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CODICE ETICO DEGLI OPERATORI SOCIO SANITARI (OSS)

Agenfor, 31-08-2018

Docente ADA SIMMINI

1.INTRODUZIONE

Il lavoro di cura e di assistenza della persona dell’OSS necessita, al pari delle altre professioni del
settore, di un codice etico-deontologico dal quale far discendere comportamenti pratici e coerenti
con l’attuale profilo professionale.

L’universalità dei valori morali e dei diritti dell’uomo, sancita dalla dichiarazione universale dei
diritti dell’uomo del 1948, ha condotto, nei decenni successivi, alla realizzazione di codici etici per
le discipline che operano nel campo medico e socio-sanitario.

Numerosi altri riferimenti internazionali nel campo delle scienze medico-sanitarie e della bioetica,
la stessa Costituzione Italiana (con specifico riferimento all’art. 32) e le riforme che avviarono e
perfezionarono il Sistema Sanitario Nazionale, possono essere considerati le basi e al tempo stesso
le linee di sviluppo etico-sociali su cui si è conformata ogni attività di cura e assistenza della
persona.

Il codice deontologico medico e quello infermieristico, a loro volta, sono il risultato e il possibile
punto di avvio per successive elaborazioni.

Alla luce dei profondi cambiamenti della società (economici, sociali, politici e culturali), anche per
le nuove problematiche nel campo socio-assistenziale e sanitario, si è ravvisata la necessità di una
rilettura più approfondita del lavoro di cura e adeguata ai bisogni emergenti e, successivamente, la
necessità di adottare comportamenti e pratiche maggiormente idonei ai valori universali della
persona nel rispetto della tutela e della dignità della stessa.

Da ciò l’aumento delle istanze di umanizzazione della medicina, di personalizzazione delle cure e di
acquisizione delle competenze tecniche, conoscitive, relazionali ed etiche necessarie per operare
scelte fondate.

Il lavoro dell’OSS, proprio perché si svolge in contesti caratterizzati da intensa relazionalità, ha


come suo fulcro l’assistenza e la cura della persona e riflette tutti questi cambiamenti, richiedendo
una sistematizzazione etico-deontologica che completi quella già esistente sotto il profilo
professionale.

Sempre più, infatti, l’OSS sarà chiamato a svolgere anche un ruolo di collegamento tra gli aspetti
sanitari e quelli socio-assistenziali, sia in termini di supporto al personale sanitario, sia come aiuto
ai pazienti per raggiungere o mantenere uno stile di vita il più possibile dignitoso, ponendosi
quindi come tramite tra salute e malattia, ma anche tra l’utente e le sue capacità residue.

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Dopo la Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, che ha introdotto la figura dell’OSS,
l’articolo 5 del decreto Lorenzin del 22 dicembre 2017 ha previsto il riconoscimento dell’Operatore
Socio-Sanitario nell’ambito del personale dell’area sanitaria e non più tecnica. Questo ha gettato le
basi per un percorso procedurale necessario per l’individuazione di nuovi profili professionali in cui
verranno ricompresi anche i preesistenti profili professionali di OSS.

Basandoci sul Decreto Lorenzin e sulla Conferenza Stato-Regioni del 2001 si sente la necessità di
fornire anche all’OSS, come è avvenuto per le altre categorie professionali inquadrate nel settore
sanitario e socio-assistenziale, un codice deontologico, ossia un codice di comportamento etico, di
norme a cui il professionista deve attenersi per esercitare la sua professione.

Il codice deontologico dell’OSS, che il gruppo di lavoro propone in bozza, fissa le norme dell’agire
professionale e definisce le linee guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione
e la presa in carico dell’assistito e si ispira ai documenti universali dei Diritti Umani, a partire dalla
Costituzione Italiana (1948 ) e successivi.

L’OSS affronta ogni giorno conflitti di valenza etica che lo portano a prendere decisioni che
riguardano scelte a salvaguardia dei valori, dei principi, delle regole, delle consuetudini che il
professionista si dà e che deve osservare nell’esercizio della sua professione. Pertanto il codice
deontologico deve racchiudere i principi etici della professione, dichiarati anche nel profilo
dell’OSS (conferenza stato-regioni 2001), e rappresenta lo strumento che stabilisce le regole etiche
di condotta che devono essere rispettate nell’esercizio dell’attività.

La deontologia in ambito sanitario delimita l’esercizio della professione, fissa comportamenti


professionali in relazione a regole, consuetudini sociali e norme giuridiche. Il codice etico
suggerisce all’OSS che è chiamato ad operare al servizio dei cittadini e ne disciplina i doveri e le
competenze.

Il codice dell’OSS rappresenta pertanto:

- una guida per l’esercizio della professione in merito ad autonomia e responsabilità;

- uno strumento di crescita, confronto ed evoluzione dei professionisti;

- l’identità della categoria;

- un riferimento per affrontare le varie situazioni critiche.

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2.RIFERIMENTI NORMATIVI

Il codice etico guida l’operatore nello sviluppo dell’identità professionale e di un comportamento


ETICAMENTE responsabile.

