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Università di Bergamo

Anno Accademico 2016-2017

Corso di lingua italiana

I connettivi
I connettivi
1. Ripresa del concetto di “testo”.
Coerenza e coesione.
Il “testo”: una definizione teorica…

Da un punto di vista generale e teorico, il testo è «una
produzione linguistica (orale o scritta) fatta con l’intenzione e
con l’effetto di comunicare e nella quale si possano individuare
un emittente (da cui parte il messaggio) e un destinatario (per il
quale il messaggio è stato pensato)» (L. Serianni, 2003, p. 23).

Anche unità linguistiche molto sintetiche, quindi, possono
essere dei testi (es. avvisi, ordini, slogan, ecc. ), a patto di essere
significativi (testo come textus, tessuto di significati) e quindi
usabili per comunicare.
… e una operativa

Ai nostri fini, tuttavia, considereremo una definizione più ristretta e
operativa di testo, inteso come un enunciato:
– composto da almeno due unità linguistiche;
– queste unità linguistiche sono globalmente riconducibili a un tema
centrale e intrattengono tra loro legami di significato (Ferrari-
Zampese 2000, p. 266).

Un testo così inteso non è solamente un insieme di unità linguistiche, ma
[…] è un insieme di unità linguistiche ben costruito, che possiede una sua
organizzazione (Ferrari-Zampese 2000, p. 267) o almeno dovrebbe
possederla per essere efficace dal punto di vista comunicativo.
Esempio:
(1) L’aspetto più importante del comune medievale consisteva, in primo luogo, nella sua
funzione economica: questi centri urbani erano, infatti, governi di mercanti, sviluppati dai
mercanti e per i mercanti. (2) Non dimentichiamo, poi, il suo eccezionale potere civile, cioè la
sua capacità di conferire ai propri abitanti una posizione sociale e i diritti politici, elementi
essenziali per garantire la conduzione degli affari e la libertà da interferenze esterne.
(3) Le conseguenze di ciò si avvertirono in tutta la società: infatti, le città divennero poli di
attrazione, luoghi di rifugio e nodi di scambio con le campagne e, inoltre, la migrazione nelle
città migliorò la condizione economica e sociale non solo degli immigrati, ma anche di coloro
che restavano in campagna, dove i servi vennero emancipati.

Esistono tipologie differenti di testi a seconda degli obiettivi
comunicativi e quindi dell'uso delle risorse linguistiche (testi
argomentativi, espositivi, narrativi, ecc.), ma la necessità di essere
ben organizzati e comprensibili rimane.

Come si ottiene un
testo ben
organizzato?

Assicurando COERENZA e COESIONE


Coerenza e coesione sono due delle 7 “condizioni di testualità” che
definiscono un “testo” come un'occorrenza comunicativa (De
Beaugrande e Dressler, 1984).

Le altre 5 sono: Intenzionalità, Accettabilità, Situazionalità,
Intertestualità, Informatività.
La COERENZA:

riguarda il significato di un testo o delle sue parti;

è la sua continuità tematica;

non ha a che vedere con «il rispetto di una norma grammaticale o di una
sequenza lessicale, ma [con] la tenuta logica del discorso (Serianni 2006,
p. 71);
Di solito, un testo è incoerente se presenta ragionamenti o argomentazioni
contraddittorie. Tuttavia:

un testo può avere un significato grazie a relazioni o implicature che
possono non essere linguisticamente evidenti e dipendere dal contesto
per essere comprese;

anche un testo che appaia a prima vista incoerente può celare una
continuità tematica, non emersa in superficie, implicata e rintracciabile
nel suo “non detto”. […] il senso globale di un testo, non nascendo e
sviluppandosi soltanto all’interno delle sue frasi, [richiede], per la sua
comprensione, un “rinvio” ad altro, al suo contesto spazio-temporale, alle
conoscenze e alle aspettative dei soggetti implicati nella comunicazione,
alle intenzioni con cui un testo è prodotto (Cicalese, 2002, p. 175).
La COESIONE:

consiste nel rispetto dei rapporti grammaticali e della connessione
sintattica tra le varie parti [di un testo] (Serianni, 2003, p. 28);

per “fattori di coesione” intendiamo “tutti gli strumenti
grammaticali che rendono le frasi e le parole del testo connesse
tra loro grazie a catene di rinvii e di collegamenti” (Cicalese, 2002,
p. 173).

consiste nell'insieme dei meccanismi grammaticali dei quali ci
serviamo per collegare assieme le varie parti di cui un testo si
compone. Tali meccanismi sono superficiali, cioè realizzati
linguisticamente (possono essere articoli, pronomi, forme verbali,
connettivi ecc.), e perciò sono facilmente rintracciabili (Lo Duca
2013, p. 197).
Come si ottiene un
testo ben
organizzato?

Assicurando COERENZA e COESIONE

Come si assicurano o
si migliorano
coerenza e coesione?

Una risorsa fondamentale è


costituita dai
CONNETTIVI
Alcuni esempi…
Le espressioni sottolineate sono dei connettivi:
(1) Per domani dovete commentare una poesia di Giovanni Pascoli: per esempio, Canzone
d'aprile
Il connettivo esprime una relazione di esemplificazione: Canzone d'aprile è indicata come un
esempio, una delle possibili poesie da commentare.

(2) Non c'era nessuno; così ha creduto che potesse decidere da sola.
Il connettivo esprime una relazione di consecuzione tra un determinato stato di cose e
l'assunzione di un comportamento.

(3) Non è arrivata perché ha perso il treno.


Il connettivo esprime una relazione causale che motiva l'affermazione contenuta nella
reggente.

