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UNI 8520-2:2005 - 14-09-2005 - Aggregati per calcestruzzo - Istruzioni complementari per l'applicazione della EN 12620 - Requisiti
IDcompl

ITEM3 UNICEMENTO

NORMA TECNICA UNI 8520-2:2005


DATA 14/09/2005
AUTORI UNICEMENTO

TITOLO Aggregati per calcestruzzo - Istruzioni complementari per l'applicazione della EN 12620
- Requisiti
Aggregates for concrete - Additional provisions for the application of EN 12620 -
Requirements

SOMMARIO La norma contiene le istruzioni complementari per l'applicazione in Italia della EN


12620 specificando i requisiti degli aggregati per calcestruzzo.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 91.100.15


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10D0102

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA

STATO DI VALIDITA' In vigore

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 9
PREZZO EURO Non Soci 41,50 Euro - Soci 20,75 Euro
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Aggregati per calcestruzzo


NORMA Istruzioni complementari per l’applicazione della UNI 8520-2
ITALIANA EN 12620
Requisiti

SETTEMBRE 2005

Aggregates for concrete


Additional provisions for the application of EN 12620
Requirements

La norma contiene le istruzioni complementari per l’applicazione in


Italia della EN 12620 specificando i requisiti degli aggregati per cal-
cestruzzo.

TESTO ITALIANO

La presente norma è la revisione della UNI 8520-2:2002.

ICS 91.100.15

UNI © UNI
Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia www.uni.com

UNI 8520-2:2005 Pagina I


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PREMESSA
Rispetto all’edizione precedente viene effettuato un adeguamento
alla normativa europea (EN 12620).
La presente norma è stata elaborata sotto la competenza dell’ente
federato all’UNI
UNICEMENTO

La Commissione Centrale Tecnica dell’UNI ha dato la sua approva-


zione il 16 marzo 2005.

La presente norma è stata ratificata dal Presidente dell’UNI ed è


entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 14 settembre 2005.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione per l’eventuale revisione della norma stessa.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

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INDICE

INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI E DEFINIZIONI 2

4 REQUISITI 2
4.1 Generalità...................................................................................................................................................... 2
4.2 Origine degli aggregati ed aggregati di riciclo ........................................................................... 2
4.3 Esame petrografico.................................................................................................................................. 3
prospetto 1 Contenuti ammissibili dei minerali nocivi nelle singole frazioni ..................................................... 4
4.4 Granulometria ............................................................................................................................................. 4
prospetto 2 Esempi dei limiti granulometrici ............................................................................................................... 5
4.5 Passante allo staccio 0,063 UNI EN 933-2 e qualità dei fini (polveri) .......................... 5
prospetto 3 Limiti ammissibili per il contenuto in polveri......................................................................................... 5
4.6 Massa volumica ed assorbimento d'acqua ................................................................................. 6
prospetto 4 Limiti ammissibili per la massa volumica ed assorbimento d'acqua ........................................... 6
4.7 Requisiti chimici e costituenti che possono alterare l'indurimento del
calcestruzzo ................................................................................................................................................. 6
prospetto 5 Limiti ammissibili per i costituenti chimici ............................................................................................. 6
4.8 Requisiti che possono essere richiesti in relazione alla destinazione d'uso
del calcestruzzo ......................................................................................................................................... 7
prospetto 6 Limiti ammissibili per le proprietà richieste in relazione alla destinazione d'uso..................... 7
4.9 Requisiti per i filler .................................................................................................................................... 7
prospetto 7 Caratteristiche e limiti ammissibili per i filler ........................................................................................ 7

