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NORMA TECNICA UNI EN 1433:2004 DATA 01/04/2004 AUTORI PRODOTTI E SISTEMI PER L´ORGANISMO EDILI

NORMA TECNICA

UNI EN 1433:2004

DATA

01/04/2004

AUTORI

PRODOTTI E SISTEMI PER L´ORGANISMO EDILI

TITOLO

Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni - Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità

Drainage channels for vehicular and pedestrian areas - Classification, design and testing requirements, marking and evaluation of conformity

SOMMARIO

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 1433 (edizione novembre 2002). La norma specifica requisiti per canalette di drenaggio per la raccolta e il convogliamento delle acque superficiali installate in aree soggette a passaggio di veicoli e/ o pedoni.La norma si applica anche a unità griglia, fessure e cordoli fino ad un'apertura di 1 000 mm. La norma riporta inoltre le disposizioni per la marcatura CE dei prodotti.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS

93.080.30

CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO

AA10C0103

 

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA

STATO DI VALIDITA'

In vigore

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI

LINGUA

Italiano

PAGINE

48

PREZZO EURO

Non Soci

64,00 Euro

- Soci

32,00 Euro

LINGUA Italiano PAGINE 4 8 PREZZO EURO Non Soci 64,00 Euro - Soci 32,00 Euro

NORMA EUROPEANORMA EUROPEANORMA EUROPEA

Documento contenuto nel prodotto UNIEDIL STRUTTURE edizione 2006.2 E' vietato l'uso in rete del singolo documento e la sua riproduzione. E' autorizzata la stampa per uso interno.

NORMA ITALIANA

Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni

Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità

UNI EN 1433

APRILE 2004

Drainage channels for vehicular and pedestrian areas

Classification, design and testing requirements, marking and evaluation of conformity

CLASSIFICAZIONE ICS

93.080.30

SOMMARIO La norma specifica i requisiti per canalette di drenaggio per la raccolta e il convogliamento delle acque superficiali installate in aree soggette a pas- saggio di veicoli e/o pedoni. La norma si applica anche a unità griglia, fessure e cordoli fino ad un’aper- tura di 1 000 mm. La norma riporta inoltre le disposizioni per la marcatura CE dei prodotti.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI

= EN 1433:2002 La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 1433 (edizione novembre 2002).

ORGANO COMPETENTE

Commissione "Prodotti e sistemi per l’organismo edilizio"

RATIFICA

Presidente dell’UNI, delibera del 10 febbraio 2004

UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione Via Battistotti Sassi, 11B 20133 Milano, Italia

Via Battistotti Sassi, 11B 20133 Milano, Italia Gr. 13 © UNI - Milano Riproduzione vietata. Tutti

Gr. 13

© UNI - Milano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto dell’UNI.

UNI EN 1433:2004

con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza il consenso scritto dell’UNI. UNI EN 1433:2004

Pagina I

Documento contenuto nel prodotto UNIEDIL STRUTTURE edizione 2006.2 E' vietato l'uso in rete del singolo documento e la sua riproduzione. E' autorizzata la stampa per uso interno.

PREMESSA NAZIONALE

La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del- la norma europea EN 1433 (edizione novembre 2002), che assume così lo status di norma nazionale italiana. La traduzione è stata curata dall’UNI. La Commissione "Prodotti e sistemi per l’organismo edilizio" dell’UNI segue i lavori europei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli- cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti. È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es- sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti. Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso. Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug- gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa. UNI EN 1433:2004 © UNI

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INDICE

1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

1

2

RIFERIMENTI NORMATIVI

1

3

TERMINI E DEFINIZIONI

2

 

figura

1

Esempio del tipo I e del tipo M

2

figura

2

Esempi di unità grata

2

figura

3

Esempi di griglie

3

figura

4

Esempio di unità fessura

3

figura

5

Esempi di unità cordolo

3

figura

6

Esempi di superfici di contatto e bordi esposti al traffico

4

figura

7

Esempi di profondità di inserimento

5

figura

8

Esempi di aree libere

5

figura

9

Esempio di dislivello della quota di scorrimento

6

4

CLASSIFICAZIONE

6

5

LUOGHI PER LA POSA IN OPERA DELLE CANALETTE DI DRENAGGIO

7

 

figura

10

Tipica sezione trasversale autostradale che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in opera

7

figura

11

Tipica sezione di banchina che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in opera

8

6

MATERIALI

8

6.1

Generalità

8

6.1.1

Canalette di drenaggio

8

6.1.2

Griglie e coperture

8

6.1.3

Utilizzo dell’acciaio laminato

9

6.2

Produzione, qualità e prove

9

6.2.1

Materiali metallici

9

6.2.2

Calcestruzzo e calcestruzzo con resine sintetiche

9

6.3

Requisiti aggiuntivi

9

6.3.1

Saldatura dell’acciaio laminato

9

6.3.2

Acciaio inossidabile

9

6.3.3

Calcestruzzo prefabbricato

10

6.3.4

Calcestruzzo con resine sintetiche

10

 

prospetto

1

Classificazione della resistenza agli agenti atmosferici

10

prospetto

2

Requisiti di resistenza

10

prospetto

3

Provini

11

6.3.5

Calcestruzzo con fibre

11

 

prospetto

4

Requisiti di resistenza

11

prospetto

5

Provini

11

7

REQUISITI DI PROGETTAZIONE E FABBRICAZIONE

11

7.1

Generalità

11

7.2

Dimensioni e tolleranze dimensionali

11

 

prospetto

6

Tolleranze dimensionali

12

figura

12

Spazio libero totale

12

7.3

Progettazione geometrica

12

7.4

Gradiente

12

7.5

Giunzioni delle unità canalette di drenaggio

13

7.5.1

Tenuta all’acqua

13

7.5.2

Dislivello di inversione

13

7.6

Profondità dell’inserimento di griglie e coperture

13

inversione 13 7.6 Profondità dell’inserimento di griglie e coperture 13 UNI EN 1433:2004 © UNI Pagina

UNI EN 1433:2004

© UNI

Pagina III

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7.7

Sede

13

7.8

Protezione dei bordi esposti al traffico

13

 

prospetto

7

Spessore della protezione del bordo esposto al traffico e della superficie di contatto di ghisa o acciaio

13

7.9

Fissaggio delle griglie o delle coperture

14

7.10

Dimensioni delle aperture di ingresso

14

7.10.1 Fessure rettilinee

14

 

prospetto

8

Dimensioni per le classi A 15 e B 125

14

figura

13

Orientamento delle fessure

15

prospetto

9

Dimensioni per le classi da C 250 a F 900

15

7.10.2 Fessure di forme diverse

15

7.10.3 Altre aperture di ingresso

15

 

figura

14

Ingresso laterale

16

7.11

Contenitori per i detriti

16

7.12

Posizionamento corretto delle griglie e delle coperture

16

7.13

Trattamento superficiale

16

7.14

Angolo di apertura delle griglie e delle coperture provviste di cerniere

16

 

figura

15

Calibro

17

7.15

Prove di resistenza

17

7.15.1 Corpi delle canalette

17

7.15.2 Griglie e coperture

17

 

prospetto

10

Carichi di prova

18

7.16

Serie permanente

18

 

prospetto

11

Serie permanente ammessa di griglia/copertura

18

7.17

Raccomandazioni per la posa in opera

18

8

MARCATURA

19

8.1

Marcatura delle griglie e delle coperture

19

8.2

Marcatura dei corpi delle canalette

19

9

PROVE

20

9.1

Prova di un carico

20

9.1.1

Carichi di prova

20

9.1.2

Apparecchiatura di prova

20

 

prospetto

12

Dimensioni dei blocchi di prova

20

9.1.3

Preparazione per la prova

20

9.1.4

Procedimento di prova

21

9.2

Materiali

22

9.2.1

Calcestruzzo prefabbricato

22

9.2.2

Calcestruzzo con resine sintetiche

24

 

figura

16

Prova di flessione

24

9.2.3

Calcestruzzo con fibre

25

9.3

Requisiti di progettazione

26

9.3.1

Ispezione generale

26

9.3.2

Dimensioni

26

9.3.3

Sezione trasversale di scarico

26

9.3.4

Gradiente

26

 

figura

17

Unità canaletta di drenaggio con gradiente

26

9.3.5

Aperture di scarico/Aperture di collegamento

26

9.3.6

Giunzione delle unità canaletta

26

9.3.7

Profondità dell’inserimento di griglie e coperture

26

9.3.8

Sede

26

9.3.9

Protezione del bordo esposto al traffico

26

9.3.10

Fissaggio di una griglia e/o di una copertura in un’unità grata

27

9.3.10 Fissaggio di una griglia e/o di una copertura in un’unità grata 27 UNI EN 1433:2004

UNI EN 1433:2004

© UNI

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9.3.11 Dimensioni delle aperture di ingresso

27

9.3.12 Contenitori per i detriti

27

9.3.13 Posizionamento corretto delle griglie e delle coperture

27

9.3.14 Trattamento superficiale

27

9.3.15 Angolo di apertura delle griglie e delle coperture provviste di cerniere

27

9.4

Marcatura

27

9.5

Prove di tipo

27

9.6

Prova di routine di applicazione di carico

28

10

VALUTAZIONE DI CONFORMITÀ

28

10.1

Generalità

28

10.2

Prove di tipo (prove iniziali del prodotto)

28

10.3

Controllo della produzione in fabbrica, che deve essere effettuato da parte del fabbricante (controllo qualità interno)

28

10.4

Prodotti non conformi

29

11

POSA IN OPERA

29

APPENDICE

A

PROCEDIMENTO MODELLO PER IL CONTROLLO QUALITÀ INTERNO

30

(normativa)

 

prospetto

A.1

Ispezione al ricevimento e prove per ghisa a grafite lamellare ghisa sferoidale e acciaio fuso

30

prospetto

A.2

Controllo del procedimento per ghisa a grafite lamellare ghisa sferoidale e acciaio fuso 30

prospetto

A.3

Ispezione finale e prove dei prodotti (tutti i materiali in conformità al punto 6)

31

prospetto

A.4

Acciaio laminato

32

prospetto

A.5

Calcestruzzo e calcestruzzo armato

32

prospetto

A.6

Acciaio inossidabile e leghe a base di rame

33

prospetto

A.7

Calcestruzzo con resine sintetiche

33

prospetto

A.8

Controllo delle attrezzature per ispezione, misurazione e prova, movimentazione, stoccaggio, imballaggio e consegna dei prodotti non conformi

34

APPENDICE

B

REQUISITI SUPPLEMENTARI PER I PRODOTTI DI CALCESTRUZZO SOGGETTI A CONDIZIONI DI GELO/DISGELO MOLTO SEVERE IN PRESENZA DI ACQUA STAGNANTE CONTENENTI SALI ANTIGHIACCIO Scopo e campo di applicazione Condizioni di applicazione Resistenza al gelo/disgelo in presenza di sali antighiaccio Marcatura

 

(normativa)

35

B.1

35

B.2

35

B.3

35

B.4

35

APPENDICE

C

DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA AL GELO/DISGELO IN PRESENZA DI SALE ANTIGHIACCIO Principio Campionatura Materiali Apparecchiatura Preparazione dei provini

 

(normativa)

36

C.1

36

C.2

36

C.3

36

C.4

36

C.5

37

 

figura

C.1

Esempio della sezione trasversale di un provino con foglio di gomma e filo di tenuta (a destra) e provino visto dall’alto (a sinistra)

37

figura

C.2

Principio di preparazione per la prova di gelo/disgelo

38

C.6

Procedimento

38

 

figura

C.3

Ciclo Tempo-temperatura

39

prospetto

C.1

Coordinate dei punti di rottura

39

C.7

Espressione dei risultati di prova Resoconto di prova

40

C.8

40

i s u l t a t i d i p r o v a Resoconto

UNI EN 1433:2004

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APPENDICE

D

CONTROLLO ISPETTIVO CONDOTTO DA UN ORGANISMO DI CERTIFICAZIONE DI TERZA PARTE (CONTROLLO DA PARTE DI TERZI) Scopo e procedimento dell’ispezione da parte di terzi Resoconto della terza parte

 

(informativa)

41

D.1

41

D.2

41

 

prospetto

D.1

Ispezione da parte di terzi

41

APPENDICE

ZA

PUNTI DELLA PRESENTE NORMA EUROPEA RIGUARDANTI LE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA UE RELATIVA AI PRODOTTI DA COSTRUZIONE Scopo e caratteristiche rilevanti

 

(informativa)

 

43

ZA.1

43

 

prospetto ZA.1

Punti pertinenti per prodotti di tipo M e di tipo I

43

ZA.2

Procedimento per l’attestazione della conformità delle canalette di drenaggio Sistema di attestazione di conformità

44

ZA.2.1

44

 

prospetto ZA.2

Sistema di attestazione di conformità

44

prospetto ZA.3

Assegnazione della valutazione dei compiti di conformità per canalette di drenaggio nell’ambito del sistema 3

44

ZA.2.2

Dichiarazione di conformità Marchio ed etichetta CE

44

ZA.3

45

 

figura

ZA.1

Esempio di informazioni relative alla marcatura CE per la marcatura del prodotto

45

figura

ZA.2

Esempio di informazioni relative alla marcatura CE per la marcatura sui documenti di accompagnamento dei prodotti di tipo M

46

figura

ZA.3

Esempio di informazioni relative alla marcatura CE per la marcatura sui documenti di accompagnamento dei prodotti di tipo I

46

 

BIBLIOGRAFIA

48

documenti di accompagnamento dei prodotti di tipo I 46   BIBLIOGRAFIA 48 UNI EN 1433:2004 ©

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NORMA EUROPEA

Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli e pedoni

Classificazione, requisiti di progettazione e di prova, marcatura e valutazione di conformità

EUROPEAN STANDARD

Drainage channels for vehicular and pedestrian areas

Classification, design and testing requirements, marking and evaluation of conformity

NORME EUROPÉENNE

Caniveaux hydrauliques pour l’évacuation des eaux dans les zones de circulation utilisées par les piétons et les vehicules

Classification, prescriptions de conception et d’essai, marquage et évaluation de la conformité

EUROPÄISCHE NORM

Entwässerungsrinnen für Verkehrsflächen

Klassifizierung, Bau- und Prüfgrundsätze, Kennzeichnung und Beurteilung der Konformität

DESCRITTORI

ICS

93.080.30

EN 1433

NOVEMBRE 2002

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 9 ottobre 2002.

I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC

che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di

norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi

aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-

ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai membri del CEN.

La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon- sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me- desimo status delle versioni ufficiali.

I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,

Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE

European Committee for Standardization Comité Européen de Normalisation Europäisches Komitee für Normung

Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles © Tutti i diritti di riproduzione, in

©

Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono riservati ai Membri nazionali del CEN.

2002

CEN

UNI EN 1433:2004

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PREMESSA

Il presente documento (EN 1433:2002) è stato elaborato dal Comitato Tecnico CEN/TC 165 "Ingegneria delle acque reflue", la cui segreteria è affidata al DIN.

Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o median-

te

pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro maggio 2003, e

le

norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro agosto 2004.

Il presente documento è stato elaborato nell'ambito di un mandato conferito al CEN dalla Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio ed è di supporto ai requisiti essenziali della/e Direttiva/e dell'UE. Per quanto riguarda il rapporto con la/e Direttiva/e UE, si rimanda all'appendice informa- tiva ZA che costituisce parte integrante del presente documento. Le appendici A, B e C sono normative. L'appendice D è informativa. Il documento specifica l'applicazione e l'utilizzo di canalette di drenaggio sia singole sia come insiemi multi-componente. Un insieme è definito come unità singola e può essere

utilizzato unitamente ad altre unità simili per costituire un sistema di drenaggio. È riporta-

ta una guida sul posizionamento delle unità, la resistenza delle unità e le griglie o coperchi

opportuni. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente norma i raccordi ed altri adattatori particolari.

L'installazione non costituisce parte della presente norma, ma può costituire parte di una futura norma correlata. Le canalette di drenaggio sono installate in modo che sia disponi- bile un supporto sufficiente a permettere loro di sopportare i carichi di servizio previsti.

È stata data la dovuta considerazione ai sistemi di assicurazione qualità formalizzati e la

presente norma indica i dettagli di quelle attività di controllo specifiche e pertinenti, neces- sarie sia per il fabbricante sia per i valutatori esterni (se sono previsti).

