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GLI STOICI E LA LOGICA

La filosofia stoica segue la distinzione, tipica delle filosofie ellenistiche, in logica, fisica ed etica.
Col termine LOGICA gli Stoici intendono: a) in generale, la riflessione sulla conoscenza (cioè la
gnoseologia) b) più specificamente, lo studio delle regole del ragionamento corretto.
Questo studio, come sappiamo, era stato già portato avanti da Aristotele nell'Organon, in
particolare con la teoria del sillogismo. Quella aristotelica è però una logica predicativa, o dei
concetti, nel senso che nelle proposizioni di un sillogismo le “variabili” da affiancare ai termini
costanti - copula e quantificatori - sono concetti, e il ragionamento scaturisce proprio dai loro
rapporti:

Quella studiata dagli stoici invece è una logica proposizionale, nella quale le variabili sono le
proposizioni (o enunciati) e i termini costanti sono i connettivi che le uniscono: ad esempio: “e”
(∧), “o” (∨) “se...allora” (→), in grado di modificarne il valore di verità.

Consideraimo ad esempio la segiente propiosizone: . “Obama è statunitense e ha 25 anni” .


Questa proposizione complessa - ottenuta unendo alla proposizioni semplice “Obama è
statunitense” l'altra proposizione “Obama ha 25 anni” - è falsa, anche se la proposizione di partenza
è vera, perché è falsa quella che le è stata affiancata. Perché due proposizioni congiunte (che
chiameremo A e B) diano luogo ad una proposizione vera è necessario infatti che siano vere
entrambe, come mostra la seguente tavola di verità (V = vero; F = falso)

A B A ∧ B
V V V
V F F
F V F
F F F

Gli stoici hanno studiato in particolare il connettivo “se...allora” (→) - chiamata anche
“implicazione condizionale” - delineandone la tavola di verità:

A B A → B
V V V
V F F
F V V
F F V

La tavola di verità ci dice che un'implicazione condizionale è falsa soltanto quando l'antecedente
(A) è vero e il conseguente (B) è falso. Senza approfondire troppo questa affermazione, limitiamoci
a trarne due importanti conseguenze e cioè quelle due regole di inferenza che in logica vengono
chiamate rispettivamente MODUS PONENS (MPP) e MODUS TOLLENS (MTT).

La prima regola suona più o meno così: Se A implica B è una proposizione vera, e l'antecedente A
è vero, allora il conseguente B è vero
Ad esempio:

Se il 2016 è un anno bisestile, sicuramente ha 366 giorni


Il 2016 è un anno bisestile.
DUNQUE, sicuramente il 2016 ha 366 giorni

La seconda regola suona più o meno così: Se A implica B è una proposizione vera, e il conseguente
B è falso, allora anche l'antecedente A è falso
Ad esempio:

Se Paolo ha la patente per l'auto, sicuramente ha compiuto 18 anni.


Ma Paolo non ha compiuto 18 anni.
DUNQUE, sicuramente Paolo non ha la patente per l'auto.

G I O C H I N O. . .
Ora che avete imparato Modus Ponens e Modus Tollens provate a risolvere questo piccolo
quiz: