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Corso di Impianti

Elettrici
ing. felice montanaro

Campobasso 2011
Per cominciare
• Unità di misura del S.I. (Sistema Internazionale)
o metro [m],
o chilogrammo [kg],
o isecondo [s],
o ampere [A],
o grado Kelvin [K],
o mole [mol],
o candela [cd],
o carica [C].

E tante altre da esse derivate.

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La struttura della materia
• Tutto ciò che ci circonda è formato
da materia o sostanza costituita da
molecole che a loro volta sono
formate da atomi.

• Gli atomi sono costituiti da un


nucleo centrale (formato da protoni
e neutroni) e da elettroni periferici.

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Elettrici
Struttura dell’atomo
• Protoni, neutroni ed elettroni formano l'atomo, i protoni e i
neutroni la parte centrale (il nucleo), gli elettroni, in numero
uguale ai protoni, la periferia. Possiamo raffigurarci gli elettroni
come particelle che ruotano intorno al nucleo.
• La massa del protone è 1,67*10-27 kg e sono carichi
positivamente (+1,602*10-19 C)
• La massa del neutrone è circa uguale a quella dei protoni e
hanno carica elettrica nulla.
• La massa dell'elettrone è1836 più piccola di quella dei protoni.
Gli elettroni, hanno carica negativa (-1,602*10-19 C)
• L’atomo avendo numero di protoni uguale a quello degli
elettroni ha pertanto ha carica elettrica complessiva nulla.
• L’elettrone, è il protagonista indiscusso dei fenomeni elettrici,
e non solo di quelli.

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Perché si studia la materia
• Capire i processi di aggregazione:
Gas, liquidi, solidi

• Capire l’origine delle proprietà fisiche


• Capire la dinamica degli elettroni:

• Conduttori
• Semiconduttori
• Isolanti
• Superconduttività

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Isolanti e conduttori elettrici
• Per il momento diamo per buona l’idea che
ognuno di noi ha della corrente elettrica e diciamo
solo che:
o Un materiale isolante (dal punto di vista elettrico) non si lascia
attraversare dalla corrente elettrica,
o Un materiale conduttore si lascia attraversare dalla corrente elettrica.

Isolanti Conduttori
Plastica Metalli
Legno Acqua
Carta Terra
Olio Corpo umano
Cotone …

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Semiconduttori
• I semiconduttori sono materiali che hanno
caratteristiche intermedie tra i conduttori e gli isolanti.
Nel senso che in certe condizioni conducono (e quindi si
comportano come conduttori) in altre agiscono come
gli isolanti.

• Essi sono alla base di tutti i principali dispositivi elettronici


e microelettronici a stato solido quali ad esempio i
transistor, i diodi, le celle fotovoltaiche e i diodi ad
emissione luminosa (LED).

• Sono semiconduttori il Germanio, il Silicio, l’Arseniuro di


Gallio
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Superconduttori
• La superconduttività o superconduzione è un fenomeno
fisico non descrivibile con la fisica classica scoperto per
la prima volta da Heike Kamerlingh Onnes, nel 1911, il
quale notò che alcuni particolari materiali, detti
materiali superconduttori o semplicemente
superconduttori, assumono resistenza nulla al passaggio
di corrente elettrica al di sotto di una certa temperatura
ed espellono (completamente o in parte) i campi
magnetici presenti al loro interno (Effetto Meissner).
• Materiali superconduttori:
o gallio
o alluminio
o indio
o stagno
o mercurio
o piombo
o niobio

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Cosa è l’elettricità
• L'elettricità non è un'invenzione umana; è un fenomeno
fisico naturale e per rendersene conto è sufficiente
togliersi un maglione di lana che si è indossato tutto il
giorno: si sentirà molto probabilmente un crepitio di
micro scariche elettriche (al buio sono spesso anche
visibili). Questo fenomeno si riproduce naturalmente
anche su larga scala durante i temporali. Il lampo in
grande, la scintilla nel piccolo, sono la "strada" che
percorrono delle particelle infinitesimali gli elettroni.
Questo succede perché l'elettrone da un certo
potenziale (consideriamolo un'altezza), si sposta ad un
altro potenziale (un'altra altezza), attirato da una
"carica" positiva. E' una cosa che succederà sempre,
per legge di natura: così come si può star sicuri che un
sasso lasciato cadere raggiungerà il terreno sottostante.

