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UNA “CUPOLA MAFIOSA”

Leggete attentamente a quali conclusioni è giunto il pubblico ministero, cioè il rappresentante


dell’accusa, al termine della lunga indagine.

“L’attività d’intercettazione eseguita sulle utenze … ha permesso di far affiorare sospetti e indizi
circa un sistema corruttivo, esistente all’interno dell’Azienda Rai, attuato da alcuni dirigenti, che
confermerebbe quanto denunciato dal Di Lorenzo… Tuttavia, l’estrema omertà e “vischiosità” che
si respira in modo evidente in seno a tutti coloro che, a vario titolo, lavorano o hanno lavorato per
il sistema radiotelevisivo, con la speranza di farvi rientro, non ha consentito di trasformare questi
meri sospetti in concreti elementi di prova”.

(Dalla richiesta di archiviazione del Pm Alberto Galanti)

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«La figlia della dottoressa Galvagni non è mai stata vicedirettore dell’agenzia “Parole e Dintorni”,
dove, invece ha fatto uno stage da giugno a settembre 2008 e collaborato fino a settembre 2011. Fra
l’altro, per più di un anno, con contratto a progetto, che così a prima vista, appare un po’ lontano da
un incarico di vicedirettore. L’agenzia, peraltro, si occupa esclusivamente di relazioni con la stampa
e non di management di artisti».

Questa è la dichiarazione (riportata a pagina 35 del rapporto dell’Internal Auditing Rai del
30/11/2012) resa e firmata da Valerio Fiorespino (oggi direttore delle Risorse Umane, ma allora a
capo di quelle Televisive) per rispondere alla lettera dell’ex presidente della società LDM
Comunicazione Piero Di Lorenzo che denunciava una serie di situazioni “critiche” nei
comportamenti di alcuni dirigenti Rai.

Di Lorenzo aveva scritto: «La figlia della Galvagni, Veronica Corno, è entrata a far parte della
società di management “Parole e Dintorni” fino a diventarne vicedirettore. Il nome con la qualifica
fu prontamente rimosso dal sito internet quando il sottoscritto segnalò la cosa alla Direzione
generale Rai. La cosa è un po’ strana se si pensa che la società in questione è una vera e propria
controparte della Rai e della Galvagni, delegata della Rai per le trattative con gli artisti rappresentati
dalla stessa società che dalla Rai devono essere pagati». «Sono certo – concludeva – che non hanno
subìto problemi particolari come quelli riservati alla LDM».

Fiorespino, schieratosi “a prescindere” (come diceva Totò) a difesa della propria collaboratrice, ha
supportato quanto dichiarato sull’argomento all’Internal Auditing Rai dalla stessa Galvagni, che
così giurava: «Le affermazioni riguardanti gli impegni di mia figlia sono false. Mia figlia Veronica
presso “Parole e Dintorni” ha fatto uno stage da giugno a settembre 2008. Quella riportata nella
lettera mi sembra una carica un po’ altisonante – sottolinea spiritosamente – Non è stata mai nulla
di diverso rispetto ad una stagista, una collaboratrice a progetto e una dipendente a tempo
indeterminato. Certo mai vicedirettore».

A questo punto interviene nuovamente Fiorespino per ribadire «che “Parole e Dintorni” non svolge
alcuna attività di management. È unicamente un ufficio stampa che non ha rapporti con Direzione
Risorse Televisive». E con queste dichiarazioni il “perfido” Di Lorenzo è stato sistemato.

Eppure, sulla stessa pagina, l’ufficio Internal Auditing scrive così: «Sulla base dei riscontri
effettuati sulle banche dati aziendali (SAP) è emerso che la società “Parole e Dintorni” è stata
contrattualizzata da Rai dal 2007 al 2011 per attività di Ufficio Stampa a fronte di un compenso
globale di 186.040 euro».

E non è tutto. Leggendo attentamente si scopre che la “Parole e Dintorni Srl” attualmente cura la
comunicazione e l’ufficio stampa dei canali televisivi musicali “Play Me”, “Music Box” e “Live”,
nonché del programma “L’Ultima Parola” condotto da Gianluigi Paragone su Rai Due.

Nel 2007, tra le altre cose, la società ha gestito le attività di ufficio stampa del 57mo Festival della
Canzone Italiana, nonché del presentatore e direttore artistico Pippo Baudo. Nel 2008, si è occupata
della partecipazione al Festival di Sanremo di Frankie Hi-Nrg Mc dei Finley e dei Sonhors. Mentre,
nel 2009, di quella di Francesco Renga, dei Gemelli Diversi, di Simona Molinari, di Chiara Canzian
e Silvia Aprile. Nell’edizione 2009 di Sanremo Lab ha gestito i programmi televisivi “Folla
rotolante” su Rai Due e Gambero Rock su Rai Sat-Sky. Sempre a questa società si fa riferimento
per programmi televisivi come “X Factor” e “L’Ultima Parola”, entrambe andate in onda su Rai
Due nel 2010.

Lo staff della società risulta composto dall’amministratore unico Riccardo Vitanza, dalla vice Ilaria
Boccardi e da un’altra vice: Veronica Corno. Continuando a scorrere si legge che «sebbene la
Direzione Risorse televisive non risulti come Direzione richiedente dei contratti stipulati con
“Parole e Dintorni srl si raccomanda comunque per il futuro la dovuta attenzione alle norme del
codice etico in materia di conflitti di interesse».

Questo significa che la Rai sapeva tutto. In fondo bastava accendere il computer e controllare su
internet. E quel furbacchione dell’allora direttore dell’Auditing Marco Zuppi si è messo con le
spalle al muro.

Invece Valerio Fiorespino si è sin da subito prodigato nel difendere una causa persa in partenza.
Addirittura sfoderando un’inusitata vena spiritosa. Che peccato. Eppure, per anni Valerio ha goduto
di fama di ottimo professionista, lavoratore competente e fuori dai giochi di potere: si diceva che
meritava di fare carriera perché era bravo. Poi, all’improvviso, questo scivolone sulla Galvagni.
Perché? Forse perché condivide con lei una serie di decisioni imposte dall’alto nel corso degli anni?
Simul stabunt simul cadent.

In Rai, tutti sanno che il potere della Galvagni deriva dal fatto che chiunque abbia dovuto o voluto
gratificare un artista o una società di produzione (ovviamente per i fini più nobili e nell’interesse
dell’Azienda) è dovuto passare attraverso lei. Chiunque: dai direttori generali ai consiglieri
d’amministrazione, dai direttori di rete ai politici. E Fiorespino, che evidentemente ne ha condiviso
l’operato (e probabilmente la Galvagni glielo ricorda un giorno sì e un altro pure), oggi non riesce a
darsi pace per il fatto che la poverina venga attaccata con accuse false e calunniose da quel perfido
di Piero Di Lorenzo. Quindi con la generosità del gentiluomo d’altri tempi espone il petto agli strali
e diventa pure “spiritoso”.

Ma questo è solo l’inizio: il racconto è articolato, coinvolge i soggetti vicini e riserva un dialogo
degno della migliore tradizione plautiana. Questo feuilleton non finisce q