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TRENDS IN SUICIDE PREVENTION

CONVEGNO INTERNAZIONALE DI SUICIDOLOGIA E SALUTE PUBBLICA


13-14 SETTEMBRE 2018
GIORNATA MONDIALE PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO EDITIO
N
NIR
DECIMO ANNIVERSARIO DEL SERVIZIO PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO SOUVE

N° 1 - 2018 SAPIENZA, UNIVERSITÀ DI ROMA

1 GIORNATA MONDIALE
PER LA PREVENZIONE
DEL SUICIDIO

4 ILVALUTAZIONE
SUICIDIO E LA
DEL
RISCHIO

8 ICHESURVIVORS:
RESTANO
QUELLI

15 SPS: 10 ANNI DI
ATTIVITÀ

Redazione a cura di
Salvatore Sarubbi e Elena Rogante
Impaginazione Studio Grafico Agostini

Everybody’s Essential un evento seminariale come mo-


mento di riflessione nell’ambito
della Giornata Mondiale per la
aiutandomi senza limiti di sorta,
con abnegazione, gratuitamente
e con la spontaneità di chi crede
un’impresa possibile. Iniziammo a Prevenzione del Suicidio, il 10 fermamente nella causa.
fare propaganda sulla possibilità settembre di ogni anno. Nelle Elencare quanti sono stati impor-
di prevenire il suicidio, concetto primissime edizioni eravamo po- tanti nel contribuire ad essa, nel
sconosciuto ai più. Iniziammo che decine di partecipanti; oggi, tanto o nel poco, richiederebbe
a diffondere il ruolo del dolore l’attuale evento conta migliaia di un intero volume; ho chiari nella
mentale come ingrediente base richieste. stima e nella riconoscenza tutti
del suicidio e così mettemmo in L’edizione 2018 del Convegno i loro nomi. Tra tutti, la Dott.ssa
evidenza l’individuo e la sua sof- Internazionale per la Preven- Denise Erbuto è stata oltre ogni
ferenza piuttosto che un fenome- zione del Suicidio è connotata limite la persona che ha condiviso
no carico di stigma e visto come dalla recente decisione dell’A- con me luci ed ombre di questo
un tabù. zienda Ospedaliero-Universitaria percorso, permettendo alle nostre
Ricordo ancora con molta preci-
Contestualmente inventammo uno Sant’Andrea di riconoscere al attività di continuare sempre e
sione quando, circa 10 anni fa,
spazio nel quale riunire in gruppo sottoscritto un programma infra- comunque, con una forza e te-
gettammo le basi per un servizio
soggetti a rischio di suicidio. Que- dipartimentale intitolato “Attività nacia insuperabili, acume clinico
per la prevenzione del suicidio.
sta esperienza unica di condivisio- di valutazione e gestione del ri- e rara sensibilità umana: un gra-
Ero già stato a contatto per alcu-
ne, non solo di emozioni negative schio di suicidio e per l’assistenza zie speciale mi piace riservarlo
ni anni con Edwin Shneidman che
ma della complessità di ognuno, ai survivors”. a lei. Auguro a tutti un proficuo
negli anni ’50 del secolo scorso
ha rappresentato un momento È il traguardo rincorso per anni. convegno e invitandovi ad unirvi
aveva dato vita al primo centro
formativo anche per noi operatori Colgo l’occasione per dire gra- sempre più nella prevenzione del
per la prevenzione del suicidio.
chiamati nel ruolo di conduttori. zie a tutti coloro che mi hanno suicidio.
Mi resi conto che un discreto nu-
Dal 2005 iniziai ad organizzare sostenuto, hanno creduto in me Maurizio Pompili
mero di persone, che mi circonda-
vano come “collaboratori”, non
si sottraevano alla conoscenza
della prevenzione del suicidio,
anzi mostravano interesse e de-
dizione. Ciò che all’inizio sem-
brava una montagna impossibile
da scalare divenne a poco a poco
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Cenni sul suicidio


L’Organizzazione Mondiale della diviene “esplosiva” quando l’in-
Sanità stima circa 880.000 morti dividuo si rende conto che, per
per suicidio ogni anno nel mon- risolvere tale sofferenza estrema,
do. È la tragedia umana che an- il suicidio è la migliore soluzione.
nualmente si consuma superando Nella trattazione del suicidio la
le morti per attentati terroristici, parola chiave non è ‘morte’ ma
conflitti bellici e calamità naturali ‘vita’, dal momento che questi
messe insieme. individui sono fortemente ambi-
Il suicidio è il risultato di una valenti circa la loro scelta: voglio-
complessa interazione di fattori no vivere ma senza il loro dolore
psicologici, biologici e sociali ed mentale insopportabile.
è sempre legato a dispiaceri, ver- Sebbene i contributi nella ricer-
gogna, umiliazione, paura, terro- ca sul suicidio siano sempre più
re, sconfitte ed ansia: ingredienti numerosi, solo una minoranza di
questi del dolore mentale che essi apporta indicazioni pratiche e
conducono ad uno “stato pertur- facilmente assimilabili.
bato”. La suicidologia è la scienza de-
Si tratta di uno stato della mente dicata alla prevenzione e allo
in cui il soggetto perde gli abituali studio scientifico del suicidio; il
punti di riferimento. Si sente an- termine è attualmente impiegato
gosciato, frustrato, senza aspetta- per riferirsi allo studio del feno-
tive nel futuro e inaiutabile. Una meno suicidario e degli interventi
miscela, questa, di emozioni che volti a ridurne il rischio.

EDWIN S. SHNEIDMAN: fenomenologica. La sua libreria, contenente edizioni rare e introvabili