BIBLIOGRAFIA 9

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INTRODUZIONE
La EN 12620, elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC 154 nell'ambito del mandato
M/125 conferito al CEN dalla Commissione Europea, risponde ai requisiti essenziali della
Direttiva 89/106/CEE (CPD) sui prodotti da costruzione.
La EN 12620 è stata redatta tenendo conto delle esigenze, delle condizioni ambientali e
la pratica d'uso delle diverse nazioni europee. La EN 12620 non esclude che, a livello
nazionale, alcune sue parti possano essere adattate tenendo conto della pratica d'uso
consolidata e valida ove gli aggregati sono utilizzati.
La UNI EN 12620 riguarda gli aggregati ed i filler, di origine naturale, artificiale o di riciclo
e le miscele di questi aggregati destinate alla produzione di calcestruzzo. Essa riguarda
gli aggregati con massa volumica media del granulo maggiore di 2 000 kg/m3 destinati
alla produzione di tutti i calcestruzzi, inclusi quelli che soddisfano i requisisti della
UNI EN 206-1 ed i calcestruzzi destinati alle pavimentazioni stradali e alla produzione di
prefabbricati.
La norma europea fornisce i criteri di classificazione del materiale secondo caratteristiche
geometriche, fisiche e chimiche e prescrive un sistema di controllo della produzione
mirato a soddisfare la conformità ai requisiti necessari alla marcatura CE.
Per l'applicazione in Italia della EN 12620 sono stati elaborati due norme: la UNI 8520-1,
che definisce le caratteristiche che devono essere dichiarate e garantite dal produttore di
aggregato, e la UNI 8520-2 che definisce i requisiti minimi necessari che l'aggregato deve
possedere in funzione alla destinazione finale del calcestruzzo.
La presente norma, insieme alla UNI 8520-1, è complementare alla UNI EN 12620 e ne è
parte integrante per la sua applicazione in Italia.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


(riferimento UNI EN 12620 punto 1)
La presente norma specifica le caratteristiche e i requisiti degli aggregati, definiti e classi-
ficati in conformità della UNI EN 12620, destinati alla confezione di calcestruzzi.
La presente norma è finalizzata alla scelta delle categorie di aggregati previsti nella
UNI EN 12620 al fine di ottenere calcestruzzi di adeguata resistenza e durabilità in
funzione della destinazione d'uso.
I requisiti di base degli aggregati sono idonei alla produzione di calcestruzzi per cui le
classi di esposizione rientrano nelle X0, XC1-XC4, XD1-XD3, XS1-XS3. Requisiti parti-
colari sono necessari per i calcestruzzi delle classi XF1-XF4 (classi di esposizione al
gelo) e XA1-XA3 (esposizione ad attacco chimico).
Aggregati con requisiti particolari possono essere richiesti per calcestruzzi le cui superfici
sono soggette ad usura, a cavitazione, a forti escursioni termiche e per calcestruzzi ad
alta resistenza (Rck ≥ C50/60 secondo la UNI EN 206-1).

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
(riferimento UNI EN 12620 punto 2)
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI 8520-1 Aggregati per calcestruzzo - Istruzioni complementari per l'appli-
cazione della EN 12620 - Parte 1: Designazione e criteri di
conformità
UNI 8520-21 Aggregati per confezione di calcestruzzi - Parte 21: Confronto in
calcestruzzo con aggregati di caratteristiche note

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UNI 8520-22 Aggregati per confezione di calcestruzzi - Parte 22: Determina-


