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Le era ai Parrocchiani Se embre 2019

Estate: tempo eccezionale di lavoro pastorale

R itorna puntuale il nostro periodico in tutte


le case dei Bozzolesi. Spero sia accolto con
simpatia e attenzione. Lo scorso anno ho dedicato il
numero di questo periodo post-vacanze a ricordare il
primo anno di lavoro pastorale dei vostri nuovi sa-
cerdoti: i primi passi fatti, le prime scelte pastorali, la
prima estate.
Quest’anno, secondo anno di parrocchialità, vorrei
dedicare queste mie riflessioni solo a un argomento:
la nostra estate.
Inizio con un’affermazione significativa e impor-
tante: l’estate è un tempo eccezionale per l’Oratorio e
la sua proposta formativa.
Abbiamo messo in opera tante iniziative su cui
vorrei esprimere il mio parere e sentire il vostro.
IL GREST: come lo scorso anno, si è svolto in due
gruppi operativi.
Un primo gruppo presso l’Oratorio di San Marti-
no: esperienza bella ma faticosa nella realizzazione
pratica. Si trattava di trasportare i ragazzi delle scuole
elementari di Bozzolo all’oratorio di San Martino. Il
gruppo raggiungeva circa 130 presenze tra bambini e gruppo erano presenti don Luigi e una suora.
animatori. Cosa molto bella, ma non facile. Non solo Un secondo gruppo presso l’Oratorio di Bozzolo:
nel condurre gruppi numerosi di ragazzi, ma anche era riservato ai ragazzi delle scuole medie (50/60 per-
a livello di animatori, che si presentavano all’ultimo sone tra ragazzi e animatori), con la presenza saltuaria
momento, chieden- del vicario, perché impegnato spesso negli scrutini a
do di essere accolti, scuola. E questo è un problema, che si proporrà ogni
ma che poi si ma- anno. Era assicurata però anche la presenza di due
nifestavano poco suore.
motivati e per nulla COSA FARE? Continuare anche il prossimo anno
preparati. In questo su questa strada: due gruppi in due Oratori diversi?

(segue a pagina 3)
Famiglia di Dio in Bozzolo
Domenica 26 maggio 2019. Gruppo dei ragazzi della prima Comunione.

Ba esimi - 22 aprile 2019

Il Battesimo:
inizio di un
cammino di
fede e di una
partecipazione
dentro la
nuova Famiglia
parrocchiale.
L’augurio per
queste nostre
Ba esimi - 23 giugno 2019
famiglie.
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(segue dalla prima pagina)
Settembre 2019
Oppure radunare tutti in un solo Oratorio: quello di pensare a un gruppo di persone che progetti le serate
Bozzolo? Quest’ultima scelta porterebbe alla chiusu- estive del 2020 in Oratorio?
ra dell’Oratorio di San Martino. È giusto? CAMPISCUOLA: sono state tre le esperienze
UN’ALTRA OSSERVAZIONE: il Grest, soprat- “fuori-porta”:
tutto quello delle scuole elementari, è concentrato, in Campo al mare per ragazzi delle scuole medie e
parte, a far realizzare ai ragazzi alcuni lavoretti ma- adolescenti, guidato da don Luigi.
nuali, chiamati “laboratori”. Personalmente la riten- Campo lupetti per le scuole elementari, guidato da
go una proposta educativa, utilissima per formare i don Nicola.
ragazzi alla manualità e alla operosità, essendo i no- Campo scout per ragazzi delle scuole medie e pri-
stri ragazzi figli di quest’epoca “tecnologica” in cui ma superiore, guidato da don Bruno.
basta un “clic” per vedere tutto. Qualcuno propone, Sono state tutte esperienze positive contenenti pro-
invece, di dedicare il tempo alla preparazione e alla poste educative forti. Sono sempre ben accette per-
realizzazione di una “serata del Grest” legata al tema sone che si mettano a disposizione, sia per i lavori
dell’estate. Cosa che si faceva nei tempi addietro. Io manuali che per quelli educativi.
dico che sarebbe bello anche questo, purché non porti Ne troveremo per il prossimo anno?
a tralasciare l’educazione alla manualità. Ma chiedo: FESTA DELL’ORATORIO: mentre sto scriven-
ci sarebbe un “gruppo di persone”, mamme, papà, do queste righe, la festa è a metà percorso. Quindi
nonni, che sarebbero disponibili a pensare, progettare ancora in fase di realizzazione. A me pare che, fino
per tempo una simile iniziativa? Gli stessi potrebbero a questi giorni, essa sia coinvolgente e propositi-
anche non essere presenti durante il Grest per motivi va. Però parecchi presentano già osservazioni per la
di impegno lavorativo. Sarebbe però importante che prossima edizione. Io sono contento perché ciò dice
un gruppo di persone si facesse carico di questo parti- interesse da parte della Comunità. Allora propongo:
colare lavoro di progettazione. si può pensare a una serata per discutere insieme os-
LE SERATE ESTIVE IN ORATORIO: il mo- servazioni e proposte per la prossima edizione della
mento serale del dopo-cena d’estate in Oratorio è Festa? Lo spero!
molto partecipato. E ciò è una bella soddisfazione. A Ecco, carissimi tutti: per i vostri sacerdoti l’estate
questo proposito qualcuno suggeriva, io lo condivido, non è tempo di vacanza, ma di proposte attraverso le
di fare un ”programma di serate” valido per ogni setti- entusiasmanti iniziative che già sono state realizzate.
mana. Ad esempio: una serata di cineforum, un torneo Ci aiutate a migliorarle? Sono convinto di sì! Grazie.
di pallavolo femminile o di calcio per persone sposate
del paese, un torneo di carte o di scacchi, ecc. Si può don Luigi

Domenica 26 maggio 2019. Amministrazione dell’Eucaris a.


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Famiglia di Dio in Bozzolo

Civiltà occidentale
L’accoglienza è valore fondamentale della nostra
civiltà e delle nostre radici classiche e cristiane

Maria Luisa Simoncelli

Ovidio, Metamorfosi VIII, 616-724 Qui venne Giove travestito da uomo e, assieme al
padre, senza le ali, il nipote di Atlante che porta
Iuppiter huc specie mortali cumque parente il caduceo. Bussarono a mille porte, cercando un
uenit Atlantiades positis caducifer alis. luogo per riposare, e mille porte si chiusero. Una
mille domos adiere locum requiemque petentes, soltanto li accolse, piccola, con un tetto di paglia
mille domos clausere serae. tamen una recepit, e di canne: là vive Bauci, una pia vecchietta, e
parua quidem, stipulis et canna tecta palustri; il suo coetaneo Filemone; uniti dagli anni della
sed pia Baucis anus parilique aetate Philemon giovinezza, invecchiarono in quella capanna e,
illa sunt annis iuncti iuuenalibus, illa ammettendo la propria miseria e sopportandola di
consenuere casa paupertatemque fatendo buon animo, la alleggerivano.
effecere leuem nec iniqua mente ferendo. Non è il caso di cercare servi e padroni:
nec refert dominos illic famulosne requiras; tutta la casa sono loro due, comandano ed
tota domus duo sunt, idem parentque iubentque. obbediscono.

Nel mito di Filemone e Bauci una storia di ospitalità con ricetta di dieta mediterranea.
Studiare i classici greci e latini è alimentare sogni e speranze contro pulsioni autodi-
struttive. Ma oggi c’è poco interesse per il fermento che viene dalla cultura che dà identità.

Nel racconto di Publio Ovidio Nasone, “Filemone e Bauci”, i temi ricorrenti sono l’amore coniugale
duraturo, l’ospitalità, l’amore nei confronti del prossimo senza pretese, l’importanza della famiglia.

O vidio racconta il tenero amore dei due sposi in-


vecchiati insieme; poveri vivono sereni in una
capanna, ospitano un giorno, inconsapevoli, Zeus ed Er-
tora ci appartiene e che ci dà identità. I suoi pilastri sono
la classicità e il messaggio cristiano. Il pensiero e l’arte
degli antichi sono detti classici perché sono sempre attuali,
mes i quali, avendo assunto l’aspetto di mortali, peregri- parlano e possono guidare ognuno di noi contemporanei.
navano per la Frigia ed erano stati respinti dagli altri abi- I Greci, discesi dai Balcani in varie ondate a partire dal II
tanti. Bauci li invita ad “accomodarsi su una panca dove millennio a.C., hanno una chiara coscienza della propria
ha steso con premura un ruvido panno, ravviva il fuoco personalità ma capiscono che per essere felici hanno bi-
con quel poco fiato che aveva. Prepara per loro un pasto. sogno di ospitare e dialogare con gli altri. Le guide ideali
Fa il minestrone con fagioli e verdure miste, condito con dell’uomo greco sono il vero, il bello, il bene; è un uomo
un pezzo sottile di lardo ed erbe aromatiche. Intanto i due che sente di appartenere a un grande tutto che è la natura,
vecchietti conversano con gli ospiti di cui non conoscono ha rispetto degli altri nei loro diritti e con essi collabora.
l’identità, offrono acqua tiepida per ristorare i piedi, sten- Tutta la civiltà classica è ricchissima di virtù civili e so-
dono l’unica tovaglia logora usata solo per le feste su un ciali. Studiare i classici greci e latini non è imbottirsi di
tavolo a tre piedi, di cui uno è più corto e lo pareggiano erudizione, è trovare l’alimento indispensabile di sogni e
con un coccio, puliscono con un ciuffo di menta verde, speranze contro pulsioni autodistruttive che inducano ra-
mettono olive verdi e nere, corniole autunnali aromatizza- gazze giovanissime come l’olandese Noa a lasciarsi morire
te con salsa liquida, indivia, radicchio, una forma di latte perché non sentono più nessuno e niente che faccia loro
cagliato e uova girate leggermente nel tepore della cenere. amare la vita.
Servono il tutto in terrine, i bicchieri sono di faggio in- Purtroppo oggi c’è poco interesse per il fermento che
tagliato. Si mesce vino e poi la frutta: noci, fichi secchi, viene dalla cultura che dà identità, molto poco per la po-
datteri grinzosi, prugne, mele profumate e grappoli d’uva. esia e gli effetti nefasti sono l’essere precipitati rapida-
La civiltà dell’Occidente è una delle grandi elaborazioni mente in un degrado morale e in una superficialità che
culturali dell’umanità, non è l’unica ma è quella che tut- rivela assenza di pensiero, di conoscenza, di uso com-