dei suoi libri, era ubicata in un polveroso studiolo, dove giaceva la

IL RICORDO
macchina da scrivere che lo aveva accompagnato nella stesura dei
suoi saggi.
L’emozione di quell’incontro fu immensa. Mi regalò, inoltre, una
Conobbi Edwin Shneidman sul finire della sua lunga carriera di sui- copia del suo ultimo libro, A commonsense book of death, che ri-
cidologo, quando il suo fisico sentiva il peso dell’avvicinarsi dei no- assumeva la sua carriera di esperto di tanatologia e di essere
vant’anni ma la sua mente era ancora vivace nel continuare a inda- umano nell’avvicinarsi alla morte, scrivendo, nella dedica, insie-
gare il suicidio. La collaborazione, che seguì a quel primo incontro, me ad altre parole: “Al mio figlio italiano”. Morì con accanto le
durò anni caratterizzandosi per qualcosa di profondo in cui amicizia mie foto e quelle della mia famiglia alla quale era molto affezio-
e scienza si fondevano in un legame che sembrava destinato a con- nato. La mente di Shneidman era quella di un ricercatore scrupo-
solidarsi nel tempo. Non c’è dubbio che la mia ammirazione per lui, loso e attento. La grandezza del suo pensiero risiede nell’aver
personaggio chiave della suicidologia e suo fondatore, fu il primum offerto una risposta esaustiva al perché un individuo si suicida.
movens per lo sviluppo del nostro rapporto. Fu un privilegio per me apprendere i risvolti di oltre cinquant’anni
Lo avevo contattato per invitarlo a scrivere un articolo per una nuo- di storia di questa disciplina. Si occupò per il National Institute of
va rivista per la quale mi era stato chiesto di selezionare potenziali Mental Health degli Stati Uniti della prima strategia nazionale per
autori eminenti. Fui sorpreso per la sua immediata disponibilità. Nel la prevenzione del suicidio. Senza dubbio ha guidato il mio attuale
frattempo, mi ero trasferito al McLean Hospital della Harvard Medical modo di aiutare gli individui a rischio di suicidio.
School di Boston per un periodo di ricerca.
Non passò molto tempo, quando, un giorno, trovai nella mia segre-
teria telefonica, un messaggio nel quale Shneidman in persona si
offriva per una più approfondita conoscenza, annunciando, inoltre,
la disponibilità ad aiutarmi nel contesto della ricerca sul suicidio. Fin
dall’inizio, fu un incontro speciale in cui io, giovane, cercavo di assor-
bire, carpire e riconoscere tutti gli stimoli, le nozioni e le indicazioni
di un saggio che godeva dell’ammirazione di molti. Nel contempo, lui
vedeva in me il tramite per realizzare ciò che ormai l’età gli impediva.
Si trattò di un vero e proprio passaggio di testimone.
Quando per la prima volta entrai nella sua casa di Los Angeles fu
come immergermi nella realtà fino ad ora e più volte letta nei suoi
libri. Le pareti erano intrise di riferimenti a Melville e a Moby Dick. Lo
studio di Moby Dick, in particolare, aveva impegnato Shneidman per
anni e i riferimenti ai personaggi del romanzo gli avevano permesso
di descrivere la sofferenza della mente umana a partire da una chiave
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Dolore mentale e che definiscono la sua personalità,


e bisogni psicologici che, laddove
dialogo interiore in cui la mente,
in cerca di soluzioni, passa in ras-

hopelessness
frustrati, inducono l’individuo a segna tutte le opzioni possibili.
scegliere di morire. Quando emerge l’idea del suici-
Potremmo dire che si tratta della dio la mente la rifiuta continuan-
frustrazione di bisogni vitali; que- do la verifica delle opzioni. Trova
Nel corso di una vita trascorsa a portabile dolore mentale, lo scopo sti bisogni psicologici includono il il suicidio, lo rifiuta di nuovo; alla
studiare il suicidio, Edwind Shneid- dell’intervento è quello di alleviar- bisogno di raggiungere qualche fine la mente accetta il suicidio
man, padre della suicidologia, ha lo. obiettivo, come affiliarsi ad un come soluzione, lo pianifica, lo
concluso che l‘ingrediente base Se, infatti, si ha successo in que- amico o ad un gruppo di persone, identifica come l’unica risposta,
del suicidio è il dolore mentale. sto compito, l’individuo che voleva essere autonomi, opporsi a qual- l’unica opzione disponibile.
Egli chiama questo dolore insoppor- morire sceglierà invece di vivere. cosa, imporsi, il bisogno di essere S’impone uno stato di costrizione
tabile “psychache”; la conoscenza Le fonti principali di dolore psi- accettati e compresi e il conforto. psicologica una visione tunnel, in
di questo dolore mentale poggia su cologico (vergogna, colpa, rabbia, È la frustrazione di questi bisogni cui la mente è soggetta, in una di-
poche, semplici domande: solitudine, disperazione) originano insieme al dolore che da essa de- namica dicotomica, ad un restrin-
“ Dove senti dolore?”; nei bisogni psicologici frustrati e riva, a creare la condizione insop- gimento del range delle opzioni a
“Come posso aiutarti?”. negati. portabile (psychache) per la quale due: avere una soluzione specifi-
Se il compito affidato al suicidio è Esistono, infatti, bisogni psicolo- il suicidio diviene l’unica soluzio- ca o totale (quasi magica) oppure
quello di porre fine ad un insop- gici con i quali l’individuo vive e ne. Il suicidio è il risultato di un la fine (suicidio).

Il ruolo
della disperazione FOCUS ON

L’hopelessness accomuna la mag- autosomministrata, composta da


gior parte dei suicidi; nonostante 20 item (vero/falso) di facile com-
EDWIN S. SHNEIDMAN
la mancanza di speranza, l’indivi- pilazione. York, PA (USA) 1918
duo a rischio desidera ancora vi- In uno studio su 1958 pazienti am- Los Angeles, CA (USA)2009
vere. Esiste una forte ambivalenza bulatoriali, la valutazione dell’ho-
tra “hope” e “hopelessness”. pelessness misurata con la BHS Fondatore del Los Angeles Suicide Prevention Center. È considera-
Il sentimento prevalente è quello era significativamente associata al to il padre della Suicidologia, la scienza dedicata allo studio e alla
di sentirsi intrappolato in una si- suicidio (Beck, 1989). Il cut-off di prevenzione del suicidio. Ricordiamo tra i molti lavori:
tuazione per la quale non si nutre 9 permise di identificare 16 dei 17
Shneidman, E. S. (1993). Suicide As Psychache: A Clinical Appro-
alcuna speranza (hope). L’hopeles- pazienti che alla fine commisero
ach To Self-Destructive Behavior. Northvale, NJ/London: Jason
sness è il fattore cardine del sui- il suicidio. Il gruppo ad alto rischio
Aronson, Inc.
cidio, persino più importante della riconosciuto con tale cut-off pre-
depressione. Beck e collaboratori sentava un rischio di suicidio di 11 Shneidman, E. S. (2004). Autopsy of a suicidal mind. Oxford Uni-
nel 1974 elaborarono la Beck Ho- volte superiore rispetto al resto del versity Press.
pelessness Scale (BHS), una scala campione.