zione della potenziale reattività degli aggregati in presenza di
alcali
UNI 8981-8 Durabilità delle opere e degli elementi prefabbricati di calcestruzzo
- Parte 8: Istruzioni per prevenire la reazione alcali-silice
UNI EN 206-1 Calcestruzzo - Parte 1: Specificazione, prestazione, produzione e
conformità
UNI EN 932-3 Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli
aggregati - Parte 3: Procedura e terminologia per la descrizione
petrografica semplificata
UNI EN 933-2 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli
aggregati - Parte 2: Determinazione della distribuzione granulo-
metrica - Stacci di controllo, dimensioni nominali delle aperture
UNI EN 933-8 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli
aggregati - Parte 8: Valutazione dei fini - Prova dell'equivalente in
sabbia
UNI EN 933-9 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli
aggregati - Parte 9: Valutazione dei fini - Prova del blu di metilene
UNI EN 933-10 Prove per determinare le caratteristiche geometriche degli
aggregati - Parte 10: Valutazione dei fini - Granulometria dei filler
(stacciatura a getto d’aria)
UNI EN 1097-2 Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli
aggregati - Parte 2: Metodi per la determinazione della resistenza
alla frammentazione
UNI EN 1097-6 Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli
aggregati - Parte 6: Determinazione della massa volumica dei
granuli e dell'assorbimento d'acqua
UNI EN 1367-1 Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità
degli aggregati - Parte 1: Determinazione della resistenza al gelo
e disgelo
UNI EN 1367-2 Prove per determinare le proprietà termiche e la degradabilità
degli aggregati - Parte 2: Prova al solfato di magnesio
UNI EN 1744-1 Prove per determinare le proprietà chimiche degli aggregati -
Parte 1: Analisi chimica
UNI EN 12620 Aggregati per calcestruzzo

3 TERMINI E DEFINIZIONI
(riferimento UNI EN 12620 punto 3)
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni di cui alla UNI EN 12620.

4 REQUISITI

4.1 Generalità
(riferimento UNI EN 12620 punto 4.1)
È compito dell'utilizzatore degli aggregati verificare che le proprietà richieste al produttore
siano conformi alla loro destinazione d'uso del calcestruzzo.
L'acquirente deve redigere un ordine in cui sono esplicitati eventuali requisiti legati alla
destinazione d'uso.
Nota Se necessario, nell'ordine dovrà essere riportato il tenore massimo di umidità degli aggregati concordato tra
le parti. Il controllo dell'umidità deve essere eseguito secondo le indicazioni della UNI EN 1097-5.

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4.2 Origine degli aggregati ed aggregati di riciclo


(riferimento UNI EN 12620 appendice H punto H.3.3)
Gli aggregati destinati alla produzione di calcestruzzo possono provenire da: giacimenti
naturali, rocce frantumate, idonee scorie siderurgiche, materiali di riciclo, da demolizione
e artificiale, ottenuto mediante specifiche lavorazioni.
Per gli aggregati di riciclo in attesa di una regolamentazione europea è permesso:
- l'utilizzo totale o parziale di aggregati di riciclo provenienti da demolizioni di edifici
(macerie) solo per calcestruzzi con classe di resistenza ≤C12/15;
- l'utilizzo parziale o totale degli aggregati provenienti da frantumazione di solo calce-
struzzo per calcestruzzi aventi classe di resistenza ≤C20/25.
La miscela di aggregati di riciclo con aggregati ordinari, ad esclusione della caratterizza-
zione delle specie mineralogiche, deve soddisfare i requisiti specificati nel proseguo.
Nota Aggregati fino a 5% di materiale da demolizione (macerie) o 10% di calcestruzzo frantumato possono essere
utilizzate anche per il confezionamento di calcestruzzi con classe di resistenza maggiore di C20/25.