(4) Ti consiglio di discutere con i tuoi colleghi, o di parlare col direttore, o alla peggio di
cercarti un altro lavoro; insomma, l’importante è fare qualcosa.
Il connettivo esprime una riformulazione del concetto espresso nella prima unità linguistica.

(5) Le ragioni del fallimento del partito sono molteplici: in primo luogo, l'inefficienza della sua
classe dirigente; quindi, gli scandali di molti dei suoi membri.
I connettivi esprimono l'ordine con cui le informazioni e le argomentazioni sono articolate a
seconda del loro valore.

Esempi (1), (2) tratti da: Ferrari-Zampese 2000, p. 275; (3) da Serianni 2003, p. 35; (4) da Ferrari 2010.
I connettivi sono
fondamentali
perché...

legano e integrano segnalano l’ordine e


esplicitano e
tra loro le l’organizzazione
chiariscono i legami
informazioni delle informazioni e
logici e sintattici tra
indicandone il valore la scansione delle
le parti di un testo
e l'importanza parti di un testo

Supportano la
Guidano la lettura di
scrittura di un testo
un testo
facilitando
facilitandone la
l'espressione del
comprensione
proprio pensiero
I connettivi sono ESPRESSIONI LINGUISTICHE
(sono quindi concretamente individuabili)
che assicurano il mantenimento delle RELAZIONI LOGICHE di un testo

Tuttavia le relazioni logiche possono anche essere SOTTINTESE

In questi casi, vengono ricostruite dal fruitore di quel testo sulla base di:

le informazioni contenute nel testo stesso (anche in una porzione precedente);

le informazioni derivanti dal contesto;

le competenze e le conoscenze del fruitore.

(1) Non stava bene; si è messa subito a letto.


[viene sottintesa una relazione logica di conseguenza]
(2) Non è arrivata: ha perso il treno.

Ricorso a segni di PUNTEGGIATURA per Ricorso al CAPOVERSO per indicare il


marcare i rapporti logici. Ad esempio, i cambio di argomento o o il passaggio a
due punti con funzione argomentativa; il un nuovo blocco informativo o
punto e virgola o il punto fermo. => argomentativo. => CONNETTIVI
CONNETTIVI INTERPUNTIVI. IMPLICITI.
I connettivi
2. Definizioni. Funzioni.
Caratteristiche generali.
Definizione e funzione dei connettivi
I connettivi:

sono espressioni linguistiche: quindi sono rintracciabili
materialmente in un testo (scritto);

appartengono a classi grammaticali eterogenee;

hanno la funzione di collegare fra loro parti di un testo
garantendone la tenuta logica.

La “complessità” dei connettivi



Lo stesso connettivo può svolgere funzioni logiche differenti a
seconda dell'intenzione comunicativa;

All'interno della stessa famiglia di funzioni logiche, non tutti i
connettivi possiedono lo stesso significato o sono utilizzabili nello
stesso modo.
Classi di appartenenza dei connettivi
I connettivi appartengono a classi differenti. Possono essere:


perché, dato che, a meno che, se, malgrado
(a) Congiunzioni o che, affinché, ecc.
locuzioni congiuntive
subordinanti (1) Ci sarà anche lei, a meno che non abbia ricevuto l'invito.


e, né, o, oppure, ma
(b) Congiunzioni
coordinanti
(2) Ci sarà anche lei; ma dubito che osi prendere la parola
davanti a tutti.

Esempi (1), (2) tratti da: Ferrari-Zampese 2000, p. 275.


Classi di appartenenza dei connettivi (continuazione)
I connettivi appartengono a classi differenti. Possono essere:

(c) avverbi e ●
infatti, insomma, tuttavia, comunque, per esempio,
congiunzioni o sintagmi dunque, di conseguenza, in particolare, tutto sommato, in
seguito, in ogni caso, cioè, allora, ecc.
preposizionali e
nominali con funzione (1) Michela ha dovuto smettere di lavorare, di conseguenza
avverbiale ci siamo trovati in una situazione difficile.

(d) preposizioni o ●
per, a causa di, malgrado, ecc.
locuzioni
preposizionali (2) non è stato facile consegnare il lavoro entro i termini, a
causa, soprattutto, dell’assenza di Francesca

Esempi (1), (2) tratti da: Ferrari-Zampese 2000, p. 275.


Esercizio 1
Individua i connettivi negli esempi:

(1) Gli schiavi si ribellarono perché le loro condizioni di vita erano durissime.
La reazione dell'Impero fu, tuttavia, spietata.

(2) Elisabetta riportò l'Inghilterra definitivamente in campo protestante.


Non volle mai, però, accettare le proposte di riforma dei calvinisti inglesi,
detti puritani, che volevano sostituire i vescovi anglicani con pastori eletti
dai fedeli.

(3) Spartaco fu scelto come capo della rivolta perché era forte e valoroso.
Inoltre, furono scelti due gladiatori come suoi aiutanti.

(4) Le cause della sconfitta della rivolta sono state molte. In primo luogo, la
povertà di mezzi dei rivoltosi; quindi, occorre ricordare l'assenza di una
strategia efficace. Infine, i dissensi interni al movimento.

Esempi (2) , (3) tratti da: Amici 2010, pp. 5-6. (1) e (4) rielaborazione nostra da Amici 2010, p. 6
Esercizio 1 - soluzione

(1) Gli schiavi si ribellarono perché le loro condizioni di vita erano durissime.
La reazione dell'Impero fu, tuttavia, spietata.

(2) Elisabetta riportò l'Inghilterra definitivamente in campo protestante.


Non volle mai, però, accettare le proposte di riforma dei calvinisti inglesi,
detti puritani, che volevano sostituire i vescovi anglicani con pastori eletti
dai fedeli.