La presente norma specifica i materiali solitamente utilizzati nella fabbricazione di cana- lette di drenaggio. Tuttavia, per alcuni materiali i dati attualmente disponibili sono scarsi. L'applicazione principale delle canalette di drenaggio è costituita dall'acqua di pioggia. Possono essere convogliati altri liquidi, purché sia stata scelta correttamente la canaletta

di

drenaggio.

In

conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-

guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar- ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera. UNI EN 1433:2004 © UNI

UNI EN 1433:2004

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1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

La presente norma europea specifica i requisiti per canalette di drenaggio rettilinee per la raccolta e il convogliamento di acque superficiali quando sono installate in aree esposte al passaggio di pedoni e/o al traffico di veicoli.

Dette canalette sono definite o di tipo I, che non richiede ulteriore supporto, o di tipo M, che richiede un supporto supplementare atto a sostenere i carichi verticali e orizzontali durante il servizio, in conformità alle raccomandazioni del fabbricante.

La presente norma specifica i requisiti per le griglie e le coperture integrali in un sistema di drenaggio rettilineo. La presente norma si applica alle unità grata, alle unità fessura e alle unità cordolo dall’apertura libera massima di 1 000 mm.

La presente norma specifica definizioni, classi, requisiti di progetto e prova, marcatura e controllo qualità per le canalette di drenaggio.

2

RIFERIMENTI NORMATIVI

La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).

EN 1169

Precast concrete products - General rules for factory production

EN 1170-5

control of glass-fibre reinforced cement Precast concrete products - Test methods for glass-fibre reinforced cement - Measuring bending strength, "Complete bending test" method

EN 1563 Founding - Spherioidal graphite cast irons

method EN 1563 Founding - Spherioidal graphite cast irons ENV 10080 Steel for the reinforcement of

ENV 10080

Steel for the reinforcement of concrete - Weldable ribbed reinforcing steel B 500 - Technical delivery conditions for bars, coils and welded fabric Stainless steels - List of stainless steels Stainless steels - Technical delivery conditions for sheet/plate and strip for general purposes Stainless steels - Technical delivery conditions for semi-finished products, bars, rods and sections for general purposes Continuously hot-dip zinc coated low carbon steels strip and sheet for cold forming - Technical delivery conditions Continuously hot-dip zinc-aluminium (ZA) coated steel strip and sheet -Technical delivery conditions Continuously hot-dip aluminium-zinc (AZ) coated steel strip and sheet - Technical delivery conditions Copper and copper alloys - Rod for general purposes Metallic materials - Verification of static uniaxial testing machines - Tension/compression testing machines (ISO 7500-1:1999) Grey cast iron - Classification Structural steels - Plates, wide flats, bars, sections and profiles Hot dip galvanized coatings on fabricated iron and steel articles - Specifications and test methods Cast carbon steels for general engineering purposes Concrete - Determination of compressive strength of test specimens Castings - System of dimensional tolerances and machining allowances

EN 10088-1

EN 10088-2

EN 10088-3

EN 10142

EN 10214

EN 10215

EN 12163 EN ISO 7500-1

ISO 185

ISO 630

ISO 1461

ISO 3755

ISO 4012

ISO 8062

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Pagina 1

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3

TERMINI E DEFINIZIONI

Ai fini della presente norma europea, si applicano i seguenti termini e le seguenti defini- zioni.

3.1

canaletta di drenaggio: Gruppo rettilineo composto da elementi prefabbricati, che consente la raccolta e il convogliamento di acque superficiali lungo tutta la sua lunghezza per lo scarico progressivo.

3.2

tipo I: Canaletta di drenaggio che non richiede ulteriore supporto per sostenere i carichi orizzontali e verticali durante il servizio (vedere figura 1).

3.3

tipo M: Canaletta di drenaggio che richiede ulteriore supporto atto a sostenere i carichi orizzontali e verticali durante il servizio (vedere figura 1).

 

figura

1

Esempio del tipo I e del tipo M

 
 

Legenda

a)

Esempio del tipo I

b)

Esempio del tipo M Dimensioni del supporto supplementare

 

x, y e z

 
 
 
del supporto supplementare   x, y e z   3.4 unità grata : Unità prefabbricata della
del supporto supplementare   x, y e z   3.4 unità grata : Unità prefabbricata della

3.4

unità grata: Unità prefabbricata della canaletta di drenaggio con la sommità aperta, nella quale sono inserite griglie e/o coperture (vedere figura 2).

 

figura

2

Esempi di unità grata

 

Legenda

1 Griglia

2 Corpo della canaletta Dimensioni interne (perimetro bagnato) h, b
2 Corpo della canaletta
Dimensioni interne (perimetro bagnato)
h, b
Legenda 1 Griglia 2 Corpo della canaletta Dimensioni interne (perimetro bagnato) h, b UNI EN 1433:2004

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3.5 griglia/copertura: Parti asportabili dell’elemento grata che permettono, nel caso delle griglie, l’ingresso
3.5
griglia/copertura: Parti asportabili dell’elemento grata che permettono, nel caso delle
griglie, l’ingresso dell’acqua (vedere figura 3).
figura
3
Esempi di griglie
3.6
unità fessura: Unità prefabbricata della canaletta di drenaggio dal profilo chiuso e
provvisto di fessura di ingresso continua o intermittente sulla sommità, che permette
l’ingresso dell’acqua superficiale (vedere figura 4).
figura
4
Esempio di unità fessura
Legenda
h, b
Dimensioni interne (perimetro bagnato)
3.7
unità cordolo: Canaletta di drenaggio con profilo di tipo cordolo, provvisto di aperture di
drenaggio continue o intermittenti (vedere figura 5).
figura
5
Esempi di unità cordolo
Legenda
h, b
Dimensioni interne (perimetro bagnato)
3.8
acqua di scorrimento superficiale: Acqua drenata dalla superficie di edifici, strutture o dal
suolo.

Nota

dalla superficie di edifici, strutture o dal suolo. Nota [EN 476] Le canalette di drenaggio possono

[EN 476]

Le canalette di drenaggio possono convogliare altri liquidi, per esempio oli e sostanze chimiche. In questo caso la loro idoneità dovrebbe essere verificata con il fabbricante.

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3.9

dimensioni nominali: Designazione numerica delle dimensioni dei componenti, corrispon- dente a un numero intero equivalente all’incirca alle dimensioni di fabbricazione in mm.

[EN 476]

 

Nota

Per i componenti conformi alla presente norma le dimensioni nominali corrispondono numericamente alla larghezza b in millimetri (mm), ovvero le dimensioni del drenaggio massimo orizzontale, vedere figure 2, 4 e 5.

3.10

sede: Superficie sulla quale poggiano la griglia o la copertura sul corpo della canaletta di un elemento grata.

3.11

superfici di contatto e bordi esposti al traffico: Bordi metallici o componenti simili

applicati o inseriti nel corpo della canaletta quali sede per griglie e coperture e quali prote- zione del corpo della canaletta dai danni derivanti dal traffico.

 

Nota

Esempi tipici di superfici di contatto e bordi esposti al traffico sono illustrati in figura 6.

 

figura

6

Esempi di superfici di contatto e bordi esposti al traffico

Legenda

1 Bordo esposto al traffico

2 Superficie di contatto

e Spessore del margine esposto al traffico d Spessore della superficie di contatto
e
Spessore del margine esposto al traffico
d
Spessore della superficie di contatto
e Spessore del margine esposto al traffico d Spessore della superficie di contatto UNI EN 1433:2004

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3.12 profondità di inserimento delle grate e delle coperture: Dimensione A, illustrata in

figura 7, da utilizzare per fissare le grate o le coperture nella canaletta.

figura 7 Esempi di profondità di inserimento Legenda 1 Livello pavimentazione 2 Griglia/copertura superiore 3
figura
7
Esempi di profondità di inserimento
Legenda
1 Livello pavimentazione
2 Griglia/copertura superiore
3 Parete della canaletta
a 1 , a 2 Spazio libero fra corpo della canaletta e griglia o copertura

3.13 area libera: Area non ostruita fra la sede o i margini delle fessure.

Nota

L'area libera è espressa in millimetri quadrati (mm 2 ) o multipli dell’unità (per esempio cm 2 ).

figura

8

Esempi di aree libere

Legenda Area libera = CO × L

L = L 1 + L 2 + L 3

libera = C O × L L = L 1 + L 2 + L 3

3.14 apertura libera; CO : Larghezza non ostruita fra la sede delle unità grata o i margini delle fessure delle unità fessura. Esempi della dimensione CO sono illustrati nelle figure 7 e 8.