4.3 Esame petrografico


(riferimento UNI EN 12620 appendice H punto H.3.3)
Nota 1 Allo stato attuale delle conoscenze l'esame petrografico è una pratica consolidata sugli aggregati di origine
naturale, mentre è ancora da sperimentare sugli aggregati di origine industriale o riciclati, per cui quanto
segue è riferibile principalmente agli aggregati di origine naturale.
L'esame petrografico semplificato ha la duplice funzione di descrivere l'aggregato
(vedere punto 4 della UNI 8520-1) e di evidenziare l'eventuale presenza di costituenti che
possono interagire negativamente, sia a breve che a lungo termine, con altri componenti
del calcestruzzo per le condizioni di esposizione ambientale.
Con l'eccezione dei costituenti responsabili della reazione alcali-silice, eventuali effetti
negativi sono tanto più pronunciati, quanto più abbondanti sono i costituenti dannosi
nell'aggregato; nel prospetto 1 sono riassunti i contenuti ammissibili di tali costituenti,
classificati per tipologia.
Nota 2 Di seguito si riporta brevemente quanto è noto dalla letteratura sui danni potenzialmente arrecati da tali costi-
tuenti (almeno quelli più conosciuti).
a) I solfati (comunemente gesso o anidrite) possono dare luogo a fenomeni di tipo espansivo nel calce-
struzzo a seguito di una reazione con alcuni costituenti del cemento.
b) I solfuri di ferro come pirite, marcasite e pirrotina talvolta si presentano in forme reattive: queste
producono sulla superficie del calcestruzzo dei depositi di colore bruno, talora accompagnati da espul-
sione di materiale (pop-out).
c) Le miche (le più comuni sono biotite e muscovite) sono dei minerali piuttosto comuni in diversi tipi di
rocce e si presentano come lamelle dalla facile sfaldatura; la loro presenza nell'aggregato può
comportare riduzioni sia nella resistenza meccanica sia nel modulo elastico del calcestruzzo.
d) La silice reattiva, in seguito alla reazione con gli idrossidi alcalini della soluzione dei pori del calce-
struzzo, può dar luogo alla formazione di un gel silicatico, che, in presenza di umidità, può aumentare
molto il proprio volume con conseguente rottura del manufatto. Le forme di silice responsabili di tale
fenomeno sono riconducibili a:
- opale, silice amorfa idrata, presente nei resti biologici di radiolari, diatomee e spicole di spugne;
- vetro vulcanico ad alto tenore di silice, che può essere presente in alcune rocce vulcaniche (rioliti,
trachiti, ecc.);
- quarzo microcristallino (le masse di quarzo microcristallino fibroso-raggiato sono conosciute come
calcedonio, che è il costituente principale delle selci, rocce silicee, spesso presenti in associazione
con calcari);
- quarzo che ha subito una deformazione meccanica (evidenziata al microscopio petrografico dalla
cosiddetta estinzione ondulata).
Nel caso di scorie metallurgiche ed industriali si deve verificare la loro idoneità e l'assenza
di silicati instabili o di composti del ferro e porre attenzione alla presenza di sostanze
pericolose.

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È nella fase di progettazione dell'opera che, in relazione all'importanza dell'opera, al


tempo di vita utile prevista, alle condizioni di esposizione, sono accettati aggregati conte-
nenti specie reattive adottando le raccomandazioni riportate nella UNI 8981-8.
Percentuali minime di minerali nocivi possono provocare danni funzionali alle superfici di
calcestruzzo, in particolare se orizzontali.

prospetto 1 Contenuti ammissibili dei minerali nocivi nelle singole frazioni

Minerali nocivi Condizioni Idoneità Metodo di prova

Tipologia Contenuto
Gesso, anidrite assenti Senza restrizioni UNI EN 932-3
UNI EN 1744-1,
presenti Contenuto di solfati Senza restrizioni
punto 12
solubili in acido
≤0,2 (AS0,2)
Contenuto di solfati Accettabile solo nelle
solubili in acido frazioni fini
≤0,8 (AS0,8)
Solfuri ossidabili assenti Senza restrizioni UNI EN 932-3
UNI EN 1744-1,
presenti Il contenuto totale di Senza restrizioni
punto 11
zolfo, determinato
secondo la
UNI EN 1744-1,
punto 11, deve essere
≤0,1%.
Minerali potenzial- assenti Senza restrizioni UNI EN 932-3
mente reattivi agli alcali (UNI 8520-22)
presenti È necessaria la determi- Senza restrizioni se
nazione della potenziale soddisfano i requisiti del
reattività in presenza di prospetto 6.
alcali (UNI 8520-22). Diversamente è
opportuno riferirsi alla
UNI 8981-8.

