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 DESIGN numero ventitre D IG ITAL BIM  STRUTTURE  SIMULAZIONE MODELiNG Periodico trimestrale
 DESIGN numero ventitre
DESIGN
numero
ventitre
 DESIGN numero ventitre D IG ITAL BIM  STRUTTURE  SIMULAZIONE MODELiNG Periodico trimestrale di

D IG ITAL

BIM

STRUTTURE

SIMULAZIONE

MODELiNG

Periodico trimestrale di ingegneria, architettura e costruzioni

trimestrale di ingegneria, architettura e costruzioni Anno VIII, n° 23, giugno 2019 - CSPFea s.c. via
trimestrale di ingegneria, architettura e costruzioni Anno VIII, n° 23, giugno 2019 - CSPFea s.c. via
trimestrale di ingegneria, architettura e costruzioni Anno VIII, n° 23, giugno 2019 - CSPFea s.c. via
trimestrale di ingegneria, architettura e costruzioni Anno VIII, n° 23, giugno 2019 - CSPFea s.c. via

Anno VIII, n° 23, giugno 2019 - CSPFea s.c. via Zuccherificio, 5 D - 35042 Este (PD) Italy - Tel. +39 0429 602404 - www.cspfea.net - info@cspfea.net

Se puoi pensarlo, allora puoi farlo La mission di CSPFea è quella di assistere società

Se puoi pensarlo, allora puoi farlo

Se puoi pensarlo, allora puoi farlo La mission di CSPFea è quella di assistere società di

La mission di CSPFea è quella di assistere società di ingegneria, professionisti ed aziende impegnate nel vasto settore dell’ingegneria civile, dell’architettura e delle costruzioni (AEC) mediante la simulazione

Build Soft N.V.
Build
Soft
N.V.
costruzioni (AEC) mediante la simulazione Build Soft N.V. Soluzioni Software per l’Ingegneria CSPFea s.c. Via
costruzioni (AEC) mediante la simulazione Build Soft N.V. Soluzioni Software per l’Ingegneria CSPFea s.c. Via

Soluzioni Software per l’Ingegneria

CSPFea s.c.

Via Zuccherificio, 5/d - 35042 Este (Pd) - Italy tel. +39 0429 602404 - fax +39 0429 610021 info@cspfea.net - www.cspfea.net

23 Sommario Detail Fabrication AVEVA Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale
23 Sommario Detail Fabrication AVEVA Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale

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Sommario

23 Sommario Detail Fabrication AVEVA Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale  
23 Sommario Detail Fabrication AVEVA Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale  
Detail Fabrication AVEVA Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM
Detail
Fabrication
AVEVA Bocad TM
AVEVA Steel Fabricator
& AVEVA FabTrol TM
Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale     P. Segala   CSPFea
Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale     P. Segala   CSPFea
Bocad TM AVEVA Steel Fabricator & AVEVA FabTrol TM Editoriale     P. Segala   CSPFea

Editoriale

 
 

P. Segala

 

CSPFea

NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas

S.

Scapin

CSPFea

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

M.

Sanguin - I. Mpakataris

CSPFea | AVEVA Bocad

Ponte tubo a valle del Vajont

M. Titton

Intervento

di

miglioramento sismico

in

un fabbricato produttivo

C. Prandi

Valutazione di vulnerabilità sismica di torrini piezometrici in calcestruzzo armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti

A. Nicastro - R. Meneghin

ITS Engineering Company

Studio Tecnico Prandi

ArchLivIng

Magazine di ingegneria digitale

Le opinioni espresse negli articoli pubblicati dalla rivista Structural Modeling, impegnano esclusivamente i rispettivi autori. Editore: Casa Editrice il prato - www.ilprato.com Progetto grafico: Marco Ferrero (Scriptorium) - scriptorium@scriptorium.biz © casa editrice il prato © CSPFea s.c.

© casa editrice il prato © CSPFea s.c. www.cspfea.net CSPFea sostiene: CSPFea distribuisce: Build

CSPFea sostiene:

© casa editrice il prato © CSPFea s.c. www.cspfea.net CSPFea sostiene: CSPFea distribuisce: Build Soft N.V.

CSPFea distribuisce:

© casa editrice il prato © CSPFea s.c. www.cspfea.net CSPFea sostiene: CSPFea distribuisce: Build Soft N.V.
© casa editrice il prato © CSPFea s.c. www.cspfea.net CSPFea sostiene: CSPFea distribuisce: Build Soft N.V.
Build Soft N.V.
Build Soft N.V.
Editoriale Migliorare l’interoperabilità senza compromessi sulle analisi Ing. Paolo Segala | segala@cspfea.net

Editoriale

Migliorare l’interoperabilità senza compromessi sulle analisi

Ing. Paolo Segala | segala@cspfea.net Direttore di Redazione Digital Modeling, CEO e co-founder CSPFea

È già l’ora di girare la boa del primo semestre 2019 e di trarre qualche conclusione sui trend e sulle attività di CSPFea che speriamo possano

essere utili ai nostri clienti nello sprint di fine anno. Il nuovo numero di Digital Modeling vuole sottolineare l’approccio al miglioramento continuo dell’interoperabilità tra software, elemento fondamentale nei processi di Building Information. Stiamo entrando sempre più nella materia BIM, da strutturisti, e lo facciamo, come sapete (ne abbiamo parlato nello scorso numero 22) collaborando con Università ed enti di Ricerca, con Contratti di R&S, e non ultimo con un costante dialogo con MIDAS ed altri developers software. IFC croce e delizia

I grandi committenti pubblici si stanno strutturando per

affrontare seriamente il Decreto Baratono sul BIM per le Opere Pubbliche, le Norme UNI 11337, le ISO 16739 e i processi che dovranno essere creati al più presto negli Enti. Alcuni Committenti hanno focalizzato per primo il tema strumenti software, cercando standard “de facto” per poter essere operativi sin da subito. La scelta di uno standard ricondotto ad un preciso strumento software ha il pregio di accelerare i tempi di adozione del BIM per la Stazione Appaltante, tuttavia vincola i tender ad un prodotto, spesso ad una versione. E sappiamo bene come la specializzazione dei software è legata alla necessità di utilizzare il prodotto giusto per ciascuna opera (edificio, ponte, strada, ferrovia, tunnel, etc…). Altri committenti stanno affrontando un approccio più a lungo termine, di tipo sistemistico, andando a fare un’analisi delle funzioni interne all’Ente appaltante e prescrivendo un approccio attraverso gli standard, IFC, anche quando tali standard non sono ancora stati ufficializzati, ancora “under construction”. Abbiamo cercato di illustrare questi casi nel Convegno di Roma del 16 Maggio 2019, all’EUR, chiamando come

testimonials soggetti che hanno davvero qualcosa di interessante da dire. Gli Atti sono disponibili, consultate il sito web di CSPFea per ogni vostro interesse su questo evento. Anche a livello geopolitico si riscontra un grande interesse del mondo “far east”, in primis la Cina, agli standard IFC, forse anche come reazione agli standard “de facto” dei big player americani. Cina, Giappone e Corea del Sud sono in prima fila nei Gruppi che sviluppano IFC. Non a caso il prossimo Summit buildingSMART International si terrà a fine Ottobre 2019 a Pechino. Interoperabilità con lo strutturista

Il dialogo di interoperabilità tra Modelli Informativi e modelli analitici è ancora trascurato a livello di Standard: building SMART, nei Gruppi di Lavoro per lo sviluppo dell’IFC (i cosiddetti “Rooms”), sta lavorando molto per estendere

il formato dal mondo “Building” al mondo “Infrastructure”

(bene avviati Infra Rail, Infra Bridge, e in partenza Infra Tunnel

e infra Airport), ma conclude che per il tema “analitico” tutto viene posposto per la complessità evidente.

In realtà, come vedete dagli articoli di Floridia e Sanguin

(ma anche in numerosi altri interventi negli scorsi numeri

di

DM), il mondo MIDAS sta evolvendo con collegamenti

ai

vari BIM authoring Tools, scegliendo la strada del

collegamento “nativo” e cercando di superare i problemi

di dialogo tra software che sono esattamente quelli che nei

Rooms IFC sono stati posposti. Uno strumento aggiornato con gli standard ISO sui modelli geometrici è invece MIDAS NX+, nuovo software che

sostituisce il ben noto FX+. Una nuova struttura software,

un potenziamento delle funzioni geometriche ad oggetti,

un’interoperabilità verso tutti i software FEM di MIDAS, sono caratteristiche che rendono il nuovo NX+ uno strumento “smart” indispensabile per tutti i clienti MIDAS che hanno a che fare con modelli a geometria complessa. Nessun compromesso sulle analisi

Gli articoli di Prandi e Nicastro proseguono una lunga tradizione di Structural Modeling. Si tratta di testimonianze

di eccellenza di come affrontare analisi anche non lineari,

richieste in caso di strutture strategiche esistenti (come lo

sono gli acquedotti) e di strutture critiche ai fini delle attività economiche (come lo sono i capannoni produttivi nelle zone del cratere del sisma Emilia 2012). Proseguiremo nei prossimi numeri di DM previsti nel 2019 parlando anche

di isolamento sismico e dissipazione, tema del quale

abbiamo tenuto un Corso, ospiti dell’Ordine degli Ingegneri

di

Bologna e di Asso Ingegneri e Architetti.

