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Nota Tecnica 13 / 00

LINEA SOLLEVAMENTO ACQUA (LS)


L’autoclave a membrana intercambiabile rappresenta un
componente necessario per un duraturo e regolare funzionamento
degli impianti di distribuzione dell’acqua potabile. La loro
funzione consiste nell’aumento della pressione con cui l’acqua
proveniente dall’acquedotto perviene alle utenze.
Soprattutto in pianura, e in condizioni di diffuso prelievo dalla
rete idrica (ad esempio d’estate), può accadere che la pressione
della rete pubblica non sia sufficiente a far giungere la portata
richiesta fino ai rubinetti più alti e lontani dell’edificio.
Per garantire la regolare erogazione idrica alle utenze anche
quando la pressione dell’acquedotto scende al di sotto del valore
minimo necessario a questo scopo, si dovrà installare una pompa
in prossimità dell’alimentazione.
Data la discontinuità delle richieste da parte degli utenti, è
opportuno installare un serbatoio di accumulo che riesca a
compensare la differenza tra quanto viene fornito dalla pompa e
quanto viene utilizzato dall’utenza, limitando così il numero di
avviamenti della pompa.
Analogamente agli impianti di riscaldamento, esistono due
tipologie di serbatoio: aperto e chiuso.
Il serbatoio chiuso viene installato al piano terra dell’edificio.
Tramite aria compressa si mette in pressione l’acqua sino al valore
richiesto per la corretta alimentazione della rete. La compressione
dell’aria nel serbatoio può avvenire:
1) direttamente, con l’ausilio di un compressore o
attraverso la precarica del vaso dotato di membrana;
2) indirettamente, per mezzo della stessa acqua pompata
nel recipiente (vaso senza membrana).

COMPRESSIONE ARIA PER VIA INDIRETTA

V1, p1
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V2, p2
Va
patm

a) b) c)

a)autoclave piena di aria alla pressione atmosferica p atm e vuota


d’acqua, fatta eccezione per il fondo bombato inferiore.
b) p2 = pressione minima di funzionamento del sistema.
c)p1 = pressione massima di funzionamento del sistema.

p1  p2  1  2 bar

Il funzionamento del sistema all’interno delle due pressioni


limite è regolato da un pressostato che comanda l’attacco della
pompa alla pressione p2 e il disinserimento alla pressione p1.
La pressione p2 corrisponde alla somma del dislivello
dell’utenza più sfavorita (all’ultimo piano dell’edificio) rispetto
alla pompa di alimentazione, delle perdite di carico nel relativo
circuito e della sovrapressione idonea a garantire il regolare
funzionamento dei rubinetti.
La pressione p1 determina le caratteristiche di resistenza
strutturale del vaso; il suo volume è direttamente proporzionale
alla differenza p1 - p2.
In un’autoclave sprovvisto di membrana viene immessa una
quantità d’acqua pari a V a - V2 affinché l’aria e l’acqua sottostante
raggiungano la pressione minima p2 necessaria per l’erogazione
alle utenze.

COMPRESSIONE ARIA PER VIA DIRETTA

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Il compressore d’aria fornisce direttamente al sistema aria alla
pressione minima p2, senza che la compressione venga effettuata
dall’acqua. Il volume del serbatoio può essere ridotto della
quantità Va - V2.

Va V2 p2 Compressore

In un autoclave con membrana l’azione del compressore è


sostituita da un cuscino aria-azoto che, oltre al risparmio
energetico dovuto all’eliminazione del compressore, permette di
mantenere l’acqua (anche corrosiva o calcarea) fuori dal contatto
sia con la miscela gassosa, sia con le pareti metalliche del vaso.
È importante tenere presente che, all’installazione del vaso, la
pressione di precarica deve essere regolata a un valore inferiore di
circa 0.2 bar rispetto alla pressione p 2 di riavvio della pompa.
Infatti, la pressione di precarica si riferisce al vaso privo di acqua:
se fosse maggiore di p2, una volta svuotatosi il vaso in seguito al
prelievo da parte delle utenze, la pompa non avrebbe ancora
ricevuto il consenso a riavviarsi.