4.4 Granulometria
(riferimento UNI EN 12620, punto 4)
L'utilizzo di un'unica frazione granulometrica (vedere UNI EN 12620 punto 4.3.5) per la
confezione di calcestruzzo è ammesso per classi di resistenza ≤C12/15 (calcestruzzi non
armati e non strutturali).
Per le altre classi di resistenza si devono usare almeno due classi granulometriche
distinte, scelte tra quelle indicate nel prospetto 2 della UNI EN 12620. Per classi di
resistenza superiori a C30/37 è consigliabile utilizzare più di due classi granulometriche
per compensare le oscillazioni naturali degli aggregati, così pure è consigliabile utilizzare
aggregati fini dichiarati con la tolleranza ristretta indicata nell'appendice C della
UNI EN 12620.
Gli aggregati devono essere descritti in termini di dimensioni secondo quanto indicato
nella UNI EN 12620 punto 4 e devono rientrare nei fusi che li definiscono. Nel prospetto 2
si riportano alcuni esempi.

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prospetto 2 Esempi dei limiti granulometrici

Aggregato 0/4 G F 85
(D ≤ 4 mm e d = 0)
Diametro millimetri 8 56 4
Percentuale passante (in massa) 100 95 ÷ 100 85 ÷ 99
Aggregato 0/8 G NG 90
(D = 8 mm e d = 0)
Diametro millimetri 16 11,2 8
Percentuale passante (in massa) 100 98 ÷ 100 90 ÷ 99
Aggregato 4/20 G C 90/15
(D = 20 mm e d = 4 mm)
[con diametro intermedio 10 mm]
Diametro millimetri 40 28 20 10 4 2
Percentuale passante (in massa) 100 98 ÷ 100 90 ÷ 99 25 ÷ 70 0 ÷ 15 0÷5

4.5 Passante allo staccio 0,063 UNI EN 933-2 e qualità dei fini (polveri)
(riferimento UNI EN 12620 appendice C)
La categoria (fxx) per il passante allo staccio 0,063 deve essere dichiarata dal produttore.
Il limite della percentuale di passante allo staccio da 0,063 mm è definito in funzione della
natura e del processo di lavorazione dell'aggregato. Nel prospetto 3 sono riportati i limiti
per il contenuto in polveri.
Quei prodotti che, pur provenendo da depositi alluvionali, sono il risultato sia di un
processo di selezione sia di frantumazione, devono essere, al fine del contenuto di
passante, considerati come aggregati frantumati solamente se prevale la parte
frantumata.
La qualità delle polveri nell'aggregato fine e nel filler è considerata non nociva quando si
verifica una delle 4 condizioni seguenti:
a) Contenuto totali in fini
Il contenuto delle polveri dell'aggregato fine non supera il limite riportato nel
prospetto 3.

prospetto 3 Limiti ammissibili per il contenuto in polveri

Tipo di aggregato Categoria


Aggregato grosso Non frantumato o frantumato da depositi alluvionali ≤f1,5
Frantumato da roccia ≤f4,0
Aggregato fine (sabbia) Non frantumato ≤f3,0
Frantumato da depositi alluvionali ≤f10
Frantumato da roccia ≤f16
Misto naturale 0/8 ≤f3,0
Aggregato in frazione unica (misto) Non frantumato o frantumato da depositi alluvionali ≤f3,0
0/D
Frantumato da roccia ≤f11

b) Il valore dell'equivalente in sabbia SE, determinato secondo la UNI EN 933-8, risulta


maggiore o uguale a 80 per gli aggregati non frantumati e maggiore o uguale a 70
nel caso di aggregati frantumati.
c) Il valore del blu di metilene secondo la UNI EN 933-9 risulta minore o uguale a
1,2 g/kg.
Per i filler il valore di MBF (secondo la UNI EN 933-9 appendice A) deve essere
dichiarato dal produttore e deve essere minore o uguale a 12 g/kg, valutato con
frequenza minima annuale e nel caso di variazioni nella fonte di approvvigiona-
mento.

