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Da: Mario Chimenti [mailto:mario.chimenti@gmail.

com]
Inviato: sabato 24 maggio 2008 11.35
A: Azione e Tradizione
Cc: ruggierogrimaldi@hotmail.it
Oggetto: Fw: Economia senza fondo.

A proposito del Sultano, PERCHE' LE VERITA' NON SEMPRE SONO NOTE...Se qualcuno sa
controargomentare quanto di seguito riportato.Attendo risposte.

1 minuto di pausa : fermiamoci a riflettere

Nel 2000 1 $ = 1.2 € e 1 barile di petrolio = 60$


e quindi 1 barile = 72 €

Oggi
1 $ = 0.62 € e 1 barile circa 110$.

e quindi 1 barile = 68 € (Oups !)

La domanda ¨¨:
Se in Europa il barile costa di meno rispetto al 2000
Perche la benzina ¨¨ aumentata?

La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che
incassa le tasse, ne per l'Enel che aumenta le bollete, ... ecc ....

Mi sembra una bella presa in giro ... ...


Per¨° la situazione non ¨¨ cosi terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà! Non
abbiamo finito di pagare .....

Se riuscite a porre lo stesso quesito anche a qualche cervellone che ci governa e qualcuno
ci potrà spiegare perché paghiamo sempre più caro un bene che costa sempre di meno (ci
credo poco);

. magari ci incazziamo tutti nella consapevolezza diffusa che ci stanno pigliando in giro
(come sempre) e chissà ........

Ci provo partendo da una domanda che qualche anno fa Bruno Vespa pose al presidente dei petrolieri
italiani: "Mi scusi, presidente, ma quando la lira era debole ed il dollaro forte la benzina costava tanto; ora
abbiamo un euro forte e la benzina costa sempre tanto. Ci spiega come mai?". Ovviamente il presidente dei
petrolieri tentò di farfugliare qualcosa... La risposta è in questi termini:

1) il petrolio è scambiato in termini di dollari. Chi ha tentato di sottrarre l´"oro nero" dal "biglietto verde" ha
fatto una brutta fine (vedi Saddam in Iraq e Chavez in Venezuela);

2) se il dollaro vale di meno in termini di euro (quest´ultimo si è rafforzato del 55% in qualche anno) allora
per mantenere invariati i profitti dei petrolieri il prezzo del barile DEVE costare di più;

3) il prezzo della benzina alla pompa è certamente influenzato dalle dinamiche delle accise (le tasse dello
Stato che risalgono alla guerra d´Abissinia del 1935-1936), dalla congiuntura internazionale (la Cina che
cresce a ritmi spaventosi) ma bisogna sapere che sui mercati delle borse merci esistono speculatori che
comprano e vendono "allo scoperto", ossia senza avere materialmente i barili di petrolio. Si scambiano
promesse di acquisto e di vendita di barili di petrolio e con il loro agire fanno aumentare il prezzo effettivo del
petrolio scambiato;
4) il prezzo del petrolio DEVE aumentare perché si stanno preparando scenari di guerra come in Iran.
Occorre concentrare le ricchezze derivanti dal´oro nero per finanziare la macchina da guerra USA che
metterà le mani sui pozzi petroliferi iraniani (l´Iran è il secondo paese al mondo produttore di petrolio). In
questo modo gli USA avranno guadagnato almeno due volte: la prima volta prima della guerra, la seconda
volta dopo. Alcuni analisti hanno previsto che entro poco tempo il prezzo del barile volerà a 200 dollari.
Prima di ogni catastrofe e guerra si assiste sempre ad un fenomeno di concentrazione della ricchezza.

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