Nota

L’apertura libera è espressa in millimetri (mm).

3.15 massa per area unitaria : Massa totale della griglia o della copertura in kg

3.15 massa per area unitaria: Massa totale della griglia o della copertura in kg divisa per l’area libera in m 2 dell’unità grata.

Nota

La massa per area unitaria è espressa in kilogrammi per metri quadrati (kg/m 2 ).

La massa per area unitaria è espressa in kilogrammi per metri quadrati (kg/m 2 ). UNI

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3.16

inserto ammortizzante: Materiale nel corpo di una canaletta, griglia o copertura, utilizzato per rendere immobile la sede.

3.17

carico di prova: Carico applicato a una griglia/copertura oppure ad un’unità canaletta di drenaggio durante una prova.

 

Nota

Il carico di prova è espresso in kilonewton (kN).

 

3.18

carico ultimo (di rottura): Il carico massimo raggiunto dalla macchina per prove durante una prova di carico (ovvero quando la struttura che registra il carico non mostra nessun incremento ulteriore).

3.19

area pedonale: Area riservata ai pedoni ma che occasionalmente potrebbe essere esposta al traffico, per esempio, da parte di veicoli per consegne, pulizia o emergenza.

3.20

via pedonale: Area soggetta al traffico regolare di veicoli ma soltanto durante periodi stabiliti per esempio fuori dall’orario di ufficio.

3.21

contenitore per detriti: Componente asportabile di un sistema di canalette di drenaggio per la raccolta dei detriti.

3.22

area per il passaggio acqua: Area totale di tutte le fessure e delle fessure nelle griglie all’interno dell’area libera, oppure delle altre aperture di ingresso di drenaggio nelle unità cordolo.

 

Nota

L'area per il passaggio acqua è espressa in millimetri quadrati (mm 2 ).

3.23

dislivello della quota di scorrimento; s : Differenza in altezza fra le quote di scorrimento

di

elementi canaletta adiacenti, come illustrato in figura 9.

 

figura

9

Esempio di dislivello della quota di scorrimento

 
 

Legenda

1 Direzione del flusso

2 Quota di scorrimento degli elementi canaletta

 
2 Quota di scorrimento degli elementi canaletta     3.24 prova di tipo : Prova che
2 Quota di scorrimento degli elementi canaletta     3.24 prova di tipo : Prova che
2 Quota di scorrimento degli elementi canaletta     3.24 prova di tipo : Prova che
2 Quota di scorrimento degli elementi canaletta     3.24 prova di tipo : Prova che
 
 

3.24

prova di tipo: Prova che ha per oggetto la progettazione e che è condotta una sola volta allo scopo di dimostrare la conformità con la presente norma e che si ripete dopo modifiche significative in termini di fabbricazione, progettazione o materiale.

4

in termini di fabbricazione, progettazione o materiale. 4 CLASSIFICAZIONE Le canalette di drenaggio devono essere

CLASSIFICAZIONE

Le canalette di drenaggio devono essere classificate come segue in conformità al loro uso previsto (vedere anche punto 5):

A 15, B 125, C 250, D 400, E 600, F 900.

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5

LUOGHI PER LA POSA IN OPERA DELLE CANALETTE DI DRENAGGIO

La scelta della classe di carico appropriata per una canaletta di drenaggio dipende dal luogo nel quale la canaletta è destinata ad essere installata. I luoghi tipici della posa in opera sono stati suddivisi in gruppi numerati da 1 a 6 come elencato di seguito. La figura 10 e la figura 11 illustrano l’ubicazione di alcuni di questi gruppi in un contesto autostradale. L’indicazione relativa al tipo di classe di carico minimo della canaletta di drenaggio, che dovrebbe essere selezionato, è indicata fra parentesi per ciascun gruppo. La responsabilità della selezione della classe di carico appropriata è a carico del proget- tista.

In caso di eventuali dubbi, dovrebbe essere selezionata una classe di carico maggiore.

Gruppi di posa in opera:

Gruppo 1 (min. classe A 15) Aree che possono essere utilizzate esclusivamente da pedoni e ciclisti.

Gruppo 2 (min. classe B 125) Percorsi pedonali, aree pedonali e aree paragonabili, parcheggi per auto privati o parcheggi auto multipiano.

Gruppo 3 (min. classe C 250) Lati cordolo (figura 10) e aree non esposte a traffico di banchine e simili; gli elementi cordolo rientrano sempre nel gruppo 3.

Gruppo 4 (min. classe D 400) Strade rotabili (comprese le vie pedonali), banchine (figure 10 e 11) e aree di parcheggio per tutti i tipi di veicoli stradali.

Gruppo 5 (min. classe E 600) Aree soggette a carichi su grandi ruote, per esempio strade di porti e darsene.

Gruppo 6 (classe F 900) Aree soggette a carichi da ruote particolarmente grandi, per esempio le pavimentazioni per velivoli.

figura 10 Tipica sezione trasversale autostradale che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in
figura
10
Tipica sezione trasversale autostradale che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in opera
Legenda
1 Gruppo 1 (per esempio sui ponti pedonali)
2 Gruppo 2
3 Gruppo 3
4 Gruppo 4
Dimensioni in m
1 (per esempio sui ponti pedonali) 2 Gruppo 2 3 Gruppo 3 4 Gruppo 4 Dimensioni

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figura 11 Tipica sezione di banchina che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in
figura
11
Tipica sezione di banchina che illustra l’ubicazione di alcuni gruppi di posa in opera
Legenda
1 Gruppo 1
2 Area esposta a traffico della banchina
3 Carreggiata
4 Gruppo 4
6
MATERIALI
6.1
Generalità
Le canalette di drenaggio o le griglie e le coperture possono essere realizzate nei
materiali elencati in 6.1.1 e 6.1.2.
Per i materiali diversi da quelli elencati in 6.1.1 e 6.1.2 il prodotto deve rispondere a tutte
le disposizioni rilevanti valide nel Paese di utilizzo del prodotto con riferimento alla
durabilità, per esempio resistenza ai raggi ultravioletti, resistenza all’abrasione, a fatica.
Nota
Una revisione della presente norma può specificare requisiti di durabilità per altri materiali.

6.1.1 Canalette di drenaggio

Le canalette di drenaggio, ad eccezione delle griglie e delle coperture, possono essere fabbricate in:

a) ghisa con grafite lamellare;

b) ghisa con grafite sferoidale;

c) acciaio fuso;

d) acciaio laminato;

e) acciaio inossidabile;

f) calcestruzzo armato o non armato;

g) calcestruzzo con resine sintetiche;

h) calcestruzzo con fibre;

i) uno dei materiali da a) a f) abbinati a calcestruzzo/calcestruzzo con resine sintetiche con fibre.

6.1.2 Griglie e coperture

Le griglie e le coperture possono essere fabbricate in:

a) ghisa a grafite lamellare;

b) ghisa a grafite sferoidale;

c) acciaio fuso;

in: a) ghisa a grafite lamellare; b) ghisa a grafite sferoidale; c) acciaio fuso; UNI EN

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d) acciaio laminato;

e) acciaio inossidabile;

f) leghe a base di rame;

g) calcestruzzo armato;

h) calcestruzzo con resine sintetiche.

6.1.3 Utilizzo dell’acciaio laminato

L’utilizzo dell’acciaio laminato, ad eccezione della protezione da contatto e per i bordi conforme a 7.8, è consentito soltanto se è possibile garantire una resistenza sufficiente alla corrosione. Essa è ottenibile mediante galvanizzazione per immersione su di una

superficie pulita in conformità alla ISO 1461 e per fogli e strisce di acciaio rivestiti in continuo

in conformità alla EN 10142, EN 10214 ed EN 10215.

6.2

Produzione, qualità e prove

La produzione, la qualità e le prove dei materiali designati in 6.2.1 e 6.2.2 devono essere conformi alle norme internazionali e alle norme europee seguenti in aggiunta ai requisiti della presente norma.

