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4°Festival Internazionale di Musica 10-14 NovembreI15-20Dicembre

2017 Venezia

Sin dalla sua istituzione, il festival San Martino a Natale, prosegue l’ambizioso percorso di
crescita e innovazione in materia di cultura e di educazione alla musica. La rassegna nasce nel
2014 con l’intenzione di portare a Venezia un format particolare: rendere accessibili,
gratuitamente e ad un pubblico numeroso ed eterogeneo, concerti, itinerari didattici,
performances musicali e workshops di massima qualità con la partecipazione di interpreti e
maestri di fama internazionale, riuniti dall’amore per Venezia e per la sua gloriosa storia
musicale.
San Martino a Natale è il festival della bellezza, della qualità, della innovazione, della sincera
emozione, della musica che parla…

Noi siamo convinti che la musica classica non debba essere riservata solamente ad un pubblico
di raffinati conoscitori. Attenti ai mutamenti semantici ed espressivi in atto nell’epoca
contemporanea, crediamo in un concetto di musica che sia più vicino al nostro tempo, ma non
rinunci ad una eccellente qualità musicale ed alla coerenza con il patrimonio culturale d’origine.
Ora è finalmente arrivato il momento di ripopolare e credere nei luoghi in cui si possa fruire
una musica vibrante e viva, pregna di carica comunicativa e di una bellezza immediata.

Bello è ciò che piace istintivamente senza essere necessariamente riconducibile a schemi o
concetti prestabiliti.

Il Festival è sostenuto da: ‘ConCaVe’ Consorzio Compagnia Alberghi Venezia, MARIN Srl.
in collaborazione con: Marina Militare, Ex Chiesa Santa Chiara-Murano, Hotel Carlton Grand Canal, Hotel
Ala, Parrocchia di San Felice, Conservatorio ‘Benedetto Marcello’, Ristorante’Al Colombo’ Venice Classic
Radio e fa parte della rassegna ‘Le Città in Festa’.

NELLE MANI DI MARTYNOV, ‘L’IMPOSSIBILE’ SEMBRA UN GIOCO DA BAMBINI

Martedì 14 Novembre 2017/Ore 18.00


Hotel Carlton Grand Canal
Santa Croce 578, 30135 Venezia

CONCERTO

24 CAPRICCI
Integrale dell'opera no.1 di Nicolò Paganini

Anton Martynov violino

Composti tra il 1805 e il 1817 e pubblicati dall’editore milanese Giovanni Ricordi nel 1820, i 24
Capricci op.1 di Nicolo Paganini, riportano la semplice dedica “agli Artisti” ed è un’opera
finalizzata a far rendere conto al violinista cosa praticamente è in grado di fare il proprio
strumento…
Figura straordinaria di artista, Paganini ha riempito di sé la vita musicale dei primi decenni
dell'Ottocento, conquistando ed entusiasmando il pubblico di molti paesi europei per la sua
sbalorditiva tecnica violinistica. I suoi 24 Capricci per violino solo, che inizialmente furono
giudicati ineseguibili e contribuirono a creare intorno al musicista genovese quell'alone di mito
e di leggenda che ha sempre circondato in vita e dopo la morte questo singolare personaggio
così romanticamente ricco di luci e di ombre, restano a tutt'oggi un'opera fondamentale della
letteratura violinistica, una specie di summa di tecnica e di virtuosismo, un vero e proprio
vademecum per tutti coloro che si dedicano allo studio del violino. Molto si è discusso e si
continua a discutere sul «segreto» di Paganini e sul modo come egli abbia potuto raggiungere
una tale altezza nelle acrobazie trascendentali del suo violinismo strepitoso. Si diffuse una
leggenda e voci iniziavano a circolare sul fatto che Paganini avesse fatto un patto con il
diavolo.
Alcuni giuravano di aver visto il demonio muovere l’archetto del violino, mentre Paganini era
sul palco, e quando, durante un concerto a Vienna, uno spettatore non vedente chiese in
quanti stessero suonando, alla risposta «è uno solo», esclamò «allora è il diavolo!».

In realtà nessun artista prima di lui è riuscito a sviluppare e a potenziare fino


all'inverosimile le possibilità espressive e tecniche del violino (dall’uso della scordatura
ai bicordi e tricordi, dagli armonici doppi ai passi di terze, seste, ottave e decime, dai glissando
ai pizzicati con la mano sinistra, dall'uso dei sopracuti al salto di corde).

Se si aggiunge tutto questo bagaglio di risorse strumentali alla sua capacità


ineguagliabile di improvvisatore e di inventore di variazioni su musiche altrui, non
disgiunta da una cultura musicale eccellente, si avrà un'idea del "fenomeno" Paganini
e si potrà capire perchè i suoi brani violinistici influenzarono e ispirarono una nutrita schiera di
musicisti romantici e moderni, a cominciare da Chopin, Liszt, Schumann e Brahms.

I ventiquattro Capricci per violino solo op. 1 furono scritti intorno al 1800 da Paganini a
Genova, di ritorno da un giro concertistico compiuto in Toscana. I Capricci furono dedicati "agli
artisti", cioè ai violinisti di classe superiore e non agli "amatori", considerati con questa
qualifica del musicista dei semplici dilettanti.

Il termine "capriccio" sta ad indicare, secondo una pratica derivante del Seicento, un tipo di
composizione affidata prevalentemente all'estro e all'improvvisazione. Probabilmente Paganini
tenne presenti i modelli violinistici precedenti, specie quelli di Locatelli, di Kreutzer e di Rode,
che scrissero capricci improntati ad un fitto gioco polifonico. Ma non c'è dubbio che i Capricci di
Paganini, oltre ad avere un valore didattico indiscutibile, costituiscano un esempio di alta
scuola violinistica e racchiudano un messaggio musicale ed estetico di notevole importanza.