riconosciuto ufficialmente dall’A- qualche nozione su come realiz- ziative, infatti, non esisterebbero
zienda, non esisteva. Era tuttavia zare anche in Italia un servizio senza il lavoro di collaborazione
già in essere l’instancabile opera dedicato alla prevenzione del sui- di tutti coloro che in 10 anni di
di ricerca del Prof. Pompili che, cidio. “Lavorare insieme per storia hanno lasciato traccia della
fin dai primi momenti della mia prevenire il suicidio”, questo propria esperienza e   presenza.
permanenza in ospedale – dove il titolo che quest’anno l’Inter- Sto parlando dei medici, tiroci-
ero approdata,   come molti, per national Association for Suicide nanti-psicologi, volontari, molti
svolgere il tirocinio post-laure- Prevention (IASP) ha scelto come dei quali hanno un posto nel mio
am – destò il mio interesse per il focus della Giornata Mondiale cuore, ma soprattutto dei tentato-
fenomeno suicidario, guidandomi per la Prevenzione del Suicido, ed ri di suicidio, persone con pensieri
DENISE ERBUTO verso la sua conoscenza. è in questa chiave d’azione che di morte, survivors che hanno vo-
Quando ho iniziato la mia espe- per tutti questi anni io e il prof. luto condividere nell’ambito del
rienza presso l’A.O.Universitaria I primi passi nella realizzazione Pompili ci siamo mossi per una mio lavoro clinico le loro storie.
Sant’Andrea, nel 2007, non ave- del Servizio sono stati compiuti efficace prevenzione del suicidio. È grazie alle loro parole che ho
vo cognizione di cosa fossero il “insieme”. Il servizio per la prevenzione del potuto trovare la forza di reggere
suicidio e la sua prevenzione. suicidio di Roma e il Convegno il peso di contenuti non sempre
Non ne avevo mai sentito parlare Ricorderò sempre le interminabi- Internazionale di Suicidologia accessibili e continuare così nel
e l’attuale Servizio per la Preven- li attese per po’ dell’attenzione e Salute Pubblica, come fiore lavoro di ricerca della complessità
zione del Suicidio, da pochissimo del Prof. Pompili e ricevere da lui all’occhiello delle sue tante ini- sottesa a questo fenomeno.
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Valutazione del FATTORI DI RISCHIO SOCIOCULTURALI


rischio suicidario Mancanza di sostegno sociale e senso di isolamento
Stigma associato a necessità di studio
In molte occasioni non si chie-
de nulla sul suicidio e troppo Ostacoli nell’accedere alle cure mediche, soprattutto relative alla salute
spesso si assume erroneamente mentale e all’abuso di sostanze
che l’indagine sul suicidio possa
consistere in un maggior rischio Credenze culturali e religiose (ad esempio credere che il suicidio sia una
per l’individuo in esame. Simon soluzione a dubbi personali)
(2006) indaga il concetto di ri-
Esposizione ad atti di suicidio (mass-media)
schio di suicidio immediato, no-
tando che tale rischio varia nei
giorni, nelle ore e nei minuti:
dunque per questi requisiti la sua FATTORI DI RISCHIO BIOPSICOSOCIALI
valutazione deve essere un pro-
cesso continuo e non un evento Precedenti tentativi di suicidio
isolato, almeno nei casi di alto ri-
schio. La stragrande maggioranza Storia familiare di suicidio
degli individui suicidi vuole vivere Hopelessness Tendenze impulsive e/o aggressive
ma non è in grado di vedere al-
ternative. Storia di trauma ed abusi
Questa ambivalenza vita-morte domande esplicite, chiedendo di- Disturbi mentali (dell’umore, schizofrenia, ansia grave, disturbi di per-
è il punto su cui si dovrebbe sof- rettamente sul suicidio. Una pri- sonalità)
fermare l’attenzione del clinico, ma indagine sui fattori di rischio
a dispetto di terapie basate su e sull’intenzione di suicidio può Alcol ed altri disturbi da abuso di sostanze
specifici sintomi e poco inclini a già condurre a determinare l’enti-
valutare circostanze e situazioni tà del rischio come basso, medio,
frustranti, per le quali il soggetto alto. Il livello di rischio può essere
sta soffrendo e non vede soluzio- meglio accertato valutando l’ho-
FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI
ne. La valutazione corretta del pelessness. Perdita di lavoro o perdita finanziaria
rischio di suicidio è un compito È indispensabile tener conto dei
assai arduo e necessita di compe- cambiamenti delle abitudini di Perdite relazionali o sociali
tenza e osservanza delle evidenze vita, sonno, appetito, rendimento
disponibili in letteratura. lavorativo o scolastico riferite dal Facile accesso ad armi letali
Troppo spesso i provvedimenti nei soggetto. Eventi locali di suicidio che possono indurre fenomeni di emulazione
confronti dei soggetti suicidari ri- L’ansia grave associata ad inson-
sentono delle convinzioni del sin- nia, attacchi di panico e hopeles-
golo, e si possono così osservare sness si rivela un buon predittore
decisioni assai diverse tra medici del rischio di suicidio a breve ter-
per uno stesso caso. mine. Un’adeguata valutazione
L’assessment del rischio deve ba- dovrebbe riguardare i rapporti so-
sarsi sulla valutazione dei fattori ciali del soggetto, oltre ai conflitti
che contribuiscono alla crisi suici- relazionali persistenti per i quali, in
daria. Nell’ambito di questa va- molti casi, i soggetti a rischio riferi-
lutazione è necessario effettuare scono di non vedere soluzione.

Per la produzione scientifica di rilievo internazio-


nale il Prof. Maurizio Pompili, Responsabile del
Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’A.O.U
Sant’Andrea e Presidente del Convegno Internazio-
nale di Suicidologia e Salute Pubblica, ha ricevuto
ad aprile del 2018 dall’agenzia di rating Expertsca-
pe il riconoscimento di:

2° Esperto al mondo
nel campo del Suicidio
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Ci sono delle semplici regole che è importante seguire nel comunicare con gli individui a rischio di suicidio.
In primis, è importante mantenere la calma ed ascoltare empaticamente.
Formulando alcune essenziali domande, utili ai fini della valutazione del rischio di suicidio.

Ti senti triste? Possiedi farmaci, armi da fuoco


o altri mezzi per commettere il
Senti che nessuno si prende cura
suicidio?
di te?
Pensi che vorresti morire?
Pensi che non valga la pena di
vivere? Hai un’idea di come farlo?

Ti è capitato di fare piani per


porre fine alla tua vita?

