della Polonia, in seguito ad un periodo di stallo politico e militare meglio noto
come la Strana Guerra, fra il 1939 e il 1940, diede inizio, nel 1940, ad una serie
di campagne militari definite Blitzkrieg, che portarono all'invasione di numerosi
stati dell'Europa, come la Danimarca e la Norvegia, aprendo la Battaglia
dell'Atlantico, e successivamente alla Campagna di Francia, che fra il 10 maggio e
il 22 giugno 1940, portò alla conquista di Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, e
infine, alla capitolazione della Francia, che ebbero come conseguenza l'occupazione
militare di tali paesi da parte delle truppe tedesche, l'annessione di alcuni
territori al Terzo Reich, e che segnarono anche l'inizio della Battaglia
d'Inghilterra, il primo fallimento strategico-militare tedesco nel corso del
conflitto, che spinse Adolf Hitler a seguire una linea politica di espansione
dell'influenza politico-militare tedesca verso est.

Infatti, nella prima metà del 1941, con l'invasione di molti stati della Penisola
Balcanica, fra cui la Jugoslavia e la Grecia, insieme all'Italia Fascista di Benito
Mussolini, e la stipula di alleanze con Ungheria, Romania e Bulgaria, il Terzo
Reich diresse la sua attenzione nei confronti dell'Unione Sovietica di Iosif
Stalin, ideologicamente opposta alla Germania Nazista.

Il 22 giugno 1941, la Germania violò il Patto Molotov-Ribbentrop, aprendo il fronte


orientale e dando avvio all'invasione dell'URSS (Operazione Barbarossa). Pochi mesi
dopo, il 7 dicembre, il Giappone attaccò la base statunitense a Pearl Harbor, e la
Germania dichiarò guerra agli Stati Uniti due giorni dopo. L'avanzata della
Wehrmacht nei territori occidentali dell'URSS, nelle sue prime fasi, ottenne
numerosi successi militari contro l'Armata Rossa di Stalin, fra cui numerose
vittorie, dovute anche alla disorganizzazione e all'effetto sorpresa avuto sulla
macchina militare e bellica sovietica, ancora impreparata ad un conflitto su larga
scala, come la Battaglia di Smolensk, la Battaglia di 'Uman e la Battaglia di Kiev,
e l'ultima costituì la più grande vittoria riportata sul Fronte Orientale nel corso
del conflitto, che portarono alla conquista e alla conseguente occupazione militare
tedesca di numerose ed estese regioni dell'URSS, come la Bielorussia, con Minsk, i
Paesi Baltici, e l'Ucraina con Kiev, quest'ultima ricca di approvvigionamenti
cerealicoli e di grano, indispensabili per la condotta della guerra, e di molte
altre risorse naturali, petrolifere ed industriali destinati alla produzione
bellica del Reich. Nella seconda metà del 1941, la Battaglia di Mosca segnò una
dura battuta d'arresto per la fulminea avanzata della Wehrmacht, e l'inizio delle
complicazioni dovute al rigido inverno russo bloccarono definitivamente l'avanzata
tedesca. Questa riprese soltanto nella primavera del 1942 con l'Operazione Blu, e
che aveva l'obiettivo di impadronirsi delle risorse industriali e petrolifere
sovietiche situate in Russia meridionale e nel Caucaso. Dopo una serie iniziale di
successi, la Germania subì una durissima sconfitta subita da parte dell'Armata
Rossa nella Battaglia di Stalingrado, terminata nel 1943. Le numerose perdite
subite compromisero in modo definitivo le sorti della guerra per le Potenze
dell'Asse e la dura ritirata della Wehrmacht, dopo la definitiva sconfitta nella
Battaglia di Kursk, lasciò definitivamente l'iniziativa alla controffensiva
sovietica, anche a causa dell'apertura di un secondo fronte, con l'inizio della
Campagna d'Italia contro le Potenze Alleate occidentali, che dopo lo Sbarco in
Sicilia misero a dura prova la resistenza della macchina bellica germanica.

Il 6 giugno 1944, con il D-Day, gli Alleati avviarono lo Sbarco in Normandia,


riaprendo il Fronte Occidentale chiuso dal 1940, fortemente voluto da Stalin, al
fine di aprire un terzo fronte per alleggerire la pressione tedesca sul Fronte
Orientale contro l'URSS, e che portò, nel giro di pochi mesi, alla riconquista
della Francia, e all'Invasione della Germania da ovest.

Nel 1945, dopo il fallimento dell'Offensiva delle Ardenne, gli Alleati erano
penetrati nel Terzo Reich da ovest, paralizzando la regione della Ruhr, il cuore
dell'industria e della produzione bellica tedesca, mentre l'Armata Rossa, dopo aver
condotto, nel 1944, numerose operazioni militari che portarono alla riconquista dei
territori occidentali dell'URSS, alla rottura dell'Assedio di Leningrado iniziato
nel 1941, dopo l'Operazione Bagration e l'Operazione Vistola-Oder, giunse sulla
sponda orientale dell'Oder minacciando Berlino. La Germania Nazista si ritrovò in
crisi su tutti i fronti, e dopo il collasso della Linea Gotica e la Liberazione
d'Italia dall'occupazione nazi-fascista nell'aprile 1945, caddero prima Vienna, poi
Berlino, il 2 maggio, e infine Praga, nelle mani dell'Armata Rossa, con gli Alleati
ormai giunti sulla sponda occidentale dell'Elba. Adolf Hitler si suicidò il 30
aprile 1945 a Berlino, insieme ad altri esponenti del suo governo e delle alte
sfere dell'esercito, affidando a Karl Dönitz della Kriegsmarine il potere, con il
compito di arrendersi; il Terzo Reich fu costretto a negoziare e a firmare una resa
incondizionata con le Potenze Alleate, l'8 maggio 1945, ponendo fine alla Seconda
Guerra Mondiale in Europa, e alla Germania Nazionalsocialista.

In quello che più tardi divenne noto come l'Olocausto, il regime del Terzo Reich
sterminò alcuni milioni di persone, in primo luogo ebrei, ma anche comunisti,
zingari, omosessuali, massoni, dissidenti politici, sacerdoti, predicatori,
religiosi, testimoni di Geova, disabili nei lager. Durante l'Olocausto fino a 17
milioni di persone vennero assassinate, tra cui sei milioni di ebrei e tre milioni
di polacchi.[27] La seconda guerra mondiale ed il genocidio nazista furono
responsabili di circa 35 milioni di morti in Europa, dal 1933 al 1945.
Divisione e riunificazione (1945-1990)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della
Germania dal 1945.
La Germania divisa, in blu la Repubblica Federale Tedesca, in rosso la Repubblica
Democratica Tedesca, in giallo Berlino Ovest.

La guerra causò la morte di quasi dieci milioni di soldati e civili tedeschi,


grandi perdite territoriali, l'espulsione di circa 15 milioni di tedeschi dagli ex
territori orientali e dagli altri paesi e la distruzione delle più grandi città. Il
territorio rimasto venne spartito tra gli alleati in quattro zone di occupazione
militare; il territorio di Berlino in quattro settori. Le perdite territoriali in
favore di Polonia e URSS riguardarono regioni storiche della Germania, come la
Pomerania Occidentale con la città di Stettino, una porzione del Brandeburgo,
corrispondente oggi al Voivodato di Lubusz in Polonia; e quasi tutta la Slesia con
città importanti come Breslavia. Diversa fu la sorte della regione storica dell'ex-
Prussia Orientale, che venne spartita tra Polonia e URSS: la parte meridionale con
la regione della Masuria andò alla Polonia, mentre la parte restante fu ceduta
all'URSS, con la città di Königsberg, oggi Kaliningrad, nella Oblast' omonima in
Russia.

Le zone occidentali, controllate da Francia, Regno Unito e Stati Uniti, vennero


unite il 23 maggio 1949, dando vita alla Repubblica Federale di Germania
(Bundesrepublik Deutschland o BRD); il 7 ottobre 1949 la zona d'occupazione
sovietica divenne la Repubblica Democratica Tedesca (Deutsche Demokratische
Republik o DDR). Informalmente questi due stati divennero noti come Germania Ovest
e Germania Est, e le due parti di Berlino come Berlino Ovest e Berlino Est. La
parte orientale aveva come capitale Berlino Est, mentre la Germania Ovest scelse
Bonn come capitale provvisoria.

La Germania Ovest divenne un'economia di mercato con una stretta alleanza con Stati
Uniti e paesi dell'Europa occidentale, e godette di una prolungata crescita
economica iniziata nei primi anni cinquanta (Wirtschaftswunder). La Germania Ovest
aderì alla NATO nel 1955 e fu membro fondatore della Comunità economica europea nel
1958.
La caduta del Muro di Berlino nel 1989, e dietro la Porta di Brandeburgo.

