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GLI IPOGEI

Il tesoro sotteraneo di Taranto conderva 2500 anni di storia.


Dalle et� del bronzo al Barocco, dallo splendore Greco-Romano all'epoca moderna.
"Ridotti a discariche e poi murati, tali bellezze apparivano destinate ad essere
testimonianze silenziose di quell'agonia che da troppo tempo ormai caterizza
l'Isola". Lo storico Carmine De Gregorio parla cos� degli ipogei di Taranto,
custodi di una storia preziosa che � stata sviscerata al fianco dell'archeologa
Silvia De Vitis. Sono emerse una settantina di cave abitate, nelle viscere della
Citt� Vecchia di Taranto, restaurate e delle quali una parte interessante
visitabile. Si tratta di aree che sono di propriet� comunale, dell'Arcidiocesi,
private e del demanio pubblico.
E' una passione sotterranea quella che rende vivo il turismo, proiettando la storia
jonica nel presente, sulle tracce degli avi simbolo di richezza. Storica e sociale.

E quel fascino di una grande citt� mediterranea pulsa attraverso gli ipogei. Nati
sotto dimore, chiese ed istituti. Case, botthege, frantoi. Documenti di vita. Negli
ipogei parla la storia. E' quella rupestre lungo via Cava, � quella bizantina dell'
hotel Sant'Andrea degli Armeni, che mostra rocce di colonna assieme ad un probabile
impianto per l'uva di et� romana. E' quella complessa di Palazzo Spartera, fra i
pi� imponenti con i suoi 800 mq suddivisi su pi� livelli.
L'ambiente � in fase di studio con particolare riferimento alla famosa chiesa
medievale di Santa Maria del Porto.
C'� l'ex sede della Banca D'Italia all'ipogeo della scuola media "Galilei"
costruito attorno alla met� del Settecento dal nobile Tommaso Ciura, che volle
magazzini e depositi di olio, sino ad una discesa rocciosa che conduceva al Mar
Grande.
E' tale il colpo di scena finale della visita all' ipogeo Beamount- Bellacicco,
restaurato ai primi del Secondo millennio ed adibito al suggestivo Museo Spartano,
con una profondit� che si articola tra i 16 metri sotto il piano stradale e di 4
metri sotto il livello marino. Di grande importanza appaiono inoltre i resti di un
poderoso muro greco visibile presso l'area archeologica di largo San Martino.
Parliamo del Quinto secolo avanti Cristo. E' la stessa et� dei reperti dell'ipogeo
di Palazzo Delli Ponti, dal quale emerge una importante necropoli paleocristiana.
La bellezza degli ipogei � nei segni della vita passata, suddivisa in pi� eta
generate da cave di costruzione. Materiale che va dall'arcaismo all'et� moderna
come i palazzi nobiliari Nardoni-Gallo Mannarini. Profondit� funzionali alla vita
domestica come pozzi e cisterne medievali e di epoca moderna, presenti ad esempio
nei conventi di San Francesco e Santa Chiara. Ipogei produttivi come frantoi,
forni, fornaci e fogge granarie ( i palazzi Stola, Baffi ed Ulmo ad esempio). Ed
ipogei funerari simbolo della ciclicit� esistenziale: Delli Ponti, via Cava 99, fra
scaletta Cal� e via Nuova. Sono tracce di una storia pronta a riservare sorprese
infinite.