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Commercio e conoscenze geografiche nell'Europa del XV secolo

Nel ‘400 i rapporti commerciali e culturali tra gli europei e gli altri
continenti avvenivano in larga misura attraverso le sponde del
Mediterraneo.

I viaggi come quelli effettuati nel XIII secolo da Marco Polo e narrati dallo
stesso a Rustichello da Pisa nel Milione erano divenuti più difficili con
I'avvento della dinastia Ming in Cina (1368) e con l'espansione della
potenza ottomana nei Balcani e nel Mediterraneo Orientale.

I veneziani che esercitavano quasi in regime di monopolio il commercio


d'intermediazione delle spezie e delle sete tra Oriente ed Europa, si
approvvigionavano dagli intermediari arabi nei porti di Beirut e m
Alessandria.

Allo stesso modo, l'oro, I‘avorio. gli schiavi giungevano dall'Africa nera
all'Europa passando dall'Egitto dei mamelucchi e per le reggenze
barbaresche nordafricane.

Le nozioni geografiche che gli europei avevano degli altri continenti erano
vaghe ed imprecise. Si era lentamente imposta l'idea della sfericità della
Terra. Non si sapeva dell‘esistenza delle Americhe e dell‘Oceania e si
riteneva che Europa, Asia ed Africa si trovassero interamente
nell'emisfero settentrionale. Si credeva, inoltre, che il continente africano
fosse molto più corto e la sua costa occidentale era raffigurata come una
linea obliqua tendente verso sud-est
Queste credenze erronee, assieme alle fantasiose idee di
incommensurabile ricchezze nelle Indie, contribuirono a incoraggiare i
viaggi di esplorazione.

La cultura e le nuove tecniche di navigazione

Inoltre, la visione antropocentrica del Rinascimento produceva un


cambiamento di mentalità: l'uomo era ormai investito di fiducia, era
esaltata la sua creatività da ciò scaturiva una apertura di orizzonti, una
fiducia nel progresso e una sete di conoscenze nuova. Rinasceva non solo
la cultura umanistica ma anche un nuovo interesse per le matematiche, le
scienze e la tecnica.

Questo nuovo fervore, unito al miglioramento del settore nautico, grazie


al perfezionamento dell'astrolabio, al miglioramento della bussola, al
miglioramento delle chiglie delle navi. e ad una sempre maggiore
precisione delle carte nautiche, consentiva di aumentare sempre di più le
distanze percorribili.

L'astrolabio serve a misurare l'altezza della stella polare 0 del sole rispetto
all'orizzonte. La triangolazione effettuata rispetto al punto in cui si trova la
nave serve ai navigatori per stabilire la latitudine in cui si trovano.

La bussola indica il Nord magnetico (e non quello geografico) cosicché


sono necessari dei calcoli matematici per colmare questa discrepanza.

La navigazione atlantica determina dunque l'abbandono della


approssimazioni basate sull'esperienza e l’utilizzo dell'algebra, della
geometria e dell'astronomia per calcolare le posizioni e le rotte.

Si sviluppava la cartografia che consentiva di tracciare carte nautiche


molto più precise dei rozzi portolani cioè delle mappe che tratteggiavano
approssimativamente le coste mediterranee

Le nuove imbarcazioni: dalla galera alla caravella

Per la navigazione costiera nel Mediterraneo si utilizzavano soprattutto


imbarcazioni a remi e non a vela. Nel corso del XV secolo venivano
introdotte innovazioni provenienti dall'Europa settentrionale come la
velatura composta (formata da più di un albero e di una vela) e il timone
unico dritto di poppa al posto del tradizionale remo. Così diventavano più
manovrabili e meglio governabili le imbarcazioni allora più diffuse: la
galera mediterranea. una nave lunga mediamente 40 metri e larga 5 o 6
metri, con limitata capacità di carico (100 tonnellate), mossa soprattutto
dall'azione dei remi; e la nave landa settentrionale, lunga dai 27 ai 23
metri, larga circa 10 metri, dotata di alberi e vele, che può trasportare
grandi carichi.