(3) Spartaco fu scelto come capo della rivolta perché era forte e valoroso.
Inoltre, furono scelti due gladiatori come suoi aiutanti.

(4) Le cause della sconfitta della rivolta sono state molte. In primo luogo, la
povertà di mezzi dei rivoltosi; quindi, occorre ricordare l'assenza di una
strategia efficace. Infine, i dissensi interni al movimento.

Esempi (1), (2) , (3) tratti da: Amici 2010, pp. 5-6. (4) rielaborazione nostra da Amici 2010, p. 6
Esercizio 2
Osserva i seguenti periodi.

(1) Dopo la morte di Carlo Magno l’ordine politico da lui instaurato non durò a lungo perché i
suoi discendenti e successori furono troppo deboli e rissosi.

(2) Dopo la morte di Carlo Magno l'ordine politico da lui instaurato non durò a lungo; infatti i
suoi discendenti e successori furono troppo deboli e rissosi.

Quale funzione “perché” e “infatti” svolgono all’interno dei rispettivi periodi?

Perché Infatti

a) introduce uno scopo a) introduce una causa

b) introduce una causa b) introduce un'aggiunta a una cosa che


è stata già detta
c) introduce un riferimento di tempo
c) introduce la spiegazione di quello che
è stato già detto

Esempi tratti da: Amici 2010, p. 6.


Esercizio 2 - soluzione
Osserva i seguenti periodi.

(1) Dopo la morte di Carlo Magno l’ordine politico da lui instaurato non durò a lungo perché i
suoi discendenti e successori furono troppo deboli e rissosi.

(2) Dopo la morte di Carlo Magno l'ordine politico da lui instaurato non durò a lungo; infatti i
suoi discendenti e successori furono troppo deboli e rissosi.

Quale funzione “perché” e “infatti” svolgono all’interno dei rispettivi periodi?

Perché Infatti

a) introduce uno scopo a) introduce una causa

b) introduce una causa b) introduce un'aggiunta a una cosa che


è stata già detta
c) introduce un riferimento di tempo
c) introduce la spiegazione di quello
che è stato già detto

Esempi tratti da: Amici 2010, p. 6.


Una definizione “stretta” di connettivo
Secondo Ferrari (2010), i connettivi, per essere tali, devono possedere
contemporaneamente due componenti:


una componente morfologica (l'invariabilità);

una componente semantica (l'indicazione di una relazione logica).

Quindi NON sono dei connettivi in senso stretto:


(a) gli introduttori in quanto sono privi di contenuto semantico
delle subordinate
soggettive e (1) è bellissimo che tu sia qui.
oggettive (2) ho deciso di non vederla più

perché instaurano una connessione semantica


riprendendo un referente, ma non indicando una relazione
logica
(b) i pronomi relativi
(3) gli studenti, che / i quali quest’anno hanno ricevuto le istruzioni
anche per e-mail, sono pregati di presentarsi al più presto in
segreteria.
Esempi (1), (2), (3) tratti da: Ferrari 2010.
Una definizione “stretta” di connettivo (continuazione)
Anche se possiedono un valore logico, NON sono dei connettivi in senso
stretto:

in quanto sono VARIABILI:


forme verbali come ● il verbo può essere coniugato in tutti i

conseguire o forme tempi, modi, persone;


nominali come il ● il nome può essere al plurale e
motivo accompagnato da vari modificatori (i
veri motivi, ecc.)

(1) I suoi genitori l’hanno sempre tenuta al riparo da ogni realtà sconveniente.
Ne consegue che, malgrado i suoi quarant’anni, in certe situazioni è ancora una
bambina.
(2) Malgrado i suoi quarant’anni, in certe situazioni è ancora una bambina.
Motivo: i suoi genitori l’hanno sempre tenuta al riparo da ogni realtà
sconveniente.

Esempi (1), (2) tratti da: Ferrari-Zampese 2000, p. 275.


Una definizione “stretta” di connettivo (continuazione)
Secondo Ferrari (2010), «le relazioni logiche instaurate dai connettivi vigono
infatti tra eventi o asserzioni, non tra oggetti, animali o persone».

(1) Dopo l’incrocio


Dopo l’incrocioc’è lacasa
c’è la casadi di Francesca
Francesca
NON è un
connettivo

(2) Dopo il pressante invito di Romano Prodi


ai ministri a rendere concreto e visibile il
senso della sobrietà nella vita pubblica [...],
È un
l’anima popolare e investigatrice ha connettivo
prepotentemente preso piede

Esempi (1), (2) tratti da: Ferrari 2010, p. 275.


Definizioni più “larghe” di connettivo

Massimo Palermo (2013) considera connettivi «tutti gli elementi che
collegano tra loro segmenti più o meno ampi di testo» (p. 189).

Per Lo Duca & Solarino (2004) i connettivi sono «tutte quelle
espressioni linguistiche che servono esplicitamente a "connettere",
cioè a legare assieme singole parole [...], frasi [...], porzioni anche
ampie di testo» (p. 323).

Attualmente non esiste un'unica definizione di “connettivo”.