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Settembre 2019
petente ed educato del linguaggio. Si sta perdendo la
complessità, non si fanno ragionamenti ma cinguettii.
Dicevano gli antichi che la poesia è scala a Dio, questo
verso di Montale fa capire che la poesia dà dignità alla
vita, educa la sensibilità, fa superare ogni giorno i limiti
che la vita ci pone, come la “siepe” leopardiana fa naufra-
gare nell’immensità dell’infinito con la dolcezza del caro
immaginar. La lezione degli antichi ci aiuta a dare rispo-
sta al fenomeno dell’emigrazione, sempre presente nella
storia degli uomini e oggi avvertito con paura senza tro-
vare risposte culturali e regole politiche per governarlo.
L’ospitalità, l’accoglienza sono valori profondi in tan-
te opere letterarie. Nell’Odissea Nausicaa dalle candi-
de braccia accoglie il naufrago Ulisse coperto di salso,
orribile e lo veste, offre cibo e bevande e lo porta alla
corte di suo padre. Nell’Eneide Virgilio fa arrivare a
Cartagine, colonia fenicia in costruzione, il troiano
Enea naufrago, la regina Didone gli dice ospite, scio-
gli le preoccupazioni. La città è vostra, metti all’anco-
ra le navi. Il vocabolo greco “csénos” significa ospite.
Nel libro VIII delle Metamorfosi Ovidio descrive il de-
lizioso mito di Filemone e Bauci, è una storia di acco-
glienza commovente in cui si può rintracciare qualcosa
dell’ospitalità che ancora qualche decennio fa veniva
offerta anche nelle nostre campagne ai girovaghi e agli
sfollati durante le guerre. L’annuncio evangelico è venuto
a sublimare il valore dell’accoglienza; in prospettiva di
trascendenza Gesù è padre e tutti gli uomini sono figli
chiamati ad amarsi e ad aiutarsi. Esemplare la parabola
del Samaritano, un forestiero che si cura dell’ebreo ag-
gredito dai ladroni. Il cristiano che porta il Vangelo nel
suo vissuto quotidiano è chiamato al dovere di pratica-
re le sette opere di misericordia: è bene elencarle: acco-
gliere i forestieri, dar da mangiare agli affamati, dar da
bere agli assetati, vestire i nudi, visitare i carcerati, cu- Villa Borghese, Gian Lorenzo Bernini (1618-1619). Enea fugge dalle
rare gli ammalati, seppellire i morti. La civiltà dell’Oc- fiamme di Troia salvando il padre Anchise e il figlio Ascanio; approderà
cidente nelle sue radici classiche e fortemente cristiane sulle coste laziali dove l’eroe troiano, da cui discende la Gens Iulia e con
non dovrebbe chiudere frontiere e porti e innalzare muri. essa il mito di Roma, giunse con la sua nave.
I flussi migratori attuali hanno cause lontane – dal colo-
nialismo e dalle deportazioni schiaviste con le quali dal pianeta e arricchisce mostruosamente pochissimi e fa mo-
Cinquecento in poi l’Europa si è fatta ricca rapinando oro, rire moltissime persone per fame e guerre. Si sono rotti
argento e materie prime necessarie alla produzione indu- equilibri e c’è difficoltà di integrazione: forniti di propria
striale – e cause recentissime di “un’economia diventata identità culturale è possibile il dialogo rispettoso con altre
disumana e predatoria” (papa Francesco), che distrugge il culture, altrimenti è guerra.

L’ul mo abbraccio di padre e fi-


glia in fuga dalla miseria, mor
annega nel Rio Grande mentre
cercavano di approdare alla terra
promessa.

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Famiglia di Dio in Bozzolo

Quando fede e impegno si fanno musica e poesia:


la Cantata “La più bella avventura”
di Federico Mantovani

Nicola Bonini

C i sono echi che oltrepassano


la durata del proprio tempo,
quasi non potessero estinguersi,
esempio, il tempo dell’attesa e del-
la speranza in “Accendere, atten-
dere” (oratorio moderno su libretto
poiché il suono che li ha generati del poeta contemporaneo Davide
ha in sé la forza di correre, il vi- Rondoni, 2011), il rapporto uo-
gore di resistere, la gioia di esiste- mo-fede in “Con te” (composta Il maestro Federico Mantovani
re. Così è il suono di certe parole, in occasione dell’Anno della Fede
di certe voci, di certe musiche, nel 2013 ed eseguita anche nel vocatorio, bensì pure e soprattutto
espressioni di un sentire profondo Duomo di Orvieto), il dialogo tra lo spirito che animò il parroco di
che, a sua volta, vuol farsi sentire, l’abisso del peccato e l’immensità Bozzolo durante il suo ministero
senza l’arrogante pretesa di essere della misericordia divina in “Canto sacerdotale. Il linguaggio musica-
il suono più bello, ma con la serena di misericordia” (nata nel contesto le di Mantovani si sostanzia in una
speranza di essere un suono buono del Giubileo della Misericordia, cantabilità mai banale che poggia
per quanti abbiano l’occasione e 2016) o le molteplici realizzazio- su un tessuto armonico e un’or-
la volontà di ascoltarlo. E in tan- ni dell’amore nella vita cristiana chestrazione di gusto moderno ma
ti, tantissimi, lo scorso 21 giugno, in “Letizia d’amore, stelle e pre- capaci di grande coinvolgimento ed
nella gremita chiesa parrocchiale cipizio” (rilettura dell’esortazio- espressività, particolarmente adat-
di San Pietro in Bozzolo, hanno ne apostolica “Amoris laetitia” di ti a cogliere e rendere gli accenti
colto la straordinaria opportunità Papa Francesco su libretto di Da- della scrittura di don Mazzolari,
di ascoltare, qualcuno nuovamente vide Rondoni, 2018). La produzio- ora accorata e a tratti drammatica,
e altri per la prima volta, le paro- ne sacra di Mantovani comprende ora sorprendentemente intima e
le di don Primo Mazzolari, la cui anche composizioni dedicate a struggente, sempre tesa alla ricer-
innegabile pregnanza è stata ulte- importanti figure della nostra re- ca e alla proposta di una fede pura
riormente evocata ed esaltata dalla ligione, quali Sant’Omobono in e sincera, espressione di concreta
musica di Federico Mantovani, “Pater pauperum” (omaggio al adesione ai principi del Vangelo e
noto musicista di origine cremone- patrono della città e della diocesi di impegno per la loro realizzazio-
se, autore della Cantata sacra “La di Cremona nell’ottavo centenario ne nella vita quotidiana. Quelle di
più bella avventura. Don Primo della sua canonizzazione, 1999), la Mazzolari sono parole che, parten-
Mazzolari: testimone e profeta”, Vergine Maria in “Vergine Madre” do da uno sguardo schietto sul suo
proposta dal tenore Cosimo Vas- (scritta per il quarto centenario vissuto di uomo e sacerdote, aprono
sallo, dal baritono Valentino Sal- della fondazione dell’Istituto “Be- alla riflessione, spesso invitando a
vini, dal recitante Alberto Branca, ata Vergine” di Cremona, 2010) e un esame di coscienza, esortando
dal Coro Polifonico Cremonese e don Primo Mazzolari nella Cantata a una presa di posizione, affinché,
dall’Orchestra Sinfonica dei Col- eseguita a Bozzolo, dopo la prima quando ci si professa cristiani, non
li Morenici sotto la direzione dello assoluta nel Duomo di Cremona ci si limiti a un’esperienza passiva,
stesso Mantovani. (2010) e una seconda esecuzio- ma ci si distingua per un atteggia-
Quello della Cantata sacra è un ne nella Basilica di Verolanuova mento, un pensiero e un agire vera-
impianto compositivo caro al ma- (2012). mente conformi agli insegnamenti
estro Mantovani, il quale ne ha L’opera “La più bella avven- di Cristo, nell’intento di costruire
sinora composte e dirette sette, al- tura” dà voce ad alcuni testi trat- un mondo improntato a una fede
cune delle quali commissionate dai ti dalla liturgia e dalla letteratura autentica, consapevole e coerente.
Vescovi di Cremona, mons. Dante mazzolariana, di cui il composi- Il messaggio di Mazzolari si rivol-
Lafranconi e mons. Antonio Napo- tore - attento e rispettoso lettore a ge a tutti, religiosi e laici allo stesso
lioni. Si tratta di opere imponenti e cui si deve la stesura articolata del tempo, poiché del resto “nessuno
ben strutturate che, attraverso l’al- libretto e la conseguente dramma- può rimandare a domani quando è
ternanza di interventi solistici, co- turgia dell’opera - mette in luce l’ora, e questa è l’ora”, come enfa-
rali e recitati, traducono in musica non solo il contenuto, anche quel- tizza in crescendo anche la musica
temi e pensieri profondi come, ad lo più audace e volutamente pro- di Mantovani, il momento di cam-
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Chiesa di San Pietro, Coro Polifonico Cremonese e Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici dire dal maestro Federico Mantovani

biare la società o, quantomeno, il sicale che culmina nel sacrificio di do serie riflessioni ed emozioni
modo di guardarla, aprendo cuore Cristo per la salvezza dell’uomo, palpabili non solo in quanti già lo
e mente, andando incontro a una testimonianza d’amore “oltre ogni conoscessero, ma anche in coloro
realtà che richiede il nostro inter- dovere, con una carità senza limi- che, per la prima volta, si sono re-
vento concreto. Sì, questo è il tem- ti”, la stessa che dobbiamo avere almente resi conto della sua por-
po di andare, non ci si può fermare se vogliamo veramente seguire tata. Un messaggio che ha trovato
né arrendere poiché, così incal- l’esempio del buon Pastore in una nella musica di Mantovani un vei-
zano il baritono e il coro, “vivere vita cristiana che può sì presentare colo espressivo di sorprendente ef-
è camminare” e “il cristiano è un ostacoli e difficoltà, ma che, tutta- ficacia e trasporto emotivo al pun-
pellegrino”, un uomo che deve ten- via, non porterà mai allo smarri- to da meritare prolungati applausi
dere a orizzonti alti, percorrendo le mento se profondamente ancorata con standing ovation da parte del
strade dell’umanità nel rincorrersi al Vangelo. Questa è stata l’espe- pubblico presente, numerosissi-
dei giorni e delle stagioni, ognu- rienza sacerdotale e umana anche mo e visibilmente estasiato, che
na delle quali “ha il suo colore e il di don Primo Mazzolari, “obbe- ha voluto tributare un commosso
suo profumo, la sua gioia e la sua dientissimo in Cristo”, il quale e fragoroso apprezzamento a tutti
pena”. Se da un lato è facile accor- volle che sulla sua lapide fossero gli artisti coinvolti: i brillanti so-
gersi della gioia, dall’altro non è incise le parole di Geremia, scan- listi Cosimo Vassallo e Valentino
sempre così facile considerare la dite solennemente nelle battute fi- Salvini, l’emozionante attore Al-
pena, quasi si avesse paura di do- nali dell’opera: “Et ego non sum berto Branca, il compatto e vigo-
ver reggere ulteriori pesi e soffe- turbatus te, Pastorem, sequens” roso Coro Polifonico Cremonese,
renze: eppure, proprio di fronte a (“E io non sono rimasto deluso la bravissima Orchestra Sinfonica
situazioni di disagio e di difficol- nel seguire te, mio Pastore”). Una dei Colli Morenici, la magistrale
tà, dovremmo avere il coraggio dichiarazione scolpita nella roccia e appassionata direzione del com-
di dire “vedo e abbraccio tutto il di una fede viva e operosa, capace positore Federico Mantovani, che
dolore dell’uomo”, come ripetono di scuotere cuori e coscienze, di ha concesso come bis il poderoso
il tenore e il coro. Un invito, dun- precorrere i tempi futuri o, forse, “Te Deum”, che in origine chiu-
que, alla compassione vera, alla di reagire con lucidissima consa- deva l’opera, ora conclusa con la
considerazione del dolore altrui e, pevolezza ai tempi di allora (e di struggente, accorata pagina delle
in questo, il modello assoluto è lo ora). E proprio sulla sua tomba, “Beatitudini”. Non un concerto
stesso Cristo, “l’Uomo del dolore, nel 60° anniversario della morte, come tanti altri, bensì un grande
il crocifisso di ogni ora”, che nel la Parrocchia e il Comune di Boz- evento di fede, musica e cultura, i
suo patire vede e abbraccia quello zolo e la Fondazione Mazzolari, cui echi, come le parole di don Pri-
dell’intera umanità. Sembra quasi con il contributo di Fondazione mo Mazzolari, non si sono fermati
un paradosso: l’amore si realizza Cariplo e Fondazione Comunità al finire della musica, ma conti-
attraverso il dolore, due dimensio- Mantovana Onlus e il patrocinio nueranno a risuonare nel ricordo di
ni apparentemente contrastanti, di di Regione Lombardia, hanno for- chi l’ha vissuto, nella speranza che
cui la musica di Mantovani resti- temente voluto che il messaggio possano trovare nuova risonanza
tuisce sfumature capaci di coinvol- mazzolariano si facesse sentire in in future esecuzioni di quest’opera
gere ed emozionare il pubblico di tutta la sua intensità e profondità, di altissimo valore artistico, reli-
oggi. Una sintesi teologica e mu- lungimiranza e attualità, suscitan- gioso e umano.
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Famiglia di Dio in Bozzolo

BATTESIMO “TOSCANO” AL CAMPO SCUOLA


Cecilia Gialdini

25 luglio 2019 - Amministrazione del Ba esimo nella pieve di san Giovanni Ba sta a Molli (Siena).