Tra i primi furono i navigatori genovesi e rendersi conto che per solcare
l‘Atlantico con pesanti carichi di mercanzie, sia pure lungo rotte costiere,
occorrevano navi di grande stazza in grado di navigare in modo sicuro.

Nella seconda metà del Quattrocento, venivano introdotti quegli elementi


indispensabili a navigare attraverso l‘Atlantico sulle navi che prima erano
utilizzate per solcare il Mediterraneo. Viene così superata la distinzione
tra galera e nave tonda e viene ideato un nuovo tipo di imbarcazione
fornita di un complesso sistema di vele, armata di cannoni per difendersi
dalla aggressioni dei pirati e dotata di grandi capacità di carico.

A questa nuova tipologia appartenevano la caracca e la caravella,


entrambe a tre alberi, e il galeone, una grande nave a quattro alberi

Il Portogallo e la via per l'Oriente

Enrico I, detto Il Navigatore, comprese l'importanza della via marittima


delle Indie e finanzia due spedizioni che avevano come scopo proprio
quello di arrivare in Oriente circumnavigano l'Africa. Il primo a tentare tale
impresa fu Bartolomeo Diaz nel 1488. ma si fermò al Capo di Buona
Speranza. punta estrema dell'Africa, battezzato per questo Capo di Cattiva
Speranza. Successivamente Vasco de Gama, portoghese anche lui, nel
1498 riuscì a doppiare il Capo di Cattiva Speranza, che venne ribattezzato
per questo di Buona Speranza. e a giungere in India.

II perfezionamento di questa rotta permise al Portogallo dì impiantare


delle basi commerciali lungo la costa africana e indiana, che gli
permettevano il controllo totale di questa rotta commerciale. anche se
essi non divennero mai delle colonie vere e proprie a causa dell'ostilità
delle popolazioni locali.

Cristoforo Colombo

Il genovese Cristoforo Colombo riteneva di poter arrivare alle Indie


navigando verso occidente, convinto che la terra fosse sferica. Sostenuto
anche dai calcoli del matematico fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli, che
stimavano il raggio della terra essere molto inferiore di quanto fosse in
realtà, Colombo propose il suo progetto al re di Portogallo, convinto che la
distanza da percorrere fosse solo di tremila miglia, al contrario delle
diecimila occorrenti in realtà. Dopo il rimo portoghese, propose il suo
progetto ai sovrani spagnoli, incoraggiato anche dall'amicizia con la regina
Isabella di Castiglia, che rimase profondamente impressionata dalla
sicurezza e dalla religiosità di questo uomo, che riteneva che l'oro e
l'argento che avrebbe ricavato dalle terre scoperte sarebbe stato utile per
allestire una crociata per liberare la Terra Santa definitivamente.

Colombo dovette aspettare però dieci anni prima di ottenere una risposta,
cioè fino al 1492, anno in cui gli Spagnoli fecero capitolare lo stato arabo
dell'Ahlambra, riunendo tutto il regno di Spagna. Solo allora i sovrani
iberici si decisero a fornire al genovese due caravelle e una nave
ammiraglia e soprattutto i fondi per allestire tali navi e l'equipaggio.

Primo viaggio (1492-1493)

Il 3 agosto 1492 Colombo salpò da Palos (Spagna) con tre caravelle (Ie
celeberrime Nina, Pinta e Santa Maria) con equipaggio spagnolo. Dopo
aver fatto sosta alla Canarie dal 12 agosto al 6 settembre, ripartì verso
occidente e avvistò terra, approdando a Guanahani, che battezzò San
Salvador. prendendone possesso in nome dei sovrani di Spagna.

Era il 12 ottobre 1492, giorno ufficiale della scoperta delle Americhe. data
che convenzionalmente segna l'inizio dell‘Età Moderna.

Colombo riteneva di essere giunto su un'isola dell'arcipelago giapponese.


