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Paleodieta, troppi dubbi nessuna APP ONB

certezza: un mese di sospensione per


il Nutrizionista
17 Luglio 2019

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Un mese di sospensione. E’ la
“misura” decisa, lo scorso 8
luglio, dal Consiglio di
Disciplina dell’Ordine
nazionale dei Biologi, nei
confronti di un Biologo PODCAST
Nutrizionista “sostenitore” della
cosiddetta “dieta paleolitica“, un particolare “regime” alimentare che si
dice “ispirato” all’età della pietra. Il Nutrizionista oggetto del
provvedimento, è stato ovviamente ascoltato ed, in sede di audizione, alla
presenza del suo avvocato, ha potuto “approfondire” la tematica, spiegando
in cosa consiste questo singolare regime dietetico che, nel nome stesso, ONB TV

sembra rievocare gli albori dell’umanità. Il Biologo ha prodotto documenti


cartacei e testimonianze di pazienti che avrebbero dovuto comprovare la
valenza scientifica e la bontà di quel tipo di “modello” nutrizionale.

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Tuttavia, dopo un serrato confronto ed una più approfondita consultazione
bibliografica, il Consiglio ha dedotto che sulla valenza della cosiddetta
“dieta paleolitica” non esiste, al momento, una vera e propria uniformità di
opinioni, mancando riferimenti precisi nella comunque scarsa produzione
scientifica dedicata all’argomento.
In particolare, è stato appurato che le posizioni di contrasto derivate da
L'Onb e gli iscritti, un sondagg
nozioni consolidate nel campo della Medicina, della Biochimica e della svela lo "stato dell'arte" dei Bio
Fisiologia si basano, essenzialmente, sul fatto che la “dieta paleolitica” Italiani
venga predisposta e, dunque, sottoposta al paziente, in assenza di
qualsivoglia bilanciamento nell’apporto dei nutrienti fondamentali quali
carboidrati, lipidi e proteine.
Ma cosa si intende con il termine “paleodieta”, cosa significa…mangiare
come l’uomo primitivo? Proviamo a fare un po’ di chiarezza. E partiamo
COME FARE PER...
da un assunto: la parola d’ordine della dieta paleolitica è: “naturale”.
Proprio in virtù di questo, si presume che i nostri antenati, uomini che
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hanno vissuto fino a 10.000 anni fa, mangiassero quello che trovavano a ONB
loro disposizione in natura. Vale a dire: bacche e frutta, vegetali, carne (di 6 Settembre 2019

animali abbattuti con la caccia), pesce (pescato). Dunque nessun tipo di


Modulistica
farine raffinate o dolci. Questo almeno in teoria, perché poi la pratica è
19 Dicembre 2018
un’altra cosa: come si nutrivano realmente gli uomini delle caverne 10mila,
100mila o un milione di anni fa? Nessuno lo sa, perché verosimilmente
Quote Annuali
c’era più di una “dieta paleo” che variava a seconda delle stagioni, delle
19 Dicembre 2018
latitudini e dei luoghi, da un un punto all’altro del pianeta. Tradotto in
soldoni: stiamo parlando di un modello alimentare che sostanzialmente non
è mai esistito. Tuttavia, il punto che più è apparso centrale al Consiglio di