P er un credente il Battesimo è quel sacramento che


sancisce l’ingresso del bambino nella comunità cri-
stiana. In quest’ottica di fede, per noi non poteva che essere
Hanno celebrato il rito don Luigi e don Bruno. A don Lu-
igi devo riconoscere la sua pazienza nell’accettare la nostra
richiesta e nel sopportare una giornata così lunga e impegna-
nella cornice di un campo scout. Da scout papà e mamma tiva, ma anche la sua tenerezza per le parole pronunciate du-
si sono conosciuti e riconosciuti; il mondo scout ha rappre- rante la messa, segno di un’anima radicata ai semplici valori
sentato per noi quel legame profondo con Dio che spesso si della terra. Don Bruno è colui che ci ha stupiti, diciamo che
tende a dimenticare o a sottovalutare. ci ha stupiti tutti. Si è lanciato in modo propositivo nell’av-
A maggior ragione, trent’anni prima, proprio a un campo ventura di un campo scout, in modo umile e rispettoso, vi-
scout, sotto la pagoda, Marco venne battezzato alla presenza vendolo non dietro le quinte ma da protagonista.
di decine di ragazzi e genitori: l’acqua era quella del Giorda- Infine ci sono i ragazzi; che spettacolo che sono! Liti-
no e il fonte battesimale il cappellone che noi scout siamo so- gano, urlano, a volte fingono di non sentirti - li conosciamo
liti indossare durante le camminate. Molti Bozzolesi ancora bene!-, ma quando non ci sono non puoi che accorgerti della
si ricordano di quel giorno, non perché il battezzando fosse loro assenza. Loro ci hanno accolti, ospitati, hanno parteci-
speciale, ma perché la presenza in un contesto così semplice, pato alla Messa emozionati almeno quanto lo eravamo noi!
eppure così straordinario, ha fatto dei partecipanti una comu- Hanno fatto quanto possibile per essere all’altezza della si-
nità riunita davvero per accogliere il nuovo arrivato. tuazione e lo sono stati! Giovanni non avrà ricordi di que-
Trent’anni dopo, sulle colline senesi, in un giovedì cal- sta giornata, se non grazie alle foto e ai nostri racconti, ma
dissimo di luglio, si è celebrato al campo del reparto il bat- quello che speriamo é che quando avrà l’età degli esploratori
tesimo del nostro Giovanni. L’atmosfera era sicuramente più e sarà un po’ stupidotto, ci saranno a vegliarlo come giova-
raccolta rispetto al passato, ma la chiesetta di età romanica e ni adulti i ragazzi presenti al suo battesimo e speriamo che
le uniformi blu dei ragazzi e dei capi hanno reso la cerimonia abbiano il coraggio di dirgli: “Guarda che stai sbagliando! E
indimenticabile. mi interessa dirtelo perché io c’ero al tuo battesimo e devo
Lo scoutismo crede nella disciplina e nel rispetto degli avere cura di te!”.
altri come della natura e vede in essi la manifestazione gran- Ecco, per noi tutto questo è comunità, è assemblea, è
diosa dell’amore di Dio, pertanto si sono scelti come padrino Chiesa.
e madrina i capi reparto, Marco Alovisi e Alessandra Poldi.
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Settembre 2019

Il primo settembre, al termine della recita dell’Angelus,


papa Francesco annuncia la nomina di dieci nuovi cardi-
nali, fra cui mons. Matteo Zuppi, unico italiano.
Notizia bella ed entusiasmante.
Al vescovo Matteo le nostre felicitazioni e auguri cordiali.

Domenica 7 aprile 2019. L’arcivescovo metropolita di Bologna, mons. Ma eo Zuppi, saluta la comunità al termine dell’Eucares a con-
celebrata con il vescovo Antonio, l’emerito Dante e alcuni presbiteri in memoria di don Primo.

Sabato 5 ottobre 2019, ore 15,30


Sala civica
Convegno mazzolariano nel 60mo. anniversario della morte
Tema: questa è l’ora: appello ai cattolici.
Parteciperanno: prof. Gianni Borsa, direttore della rivista “Impe-
gno”, padre Giuseppe Riggio, caporedattore della rivista “Aggior-
namenti sociali” dei Gesuiti, fratel Enzo Bianchi, fondatore della
comunità monastica di Bose.
9
mo
Famiglia di Dio in Bozzolo

Quelli che… ndo


gi o
van
il campo al mare i
2019
Emilia Gazzoni

C ampo al mare 2019: un centinaio di ragazzi, da


Bozzolo, Rivarolo del Re, Dosolo, Pomponesco e
San Martino dall’Argine, ancora allo Smarty di San Giu-
diffusi, che i “nostri” ragazzi sanno essere sorprendente-
mente razionali, impegnati, sentimentali, creativi, capaci
di rettitudine, di correttezza e di relazioni significative.
liano, a un canale di distanza da Rimini. Certo è che occorre guidarli, con fermezza, porli nelle
Giovanissimi e adolescenti non massificati, non con- condizioni di riflettere e di prendere coscienza del vive-
formisti, non aderenti, non iscritti, anche non educati, a re civile e sociale, ma è necessario e urgente mettersi in
volte non rispettosi, molti non ubbidienti, generalmente contatto con loro per ascoltarli, liberi, noi adulti, da ansie
non capaci di identità e di personalità, apparentemente educative e dal bisogno di giudizi e di premature pretese.
non coinvolti nelle dinamiche relazionali con gli adulti. Si scopre allora, come nel campo al mare di San Giu-
Ci sono volute due settimane quest’anno per riuscire liano, che “i ragazzi di oggi” amano stare insieme anche
ad ottenere un assestamento comportamentale da parte di senza cellulare, osano esporsi manifestando idee e biso-
molti e la fatica educativa ha spesso rasentato la rassegna- gni, si aspettano il confronto generazionale, per discutere
zione. di argomenti profondi e metterci alla prova.
Eppure, a conti fatti, l’esito della esperienza rilevato C’è “fuoco sotto la cenere” dei loro pochi anni, basta
tra i partecipanti, adulti compresi, è positivo, “da ripetere” lasciarlo ardere fiduciosi e convinti che impegno e passio-
mi hanno detto, e il rientro a casa è avvenuto non senza ne per loro siano ben spesi.
nostalgia per i giorni trascorsi insieme. Credo personalmente che Il “guinzaglio” lungo, ben
La risposta al perché “nonostante tutto” è solo una: stretto nelle nostre mani, li possa aiutare a diventare belle
avere avuto l’opportunità di leggere l’unicità che esprimo- persone nella “bella storia” della loro crescita.
no e prendere atto, a dispetto di pregiudizi e di perbenismo
10
Settembre 2019

sione, e creatività.
Bella storia - I ritrovi in piscina che hanno
dato sfogo alla gioia e al divertimento
libero, tuffandosi e giocando in acqua,
sempre però insieme.
suor Gabriella - La gita all’Archeopark di Boa-
rio (BS). Sessantaquattro iscritti. Gita
educativa al ritorno della preistoria,
che ha proposto anche attività e diver-

B ella Storia è il logo del GREST che le Diocesi Lombarde hanno scel-
to per narrare che ogni uomo sulla terra riceve una missione speciale:
fare della propria vita una storia d’amore. Anche i nostri ragazzi si sono
timenti a cui tutti hanno partecipato:
come il tiro con l’arco, la camminata
sul ponte a corda, in canoa sul lago,
coinvolti in questo cammino. Tutti insieme qui a Bozzolo, dal 10 al 28 giugno. la salita e la discesa in cordata, e altre
56 ragazzi dalla quinta elementare alla seconda media, di cui 10 di S. Martino cose belle.
, con un bel gruppo di giovanissimi animatori …aiutati da don Nicola, da Wil- Infine abbiamo raggiunto anche
liam, Emilia, e da 2 suore come punti di riferimento. Gli obiettivi : nascere Rivarolo Mantovano per un incontro
e rinascere, quando una nuova vita è accolta; crescere senza mai smettere, zonale; presenti cinque oratori con
quando con costanza si può scalare una montagna; desiderare come sognare circa quattrocento ragazzi che hanno
all’altezza delle stelle quando si orienta il cuore a un desiderio che splende giocato e gareggiato insieme. Al ter-
come la stella polare; compiere per esserci e per realizzare. mine, don Paolo Arienti, dopo un mo-
Ecco i percorsi di questo cammino che i ragazzi hanno vissuto: mento di raccoglimento e di preghiera
- la preghiera al mattino come lode e grazie al Dio della vita…come sul grande prato, ha premiato l’orato-
domanda e come silenzio per ascoltare la Sua Parola, come affidamento per rio che ha vinto più gare. Crediamo
sentirselo accanto e perché solo con Lui la storia si fa più bella. che questo bel percorso, anche se im-
- Le attività motorie come il gioco e lo sport che attira tutti e che fa sen- pegnativo, abbia aiutato i ragazzi a
tire a tutti la gioia di raggiungere obiettivi, ma anche per fidarsi degli altri, per crescere insieme e a capire che ogni
crescere nella squadra e nell’aiuto ai più deboli. azione è un pezzo di storia che ciascu-
- I laboratori come capacità di diventare insieme piccoli artisti disegnan- no può costruire e raccontare con la
do, colorando, e impegnandosi con il pirografo che richiede attenzione, preci- propria vita.

Campo estivo vano lo scopo di dare gli input per una discussione forma-
tiva. In rari casi l’organizzazione non era delle migliori ma
questo ha dato a noi ragazzi la possibilità di amministrare
il nostro tempo in modo autonomo. Neanche le serate era-
Giovanni Costa - Andrea Davini
no lasciate al caso, dato che erano organizzate dai ragazzi
stessi.

C ome l’anno scorso, anche quest’anno abbiamo par-


tecipato al campo estivo organizzato da don Luigi.
Le aspettative erano molto alte visto la precedente espe-
Questo ha permesso un maggior coinvolgimento da
parte di tutti. Alcune sere però ci è stata data la possibi-
lità di uscire in modo autonomo, per esempio andando a
rienza ma anche quest’anno sono state ampiamente con- Rimini per la notte rosa. C’era la possibilità di partecipare
fermate. Il campo estivo non è ideato come vacanza per al torneo beach volley in modo che la mattina in spiaggia
divertimento ma come una esperienza oltre che piacevole non fosse troppo monotona. Per concludere, l’esperienza
anche formativa e di impegno. Le giornate erano composte del campo ci ha spinto a riflettere su noi stessi, a fare nuove
da momenti di svago ma anche da momenti di riflessione, amicizie e a imparare a stare insieme agli altri. Detto ciò
come gli incontri pomeridiani gestiti da educatrici che ave- consigliamo a tutti di partecipare i prossimi anni.

Alessandro Boni

Q uest’anno ho partecipato al campo estivo organizzato dalla parrocchia.