La Germania Est rientrò nel blocco orientale sotto il controllo politico e militare
dell'URSS, e facente parte del patto di Varsavia. Nonostante si fregiasse del
termine di democrazia, il potere politico fu in mano esclusivamente dei principali
membri (Politbüro) del partito comunista (SED - Partito socialista della Germania).
Il loro potere era assicurato dalla Stasi, un servizio segreto di immense
dimensioni, e una serie di suborganizzazioni in grado di controllare ogni aspetto
della società. A loro volta le esigenze fondamentali della popolazione erano
soddisfatte a basso costo da parte dello Stato. La DDR divenne membro del Comecon.
Mentre la propaganda si basava sui vantaggi dei programmi sociali della DDR e la
presunta costante possibilità di un'invasione, molti dei suoi cittadini guardavano
verso l'Occidente per le libertà politiche e la prosperità economica.[28] Il muro
di Berlino, costruito nel 1961 per fermare la fuga dei tedeschi dell'est verso la
Germania Ovest, divenne un simbolo della Guerra Fredda.

Le tensioni tra Germania Est e Germania Ovest erano già state ridotte negli anni
settanta dal cancelliere occidentale Willy Brandt e dalla sua Ostpolitik. Poi, alla
fine degli anni ottanta, in una situazione di crescente migrazione dei tedeschi
dell'Est verso la Germania Ovest attraverso l'Ungheria e di manifestazioni di massa
durante l'estate del 1989, le autorità della Germania Est indebolirono
inaspettatamente le restrizioni di confine nel novembre 1989, consentendo ai propri
cittadini di viaggiare verso l'Occidente.

Tra le conseguenze della riunificazione e dell'impoverimento dell'Est vanno


ricordati i moti neonazisti, in particolare a Rostock e Solingen.[29]
La Germania è uno dei membri fondatori dell'Unione Europea, nonché una delle parti
del Trattato di Lisbona.
Berlino capitale (1990)

L'apertura delle frontiere portò ad un'accelerazione del processo di riforma nella


Germania Est, e poi al crollo del regime comunista, che si concluse con la
riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, quando i territori della Germania Est
vennero annessi come nuovi Stati della Repubblica Federale. Berlino venne scelta
per essere la capitale dello Stato unificato, mentre Bonn conservò alcuni ministeri
federali.[30] La delocalizzazione del governo fu completata nel 1999.

Il federalismo è rafforzato sul piano economico-finanziario da un sistema di casse


di risparmio e cooperative locali che al 2018 raccolgono il 15% degli attivi
nazionali e nelle quali una quota fra l'82 e l'84 dei presidenti dei consigli di
amministrazione sono anche sindaci o presidenti di provincia.[31] Secondo uno
studio di Reuters pubblicato nel sito della BCE, le Sparkassen variano la
percentuali di titoli di debito pubblico regionali o provinciali rispetto ai bond
tedeschi in portafoglio, utilizzando tale conflitto di interessi come strumento di
lobbying politico sui governi locali e sullo Stato centrale.[32]

Dopo la riunificazione, la Germania assunse un ruolo attivo nell'Unione europea e


nella NATO. La Germania inviò una forza di pace per garantire la stabilità nei
Balcani e truppe in Afghanistan come parte dello sforzo della NATO per assicurare
la sicurezza in questo paese.[33]
Geografia fisica
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia
della Germania.
Morfologia
Cartina topografica della Germania.
Cartina fisica.

Il territorio della Germania copre una superficie di 357.093 km², costituito di


349.223 km² di terre e di 7.798 km² di superfici d'acqua. È il settimo paese più
grande dell'Europa. Di forma simile ad un quadrilatero, si estende dalle alte
montagne delle Alpi (punto più alto: lo Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste
del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord, a est è delimitata dalla confluenza dei
fiumi Oder e Neisse mentre a ovest la delimitano il bacino e la valle del Reno.

Le coste del mare del Nord sono pianeggianti con dune sabbiose (sandig) e
fronteggiate da arcipelaghi come le Frisone Orientali e Frisone Settentrionali
mentre le coste del mar Baltico hanno un profilo più irregolare con numerose lagune
(dette Bodden) che si insinuano in profondità nell'entroterra. Fronteggiano la
costa le due isole di Rügen e Usedom. Da un punto di vista geografico il territorio
tedesco può essere suddiviso in quattro zone ben distinte:

Il Bassopiano germanico, un'ampia area pianeggiante situata nella parte


settentrionale del paese.
I rilievi ercinici del Mittelgebirge, una zona di rilievi situata tra le
pianure settentrionali e le Alpi comprendente diverse formazioni montuose tra cui
le più note sono il Massiccio scistoso renano, la Selva di Turingia, la Foresta di
Teutoburgo, la Selva Nera, i Monti Metalliferi, la Selva Boema e la Selva Bavarese.
L'altopiano Svevo-Bavarese situato ai piedi delle Alpi con un'altezza media di
circa 500 m s.l.m. e con numerosi laghi morenici, è attraversato da diversi
affluenti del Danubio.
A meridione si trova la zona delle Alpi tedesche che delimitano il confine con
l'Austria: caratterizzate dalla presenza di numerosi laghi alpini, il loro punto
più elevato è la vetta dello Zugspitze (2.962 m s.l.m.).

Idrografia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Fiumi della
Germania.

I fiumi principali in territorio tedesco sono il Danubio, l'Elba, il Reno, il Meno,


l'Oder, il Weser e l'Ems. La Germania è ricca di canali artificiali che permettono
il trasporto delle merci attraverso tutto il paese. In particolare il Canale Reno-
Meno-Danubio (Rhein-Main-Donau-Kanal), inaugurato nel 1992, superando lo
spartiacque tra il bacino idrografico renano e il bacino idrografico danubiano,
mette in collegamento il Mare del Nord con il Mar Nero.
Clima

Quasi tutto il territorio della Germania subisce l'influsso dei venti atlantici
provenienti da ovest; ciò fa sì che il clima sia più umido mano a mano che ci si
spinge da sud verso nord. Le zone dal clima più umido sono le pianure a ridosso dei
Paesi Bassi e le regioni affacciate sul Mare del Nord, tra cui la penisola dello
Jutland, che hanno un clima oceanico. Nel nord-ovest e nel nord, quindi, le
precipitazioni si susseguono durante tutto l'arco dell'anno con un massimo durante
l'estate. Gli inverni sono caratterizzati da venti freddo-umidi occidentali, la
neve cade frequentemente ma gli accumuli sono per lo più irrisori, le gelate sono
frequenti e le estati tendono ad essere fresche, ventilate, spesso temporalesche.
Verso oriente il clima è più continentale; gli inverni sono spesso lunghi e molto
rigidi e le estati generalmente piuttosto calde. La Germania centrale è una regione
di transizione tra clima oceanico e continentale. Il clima della Germania
meridionale è il più continentale di tutta la nazione con forti escursioni termiche
annue; gli inverni sono generalmente rigidi e nevosi, con lunghi periodi di gelo;
il caldo estivo è spesso rotto da intensi temporali che si formano generalmente
sulle Alpi per poi discendere verso le pianure.
Società
Popolazione dal 1800 al 2000, con numero di cittadini stranieri.

All'inizio dell'epoca storica le popolazioni insediate sul territorio della


Germania attuale erano di tre stirpi: i Celti, insediati nella parte più
occidentale del Paese e nel sud; le popolazioni germaniche, originarie della
Scandinavia, che si erano espanse verso sud e giungendo nel tempo fino ai confini
dell'Impero romano; gli Slavi, in lenta espansione dall'area baltica verso
occidente.

Con l'espansione verso nord dell'Impero romano la parte renana e meridionale


dell'attuale Germania furono incluse in esso: le città più antiche della Germania
sono proprio di origine romana. A partire dal V secolo iniziarono le invasioni
germaniche nei territori dell'Impero romano: Franchi e Alemanni si insediarono
nella regione del Reno. Nel nord dell'attuale Germania la compagine sassone iniziò
a espandersi in Britannia.