In

caso di analisi non lineari la qualità dei solver di MIDAS

non ha rivali. I prossimi appuntamenti

Digital Modeling sarà presente in tutti gli eventi CSPFea, ma in questo momento mi piace sottolineare due eventi

a breve. CSPFea è Silver Sponsor del Congresso di

Ingegneria Sismica Italiana de L’Aquila, 27-28 Giugno 2019, omaggio doveroso alla città colpita dal sisma esattamente dieci anni fa, che si sta risollevando. È un congresso dove i relatori sono ingegneri, per parlare agli ingegneri con un approccio tecnico e pratico, con molti casi studio di grande rilievo. Siamo contenti che molti di

loro siano anche eccellenti utilizzatori dei software MIDAS.

Un evento da non mancare (www.congressoisi2019.it)

CSPFea è stata inoltre invitata a presentare i software MIDAS all’AVEVA World Conference di Milano, che si terrà il

4 Luglio 2019, in una cornice prestigiosa. Sarà l’occasione per parlare di interoperabilità con i software AVEVA diffusi

in ambito industriale, plant, oil&gas, e di processi industriali

dei quali è leader Schneider Electric, corporate francese che controlla AVEVA. Per coloro che lavorano in questi settori è un’occasione unica di approfondimento tecnico.

Vi aspettiamo a Milano!

Non dimenticate di inviarci i vostri feedback sulla Rivista: la prepariamo con passione pensando ai vostri interessi, ma

possiamo sempre migliorare grazie ai vostri input. Buona lettura!

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presenta: B RIDGE T OTAL S OLUTION Bridge Total Solution è la soluzione globale CSPFea

presenta:

B

RIDGE

T

OTAL

S

OLUTION

Bridge Total Solution è la soluzione globale CSPFea per la progettazione e verifica di tutte le tipologie di ponti e infrastrutture. CSPFea vuole dare la possibilità ai professionisti e alle uni- versità di avere più software adatti a più esigenze di pro- gettazione di ponti e che dialoghino anche fra loro.

SOLUZIONE GLOBALE PER LA PROGETTAZIONE E VERIFICA DI PONTI ED INFRASTRUTTURE

Bridge Total Solution non comprende soltanto gli stru- menti software, ma anche formazione e affiancamento:

con questa proposta completa, vogliamo offrire la possibi- lità, tramite l’aiuto di docenti tecnici, di utilizzare al meglio i software specialistici per ponti ed infrastrutture e di essere affiancati nella realizzazione di progetti dei clienti.

Midas CIVIL Midas CIM
Midas CIVIL
Midas CIM
Midas fea nx
Midas fea nx
Midas GTS nx
Midas GTS nx
xponti
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Midas CIVIL Midas CIM Midas fea nx Midas GTS nx xponti HISTRA BRIDGES Scopri di più
Midas CIVIL Midas CIM Midas fea nx Midas GTS nx xponti HISTRA BRIDGES Scopri di più
Midas CIVIL Midas CIM Midas fea nx Midas GTS nx xponti HISTRA BRIDGES Scopri di più
Midas CIVIL Midas CIM Midas fea nx Midas GTS nx xponti HISTRA BRIDGES Scopri di più

HISTRA BRIDGES

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CSPFea

Via Zuccherificio, 5/d - 35042 Este (Pd) - Italy tel. +39 0429 602404 - fax +39 0429 610021 info@cspfea.net - www.cspfea.net

DIGITAL MODELiNG

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Ing. S. Scapin | CSPFea

NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas

NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas

di Stefano Scapin

I lIl nuovo software NX+ rappresenta un nuovo paradigma nella modellazione geometrica ed agli elementi finiti per i software Midas.

NX+ permette di modellare qualsiasi forma geometrica

e di convertirla in elementi finiti, ottenendo mesh

raffinate e pronte per le analisi. Le novità rispetto alla versione precedente non sono solo legate al netto miglioramento delle prestazioni che di seguito evidenzierò nel dettaglio ma anche al

fatto che per la prima volta tutta la suite Midas avrà NX+ come unico modellatore. Sarà così possibile creare, in caso per esempio di interazione terreno- struttura, un unico modello con struttura e terreno

in NX+, analizzare e vedere i risultati completi con il

software per la geotecnica Midas GTSNX; inviare solo

il modello strutturale con i risultati nel software Midas Gen per poter fare a cascata tutte le verifiche secondo

le NTC18 e le principali normative internazionali. Lo

stesso principio si può applicare in casi di interazioni ponti-terreno o per altre tipologie di infrastrutture per cui si rende necessaria una interoperabilità tra i software Midas così da combinare vari aspetti ingegneristici. Tutte le novità in termini di prestazioni sono relative alla robustezza del modellatore che permette operazioni molto complesse tra geometrie con velocità

e percentuale di successo decisamente superiori

rispetto al predecessore FX+. Quindi non si tratta solo di un restyling grafico ma di un nuovo approccio alla modellazione che fa seguito alla necessità di

tratta solo di un restyling grafico ma di un nuovo approccio alla modellazione che fa seguito

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DIGITAL MODELiNG

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Ing. S. Scapin | CSPFea

NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas

NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas soluzioni sempre più BIM compliant che
NX+, il primo modellatore unico per tutti i software Midas soluzioni sempre più BIM compliant che

soluzioni sempre più BIM compliant che richiedono

maggiore collaborazione tra

i software in ambiti differenti dell’ingegneria civile. La nuova interfaccia con menù a Ribbon è stata pensata per velocizzare le operazioni di modellazione diminuendo il numero di click necessari; allo stesso modo, molti comandi sono stati migliorati andando

a colmare le mancanze

che il software FX+ aveva dimostrato in anni di utilizzo. Basti pensare al nuovo comando booleano Auto Connect, che permette, in un’unica azione, di connettere tutti i solidi geometrici rendendoli congruenti al fine della creazione della mesh agli elementi finiti. NX+ è dotato delle più sofisticate operazioni di controllo della geometria e della mesh che permettono di prevenire ed eventualmente correggere tutte le eventuali anomalie

e permettono inoltre di

valutare la qualità della

mesh agli elementi finiti. Il meshatore automatico è in grado di generare in pochi minuti modelli di milioni di elementi finiti che spingono

i software Midas ad essere

un riferimento nella gestione di grandi modelli di calcolo.

finiti che spingono i software Midas ad essere un riferimento nella gestione di grandi modelli di
finiti che spingono i software Midas ad essere un riferimento nella gestione di grandi modelli di

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DIGITAL MODELiNG

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M. Sanguin | CSPFea - I. Mpakataris | AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad BOC A D
Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad BOC A D

BOC A D

di Mirco Sanguin e Ioannis Mpakataris

U na nuova metodologia nell’approccio alla

progettazione sta prendendo sempre più piede

nel mondo delle costruzioni e ormai anche a

in quanto il modello analitico presente all’interno del

software a elementi finiti, spesso si differenzia di non poco dal modello geometrico. Non solo, anche tra

di non poco dal modello geometrico. Non solo, anche tra livello normativo italiano è già stata

livello normativo italiano è già stata codificata. Stiamo parlando di BIM, Building Information Modeling. In questo contesto l’interoperabilità tra software

software strutturali ci sono incompatibilità in quanto possono esserci differenze tra tipologie di elementi finiti, tipologie di carichi, tipologie di condizioni al contorno ecc. ecc.

assume un ruolo molto importante, per non dire

È

per questo che per l’interoperabilità tra software

fondamentale. Esiste un formato standard di interscambio neutrale e aperto chiamato IFC (Industry Foundation Classes) che facilita l’interoperabilità tra le varie discipline di architettura, ingegneria strutturale,

strutturali e software di altro tipo, è sicuramente preferibile, in quanto più affidabile, un link diretto creato appositamente per far dialogare i due software in questione.

impiantistica e la costruzione nell’edilizia. Questo

In

questo caso stiamo parlando di MIDAS Gen e di

formato attualmente è sviluppato per far “parlare” tra

AVEVA Bocad.

loro molti attori che partecipano alla filiera del progetto.