È stata una bella esperienza in cui ci si diverte ma si impara anche il rispetto delle regole per una buona con-
vivenza. Tutti i giorni si recitavano le preghiere del mattino, della sera e prima di ogni pasto; inoltre, quotidianamente,
ci incontravamo con le educatrici per circa un’ora, parlando di tematiche adolescenziali. Poi si andava in spiaggia per il
torneo di pallavolo. Ogni sera svolgevamo attività diverse come sarabanda o le sette prove in cui ci divertivamo molto,
soprattutto perché fatte in compagnia.
Altre sere invece eravamo liberi di uscire per Rimini con l’impegno tassativo di un orario di rientro.
Consiglio vivamente questa esperienza a chi vuole passare dei bei momenti con amici, facendo anche nuove cono-
scenze, imparando a convivere e a rispettarsi a vicenda.
11
Famiglia di Dio in Bozzolo

L’avventura è una sfida nata dentro di te


Bagheera

C osì inizia una delle canzoni più conosciute dagli


Scout.
La lunga attesa di genitori, lupetti, capi, cuoche, tra
Dopo una bella e impegnativa escursione, hanno potuto
raggiungere il santuario mariano di Pietravolta, un luogo
di culto eretto sul ciglio dell’antica strada ”Imperiale” che
zaini, teglie, cassette di frutta e vettovaglie per un pullman attraversava nel 900 la “Selva Romanesca”, menzionata
che sembrava proprio non voler arrivare. La chiamata anche dallo storico romano Tito Livio; ma soprattutto,
in cerchio per la preghiera di inizio viaggio. Il saluto grazie alla loro fervida fantasia e col supporto di Phileas
del parroco don Luigi. Poteva sembrare l’inizio di una Fogg e del suo entourage di scienziati accademici, hanno
normale vacanza di Branco dei lupetti del Bozzolo1. Ma intrapreso un viaggio intercontinentale avvincente e
quest’anno l’Avventura ci ha riservato una sfida ardua, affascinante sulla falsa riga de “Il giro del mondo in 80
quasi impossibile: compiere un intero giro attorno al giorni” di Jules Verne.
mondo in soli otto giorni! Inghilterra, Colombia, Hawaii, Ogni giorno, previa rigorosa timbratura sul passaporto
Nuova Zelanda, Cina, India e Iraq. Questo il fantastico con lo specifico visto d’ingresso, i lupetti entravano in
viaggio estivo 2019 del nostro Branco! un nuovo Paese imparandone le curiosità, vivendone
Trentasette gli impavidi piccoli viaggiatori che da le usanze, gustandone i piatti tipici cucinati dalle chef
ogni nazione hanno raccolto la sfida. Si sono presentati di fama ormai internazionale Raffaella, Donata e Maria
domenica 14 luglio in piazza don Primo Mazzolari in Rosa. In ogni Paese hanno partecipato a giochi, canti,
uniforme perfetta con zaino in spalla, passaporto alla mano balli e riflessioni a tema impegnandosi profondamente
(recapitato con posta urgente qualche giorno prima da in vista della nomina serale del Viaggiatore d’Oro: titolo
postini molto speciali!!) e tanta curiosità. La destinazione ambito da tanti ma riservato solo a chi più si era distinto
ufficiale era Fontanaluccia: piccola frazione del comune per impegno, altruismo e bontà d’animo nella giornata.
di Frassinoro, nell’alto appennino modenese, situata sulla Indossando i variopinti costumi dei Paesi d’origine, i
sponda destra del torrente Dolo a 853 metri s.l.m., 179 lupetti hanno animato memorabili sfilate e raduni serali
abitanti in tutto. attorno al fuoco che ha aggiunto fascino, calore e magia al
Data la copiosa pioggia estiva che li ha accolti appena loro entusiasmante viaggio.
arrivati, i lupetti hanno da subito potuto apprezzare la Il Campo Estivo ha concluso un percorso, iniziato
frescura del luogo dimenticando il caldo patito a Bozzolo; nell’ottobre 2018, durante il quale il gruppo (Lupetti, Capi
e non solo! Una volta perlustrata per bene la zona hanno e Novizie), attraverso la condivisione di uscite, momenti
scoperto che l’eco villaggio che li avrebbe ospitati, di gioco, riflessioni e attenzioni reciproche, si è affiatato
sufficientemente distanziato dalle poche case arroccate e coeso. Ciascuno, dai cuccioli ai lupi del CdA, ha dato
attorno alla chiesa, permetteva, grazie all’ampio spazio a prova di essere maturato in abilità e sensibilità.
prato, di ospitare sia i grandi giochi di gruppo che i piccoli Anche i capi, così come i lupetti, conserveranno della
ritrovi spontanei che si formano durante i momenti di siesta. Vacanza di Branco 2019 un ricordo pieno e gioioso.

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Settembre 2019

Don Primo Mazzolari raccontato da


Elisabetta Saviola
Francesca Cerati Fanetti

E ntrando nella nostra chiesa di San Pietro


possiamo osservare “Don Primo Mazzo-
lari” raccontato da Elisabetta Saviola, ho incon-
trato questa mia cara amica e ho avuto il piacere
di farle qualche domanda.
Come mai una mostra su don Primo?
Due anni fa è iniziato tutto il mio interesse per
questo sacerdote, ero incuriosita perché a Bozzo-
lo gli anziani che lo hanno conosciuto e ascoltano
la sua voce registrata si commuovono. Mi sono
documentata, ho letto la sua biografia e alcu-
ni suoi libri: “Tu non uccidere”, “La più bella
avventura” e ho sentito la necessità di rendere
omaggio al suo pensiero profondo.
Come mai lo hai raccontato attraverso fo-
tografie?
Desideravo una mostra fotografica per rac-
contarlo attraverso immagini perché viviamo in rebbero bastati mille scatti, ho fatto delle scelte, ipotizzando uno
un tempo frenetico dove si fa fatica a leggere, schema che ho seguito per comporre la mostra e mi sono recata di
soprattutto se penso alle nuove generazioni che persona a fotografare, sono stata nei suoi luoghi: a Santa Maria
parlano con immagini, volevo tradurre Mazzola- del Boschetto dove è nato, poi a Verolanuova dove è stato ordinato
ri; e poi la fotografia è la mia grande passione. sacerdote e così via seguendo la sua biografia.
Come hai deciso di realizzare la sequenza Cosa ha lasciato in te realizzarle?
degli scatti che hai poi sviluppato per compor- Girando nei vari paesi mi è capitata una cosa strana: la gente
re le tante fotografie? che incontravo era come se sapesse del mio arrivo, ho vissuto un
Ho lavorato su tre piani: ho voluto tradurre la forte coinvolgimento passando nelle varie chiese; arrivavo ed era
sua vita in foto, fotografando ad esempio i posti come se mi aspettassero e ogni persona che ho incontrato mi ha
dove è stato battezzato, per avere un aggancio re- fatto conoscere qualcosa di Mazzolari, ho compreso abbia lascia-
ale, una testimonianza del suo passaggio nei no- to un segno grande e ancora tangibile
stri luoghi; ho tradotto in immagini i temi da lui Cosa vuoi suscitare in chi osserva?
trattati e infine ho cercato sue vecchie foto inedite Tradurre un sacerdote così complesso, carismatico, profetico
nelle quali qualcuno si è addirittura riconosciuto. per quel tempo e così denso non è stato facile, ne ho mostrato una
Per descrivere la figura di don Primo non sa- sintesi attraverso immagini unite a una didascalia che ne facesse
una successione, un racconto capace di dare
un’emozione anche personale nel cuore di chi
osserva.

Ringrazio Elisabetta per l'impegno, la pas-


sione e la sensibilità che ha espresso per com-
porre la bella mostra che ha realizzato e don
Luigi per averle dato la possibilità di esporre le
fotografie in chiesa, dove al termine del percor-
so mi sono soffermata in preghiera sulla tomba
di Mazzolari in questo anno particolare, 60º an-
niversario di morte. Invito, chi non fosse ancora
andato, a non perdere questa occasione per co-
noscere don Primo Mazzolari e a non esitare a
lasciare un proprio commento, una riflessione
sul quaderno alla fine del percorso.

13
Famiglia di Dio in Bozzolo

FULMINI
SULLA CHIESA DI SAN PIETRO
IN BOZZOLO
Atos Penotti

M olto in breve, un fulmine è una


scarica elettrostatica fra una
nube che, per strofinio (triboelettricità)
contro l’atmosfera circostante, si cari-
ca di cariche elettriche positive e un’al-
tra che con analoga vicenda si carica di
cariche negative formando una “grossa
pila”. L’alternativa alla seconda nube ci-
tata è la terra stessa con le sue pianure,
le sue montagne, i suoi specchi d’acqua,
gli alberi, gli edifici di ogni genere, gli
animali, le persone, ecc. Ad un certo mo-
mento, l’accumulo di cariche determina
una differenza di potenziale che supera
la capacità d’isolamento fornita dall’aria
(atmosfera) frapposta. 3 luglio 2019, ore 21,03 - Fulmine su san Pietro. Alla base del fulmine si intravvede, in
lontananza, il pinnacolo del campanile colpito.
L’entità della differenza di potenziale
può assumere valori non di qualche unità o decina di volt, gore.
come avviene nelle nostre comuni pile, ma di qualche cen- Ha iniziato Benjamin Franklin nel ‘700 con il paraful-
tinaio di kV (cioè centinaia di migliaia di volt) se non di mine ad asta che tutti hanno visto e conoscono. Composto
Mvolt (Milioni di volt.) da una asta metallica provvista eventualmente di punte ad
La scarica che si determina, cioè il fulmine, ha, come alta conducibilità, ad esempio d’argento, destinato ad at-
ben noto, un vistoso effetto luminoso con uno o più rami, tirare (accidenti!) i fulmini e scaricarli a terra. In realtà si
un forte boato (tuono), e purtroppo un possibile forte im- è dimostrato di non essere affidabile anzi, senza indugi:
patto distruttivo su eventuali oggetti colpiti: innanzitutto pericoloso.
non dimentichiamo persone ed animali, strutture di ogni La punta del parafulmine frankliniano poi fu sostituita
genere, ma anche superfici liquide come laghi, fiumi o da un piccolo involucro contenente materiale radioattivo
mari e gli aeroplani. Al fulmine si accompagna una pro- che, ionizzando l’aria circostante, avrebbe favorito l’attra-
duzione di ozono (O3, gas disinfettante ma anche veleno- zione dei fulmini, ma tali scelte furono presto abbandona-
so) dal pungente odore caratteristico rilevabile nelle zone te, sia per non inquinare l’ambiente di materiali radioattivi,
temporalesche; e anche produzione (in pochi lo sanno) di sia rinunciando volentieri ad attirarci i fulmini in casa.
radiazioni gamma ϒ. Finalmente, anche in Italia, a partire dalla fine del ‘900,
Di conseguenza al fulmine si determina generalmente si è fatto ricorso a ben altra tecnologia cioè alla GABBIA
un senso di impotenza se non di terrore accompagnato da di FARADAY. Essa prende le mosse dal semplice e fonda-
tutta la catena di reazioni ben nota a tutti. Uomini o anima- mentale TEOREMA DI GAUSS (Germania fine ‘700 inizi
li colpiti, difficilmente si salvano. ‘800), la cui spiegazione analitica coinvolge concetti e for-
Come difendersi? Con gli scongiuri? Con i proverbi? mule non di elementare comprensione (che invitiamo chi
Naturalmente sono sempre ammesse e raccomandate le in- volesse a leggere nei “sacri testi”). Qui ci accontentiamo
vocazioni a Dio. Ma tecnicamente come viene affrontato semplicemente, soprattutto, per chi è portato al turismo più
efficacemente il problema? Con la prevenzione cioè con che all’analisi matematica, e che non sapendo dove andare
l’adozione di accurate protezioni. per non frequentare sempre gli stessi posti, potrebbe pen-
Per approntare sistemi di prevenzione, progettisti ed sare ad una visita al museo della scienza e della tecnica
operatori, dopo aver acquisito una solida preparazione di Monaco di Baviera dove si effettua in continuazione il
base di FISICA e di ELETTROTECNICA, in Italia ed in seguente esperimento: una persona qualsiasi, volontaria,
Europa si devono seguire le attuali norme tecniche in vi- purché dotata di e un po’ di coraggio, viene fatta entrare