6.2.1 Materiali metallici

I materiali metallici designati di seguito devono essere conformi alle norme internazionali

e alle norme europee seguenti, in aggiunta ai requisiti della presente norma:

- ghisa a grafite lamellare

ISO 185

- ghisa a grafite sferoidale

EN 1563

- acciaio laminato

ISO 630

- acciaio fuso

ISO 3755

- zincatura per immersione a caldo

ISO 1461, EN 10142, EN 10214, EN 10215

- tolleranze per ghisa

ISO 8062

- acciaio inossidabile

EN 10088-1, EN 10088-2 ed EN 10088-3

- leghe per colata a base di rame

EN 12163

- acciaio per armature

ENV 10080

6.2.2 Calcestruzzo e calcestruzzo con resine sintetiche

La produzione, la qualità e le prove dei materiali designati di seguito devono essere conformi ai requisiti seguenti:

- calcestruzzo prefabbricato conforme a 6.3.3;

- calcestruzzo con resine sintetiche conforme a 6.3.4;

- calcestruzzo con fibre conforme a 6.3.5.

6.3

Requisiti aggiuntivi

In aggiunta ai requisiti delle norme internazionali ed europee sopra elencati è necessario soddisfare i requisiti seguenti.

6.3.1 Saldatura dell’acciaio laminato

Devono essere applicati i requisiti delle norme del Paese di utilizzo.

6.3.2 Acciaio inossidabile

Per una resistenza alla corrosione accettabile e la stabilità nei confronti degli effetti della corrosione intercristallina devono essere utilizzati esclusivamente i seguenti acciai elencati nelle norme europee (vedere 6.2.1):

- per la gamma austenitica: tutti i tipi,

- per la gamma ferritica e martensitica: soltanto X 8CrTi 17 oppure X 8CrNb 17.

i tipi, - per la gamma ferritica e martensitica: soltanto X 8CrTi 17 oppure X 8CrNb

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6.3.3

Calcestruzzo prefabbricato

 

6.3.3.1

Calcestruzzo

La resistenza a compressione caratteristica del calcestruzzo a 28 giorni non deve essere minore di:

- 35 N/mm 2 quando è determinata su cilindri con diametro 150 mm e altezza 300 mm, oppure

- 45 N/mm 2 quando è determinata su cubi da 150 mm, oppure

- 45 N/mm 2 quando è determinata su lastre piene rettangolari (100 × 100 × 150) mm.

Quando è misurata su carote o su altri provini, è necessario stabilire una correlazione con quanto sopra. Nel caso in cui dall’unità non sia possibile ottenere un cubo o una carota rappresentativi, è possibile sottoporre a prova l’intero o parte di un’unità e stabilire una correlazione con il procedimento della prova di tipo descritto in 9.1.4.

6.3.3.2

Armatura di acciaio

 

Il copriferro dell’armatura di acciaio deve basarsi sui requisiti nazionali del Paese di utilizzo (specifici per canalette di drenaggio o, se non disponibili, applicabili ai prodotti correlati, per esempio tubazioni o pozzetti di ispezione).

 

Nota I requisiti nazionali rimangono validi fino a ulteriore armonizzazione.

6.3.3.3

Resistenza agli agenti atmosferici

Quando sono sottoposte alla prova di assorbimento d’acqua in conformità ai metodi di prova descritti in 9.2.1, le canalette di drenaggio devono essere valutate e marcate in conformità al prospetto 1 e al punto 8.

 

prospetto

1

Classificazione della resistenza agli agenti atmosferici

 

Grado

Marcatura a)

Assorbimento d’acqua in % di massa

 

1 N

nessuna prestazione misurata

 

2 W

valore medio 6,5; nessun risultato individuale 7,0

a)

Quando si verificano condizioni specifiche di utilizzo corrispondenti a quelle definite nell’appendice B (contatto frequente di una superficie di una canaletta di drenaggio, parzialmente o interamente realizzata in calcestruzzo, con acqua stagnante contenente sali antighiaccio in condizioni di gelo o laddove richiesto dai regolamenti), devono essere applicati i requisiti aggiuntivi definiti nell’appendice B e, se appropriato, il prodotto deve essere marcato con "+R". Le edizioni nazionali della presente norma possono dichiarare nella rispettiva premessa nazionale che può essere necessario specificare soltanto uno dei gradi come opportuno per le condizioni climatiche.

6.3.4

Calcestruzzo con resine sintetiche

Per il calcestruzzo con resine di poliestere la resistenza a flessione e a compressione a 7 giorni per i provini in conformità al prospetto 3 deve essere conforme ai valori forniti nel prospetto 2.

 

prospetto

2

Requisiti di resistenza

 

Resistenza

Valore medio di 3 provini N/mm 2

Valore individuale minimo N/mm 2

Resistenza a flessione

22

18

Resistenza a compressione

90

75

a flessione ≥ 22 ≥ 18 Resistenza a compressione ≥ 90 ≥ 75 UNI EN 1433:2004

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prospetto

3

Provini

 

Dimensioni in mm

 

Dimensioni massime aggregato

 

Dimensioni dei provini a)

 

8

 

40

× 40 × 200

fabbricati in orientamento verticale

 

> 8 16

 

80

× 80 × 400

a)

Le tolleranze non devono superare ±1 mm.

 

6.3.5

Calcestruzzo con fibre

 

Le prestazioni dei prodotti di calcestruzzo con fibre devono essere dimostrate prima dell’utilizzo. Per il calcestruzzo con fibre di vetro senza armatura di acciaio, la resistenza a flessione a 28 giorni per i provini conformi al prospetto 5 deve essere conforme ai valori forniti nel prospetto 4.

 

prospetto

4

Requisiti di resistenza

 

Resistenza

Valore medio di 3 provini N/mm 2

Valore individuale minimo N/mm 2

Resistenza a flessione

20

16

Resistenza a compressione

45 (cubo)

35 (cilindro)

36 (cubo)

28 (cilindro)

prospetto

5

Provini

Dimensioni a) 350 mm × 100 mm × 10 mm

Quando fabbricate separatamente, le lastre di prova appena gettate devono essere coperte per 24 h con un panno bagnato a una temperatura di (20 ± 4) °C e in seguito devono essere mantenute sott’acqua a (20 ± 4) °C fino alla prova. In alternativa è possibile tagliare le lastre di prova da prodotti finiti.

Lastre di prova

a) Le tolleranze non devono superare ±1 mm.

7

REQUISITI DI PROGETTAZIONE E FABBRICAZIONE

7.1

Generalità

Le canalette di drenaggio devono essere prive di difetti che potrebbero comprometterne l’idoneità all’impiego (per esempio fori, bordi rovinati). Due o più materiali possono essere abbinati per formarne uno composito, sufficiente a trasferire le sollecitazioni fra i suddetti materiali. Le unità canaletta di drenaggio devono possedere una resistenza verticale e laterale adeguata a sostenere i carichi e le sollecitazioni di trasporto e movimentazione normali, quando installati in conformità alle istruzioni del fabbricante (vedere punto 11).

Le canalette di drenaggio devono resistere alle forze esterne risultanti dal luogo di posa in opera, per esempio all’applicazione del carico dovuta al traffico, all’espansione termica, o da sole o mediante un metodo di posa in opera consigliato dal fabbricante (vedere 7.17 e punto 11).

7.2

Dimensioni e tolleranze dimensionali

Salvo altrimenti specificato nella presente norma, le dimensioni e le tolleranze dimen- sionali delle unità canaletta e dei loro componenti devono essere tali da garantire l’idoneità all’impiego e da garantire la conformità con tutti gli altri requisiti della presente norma. Le tolleranze dimensionali delle dimensioni interne (perimetro bagnato) L, b e h, non devono superare quelle indicate nel prospetto 6.

(perimetro bagnato) L , b e h , non devono superare quelle indicate nel prospetto 6.

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prospetto

6

Tolleranze dimensionali

Dimensioni in mm

Tipo di dimensione

Dimensioni nominali

Tolleranza

Lunghezza (L )

L 1 000

±2

1 000 < L a)

4 000

±4

L > 4 000

±5

Larghezza (b )

b

500

±2

500 < b 1 000

±3

Altezza (h )

h

200

±2

h

> 200

±1% con un massimo di ±3 mm

a)

Per le unità cordolo e fessure la tolleranza della dimensione L deve essere ±5 mm.

 

figura

12

Spazio libero totale

Legenda

a = a l + a r

12 Spazio libero totale Legenda a = a l + a r Allo scopo di limitare

Allo scopo di limitare gli spostamenti orizzontali della griglia o della copertura nel corpo della canaletta, le dimensioni rilevanti e le tolleranze dimensionali di queste unità devono essere tali da rispettare la luce totale a (vedere figura 12) come segue:

- CO 400 mm: a 7 mm,

- CO > 400 mm: a 9 mm.

