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La guida del gattino | Gheda


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21-29 minuti

Prendersi cura dei neonati

È importante pulirsi le mani prima di manipolare i neonati.


Normalmente le gatte recidono il cordone ombelicale. Se questo

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non avviene deve essere tagliato ad una distanza di 3,5 – 4 cm con


strumenti sterilizzati e applicando un’idonea soluzione antisettica.
I gattini ottengono la loro prima immunità sistemica in modo
passivo attraverso il colostro e l’immunità locale in modo continuo
grazie all’ingestione del latte della madre. È importante assicurarsi
che i neonati ricevano il colostro ed il latte della madre entro le
prime 12 ore dalla nascita. Questo è particolarmente cruciale nei
gattini nutriti con sostitutivi del latte, essendo privi di protezione
immunitaria.

Come sistemare i neonati

I gattini dovrebbero essere alloggiati in posti caldi e privi di correnti


di aria. Gli incubatori sono ideali, specialmente per i gattini appena
nati, ma vanno bene anche scatole da scarpe o scatoloni di
cartone. La lettiera deve essere morbida, assorbente e calda.
Panni privi di fili, pile e trucioli sono materiali idonei ed aiutano a far
sentire i gattini sicuri come si rannicchiano dentro. I gattini sono a
forte rischio di infezioni quindi non dovrebbero essere esposti ad
animali più grandi o associati ad altre cucciolate. Le attrezzature
per l’alimentazione e la lettiera devono essere tenuti puliti e
sanificati frequentemente.

Esigenze ambientali e suggerimenti per la gestione

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I neonati sono incapaci di regolare bene la propria temperatura


corporea durante le prime 4 settimane di vita. Per questo i gattini si
accalcano vicino alla madre, che genera un adeguato microclima
nelle sue vicinanze, proteggendoli dai cambiamenti nella
temperatura ambientale e diminuendo la perdita di calore. Senza la
madre i gattini possono diventare rapidamente ipotermici,
condizione che può causare insufficienza circolatoria e morte. La
soluzione ottimale è la predisposizione di una fonte di calore
artificiale che consenta di avere una gradazione del calore
nell’incubatoio, in modo che i gattini possano spostarsi liberamente
in base a necessità di mantenere costante la temperatura corporea.
Dal momento che i gattini possono diventare rapidamente
disidratati a seguito di surriscaldamento, è necessario mantenere
l’umidità vicina al 50% per ridurre la perdita di acqua e mantenere
umida la pelle e le mucose. I gattini possono manifestare l’istinto di
suzione anche per bisogni non strettamente nutritivi e per questo
motivo può capitare che succhino altri componenti della nidiata. Per
evitare traumi cutanei, i gattini dovrebbero essere alloggiati
individualmente o separati da divisorie. In questo caso la
manipolazione breve ma regolare aiuta a fornire la stimolazione
sociale, che i gattini ricevono dai fratelli.

Stimolare l’evacuazione

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I gattini non sono in grado di defecare o urinare volontariamente


fino a 3 settimane di età. Fino a quel momento, la madre provvede
a stimolare il riflesso uro-genitale per iniziare l’evacuazione. Le
persone che si prendono cura dei gattini devono quindi provvedere
a stimolarli adeguatamente dopo averli nutriti, strofinando
delicatamente la regione perineale con un caldo batuffolo di cotone
inumidito.

L’importanza del contatto regolare e precoce

È dimostrato che lo stress associato con la manipolazione ripetuta


ad intervalli regolari aumenta lo sviluppo neurologico e migliora la
crescita. La mancanza di stimoli al contrario porta a sviluppare
comportamenti anomali. Ci sarà quindi una ridotta attitudine
esploratoria e si potranno sviluppare comportamenti sospettosi ed
aggressivi nell’adulto. La scelta di separare i neonati deve pertanto
essere accuratamente ponderata, dato che i gattini devono
interagire tra loro il più possibile fino allo svezzamento.