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Il requisito di conformità per il valore di blu di metilene per la frazione 0/2 estratta
dall'aggregato deve essere verificato, con una probabilità del 90%, tenendo conto
dello scarto di ripetibilità del laboratorio che esegue la prova; in mancanza di infor-
mazioni dirette si applica uno scarto di ripetibilità di r1 = 0,14 + 0,076x, dove x è il
valore medio di prova.
d) C'è equivalenza di prestazioni rispetto ad un aggregato il cui utilizzo soddisfacente è
noto, oppure si ha evidenza di un utilizzo soddisfacente senza problemi.
Gli aggregati con SE < 80 e MB > 1,2 g/kg possono essere utilizzati a condizione che sia
dichiarato il valore di MB, al fine di permettere all'utilizzatore l'adozione di precauzioni
necessarie a compensare l'effetto della presenza di argilla.

4.6 Massa volumica ed assorbimento d'acqua


(riferimento UNI EN 12620 punto 5.5)
La massa volumica e l'assorbimento d'acqua devono essere dichiarati dal produttore e
devono soddisfare i requisiti di cui al prospetto 4.

prospetto 4 Limiti ammissibili per la massa volumica ed assorbimento d'acqua

Caratteristica Limite ammissibile Metodo di prova


3
Massa volumica MV > 2 300 kg/m UNI EN 1097-6
media del granulo
Assorbimento Per classi di esposizione del calcestruzzo XF (UNI EN 206-1, prospetto 1, UNI EN 1097-6
d'acqua punto 5) l'aggregato grosso deve avere un valore di assorbimento d'acqua
≤1%.
Se tale valore è superato deve essere dichiarata la classe di resistenza al
gelo.

4.7 Requisiti chimici e costituenti che possono alterare l'indurimento del calcestruzzo
(riferimento UNI EN 12620 punto 6)

prospetto 5 Limiti ammissibili per i costituenti chimici

Caratteristica Limite ammissibile Metodo di prova


Contenuto di Per contenuto di solfati solubili in acido ≤0,2%: nessuna limitazione (categoria UNI EN 1744-1,
solfati solubili in A S 0,2) punto 12
acido Per contenuto di solfati solubili in acido ≤0,8%: accettabile solo per gli
aggregati fini (categoria A s 0,8)
Contenuto di Il contenuto totale di zolfo deve essere ≤1% in massa per gli aggregati naturali, UNI EN 1744-1,
zolfo totale nel caso di loppe d'altoforno deve essere ≤2%. punto 11
Nel caso di presenza di solfuri ossidabili il limite per il tenore in zolfo totale è
0,1%.
Contenuto di Il contenuto totale dei cloruri solubili nel calcestruzzo deve soddisfare i requisiti UNI EN 1744-1,
cloruri solubili in indicati nella UNI EN 206-1, prospetto 10. Indicativamente il contenuto di punto 7
acqua cloruri nelle singole frazioni di aggregato deve essere minore di 0,03%.
Costituenti che Il contenuto di tali materiali deve soddisfare i requisiti del punto 6.4.1 della UNI EN 1744-1,
alterano la presa UNI EN 12620. punto 15.1; 15.2;
e l'indurimento 15.3
del calcestruzzo
Contenuto di Per calcestruzzi aggregati fini ≤0,5% UNI EN 1744-1,
contaminati ordinari aggregati grossi ≤0,1% punto 14.2.2
leggeri
Per calcestruzzi a aggregati fini ≤0,25%
vista con valenza aggregati grossi ≤0,05%
estetica e
pavimentazioni

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4.8 Requisiti che possono essere richiesti in relazione alla destinazione d'uso del calce-
struzzo
(riferimento UNI EN 12620 appendice H punto H.2)
L'aggregato utilizzato per il confezionamento di calcestruzzi con classe di esposizione al
gelo (XF) deve essere caratterizzato per la classe di resistenza al gelo e/o per la classe di
resistenza alla degradazione per effetto della soluzione del solfato di magnesio.
La forma dell'aggregato influisce sulla lavorabilità del calcestruzzo, nel caso in cui la
natura del materiale di origine e la tipologia del trattamento di produzione generano
aggregati appiattiti o allungati è utile fornire il valore dell'Indice di Forma (Sl ) e/o l'Indice
di Appiattimento (Fl ). Il valore e la sua fluttuazione possono essere concordati tra le parti
nei documenti contrattuali.