Il primo è un software ad elementi finiti con il quale

Tra questi attori però non è presente lo strutturista.

si

può dimensionare e verificare qualsiasi tipologia

Attualmente l’IFC non è ancora maturo per essere lo

di

strutture mentre il secondo è un software per

strumento ottimale di interscambio per gli strutturisti

la

modellazione di strutture in acciaio che produce

per strumento ottimale di interscambio per gli strutturisti la modellazione di strutture in acciaio che produce
per strumento ottimale di interscambio per gli strutturisti la modellazione di strutture in acciaio che produce
per strumento ottimale di interscambio per gli strutturisti la modellazione di strutture in acciaio che produce
per strumento ottimale di interscambio per gli strutturisti la modellazione di strutture in acciaio che produce

DIGITAL MODELiNG

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DIGITAL MODELiNG 23

M. Sanguin | CSPFea - I. Mpakataris | AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

disegni di fabbricazione e costruttivi di officina automatici. Per collegare questi due software è stato utilizzato il file .mgt che è un file testuale creato da Midas nel quale sono presenti tutte le informazioni contenute nel modello fem. In AVEVA Bocad è stato realizzato uno script che estrapola dal file .mgt tutte le informazioni necessarie per ricreare il modello nell’ambiente di disegno. Vengono lette quindi tutte le coordinate dei nodi, la geometria delle sezioni, gli orientamenti degli assi, gli spessori delle piastre nonché la tipologia del materiale. Il vantaggio di utilizzare un link diretto sta nel fatto che essendo stato fatto ad hoc per i software in questione, si sa di preciso quali sono i pregi e i difetti, nel senso che è ben dichiarato cosa “passa“ e cosa no, senza rischiare così di perdere informazioni o ottenere modelli che non sono perfettamente conformi.

o ottenere modelli che non sono perfettamente conformi. Collaborate effectively with one unified model for
o ottenere modelli che non sono perfettamente conformi. Collaborate effectively with one unified model for

Collaborate effectively with one unified model for conceptual design, detailed design, fabrication and construction of your capital steel projects. Achieve Digital Transformation

AVEVA’s software offering consisted mainly of prod- ucts for industrial Plant installations with its flagship products AVEVA PDMS, AVEVA E3D and ship- building with AVEVA Marine. The so-called “AVEVA STRUCTURAL STEEL SOLUTION” are part of this AVEVA family for perfect interoperability in all stages

of the project. They cover the range of products that manage modelling, fabrication and erection of Steel structures as well as traceability management. The first product, AVEVA Bocad™, is recognized as the best in class for easily digitizing the simplest or most complex structures and providing accurate and quick

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DIGITAL MODELiNG

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M. Sanguin | CSPFea - I. Mpakataris | AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

| AVEVA Bocad Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad sketches, GA drawing, of material

sketches, GA drawing,

of material and code

files for CNC machines. It is completed by AVEVA Fabtrol and AVEVA Steel Fabricator to manage the purchasing, manu- facturing, shipping and erection site monitor- ing. AVEVA’s Construc- tion Management solu- tion delivers Work Pack Management, Workface Planning, reporting and simulation capabilities.

Workface Planning, reporting and simulation capabilities. Multidiscipline, best-in-class structural steel detailing
Workface Planning, reporting and simulation capabilities. Multidiscipline, best-in-class structural steel detailing

Multidiscipline, best-in-class structural steel detailing with expert support

Multidiscipline integration

AVEVA Bocad provides class-leading productivity in structural steelwork, enabling consistently rapid, high- quality design, fabrication and construction, for on-time, on-budget delivery of a high-quality project. AVEVA Bocad can deliver value as a stand-alone steelwork solution or as part of an integrated AVEVA deployment. Shared project data across disciplines and seamless interoperability from the design, estimating and detailing phases to the final stages of fabrication and construction, benefit from seamless interoperability within AVEVA Bocad and across AVEVA’s software solution offering to enable a seamless project execution landscape. At a time when we are talking about digital transformation and digital transition. AVEVA Bocad’s perfect Interoperability throughout the project process paves the way for users towards new technological possibilities such as portability, AVEVA E3d Insight

Design Detail Fabrication Construction AVEVA PDMS, E3D & Outfitting TM AVEVA Construction AVEVA Bocad TM
Design
Detail
Fabrication
Construction
AVEVA PDMS,
E3D & Outfitting TM
AVEVA Construction
AVEVA Bocad TM
AVEVA Steel Fabricator
& AVEVA FabTrol TM
Management
UNIQUE PLATFORM DABACON
AVEVA E3D Insight TM –Solution for portable tablet,
A Mobile Project Lifecycle Review & Approval, The support for decision,

and Engage, SCAN Laser and virtual reality. Continuous improvement AVEVA invests 15 percent of revenues - totalling over £300 million in the past 10 years - towards research and development efforts, ensuring our customers consistent access to the latest technology advancements available on the market.

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DIGITAL MODELiNG

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DIGITAL MODELiNG 23

M. Sanguin | CSPFea - I. Mpakataris | AVEVA Bocad

Il BIM Strutturale. Link Midas – AVEVA Bocad

Features BIM (IFC)

AVEVA Bocad™ provides a powerful solution for the detailed design of all types of steel structures and has an unrivalled track record on the most advanced structural steelwork projects. Equally effective in 3D modeling and detailing connections, AVEVA Bocad removes design limitations, enables collaborative workflows for BIM (Building Information Modeling) projects and ensures right-first-time steel fabrication and construction in multiple industry sectors. An open

BIM approach allows users to seamlessly interface with other software programs, such as ERM, ERP, MRP and MIS systems, through a seamless .NET API. AVEVA Bocad propagates the same project data across multiple disciplines, enabling a streamlined model-view and providing complete control. The global vision of AVEVA is a multi-disciplinary integration of projects without loss of data: because welds and bolts and drawings are an integral part of the database and are shared by all users.

Building bridges with AVEVA Bocad steel detailing software

AVEVA Bocad is a powerful, productive and complete software solution for detailing bridges. Some of the World’s most impressive bridges have been detailed with AVEVA Bocad, including: Rodano Reggio Emilia bridge, Italy; Bridge pavilion (Zaragoza Expo), Spain; People Mover, Italy. Whether detailing highway, railway or pedestrian bridges, AVEVA Bocad can help efficiently detail truss, beam, arc, suspension, cable-stayed, cantilever, box girder and other types of bridges. Using AVEVA Bocad to detail bridges can significantly shorten project schedules. Main features are: Industry-specific libraries, parametric templates and customisable macros to create longitudinal and transversal elements models with or without the precamber, welds with steel preparation, numbering, ID and reporting, accurate curved plate drawings for cutting and fabrication,

Hear from our customers

“We’ve designed so many bridges, and many kinds, and I can say with no doubt that AVEVA Bocad, especially for bridges, has no competition at all”.

Francesco Zanchettin, CEO, FZETA

twisted plates can be unfolded to get accurate drawings for plate cutting. Transverse sections and transversal

elements like stiffeners, diaphragms, brackets, be modelled with different methods.

can

AVEVA Bocad Roof & Wall

A best-in-class application for the Architectural,

Engineering and Construction (AEC) industry, AVEVA Bocad Roof and Wall is the ideal tool for all structural steel, cladding and glazing design needs. This set of tools delivers unrivalled value as a stand-alone product

for the layout, detail design and fabrication of all forms of buildings, from concept to construction.

Its material libraries include a wide range of cladding

types, including sandwich panels, trapezoidal sheet and precast concrete from all of the leading suppliers. Industry standard component libraries provide a comprehensive range of standard doors, gates and windows. Glazing panel libraries include posts, bolts, jackets and seals for

the efficient design of curtain walls and verandas projects.

AVEVA Bocad Roof and Wall is the most versatile, the most accurate, and the most complete AEC solution in its class.

“We are proud that our most loyal customers have been using our AVEVA Bocad products for so many years and still get great faith in us. AVEVA Bocad was born in the early 80s, when the PC industry and the consumer OS were just starting, they bet on the future by trusting a UNIX-based application already very complete. They then perfectly succeeded the turning of the years 2000 and 2010 and the migration towards the all Windows solutions. What demonstrates AVEVA Bocad’s flexibility and strengthens the trust of our user community to constantly push the edge with more and more innovative projects”.

Ioannis Mpakataris, Area Sales Manager, South Western Europe & Africa, AVEVA sa

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D IG ITAL

MODELiNG

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Software Utilizzato:

Midas Gen

D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Michele Titton Ponte tubo a valle del
D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Michele Titton Ponte tubo a valle del

Michele

Titton

D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Michele Titton Ponte tubo a valle del

Ponte tubo a valle del Vajont

L a società ENEL Spa - ENEL Produzione UB

Hydro Veneto - ha affidato ad ITS s.r.l. in data 16

novembre 2015 il servizio di “Impianto di Soverzene

- Diga di Vajont – Indagini e prove sperimentali per la determinazione dell’idoneità statica del ponte tubo a valle della diga”. L’obiettivo delle attività svolte è la verifica della sicurezza strutturale dell’opera ai sensi del D.M. del 14.01.2008. La valutazione della sicurezza del ponte è volta a stabilire se la struttura esistente è ancora idonea o meno a resistere alle combinazioni delle azioni di progetto secondo i livelli prestazionali fissati dalle NTC e, nel caso di esito negativo, fornisce il livello prestazionale massimo che la struttura è capace di sostenere. Dalle indicazioni fornite dalla stazione appaltante le azioni principali che sono state considerate sono le seguenti:

1.

carico da folla disposto secondo le varie scacchiere di carico per la passerella inferiore;

2.

carico dovuto all’acqua all’interno del tubo in quanto, anche se la tubazione attualmente è fuori

3.

servizio, potrebbe riempirsi nel momento in cui la galleria di By-Pass dovesse essere svuotata, ad esempio per le manutenzioni e revisioni periodiche.

Per questo motivo sono stati presi in considerazione due differenti livelli di carico, il primo corrispondente alla tubazione piena ed il secondo con tubazione carica

a

metà livello. Questo carico non potrà mai essere

simultaneo al carico da folla della passerella inferiore;

4.

le

azioni classiche da normativa (vento, temperatura,

peso proprio e portato, distorsioni e/o cedimenti vincolari, sisma, ecc.). L’incarico è stato caratterizzato da una serie di fasi operative.

Raccolta della documentazione disponibile e redazione di un piano operativo delle attività di rilievo ed indagine

I l Ponte Tubo attualmente in opera fu costruito nel 1964 a seguito del crollo del precedente ponte in calcestruzzo ad arco dovuto al disastro del Vajont del 1963.