L’esame dei gattini

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L’obbiettivo dell’esame fisico è monitorare lo stato di sviluppo e di


salute dei gattini e per riscontrare anomalie che possano incidere
sul corretto sviluppo e sulla crescita. Molta importanza dovrà
essere data al comportamento ed ad altri elementi come il peso
corporeo, la temperatura e la cavità orale.

Il carattere dei gattini

I gattini in normale stato di salute sono vigorosi e presentano un


buon tono muscolare. L’istinto di allattamento si deve manifestare
immediatamente dopo il parto e ci deve essere un forte riflesso di
suzione. Il buono stato di nutrimento è testimoniato dalla
distensione dell’addome e dall’atteggiamento tranquillo e placido
dopo i pasti. Infatti i gattini che si trovino in una situazione non di
comfort (fame, freddo, caldo) piangono in continuazione e
richiedono di essere monitorati. Tuttavia l’atteggiamento di
allattamento e l’assunzione di latte devono essere accuratamente
verificati, dal momento che alcuni gattini presentano l’addome
tondo a seguito di aerofagia. Infine è fondamentale l’interazione tra
la madre ed i gattini, dato che una carenza può determinare
cannibalismo o rifiuto, che comporterebbe la comparsa di gravi
alterazioni metaboliche, di malattie infettive nel gattino.

I parametri vitali

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Il monitoraggio delle condizioni dei parametri indice di salute nel


gattino è un buon modo per valutare la crescita. Il peso alla nascita
si aggira normalmente tra 85 e 120 g con una media di 100 g. I
gattini che pesano meno di 75 g sono da considerarsi ad alto
rischio e necessitano di cure particolari e di uno stretto
monitoraggio. In questi casi i gattini devono essere pesati ogni 24 –
48 ore per le prime 3 settimane di vita. Di norma il tasso di
accrescimento settimanale per i primi 6 mesi è pari a 100 g; come
minimo durante questo periodo i gattini devono aumentare il loro
peso di 7 g al giorno. La temperatura corporea nei gattini è molto
altalenante, poiché la termoregolazione è inefficace, soprattutto
nelle prime 4 settimane di vita. Alla nascita la temperatura corporea
è di 36°C e si innalza a 37,5°C durante la prima settimana di vita.
Senza la madre i gattini possono diventare rapidamente ipotermici
e disidratati, aumentando il rischio di insufficienza circolatoria.
Nell’ambiente immediatamente circostante è consigliabile quindi
osservare le seguenti temperature: 32 – 34°C nella prima
settimana, 27 – 29°C nella seconda settimana, 24 – 27°C nella
terza settimana, 24°C fino alla 12 settimana.

L’esame fisico

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L’esame fisico include un’attenta valutazione


delle più frequenti alterazioni e difetti riscontrabili nei gattini.
L’ombelico deve essere osservato attentamente, anche se
dovrebbe essere di norma reciso dalla madre. Può capitare però
che sia troncato eccessivamente corto, lasciando un’apertura
nell’addome che lascia una via libera per lo sviluppo di ernia o
prolasso ombelicale. In questi casi è necessaria una specifica
gestione della ferita attraverso anche terapia antibiotica, per
prevenire onfalite e setticemia. D’altra parte se il cordone
ombelicale è lasciato troppo lungo, questo potrebbe arrotolarsi
attorno ad una zampa arrestando la circolazione all’arto. L’esame
generale deve includere anche l’osservazione della cavità orale,
facendo ben attenzione alla membrane mucose e al palato duro. Le
mucose si devono presentare rosa-chiaro e umide. La pervietà del
palato duro è un difetto abbastanza frequente nei gattini, causato
da carenze di vitamina A o di minerali come il rame e lo zinco
durante la gestazione. La persistenza della pervietà del palato
comporta difficoltà ad assumere il latte. Pertanto si deve ricorrere
all’alimentazione attraverso sonda fino al momento della correzione
chirurgica o della chiusura spontanea.