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Tensione come forza di gravità
• Noi tutti utilizziamo quotidianamente
degli apparecchi elettrici infilando
una spina in una presa; in quella
presa ci sono (si spera) 220 volt. Vuol
dire che tra i due "buchi" della presa
esiste una differenza di potenziale.
• La d.d.p. o tensione (V), per
l'elettrone, possiamo immaginarla
come la differenza di altezza tra
piscina e trampolino per un
tuffatore. E come possiamo misurare
l'altezza del trampolino in metri, così
possiamo misurare la tensione in volt.

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Corrente o meglio Intensità di corrente

• Quando si sente parlare di corrente,


quasi sicuramente si intende l'Intensità di
corrente elettrica. La corrente elettrica è
il movimento degli elettroni che passano
da un potenziale all'altro, nell'esempio
del trampolino (con un po' di
approssimazione) si può pensarla come
un tuffo continuo di tuffatori. L'Intensità (I),
lo dice la parola, è più specificatamente
la quantità di elettroni che si muovono in
un certo tempo (si misura in Ampere), ed
è quasi come se contassimo quanti
tuffatori si lanciano dal trampolino ... che
so, in un minuto.

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Generatore elettrico
• Fin qui tutto ok. Ma se si è lasciato cadere un
sasso da una certa altezza, quel sasso di
certo non tornerà da solo all'altezza da cui è
caduto, e questo avviene anche per gli
elettroni. Ed allo stesso modo il tuffatore ha
bisogno di qualcosa per salire sul trampolino.
Ma allora come fa ad esserci sempre una
tensione di 220V nella nostra presa, anche se
ne utilizziamo la corrente?
• Così come il nostro maglione indossato tutto
il giorno è stato "elettrizzato" dal nostro stesso
movimento, parimenti esistono degli
apparecchi che mantengono artificialmente
la tensione costante: sono i generatori e ce
ne sono di vari tipi; quello che tutti nel
quotidiano utilizziamo di più è la batteria. Si
può vedere il generatore come una scala
mobile che fa salire i tuffatori al trampolino in
maniera costante e questo permette loro di
continuare a tuffarsi.

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Forza elettromotrice (f.e.m.)

• La d.d.p è la tensione
che si può misurare ai
capi di un generatore in
funzione (con i tuffatori
che si buttano), mentre
la f.e.m. è proprio la
tensione che il
generatore sviluppa
ovvero la d.d.p.
misurata "a tuffatori
fermi".

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Ma fisicamente parlando
• In alcune sostanze (gli isolanti) nessun elettrone si sposta dal
volume controllato dal nucleo; in altre invece gli elettroni che
ne sono più distanti (elettroni di valenza) riescono a liberarsi
dal vincolo che li lega ad esso, diffondendosi
disordinatamente nel reticolo. L'insieme di questi elettroni
liberi è come un gas. Il loro vagare attraverso il reticolo è
rapidissimo e casuale, determinato dalla temperatura. Questa
specie di gas può essere messo in movimento in una direzione
preferenziale, come il fluido in una tubazione. E' quel che
riesce a fare il generatore elettrico, il quale non genera
alcuna carica elettrica, ma crea un campo di forze che le
sollecita conferendo loro l'energia potenziale che potrà
trasformarsi in cinetica. Il generatore è paragonabile ad una
pompa che mette in movimento le particelle di un fluido,
senza crearle.
• Questo fluido elettronico è la Corrente Elettrica.

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Verso della corrente
• La corrente elettrica come Movimento degli
cariche in movimento fu una elettroni
deduzione antecedente alla
scoperta dell'elettrone,
avvenuta nel 1897 con gli
esperimenti di J.J. Thomson
(1856-1940) sui raggi catodici.
Si era già ipotizzato che
fossero le cariche positive a
spostarsi, e si assunse allora Verso convenzionale
come verso della corrente della corrente
quello del loro moto
d'assieme. Gli elettroni però si
muovono in senso opposto,
ma il verso della corrente è
stato mantenuto ed è stato
chiamato verso
convenzionale.