14
Settembre 2019
in una gabbia di rete metallica posta fra due elettrodi fra CEI (COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO),
cui viene fatta scoccare una scarica ad altissima tensione che costituiscono la Regola d’arte e che sono armonizzate
(almeno 100.000 V). Il risultato sarà che la persona uscirà nel complesso della norme tecniche nazionali, Europee e
dalla gabbia “con le proprie gambe” senza aver subito al- Internazionali.
cun danno, anzi, capitalizzando nella propria esperienza La struttura e le caratteristiche degli impianti di prote-
e cultura un nuovo concetto forse inaspettato: le scariche zione installati presso la nostra chiesa, a partire dall’anno
elettriche, nella gabbia di Faraday, non possono entra- 2003 si rifanno alle norme citate, via via, seguendone l’e-
re: eccolo qua il principio di funzionamento del nostro pa- voluzione e gli aggiornamenti. Il dimensionamento è stato
rafulmine a gabbia di Faraday. eseguito mediante l’applicazione dell’apposito program-
Per un minimo di conoscenza, anche il forno a micro- ma (software) edito da TUTTONOMEL: ”ZEUS” conti-
onde (come quelle dei Radar) che utilizziamo in cucina nuamente aggiornato, seguendo la normativa.
è munito da una piccola Gabbia Faraday per schermare La realizzazione della gabbia di Faraday della nostra
l’ambiente circostante proteggendo i cucinieri: gli “chef” chiesa di San Pietro è iniziata, come detto, nel 2003, ap-
dalle microonde. profittando del ponteggio predisposto per le opere edili ne-
È intuitivo che gli aeroplani, che potrebbero incappare cessarie soprattutto al campanile.
in zona temporalesca, sono muniti di gabbia di Faraday, Poi, in seguito, la gabbia è stata estesa alla chiesa e
schermandoli dai fulmini, senza essere danneggiati, garan- alla canonica, predisponendo anche uno scaricatore di so-
tendo l’incolumità delle strumentazioni di bordo e soprat- vratensione generale, senza altri scaricatori secondari in
tutto dei passeggeri. È bene rassicurare che sugli aerei non quanto le apparecchiature elettroniche sono arrivate alla
ci sono né punte frankliniane, né palle d’oro, come qualcu- spicciolata e installate in seguito, nel giro quasi venti anni,
no potrebbe invocare. da ditte che purtroppo hanno operato di volta in volta sen-
La nostra chiesa di San Pietro a partire dal 2003 è stata za pensare all’armonizzazione nel contesto della protezio-
protetta con gabbia di Faraday, come lo sono normalmen- ne generale, come ad esempio l’elettronica delle campane,
te tutti gli edifici antichi e storici, cioè chiese e musei di l’impianto di diffusione sonora, calcolatori, fotocopiatrici,
tutto il mondo, ma anche tutti i moderni grattacieli, e gli caldaie ed elettrodomestici con schede elettroniche, la rete
stabilimenti industriali, che essendo costruiti con struttura telefonica (ora telematica) con relativi computer, swithes,
portante in acciaio o (i più attempati) in cemento arma- hubbs ecc.) senza la guida di un progetto e quindi non av-
to con ferri d’armatura interconnessi a regola d’arte edile, vedendosi della necessità di installare eventuali opportune
sono già di per sé gabbie di Faraday molto efficienti a tutti specifiche protezioni. Di fatto, guarda caso, i guasti sono
gli effetti. capitati tutti su questi apparati elettronici che, con ogni
Per la chiesa di San Pietro si sono seguite le norme del elementare evidenza, sono i più delicati e fragili.

2 giugno 2019 - Anniversari di matrimonio.


15
Famiglia di Dio in Bozzolo

Diario di un Nuova Esperienza


e di una Nuova Famiglia
don Bruno

Ca ura dell’albero.

A nche quest’anno, come è ormai con-


suetudine, il gruppo del reparto degli
scout ha vissuto il suo campo estivo. A questa
avventura, che si è tenuta dal 21 al 28 luglio
presso le colline senesi e precisamente a Pieve
di Molli, ho partecipato per la prima volta an-
ch’io in qualità di guida spirituale dopo aver
fatto la mia promessa nel marzo scorso.
Per me si è trattata di una Nuova Espe-
rienza che mi ha permesso non solo di appro-
fondire la vita scout ma nello stesso tempo
di condividere con i capi e i ragazzi momen-
ti belli e momenti di disagio. Infatti durante
questa settimana non sono mancate le difficol-
tà che hanno messo alla prova ognuno di noi
ma anche momenti di festa che hanno ralle-
grato le nostre giornate e alleviato le fatiche.
Innanzi tutto il tema scelto per il campo è
stato Hanger Game per aiutare i ragazzi attra-
verso le riflessioni che a giorni alterni sono
state fatte e le preghiere (recitate ogni mattina
e ogni sera dopo il bivacco) a meditare sullo
scegliere, allenarsi, combattere.
Tutti i giorni alla mattina, dopo la pre-
ghiera, tutti in uniforme per il rito dell’alza
bandiera; alla sera prima di cena, sempre in
uniforme, il rito dell’ammaina bandiera e dopo cena il bivacco, momento di aggregazione e divertimento (P.S.: noi capi,
grazie a Stefano. abbiamo sempre vinto sulle canzoni e i film).
Permettetemi di andare per ordine riassumendo in poche righe la settimana vissuta con intensità.
Sabato 20: Dopo aver caricato il furgone e il pulmino, la Santa Messa in San Pietro per chiedere attraverso la bene-
dizione di San Giorgio la buona riuscita del campo.
Domenica 21: Partenza (ritardata per motivi di sonno non miei). Dopo un viaggio tranquillo, l’arrivo a Pieve di Molli
dove abbiamo riscontrato il primo disguido: l’acqua non era potabile, docce e servizi da pulire. Dopo aver montato le
tende, mentre alcuni capi hanno provveduto a procurare acqua potabile e pulire il tutto, i nostri cambusieri (Raffaele e
Francesca) preparavano la meritata cena.
Dopo la cena e un po’ di riposo il primo bivacco e il secondo disguido: incontro ravvicinato con Vanessa, un cinghiale
femmina di notevole stazza che tutte le sere e le notti veniva a trovarci.
Lunedì 22: Dopo la colazione tutti al lavoro dove ogni squadriglia ha costruito il proprio angolo per prepararsi il
pranzo e la cena. Ovviamente anche durante i lavori non sono mancate le piccole beghe tra i ragazzi che subito venivano
sedate dai capi.
Martedì 23: Giornata di escursione tra i boschi senesi. Avrei preferito avere il mal di denti piuttosto di affrontare una
fatica così. Ma ancora una volta ho riscontrato la competenza dei capi che non abbandonano mai chi è in difficoltà anche
se ritorna a casa mezz’ora dopo tutti gli altri.
Mercoledì 24: Giornata di visita della città di Siena.
Giovedì 25: Uno dei tanti momenti di festa in quanto ci hanno raggiunto don Luigi con Marco e Cecilia per far bat-
tezzare il loro figlio Giovanni. È stato un momento commovente vissuto all’interno della Pieve ottocentesca dedicata
a San Giovanni Battista. La messa animata dai ragazzi ha reso il rito più famigliare e in certi momenti, con i canti e la
consegna oltre la veste del fazzolettone bianco con le nostre firme, commovente.

16
Settembre 2019
Dopo la Santa Messa il lauto pranzo preparato dai nostri cambusieri e poi il meritato riposo.
Venerdì 26: La gara di cucina che ha permesso alle tre squadriglie di mostrare le loro doti culinarie. I ragazzi dove-
vano preparare un antipasto, un primo, un secondo e un dolce con alimenti da noi forniti.
Per noi giudici è stato un incubo non tanto perché avremmo dovuto assaggiare tutto ma perché la gara iniziata alle
ore 11 è terminata alle ore 19.30. Il tutto però si è svolto con gioia e serenità (qualche bega c’è stata ma subito sedata)
da parte dei ragazzi anche se la parte culinaria per alcuni è da rivedere.
Sabato 27: Giornata di lavoro per tutti, in quanto avendo saputo in anticipo che l’anticiclone africano che in tutti que-
sti giorni ci ha accompagnato con caldo torrido ci lasciava per dare spazio a una perturbazione polare, abbiamo dovuto
smontare il campo per
evitare di rovinare tut-
to il materiale.
Ma nonostante il
temporale che si è sca-
tenato (come previsto
nel tardo pomeriggio)
lo spirito scout è usci-
to per l’ennesima vol-
ta. Ci siamo adattati
a mangiare in una sa-
letta e a dormire tutti
insieme in un piccolo
salone. Prima però
bisognava compiere
un ultimo gesto quel-
lo più importante di
tutto il campo: il rito
del TOTEM che per-
mette il passaggio al
noviziato.
Solo una ragazza
era interessata Ema-
nuela Salomon ma vi
dico che tutti eravamo
emozionati.
Alessandra, Mar-
co, Aronne e Stefano,
armati (non di fucili ma di piccone, accetta, sega e badile), sono usciti per preparare il tutto ma dopo poco sono tornati
di corsa (forse avrebbero battuto Bolt nei 100 metri) in quanto, oltre a Vanessa, avevano incontrato tutta la famiglia al
completo accompagnata dai cervi e dalle volpi.
Si è deciso allora di abbreviare il percorso e renderlo più sicuro.
Quando giunta sul posto e dopo aver acceso il fuoco ha urlato il nome del suo animale i Capi le hanno dato il suo
aggettivo mentre tutti noi commossi abbiamo applaudito.
Domenica 28: Dopo colazione, carico dei mezzi per tornare a casa, non prima però di aver ascoltato tutti per come
è andato il campo e per come noi capi possiamo migliorarlo in futuro.
Questa è stata la nostra Bella Avventura tra le colline senesi sicuro che ognuno di noi oltre che alla stanchezza data
per la quantità di impegni giornalieri ha portato a casa tanto entusiasmo e voglia di impegnarsi sempre più.
Vorrei ringraziare (in ordine alfabetico) Alessandra, Aronne, Marco, Nicolas e Stefano per avermi aiutato in questi
giorni a vivere una Nuova Esperienza ma soprattutto di avermi dato la possibilità di conoscere attraverso loro il vero
spirito scout (dormire in tenda a una certa età, camminare una giornata intera tra i boschi e fare la doccia all’una di notte
per lo più ghiacciata è faticoso ve lo assicuro però è bello).
Un grazie anche a tutti i ragazzi che hanno dimostrato che si può vivere senza cellulari, internet e altre cose del genere
ma amare la natura e accontentarsi di ciò che essa ci dona.
Scusate: una cosa dimenticavo. Il posto dove ci trovavamo lo abbiamo condiviso con un gruppo di Lupetti scout
di Roma. Subito tra noi capi si è trovato un bel feeling non solo logistico ma anche culinario. Infatti ogni volta che si
tagliava un salame lo offrivamo come loro ogni volta che preparavano qualche loro specialità la offrivano a noi. Questo
mi ha fatto capire quale grande famiglia sia lo scoutismo.
Grazie ancora Capi! Grazie ancora, ragazzi, per questa Nuova Esperienza che mi ha fatto scoprire un Nuova Fa-
miglia.