PREVENIRE IL SUICIDIO

COME COMUNICARE COME NON COMUNICARE SEGNALI D’ALLARME

Ascoltare attentamente e con calma Interrompere troppo spesso Parlare di suicidio o della morte
Dare segnali verbali come "magari fossi morto" o
Comprendere i sentimenti dell’altro con Esprimere il proprio disagio segnali meno diretti come "A che serve vivere?"
empatia
Dare l’impressione di essere occupato e Isolarsi dagli amici e dalla famiglia
Emettere segnali non verbali di accetta- frettoloso Perdita di interessi nel lavoro e nelle abitudini
zione e rispetto piacevoli
Dare ordini
Esprimere rispetto per le opinioni e i valo- Sentimento di non appartenenza
ri della persona in crisi Fare affermazioni intrusive o poco chiare Esprimere la convinzione che la vita non ha sen-
so e non ha speranza
Parlare onestamente e con semplicità Fare troppe domande
Disfarsi di cose care
Mostrare un miglioramento improvviso e inspie-
gabile dell'umore dopo essere stato depresso
Abitudini del sonno alterate
Rabbia, Ansia, Agitazione
Cambiamenti di umore repentini
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La psicoterapia
Edwin Shneidman propone una tamento cognitivo comportamen- consapevolezza, può mettere in può portare il terapeuta a ridurre
psicoterapia esclusivamente orien- tale e psicoterapie di sostegno. atto delle manovre difensive qua- il numero delle sedute e ad au-
tata al rischio di suicidio e prende Comprende sia incontri individuali li: repressione, formazione reatti- mentare l’intervallo di tempo tra
come elemento guida il costrutto che incontri di gruppo. va, proiezione, distorsione della una seduta e l’altra; l’imposizione
di psychache. La DBT è basata su tecniche orien- realtà e negazione del potenziale di compiti che superano le reali
tate al problem-solving bilanciate suicidario del paziente. Si pos- capacità del paziente può essere
La psicoterapia del dolore o con tecniche di supporto quali ri- sono, inoltre, riconoscere alcune motivata dall’aggressività del te-
anodyne psychotherapy, come flessione, empatia e accettazione. reazioni controtransferali durante rapeuta; il rifiuto categorico delle
definita da Shneidman, si basa Il focus del problema è stabilito la psicoterapia tali da avere un componenti erotiche del paziente
sul presupposto che il suicidio sia durante ogni singola sessione te- impatto notevole nel setting e in- può portare ad una conseguente
il risultato del dolore psicologico rapeutica in base alla gerarchia dei fluire sul rischio di suicidio: l’ansia ferita alla sua autostima.
insopportabile sperimentato dal comportamenti del paziente nelle
suicida. Lo scopo fondamentale di diverse aree di funzionamento; ad
questa psicoterapia è quello di alle- esempio, se vi sono stati tentativi FOCUS ON
viare la sofferenza del soggetto che di suicidio o minacce di suicidio
fa da motore ai propositi suicidari. dopo la sessione precedente, il
Vi sono differenti approcci psico- primo compito della sessione è
terapeutici utili nel trattamento di quello di applicare le strategie di MARSHA M. LINEHAN
persone a rischio di suicidio. problem-solving. Qualunque sia Tulsa, 1943
l’approccio, il paziente suicidario
Per anni la psicoanalisi si è ba- rappresenta una sfida per il tera-
sata sulla facilitazione dell’insight, peuta; egli rischia infatti di perdere Fondatrice della Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT), un
al fine di ottenere miglioramenti il paziente e questo può rappre- approccio psicoterapeutico, particolarmente efficace nel trat-
clinici, utilizzando l’interpretazio- sentare l’ostacolo principale della tamento del disturbo borderline di personalità, che combina le
ne e la chiarificazione, soprattutto relazione terapeutica. scienze comportamentali con concetti appartenenti alla filosofia
del transfert. Più recentemente si Buddista come l’accettazione e la mindfulness.
sono aggiunti aspetti utili nella te- Differenti possono essere le rea-
rapia dei pazienti suicidari quali: McCauley E, Berk MS, Asarnow JR, Adrian M, Cohen J, Korslund
zioni del terapeuta di fronte ad un
empatia, ascolto attivo, supporto, K, Avina C, Hughes J, Harned M, Gallop R, Linehan MM. Efficacy
paziente a rischio di suicidio: av-
chiarificazione, interpretazione, of Dialectical Behavior Therapy for Adolescents at High Risk for
vertire il proposito suicida come
validazione ed educazione. Inol- Suicide: A Randomized Clinical Trial. JAMA Psychiatry. 2018 Aug
minaccia alle proprie capacità
tre, maggiore enfasi sugli affetti 1;75(8):777-785.
terapeutiche e alla propria im-
e mentalizzazione di esperienze magine; rispondere con una forte Linehan MM, Korslund KE, Harned MS, Gallop RJ, Lungu A, Neac-
soggettive. aggressività di fronte alla distrut- siu AD, McDavid J, Comtois KA, Murray-Gregory AM. Dialectical
La terapia dialetticocompor- tività implicita dell’intento suici- behavior therapy for high suicide risk in individuals with border-
tamentale (DBT, Marsha Linehan, da. Ansia e sentimenti negativi line personality disorder: a randomized clinical trial and compo-
1993) è un trattamento manualiz- possono emergere nel terapeuta nent analysis. JAMA Psychiatry. 2015 May;72(5):475-82.
zato che combina strategie di trat- che, sospendendo ogni sforzo di
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Miti e fatti PER ULTERIORI


APPROFONDIMENTI

Il suicidio è ereditato o “corre in famiglia”.

Tutti gli individui suicidi sono malati di mente, e il suicidio è


sempre l’atto di una persona psicotica.

Gli studi rivelano che la persona suicida fornisce molti indizi e


avvertenze riguardo alle sue intenzioni suicide.

Pompili M. (2010)
La maggior parte dei suicidi è indecisa sul vivere o morire, e
La prevenzione
"scommette con la morte", lasciando agli altri la possibilità per del suicidio
salvarli. Quasi nessuno si suicida senza far sapere agli altri come Il Mulino
si sente.

La maggior parte dei suicidi si verifica entro circa tre mesi dall'i-
nizio del "miglioramento", quando l'individuo ha l'energia per
mettere in gioco i suoi pensieri e sentimenti morbosi.

Il miglioramento dopo una crisi suicida significa che il rischio


suicidario si è ridotto.

Il suicidio avviene senza preavviso.


Pompili, M. (2018)
Le persone che parlano di suicidio non commettono il suicidio. Phenomenology
of Suicide
Di ogni 10 persone che si uccidono, 8 hanno dato avvertimenti Springer
definitivi delle loro intenzioni suicidarie.

Fondazione Internazionale Menarini, con il suo contributo incondizionato nelle due pre-
cedenti edizioni del Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica ha incen-
tivato approfondimenti scientifici di portata internazionale favorendo una conoscenza
interdisciplinare.

