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Joannes Paulus II

ac Farniliae

a. 1)

Ad normas statutorum Pontificii Instituti Joannis Pauli 11


perlegimus et adprobavimus:
Prof. Dr. L. MELINA
Prof. Dr. J. LAFFITTE
2001
Prof. Dr. t A. SCOLA
Romae, 12 decembris 1996
Pensare 1'amore: e nello stesso cosi arduo
e cosí necessario? Ha scritto «Nessuno tra i e i
pensaton ha trovato risposta alla demanda: cos' e l' amore?" (... )
Volete forse la luce? Vi tra le . L'amore
fa parte di elementari che si mostrano
e non si dirnostrano. E quando si sfuggono tra
le dita, cosi come la luce. «L'amore supera conoscenza» 3,
e tanto necessario QUaJ1W
riflettere non certo per dimostrarlo, ma per
illuminare e condurre dalla sua luce alla cornprensione autentica del
della nostra che da esso e tanto
indispensabile per scacciare le delle sue e
contrattazioni odierne.

Ma quale pensiero puó pensare l'amore, rispettandone il


mistero? Cioe senza in formule o in
denmziom, dalle esso Qui conoscere e necessanamente
"riconoscere", un nascere alla in un dialogo.
'mterpersonalita dialogante e, come ci ha Platone, ílluogo
del che vuole avvicinarsí ai e che accetta di
accostarsi ad essi senza la di afferrarlí e ma
piuttosto con la di da essi Pensare
l' amore come della natura e a una "cosa" che si
domina e che si non appena si Pensarlo
come
irriducibilitá, il suo essere prmcipio e "mistero"

I P. EVOOKlMOV, Il sacramentodel!'amore, Milano 1983, 121.


8 Amor es nombre de persona Prólogo 9

Merito del personalismo contemporaneo e stata la percezione


esaurirne la ma solo per provocare il desíderio del lettore di
acuta dell'irriducibile dell'amore come
affrontare 10 studio di un volume che si notevole per mole ed
esperienza Ma il suo successo e stato
se non causato, da una di un
anche Il modesto di una e solo
di da "ap1eri1tivc)"
sincretismo di in una parola: da un'assenza di solide basi
metafisiche". Esso ha destato e desta interesse, ma anche giustificato
Innanzitutto viene evidenziato il carattere esistenziale e
sospetto. Di di ricerche che fondino metafisicamente
fondante che dell'amore riveste per «In hoc
I'amore, senza la vivacitá esistenziale.
conststit amor, quod amans amato bonum velit», A
differenza delle definizioni razionalistiche in cui i vari elementi hanno
Ecco dunque l'mteresse del volume di Juan José
una funzione specifica isolata per Tommaso l'amore e un
Diez del Corral, che ha accettato la sfida tremenda
solo atto che nasce dalla persona, e i elementi sono
sull'amore e sullinterpersonalitá niente di meno che il maestro
dimensioni di un unico dinamismo di comunicazione interpersonale,
medievale del cristiano: San Tommaso Interesse
Cosi e~erge la dell'elemento (amato) cui
dunque non solo storico, ma di tutto teoretico e attuale.
l'atto SI al bonum. La struttura dinamica dell'amore
resto non aveva affermato lo stesso Aquinate che «Studium
ha oggetto. Il dinamismo affettivo della che
philosophia non est ad hoc sciatur quid homines sed
qualiter se habeat veritas Un vera richiede che
tende al e assuntonell'atto della liberta
che ha come termine la persona Le
I'interlocutore con chiarezza una che lo interessa: e della "causalitá si
dunque una ma che nena stesso abbia la
ad il dinamismo
capacita di ascoltare ció che veramente l'altro ha detto. Senza facili
nella matura tomista. .e
concordisrni e di cui e ricca la recente
davvero fondante cosí che esso non
Pérez-Soba sa con Tommaso
riduttivamente come mera estensione dell'amore
precisando rigorosamente e le condizioni metodologiche
una simile pone arditamente al Dottore una
In tal senso, da di vista storico, Pérez-Soba conferma la
quaestio nuova, che non si trova nelle sue opere. Con
visione evolutiva del del Dottore circa I'amore e
intellettuale istituisce la ed le argomentazioni.
stabilisce l'influsso decisivo che in que sta evoluzione ha avuto la
riflessione teologica e la dello Le
1 risultati della ricerca che finalmente abbiamo tra le mani sono
sue definizioni dell' «unio affectus», ad una
del massimo sia per lo studio storico del di San
e come «vis unitiva et concretiva»
Tommaso sul tema, sia per la riflessione e morale.
la dinarnica di una unitá che si realizza e cresce nella
dell'amore e un tema chiave per alla
differenza delle persone. residuo di naturalismo e cosi superato.
comprensione dei decisivi della la la
L'ermeneutica definitiva dell'amore umano e a
il
L HHU'''-, tra natura e la virtu della carita. Mi sia
dalla rivelazione della vita trinitaria di Dio: da
permesso di accennare solo a tre esiti cui non per
sul dinamismo amoroso, a

2 Lo riconoscono gli stessi protagonisti di questa tendenza: E. MOUNJER, Qu 'est-ce que le


personnalisme?, París 1946, 91; M. NÉDONCELLE, Personne humaine et nature. Étude logique et anche rilevare di
métaphysique, París 1963,11.
morale. Il dinamismo della liberta si
3 SAN TOM\1ASO D' AQUINO, De Caelo, 1,22.
10 Amor es nombre de persona

realizza nell' atto personale den' amore, che conduce


affettiva all'unione radicale si desta
nell'incontro con la dell'altro: ed e una esperienza di amore.
Alla radice umano e' e il dono di una prima
reciprocitá originaria, da cui scaturisce l' anelito ad una di
comunione, che i singoli atti liberi sano chiamati a e ad
anticipare. La dimensione morale non si aggiunge
misurandolo dall'esterno mediante Imposte da una
superiore, né si costituisce con autonoma di Nunca es fácil hablar del amor. La diferencia lo que se
categoríco, ma si manifesta nell'esperienza originaria dice de él y lo que él es tan que es muy normal
come esigenza della veritá di un che lo conduca quedarse en el campo de la sugerencia y se descuid~ una
pienezza di una comunione tra le persone. profundización en sus contenidos. Incluso los autores que se arriesgan
a descubrir estos concretos, encuentran una nueva
Nell'invitare cordialmente alla lettura di quest'opera, viene alla la gran diversidad de aspectos en los que se puede
mente una che Albert ha annotato nei suoi taccuini: contemplar el amor de modo que apenas si se encuentra un camino
«Bisogna incontrare l 'amore prima di aver incontrato la morale. común sobre su Tal vez por el camino por
Altrimenti e lo strazio. Occorre dunque ristabilire la morale muchos estudiosos ha sido el tratar no del amor en sí, sino de los
attraverso il Tu». Il volume di Pérez-Soba e certamente un valido de amores rr4 • La labor se complica todavía más cuando
contributo a LjU''-'''L'V.
queremos tomar como centro de nuestro interés las relaciones
personales que se vivencian en el amor. La dificultad de objetivar
una relación en el que el amante está
Livio Melina íntimamente comprometido se manifiesta a cada paso en el estudio del
amor.
Por eso, tal vez, el modo de en el estudio del
18 ottobre 2000 amor sea la pregunta que nos surge cuando amamos. De este modo el
mismo amor se nos convierte en una será el de
nuestro la pregunta por la interpersonalidad que se descubre
en el amor. no es éste un sobre el de persona y
su aplicación al amor, sino un intento de en la
estructura fundamental del amor, para descubrir en el papel de la
persona en tal acto.
Por suerte no nos solos en esta tarea. Este siglo ha
sido especialmente rico en estudios sobre la relación entre la persona y

4 Cfr. J. OR1EGA Y GASSET, Estudios sobre el amor, Espasa Calpe (Madrid 1964) 65: "Desde
hace dos siglos se habla mucho de amores y poco del amor."
5 Así presenta un sentido existencial como el que encontamos en: S. AUGUSTINUS,
Confessiones, 4, 4,9 (CCSL 27, 44): "Factus eram ipse mihi magna quaestio".
12 Amor es nombre de persona Introducción 13

el amor. Es más, ha existido un movimiento filosófico cuya "rr",tri'7'"


una de respuesta de Santo Tomás que no tratado ex
de pensamiento" ha ésta, el destacar cómo sólo profeso la interpersonalidad; pero que ha una doctrina del
desde el amor se puede a una persona'
amor muy elaborada".
Este estudio lo realizaremos siguiendo el pensamiento de Santo
Tomás. El motivo de la elección es un principio del 2°. No buscamos un "tomista" de la
personalismo, el ser un testigo de una tradición, la interpersonalidad, sino ver el desde la misma doctrina
tradición cristianas. se comprobar como en todos los de Santo Tomás, evitando los paralelismos fáciles. Este presupuesto
intentos de renovación moral de este siglo, se ha buscado una comporta a su vez dos consecuencias:
fundamentación, aunque sea remota, en Santo Tomás". a) La la debe estar bien
Al tomar en serio esta cuestión, hemos de asumir un formulada y esta formulación no la encontrar en el Doctor
compromiso metodológico. El Aquinatc no se formuló la pregunta que Lo haremos desde el personalismo "stricte sensu", sólo así
nosotros presentamos como objeto de nuestra investigación. Para aseguraremos una auténtica del problema planteado.
afrontar de modo riguroso nuestro estudio hemos de tener en Esto es:
cuenta algunas premisas. «releer» a S. Tomás en una clave especulativa distinta de
1°. Nos centramos en un estudio de la estructura del amor, aquella en la cual él había elaborado su doctrina a la luz de los
dentro de la cual nos una de sus posibles problemas y significados propios de un período histórico
dimensiones como es la de la interpersonalidad, Por esto mismo existe . a e'1"J1 .
posterior

La que esperar en el no va a ser


una doctrina sino un modo de ver la Sólo así
6 Cfr. J. LACROIX, Le personnalisme comme anti-idéologie, Presses Universitaires de France
(Paris 1972) 149: "Toutes ces inquiétudes implicitement ou explicitement sont fondées sur cette foi comprobar si ha en cuenta la cuestión de la
personnalistc que nul n'a mieux véce et pensée qu'Emmanuel Mounier. Quand on parle de en el amor y cómo ha influir en su
personnalisme aujourd'hui, c'est a lui et a ses amis d'Esprit que Pon sogne avant tout, non sans les
rnéconnaitre. Le but de Mounier n'a jamais été d'élaborer une philosophie, mais plutót une «matrice
Por ello no los textos de modo
philosophiquec". la consideración del de su . Este da un
7 Cfr. M. NÉDONCELl;E, Conscience et logos. Horizons et méthodes d'une philosophie
personnaliste, Editions de l'Epi (Paris 1961) 7: "amour et personne me semblent intrinsequemet liés.
Sous sa forme la plus complete, l'amour ne peut pas ne pas étre personnel; et la personne ne peut
davantage se comprendre en dehors d'un réseau d'amour entre sujets".
8 Cfr. J. LACR01X, Le personnalisme comme cit, 149: "Il [Mounier] n'a pas créé
10 Cfr. H.M. CHRISTMANN, Thomas von Aquin als Theologe der Debe, F.H. Kerle Verlag
le personnalisme. Comme bien d'autres i1 l'a hérité, et de la double tradition romaine et
(Heidelberg 1958) 9: "Diese Weite des Themas mag man schon an dem Umstand ermesscn, da~
chrétienne, bien que sa pensée personnelle füt plus proche de l'amour que du droit. Son projet était
allein unter den dreitausend Artikeln der Theologischen Summa des Aquinaten ungefahr
d'insérer une tradition ancienne dans la réalité présente". Que esa tradición se nutre principalmente
sechshundert sind, die sich entweder unmittelbar mit dem Thema Liebe befassen oder in denen das
de la aportación cristiana se ve principalmente en los lugares donde los personalistas franceses
Prinzip der Liebe bei der Losung den Aussachalg gibt."
enuncian el fundamento histórico de sus ideas: cfr. E. MOUNIER, Le personnalisme, Presses
Universitaires de France, 2' ed, (Paris 1950) 10 -16, que es el apartado que titula: Breve historie de 11 A. RIGOBELLO, Orizzonte fenomenologico e problema metafisico in S. Tommaso, en Sapz 34

la notion de personne et de la condition personnelle; y M. NÉDONCELLE, Vers un" philosophie (1981) 19.
de l'amour et de la personne, Aubier (Paris 235 -239 en el apartado que Essai de 12 Cfr. A. LOBATO, de Santo Tomás y su estructura dialógica, en 61
synthése personnaliste. Recordemos que la de la tradición supone todo un modo de (1984) 78: "el que como maestro necesita cultivar una de entrar de
comprender y desarrollar la mora! para: A. MacINTYRE, Three rival Versions 01 moral Enquiry, lleno en el horizonte Tomás recorriendo las etapas de su en laformacion y en la
Duckworth (London 1990) 77. síntesis, alcanzar una experiencia con lenguaje propio". Se
~ Un ejemplo es toda la discusión sobre la especificidad de la moral católica: cfr. T. trata de pasar de un "pensamiento ' cfr. M. BLONDEL, La
LOPEZ, G.ARANDA, Lo de la moral cristiana. (Valoración de la literatura sobre el pensee pem:an"e, en La pensée, 1: de son ascension spontanée,
tema), en 687 -767. Alean (Paris 1934) 63
14 Amor es nombre de persona Introducción 15

mayor rigor al pues los pocos trabajos que se centran en el


tema lo plantean desde un desarrollo de paralelismos':', existe en este personalismo una última
En esta introducción resumiremos el estudio de la formulación aunque sea sólo como a una tradición de
de la Para ello daremos los dos pasos antes señalados de cristiano. A pesar de ello, haremos a otras
hallar la formulación de la pregunta interpersonal (L 1.); y su posible corrientes personalistas en lo que nos pueden . a determinar
aplicación y estructuración en la doctrina del amor de Santo Tomás mejor los que vayamos descubriendo. Procuraremos que
(L2.). Sólo de este paso previo podremos adentramos en la sea un uso a la corriente ele:gl~la.
"relectura" de Santo Tomás. Desde este podemos definir lo que se
el estricto" frente a otras que
rondan el personalismo pero que no alcanzan en toda su , . lo
1.1. LA FOJRMUL<\ClON DE LA PREGUNTA INTERPERSONAL SUI)OI1le la asunción del Para ello es útil la
que hace de tres dimensiones fundamentales
Al buscar el contenido de la pregunta interpersonal tenemos el propias del personalismo:
problema de la pluralidad inherente al movimiento personalista que la
ha lanzado 14 . Por eso hemos hecho una elección, al las "El personalismo puede indicar una filosofía que hace de la
distintas corrientes del personalismo nos ceñiremos al personalismo persona su centro teorético. La persona es, en tal filosofía, una
francés que surge en tomo a la figura de Mounier, Lo hacemos por intuición metafísica originaria que los análisis fenomenológi-
dos razones: l" Nace en un ambiente católico'"; 2° a pesar de las claras cos existenciales e históricos tienen el cometido de desarrollar,
explicitar situar en la pluralidad de las experiencias

13 Cfr. R.O. JOHANN, The An ess4)l towards a Metaphysics ofIntersubjectivity,


The Newman Press (Westminster, c.-J. GEFFRÉ, Structure de la personne et
rapports interpersonnels, en RT -692; M.-D. PHILIPPE, Personne et
interpersonnalité. Étre et esprit, en de sairu Thomas, Ed. Univ. Fribourg (Fribourg
1974) 124 -160; c. LEFEVRE, et d'aprés s. Thomas, en Atti del risposte nella Le maggiori influenze sonostate esercitate da Emmanuel Mounier e Jacques
Congresso lnternazionale (Roma-Napoli, aprile Tommaso d'Aquino nel suo settimo Maritain che sono impegnati in tutti gli avvenimenti politici, culturali e sociali che la Francia a
Centenario, VII: L'uomo 1, Ed, Domenicane Italiane (Napoli 265 -273. Porque otros artículos conosciuto. .
como: J. GEVAERT, Intersubjectivité et spiritualité de l'homme, en A VII cn, Il, 166 -170 YJ. Come fenómeno storico, il personalismo nasce in Francia nell'ottobre 1932 con la rivista «Esprit»,
VAN DE WIELE, L'homme et l'intersubjectivité, en A VII C'I'I, Il, 276 -281; son más una nella quale la política occupava un posto preminente".
exposición de las posturas modernas que de la doctrina de Santo Tomás.
16 Éste es el caso de Mounier: cfr. A. RIGOBELLO, II contributo di E. Mounier,
14 Cfr. A. RIGOBELLO, Il Personalismo e Mounier, en Questioni di Storiogrofia Filosofica, V: Il Fratelli Bocea Editori (Roma 129: "11 tomismo per Mounier e una sottintesa: a cui
pensiero JI, Editrice La Scuola (Brescia 1978) 355: "I! personalismo non e una riconosce una severa e forte razionale; il suo pesto di pensatore non e al di fuon della
corrente i cui confini siano distintamente segnati, né esiste un'ampia e consolidara filosofía di S. Tommaso, anche se il suo posto di combattente e al di la di essa."
tradizione ermeneutica cui fare riferimento". Las distintas corrientes del personalismo se suelen
17 A. RIGOBELLO, speculativi, cit., 349. Rigobello diferencia esta postura de una
dividir nacionalidades: cfr. E. BERT1, II concetto di persona nella storia del pensiero
segunda concepción personalismo: ibid., 349 s.: "Una seconda accezione del termine
Fitosoticoesi Persona e personalismo, Libreria Gregoriana Editrice (Padova 1992) 59.
personalismo indica una filosofia dove la persona trova un suo nconosctmento teoretico ed euco d~
IS Cfr. A RIGOBELLO, dell'cffermazione dell'idea di persona nel XX' grande rilievo, ma senza per questo divenire il .fulcr~ di una nuova metafisica, senza quindi
secolo, en Persona cit., "L'aspetto positivo programmatico e invece attinto da constituire una posizione originaria. Per il personalismo m senso stretto 11 discorso filosófico iruzia
Mounier da altre ossia dalla garanzia religiosa. Nel1a prospettiva cristiana la protesta contro come chiarimento deIl'esperienza originaría, come esperienza della realtá personale, per 11
l'impersonale e l'evasivo si fonda sul1a fede in Dio e sul rapporto tra Dio e l'uomo". De hecho, casi personalismo in senso lato, I'inizio del filosofare e un discorso intorno all'essere, ne! cm quadro la
todos los autores de este grupo se consideran cristianos; algunos de ellos, como el antecesor Lucien persona trova un suo successivo riconoscimento. La prospettiva di Ernn::anuel M<;umerm Francia e
Laberthonniere, o Maurice Nédoncelle, son sacerdotes. En alguno encontramos una influencia di Luigi Stefanini in Italia appartengono al personalismo inteso neIla prima accezrone, la dottrina di
notable de San Juan de la Cruz: cfr. J. LACROIX, Le personnalisme comme anti-idéologie, cit., 50. Jacques Maritain o quella, ricca di echi rosminiani di Michele Federico Sciacca, si inscrivono nel
Para caracterizar esta corriente: cfr. J.-D. DURAND, 11 personalismo in Francia, en Persona e concetto dí personalismo conforme al secondo significato"; cfr. 1DEM, Il en ~tudlO
personalismi, Edizioni Dehoniane (Napoli 1987) 449 s.: "Le filosofie personaliste, in quanto ed Insegnamento della Il: Filosofie AVE-UcnM
«reazioni», sono legate ai problemi del momento: filosofie del XX secolo, esse cercano del1e 180. Estas nos confirman de precisar los términos.
16 Amor es nombre de persona Introducción 17

Esta nos tres de la del


personalismo que marcan los de en una "Sin duda, todos los pensadores de todos
tiempos parecen estar de acuerdo en el hecho de que el nudo de
realidad la persona. A de ellos
una concreta no es accesible al conocimiento sino
del modo: 1°, el personalismo supone una de un modo específicamente no objetivante y que nunca es
tradición de 2°, el personalismo manifiesta una realidad mostrable sin ser falseado, ni se puede expresar de un modo
existencial; 3°, el personalismo un método fenomenológico. adecuado,,19.
Estas tres dimensiones nos sirven para formular los distintos
apartados de este estudio acerca de la formulación de la
pregunta sobre la interpersonalidad.

CONTENIDO
En este no buscamos sólo una actitud genenca
en la persona, ya que nos sería
de modo riguroso una "actitud" a los textos de Santo Tomás. Esta tiene una de
Buscamos encontrar de la "matriz máxima rmportancia. Si esta relación tiene un carácter
de que reflejen contenidos irrenunciables del radical, entonces a ser una manifestación de la persona, que sólo
personalismo que aclaren su POSICIÓll. se encontrar a sí misma por medio de la a los """'HU".
Pero si estudiamos una no nunca separarla
de la lógica interna que causa su En este la "Si hay una afirmación común a todas las filosofías
personalistas nosotros reclamamos para nosotros, desde las
"tradición personalista" que buscamos tiene como centro una premisa
filosofias cristianas como las de Gabriel
fundamental: "la defensa de la 18. Esta defensa está motivada
ln"" .... ''', Berdiaeff, hasta los agnósticos como el
por la de los modernos a las personas que en Ja"p<Ol", es que la existencial de un mundo de
algunos casos a disolver su personalidad. personas no es la aislada de sí ni la
El que defenderse es, para el egocéntrica preocupación por sí sino la comunicación
este surgen los las conciencias":"
de la sociedad los
totalitarismos, el abuso de la los etc ... Frente
a él, el personansmo señala que el conocimiento de la persona no se
19 P.-L. LAND8BERG, Problémes du Personnalisme, Éditions du Seuil (Paris 1952) 16. Está
a una de que la de la clara la intención de defensa de la persona: cfr. E. MÜUNIER, Manifeste au service du
de tales elementos. En consecuencia acuñan una personnalisme, en (Euvres, 1, Éditions du Seuil (París 1961) 524: "Nous voulons dire que, telle que
categoría intelectual que lo exprese y es la irreductibilidad. Es un nous le désignons, la personne est un absolu a l'égard de toute autre réalité matérielle ou sociale, et
de toute autre personne humaine. Jamais elle ne peut étre considérée comme partie d'un tout:
punto de acuerdo central para famille, classe, Etat, nation, humanité.;."
20 Cfr. J. LACROIX, Le personnalisme comme anti-idéologie, cit., 43 s.: "Au lieu du rapport
sujet-objet, trop exclusivement étudié jusqu'á lui, il privilégiait la relation sujet-sujet, qu'il appelait le
nous oo. Connaitre un c'est l'insérer dans ses propres normes, se le somettre: objetiver, c'est
18 cfr. E. MÜUNIER, cit., 62: "Le langage personnaliste n'éveille pas alors un poser devant soi un qui reste toujours plus ou moins dans une relation de dépendance.
élan créateur, mais un de séparalion et de défense. La «défense de la personne» couvre L'homme seul est le tenue d'une connaissance pénétrant au-delá de l'objet. Cet au-delá c'est la
parfois un véritable séparatisme spirituel, dont il faut la garder." Mounier clarifica un uso ambiguo liberté."
anterior en: Qu'est-ce que le personnalisme", Éditions du Seuil (Paris 1946) 87. 21 E. MÜUNIER, Qu'est-ce que le personnalismei, cit., 52. Cfr. como desarrollo del concepto de
Amor es nombre de persona Introducción 19
18