SCELTA DI UN VASO A MEMBRANA IN FUNZIONE


DI ACCUMULO “RISERVA D’ACQUA”

Determinare i seguenti elementi:


 Pressione relativa minima di taratura del pressostato: p 2 = 1 bar;
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 Pressione relativa massima di taratura del pressostato: p 1 = 3


bar;
 Assorbimento massimo in litri/minuto dell’impianto: A.MAX =
180 l/min;
 Potenza dell’elettropompa: P = 4 kW.

Calcolo pratico
Per evitare un numero orario eccessivo di avviamenti della
pompa, l’esperienza dimostra che la riserva utile di acqua
contenibile nell’autoclave deve corrispondere all’assorbimento
massimo dell’installazione, espresso in litri/minuto, rettificato in
funzione della potenza, in kW, della pompa ( A.MAX  K) .
La tabella seguente riporta i coefficienti K corrispondenti alle
diverse potenze delle pompe:
P [kW] 1 2 3 4 5 6 8 10
K 0.25 0.33 0.42 0.50 0.58 0.66 0.83 1.00

Nell’esempio: Riserva utile dell’autoclave: R  180  0.50  90 litri

Per ottenere la capacità totale del serbatoio da installare, si


ricerca nella tabella sottostante, alla colonna corrispondente alle
pressioni di funzionamento del pressostato (nell’esempio, 1 e 3
bar), la riserva utile di acqua immediatamente superiore a quella
calcolata (100 l, per l’esempio dato). Quindi, nella colonna di
sinistra si legge la capacità totale del serbatoio da installare: 200 l.

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VOLUME UTILE DELL'AUTOCLAVE IN FUNZIONE DELLE PRESSIONI DELL'IMPIANTO [l]


Pressione relativa minima di taratura del pressostato (avviamento della pompa) [bar]
1 1 1 1,5 1,5 2 2 2 2,5 2,5 2,5 3
Pressione relativa massima di taratura del pressostato (disinserimento della pompa) [bar]
Vol. vaso 2 2,5 3 2,5 3 3 3,5 4 3,5 4 4,5 4
5 1,7 2,1 2,5 1,4 1,9 1,3 1,7 2,0 1,1 1,5 1,8 1,0
8 2,7 3,4 4,0 2,3 3,0 2,0 2,7 3,2 1,8 2,4 2,9 1,6
16 5,3 6,9 8,0 4,6 6,0 4,0 5,3 6,4 3,6 4,8 5,8 3,2
19 6,3 8,1 9,5 5,4 7,1 4,8 6,3 7,6 4,2 5,7 6,9 3,8
20 6,7 8,6 10,0 5,7 7,5 5,0 6,7 8,0 4,4 6,0 7,3 4,0
24 8,0 10,3 12,0 6,9 9,0 6,0 8,0 9,6 5,3 7,2 8,7 4,8
35 11,7 15,0 17,5 10,0 13,1 8,8 11,7 14,0 7,8 10,5 12,7 7,0
40 13,3 17,1 20,0 11,4 15,0 10,0 13,3 16,0 8,9 12,0 14,5 8,0
50 16,7 21,4 25,0 14,3 18,8 12,5 16,7 20,0 11,1 15,0 18,2 10,0
60 20,0 25,7 30,0 17,1 22,5 15,0 20,0 24,0 13,3 18,0 21,8 12,0
80 26,7 34,3 40,0 22,9 30,0 20,0 26,7 32,0 17,8 24,0 29,1 16,0
100 33,3 42,9 50,0 28,6 37,5 25,0 33,3 40,0 22,2 30,0 36,4 20,0
200 66,7 85,7 100,0 57,1 75,0 50,0 66,7 80,0 44,4 60,0 72,7 40,0
300 100,0 128,6 150,0 85,7 112,5 75,0 100,0 120,0 66,7 90,0 109,1 60,0
500 166,7 214,3 250,0 142,9 187,5 125,0 166,7 200,0 111,1 150,0 181,8 100,0
750 250,0 321,4 375,0 214,3 281,3 187,5 250,0 300,0 166,7 225,0 272,7 150,0
1000 333,3 428,6 500,0 285,7 375,0 250,0 333,3 400,0 222,2 300,0 363,6 200,0