Il Ponte attuale, costituito interamente in acciaio, fu progettato nel 1964 dagli Ingegneri A. Relaudi e L. Ghezze del Centro di Produzioni e Costruzioni idraulica elettriche

Ghezze del Centro di Produzioni e Costruzioni idraulica elettriche Figura 1 p Il Ponte Tubo a

Figura 1 p Il Ponte Tubo a valle del Vajont

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DIGITAL MODELiNG

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

e civili dell’ENEL del dipartimento di Venezia per consentire il passaggio della condotta forzata che dal Bacino del Centro Cadore arrivava alla Centrale di Soverzene, consentendo inoltre il transito sia pedonale che veicolare tra la sponda destra e sinistra a valle della diga del Vajont. Nel 1981 ci fu un’importante frana rocciosa del versante in destra orografica della valle che ha creato uno “sgrotto” evidente al di sotto della fondazione in calcestruzzo del ponte.

Successivamente a questa frana è

stata realizzata una galleria di By-Pass con tracciato planimetrico posto a monte della Diga che, intercettando

la condotta proveniente dal Bacino

del Centro Cadore, ha permesso

il collegamento con la centrale di

Soverzene evitando quindi di passare per il ponte tubo dichiarato al tempo non più idoneo per il passaggio dell’acqua in condotta. Attualmente la condotta non è attiva e risulta scarica. La campagna di indagine puntuale

Rilievo topografico 3D

I l rilievo topografico 3D sia della struttura metallica del ponte che delle pareti rocciose di destra e sinistra orografica è stato effettuato

tramite l’accoppiamento di laser scanner e stazione totale.

Una volta ottenuta un’unica nuvola

di punti (1.7GB) si è provveduto ad

ha portato al rilievo ed alla mappatura dell’effettivo stato di degrado di tutte parti dell’opera. Tale rilievo è stato effettuato da ingegneri strutturisti con l’ausilio

di tecniche alpinistiche per il

raggiungimento di tutti le parti della struttura ad una distanza inferiore a

0,5m.

esportare il file in ambiente CAD e, successivamente e si è passati ad

una modellazione a mesh e a solidi

del ponte.

è passati ad una modellazione a mesh e a solidi del ponte. Figura 2 p Fase

Figura 2 p Fase di rilievo topografico mediante laser scanner

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DIGITAL MODELiNG 23

Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 3 p Modello CAD 3D

Figura 3 p Modello CAD 3D da rilievo

Sono state previste indagini e prove sugli elementi strutturali principali dell’opera per perseguire un livello di conoscenza LC3, secondo la normativa vigente per ponti esistenti.

In particolare, la caratterizzazione meccanica è consistita in:

• controlli di tipo distruttivo sugli acciai da carpenteria

(prelievo di provini e bulloni - in laboratorio prove di trazione, taglio, tenacità, analisi chimiche);

• controlli di tipo non distruttivo sugli acciai da carpenteria (esame visivo VT, esame magnetoscopico MT);

• indagini sulle fondazioni (prelievo di carote, prove di compressione monoassiale).

Prova dinamica dell’intera struttura e degli stralli

L a caratterizzazione sperimentale del ponte è stata condotta al fine di individuare le frequenze

libere di vibrazione della struttura tramite rilevazioni accelerometriche. È stata effettuata una prova dinamica dell’intera struttura con varie configurazioni di carico, oltre che le prove dinamiche degli stralli della passerella per stabilire lo stato tensionale degli stessi.

Le differenze di tiro riscontrate negli stralli possono essere riconducibili alla rototraslazione della fondazione avvenuta a seguito dello sgrotto degli anni ‘80, che ha causato un aumento di tensione sullo strallo lato diga ed uno scarico sullo strallo lato Longarone. Tale fattore comunque non pregiudica la sicurezza della struttura e dello strallo stesso poiché le tensioni in gioco risultano nettamente al di sotto dei limiti di snervamento del materiale.

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 6 p Posizionamento degli accelerometri
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 6 p Posizionamento degli accelerometri

Figura 6 p Posizionamento degli accelerometri sulla struttura e sugli stralli

Figura 4 t Storia temporale dell’acquisizione dati sugli stralli

t Storia temporale dell’acquisizione dati sugli stralli Figura 5 p Secondo modo di vibrare della struttura

Figura 5 p Secondo modo di vibrare della struttura

stralli Figura 5 p Secondo modo di vibrare della struttura Figura 7 p Particolare del sistema

Figura 7 p Particolare del sistema di acquisizione dati ed amplificatori all’interno della galleria lato Soverzene

Indagini ed analisi geologiche

L a caratterizzazione sismica, geologica, geotecnica e geomeccanica del sito è stata condotta attraverso:

• un rilievo geologico di dettaglio, compresa l’individuazione degli elementi morfologici ed idrogeologici;

• analisi geomeccanica;

• prospezioni geofisiche con tecnica tomografica in

trasparenza con restituzione 3D;

• l’esecuzione di indagini georadar (GPR).

Per la fondazione a ridosso dello “sgrotto” degli anni ‘80 è stata eseguita inoltre un’analisi di stabilità, al fine di considerare le forze legate al sisma, le componenti legate al carico (acqua nel tubo) e la potenziale instabilità legata al volume (plinto + roccia).

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 8 t Modello geomeccanico pre-
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 8 t Modello geomeccanico pre-

Figura 8 t Modello geomeccanico pre- liminare

Figura 9 t Output dell’indagine sismica

3D

Modello FEM di dettaglio e sua calibratura

I n seguito alle fasi rilievo ed indagini è stato elaborato un modello FEM di dettaglio del ponte tubo, nel quale sono

stati modellati tutti gli elementi principali dell’opera con le effettive sezioni rilevate. Il modello creato è stato in seguito calibrato ad hoc in tre passaggi:

• confronto della combinazione di carico da folla 1 con un modello semplificato 2D della passerella inferiore;

• confronto del modello di calcolo con le prove dinamiche eseguite, e quindi con i reali comportamenti dinamici della struttura;

• verifica dei vincoli compression only del tubo.

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e

Figura 10 p Modello FEM e dettagli in ambiente Midas

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont Figura 10 p Modello FEM e

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

Prova di carico statica

Ponte tubo a valle del Vajont Prova di carico statica L a prova di carico statica

L a prova di carico statica consiste nel caricare la struttura attraverso il posizionamento di autoveicoli secondo

configurazioni diverse, e confrontare gli spostamenti Δz teorici lungo l’asse z con quelli reali di punti specifici della struttura. Le deformazioni attese hanno trovato riscontro in quelle rilevate sul campo, con uno scostamento dell’ordine di qualche millimetro. Inoltre, siccome il ritorno della struttura alla fine dei cicli di carico è risultato completo, possiamo ritenerla elastica.

Figura 11 t Prova di carico

Definizione dei livelli di vulnerabilità e sicurezza

L e verifiche strutturali statiche per i principali elementi della struttura sono state condotte per differenti combinazioni di carico, su indicazione e necessità della committenza, combinando le seguenti azioni elementari:

• carichi permanenti strutturali;

• carichi permanenti portati;

• azioni stradali;

• carico da neve;

• pressione del vento;

• azione della temperatura;

• carico da acqua in tubazione.

azione della temperatura; • carico da acqua in tubazione. Figura 12 p Output della singola azione

Figura 12 p Output della singola azione elementare - carico da folla - deformata complessiva - spostamento massimo complessivo

5,92mm

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont •18• Figura 13 t Output tensione
| ITS Engineering Company Ponte tubo a valle del Vajont •18• Figura 13 t Output tensione

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Figura 13 t Output tensione combina- ta delle aste - verifica con azione dominante carico da folla

Figura 14 t Output elementi principali non verificati - verifica con azione dominante carico da folla

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

Le verifiche strutturali sismiche sono state condotte per i seguenti stati limite:

• Stato Limite di Vita - SLV;

• Stato Limite di Operabilità - SLO.

di Vita - SLV; • Stato Limite di Operabilità - SLO. •19• Figura 15 t Spettri
di Vita - SLV; • Stato Limite di Operabilità - SLO. •19• Figura 15 t Spettri
di Vita - SLV; • Stato Limite di Operabilità - SLO. •19• Figura 15 t Spettri

•19•

Figura 15 t Spettri di risposta di proget- to SLV

Figura 16 t Output elementi non verificati – SLV

Figura 17 t Output elementi non verificati – SLO

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Ing. M. Titton | ITS Engineering Company

Ponte tubo a valle del Vajont

Conclusioni

Verifiche statiche

Dai risultati ottenuti si osserva che per tutte le condizioni di carico analizzate la struttura è verificata nella sua globalità ad eccezione di alcuni elementi secondari di controventamento, che necessitano quindi di un intervento

Verifiche sismiche

Dai risultati ottenuti è evidente come tutti gli elementi principali del ponte risultano verificati anche in combinazione sismica da normativa, a meno di alcuni controventi di piano dell’impalcato superiore e che possono essere facilmente adeguati e rinforzati. Come per le verifiche statiche, e controventature trasversali che vincolano la passerella con i puntoni invece risultano abbondantemente non verificati.