Nell'Alto Medioevo iniziò l'espansione dei popoli tedeschi verso est (la
Ostsiedlung): i territori baltici e slavi furono progressivamente invasi,
conquistati e convertiti al Cristianesimo. Le popolazioni baltiche e slave, i Balti
Prussiani e gli Slavi Venedi, furono in gran parte germanizzate e assorbite dai
Sassoni, con l'eccezione di gruppi di Sorbi che ancora oggi mantengono distinzione
culturale. In alcune aree (Pomerania, Slesia) l'invasione fu pacifica e incentivata
dai principi slavi. In alcuni territori slavi, come ad esempio in Polonia, rimasero
popolazioni tedesche con privilegi particolari fino a prima della seconda guerra
mondiale. Coloni tedeschi si trasferirono anche in Slovacchia e Transilvania. Il
movimento di espansione subì un arresto con la guerra dei trent'anni e
successivamente si assistette ad un processo di riflusso dei tedeschi dalle sedi
occupate precedentemente da parte delle popolazioni slave. Gran parte dei tedeschi
della Germania orientale discende dai Balto-Slavi germanizzati, come dimostra la
forte presenza dell'aplogruppo R1a nella genetica della popolazione della regione.
[34]

Nel XIX secolo le migliorate condizioni economiche favorirono un progressivo


aumento della popolazione, dal 1871 al 1939 si passò da 41 a 69 milioni di
abitanti. In particolare l'incremento interessò la valle del Reno, l'area del medio
corso dell'Elba, le grandi aree rurali non videro invece sostanziali cambiamenti
della popolazione. Si affermò anche il movimento per i diritti alle donne con
personalità di spicco come Clara Zetkin e Emma Ihrer. Dopo la seconda guerra
mondiale vi fu una ripresa demografica in parte provocata dal grande numero di
profughi proveniente dall'est.
Evoluzione demografica

Con oltre 80,2 milioni di abitanti secondo il censimento del 2011,[35] la Germania
è il Paese più popoloso dell'Unione europea ed il secondo Paese più popoloso
dell'Europa dopo la Russia, nonché il 15° più popoloso della Terra. Tuttavia, il
suo tasso di fecondità di 1,41 figli per donna (2011) è uno dei più bassi del
mondo,[36][37] anche se in crescita negli ultimi anni (da 1,36 a 1,41 tra il 2011
ed il 2013). Sin dagli anni 1970, il tasso di mortalità in Germania supera il tasso
di natalità.[38] Tra il 1989 e il 2009, circa 2.000 scuole vennero chiuse nella ex-
Germania est per la scarsità di bambini.[39]

La Germania possiede un gran numero di grandi città; le più popolose sono Berlino,
Amburgo, Monaco, Colonia, e Francoforte. Il maggior agglomerato urbano è la zona
della Reno-Ruhr, che comprende la città di Düsseldorf (la capitale della Renania
Settentrionale-Vestfalia), Colonia, Essen, Dortmund, Duisburg, e Bochum.

Al 2011, il 92,3% della popolazione è di nazionalità tedesca mentre i cittadini


stranieri residenti sono 6 milioni (7,7% della popolazione).[35] Per quanto
riguarda la matrice etnica, al 2010 il 20% della popolazione (16 milioni di
persone)[40] è di parziale o totale ascendenza straniera (questo dato include i
rimpatriati di etnia tedesca [Deutschstämmige] che prima della seconda guerra
mondiale abitavano in territori al di fuori dei confini dello Stato tedesco [gli
Aussiedler e Spätaussiedler], soprattutto in Europa orientale). Il 96% di questa
fetta della popolazione vive negli Stati della ex-Germania Ovest o nella città-
stato di Berlino.[41]

Le comunità straniere più numerose al 2010 sono quella turca (3,2 milioni), quella
di provenienti da altri paesi dell'Europa occidentale (3 milioni), della ex-
Jugoslavia (2,8 milioni), quella polacca (1,6 milioni), quella asiatica (1,6
milioni) e quella russa (1,3 milioni); seguono altre comunità straniere, come
quella italiana, che provengono soprattutto dall'Italia meridionale[42][43]

Lo United Nations Population Fund rileva come la Germania ospiti il terzo più alto
numero di migranti internazionali fra tutti i Paesi del mondo, circa il 5% (10
milioni di abitanti) dei 191 milioni di migranti, che corrisponde a circa il 12%
della popolazione della Germania.[44]

Come conseguenza alle restrizioni poste in Germania alle disposizioni in materia di


asilo e immigrazione, il numero di immigrati è in calo costante dal 2000.[45] La
maggior parte degli immigrati non-tedeschi risiede nelle grandi metropoli, mentre
nelle aree rurali, nelle piccole città, e negli Stati della ex-Germania Est
l'immigrazione è un fenomeno pressoché inesistente.
Religione
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in
Germania.
Il Duomo di Colonia, patrimonio dell'umanità tutelato dall'UNESCO.

Il cristianesimo è la principale fede religiosa dei tedeschi, con circa 46,7


milioni di credenti (56,2%),[46] al 2018 divisi in parti uguali tra protestanti
(25,5% della popolazione) – con una predominanza storica nelle terre sassoni (tutto
il nord) e una forte presenza in Franconia-Renania – e cattolici (27,7% della
popolazione), concentrati nel sud e nell'ovest, vale a dire la Baviera e le aree
alemanniche e francone-renane. La Germania settentrionale (Sassonia), storicamente
epicentro del Luteranesimo, la prima religione protestante, è oggi la zona più
scristianizzata della Germania, anche per effetto del periodo sovietico: in
Sassonia-Anhalt terra nativa di Martin Lutero, l'80,4% della popolazione non è
religiosa, mentre i protestanti sono il 14,1%.[47]
La Frauenkirche (Dresda).

Circa l'1,9% della popolazione è cristiana ortodossa, con serbi e greci i più
numerosi.[46]

In Germania, più di 4,3 milioni di abitanti sono musulmani (5,1%)[46], rendendo


l'Islam la seconda religione del Paese, di cui in maggioranza (74%) di fede
sunnita,[48] ma è presente una piccola comunità di sciiti.[49] Nel territorio
tedesco si trovano circa 2.500 moschee[50] e oltre 300 000 associazioni islamiche.
[51]

La terza religione più diffusa è il buddismo, con circa 250 000 aderenti (0,31%),
di cui circa la metà di origine asiatica. In Germania si contano circa 620
organizzazioni buddiste.[52]

La Germania ha, nell'Europa occidentale, la terza più grande popolazione ebraica,


preceduta da Francia e Regno Unito:[53] nel 2007, in seguito all'emigrazione di
ebrei dalle ex-repubbliche sovietiche, si contavano circa 200 000 ebrei, rispetto
ai 30.000 prima della riunificazione. Città con rilevanti minoranze ebraiche sono
Berlino, Francoforte e Monaco di Baviera.[51] Altre minoranze religiose includono
circa 100 000 induisti (0,1%) prevalentemente tamil.

Circa 31,4 milioni di tedeschi (37,8%)[46] si dichiarano non credenti. Secondo il


sondaggio stilato dall'Eurobarometro del 2005, il 47% dei cittadini tedeschi
concordava con l'affermazione "Credo che vi è un Dio", mentre il 25% concordava con
"Credo che vi sia una sorta di spirito o forza vitale" e il 25% ha dichiarato: "Non
credo vi sia alcun tipo di spirito, dio, o forza vitale".[54]
Lingue

Il tedesco è la lingua ufficiale, la più parlata in Germania. È una delle 23 lingue


ufficiali dell'Unione europea e una delle tre lingue di lavoro della Commissione
europea, insieme con l'inglese ed il francese. Minoranze linguistiche riconosciute
in Germania sono danese, sorabo, rom e frisone, ufficialmente protetti dalla Carta
europea per le lingue regionali e minoritarie. La maggior parte degli immigrati
utilizzano lingue quali turco, polacco, lingue dei Balcani e della Russia.

Il tedesco è una lingua germanica occidentale, strettamente legato a inglese,


olandese e frisone. La maggior parte del vocabolario tedesco deriva dal ramo
germanico del ramo della famiglia linguistica indo-europea.[55] Alcune parole
derivano dal latino, dal greco, in misura minore dal francese, e recentemente
dall'inglese (noto come Denglisch). Il tedesco è scritto usando l'alfabeto latino.
In aggiunta alle 26 lettere standard, il tedesco ha tre vocali con l'umlaut, vale a
dire ä, ö e ü, così come l'eszett o scharfes S (S forte), che è scritta "ß" o, in
alternativa, "ss".
Conoscenza del tedesco nei Paesi dell'Unione europea.

I dialetti della lingua tedesca sono varianti del continuum linguistico germanico
distinte dal tedesco standard. Molti di essi non sono facilmente comprensibili a
chi conosce solo il tedesco standard, dal momento che spesso differiscono nel
lessico, sintassi e fonologia. I gruppi principali sono il tedesco superiore, il
tedesco centrale occidentale, il tedesco centrale orientale e la lingua basso-
tedesca.

In tutto il mondo, il tedesco è parlato da circa 100 milioni di persone come madre
lingua e da circa 80 milioni non-madrelingua.[56] Il tedesco è la lingua principale
per circa 90 milioni di persone (18%) nell'Unione europea. Il 67% dei cittadini
tedeschi affermano di essere in grado di comunicare in almeno una lingua straniera,
il 27% in almeno due lingue diverse dalla propria.[57][58]

Una minoranza di danesi di circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior
parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave,
note come Sorbi, vive negli Stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo
(circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina
all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono
nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente
usato il Basso Sassone. Esiste anche una minoranza francofona che ha anche una
propria rivista in francese.