La Fondazione Internazionale Menarini ha rinnovato la fiducia e il suo contributo anche


per questa XVI edizione.
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SURVIVORS
Quelli che restano… le ricadute del suicidio
Cercare di definire le proporzioni or social distress for a considerable non sanno cosa sia veramente il cietà nella sua interezza (Pompili &
del suicidio è comunque limitante length of time after exposure to the suicidio. Tatarelli, 2010).
se non si considerano tutti coloro suicide of another person”. Sono ricchi di dettagli circa l’ac-
che restano. Si stima, infatti, che per Pur mancando una definizione caduto, ossessionati dai fatti che
ogni suicidio ci siano almeno da sei chiara e unanime in letteratura, è hanno preceduto i mesi, i giorni, VISSUTI INDIVIDUALI,
a dieci persone indirettamente col- necessario chiarire che “sopravvi- le ore finali prima del gesto fata- RICADUTE SUL SISTEMA
pite dall’evento (Shneidman, 1973; vere al suicidio” differisce da una le; sono alla ricerca di un indizio FAMILIARE E STIGMA
Wrobleski, 2002; Colt, 1991), cifra “esposizione al suicidio” (Andries- capace di restituire un senso all’e-
questa probabilmente sottostima- sen, 2009; Jordan & McIntosh, vento e che permetta di mante- Gli studi effettuati sui sopravvissu-
ta, poiché non riconducibile a studi 2011; Berman, 2011). nere una integrità di fronte alla ti, messi a confronto con persone
empirici (Cerel et al., 2008). La suicidologia tende, infatti, ad minaccia di frammentazione deri- che hanno perso un caro per altra
Ma chi sono i Survivors? identificare con la prima espres- vante dal dolore. causa, mettono in evidenza alme-
È la popolazione dei sopravvissuti sione i testimoni, portatori di infor- Lo sforzo iniziale che segue la per- no tre elementi peculiari dei survi-
al suicidio, membri della fami- mazioni, osservatori in prima linea dita sembra dunque quello di “co- vors (Grad, 2005):
glia, amici intimi che perdono un che hanno vissuto e conosciuto noscere per capire” processo che, • il contesto tematico del dolore;
caro a causa del suicidio (McIn- intimamente la persona deceduta. seguendo dettami del tutto sog- • l’impatto del suicidio sul sistema
tosh,1993), nonché la più gran- L’esposizione al suicidio riflette, in- gettivi, si orienta verso la ricerca familiare;
de comunità di vittime nell’area vece, la situazione di una persona di risposte ai tanti perché. Molte • i processi sociali che circondano
della salute mentale connessa al che non aveva legami diretti col le domande dei survivors per cui i sopravvissuti: lo stigma.
suicidio, se si considerano anche defunto, ma che è venuto a co- non sussistono risposte, anche da
vicini, colleghi, pazienti o medici, noscenza della morte attraverso i parte di professionisti, non sempre
terapeuti e soccorritori che sono le resoconti di altri, o dai media (ad o non ancora preparati a gestire le IL CONTESTO TEMATICO
figure più spesso trascurate dopo esempio, il suicidio di una celebri- loro richieste. DEL DOLORE
un suicidio. tà), o che ha personalmente assi- Tutte queste domande e molte al-
tre creano un turbinio nella testa Il sopravvissuto sente che il proprio
del survivor dopo un suicidio. La lutto è differente da quello degli
Perché non ho saputo cogliere i segnali della maggior parte di essi non sa come altri. Prevale la convinzione che
articolare i pensieri e descrivere le non aver vissuto in prima persona
pianificazione del suicidio del mio caro? È proprie emozioni. la perdita di un caro per suicidio
normale essere arrabbiati? Certi farmaci Ognuno cerca, inizialmente, di ri- possa escludere l’altro dal capire
stabilire, facendo leva sulle proprie e comprendere la drammaticità in-
possono causare il suicidio? risorse personali, un qualche ordine trinseca dell’accaduto. Molti survi-
nel terribile caos che segue il sui- vors tendono ad attribuire questa
cidio. Ma ciò non sembra bastare. potenziale incapacità di compren-
Queste ultime categorie raramente stito alla tragedia senza, tuttavia, Solo in un momento successivo, dere il proprio vissuto anche ai
sono incluse nelle ricerche sulla aver conoscenza della persona in mai uguale a se stesso, si fa spazio professionisti del settore, evitando
survivorship, testimoniando che questione (ad es. gli agenti di po- la necessità di rintracciare un per- o ritardando così la richiesta di
l’identificazione come survivor si lizia, gli agenti di primo soccorso) corso da seguire. aiuto; ciò porta al pensiero di pre-
estende oltre la cerchia dei fami- (Andriessen & Krysinska, 2012). A volte si ricorre alle storie di altri cipitare in una dimensione solita-
liari (Cerel et al., 2013) indicando survivors nel tentativo di trovare ria di dolore inesprimibile. Lavora-
che l’attaccamento alla persona sollievo al proprio dolore; altre ci si re sulla comunicazione del proprio
deceduta è più importante della I RISVOLTI PER apre ad un dialogo con professio- dolore e sulla paura che da questo
specifica relazione parentale (Reed L’ESISTENZA DEL VERBO nisti da cui ricevere informazioni possa derivare un altro suicidio, e
& Greenwald, 1991). “TO SURVIVE” mediche e scientifiche che possa- tentare un ridimensionamento del
A tale proposito, risulta pregnan- no aiutare a capire la complessità senso di esclusività diventano un
te la definizione proposta da Nel termine survivor, dal verbo “to della mente umana. focus di intervento nell’ambito di
Andriessen (2009) “a survivor is survive”, si ascrive l’esperienza del Le difficoltà che i survivors sono un lavoro, individuale e/o di grup-
usually regarded as a person who continuare a vivere o ad esistere costretti ad affrontare quotidiana- po con i survivors.
lost a significant other (or a loved in presenza di condizioni avverse mente sono enormi, privati di un
one) by suicide, and whose life is o dopo la morte di qualcuno (An- potenziale di affetti, di creatività
changed because of the loss”. driessen, 2005). e di contributi a vari aspetti della L’IMPATTO DEL SUICIDIO
Jordan e McIntosh (2011) forni- Ma in che modo? vita. Non si tratta soltanto della SUL SISTEMA FAMILIARE
scono dettagli circa il vissuto che All’inizio i survivors non hanno un perdita di una persona, quanto del
segue alla perdita: “someone who linguaggio per comprendere cosa vuoto che essa lascia nelle tante Il suicidio rappresenta un evento
experiences a high level of self-per- sia successo: si confrontano con attività di chi rimane in vita, della traumatico che colpisce tutta la
ceived psychological, physical, and/ l’assenza della persona cara ma famiglia, della comunità, della so- famiglia destrutturando non solo
GI O RN ATA MO N D I A L E P E R LA P R E VE NZ IONE DE L SUIC ID IO 9