Valutazioni di vulnerabilità legate al degrado

Il ponte si presenta in generale in buono stato: la

maggior parte delle superfici risultano infatti senza difetti particolari, o degradati al punto da destare preoccupazione. Tuttavia, sono state riscontrate delle zone puntuali di maggior degrado, ad esempio in corrispondenza degli appoggi della passerella e dell’impalcato, in cui il deposito d’acqua e l’umidità superficiale ha portato alla formazione

Possibili interventi di adeguamento strutturale

I possibili interventi di adeguamento, alla luce della

campagna di indagine e della valutazione di vulnerabilità statica e sismica sono:

• rinforzo dei profili di controventamento tra passerella e puntoni inclinati tramite l’inserimento di nuovi profili e/o di un nuovo sistema di vincolo trasversale;

• creazione di un vincolo a cerniera per la passerella per evitare il cinematismo della passerella a causa della labilità del sistema;

di rinforzo ed adeguamento. In particolare, gli elementi più

vulnerabili risultano quelli che collegano la passerella ai puntoni inclinati a livello della passerella stessa.

Per il ritegno trasversale potrebbe essere previsto un adeguamento comprendente:

• rinforzo di tali profili con idonee sezioni resistenti opportunamente collegate agli elementi principali;

• oppure la creazione di un ulteriore vincolo trasversale a livello del piano della passerella che colleghi trasversalmente passerella e puntoni inclinati.

di corrosione e sfogliamento strutturale dei profili costituenti le slitte degli appoggi.

Si consiglia quindi il ripristino di tali profili, la pulizia della

zona d’appoggio e la creazione di drenaggi atti allo smaltimento dell’acqua piovana.

In generale per una migliore conservazione dell’opera si

consiglia di eseguire una pulizia generale ed il ripristino della vernice nelle zone e nei profili soggetti a scrostamento.

• ripristino dei profili costituenti gli appoggi della passerella e dell’impalcato superiore;

• creazione di un sistema di drenaggio e raccolta acque per le zone d’appoggio;

• rinforzo localizzato dei profili di controventamento non verificati;

• interventi locali di pulizia, risanamento e protezione per le parti strutturali maggiormente degradate.

PONTE TUBO:

La società ENEL Spa - ENEL Produzione UB Hydro Veneto ha affidato ad ITS s.r.l. in data 16 novembre 2015 il servizio di “Impianto di Soverzene - Diga di Vajont – Indagini e prove sperimentali per la determinazione dell’idoneità statica del ponte tubo a valle della diga”.

Gruppo di Lavoro

PROGETTISTA: ing. Michele Titton | TEAM: Inspection Department | FOTO: archivio ITS

Crediti

ITS engineering Company ITS Inspectin Department Ispezioni eseguite da ingegneri alpinisti Controlli visivi dei tutta l’opera ravvicinati

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Inspectin Department Ispezioni eseguite da ingegneri alpinisti Controlli visivi dei tutta l’opera ravvicinati •20•
LA SUITE MIDAS PER INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA Midas GTSNX LINK: Midas GEN - Passaggio completo del

LA SUITE MIDAS PER INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA

Midas GTSNX
Midas GTSNX
LA SUITE MIDAS PER INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA Midas GTSNX LINK: Midas GEN - Passaggio completo del modello
LA SUITE MIDAS PER INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA Midas GTSNX LINK: Midas GEN - Passaggio completo del modello
LINK:
LINK:
MIDAS PER INTERAZIONE TERRENO-STRUTTURA Midas GTSNX LINK: Midas GEN - Passaggio completo del modello con carichi

Midas GEN -

Passaggio completo del modello con carichi e proprietà

- Passaggio completo del modello con carichi e proprietà suite midas La Suite Midas permette di
- Passaggio completo del modello con carichi e proprietà suite midas La Suite Midas permette di
- Passaggio completo del modello con carichi e proprietà suite midas La Suite Midas permette di

suite midas

La Suite Midas permette

di effettuare un’analisi di

interazione terreno-struttura

in un unico ambiente di lavoro

Scopri di più
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in un unico ambiente di lavoro Scopri di più CSPFea Via Zuccherificio, 5/d - 35042 Este
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D IG ITAL

MODELiNG

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Software Utilizzato:

Midas Gen

D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Corrado Prandi Intervento di miglioramento sismico in
D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Corrado Prandi Intervento di miglioramento sismico in

Corrado

Prandi

MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Corrado Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato

Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

I l fabbricato produttivo, modellato e analizzato con il software MIDAS GEN si trova nell’area del “cratere” interessato dal sisma emiliano del maggio 2012; l’immobile è stato realizzato in più fasi temporali, mantenendo autonomia strutturale tra le varie parti; si espone a seguire l’intervento di miglioramento sismico sulla parte di più recente

realizzazione.

sismico sulla parte di più recente realizzazione. Figura 1 p La Proprietà richiedeva di procedere con

Figura 1 p

La Proprietà richiedeva di procedere con la massima tempe- stività agli interventi necessari per tutelare le maestranze, de- finendo le modalità e un calendario dei lavori compatibili con il mantenimento dell’attività produttiva presente nell’immobile. La richiesta della Proprietà escludeva impostazioni progettua- li che comportassero interventi diffusi e contemporanei che

avrebbero richiesto la piena disponibilità degli spazi, mentre invece si rendeva necessario individuare modalità d’intervento che potessero realizzarsi indipendentemente, per sottocantieri e ogni volta con limitata sottrazione di spazi all’attività in essere. Reperiti grazie alla diligente conservazione del Commit- tente gli elaborati di progetto delle strutture prefabbricate,

diligente conservazione del Commit- tente gli elaborati di progetto delle strutture prefabbricate, •23• Figura 2 t

•23•

Figura 2 t

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

circostanza fortunata dato che l’archivio comunale ave- va scaffalature ribaltate e risultava inagibile e inaccessi- bile, si procedeva a riscontri dimensionali e verifiche della presenza conforme delle armature metalliche nei pilastri,

principalmente ricorrendo a diffusi rilievi con pacometro. La prima fase d’intervento ha previsto il posizionamento di piastre metalliche tra i componenti prefabbricati; questa operazione rispondeva alle esigenze primarie di sicurezza,

operazione rispondeva alle esigenze primarie di sicurezza, Figura 3 p escludendo possibili movimenti reciproci tra i

Figura 3 p

escludendo possibili movimenti reciproci tra i componenti, oltretutto essendo premessa indispensabile alla succes- siva modellazione che assume l’ipotesi di elementi recip- rocamente vincolati; causa l’urgenza dovuta alle scosse che si ripetevano continuamente, queste operazioni di progetto sono state eseguite speditivamente dimension- ando le piastre per aree di influenza e seguendo procedi- menti di calcolo semplificati.

Procedendo per limitati sottocantieri e privilegiando con- nessioni con impiego di tasselli chimici, si completavano le operazioni nell’intero immobile in circa 4 settimane sen- za interruzione dell’attività produttiva; sicuramente si sono avuti disagi legati alla maggiore presenza di polvere ed al rumore, ma sono state rasserenate non poco le Mae- stranze che hanno proseguito il lavoro pur con la sequenza sismica in atto.

non poco le Mae- stranze che hanno proseguito il lavoro pur con la sequenza sismica in

Figure 4-5 p

non poco le Mae- stranze che hanno proseguito il lavoro pur con la sequenza sismica in

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

La modellazione con elementi beam cercava di riprodurre in modo quanto più conforme possibile la struttura reale, tan- to nelle sezioni dei componenti che nei disassamenti degli stessi rispetto all’unifilare; in questo modo si intendeva con- seguire una più corretta distribuzione di masse e rigidezze della struttura.

Mediante il comando beam end veniva attribuito il vincolo di cerniera tra i componenti in elevazione, mentre con il coman- do point spring support veniva attribuita una rigidezza assiale e rotazionale finite ai plinti di fondazione (queste calcolate a parte sulla base della caratterizzazione del terreno di fondazi- one e dell’area di impronta dei plinti).

di fondazi- one e dell’area di impronta dei plinti). Figure 6-7-8 tq Definiti i carichi unitari

Figure 6-7-8 tq

one e dell’area di impronta dei plinti). Figure 6-7-8 tq Definiti i carichi unitari e lo
one e dell’area di impronta dei plinti). Figure 6-7-8 tq Definiti i carichi unitari e lo

Definiti i carichi unitari e lo spettro elastico della località, erano attribuiti i carichi di pertinenza agli elementi; im- posto un fattore di comportamento pari a 1,5, veniva lanciata l’analisi dinamica modale, ottenendo frequenze e masse partecipanti per i modi richiesti (n° 5 per ciascuna delle 2 direzioni principali).