De este existe una unidad entre los que irreductibilidad. No es una dimensión deducida o de modo
necesariamente obliga a la persona a salir de sí. Esta secundario por un sujeto personal ya constituido, sino que
que aparece entonces como un
nueva no es sino la
para comprender el auténtico valor de e.s:a
~~~;;~;;~~:!ª.J2,~!:,~QJ[lfl;1 ~il!L,,!,ll!~,11?~r~2!:,~I!g,~~1 y esto 'de modo -~"""'~",.'"
hemos de bien la irreductibilidad de la relación Esto es un acto
que estos autores. Esta relación intersubjetiva existencial. un
sin una entre que se si
ometrva que no se reducir a un concJ.enc. la~.~ r
para ésta el acto por es la para el
;;;';';'=;;;'l~'stiír~aIlaad de la comunión, que una mediación personalismo es el amor:
es lo que el concer;to de i~t~rr:ersonalidad del
personalismo francés de la idea de intersubjetividad de "El acto de amor es la más fuerte certeza del hombre, el cogito
husserliano" '. Nosotros por eso ambos conceptos a l~ existencial irrefutable: Yo amo, entonces el ser y la vida
largo de nuestro no toda relación es de por SI vale (la pena ser vivida),,26.

no es la
Así pues, 1a tra diicron
, personalista nos manifiesta mediante la
categoría de la irreductibilidad la originalidad de la comunión como su eso
contenido más Esta nueva de la comunión será un en la
el del paso de nuestro lo haremos desde la e~~*::~ITi'~~i~fir"~~ la persona en sus actos. Se trata de una noción de
experiencia del amor que la sustenta.
a que se vincula a la y, por no
considera la persona desde una sino una
y a muchos elementos condicíonantes"
1.1.2. LA E XPl3RI EN l2IA ORIGIJNAJRlA DEL AMOR
El al proponer la
afirma que tal es una experiencia
para la persona humana y por ello de la característica de la
25 M. NÉDONCELLE, Vers une philosophie de l'amour et de la personne, cit., 245: "Ramassons
les principaux caracteres qu'offre la réciprocité interhumaine. 10 Nous dirons d'abord qu'elle est une
la "comunión de las conciencias": M. NÉDONCELLE, La réciprocité des consciences. Essai sur la donnée primordiale de la perception des personnes car la persone n'est pas connue sí elle ne se
nature de la personne, Aubier (Paris 1942). donne d'une certaine maníere a qui la contemple. Sa présence consentie au monde est déjá un acte;
22 Cfr. E. MOUNIER, Manifeste, cit., 535: "Nous trouvons done la communion insérée au coeur
chacun recoit et donne son étre des qu'il y a perception."
méme de la personne, intégrante de son existence méme. " . . 26 E. MOUNIER, Le personnalisme, cit., 41. El caso más claro es M. Nédoncelle: cfr. C.

23 Cfr. M. NÉDONCELLE, Conscience et logos, cit., 40: "Les réalités objectives sont
VALENZIANO, Introduzione alla filosofia dell'amore di Maurice Nédoncelle, P.D. Gregoriana
subordonnées aux réalités personnelles. Mais la personne qui, sous une forme ~u sous u~eautre, ne (Romae 1965) 30: "La «relazione concreta» per la quale la persona «non si scontra a Dio né all'altro
passe pas par l'école de l'objectivité, est intolérable et écceurante. Sau~ de fugitives expenences, la come a dei Iimiti» ma anzi si fonda in essi per attingere un'«accresciuta interioritá» assume nel
personalismo nédoncelliano le dimensioni stesse dell'arnore.
cornrnunion des consciences se réalise sur terre par leur cornmunicatron .
Potremmo definire che l'intersoggettivitá del personalismo si stabilisce in posizione, diciamo cosi,
24 Cfr. J. GÓMEZ CAFFARENA, Notas en torno al . . en Pensami~~to normale collocandosi tra due punte: l'una, negativamente, l'abisso della degradazione di lP. Sartre;
critico ética absoluto. Homenaje a José Manzana (Vitoria .1990) 284 .. La l'altra, positivamente, l'ansia salvífica della reciprocitá di M. Nédoncelle".
sutile;a de las que hay que establecer es el precio que paga el pers:JUah~mo husser~I~o
27 Cfr. M. NÉDONCELLE, Personne humaine et nature. Étude logique et métaphysique, Aubier
or ese a oyo que le presta la pura fenomenología. El problema se complica aun con el e a a
fundamentación de la intersubjetividad. El comienzo en la consciencra, conducido con ngor, Montaigne, 2 ed. (París 1963) 152: "Les choix n'est pas dü uniquement El la nature mais El sa
contiene una seria amenaza de solipsismo. Husserl se con la intersubjetividad como con recontre avec l'esprit, Il es! la condition initiale de la liberté créée, son moyen et non son but. Car le
but de la liberté est l'achévement de notre essence et la résorption progressive de la part laissée au
ningún otro tema. Todavía en las partes de su última La de las. ~1~7clas europeas que
libre arbitre au profit de la part qui revient a l'invention."
sólo han aparecido póstumamente aparece preocupado y en busca de la solución.
20 Amor es nombre de persona Introducción 21

Sólo así ser una libertad relacional en la cual la libertad del otro
LO En general, el lenguaje ha esta relación
no limita mía sino que la hace "","oír
a mediante la de 1a dííada "yo-tu o la r "
Por eso el
consltíÜlción, del "nosotros,". El de la asunción de este
pesar :~~~~~~~~í ~ ~.~~~~~~~i,~~~~,:~J[~~~~~~~~~¡:[a.:~~,r~~~~;~~[~~~~
de una ...]n~tural eza •. . . .
lE~:!,~!t!~}c:a:,(dl~e: Este .
tmposi
esta
'ble1132.
la conocida de Jacobi: IISin un el yo e
es una afirmación que está contenida en la mismaS
nos asegura que que
francés está abierta a un diálogo propuesta de la interpersonalidad.
obtengamos del
La consecuencia de este planteamiento es evidente:
verdadero con Santo Tomás.
permanece lo absoluto de la persona que mantiene su irreductibilidad
verdad. la
Se habla, por no de un
(proyección
que
Además no se excluve
causalidad; sólo Nédoncelle lo ha como un elemento explicitan, la con el
importante de su pensamiento". Tal vez esto se deba a que es él el que
Pero aquí se la de un
ha más el acto de
que no como base el análisis de una
existencial. Frente a la díada la de es
28 Cfr. 1DEM, Vers une phílosophíe de l'amour, cit., 62: "Or l'expérieuce de l'amour comme
volonté de promouvoir la liberté d'autrui prouve au eontraire a nous yeux cette continuité, du moins
en principe; elle concilie la contrainte et la liberté dans le mystére de l'influence, s'il est vrai que la
~e~~~~n~elle a esta p~rcepción de la presencia de Dios en las relaciones interpersonales: cfr
liberté de l'aimé de développe dans le vouloir efficace de l'amant,.. 'La liberté ne peut pas se vouloir '. . ' a relazione interpersonale e l'incontro con Dio ín Mauríce Nédoncelle Morcelli "
pleinement sans vouloir d'autres libertés. Peut-elle méme se concevoir en son origine sinon comme (Brixiae 1976) 15. ' orce lana
l'effet d'un Vouloir généreux." 3IDe ~ste modo, defiende el contenido de la comunión que queda envuelta en la ex eriencia de
29 Cfr. 1DEM, Personne humaíne et nature, cit., 22: "Sous l'influence conjuguée de Bergson et
una reciproca causalidad que afecta a la persona como tal: cfr. M. NÉDONCELL~ P
d'Hamelin, j'ai passé par une phase juvénile d'anti-substantialisme. ,., Aujourd'hui, le substrat me
parait sans doute regrettablc, mais je ne plus réduire la substance a cette caricature. Elle est
~umamedet nat~re, cit., 156 s.: "En :evanche l'efficence existe dans l'ordre personnel. Elle n~;;;~::
aspect ynamrque de la commuruon. Car la co.mmunion est un acte. Une personnalité est l~
d'apres Aristote l'individu méme en sa et la forme par excellence de cet étre que je voulais COnSCle?Ce autonome non seulement de l'image divine qui est en eHe, mais de tous les actes u'elle
proscrire. Je ne peux qu'adhérer a la déclaration célebre du livre Z de la Métaphysique: «Et en volontairernent accomplis et de toutes les influences d'autrui qui ont pu s'exercer sur elle." q a
vérité, l'objet éternel de toutes les recherches présentes et passées, la question toujours posée: Quest-
ce que l'étre? revient a ceci: Quest'-ce que la substance'c-" 32 F.R. JACOBl, Werke,.IV I'"Wissenschaftliche Buchgesellschaft (Darmstadt 1968) 211: "denn
2~~_~ú~U' ist das Ich unmoglich . Esta es la pnmera aparición en la historia de la argumentación
30 Cfr. M, NÉDONCELLE, La causalité íntersubjectíve, en lntersubjectívíté et ontologíe,
Beatrice-Nauwelaerts (Louvain-Paris 145 -153; también en: lDEM, La réciprocité, cit., 273 -
287. El mismo Nédoncelle reconoce esta en el personalismo francés: cfr. lDEM, Personne (;~~f~'9~'1~~~1E~:évolu~íonPersdonn~líste et Commu~ítaíre, en (Euvres, l, Éditions du Seuil
humaíne et nature, cit., 12: "La vérité est qu'il nous manque une analyse de la causalité dans son . .' ." acun isposse e 1autre, devant SOl, comme d'un oú il uisse
ensemble, et tout d'abord une phénoménologie de la causalité telle qu'elle est directement vécue rejette, Joue: fait des tours. L'autre est encere pour lui une trosiéme personne un ' t ' dir ,
dans l'expérience humaine." Mounier trata el tema, pero no en profundidad, en: La maitrise de
ch~~e, un n'importequi interchangeable et sans valeur propre. ... ' ces -a- rre une
l'action, en E. MOUNIER, Traité du caractére, c. 8, Éditions du Seuil (Paris 1947) 406 -482. a
L autre ne commence étre un élément de communauté que du jour oú il devient our I
Uno de los aspectos más importantes de Nédoncelle es el desarrollo del papel de la causalídad autre personne une deuxiéme personne, c'est-á-dire ou il est voulu par elle cornme que ~ue
divina como garante de nuestra libertad: cfr. M. NÉDONCELLE, Conscíence et logos, cit., 130: "Je personne en rapport avec elle. Je découvrc un homme quand subitement il se dresse comme ~e~l~re
me percois cause de mes actes et de leur recul ou de leur approche par rapport a moi-méme; mais ce P~~l Cfr'hlbí~emi" 193: "La philosophie de la troisieme personnc se nomme panthéisme . ou
n'est pas la plus profonde révélation j'aie de la causalité: la révélation la plus profonde que j'en I OS?P, le. e rmmanence pureo L'immanence, dans une communauté personnaliste e;t la
aie, c'est d'étre un effet unique et dominé par une cause qui m'enveloppe et me caractérise acompenetrauon
arté d personnes entre elles ' qui restent je et tu', elle
de toujours
. .'
un ecart un
absolument. p .e,artun secret
cet . ,u cceur. Daos le cas unique du rapport de la "T
creee au 01. a bso 1u Dieu
'.
'L'expérience de la causalíté n'est pas la rnéme que celle de la causalité qui me ec , umque a son tour, se nomme trascendance." La frase clave referida a Dios es ésta: G'
constitue capable de l'exercer; m'est accesible que par une sorte de regard en arriére et en ~CEL, J?urnal Métaphysique, Gallimard 1949) 137: "Dieu est le t . b 1 ....
haut, car la cause de mon étre le crée totalernent et je ne peux rien créer ainsi". Para la importancia Jamms devenir un lui, -Sens de la priere." 01 a so u qUl ne peut
22 Amor es nombre de persona
Introducción 23

mucho más No nos debe extrañar porque el modo


dialéctico de argumentar, fundado en la oposición de contrarios, "El amor es la expel:ie.llcia de una realidad fundamental: un yo
encuentra un campo propicio en la oposición "yo-tú-él"; pero no y un tú y ligados en la diferencia y diferentes en la
ocurre lo mismo en el caso del "nosotros". Muchos "nosotros" son ligazón.
falsos 35 •
La personalista que estudiamos, fundada en la la de M. Nédoncelle es fundamental
plantea una concepción entre la el amor;
experiencia del amor, permite en cambio profundizar más este punto.
persona". Su contiene los puntos a tener en
La mejor expresión que recoge el sentido del "nosotros" en la relación
es la reciprocidad propia de la comunión. Como el "yo-tú" d~l , ~e que el amor es el acto por
Es mas, es el umco acto que toda la persona,
destaca la relación en la propia identidad, el "nosotros" indicaría que distinto de simpatía natural?". 2°. Es un acto mtrínsecamente
esta relación es de comunión recíproca:
todos los otros sentidos del amor al
"En la comunión, la tarea objetiva está subordinada a la amor interpersonal como al acto del cual reciben su sentido y el
intención, y este cambio de orientación manifiesta la verdadera cual se los interpreta" 3° E s un ac t o
H. " otro acto
reciprocidad. El carácter colegial de las conciencias es querido interpersonal está referido al amor como fin al cual o como el
en su globalidad. El nosotros es la esencia común y del que . 4°. La amorosa se
recíprocamente lúcida de los mismos sujetos, como el tú y el como todo amor supone un "contacto mutuo"
yo son las de su singularidad.v'" nositivo por ambas Este último punto, muy no lo
tomaremos como un de la propuesta interpersonal.

P:-L. LANDSBERG, 185; cfr. E. MOUNIER, De la propriété capitaliste a la propriété


h~mame,en (Euvres, l". . ,du ,Seuil (París 1961) 435: "Ce bien spiritueI qui unit tout en
laissant ~lst~~cts ceux q~ 11 umt, e est 1amour." Nédoncelle emplea una fórmula propia: la "identidad
heterogenea : cfr. M. NEDONCELLE, Personne humaine et nature, cit., 13.
C,fr. M. NÉDONCELLE, La réciprocité, cit., 16: "Le point de que.nous prenons dans
cette etude est l'existence d'une réciprocité humaine. Si l'on refuse de un sa t de la ns t d
la sub' ti ité luró di" u e a na ure ans
jec IVI e, or p utot ans intersubjectivité, on ne peut édifier aucune philosophie de fa
personne. Il y a, croyons-nous, une promesse de et mérne une d b
la perc ti d' t . 1 .. .. e ase, entre
11. ep ton au nn, a reciprocitc et l'arnour ' IDEM
~,
Personne et na t ure, cit.,
.

35 Cfr. M. NÉDONCELLE, Vers une philosophie de l'Amour, cit., 41: "le nous a une multitude Nédoncelle lo expresa así: cfr . lb ., 11 : "L'amour personne1 n 'est pas celui des qualités
naturelles".
d'acceptions"; E. MOUNIER, Révolution, cit., 192. En este punto hay que destacar la falta de un
análisis del "nosotros" en: M. BUBER, M., Ich und Du, Verlag L. Schneider (Heidelberg 1958).
4' Cfr. lDEM, ' Vers une de l'amour, citl . ,7'. "Car l'une d es idé . .
I ces directrices de cette
36 M. Personne humaine et nature, cit., 35. est que 1amour des personnes et on dirige vers elles. Quand il prend d'autres formes
37 La influencia de Scheler se produce mediante Landsberg: cfr. P.-L. LANDSBERG, Problémes pas complet et se cherche encere." . ,
42 Nédoncelle lo hace ~,n referencia al conocimiento personal en el cual percibe una primera
du Personnalisme, cit., 184. La aportación principal de Scheler es el "valor personal" del amor por
ser un "acto personal" cfr. M. SCHELER, Wesen und Formen der Sympathie, Francke Verlag reciprocidad: Ib., 244 s.: Mais 11 faut dire plus: avant de se diffracter, elle [la réciprocité] est le
(Bern und Müchen 1973) 19: "Die Syrnpathieethik verfehlt auch dadurch den Weg, dal3 sie von premier moment de toute connaissance intersubjective".
vernherein gegen das evidente Vorzugsgestez verstofit, dal3 alle positiv wertvollen «spontanen»
43. Cfr. lDE~, Person,!e. humaine et nature, cit., 28. 29: "la relation du mol et du toi est en réalité
Akte den blojí «reaktiven» vorzuziehen sind, Alles Mitfühlen aber ist wesentlich reaktiv - was z.B.
Liebe nicht ist." Para la importancia del acto humano: cfr. lDEM, Der Formaiismus in der Ethik tO~J?urs br1ate;ale ou r?Clproque ..., Or, la perception du toi est, dans cette mesure méme liée un a
mmimum de reciprocrté. ... '
und die materiale Wertethik; en Max Scheler Gesammefte Werke, Il, Franke Verlag (Bern 1954)
"Cela suppose que l'essence de toute relation du mol au toi est l'amour, c'est-á-dire la volonté de
395. promotion mutuelle."
24 Amor es nombre de persona Introducción 25

Con este análisis casi hemos determinado todos los elementos


debe ser el de la de las
propios de la pero todavía nos falta revisar el
método de que se debe adaptar a la originaria.
de

1.1.3. LULo.< ' J j J ' J y LA PROPUESTA


de la
En el apartado anterior ya hemos apuntado algunas aportaciones
metodológicas: la con Husserl y para la Lo hemos
el yo y su actuación; y el dialógico que es
surge de Jacobi y que para la relación . En doctrina del amor en Santo Tomás
el francés el método reflexivo que tiene a capaz de asumir los tres retos nos ha el
como su aplica para el de la personansmo. Es lo que realizaremos en el A de
libertad desde su resultados de nuestro estudio sobre el amor es como podremos
tras los diversos métodos que en el estructurar el resto de nuestra invesngacion.
pensamiento personalista, se constatar que el personalismo no
se vincula con ningún método más bien los utiliza todos LA ,M.J<LJ<''Lo1-'l\.'0Jl'UI''I A LA DOCTRINA DE SANTO
distintos correctivos Por eso se
sl!,m~ldº PI'Q1?,iQgl~,~:.~J1ilcii2lrJ.:!jrll~rP~I·.sg]laljidad ante El el personalismo nos ofrecía -la pertenencia
una tradición- el motivo nuestra elección de Santo
el contenido de la Tomás. al cual se le reconoce como de de la
propuesta interpersonal. en tradición cristiana.
referencia a un acto personal: No porque en el tema del
l°) La amor el de vista El modo de entrar en el
carácter estudio del amor en ha estado influido por unos presupuestos
relación debe suponer una cierta unidad no conscientes que han deformado de los planteamientos más
respeta la diferencia entre las personas distintas. genumos de la tradición que es de estudio.
2°) La de un causal entre las Se constatar el de dos características del
pensamiento moderno: 1° enfocarlo todo desde un único de
libertad del sujeto'". vista que se vuelve absoluto y hace la inherente al
tema. 2° Proceder mediante un sistema descriptivo que analiza los
44 Al estudiarel método de Nédoncelle vemos utiliza: 10 la fenomenología en Personne humaine et
del amor sin pararse a estudiar en verdad es el
nature; 20 el método dialógico en v.eeir::~:Se;u~n~e¡l~~t~s~ra::~: de l'amour; y el pensamiento reflexivo en
Conscience et logos. Muestra así la di de planteamientos que caben dentro de una posición
personalista.
45 Cfr. M. NÉDüNCELLE, De lafidélité, Aubier Montaigne (Paris 1953).
48 De otro modo no se podría caracterizar como causalidad interpersonal la persona se expresa a sí
46 No incluimos en esta propuesta ninguna afirmación sobre sí es una relación bipolar o multipolar;
misma mediante la libertad.
pues no es una cuestión aclarada dentro del personalismo.
49 Cfr. E. MüUNIER, Révolution, cit., 178: "un équilibre en longueur, largeur et profondeur".
47 Esta causalidad caracteriza la relación como inicialmente positiva, es decir, activa y no meramente

pasiva. 50 Cfr. S. KIERKEGAARD: Gli atti dell'amore, Rusconi (Milano 1982) 145: "Si tralta degli «atti
26 Amor es nombre de persona Introducción 27

Para nuestro nos afecta más la segunda pues,


al partir del criterio que buscamos un amo:: que pueda a ~a sería el presentar los términos como irreconciliables y expresan dos
pregunta por la interpersonalidad, cualquier otro enfoque resultaría concepciones absolutamente diversas de la humana".
directamente inadecuado. En cambio sí que podemos perdemos en Es decir, existir una tradición dos
divisiones entre amores que nos conduzcan a la elección de uno de de tan
ellos con detrimento de los demás. Esto nos llevaría a proyectar en drvisión anterior - por su
Santo Tomás las conclusiones de un pensamiento moderno y a viciar refleja muy bien un modo dualista de
de raíz nuestro intento de relectura. pensar sobre el amor que domina nuestra cultura actual.
No estará de más que demos una mirada rápida el Nunca ha sido la aplicación de estas coordenadas de
panorama de los estudios sobre el amor que influyen nuestro a
sistema actual de pensamiento.
todos los estudios

l'originalité des époques, que I'originalité de la notion chrétienne de l'amour" Para un


pensamiento cristiano. De tal modo estudio somero verdadero contenido de tradición cristiana sobre el tema del amor: cfr.
la tradición cristiana como Apéndice L La tradición cristiana del amor.
con 53 Ibid., 23 s.: HOn peut montrer concretement une forme de vie qui porte le caractére de l' éros et

'feírrníúc;s griegos que denominan dos tipos de amor: une autre qui porte le caractere de Ces deux formes ne se développent pas comme des
esta división no está tanto ~e:nn:'ss;u!'f~~rtl1.;lacié)n
ligues paralleles, sans jamais se joindre; existe au contraire entre elles une perpétuelle rivalité. A
La tout moment de la vie de l'esprit on peut constater une concurrence entre elles; chacune cherche a
concreta, sino en el hecho. ~~e se.. syresentar ~omo la . . ~e marquer de son empreinte la vie spirituelle dans son ensemble."
lo más original de la tradicion cristiana . Lo propio de esta tradición 54 Tanto de la tradición por la ignorancia del término ''<plAta'', en especial en Aristóteles.
CfL W. JAEGER, linee di una Storia della sua evoluzione spirituale, La Nuova
Italia Ed. (Firenze 1935) 328 -331; R.-A. GAUTHIER y J.Y. JOLIF, L'Éthique a Nicomaque.
dell'amore» non nel senso che si siano elencati o descritti tutti i suoi atti; ben lungi! Neppure ogni lntroduction, traduction, et commentaires, 1II2, Publications Universitaires de Louvain-Béatrice
singolo atto e descritto in modo esauriente: no, p.er amor di Dio! Ció che nella sua ricchezza e Neuwelaerts (Louvain-Paris 1959) 690. Como también de la tradición cristiana: cfr. C. SPICQ,
essenzialmente inesauribile, e anche nel suo mirumo atto essenzialmente indescrivibile, propno Agape dans le Nouveau Testament. Analyse des textes, 1, J. Gabalda et e- (París 1958) 6 s.: "nul n'a
ció ch'e essenzialmente presente, e in modo totale dappertutto, non si puó essenzialmente le droit d'user du vocable spécifiquement chrétien de «charité» dans un sens différent de la langue
du Nouveau Testament. A. Nygren - dont l'ouvrage fait autorité, et pour ne citer lui- s'est
51 División por el estudio del luterano sueco: A. NYGREN, Eros La gravement mépris sur le sens néo-testamentaire d'ayyó:1tY¡, soit que son analyse ait été par des
notion chrétienne l'amour et ses transformations, Aubier Montaigne, 3 vol. (Paris La préjugés dogmatiques, soit plutót en raison d'un choixbeaucoup trap restreint de quelques textes qui
primera edición sueca es de: 1930 -37. .. • ont retenu son attention.'
La literatura sobre él es inmensa: cfr. las notas eritreas: LD. BENOIT, Eros et 55 El mismo Nygren lo destaca como el autor más interesante del catolicismo por la unión "caritas-
d'un livre récent, en RHPR 26 (1946) 89-98; K. LEESE, Eros en ZTK amicitia": cfr. A NYGREN, o.c., 1Il, 216: "Ce qui nous intéresse, c'est que Thomas d'Aquin a senti
339; H. DE LUBAC, Anders Nygren - Eros et Agapé, la notion de l'amour et ses l'opposition entre l'amour chrétien, marqué Yagapé, et l'éros sur lequel est fondée sa pensée, et
transformations, en RAM 26 (1945) 194 -197; L. MALEVEZ, Eros et by Anders en qu'il a cherché une solution dans la notion amicitiae», Il est á besoin de dire que cette
NRT 75 662·663; J. MOUROUX, Eros et by Nygren, en Vie tentative était vouée a l'échec. Outre qu'il est vain de vouloir exprimer contenu de Yagapé a l'aide
Intellectuelle" 14 (1946) 23·38; V.M. POLLET, en Ang 16 (1939) 367·369; J..A. de la notion d'amicitia".
R., Eros et Anders Nygren, en VS 28] 464-467. Y los estudios: G.
56 Es algo necesario si consideramos que Santo Tomás es un teólogo y, como tal, su fuente
GlLLEMAN, ou Comment centrer la conscience en NRT 72 (1950) 3·26;
der Liebe. Eros Philia Agape, Josef Knecht (Frankfurt am Main principal es la Sagrada Escritura. y esto, de un modo más unitario que el que hemos heredado
113·133; J.B. LOTZ,
nosotros de la última tradición teológica: cfr. J.V.D. PLOEG, The place o/ Holy Scripture in the
1971).
Thomas, en Thom 9 (1947) 413: "we find in Holy Scripture the principies ofsacred
52 Cfr. A. NYGREN, O.c., 1, 18: "En d'autres termes, ce qui nous intéresse ici, ce n'est pas tant
is, the articles of faith, which are short summaries of the revealed truths; we find in it
28 Amor es nombre de persona Introducción 29

Aunque el estudio la y la de la elección


del vocablo &yá1T'll todavía no es los estudios destacan la
influencia del lenguaje (no ni escrito) en la elección
57
del término de la y luego de San Pabl0 •
Prácticamente, es lo mismo que ocurre en la evolución de los
términos amorosos (la tríada "amor-dilectio-caritasí'í en la .literatura
latina, bajo la influencia de San . En el Santo obispo de "De donde se concluye que no debemos tener miedo a emplear
Hipona podemos encontrar una solución a la unidad el nombre de amor ni dé esta postura nos debe cambiar nin~una
del dinamismo amoroso. Lo hace a de la del amor objeción que intente introducir en esta cuestión una duda."
humano, que llega a aplicar al mismo la
En esta misma línea se sitúa Santo que supone afirmación todavía tiene un valor mayor por el contexto en
un cambio a la doctrina anterior'". ~.! ~e~!1 ~~.~\~.!.i~s)9~.fe:E~~~,ia se expresa que no es otro sino la de la distinción
14'.11,-,a1 entre "amare" y "diligere" que Santo Tomás comenta a partir
argumentation and reasonings and the refutation of errors. The theologian continues this work, terminología del que la expresa por el par "E'pwc;"-
making use of every human science, according to St. Thomas, Holy Scripture, sacred doctrine, "-:'''-:.'~'A''','J

revealed science, and theology are one and are not distinguished, Holy Scripture and Este hecho no es una afirmación de un análisis somero
theology are organically tied together and can never be "
Para la continuidad entre la concepción del amor de la Escritura -en especial la aY<X1Tl1 de tomista en este se dos
San Pablo- y la del Aquinate: cfr. J.W. RiI,.USCH, Agape A Comparaison between Sto fundamentales de su sobre el amor:
Paul and Sto Thomas, Officium Libri Catholici (Romae 1958); P. FORESI, L'Agape in San Paolo e
la carita in San Tommaso d'Aquino. Saggio di un confronto tra la teologia biblica e la teologia
speculativa, Pontificia Universitá Lateranense (Roma 1964). 404 -424.
57 Cfr. A. CERESA-GASTALDO, ArAIlH nei documenti anteriori al Nuovo Testamento, en Cfr. JII Sent., d. 27, q. 2, a. 1: que distingue "caritas" de: "eoncupiscentia" "amor"
"Aegyptus. Rivista Italiana di Egittologia e di Papirologia" 31 (1951) 269: "le ultime scoperte "benevolentia", "concordia", "beneficentia", "pax" y "amicitia"; para ello utiliza tambien ~l término
papirologiche sembrano attestare sicuramente la presenza di essa non soltanto neIl'ambiente . cfr. LDN, c. 4, lec. 9 (nn. 402. 419 -424); l-JI, q. 26, a. 3: distingue: "amor", "dilectio"
giudaico-cristiano, ma in tutto l'ambito deIla KOLVl1 popolare". Cfr. Apéndice l: La tradición y "amicitia"; otras: JIO, C. 21, lec. 3 (n. 2622); Il-IJ, q. 27, a. 2. '
cristiana del amor, p. 553. c.4, lee. 9 (n. 419): "Unde concluditur quod non debemus timere uti nomine amoris nec
58 Cfr. H. PÉTRÉ, CARiTAS. Étude sur le vocabulaire latín de la charité chrétienne, Spicilegium "debet nos r~vocare aliqua obiectio, super hoc dubitationem ingerere intendens."; cfr. lb. (n.
Saerum Lovaniense (Louvain 1948) 91: "La position d'Augustine peut done se résumer ainsi: s'il ostendit quid sibi super hoc videatur: et dieit quod sibi videtur quod conditores sacrae
existe une tradition en vertu de laquelle les mots amare et amor sont suspects et regardés comme Scripturae con;muniter et indifferente; utuntur nOI,?i~e dilectio~is et amoris." Se ve la primacía que
impropres a exprimer une notion moral e et religieuse, Augustin, lui, ne partage pas cette suspicion; Tomas a las fuentes escnturtstrcas y patnsticas, a parur de las cuales llega a la conclusión
il tient au contraire a identifier amor et dilection ou caritas." .Por eso ~ISr:n0 coneIuye:. ib. (n. 424): "Qui recte audiunt divina hoc sancitur, quod in
59 Cfr. S. AUGUSTINUS, De Trinitate, 8, 7, 10 (CCSL 50, 284): "Quapropter non est praecipue vrrtute et significatione accipitura sanctis theologís nomen dilecionis et amoris." Es esta
uidendum in hac quaestione quae de trinitate nobis est et de cognoscendo deo nisi quid sit uera la que le lleva a decír en un sentido espiritual: I, q. 26, a. 3, ad 3: "divinius est amor quam
cfr. ibid., S.C.
dilectio, immo uero quid sit dilectio."
60 Confirman la influencia agustiniana en la doctrina del amor de Santo Tomás: J.J. CAIN, Self
M. SO-IlAVONE, Neoplatonismo e Cristianesimo nello Pseudo Dionigi, Masoreti Editore
Love and Self Donation. A Study in Aquinas' Concept ofSelf-Love, Priest of the Saer~d Heart 1963) 88 s.: "Anche il Corderio nella sua dignitosa versione rende, infatti, puntualmente la
Corners, Wisconsin 1976) 11 -25; centrándose en el tema de la amistad: C.L GONZALEZ, oIstinzione. con 11 voeabolo amor (Épúl<;) e il vocabolo dilectio (aY<X1Tr¡). Da parte nostra osserviamo
y Salvación. La Redención como Obra de la Amistad de Cristo en Santo Tomás de pnmo term.m~, come appare. nel passo 705 b10-708 b7, e usato prevalentemente nel
Pontificia Universitas Gregoriana (México 1982) 44 -47; P.J. WADELL, Friendship and the significato di ~ropneta essenziale a DIO come persona, in quanto il Bene cioé, e amante, soggetto e
Life, University ofNotre Dame Press (Notre Dame, Indiana 1989) 97 -104. dí amore; il secondo terr:rine, invece, designa l'Uno come oggetto della aspirazione
Destaca la originalidad de Santo Tomás respecto a sus A. STEV AUX, La tel<~ol'ogieae.causa finale del fimto, ossia come amato o oggetto d'amore, piuttosto che come amante
doctrine de la charité dans les Commentaries des "Sentences" de Sto Bonaventure et Sto di amore..:. Certamente e fuori di dubbio che si tratta di una distinzione prevalente ma
Thomas, en ETL 24 (1948) 59 -97. Todo ello en medio de la controversia con Pedro Lombardo que non rigida, tale, quindi, da amettere sovente un uso dei due vocaboli come sinonimi."
identificaba "caritas" con el Espíritu Santo, sin dar lugar en la earidad al amor específicamente Un análisis de la terminología del Aquinate en este punto resulta revelador. Lo realizaremos a
humano: cfr. F. ZIGON, Der Begriff der Caritas beim Lombarden, und der hl. Thomas, en DTF 4 de: R. BUSA, lndex Thomisticus. Sancti Thomae Aquinatis operum omnium indices et
Amor es nombre de persona Introducción 31
30

1°) Sobre todo, que hemos de centramos en esta unidad, anterior a toda división,
de una radical nelces:ari,a para comprender el por de las mismas Es
es que expresar esta en cuanto importante este método porque sólo así se responde a
por sí mismo abarca toda la común experiencia humana de la cual no la experiencia del amor:
se quiere separar nuestro Doctor.
"El amor tiende a ir más allá de estas distinciones, e incluso las
2°) El de
soporta con dificultad. Sin embargo al desarrollarse, el mismo
es amor encuentra cauce según estas diversas orientaciones será
con más o me~~s apasi~nado, más o menos imaginativo, ~ás o
Por todo ello, podemos constatar que menos espiritual, EXIgiendo la unidad total se desarrolla en la
en toda una de diversidad. ,,67 '

1.2.1. LA DIFERENCIA DE LAS


Hemos presentado dos tradiciones distintas: una, la concepción
que la experiencia del amor; otra, la nostura
concordantiae, Frommam Holzloog (Stuttgart 1980). En Santo Tomás la palabra AMOR se
encuentra 3597 veces (cfr. o.c., seco 1, IV, Singillata distributio lemmatum, 71); la palabra moderna que el amor desde una oposición . La
DlLECTlO, en cambio, 1904 veces 351), mientras CARITAS se encuentra nada menos que entre ambas no es sino que afecta al mismo
7056 veces el verbo se halla citado 2368 veces (ibid., 70), mientras que el verbo modo de acercarse a la realidad del amor.
DlUGO veces 353).
De estos datos se ante todo una conclusión, la diferencia terminológica que aparece en El el tema del amor desde una oposición inicial tiene
el Aquinate estriba en uso de "caritas" como un término teológico. La diferencia una consecuencia directa de gran supone presentar
tan grande (más que los otros dos se atenúa un poco añadimos el término AMICITIA, al ante la una entre los tipos del amor. Esto
cual vincula directamente la santo Tomás que se encuentra 1429 veces (ibid., Esto nos
conduce a pensar que Santo Tomás con su terminología destaca ante todo el aspecto del que el amor mismo sería el de una que se
amor y la importancia de la relación natural-sobrenatural, más que en lo que corresponde a tipos tomaría fundamental'". La conclusión moral sería entonces ésta: el
de amor. va.lor.n:oral no procedería de la verdad del amor, sino de un
En este el de "amor" sobre "dilectio", casi el doble, refleja por una parte su
mayor de otra, la intención del Santo de destacar la unidad de dinamismo pn~cIplO que. el amor. El amor, ya no
entre la naturaleza y El de "diligere" frente a "amare" se explica sena el motor y la medida de la elección.
fácilmente si consideramos que el término no tiene un verbo correlativo al mismo.
Se podría esta unidad en el empleo entre "dilectio" y "amor" es debida a que la
diferencia entre de amores se establece en Santo Tomás no entre esos dos términos, sino amor, en el que se explica esta conclusión de un modo más razonado.
entre el "amor el "amor , la contestación parece bastante clara: I-IJ, q.
67 M.-D. PHIL1PP~, Love obstacle or privileged means encountering Another?, en
26, a. 4, ad l: "amor non et concupiscentiam sed per amorem amicitiae et
"Ana:ecta Husserliana" 6 Dice la frase tras presentar el amor de:
concupiscentiae". Existe una en el amor se diferencia en dos tipos que no permanecen Aristóteles, Agustín y
inconmensurables entre si. Además a la "amor amicitiae" (se encuentra hasta 47 veces; 8
veces como "dilectio amicitiae", de éstas veces sólo 22 de ellas están en relación directa a la 68 Como ya hemos visto en el caso paradigmático su rechazo a priori de toda
expresión "amor concupiscentiae") se le ha de añadir la expresión "amor caritatis'' que se encuentra coordinación entre los dos tipos de amor luterano, y la defensa de la
también frecuentemente en Santo Tomás de Es decir, se vuelve a repetir la insistencia en doctrina luterana se convierte en él en un Cfr. D. DIETZ, The Christian
el par caridad-amistad por encima de otra Meaning of Lave. A Study of the Pontificia Universitas S. Thomae de
Urbe (San Antonio, Texas 1976) 29: pastoral. ... He wants to revitalize religion
65 Es la misma opinión que la de: PJ. WADELL, Friends ofGod Virtues and Gifts in Aquinas,
m Sweden, particularly m the Lutheran Church. He thinks this can only be achieved by
Peter Lang York 1991) 1: "1 want to show how focusing on Aquinas's definition of charity as
rediscovering God's agape as preached by Luther in religion and ethics."
friendship with God offers a better understanding of his treatises on the passions, the virtues, and the
Gifts Spirit." 69. Cfr. R.O. JOHANN,. o:c., 48: "The question is not: Which must we choose, eros or agape?
but: How are these two distinct aspects of love, goodness and finality integrated?"
66 Para un desarrollo más detallado de toda esta parte: cfr. Apéndice I: la tradición cristiana del
32 Amor es nombre de persona Introducción 33

esta se ver la que existe en


el modo de enfrentarse ante la moral. O esta primera
experiencia es el amor, en el que está implicado el mismo sujeto que de pensamiento presentan
actúa, o por contra, es una decisión de conciencia, en la el aie,atoJrieciad de sus definiciones
contenido de la acción exterior al sujeto". provenir en gran medida
El como fundamental una elección se busca justificar sin
siempre ha la sospecha de que, en el fondo, lo que hace es
proyectar un elemento moral como fundamento de toda la el hecho de la consideración inicial
(j()sa~;~~~e~~~~roF~~~~~~tfo~~~¡t~a~s]~ertamb~:~~~~~f~e~[~I!;bª~~!'~'~~~~
construcción ética y, en consecuencia, fundar la en sí misma.
Si en la que está en la base de este
qíIel'í de la ~
hemos de decir que, dentro de la de las porque supone interpretarle desde una tradición distinta de la
culturas parece claro que se trata de un problema del
pensamiento occidental". y la a modo de oposición de
amores, parece ser un que surge a del
racionalismo moderno, con todos sus antecedentes" EL ACERCAMIENTO A SANTO
De hecho, en la de la Teología la oposición entre los Estas iniciales no son inútiles, En los mismos
dos amores, aparece en un tras la racionalista estudios podemos encontrar corroboran la
de la con la entre y Bossuet de este dualista en el amor. De los
sobre el amor puro, que obligó a una de la Santa Sede estudios tomistas abordan el tema del amor desde las
que, por su carácter no el problema teórico" coordenadas de la famosa cuestión del "amor puro,,75,

70 Es la diferencia que presenta: G. ABBA, Quale impostazione per la filosofia morale?, Las del pensamiento moderno, EUNSA (Pamplona 1989); como constata en el ámbito
(Roma 1996) 10 -20. Para ver la diferencia entre una concepción fundada en el amor y otra en la católico: F.J. CONNELL, Unselfish lave ofGod, en AER 113/2 (1945) 59.
conciencia: cfr. 1.1. PÉREZ-SOBA DIEZ DEL CORRAL, Conciencia y amor. JF. Keenan: Un al "eros" existen posturas opuestas: cfr. M.e. D'ARCY, The Mind and Heart 01 Love.
Intento de Diálogo moral con santo Tomás. en "Anthropotes" 9 (1995) 232: "La doctrina moral de Unicorn a Study. in Eros and Agape, Faber & Faber Lim. (London 1954) 327: "Nygren,
Santo Tomás no puede reducirse a un modelo moral fundado exclusivamente en una explicación de
presents us [erosJ with self lov~ and its most powerful instrument, the human reason; de
la conciencia, pues para el Angélico no es la primera experiencia moral." Rougemont pre~ents us with a rornanuc and ecstatic lave, which is either irrational or ill at ease at
71 Cfr. D. DE ROUGEMONT, Les mythes de l'amour, Gallimard (Paris 1961) 11: "Éros, qui était clairns upon of reason. One lave takes and possesses; the other lave likes to be beside
un dieu per les Anciens, est un probleme pour les Modernes. Le dieu était ailé, charmant et One 1S masculine, the other is feminine." Cfr. el "Agape" de Nygrcn y de: G.
secondaire; le probleme est sérieux, complexe et encombrant." 1]\',"" ,qgúrpe. An Ethical A~alysls, Va.le University Press (New Haven-London 1972) 9: "Agape

72 Uno de ellos parece ser claramente Lutero: Cfr. 1. MARlTAIN, Trois réformateurs. Luther - neighbor Wh1Ch 111 crucial respects is independent and unalterable." En cuanto a la
Descartes -Rousseau, en Jacques et Raissa Maritain. (Euvres Completes, 1II, Éd. Universitaires amor en general: cfr. 1. SINGER, The nature of love, The University of Chicago Press 3
Fribourg Suisse-Éd. Saint-Paul Paris (Fribourg-Paris 1984) 446: "Ce qui frappe, tout d'abord, dans vv,. \ '-"H""gU 1984 -1987). '
la physionomie de Luther, e'est l'égocentrlsme: quelque chose de beaucoup plus profond et Así: M.TH. COCONNIER, con su tríada de estudios: La charité d'aprés saint Thomas d'Aquin
beaucoup plus grave que l'égotsme; un égoisme métaphysique." Sólo a partir de esa idea de un d'une boutade de Bossuet, en RT 12 (1904) 641 -660; Ce qu'est la charité d'aprés saln~
egocentrismo fisico es posible presentar como opuesto el amor natural y el amor de Dios. en R~ .14 (1906) 5 "30; Ce qu'est l'amour, en RT 15 (1907) I -17; es el primer intento del
73 Cfr. fNNOCENT1US XII, Breve Cum alias ad apostolatus, del 12 de Marzo de 1699 (DS 235 I sistemanco de la, cuestión que in~uirá en los siguientes; cfr. S. HARENT, A propos de
-2374). Esta discusión ya tiene precedentes históricos: cfr. H. BRÉMOND, La querelle du pur La question de I amour pur, en "Etudes'' 127 [a. 48J (19 11) 178 - I96; 349 -363; 480 -550'
amour au temps de Louis XlII: Antoine Sirmond e J-P. Camus, Blond et Caid (Paris 1932); lDEM, T.M. CHARLAND, NI Bossuet, ni Fénelon mais s. Thomas en "Revue Dominicaine" 39
~~~ ,
Historie liuéraire du sentiment religieux en France, VIII: La métaphysique des Saints, Blond et
. es usada especialmente por: R. GARRIGOU-LAGRANGE, Leprobléme de l'amour
Caid (Paris 1928).
A pesar de la condena pontificia, Fenelón ha tenido una influencia posterior importante, incluso la solution de Saint Thomas, CI!.; lDEM, L 'amour pur et les principes de saint Thomas, en VS
en nuestro tiempo: cfr. M.E. BULNE, Amor y reflexión. La teoria del amor puro de Fénelon en el 229 -264; De amore puro secundum Sancti Thomae principia, en Ang 7 (1930) 3 -16. Santo
34 Amor es nombre Introducción 35

