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INDICE LEZIONI
Le sovrapposizioni - IIa Parte
di Lorenzo Capranico
l.capranico@tin.it

Doveroso è un ringraziamento a tutti gli amici musicisti che mi hanno contattato ed a coloro i quali hanno lasciato un commento in coda all'articolo,
i quali non possono che essere dei commenti assolutamente costruttivi ed interessanti. Voglio però rispondere a questi amici evidenziando che nel
mio primo articolo cito un riferimento bibliografico e che l'approccio descritto è stato usato dal celebre John Coltrane, per cui non poteva essere
descritta una tecnica nuova di improvvisazione e neanche che questa potesse essere stata inventata dal sottoscritto.

Vero è che tutti i concetti teorici possono essere spiegati in tanti modi, è vero anche per altre
cose non solo per la musica, ma è altrettanto vero che per ognuno di noi utilizzando un punto di
vita piuttosto che un altro si riesce ad assimilare ed ha comprendere meglio il concetto che si sta
studiando.

Avete presente una struttura simmetrica, tipo un grattacielo o la torre Eiffel, se la guardiamo da
un qualsiasi lato ci appare sempre uguale, ma sapete cosa cambia? Quello che vedete dietro di
essa, ovvero lo sfondo. Per cui se si volesse dipingere un quadro si avrebbero infinite possibilità o
soluzioni anche restando il soggetto sempre lo stesso. Quindi il punto di vista ha una sua
importanza.

L'approccio delle sovrapposizioni mi ha aiutato e non poco nell'applicazione di una scala


usatissima nel jazz, ovvero la scala superlocria. In questo secondo articolo dedicato all'argomento
cercherò di spiegare il perché ed il come di un tale aiuto.

A tutti è nota la scala superlocria ovvero la scala minore melodica suonata a partire dal suo settimo grado e dove questa può essere applicata. La
prima parte dell'articolo esprime il concetto che su un accordo di settima dominante, pensato misolidio, possono essere suonati quasi tutti gli

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arpeggi relativi alla scala maggiore a cui l'accordo appartiene. Pensando ad un accordo di settima alterato e supposto di voler utilizzare la scala
minore melodica mezzo tono sopra, applicando il concetto delle sovrapposizioni, si può pensare di suonare tutti gli arpeggi di questa scala.
Cerchiamo di capire quale effetto si ottiene.

Pensiamo all'accordo di G7, utilizzo la stessa convenzione utilizzata nella prima parte. Questo è:

G7 = Sol – Si – Re - Fa La scala superlocria che si può utilizzare è la seguente:

Sol Lab Sib Si Reb Mib Fa Sol

equivalente alla scala minore melodica mezzo tono sopra, ovvero:

Lab Sib Si Reb Mib Fa Sol Lab.

Ora armonizzando tale scala sul primo e secondo grado si ottiene:

Abm7+ = Lab – Si – Mib – Sol

Bbm7 = Sib – Reb – Fa – Lab

Se nell'armonizzare sostituiamo la settima con la sesta, otteniamo:

Abm6 = Lab – Si – Mib - Fa

Bbm6 = Sib – Reb – Fa – Sol

Che possono essere visti come dei rivolti di Fm7b5 e Gm7b5, accordi che si ottengono anch'essi armonizzando la scala minore melodica, per cui
quello che si evidenzia per i primi vale anche per i secondi.

Un altro arpeggio interessante è quello costruito sul quarto grado, ovvero:

Db7 = Reb – Fa – Lab – Si infatti tipica è la sostituzione di quinta diminuita.

Analizziamo cosa si ottiene suonando questi arpeggi sull'accordo G7 alterato, sovrapponendo appunto. Nel primo caso, Abm7, si suona la tonica la
terza dell'accordo e le alterazioni 9b e 5# che sono tipiche della scala minore armonica. Nel secondo caso, Bbm7, si suona la settima dell'accordo e le
alterazioni 9b, 9# e 5b che sono tipiche del sound superlocrio. Nel terzo caso, Abm6, si suona la settima la terza dell'accordo e le alterazioni 9b, 5#
che sono tipiche della scala minore armonica ma in questo caso abbiamo delle note d'accordo diverse rispetto al primo caso. Nel quarto caso, Bbm6,
si suona la tonica la settima dell'accordo e le alterazioni 9#, 5b che sono tipiche del sound superlocrio ma in questo caso abbiamo delle note
d'accordo diverse rispetto al secondo caso. Nel quinto caso, Db7, si suona la terza la settima dell'accordo e le alterazioni 9b, 5b che sono tipiche
del sound superlocrio ma in questo caso abbiamo delle note d'accordo diverse rispetto ai casi precedenti ed un'alterazione in meno.
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Questa piccola analisi mostra come vi siano tre arpeggi che accentuano il sound della scala superlocria senza tralasciare le note dell'accordo ed
inoltre come vi siano due arpeggi che accentuano il sound della minore armonica utilizzano comunque alcune note dell'accordo. Per cui suonando
l'uno o l'altro arpeggio si suonano alcune alterazioni piuttosto che altre.

L'aiuto ricevuto da tale approccio nell'applicare la scala minore melodica su un accordo di settima alterato è stato quello di familiarizzare ed
assimilare alcune alterazioni per volta, cosa che non capita se si suona la scala. Fermo restando che comunque l'effetto che si ottiene con questi
arpeggi è interessante anche da un punto di vista musicale, nel preparare un solo e nell'improvvisare è possibile utilizzare sia questi arpeggi,
fondendoli con la scala minore melodica che l'arpeggio di settima dominante. Evidentemente ciascuno di essi ha un effetto particolare e
caratteristico dipendente dalle alterazioni suonate, per cui a voi la scelta...

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Le altre lezioni:
17/06/2007 LEZIONI (chitarra): Le Sovrapposizioni - IIa Parte (Lorenzo Capranico)
12/09/2006 LEZIONI (chitarra): Le sovrapposizioni, tecnica adottata anche dal grande John Coltrane (Lorenzo
Capranico)

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Data pubblicazione: 17/06/2007

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