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Definizioni
• L'intensità di corrente è definita come la quantità di
elettricità che attraversa la sezione di controllo del flusso
di cariche in un corpo nell'unità di tempo, cioè:
I = Q/t
• Essa si misura in Ampere simbolo A (cioè Coulomb/sec)
• Il potenziale elettrico di un punto è l'energia che l'unità
di carica positiva possiede quando si trova in quel
punto.
• L'unità di misura del potenziale è il Volt simbolo V, in
onore dell'inventore del primo generatore (Alessandro
Volta)

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Differenza di potenziale
• Ciò che conta all'interno del corpo, non è il valore
assoluto dell'energia posseduta dall'unità di carica
ma il suo valore relativo rispetto ad un punto del
corpo, chiamato massa, cui convenzionalmente si
attribuisce il potenziale zero. Il potenziale di un A
punto è quindi definito a meno di una costante
arbitraria, che è il valore di potenziale che si può
attribuire alla massa.
• Gli effetti elettrici, quindi l'intensità di corrente
dove sono presenti cariche libere, sono UAB UBA
determinate dalle differenze di potenziale tra
i punti.
• Per questo la differenza di potenziale tra due punti
A e B (d.d.p) è detta tensione elettrica; indicata
con UAB, è definita dalla differenza tra il potenziale
del punto A meno il potenziale del punto B,
B
UAB=VA-VB

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Strumenti di misura
• L'intensità di corrente si misura con l'amperometro,
uno strumento con due terminali che deve essere
attraversato dalla corrente. Il cui verso
convenzionale deve entrare dal morsetto
contrassegnato per fornire una indicazione positiva.
L'amperometro ideale ha una tensione nulla tra i
suoi terminali.
• La tensione si misura con il voltmetro uno strumento
con due terminali che devono essere collegati ai
punti di cui si vuol sapere la d.d.p. Per dare una
indicazione positiva il punto a potenziale più alto
deve corrispondere al morsetto contrassegnato. Il
voltmetro ideale non è attraversato da corrente.

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Inserimento strumenti per misure

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La resistenza elettrica
• La corrente elettrica passa attraverso un materiale
con un certo grado di difficoltà, dovuto alle
caratteristiche fisiche del materiale stesso. E' quel
"grado di difficoltà" che noi consideriamo come la
resistenza elettrica (R).
• Si misura in ohm simbolo Ω .
• Per capire facilmente la resistenza elettrica
supponiamo che l'elettrone sia un corridore e
analizzeremo cosa "gli può succedere in gara". Anzi,
contiamone tre, uguali identici: tre cloni che fanno
una gara su una spiaggia:
o uno corre sul bagnasciuga,
o uno con l'acqua alle ginocchia,
o l'altro con l'acqua che arriva al petto.

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Non si avranno dubbi sul risultato della gara.
Il primo corridore attraversa l'aria, che offre la minor "resistenza" al suo
passaggio;
il secondo si muove già nell'acqua che invece possiede maggior "resistenza",
ma deve trasportare il suo corpo attraverso l'aria che ne offre meno;
il terzo si troverà a muoversi e trasportarsi quasi interamente immerso avendo i
maggiori problemi.
Si capisce che la resistenza è data dal materiale che l'elettrone attraversa; ma
si intuisce che c'è dell'altro.

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Come si valuta la resistenza?
• Di fatto ogni materiale possiede una "resistenza elettrica specifica" od
"intrinseca" detta resistività.
• Osserviamo le figure seguenti :

Corridore
in aria

Corridore
La difficoltà che
in acqua ognuno di loro
avrà nello stesso
Corridore
percorso sarà
in olio diversa

Corridore
in palline
Ping-pong
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• Tornando alle problematiche elettriche reali, per
definire la resistenza di un conduttore oltre a
conoscere il materiale di cui è composto, sono
necessari dei dati di tipo geometrico:
• sezione (S)
• lunghezza (l)