1.2.2.1. Rousselot
más de este momento es
de las doctrinas medievales del
propuesta, que supone no
, parece proyectar esta
oposición que a denominarse el "problema del amor", en su
formulación moderna como una constante a lo de la historia. entre
estos en quieren mostrar que la
posición de Santo Tomás supera estas dicotomías, a veces, parece que y
sus soluciones buscan una coordinación de los amores o conciliación
de los mismos más que encontrar la raíz profunda de su unidad". Tras tomista veíamos la vinculación estrecha
estas se ve el intento de justificar moralmente el amor canuao": amor natural y amor de amistad. Ambas
mediante la apelación a su es buscar una
79 Esta sospecha ha sido denunciada especialmente por: D. VON HILDEBRAND, The Heart. An
Analysis of Human and Divine Franciscan Herald Press (Chicago 1977) 25: "111e
affective sphere, and the heart as its center, been more or less a cloud on the enter course ofthe
history of philosophy." Incluye en esta exclusión a Santo Tomás. En cuanto a la división que se
establece en el pensamiento moderno entre "amor" y "pureza" a partir del siglo de las luces y sus
consecuencias dualísticas: cfr. A. ADAM, The Primacy of Lave. A study of the place of sexual
morality in the moral code, The Newman Press (Westminster, Maryland 1958).
80 Cfr. 1. SINGER, O.c., 1, 312: "1 have analyzed four of Christian love: eros, philia,
nomos, and In doing so, 1 have abstracted elernents a totality. For the medieval
Christian, love made an whole, But in of Wordworth, we need no!
en murder to dissect. Having with now relevant synthesis. We do this
dem by putting the elements again, in relations to one another. None ofthe terms
MF 50 1 have used is ro describe the medieval synthesis." Para el caso de Santo Tomás: cfr. 1.
Tomás. McENVOY, attirance et amour chez S. Thomas en RPL 91 (1993) 384: "l'Aquinate
(Roma 1956). a établi un líen entre l'amor et Yamiciiia, puis entre et la caritas, de maniere a relier l'amor
Pero la obra es la contestación que le ofrece: L.-B. GEIGER, Le probléme de l'amour et la caritas par la médiation de Yamiciiia, résolvant ainsi d'une maniere original e la difficulté de
chez Saint Conférence Albert-le-Grand, Inst. d'Études Médiévales - Vrin mettre directement en rapport l'amor et la caritas."
(Montréal-Paris 1952); J.-H. NICOLAS, Amour de soi, amour de Dieu, amour des autres, en 81 Así define la concepción "extática'': P. ROUSSELOT, a.c., 56: "Si pourtant l'on voulait, -ce que
RT 56 (1956) 5 -42. nos médiévaux n'ont jamais fait, - mettre en relief le principe qui la domine, le meilleur parti a
78 El caso más es: M.e. D'ARCY, The Mind and Heart of Love. prendre serait sans doute de la caractériser par la prédominance de l'idée de personne sur l'idée de
Lion and Unicorn a Faber & Faber Lim. (London 1954), que plantea un nature. C'est paree que I'arnour est purement concu comme tendant a une personne
análisis de las distintas del amor esa perspectiva, con un fondo tomista. El dualismo qu'il est concu cornme extatique, cornme violentant les inclinations cornme ignorant les
se revela más claramente en el título de su traducción francesa: La Double Nature de l'Amour, distances naturelles, cornme une pure affaire de liberté." El modo de presentar los términos sigue
Trads. É. Pin J. Mambrino, Aubier (Paris 1948). Un comentario sobre él en: M. SIGUAN, El tema siendo de oposición: cfr. 58: "Dans la conception physique, l'unité est la raison d'étre et l'idéal de
del amor y libras recientes, en "Revista de Filosofía" 8 (1949) 299 -304. No pretendemos l'amour, cornme elle est sa 1Ien est bien autrement dans la conception extatique: la ou
criticar su metodología para ello muy distinta de la de nuestra investigación, sino mostrar que tal tout au moins la dualité, y est présentée cornme un élément essentiel et nécessaire du arnour."
análisis no tiene un fundamento riguroso en el tomismo. Para las distintas en tomo a este Es precisamente la oposición ideológica la le impide entender el amor como una polaridad
tema: cfr. G. STEVENS, The Disinterested Love afGod According to Saint and some ofhis unidad-diferencia tal como nos la presentaban personalistas. En nuestro caso, aunque aceptemos
Modern Interpreters, Pontificium Institutum "Angelicum" de Urbe (Baltimore 1953) 1 -27 el su presentación del plexo natura-persona dentro de la estructura del amor, nos alejaremos de su
mismo título en: Thom 16 307 497 -541); T.M. DEFERRARI, The of interpretación.
Self A Theological Discussion, The Catholic University 82 Ha destacado la imporancia de este en Santo Tomás especialmente: H. DE LUBAC,
of America Press D.e. 1962) 55 -117. Surnaturel. Études historiques, Aubier 1946) 250: "D'un coté, ce qui découle de la nature
36 Amor es nombre de persona Introducción 37

relaciones se mediante la relación naturaleza-


persona'". Esta segunda división sí encuentra un eco en la concepción u~:""""OJ. En para Rousselot, no habría
tomista en especial por el par "amor amicitiae'-r amor consideración de un amor verdaderamente interpersonal.
concupiscentiae''í", En ella se puede descubrir la unidad profunda de pues aclarar esta objeción desde la
la diversidad de amores. Parece ser un camino válido para realizar la
pregunta a la doctrina del amor en Santo Tomás.
.I..k."""" La exégesis tomista
Este marco de además, está en relación directa con el
objeto de nuestro estudio. de Santo Tomás el máximo tomista posterior a Rousselot tiene en cuenta la
de la para conocer el verdadero del
reserva la nrovectar, sin un análisis los problemas modernos
del Así lo expresan en
telle que Dieu l'a faite en ehaque etre; de l'autre, le fruit d'une activité volontaire, qui est nivel de la relación en que nos
essentiellement libre et qui consiste d'abord dans une option. D'une part, un motus naturalis,
nécessaire et inamissible, qui subsiste jusque le damné; d'autre parto dépassant la nature, un amor
gratuitus, seul rnéritoire, paree qu'en lui seul s'acheve la moralité." Este modo de definición está en "Se ha insistido más de lo razonable sobre este último punto, y
estrecha relación con el par persona-naturaleza. Cfr. M.R. GAGNEBET, L'amour naturel de Dieu
chez saint Thomas et ses contemporains, en RT 48 (1948) 394 -446; 49 (1949) 31 -102. Tras De
exagerado por eso mismo la dificultad de unir, en el tomismo,
"1
eI amor de concuprscencia y e amor de amista
. d ,,,86
Lubac han estudiado el tema expresamente en Santo Tomás: V.M. CAPDEV1LA 1 MONTANER,
El amor natural en su relación con la caridad según la doctrina de Santo Tomás, Pontificia
Universitas Gregoriana (Gerona 1964); L. CACCIABUE, La carita soprannaturale come amicizia Pero un repaso de los títulos de los estudios
con Dio, Morcelliana (Brixiae 1972). acerca de la estructura del amor nos muestra dos bloques
83 El primero que realiza esl:; distinción, estudiando a Ricardo de San Víctor pero apelando a
Santo Tomás, es: TH. DE REGNON, Etudes de théologie positive sur la Sainie Trinité, 11:
diferenciados, desde la división anterior:
Deuxiéme série. Théories scolastiques, Victor Retaux et Fils (Paris 1892) 291 -305; cfr. ib., 298: - unos estudian la relación amor natural del hombre-amor de
"On peut arriver á la méme conclusion par I'analyse qui nous a servi autrefois il distinguer dans un Dios sobre todas las cosas"; y hacen del amor a sí mismo la
méme sujet la nature et la personne." En esta obra se refiere también expresamente a Fenelón y explicación de todo amor por el orden de la naturaleza":
Bossuet: ib., 304 S. Lo cita el mismo Rousselot, O.C., 56; aunque luego su aplicación, en lo referente
a Santo Tomás sea muy diversa. En cambio sigue a Régnon en su explicación: P. DESCOQS,
Institutiones Metaphysicce Generalis, 1: lntroductio et Metaphysica de ente in communi,
Beauchesne (Paris 1925) 389 -404. 85 Cfr. P. ROUSSELOT, a.c., 58 -61; en el apartado que titula: "Dualité de I'aimant el de l'aimé."
Partiendo de un principio más filosófico y relacionándolo con el par esencia-existencia 86 M.-D. ROLAND-GOSSELlN, Le désir du bonheur et l'existence de Dieu, en RSPT 13 (1924)
encontramos la polaridad anterior en: H. GUTHRIE, Introduction au probléme de l'histoire de la 165.
philosophie. La métaphysique de i'indtviduolité a priori de la pensée, Félix Alean (Paris 1937); cfr. 87 Cfr. CH.-V. HÉRIS, L'amour naturel de Dieu d'aprés saint Thomas, en Melanges Thomistes,
ibid., 271: "Le fait que le póle essentiel - l'instrumcnt humain qui manie la vérité- est limité par un Kain (Le Saulehoir 1923) 289 -310; J.E. O'MAHONY, The Desire ofGod in the Philosophy ofSt.
horizon fini qui l'obligue constamment se porter vers le póle existentielle (instrument qui manie le
á
Thomas Aquinas, Cork University Press (Cork 1929); G.J. GUSTAFSON, The Theory 01 Natural
bien), afin de comprendre la valeur transsubjective de l'objet en considération, semble suggérer Appetency in the Philosophy ofSt. Thomas, Tbe Catholic University of America Press (Washington,
clairement la valeur subordonnée de la vérité par rapport au bien." D.C. 1944); RJ. DIGGS, Lave and Being. An Investigation into the Metaphysics of Sto Thomas
M.C. D'ARCY presenta la síntesis de su propia visión del amor mediante estas claves: cfr. The Aquinas, S.F. Vanni (New York 1947); R.R. McGINNN1S, The Wisdom 01 Love. A Study in the
Mind and Heart ofLove, cit., 257 -281. Cfr. ib., 274: "These terms, animus and anima, when all due Psycho-Metaphysics of Love according to the Principies of Sto Thomas, Officium Libri Catholici
qualification has been made, are not inappropiate to essence and existence as understood Guthrie." (Romae 1951); M.J. FARAON, The Metaphysical and Psychological Principies of Lave, Brown
Aunque el estudio más cuidadoso del tema está en: A. MALET, Personne et amour dans la Company (Dubuque, Iowa 1952); TOMÁS DE LA CRUZ, El amor y su fundamento c;ntológico
théologie trinitaire de saint Thomas d'Aquin, Vrin (Paris 1956). según Santo Tomás, Pontificum Institutum "Angelicum" de Urbe (Rome 1956); J.M. SANCHEZ-
Las referencias son muy numerosas: cfr. 11Sent., d. 3, q. 4, a. 1: 111 Sent., d. 28, q. un., a. 2; d. 29,
84 RUÍZ, El amor en el tomismo. Ensayo sobre la metafisica tomista del amor, en Sal 22 (1960) 3 -55;
:j.un., a. 3; d. 32, q. 1, a. 2, ad 2; IV Sent., d. 49, q. 1, a. 2, qla. 1; lPL, C. 1, lec. 3 (n. 36); LDN, C. 4, J. JAVORKA, Amor a Dios sobre todas las cosas y amor a sí mismo según Santo Tomás, Pontificia
lec. 9 (nn. 404 -405); lec. 10 (nn. 428 -430); 1, q. 20, a. 2, ad 2; q. 60, a. 3; a. 5; Qd 1, q. 4, a. 3; 1-11, q. Universitas Gregoriana (Buenos Aires 1964).
2, a. 7, ad 2; q. 26, a. 4 y ad 1; ad 3; q. 28, a. 1, ad 2; a. 2; a. 3; a. 4; q. 66, a. 6, ad 2; DS, q. un., a. 3; 88 Cfr. R. VÚLK.L, Die Selbstliebe in der Heiligen Schrift und bei Thomas von Aquin, Karl Zink
Ilt), C. 15, lec. 4 (n. 2036); DM, q. 1, a. 5 y ad 3; 11-11, q. 17, a. 8; q. 23, a. 1; q. 26, a. 3, ad 3. Verlag (München 1956); J.-H. NICOLAS, Amour de soi, amour de Dieu, amour des autres, en RT
Amor es nombre Introducción 39
38 oenersn'no