17
Famiglia di Dio in Bozzolo

La “tre giorni mazzolariani”


“…a un certo momento ci sono delle strane cose che passa-
no nell’anima dell’uomo! Ed è questo, è appunto questo che
ci vuole: un lupo che tenga a posto gli altri lupi. Ne abbiamo
Bruno Volpi fabbricati tanti!”
(Don Primo Mazzolari – conferenza 25 gennaio 1950 – Padova)

I n occasione del 60° anniversario della morte di don Primo


Mazzolari,
La Fondazione don Primo Mazzolari, la parrocchia e il Comu-
ne di Bozzolo hanno dato vita in data 14-15-16 giugno scorsi a una
serie di iniziative per celebrare tale ricorrenza.
La rassegna, denominata “Rimandi Mazzolariani. Il fiume, la
cascina, la pianura” per riprendere la bella immagine utilizzata
da Papa Francesco in occasione della sua visita a Bozzolo il 20
giugno 2017 ha voluto segnare, nell’intento degli organizzatori,
una nuova modalità di interpretare il pensiero e il messaggio di
don Primo Mazzolari.
Varie sono le immagini via via evocate per rappresentare la vita
di don Primo Mazzolari: parroco dei lontani, tromba dello spirito,
difensore della pace. Testimoniano di una vocazione che, mossa
dalla pervicace fedeltà alla radice evangelica, fa germogliare temi
e motivi che non smettono di interpellarci. A condizione tuttavia
di tenere fissa la costante che li guida, da riferirsi alla fedeltà verso
il tempo presente, al rinnovato ed anche sofferto ascolto non solo
delle richieste che vi provengono, ma anche dei modi in cui queste
trovano espressione. Tener ferma questa originaria motivazione,
Stefano Zamagni
che sembra accendere il pensiero di don Primo Mazzolari, signifi-
ca tener vivo il suo messaggio. Gli eventi che si sono svolti hanno comunque essere coniugati alla luce della sua
inteso declinare questa duplice fedeltà: alle radici che muovono la visione globale dell’uomo, cristiano o meno.
vita degli uomini e al presente che continuamente chiede di rinno- Per questo abbiamo parlato di economia con
vare la visione del mondo che ciascuno porta con sé. Stefano Zamagni, esperto di terzo settore, di
La tre giorni mazzolariana ha voluto proprio rompere lo sche- linguaggio con Fabio Gabrielli, Elena Bartoli-
ma delle celebrazioni precedenti parlando di temi attuali sui quali ni, Gaia De Vecchi, e don Roberto Maier, senza
non sempre don Primo si è espresso direttamente ma che possono tuttavia dimenticare le dimensioni che consen-
tono all’uomo di ogni epoca di elevarsi come
la musica e ciò con gruppi giovanili che hanno
proposto musica jazz e l’arte pittorica con una
mostra iconografica dell’autrice Bruna Grazioli.
Il momento più rappresentativo dell’intera ras-
segna è stato il dialogo di Moni Ovadia con En-
rico Garlaschelli, regista ed ispiratore dell’intera
rassegna, che ha parlato della nostra naturale
condizione di viandanti in cerca di pace.
L’intento è di proseguire con questo schema
anche negli anni a venire coinvolgendo prota-
gonisti ed interpreti della nostra epoca capaci di
risvegliare il torpore del quotidiano, come face-
va don Primo con i suoi parrocchiani. L’inizia-
tiva pertanto si ripeterà l’anno prossimo e sono
già in corso contatti per assicurare la presenza a
Bozzolo di testimoni alla maniera di don Primo
capaci di interpellarci nel presente che tanto ci
preoccupa.
Moni Ovadia e Enrico Garlaschelli

18
Settembre 2019

La Chiesa,
durante il fascismo si era occupato dell’apostola-
to tra gli universitari, diventando di fatto il cap-
pellano della futura classe dirigente democratica.
Fino alla ine del suo papato, egli sostenne l’im-

la democrazia, portanza dell’impegno politico dei cattolici arri-


vando addirittura a dichiarare che “la politica è la
più alta forma di Carità”.
Ma dopo gli anni del terrorismo politico, la

i populismi ine della guerra fredda, il crollo del blocco so-


vietico, qual è lo stato di salute della democrazia?
Formalmente sembra più diffusa che mai e data
quasi per scontata in quasi tutto il mondo. Di fat-
Stefano Albertini to, però, il peggiore nemico della democrazia non
è più la dittatura, cioè una forma apertamente
totalitaria di governo che solitamente si impo-

C ominciamo col dire che fra Chiesa e democrazia


non c’è stato esattamente amore a prima vista,
anzi… Una volta passate le persecuzioni dei primi se-
ne con un colpo di stato. I peggiori nemici della
democrazia sono i populismi e i sovranismi, cioè
forme estreme di affermazione dei propri diritti
coli e ottenuto lo status di religio licita da Costantino, e privilegi a scapito di quelli di tutti gli altri che
la Chiesa ha sempre preferito trattare con sovrani che nascono e si affermano dall’interno di un sistema
venivano consacrati con cerimonie che ribadivano la formalmente democratico.
sacralità del loro potere. I teologi poi, da s. Tommaso Papa Francesco ha spiegato in una recente
d’Aquino in poi teorizzavano che una monarchia leg- intervista al quotidiano La Stampa questi due
germente temperata da forme di controllo aristocra- termini con la semplicità e la chiarezza che lo
tico e popolare fosse la migliore forma di governo. È contraddistinguono. “Il sovranismo – ha detto il
vero che nel corso della storia ci sono stati un paio di Papa - è un atteggiamento di isolamento. (…) Il
esperimenti di cristianesimo democratico: nella Fi- sovranismo è chiusura. Un paese deve essere so-
renze di ine ‘400 Savonarola teorizza e realizza una vrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma
repubblica a democrazia più diretta che rappresenta- vanno protetti e promossi anche i rapporti con
tiva, sostenendo che la volontà di Dio può essere fatta gli altri paesi, (....). Il sovranismo è un’esagerazio-
tanto da un’assemblea di cittadini che da un monarca. ne che inisce male sempre: porta alle guerre”, il
Nell’America Latina del ‘600 i Gesuiti fondano le re- Santo Padre ha poi continuato: “una cosa è che
ducciones, comunità autogestite di indigeni soprattut- il popolo si esprima, un’altra è imporre al popo-
to Guaranì. Come sappiamo bene entrambi gli esperi- lo l’atteggiamento populista. Il popolo è sovrano
menti durarono poco e inirono male. (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sen-
Fino a tutto l’Ottocento poi, la Chiesa continuò a tire, di valutare), invece i populismi ci portano a
guardare con sospetto a tutte le forme di governo de- sovranismi: quel suf isso, “ismi”, non fa mai bene”.
mocratiche e repubblicane, quasi sempre basate sui Ovviamente il Papa ha a cuore in particolare le fa-
principi dell’Illuminismo che separavano nettamente sce più deboli della società che corrono il rischio,
il potere religioso da quello civile e sostenevano l’im- nell’ondata di sovranismo imperante, di essere
portanza delle libertà individuale. Alle timide aperture schiacciate dagli egoismi dei più forti, come sem-
di Leone XIII che invitava a riconoscere diritti e digni- pre restii a rinunciare ai loro privilegi.
tà ai lavoratori, facevano da contrappunto quasi tutti Sono passati 187 anni da quando Gregorio XVI
i papi successivi che rimanevano scettici e sospettosi dichiarva che i sistemi politici basati sul sistema
dei regimi democratici più che di quelli dittatoriali. della moderne libertà erano una “perversa opi-
Con grande cautela e con il suo stile magniloquente, nione [...] delirio [...] errore velenosissimo”. Nean-
Pio XII è il primo Papa a dichiarare nel radiomessag- che 200 anni che per la storia bimillenaria della
gio di Natale del 1944 che la democrazia è la forma di Chiesa sono poca cosa. Eppure la igura del Papa
governo che meglio di altre può prevenire le guerre. si è trasformata dal nemico più acerrimo della
La vera svolta, arriva solo con il Concilio Vaticano II democrazia a quella del suo più convinto difen-
che, pur non nominando mai la parola “democrazia” in sore. Papa Francesco, però, pur non rinunciando
nessuno dei suoi documenti, condanna risolutamente al suo ruolo di guida non ha tentazioni temporali-
come “inumani” tutti i regimi totalitari e dittatoriali. stiche ed è convinto, come Paolo VI, da lui stesso
Paolo VI era iglio di un importante uomo politico, ha proclamato santo, che tocchi al laicato e non
aveva svolto quasi interamente il suo ministero sacer- alle gerarchie ecclesiastiche il compito di fare da
dotale nelle sale della Segreteria di Stato Vaticana, e lievito per la crescita della comunità civile.

19
Famiglia di Dio in Bozzolo

BAMBINI APOSTOLI

C arissimi don Luigi, sacerdoti della Comunità e


amici tutti di Bozzolo,
un caro saluto da Bozzolo, un paese africano, (a dir di al-
la, l’imam Umoro. Il papà non voleva che Abu venisse al
GREST. Il primo giorno il papà è venuto a portarlo via, gli
ha tolto il foulard e prendendolo per mano l’ha accompa-
cuni per il caldo che c’è a Bozzolo in questi giorni). Ma gnato a casa. E Abu camminava seguendo il papà ma il suo
veramente il sole di Bozzolo è un sole malato in confronto volto e soprattutto i suoi occhi guardavano indietro ai suoi
a quello della Sierra Leone! compagni. Il secondo giorno arriva ancora Abu e mi chie-
Il GREST a Kabàla è stata l’ultima attività che ho svol- de un altro foulard. Gli ho detto che il papà non voleva che
to prima di lasciare la missione e tornare. Erano più di partecipasse al GREST. E Abu gli rispose: “Padre, papà mi

La mol tudine dei ragazzi di Kabàla al Grest 2019.


mille i bambini venuti per il GREST. E tutti contenti ed ha distrutto il foulard, però io l’ho convinto a ricredersi,
entusiasti per vivere quell’esperienza. Il carissimo amico spiegando che il GREST è una bella esperienza; e così mi
Rossano di Calvatone mi aveva mandato la stoffa e così ha dato il permesso.”
con i giovani abbiamo preparato 1.200 foulard. Sono stati Domenica abbiamo chiuso il GREST. Il programma
distribuiti tutti. Tantissimi bambini: una cinquantina sono prevedeva la Santa Messa al mattino per chi voleva; poi ci
cristiani, e circa 950 e più sono musulmani, figli di musul- saebbero state le premiazioni e le attività sportive conclusi-
mani. E dovevate vedere i genitori musulmani, mamme ve. Alla Messa hanno prtecipato in molti, senza essere stati
e papà, che accompagnavano al GREST i loro bambini, forzati. Lo sanno che io voglio bene a chi viene a Messa,
soprattutto quelli piccoli. È stato un evento che ha mosso ma voglio bene anche a chi non viene. Alla Santa Messa
tutta la cittadina di Kabàla. C’era anche Abu, un bambino ha partecipato anche il signor Mohamed Kamara, il papà
di quarta elementare figlio del capo musulmano di Kaba- di Fatmata e Santigie. E quando il signor Mohamed mi ha