Era riconosciuta una buona regolarità del modello che già nei primi tre modi raccoglieva masse partecipanti superiori al 95% e restituiva configurazioni deformate convincenti. L’analisi del modello rappresentante la condizione ini- ziale del fabbricato si concludeva con la definizione

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo Figura 9 p delle combinazioni di carico statiche e

Figura 9 p

delle combinazioni di carico statiche e sismiche e con il riconoscimento degli elementi oltremodo sollecitati (nel caso specifico veniva richiesta agli elementi una capacità pari al 60% di quella richiesta a un fabbricato

nuovo con medesime caratteristiche e ubicazione). Globalmente il modello evidenziava la presenza di modi princi- pali roto-traslazionali che corrispondevano al comportamento prevalente del fabbricato soggetto all’azione del sisma.

prevalente del fabbricato soggetto all’azione del sisma. Figure 10-11 t Le mappe tensionali e di deformazione

Figure 10-11 t

fabbricato soggetto all’azione del sisma. Figure 10-11 t Le mappe tensionali e di deformazione degli elementi,

Le mappe tensionali e di deformazione degli elementi, associate alle relative combinazioni di carico, indicavano l’orientamento da seguire per i più opportuni interventi di miglioramento, che nel caso specifico erano individuati in opere di controventamento secondo le due direzioni prin- cipali del fabbricato; i controventi, limitando gli sposta- menti e assorbendo parte del tagliante sismico, avreb-

bero ridotto le sollecitazioni in tutti i pilastri; un ulteriore intervento di incamiciatura dei pilastri disposti agli angoli della costruzione, avrebbe ridotto i gravosi effetti locali del moto rotazionale. A questo punto si predisponeva un nuovo modello che veniva dotato di controventi metallici a croce e di pilastri d’angolo con incamiciatura metallica; i brevissimi tempi

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

di

elaborazione richiesti, una volta definita la normativa

Il software offre varie possibilità di indagine, tra queste con il

di

riferimento, consentivano di procedere al dimensiona-

comando reactions forces-moments la sommatoria delle azioni

mento per tentativi delle nuove parti metalliche, sia quanto

al

piede dei pilastri, grazie alla quale si determina la risultante

al

posizionamento che alle sezioni.

delle azioni orizzontali (tagliante al piede) che può essere rap-

Le azioni al piede dei pilastri hanno consentito la verifica

Si

giungeva rapidamente a una soluzione finale, che pre-

portata alla risultante delle azioni verticali, ottenendo indiret-

vedeva controventi disposti tra pilastri interni in posizioni compatibili con la movimentazione dell’attività e un siste-

tamente un valore medio per il fabbricato di a/g.

ma di controvento esterno dove invece gli ingombri non

di

compatibilità delle fondazioni esistenti per le combinazi-

costituivano ostacolo.

oni di carico statiche e sismiche, in particolare per queste

oni di carico statiche e sismiche, in particolare per queste Figure 12-13 t ultime è stato

Figure 12-13 t

e sismiche, in particolare per queste Figure 12-13 t ultime è stato possibile riconoscere azioni di

ultime è stato possibile riconoscere azioni di sollevamento che richiedevano connessioni e masse di ancoraggio ade- guate (situazione presente per il sistema di controvento esterno). Utile il comando element weight tables in quanto permette

di risalire ai pesi dei materiali d’impiego e a una conseg-

uente e sommaria quantificazione economica, ottenendo poi anche facilmente costi unitari di riferimento. Le procedure di verifica presenti nel software per gli el- ementi in cemento armato e in acciaio permettevano di riscontrare agevolmente i rapporti tra capacità delle sezi- oni e richiesta normativa.

di riscontrare agevolmente i rapporti tra capacità delle sezi- oni e richiesta normativa. Figura 14 t

Figura 14 t

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

Il percorso progettuale ha previsto, in via prudenziale, la predisposizione di due modelli per la condizione modifi- cata:

• un primo modello, con azione sismica pari al 60% di quella prevista per i nuovi fabbricati e fattore di com- portamento pari a 1.5 , veniva impiegato per riscon- trare l’adeguatezza dei pilastri in c.a. esistenti;

• un secondo modello , con azione sismica pari a quella prevista per i nuovi fabbricati e fattore di comporta- mento pari all’unità, veniva impiegato per riscontrare l’adeguatezza delle nuove parti in acciaio;

• La possibilità di confronto tra le rigidezze, in termini

di periodi di vibrazione, per i modelli rappresentanti la

condizione iniziale e quella modificata, indirizzava ad

alcune riflessioni sulla strategia di progetto adottata;

• l’impiego di controventi elastici aveva irrigidito signif- icativamente la costruzione, limitandone le possibilità

di spostamento, ma ne aveva anche incrementato

l’azione sismica di competenza;

• l’assorbimento di parte dei taglianti legati al sisma da parte dei nuovi controventi metallici, aveva alleggerito l’impegno dei pilastri in c.a.esistenti, portando i valori dei rapporti di capacità a valori compatibili;

• grazie all’azione di irrigidimento, la costruzione risul- ta maggiormente protetta per eventi sismici limitati e con probabile maggiore frequenza di accadimento, ma è più esposta all’azione di sismi con forte intensità ai quali vengono probabilisticamente attribuiti tempi di ritorno più ampi.

Consapevole di quanto detto sopra, si era cercato di attenuare le possibili conseguenze più gravose provve- dendo al sovradimensionamento dei controventi metalli- ci, che in presenza di azioni violente in grado di deter- minare cedimenti flesso/taglianti alla base dei pilastri in c.a., avrebbero potuto contribuire al mantenimento di un temporaneo schema pendolare, con tempi sufficienti per l’uscita degli occupanti.

con tempi sufficienti per l’uscita degli occupanti. Figura 15 p Sezione tipo di controvento esterno con

Figura 15 p Sezione tipo di controvento esterno con fondazioni massive per contrastare le azioni di sollevamento

fondazioni massive per contrastare le azioni di sollevamento Figura 16 p Immagine d’insieme del sistema

Figura 16 p Immagine d’insieme del sistema controventante esterno

La seconda fase degli interventi è stata completata in 6 setti- mane circa, delimitando i sottocantieri d’intervento e concor- dando con la Proprietà il calendario dei lavori per avere ade- guata disponibilità degli spazi, senza interromperne l’attività. La scelta delle sezioni dei nuovi componenti metallici ha privilegiato l’impiego di tubolari, preferiti per l’immagine restituita di una maggiore snellezza; è stata privilegiata la ripetitività e la limitata dimensione dei componenti per facilitare le operazioni di accesso e montaggio; i tubo-

lari del sistema di controvento esterno, per migliorarne le prestazioni e limitarne l’esposizione agli urti dei mezzi, sono stati inghisati con malta cementizia. In questa attività di progetto e gestione del cantiere, seppure solo per una parte dell’impegno complessivo, l’impiego di un software affidabile e completo per qualità ed efficacia delle restituzioni ha permesso di procedere alle scelte progettuali e alle inevitabili varianti con consapevolezza e tempestività, con- fermandosi ancora una volta come indispensabile supporto.

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C. Prandi | Studio Tecnico Prandi Intervento di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo

di miglioramento sismico in un fabbricato produttivo Figura 17 p Controvento interno Figura 18 p Raccordo

Figura 17 p Controvento interno

un fabbricato produttivo Figura 17 p Controvento interno Figura 18 p Raccordo delle aste di un

Figura 18 p Raccordo delle aste di un controvento interno

Figura 18 p Raccordo delle aste di un controvento interno Figura 19 p Adeguamento alla base

Figura 19 p Adeguamento alla base dei pilastri interessati dal posizionamento dei controventi

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D IG ITAL

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Software Utilizzato:

Midas Gen

D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Alessandro Riccardo Gianluca Loffredo, Piero Loffredo, Marco
D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Alessandro Riccardo Gianluca Loffredo, Piero Loffredo, Marco
D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Alessandro Riccardo Gianluca Loffredo, Piero Loffredo, Marco
D IG ITAL MODELiNG 23 Software Utilizzato: Midas Gen Alessandro Riccardo Gianluca Loffredo, Piero Loffredo, Marco

Alessandro

Riccardo

Gianluca Loffredo, Piero Loffredo, Marco Nale, Antonio Tralli

Nicastro

Meneghin

Valutazione di vulnerabilità sismica di torrini piezometrici in calcestruzzo armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti

Premessa

A cqueVenete è il gestore del servizio idrico integrato per 108 Comuni su un territorio complessivo di 32.000 km2 con un bacino di utenza di 520.000 cittadini (Figura 1).

con un bacino di utenza di 520.000 cittadini ( Figura 1 ). Figura 1 p La

Figura 1 p La rete Acquevenete

La rete comprende 68 serbatoi pensili, la maggior parte dei quali costruiti intorno agli anni ’60 e non progettati per resistere ad un evento sismico. Questa tipologia di strutture potrebbe rappresentare un elevato di rischio, data la contemporanea presenza di tre parametri che caratterizzano il rischio: esposi- zione, per la loro localizzazione all’interno dei centri urbani e per la funzione strategica che ricoprono (Fi- gura 2), pericolosità per l’intensità macrosismica del sito, e vulnerabilità per il loro comportamento sotto azioni sismiche.

Nasce quindi la necessità di valutare la vulnerabilità sismi- ca dei torrini piezometrici attraverso analisi pushover col fine di individuare le curve di capacità, seguite dalle curve di fragilità, ed infine stimare il parametro PAM (perdita annua media), che l’ente utilizza per valutare la priorità e l’ordine temporale con cui effettuare gli eventuali inter- venti di manutenzione o ripristino della struttura. Inoltre, è stato proposto un metodo speditivo per analizzare il comportamento strutturale sintetizzando l’opera in un ele- mento monodimensionale “beam” equivalente in modo da avere risultati immediati con una buona approssimazione.