Differenti autori (e grammatiche) fanno ricorso a concetti
differenti.
Connettivi e porzioni di testo Collegando, ad esempio, un sintagma
con funzione circostanziale con il
resto di una frase:
elementi (1) Michela non è potuta andarci a causa
appartenenti alla del suo arrivo.
sintassi interna di
un singolo periodo. Collegando differenti proposizioni
all'interno di un periodo:

(2) Ha rivalutato l'importanza delle


I connettivi sue novelle solo quando le hanno
possono chiesto di ridurle per la TV.
legare tra
Collegando, ad esempio, una coppia
loro di unità linguistiche:

(3) Tra pensiero e linguaggio c'è uno


strettissimo rapporto. Non si può dunque
elementi che si discutere il problema della divulgazione
riferiscono ai trattando solo della lingua.
rapporti tra i
periodi. Collegando gruppi più o meno estesi
di unità linguistiche:

Esempi (1), (2), (3), (4) tratti da: Ferrari-Zampese (4) Certo, è in ritardo: tuttavia, sa lavorare
(2000), pp. 276-277. molto in fretta. Quindi, credo che riuscirà
a consegnare il lavoro in tempo.
Relazioni logiche e significato intrinseco dei connettivi

I connettivi che esprimono lo stesso tipo di relazione logica (es.
consecuzione, concessione, ecc.) NON hanno tutti lo stesso
significato, ma possiedono delle loro specificità in grado di alterare
il significato del testo.


Ciò è dovuto al fatto che «il significato del connettivo può essere
considerato come un’istruzione offerta al ricevente per identificare
la relazione logica che il parlante ha inteso veicolare. A seconda del
connettivo, tale istruzione può essere o molto povera o via via più
ricca, e dunque specifica» (Ferrari 2010).
A volte, quindi, un connettivo può non essere adeguato a esprimere la
relazione logica voluta:
Esempio (* indica un uso scorretto dell'elemento)

Relazione Connettivo esempio Significato intrinseco Ricchezza


logica informativa
Come mai non è “perché” può esprimere sia
perché venuto? Perché è cause nuove sia in particolari Bassa
ammalato circostanze cause date
CAUSALITÀ “siccome” presenta la causa
Come mai non è
come data e non è adeguato se
siccome venuto? Siccome è Alta
il contesto richiede di
ammalato *
presentarne una nuova
Kant non è nato nel introduce un dato alternativo
bensì 1725, bensì nel che sostituisce e annulla il Alta
1724 primo elemento
Vale anche per indicare una
Kant scrive circostanza che contrasta con
OPPOSIZIONE soprattutto in quel che precede senza
tedesco, ma è in annullarlo.
ma Bassa
latino la sua Dal punto di vista sintattico
dissertazione del bensì, a differenza di ma, può
1770 a Könisberg usarsi solo quando vi sia
identità di soggetto tra le frasi.

In generale, i connettivi più poveri dal punto di vista informativo
sono anche quelli caratterizzati da una maggiore flessibilità d’uso.

Il loro valore si precisa, infatti, a seconda degli elementi connessi
nel testo e dal contesto (Ferrari 2010).
I connettivi
3. La natura delle relazioni logiche.

La categoria dei connettivi si articola al suo interno a seconda del tipo di
relazione logica che esprimono.

Un determinato connettivo può essere utilizzato per esprimere più di un
tipo di relazione.
Sono le relazioni tra gli eventi
rappresentati nel testo.
(a) tra EVENTI

(b) di Indicano qual è la collocazione di un


Le RELAZIONI
COLLOCAZIONE contenuto particolare nella
LOGICHE TESTUALE dimensione (spaziale o temporale)
possono del testo.
essere (DISPOSITIO)

Indicano la funzione logica che un


(c) di particolare contenuto ha rispetto a
COMPOSIZIONE un altro contenuto.
TESTUALE

Fonte: Ferrari-Zampese 2000, p. 283; Ferrari 2015.


(a) Le relazioni logiche tra eventi

OPPOSIZIONE (avversativa; di contrasto; di sostituzione): pone due eventi
come opposti, alternativi o sostitutivi. [ma, mentre, al contrario, invece,
bensì, ecc.].

TEMPO (anteriorità; contemporaneità; posteriorità): colloca due eventi tra
loro in relazione temporale [dopo, nel frattempo, intanto, mentre, ora,
ormai, poi, precedentemente, prima, quando, successivamente, ecco, infine,
ecc.].

CONSEGUENZA: quando una proprietà dell'evento che funge da causa
raggiunge un'intensità tale da provocare l'effetto [talmente...che, tanto
da, di modo che, ecc.].

CAUSA (causa materiale; motivazione; fine): esprime una relazione tra
fenomeni del mondo; rappresenta un'azione voluta e controllata da un
soggetto; rappresenta un'intenzione del soggetto collocata nel futuro
[perché, poiché, siccome, dato che, per il fatto che, dal momento che, in
quanto, affinché, per, al fine di, allo scopo di, ecc.]

Fonte: elaborazione da Prandi 2006; Ferrari 2014.


(a) Le relazioni logiche tra eventi

CONCESSIONE: la relazione di concessione presenta due eventi come
opposti; tale opposizione viene risolta a favore di uno dei due eventi
senza che venga negata l'esistenza dell'altro (Esempio: Anche se si allena
poco, ottiene dei buoni risultati) [benché, malgrado, anche se, sebbene,
quand'anche, quantunque, nonostante (che), ma, (e) ciononostante, (e)
tuttavia, (e) nondimeno, (e) comunque, ecc.]

CONDIZIONE: «si ha una relazione di condizione quando la causa o il
motivo non sono dati di fatto, ma ipotesi» (Ferrari 2014, p. 141) [se, a
meno che, a patto che, a condizione che, e].

COMPARAZIONE: introduce un paragone rispetto a un elemento
contenuto nella premessa [così...come, tanto...quanto, più...di quanto,
più...di come, meno...di quanto, meno...di come].

ESCLUSIONE: esprime l'esclusione di un fatto rispetto a ciò che si afferma
nella reggente (Es. Sei andato via senza che ti salutassero) [senza (che)] .

Fonte: elaborazione da Prandi 2006; Ferrari 2014.