en cambio, del amor de amistad como el amor nemas. El silencio que ambas corrientes tienen acerca del amor al
, Y hablan directamente de la 90caridad como único amor claramente el papel secundario que se le asigna".
verdadero, por ser un amor entre personas . Estos estudios, los que tratan de la que
La conclusión que se de este hecho es la limitación en las obras sistemáticas, en la "Summa
de perspectiva con que se el tema del amor. En el fondo se otros textos'". Y a veces sobre la
elige "a priori" un modelo de amor como principio de de del amor elementos contenidos en la Summa debido a la
es1tructllra interna de la "quaestio" por razones de la misma
flatur(ll{~za del amor". .
56 (1956) 5 -42; IDEM, De l'amour de soi a l'amour de Dieu, en NV 32 34 -45; lJ. CAIN, a este modo - a veces excesivamente
Se!! Love and Se!! Donation, cit., (1976); L. BOGT.TOLO, Antropologia l: L 'uomo e il abstraCl:O - hay que volver al de la auténtica tradición en la
suo agire, Pontificia Universitá Lateranense -Cittá Nuova Editrice (Roma IDEM, L' 'amor
sui' della morale, en Sapz 28 (1975) 263 -287; R. DE sui. Sens et el pensamiento de Santo Tomás. Además, en el tema
Functions l'amour de soi dans de Thomas d'Aquin, Université de Fribourg en Suisse, reconocer que la mayor renovación dentro de los
Imprimerie du Belvédere (Geneve LERTORA, "L'amore di se stesso". Riflessioni morali e esmeros tomistas del amor ha venido de la investigación propiamente
pastorali, Pont. Universitas S. Thomae Urbe (Romae 1989).
Mientras los estudios anteriores suelen la idea de
89 Cfr. R. EGENTER, cit., (1928); B. HEIM, Die nach Thomas
Institutum Internationale zu Rom (Rom la obra aoctnna uniforme en las obras de santo Tomás sobre el
con: P. PHlLlPPE, Le rále de l'amitié la vie chrétienne selon Saint Thomas muestran una evolución de su en el tema
Pontificium Institutum de Urbe (Rome C.H. MIRON, The Problem of
Altruism in the Thomas, The University of America Press
(Washington 1939); Genése de la théorie thomiste de l'amour, en RT 46 (1946)
322 -329; IDEM, A la théorie thomiste de I'amitié. "Fundatur super aliqua
"Así que se puede en un sentido pero real,
communicatione" 25 1 -17; BAUDOIN DE LA TRINITÉ, Nature una cierta evolución del de santo Tomás en lo
de l'amitié selon Internationale O.C.D. de Urbe (Romas 1960); 1. tocante a la doctrina del amor. Esta evolución no nos debe
FRANClNl, "VlVERE " KOlvúJv[a; " aristotelica nella della
carita S. Tommaso, Teresianum (Romae Cf,
Ge)NZÁLEZ, Amistad y Salvación. La Redención como de la Amistad de Cristo en
Tomás de Aquino, cit., Una valoración de los autores más se halla en: J.
BOBIK, on 'communicatio' the Foundation en MS 64 (1986 - Entre todos los títulos enunciados sólo uno lo afirma explícitamente y en último lugar. Se
87) 1 -18. encontramos los dos libros de: Friendship and the Moral Life, encontrar una magnífica de las distintas perspectivas en torno a este tema dentro los
cit., (1989); Friends of God. Virtues and Gifts in Aquinas, cit., (1991). tomísticos en: Todo acto de amor al necesariamente el
90 Aunque T. COCONNIER, o.c., ya trataba directamente el amor desde el tema de la caridad el Investigacion crítica del pensamiento de Sto. la caridad, en Greg 55
primer estudio más representativo es el de: 1. KELLER, De virtute caritatis ut amicitia
divina, en Xenia Thomistica, Il, Poliglotis Vaticanis (Romae 1925) 233 -276;
en una adaptación al con: B. LAVAUD, La charité comme amitié
en RT 34 (1939) 445 -475. Cfr. también: H.-D. NOBLE, L'amitié avec Dieu.
vie spirituelle d'apres Saint Thomas Desclée de Brouwer (Lille-Paris-Bruges 01 God and the Sons of
toda una serie de artículos: IDEM, La les ennemis Dieu et tne Scrtpture Commentaries
ennemis, en VS 18 [a. (1928) 161 -170; L'ordre de la charité, en 312 i nornas. nqusnas, r ouu ucra Universitas Gregoriana 1974) "In this process of
préférences de notre en l.c., 416 -430; Miséricordie et en I.c., 551 -561; M.- comparing Thomas's works, one important conclusion which quickly emerged was that, far from the
D. PHILlPPE, Le mystére de l'amitié divine, (Paris V.M. CAPDEVILA 1 systematic work which is his Summa being an informativo control and
MONTANER, El amor natural en su relación con caridad según la de Santo Tomás, occasionally an interpreter with regard to the it is most frequently the
cit. L. CACCIABUE, La carita come amicizia con Dio, cit., Bruno- Cómmentaries which throw light on the Summa:"
M. Essai sur la dans l'amour de charité, Pontificia S.
refiriendo sobre todo: 1° al hecho de separar el amor como pasión (I-JI, qq. 26 -28) del
Thomae de Urbe (Bononiae A estos títulos que tratan más directamente de la estructura del
caridad (Il-Il, qq. 23 -27); y 2° de deducir la naturaleza del amor del "ordo caritatis" de
amor, habría que añadir los diversos tratados sobre la caridad.
26 (cfr. JIl Sent., d. 29) del cual los partidarios de la primada del amor a sí mísmo quieren
El estudio intenta relacionar ambas posturas es: T.M. DEFERRARI, The Problem of
argumento decisivo para su teoría. Estos temas serán desarrollados posteriormente.
Charityfor Self, cit.,
40 Amor es nombre de persona

sorprender porque en este punto particular Santo Tomás se


muestra un innovador. ,,94

Esto quiere decir que admitir la originalidad de Santo Tomás en Canítulo 1


el tema del amor -algo obvio- es precisamente el dato que puede
explicar su evolución. El Angélico, testigo de toda una tradición,
desarrolla siempre un pensamiento muy global; por ello, la aparición
de un elemento nuevo le lleva a repensar muchas de sus afirmaciones.
Investigar el de su doctrina sobre el amor nos ayudará a
determinar la idea fundamental de! Doctor Angélico. Encontramos de
este modo un método para introducimos en e! "in fieri" del
de Santo pues podremos comprobar la
importancia que en su doctrina del amor alcanzar la
interpersonalidad. Con ello seguimos los presupuestos metodológicos
- l
que ya sena amosIen e d . 95 .
aparta o antenor Comenzamos ahora nuestra tarea investigación
en la doctrina del Santo al cual hemos de la

94 H.-D. SIMONIN, Autour de la solution thomiste du probléme de l'amour, en AHLDM 6 (1931)


178. Éste artículo marca un nuevo modo de acercamiento al tema del amor en Santo Tomás. Le
sigue especialmente: V. FERRARl, L'amore nella vita umana secondo l'Aquinate, en Sapz 6 (1953)
63 -71; 197 -206; 408 -424; lDEM, L'amore radice del bene e del male secondo S. Tommaso,
Pontificium Institutum "Angelicum" de Urbe (Roma 1961). Tienen una especial importancia en el
campo histórico las siguientes obras: L.-B. GILLON, L'argument du tout et de la partie aprés S.
Thomas d'Aquin, en Ang 28 (1951) 205 -223; 346 -362; L. BOGLlOLO, La Metafisica tomista
dell'amor di Dio. "Luce intel/ettual plena d'amore", en Sal 15 (1953) 613 -630; A. ILlEN, Wesen
und Funktion der Liebe im Denken des Thomas von Aquin, Freiburger Theologische Studien,
Herder (Freiburg im Breisgau 1975).
Para la evolución del pensamiento de Santo Tomás en el campo moral hay que destacar la obra:
G. ABBÁ, Lex et virtus. Studi sull'evoluzione del/a dottrina morale di san Tommaso d'Aquino, Las
(Roma 1983). als der Liebe, cit., 22: "Dort, wo
95 Vid. supra, p.24s. Es el método más actual de exégesis tomista: efr. C. FABRO, San Tommaso in der Summa zum ersten Male van spricht, zwar van Liebe als amor, nicht
davanti al pensiero moderno, en Le ragioni del Tomismo. Dopo il centenario dell'enciclica "Aeterni als caritas, bei der Frage namlich, ob in Gott Liebe sei (l, q. 20, a. 1), bringt er jene
Patris", Ed. Ares (Milano 1979) 87: "Soltanto lettori estremamente sensibili e attenti possono Definition, die a!len weiteren zugrunde legt: «lieben heiflt - jemandem Gutes
accogersi, e cosi ripiegarsi con ostinato amare sui testi nell'avanzare della vita del Dottore Angelico P.J. tras centrar la moral en la amistad, en su último libro (una
e riviverne il mirabile dramma spirituale". inÜ'odlJCción a la J-JI) ha hablar directamente de amor: lDEM, The Primacy oi Love. An
40 Amor es nombre de persona

sorprender porque en este punto particular Santo Tomás se


muestra un innovador.,,94

Esto quiere decir que admitir la originalidad de Santo Tomás en Capítulo I


el tema del amor obvio- es precisamente el dato que puede
explicar su evolución. El Angélico, testigo de toda una tradición,
desarrolla siempre un pensamiento muy global; por ello, la aparición
de un elemento nuevo le lleva a repensar muchas de sus afirmaciones.
Investigar el desarrollo de su doctrina sobre el amor nos ayudará a
determinar la fundamental del Doctor Angélico. Encontramos de
este modo un método para introducimos en el "in fieri" del
pensamiento de Santo pues podremos comprobar la
que en su doctrina del amor puede alcanzar la
interpersonalidad. Con ello seguimos los presupuestos metodológicos
que ya señalamos en el apartado anterior". Comenzamos ahora propiamente nuestra tarea de investigación
en la doctrina del Santo al cual hemos de dirigir la

1°) buscaremos la definición del amor que propiamente un


1.);
estudiaremos si tal carácter se con la
radicalidad existencial que el personalismo (1.2.).

94 H.-D. SIMON1N, Autour de la solution thomiste du probléme de l'amour, en AHLDM 6 (1931)


A de los resultados obtenido en estos dos
178. Éste artículo marca un nuevo modo de acercamiento al tema del amor en Santo Tomás. Le pasos podremos una estructuración de todo nuestro
sigue especialmente: V. FERRARI, L'amore nella vita umana secondo l'Aquinate, en 6 (1953) (1.3.).
63 -71; 197 -206; 408 -424; lDEM, L'amore radice del bene e del male secondo Partimos directamente de la experiencia del amor, para encontrar
Pontificium 1nstitutum "Angelicum" de Urbe (Roma 1961). Tienen una especial importancia en el
campo histórico las obras: L.-B. GILLON, L'argument du lout et de la partie aprés S. en ella el valor de la persona. Con eso el método de
Thomas d'Aquin, en 28 (1951) 205 -223; 346 -362; L. BOGLlOLO, La Metafisica tomista conocimiento que hemos visto en el pero creemos que,
dell'amor di Dio. "Luce intellellual piena d'amore", en SaJ 15 (1953) 613 -630; A. lLlEN, Wesen de este modo seguimos más de cerca el modo de pensar del
und Funktion der Liebe im Denken des Thomas von Aquin, Freiburger Theologisehe Studien,
Herder (Freiburg im Breisgau 1975).
Para la evolución del pensamiento de Santo Tomás en el campo moral hay que destaear la obra:
G. ABBÁ, Lex el virtus. Studi sull'evoluzione del/a dotirina morale di san Tommaso d'Aquino, Las
(Roma 1983). 96 Cfr. H.M .. CHRISTMANN, Thomas van Aquin als Theologe der Liebe, cit., 22: "Dort, wo

95 Vid. supra, p.24s. Es el método más actual de exégesis tomista: cfr. C. FABRO, San Tommaso Thomas in der Summa zum ersten Male von Liebe spricht, und zwar von Liebe als amor, nicht
davanti al pensiero moderno, en Le ragioni del TOmismo. Dopo il centenario dell'enciclica "Aeterni schon als caritas, bei der Frage námlich, ob in Gott Liebe sei (I, q. 20, a. 1), bringt er jene
Patris", Ed. Ares (Milano 1979) 87: "Soltanto 1ettori estremamente sensibili e attenti possono Definition, die er allen weiteren Überlegungen zugrunde legt: «liebcn heijlt - jemandem Gutes
accogersi, e cosi ripiegarsi con ostinato amore sui testi nell'avanzare della vita del Dottore Angelico wollen»." También P.J. Wadell, tras centrar la moral en la amistad, en su último libro (una
introducción a la f-Il) ha preferido hablar direetamente de amor: 1DEM, The Primacy 01 Love. An
e riviveme il mirabile dramma spirituale".
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 43
42 Amor es nombre de persona

al hablar del amor, este nivel de y


En el una idea clave de Santo
metafísico; de otro modo negaríamos implícitamente el fundamento de la
Tomás que hemos en todo el la unidad de Creación 100.
dinamismo en el amor. Los niveles que se proponen no se
se define el aun más
como opuestos, sino como dimensiones de un dinamismo
una con el
único.

1,1. SANTO y LA U'Cdi'lll~Jl'G.HJ1~ DEL "AMOR a la


VERDADERO" no ser una
- vinculada al
además el método antropológico del Aquinate
y procederemos de modo ascendente". Tomaremos las
que se proponen del amor las
¿cuál es el "amor verdadero "? éste un carácter

En el fondo la es la ya que el "amor verdadero",


en la tomista, tiene el mismo sentido que el amor que in mind is that in we are concerned prirnarily with
Aooetuus naturalis is to It is, therefore, analogical and
expresa la verdad del es su ser llamado itself". Para el uso de la en el amor: cfr. BJ. DIGOS, Love and
a la . Esta verdad que buscamos será la que permita Being, cit., Section J: analogy oflave", 11 -54.
integrar los distintos niveles en los que el término amor tiene un sentido 100 Cfr. J.R. MÉNDEZ, Principio de razón o 156; T.
para el hombre. Cada nivel un elemento de verdad que sólo será HORVÁru, Caritas est in ratione. Die Lehre des Thomas iiber die Einheit der und
affektiven Begnadung des Menschen, Aschendorffsche i.W. 1966)
comprensible en a la del "amor verdadero" que buscamos. 167: "Die Liebe ist nach Meinung des hl. eine «metaphysische (nicht nur eine
psychologische), insofern sie sich auf die der Formen " Una defensa de la
metafísica del amor contra sus detractores en: R.R. McGlNNIS, The ofLove, cit., 5 -7.
1.1.1. NIVEL "HABITUDO AD PERFECTUM' 101 El introducir la relación en los trascendentales ver la radicalidad de la persona: cfr. L.
POLO, Ser y comunicación, en Filosofia de la cit., 73: "La persona es la
El nivel en el que se encontrar una del profundidad misma, la radicalidad del ser considerada no en cuanto que cerrada, sino al revés,
amor es el nivel Santo Tomás tiene en cuenta las precisamente en tanto que abierta. Y, por tanto, la persona es el ser en que realmente se dan los
últimas preguntas acerca del ser de ser menos con el trascendentales relativos."
102 IR. El del Amor, en Sir 43 (1987) 387; que se puede traducir como:
amor. Nos movemos a nivel de y no
"Inclinación a lo perfecto". En Tomás no se encuentra expresamente esta fórmula; pero sí
algunas muy proximas de las cuales es la síntesis: "habitudo . l-Il, 65, a.
Introduction ofThomas Aquinas, Paulist Press (Mahwah, New Yersey 1992). 4, ad 1; "habitudo ad primum volitum": DV, 24, a. 1, ad LBH, ad
.IVSent., d. 49, 1,a.l,qla,2;DV,q. a.4,ad 1; "ad bonum'í. lc c. a.1;DM,q.2,a.
97 Cfr. H.U. vaN BALTHASAR, Horno creatus est, Morcelliana (Brescia 1991) 13: "Non c'e
ad 5; cfr. J.-H. de soi, amour de Dieu, amour des autres, cit., 14.
dubbio che Tommaso parta da! Dio creatore e dalla sua Trinitá e che lo schema della ascesa sia in
103 La "habitudo" se predica de la relación establecida por la causalidad: cfr. DV, q. 21, a. 6, s.c. 3:
luí impregnato di teologia cristiana; pero lo schema di base resta quello antico, che ha trovato la sua
forma piú pura in Plotino che in Scoto Eurigena e stato tematizzato in maniera ancora piú "creatura dicitur esse bona secundum habitudinem ad Deum in rationem causae" (cfr. DP,
approfondita): emanazione tutte le cose da Dio (emanatio totius entis a Deo) e ritorno a luí. q. 6, a. 1, ad 17); tiene su razón de ser en la "existencia" y no en la . cfr. 1, q. 44, a. 1, ad 1:
Tutta l'impostazione patristico-scolastica ha come punto di l'uomo ... e si interroga sulla "habitudo ad causam non intrat definitione entis". Es un elemento de unidad dinámica en el ente en
sua essenza, che e deducibile dalle sue privazioni e dai suoi especial de los elementos dinámicos como la forma (cfr. CG, l. 1, c. 72 619]); (cfr.DV,
q. 25, a. 1), y relacíonado con el fin de la apetencia: cfr. IJI Sent., d. 1, a. qla. 3, ad 3: "In
98 Cfr. IMT, c. 22, lec. 4 (n. CG,I. 1, c. 91 (n. IGA, c. 5, lec. 13 (n. 305); OSV, c. 14 affectu non pnecedit aliquis habitus sustinens, vel ex ipsa natura est inclinatio ad finem
(31 -34); JI-JI, q. 44, a. 7j CP, 8 (n. 1178); IR, c. 13, 2 (n. 1057). ultimum naturas proportionato."
99 Cfr. O.J. OUSTAFSON, The Theory ofNatural Appetency, cit., 68: "The first thing, then, that
44 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 45

hablando con propiedad, es la causa del amor" 104. Estamos de mismo se da o reconoce en sí mismo. este
"causa del amor" para expresar el metafisico de tal acto. entender el tomista de que ser
de naturalmente ama a Dios sobre todas las cosas, es más que a sí
evita reducirla a una causalidad formal para enmarcarla en un principio mJlSHIV, porque a la intención de Dios al crear que acaba en sí
más radical y metafísico como es el de la teoría de la participación'l". La mismo. Por ello: "no sólo el hombre o el ángel, sino cualquier criatura
semejanza, entonces, indica desde un una · mas
ama a D lOS ' que a SI,misma
. ,,109
.
la dualidad de dentro de una cierta unidad Con esta clave - a la que Tomás tras una
evolución'!" - se uno de los elementos de la

~~¡¡~~~~~~~~~~~i~;~t~~~~:~j~fE~~:i~~se:
unidad del dinamismo señalábamos. Este
necesariamente
fundamenta en una
una está llamado
medios ("ea quae sunt

cual el concepto
104 J-JJ, q. 27, a. 3: "sirnilitudo, proprie loquendo, est causa amoris". Los paralelos son numerosos: presente desde el principio, y se evita toda oposición
cfr. J Sent., d. 27, q. 2, a. 3 ad 2; III Sent., d. 27, 1, a. 1, ad 3; q. 2, a. 2, ad 1; DV, q. 22, a. 1, ad 3;
JGA, c. 6, lec. 3 (n, 364); LDN, c. 4, lec. 11 (n. J, q. 27, a. 4, ad 2; J-JI, q. 99, a. 2; JID, c. 15,
persona, porque se parte de la de la posibilidad
lec. 4 (n. 2036); LE,!. 8, lec. 1 (72. 125 -135).
105 Este punto diferencia fundamentalmente las posturas de Rousselot y Geiger; mientras el
primero defiende que el amor natural está dirigido por la ley del "todo y la . P. RüUSSELüT,
Pour l'histori« du de l'amour, cit., 15 -24; lo rechaza: L.-E. La participation natura,"; G.J. GUSTAFSüN, o.c., 80: "Natural appetites, then, do follow sorne knowledgc but not
dans la Philosophie S. Thomas d'Aquin, Vrin (Paris 1942). Ya lo señala: Jacques LECLERQ, La their own. They are under the guidance of rational control, but their apprehension is that of another."
Philosophie Morale de Saint Thomas devant la Pensée contemporaine, Presses Universitaires 109 Qd J, q. 4, a. 3: " non solum horno vel ángelus, sed quaelibet creatura plus amat Deum quam
Louvain-Vrin (Louvain-Paris 1955) 335: "la notioncontemporaine de participation parait plus seipsam",
heureuse que celle de tout et de la partie."
110 Cfr. L.-E. GILLüN, Primacla del apetito universal de Dios según Santo Tomás, en CT 63
Aclaran este punto en favor de la "similitudo": H.-D. SIMüNIN, Autour de la solution thomiste du
(1942) 338 -341, señala cómo el pensamiento de Santo Tomás tiene una evolución en este terna. Ya
¡noN""'" de l'amour, cit., 246 -270; su importancia metafísica: cfr. J.R. MÉNDEZ, El amor
lo insinúa en: JJI Sent.,d. 29, q. 1, a. 3; y la aplica a la teoría de la finalidad en: eG, 1. 3, c. 17 (n.
fundamento de la participación cit., 147 -151.
1992): "Est igitur [Deus] magis finis uniuscuiusque rei quam aliquis finis proximus"; para pasar a
106 Cfr. J Sent., d. 2, q. 1, a. 5, ex.: "Similitudo enirn significat relationem causata ex unitate las afirmaciones explícitas de: I, q. 60, a. 5; J-JJ, q. 109, a. 3; DS, q. un., a. 1, ad 9; JI-JI, q. 26, a. 3.
qualitatis, quze relatio requirit distincta supposita; est enim similitudo rerum differentiarum eadem Esto supone superar la teoria medieval de la "natura curva" que complicaba notablemente la
qualitas"; para la unidad de la semejanza cfr. ARJSTüTELES, Metaphysica, 1.4, c. 15 (1021 a 10): comprensión del dinamismo natural: cfr. M.R. GAGNEBET, L'amour naturel de Dieu, en RT 48
"óuo;« 6' W~ noiórnc uíe;"; citado en: IV Sent., d. 4, q. 1, a. 1. Esta relación preanuncia la relación (1948) 419, nota 4; en la que estudia la evolución de los textos tomistas referidos a la "natura
unidad-diferencia que hemos visto en la propuesta personalista. curva". El antecesor en esta idea es San Alberto Magno: cfr. H.-D. SIMüNIN, La Doctrine de
107 Respecto a la terminología: cfr. H.-D. SIMüNIN, La notion "d'intentio" dans l'ceuvre de saint l'Amour naturel de Dieu d'aprés le Bienheureux Albert le Grand, en RT 14 (1931) 361 -370.
Thomas d'Aquin, en RSPT 19 (1930) 445 -463. Corregida por: A. HA YEN, L'lntentionnel dans la 111 Cfr. A. HAYEN, o.c., 291: "L'étre naturel, en effet, est l'étre uniquement capable de porter une
philosophie de saint Thomas, Desclée de Brouwer (Paris 1942); que defiende la permanencia de la intentio jluens, une vertu qui le dépasse et ne s'arréte pas a lui, un sens spirituel dont il n'est que le
"intentio fluens" (la intención que el agente introduce en el instrumento). Junto al término "intentio" sensible; il n'a pas, a proprement sa fin en soi, car sa fin est de servir l'esprit qui le
está el verbo correlativo "intendere" semejante en el terna que nos afecta al verbo "tendere". Es " Destaca el aspecto, tan por otros, de la mediación del hombre en el retomo de las
precisamente en este sentido donde el término se utiliza más frecuentamente corno "intentio finis'' o cosas hacia Dios: cfr. ib., 261 s.
"intentio boni" que, en el sentido metafisico en el que nos movernos, precede a todo "intendere": cfr.
112 Cfr. S. FERNÁNDEZ BURILLü, El amor de amistad como clave de síntesis metaflsica,
H.-D. SIMüNIN, ibid., 454.
"Studium (Madrid)" 35 (1995) 53: "Los dos principales resultados sapienciales del
108 La intención, corno tal, exige siempre la existencia de una inteligencia: cfr. JI Sent., d. 41, q. 1, son: la analogía del ser y el amor de benevolencia. Pero la sabiduría antigua no alcanzó la
a. 1, ad 6: "inclinatio naturalis in finem preesupponit quemdam intellectus przestituentem finem Y la grandeza de la síntesis de Santo Tomás de Aquino reside, a su vez, en unir la analogía del ser y
46 Amor es nombre La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y exoeriencia. 47

que
natural y el Amor de ilumina una característica
muy importante, o "inclinatio"
un
no se
"Antes del movimiento parece exrstír una tendencia o
inclinación hacia el objeto amable que todavía no es el
movimiento. Esta tendencia o inclinación precede al mismo
tiempo al movimiento y a la posesión del objeto." 114 inclinatio-natura, intentio-bonum, aPl?etitus-motus: no pretendemos presentarla como la
terminología propia de Santo Tomás. El usa con libertad los términos, manteniendo claros los
conceptos: cfr. A. l:IAYEN, O.C., 58; MJ. FARAON, The Metaphysical and Psychological
Principies ofLove, cit., 5.
116 Cfr. A. ILlEN, Wesen und Funktion der Liebe, cit., 25: "In allem geschaffenen Sein beobachtet