Con ulteriori esplorazioni verso sud, scoprì l'isola di Spagna e la moderna
Haiti (che chiamò Hispaniola.) II 16 gennaio 1493 salpò per I'Europa e
arrivò a Palos il 15 marzo.
Re Ferdinando e la regina Isabella gli conferirono onori e ricchezze
pianificando subito una seconda spedizione.
Secondo viaggio (1493-1496)

La seconda spedizione era costituita da diciassette navi, con quasi 1500


persone imbarcate. fra cui sacerdoti, dottori e contadini: l'intento era.
oltre quello di diffondere il cristianesimo, di affermare la sovranità
spagnola sulle terre scoperte, colonizzare, coltivare e portare in Spagna
l'oro.
La partenza da Cadice avvenne il 25 settembre 1493 e. dopo la solita sosta
alle Canarie (dove furono caricati a bordo anche animali domestici), si
salpò il 13 ottobre.
Dopo l'arrivo a Hispaniola, Colombo continuò le esplorazioni. scoprendo
Santiago (attuale Jamaica) ed esplorando la costa meridionale di Cuba
(che Colombo non riconobbe comunque come isola, convinto che facesse
parte del continente). Dopo essersi fatto anticipare in Spagna da un carico
di 500 schiavi. il 20 aprile del 1496 salpò per l'Europa e raggiunse Cadice
l'11 giugno, con due navi che aveva costruito nelle colonie.

Terzo viaggio: 1498-1500

Partì nuovamente con una flotta di otto navi e dopo due mesi di
navigazione giunse nell'isola di Trinidad vicino alle coste del Venezuela,
per poi tornare a Hispaniola. Nel frattempo i re spagnoli, accortisi che
Colombo era sì un bravo ammiraglio ma sostanzialmente incapace di
governare i suoi uomini, inviarono sul luogo un loro emissario, Francisco
De Bobadilla, con l'incarico di amministrare la giustizia per conto del re.
Ma una delle ragioni profonde di questa mossa era anche dovuta al fatto
che Colombo in realtà difese gli indigeni contro il maltrattamento degli
Spagnoli.
Colombo si rifiutò di accettare l‘autorità dell'emissario, che per tutta
risposta lo fece arrestare rispedendolo in Spagna.

Quarto viaggio: 1502-1504

Dopo tutte queste vicissitudini Colombo venne scagionato e liberato. Due


anni dopo ebbe modo di fare un ultimo viaggio durante il quale incappò
sfortunatamente in un terribile uragano che causò la perdita di tre delle
quattro navi a sua disposizione. Navigò però insistentemente per altri otto
mesi lungo la costa tra l‘Honduras e Panama, per poi tornare in Spagna,
ormai stanco e malato.
Trascorse l'ultima parte della sua vita quasi dimenticato, in una difficile
situazione finanziaria e senza essersi reso davvero conto di aver scoperto
un nuovo continente.
Morì il 20 maggio 1506 a ValladoIid.

Dopo Colombo

L'italiano Amerigo Vespucci circumnavigò tra il 1499 e il 1502 l'America in


due successivi viaggi e redasse una cartina molto dettagliata, per questo il
nuovo continente venne chiamato America 0 Terra di Amerigo. La
conferma che le terre scoperte rappresentassero un continente venne da
Vasco Nunez de Balboa, il quale attraversò lo stretto di Panama via terra e
si ritrovò davanti un altro sterminato oceano, che da lui fu battezzato
Pacifico perché appariva molto calmo.

Nel 1519 il portoghese Ferdinando Magellano tentò il giro del mondo via
mare, che però non venne concluso da lui stesso ma dai superstiti della
spedizione, tra cui l'italiano Pigafetta, autore di un celebre diario di questa
missione: Magellano, infatti, era morto durante una sosta di scalo nelle
Filippine ucciso durante una rivolta indigena.

Nel 1500 i portoghesi cominciano ad insediarsi nel Brasile, che poteva


essere colonizzato perché si trovava alla destra della raya.