prospetto 6 Limiti ammissibili per le proprietà richieste in relazione alla destinazione d'uso

Caratteristica Limite ammissibile Metodo di prova


Resistenza alla Per calcestruzzi con Rck ≥ C50/60 è opportuno utilizzare aggregati apparte- UNI EN 1097-2,
frammentazione nenti a categorie inferiori a LA30 punto 5
Coefficiente Los
Angeles
Resistenza al gelo Per utilizzo in calcestruzzo esposto a classi XF1, XF2, XF3, XF4 si deve UNI EN 1367-1
dichiarare la categoria per la resistenza al gelo in termini di percentuale di UNI EN 1367-2
massa disgregata per effetto del gelo (categoria consigliata ≤F2 ) e/o per la
disgregazione in solfato di magnesio (categoria consigliata ≤MS25)
Potenziale Espansione dei provini di malta: UNI 8520-22
reattività in - prova accelerata: espansione ≤0,10%. Se l'espansione è >0,10% è
presenza di alcali necessaria la verifica con la prova a lungo termine;
- prova a lungo termine: espansione ≤0,05% a 3 mesi e ≤0,10% a
6 mesi.
Confronto in calce- Il confronto mediante prova in calcestruzzo, rispetto ad un calcestruzzo UNI 8520-21
struzzo per le preparato con aggregato di caratteristiche note, è il sistema più idoneo per
proprietà mecca- verificare l'effetto di alcune caratteristiche degli aggregati sia allo stato
niche rispetto ad fresco: effetto della forma, dell'assorbimento d'acqua, della presenza di
aggregati di carat- polveri sulla richiesta d'acqua e sulla consistenza sia indurito: resistenza
teristiche note meccanica, modulo elastico.
Nel caso di cambiamento della fonte Alla scadenza di 28 d.
di approvvigionamento o di variazioni Resistenza alla compressione ≥85%
delle propietà fisico-meccaniche e e modulo elastico ≥90% rispetto al
petrografiche degli aggregati si può calcestruzzo di riferimento.
richiedere il confronto con aggregati
di proprietà note.

4.9 Requisiti per i filler


I filler sono utilizzati per la confezione di calcestruzzo allo scopo di migliorare certe
proprietà o di ottenere proprietà speciali.

prospetto 7 Caratteristiche e limiti ammissibili per i filler

Caratteristica Limiti ammissibili Metodo di prova


Granulometria Devono essere rispettati i limiti del prospetto 7 della UNI EN 12620 EN 933-10
Massa volumica dei La massa volumica deve essere espressa in termini di massa volumica EN 1097-6
granuli dopo essiccazione in stufa e deve essere >2 000 kg/m3
Contenuto di cloruri Il contenuto di cloruri deve essere minore dello 0,03% EN 1744-1, punto 7
solubili in acqua
Contenuto di solfati Contenuto di solfati solubili in acido ≤0,8% UNI EN 1744-1,
solubili in acido punto 12.

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prospetto 7 Caratteristiche e limiti ammissibili per i filler (Continua)

Caratteristica Limiti ammissibili Metodo di prova


Contenuto di zolfo Contenuto di zolfo totale ≤1,0% UNI EN 1744-1,
totale punto 11
Qualità dei fini Il valore del blu di metilene MBF ≤ 12 g/kg UNI EN 933-9
(Pulizia) appendice A
Costituenti che Il contenuto di tali materiali deve soddisfare i requisiti del punto 6.4.1 UNI EN 1744-1,
alterano la presa e della UNI EN 12620 punto 15.1; 15.2; 15.3
l'indurimento del
calcestruzzo

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BIBLIOGRAFIA
UNI EN 1097-5 Prove per determinare le proprietà meccaniche e fisiche degli
aggregati - Parte 5: Determinazione del contenuto d'acqua per
essiccazione in forno ventilato

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