20
Settembre 2019

visto mi ha salutato e: “Padre stamattina vedi anche me discriminazione tra i bambini sfavorendo le bambine. È il
per la prima volta in chiesa. Sono stato convinto dai miei caso di Haja, una bambina di classe quinta, intelligente e
bambini. Da tre giorni andavano ripetendo: “Papà devi furba. Conosce il catechismo alla perfezione, ma lo scorso
venire anche tu in chiesa!” Fatmata frequenta la terza ele- maggio non ho potuto battezzarla. Prima del Battesimo si
mentare e Santigie è in prima elementare. Sono la simpatia va a chiedere ai genitori dei catecumeni se permettono che
in persona: ti guardano con quegli occhioni e ti parlano i loro bambini siano battezzati. Per i bambini non ci sono
con quel sorriso che non puoi rifiutare quanto ti chiedono. difficoltà: i genitori danno sempre il permesso. Il problema
Purtroppo ci sono anche pagine che parlano e ti fan soffrire nasce con le bambine. Bisogna sempre chiedere: “Avete
per quanto capita a questi bambini. È il caso di Fatu, una già promessa la vostra bambina a qualcuno che ve l’ha
bambina anch’essa di quarta elementare del villaggio di chiesta in sposa?” Se la risposta è affermativa, è necessario
Menthen. In questo villaggio, nella piccola scuola c’erano sapere chi è il prossimo sposo. Se è musulmano con altre
quattro catecumeni: una bambina e tre bambini. Una volta mogli non si può battezzare. Ma Haja si lamentava: “Ma
al mese li vado a trovare e vedere come la loro educazione che colpa ne ho io? Perché, padre, fai queste ingiustizie?
e il loro impegno cristiano stanno progredendo. Il maestro Io ero sempre presente alla Santa Messa, anche durante
John li sta preparando e il prossimo anno (dopo due anni la settimana, alle lezioni e al servizio dei poveri”. Questi
di preparazione) se lo desiderano e sono preparati saranno commenti e domande fanno male! Si ha ben da dire che
battezzati. Salgo sulla collina di Menthen e vado alla scuo- loro sono già battezzate con il Battesimo di desiderio. E
letta. Trovo John il catechista e gli dico che sono venuto Haja sembra sia già stata promessa a un musulmano con
a trovare i quattro catecumeni. Mi guarda triste e mi dice più mogli.
che i quattro catecumeni sono ridotti a tre: Fatu è stata data Carissime bambine, è il Signore che vi battezza. Scu-
in sposa a un musulmano che ha già tre mogli. Fatu è la sateci, ma vi vogliamo proteggere da chi vi potrebbe far
sposa numero quattro, o meglio è diventata la schiavetta soffrire perché ancora non han capito che uomini e donne
di quella famiglia. Per lei non ci son più giochi, ma un sono uguali davanti al Signore che è un Padre che ama tutti
camminare col secchio in testa andando in giro a cercare senza nessuna discriminazione. I vostri nomi sono nelle
acqua, o andare al mattino in foresta e raccogliere un po’ di sue mani. Non si dimentica di voi. Vale anche per noi.
rami secchi e portarli a casa camminando a volte per lun- Ciao a tutti.
ghe distanze. Per chi non conosce la cultura della Sierra
Leone c’é la tentazione di pensare che i missionari creino padre Vittorio

1 maggio 2019 - Pellegrinaggio annuale al santuario della Fontana.


21
Famiglia di Dio in Bozzolo

La Cresima occidentali avviene sotto tutela dei genitori e dei pa-


drini, si accede al sacramento della Confermazione
nell’età nella quale si presume l’individuale consape-
volezza dei gesti e delle azioni. La formazione della
Emilio e Orietta personalità e della coscienza pur essendo in fase di
sviluppo, educazione, presuppone la maturità mini-
ma per la comprensione, nella sua forma essenziale

I l giorno 8 giugno u.s., i ragazzi di prima me-


dia delle parrocchie di Bozzolo, San Martino
Dall’Argine e Rivarolo del Re hanno ricevuto, nella
e sacramentale, del sacramento della Cresima - Con-
fermazione.
Nel Battesimo le persone vengono ammesse alla
nostra chiesa parrocchiale, il sacramento della Cre- figliolanza e partecipanti alla grande famiglia di Dio
sima - Confermazione per mani del nostro vescovo nella Chiesa (CCC 1213). Da neonati, avendolo ri-
Antonio che ha officiato il rito, completando il giorno cevuto in dono per le scelte dei nostri genitori e dei
successivo, ogni gruppo nelle proprie parrocchie, con nostri padrini, con il rito purificatore e santificante è
il sacramento dell’Eucarestia, il cammino dell’inizia- stato impresso il sigillo della fede. Nel corso dell’in-
zione cristiana. fanzia si realizza l’epoca nella quale l’educazione re-
I nostri ragazzi di Bozzolo hanno intrapreso il ligiosa e catechetica di base viene esercitata da parte
cammino seguiti da vari catechisti: 1a e 2a elementare dei genitori, dai padrini e da tutti gli attori educanti
con Maria Vittoria; 3a elementare con Cecilia; 4a e 5a della comunità cristiana della parrocchia di apparte-
elementare con suor Angela, concludendo in 1a media nenza.
con don Nicola; parallelamente noi genitori abbiamo Nell’età dell’adolescenza, dopo aver frequenta-
seguito il percorso con loro; i primi due anni proprio to l’itinerario di catechesi e di formazione cristiana
in parallelo, trattando gli stessi argomenti e confron- diveniamo consapevoli, responsabili dell’atto sacra-
tando, al termine dell’incontro, le riflessioni viste con mentale. Nel ricevimento del sacramento della Cre-
gli occhi dei bambini e la visione dagli adulti. sima - Confermazione, approviamo confermandole
I Sacramenti dell’iniziazione sono così definiti in prima persona e in piena libertà le scelte che ci
perché avvicinano, intraprendono, iniziano, “incam- erano state donate in precedenza e nel contempo ci
minando” appunto, il fedele alla consacrazione cri- dedichiamo in modo decisivo e consapevole a Cristo:
stiana, fornendo le fondamenta basilari per la com- per questo motivo viene chiamato sacramento della
prensione della fede per essere e divenire, rafforzan- Confermazione (CCC 1289).
dosi, credenti cristiani fornendo a tutti loro le fon- Il gesto dell’unzione con l’olio sacro esplica,
damenta necessarie della vita cristiana (Catechismo nell’atto umano, la libera volontà divina di eleggere
Chiesa Cattolica, canone 1275). in forma precipua e caratteristica il rapporto peculia-
Questo cammi- re di servizio tra la persona prescelta e Dio, consi-
no, durato alcuni
anni, è la “strada”
che conduce a ma-
turazione il percorso
di fede che il cre-
dente e praticante
desidera approfon-
dire attraverso la sua
relazione con il mi-
stero Trinitario nel
corpo della Chiesa.
Iniziato, appunto,
con il Battesimo,
dato, nella maggior
parte dei paesi oc-
cidentali, nei primi
mesi di vita, prose-
gue con la Cresima
- Confermazione
concludendosi con
l’Eucarestia.
Dopo il Battesi-
mo, che per la mag-
gior parte dei fedeli Sabato 25 maggio 2019. Gruppo dei cresimandi di Bozzolo, Rivarolo del Re e San Mar no Dall’Argine.
22
Settembre 2019
derando la missione attribuita al consacrato nel più dal rito battesimale, dove il ministro ungeva il fedele
ampio contesto della storia della salvezza. Non a caso con il sacro crisma e poi imponeva le mani recitando
il rito dell’unzione viene riservato, nell’Antico Testa- la preghiera cerimoniale rituale.
mento, ai re (1Re 1,39; 2Re 11,12) ed in alcuni casi La prassi della tradizione liturgica nella Chiesa
alla classe sacerdotale (Es 29,7). occidentale prevede che il ministro officiante il rito
Questa investitura con l’unzione non è fine a se sia normalmente il Vescovo, ministro ordinario (CCC
stessa, ma necessariamente proiettata verso la propria 1312 e 1313), in quanto successore degli Apostoli.
fedele e devota missione da compiersi peculiarmente Inoltre essendo alla guida della Chiesa particolare
per ogni “segnato”. diocesana, spetta esclusivamente a lui la responsa-
Sempre negli scritti vetero testamentari il gesto bilità diretta di ammissione dei fedeli che, dopo un
dell’imposizione delle mani è un altro gesto rituale appropriato percorso di formazione attraverso la ca-
che mette in relazione Dio con l’umanità, con il po- techesi (CCC 1309), chiedono di consacrarsi in modo
polo eletto e con i prescelti nella loro funzioni di re, definitivo con il sigillo dello Spirito Santo per essere
sacerdoti e profeti. Imporre le mani su una persona “paladini di Cristo”.
o su una moltitudine di persone indica la volontà di Il cresimato dovrà essere, invero, esempio, difen-
“trasferire” tramite la corporalità la potenza della be- sore, missionario, divulgatore della fede nel Signore,
nedizione sacrale, perla quale “fluisce” anche il sot- partecipando attivamente alla missione sacerdotale
tostante incarico ricevuto. come lo stesso Cristo di cui è stato unto.
Nella tradizione millenaria della Chiesa il sacra- Il rito cosiddetto romano prevede che il fedele
mento della Confermazione è già presente dagli albo- aspirante al sacramento, dopo aver confermato in
ri della consuetudine dapprima apostolica e succes- prima persona le promesse battesimali pronunciate a
sivamente patristica sia in oriente che in occidente e suo tempo ed in sua vece dai genitori e padrini, debba
giunta sino a noi seppure con riti differenti nella varie ricevere il sigillo dello Spirito Santo con l’unzione
epoche storiche. del sacro Crisma, benedetto dal Vescovo il giorno del
Alla fine del VI secolo d.C., il rito della Confer- Giovedì Santo nella celebrazione della messa del Cri-
mazione è descritto quale rito a se stante, ben distinto sma appunto e distribuito a ogni parrocchia o unità

Sabato 25 maggio 2019 - Introduzione liturgica al conferimento del Sacramento della Cresima sul sagrato della chiesa.

23
Famiglia di Dio in Bozzolo
parrocchiale, per gli usi liturgici dell’anno. sima – Confermazione, oltre a diventare fedeli ma-
Inoltre lo Spirito Santo, donatoci già nel Battesi- turi nello spirito, lo Spirito Santo elargisce altri doni
mo, oltre al crisma sulla fronte viene comunicato nel come il dono della sapienza, che rende la vita pie-
rito anche attraverso il gesto dell’imposizione delle na di gusto (Mt 5,13-16); poi il dono dell’intelletto,
mani. per dare la capacità di comprendere maggiormente
Già nel libro degli Atti degli Apostoli viene asse- le verità di fede attraverso la Parola di Dio; senza di-
rito che lo Spirito Santo era impartito attraverso il menticare il dono del consiglio, il magistrale esperto
gesto dell’imposizione delle mani da parte degli apo- per comprendere il modo giusto di parlare e di com-
stoli (At 8,15-18 e At 19,5-6). portarsi e la pista da seguire; il dono della fortezza,
Questa duplice azione, unzione con il crisma ed per orientare ogni azione umana verso il bene; poi il
imposizione delle mani, vincola in modo più stretto dono della scienza, ovvero la qualità che insegna a
a Cristo sottolineando la maturità spirituale del can- ricercare con profondità e cercare di capire ogni cosa
didato al quale viene definitivamente posto il sigillo compresa la fede; giunge anche la pietà, «... che tiene
della fede. viva nel cuore la fiamma dell’amore per il nostro Pa-
L’unzione con l’olio diviene un elemento molto dre che è nei cieli, in modo da pregarLo ogni giorno
significativo in quanto rievoca la consacrazione de- con fiducia e tenerezza di figli amati; di non dimen-
scritta nell’Antico Testamento riservata a re, sacer- ticare la realtà fondamentale del mondo e della mia
doti e profeti determinando quindi che il cresimando vita: che c’è Dio e che Dio mi conosce e aspetta la
è consacrato per la missione. mia risposta al suo progetto...» come ha detto papa
L’imposizione delle mani, già operata dagli Apo- Francesco e infine, ma non ultimo, il timore di Dio
stoli, “trasmette”, “veicola” la missione da compie- quale profondo rispetto della volontà di Dio in fun-
re rendendosi partecipe della stessa consacrazione e zione della pienezza attuata con il sigillo della con-
missione di Gesù Cristo. fermazione. Questi sette doni (CCC 1831) sono un
Con la Cresima – Confermazione il sacramen- aiuto reale costituente le qualità del cresimando che
to vincola, in via definitiva, a Cristo e conferma le diventa pienamente colmo dell’umanità.
scelte battesimali. In sostanza si passa da una azione Nel suo svolgersi a tappe il percorso dell’inizia-
passiva, nel periodo che intercorre tra la ricezione del zione cristiana può essere paragonato al viaggio che
Battesimo, all’azione attiva con il ricevimento della inizia si sviluppa, si raffina per raggiungere la meta
Cresima – Confermazione, avendo espresso libera- che a sua volta diventa inizio di un nuovo cammino,
mente e personalmente la professione di fede (CCC edificato nuovamente con l’azione dello Spirito.
1303, 1304 e 1305). Già con il Battesimo si è incorporati in Cristo di-
Inizia in tal modo il periodo “dell’impegno pub- venendo elementi della Comunità Ecclesiale con il
blico” del cresimato come avvenne per gli Apostoli dono dello Spirito Santo. Con il sacramento della
nel giorno di Pentecoste (At, 2,1-4). Cresima - Confermazione lo Spirito Santo rinsalda
Il sacramento della Cresima – Confermazione è maggiormente e specificamente il fedele alla Co-
unico e irripetibile (CCC 1317). Attraverso la Cre- munità Ecclesiale, in quanto predispone ed inizia
pubblicamente e cosciente-
mente alla testimonianza attiva
dell’annuncio del Vangelo, con
il sacramento dell’Eucarestia si
rafforza e si nutre “la fame e la
sete” di fede.
Nel nostro tempo attuale,
alimentare assiduamente l’ac-
compagnamento di coloro che
hanno ricevuto questo dono
diviene opera necessaria per
l’ingente sfida sociale e cul-
turale che attende i fedeli e le
nostre comunità parrocchiali,
in quanto l’importante sacra-
mento della Cresima - Confer-
mazione non diventi il termine
dell’esperienza di fede cristia-
na e comunitaria, ma si tramuti
in futura perseverante azione
viva ed efficace, libera e re-
sponsabile.