L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (più di due milioni tra
Curdi e Turchi) ed altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi
(600.000), greci (400.000), polacchi (300.000), albanesi (300.000) e croati
(200.000) (dati del 2002).

Esistono anche un grosso numero di tedeschi immigrati e/o fuggiti dall'ex-Unione


Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale
del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca
e che, quindi, non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri;
contrariamente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo
uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro parlano la lingua della loro
ex-nazione di appartenenza.
Ordinamento dello stato
Suddivisioni amministrative
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stati
federati della Germania.

La Germania è divisa in sedici stati federati (in tedesco Länder, sing. Land):
Karte Deutschlands mit eingezeichneten Grenzen der Länder
Castello di Schwerin, parlamento del Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Un cartello al confine con la Svizzera.
N. Stato/Regione Capoluogo Superficie[59]
(km²) Abitanti
(in migliaia)
1 Baden-Württemberg Baden-Württemberg Stoccarda 35 752 10 736
2 Baviera Baviera Monaco 70 552 12 469
3 Berlino Berlino* 892 3 395
4 Brandeburgo Brandeburgo Potsdam 29 479 2 559
5 Brema Brema* 404 663
6 Amburgo Amburgo* 755 1 744
7 Assia Assia Wiesbaden 21 115 6 092
8 Meclemburgo-Pomerania Anteriore Meclemburgo-Pomerania Anteriore Schwerin
23 180 1 707
9 Bassa Sassonia Bassa Sassonia Hannover 47 624 7 994
10 Renania Settentrionale-Vestfalia Renania Settentrionale-Vestfalia
Düsseldorf 34 085 18 058
11 Renania-Palatinato Renania-Palatinato Magonza 19 853 4 059
12 Saarland Saarland Saarbrücken 2 569 1 050
13 Sassonia Sassonia Dresda 18 416 4 274
14 Sassonia-Anhalt Sassonia-Anhalt Magdeburgo 20 446 2 470
15 Schleswig-Holstein Schleswig-Holstein Kiel 15 799 2 833
16 Turingia Turingia Erfurt 16 172 2 335
Tot. Germania Germania Berlino 357 093 82 438

Alcuni dei Länder sono suddivisi in distretti governativi.

I Länder sono amministrativamente suddivisi in Kreise (circondari), nel numero


complessivo di 438.

A causa delle difficoltà economiche dei Länder orientali è attualmente in avanzata


discussione la riunione di alcuni di essi in entità più grandi. Si prevede
l'unificazione di Berlino con il Brandeburgo e quella di Amburgo con il
Meclemburgo-Pomerania Occidentale e lo Schleswig-Holstein.

La Repubblica Federale di Germania non ha alcuna rivendicazione territoriale nei


confronti degli Stati confinanti, memore degli esiti catastrofici, per l'Europa e
per la Germania stessa, della politica imperialistica perseguita tra la seconda
metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo.

L'unica exclave della Germania è la località di Büsingen am Hochrhein situata


sull'Alto Reno e che appartiene al circondario di Costanza nel Baden-Württemberg.
La superficie è di 7,62 km², è inserita all'interno del territorio svizzero,
confinando con i cantoni svizzeri di Sciaffusa, Turgovia e Zurigo. Per la peculiare
posizione della località, esistono particolari decisioni amministrative concordate
tra la Germania e la Svizzera, i servizi postale e telefonico sono duplicati, ed è
possibile richiedere l'intervento di ambedue i servizi di Polizia e di soccorso
civile tedesco oppure svizzero; per puri motivi di vicinanza il servizio svizzero è
spesso preferito (il territorio è completamente circondato dalla Svizzera),
appartiene comunque, concordatamente, al regime doganale svizzero.
Esiste inoltre una cosiddetta enclave "funzionale", il Kleinwalsertal (piccola
valle dei walser), una vallata appartenente all'Austria ma raggiungibile, sia per
via stradale che per vie d'acqua, solo attraversando il territorio tedesco. Anche
per tale territorio sono in funzione particolari condizioni concordate tra Austria
e Germania: esistono doppi sistemi postali, ed è costituita come zona extradoganale
appartenente al regime doganale tedesco; in epoca precedente l'adozione dell'Euro
vi era in vigore come moneta il Marco tedesco.
Città principali
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Città della
Germania e Comuni della Germania per popolazione.

Le prime 15 città tedesche per numero di abitanti (2010) sono:

Berlino
Berlino (Berlin)
Amburgo
Amburgo (Hamburg)
Monaco
Monaco (München)
Città Stato Popolazione

Colonia
Colonia (Köln)
Francoforte
Francoforte sul Meno (Frankfurt am Main)
Stoccarda
Stoccarda (Stuttgart)
1 Berlino Berlino 3,543 676
2 Amburgo Amburgo 1,724,309
3 Monaco Baviera 1,388,308
4 Colonia Renania Settentrionale-Vestfalia 1,034,175
5 Francoforte s. M. Assia 676,533
6 Stoccarda Baden-Württemberg 591,015
7 Düsseldorf Renania Settentrionale-Vestfalia 589,649
8 Dortmund Renania Settentrionale-Vestfalia 571,403
9 Essen Renania Settentrionale-Vestfalia 565,900
10 Brema Brema (stato) 544,043
11 Dresda Sassonia 525,105
12 Lipsia Sassonia 520,838
13 Hannover Bassa Sassonia 509,485
14 Norimberga Baviera 495,121
15 Duisburg Renania Settentrionale-Vestfalia 487,470
Istituzioni, enti e associazioni
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema
elettorale tedesco.

Il Parlamento (Bundestag in lingua tedesca) è composto da 631 deputati, eletti con


un sistema misto: per metà in collegi uninominali con il sistema maggioritario
plurality e per l'altra metà con il sistema proporzionale del quoziente.

Il periodo di legislatura del Bundestag dura quattro anni. Il Bundestag tedesco


tiene le sue sedute dal 1999 nell'edificio del Reichstag. I deputati portano il
titolo di membri del Bundestag (MdB).

Il presidente del Bundestag viene eletto di regola nella seduta costituente del
parlamento, è espressione del gruppo parlamentare più numeroso. Il presidente del
Bundestag attuale è Wolfgang Schäuble (CDU).
Il sistema legislativo tedesco prevede la presenza, oltre al Bundestag, anche del
Bundesrat, il consiglio federale.
Costituzione

La Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania, o Costituzione


tedesca, risale all'8 maggio 1949, ed è caratterizzata dal principio di democrazia
e federalismo.
Università

Nel 1386 venne fondata la più antica università tedesca: l'Università Ruperto
Carola di Heidelberg (o Ruprecht Karl di Heidelberg o solo Università di
Heidelberg): si tratta di un'università pubblica che si trova a Heidelberg, nel
Baden-Wurttemberg. Venne istituita e prese il nome dal Conte palatino del Reno
Roberto I del Palatinato. È la quarta Università fondata nel Sacro Romano Impero.
Forze armate
La Mecklenburg-Vorpommern.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Bundeswehr.

Nel 1949, al momento della sua istituzione, la Repubblica Federale di Germania non
aveva proprie forze armate; queste vennero istituite solo a partire dal 1955
quando, in seguito alla Guerra di Corea e alla crescente influenza dell'Unione
Sovietica nel blocco orientale, il paese entrò a far parte della NATO. Dopo il 1991
parte delle forze armate della DDR (costituenti la Nationale Volksarmee) sono state
integrate nella Bundeswehr.

La Bundeswehr (che tradotto letteralmente significa "difesa federale") è costituita


dalle forze armate e dall'apparato logistico-amministrativo. Le forze armate sono
divise in Esercito (Deutsches Heer), Aeronautica militare (Luftwaffe) e Marina
militare (Deutsche Marine); si occupano invece delle attività logistiche e di
servizi la Streitkräftebasis e il servizio sanitario centrale (Zentraler
Sanitätsdienst).

In tempo di pace, la Bundeswehr è comandata dal Ministro della Difesa con la


consulenza tecnica dell'Ispettore generale della Bundeswehr che è l'ufficiale
superiore più alto in grado delle forze armate. In caso di guerra, che secondo la
Costituzione è consentita solo per scopi difensivi, il Cancelliere diviene
comandante in capo della Bundeswehr.[60]
Un Tornado della Luftwaffe in volo.

