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I PARAMETRI DEL SUONO Massimo Ghetti

Il suono può essere descritto come la sensazione generata dalla vibrazione prodotta da un corpo in
oscillazione. Tale vibrazione, propagatasi nell’aria o in un altro mezzo elastico, raggiunge l'orecchio umano
che, tramite un complesso meccanismo interno, è responsabile della creazione di una sensazione “uditiva”
direttamente correlata alla natura della vibrazione. Il suono può essere descritto anche come la sensazione
che nasce all’interno dell'io soggettivo quando l'orecchio umano è stimolato da un’onda acustica. Le
molecole del mezzo di propagazione, “vicine” alla sorgente che per qualche motivo ha iniziato a vibrare, si
eccitano mettendosi a vibrare anch’esse e trasmettono lo stimolo alle altre adiacenti, generando un’onda che
si propaga con una certa velocità (che dipende dalle proprietà del mezzo), proprio come accade al pelo
dell’acqua quando gettiamo un sasso in uno stagno. Come tutte le onde, anche quelle sonore sono
caratterizzate da una frequenza (che nel caso del suono è in diretta relazione con la percezione dell'altezza) e
un’intensità (che è in diretta relazione con il cosiddetto “volume” del suono). Caratteristica saliente delle
onde sonore è la forma d'onda stessa, che rende in gran parte ragione delle differenze cosiddette di timbro
che si percepiscono tra diverse tipologie di suono.

L’altezza dipende dalla frequenza delle vibrazioni, con la quale è in rapporto diretto. Il termine corrispettivo
in inglese è pitch.

Terminologicamente, questa caratteristica definisce acuti i suoni prodotti da vibrazioni con alte frequenze
(molte vibrazioni al secondo); gravi saranno invece i suoni determinati da vibrazioni con basse frequenze
(poche vibrazioni al secondo). Più precisamente, il termine frequenza rappresenta una grandezza fisica
relativa alla quantità di volte che la vibrazione si ripete nell’unità di tempo, che, convenzionalmente, è
stabilita nel secondo.
L’unità di misura della frequenza è l’hertz (Hz). Per cui, dire che un suono è di 440 Hz equivale a dire che le
vibrazioni che producono quel suono hanno una frequenza di 440 periodi al secondo. La frequenza del
diapason (strumento ad altezza fissa di riferimento per l’accordatura degli strumenti musicali e per
l’intonazione vocale) è di 440 Hz. Per un orecchio normale il campo di udibilità si estende da un minimo di
frequenza di vibrazione attorno ai 16 Hz, fino a un massimo attorno ai 16.000 Hz: entro questi limiti si ha la
sensazione del suono. Il sonar, ma anche i delfini ed i pipistrelli percepiscono gli ultrasuoni mentre gli
elefanti, per esempio, percepiscono gli infrasuoni.
Il campo delle frequenze normalmente utilizzate in musica, considerando strumenti e voci, è più ristretto e va
dal primo la grave del pianoforte e del basso tuba, di 27,5 Hz, sino all’ultimo do dell’ottavino, di 4.186 Hz,
per un totale di 7 ottave e 1/3. Con l’età l’orecchio umano tende a perdere la sensibilità, soprattutto alle
frequenze superiori a 8.000 Hz.
Per sua natura, la risposta dell’orecchio umano alle sollecitazioni sonore non è lineare, in quanto presenta
una minore sensibilità verso i suoni agli estremi del campo uditivo.
Per compensare artificialmente questa particolarità, negli impianti d’amplificazione hi-fi è presente il
comando di loudness che serve appunto a variare automaticamente l’intensità delle frequenze estreme in
rapporto inverso al volume d’ascolto. Alcuni studi hanno pure messo in evidenza che, sempre agli estremi
del campo uditivo, all’aumentare in misura rilevante dell’intensità aumenta la sensazione dell’altezza dei
suoni, arrivando anche ad un accrescimento di circa un tono della nostra scala musicale.
L’intensità, comunemente detta volume, è proporzionale alla densità di energia dell’onda sonora. Il termine
corrispettivo in inglese è loudness. Nella musica, l'intensità è la qualità che distingue i suoni in deboli o forti.

È la qualità sonora associata alla definizione intuitiva di forza del suono, ed è determinata dall’ampiezza
della vibrazione e dalla distanza del punto di percezione da quello di emissione del suono. L’unità di misura
dell’intensità è il decibel (dB).

Il timbro, è la qualità che, a parità di frequenza, distingue un suono da un altro. Il termine corrispettivo in
inglese è sound quality o timbre. Il timbro dipende dalla forma dell'onda sonora, determinata dalla
sovrapposizione delle onde sinusoidali caratterizzate dai suoni fondamentali e dai loro armonici. Dal punto di
vista della produzione del suono, il timbro è determinato dalla natura (forma e composizione) della sorgente
del suono e dalla maniera in cui questa viene posta in oscillazione.

La scomposizione di un suono nelle proprie componenti sinusoidali fondamentali è detta analisi in frequenza.
Le frequenze vengono misurate in Hertz, ovvero oscillazioni al secondo. Le armoniche di un suono sono
suoni con frequenze che sono multipli interi del suono principale. Nella musica, tanto più un suono è
composto da diverse componenti, tanto più esso risulta complesso: si va dal suono di un flauto dolce,
composto dalla fondamentale e da pochissime armoniche, al suono degli strumenti ad arco, composto da
moltissime frequenze armoniche secondarie. Tanto più le frequenze secondarie che si sovrappongono alla
principale non sono armoniche (ovvero hanno frequenze che non sono multipli interi della fondamentale),
tanto più ci si avvicina al rumore.
Glossario

Vibrazione
Movimento fisico di un corpo elastico che, messo in moto da qualche sollecitazione, si sposta dalla sua posizione di
equilibrio statico e tende a raggiungerla di nuovo, vibrando attorno ad essa per un certo numero di volte.

Altezza
Dal punto di vista psico-acustico l’altezza è il tratto di una nota che la distingue da altre note più acute (alte) o più gravi
(basse). Dal punto di vista fisico dipende dalla frequenza vibratoria del corpo elastico che la produce. In ogni cultura
musicale il sistema delle altezze è regolato dalla natura della scala. L’altezza di un suono può sempre essere “intonata”
con la voce o con uno strumento.

Timbro
È quella particolare qualità del suono che è legata alla natura di una voce o di un determinato strumento musicale e che
dipende dal tipo di corpo vibrante e dal tipo di cassa di risonanza, nonché dal modo con cui un esecutore tratta il proprio
strumento.

Intensità
È quel tratto musicale (o quel parametro) che indica la forza o energia con cui viene eseguita una nota o un insieme di
note. Da un punto di vista fisico la dinamica dipende dall’ampiezza della vibrazione.