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Lo svezzamento

Lo svezzamento è un processo graduale che prevede l’assunzione


di quantità crescenti di alimento solido da parte del gattino ed inizia
dal rifiuto graduale della madre ad allattare i gattini. Le gatte
possono infatti ridurre la loro assunzione di alimento e di
conseguenza la loro produzione di latte giornaliera.

I tempi dello svezzamento

Generalmente ha inizio a partire dalle 3 – 4 settimane di età e si


conclude a 6 – 9 settimane. All’inizio cominciano ad essere
introdotti cibi solidi, sebbene il 95% dell’assunzione di energia sia
ancora fornita dal latte materno. Già a partire dalle 5 – 6 settimane
di età, la quota del fabbisogno calorico giornaliero fornita dal latte si
riduce al 30%. In ogni caso uno svezzamento più prolungato nel
tempo facilita la crescita e la maturazione del sistema immunitario
dei gattini, riducendo la percentuale di mortalità nel periodo
successivo allo svezzamento.

Le modalità dello svezzamento

Per la fase finale dello svezzamento si può


seguire la seguente sequenza di azioni.

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Il primo giorno i gattini ed il cibo devono essere allontanati dalla


gatta in lattazione.
I gattini tuttavia possono avere accesso libero all’alimento utilizzato
per lo svezzamento. Ai gattini alla fine della giornata è consentito di
tornare dalla madre per potersi allattare. I giorni successivi i gattini
devono essere allontanati dalla madre e devono avere accesso
libero all’alimento. In questi giorni però non vanno riportati dalla
madre.
Allo stesso tempo la gatta in lattazione deve avere a disposizione
un quarto della sua razione alimentare, per consentire la riduzione
della sua produzione di latte. Nei giorni successivi la razione andrà
incrementata fino al raggiungimento delle quantità antecedenti
l’inizio del periodo riproduttivo. Nel caso in cui le gatte in lattazione
siano delle grandi produttrici di latte, la restrizione alimentare deve
iniziare qualche giorno prima lo svezzamento definitivo per
prevenire l’accumulo esagerato di latte nelle ghiandole mammarie.

Gestione alimentare

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Lo svezzamento è un evento stressante


nella vita del gattino, che è esposto a numerose aggressioni
esterne. La nutrizione adeguata e attente pratiche di gestione
possono minimizzare questi rischi. Gli alimenti, almeno
inizialmente, dovrebbero essere inumiditi con acqua o con
sostitutivi del latte fino a formare una pappa morbida ma non
liquida. A partire dalla 6 – 8 settimana i gattini sono in grado di
mangiare alimenti solidi e la pappa non è più necessaria. Il
processo di svezzamento è meno drastico se ai gattini viene offerto
lo stesso alimento prima e dopo lo svezzamento, evitando così
disordini gastro-intestinali associati ad un cambiamento alimentare.
Gli alimenti consigliati devono essere caratterizzati da un’elevata
digeribilità e completezza per la crescita. Alimenti semi-umidi o
alimenti con forti proprietà acidificanti devono essere evitati
accuratamente per evitare fenomeni di acidosi metabolica e
ostacoli alla mineralizzazione ossea. Allo stesso modo è meglio
evitare di lasciare alimenti caratterizzati da alti valori di umidità a
temperatura ambiente per lunghi periodi, per prevenire il

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decadimento organolettico del prodotto e la proliferazione di molte


specie batteriche indesiderate.

La corretta alimentazione dopo lo svezzamento

Nel periodo di crescita successivo allo svezzamento, i gattini hanno


fabbisogni strettamente dipendenti allo specifico periodo di vita. È
necessario un alimento che sia il più completo e bilanciato
possibile, che rispetti ampiamente i fabbisogni nutrizionali minimi.

Fabbisogni energetici

I fabbisogni energetici sono particolarmente alti e sono determinati


dalle spese di crescita, di termoregolazione e di mantenimento. Per
questi motivi la densità energetica dell’alimento dovrebbe essere
essere superiore rispetto agli alimenti per gatti adulti. La maggiore
concentrazione energetica dell’alimento consente di ridurre il
volume di cibo ingerito per soddisfare i fabbisogni calorici
dell’organismo, adattandosi alla piccola capacità dello stomaco dei
gattini.