In particolare per la salute sottolineiamo:

1. DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO


2. ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
3. CARTA DI LUBIANA (18/06/1996)
4. OMS (CONCETTO DI SALUTE)
5. DICHIARAZIONE DI HELSINKI DEL 2000.

Con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo abbiamo il riconoscimento della dignità di ogni
essere umano e i suoi uguali diritti, puntualizzando il fondamento della libertà, della giustizia e
della pace.

La Repubblica italiana, con l’art. 32 della Costituzione Italiana del 1948, tutela la salute come
diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività, specificando che nessuno può
essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge, e che
il trattamento sanitario non può in nessun caso violare i limiti dettati dal rispetto della persona
umana, tutelandola con attività di prevenzione, cura e riabilitazione.

Attualmente viene prestata anche molta attenzione ai cambiamenti sociali e alla demografia della
popolazione, in quanto sono in notevole aumento l’invecchiamento e di conseguenza le malattie
croniche che interessano gli anziani.

L’Operatore socio-sanitario (OSS) deve agire per il bene, avendo sempre l’impegno etico e morale
di mantenere l’autonomia delle persone a lui affidate, rispettandone l’età (in particolare le fasce
deboli composte da bambini ed anziani), la cultura, la religione e le proprie volontà.

Il 18/06/1996 nasce la CARTA DI LUBIANA contenente i fondamentali principi su cui poggia il


sistema sanitario: in particolare nel punto 5 si legge che le riforme sanitarie devono rifarsi ai
fondamentali valori della dignità umana, della solidarietà, dell’equità, e soprattutto dell’etica
professionale, ricordando che ogni riforma dovrebbe perseguire chiari obiettivi atti al
miglioramento della salute, tenendo sempre conto dei principi bioetici di autonomia, giustizia,
beneficità e dignità dell’individuo.

Con il CIOMS (Consiglio delle organizzazioni internazionali delle scienze mediche) nato a Ginevra
nel 1973 e con la successiva dichiarazione di Helsinki del 2000 fu emanato un insieme di principi
etici riguardanti tutta la comunità medica per ciò che concerne la sperimentazione umana.

Il codice etico OSS nasce proprio dalla consapevolezza che vi sono delle difficoltà nella definizione
dei valori morali ed è strettamente legato alla complessità di conciliare posizioni, idee
contrastanti, bisogni e risorse economiche, esattamente come spesso accade nel lavoro

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quotidiano, ponendo l’operatore a fare un’etica valutazione ed analisi del proprio comportamento
ed atteggiamento professionale.

Quindi il codice etico e deontologico dell'OSS è un importante strumento che orienta e può essere
usato come guida e riferimento utile di fronte a scelte e dilemmi che quotidianamente si
affrontano nel mondo del lavoro.

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3.I VALORI DELLA PERSONA

I valori sono comportamenti che orientano l’uomo nella società. Possono essere punti di
riferimento di diritti e doveri, di scelte e comportamenti della persona. Saper guardare con
attenzione una persona, cercando e trovando la sua umanità. Tutelare la persona nella sua fragilità
e nel suo equilibrio compromesso.

Rispetto: approcciarsi in modo ottimista verso pazienti e all’interno di un gruppo di lavoro


multidisciplinare. Rispettare vuol dire anche saper ascoltare, incoraggiare, prestare attenzione,
osservare, intuire, saper riconoscere, mettere a proprio agio, informare, aiutare, soddisfare le
esigenze, essere cortese e gentile.

Responsabilità: rispondere delle proprie azioni e delle conseguenze. Agire in base alle proprie
competenze professionali, nella giusta quantità di tempo e energie. Avere un approccio ottimista
nel lavoro di gruppo multidisciplinare ed essere puntuali. Mantenere un aspetto decoroso e
professionale nell’indossare la divisa, che rispecchia l’immagine dell’azienda d’appartenenza; è
inoltre uno strumento di protezione durante lo svolgimento dell’attività, è essenziale mostrare il
cartellino di riconoscimento. Rispondere in modo adeguato ai bisogni socio assistenziali.

Autonomia: è un diritto della persona poter decidere responsabilmente se accettare o rifiutare un


trattamento proposto. L’operatore deve rispettare la scelta dell’utente; ove occorre l’operatore
deve stimolare la persona nelle sue scelte e decisioni per autodeterminarsi nella propria volontà.
Occorre informare sempre la persona prima di qualsiasi intervento assistenziale e sanitario,
garantirgli che possa esprimersi, valutare le reazioni.

Principio di beneficenza: operare per il bene, fare in modo che le conseguenze delle nostre attività
risultino a vantaggio del assistito e per la sua salute. L’assistito ha il diritto all’assistenza fornita da
figure competenti, di ricevere interventi personalizzati; è necessario il coinvolgimento dell’OSS nel
lavoro di equipe, evitare umiliazioni, evitare disagio creato dall’intervento assistenziale, evitare
sofferenza e dolore fisico e psicologico.

Principio di giustizia: trattare tutti allo stesso modo per il principio di eguaglianza. Non dare a tutti
in modo eguale, ma dare a tutti in maniera equa in rapporto alle diverse e reali condizioni di
bisogno di ciascuno. Essere capaci di capire le priorità.