Thomas eine naturgegebene «inclinatio», ein Ausgerichtetsein der Dinge auf ihr «bonum», in
amor a un elemento físico o psicológico -ambos dessen Erlangung ihrc bestehen sol1. Diese Hingeneigtheit, Affektivitat bei
reducccionismos han estado vinculados. Hemos de señalar que Mensch, Tier, natural e bei Pflanze und leblosen Sein, wird umfassend durch den
el término "movimiento" se usa fuera de toda referencia des «appetitus» bezeichnet."
117 1, q. 6, a. 6: "Quidquid horno appetit, appetit sub ratione boni". Cfr. É. GILSON, L'esprit de la
psicológica, con el sentido de la relación metafísica que existe entre Philosophie Médiévale, cit., 267: "the good is what al! des/re ... In the realísm common to
y 15 en cuanto el Aristotle and Thomas Aquinas, good is not such because it is but rather it is desired because
incluve un elemento de imperfección. it is good. If an action is itself desired as aJ1 end, it must be that the action is good."; M.-D.
ROLAND-GOSSELlN, Le désir et l'existence de Dieu, cit., 165. Santo al comentar la frase
de Aristóteles: Ethic. Nic. 1. 1, c. 1 (1094 a 3): "OLO KO:)"W<; oí) THí.V'C· Ecjlkro:L";

el amor de amistad, el Absoluto del ser y el del bien, en una sola cosmovisión: la Filosofía del ser; ARlSTOTELES LATINUS, XXVl/4: Ethica Roberti Grosseteste
que se concreta en los conceptos de creación y persona." Licolniensis, 375, 5: "Ideo bene enunciaverunt bonum omnia appetunt"); siempre pone como
referencia última el "esse" y la perfección como de apetibilidad: cfr. 1, q. 5, a. 1:
113 Cfr. J.R. El de la participación, cit., 322: "Esta es la máxima "Unumquodque est appetibile secundum est perfectum"; Cfr. LBH, lec. 2 (261); DV, 22, a.
fundam~ntación del ente finito: ser . de un amor de elección por parte de Dios de modo que 1, s.c. 2; s.c. 4; CG,1. 1, c. 37 (n. 306); 1. c. 3 (n. 1880); c. 16 (n. 1986); 1, q. 6, a. 2; ad q.
su pnncipio causal eficiente intensivo tiene la intensidad del amor con que Dios se ama a Sí mismo:
1, a. 1; LE, 1. 1, lec. 1 (165).
así es introducido por asimilación en la unidad del Esse que por participación disruptiva se la hace
118 1-11, q. 26, a. 3: "amor est aliquid ad appetitum "Arl;"AM'O"', lo hace desde el principio: cfr. 111
extensiva analógicamente."
Sent, d. 27, q. 1, a. 1. Esto conduce a la asunción término "appetitus" a la misma potencia a la
114 BJ. DIGGS, Love and cit., 17. Cfr. J. CRUZ CRUZ, El éxtasis de la intimidad
cual se vinculan después las operaciones.
Ontología del amor humano en de Aquino, Rialp (Madrid 1999) 155.
119 Cfr. DV, q. 23, a. 1, ad 8: "eiusdem potentiae est tendere in bonum eum nondum habetur et
115 Cfr. J. LAPORTA, Pour trouver le sens exact des termes: naturalis, desiderium
diligere ipsum et delectari in eo postquam habetur; et utrumque horum pertinet ad potentiam
naturale, amor naturalis,' etc. chez Thomas d'Aquin, en (1973) 40: "L'expression appetitivam, quamvis nominetur magis ab illo actu tendit quod non habet, ratione dicitur
«~ppétit» est dangereuse. Le terme est communément pour désigner le désir du quod appetitus est irnperfecti." Etimológicamente: DV, q. 22, a. 1: "Appetere autem nihil aliud
bien apercu par ,un ét,re.animé. C'est 11 cette psychique que le lecteur songe spontanément; il est quam ad aliquid petere, quasi tendere in aliquid ad ipsum ordinatum"; 1-11, q. 8, a. 2; LE, 1. 1, lec.
est ~Iffic¡je de s ~n de~aJre. Or pour Thomas le terme appetitus naturalis a une portée métaphysique, 1 (173). Está vinculado: lOa un objeto exterior; 2° a un movimiento: "tendere" (LA, 1. 3, c. 9 [52]:
11 désigne une réalité a la fois plus sobre et plus vaste: la finalité de chaque étre, nettement distincte "appetere est quidam motus in aliud tendens"); que implica una inclinación anterior. Las dos
de Pacte naturel qui suit: nature, forma naturalis-inclination, appetitus naturalis-motus, actio, primeras dicen imperfección. Para la relación cfr. DV, q. 22, a. 1, ad 11: "Fini
naturalis. u ergo ultimo non competit tendere in finem se ipso fine frui. Et hoc licet proprie appetitus dici
para mayor claridad, en esta exposición hemos planteado una gradación: habitudo-esse, non possit, est tamen quiddam ad genus appetitus pertinens, a quo omnis appetitus derivatur." En
48 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 49

1.1.2. NIVEL U"'--''-'L..''-''-''"-''-"'J. "EL AMOR ES EL PRINCIPIO DE


TODO AFECTO"
Este nuevo nivel se caracteriza como
abí~;rta'ar~í\illor'()fígfnaI'Ío que la del a la
porque este amor no está ligado a la Por tanto, de modo
se ha de afirmar una diferenciación entre amor y apetito, que
mantendremos a lo de todo nuestro estudio.
Una vez introducido el término aparece unido a él el
riP"p"'~~', como sólo conlleva un nuevo partiendo de la
consideración de un ser que se mueve a sí mismo y un ser capaz de
moverse por la atracción de un objeto, es abrirse a un nuevo nivel
de amor, en el que se encuentra ya una por del

"El apetito natural o innato es un apetito dicho. de


El apetito propiamente dicho debe implicar movimiento hacia
algún objeto (pues significa moverse hacia algún
término'). Pero el apetito natural no algún movimiento; "Está claro que todo lo que tiende a algún fin, lo que
sólo implica una entidad ordenada naturalmente hacia otra" 123. tiene es la aptitud o proporción a tal fin, pues tiende a un
fin que no le es proporcionado; en segundo lugar, se mueve al
fin; en tercer lugar, descansa en el fin tras su consecución. La
misma aptitud o proporción del apetito al bien es el amor, que
esta última cita se ve una atribución del amor (a modo de "frui") al apetito, manteniendo la no es otra cosa que la complacencia del bien; el movimiento al
diferencia.
120
1, q. 20, a. 1, ad 2: "Quaedam vero nullam imperfecrionem designat, ut amor et gaudium."
121 Cfr. DV, q, 23, a. 1, ad 8: "voluntas secundum propriam rationem competit Deo non autem
appetitus."; cfr. 1, q. 19, a. 1, ad 2; sólo lo atribuye una vez haciendo para eso un circunloquio. CG,
l. 1, c. 72 (n, 625): "Ipse enim est igitur primum agens propter finem qui est ipsemet. Ipse igitur non 124 Santo Tomás lo realiza con una referencia estreeha al apetito natural del que hemos hablado
solum est finis appetibilis, sed appetens, ut ita dicam, se finem." antes: 111 Sent., d. 37, q. 1, a. 2: "dupliciter aliquid tendit in finem. Uno modo directum in finem a
Se supera así la idea pagana que al asimilar el amor a un movimiento que, por ser un acto seipso, quod est tantum in cognoscente finem et rationem finis.
imperfecto, no se puede atribuir a dios; idea que incluso influye en los inicios filosóficos de San Alio modo directum ab alio; et hoc modo omnia secundum suam naturam tendunt in fines
Agustín: cfr. G. BESCHIN, S. Agostino: ¡¡ significato dell'amore, Cittá Nuova (Roma 1983) 26: proprios et naturales, directa a sapientia instituente naturam.
"negli scritti anteriori al 400, ossia anche nelle Corfessioni, no fa riferimento all'afferrnazione di S. . Et se~und~~ hoc invenimus duos appetitus: scilicet appetitum naturalem qui nihil aliud est quam
Giovanni: «Dio e Amore», affermazione che piü tarde e divenuta centrale negli sviluppi del suo inclinatio rei m finem suum naturalem qui est ex directione instituentis naturam, et iterum appetitum
pensiero. E ció perché, sotto l'influsso del pensiero antico, vedeva nell'amore la tendenza che spinge voluntarium qui est inclinatio eognoscentis finem et ordinem ad finem illum.
un essere imperfetto a cercare in un altro il proprio compimento. Sarebbe stato assurdo attribuire Et ínter hos duos appetitus est medius unus, qui procedit ex cognitione fines sine hoc quod
questo a Dio." cognoscatur ratio finis et proportio ejus quod est ad finem, in finem ipsum; et iste est appetitus
sensitivus.
122 Sólo el deseo responde a las dos exigencias que antes señalábamos en el estudio de la
definición de apetito. Especialmente el: 1, q. 19, a. 1, ad 2: "ut appetat quae non habet." Aunque Et hujusmodi duo appetitus inveniuntur tantum in natura vivente et cognoscente.
Santo Tomás habla también de "desiderium naturale": cfr. J. LAPORTA, Pour trouver le sens exact Omne autem quod est proprium naturas viventis, oportet quod ad aliquam potentiam animze
redu~a~ur in habentibus animam; et ideo oportet unam potentiam animas esse cujus sit appetere,
des termes: 'appetitus náturalis...', cit., 41. Vincula siempre el deseo al fin de la operación, ya sea de
condivisam contra eam cujus est cognoscere". Un modo muy semejante de razonar es el que sigue
modo concreto o de modo abstracto.
en lo que respecta a la libertad: cfr. DV, q. 22, a. 3; q. 24, a. 1; eG, l. 3, c. 88 (n. 264!); 1-11, q. 6, a.
123 M.F. MANZANEDO, El amor y sus causas, en "Studium (Madrid)" 25 (1985) 42. 1, ad 2; q. 8, a. 1; DM, q. 6, a. un.; LE, l. 3, lec. 1 (70 -73).
Amor es nombre de persona Ladoctrinadel amoren Santo Tomás: personay experiencia. 51
50

bien es el deseo o la conclfPiscencia; el descanso en el bien es Precisamente, en cuanto el movimiento apetitivo acaba en lo real -
el gozo o la delectación"!] . valor de lo real - el sentido está más acusado y el
el
Con esta estructura, nos hallamos de en el tratado de las
pasiones, si bien, para entrar en son necesarias vinculación a lo real en el hombre es indiscernible de su
es dificil el rY)f'vorei,'.iact'k7, Por eso, el sentido de la de lo real
alcanzar un concepto metafísico de "passio" - incluso, de las potencias
el hombre de
2~;t;~~~ Es en su concreto para
Ji el término de Santo
125 l-Il, q. 25, a. 2: "Manifestum est autem quod omne quod tendit ad finem aliquem, primo "No cualquier movimiento pasión, sino, propiamente
quidem habet aptitudinem seu proportionem ad finem, nihil enim tendit in finem non hablando, sólo la a1tprtlri,/in"fUV
proportionatum; secundo, movetur ad finem; tertio, quiescit in finem post eius eonsecutionem. Ipsa
autem aptitudo sive proportio appetitus ad est amor, qui nihil aliud est quam eomplacentia
boni; motus autem ad bonum est dcsiderium concupiscentia; quies autem in bono est gaudium
vel delectatio". Cfr.111 Sent., d. 26, q. 1, a. 3; DV, q. 23, a. 1, ad 8; /, q. 19, a. 1; t-u.
q. 30, a. 2; LE,
1. 2, lec. 5 (82 -86).
126 Cfr. para un análisis de! mismo: M.F. MANZANEDO, o emociones
Tomás, Instituto Pontificio de Filosofía "Santo Tomás"
Emotion, a Thomist Perspective, en Thom 58
estudia la del pensamiento de Santo Tomás en tomo de las pasiones pues es un
punto en e! que es más original: cfr. O. LOTTIN, en BTAM 2 (1933 -35) n. 1028: "C'est dans la
Somme Théologique de S. Thomas d'Aquin que l'on rencontre le premier exposé systématique sur
les passions en général."
127 La aplicación de "passio" a las potencias espirituales se debe al aristotélico
Cfr. DV, q. 26, a. 3; /-11, q. 22, a. 2. Es en este mismo sentido de vinculación entre
mantener su teoría del "intellectus possibilis" afirma que: De Anima, 3, c. 5 a
por el Santo Tomás la afirmación del Pseudodionisio del
"6 6~ TIa61']nKo<; voíx; <jl6apTó<;" (citado en: // Sent., d. 38, un., a. 3, ad 1; DV, 26, a. 3, ad 18; I,
Nom., c. 2 9 (PG 3, 684 b): rra6wv Ti>: 6ELa"; cfr. LDN, c. 2, lec. 4 (n.
q. 79, a. 2; l-Il, q. 22, a. 1, ad 1; cfr. LA, l. 3, c. 4 [235 uero corruptibilis
ad pertmet quem ad cognitionem pertinere videatur, quia eognita sunt in
est... pcrtinet enim ad partem También influye en calificación del amor como pasión
C01¡;n.osce:n.te. secun~~m modum rerum sed movet ad res, secundum modum
por: ARlSTOTELES, Ethic. Nic., 1. c. 5 (1157 b "ÉO'KE jJ.EV TIá6u, 1']
m serpsis sunt. , Dl/, q. 26; a. 3, ad. /-11, q. 26,. a. ad 4. Lo real viene de Dios, no así lo
OÉ É!;EU"; l.c., 527, 11: "Assimulatur autem amacio autem habitui."
Este criterio de vinculación a la realidad se SIgue Igualmente para el apetito: cfr. I, q. 59, a. 2;
(citada en: /-JI, q. 26, a. 2, a. 1,/-11, q. 23, a. 3.
Este hecho lo desarrolla Tomás en referencia a la creacion: cfr. D V, q. 26, a. l :
"Communiter dieitur passio reeeptio alieuius quoeumque modo et hoc sequendo significationem I, q. 20, a. 1: "appetitus intellectivus, dicitur vol untas, movet in nobis mediante
vocabuli, nam passio dicitur a patin graeco, quod est ... Secundum hoc autem quod sensitivo. Unde proximum motivum in nobis est appetitus sensitivus."
recipitur in patiente, patiens agenti assimilatur /... invenitur et anima et in quaelibet ereatura, eo Sent., d. 15, q. 2, a. 1, 1: "Non motus est passio, sed solurn alteratio, proprie
quod omnis creatura habet aliquod potentialiatis admixtum." Porque: ibid., a. 3: "omne looill"n,no"· cfr. DV, q. 23, a. 3; q. 22, a. ad 3.
pati"; efr. l-Il, 22, a. 1; y ad 1; q. 26, a. 2. El sentido metafísico de "passio" lo estudia:
Hay que destacar la unidad de dinamismos desde la afectividad
DE LA cit., 15 -20.
A. SCOLA, Il Misterio nuziale, l. Uomo-Donna, PULlMursia 65 -90 Cfr
Para las fuentes: cfr. Die Lehre Thomas von Aquino De Passionibus Animae in
quellenanalystischer Darstellung, Aschendorffsche Verlagsbuchhandlung (Münster i. W. 1912) 51:
Eudér:lOni~me. et ch~rité en Morale, en ETL (1953) "Ríen 'n'esi plus
que de prétendre isoler l'amour dans a de tout autre sentiment". El en
zu diesen Ausführungen über die Liebe entnimmt Thomas Aristoteles, del' H1.
claramente. la Importancia del de las en la vida moral es: H.-D. Les
Schrift, Dionysius und Augustinus. Cícero und Johannes Damaseenus, die uns aueh begegnen,
dans la vze morale, /: de la passion, P. Lethielleux (Paris 1931) 8 s. Se ha de
bleiben ohne wesentlichen Einfluji auf den Inhalt del' thomistischen Ausführungen." La influencia
directa de Cicerón en el tratado del amor es escasa: efr. C.M.J. VANSTEENKISTE, Cicerone intelecti,¡ean este punto la ,moral de la cogitativa como el punto de unión entre la esfera
. y la senSItIva:. FABRO, L'ordine morale in /9 tesi, en StCa 276 [a. 28] (1984) 83
nell'opera di S. Tommaso, en Ang 36 (1959) 343 -382 en donde sólo recoge dos citas referidas a la especialmente las tesis: 3. 7. 10-12.
amistad.
52 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 53

este trabajo y que no ha sido tomado en cuenta a veces por los


que tantas veces han "amor y "amor
espiritual", Esto ha conducido también a el "amor afecto" como
un orden con su inteligibilidad propia, sin conexión con el
espiritual". Por eso, los con un deseo de sistematizar literalmente
al Angélico, se han limitado a establecer la correlación de las pasiones
entre sí, en la cual dan la indiscutible al amor que se
comprendiendo sólo como una más 132.
Frente a este modo de nosotros, que de
de la amorosa, proponemos el método
buscar la intención del en este tema. Partimos de
afirmaciones 1a la del amor como principio de
todo movimiento 2a ver el dinamismo afectivo del amor como
tal, y no ir directamente a la relación entre las distintas De este
modo la unidad de la como un elemento
más que las divisiones y en esa unidad su valor J~JI, q. 26, a. 2, ad 3: "amor etsi non nominet motum appetitus tendentem in appetibile, nominat
que se en el movimiento aunque lo motus appetitus, q~o immutatur ab appetibili, ut ei appetibile cornplaceat." Aquí Santo
transciende. \l¡GlJS'rl1'ru~e;.1 planteamiento agustiano del amor vinculado directamente al movimiento (cfr. S.
11 De dlUers¡bu~ q~estionibus, q. 35, I [CCSL 44 A, 50]: "cum amor motus quidam
En cuanto al afilar como principio le hace partir de la definición de la intención con la dinámica "uti-frui" que luego corrige a lo
Santo Tomás lo toma explícitamente sus obras: cfr. A. DI GlOVANNI, La ~ialettica dell'amore, "Uti-Frui" nelle precorfessioni
modo insistente a lo largo de sus ~ -t, ee - _l0" di'lant'A"ostimJ.Ed. Abete (Roma 1965). Dinámica que Santo Tomás rechaza: Qd J, q. 4, a. 3: "Est
amor concuprscenuae quo dicirnus amare illud quo volumus uti vel frui." Las consecuencias
pensamiento se de modo sistemático: f¿LJJll1Q!.s,ie:Wl'r€:. ~~lt¡;Íe . . ~~'J.~.~ esta superacron las veremos más adelantes: vid. infra, p. 112.
Santo Tomás sí la teoría agustiniana del "pondus'' que no es en sí mismo un movimiento:
Corfessiones, 13, 10 (CCSL 27, 246 s.): "Pondus meum amor meus:
cfr. JI Sent., d. 41, q. 1, a. 1; JJ! Sent., d. 27, q. 1, a. 1; DV, q. 24, 'a. 1 ad en cuanto
132 Cfr. M.F. MANZANEDO, Propiedades y efectos del amor, en "Studium (Madrid)" 25 (1985) el Interno del movimiento y no el movimiento mismo. Cfr. J.F. O'BRIEN
423 -443. Gravitv and Love en Thom 21 (1958) 184 -193. '
133 Cfr. S. AUGUST1NUS, De Ciuitate Dei, 14, 7 (CCSL 48, 422): "Amor ergo inhians habere Cfr. JIJ Sent., d: 27,q. 1, a. 1, ad 2: "Unde conjunctio quze in habere importatur est conjunctio
quod amatur, cupiditas est, id autem habens eoque fruens laetitia; fugiens quod ei aduersatur, timor rem et prrecedit unionem ret ad affectum quee est amor"; d. 29, un., a. 3, ad 1; d. 32, a. 3, ad
est, idque si acciderit sentiens tristitia est" (efr. I-JI, q. 25, a. 2, s.c.; q. 27, a. 4, S.C.; q. 40, a. 7, ag. 1; 1. 1, c. 91 (n, 760);.DP, q. 10, a. 2, ad 11; J~JI, q. 26, a. 2, DC, q. un., a. 2, ad 6. Para
q. 46, a. 1; II~II, q. 162, a. 3, ad 4); lDEM, De diuersibus quaestionibus, q. 33 (CCSL 44 A, 47) c?n;pr~nder la Importancia que tiene. este hecho de el amor, por ser una unión supera
(citado en: II~II, 22, a. 2, ag. 2). La fuente última es: A.M.S. BOETHlUS, Philosophiae dinámicamente el deseo: cfr. L. MELINA, Amore, e azione, en Domanda su! bene e
Consolatio, 1,7 94, 16 s.); (cfr. IIJ Sent., d. 26, q. 1, a. 2). domanda su DIO, PULlMursla (Roma 1999) 96 -100.
137 Esta"
134 Cfr. a modo de ejemplo: J Sent., d. 18, q. 1, a. 2; IJI Sent., d. 26, q. 1, a. 4; d. 27, q. 1, a. 3; IM'T; ~IOn es la superacion
., d e i ' Ie "semejanza natural". La palabra "unión" significa el
a simp
c. 22, lec. 4 (n. 1813); DV, q. 26, a. 4; a. 5, ad 5; CG, l. 1, c. 91 (n, 76!); nc, c. 7, lec. 3 (n. 266); en~uentro intimo de dos realidades antes separadas: LDN, c. 4, lec. 12 455): "Est enim amor
JIb, 1, (437); LDN, c. 4, lec. 12 (n. 454); CRF, c. 4 (5); J, q. 20, a. 1; LM, l. 1, lec. 5 (n. 102); I-JI, q. umtro secund~m quod amans et amatum conveniunt in aliquo uno"; q. 60, a. 3, ad 2: "ut
25, a. 2, S.C.; q. 26, a. 1, ad 2; a. 3, ad 3; q. 34, a. 4, ad 1; q. 43, a. 1; q. 46, a. 1; q. 56, a. 3, ad 1; q. ostenderet den~atIOnem amor~s a se m alia, SICUt ab uno derivatur unitio." Este modo nuevo de
62, a. 4, 3; DC, q. un., a. 2; DM, q. lO, a. 1, ad 10; JI-JJ, q. 19, a. 9, ad 3; q. 28, a. 4; q. 34, a. 5, presentar la uruon, permite abrirse a un dinamismo en el que la semejanza crece: cfr DV q 23 1
ad3; CG,I.l,c. 91 (n.759). . , . ,a.,
ad 2; q. a. 1, ad 1. Un término especialmente importante es el de "raíz", de fuentes dionisiacas:
138 Cfr
cfr. CG, l. 4, c. 19 (n. 3559); LDN, e. 4, lec. 9 (nn. 401. 408); lec. 10 (n. 427); lec. 12 (n. 454); J, q. . P. PHILlPPE, Le róle de l'amitié, cit., 12: "Au fond, ce qu'est l'amour dans son essence
20, a. 1; J-JI, q. 46, a. 1; q. 73, a. 1, ag. 3; q. 84, a. 1. Obsérvese como este principio, ya presente en no.us nous ne pouvons pas le définir en termes d'étre: seule la connaissance affective peut le
los orígenes, se va haciendo cada vez más explícito y rico en el pensamiento de Santo Tomás con la . mars elle ne peut pas l'exprimer conceptuellement. L'amour, comme l'amitié nous le verrons
influencia del Pseudodionisio, consntue un ordre original, I'ordre affectif." '
54 Amor es nombre de persona
La doctrina del amor en Santo , ~"'v'u.)./"'., 0C"'U experiencia. 55

Es la terminología que usa Santo Tomás


para referirse a la afectiva. de los términos que indican la
relación del amor a la "habitudo naturalis"; aparecen una nueva serie de
términos que expresan la unión de dos principios mediante el uso de la
"co-": p.ej. "connaturalitas"; "coaptatio"; "complacentia";
"consonantia't", No es porque es un modo destacar en tal
unión la pervivencia de los dos sujeto-objeto, como ya
son para hablar real de afectividad.
Entre estos términos es especial a
uno de ellos: la que va a tener en
nuestro afectivo nos indica
tiene en el no se
amor en que es
y que que van a
a la del "Aquello que queremos con
concupiscencia, en propiedad decimos que lo deseamos y no que lo
acento del término "conformatio" del Scriptum super Senientiis al de "immutatio"
amamos" 140 tiene .el sentido de d~stacar el aspecto activo de la "unio affectus" cuya
No se queda en esto la novedad de la unión afectiva. La evolución . exclusivamente del objeto a modo de forma activante de la materia pasiva
terminológica que va desde la "informatio" del Scriptum super Sententiis (sujeto apetentek sino del encuentro entre los dos cuya unión es el comienzo de toda actividad real'
LA CRUZ, o.~., 32: "Ante todo se abandona el paralelo entre amor .
a la "coaptatio" de la Summa Theologiae'" muestra como Santo Tomás conocimiento, entre funciones af~c~lVas y cognoscitivas. S:supera y abandona la concepción
va toda una teoría sobre la de la realidad de orden estático. Se le concede el primado indiscuso sobre el deseo y sobre
afectiva en dos pUJltO:S: otra manifestación ~fectiv~ o. apetitiva'. El amor cesa de ser una información y pasa a ser
presentado como la sacudida psiquica producida el primer encuentro del apetito con el bien' la
.immtuaüo." Evidentemente aquí se usa el término de modo analógico, abierto a' un
encuentro personal que incluya la corporeidad: cfr. G. ZUANAZZI
d#l'im~onrro,en "Antbropotes" 8 (1992) 218. '
139 Cfr. TOMÁS DE LA CRUZ, El cit., 21. Muestra toda una
Cfr.l-Il, q. 28, a. 1, ad 2: ':unio tripliciter se habet ad amorem: quaedam enim unio est causa
dinámica afectiva que se encuentra La relación et haec est unio subs~antlabs q~ant~ .ad am~rem quo quis arnat seipsum, quanturn vero ad
hombre-muier. Encuentro Ediciones Una la misma en: A. . quis amat aba, est urno similitudinis, ut dictum est, Quaedam vero unio est
W()HLJlviAJ\l, Amour du et amour de soi le doctrine de l'amour, en RT 81 (1981) essentialiter tpse amor, et haec est unio secundum coaptationem quae quidem assimilatur
210: "Splendeur de l'objet et active qu'il exerce (immutatio), éveil d'une sorte d'harmonie
préétahlie (coaptatio) qui éveille a son tour un attrait ou une (complacentia), la quelle ~e,~~~:t~~b~~~:~~~~.. Quaedam.vero umo est effectus amoris, et est unio realis, quam amans
re an:~ta. et haec umo est secundum convenrentiam amoris."; CG, L 1, c. 91 (n, 760). Se
libere l'énergie capable d'entreiner le mouvement affectif (intentio)"
la rel.acIOn cO~,el amor causa del apetito desde la similitud, y del movimiento
140 CG, L 1, c. 91 (n, 763): "Unde et ea quae concupiscimus, simpliciter "¡po"¡p "M pnmera umon. Cfr. J.R del amor, cit., 390: "Por la unión de la
desiderare dicimur, non autem amare." Siempre la palabra se semejanza n.".c:eel ~fecto como incoada unión que nueve a efectiva unión del amante y el amado"
"desiderium": cfr.1Il Sent., d. 26, q. 1, a. 3; d. 27, q. 2, a. 1, ad 1; ¡-!J, q. a. 2; q. 30, a. 2. la diferencia entre "amor" y "delectatio'': cfr. ¡II Sent. d 26 q 1 a 3 ad l: "Am .
terminum in m t . ' . .' '.' . '. . . or non
141 Cfr. H.-D. SIMONIN, Autour de la solution Thomiste de l'amour, cit., 176 -198; ou cum sequatur ex conjunctione rer SICUt delectanti"
Y TOMÁS DE LA CRUZ, El amor su cit., 20 -52. El cambio de 26, a. 5, ad 5; t-u, q. a. 2. DE LA CRUZ, o.c., 42 -47 señala como I~
terminología está centrado en: CG, L c. primer autor (ibid., 213 -245) estudia la diferenciación ~e amor y delectación, se va haciendo más marcada en el transcurso de las obras del
influencia esto en el acto humano a partir de la doctrina de la causalidad final en los especialmente en la no-atribución de la yel "terminum" al amor-pasión.
comentadores de Santo Tomás. Se ver en todo ello una correspondencia con la evolución que doble vertiente de referencia que toma amor: una como el fundamento del .
dmamismo; t ., , mismo
destaca: C. FABRO, e verticalita della liberta, en 48 302 -354. Aunque o ra, como una pasion mas, es lo causa el fenómeno denominado "ambivalencia
con la matización de: D. WESTBERG, Did Aquinas Change his en Thom 58 se da ;obre todo en la entre el amor el odio: cfr. L.-E. GILLON
"Ambivalence" de l amour el de la haine, en Ang 57 (1980) 3 M-E JIv1ANZANEDO L~
(1994)41-60.
ambivalencia afectiva, en Ang 61 (1984) 404 -440. '
56 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 57