Fabbisogni proteici

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I fabbisogni proteici sono determinati dalle necessità di


amminoacidi essenziali. È molto importante considerare a riguardo
gli amminoacidi solforati, caratterizzati quindi dalla presenza di
zolfo. I gattini infatti, rispetto ad altre specie animali, hanno
necessità maggiori di questi amminoacidi, che si ritrovano
prevalentemente nei tessuti animali ed in particolare nella carne.
Questa necessità nutrizionale rispecchia la natura prevalentemente
carnivora del gatto ed impone che la maggior parte della quota
proteica dell’alimento sia di derivazione animale.

Fabbisogni lipidici

I grassi alimentari svolgono importanti funzioni nei gattini. In primo


luogo costituiscono la fonte di acidi grassi essenziali, come l’acido
linoleico e l’acido arachidonico, che l’organismo del gatto non può
produrre da solo, ma deve assumere attraverso l’alimento. In
secondo luogo i grassi apportano le vitamine liposolubili, come la
vitamina A, la vitamina D e la vitamina E. Infine i grassi
costituiscono una fonte estremamente concentrata di energia, circa
il doppio rispetto a proteine e carboidrati. Come già detto ci sono
acidi grassi essenziali e oltre a quelli già menzionati vanno
sottolineati quelli denominati Omega 3, tra cui spicca il DHA.
Diversi studi indicano come il DHA apportato con la corretta
alimentazione sia fondamentale per il normale sviluppo del sistema
nervoso, della retina e dell’apparato uditivo. Il fabbisogno di DHA

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dei gattini dovrebbe essere tenuto ancora più in considerazione


rispetto a quello dei cuccioli di cane, dal momento che i gatti hanno
una ridotta capacità di convertire gli altri acidi grassi della serie
Omega 3 in DHA. È essenziale quindi garantire che sia presente
nell’alimento dei gattini una fonte di grassi che provengano da
pesci o da alghe marine.

Carboidrati

Non sono necessari nell’alimento per gattini fintanto


che viene fornito un adeguato apporto di proteine, che possano
venire utilizzate per fini energetici. Tuttavia i gatti possono digerire
efficacemente l’amido presente nei cereali ed utilizzarlo
efficacemente come importante fonte energetica. Il loro apporto
però deve essere calibrato e non esagerato. Pertanto nella lista
degli ingredienti alla voce “Composizione”, i primi ad essere
riportati in ordine decrescente dovranno essere ingredienti di
origine animale, per evitare problemi gastro-intestinali. Il latte è
sicuramente da evitare successivamente allo svezzamento perchè
potrebbe determinare flatulenza e diarrea. Questo è dovuto al fatto
che le grosse quantità di lattosio ingerite non possono essere
digerite efficacemente dall’apparato gastro-enterico del gattino, che
durante la sua crescita riduce gradualmente la produzione di enzimi
che possono digerire il latte.

Le fasi della crescita

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Durante la prima settimana di vita il


peso corporeo raddoppia e si sviluppa il riflesso che consente al
gattino di rabbrividire, che alla nascita è assente.
A 3 – 4 giorni di età il gattino riesce ad alzarsi sulle proprie
zampette e a sostenere per brevi periodi il proprio peso corporeo.
A partire dal 6° fino al 14° giorno si apre il canale auricolare
esterno, che risulta essere completamente pervio a 17 giorni.
A 8 giorni di età il gattino apre gli occhi e dopo 24 ore le pupille
sono in grado di rispondere agli stimoli luminosi.
A 10 giorni il gattino impara ad alzarsi e a sedersi.
A 20 giorni comincia a muovere i primi passi dapprima incerti, che
diventano via via più sicuri.
Durante la terza settimana di vita il peso triplica e il gattino controlla
volontariamente la minzione e la defecazione.
A 21 giorni si affina il senso dell’udito, che diventa completamente
funzionale.
Nei giorni immediatamente successivi il gattino impara ad
arrampicarsi e diventa più spericolato.