Le civiltà pre-colombiane: Maya, Aztechi e Incas

La più antica di tutte le civiltà precolombiane fu quella dei Maya,


insediatasi nella penisola dello Yucatan, che non costituì mai un impero,
ma fu sempre divisa in città-stato comandate da un re-sacerdote. Le città
erano dei veri e propri centri religiosi, abitati dai son sacerdoti e a cui
affluivano gli abitanti delle campagne per le cerimonie, i mercati e
I'amministrazione della giustizia. La cultura dei Maya era molto sviluppata
nel campo astronomico. scientifico e matematico (studi effettuati
ipotizzano che questa popolazione abbia introdotto l'uso dello zero 700
anni prima che gli Arabi ne carpissero il funzionamento dagli Indiani). La
storia di questa popolazione si può dividere in due fasi: Antico impero (III -
X sec. d.C.), che terminò con I’acuirsi di una lenta crisi dovuta. si crede, ad
un aumento demografico non compensato dall'aumento di produzione
agricola, e Nuovo Impero, in cui avvenne una sorta di rinascita di questa
civiltà, vanificata poi da guerre civili e da catastrofi naturali nel 400.

L'impero Azteco

Gli Aztechi

Gli Aztechi erano originari dell'America Settentrionale, ma si erano


insediati nel Messico centrale a partire dal XIII secolo, e dopo molte
resistenze da parte delle popolazioni locali, che li avevano ridotti a vivere
nelle sole alture, riuscirono ad estendere il proprio dominio su tutto il
Messico centrale. Divenuto imperatore Montezuma II (1502), gli Aztechi
erano impegnati a sottomettere le popolazioni amerindie rivierasche. La
società degli Aztechi era divisa in clan, che possedevano un quartiere della
città, proprie terre e case. Il consiglio degli anziani amministrava tali
risorse, e le assegnavano a chi decidevano loro, inoltre esso stabiliva
anche i vari momenti della vita del clan, a partire da quelli religiosi, di cui
determinava i riti. Anche dal punto di vista politico il clan era l'unità
fondamentale: era riconosciuto re colui che era eletto da un consiglio
formato dai singoli membri di ogni clan. Ma con l'espansione questo
popolo perse la sua organizzazione e finì per acquistare una forma di
governo oligarchica, in cui il comando era in mano ad alcuni famiglie che
erano diventate più potenti delle altre.
La religione azteca contemplava un dio "duale", cioè principio fecondatore
e madre universale genitrice allo stesso tempo che avrebbe dato vita ad
altre divinità, così bellicose che avevano creato e distrutto l'universo
quattro volte. Era però necessario ricomporre ! vari odi, e quindi questi
dei diedero origine ad un quinto universo, la cosiddetta "quinta era', che
rappresentava quella attuale. Ma questo universo era immerso nelle
tenebre, e solo il sacrificio di due di questi dei permise al fuoco di
originare il sole e la luna. Ma i due astri erano immobili, perciò gli altri dei
si sacrificarono per dare loro la Vita, cioè il movimento. Nel timore che
tale soffio vitale di esaurisse gli Aztechi ricorrevano a sacrifici umani volti
ad alimentare tale vitalità.

La civiltà dei Maya (penisola dello Yucatán)


Gli Incas

Gli Incas erano una popolazione che si era insediata sul versante andino
occidentale nello stesso periodo degli Aztechi. dando origine ad un vero e
proprio impero, in cui il potere politico era in mano al solo sovrano, con
conseguente limitazione della libertà individuale. II re era proprietario di
un terzo del territorio, l'altro terzo era del clero. e il restante veniva
distribuito alle famiglie in questo modo: un lotto per ogni figlio maschio,
mezzo per ogni figlia femmina. Ogni transazione commerciale, ogni
nascita e morte erano registrate, ma non sapendo scrivere, essi usavano
per tali registrazioni delle cordicelle con dei nodi.

ll paese era solcato due strade principali, una lungo le Ande (non è facile
costruire su una catena montuosa irregolare e elevata) e una lungo la
costa, comunicanti fra loro mediante strade secondarie. Questo sistema di
comunicazione favoriva da una parte il governo assolutistico del re,
dall'altra i commerci, consistenti soprattutto in prodotti artigianali ed
agricoli, in particolare del guano, un concime ricavato dagli escrementi di
uccelli marini diffusissimi nella costa.