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Nell’ipotesi di compressione del gas isoterma (assunzione
attendibile, considerando la lentezza del processo e l’assenza di
isolamento delle pareti del vaso), chiamando V t la capacità totale
dell’autoclave e R la riserva utile di acqua, si ha che:
p1  1
( p  1)  V  cos t. ( p 2  1)  Vt  ( p1  1)   Vt  R  Vt  R 
p1  p 2

Il termine p + 1 consente di passare dalle pressioni relative


alle pressioni assolute, necessarie per il corretto uso delle formule.

Le due successive tabelle, di cui la prima uguale alla


precedente, permettono di confrontare la riserva utile d’acqua
di un vaso di capacità totale Vt con o senza membrana. Il
coefficiente di riduzione è, mediamente, uguale a 0.3, a causa
della necessità di utilizzare, in assenza della membrana, una
considerevole parte del volume del vaso per portare la
pressione al valore minimo p2 di funzionamento del sistema.

RISERVA UTILE IN UN’AUTOCLAVE CON MEMBRANA

Pressione relativa minima (avviamento pompa) [bar]


1.5 1.5 2.0 2.0 2.0 2.5 3.0
Pressione relativa massima (disinserimento pompa) [bar]
2.5 3.0 3.0 3.5 4.0 4.0 4.0
Capacità totale vaso [l] Riserva utile [l]
40 11.4 15.0 10.0 13.3 16.0 12.0 8.0
60 17.1 22.5 15.0 20.0 24.0 18.0 12.0
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80 22.9 30.0 20.0 26.7 32.0 24.0 16.0
100 28.6 37.5 25.0 33.3 40.0 30.0 20.0
200 57.1 75.0 50.0 66.7 80.0 60.0 40.0
300 85.7 112.5 75.0 100.0 120.0 90.0 60.0
500 142.9 187.5 125.0 166.7 200.0 150.0 100.0
750 214.3 281.3 187.5 250.0 300.0 225.0 150.0
1000 285.7 375.0 250.0 333.3 400.0 300.0 200.0

RISERVA UTILE IN UN’AUTOCLAVE SENZA MEMBRANA

Pressione relativa minima (avviamento pompa) [bar]


1.5 1.5 2.0 2.0 2.0 2.5 3.0
Pressione relativa massima (disinserimento pompa) [bar]
2.5 3.0 3.0 3.5 4.0 4.0 4.0
Capacità totale vaso [l] Riserva utile [l]
40 4.4 6.0 3.2 4.4 5.2 3.2 2.0
60 6.6 9.0 4.8 6.6 7.8 4.8 3.0
80 8.8 12.0 6.4 8.8 10.4 6.4 4.0
100 11.0 15.0 8.0 11.0 13.0 8.0 5.0
200 22.0 30.0 16.0 22.0 26.0 16.0 10.0
300 33.0 45.0 24.0 33.0 39.0 24.0 15.0
500 55.0 75.0 40.0 55.0 65.0 40.0 25.0
750 83.0 112.0 60.0 83.0 100.0 60.0 38.0
1000 111.0 150.0 80.0 111.0 130.0 80.0 50.0

COLPO D’ARIETE

Oltre a rendere disponibile alle utenze un’adeguata riserva


d’acqua, le autoclavi a membrana intercambiabile svolgono
l’altrettanto importante funzione di anticolpo d’ariete.