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Fra le 4 e le 16 settimane d’età c’è il periodo di socializzazione dei


gatti, che è molto breve. Pertanto è importante in questa fase
abituare il gattino il prima possibile alla presenza di varie persone,
in modo da non imparare ad accettarne una sola. Un gatto non
venga esposto in questa finestra di tempo alla vista, agli odori e ai
rumori dell’ambiente esterno può presentare dei problemi
comportamentali in futuro. È meglio evitare di separare troppo
presto il gattino dalla sua mamma e dal resto della cucciolata:
questo deve avvenire almeno all’età 6 o 7 settimane.
Dopo i primi 2 mesi il gattino assume i pattern di alimentazioni
sempre più tipici del gatto adulto. Pertanto cominciano ad effettuare
volontariamente 12 – 20 pasti al giorno, distribuiti uniformemente
tra periodi di luce e di buio. Inoltre sono lenti ad iniziare a bere e a
completare l’assunzione di acqua. Questo probabilmente perchè si
sono evoluti come animali del deserto. I gatti infatti sono in grado di
concentrare le urine molto più dei cani e dell’Uomo e possono
dissetarsi assumendo acqua di mare.
I mesi successivi sono molto importanti perchè il gattino sperimenta
le esperienze che possono influenzare le loro preferenze alimentari
successive. L’esposizione a specifici aromi alimentari nelle prime
fasi della vita infatti aumentano le scelte nelle fasi successive. I
gatti infatti sono famosi per diventare fissati su un particolare
sapore se nutriti solo con questo per molto tempo. È opportuno
quindi che siano presenti nell’alimento ingredienti vari per far
conoscere al gattino quanti più gusti possibile.
A 6 mesi d’età, il gattino raggiunge i 3/4 della suo sviluppo
complessivo L’aspetto ormai è quello di un gatto adulto, ma il
comportamento non è ancora tale. Il suo livello di attività rimane
pertanto ancora molto elevato, trascorrendo molta parte del giorno
a giocare. Per questi motivi è necessario continuare ad alimentarlo

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con cibo specificamente formulato per gattini. In questo periodo


dovrà essere effettuata l’ultimo trattamento sverminativo mensile.
D’ora in poi infatti questo tipo di intervento avrà cadenza trimestrale
o semestrale, in base all’esposizione al rischio. Questa frequenza
verrà mantenuta per tutto il resto della sua vita in modo per
garantire l’adeguata protezione verso le infestazioni da parassiti
intestinali.
Fra i 6 e i 10 mesi d’età il gattino raggiunge la sua maturità
sessuale. A questo punto, dopo averne parlato con il veterinario,
che saprà illustrare precisamente tutti gli aspetti, si deve decidere
se ricorrere alla sterilizzazione.

La dentizione

L’eruzione dei denti avviene in tempi


prestabiliti per il gattino, anche se lo sviluppo può essere soggetto
a molte variazioni e quindi determinare l’età può essere solo
approssimativa.
La formula dentaria provvisoria del gattino è composta da 6 incisivi
superiori decidui e 6 inferiori, 2 canini decidui superiori e 2 inferiori,
6 premolari decidui superiori e 4 inferiori.
La formula dentaria definitiva del gatto è invece costituita da 6
incisivi superiori permanenti e 6 inferiori, 2 canini permanenti
superiori e 2 inferiori, 6 premolari permanenti superiori e 4 inferiori,

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2 molari permanenti superiori e 2 inferiori.

Le vaccinazioni

I vaccini svolgono un ruolo importante nel controllo delle malattie


infettive e nei programmi di medicina preventiva nel gatto. Alla luce
di questo, il programma delle vaccinazioni, affrontato seguendo le
giuste tempistiche e rispettando i richiami, è fondamentale per
tutelare la salute dei gattini che vogliono diventare adulti.