il singolo individuo ma l’organiz- que da numerosi fattori che inci- subdola rispetto a quella di atri sono costruite delle rappresen-
zazione familiare nella sua totalità. dono sulla capacità di rispondere periodi storici. tazioni sociali che molto spesso
In seguito al suicidio, come dopo in maniera funzionale all’evento Un lutto per suicidio può predi- ostacolano la richiesta d’aiuto non
ogni evento normativo o paranor- stressante. sporre il survivor, in qualche modo solo ai professionisti, ma anche
mativo, il sistema familiare si ritro- La famiglia capace, con un ade- ritenuto responsabile della morte, alle persone vicine affettivamente.
va a dover affrontare l’evento in guato sostegno, di attivare le ad un isolamento sociale, preclu- Il racconto della storia del suicidio
modo diverso, modificando la sfe- proprie risorse, sarà in grado di dendo quel senso di connessione e della persona suicida, attraverso
ra relazionale e sociale attraverso riorganizzarsi e trovare il proprio sociale che è considerata un fat- il metodo dell’autopsia psicologica
l’espletamento di determinate equilibrio. tore protettivo nella maggioranza (Hawton, Applebay et al., 1998),
funzioni: ridefinire ruoli, confini, Il focus dell’intervento è promuo- delle avversità (Rando, 1995). può rivelarsi un momento molto
compiti, sistemi di valori. vere le interconnessioni tra i mem- Le conseguenze più dannose della terapeutico: destrutturando il pre-
I survivors possono sentire di aver bri utilizzando strategie capaci di stigmatizzazione e dei comporta- giudizio, permettendo l’emergere
perso ogni parvenza di vita fami- rafforzare la fiducia della famiglia menti di evitamento, così comuni di nuove connessioni tra gli eventi
liare (Demi & Howell, 1991). e attivare nuove risorse. nei sopravvissuti, risiedono nella e riducendo colpa e responsabilità
Il suicidio può portare a una di- ridotta possibilità che essi chieda- personale.
struzione reale o percepita della no aiuto e conforto.
struttura familiare e dei differenti I PROCESSI SOCIALI Spesso i survivors si aspettano
legami. In seguito al suicidio, al- CHE CIRCONDANO I sostegno e conforto, e se le loro IL TEMPO DELLA
cune famiglie possono avere una SOPRAVVISSUTI: LO aspettative vengono disattese si RIELABORAZIONE E IL
reazione emotiva intensa per poi STIGMA sentono offesi, feriti e abbandona- TEMPO SOSPESO
riadattarsi subito dopo, mentre al- ti (Neimeyer & Jordan, 2002). Lo
tre possono mostrare al momento Nel caso dei sopravvissuti, il tema stigma associato alla perdita per Dal momento in cui la notizia della
una reazione meno intensa e ri- del suicidio può rimanere un argo- suicidio è un sentimento storica- morte della persona cara raggiun-
spondere all’evento in un secondo mento tabù anche per numerosi mente ereditato. ge colui che resta, la vita subisce
tempo con sintomi sia fisici che anni. Un’eredità pesante sulla quale si una battuta d’arresto, e il divario
emotivi. Taciuto e vissuto in silenzio, il sui- tra un “prima” ed un permanente
Alcune possono riferire maggiore cidio costituisce un fardello spesso “dopo” appare incolmabile.
vicinanza e comunicazione, altre ceduto in “eredità” ai membri più Occorre tempo per capire che il
evidenziare importanti difficoltà giovani della famiglia. Il suicidio è genetico? suicidio e la morte sono due entità
(Provini et al., 2000). La ferita per la perdita è, in alcu- separate e che occorre affrontare
La riorganizzazione familiare è ni casi, mai risolta interamente,
È normale pensare di il tema del suicidio prima di poter
dunque un processo che richiede vissuta come irrimediabile e con voler morire? piangere la morte.
la conoscenza del significato di netto decadimento della qualità di La morte di un altro significati-
caos e ordine, poiché presuppone un’intera vita (Grad, 2005). Si tratta di una vo evoca quindi forti sensazioni,
il destrutturare per ristrutturare. Il lutto per suicidio è particolar- malattia mentale? aprendo una nuova dimensione
È importante che sia la famiglia mente difficile da elaborare sia relazionale, che nella sua defini-
a ritrovare il proprio ordine e che personalmente che socialmente, Qual è il normale zione ufficiale prende il nome di
non venga imposto. Il tempo ne- poiché complicato da retaggi cul- tempo di lutto dopo “lutto”.
cessario alla famiglia per ristabilire turali antichi e radicati, ed aggra- A seguito di una perdita, l’assen-
un nuovo equilibrio dipende, dun- vato da una stigmatizzazione più un suicidio? te diventa “grande presente”, il
10 G IORN ATA MON D IA LE PER LA PREVEN ZION E D E L S U ICID IO