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Si tratta di un fenomeno che, nelle condotte degli impianti di
sollevamento, si verifica in seguito all’arresto improvviso del
gruppo motore-pompa.
Venendo a mancare l’erogazione dell’acqua, si verifica una
oscillazione negativa della pressione, seguita poi da una
oscillazione positiva, con valori massimi in prossimità del gruppo
stesso. Gli effetti sono duplici: deformazione della parete dei tubi,
fino a provocare anche gravi rotture, e rumorosità dell’impianto
sanitario, che si amplificano all’aumentare della velocità
dell’acqua, della lunghezza della condotta e della rapidità della
manovra di chiusura. La portata in condotta viene fornita dalla
diminuzione del contenuto d’acqua nel vaso.
Una situazione analoga si verifica con le rubinetterie a
chiusura rapida, per le quali è previsto l’impiego di un vaso di
capacità pari 0.16 l, data comunque la relativamente modesta
entità delle oscillazioni in gioco.

SCELTA DI UN VASO A MEMBRANA IN FUNZIONE


DI “ANTICOLPO D’ARIETE”

Per individuare la CAPACITÀ del vaso da installare


finalizzato alla funzione di “anticolpo d’ariete”, si consiglia di
seguire il seguente schema di calcolo con l’ausilio della tabella

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(1). Le velocità indicate vanno intese come consigliate per evitare
la rumorosità dovuta alla circolazione del fluido.

1) IPOTESI IN CUI SIA CONOSCIUTA LA PRESSIONE


DELL’IMPIANTO
Dati i seguenti elementi:
- pressione massima 5 bar
- diametro tubazione 2”1/2
- lunghezza tubazione 100 m
si rileva che la CAPACITÀ LINEARE del serbatoio desumibile
dalla tabella (1) corrisponde a 0.8162 l/m. Pertanto:

CAPACITÀ TOTALE = Capacità lineare  lunghezza tubazione


= 0.8162  100 = 81.62 l

Il vaso da scegliersi avrà la capacità di 100 l.

2) IPOTESI IN CUI SIA CONOSCIUTA LA PORTATA


DELL’IMPIANTO

Dati i seguenti elementi:


- portata dell’impianto 20 m3/h
- diametro tubazione 2”1/2
- lunghezza tubazione 100 m
si rileva che la CAPACITÀ LINEARE del serbatoio desumibile
dalla tabella (1) corrisponde a 0.8162 l/m. Pertanto:
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CAPACITÀ TOTALE = Capacità lineare  lunghezza tubazione


= 0.8162  100 = 81.62 l

Per tenere conto del fatto che la portata indicata in tabella


riferita alla tubazione con diametro 2”1/2 corrisponde a 19 m3/h,
la capacità totale appena calcolata viene corretta nel seguente
modo:
81.62  ( 20 19 )  90.4 l  Il serbatoio idoneo
2

avrà la capacità di 100 l.

TABELLA (1): scelta del vaso in funzione


“anticolpo d’ariete (precarica = 3.5 bar)

Diametro tubazione 1/2” 3/4” 1” 1”1/2 2” 2”1/2 3” 3”1/2 4”


Velocità [m/s] 1.12 1.19 1.38 1.48 1.47 1.50 1.58 1.62
Portata [m3/h] 0.9 1.5 3.0 7.0 12.0 19.0 27.0 37.0 48.0
Pressione [bar] Capacità minima del vaso per unità di lunghezza [l/m]
5 0.0457 0.0568 0.1271 0.3077 0.5087 0.8162 1.1447 1.5793 2.0191
6 0.0200 0.0248 0.0557 0.1348 0.2229 0.3576 0.5015 0.6920 0.8847
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7 0.0120 0.0149 0.0335 0.0811 0.1342 0.2153 0.3019 0.4166 0.5326
8 0.0084 0.0104 0.0234 0.0568 0.0939 0.1507 0.2113 0.2916 0.3728
9 0.0064 0.0080 0.0179 0.0433 0.0717 0.1150 0.1613 0.2226 0.2846
10 0.0052 0.0064 0.0144 0.0350 0.0578 0.0928 0.1302 0.1796 0.2296
11 0.0043 0.0054 0.0121 0.0293 0.0485 0.0778 0.1091 0.1506 0.1925
12 0.0037 0.0046 0.0104 0.0253 0.0418 0.0671 0.0941 0.1298 0.1660
13 0.0033 0.0041 0.0092 0.0222 0.0368 0.0590 0.0828 0.1141 0.1461
14 0.0029 0.0036 0.0082 0.0199 0.0329 0.0528 0.0710 0.1022 0.1307
15 0.0026 0.0033 0.0074 0.0180 0.0298 0.0479 0.0671 0.0926 0.1184