7.3

Progettazione geometrica

In genere h deve essere almeno pari a b (vedere punto 3, figure 2, 4 e 5). Con riferimento alla progettazione idraulica di una canaletta di drenaggio, alla capacità di ingresso del sistema, alla capacità del flusso della canaletta e alla capacità di scarico dell’uscita o delle uscite dal sistema, il fabbricante deve fornire dati idraulici sufficienti a consentire la selezione di prodotti idonei. In corrispondenza del punto di scarico può essere installato un elemento appropriato per la raccolta progressiva in un sistema di drenaggio. Le dimen- sioni nominali delle uscite di scarico e dei collegamenti progressivi in genere non devono essere minori di DN 100. Le loro dimensioni devono corrispondere a quelle di un tubo normalizzato e deve essere possibile eseguire il collegamento con le tubazioni mediante giunti conformi ai requisiti specificati per il rispettivo tubo.

7.4

Gradiente

Laddove è previsto un gradiente inverso all’interno di un’unità canaletta, esso non deve essere minore di 0,5%. Le unità devono essere marcate in sequenza per poter essere identificate durante la posa in opera.

essere marcate in sequenza per poter essere identificate durante la posa in opera. UNI EN 1433:2004

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7.5

Giunzioni delle unità canalette di drenaggio

7.5.1 Tenuta all’acqua

La giunzione fra le unità canaletta deve essere progettata in maniera tale da poter essere

sigillata in maniera durevole. Quando sottoposti a prova in conformità a 9.3.6, la giunzione

e i corpi non devono presentare perdite. Il fabbricante deve dichiarare il metodo di posa in opera nelle sue istruzioni (vedere punto 11).

7.5.2 Dislivello di inversione

In corrispondenza delle giunzioni delle unità canaletta di drenaggio adiacenti, la transi- zione dovrebbe essere liscia, senza restringimento della sezione trasversale di scarico. Il dislivello di inversione massimo s non deve essere maggiore di 6 mm.

 

Nota

Per determinate unità canaletta di drenaggio è possibile basarsi sulle istruzioni scritte del fabbricante per ottenere questo valore.

7.6

Profondità dell’inserimento di griglie e coperture

Le canalette di drenaggio appartenenti alle classi da D 400 a F 900 devono avere una profondità di inserimento A come illustrato al punto 3, figura 7 di almeno 50 mm. Il presente requisito non è applicabile se le coperture e le griglie sono immuni da spostamenti dovuti al traffico mediante un dispositivo di bloccaggio o una funzione progettuale specifica o una combinazione di queste soluzioni (vedere 7.9).

Le dimensioni dello spazio libero devono essere tali per cui a 2 a 1 (vedere figura 7).

7.7

Sede

 

La sede fra il corpo dell’unità grata e la griglia o la copertura deve essere fabbricata in maniera tale da garantire la compatibilità dei componenti. Per le classi comprese fra

D

400 e F 900 queste sedi devono essere fabbricate in maniera tale da garantire stabilità

silenziosità durante l’utilizzo. Ciò si può ottenere mediante lavorazione delle superfici di contatto, utilizzo di inserti ammortizzanti o qualsivoglia altro metodo appropriato.

e

7.8

Protezione dei bordi esposti al traffico

La protezione dei bordi e della superficie di contatto è obbligatoria per le unità grata appartenenti a classi comprese fra D 400 e F 900 e consigliata per la classe C 250 per i materiali da g) a i) di 6.1.1. Nel caso delle classi da D 400 a F 900 si deve garantire che la protezione dei bordi e della superficie di contatto non si scolleghi dagli elementi canaletta a causa del traffico, per esempio mediante ancoraggi. La protezione dei bordi esposti al traffico e delle superfici di contatto fra i corpi delle canalette e le griglie o le coperture (vedere figura 6) deve essere o di ghisa o di acciaio galvanizzato e acciaio inossidabile (vedere 6.2.1) con spessore indicato nel prospetto 7.

La differenza in altezza fra la sommità della griglia/copertura e la sommità del margine esposto al traffico deve essere di ±1 mm.

 

Nota

È possibile utilizzare un’altra protezione purché si sia dimostrata idonea, vedere 6.1.

 

prospetto

7

Spessore della protezione del bordo esposto al traffico e della superficie di contatto di ghisa o acciaio (vedere figura 6)

 

Classe

 

Spessore minimo a)

 
 

mm

bordi esposti al traffico

 

superfici di contatto

e

d

 

C 250

2

 

1

 

D 400

4

 

2

 

E 600; F 900

secondo lo specifico progetto, ma non minore di quello richiesto per la classe D 400

a)

Senza lo spessore della protezione supplementare anticorrosione per l’acciaio.

 
lo spessore della protezione supplementare anticorrosione per l’acciaio.   UNI EN 1433:2004 © UNI Pagina 13

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7.9

Fissaggio delle griglie o delle coperture

Le griglie e/o le coperture devono essere fissate all’interno del corpo della canaletta allo scopo di soddisfare le condizioni di traffico rilevanti nel luogo della posa in opera elencate al punto 5. Ciò è realizzabile mediante una delle soluzioni seguenti:

a) dispositivo di blocco;

b) massa per area unitaria sufficiente;

c) funzione progettuale specifica.

Queste soluzioni devono essere progettate in maniera da consentire l’apertura delle coperture o delle griglie con l’ausilio di attrezzi. Le griglie e le coperture appartenenti alle classi da D 400 a F 900 dovrebbero avere un dispositivo di blocco.

 

Nota

I requisiti nazionali concernenti i mezzi di fissaggio delle coperture o delle griglie rimangono validi fino all’armonizzazione dei metodi da a) a c) elencati.

7.10

Dimensioni delle aperture di ingresso

Le dimensioni di ingresso devono essere conformi ai punti da 7.10.1 fino a 7.10.3. L’area del passaggio acqua deve essere indicata dal fabbricante.

7.10.1

Fessure rettilinee

7.10.1.1

Classi A 15 e B 125

Le fessure delle griglie delle unità griglia e le fessure delle unità fessura per le classi A 15 e B 125 devono essere conformi ai requisiti del prospetto 8.

 

prospetto

8

Dimensioni per le classi A 15 e B 125

Dimensioni in mm

 

Larghezza

Lunghezza

 

da 8 a 18

nessuna limitazione

 

da > 18 a 25

170

Nota

Nelle vie pedonali e nella aree pedonali la larghezza delle fessure può essere ridotta a 5 mm a discrezione di chi scrive la specifica.

7.10.1.2 Classi da C 250 a F 900

Le dimensioni delle fessure delle griglie delle unità griglia e le fessure delle unità fessura per le classi da C 250 a F 900, sono subordinate all’orientamento degli assi longitudinali della fessura in relazione alla direzione del traffico (vedere figura 13 e prospetto 9).

fessura in relazione alla direzione del traffico (vedere figura 13 e prospetto 9). UNI EN 1433:2004

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figura 13 Orientamento delle fessure Legenda 1 Orientamento n° 1 2 Orientamento n° 2 3
figura
13
Orientamento delle fessure
Legenda
1 Orientamento n° 1
2 Orientamento n° 2
3 Direzione del traffico
prospetto
9
Dimensioni per le classi da C 250 a F 900

Orientamento

Larghezza

Lunghezza

mm

mm

N° 1

da 0° a 45° e da >135° a 180°

da 10 a 18

nessuna limitazione

 

da >18 a 32

170

N° 2

da 45° a 135°

da 10 a 42

nessuna limitazione

Nota

Nelle vie pedonali e nelle aree pedonali la larghezza delle fessure può essere ridotta a 5 mm a discrezione di chi scrive la specifica.

7.10.2 Fessure di forme diverse

Le fessure di forme diverse devono essere progettate in maniera da impedire che un calibro da 170 mm × 170 mm × 20 mm non penetri nella fessura.

7.10.3 Altre aperture di ingresso

Sono ammesse altre aperture di ingresso purché la misura dell’apertura effettiva maggiore sia conforme ai requisiti dichiarati nei prospetti 8 e 9 e in figura 13 e a 7.10.2.