un dialogo a due o più voci offre chi resta a co-costruire la propria


alla perdita un contesto, oltre che storia in un contesto affettivo sup-
uno spazio di pensabilità. Si im- portivo.
pone così l’obiettivo di costruire Queste tecniche possono essere
un terreno comune, un linguag- considerate “gli alleati necessari
gio condiviso attraverso cui arri- per attivare un processo terapeu-
vare a scoprire nuove intuizioni tico” (Kaslow & Aronson, 2004).
ed informazioni sul suicidio. Ogni La società non dovrebbe assistere
incontro con i survivors è carico di inerme ma al contrario farsi carico
emozioni. della sofferenza di questa popo-
È importante, quindi, sottolinea- lazione, offrendo le risorse neces-
re che nessun professionista può sarie per superare il dolore della
avere la pretesa di lavorare per perdita e favorire un’accettazione
molto tempo nel campo del sui- sul piano soggettivo e sociale.
cidio senza appoggi e sostegni In tale direzione diviene quindi
personali. fondamentale l’attuazione di cam-
Si rischia il burnout, il distacco pagne informative allo scopo di
o anche ciò che viene chiamata promuovere interventi di sostegno
“fatica della compassione” (Fi- per le persone che sopravvivono al
gley, 1995) o “trauma vicario” suicidio (Mitchell et al. 2003).
(Nelson, 1996). Ciò potrebbe rivelarsi utile anche
Se le difese del professionista falli- per i diversi operatori della salu-
scono, il dolore del paziente arriva te mentale, che attualmente non
con una forza tale da procurare un dispongono di linee guida ben
ricordo della persona defunta, i IL VALORE fallimento della sintonizzazione definite e chiare per gli interventi
vissuti condivisi, si appropriano DELL’INCONTRO: L’AIUTO emotiva. di postvention nei sopravvissuti al
del presente, soprattutto nella AI SURVIVORS In questa condizione, non solo non suicidio (AFSP Workshop, 2003;
fase iniziale, e la possibilità che si è utili alla persona, ma si rischia Grant Kalischuk & Davies, 2002;
possano venire meno viene inter- Durante la prima conferenza di spaventarlo o di rifiutarlo. I pro- Seeber 2002).
pretata dal survivor come perdita dell’American Association of Sui- fessionisti, pur consapevoli di non
di ogni traccia dell’altro. Il tem- cidology, nel 1968, Shneidman ha poter fermare il tempo riportando
po, nell’incontro con il survivor, coniato la parola “postvention”, in vita la persona scomparsa, sono IN CONCLUSIONE…
diviene uno spazio di riflessione per definire le iniziative volte a mi- chiamati, attraverso il loro operato
in cui obbligatoriamente occorre tigare le conseguenze psicologiche di clinici, a ricercare significati e ri- Il lavoro di integrazione tra espe-
sostare. di coloro che hanno perso un caro sposte rispetto alla perdita. rienza clinica diretta e l’analisi del-
Il senso del tempo come misura per suicidio. Uno degli scopi dell’incontro è la letteratura permette di estrapo-
del divenire secondo un prima e un Attualmente questo termine è proprio quello di affrontare il sen- lare delle parole chiave funzionali
dopo presuppone per definizione molto dibattuto e permane un so di colpa ed aiutare il survivor ad orientare il modo di pensare ai
un cambiamento dentro ciascuno. certo disaccordo nel suo utilizzo, ad uscire dalle tante domande su survivors e declinare una relazione
In tale concezione, l’evolvere è sebbene con esso solitamente ci cosa si sarebbe potuto fare o dire d’aiuto centrata sui bisogni dello
sentito come un tradire la perso- si riferisca alle attività svolte da e per evitare l’accaduto, al fine di stesso.
na scomparsa. Il tempo, a mano a con i sopravvissuti al suicidio, allo ridefinire il suicidio rifiutando la Un intervento che metta al centro
mano che ci si addentra nel vissu- scopo di favorire l’elaborazione versione lineare di causa-effetto. del suo interesse il survivor richie-
to soggettivo di ciascuno, appare del lutto e prevenire ulteriori com- L’opportunità di poter comunicare de dunque ai professionisti di ope-
assumere differenti declinazioni. È portamenti suicidari (Andriessen, e definire le proprie idee e i pro- rare nuove riflessioni su contenuti
il tempo sospeso, fermo, bloccato, 2006). pri vissuti inerenti il suicidio apre che vadano oltre lo stigma e la
dissociato. Il vissuto di ogni survi- Attualmente mancano ancora dei a nuovi punti di vista sull’evento e colpa e che conteplino anche di-
vor sembra caratterizzarsi per una protocolli che descrivano come ad ipotesi cocostruite che risultano mensioni – come l’esclusività del
condensazione di questi aspetti aiutare al meglio queste persone. essere differenti da quelle origina- dolore, le connotazioni del tempo,
legati al tempo. Molte indicazioni utili provengono rie e che permettono l’avvio di un il segreto, il bisogno di control-
Un tempo fermo e sospeso quale è da studi aneddotici o da piccoli nuovo processo di riorganizzazio- lo – che operino verso la co-co-
il tempo del suicidio avvenuto; un campioni di soggetti (Pompili & ne successivo al lutto. struzione di un senso soggettivo
tempo che si fissa nel passato, ma Tatarelli, 2010). Le proposte assistenziali, siano della perdita. Si rende necessario
anche fermo nel qui ed ora e non La raccolta delle testimonianze e esse di gruppo, familiari o indivi- rintracciate un terreno di incontro
gettato verso il futuro, verso l’evo- dei vissuti dei survivors diviene un duali, possono spaziare dall’inter- tra i professionisti ed i survivors,
luzione. È un tempo che si impone terreno prezioso di riflessione per vento di crisi ai molteplici approcci uno spazio di mezzo da cui partire
contro la paura fantasmatica che ogni professionista perché costi- psicoterapici o farmacologici, dai per esplorare una complessità non
evolvere coincida con un prendere tuisce l’occasione per apprendere gruppi di auto-aiuto a quelli mirati sempre esprimibile e, a volte, non
le distanze. dal loro linguaggio. al reinserimento sociale. Kaslow ancora conosciuta.
È un tempo conservativo che non Spesso, infatti, le modalità comu- e Anderson (2004) propongono
dimentica, ma rimane fermo al nicative appartenenti alla maggio- un modello operativo integrato
momento della perdita. È proprio ranza dei professionisti possono ri- Per informazioni relative
– sistemico familiare e psicoedu-
in questo contenitore, chiamato sultare indecifrabili per chi si trova alla bibliografia contattare:
cazionale –, necessario per dare
tempo, che si dipana il processo di ad affrontare un lutto per suicidio. maurizio.pompili@uniroma1.it
informazioni in un contesto narra-
elaborazione del lutto. La partecipazione empatica ad tivo adeguato e protetto e aiutare
GI O RN ATA MO N D I A L E P E R LA P R E VE NZ IONE DE L SUIC ID IO 11

Outstanding International
Opinion Leaders

ANTHONY BATEMAN ROGER MCINTYRE ZOLTAN RIHMER XENIA GONDA


Consultant Psychiatrist and Psy- Professor of Psychiatry and Phar- Professor of psychiatry at the Sem- Clinical psychologist and pharma-
chotherapist and MBT co-ordina- macology at the University of melweis University, and at the Na- cist currently working as assistant
tor, Anna Freud Centre, London; Toronto and Head of the Mood tional Institute of Psychiatry and professor at the Dept of Psychiatry
Visiting Professor University Col- Disorders Psychopharmacology Addictions, Budapest, Hungary. He and Psychotherapy at Semmelweis
lege, London; Honorary Professor Unit at the University Health Net- has published, as psychiatrist, neu- University, Budapest. She is also
in Psychotherapy University of Co- work, Toronto, Canada. Dr. McIn- roligist and clinical pharmacologist, affiliated with the Dept. of Phar-
penhagen. He developed mental- tyre is also Executive Director of more than 550 scientific articles/ macodynamics at Semmelweis
ization based treatment with Peter the Brain and Cognition Discovery book chapters and five books. The University, with the MTA-SE Neu-
Fonagy for borderline personality Foundation in Toronto, Canada. Dr. special interest of Professor Rihmer ropsychopharmacology and Neu-
disorder and studied its effective- McIntyre was named by Thomson is the clinical and biological aspects rochemistry Academic Research
ness in research trials. Reuters in 2014 and 2015, as one of mood and anxiety disorders, with Group of Hungarian National
of “The World’s Most Influential particular regards to prediction of Academy of Sciences and Sem-
Scientific Minds”. treatment response and prevention melweis University, and the Lab-
of suicide. oratory for Suicide Research and
Prevention of the National Insti-
tute of Psychiatry and Addictions.
Currently she is recipient of the
Bolyai Janos Research Fellowship
of The Hungarian Academy of Sci-
ences. She is the author of more
than 200 scientific publications,
primarily on the biopsychosocial
and genetic aspects of personality,
mood disorders, and suicide.