I Conquistadores

Dalla Spagna molte persone di ogni classe sociale giunsero in America


attratti dal mito di una facile ricchezza e a causa di un aumento
demografico in Spagna non sostenuto da un'eguale disponibilità di risorse.
Preti. contadini. artigiani ma soprattutto nobili in cerca di quel feudo che
non avevano trovato In Europa (i figli cadetti non ricevevano l'eredità della
famiglia). Essi arrivavano con in mano l' autorizzazione del re
dell'assegnazione di un encomienda o di un repartimiento. II possessore
di un encomienda poteva sfruttare una terra assegnata come il vecchio
feudo europeo. poteva quindi imporre tasse o esigere corvées. Chi aveva
un repartimiento poteva invece costringere gli abitanti di zone non
comprese In una encomienda al lavori forzati.

Di fatto queste autorizzazioni regie non furono altro che una


legalizzazione delle efferatezze commesse dai conquistadores, che erano
appunto questi avventurieri. in genere nobili venuti a conquistare le terre
scoperte per fenderle appunto encomiende. Venivano armati di tutto
punto pronti a sostenere delle vere e proprie guerre.

Sicuramente uno dei più feroci fu Hernan Cones, che nel 1519. il soli
quattro anni, riusci a distruggere il regno azteco. che aveva conosciuto
una grossa fase di splendore e di espansione attorno al XIV secolo. Tra il
1524 e il 1526 Francisco Montejo sottomise I Maya, popolazione di grande
cultura ma ormai in decadenza. Francisco Pizarro sottomise tra il 1531 e il
1536 l'impero degli Incas. anch'esso molto evoluto dal punto di vista
tecnologico e scientifico.

Lo sterminio delle popolazioni autoctone

Una volta distrutte politicamente queste civiltà. l conquistadores le


distrussero anche fisicamente costringendole a condizioni di vita a dir
poco disumane. Animati dal loro cieco eurocentrismo, essi non
considerarono quelle persone come uomini ma come selvaggi perché la
loro cultura appariva ai loro occhi inferiore a quella europea di cui erano
portatori: per questo vennero imposte agli Indios condizioni di vita
peggiori anche di quelle delle bestie da some. Essi erano costretti a
lavorare numerose ore al giorno, senza potersi riposare. ridotti in uno
stato di schiavitù e sotto alimentati. Inoltre le malattie banali che gli
europei avevano portato con sé divennero fatali per loro sistema
immunitario, abituato a ben altre tipologie di virus e batteri (in compenso,
gli europei hanno riportato in patria la sifilide, che da allora e fino a quasi
tutto il Novecento risultò incurabile). Debolezza del sistema Immunitario.
stress fisico provocarono. assieme alle uccisioni volontarie dei
conquistadores un vero e proprio sterminio degli Indios: aztechi si
ridussero da 25 milioni a poco più di un milione, gli abitanti di Haiti da un
milione a sessantamila: Davanti a queste cifre c’è da rimanere
impressionati, eppure la Chiesa non si scandalizzò più di tanto. visto che
essa stessa partecipò all'evangelizzazione forzata di questi Indios, che
venivano costretti a battezzarsi. Solo nel 1552 ci fu un prima reazione con
Il frate domenicano Bartolomé de Las Casas. che denunciò tale sterminio
ma propose. non pensando alle conseguenze, di andare a prendere in
Africa gli schiavi necessari per il lavoro in America.
L’encomienda

Istituzione spagnola vigente fin dal Medioevo nei territori iberici


riconquistati ai Mori e introdotta nelle colonie d'America all'indomani
della conquistare (16 sec.). In base al sistema dell'encomienda gli abitanti
di un villaggio indigeno, o gruppo di villaggi, venivano affidati a un colono
spagnolo (encomendero) cui spettava il compito di proteggere e
procedere alla loro cristianizzazione. nonché l'obbligo di prestare servizio
militare Gli encomenderos, in genere militari che avevano partecipato alla
conquista, erano autorizzati a riscuotere dagli indigeni tributi in natura o
in forma di lavoro obbligatorio L' encomienda assicurò una rapida e totale
sottomissione dei popoli conquistati, m degenerò ben presto in clamorosi
episodi di maltrattamento, torture, riduzioni in schiavitù. Le leggi di
Burgos, emanate nel 1512, tentarono inutilmente di tutelare gli indigeni
dagli abusi e di limitare i poteri dei coloni. La Corona infatti, temeva sin
dall'inizio le implicazioni feudali dell'encomienda. già evidenti nella
formazione di una potente aristocrazia coloniale che cercava di fare dell'
encomienda un possesso ereditario.