(a) Le relazioni logiche tra eventi – Esercizi
Leggi i seguenti enunciati. Individua i connettivi presenti e la funzione logica svolta.
(1) Quando sono arrivato alla frontiera, mi sono accorto di non avere il passaporto.

(2) Michela era così frastornata che si sedette a guardare il cielo.

(3) Ti ho presentato Michela perché tu possa fare amicizia con lei.

(4) Nel film è stata ben curata la scenografia. Così come è stato ben curato il
montaggio.

(5) l’espressione latino volgare è ormai accettata negli studi, anche perché proprio
dalle classi popolari, in età imperiale, partì la spinta decisiva per il mutamento
linguistico che portò alla nascita delle lingue romanze.

(6) se le corde vocali, fibre elastiche poste ai bordi della laringe, restano inerti in fase
di espirazione, si realizzano suoni sordi.

(7) malgrado avesse studiato molto, all'esame ha fatto scena muta.

Fonte: (1), (2), (3), (4) Ferrari-Zampese 2000, pp. 284-285; (5) D'Achille 2001, p. 15; (6) D'Achille 2011, p. 10.
(a) Le relazioni logiche tra eventi – Soluzioni dell'esercizio
Leggi i seguenti enunciati. Individua i connettivi presenti e la funzione logica svolta.
(1) Quando sono arrivato alla frontiera, mi sono accorto di non avere il passaporto.
=> TEMPO (contemporaneità)

(2) Michela era talmente frastornata che si sedette a guardare il cielo. =>
CONSEGUENZA

(3) Ti ho presentato Michela perché tu possa fare amicizia con lei. => FINE

(4) Nel film è stata ben curata la scenografia. Così come è stato ben curato il
montaggio. => COMPARAZIONE

(5) l’espressione latino volgare è ormai accettata negli studi, anche perché proprio
dalle classi popolari, in età imperiale, partì la spinta decisiva per il mutamento
linguistico che portò alla nascita delle lingue romanze. => CAUSA (causa materiale)

(6) se le corde vocali, fibre elastiche poste ai bordi della laringe, restano inerti in fase
di espirazione, si realizzano suoni sordi. => CONDIZIONE

(7) malgrado avesse studiato molto, all'esame ha fatto scena muta. =>
CONCESSIONE
Fonte: (1), (2), (3), (4) Ferrari-Zampese 2000, pp. 284-285; (5) D'Achille 2001, p. 15; (6) D'Achille 2011, p. 10.
(b) Le relazioni logiche di collocazione testuale (dispositio)
Esempio:
Contrariamente a ciò che succede per un critico letterario, il giudizio di un critico
gastronomico sembra essere imprescindibile. Innanzitutto, l'investimento del
cliente è molto maggiore. Poi, il grado di opinabilità assume margini più ristretti.
Inoltre, vi sono pubblicazioni in cui chiunque vuole può dare il proprio giudizio.
Infine, mentre molti vedono il critico come un artista mancato, pochi fanno lo
stesso con i critici gastronomici. Ferrari-Zampese 2000, p. 286

I connettivi che svolgono la funzione di collocazione testuale:



Indicano le «relazioni di successione spaziale e temporale che una porzione di
testo intrattiene con le porzioni circostanti».

Dispongono secondo un ordine preciso e riconoscibile argomenti o informazioni,
stabilendo una gerarchia funzionale a uno scopo comunicativo.

Servono per «cogliere le principali articolazioni di un testo, i punti in cui si apre
una nuova sezione, si aggiunge un'ulteriore argomentazione, ecc.» (Ferrari 2000,
p. 285).

Sono comuni nei testi argomentativi ed espositivi.
(b) Le relazioni logiche di collocazione testuale (dispositio)
Principali connettivi utilizzabili:

per concludere, innanzitutto, in primo luogo, in secondo luogo, poi, in


seguito, inoltre, in conclusione, per finire, infine, ecc.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
Riguardano il modo in cui il pensiero viene organizzato all'interno del testo.
Attraverso la relazione di... otteniamo l'effetto di...

CONSECUZIONE presentare la conseguenza di uno stato di cose.

MOTIVAZIONE presentare la causa o la ragione per un certo stato di cose.

ILLUSTRAZIONE e di
ESEMPLIFICAZIONE illustrare un concetto o proporre un esempio fra molti.

RIFORMULAZIONE esprimere un certo contenuto con altre parole.


ridimensionare una posizione, un concetto,
RETTIFICA
un'argomentazione.
OPPOSIZIONE e esprimere un contrasto tra posizioni, informazioni, argomenti o
SOSTITUZIONE proporre una loro sostituzione.
CONCESSIONE esprimere un'argomentazione alternativa annullando la forza
ARGOMENTATIVA dell'argomentazione che vanno contro la propria ipotesi.
arricchire un testo aggiungendo opinioni, informazioni,
AGGIUNTA
concetti.
SPECIFICAZIONE e quando vogliamo proporre un caso particolare o una
GENERALIZZAZIONE generalizzazione.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
CONSECUZIONE
Esempi: (Ferrari-Zampese 2000, p. 291)
(1) Sapevano come evitare gli omicidi, ma non hanno reagito; dunque, sono complici morali.
(2) Noi oggi siamo tutti di fronte a un pianeta fatto di crolli ideologici, politici, etici e perciò alla ricerca di
un senso. Abbiamo l'impressione di essere piombati in un nuovo Medioevo.
(3) Quando ci si accanisce intorno a un'espressione che non viene, vuol dire che l'idea non c'è. Allora
bisogna lasciare la pagina, deporre la penna e ritornare onestamente all'idea di partenza.
Definizione:
si ha una relazione di consecuzione quando un'affermazione, un'ipotesi, un giudizio risultano
da quanto precede grazie a un'inferenza, vale a dire «una forma di ragionamento naturale
che, da una costellazione di premesse ritenute vere, conduce verso una conseguenza a sua
volta ritenuta vera o probabile» (Prandi, 2006, p. 223 in Ferrari 2014 p.145).