Più GRANDE sarà la sezione del conduttore, MINORE


sarà la resistenza che offrirà.
Più LUNGO sarà il conduttore, MAGGIORE sarà la
resistenza.
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ρ nella formula della Resistenza
• La resistività (simbolo ρ che si legge rhò e si misura in
Ω*mm2 /m – in alcune tabelle è data anche come
Ω*m) caratterizza il tipo di materiale impiegato per
la realizzazione del conduttore. Formula che
definisce la resistenza elettrica R di un conduttore:
R = ρ* l / S
Dove:
l = lunghezza del conduttore
S = sezione o area del conduttore
2
P.S. L’area del cerchio è data da S = r 3,14 oppure se
al posto del raggio r si ha a disposizione il diametro D
del cerchio S = D 2 3,14 / 4

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Tabella della resistività di alcuni materiali
Materiale Ω*m Ω*mm /m 2
Esempio:
Acciaio 0,12 × 10 0,12
Che resistenza ha un
-6

filo di Nichel lungo


Alluminio 0,026 × 10-6 0,026

500 metri a zero gradi


Carbone 50 × 10-6 50

centigradi avente un
Carta 108 1014

0,5
diametro pari a 6 mm?
Costantana (Cu, Ni) 0,5 × 10-6

Ferro dolce 0,13


RISPOSTA
0,13 × 10-6

Ferro-Nichel 0,85
Calcolo della sezione
0,85 × 10-6

Ferro puro 0,1 × 10-6 0,1


del filo
S = D2 3,14 / 4 = 28,26 mm 2
Manganina (Cu, Mn, Ni) 0,4 × 10-6 0,4

Mica 1014 1020

Calcolo della
Nichel 0,118 × 10-6 0,118

Nichel-Cromo 1,06
resistenza
1,06 × 10-6

Olio minerale 1011 1017


R = ρ* l / S = 0,118 * 500/28,26
Piombo 0,198 × 10 -6 0,198 R = 2,09 Ω
Porcellana 1013 1019

Rame 0,017 × 10-6 0,017

Rame elettrolitico 0,016 × 10-6 0,016

Stagno 0,115 × 10-6 0,115

Vetro 1010 1016

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Ma non solo!!!
• Abbiamo detto che il nostro elettrone-corridore
corre lungo un conduttore che può essere di
diverso materiale e quindi offrire una resistenza
diversa, ma in realtà anche la temperatura del
materiale conduttore stesso può rendere la corsa
più o meno difficoltosa; e per analogia potremmo
pensare allora che non si tratti di una semplice
corsa ma di una corsa ad ostacoli, i cui ostacoli
appunto si alzano e si abbassano a seconda della
temperatura del conduttore.

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Elettrici
• La maggior parte dei materiali conduttori (e la totalità
dei metalli) offre un aumento di resistività all'aumentare
della temperatura.
In altre parole: più caldo fa, più la resistenza aumenta;
più freddo fa, più diminuisce.
• C'è da fare ancora una considerazione sulla
temperatura.
Il nostro corridore più fatica farà a portare a termine la
sua corsa e più si accalorerà, causando a sua volta un
aumento di temperatura del conduttore. Questo
comporta che un aumento eccessivo di temperatura
può causare il collasso del conduttore..
La portata dei conduttori deve tener conto della
resistenza del conduttore, ovvero è data dalla sua
lunghezza e sezione, dal materiale che lo compone,
dalla temperatura di esercizio (quindi anche dalla
posa); ma va tenuta presente inoltre l'intensità di
corrente (I) che l'attraverserà.

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• Quindi per tornare all’esercizio visto in precedenza,
volendo tenere conto della temperatura alla quale
il nostro conduttore si trova, la resistenza R si
modificherà come segue:
RT = R0(1 + ᾱ T)
Dove ᾱ è il coefficiente di temperatura e anch’esso è
tabellato.
Quindi supposto che temperatura è di 80 °C e che dalle
-1
tabelle leggo per il Nichel ᾱ= 0,006 °C avrò:
RT = R0(1 + ᾱ T) = 2,09(1 + 0,006*80) = 3,09 ohm
Con un aumento della resistenza di circa il 48%.

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Codice dei colori delle resistenze
• Le resistenze hanno stampigliato sul loro corpo
degli anelli colorati che ne identificano il
valore.