La Germania aderisce al programma di "condivisione nucleare" della NATO, e ospita


quindi nelle sue basi armi nucleari statunitensi ricevendo addestramento al loro
impiego[61]

Al dicembre 2013, le forze armate tedesche risultavano costituite da 184.000


militari professionisti e 8.700 volontari in ferma prefissata, così suddivise:
Heer, 61.500; Marine, 15.600; Luftwaffe, 31.175; Streitkräftebasis, 45.000;
Zentraler Sanitätsdienst, 19.500.[62] Le donne hanno accesso alla carriera
militare, costituendo circa il 10% del personale effettivo: approssimativamente
18.000 su 184.000.[63] I militari tedeschi dispiegati nelle varie missioni
all'estero sono circa 4900: dei quali 3100 in Afghanistan per l'ISAF e 700 in
Kosovo per la KFOR.[64] Nel 2012 la spesa complessiva dedicata alle forze armate è
stata di 33,1 miliardi di euro pari a circa l'1,4% del PIL,[65] una percentuale
nettamente inferiore rispetto alla media dei membri della NATO (2,5% del PIL).

Il servizio militare è stato obbligatorio per gli uomini dal 1956 al 2011 e durava
sei mesi. In alternativa era possibile prestare servizio civile in patria (nove
mesi) o all'estero (durata minima 11 mesi) oppure intraprendere una collaborazione
di almeno 6 anni con la Protezione civile o i vigili del fuoco. Dal 1º luglio 2011
quest'obbligo è stato sospeso, sebbene sia costituzionalmente ancora riattivabile
in futuro.
Forze di polizia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Forze di
polizia in Germania.

In Germania la responsabilità di far rispettare la legge è unicamente dei vari


Länder e non del governo centrale. Non esiste quindi un corpo di polizia
paragonabile alla Polizia di Stato o ai Carabinieri o alla Police Nationale. Fra i
pochi corpi di polizia di competenza esclusivamente federale, ci sono i servizi di
polizia federale (Bundespolizei), di controllo dei confini e delle dogane. Le
agenzie di polizia di ciascun land si chiamano Landespolizei, ciascuna indipendente
dalle altre sebbene abbiano in comune equipaggiamenti e veicoli.
Politica
Politica interna
Angela Merkel, CDU

Il sistema dei partiti nella Repubblica Federale si è sviluppato in tre fasi


successive. Nella prima fase, dal 1949 al 1961, si è assistito ad una contrazione
del numero di partiti, dovuta anche all'introduzione della soglia di sbarramento al
5%. Dal 1961 al 1980 si è avuto un sistema di tre partiti stabili e dal 1983 il
numero dei partiti è di nuovo in espansione.[66]

Oggi i principali partiti sono:

Unione Cristiano-Democratica di Germania (Christlich-Demokratische Union


Deutschlands - CDU)
Partito Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Partei Deutschlands
- SPD)
Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland - AfD)
Alleanza 90/I Verdi (Bündnis 90/Die Grünen - B90/G)
Die Linke, erede del Partito del Socialismo Democratico (PDS) e di dissidenti
della sinistra socialdemocratica (WASG)
Unione Cristiano-Sociale in Baviera (Christlich Soziale Union in Bayern - CSU),
partito fratello della CDU, presente solo in Baviera, dove la CDU non esiste
Partito Democratico Libero (Freie Demokratische Partei - FDP)

La Germania riunificata è andata alle elezioni il 2 dicembre 1990, 16 ottobre 1994,


1º ottobre 1998, 22 settembre 2002, 18 settembre 2005 (anticipate), 27 settembre
2009, 22 settembre 2013 , 24 settembre 2017. I risultati videro la vittoria del
cristiano-democratico Helmut Kohl nel 1990 e 1994 (coalizione CDU-CSU-FDP), del
socialdemocratico Gerhard Schröder nel 1998 e 2002 (coalizione SPD-Verdi), e infine
della cristiano-democratica Angela Merkel nel 2005 (coalizione CDU-CSU-SPD), nel
2009 ancora della Merkel (coalizione CDU-CSU-FDP) e nel 2013 fu di nuovo costituita
una grande coalizione CDU-CSU-SPD.
Politica estera
La Germania è uno dei membri fondatori della Comunità europea, ora Unione europea.

Sin dai tempi del primo cancelliere Konrad Adenauer, la politica estera tedesca si
è sempre basata su due colonne portanti: l'amicizia transatlantica con gli Stati
Uniti, consolidata con l'appartenenza alla NATO dal 1955, e la partnership con la
Francia sviluppata nell'ambito dell'Unione europea. A questi due pilastri
irrinunciabili si è affiancato, rafforzandosi con il tempo, il dialogo con la
Russia.

La Germania ha svolto un ruolo di primo piano nell'integrazione europea sin dal suo
inizio, privilegiando soprattutto la riconciliazione con la Francia dopo la fine
della seconda guerra mondiale. Questa alleanza, definita anche "asse franco-
tedesco" oppure "asse Bonn–Parigi", è stata particolarmente stretta alla fine degli
anni ottanta e all'inizio degli anni novanta sotto la guida del democristiano
Helmut Kohl e del socialista francese François Mitterrand. La Germania è in prima
linea tra gli stati europei che cercano di far progredire la creazione di una
politica comune più unita ed efficace.

Fin dalla sua istituzione, il 23 maggio 1949, la Repubblica federale di Germania ha


mantenuto un profilo basso, in particolare nelle relazioni internazionali, sia a
causa della storia recente, che a causa dell'occupazione da parte delle potenze
straniere. Durante la Guerra Fredda, la Germania divisa dalla cortina di ferro è
divenuta un simbolo delle tensioni Est-Ovest e un campo di battaglia politico in
Europa. Tuttavia, la politica di Willy Brandt e della Ostpolitik è divenuta un
fattore chiave per la distensione durante gli anni settanta. Nel 1999, il governo
del cancelliere Gerhard Schröder aprì una nuova fase per la politica estera
tedesca, prendendo parte a pieno titolo alle decisioni riguardo l'intervento della
NATO contro la ex Jugoslavia e l'invio di truppe tedesche per la prima volta dalla
fine della seconda guerra mondiale.

La Germania e gli Stati Uniti sono stretti alleati. Il Piano Marshall del 1948, con
il sostegno degli Stati Uniti (JCS 1067) durante il processo di ricostruzione
(Piani industriali per la Germania) dopo la seconda guerra mondiale, come pure
politiche volte alla fraternità, al sostegno alimentare, e i forti legami culturali
hanno creato un saldo legame tra i due paesi, anche se la politica di Gerhard
Schröder di opposizione alla guerra in Iraq ha suggerito la fine dell'atlantismo e
un raffreddamento delle relazioni tedesco-americane. I due paesi sono anche
economicamente interdipendenti: l'8,8% delle esportazioni tedesche sono verso gli
USA e il 6,6% delle importazioni tedesche provengono dagli Stati Uniti. Altro segno
dello stretto legame politico è la base americana di Ramstein (Ramstein Air Base,
vicino a Kaiserslautern), che rappresenta la più grande comunità militare
statunitense al di fuori dell'America.
L'aiuto allo sviluppo internazionale

La politica per lo sviluppo portata avanti della Repubblica federale di Germania è


uno spazio indipendente della politica estera tedesca. È formulata dal ministero
federale per la cooperazione economica e lo sviluppo (BMZ). Il governo tedesco
ritiene che la politica di sviluppo sia una responsabilità congiunta della comunità
internazionale. Gli aiuti ufficiali allo sviluppo e gli aiuti umanitari tedeschi
nel 2007 ammontavano a 8,96 miliardi di euro (12,26 miliardi di dollari americani),
con un aumento del 5,9 per cento sul 2006, divenendo il secondo più grande paese
donatore dopo gli Stati Uniti. Germania spende lo 0,37 per cento del proprio
prodotto interno lordo (PIL) per favorire lo sviluppo internazionale, comunque al
di sotto degli obiettivi del governo di aumentare gli aiuti al 0,51 per cento del
PIL entro il 2010. L'obiettivo internazionale dello 0,7% del PIL non viene
raggiunto da nessun paese.
Economia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Economia
della Germania.
La Torre BMW a Monaco di Baviera, sede centrale dell'azienda automobilistica BMW.

La Germania ha la più grande economia nazionale in Europa, la quarta più grande in


termini di PIL nominale del mondo, e la quinta in termini di PIL a parità di potere
d'acquisto (PPP).[5] Dopo la crisi economica del 2008, che ha visto una contrazione
del Pil tedesco del 5,1%, l'economia ha ricominciato a crescere, facendo registrare
un incremento del 4,2% nel 2010 e del 3% nel 2011.[67] Fin dalla rivoluzione
industriale il paese è stato motore economico, innovatore e beneficiario della
crescente globalizzazione, risollevandosi pienamente dalle due guerre mondiali
perse.
Francoforte, cuore finanziario della Germania.

La Germania è fra i maggiori paesi in termini di esportazioni con 1.133 miliardi di


dollari statunitensi esportati nel 2006, generando un avanzo commerciale di 165
miliardi di euro.[68]

Come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, anche in Germania il settore
economico prevalente è quello dei servizi (terziario), comprendente turismo,
commercio, banche, assicurazioni, media, che contribuisce a circa il 72% del PIL.