Principali connettivi utilizzabili:



(sicché, cosicché, tanto che, di modo che, al punto di) + subordinata
consecutiva, ecc.

In frasi autonome o coordinate: dunque, di conseguenza, perciò, così, allora,
pertanto, ecc.

Ulteriori espressioni utilizzabili:



sintagmi preposizionali (per questo, per questa ragione, a causa di ciò, di qui, ecc.);

alcune forme verbali (ne consegue che, da ciò discende che ecc.)
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
MOTIVAZIONE
Esempio: (Ferrari-Zampese 2000, p. 291, 296)
(1) Visto che è stato malato a lungo, dovrà studiare più degli altri.
(2) Quando ci si accanisce, e spesso inutilmente, intorno a un'espressione che non viene, che cosa
significa? Significa semplicemente questo: che l'idea non c'è. Perché quando questa c'è, già netta e ben
stagliata nella nostra testa, essa trascina immancabilmente la parola sulla pagina.

Definizione:
si ha una relazione di motivazione quando un'affermazione, un'ipotesi, un'opinione,
un'esigenza sono seguite da un'affermazione che ne giustificano il contenuto grazie a un
ragionamento (Ferrari-Zampese 2000 p. 294).

Principali connettivi utilizzabili:

Perché, poiché, visto che, infatti, difatti, siccome, ecc.


(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
ILLUSTRAZIONE ed ESEMPLIFICAZIONE
Esempio: (Ferrari-Zampese 2000, pp. 301, 321)
ILLUSTRAZIONE:
(1) Vi sono libri cosiddetti per bambini che sono costruiti su di un'impalcatura altamente complessa,
piena di parallelismi, opposizioni, riprese. Basti pensare a Pinocchio.
ESEMPLIFICAZIONE
(2) Le bottiglie di plastica possono essere riciclate in diversi modi. Dopo un processo semplice che
elimina i materiali estranei, esse possono, per esempio, essere utilizzate per realizzare panchine per
giardini e cartelli stradali.
Definizione:

La relazione di illustrazione consiste nel presentare un contenuto, tipicamente concreto,
per rendere più comprensibile una precedente asserzione.

Si ha una relazione di esemplificazione quando si illustra presentando un'entità che viene
considerata come rappresentante di una classe; l'esemplificazione suggerisce che altre
entità potrebbero svolgere il ruolo di quella che è stata scelta (Ferrari 2014).

Principali connettivi utilizzabili:


Illustrazione: spesso introdotta dai due punti oppure da
espressioni quali si pensi, si vuole che, basti pensare a, ecc.

esemplificazione: per, ad esempio
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
RIFORMULAZIONE
Esempio: (Ferrari-Zampese 2000, pp. 312-313)
(1) Michela ha lo scilinguagnolo sciolto: parla cioè molto e velocemente.
(2) Aveva la testa in fiamme, il petto oppresso, le ossa rotte; aveva insomma un gran febbrone.

Definizione:
Si ha una relazione di riformulazione quando un certo contenuto viene espresso con altre
parole.
La riformulazione può essere:

PARAFRASTICA: quando tra il contenuto di partenza e quello riformulato c'è equivalenza
(es. 1)

NON PARAFRASTICA: in quel caso si parla di relazione di RETTIFICA (vedi oltre).

Principali connettivi utilizzabili:


Riformulazione PARAFRASTICA: cioè, ossia, vale a dire, ovvero, dunque, o, in breve,
in sostanza, insomma, per essere più espliciti, detto altrimenti, ecc.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
RIFORMULAZIONE PARAFRASTICA
La riformulazione parafrastica svolge una serie di importanti funzioni all'interno del
testo e della pratica comunicativa. Essa permette, infatti, di:

chiarire quanto si è appena detto;

presentare aspetti altrimenti nascosti di un contenuto (affermazioni,
informazioni, ecc.) già espresso in precedenza favorendone una comprensione
più approfondita;

Riepilogare porzioni di discorso, fissando un determinato concetto o argomento
(magari in modo da memorizzarlo in maniera più agevole) prima di passare a
parlare d'altro.

Richiamare l'attenzione del lettore/ascoltatore su un contenuto già espresso in
precedenza. A sua volta, il contenuto richiamato può diventare il punto di
partenza di un'ulteriore porzione di testo. (Ferrari-Zampese 2000, p. 313)

Principali connettivi utilizzabili:


Riformulazione PARAFRASTICA: cioè, ossia, vale a dire, ovvero, dunque, o, in breve,
in sostanza, insomma, per essere più espliciti, detto altrimenti, ecc.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
RETTIFICA
(riformulazione non parafrastica)
Esempi: Ferrari-Zampese 2000, p. 314)

(1) Non l'ho più visto da domenica. O meglio, l'ho sentito solo un paio di volte al telefono.
(2) È un periodo in cui sono felice; insomma, in cui sono serena.
(3) La festa non è stata un granché. Anzi, se vogliamo esser sinceri, è stato un vero fallimento.

Definizione:
La relazione di rettifica ridimensiona la validità di un contenuto. Quanto si è detto in
precedenza può essere completamente annullato oppure modalizzato.