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4.TUTELA DELLA PRIVACY E RISERVATEZZA

La riservatezza riguarda una sfera più ampia di quella del segreto, una sfera di riserbo, di
discrezione di fatti e notizie che pur se conosciuti da un soggetto non possono essere rivelati ad
altri.

Per “tutela della privacy” si intende il diritto alla protezione dei dati personali, diritto dato dall’art.
1 del decreto legislativo 196 del 2003, che afferma che chiunque ha il diritto alla protezione dei
dati personali che lo riguardano. L’operatore socio sanitario deve quindi tutelare la privacy
dell’utente non solo per obbligo giuridico ma anche per le implicazioni del rapporto operatore-
utente, basato sulla fiducia e sul rispetto.

Il Codice della privacy distingue i dati in:

 Dati personali: qualunque informazione relativa a una persona fisica.

 Dati sensibili: dati personali che rivelano l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose,
filosofiche, le opinioni politiche nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la
vita sessuale.

L’OSS ha l’obbligo di mantenere il segreto professionale su tutto quanto apprende nell’ambito


della propria professione, per vincolo etico e deontologico prima che giuridico. È un
comportamento orientato alla riservatezza e tutela la libertà e la sicurezza dei rapporti personali. È
sufficiente che si manchi a quest’obbligo per essere punibili. La diffusione del segreto
professionale senza giusta causa o impiegata per un profitto è punita secondo l’art. 622 del codice
penale.

Per gli OSS che esercitano la propria professione all’interno della pubblica amministrazione, vige
inoltre l’obbligo alla riservatezza. La violazione del segreto d’ufficio è punita penalmente secondo
l’art. 326 del codice penale, che punisce chi viola i doveri inerenti le sue funzioni o il suo servizio,
abusando della sua autorità.

L’operatore sanitario, in caso di illecito, ha delle responsabilità:

CIVILE: sorge dal rapporto privato con l’utente —> porta conseguenze patrimoniali

La natura di tale responsabilità può essere: contrattuale o extra-contrattuale

Es. violazione contrattuale

PENALE: sorge alla commissione di un reato (previsto da legge / codice penale)

Si distinguono in: delitti e contravvenzioni

Colpa —> reato involontario

Dolo —> reato volontario (premeditato)

Es. lesioni alla persona da parte dell’operatore


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DISCIPLINARE: sorge in caso di non rispetto di codici professionali e principi etici

Es. la responsabilità disciplinare derivante dagli obblighi contrattuali, emerge nel


caso di un comportamento in servizio non conforme agli impegni assunti stipulando
il contratto di lavoro essenzialmente ispirato alle norme.

Principali reati:

 abuso della professione (esercitare senza abilitazione statale)

 Rivelazione del segreto professionale e di ufficio

 Lesioni penali

 Violenza privata (costringere a fare, tollerare od omettere qualcosa)

 Sequestro di persona (privare un individuo di libertà personale)

 Interruzione di pubblico servizio.

NB: si segnala che dal 25 maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla protezione
dei dati personali (Regolamento UE n. 2016/679, noto con la sigla GDPR: General Data Protection
Regulation)

Il regolamento disciplina il trattamento dei dati delle persone fisiche.

Rispetto alla normativa italiana previgente vengono ampliate le definizioni relative ai dati, intesi come
l’insieme di informazioni che consentono l'identificazione di una persona. Vengono definiti, in particolare:

 Dato personale (art. 4 paragrafo 1): informazioni relative a persona fisica identificata o identificabile.
La persona può essere identificata direttamente o indirettamente ( es. mediante il nome, un numero di
identificazione, dati relativi all'ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici
della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale).

 Categorie particolari di dati personali (ex dati sensibili) (art. 9 paragrafo 1): dati personali come
l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l'appartenenza
sindacale, dati relativi alla vita sessuale o all'orientamento sessuale della persona, nonché:

 Dati genetici: ereditati o acquisiti, ottenuti tramite analisi di DNA ed RNA da un campione biologico
della persona fisica in questione.

 Dati biometrici: come l’immagine facciale, grazie ai quali è possibile identificare una ed una sola
persona fisica.

 Dati sulla salute: sia fisica che mentale, passata, presente o futura, ma anche informazioni su
servizi di assistenza sanitaria, laddove presenti, indipendentemente dalla fonte, quale, ad esempio,
un medico.

 Dati personali relativi a condanne penali o reati (art.10)

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Paragrafo INTRODUZIONE a cura di Roberta Sarego, Daniela Baccolini, Giuseppe Ciampa,
Orlando Maviglia, Massimiliano Caravita

Paragrafo RIFERIMENTI NORMATIVI a cura di……………….

Paragrafo I VALORI DELLA PERSONA a cura di Loretta Coppola, Sara Quadri, Kone Djakaridja,
Ketti Tommasini, Shorena

Paragrafo TUTELA DELLA PRIVACY E RISERVATEZZA a cura di Chiara Camerlo, Antonella Valenti,
Alessia Saraco, Alberto Giuliani, Lorenzo Mariani