CHRISTOPH CORREL JIM VAN OS LUIS SAN


Professor of Psychiatry at Hofst- Professor of Psychiatric Epidemiol- Professor of Psychiatry and di-
ra Northwell School of Medicine, ogy, Chair Division Clinical Neuro- rector “Psychiatry and Menatl
New York, USA; Medical Director science, Utrecht University Medical Health” Sant Boi de Llobregat,
of the Recognition and Prevention Centre, Utrecht, The Netherlands Spain. Dr. San is a member of the
(RAP) program at the Zucker Hill- Jim van Os is Professor of Psychi- Spanish Society of Biological Psy-
side Hospital, New York, USA. atric Epidemiology and Chairman chiatric, and the Spanish Society of
Professor Correll’s research and clin- of the Division Neuroscience at Drug Addiction, the latter of which
ical work focus on the identification, Utrecht University Medical Centre, he was President from 1991-
characterisation and treatment of Utrecht, The Netherlands. He was 1995. He has participated in sev-
adults and youths with severe psy- a member of the Psychosis Group eral clinical trials on schizophrenia
chiatric disorders. He has received of the DSM-5 Task Force, and was and other issues and has been the
over 30 national and international co-chair of the APA DSM/ICD con- recipient of several grants. Dr. San
research awards and fellowships for ference Deconstructing Psychosis. has authored and coauthored sev-
his work and was listed by Thomson eral articles on his research inter-
Reuters in 2014 and 2015 as one ests in several journals.
of “The most influential scientific
minds” and “top 1% cited scientists
in the area of psychiatry”.
12 G IORN ATA MON D IA LE PER LA PREVEN ZION E D E L S U ICID IO

Alcuni dei moderatori e relatori

Il Magnifico Rettore Il Prof. MARIO MAJ


EUGENIO GAUDIO durante l’introduzione magistrale dell’edizione 2016
all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di del Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica.
Suicidologia e Salute Pubblica.

Il Prof. PAOLO GIRARDI Il Prof. ALBERTO SIRACUSANO


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale all’edizione 2017 del Convegno Internazionale
di Suicidologia e Salute Pubblica in veste di moderatore. di Suicidologia e Salute Pubblica ha proposto il tema: “Lo-
neliness” e l’importanza nella salute mentale.

Il Prof. MARIO AMORE Il Prof. MASSIMO BIONDI


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale all’edizione 2017 del Convegno Internazionale
di Suicidologia e Salute Pubblica ha proposto il tema: La di Suicidologia e Salute Pubblica in veste di moderatore.
prevenzione del suicidio in adolescenza.
GI O RN ATA MO N D I A L E P E R LA P R E VE NZ IONE DE L SUIC ID IO 13

delle ultime due edizioni

Il Prof. BERNARDO CARPINIELLO Il Prof. SERAFINO DE GIORGI


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicido-
Suicidologia e Salute Pubblica ha proposto il tema: Il logia e Salute Pubblica in veste di moderatore.
prezzo di restare ovvero sopravvivere al suicidio altrui.

Il Prof. DIEGO DE LEO La Prof.ssa LILIANA DELL’OSSO


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicido- all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicido-
logia e Salute Pubblica ha proposto il tema: La difficile arte logia e Salute Pubblica ha proposto il tema: Spettro Auti-
della predizione del rischio di suicidio. stico e suicidio: il ruolo del trauma.

Il Prof. MASSIMO DI GIANNANTONIO Il Prof. ANDREA FIORILLO


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suici- all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicidolo-
dologia e Salute Pubblica ha proposto il tema: Sistema gia e Salute Pubblica ha proposto il tema: Bullismo, cyber-
carcerario tra autolesionismi e suicidi: che fare? bullismo e condotte suicidarie nei giovani: a call for action!
14 G IORN ATA MON D IA LE PER LA PREVEN ZION E D E L S U ICID IO

Il Prof. VITTORIO LINGIARDI Il prof. HERBERT MELTZER


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicidologia e
di Suicidologia e Salute Pubblica in veste di moderatore. Salute Pubblica ha proposto il tema: La prevenzione del suicidio
nella schizofrenia e nel disturbo bipolare con clozapina e le for-
mulazioni long-acting: predittori farmaco genetici del rischio di
suicido e della risposta alla terapia.

Il Prof. BRUNO MüLLER OERLINGHAUSEN Il Prof. ALESSANDRO ROSSI


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di
Suicidologia e Salute Pubblica ha proposto il Suicidologia e Salute Pubblica ha proposto il tema:
tema Litio: la storia, la clinica e la prevenzione del suicidio. Resilienza e suicidalità.

La Prof.ssa RENATA TAMBELLI Il prof. EDUARD VIETA


all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicidologia e all’edizione 2017 del Convegno Internazionale di Suicidologia
Salute Pubblica ha proposto il tema: e Salute Pubblica ha proposto il tema: L’importanza dei sintomi
Quale prevenzione per i soggetti vittima di bullismo? cognitivi nella terapia della depressione
GI O RN ATA MO N D I A L E P E R LA P R E VE NZ IONE DE L SUIC ID IO 15

10 anni del Servizio per la


Prevenzione del Suicidio
Alcuni temi delle passate edizioni

Convegno
Internazionale
di Suicidologia
e Salute Pubblica
Giornata Mondiale per
la Prevenzione del Suicidio:
Lavorare insieme
per prevenire il suicidio

XVI EDIZIONE

Roma, 13-14 settembre 2018

Aula Magna del Rettorato


Piazzale Aldo Moro 5, Roma
16 G IORN ATA MON D IA LE PER LA PREVEN ZION E D E L S U ICID IO

Aiutaci a salvare coloro che


vogliono vivere...
ma sono a rischio di suicidio
Aiutaci a sostenere coloro che
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sono stati partecipi nel perdere un caro per suicidio. PER SOSTENERCI

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PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO
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