Anche l'industria mantiene comunque un peso rilevante, producendo il 27,1% del


prodotto interno lordo. Le principali industrie sono quelle automobilistiche,
siderurgiche, chimiche, elettroniche e dei macchinari. Inoltre il Paese è anche un
buon produttore di carbone e gas naturale. All'interno delle 500 imprese con
maggior fatturato a livello globale, 37 sono imprese con sede in Germania. Le dieci
più grandi sono Daimler, Volkswagen, Allianz, Siemens, Deutsche Bank, E.ON,
Deutsche Post, Deutsche Telekom, Metro AG e BASF.[69] Tra le imprese con più forza
lavoro vi sono Deutsche Post, Robert Bosch GmbH ed Edeka.[70] Marchi noti a livello
mondiale sono Mercedes-Benz, SAP AG, BMW, Adidas, Puma, Audi, Porsche, Volkswagen,
Infineon, Henkel e Nivea.[71]

Il settore agricolo ha invece un'influenza molto più limitata, tranne che in


comparti come la zootecnica e la produzione di patate e cereali, e costituisce solo
lo 0,9% del PIL.[72]

La Germania è una forte sostenitrice di una più stretta integrazione economica e


politica a livello europeo, e le sue politiche commerciali sono determinate da
accordi tra Unione europea e stati membri, e dalla legislazione sul mercato unico.
La Germania utilizza la moneta comune europea, l'euro, e la sua politica monetaria
è fissata dalla Banca centrale europea con sede a Francoforte. Dopo la
riunificazione tedesca nel 1990, lo standard di vita e il reddito annuo continuano
a rimanere significativamente più elevati nella ex Germania occidentale.[73] La
modernizzazione e l'integrazione della parte orientale continua ad essere un
processo a lungo termine, con trasferimenti annuali da ovest a est, pari a circa 80
miliardi di $. Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 e ha
raggiunto il livello più basso degli ultimi 15 anni nel giugno 2008 con il 7,5%.
[74] La percentuale varia dal 6,2% nella ex Germania occidentale al 12,7% nella ex
Germania orientale.
Infrastrutture
Un ICE 3.

Con la sua posizione centrale in seno all'Europa, la Germania è un importante nodo


nel settore dei trasporti. Ricordiamo l'aeroporto di Francoforte sul Meno che ha il
secondo hub in Europa. Ciò si riflette nella sua densa e moderna rete di trasporto.
Importante è l'ampia rete autostradale (Autobahn), classificata come la terza più
estesa del mondo e caratterizzata dalla gratuità e dalla mancanza di limiti di
velocità sulla maggior parte del tracciato.

La Germania ha istituito una rete policentrica di treni ad alta velocità.


L'InterCityExpress o ICE serve prevalentemente le grandi città tedesche e le
destinazioni nei paesi vicini. La velocità del treno varia dai 160 km/h ai 300 km/h
ed è il più avanzato servizio nella Deutsche Bahn. I collegamenti sono offerti ad
intervalli che possono variare dai 30 minuti, all'ora o ogni due ore.[75]

La Germania è il quinto più grande consumatore di energia, mentre i due terzi della
propria energia primaria sono stati importati nel 2002. Nello stesso anno il
consumo di energia elettrica ammontava a 512,9 miliardi di chilowattora. La
politica del governo sottolinea la conservazione e lo sviluppo delle fonti di
energia rinnovabili, come solare, eolica, da biomassa, idroelettrica, geotermica.
Come risultato delle misure volte al risparmio energetico, l'efficienza energetica
è migliorata dall'inizio degli anni settanta. Il governo ha fissato l'obiettivo di
soddisfare la metà delle richieste energetiche del paese attraverso fonti
rinnovabili entro il 2050.
Nel 2000 il governo tedesco ha convenuto una dismissione graduale dalle centrali
nucleari entro il 2021.[76] Tuttavia le energie rinnovabili stanno giocando un
ruolo modesto della produzione di energia. Nel 2006 la produzione di energia è
venuta dalle seguenti fonti: petrolio (35,7%), carbone e lignite (23,9%), gas
naturale (22,8%), energia nucleare (12,6%), energia idroelettrica ed energia eolica
(1,3%), ed altre fonti (3,7%).
Cultura
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura della
Germania.
Arte
Berlino, capitale e centro di cultura.

La Germania divenne, a partire dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente,


centrale nella scena storica, politica e culturale dell'Europa. Nell'Alto Medioevo
città come Spira, Magonza e Bamberga videro la costruzione di superbe cattedrali
romaniche mentre il gotico tardò ad affermarsi in Germania. Durante il Rinascimento
artisti come Dürer e Grünewald si fecero notare nella scena europea anche se
l'epicentro culturale in quel periodo rimaneva l'Italia.

Ma fu in particolar modo nei secoli XVIII e XIX che la Germania divenne un polo
culturale senza eguali vedendo la nascita di diverse correnti artistiche e
letterarie come il romanticismo e lo "Sturm und Drang" ma anche il periodo
dell'attività di filosofi come per esempio Immanuel Kant.

Un momento artistico, in particolare pittorico, rilevante fu l'espressionismo


tedesco.
Architettura

Per quanto riguarda l'architettura nel 1841 venne eretto il Semperoper, il Teatro
dell'Opera di Dresda, progettato dall'architetto tedesco Gottfried Semper.

Un altro periodo artistico di notevole importanza del XX secolo è rappresentato


dall'istituzione il 12 aprile 1919 del Bauhaus (1919-1933), una scuola di
architettura e design, ideata da Walter Gropius.

E nel XX secolo, tra le due Guerre, si afferma in campo architettonico il Movimento


Moderno, con maestri quali Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe.

Gli anni delle due guerre mondiali furono gli anni della perdita di capolavori
artistici come la città di Dresda, Florenz an der Elbe cioè la Firenze sull'Elba,
che venne parzialmente distrutta dalla RAF. Tuttavia dopo la fine della seconda
guerra mondiale, la Germania si riprese con grande sforzo economico e sacrificio
della popolazione, diventando nuovamente un polo di attrazione culturale di primo
piano e all'avanguardia.
Archeologia

Anche nel campo dell'archeologia la Germania vanta illustri personalità e


importanti contributi artistici e archeologici:

Johann Joachim Winckelmann (1717-1768), uno dei massimi esponenti del


Neoclassicismo, autore della Storia dell'arte nell'antichità (1763)
La scoperta della mitica città di Troia e del Tesoro di Priamo ad opera di
Heinrich Schliemann (1822-1890)
Maria Reiche (1903-1998), nota per i suoi studi sulle Linee di Nazca, in Perù,
ovvero delle particolari linee tracciate sul terreno.

Scienza
La Germania è la patria di numerosi scienziati e matematici tra cui si ricordano
Giovanni Keplero, Bernhard Riemann, Karl Weierstrass, Christian Goldbach, Friedrich
Wilhelm Bessel, Peter Gustav Lejeune Dirichlet, Georg Cantor, Carl Jacobi, Pascual
Jordan, Felix Klein, Richard Dedekind, Hermann Minkowski, Edmund Landau, David
Hilbert, Emmy Noether, Ernst Zermelo, Gotthold Eisenstein, Rudolf Clausius,
Nikolaus August Otto, Georg Ohm, Gustav Robert Kirchhoff, Franz Ernst Neumann,
Heinrich Rudolf Hertz, Robert Koch, Albert Einstein, Max Planck, Werner Heisenberg,
Arnold Sommerfeld, Max Born, Karl Schwarzschild, Hans Bethe ecc...
Tecnologia

L'invenzione del clarinetto da parte di Johann Christoph Denner, il 15 gennaio


1690.
L'invenzione della draisina (la futura bicicletta), da parte di Karl Drais,
avvenuta il 5 aprile 1817
L'invenzione del giradischi (o grammofono), da parte di Emile Berliner,
avvenuta nel 1887; invenzione, da parte di Berliner, del disco fonografico,
introdotto nel 1889.
Sviluppi decisivi nella missilistica da parte di Wernher von Braun, inventore
del razzo V2 e padre del programma Apollo.

Matematica

Il grande contributo matematico e filosofico di Gottfried Wilhelm von Leibniz


(1646-1716), che introdusse, tra l'altro, il termine funzione (1694)
Le notevoli innovazioni in campo matematico da parte di Carl Friedrich Gauss
(1777-1855), definito Princeps mathematicorum.
importanti contributi alla matematica del XX secolo: il Teorema di Noether
(1915) da parte di Emmy Noether

Medicina

La scoperta del bacillo della tubercolosi, da parte del medico tedesco Robert
Koch, avvenuta il 24 marzo 1882: oggi questa data è celebrata, a livello
internazionale, con la Giornata mondiale della tubercolosi.