Gruppo di Lavoro

Coordinatore scientifico: Prof. Ing Antonio Tralli - UniFE Coordinatore tecnico: Ing. Gianluca Loffredo - ArchLivIng Ing. Alessandro Nicastro – Settore strutture - ArchLivIng Ing. Piero Loffredo – Settore strutture - ArchLivIng Ing. Marco Nale - dottorando UniFE dott. Riccardo Meneghin - Tesista UniFE

Crediti

Finanziatore - AcqueVenete Ente incaricato della ricerca – CFR (Consorzio Futuro in Ricerca)

Crediti Finanziatore - AcqueVenete Ente incaricato della ricerca – CFR ( Consorzio Futuro in Ricerca )
Crediti Finanziatore - AcqueVenete Ente incaricato della ricerca – CFR ( Consorzio Futuro in Ricerca )

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Crediti Finanziatore - AcqueVenete Ente incaricato della ricerca – CFR ( Consorzio Futuro in Ricerca )
Crediti Finanziatore - AcqueVenete Ente incaricato della ricerca – CFR ( Consorzio Futuro in Ricerca )

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Prof. A. Tralli - Ing. G. Loffredo - Ing. A. Nicastro - Ing. P. Loffredo - Ing. M. Nale - dott. R. Meneghin | ArchLivIng

Valutazione di vulnerabilità sismica di torrini piezometrici in calcestruzzo armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti

armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 2 t Torrino di Taglio di Po (RO)

Figura 2 t Torrino di Taglio di Po (RO)

Torrino di Corbola. Primo caso di studio

Taglio di Po (RO) Torrino di Corbola. Primo caso di studio Figura 3 p Sistema elicodale

Figura 3 p Sistema elicodale di travi con serbatoio sommitale

•32•

I l primo caso è quello del torrino di Corbola (RO) con struttura portante

costituita da 12 pilastra-

te disposte concentrica-

mente di sezione 65 x 60

cm

collegate da un siste-

ma

elicoidale di travi che

giungono fino al serbatoio posto in sommità di capa-

cità di 1000 m 3 e il pelo libero dell’acqua a quota +49,00 m.

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Prof. A. Tralli - Ing. G. Loffredo - Ing. A. Nicastro - Ing. P. Loffredo - Ing. M. Nale - dott. R. Meneghin | ArchLivIng

Valutazione di vulnerabilità sismica di torrini piezometrici in calcestruzzo armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti

armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 4 t Torrino di Corbola La modellazione degli
armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 4 t Torrino di Corbola La modellazione degli

Figura 4 t Torrino di Corbola

La modellazione degli elementi strutturali è stata effettua- ta con MidasGen considerando diversi casi limite (Figura 5, Figura 6):

1. Caso di serbatoio vuoto;

2. Caso di serbatoio pieno, dove la massa totale di fluido è applicata come massa nodale nel baricentro del serba- toio e rigidamente connessa alla struttura (EC8 Part 4);

3. Caso di serbatoio pieno considerando l’effetto slo- shing.

Caso di serbatoio pieno considerando l’effetto slo- shing. Figura 5 p Modello con serbatoio vuoto e

Figura 5 p Modello con serbatoio vuoto e con serbatoio pieno

5 p Modello con serbatoio vuoto e con serbatoio pieno Il terzo caso considera l’effetto sloshing

Il terzo caso considera l’effetto sloshing ed è applicabile quando un serbatoio contenente liquido con superficie li- bera è soggetto ad accelerazione orizzontale, ciò fa sì che il liquido nella regione più bassa del serbatoio si compor- ta come una massa rigidamente connessa alle pareti del

serbatoio stesso, mentre la massa di liquido nella regione più alta oscilla con periodo proprio. Se le pareti del serbatoio sono indeformabili, il fenomeno può essere implementato suddividendo la totalità del liqui- do in due masse poste a quote differenti (EC 8 part 4):

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• massa impulsiva, connessa alla struttura tramite link infinitamente rigidi;

• massa convettiva, connessa alle pareti del serbatoio tramite molle di rigidezza dipendente dalle caratteristi- che geometriche della vasca (Figura 6).

caratteristi- che geometriche della vasca ( Figura 6 ). Figura 6 t Schema del modello sloshing
caratteristi- che geometriche della vasca ( Figura 6 ). Figura 6 t Schema del modello sloshing

Figura 6 t Schema del modello sloshing

L’analisi modale, oltre a validare i modelli, ha permesso di mettere in evidenza il comportamento dinamico della struttura per ogni condizione considerata.

dinamico della struttura per ogni condizione considerata. Vuoto Modo 1 T = 1,70 sec Pieno Modo

Vuoto Modo 1 T = 1,70 sec

per ogni condizione considerata. Vuoto Modo 1 T = 1,70 sec Pieno Modo 1 T =

Pieno Modo 1 T = 2,53 sec

In particolare, nel modello sloshing, i primi due modi rap- presentano la parte di fluido che oscilla a causa dell’even- to sismico, mentre a partire dal terzo modo si individua i modi propri della struttura.

dal terzo modo si individua i modi propri della struttura. Sloshing Modo 1 - 2 T

Sloshing Modo 1 - 2 T = 4,63 sec

modo si individua i modi propri della struttura. Sloshing Modo 1 - 2 T = 4,63

Sloshing Modo 3 T = 1,96 sec

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armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 7 t Massa attivata per modo di vibrare

Figura 7 t Massa attivata per modo di vibrare

Il punto di partenza dell’analisi pushover è stata la model- lazione della plasticità concentrata agli estremi degli ele- menti strutturali attraverso le formulazioni dell’Eurocodice 8 per cerniere con capacità di rotazione alla corda, con-

8 per cerniere con capacità di rotazione alla corda, con- Figura 8 p Meccanismi di rottura

Figura 8 p Meccanismi di rottura duttile e fragile

Ad ogni modello è stato applicato un sistema di forze incrementale proporzionale alle masse ed un sistema di forze proporzionale al primo modo di vibrare ottenendo le curve di capacità per ogni caso considerato. Inoltre, questa particolare tipologia di torrini piezometrici presenta

siderando sezioni, materiali e barre di armatura sulla base delle indagini eseguite e associando i relativi meccanismi duttili e fragili (Figura 8).

i relativi meccanismi duttili e fragili ( Figura 8 ). un’elevata snellezza nei pilastri ed è

un’elevata snellezza nei pilastri ed è stato ritenuto oppor- tuno considerare nel modello MIDAS l’effetto P-Δ che mette in conto momenti aggiuntivi derivanti dallo sposta- mento del punto di applicazione delle forze verticali rispet- to alla configurazione indeformata (Figura 9).

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armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 9 t Curve di capacità del torrino di

Figura 9 t Curve di capacità del torrino di Corbola

Dal grafico si desume come gli effetti del secondo ordine giocano un ruolo importante nella valutazione del com- portamento strutturale, influenzando notevolmente il tratto plastico delle curve di capacità osservabile dall’abbassa- mento del tagliante alla base rispetto alle curve di capacità senza effetto P-Δ.

MidasGen permette di graficizzare l’andamento tempora- le dell’attivazione dei diversi stati delle cerniere plastiche step-by-step: di seguito si riporta il confronto tra gli step finali delle curve di capacità VUOTO P-Δ e PIENO P-Δ graficizzando gli stati delle cerniere plastiche.

P- Δ graficizzando gli stati delle cerniere plastiche. Figura 10 t Step 53 e Step finale
P- Δ graficizzando gli stati delle cerniere plastiche. Figura 10 t Step 53 e Step finale
P- Δ graficizzando gli stati delle cerniere plastiche. Figura 10 t Step 53 e Step finale

Figura 10 t Step 53 e Step finale dello stato delle cerniere plastiche nel serbatoio

vuoto

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Figura 11 Step 53 e Step finale dello stato delle cerniere plastiche nel serbatoio

pieno

dello stato delle cerniere plastiche nel serbatoio pieno Si nota come l’attivazione delle cerniere plastiche

Si nota come l’attivazione delle cerniere plastiche avviene prima nel serbatoio vuoto che il quello pieno, perchè, gra- zie al peso dell’acqua, le sezioni alla base dei pilastri sono

al peso dell’acqua, le sezioni alla base dei pilastri sono soggette ad una maggiore compressione con
al peso dell’acqua, le sezioni alla base dei pilastri sono soggette ad una maggiore compressione con

soggette ad una maggiore compressione con un’uscita ritardata dal dominio di resistenza, ma presentando uno stato di danno più importante.

Modello equivalente a fibre

L’implementazione di un metodo speditivo per analizzare il comportamento strutturale dei torrini piezometrici ed ottenere le curve di capacità con una buona approssi- mazione, passa attraverso la ricerca di un modello equi- valente. Il sistema a più gradi di libertà viene semplificato in un’unica trave di rigidezza equivalente a quella del sistema globale, riconducendo la struttura ad una mensola incastrata alla base e caricata in sommità con il peso del serbatoio pieno.

In questo caso, per l’analisi push-over, la non linearità viene assegnata con una plasticità diffusa sull’intero ele- mento (modello a fibre), secondo questo criterio, la sezio- ne viene discretizzata in un aggregato di fibre longitudinali associato ad ognuno di esse il legame costitutivo non li- neare del materiale. Per il calcestruzzo si utilizza il legame Kent-Park che tiene conto dell’effetto di confinamento tramite un fat- tore Z assegnato, mentre per l’acciaio si adopera il modello Menegotto-Pinto che assume un incrudimento isotropo.

modello Menegotto-Pinto che assume un incrudimento isotropo. •37• Figura 12 t Legami costitutivi non lineari per
modello Menegotto-Pinto che assume un incrudimento isotropo. •37• Figura 12 t Legami costitutivi non lineari per

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Figura 12 t Legami costitutivi non lineari per calcestruzzo e acciaio

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Il modello diventa quindi quello illustrato in Figura 13,

dove l’elemento “beam” ha la stessa rigidezza del modello complesso (a pilastri/travi) e la sua sezione circolare cava ha area equivalente alla somma delle aree dei pilastri. L’analisi modale del modello equivalente rispecchia quella del modello complesso in termini di periodo di oscillazione

e dei modi principali di vibrare.