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Settembre 2019

Festa dell’oratorio
Federica Vesentini

Q uando mi è
stato chie-
sto di scrivere un
articolo per il gior-
nalino parrocchiale
che racchiudesse
tutto ciò che si è
vissuto durante la
festa dell’oratorio,
ho detto subito sì,
anche se poi ho pen-
sato che per me è
più semplice canta-
re che scrivere, ma
ormai l’impegno era
preso e quindi ecco-
mi!
Non so se i con-
tenuti sono quelli
che il Don si sareb-
be aspettato quando
mi ha affidato que-
sto compito ma, mia
Alcuni volontari della festa dell’oratorio.
“la penna” quindi che tra tradizione e pesce di mare.
mio il pensiero. Purtroppo il tempo non ha permesso di svolgere tutte le
La festa dell’oratorio iniziata domenica 1° settembre e attività in programma ma, al meteo non si comanda.
conclusasi domenica 8 settembre ha dato vita a una setti- Questo è in breve quello che è stato realizzato in questa
mana intensa, ricca di iniziative per tutti i gusti e tutte le settimana di festa ma, il pensiero che vorrei condividere,
età. non è il “calendario” degli eventi (per quello, ci sono state
Iniziamo di corsa, nel vero senso della parola con la le locandine in giro per il paese e quelle ricevute da chiun-
manifestazione podistica a passo libero; serate sportive que su ogni gruppo whatsapp), vorrei invece approfondire
ricche di tornei di calcio per grandi e piccoli e persino una maggiormente cosa significa per il paese, per noi volonta-
serata di pallavolo tutta al femminile. Serate musicali che ri, per i nostri ragazzi questa settimana.
si aprono con i Musical Project con uno spettacolo mu- Perché fare festa? Perché è un buon motivo per creare
sicale dedicato alle canzoni che hanno reso grandi molti occasioni per riavvicinarsi, anche ballando insieme, man-
dei Musical che tutti conosciamo. Poi per la Banda Estu- giando in un unico tavolo, facendo la fila per una buona
diantina di Casalmaggiore il cui repertorio comprendeva grigliata, bevendo una birra o un bicchiere di vino, ascol-
brani classici per banda e arrangiamenti di brani pop, ter- tando musica, giocando insieme, mettendoci come comu-
miniamo con i “20 di Musica”, gruppo di amici bozzolesi, nità al servizio della festa.Credo che la festa dell’oratorio
non professionisti ma grandi appassionati di musica, che possa essere considerata come un momento di bilancio
hanno coinvolto grandi e bambini in canti e balli creando annuale, come metro di valutazione per capire se come co-
una vera atmosfera di festa fra amici. Segue una giornata munità stiamo facendo un buon lavoro. Siamo una grande
di laboratori e riflessioni rivolto ai giovani e genitori sul famiglia di volontari e, come in tutte le famiglie, bisogna
buon utilizzo degli smartphone e dei social network dal spesso faticare per mantenere armonia e equilibrio. Inoltre
titolo “io clicco positivo!”. A conclusione la testimonianza non dovremmo mai dimenticare che non siamo volonta-
molto toccante di Paolo Picchio, padre di Carolina, prima ri per appuntarci delle medaglie e nemmeno per imporre
vittima di cyberbullismo riconosciuta in Italia. Si finisce il nostro pensiero.Andiamo oltre le polemiche, cerchia-
con il lab-oratorio di un maestro madonnaro e successiva mo sempre dei compromessi con le persone che abbiamo
gara dei gessetti per i bambini, domenica, come da tradi- intorno! Tutti sono importanti ma, se si vuole protegge-
zione. Tutto è stato accompagnato da serate gastronomi- re e valorizzare questa nostra “seconda casa”, dobbiamo

25
Famiglia di Dio in Bozzolo

pensare che tutti


noi, ovunque, ma
soprattutto in ora-
torio, dobbiamo es-
sere d’esempio per
i nostri figli, nipoti,
amici. Utilizziamo
quindi questa set-
timana di festa an-
che per guardarci
intorno, per farci un
esame di coscienza
e capire se stiamo
facendo qualcosa di
buono per il paese,
per le famiglie, per
i nostri ragazzi, per
poter avere un am-
biente nel quale tutti
possano sentirsi a
casa. Siamo in tan-
ti a far funzionare
in modo diverso la
stessa unica festa. Spe acolo dei Musical Project.
Se facciamo questo con il sorriso e la voglia di collaborare, alla fine credo sperimenteremo quello che ho letto per caso
l’altro giorno e che vorrei ci portasse a una riflessione sul tema della collaborazione: Mettersi insieme è un inizio, rima-
nere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo! Che sia un buon proposito per il nuovo anno pastorale di
servizio che ci attende!
Ringraziamo tutti i volontari e chi ha vissuto insieme a noi questi giorni di festa.
Ringraziamo inoltre Elisabetta Saviola e per aver allestito la Mostra fotografica “Don Primo, tromba dello Spirito” e
Giuseppe Spadari e Marco Ruffini per la Mostra in terracotta e ceramica “Tu non uccidere”.
Per i premi del-
la Lotteria e
della Gara dei ges-
setti ringraziamo:
Macelleria Nardi,
Oreficeria-Ottica
Scaglioni, Macel-
leria Piccinelli,
Oreficeria-Ottica
Bilao,

29 maggio 2019. Il sindaco offre la cera nella solennità di San Res tuto, patrono della ci à.

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Settembre 2019

Calendario liturgico
Mese di ottobre Confessioni:
Venerdì 25: ore 9.30 – 11.00 in Trinità.
Sabato 26: ore 16.30 – 18.30 in san Pietro.
4, venerdì, San Francesco. È presente un sacerdote forestiero.
Ore 10.30: Messa alla Cascina Canii.
Ore 18.00: Messa in san Francesco.
6, domenica. Mese di novembre
Ore 10.30: Apertura dell’ anno catechistico.
1, venerdì.
19, sabato. Le Celebrazioni seguono l’orario festivo.
Ore 20.45 in duomo a Cremona, veglia missionaria. Ore 15.30: Recita del Rosario al cimitero e
20, domenica. Giornata missionaria. benedizione delle tombe.
Dopo la Messa delle ore 10.30 aperitivo e vendita 2, sabato.
delle torte per padre Vittorio in oratorio. Ore 8.00: Santa Messa in Trinità.
27, domenica. Ore 10.30: Santa Messa in san Pietro.
Entra in vigore il nuovo orario delle Messe Ore 15.30: Santa Messa al cimitero.
Ore 16.00: Santa Messa alla Domus.
Ore 20.45: Vespri e Santa Messa in san Pietro.
Novena dei defunti
Mese di dicembre
Giovedì 24 – giovedì 31
Ore 16.00, in Trinità: Vespro, Messa e riflessione. 8, domenica. Immacolata.
Ore 20.45, in san Pietro: Vespro, Messa e riflessione; Le Messe seguono l’orario festivo.
è sospesa la Messa delle ore 18.00 in san Pietro. Ore 15.30: incontro di preghiera per l’A.C.

Anagrafe parrocchiale
Battezzati
“Non sono più io che vivo, vive in me Cristo” (Gal. 2,20)

Melissa Anna Turbin Ambra di Giuseppe e Paola Iussi battezzata il 12-02-2019


Caterina Ciobanu di Iulian e Cristina Sascau battezzata il 22-04-2019
Micol Isaku di Grigor e Oliverta Arapi battezzata il 22-04-2019
Nicole Rossi di Luca e Greta Paracchini battezzata il 22-04-2019
Emanuele Francesco Storti di Michele e Valentina Rita Priori battezzato il 22-04-2019
Andressa Ginevra Giulia Tosi di Andrea e Giulia Elvira Mills battezzata il 22-04-2019
Giulia Ingrid Manzoni di Massimo e Nadia Culpo battezzata il 23-06-2019
Iole Magni di Simone e Sara Furini battezzata il 23-06-2019
Giovanni Gandolfi di Marco e Cecilia Gialdini battezzato il 25-07-2019
Santiago Turbini di Cristian e Denise Gabrielli battezzato il 12-09-2019

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Famiglia di Dio in Bozzolo

Uniti in Matrimonio
“Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt. 19,6)

Dante Paganini e Antonietta Di Zazzo Vecchiarino sposati il 12 - 06 - 2019


Gaetano Vittoriani e Chiara Soldo sposati il 6 - 07 - 2019
Andrea Guerrini e Samantha Corti sposati il 7 - 09 - 2019

Nella Pace del Signore


“Non sia turbato il vostro cuore... nella casa del Padre mio ci sono molti posti” (Gv. 14, 1-2)

Zenaide Riccardi Emilia Bernuzzi Guerrino Borgonovi Marco Donini Andrea Rizzardi Vincenzo Franco Lucia Cirelli
ved. Azzali ved. Spontoni di anni 79 di anni 47 di anni 71 Rossi ved. Poli
di anni 103 di anni 94 † 9-05-2019 † 23-05-2019 † 23-05-2019 di anni 77 di anni 94
† 30-03-2019 † 12-04-2019 † 30-05-2019 † 2-06-2019

Luigina Vighini Giorgio Melon Enzo Tenedini Rina Cozzani Eva Paglia Rosanna Subelli Margherita Magni
di anni 80 di anni 78 di anni 91 ved. Franzini ved. Peracchi ved. Ferrarini ved. Copercini
† 3-06-2019 † 10-05-2019 † 7-06-2019 di anni 95 di anni 93 di anni 97 di anni 99
† 8-06-2019 † 12-06-2019 † 13-06-2019 † 25-06-2019

Maria Gabriella Maria Luigia Maria Bozzoli Ugo Buttarelli Giuseppe Ferretti Palmira Marchini Alberto Poli
Galvani Simonazzi ved. Perdomini di anni 76 di anni 91 ved. Poli di anni 79
in Cerati in Tebaldini di anni 85 † 10-07-2019 † 19-07-2019 di anni 92 † 30-08-2019
di anni 79 di anni 79 † 2-07-2019 † 30-08-2019
† 26-06-2019 † 1-07-2019

Gita parrocchiale aprile 2020


Iran (antica Persia)
Maria Rossetti Pietro Ghisini - Da venerdì 24 aprile a venerdì 1° maggio;
in Rosa di anni 87
di anni 81 † 17-09-2019
costo € 1330,00.
† 10-09-2019 - Iscrizione entro il 20 dicembre 2019 con anticipo di € 500,00.
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