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25 settembre 2019 - 14:59 > Versione online

La laurea? Con un 100 alla maturità può


costare di meno
Ecco dove il 100 vale la retta
La maggior parte delle università, in realtà, parla di esoneri parziali o di contributi minimi.
Insomma, uno sconto sulle tasse ‘per merito’ e non, come solitamente avviene, per capacità
economica. Tuttavia ci sono degli atenei per i quali i 100 e i 100 con lode (a seconda dei casi solo
questi ultimi oppure entrambi) valgono addirittura l’esonero totale dai costi d’iscrizione. “La
ricerca più nobile è la ricerca dell’eccellenza.”, diceva il presidente degli Stati Uniti, Johnson. E a
recepire il messaggio sono state università come la romana Tor Vergata, l’università degli studi di
Pavia, l’università delle Marche, l’università di Urbino Carlo Bo, dove il primo anno di corsi è
gratuito, le ‘sarde’ Cagliari e Sassari. Qui, in pratica, si pagano solo l’imposta di bollo e la tassa
regionale.
Esenzioni ed esoneri ‘particolari’
In altri atenei, invece, c’è un’equa ripartizione delle tasse universitarie tra struttura e studente: i
costi si dividono a metà, 50 e 50. Questa modalità avviene all’università degli studi Roma Tre
(per chi ha preso almeno 95 alla maturità) e all’università Federico II di Napoli (solo per i 100 e
lode). Anche alla Statale di Milano l’esonero riguarda solo i ‘lodevoli’, ma taglia solamente la
seconda rata delle tasse (si deve pagare solo la prima, comprensiva della quota d’iscrizione). In
altre università ancora, come quella degli studi di Perugia, è presente sì un’agevolazione ma
scaglionata a seconda del punteggio ottenuto all’esame di Stato: esonero totale se lo studente si è
diplomato con 100/100 e lode, riduzione del 50% per chi è arrivato a 100/100, riduzione del 25%
per chi ha preso un voto tra 95 e 99/100.
Ogni ateneo stabilisce le sue regole
Ma la galassia delle agevolazioni per le matricole meritevoli è molto più articolata. Tanti atenei,
sfruttando il principio dell’autonomia universitaria, hanno nel tempo introdotto regole tutte loro.
Ogni struttura fa storia a sé. Ad esempio, all’università ‘La Sapienza’ di Roma, gli iscritti che
portano in dote un 100 alla maturità, per coprire tutte le spese del primo anno di lezioni, sono
tenuti a pagare una somma simbolica di 30 euro (più le spese di bollo e la tassa regionale). A
Genova, nel regolamento si legge che è prevista una riduzione di €200 per “studenti iscritti ad un
corso di laurea (triennale, magistrale, a ciclo unico), che abbiano conseguito il titolo richiesto per
l'iscrizione con il massimo dei voti”, cioè il diploma. Ma con 100 o 100 e lode? Cosa si intende
per “massimo dei voti”?
Non è mai troppo tardi
Particolare quel che accade all’università Bicocca di Milano dove è in vigore il seguente sistema,
di tipo proporzionale: “esonero per merito dal pagamento del contributo unico universitario
dovuto fino ad un massimo di €204 [...]” destinato agli studenti “con voto di maturità di 60/60 e
100/100". Lo stesso avviene a Padova (qui la riduzione è di massimo €200, da applicare sulla
seconda o la terza rata). Un dettaglio che tende una mano anche ai vecchi diplomati, gente che
come minimo ha fatto la maturità una ventina d’anni fa. Metti che vogliano tentare con
l’università in tarda età?

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