Pedagogia

il concetto di Kindergarten (o Giardino d'infanzia o Scuola dell'infanzia), nel


pensiero di Friedrich Fröbel (1782-1852), definito il pedagogista del Romanticismo.

Fisica

il grado Fahrenheit, l'unità di una scala di misura della temperatura, proposta


nel 1714 da Daniel Gabriel Fahrenheit
La scoperta delle onde elettromagnetiche (o radiazione elettromagnetica) (13
dicembre 1888), da parte di Heinrich Rudolf Hertz
La scoperta dei Raggi X da parte del fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen,
avvenuta l'8 novembre 1895 che pose le basi alla nuova disciplina medica della
radiologia: la data viene celebrata nel mondo con la Giornata internazionale della
radiologia.
Il concetto di Quanto (1900), la Meccanica quantistica, introdotte da Max
Planck

Chimica

1789: scoperta degli elementi chimici dell'uranio e dello zirconio da parte di


Martin Heinrich Klaproth
1819: scoperta della caffeina[77], dall'analisi di chicchi di caffè, da parte
del chimico Friedlieb Ferdinand Runge[78].
Astronomia

1609: Le Leggi di Keplero: nell'opera Astronomia nova (1609), vengono enunciate


dall'astronomo tedesco Giovanni Keplero le prime due Leggi sul moto dei pianeti;
(nel 1619: la terza Legge)
La scoperta del pianeta Nettuno, da parte di Johann Gottfried Galle, avvenuta
il 23 settembre 1846.

La Germania nello spazio

8 novembre 1969: viene lanciato Azur, il primo satellite tedesco (Germania


Occidentale)
26 agosto 1978: Sigmund Jähn è il primo uomo tedesco ad andare nello spazio.

L'invenzione della stampa

L'invenzione della stampa, la cosiddetta stampa a caratteri mobili, è


attribuita a Johannes Gutenberg che il 23 febbraio 1454 (o 1455) stampò a Magonza
la Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato in Europa

Albert Einstein e la fisica moderna

Sviluppo della fisica moderna del XX secolo: con l'elaborazione della


Relatività ristretta (1905) e della Relatività generale (1916) da parte del fisico
tedesco Albert Einstein.

Letteratura
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura
tedesca.

La letteratura tedesca raccoglie l'insieme delle opere letterarie scritte in


tedesco, per cui vengono incluse la letteratura austriaca, quella della Svizzera
tedesca e quella delle altre isole linguistiche tedesche come l'isola di Rugen. Si
inscrivono nel campo della letteratura anche le opere che non perseguono in maniera
diretta un progetto estetico, ma comunque frutto di particolare rigore compositivo,
come gli scritti storiografici, delle scienze sociali, di filosofia, di storia
della letteratura, inoltre diari ed epistolari. Le periodizzazioni letterarie sono
sempre difficili da delineare. I periodi sono qui ordinati (fin dove sarà
possibile) a seconda del loro inizio. In tal modo le interdipendenze tra le varie
fasi potranno essere meglio ravvisate.
Immanuel Kant
(1724–1804) J.W. von Goethe
(1749–1832) Friedrich Schiller
(1759–1805) Fratelli Grimm
(1785–1863) Friedrich Nietzsche
(1844–1900) Thomas Mann
(1875–1955) Hermann Hesse
(1877–1962)
Immanuel Kant (painted portrait).jpg Goethecut.png Gerhard von Kügelgen
001.jpg Grimm1.jpg Nietzsche1882.jpg Thomas Mann 1929.jpg Hermann
Hesse 1927 Photo Gret Widmann.jpg
Filosofia

Notevole è anche la tradizione filosofica con pensatori come Nicola Cusano, Martin
Lutero (le 95 tesi), iniziatore della Riforma protestante e il luteranesimo,
Gottfried Leibniz, esponente del razionalismo, l'illuminismo tedesco con Immanuel
Kant, la corrente dell'idealismo tedesco con Johann Gottlieb Fichte, Friedrich
Schelling, Georg Wilhelm Friedrich Hegel; Arthur Schopenhauer (la cui filosofia
spesso caratterizzata da un marcato pessimismo), Friedrich Nietzsche (la filosofia
della vita e l'irrazionalismo), Ludwig Feuerbach, Karl Marx (autore de Il Capitale)
e la corrente del marxismo, Friedrich Engels, Franz Brentano, Edmund Husserl,
Gottlob Frege, Karl Jaspers, Martin Heidegger, Erich Fromm, Hans-Georg Gadamer
ecc...
Cinema
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cinema
tedesco.
Musica
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Musica
tedesca.
Johann S. Bach
Toccata e fuga Ludwig v. Beethoven
Sinfonia n. 5 Richard Wagner
Die Walküre

In campo musicale la Germania ha dato i natali a molti famosi compositori classici:


i più noti sono Johann Sebastian Bach, importante esponente della musica barocca,
Ludwig van Beethoven, noto rappresentante della cosiddetta Prima scuola di Vienna,
Richard Wagner e Richard Strauss; ma tedeschi erano anche Carl Maria von Weber,
Felix Mendelssohn, Georg Friedrich Händel, Christoph Willibald Gluck, Clara e
Robert Schumann, Johannes Brahms, Georg Philipp Telemann, Max Reger, Carl Orff,
Paul Hindemith, Hans Werner Henze.

Tra i più celebri artisti pop e rock vi sono Alphaville, Udo Lindenberg, Herbert
Grönemeyer, Cinema Bizarre, Nena, Dieter Bohlen, Xavier Naidoo, Guano Apes, Tokio
Hotel e ancora per il genere pop Daniel Küblböck. Nel campo del jazz vi sono
artisti noti internazionalmente come Peter Brötzmann e Theo Jörgensmann.

La canzone tedesca più cliccata nel web è Disco Pogo del gruppo hip-hop Die Atzen
che conta oltre 50 milioni di visualizzazioni. Più recente è lo sviluppo dell'hip
hop tedesco, dove i maggior rappresentati sono il gruppo Die Atzen (Frauenarzt &
Manny Marc), Bushido, Sido e Cro seguiti da Die Fantastischen Vier, Fettes Brot,
Samy Deluxe, Kool Savas, Raptile, Prinz Pi, Marteria.

Nell'evoluzione della musica elettronica hanno avuto un ruolo importante alcuni


gruppi tedeschi come i Kraftwerk, i Tangerine Dream e Klaus Schulze. La Germania è
anche il luogo natio della trance e uno fra quelli di sviluppo della techno. DJ di
spicco sono Sven Väth, Paul van Dyk, ATB e il duo Cosmic Gate.

Tra i gruppi metal di maggiore notorietà internazionale vi sono i Blind Guardian, i


Scorpions e i Rammstein: questi ultimi sono, al momento, la band metal tedesca più
famosa al mondo, con testi in lingua tedesca e stabilmente presente nelle
classifiche internazionali.
Rammstein.

Durante gli anni settanta la Germania era teatro di numerose formazioni hard &
heavy come gli Scorpions, ma anche di artisti d'avanguardia elettronica e del
cosiddetto krautrock (fra i vari nomi Neu!, Kraan, Klaus Schulze). Durante gli anni
ottanta sono venute a costituirsi molte realtà, come la techno tedesca, thrash
metal (Sodom, Kreator, Destruction, Tankard, Assassin, Holy Moses), il power metal
(molto famosi sono i Blind Guardian, Helloween e Gamma Ray) e l'industrial
elettronico (dove il nome più famoso sono gli Einstürzende Neubauten). Questi
generi ebbero notevoli sviluppi negli anni novanta, in cui fecero la loro comparsa
altri gruppi più mainstream che seppero ottenere ampi consensi in tutto il mondo,
anche più di molte altre band del decennio precedente: sono noti per esempio i
Rammstein. Sono presenti anche scene più ristrette di dark rock, folk acustico,
elettronica sperimentale e hardcore (molto noti sono gli Atari Teenage Riot che
riuscivano a combinare l'hardcore punk con l'hardcore elettronico, generi di cui
spesso si dice che siano totalmente distanti nonostante il nome). Celebri sono
anche i Toten Hosen, che combinano sonorità punk rock e metal e godono di una certa
popolarità soprattutto nell'Europa orientale. In ambito nu metal e rapcore si fanno
notare i Panik.

Un gruppo curioso sono gli Haggard, che uniscono un metal rude e potente ad ampie
orchestrazioni di strumenti classici, con anche duetti fra voci maschili e
femminili in rigorose tonalità liriche (ma anche ruggite, retaggio ereditato dal
folk metal nordico). Altri gruppi noti sono gli Scorpions ed i Die Apokalyptischen
Reiter.

A Wacken si svolge un famoso festival Metal, il Wacken Open Air.

L'inno nazionale è la terza strofa di Das Lied der Deutschen.