“Dimenticare” la vaccinazione contro le


malattie mortali infatti è sicuramente molto rischioso. Grazie alla
profilassi vaccinale si sono ottenuti negli anni importanti risultati,
riducendo enormemente l’incidenza di varie malattie infettive.
A livello europeo è stato stilato un elenco delle vaccinazioni
raccomandate, suddivise in due categorie: consigliate (core) e
opzionali (non core). Il criterio di classificazione è basato tenendo in
considerazione l’efficacia del vaccino (livello di protezione) e gli
effetti indesiderati (livello di rischio). Per le vaccinazioni opzionali, la
loro applicazione è necessaria nel caso in cui esista un rischio
realistico di esposizione agli agenti eziologici delle patologie
correlate.
Tuttavia è impossibile suggerire un protocollo vaccinale standard
per tutti i gatti perchè il rischio di contrarre specifiche infezioni varia
con l’età e con lo stato di salute dell’animale, con il grado di
esposizione ad altri felini e con la prevalenza geografica delle

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malattie.
Le vaccinazioni consigliate per la specie felina sono da considerarsi
i vaccini di base, che devono essere somministrati a tutti i gatti.
Questi sono contro:

il virus della Panleucopenia felina (parvovirus felino);

il virus della Rinotracheite infettiva (herpesvirus felino tipo 1);

l’infezione da Calicivirus felino;

il virus della Rabbia, solamente in aree dove la malattia è endemica


nella popolazione animale.

I criteri che sono stati considerati per l’inclusione in questa lista


sono stati vari. Prima di tutto sono state incluse le infezioni i cui
sintomi correlati sono particolarmente gravi. Secondariamente sono
state incluse le malattie che possono essere trasmesse all’Uomo.
Successivamente è stato preso in esame il fatto che la malattia
avesse un potenziale di diffusione elevato all’interno della
popolazione felina, grazie alla facilità di trasmissione su larga scala.
Infine i vaccini selezionati sono caratterizzati da estrema sicurezza
ed efficacia.
Le vaccinazioni opzionali per la specie felina invece sono vaccini
non di base, che il cui impiego è da valutare a seconda dei casi.
Questi sono contro:

la clamidiosi (Chlamydia psittaci);

la Leucemia virale (FeLV);

l’Immunodeficienza felina virale (FIV);

la Peritonite infettiva felina (FIP);

Bordetella bronchiseptica;

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la Giardiasi;

la Dermatofitosi.

Il protocollo vaccinale prevede generalmente la prima vaccinazione


sui gattini all’età di 8 – 9 settimane ed un intervento di richiamo a
distanza di 1 mese. Successivamente gli interventi vaccinali
devono avere cadenza annuale. Dati recenti indicano che la durata
dell’immunità protettiva nel gatto è superiore ad 1 anno in certi casi.
Di conseguenza le vaccinazioni di richiamo nei confronti di
panleucopenia felina, rinotracheite virale, rabbia e infezione da
calicivirus possono essere effettuate ogni 3 anni. La flessibilità della
frequenza deve essere valutata di volta in volta dal medico
veterinario, sulla base della valutazione del rischio a cui sono
esposti i pazienti. Nei soggetti ad alto rischio infatti sarà necessario
mantenere una frequenza maggiore.

Il gattino ormai è adulto

Raggiunto l’anno di età, il gattino


diventa ufficialmente un gatto adulto. Molto probabilmente il suo
carattere è ancora vivace e allegro come prima, ma le sue
esigenze nutrizionali sono cambiate. Ora che lo sviluppo è
completo è necessario un alimento da gatto adulto, che apporti le

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sostanze nutritive, tra cui minerali e vitamine, necessarie e nelle


giuste quantità.
Innanzitutto i gatti adulti hanno un fabbisogno energetico inferiore,
quindi continuare ad utilizzare l’alimento per gattini aumenta il
rischio di ingrassamento. È consigliabile mettere in atto
gradualmente la transizione da un alimento all’altro, mescolando
quello per gatti adulti a quello per gattini in proporzioni sempre
maggiori nell’arco di 5-7 giorni, affinché il gatto si possa abituare al
nuovo gusto e il suo apparato digestivo si adatti alla nuova
composizione nutritiva.

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