Impostando la Time History si sono ottenute le curve di capacità che approssimano bene il tratto elastico, ma non

quello plastico. Ciò è dovuto a non poter associare, fis- sando la rigidezza equivalente, la stessa snellezza dei pila- stri alla singola sezione cava che risulta molto poco snella e di conseguenza gli effetti del secondo ordine sono irrile- vanti. Si precisa che il metodo speditivo non è applicabile per questa tipologia di torrini piezometrici con struttura a pilastri e travi, ma vedremo in seguito che è applicabile per altre tipologie di torrini.

seguito che è applicabile per altre tipologie di torrini. Figura 13 p Modello equivalente costituito da

Figura 13 p Modello equivalente costituito da un unico beam e relativa sezione circolare cava discretizzata in fibre

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Torrino di Rivà. Secondo caso studio

I l secondo caso è quello di Rivà (Ariano Polesine - RO) è costituito da un fusto di sezione costante scatolare cava di dimensioni 250x250 cm, con pareti di spessore 18 cm, e da un serbatoio di capacità 200m3 con pelo libero a quota +36 m.

serbatoio di capacità 200m3 con pelo libero a quota +36 m. Figura 14 p Torrino di

Figura 14 p Torrino di Rivà

pelo libero a quota +36 m. Figura 14 p Torrino di Rivà Serbatoio vuoto Periodo =
pelo libero a quota +36 m. Figura 14 p Torrino di Rivà Serbatoio vuoto Periodo =

Serbatoio vuoto Periodo = 1,396 s

14 p Torrino di Rivà Serbatoio vuoto Periodo = 1,396 s Serbatoio pieno Periodo = 1,887

Serbatoio pieno Periodo = 1,887 s

Le pareti sono state modellate con elementi “Wall”, for- mulazione intermedia tra quella specifica dell’elemento “beam” a due nodi e quella dell’elemento “plate” a quattro

nodi, sviluppata da Midas per descrivere il comportamen- to delle pareti di interpiano. Una volta inseriti passo e dimensioni di armature verticali

e orizzontali, il software è in grado di calcolare le cernie- re plastiche per ciascun componente in maniera del tutto analoga a quanto avviene per gli elementi di tipo “beam”.

È stato quindi possibile ricavare le curve di capacità della struttura (Figura 14), considerando anche in questo caso

le condizioni di serbatoio pieno e di serbatoio vuoto, trascu-

rando gli effetti del secondo ordine perché irrilevanti per questa tipologia di torrini che presenta una bassa snellezza.

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armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 15 t Curve di capacità del Torrino di

Figura 15 t Curve di capacità del Torrino di Rivà (modello a elementi “wall”)

Il modello equivalente, ad un grado di libertà, anche in questo caso è stato realizzato con un unico elemento beam la cui sezione è stata discretizzata in fibre con relativo legame costitutivo, analogamente a quanto svolto in precedenza (Figura 15).

analogamente a quanto svolto in precedenza ( Figura 15 ). Figura 16 p Curve di capacità

Figura 16 p Curve di capacità del Torrino di Rivà (modello a elementi “wall”)

In questo caso, il modello equivalente, oltre a rispecchiare il comportamento del modello a pareti nel campo elastico, fornisce una buona approssimazione dell’andamento della struttura anche nel campo plastico. Le curve ottenute con

il modello a fibre si differenziano per un 15% in media da quelle ottenute con il modello a pareti in termini di taglian- te alla base e di spostamento (Figura 13).

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armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 17 p Curve di capacità del torrino di
armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Figura 17 p Curve di capacità del torrino di

Figura 17 p Curve di capacità del torrino di Rivà, confronto tra modello a wall e modello equivalente a fibre

La modellazione a fibre permette anche di analizzare lo stato delle singole fibre in condizione di trazione o compressio- ne all’incremento degli step della curva di capacità, evidenziando lo sfruttamento locale della sezione e le modalità di collasso della struttura.

della sezione e le modalità di collasso della struttura. Figura 18 p A sinistra la condizione
della sezione e le modalità di collasso della struttura. Figura 18 p A sinistra la condizione

Figura 18 p

A sinistra la condizione di trazione delle fibre, a destra la condizione di compressione, entrambe allo step 62

destra la condizione di compressione, entrambe allo step 62 Figura 19 p A sinistra la condizione
destra la condizione di compressione, entrambe allo step 62 Figura 19 p A sinistra la condizione

Figura 19 p

A sinistra la condizione di trazione delle fibre, a destra la condizione di compressione, entrambe allo step 65

Si nota dalla Figura 19 come le fibre giungono a collasso per compressione allo step 65 che è identificato dal picco negativo nella curva di capacità.

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armato con Analisi Pushover e modelli equivalenti Questa modellazione ha permesso di ot- tenere la relazione

Questa modellazione ha permesso di ot- tenere la relazione tra tagliante alla base e spostamento del nodo di controllo an- che per torrini con fusto di sezione cir- colare cava (Figura 20), per i quali una modellazione a plasticità concentrata con elementi wall risulta applicabile solo approssimando il cerchio in un poligono di “wall”.

Torrino di Posinello. Terzo caso studio

I l terzo torrino oggetto di studio è localizzato a Polesinello, in via Emilia-Romagna. La struttura è realizzata in cemento armato gettato in opera. Il serbatoio ha una capacità di 300 m 3 e la quota massima raggiunta dal pelo libero dell’acqua, quando

quota massima raggiunta dal pelo libero dell’acqua, quando Figura 20 p Curve di capacità torrino di
quota massima raggiunta dal pelo libero dell’acqua, quando Figura 20 p Curve di capacità torrino di

Figura 20 p Curve di capacità torrino di Polesinello – modello a fibre

di capacità torrino di Polesinello – modello a fibre Figura 21 p Processo di sintetizzazione della

Figura 21 p Processo di sintetizzazione della struttura complessa in un unico beam discretizzato in fibre

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questo è completamente pieno, è di 30 m s.l.m. Il fusto ha sezione circolare cava con pareti di spessore 0,2 m e diametro esterno di 2,6 m.

con pareti di spessore 0,2 m e diametro esterno di 2,6 m. Figura 22 p A
con pareti di spessore 0,2 m e diametro esterno di 2,6 m. Figura 22 p A

Figura 22 p A sinistra la condizione di trazione delle fibre, a destra la condizione di compressione, entrambe allo step 71

destra la condizione di compressione, entrambe allo step 71 Figura 23 p A sinistra la condizione
destra la condizione di compressione, entrambe allo step 71 Figura 23 p A sinistra la condizione

Figura 23 p A sinistra la condizione di trazione delle fibre, a destra la condizione di compressione, entrambe allo step 73

Conclusioni

La valutazione di vulnerabilità sismica attraverso l’ana- lisi pushover ha permesso di studiare dettagliatamente il comportamento dell’opera in differenti casi limite di fun- zione (serbatoio pieno, serbatoio vuoto, effetto sloshing), ricavando le rispettive curve di capacità e tenendo conto degli effetti del secondo ordine, dei meccanismi duttili e fragili con lo scopo di verificare la domanda in termini di spostamento e confrontarla con la capacità corrispondente. La curva di capacità è utile per effettuare una serie di analisi dinamiche non lineari per un oscillatore semplice (SDOF). Nella curva di capacità vengono definiti gli stati

di danno utili successivamente per ricavare le curve di fra-

gilità per i vari stati di danno.

Sono state eseguite analisi dinamiche non lineari, con l’oscillatore semplice, utilizzando un set di accelerogram- mi statisticamente indipendenti (sono contenuti anche i più recenti terremoti italiani (L’Aquila 2009, Emilia 2012

e Italia Centrale 2016). Da queste analisi si sono rica-

vate le curve di fragilità (Figura 24) che rappresentano

la probabilità di superamento per una determinata misu-

ra d’intensità, nel nostro caso l’accelerazione di picco al suolo (PGA). Queste curve si inseriscono nell’approccio

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probabilistico del Performance Based Earthquake Engineering (PBEE) che consente integrando queste curve con la pericolosità di sito (hazard curve) e un’analisi del danno dal punto di vista economico di valutare la perdita annuale attesa

(Expected Annual Loss).

Integrando questo strumento con un’analisi di tipo idraulico, economico e gestionale è possibile come obiettivo futuro stimare la perdita economica annuale attesa (PAM) rispetto al costo di ricostruzione della struttura. Tale strumento per- mette di fornire ad un gestore la possibilità di valutare gli interventi da effettuare in base alle proprie risorse disponibili.

da effettuare in base alle proprie risorse disponibili. Figura 24 p Curve di fragilità del torrino
da effettuare in base alle proprie risorse disponibili. Figura 24 p Curve di fragilità del torrino

Figura 24 p Curve di fragilità del torrino di Corbola – serbatoio vuoto e serbatoio pieno, per diversi livelli di danno

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Future of Steel Fabrication The integrated end-to-end Structural Steel Detailing and Fabrication Management Solution AVEVA
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