tal no se encuentra en el toda definición de amor que se centre sólo en el amor y


a sentido pnmero, o no ha sabido la afectividad
J:¡¡~~~·~~~~.t~~~C~fli~¡¡~:~.~~~fToda
sí inteligibilidad
apetito, en cuanto
no en
im~lica su
superior, o no está de acuerdo con el de Santo

propia en un movimiento que incluya la racionalidad 45. Este respeto de la unidad de la experiencia nos conduce, a
razonamiento concluye en que el amor está como principio y fin de todo HU'-''''''-Uinvestigación. El sólo encuentra su
el movimiento afectivo'f"; pero el amor no es fin a modo de una r----n---, completo en el amor que es el objeto de nuestra
sino incluyendo un elemento que no se encuentra en la sola r-v-- _ en la de la en la
En conclusión, la gran novedad de este nivel afectivo es la de la
aparición de la unidad afectiva, deberá en demás
nrveies amorosos. afectividad, por es de toda la
experiencia amorosa humana'-' BUENO
Pero igualmente, se ve la imposibilidad de desvincular este
de de los otros niveles del dinamismo Esto análisis del acto hace imposible la
setjaraclón del amor y del conocimiento, El axioma "nihil volitum nisi
144 Porque la "beatitudo", el término por exeeleneia del aetuar moral, no es un simple aeto
se revela como del
pasional; asi se ve elaramente en los textos: efr. l-IJ, q. 4, a. 2: "Unde manifestum est quod ha sido un elemento común en los estudios tomistas.
principalius bonum est ipsa operatio, in qua quietatur voluntas, quam quietatio voluntatis in ipso",
ICf,(1e,;ae el el se abre a la realidad en su sentido
Aquí se distingue la "operatio", atribuible al amor, de la "quietatio" que sería un aspecto de la
"delectatio": cfr. ib., ad 3: "caritas non quaerit bonum dilectum propter delectationem"; en la I-Il, se
atenúa la posición de la: CG, 1. 3 c. 26; que tiene una concepción menos desarrollada de la relación ello conlleva un análisis de la retacion normal
inteligencia-voluntad; y de la misma naturaleza del amor (división un tanto radical entre "amor irfieli.getlci.:]-v'olzmt,ad,focalizada en dos puntos:
imperfectus'v'amor perfectus": ib., [no 2082]).
Lo mismo sucede con la doctrina del el "fruí" que según la tradición agustiniana el fin de
la vida moral: cfr. S. AUGUSTINUS, De doctrina 1,4,4 (CCSL 32, 8); IDEM, De se ve en los estudios sobre el amor sensible que se han centrado en el tratado de las
Trinitate, 10, 10 (CCSL 50, 327); que pasa a la teologia medieval por PETRUS LOMBARDUS, yle pasa también a: TOMAS DE LA CRUZ, a.c. en la cual aunque diferencia: amor-
Sententiae in IV libros distinctae, 1. 1, d. 1, ce. 2 -3, en O.C., ed. Collegii S. Bonaventura ad Claras natural, amor-pasión.amor-afecto (el volitivo); lo enmarca todo dentro del "amor pasión".
Aquas (Grottaferrata, Romae 1971) 56 -61. En donde estruetura su obra: cfr. 1 Sent., d. 1, q. 1, a. 1.
MEIER, Die Lehre des Thomas von Aquino De Passionibus Animae, cir., 49: "Die
Santo Tomás atribuye el "frui" al amor: cfr. l-IJ, q. 11, a. 1: "unde fruitio pertinere videtur ad
complacentia boni, ihr Motiv also das Gute, und weil jede Tatigkeit des sensitiven
amorem vel delectationem",
Begehrens die Perzeption des Gegenstandes ausgelost wird, so kommt als zweite Ursache
145 Lo expresa explícitamente Santo Tomás: l-IJ, q. 59, a. 1: "tamen motus passionis, in quantum der.Liebcdíe cognitio (boni) notwendig dazu." Se observa que esta nueva apertura al conocimiento
passio est, principium habet in ipso appetitu, et terminum in ratione, in cuius conformitatem sigueesadirección de la realidad que habíamos señalado.
appetitus tendit." Esta superación está inserita en el fondo del apetito: cfr. 1.. VEUTHEY, Théologie
l. 1, c. 5 (n. 29); también en: DV, q. 8, a. 11; q. 24, a. 12; CG, 1. 3, c. 16 (n, 1988); c.
de l'amour, cit., 21: "L'eros en soi est une contradiction: il est le désir qui, en soi, ne peut
1, q. 1, a. 1. Complementaria a esta frase, y como su explicación, se encuentra: DP, q.
satisfait. L'eros est désir; il tend a la possession, mais si jamais il arrivait a la possession, il
\H• .<.V'>V},

2: enim intellectum est obiectum voluntatis"; que se repite muchas veces; p. ej.: DV,
s'anéantirait íui-méme, puisque la possession le désir, et donc l'eros: l'eros tendrait au
3; a. 9, ad 6; CG,1. 3, c. 72 (n. 2489); C. 88 (n. 2638); 1, q. 82, a. 4; Qd IJI, q. 12, a. 2; l-JI,
suicide, a la négation."; L.-B. GEIGER, de l'amour, cit., 48.
13, a. 5, ad 2; q. 27, a. 2; 11-11, q. 145, a. 2, ad 5. Un estudio detallado de este punto en:
146 Cfr. TOMÁS DE LA CRUZ, a.c., 25: "En el proceso afectivo el amor no es sustituido por el J"ltGl"1tIL_, Nullus potest amare aliquid incognitum. Ein Beitrag zur Frage des lntellektualismus
deseo como ese lo será por el gozo. Los tres momentos de la apetencia no corresponden a tres VS' U'umw van Aquin, Universitatsverlag Freiburg Schwciz (Freiburg 1979); especialmente las pp,
etapas distintas, vaciadas en compartimentos estancos, de un movimiento de tipo local. El amor lQ-LI',aon,le hace una exégesis de: l-JI, q. 27, a. 2: "Utrum cognitio sit causa amoris''.
permanece como causa actual razón de ser del deseo, y superado éste, subsistirá todavía en el
el argumento esencial de: L.-B. GEIGER, Le probléme de l'amour, cit., 88: "L'amour
goce, simultáneo a la posesión amado."
du fait de sa liaison á la connaissance intellectuelle a pour objet forrnelle bien comme tel.
147 Cfr. H.-D. NOBLE, Les passions dans la vie morale, 11: Moralité de la pass ion, Lethielleux porte sur le bien dont les différents modes peuvent étre discernés par notre
(París 1932) 320: "La pass ion, devenue vertueuse, est une énergie puissante, un élan vital qui cÓrll1aiss¡mce. Naturellement il tend aussi vers la vérité, c'est-á-dire vers la rectitude constituée par la
amplifie et enrichit l'action. C'est une force d'amour et de réalisation." conformité de notre amour a la raison droite."
58 Amor es nombre de persona
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 59

1°) la influencia recíproca en el acto de libertad;


de esta definición respecto a nuestra
la consideración de la de la voluntad en el mismo el amor como un
acto de entender.
En ambos casos los más modernos buscan una superación
de una rígida de potencias para en el dinamismo de "Por contra, en el plano fundamental de la voluntad
la persona 152. considerada como el amor no es todavía sino una
A de estas consideraciones algunos autores buscan en este unión afectiva, una complacencia o inclinación hacia un bien.
~n e:te plan, no comporta un doble objeto, nada más de lo que
anausis el amor como el "momento del querer humano. De
:mp!Ica en los. inanimados, directa y espontáneamente
modo que, analizando los rasgos comunes a todas las formas del amor inclinados hacia el fin que les atrae objetivamente" 154.
humano, lo definen como aprobación:
La del amor como "aprobación" todavía se mueve a un
"Mi contestación que no pretende ser más que un intento de
de la naturaleza de las potencias. En este por el
solución, es la siguiente: en todos los casos imaginables del
amor, amar decir aprobar." 153 principio que descubríamos en el tratado de las el amor es
lógicamente el momento de la respuesta vohtiva humana':"
En el recoge los dos elementos que Así se el alcance del uso del "compla-
buscábamos: la objetividad del ("probum" = y la en este porque, de los derivados de la
vinculación de ese bien al de la voluntad. Pero especificidad de la unión es el
en cuanto al del
amoroso, no se supera la estructura que encontramos en el
152 En este punto hay que destacar la originalidad de P. Rousselot al tratar del tema del porque no se ningún nuevo
conocimiento con e! siguiente principio: IDEM, Amour spirituel et .aperceptive, en "La conocimiento':". Su se centra en la
Revue de Philosophie" 11 (1910) 225: "toute connaissance est par un amour". Se
comprende lo injustificado de la crítica a su doctrina fisica del amor sólo en que no tiene en mnnna, que la le y,
cuenta la específicidad de la inteligencia: cfr. M.-D. Le désir de Dieu, cit., en la umon , pero no tiene en
165, nota l. Para ver la unidad de! pensamiento de Rousselot y la centralidad de! amor en el mismo: .posibie especificidad del amoroso.
cfr. H. DE LAVALETTE, Le théoricien de l'amour, en RSR 53 462 -494
Modernamente, el que ha estudiado este punto en relación con dinámica del amor es: T.
HORVÁTH, Caritas est in ratione, cit.; la "affinitas" de la voluntad a la razón a
A. WOHLMAN, Amour du bien propre et amour de de soi, cit., 212.
modo de una "solidaridad": ibid., 28: Studiurn, welches die Zusammengehorigkeit, die
Einheit des Verstandes und des Willens tiefer zu verstehen sucht, bedarf der Geduld und Mühe, was 155Esta consideración un tanto exclusivista de la "vol untas ut natura" se ve claramente en: L.-B.
aber jenen irnmer eine grofíe Freude des Verstehens bereitet, denen die menschliche Existenz ein GEIGER, Le probléme de l'c:mour, cit., 97: "L'ordre naturel de la volonté a son objet, le bien,
Lieblingsproblem ist". En relación a la acción: D. WESTBERG, Right Practical Reason. Aristotle, done par la connaissance mtellectuelle de cet objet, aussi nécessairement que la
Action, and Prudence in Aquinas, Clarendon Press (Oxford 1994). volonté."

153 J. PIEPER, Über die Liebe, Kosel (München 38 s, Lo explica diciendo: ib., 39: 156 Cfr. TOMÁS DE LA CRUZ, a.c., 24: "«Una del apetito en el bien» será por
"Jemanden oder etwas lieben heijlt: diesen Jemand oder Etwas «gut» nennen und, zu ihm tanto la definición del amor desde un punto de vista psicológico,
gewendet, sagen: Gut, da~ es das du auf der Welt bist!". Sigue esta definición: J. 157 Se puede poner e? paralelo con la a:ectividad sensitiva: cfr. M,J. FARAON, The Metaphysical
CRUZ CRUZ, El éxtasis de la cit., Esta terminología se encuentra también en Santo and Psychological Principies 01 Love, cit., 49: "Thus it is that the immutatio ab
Tomás; en: DV, q. 27, a. 1: "Vult autem Deus omnibus creaturis bonum naturae, própter quod appe~lb¡[l» effected m and by the will: under the finalizing and influence object
dicitur ornnia diligere... omnia approbare". Otros términos: 1) aceptación: II Sent., d. 26, q. un., a. 1: conditioned by its apprehension by the intellect, forrnally constitutes unio affectiva?
"pro ipsa acceptatione amoris"; DV, q. 27, a. 1; y ad 2; ad 11; a. 2; y s.c. 4; 2) agrado: ver grato: Il
158Es el célebre "quodammodo infinita" directamente a la inteligencia: cfr. I Sent., d.
Sent., d. 26, q. un., a. 1; CG, L 3, c. 150 3220): "Dicitur enim aliquis alicui esse gratus, quia est ei
q. 1, a, 3; CG, L 2, c. 49 (n. 1252); I, q. a. q. un., a. 18, ad 3.
dilectus''; CT, c. 143 (63); c. 214 (8 -1 t. q. 110, a. 1; 3) complacencia: hallar placer mutuo: t-u.
q. 26, a. 2: "amor nihil est aliud quam complacentia appetibilis"; cfr. fMT, c. 3, lec. 2 c. 12, '~9 En el sentido de la unión más profunda que seguir al entendimiento: cfr. J. GREDT, De
lec. 1 (n. 999); c. 17, lec. 1 (n. 1437); Uf, q. 26, a. 1; a. 2, ad 2; q. 27, a. 1; ib., ad 3; q. a. ~7~~ne maxtme tnter subiecto cognoscentis et cognitum, en Xenia Thomistica, 1, cit., 303 _
60 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 61

Se revela la de la solución anarente que ofrece


tal gran moral que es que, con la
de la "objetividad' dicha - sólo la
capta el objeto en cuanto - se abre a la la posibilidad de
un desinterés'i"; pero lo hace olvidando que ha amor desde
una postura en la cual misma palabra interés no sentido'?'. El
motivo está fundado en la estructura del acto humano y en la
interrelación entre la y la voluntad.
La del amor como aprobación está basada en el
momento denominado "simplex voluntas" que es anterior a la "inten-
tio" 162 Eero, sólo la "intentio" la cobra significado
moral' 3.
El fundamento de estas limitaciones está claro. La
superación del nivel sensitivo se realiza en esta propuesta sólo por medio
de la del al cual un nuevo de

160 Cfr. L.-E. GEIGER, Le probléme de l'amour, cit., 90 s.: "Il pourra étre vraiment désintéressé,
c'est-á-dire qu'il n'est pas désintéressé seulement paree que, pris a l'intérieur de la convoitise de notre
propre bien, nous pouvons a l'occasion sacrifier ce demier au bien du tout ou au bien de Dieu que
naturellemcnt nous convoitons également, mais paree que l'arnour en lui-méme, objectif et vrai, et
un amour proprement dit, qui peut donner au bien, saisi dans sa valeur absolue, la réponse ffiW fficl
également absolue, le pur hommage de notre coeur qu'il mérite." El desinterés consiste, para él, en la 9lutri SUjJerSententiis afirma explícitamente que los términos se a las pasiones y las
valoración puramente objetiva. espirituales t'aequivoce'': III Sent., d. 15, q. 2, a. 3, qla. 3, ex.; Il Sent., d. 17, q. 1, a. 2,
q. 26, a. 1: se tematiza en cambio la "pasibilidad del alma"; y en la Summa
161 Cfr. J.-H. NICOLAS, De l'amour de soi a l'amour de Dieu, cit., 44: "c'est que le mouvement
aparecen unidos en un único dinamismo, por la vinculación de la virtud. Cfr. L.
premier de l'appétit est amour de soi, et nous voyons mieux maintenant pourquoi il n'y a pas encore
passioni nell'antropologia di S Tommaso, en Tommaso d'Aquino nel SUD VII
lieu de se dernander s'il est intéressé ou désintéressé."; A. WOHLMAN, Amour du bien propre et
cit., 339 s.: "Una risposta puó forse, essere trovata alla luce di quella prospettiva
amour de soi, cit., 231.
ilistica» che pe.rcorr~ le pagine .della «Seconda Pars» della Summa, dove Tommaso prende in
162 Es la estructura de Santo Tomás en: DV, q. 22, a. 3; y I-Il, q. 12. En esta última desarrolla el ame iL«lnotus:atlOnalIs creaturae m Deum», I! modo in cui l'uorno, attraverso i suoi atti, perviene
tema desde una concepción acabada del acto humano. Cfr. I-Il, q. 8, Prol.: "Actus autem voluntatis a 010. Ora, proprio questa analisi del problema dell'uomo e della sua
in finem videntur esse tres, scilicet velle, frui, et intendere."; según esta estructura corresponde al essenziale e, quindi, dei suoi atti, consente a Tommaso di affermare l'autonomia e la
"intendere" una posición semejante a la del desiderium en el dinamismo sensitivo; cfr. 1-11, q. 12, a. >M:a .della creatura umana (cproprium est naturae rationalis ut tendat in finem quasi se agens vel
1, ad 4: "voluntas respicit finem tripliciter, Uno modo absolute, et sic dicitur voluntas... alio modo
consideratur finis, secundum quod in eo quiescitur, et hoc modo fruitio respicit finem: tertio modo 'i~r;'d~1í:;I;~:e~id~irettivi deB'agire umano, un posta particolare spetta alla passione che, in
consideratur finis secundum quod in ipsum ordinatur, et sic intentio respicit finem.' En estos textos I sensitrvo, compendia ed esprime tutte le energie della sensibilitá''. Esta
se aclara que se trata de un acto especifico de la voluntad, distinto de la intención intelectual: cfr. concuerda con la evolución del pensamiento moral del Aquinate propuesta por: G.
DV, q. 21, a. 3, ad 5; H.-D. SIMONIN, La notion d't'imentio", cit., 451. el virtus, cit. Creo que se puede aplicar a las pasiones la importancia que el autor da al
163 Es el significado principal de "intentio": cfr. A. GÓMEZ IZQUIERDO, Valar cognoscitivo de
ptil1cipic,.d~ individuación: ibid., 190 -196.
la "intentio" en Santo Tomás de Aquino, en CT 29 (1924) 170: "De todos estos sentidos con que 'j'Esltertlo<Io es común a los tratados clásicos que hablan de la voluntad, pues lo hacen sólo desde
aparece la palabra intentio en el latín clásico, prevaleció, sobre todo en los escritos filosóficos, el consideración de la misma como apetito racional. Cfr. É. GILSON, Elements ofChristian Philo-
sentido de «propósito o determinación voluntaria en orden al fin»." El Aquinate añade que no se Arnencan Library (Toronto 1960) 281: "Love has only one object... its object is
trata necesariamente delfin último (cfr. I-Il, q. 12, a. 2), es decir, es el paso necesario para dar lugar gl'Wa:ys:aPIJrelherlded as good." Por eso su definición del amor es la complacencia: cfr. ib., 282: "the
a los fines particulares del sujeto; sólo así se puede entender la importancia de la "intentio" para la a modification of the appetite whereby it delights in a certain appetible... the
vida contemplativa (cfr. 11-11, q. 180, a. 1). causes the lover to adapt himself to it, and this mutual fittingness is the very complacentia
La relación intrinseca entre la "intentio" y el interés en sentido moral la estudiaremos amor.. . . nihil est aliud quam complacentia appetibilis", cita: 1-11, q. 26, a. 2. También
posteriormente: vid. infra, p. %. PRUMMER, Manuale Theologiae Moralis, I, Herder (Bareelona 1955) 393.
62 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 63

eso, no extrañar que la acción aprobar tener como


objeto tanto personas como cosas.
Esta de una muy distinta de la que
nuestro estudio. Busca sobre todo destacar la de las
frente a la del
racionalismo'". tenemos en cuenta que la diferencia fundamental en
este nivel es la se establece entre la "ratio" yel intellectus",
toda la se moverá en un estrecho entre la
inteligencia y la vohmtadl'". El paralelismo es válido en lo que respecta
a la dependencia de la voluntad a la pero no
significado del amoroso. 1, Ed. Leonina (Roma 1969) 2~8: "Ideo primatum vo1untatis, quod est christiana
El dinamismo e moralis ~aput, et pmnatum ratiorus, in quo sita est tota phílosophiae moralis Aristotelis
vetera Ita comunxit Thomas ut nil neque de hoc neque de illo detraheret et haec est
. prima fonte discrepantia in unum corpus doctrinae confundisso, cum ea
inter se apussune cohaerere ostendise."
,,11.]'1$"""1" de "alteridad" propia de la atracción del bien, como elemento específico del
movimiento afectivo, es la qu~ n?s pemute comprendcr la insuficiencia de las que parten
166 Cfr. J. PIEPER, Gluck und K~~:~~:si~~:od~ Kosel (München 1957), en el que insiste en la
deunaidentificación de la dinámica intelectiva y la volitiva. Es en este punto coinciden tanto
necesidad de fundar todo momento de un acto en un no discursivo y,
por consiguiente, la supremacía de la teoría sobre la práctica; cfr. IDEM, Verteidin- . Difieren en que el pnmero subordina el dinamismo de la voluntad al de la
.ínteligencia; rruentras que el segundo reconoce a la voluntad un primado en la acción de tal modo
gungsredefia die Philosophie, Kosel (München 1966).
de entender no es si~o: P. ROUSSELOT, L'étre et l'esprit, en "La Revue de
167 Se ve en la J. PIEPER, Über die Debe, cit., 40: "Solche Philosophie" 11 (1910) 571: "l'appétition de la vérité divine", Pero, al identificar el movimiento de
aktivistische auch in del' Vorstellung vom co~ el de~eo, hace imposible una verdadera superación de la dinámica de la inteligencia
Erkennen -als Arbeit» des Denkens encuantor Hrlilvl, L'imeilectualisme de Saint Thomas, Beauchesne (Paris 1924) 224: "Il y a une
zu und nicht in Gestalt des del' l17tellectuelle et c'est ce que nous appelons Dieu. Voila la thése
Grundsachverhalte des Denkens wie del' Existenz unmittelbar de la constitutive de et moral."
inteligencia la voluntad en: IDEM, Glück und Kontemplation,
Este se ha llevado hasta su último expremo en la disección realiza del acto Santo Tomás señala con más fuerza la separación entre la "simplex voluntas" y la
entre la "intentio" y la "electio'': cfr. Il Sent. d.38 q un a 3 ad 5' DV. q 22 13
humano GARDEIL, Acte humain, en DTC I, 342 s.; cuyo fundamento es: BILLUART, q. 12, a. 3. ' ,..,., , , . , a. ,
Summa S. Thomae hodiernis accademiarum moribus accomodata sive cursus Theologiae, IV: De
ultimo fine et Actibus Humanis, 263 -264. luego asumen los comentaristas 1 Sent., d 19, q. 5, a 1, ad 7; DV, q. 1, a. 3; LP, L 1, lec. 3; J, q. 16, a. 2.
más A.D. Saint Thomas Aubier A. SCOLA; La fondazione teologica della legge naturale nello 'Scriptum Sententiis'
Montaigne (Paris 1946) 21 -26 Y O. róle de la raison dans la albertino- Ton:mqso d'Aquln?, Freiburg Schweiz (Freiburg 186 s.: "Per
thomiste, en PEM, III, 537 -575. Para la valoración de la influencia de Billuart y sus fuentes specificare ¡J significato di questa «inclinarlo naturalis», l'Aquinate parte dal presupposto che le
racionalistas: cfr. S. PINCKAERS, Le renouveau de la morale, 127 IDEM, Le probleme de potenze abbiano origine nell'anima in modo ordinato....
l'í'intrinsece malum", en Universalité et permanence des Lols morales, Fribourg Suisse-Éd. simi1e, . inst~ura un certo rapporto di corrispondenza tra intelletto e «ratio» da una
du Cerf (Fribourg-Paris 1986) 289. e volonta e libero arbitrio dall'altra, Se il nesso tra l'intelletto e la «ratio» risulta chiara
168 Es el punto que destacó: M.-D. ROLAND-GOSSELIN, Le désir de Dieu, cit., 164: "L'amour, all'interno della dottrina tomIsta: da esso riceve luce anche il nesso tra volonta e libero arbitrio.
avant méme d'étre désir, est transport vers un objet réel, Aimer ce n'est plus recevoir et transformer e libero arbitrio infatti sono due aspetti dell'unica 1 .
indicandon- l'aspetto semp líIce ~d assoluto il cui
--, e il fine 11 asecondo
pnma
en soi; c'est des l'abord sortir de soi et tendre vers autrui. C'est l'amour prend toute sa
valeur de " Cfr. IDEM, De la connaissance en 5 -26; A. FOREST, connesso alla ~mzlOne, m modo il cui oggetto e ció che
Le réalisme la volonté, en RT 46 (1946) 451 realismo de se centra en la essere scelto m vista del (esecundum
primacía de la acción del atrae, con todo lo que esto de alteridad (cfr. ib., 468 s.: este raz?,narniento está en consonancia con la directa que tiene la "intentio" con
"Ainsi l'adversaire du apparait non cornme mais comme le rah~ms, que es 10 propio del momento discursivo de la razón: DV, q. 22, a. 13: "Cum enim
réalisme de la volonté. Il consiste a reconnaitre que volonté sans cesser d'étre libre est actuée ab propnum ratroms sn ordinare et conferre, quandoeumque in actu voluntatis apparet aliqua collatio
alio ... L'amour apparait ainsi, alors méme qu'il est spécifié par son objet, dans un plan transcendant ct uurauo, talis actus en;, voluntatis non absolute sed in ordine ad rationem; et hoc modo
et au désir." "eh estA actus'voluntatis ."A partir de este . se entiende como'" A HAYEN, L'I. . . sntentitonne l, 'ctt.,
t
es un punto original de Santo Tomás: cfr. R.-A. GAUTHIER, Praefatio, en Sententia Libri ez verroes, ou plutot dans les anciennes traductions latines d'Averroes, intentio est
64 Amor es nombre de persona
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 65

desde la de la se la la
superación del nivel como dice el comentando
a "Lo que se hace por elección no se hace por pasión" 172.
lo importante del planteamiento es que no la unidad
dinamismo, es que permanece el contacto con la afectividad,
El modo de realizarlo no es la relación
objeto-sujeto, como nuestro mismo estudio :SU;~t::II<4
del que observar que la aportación ante Parece pues, que superación de la
es un necesariamente - correlativo a la dinámica objeto-sujeto que inteligencia. ",~''''. __. lo soluciona el
"intentio" - que no se
reducir a un elemento Este nuevo elemento que Santo muestra en este
su originalidad, resuelve el
aparece en el clave que comporta de del nivel un
el nuevo nivel amoroso de la voluntad. es la del del acto del amor como el acto de la
como un conocimiento más es la especificidad del amor que nos el Doctor
Arlgél1c¡o: "las otras operaciones del alma tienen un único objeto sólo el
era conclusión de lo dirigirse a dos '
la