Esempi:
1 cifra 2 cifra Moltiplicatore Tolleranza Valore
Giallo Viola Arancione Oro
4 7 1000 5% 47000
Blu Grigio Rosso Argento
6 8 100 10% 6800

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• Valori standard (commerciali) delle resistenze:
1 1,2 1,5 1,8 2,2 2,7 3,3 3,9 4,7 5,6 6,8 8,2
10 12 15 18 22 27 33 39 47 56 68 82
100 120 150 180 220 270 330 390 470 560 680 820
… … … … … … … … … … … …

Un rapido ripasso sui multipli e sottomultipli

prefisso simbolo valore


Tera T 1000000000000 10 12

Giga G 1000000000 10 9

Mega M 1000000 10 6

kilo k 1000 10 3

10 0

milli m 0,001 10 -3

micro µ 0,000001 10 -6

nano n 0,000000001 10 -9

pico p 0,000000000001 10 -12

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Altri tipi di resistori

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Collegamento componenti
Si esaminerà per il momento il collegamento di resistenze e di batterie nelle modalità di
collegamento SERIE e PARALLELO.

Collegamento in serie di Resistenze:

R1 R2 R3

Le tre resistenze in serie R1, R2, R3, possono essere sostituite da un’unica resistenza di valore ad esse
EQUIVALENTE (Req)
Req = R1 + R2 + R3

Esempio
Calcolare la Resistenza Equivalente di quattro resistenze di valore rispettivo:
47 Ω; 82 kΩ; 220 Ω; 1000 Ω

Req = R1+R2+R3+R4 = 47 + 82000 + 220 + 1000 = 83267 k Ω = 83,267 k Ω

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• Collegamento in serie di batterie:

- +

Le batterie in serie, possono essere sostituite da un’unica batteria di valore ad esse EQUIVALENTE (Veq)
Veq = V1 + V2 + V3
Nota bene : Nel collegamento in serie si possono collegare batterie di valori diversi tra loro.

Esercizio
Calcolare la Veq nei tre casi di figura
1° caso: Veq = V1+V2 = 4,5 + 9 = 13,5 V
2° caso: Veq = V1+V2 = 4,5 + 4,5 = 9 V
3° caso: Veq = V1+V2+V3 = 4,5 + 9 + 1,5 = 15 V

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Collegamento in parallelo di resistenze

R1 R2 R3
R1 R2 R3
Le tre resistenze in parallelo R1, R2, R3, possono essere sostituite da un’unica resistenza di valore ad
esse EQUIVALENTE (Req)

1/Req = 1/R1 + 1/R2 + 1/R3


Esempio
Calcolare la Resistenza Equivalente di tre resistenze di valore rispettivo:
47 Ω; 220 Ω; 1000 Ω

1/Req = 1/R1+1/R2+1/R3 = 1/47 + 1/220 + 1/1000 = 0,021 + 0,005 + 0,001 = 0,027 1/Ω

per cui 1/Req = 0,027 1/Ω da cui invertendo 1° e 2° membro ottengo:

Req = 1/ 0,027 = 37,04 Ω

Da notare che in parallelo la Req è più piccola di ciascuna delle resistenze del parallelo.

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Collegamento in parallelo di batterie:

V V V

• Nel collegamento in parallelo tra due o più batterie il


collegamento è possibile solo con batterie dello stesso
valore (altrimenti la più grande si scarica su quella più
piccola) e la tensione equivalente Veq rimane costante
e pari a una di quelle costituenti il parallelo.
• Nel caso di figura la Veq = 4,5 V.
• Ma allora perché si collegano le batterie in parallelo? La
risposta è semplice: per aumentare la potenzialità del
collegamento (aumenta la quantità di corrente
erogabile).

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La legge di Ohm

• Questa legge lega la tensione e la corrente per mezzo del parametro


resistenza. Più alta sarà la resistenza minore sarà la corrente che circolerà
a parità di tensione. Minore sarà la resistenza maggiore sarà la corrente
che circolerà a parità di tensione. Si può così dire che la corrente è
direttamente proporzionale alla tensione ed inversamente proporzionale
alla resistenza. La formula della legge di Ohm e le sue derivanti sono le
seguenti:

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La figura precedente trasformata in circuito elettrico diventa:

V I R

• Esercitazione
• Esercizi su circuiti misti con calcolo della Req, delle
correnti e delle d.d.p.

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