La rettifica avviene quando tra il contenuto di partenza e quello riformulato NON c'è
equivalenza, ma viene modificato il valore o il senso iniziale (es. 2) in maniera più o meno
marcata fino anche all'estremo di annullarli (come in es. 3).
Principali connettivi utilizzabili:

di fatto, a ogni modo, in ogni caso, anzi, insomma, comunque, in fin dei
conti, tutto sommato, o meglio, ecc.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
OPPOSIZIONE e SOSTITUZIONE
Esempio: (Ferrari-Zampese 2000, pp. 306-307 )
(1) A lei credo; a lui, invece, non credo affatto.
(2) Se è vero che di solito ti comporti bene, non si può negare che stavolta hai sbagliato.
(3) Anziché essere prudente, si è buttato a capofitto nel progetto.
(4) Non è andata in Senegal, ma in Eritrea.
Definizione:
«si ha una relazione di opposizione testuale quando si accostano definizioni, idee o punti di
vista che sono in contrasto alla luce di una particolare spiegazione o argomentazione [...]»
(Ferrari 2014, p. 152). L'opposizione presuppone sempre che i contenuti posti in relazione
abbiano qualcosa in comune.
La sostituzione mette a confronto eventi, proprietà, ecc. che, nella particolare situazione
considerata, si oppongono. Un evento si sostituisce a un altro (Ferrari-Zampese 2000, p. 307
(es. 3).
Principali connettivi utilizzabili:

OPPOSIZIONE: al contrario, viceversa, invece, all'opposto, diversamente, da una
parte...dall'altra, mentre, se (quest'ultimo segnala una relazione di opposizione nel
costrutto biaffermativo, nel quale viene fatta una doppia affermazione, vedi esempio
2).

SOSTITUZIONE:

può essere espressa dalla correlazione tra la negazione non e il connettivo ma.

anziché, invece di, piuttosto di/che, al posto di, in luogo di,
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
CONCESSIONE ARGOMENTATIVA
Esempio: (Ferrari 2014, 2. Ferrari-Zampese 2000, p. 308)
(1) Questo libro, ora che è pronto per andare alle stampe, vorrei ritoccarlo, modificarlo, allargarlo.
Bisogna tuttavia accettare l'idea che ogni libro non rappresenta che la fotografia di un momento del
cammino del pensiero.
(2) A volte siamo davvero convinti della correttezza del nostro punto di vista; eppure non riusciamo a
convincere gli altri, perché non sappiamo esternare chiaramente il nostro pensiero.

Definizione:
«il locutore esprime un'ipotesi, un giudizio ecc. presentandolo come valido sullo sfondo di
un'argomentazione alternativa di cui concede la plausibilità, giudicandola tuttavia come
errata nel caso specifico» (Ferrari 2014, p. 154).

• La concessione è molto usata nei testi argomentativi per ridurre o annullare la forza degli
argomenti che vanno contro la nostra ipotesi. La strategia della concessione è quella di un
rifiuto che non si impone con evidenza: non è aggressiva perché, pur rifiutandone la
pertinenza, prende sul serio l'opinione contraria e, allo stesso tempo, esprime
dialetticamente la sensatezza delle proprie posizioni. (Ferrari-Zampese 2000, p. 309)
Principali connettivi utilizzabili:

eppure, tuttavia, nondimeno, ciononostante, malgrado ciò, comunque, lo


stesso, sennonché, anche se, ma, ecc.
(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
AGGIUNTA
Esempi: (1) Ferrari 2014, (2) Ferrari-Zampese 2000, p. 318)
(1) L'italiano presenta molti aspetti flessivi, in genere ereditati dal latino, ma anche varie caratteristiche
sconosciute al latino, di tipo isolante.
(2) Nella Grecia antica, l'ostracismo era una procedura molto in voga. La condanna poteva durare dai
cinque ai dieci anni, a seconda del numero di coloro che avevano firmato. Nessuna giustificazione era
dovuta da parte della cittadinanza.

Definizione:
Si ha una relazione di aggiunta quando due o più contenuti vengono accostati l'uno all'altro e
posti sullo stesso piano. Da solo, ciascuno dei contenuti collegati da un'aggiunta intrattiene
con il contesto la stessa relazione logica che intrattiene insieme agli altri contenuti ai quali è
collegato.
● Grazie all'aggiunta, si possono accostare via via i singoli aspetti di un problema,
valorizzandoli così singolarmente (Ferrari-Zampese 2000, p. 318);
● spesso questa relazione non viene segnalata da elementi linguistici (esempio 2)
● È il meccanismo compositivo che sta alla base di moltissimi testi.
Principali connettivi utilizzabili:

Non solo, ma anche, ma addirittura, e poi, ecc.


(c) Le relazioni logiche di composizione testuale
SPECIFICAZIONE e GENERALIZZAZIONE
Esempi: Ferrari-Zampese 2000, p. 322)
(1) Con il computer si ottengono informazioni preziose sui sistemi di orientamento usati dall'uomo;
specie quando è in movimento.
(2) Fare analisi letteraria con l'atteggiamento mentale del biologo che investiga gli organismi viventi non
può andare bene a chi ha optato per l'idealismo. Non va bene in particolare a Benedetto Croce, il quale
non ha nessun interesse per la storia dei materiali letterari.
(3) Questo talk-show piace molto alle ragazzine; in generale, esso piace a tutti coloro che hanno in
tasca un sogno.