synonyme de ce que saint Thomas appellerait ratio." se nos abre


172LE, l. 8, lec. 5 (lll): "Quod autem fit ex electione non fit ex passione"; la preposición "ex"
indica la razón propia del acto.
173 Toda "intentio" objetiva es relativa a una "intentio" subjetiva primera, al menos la divina: cfr.II
Sent., d. 1, q. 2, a. 1: "Finis operis scmper reducitur in finem operantis"; cfr. para su explicación:
T.O. BELMANS, Le sens objectif de l'agir humain. Pour relire la morale conjugale de Saint l. 1, c. 91 (~' 763): "aliae operationes animae sint circa unum solum obiectum solus amor
Thomas, Libreria Editrice Vaticana (Cittá del Vaticano 1980) 224 -231. Para ver la originalidad de obiecta ferri videtur". !--aduplicidad de objetos t?davia es poco conocida en e! tomismo: p.ej.
la doctrina de Santo Tomás sobre la "intentio" y el "finis agentis": O. LOTTIN, L'intention morale en. J.F. SELLES, Conocer y amar. Estudio. de los objetos y operaciones del
de Pierre Abélard a saint Thomas d'Aquin, en PEM, IV, 307 -486; lDEM, La place du "finis ~f:1:e:::i!:::"~~~~~~,de la voluntad según Tomás de Aquino, EUNSA (Pamplona 1995); pero sí en: D.
operantis" dans la pensée de saint Thomas d'Aquin, en l.c., 497 -517.
Recordemos el modo experiencial de definir la "intentio": cfr. O.E.M. ANSCOMBE, Intention,
. a.
P~T,?OD,. El mor. Un acercamiento antropológico desde Tomás de Aquino,
r.xcerpta e dissertationibus m Philosophia, VIiI (Pamplona 1998) 467, e incluso un primer análisis
Basil Blackwell (Oxford 1966) 9: "What distinguishes actions which are intentional from those se encuentra e~: T. ,MELENDO, Las dimensiones de la persona, Palabra (Madrid 1999) 80 -83. Tal
which are not? The answer that ¡ shall suggest is that they are the actions to which a certain sense of dUjplic;id<ld. est~ insinuada ~a en el dinamismo de la "intentio": cfr. II Sent.. d. 38, q. un., a. 3:
the question 'Why?' is given application''. . In ratlOr:e sua ordmem quamdam unius ad alterum importat"; DV, q. 22, a. 13. "intendere
174 Cfr. M.J. FARAON, The Metaphysical and Psychological Principies of Love, cit., 81: aliud esse v~deatur quam ex eo quod quis vult in aliud tendere sicut in finem" y la unidad de
"Affective knowledgc, then, is knowledgc ofan object under the fonnality ofits subjectivity... is, to entre la "simplex :oluntas" y el "intendere": cfr.II Sent., d. 38, q. un., a. 4;DV, q. 22, a. 14;
coin an expression, a subjective objectivity". Para el conocimiento afectivo: cfr. J.M. PERO-SANZ q. 12, a. 4. ~sta duplicidad en el acto del amor (que no en la potencia apetitiva), es un principio
ELORZ, El conocimiento por connaturalidad (La afectividad en la gnoseologia tomista), Univ. de de! dmaml~mo moral: cfr. 1. OOMEZ C~FAREl)fA, Etica como amor: propio y del
Navana (Pamplona 1964); R.T. CALDERA, Le jugement par inclination chez saint Thomas La aportacíon cristiana a la fundamentacián de la Etica, en RF 220 (1989) 486: "El ser
d'Aquin, Vrin (Paris 1980). Téngase en cuenta que esta reivindicación no supone de ningún modo busca .la felicidad (eudaimonía); seria brillante fundamentar la Ética desde ese solo
un desprecio de la inteligencia: cfr. L. MELINA, La conoscenza morale nel regime della legge tan evidente, '" se suele llamar 'utilitarismo'. Diré que, de todas las caracterizaciones de la
nuova. Lettura di alcuni testi dai Commenti di San Tommaso alle Lettere di San Paolo, en A IX CTI, leniael1C¡;a,. m,e resulta preferible la d,; Savater, 'Amor propio' se recomienda por lo inequívoco... no
IV, cit., 99: "Tuttavia il primato dell'azione sulla volontá non toglie che vi sia anche una a nmgun elemento ajeno. y asr ha de ser, lógicamente, si ha de tratarse de un único elemento
illuminazione dell'intelligenza e che essa abbia una dinamica specifica all'interno della legge
nuova." Por este motivo Santo Tomás también relaciona la "intentio" y las pasiones en: DM, q. 16, altem~tiva es apelar a un segundo principio. En el ámbito antropológico en que buscamos
a. 11, ad 3.
S i\'¡rKfEI~s,ol? hay uno pensable: los otros seres humanos". Es una respuesta al libro de: F.
Etica como amor propio, Mondadori (Madrid 1988).
66 Amor es nombre de persona
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 67

la posibilidad de una relación sujeto-sujeto, es una relación que aor'ditlarial<'V,. La encontramos en sus obras a lo largo de
puede responder adecuadamente a la personalista'"', épocas; con mayor en la Summa Theologiae y sus
obras (Super Ev. Ioannis y Super ep. ad
1.lA. AMANS AMATO BONUM VELIT, NIVEL MORAL
tanto al amor de , como al de los angeles'Y; y,
Ahora, continuando la última cita de Santo ya podemos del hombre por la caridad 183. Es sólo se a
mostrar la definición amor verdadero: "decimos que amamos a aquél el amoroso que de él se -la
queremos a1gun • bilen ,,177 ; en sm
• t esis:
'
acto de objetos- se para
"In hoc praecipueconsístít amor, AMANS AMATO tratados teológicos como el de la , pero, sobre
BONUM mediante la de la entre "gratis data"
se hace - y "gratum faciens" - persona en sí mísrna".
Esta está tomada de , pero, si en éste es
una afirmación de pasada, en Santo Tomás alcanza una importancia
WIMES:SE,Les "Auctoritates Aristotelis". Un florilége Médievale. Étude Historique
litii)I1,;ritiqLie, Louvain Publications Universitaires-Béatrice Nauwelaerts (Louvain-Paris 1974);
nro. SE~ reccze la CIta inmediatamente posterior: 266) "amicus est qui amet et e converso
176 Cfr. J. DE FINANCE, Esistenza e liberta, cit., 47: "L'opposizione del soggetto e dell'oggetto e
definitiva de esta obra la data: 38) entre 1267 -1325.
evidente, e proprio per questo molti vogliono vedervi due forme d'essere del tutto differenti e
incomparabili. Ma, in questo caso, come potrebbero entrare in rapporto? Se l'oggetto coñoscibile,e las citas que hemos encontrado en las que aparece explícitamente la frase o, al
no e totalmente eterogeneo all'interioritá del conoscere, e il soggetto e conoscente lo e perché estructura de dos objetos: J Sent., d. 15, q. 3, a. 1; JJI Sent., d. 19, 1, a. 5, qla. 1, ad 1;
porta in sé un'affinitá segreta con l'oggetto"; A. QUEVEDO, Hacia un modelo moral 2, a. 1; d. 29, q. un., a. 3; d. 32, q. un., a. 2 y ad 3; a. a. c. 17, lec. 1 (n.
de la en "Escritos del Vedat" 18 (1988) 152. 4 (n. 1819); DV, q. 27, a. 1; CG, 1. 1, c. 91 (nn. 757. c. 96 (n. 805); 1. 3, c. 90
177 CG, 1. 1, c. 91 (n. 763): "hoc enim amare dicimur cui aliquod bonum volumus''.
1. 4, a. 21 (n. JGA, c. 5, lec. 3 (n. 305); c. 6, lec. 2 (n. 364); LDN,
428); CT, I, c. (63); J, q. 20, a. 1, ad 3; a. 2; y ad 1; a. 3; q. 23, a.
178 CG, 1. 3, c. 90 (n. 2657). Por su importancia, dejamos en el texto el original latino. a. 4, ad 2; q. 60, a. 3; Qd J, q. 4, a. 3; q. 5, a. 2; Qd V, q. 3, a. 2;
179 ARISTOTELES, Rethorica, 1. 2, c. 4 (1380 b "ÉOT(,) o~ TO qdElv o~ [3ouAEOeai 28, a. 1; a. 3; y ad 3; q, 29, a. 4; q. a. 2; q. 77, a. 4; yad 3; 84,
a
'!:LVL o'lel:aL "'yaeá, EKELOU EVEKa aUa ¡.ál «úrou"; efr. Ars en ARISTOTELES LATJNE, c. 14 (32 DC, q. un., a. 2, ad 6; a. a. 9, ad 10; DCF, q. un., a. 1; c.3,
Ed. Academia Regia Borussica (Berolini 1831) 708 b: "Sic igitur amare velle alicui quae putat bona, c. 5, lec. 3 (n. 753); c. 11, lec. 1 c. 12, lec. 4 (n. 1643); c. 14, lec. 5 (n.
illius causa sed non ipsis''. La definición está referida directamente a la amistad: ib. (1381 al): 2 (n. 1997); DM, q. 8, a. 1, ad q. 16, a. 3; JI-JI, q. 17, a. 8; q. 23, a. 1; q. 25, a.
"<jJiAo<; O'EGTlV Ó <jJLAwv Kal , l.c.: "amicus yero est qui amat et redamatur". 26, a. 6, ag. 3; a. 12; a. 13, ad 2; q. 27, a. 2; 1; ag. 3; ad 1; q. 31, a. 1; q. 33, a.l ;
Aunque el vocabulario no e,s preciso en este cfr. A. WARTELLE, 8, lec. 2 (91. 1 lec. 5 (130); lec. 7 -165); 1. 9, lec. 8 (41); lec. 13 (96);
Lexique de la Société d'Editions "Les Belles (Paris 1982) 449: U 77); IR, c. 1, I (n. 21); lec. (n. 67); c. 8, lec. 6 (n, 699); c. 9, lec. 3 (n.
éprouver de (sens large) ou de I'amitié (sens restreit); aimer 996); c. 13, lec. 2 (n. 1057).
Tomás conoció la obra en las versiones latinas existentes: efr. A. M,\NSIC)N, Quetques IIISent., d. 32, q. un., a. 2; CG, 1. 1, c. 91; LDN, c. 4, lec. 9; J, q. 20.
travaux récents sur les versions latines des el d'autres d'Aristote, en 39 x.ir. C. 4, lec. 9; J, q. 60, a. 3.
L.1....1 V,
(1936) 94: "On a aussi deux versions de la la plus récente est de
Guillaume de Moerbeke, toutefois ne s'est pas servi de I'autre. plus, A. Birkenmajer a montré 1..- 11 ., 1110en,", d. 27, q. 2, a. 1; DC, q. un., a. 2, ad 6; 11-JJ, q. 23, a. 1; CP, 8 [36, 7 -18] (n. 1177).
que la Rhetorica traduite de l'arabe par Hermann l'Allemand vers 1240, n'est pas la sobre el amor de Dios se aplican a este tema no al de la Trinidad. Hay que destacar
traduction d'une ceuvre perdue d'Averroes, mais une version fort exacte du traité aristotélicien." La l~¡@sencia casi total de la fórmula en el ámbito trinitario. se hace en: Cci, 1. 4, c. 21; sobre los
traducción de Moerbeke se usaba en las escuelas en 1270: cfr. M. GRABMt'\NN, Guglielmo di personales del amor de Dios en el fiel; yen: !lO, c. 5, lec. 3 (n. 753); c. 15, lec. 2 (n. 1999);
Moerbecke o.P. il traduttore delle opere di Aristotele, Pontificia Universitá Gregoriana (Roma "Deus est in sanctis per gratiam": el misterio de la inhabuacion de la
1946) 115; por razones de critica textual: F. BOSSlER, Méthode de traduction el problémes de in,,1 p" In" pe~'¡'M santo Tomás, Analecta Gregoriana (Roma 1993). El por qué de ello será
a
chronologie, en Guillaume de Moerbeke. Recueil d'études l'occasion du 70(1 anniversire de sa adelantamos que usa un modo ascendente de conocimiento: cfr. S.
mort ed. J. BRAMS y W. VANHAMEL, University Press (Leuven 1989) 291, la sitúa en L'Evangiie et la morale, Ed. U. Fribourg (Fribourg 1990) 118: "Pour découvrir
tomo Con un análisis textual: R.-A. GAUTHlER, Saint Thomas et la Rhétorique d'Aristote, ¡Uf de Díeu, partir de l'amour humain qui est plus directement a notre portée, et
en Saint Thomas d'Aquin. Contra Gentiles, Texte de l'edition Leonine, 1, Lethielleux (Paris 1961) 51 0.,,"e'n~;ouverH, oaiueurs, l'écriture pour parler de I'amour divin".
-56; sitúa el conocimiento de Santo Tomás de esta traducción en las qq. De Malo (1269-71). El
Sent., d. 26, q. un., a. 1: "Pro ipsa acceptatione arnoris, secundum quod aliquis gratum
texto citado no se encuentra recogido en los escolios o "auctoritates" de Aristóteles de aquella
dicitur qui eum diligít; pro ipso bono quod liberaliter datur ex amore, unde gratia
68 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 69

De este modo se que esta está asumida encontrado una primera respuesta afirmativa: la doctrina
collerenterrlente en todo el doctrinal del Doctor Angélico. un amor personal en la que aparece la
Santo Tomás se refiere a esta definición cuando responde de encontrar la irreductibilidad de la
a la pregunta sobre el "amor verdadero" en sentido No nos basta con eso, la pregunta
moral. Especialmente en los textos sobre la ley nueva y el precepto que de Hemos de
amor 186 . En estos textos, además, expone claramente cómo la fórmula la si responde a las otras dos
sólo es aplicable a las personas'Í". Se trata por tanto, en este fundamental~s de . ~a personalista: su carácter
188
restringido, de un amor interpersonal • su vinculación a un acto de libertad y su vinculación

dicitur dono quod gratis datur"; estructura que mantendrá a lo largo de suobra:
(es el único lugar del De Veritate donde se recoge la definición del amor); CG, L 3, C. DI} \11. ~'LL.,O 1:
CT, 1, c. 143 (50 -56); I-JI, q. 110, a. l. Es el presupuesto necesario para la doctrina de "".""'~"U
como amistad que realiza Santo Tomás: cfr. 0.0. MEERSSEMAN, Pourquoi le Lombard n'a-t-il
pas concu la charité comme amitié", en Miscellanea Lombardiana, Istituto Oeografico de Agostini
(Novara 1957) 168: "Pour pouvoir définir la charité une amitié entre l'hornme et Dieu il ne fallait Toda la investigación anterior ha estado dirigida
pas, cornme l'avait fait Aelred de Rievaulx, abaisser celle-ci au niveau d'une relation sociale *rlicjión del amor. un a esta
lógico, una
baptisée a l'eau de rose; il fallait la faire monter au méme plan supérieur oú s. Augustin avait déjá una toma de a la UvllllU,U extend ida de hablar del
porter la charité; il fallait substituer a l'amitié cicéronienne une doctrine métaphysique de l'amour.
Alors seulement il y aurait eu moyen de comparer les deux termes: charité et amitié. Mais pour cela
il fallait remplacer la doctrine du Laelius par l'Éthique a Nicomaque"; cfr. L. TEIXlDOR, De En estos artículos sigue un doble argumento' 10desde 1"
interesa' 20 d d i " . . e amans amatum bonum velit" -
ratione formali amicitiae Dei in homine iusto non ad solum habitum caritatis reducenda, sed per -, es e a communicatio" o "concordia" en el bien L fi ., .
gratiam sanctificantem maxime explicanda, en "Analecta Sacra Tarraconensia" 5 (1929) 3 -32. ¡<.J~u!tLla es: LE 1 8 lec 2 (76 86)""" . a a irmacron mas
<86 Estos son los lugares: IMT, c. 22, lec. 4 (n. 1819): "ita, debes eum diligere eo modo quo
ridiculum ,~nilm' ~ss~t di~ere qu~d aiiq~~~:~~l~:ou~~~:n~~;~o~t~~~~;Oqb~~~~~~nt~s bonhi illorum
l;
per hoc quod horno amet . benev vinum omo vu t
teipsum, quia cum dico 'Diligo istum,' dico 'Volo bonum ei.' Unde actus dilectionis cadit super duo: vult vino b . vinum, non est enevolens vino, sed sibi ipsi. Et si aliquis dicat
vel super ipsum qui bonus est, vel super ipsum bonum, quod yola sibi''; IGA, c. 5, lec. 13 (n. 305): ipse habet ill~~u~,¡'i::'¡~o~~qltUosadluctonsef\le~u.r, considerandum estquod horno vult salvari
"ad veritatem dilectionis amare enim est velle bonum alicui"; OSV, c. 14 (31 -34): "ut sit vera .. . em VInI In quantum est bon .. di
sui ipsius". En este texto, por medio de la referencia a ' " um ~Im, se In quantum
hacia la creatura irracional debido a su creación en la ~nt~n~on, Imal1lfiesta como el amor
dilectio. Cum enim de ratione dilectionis sive amoris hoc esse videatur ut aliquis bonum velit ei
quem amat"; JI-El, q. 44, a. 7-:-"ut scilicet non diligat aliquis proximum propter propriam utilitatem d. 32, q. un. a. 2' 1 q 20 2) , cuan o e. a y a conserva en el ser (cfr.
vel delectationem, sed ea ratione quod velit proximo bonum, sicut vult bonum sibi ipsi; ut sic 'unapersona. " , . , a. no es un amor completo, SInO que exige una referencia a
dilectio proximo sit vera"; CP, 8 [36,7] (n. 1178): "quia debemus eum diligere uere"; IR, c. 13, lec.
2 (n. 1057): "Secundo quantum ad formam dilcctionis, ut scilicet sicut aliquis seipsum diligit, quasi cm,voelse,tneciiamodo, se puede aclarar la atribución a las criaturas inanimadas d d
b en: "1 d 32,q. un . ,a .2, ad 2 ; situa
JII Sent .,. . da en la cuestión de cómo eDios
un ama
amor I e
sibi volens bonum, ita aliquis proximum diligat, quasi ei bona volens.' Añadamos: CG, L 1, c. 91
que asmu a a un amor natural (ibid C' "i t b a os
(n. 757): "Ad veritatem amoris requiritur quod bonum alicuis vult prout est eius'', Una exégesis de ,~,~".u'"'" a la benevolencia' cfr 1 q 23 a 3 "d ¡'.n ;u~ um .sunt ona") pero con una cierta
estos textos en: A. ANSALDO, El principio del obrar moral y las normas morales "benevolentia". ' . , . , . o a , en on e repite el razonamiento; pero evita la
especificas en el pensamiento de G. y J. Finnis, Pontificia Universitá Lateranense (Roma
1990) 143 -195.
este
Comme 'Iontp, I ti L.-B . GILLON, Ch art'té
tema: cfi·. .
e et amour universel de l'étre en Ang 59 (1982) 39'
es armes de l'amour, celle-ci consiste a voul ir d b ' : ' .
~On~I:~~n;O~~~I~:lar~~~;:i~::~~r~fo~~~~:l;:~~:~~~fn:%:~~~~~l~~~~~r:~c~~
187 Cfr. IMT c. 22, lec. 4 (n. 1819): "unde aliquis diligit bona temporalia, quia scit ea bona esse
o
sibi; aliqui vero diligunt aliquid, quia bonum est in se: sic debes diligere teipsum, et etiam .:
proximum"; CG o 1. 1, c. 91 (n. 757): "cuius enim bonum aliquis vult solum prout in alterius bonum concupiscentiae' a seconde le
r amicuiae,
cedit, per accidens amatur; sicut qui vult vinum conservari ut illud bibat"; OVS, c. 14 (43 -50):
"multa autem sunt bona quae dum in nostrum usum vertimus consurnmuntur, sicut vinum dum c: u: tam§~~én(~~un3a definició~ i,?ter¡;erson~l del amor ,la siguiente: DIONYSIUS, De
bibitur, et equus dum exponitur pugnae: unde manifestum est quod, dum res aliquas in nostrum o 709 d). ouvafLEw<; EV01TOLOU KaL auvliE- -
' - o '
usum vertere cupimus, vere quidem et proprie nos ipsos amamus, res autem illas per accidens, et
PP1'KpexTL¡ciic; EV njl KaA.Q Kal ayaew";
DJONYSJACA 1 d 'LK1']<; KaL Lo:<jJEPDV'twc;
1937) 214 S" ,,: " " e . PH. CHEV ALLIER, Desclée de
quasi abusive amari a nobis dicuntur"; IR, c. 13, lec. 2 (n. 1657): "non vult bonum proximo, sed ex . Citada en: III Sen~lrt~t~7ul1l~cae I~t cor\iw:ctivae et differenter concretivae, in
proximo vult sibi bonum. Quo quidem modo horno amare dicitur res irratlonales, puta vinum vel 20 a. l' q 60 a 3" . 2' 1jj
o a. ,y ag. 5, LDN, c. 4, lec. 9 (n. 424); lec. 12 (n.
equum, ut scilicet eis utantur". Otros textos: JIJSent., d. 29, q. un., a. 3; LDN, c. 4, lec. 9 (n. 405); 1, ,los ~fe~t ' d
l' ag. , - , q. 25, a. 2, ag. 2. En esta definición parece que se
q. 20, a. 2, ad 3. En lo referente a la caridad: JJI Sent., d. 28, q. un., a. 2; DC, q. un., a. 7; II-JI, q. 25, n(j"tel'iormente( 'd . fr os e, amor que su naturaleza. Por su importancia será estud' d
a. 3: se dice que: lb.: "Possunt tamen ex caritate diligi creaturae irrationales sicut bona quae aliis " VI.In a, pp. 182-191). la a
70 Amor es nombre doctrina del amor en Santo 'omás: persona V experiencia. 71

amor como algo que supera toda definición Es pesa sobre esta
'07. alguien el bien, sin presuponer la susodicha unión
posición la acusación de ser un intento esencialista, que lo
original del amor un intento de toda la realidad
una formula determinada, objeción, lejos de planteamos un serio es el modo
Esto es lo que nos impulsa a ver si nuestra de PQ,jenlos descubrir el verdadero contenido y naturaleza la
"h'''1/"1>70 amato bonum velle", de lado la de
verdad al valor existencial del amor necesaria para a la
pregunta personalista, Para ello, no de un vacío, ya hemos otra muy que ante todo el
que no de una ideal, sino de una aristotélico de esta precisión 191. nos ante todo
consideración detenida de la unidad dinámica de la amorosa.
Por eso el posible valor existencial de la de amor propuesta intención del texto es el sentido preciso del término
estará a la a la de la que surge. entre otros conceptos 192;
considera la unión afectiva como un elemento esencial al
1.2.1. UNIDAD Ull'~Al'(l1CA Y EXISTENCIAL
corrobora en la metodología
No es un exceso metodológico el intento de analizar la naturaleza
la vinculación a la exrierienr-ia El
de la definición razón es dentro de
estudios tomistas la definición que hemos ha sido necesario hacer esta aclaración, es
diversas críticas. Conviene entonces el contenido de perciben la unidad de la experiencia
con el fin de en la de tal definición. como separada
afectiva del hombre,
La crítica una afirmación del mismo Santo
que tener en cuenta que sólo realiza esta aclaración
la que da a entender la frase anterior no se trata tanto de la definición
terminológica - en la cual los
del amor cuanto de la La razón es que le la mención a
la unión afectiva. Este es el texto: de las diversas interpretaciones
".,,~"v~ Nicomaquea -, cuando se mueve con más da
"El amor que está en el también se que la anterior en si misma la unión
diferencia de la benevolencia. Pues el amor implica cierta
unión afectiva del amante al amado.: Sin embargo, la
benevolencia es el simple acto de voluntad por el que

27, a. 2: "amor qui est in appetito intellectivo etiam differt a benevolentia. Importat
secundum affectus amantis ad amatum... Sed bencvolentia est simplex
189 Cfr. TOMÁS DE LA CRUZ, o.c., 63: "Dificil será en el Angélico una definición del voluntatis quo volumus alicui bonum, etram praesupposita praedicta unione affectus." Por
amor con pretensiones exhaustivas, recortada al modo escolástico orlada de ese toque dogmático la definición propuesta: DE LA CRUZ, O.C., 64; A. ROYO MARÍN
que perennizó tantas otras definiciones de la Escuela."; R.R. The Wisdom 01 Lave, cit., adela Caridad. Ed. Católica (Madrid 1960) 23; S.M. RAMÍREZ, La esencia de la caridad:
83: "Formally love cannot be identified with similarity. Love is a specifically distinct affective Españoles (Madrid 1978) 33. Sigue esta explicación: J. CRUZ CRUZ, El
experience that can not be defined but only described." Esta postura se radicaliza con el sis de la intimidad, cit., 10 1.
pensamiento "moderno": Cfr. A. TORNOS, Antropología del amor, desde su radicación social y
psicologica, en ST 64 (1976) 84 s.: "Es, por otra parte, muy problemático, que se pueda conseguir
el desarrollo sistemático que hacemos en el: Apéndice II: Amor y benevolencia.
concretar señalando un significado primario de la palabra amor, de la que se puedan derivar los q.27, a. 2, s.c.. "benevolentia neque es amicitia neque est amatio ... Sed caritas est
demás significados, como algo secundario o incluso metafórico. En la época de la gran filosofía benevolentia non est idem quod dilectio, quae est caritatís actus."
escolástica ninguna persona culta hubiera dudado que el amor estrictamente entendido se constituye texto paralelo al citado, que es del comentario a la Ética Nicomaquea,
por un acto de la voluntad espiritual que quiere desinteresadamente el bien del otro; ... expresamente que la benevolencia LE, l. 9, lec. 5 (8): "in interiori affectu respectu
Pero en la actual cultura se tendría a estas interpretaciones por antropológicamente inadecuadas." A WOHLMAN, Amor du bien propre et amour de sol, cit., 214.
72 Amor es nombre de persona doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 73

De todo ello se la conclusión: la definición siern¡:)re como una afirmación válida por su
propuesta no se puede comprender como una estructura abstracta 1.th(1auaerlta(ia con la autoridad de pero otras con la
separada de la experiencia. El mismo Santo Tomás insistiría en este lttiral1<1ad de la realidad que muestra. Así
punto.
Aquellos comentaristas que señalaban la insuficiencia de digo 'amo a éste', estoy diciendo 'quiero el
definición del amor entendían la fórmula como un todo
deducido desde contenidos concretos analizables de modo lógico. Este Tomás iguala dos una,
modo de pensamiento, de una abstracta de la lenguaje coloquial - "amo a éste" - con otra, un poco
naturaleza humana de cual deduce de modo racionalista, ha sido nuestro estudio - "quiero el bien para
criticado recientemente por los estudiosos del presenta como implícita en la y
tomista de la "razón práctica" 194. No es así como la hemos encontrado, verdadera riqueza del amor. Por
ni el de la definición es un conjunto de elementos "definición" del amor se
pueden ser analizados por La hemos hallado en su vinculación de la misma
a la y al dinamismo humano.
Aunque hemos hallado la definición tras un proceso especulativo, se valorar la
ha sido siempre en una estrecha vinculación a la elementos que contiene de su El amor no es
dinamismo del acto y no se puede considerar que la el yu:;ctapO~;¡C1Ón de tales elementos, sino la unión de los mismos.
carácter de una "deducción", cuyos elementos ser analizados por sentido en un acto que no se reducir a la
separado'". Es en los lugares en los que se encuentra tal definición, componentes, es un del carácter de la