I Capricci, croce e delizia di ogni violinista che si rispetti, mostrano sin dal primo numero la
loro particolare sigla tecnicistica, sul filo della più spericolata estrosità di suoni. La serie
inestimabile dei ventiquattro Capricci si chiude con il famosissimo e cuspidale studio n. 24 in la
minore, zeppo di diavolerie di trascinante ed entusiasmante fascino sulle quattro corde e tale
da diventare nel tempo il simbolo più popolare della acrobatica fantasia violinistica
paganiniana.
ANTON MARTYNOV

“Un musicista assoluto e completo: un superbo violinista, eccellente pianista, compositore e


direttore d’orchestra – che cosa di più si può desiderare, tutto in una sola persona!”
Ivry Gitlis

Anton Martynov è nato a Mosca in una famiglia di fisici. Ha iniziato a suonare il pianoforte
all’età di tre anni e violino due anni dopo. Ha studiato presso la Scuola e l’Accademia Gnessin
di Mosca con Elena Malkina, Irina Svetlova, Vladimir Spivakov e Valentin Berlinsky (Quartetto
“Borodin”) e più tardi con Dora Schwarzberg a Brescia e Piero Farulli a Fiesole. A 16 anni, inizia
la sua carriera da solista e l’anno successivo incide il Concerto op. 77 di Brahms, distribuito da
“ARTE”. Vincitore del Concorso Internazionale di Stresa (1994), entra a far parte del Quartetto
“Anton” e dell’Orchestra des Champs Eysées à Parigi, diventa spalla dell’Orchestra Sinfonica di
Milano e più tardi dei “Musiciens du Louvre”, la formazione con la quale suona regolarmente da
solista su invito di Marc Minkowski.

La pratica dei vari strumenti oltre il violino (viola, pianoforte, clavicembalo, organo) e della
composizione lo conduce alla direzione d’orchestra che studia con Alun Francis e George Victor
Dumanescu.

Attualmente tra i suoi partner di musica da camera ci sono: Martha Argerich, Boris Berezovsky,
Olli Mustonen, Håvard Gimse, Marie-Josephe Jude, Michel Béroff, Rustem Saitkoulov, Denis
Kozhukhin, Frank Braley, Victor Asunción, Elena Rozanova, Filipe Pinto Ribeiro, Akane Sakai,
Apostolos Palios, Natalia Morozova, Oleg Marchev, Denis Pascal, Pierre Réach, Alasdair
Beatson, Ivry Gitlis (chi egli accompagna anche al pianoforte), Vadim Repin, Michael Guttman,
Philippe Graffin, Jean-Marc Varjabedian, Tatiana Samuil, Gérard Caussé, Toby Hoffman, Jorge
Bosso, Andreas Brantelid, Henry Demarquette, Xavier Phillips, Boris Andrianov, Vittorio
Ceccanti, Leonardo Altino, Martti Rousi, Diana Ligeti, Tatiana Vassilieva, David Waterman,
Enrico Fagone, Dionysis Grammenos, David Guerrier ed il Quartetto “Manfred”.

E’ stato ospite dei festival di: Pietrasanta, Cortona, Ravenna, Bologna, Aquila, Kuhmo, Lugano,
Villars, Saint-Nazaire, Saint-Robert, Chirens, Recife, Lelystad, Calenzana, Atene, Bagnères de
Bigorre, Novosibirsk e Bordeaux, ha suonato negli Auditori di Madrid e Vila-Seca (Spagna), al
Teatro Donizetti di Bergamo, al Teatro Manzoni di Bologna, al Teatro del Ventesimo Secolo di
Londra, appare come solista con l’Orchestra della Svizzera Italiana (Lugano), Ensemble
“Apollo” (L’Aia), i Virtuosi di Recife, il “Maggio Musicale” e “Modo Antiquo” (Firenze), l’Orchestra
da Camera di Novosibirsk, la Camerata di Parigi, l’Orchestra “Cantelli” di Milano, l’Orchestra
Sinfonica di Istanbul, l’Orchestra Sinfonica e la Olten Filarmonica di Izmir e dirige alcune di
queste formazioni con eccellente riscontro della stampa. La sua registrazione del Concerto per
violino di Federico Maria Sardelli sotto la direzione dell’autore (Firenze, Brilliant Classics, 2014)
ha ricevuto 5 stelle della rivista francese “Diapason”. Loro collaborazione continua con
l’integrale dell’Opera 4 (“La Stravaganza”) di Vivaldi nel (Dynamic 2017). Nel 2016, delle sue
registrazioni dal Festival di Lugano sono scelte dal Warner Music.
Musicista versatile, Anton Martynov affronta un vasto repertorio, singolare e personale,
arricchendolo con le proprie composizioni, ch’egli comincia a incidere nel 2016 in duo con
Kremena Nikolova (“Music for Two”, NovAntiqua Records).
Il suo talento è elogiato dal violinista Ivry Gitlis, a cui Anton dedica nel 2012 la “Ouverture
Biografica”, in occasione del suo 90° anniversario celebrato alla Sala Gaveau a Parigi e dalla
pianista Martha Argerich, con chi egli apre il festival di Bologna del 2017.
Egli è stato direttore artistico della Stagione Concertistica “Rive Gauche Musique” a Parigi sin
dalla sua fondazione nel 2009 ed è ora direttore artistico del festival “Le Printemps du violon”
della stessa città.
Anton suona un bellissimo violino di Nicolò Gagliano del 1732.

www.anticonuovo.com
San Martino a Natale