Coreografia

Nel XX secolo, in campo coreografico, si afferma l'importante figura di Oskar


Schlemmer (1888-1943), noto per il Triadisches Ballett (1922), opera notevole della
danza moderna del XX secolo.
Design e moda

Designer tedeschi hanno aperto la strada al moderno disegno industriale, come i


designer Bauhaus e Dieter Rams della Braun.[79]
Claudia Schiffer è una nota top model tedesca.

La Germania è stata anche influente nella moda occidentale nel corso della storia.
Oggi è un paese leader nel settore della moda. Con circa 1.300 aziende che
impiegano più di 130.000 dipendenti, il settore tessile tedesco genera un fatturato
di 28 miliardi di euro. Quasi il 44 per cento dei prodotti è destinato
all'esportazione. Il ramo tessile è così il secondo più grande produttore di beni
di consumo dopo la produzione alimentare.[80]

La Moda tedesca è famosa per le sue linee eleganti, così come il design giovane e
non convenzionale e la sua grande varietà di stili. Berlino è il centro della moda
giovane e creativa in Germania, ben visibile a Berlin Fashion Week (due volte
l'anno). Ospita anche la più grande fiera della moda in Europa chiamato Bread &
Butter Berlin. Altri centri importanti della scena sono Monaco, Düsseldorf, Amburgo
e Colonia. Anche luoghi più piccoli sono importanti centri di progettazione e di
produzione dell'industria della moda tedesca, come ad esempio Herford, Metzingen,
Herzogenaurach, Schorndorf, Albstadt, Chemnitz e Detmold.[81]

I fashion designer più famosi della Germania sono Karl Lagerfeld, Hugo Boss, Jil
Sander, Tomas Maier, Damir Doma, Fritz August Breuhaus, Wolfgang Joop, Torsten
Amft, Rudolph Moshammer, Etienne Aigner, Willy Bogner, Harald Glööckler, Heidi
Klum, Boris Bidjan Saberi, Michael Michalsky e Adi Dassler. Famosi marchi di fascia
alta sono ad esempio BOSS e Escada.[82] Mainstream, all'aperto, sport e strada
marchi di moda provenienti dalla Germania sono globalmente popolari, come ad
esempio Adidas, Puma, P&C, Reusch, Uhlsport e Jack Wolfskin.

La moda tedesca è popolare nel mondo delle celebrità, con modelli di alta moda.[83]
Tra modelle e modelli di successo di nazionalità tedesca si trovano Claudia
Schiffer, Heidi Klum, Diane Kruger, Eva Padberg, Julia Stegner, Toni Garrn, Julia
Stegner, Kirsten Dunst, Tatjana Patitz, Nico, Bettina Zimmermann, Lena Gercke, Sara
Nuru, Barbara Meier, Nadja Auermann, Claudia Ciesla, Shermine Shahrivar, Jana
Beller, Carlotta Cornehl, Erol Sander e Lars Burmeister.[84]
Gastronomia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina
tedesca.

La cucina tedesca, oltre a basarsi sul consumo della birra, del maiale, ecc.
possiede una gastronomia di tipo locale diversa in ogni regione tedesca e piuttosto
innovativa e rinomata: esiste quindi un rilevante numero di piatti regionali.
Festività nazionale
Data Nome Significato
3 ottobre Giorno dell'unità tedesca celebra la Riunificazione tedesca del
1990
Ricorrenze varie
Data Nome Significato
lunedì precedente il mercoledì delle ceneri Rosenmontag si celebra il
giorno principale del Carnevale
giovedì prima del mercoledì delle ceneri Weiberfastnacht[85] tipica
manifestazione carnevalesca, il Carnevale delle donne
27 giugno Giorno dei sette dormienti si ricollega alla leggenda dei Sette
dormienti di Efeso
ultimi due fine settimana di settembre e il primo di ottobre Oktoberfest
festival popolare che si tiene a Monaco di Baviera
31 ottobre Giorno della Riforma celebra la Riforma luterana, nel 1517
9 novembre Schicksalstag (Giorno del Destino) commemorazione di vari Avvenimenti
tra cui la caduta del Muro di Berlino, nel 1989
Sport
Borussia Dortmund contro lo Schalke in Bundesliga.

La pratica sportiva è ampiamente diffusa fra la popolazione tedesca, nel 2006 circa
27 milioni di persone facevano parte di associazioni sportive. L'ampia base trova
riscontro nella classifica dei paesi con il maggior numero di medaglie olimpiche
nella quale la Germania occupa la seconda posizione se si sommano quelle ottenute
nel periodo della separazione in Germania Ovest e Germania Est.
Michael Schumacher, sette volte campione del mondo in Formula 1.
Calcio

Lo sport più diffuso è il calcio, la federazione calcistica tedesca (Deutscher


Fußball-Bund) ha circa 6 milioni di tesserati e oltre 170.000 squadre iscritte; il
maggior campionato professionistico è la Bundesliga. La Germania ha ospitato i
campionati mondiali del 1974 e quelli del 2006. La nazionale tedesca è una delle
più titolate al mondo; nel suo palmarès figurano, fra gli altri, 4 titoli mondiali
e 3 titoli europei. In essa hanno militato campioni come Franz Beckenbauer, Gerd
Müller, Lothar Matthäus, Uwe Seeler, Karl-Heinz Rummenigge, Matthias Sammer, Rudi
Voeller, Jürgen Klinsmann e Miroslav Klose, capocannoniere della Nazionale tedesca
con ben 71 reti.
Pallamano

Diffusi sono anche la pallamano il cui campionato nazionale è considerato uno dei
migliori al mondo, nel 2007 la nazionale maschile è divenuta campione mondiale per
la terza volta.
Hockey su prato

Importante affermazione tedesca anche nell'hockey su prato di cui la nazionale


maschile ha vinto i mondiali nel 2002 e quella femminile il titolo olimpico nel
2004.
Automobilismo

Per quanto riguarda gli sport motoristici l'interesse è catalizzato dalla Formula 1
(vantando campioni come Michael Schumacher, Sebastian Vettel e Nico Rosberg); la
Germania ospita il Gran Premio di Germania che attualmente si svolge sul circuito
di Hockenheimring.
Ciclismo
Seguito anche il ciclismo con campioni del passato come Rudi Altig, Jens Voigt,
Erik Zabel e Jan Ullrich.
Giochi olimpici
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Germania ai
Giochi olimpici.

Il primo vincitore olimpico tedesco fu Carl Schuhmann, nella lotta greco-romana,


nella trave a squadre, ecc.., ai Giochi olimpici di Atene 1896.

L'atleta tedesca più titolata dei Giochi olimpici è Birgit Fischer, nella
canoa/kayak, vincitrice, tra l'altro, di ben 16 medaglie d'oro mondiali con la
Germania est e 9 ori mondiali con la Germania unificata..
Altri sport

Ampia diffusione ha il tiro a volo, la federazione nazionale ha circa 1,5 milioni


di iscritti. In anni recenti ha avuto una rapida diffusione il baseball (il massimo
campionato è chiamato Bundesliga) e la pallacanestro, mentre è leggermente calata
la popolarità del tennis, che godeva di forte seguito negli anni ottanta e novanta
sulla scorta dei successi di alcuni giocatori tedeschi come Boris Becker, Michael
Stich, Steffi Graf, Anke Huber e Tommy Haas.
Eventi sportivi

Per la vela si tiene ogni anno a Kiel, nell'ultima settimana di giugno, la


Settimana di Kiel, il più grande evento velico al mondo come numero di partecipanti

La prima ascensione dello Zugspitze

27 agosto 1820: avviene la prima ascensione dello Zugspitze, la montagna più


elevata della Germania, ad opera dell'ufficiale Josef Naus

Giochi

Tra il 1907 e il 1908 venne creato a Monaco da Josef Friedrich Schmidt uno dei più
noti giochi da tavolo: il Non t'arrabbiare (Mensch ärgere Dich nicht), che ha
venduto oltre 70 milioni di esemplari e ancor oggi continua ad essere uno dei
giochi tedeschi più famosi e popolari.
Note

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^ https://germangirlinamerica.com/what-is-weiberfastnacht/

Voci correlate

Cognomi tedeschi
Croce Rossa tedesca
Economia della Germania
Germania nazista
Grande Germania
Impero tedesco
Istruzione in Germania
Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania
Linea di successione al trono di Germania e di Prussia
Nomi della Germania
Repubblica Democratica Tedesca
Riunificazione tedesca
Storia della Germania
Targhe d'immatricolazione tedesche
Unificazione della Germania

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Collegamenti esterni

www.deutschland.de - Portale plurilingue di attualità sulla Germania


Scheda della Germania dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero
degli Esteri e dall'ACI
Ministero Federale del Lavoro e degli Affari Sociali, Sicurezza sociale in
sintesi 2015, su bmas.de.

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Stati del mondo · Europa
V · D · M
Unione europea Stati membri dell'Unione europea
V · D · M
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