Il domenicano Bartolomé de Las Casas si fece portavoce delle accuse


contro l'encomienda presso il re Carlo V (I di Spagna). perorando una
cristianizzazione pacifica e condannando le riduzioni in schiavitù degli
indigeni. Nel 1542 le Nuevas leyes ribadirono la priorità teorica della
finalità cristiana dell'imperialismo Spagnolo e la proibizione della
riduzione in schiavitù degli indigeni. riaffermando soprattutto la centralità
del potere regio: si proibiva la concessione di nuove encomienda,
l'ereditarietà della funzione di encomenderos, e inoltre se ne vietava
l'esercizio ai funzionari della corona. Il successo di queste leggi fu solo
parziale. Nel corso del 17° sec. l'encomienda declinò a causa del continuo
decrescere della popolazione india, finché fu abolita nel 18° secolo.

La colonizzazione portoghese

In seguito alla spartizione stabilita dal trattato di Tordesillas, la


colonizzazione portoghese riguardò soprattutto il Brasile. || Portogallo
era, in realtà, molto più interessato alle ricche colonie africane ed
asiatiche, pertanto si limitò ad occupare la costa del Nord Est e a fondarvi
città come San Paolo e Bahia, La Parte meridionale del Brasile fu
colonizzata molto tempo dopo.

Le colonizzazioni inglese, francese e olandese

In questo periodo anche Inglesi. Francesi e Olandesi gettarono le basi per


il loro grandissimi imperi coloniali. Essi, però, lasciarono in mano a delle
organizzazioni private lo sfruttamento di quelle terre. Un esempio fu
quello dell'Inghilterra, che dall'inizio del Seicento aveva affidato la
colonizzazione della zona dell'Oceano Indiano e del Pacifico alla
Compagnia delle Indie orientali, mentre la Compagnia delle Indie
occidentali doveva occuparsi della zona atlantica.
Anche Olanda e Francia, visto il successo della strategia inglese, si
affrettarono a mettere a punto compagnie mercantili di simile fattura,
anche se la Francia commise l'errore di statalizzare troppo la sue
compagnie, eliminando quell'elemento di vitalità e di concretezza estrema
che solo una compagnia totalmente in mano ai privati poteva avere
(maggiori commerci equivalevano a maggior guadagno).
Queste organizzazioni ebbero una grande fortuna perché ottennero
condizioni favorevoli dalla madrepatria in cambio dell'esclusiva dei
commerci fra madrepatria e colonie. Ciò permise in breve tempo alle
compagnie mercantili di espandersi e di diventare delle imprese
economiche di rilevanza importante, perché con il loro indotto non solo
incrementavano i commerci ma anche la ricchezza della madrepatria. In
particolare in Inghilterra, i capitali accumulati permisero poi la rivoluzione
industriale, visto che vennero investiti nel settore secondario.
Le rotte dei viaggi di James Cook. Primo viaggio (1768-1771) é mostrato in
rosso, il secondo (1772-1775) in verde, il terzo (1776-1779) in blu.

Nel XVII secolo pionieri olandesi iniziarono a esplorare le prime isole


dell'Oceania. Willem Janszoon scoprì l'Australia, Abel Tasman nel 1642
colonizzò l'isola, chiamata Tasmania in suo onore, la Nuova Zelanda e le
Tonga. Nel XVIII secolo nacquero le ”Società Geografiche" con fini
esclusivamente scientifici. Sempre nel “700 l inglese James Cook esplorò
approfonditamente l‘Australia orientale, prendendone possesso in nome
del re d'Inghilterra.