Per gli ingressi laterali la misura dell’apertura orizzontale più lunga deve essere 170 mm e la dimensione maggiore parallela alla faccia del cordolo deve essere 90 mm quando sia misurata a partire dal livello della superficie della strada rotabile. La proiezione orizzontale dell’apertura deve essere 32 mm a un angolo 20° (vedere figura 14).

dell’apertura deve essere ≤ 32 mm a un angolo ≤ 20 ° (vedere figura 14). UNI

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figura 14 Ingresso laterale Legenda 1 Strada rotabile Dimensioni in mm Per angoli compresi fra
figura
14
Ingresso laterale
Legenda
1
Strada rotabile
Dimensioni in mm
Per angoli compresi fra 20° e 45° la proiezione orizzontale deve misurare un massimo di
60 mm. Il loro utilizzo è previsto in applicazioni non soggette a traffico pedonale.
7.11
Contenitori per i detriti
Qualora siano previsti contenitori per i detriti, devono essere progettati per garantire che
l’efficacia di drenaggio e ventilazione non sia compromessa quando si riempiono comple-
tamente di limo o altri detriti.
Nota
L’acquirente o l’autorità specificante dovrebbe dichiarare chiaramente nella propria richiesta o nel proprio
ordine al fabbricante, se sono richiesti o meno contenitori per i detriti.
7.12
Posizionamento corretto delle griglie e delle coperture
Nel caso in cui una griglia o una copertura debba essere installata in una posizione prede-
terminata in relazione al corpo di un’unità di protezione/grata di un telaio/bordo, questa
deve essere assicurata da un progetto appropriato.
7.13
Trattamento superficiale
Le griglie e le coperture delle classi da D 400 a F 900 devono essere fabbricate con una
superficie superiore piana con una tolleranza compresa nello 0,8% della lunghezza della
griglia o della copertura individuale con un massimo di 5 mm. Un’eccezione a questo
requisito è ammessa nel caso della D 400, che potrebbe avere una superficie concava se
installata in parcheggi come descritto al punto 5, gruppo 4.
Le superfici superiori di coperture di ghisa e acciaio devono essere fabbricate con un
motivo in rilievo avente altezze seguenti:
- per le classi A 15, B 125 e C 250:
da 2 mm a 6 mm;
- per le classi D 400, E 600 e F 900: da 3 mm a 8 mm.
L’area superficiale del motivo in rilievo non deve essere minore del 10% e maggiore del
70% dell’area superficiale superiore totale.
7.14
Angolo di apertura delle griglie e delle coperture provviste di cerniere

L’angolo di apertura di una copertura o di una griglia provvista di cerniere deve essere almeno 100° rispetto al piano orizzontale salvo altrimenti specificato. Laddove coperture e griglie provviste di cerniere presentano un bordo profilato radiale sul lato provvisto di cerniere, esso deve essere profilato in modo tale che un calibro da 170 mm × 170 mm × 20 mm, dettagliato in figura 15, non possa penetrare nella fessura

mm × 170 mm × 20 mm, dettagliato in figura 15, non possa penetrare nella fessura

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figura

15

fra il telaio adiacente e il margine curvo della copertura o della griglia più di 13 mm della sua profondità di 170 mm, mantenendo il calibro verticale e il lato della sua lunghezza parallelo al margine profilato.

Calibro

Legenda

1 Telaio

2 Calibro

3 Copertura o griglia Dimensioni in mm

1 Telaio 2 Calibro 3 Copertura o griglia Dimensioni in mm 7.15 Prove di resistenza 7.15.1

7.15 Prove di resistenza

7.15.1 Corpi delle canalette

I corpi delle canalette delle unità grata, delle unità fessura e delle unità cordolo devono essere sottoposti a prova in conformità a 9.1.4.1 relativamente alla propria classe come

segue:

i corpi delle canalette delle unità grata, delle unità fessura e delle unità cordolo la cui lunghezza è 500 mm devono essere sottoposti alla prova completa illustrata nel prospetto 10. Per le unità canaletta la cui lunghezza l è <500 mm, il carico di prova deve essere specifico.

l

(1)

500

Per esempio, un’unità della lunghezza di 300 mm deve essere sottoposta a prova a 300/500 × carico di prova.

--------- × carico di prova

7.15.2 Griglie e coperture

Griglie e coperture devono essere sottoposte a prova in conformità a 9.1.4.2 in relazione alla classe appropriata come segue:

griglie e coperture per unità grata con aperture libere CO 250 mm (vedere punto 3, figure 7 e 8) devono essere sottoposte a prova applicando il carico di prova intero, illustrato nel prospetto 10. Griglie e coperture per unità grata con larghezza di CO < 250 mm devono essere sottoposte a prova sulla base di

< 250 mm devono essere sottoposte a prova sulla base di CO ---------- 250 × carico

CO

---------- 250 × carico di prova

con un minimo di 0,6 × carico di prova.

(2)

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prospetto

10

Carichi di prova

 

Classe

Carichi di prova kN

A 15

15

B 125

125

C 250

250

D 400

400

E 600

600

F 900

900

7.16

Serie permanente

Quando sono sottoposte a prova in conformità a 9.1.4.2.1, le griglie e le coperture devono soddisfare i requisiti del prospetto 11 per la classe appropriata.

 

prospetto

11

Serie permanente ammessa di griglia/copertura

 

Classe

Serie permanente ammessa espressa quale frazione della larghezza CO (vedere figure 7 e 8)

   

mm

 
 

A 15 e B 125

 

CO

a)

 
 

---------

50

 
 

Da C 250 a F 900

CO

b)

   

CO

c)

 

----------

----------

300

500

Quando fissata in conformità a 7.9 a) o 7.9 c)

 

Quando fissata in conformità a 7.9 b)

a) CO

----------

100

quando CO 450 mm.

 

b) 1 mm max. quando CO < 300 mm.

c) 1 mm max. quando CO < 500 mm.

Per il calcestruzzo con armatura in acciaio o per il calcestruzzo con fibre non sono ammesse cricche più grandi di 0,2 mm in larghezza durante questa prova.

7.17 Raccomandazioni per la posa in opera

Per tutti i tipi di canalette di drenaggio il fabbricante deve fornire istruzioni scritte per la posa in opera generale.

Per le canalette di drenaggio di tipo M il fabbricante deve fornire le istruzioni per l’affianca- mento specifico degli elementi canaletta di drenaggio, nonché indicare le dimensioni x, y e z (vedere figura 1). Il fabbricante deve inoltre indicare la classe di calcestruzzo richiesta e i dettagli relativi all’armatura, se esistente, tali da soddisfare la classificazione di carico del prodotto nel luogo della posa in opera (vedere prospetto 10).

Le istruzioni documentate devono definire almeno:

-

il

supporto necessario in situ, in conformità con il tipo, che deve corrispondere

almeno al supporto utilizzato per la prova di carico appropriato in relazione al luogo

di

posa in opera (vedere punto 5, 7.15 e 9.1);

-

la

giunzione e la tenuta delle canalette di drenaggio adiacenti corrispondenti a quelle

utilizzate per la prova delle unità canaletta di giunzione (vedere 7.5 e 9.3.6).

Nota Un prodotto di tipo M utilizzato per un’applicazione di classe inferiore (vedere punto 5), non presenta il livello prestazionale marcato su di esso ad eccezione che sia installato utilizzando il supporto appropriato per la classe marcata.

eccezione che sia installato utilizzando il supporto appropriato per la classe marcata. UNI EN 1433:2004 ©

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8

MARCATURA

8.1

Marcatura delle griglie e delle coperture

Griglie e coperture devono essere marcate come segue:

a)

numero della presente norma, EN 1433 (soltanto se sono soddisfatti tutti i requisiti della presente norma);

il

b)

la

classe appropriata (per esempio D 400);

c)

il

nome e/o il marchio di identificazione del produttore della griglia o della copertura,

 

e

il luogo di produzione che può essere codificato;

 

d)

il

nome e/o il marchio di identificazione del produttore dell’unità grata;

e)

la

data di produzione (codificata o non codificata);

e

possono essere marcate con:

f)

marcature aggiuntive correlate all’applicazione prevista da parte dell’utilizzatore;

g)

il

marchio di un organismo di certificazione, quando applicabile (vedere punto 10);

h)

identificazione del prodotto (nome e/o numero di catalogo).