LINEA OSMOSI

Tale fenomeno si manifesta in presenza di una membrana


semipermeabile interposta tra l’acqua pura e una soluzione
acquosa, contenente sostanze disciolte e in sospensione: l’acqua
diffonde nella soluzione, creando un dislivello tra la soluzione e
l’acqua (vedi figura).

membrana

.... ....
acqua .. soluzione acqua .. soluzione
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La forza motrice del processo è la pressione osmotica :


quando la pressione dovuta al dislivello tra la soluzione e l’acqua
pura eguaglia , il fenomeno cessa.

Supponendo di collocare un pistone a contatto col pelo libero


della soluzione, e potendo agire su di esso con una pressione
esterna variabile P, questa deve essere pari a  per ottenere lo
stesso risultato.

La pressione osmotica può pertanto essere definita come la


pressione cui deve essere assoggettata la soluzione per impedire il
passaggio del solvente attraverso la membrana semipermeabile.
Se P >  avviene il fenomeno detto osmosi diretta, mentre, se
P <  ha luogo l’osmosi inversa, vale a dire il deflusso di solvente
dalla soluzione verso l’acqua pura.
Il processo di osmosi inversa riveste notevole importanza
tecnologica perché permette di:
a)ottenere acqua praticamente pura a partire da soluzioni (es.
dissalazione di acque salmastre e marine per la produzione
di acqua potabile);
b) migliorare le caratteristiche dell’acqua potabile erogata
dagli acquedotti (assenza di inquinanti) ai fini della
potabilità e dell’alimentazione delle caldaie a vapore.

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c)concentrare soluzioni diluite, che possono essere
successivamente subire un trattamento chimico per il
recupero del soluto.
Il punto debole di questi processi è rappresentato dalla
resistenza meccanica delle membrane, che devono sopportare
pressioni piuttosto elevate (anche 30 bar).
L’impianto ad osmosi inversa necessita di un serbatoio di
accumulo dato che il filtraggio avviene lentamente. L’acqua
prodotta entra in contatto con una membrana intercambiabile in
butile compatibile per usi alimentari e con una flangia e un
raccordo in acciaio inossidabile.

MATERIALI DELLE MEMBRANE


Le membrane dei vasi di espansione, sono realizzate in
materiali diversi a seconda del liquido che sono destinate a
contenere.

 Nitrile (NBR): resistente ad olii e grassi e, con le


opportune percentuali di acrilonitrile anche a benzine e
gasolio. Temperatura massima: 110 °C.

 Butile (IIR): resistente all’invecchiamento, è


normalmente impiegato negli impianti di riscaldamento.
Preparato secondo apposite ricette, è adatto per usi
alimentari (raffreddamento del latte). Temperatura massima:
120 °C.

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 Butadiene-stirene (SBR): impiegato negli impianti


di riscaldamento, ha un costo leggermente inferiore rispetto
al butile. Non idoneo per acqua potabile.

 Etilene-propilene (EPDM): resistente agli acidi. È


meno impermeabile del butile.
Temperatura massima:155 °C.

Attualmente l’uso della gomma naturale va scomparendo


perché, pur essendo più elastica, è meno impermeabile del butile;
inoltre, presenta scarsa resistenza alla flora batterica e facilità di
formazione di muffe.

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