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Welfare formato famiglia

PERCHE` FAVORIRE I SENZA FIGLI DEV'ESSERE DI SINISTRA?

Maroni sta distruggendo un tabu`: la credenza che limitare le


nascite produca piu` benessere

Maurizio Blondet

Caro direttore,
vedo che il "welfare formato famiglia" di Maroni viene criticato da
sinistra. Perche`? Se posso dirlo, perche` distrugge un tabu`: la
credenza che limitare le nascite produca piu` benessere. Ad esempio
non s'e` ancora capito - o non si vuol capire - che i bambini di
oggi sono i contribuenti Inps di domani, quelli che pagheranno le
pensioni di noi che stiamo invecchiando. Il sistema previdenziale
diventa insostenibile, se la societa` nel suo complesso non genera
futuri cittadini (dunque futuri lavoratori) in numero sufficiente.
Ne` giova sperare nell'afflusso di immigrati: anche se pagano i
contributi Inps (non sempre, come sappiamo), costoro, alla fine
della loro vita lavorativa, potranno godersi la pensione Inps a
casa loro, ossia la spenderanno all'estero. Per l'Italia come
societa`, sara` un esborso netto senza contropartite.

Oggi, i meccanismi previdenziali sono basati sul principio


sbagliato: favoriscono chi non ha figli. Il modo migliore di farsi
una pensione ricca e` quello di puntare tutto sulla carriera,
lavorando 40 anni filati, e non interrompendola mai per allevare
dei bambini. Infatti, il regime previdenziale penalizza chi, nella
sua vita lavorativa, subisce delle "interruzioni" di contributi: e`
il caso di un 15% degli uomini (periodi di disoccupazione) ma del
60% delle donne, che lasciano il lavoro almeno temporaneamente per
maternita`, o magari per assistere un genitore anziano.

Si realizza cosi` una vera occulta ingiustizia sociale: i ricchi


pensionati di oggi ricevono le loro pensioni dai figli... degli
altri. Mentre chi genera questi figli preziosi per la societa`, o
chi assiste un vecchio (alleviando cosi` la spesa pubblica) viene,
in piu`, peggio retribuito in vecchiaia.

Forse e` solo la peggiore delle "ingiustizie" che, nei decenni, si


sono accumulate nei sistemi di welfare. Non semplicemente in
Italia, ma in tutta Europa. L'esperto francese Michel Godet, su Le
Monde, ne ha segnalato ben sette.

Una mi pare grave, e deriva da lla ineguaglia nza delle categorie


sociali di fronte alla morte. Gli operai muoiono prima di
impiegati, dirigenti, e in specie degli statali. Percio`, godono la
loro pensione per un minor numero di anni. Secondo gli attuariali
(che sono gli esperti di questo genere di calcoli), la
"neutralita`" pensionistica, o l'equita`, imporrebbero di aumentare
alquanto la pensione degli operai - a parita` di contributi -
rispetto a quella degli impiegati, specie di quelli pubblici. Pare
che in Svezia questo principio di equita` sia stato inserito nel
sistema, applicando un misto di penalita` e di maggiorazioni di
pensioni che tengono conto della speranza di vita di ogni
categoria.

Invece, da noi come in Francia, gli statali godono di condizioni


pensionistiche superiori ai lavoratori privati. Meno anni di
lavoro, e pensioni piu` alte. Ecco un bel tema di battaglie sociali
per le sinistre. Che invece, sembrano poco sensibili a questo tipo
di ingiustizia. Forse perche` il loro elettorato e` piu`
"pubblico" che privato? O forse perche`, come ricorda il professor
Godet, "i privilegi ingiusti sono solo quelli degli altri"?

Da "Avvenire" 6 febbraio 2003