8.2

Marcatura dei corpi delle canalette

I corpi delle canalette devono essere marcati come segue:

a)

riferimento alla presente norma, EN 1433 (soltanto se sono soddisfatti tutti i requisiti della norma);

il

b)

la

classe appropriata (per esempio D 400);

c)

nome e/o il marchio di identificazione del produttore del corpo delle canalette, che può essere codificato;

il

d)

il

tipo di prodotto (tipo M o tipo I);

e)

la

data di produzione (codificata o non codificata);

f)

per le unità canaletta con gradienti incorporati, la sequenza su ciascun elemento;

g)

marcatura relativa al grado di resistenza agli agenti atmosferici per canalette di drenaggio di calcestruzzo (N o W e, se pertinente, +R);

e

possono essere marcati con:

h)

marcature aggiuntive correlate all’applicazione prevista da parte dell’utilizzatore;

i)

il

marchio di un organismo di certificazione, quando applicabile (vedere punto 10);

j)

identificazione del prodotto (nome e/o numero di catalogo).

Nota 1

Un prodotto di tipo M utilizzato per un’applicazione di una classe inferiore (vedere punto 5), non presenta il livello prestazionale marcato su di esso ad eccezione che sia installato utilizzando il supporto appropriato per la classe marcata.

Le canalette di drenaggio di calcestruzzo, ad eccezione delle unità canaletta con gradienti incorporati, devono essere marcate in conformità a 8.1 e 8.2, da a) a g), almeno sul 10% dei prodotti ma con un minimo di un prodotto per imballaggio.

Le marcature, per esempio timbri, colate, stampe, etichette, devono essere chiare e, laddove possibile, visibili dopo la posa in opera dell’elemento.

Nota 2

Quando i requisiti di marcatura indicati in ZA.3 richiedono le stesse informazioni menzionate nel presente punto, i requisiti del presente punto sono stati soddisfatti.

menzionate nel presente punto, i requisiti del presente punto sono stati soddisfatti. UNI EN 1433:2004 ©

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9

PROVE

Le dimensioni indicate nel presente punto devono essere misurate con un’accuratezza di ±1 mm salvo altrimenti specificato.

9.1

Prova di un carico

9.1.1

Carichi di prova

Il carico di prova per ciascuna classe deve essere conforme a 7.15.

9.1.2

Apparecchiatura di prova

9.1.2.1

Macchina di prova

La macchina di prova, preferibilmente una pressa idraulica per prove, deve essere in grado di applicare un carico almeno maggiore del 25% del carico di prova rispettivo per le classi da A 15 a D 400 e almeno maggiore del 10% del carico di prova rispettivo per le classi E 600 e F 900. La macchina di prova deve essere in grado di applicare il carico in maniera uniforme sul blocco sottoposto a prova.

Si deve mantenere una tolleranza di ±3% del carico di prova.

Le dimensioni del banco della macchina di prova devono essere maggiori dell’area portante dell’elemento da sottoporre a prova.

9.1.2.2

Blocchi di prova

Le dimensioni e le forme dei blocchi di prova sono descritte in dettaglio nel prospetto 12.

prospetto

12

Dimensioni dei blocchi di prova

Per le prove su corpi di canaletta (unità grata, unità fessura ed unità cordolo) con dimensione nominale

Per griglie e coperture di prova delle unità grata con un’apertura libera CO a)

 

200 mm

>200 mm

<200 mm

200 mm CO 300 mm

>300 mm

 
 
 
 
 
 
mm 200 mm ≤ CO ≤ 300 mm >300 mm   OW - larghezza complessiva dell’unità
mm 200 mm ≤ CO ≤ 300 mm >300 mm   OW - larghezza complessiva dell’unità
mm 200 mm ≤ CO ≤ 300 mm >300 mm   OW - larghezza complessiva dell’unità
mm 200 mm ≤ CO ≤ 300 mm >300 mm   OW - larghezza complessiva dell’unità

OW - larghezza complessiva dell’unità canaletta.

 

a)

Vedere punto 3, figure 7 e 8.

9.1.3

Preparazione per la prova

9.1.3.1

Corpi canaletta di tipo I

Le unità di prova dei corpi canaletta di tipo I devono essere disposte su di un materiale livellante allo scopo di eliminare eventuali irregolarità all’interno del corpo della canaletta.

9.1.3.2

Corpi canaletta di tipo M

Le unità di prova dei corpi canaletta di tipo M devono essere fissate e affiancate come richiesto dalle raccomandazioni del fabbricante per la classe di posa in opera appropriata (vedere 7.15, 7.17 e prospetto 10). Devono essere indicate le dimensioni x, y e z, la classe del calcestruzzo e i dettagli sull’armatura, se presente.

x, y e z , la classe del calcestruzzo e i dettagli sull’armatura, se presente. UNI

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9.1.3.3

Griglie e coperture

Le prove sulle griglie e le coperture devono essere eseguite o nell’unità grata o in un telaio

di

prova idoneo che deve essere collocato sul banco della macchina di prova, in maniera da

essere disteso su di esso senza sporgere. Eventuali irregolarità devono essere compensate come descritto in 9.1.3.4.

9.1.3.4

Applicazione del blocco di prova

Disporre il blocco di prova come specificato nel prospetto 12, sull’elemento di prova verifi- cando che:

- il carico sia applicato perpendicolarmente alla superficie dell’unità di prova;

- Il carico sia applicato passando per il centro geometrico dell’unità di prova;

- il bordo più lungo del blocco di prova sia parallelo al bordo più lungo dell’unità di prova.

Il carico di prova deve essere distribuito uniformemente su tutta la superficie del blocco di prova. Eventuali irregolarità della superficie devono essere compensate inserendo uno strato intermedio per esempio di legno, pannello di fibra, feltro, gesso o materiale simile fra la superficie dell’unità canaletta, la griglia o la copertura e il blocco di prova. Le dimen- sioni in pianta dello strato intermedio devono coincidere con quelle del blocco di prova.

Quando si esegue la prova di unità canaletta, griglia o copertura la cui superficie non è piana, la superficie di contatto del blocco di prova deve essere conformata affinché coincida con l’elemento di prova. I motivi definiti in 7.13 e piccoli scostamenti rispetto a una superficie piana non richiedono una superficie di contatto conformata del blocco di prova.

Le unità canaletta aventi un profilo simile a quello di figura 5 devono essere sottoposte a prova o sulla parte superiore della superficie o sulla parte inferiore della superficie, optando per quella che dimostra di sostenere il carico di prova minore.

9.1.4

Procedimento di prova

9.1.4.1

Corpi canaletta (unità grata, unità fessura e unità cordolo)

Nota

(unità grata, unità fessura e unità cordolo) Nota Tutte le unità devono essere sottoposte al carico

Tutte le unità devono essere sottoposte al carico di prova come specificato nel prospetto 10. Ad eccezione dei corpi canaletta realizzati con calcestruzzo con fibre, il carico deve essere incrementato in maniera uniforme con un tasso di (2 ± 1) kN/s fino al raggiungimento del carico di prova. Il carico di prova deve essere applicato per 30 s, quindi rilasciato. L’unità non deve mostrare nessun segno di difetto che potrebbe influenzare la capacità di sostenere il carico da parte dell’unità.

Nel caso di corpi canaletta realizzati con calcestruzzo con fibre, il carico deve arrivare a coincidere con il carico di prova specificato come prescritto nel prospetto 10, essere mantenuto per un minuto, quindi deve essere verificata la presenza di cricche sul corpo

canaletta. Se non si rilevano cricche, il carico deve quindi raggiungere il carico ultimo (di rottura) ed il suddetto carico deve essere registrato. Dopo la riduzione del carico sostenuto

al 95% (o meno) del carico registrato, deve essere rilasciato e riapplicato fino a 0,67 con

riferimento al carico di schiacciamento minimo specifico come da prospetto 10, mantenuto per un minuto, ed è necessario registrare se il corpo canaletta ha resistito o meno al carico riapplicato per la durata in oggetto.

Per le unità fabbricate con materiali metallici da a) a e) di 6.1.1, il provino non deve presentare cricche né deformazioni eccessive nel corso dell’intera prova.

Nel caso di calcestruzzo con armatura di acciaio o calcestruzzo con elementi di fibre, la larghezza delle cricche non deve superare 0,2 mm in corrispondenza dei ²⁄₃ del carico di prova. Le larghezze delle cricche devono essere misurate mediante l’inserimento di spessimetri. Laddove si utilizzano strumenti ottici per le prove, sono ammesse cricche di 0,3 mm.

Prove aggiuntive possono essere richieste per materiali non elencati in 6.1.1.