Definizione:
Specificazione: quando di un'entità si offre una caratterizzazione più dettagliata; quando si
passa dalla caratterizzazione di un insieme a quella di uno dei suoi membri; quando si passa
da una proprietà o evento generali a una proprietà o evento particolari. (es. 1, 2)

Generalizzazione: quando si passa dal membro alla classe oppure da una proprietà specifica a
una generale. (es. 3)

Principali connettivi utilizzabili:



Queste relazioni possono essere segnalate da espressioni quali: (in) specie, in particolare, più
precisamente, in generale ecc.;

spesso non sono segnalate da nessun connettivo, oppure vengono segnalate dai due punti
Esercizio
Completa il testo scegliendo il connettivo più appropriato dalla seguente lista:

ma; infine; invece; cioè; tuttavia; perciò

La tecnologia funziona sulla base del principio per cui ogni artefatto serve per uno scopo
particolare. Il coltello serve per tagliare, l’automobile per viaggiare, la lavatrice per lavare
i panni. Il computer (1) ______ è un artefatto tecnologico proteiforme, che serve per
moltissimi scopi diversi: scrivere, fare i conti, conservare e ritrovare informazioni,
comunicare con gli altri, giocare, imparare, vendere e comprare cose, controllare il
funzionamento di altri artefatti, e così via. La ragione del carattere proteiforme del computer
è che il computer è uno strano artefatto tecnologico che manipola non cose fisiche ma
informazione, e quasi tutto è, o può essere tradotto in informazione, e (2) _____ essere
manipolato da un computer.
Qui ci interessa parlare di un solo uso del computer, (3) ____ del suo uso per gli scopi della
scienza, come qualcosa che aiuti lo scienziato a conoscere e a capire la realtà. (4) ____
come strumento nelle mani dello scienziato il computer può servire a molti scopi diversi. Il
computer può servire allo scienziato come «memoria» in cui conservare grandi quantità
di dati, recuperabili quando lui o lei vuole in modo efficiente e «intelligente». Può servire
per analizzare e trasformare i dati nei modi che lo scienziato giudica utili e a trovare in
essi regolarità interessanti. Può servire per visualizzare grandi masse di dati quantitativi,
cioè per trasformare in grafici e immagini, magari animate e interattive, dati numerici che
la mente umana ha difficoltà a tenere presenti tutti insieme e a capire (5) ____ sono
espressi come numeri, ma diventano comprensibili sfruttando la facilità con cui gli esseri
umani capiscono e scoprono regolarità nelle immagini visive. (6) _____ può servire più
semplicemente allo scienziato per scrivere i suoi lavori scientifici, con grafici e tabelle, per la
posta elettronica, per navigare in Internet.
Esercizio
Completa il testo scegliendo il connettivo più appropriato dalla seguente lista:

ma; infine; invece; cioè; tuttavia; perciò

La tecnologia funziona sulla base del principio per cui ogni artefatto serve per uno scopo
particolare. Il coltello serve per tagliare, l’automobile per viaggiare, la lavatrice per lavare
i panni. Il computer (1) invece è un artefatto tecnologico proteiforme, che serve per
moltissimi scopi diversi: scrivere, fare i conti, conservare e ritrovare informazioni,
comunicare con gli altri, giocare, imparare, vendere e comprare cose, controllare il
funzionamento di altri artefatti, e così via. La ragione del carattere proteiforme del computer
è che il computer è uno strano artefatto tecnologico che manipola non cose fisiche ma
informazione, e quasi tutto è, o può essere tradotto in informazione, e (2) perciò essere
manipolato da un computer.
Qui ci interessa parlare di un solo uso del computer, (3) cioè del suo uso per gli scopi della
scienza, come qualcosa che aiuti lo scienziato a conoscere e a capire la realtà. (4) ma
come strumento nelle mani dello scienziato il computer può servire a molti scopi diversi. Il
computer può servire allo scienziato come «memoria» in cui conservare grandi quantità
di dati, recuperabili quando lui o lei vuole in modo efficiente e «intelligente». Può servire
per analizzare e trasformare i dati nei modi che lo scienziato giudica utili e a trovare in
essi regolarità interessanti. Può servire per visualizzare grandi masse di dati quantitativi,
cioè per trasformare in grafici e immagini, magari animate e interattive, dati numerici che
la mente umana ha difficoltà a tenere presenti tutti insieme e a capire (5) tuttavia sono
espressi come numeri, ma diventano comprensibili sfruttando la facilità con cui gli esseri
umani capiscono e scoprono regolarità nelle immagini visive. (6) infine può servire più
semplicemente allo scienziato per scrivere i suoi lavori scientifici, con grafici e tabelle, per la
posta elettronica, per navigare in Internet.
I connettivi
4. Bibliografia.
D’Achille, P. (2001), Breve grammatica storica dell’italiano, Roma, Carocci.

Amici, Silvia (2010), I meccanismi di coesione testuale in un paragrafo, recuperato su


http://for.indire.it/global_lms/uploads/pon_linguistica1213/20024.pdf

De Beaugrande, Robert-Alain & Wolfgang Ulrich Dressler (1994), Introduzione alla


linguistica testuale, il Mulino, Bologna.

Ferrari, Angela (2010), Connettivi, in Enciclopedia dell'italiano (2010-


11), curata da Raffaele Simone, Gaetano Berruto & Paolo D'Achille, Istituto
della enciclopedia italiana, Roma.

Ferrari, Angela (2014), Linguistica del testo. Principi, fenomeni, strutture, Carocci,
Roma.

Ferrari, Angela & Luciano Zampese (2000), Dalla frase al testo. Una grammatica per
l'italiano, Zanichelli, Bologna.

Lo Duca, Maria Giuseppa 2013, Lingua italiana ed educazione linguistica. Tra storia,
ricerca e didattica, Carocci, Roma.

Lo Duca, Maria Giuseppa & Rosaria Solarino (2004), Lingua italiana. Una grammatica
ragionevole, Unipress, Padova.

Palermo, Massimo (2013), Linguistica testuale dell'italiano, il Mulino, Bologna.