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Disciplina dell’Ordine dei Biologi è che, ad oggi, non vi siano studi clinici
regolari che attestino l’efficacia e soprattutto la sicurezza di un piano
alimentare ispirato alla preistoria, anche perché la FAO/OMS e le linee
guida varate da tutti i paesi al mondo, posizionano i cosiddetti
“carboidrati buoni“, completamente assenti nella paleodieta, alla base di
tutte le diete salutari (55-75% delle calorie) con dei limiti fissati per gli
zuccheri aggiunti.
E’ certamente vero, come ha anche riferito il Biologo Nutrizionista in sede
di audizione, che sono stati ottenuti dei risultati seguendo il “regime paleo”
ma questi vanno comunque interpretati con cautela perché gli studi
scientifici prodotti sull’argomento, hanno delle casistiche ed una durata
limitata e sono molto eterogenei, contrariamente agli studi elaborati, ad
esempio, sulla dieta mediterranea, con migliaia di persone seguite per un
lungo periodo di tempo.
In ogni caso non essendo ancora in alcun modo evidente che la “dieta
paleolitica” possa garantire una vita lunga ed in salute ed anzi, dal
momento che si distacca dalle più salutari diete mediterranee e vegetariane
(ricche di amidi, fibra e povere di carne), per la comunità scientifica
sarebbe meglio non mangiare come…gli uomini delle caverne.
Per quanto concerne, invece, l’organo di rappresentanza dei biologi italiani,
quello che per il Consiglio di Disciplina e dunque per l’Onb stesso, non
può in alcun modo essere consentita, è la tacita approvazione di una dieta
che se pur non vuol considerarsi “improvvisata” non ha comunque mai
goduto del “privilegio” della pubblicazione su una rivista scientifica,
arrivando, di conseguenza, alle persone/pazienti senza essere stata prima

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controllata, verificata e, se è il caso, corretta.
A voler essere più precisi, questo stile alimentare presenta dei limiti
rilevanti, poiché impone la totale rinuncia ad alimenti importanti come i
cereali e i legumi, e questo, da un punto di vista nutrizionale, appare
certamente non corretto per lo sbilanciamento che comporta. Le
controindicazioni della “dieta paleo” sono sostanzialmente le stesse valide
per le altre diete iperproteiche le quali, eliminando quasi del tutto nutrienti
come i carboidrati, non sono equilibrate infondendo, di conseguenza,
un’educazione alimentare non corretta. Più di uno specialista ritiene,
inoltre, che, un regime alimentare del genere, possa provocare, alla lunga,
effetti dannosi su reni e fegato, poiché tali organi si “vedono” costretti a
smaltire troppe sostanze derivanti dal metabolismo delle proteine animali
(in particolare l’acido urico). Ne deriva che una dieta “primitiva” è
assolutamente da evitare se già si soffre di disturbi ai reni e/o al fegato.
Come se non bastasse, la casisitica dimostra che con questo regime
possono comparire mal di testa, disturbi dell’umore oltre che un aumento
del colesterolo e trigliceridi. Ma c’è di più. Essendo, la “paleo dieta”
eccessivamente ricca di proteine, questa potrebbe comportare effetti
collaterali tipici di una dieta iperproteica, così come la mancata assunzione
di latte e derivati potrebbe portare a una carenza di calcio e contribuire
all’insorgenza di diverse patologie croniche tra cui il diabete.
Senza dunque esser tacciato di proibizionismo o conservatorismo e proprio
alla luce di tutti questi elementi, il Consiglio di Disciplina ha ritenuto che
vada sottolineato il divieto di utilizzare piani e/o stili alimentari che non
siano stati già validati dalla comunità scientifica, considerato che,

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diversamente, si consentirebbe una forma di surrettizia sperimentazione
sull’uomo che non può essere assolutamente accettata, sia in riferimento
alla normativa vigente, sia alle norme del codice deontologico.
Il Consiglio, pertanto, nell’adempimento di quelli che sono i propri compiti
istituzionali e nella assoluta convinzione che sia doveroso nonché
necessario rispettare la continua evoluzione del pensiero scientifico,
considerata anche l’assenza di una letteratura chiara sull’argomento, ha
ritenuto che la condotta del Nutrizionista, i consigli e le prescrizioni
dietetiche da lui proposti, in assenza di validazione scientifica, abbiano
violato le norme del Codice Dentologico della professione di Biologo
(art.2 co.1 e 3, art. 3, co.1 e co. 2 e art. 23, co.6). Da qui la decisione di
sospenderlo dall’esercizio della professione per un mese.

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