194 Cfr. G. ABBA, Felicita vita buona e virtu. Saggio difilosofia morale, Las (Roma 1989) 50:
atírmaciones de Santo Tomás sobre la de oojetos
"Non e sostenibile la nozione di ragione pratica propria della teoria scolastica, di matrice suareziana, explícitas que la de los estudiosos sobre la
della legge naturale. In questa concezione la ragione e anzitutto speculativa, in quanto scopre le destacado, no se ha su
leggi della natura umana e giudica, speculativamente, se un'azione da porre e conforme o no alla
natura umana, Diventa pratica la ragione quando trasmette il comando del legislatore divino di autores tratan sus
realizzare simile azioni, Non e sostenibile tale concezione sia perché la natura umana, largamente los toman como
indeterminata rispetto alle azioni individuali, non fomisce a1cun criterio preciso di condotta; sia
perché deduce il dover essere dall'essere di fatto."
Lo mismo pasa con todo intento de desvinculación del amor al dinamismo de las pasiones, que sm embargo podríamos recoger aquí y allá los elementos que según él la componen
supone una separación de la experiencia: Cfr. Ibidem: "Nemmeno e sostenibile la concezione de reconstruir tal definición."; G. GlLLEMAN, Eros ou agapé, cit., 13. '
kantiana di ragion pratica pura, che prescinde cioé da ogni inclinazione della natura umana. Simile
ragione introduce un dualismo insanabile nell'individuo umano e nella sua condotta e risulta di falto 1819): "quia cum dico 'Diligo istum', dico 'volo bonum ei'".
impraticabile''. w tJti:LJVJlfV';,
O. c., 213: "Par sa forme claire et schématique, cette définition est tres
Otros autores: G. GRISEZ, The Way 01 Lord Jesus, 1: Christian moral principles, Franciscan orsqun s'agit de mettre en place les différents termes qui entrent en jeu dans la structure
Herald Press (Chicago 1983) 104; L. MELINA, La conoscenza morale. Linee di riflessione sul personnes ou pour en manifester les différents dcgrés."; M.-D. PHILIPPE, Lave 01
Commento di san Tommaso all'Etica Nicomachea, Cittá Nuova Editrice (Roma 1987) 23 -125; M. nrivileoed means 01 encountering Another?, en "Analecta Husserliana" 6 (1977)
RHONHEIMER, La prospettiva della morale. Fondamenti dell'etica filosofica, Armando Editore
(Roma 1994) 79 -164. .posturade los .que separan radicalmente amor de amistad y de concupiscencia, no como si
195 Para mostrar este hecho sólo basta el compararla con definiciones del amor deducidas por un umco acto (es absurdo); sino como dos actos especificados por uno de los
investigadores tomistas: cfr. F. GIARDINI, L'essenza dell'amore, en SlIpZ 12 (1959) 54: "l'amore é que, de este modo, se vuelven inconmensurables: cfr. TH. DE RÉGNON
la prima operazione o passione immanente dell'appetito, speciflca da un'essenziale convenienza ""0'- 1"'U"" sur la Sainte Trinité, Il, cit., 292: "la distinction, établie dans YÉiud«
u

impellente verso il bene come tale"; como ejemplos "deductivos": el. GONZÁLEZ, Amistad y le «vouloir» et l'«amoun>. On veut le bien, on aime quelqu'un."; P. DESCOQS,
Salvación. La Redención como Obra de la Amistad de Cristo en Santo Tomás de Aquino, cit., 75: M,daJ,hysic,ce Generalis, 1, cit., 397 s.; R. DE WEISS, Amor sui, cit., 19; R.O.
"No he encontrado en ninguna parte una definición de la amistad, que como tal nos haya ofrecido "'''~lVl''UrtlflJ!.ol Lave, cit., 18; BJ. DIGGS, Love and Being, cit., 130 -132; P. FORESI,
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 75
74 Amor es nombre de persona

sí una "unión" y sólo esa es


momentos que el acto 199, Todos su unidad
existencial en cuanto suponen erróneamente que el valor del amor es la
yuxtaposición de elementos anteriores":" cOlnclusi,ón no está separada de los dos puntos propios de la
captan la unidad de los elementos del acto del amor; pero que están en continuidad con la
en su explicación no del todo su unidad dinámica, pues hablan jlo,gí:l utilizada en la investigación anterior:
de los dos objetos como tendencias , sin ver la relación entre sino inductiva desde la
ellos que los hace mutuamente Sólo un delicado análisis
fenomenológico la de la no es meramente sino que
del acto de amor como un todo tiene el mismo moral de tal experiencia,
su de ser el amor de la "unión afectiva", el para aclarar definitivamente en Santo Tomás el
existencial de la amorosa hemos de dar los pasos
L'Agape in San Paolo e la carita in San Tommaso d'Aquino., cit., 122.
199 Cfr. P. PHILlPPE, Le róle de l'amitié, cit., 8: "son amour se porte vers deux objets distincts, hasta qué Santo Tomás del
vers le bien et vers le terme auquel il veut ce bien. Dans la définition de l'amour «velle bonum humana
alicui», «bonum» et «alicui» sont alors deux objects distincts, spécifiant deux éléments, deux temps
moral con
dans l'acte d'amour: l'amour de qui vise le bien voulu, et I'amour de bienveillance ou mostrar que tal es totalizante e en ella a
d'amitié qui vise le terme (rcalicui») bénéfice duquel est aimé ce bien."; J.M. SÁNCHEZ .auíz,
El amor en el tomismo, cit., 31; D. URRUTIGOITY PITHOD, El amor. Un acercamiento
(1.2.3.).
antropológico desde Tomás de Aquino, cit.,467. con el moral en su con la
200 Cfr. T.-M. HAMONIC, Dieu peut-il étre légitimement convoité? Quelques aspects de la
Théologie Thomiste de l'Amour selon le P. Labourdette, en RT 92 (1992) 243: "lorsque saint
Thomas distingue I'amour d'amitié de I'amour de convoitise, il n'oppose pas, bien sur, un état stable
a une passion, mais, dans ces deux expressions, amitié et convoitise qualifient par mode de
dénomination deux aspects constitutifs de l'amour en tant que tel, et non pas déjá, notons-le bien,
deux éléments constituants (qui du reste ne font pas nombre), que l'on trouve en toute forme
d'amour... l'amour consiste toujours a vouloir du bien (finis qui) a quelqu'un (finis cui). C'est a partir
señalado que el análisis que realiza el en
de la que s'opérera la distinction entre I'amour de convoitise et l'amour d'amitié." conocimiento moral se mueve en al conocimiento por
201 Cfr. 1.,. CACCIABUE, La carita come amicizia con Dio, cit., 27: "L'amore, existe una relación con el elemento
secondo la sua comune definizione di bene a qualcuno, include, in un unico atto, una tendenza tendencias naturales del y que por eso mismo, no
verso due punti ben detenninati: I'oggetto (il ben voluto) e il termine a cui si vuole que! bene. Sara la verdad del conocimiento
amore di concupiscenza la tendenza in quanto diretta verso I'oggetto; sará amore di benevolenza o
di amicizia la tendenza in quanto diretta verso il termine. Nell'amore, dunque, uno stesso moto, uno
stesso atto viene ad avere un diverso rapporto con I'oggetto e con il termine; il rapporto verso il
VON RUDLOFF, St. Thomas iiber die Debe, en DTF 11 346: "Von dieser
termine (alicul= amore di benevolenza) sará quello che caratterizzerá e specificherá tutto il
die Liebe selbst formaliter ist, müssen wir einmal die Einheit, die
movimento dell'amore"; U. CAIN, SeI[ Love and Self Donation; cit., 43; J. CRUZ CRUZ, El
die Liebe ist... sodann jene Einheit, die die Wirkung der Liebe ist, die wirkliche
éxtasis de la intimidad, cit., 206 S. Falta en estos autores determinar que se trata de un término
mguIlls, L:U der die Liebe hinstrebt."
subjetivo por lo que se da una doble relación sujeto-objeto; sujeto-sujeto que permite captar toda la
realidad del amor. Todo esto será estudiado detenidamente en e! próximo capítulo, vid. infra, pp. riflessione sul Commento di san Tommaso
111-121. iCi(~'~~~;f~~:~t:Citta Nueva Edítrice (Roma "Non si tratta di un'istanza estranea al
-n razionale... Anche il contributo delle virtú morali all'interno del sillogismo
202 Los mejores análisis son: S. HARENT, La question de l'amour pur, cit., 183: "Voilá les trois
perció orientato determinazione del valore morale di un'azione in
termes: .une volonté qui aime, et deux objets diversement atteints par son acte unique, a savoir, un
,'V," "'UIO. Solo che questa non avviene in modo scientifico-dimostrativo, ma
bien qui est directement voulu qui), et une personne a I'avantage de laquelle ce bien es! voulu
ifinis cui, ou subjectu;m cul)"; PETERS, Deum ex analysis amoris, en A IJI CTI, Inn~~~.~~~:~a'J:"1~E:sl~e~I¡:":~conocimiento por inclinación" del habló: J. MARITAIN,
ts de la morale, en et Ratssa Maritain.
166 -171; T. HORVATH, Caritas est In ratione, cit., s.; A. QUERALT, Todo acto de amor al
Universitaires Éd. Paris (Fribourg París 1990) 789 -
¿Incluye necesariamente un acto de amor a Dios?, cit., 287; A. WOHLMAN, Amour du
J.M. BURGOS La Inteligencia ética: la propuesta de Jacques
bien nronre cit., 21 1; T.-M. HAMONIC, o.C., 243.
76 Amor es nombre de persona doctrina del amoren Santo Tomás: personay experiencia, 77

moral, en la tradición desarrolla Santo significa decir: el amor es el principio moral de los
vinculada a la experiencia del actuar humano y, a los mismos:
de es como puede crecer 20S .
Todo ello no es ajeno a nuestra porque dentro de este el principio de la vida espiritual, que consiste en la
conocimiento por connaturalidad es como se abre la posibilidad al rei7titud de la acción, es el fin de los actos humanos, que es la
conocimiento de la subjetividad como tal, que se dará en la misma Dios y el prójimo ,,2ü9.
acción, dentro de un existencial''".
imagen de la luz como principio nos indica dos elementos
El modo como Santo Tomás el conocimiento moral es a
este de conocimiento, que hemos de comprobar
de la intención del fin como una luz que actos
concretos:
un conocimiento primero, que no de otro anterior.
"Asi como la luz es la razón de la visibilidad del color, el fin es este conocimiento es, por tanto, original, distinta de los
la razón de la apetibilidad de los medios para elfin fl207. ~meIltos que la puedan fundar;

Pero la luz del fin está al amor en cuanto el principio de los otros morales, que necesitan
Angélico tiene claro el carácter final del mismo: "Pnr,r1110 el amor es el comprenden en su verdad fuera de ella.
al el ante todo una
conocimiento de la caridad, que muestra como
experiencial de modo que que no a la
no lo puede entender:
Maritain, P, Lang (Berna 1995)"
"1\,T/J~lip n1IPf!P conocer la caridad, sino el que la tiene,,210,
205 Cfr. LE, L 1, lec, 3 (118 -20): "iuvenis non habent notitiam eorum quae pertinent ad scientiam
moralern, quae maxime cognoscuntur per experientíarn."; K. WOJTYLA, 1 fondamenti dell'ordine
etico, cit., 41: "che l'etica non possa essere separata dell'esperienza risulta da presupposti di carattere
piú generale riguardanti la natura dell'intero scibile umano, che si basa sempre in qualche modo
sull'esperienza". Aplicado a Santo Tomás: F.W. BEDNARSKI, L'expérience dans l'éthique ergo dilectio est finis", Todo el razonamiento que Se propone
eudémoniste. La nécessité des prémisses empiriques en morale, Herder (Roma 1979) 25.
este texto es absolutamente al de los anteriores: cfr. ib.: "Finis in appetibilibus se habet
206 Cfr. J. MARITAIN, Court traité de l'existence et de l'existant, Hartrnann (Paris 1947) 114 s.: YitiJtihCipiuII1 in speculativis: procedit enim scientia a principiis ad conclusiones, et sic tota scientia
"Mais l'intuition de la subjectivité est une intuition existentielle, qui ne nous livre aucune essence. principiis iudicatur, sicut et in ornnibus operabilibus totum dependet a fine." La "auctoritas" del
Ce que nous sommes nous le savons par nos phénoménes et nos opérations, par notre flux de a partir de 1 Tim 1,5: "finis autem praecepti est caritas"; que desarrolla muchas
~onscie~ce, ". La subjectivité en tant est inconceptualisable, elle est un gouffre argumentar que el amor es fin: cfr. JII Sent. d. 37, q. 1, a. 2, qla. 2, ad 2; IM'T, c. 22, lec,
inconnaissabíe-inconnaissabíe par de de concept ou de représentation, par mode de q. 17, a. 1, s.c. (habitus) 5; a. 2, ag. 8; CG, 1. 3, c. 116 (n. 2893); IGA, c. 5, lec. 2 (n,
science qu'elle soit, introspection, psychologie ou philosophie." 3\Jff¡,1'11, C, 1, lec. 2 (n. 13); 1-11, q. 100, a. 10; OSv, c. 13 (95); c. 14 (73); DC, q. un" a. 3; a. 7, ad

207 D V, q. 22, a. 14, s.c. 2: "sicut lux est ratio visibilítatis colori, ita finis est ratio appetibilitatis his L/'U\..l'.U. un" a. 1, ag. 19; DS, q. un" a. 3, s.c. 3; DVCr, q. un., a. 3, ag. 3; CRR, c. 6 (44); JIO, c.

quae sunt ad finem"; cfr. 1 Sent., d. 17, q. un., a. 5; DV, q. 23, a. 7; q. 24, a. 6; I-JI, q. 8, a. 2, ad 2; q. 2006); DM, q. 7, a. 1; IR, c. 13, lec. 2 1049).
12, a. 4; Pero sobre todo la cita del Ps. 4 que enuncia una teología de la luz: I-JI, q. 91, a. 2: "unde la importancia de la causalidad en la doctrina del amor de Santo Tomás en:
cum .Psalm¡sta dixisset Ps. IV! 'sac:ificate sacrificum iustitia~', quasi quisdam quaerentibus quae SI~.10Nn,¡, La doctrine de l'amour et la causalité jinale, en Autour de la solution thomiste du
sunt mS~Itlae opera, subiungit: Multi dicunt; Quis ostendit nobis bona? Cm quaestione respondens, f/ri,'ble",ede l'amour cit., c. 2, 199 -245.
dicit: 'Signatum est super nos lumen vultus tui, Domine', quasi lumen rationis naturalis"; CP, 1 [24, a. 1: "Unde principium spiritualis vitae, quae consistit in rcctitudine actionis, est finis
9. 13 -15J (n. 1129): "hoc lumen siue hanc dedit Deus homini in creatione., 'Signatum est humanarum actionum, qui est caritas Dei et proximi", El haber unido la idea de luz con la del
super nos lumen vultus tui, Domine', lumen intellectus per quod nota sunt nobis agenda". La conocimiento moral y el principio del amor se la debo a una conversación con D, Ramón Garcia de
la cita se recoge en: 10ANNES PAULUS JI, Lit. Ene. Veritatis Splendor, n. 42 § 2 (AAS 85 [1993] desarrolla en parte esta idea del amor como luz en: R. GARCÍA DE HARO, La vida
1167); la frase del salmo se encuentra además en: ib., Prol. y n. 2 § 1 (l.c., 1133 s.). Cfr. para la de Teologia Moral Fundamental, EUNSA (Pamplona 1992) 445 -449.
doctnna de la luz: LDN, c. 4, lec. 4 (nn. 33 I -332). Cfr. H.-D, SIMONIN, La Lumiére de l'amour. q. 2, a, 2: "nullus potest cognoscere caritatem nisi caritatem habens" En los lugares en
Essai sur la connaissance affective, en "La Vie Spirituelle (Suplemént)" 46 [a.l S] (1936) 65 -72. ros que habla Santo Tomás de que no se puede conocer con certeza si se tiene caridad: 1 Sent. , d. 17,
78 Amor es nombre de persona La dCíctl'm,adel amor en Santo Tomás:persona y experiencia. 79

Esta de gran repercusión en el conocimiento moral, la de una del


argumenta nuestro Santo en la doble en la que se puede cuaíquier otro acto humano, El amor, por
comprender la relación entre la persona y la experiencia:
1°) por la experiencia propia del que realiza una accion'"; signos y
por la propia del que ama una personai",
Ambos puntos centran su fuerza en la vinculación entre la persona la postura de aquellos autores que directamente
y su acción por lo que son claramente y
definicí,~npropuesta, para, a de su estudio
Además, el carácter propio del amor a una persona nos introduce en el amor. La han como evidencia
estudio del conocimiento experimental afectivo. Este plantea una certeza manínesta a sí ,~"on-r-'~'V
Y~_'Y~'_' distinta de la , y que Santo Tomás de modo carácter experiencial podemos estudiar el segundo
muy sugestivo al al conocimiento de la presencia personal de la
proponemos y que expresarse modo:
Trinidad por su inhabitación en el alma, cuando la califica así:
amor en la vida moral".
"Este conocimiento es como exoerienciat":",

rej:ailliss'~ment sur la mens, et qui procure, en cela méme, au-delá de la conseienceque


cet effet, une connaissance expérimentale de la personne dont on percoit la
q. un., a. 4; ¡¡¡ Sent., d. 23, 1, a. 2, ad 3; IV Sent., d. 9, q. 1, a. 3, qla. 2; d. 21, q. 2, a. 2, ad 2; DV,
l'on «reconnait» dans cet effet." Otros estudios: IDEM, Cognitio ista est quast
q. 10, a. 10, ad 3; 12C, c. lec. 2 (n, 527): se basa en: Eccle 9, 1: "utrum amor sit an odium
(1Sent, d 14, 2, a. 2, ad 3 en Ang 63 (1986) 3 -13; H.R.G. PEREZ ROBLES,
omnino nescit horno". En ellos lo que niega Santo Tomás es la certeza científica de tal
in the Just Soul: the Ambroise
conocimiento, a la que opone la presencia de una certeza moral o coniecturam". de Urbe (Romae J. PRADES,
El valor experiencial de este conocimiento lo afirma en: I-II, . El misterio del inhabitacion de la Trinidad en los
"Secundum qucm modum potest intelligi habetur Apocal. II
Santo Tomás, Ed, Universitá Gregoriana (Roma 1993). Para la importancia de
absconditum..., quod nemo novit, nisi scilicet
nersonal v su conocimiento: S. mOLO, di Dio. (Note di teologia naturale:
experientiam dulcedinis novit, quam non experitur non accipit.
Ed. Pontificia Universitá Greg,xiana(Roma
211 Ctr. VIII, q.Z, a.2.: "quia actus caritatis et aliarum virtutum praecipue consistat in motibus intrinseca entre amor y conocimiento de persona tiene raíces teológicas que se
interioribus, qui non possunt esse cogniti nisi operanti, nisi quatenus manifestantur ex actibus fuentes tomistas. Santo Tomás usa para ello dos expresiones patrísticas. La 10de:
exterioribus; et sic per quandam coniecturam aliquis non habens caritatem potest percipere alium De Trinitate, 9, ro, 15 (CCSL 50, 307): "Verbum est igitur
caritatem habere." .nere et insinuareuolumus, cum amore notitia"; citado en: I Sent., d. 27, q. 2, a. 2, 1, 1;
212 Cfr. 12C, c. 12, lec. 1 445): "esse in Christo per charitatem, et hoc modo nullus scit se esse in 2 3; 1, q. 34, a. 1, ag. 2; la 2a de: S. GREGORIUS
Christo certitudinaliter, per et signa, in quantum sentit se dispositum et in Evangella iibri duo, 1. 2, hom. 27, 4 (PL 76, 1207): "Dum enim audita supercoelestia
coniunctum cum Christo, ita nullo etiam pnropter mortem, permittit se ab eo." IIlll',i>lll'lLctJaJ.ll novimus, quia amor ipse notitia est"; citada en: lIO, c. 15, lec. 2 (n. 2018).

Existe una certeza propia quiere a una persona: cfr. DV, q. 10, a. 10, ad "certissime 4, lec. 11 (n. 448): "omnis amor est manifestativus sui signa ~t effectus
cognoscat dilectionem qua frarrem, in quantum est dilectio, tamen non certissime novit eam Ib.: "dicitur etiam Deus amor secundum quod est SUI IpSlUS per
esse caritatem." sua virtute." MARITAIN, De la connaissance par connaturalité, en
213 Cfr. P. La place et le role de dans la théologie de saint Thomas, en !55(19¡W) 183' et la morale, cit., 118: "L'amour apporte avec lui sa
RTAM 39 68: "Dans son Commentaire du 33, S. Thomas, commentant les versets: révélation. il a cependant besoin de pour assumer sa rectitude et sa vérité; mais
«Gustare et videte quoniam suavis est Dominus», établit une distinction entre les différents sens une intelligence airnante."
spirituels, puis affirme le double effet de l'expérience. Au plan de Yirsellectus, la certitudo; au plan ~lJ••• r,.-LJ.NOBLE, L'amitié avec Dieu, cit., 2; A. MARC, Psychologie Réflexive, cit., 39; J.-H.
de la securitas. de ce mode de connaissance." Para la relación Amour de soi, amour de Dieu. amour des autres, cit., 5; K. WOJTYLA, Amor y
experiencia-amor-persona: cfr. et chrétienne, en L 'expérience msabilidad, Razón y fe (Madrid 86 s.; T. MELENDO GRANADOS, Ocho lecciones
chrétienne, c. 9, 241 -279: que explica el de tal experiencia. humano, Rialp (Madrid 15. Es la misma definición del CCE (n. 1766) 471:
214 1 Sent., d. 14, q. 2, a. 2, ad 3: "Cognitio ista est quasi experimentalis"; cfr. A. PATFOORT, nareest velle alicui bonum", que en español con traducción dudosa ib. (n.1766) 402:
Missions divines et des Personnes divines selon S. Thomas, en Ang 63 (1986) 549: el bien a alguien". nuestro método ascendente nos ha permitido ver la
"Voici done un «effet» transitoire) de la gráce, une plénitude d'amour divin, qui donne lieu a unidad del dinamismo amoroso, en su con el apetito sensible.
80 Amor es nombre de persona ivtnl',rrznadel amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 81

es un fundamental de la renovación de la en este separan la caridad del del amor


siglo 217, la razón de ello es que está enraizado claramente en la tradición consecuente a la separación que se produce en esa
cristiana'!". En la occidental esta }?rimacía se ha centrado sobre O<;L,¡uu",lo natural y lo sobrenaruraf'"
todo en la caridad como "forma virtutum" 9. Esta fue recogida el primado de la caridad tan claro en el
por Santo Tomás de una sólida tradición anterior y supo darle un nuevo COJndl1Jo en comentaristas a un primado del amor como
reneve. ya que su afirmación del primado de la caridad es más clara que que todo sentido moral del hombre. Las
la de sus contemporáneosv", de ello se han de buscar, en en la
El problema de esta de la primacía es que queda se dio al que establece Santo Tomás entre
ceñida de modo a la con el de de la "caritas", que a los autores a atribuir el primado
experiencia amorosa que la sustenta. Este se hizo en el en la "ratio" de modo y el
desarrollo posterior, influido por método racionalista de su "S(lbr(;:naltuI'a1" en la caridad. De este modo se los dos
intelectualmente claro, pero excesivamente suu¡..u e.
intelectualismo consecuente a esta los
217 Para esa historia: cfr. J.C. FORD y G. KELLY, Problemas de Teologia Moral Contemporánea,
1: Teologia Moral Fundamental, Sal Terrae (Santander 1966) 63 -98. Este movimiento renovador
se han a devolver la de la
culmina con la obra: G. GILLEMAN, Le primat de la Charité en théologie morale, Desc!ée de vida moral. Pero se han centrado ante todo en la
Brouwer (Leuven 1952), que está basado en Santo Tomás. Para eneuadrar la novedad de esta obra de la libertad como acto existencial. acto de
cfr. el estudio crítico de: R. CARPENTIER, Vas une morale de la charité, en 34 (1953) 32 - fundamento de la vida mr,,.col~~~
55; R. CASER!, 11principio della carita in Teologia morale. Dal contributo di G. a una
via riproposta, Glossa (Milano 1995). . pf()bl,ema que esta solución es precisamente el
218 Como lo destaca: PAULUS VI, Homilia 7.XII1965, en Sacrosantum oecumenicum Concilium el valor del acto en la decisión de la conciencia,
Vaticanum II Constitutiones Decreta Declarationes. Cura et studio Secretariae Generalis Concilii dimensión intersubjetiva que la estructura del amor nos ha
oecumenici Vattcani 11, Poliglota Vaticana (Cittá del Vaticano 1966) 1067 s.: "Animadvertur potius
cupimus, Concílii nostri religione in primis fuisse caritatem; quam ob praecipuem dec!aratam
voluntatem, Concilium a nemine notari poterit, quam irreligionem fuerit, vel a sacro Evangelio
defecerit, si merninerimus ipsum Christum nos docere, fore ut in hoc cognoscent omnes, qui CACCIABUE, La carita soprannaturale come amlC1ZIG con Dio, cit.; V.M.
discipuli eius summus, si dilectionem habuerimus ad invicem", Cfr. J.M. CABODEVILA, Carta de MONTANER, El amor natural en su relación con la caridad según la doctrina de
la Caridad. Fechada en Roma Vaticano JI, BAC (Madrid 1967). cit. Para el tema del sobrenatural y sus fuentes teológicas: cfr. G. COLOMBO, Del
219 El primero que la formula es: AMBROSIASTER, Ad Corinthios Prima, 8, 2 (CSEL 81, 92): nnaturale, Glossa (Milano 1996).
"dum enim caritatem, quae mater omnium bonorum est"; el divulgador medieval es: PETRUS dos corrientes, una dirigida por la teoría de la opción fundamental: cfr. J.
LOMBARDUS, Sententiae, 1. 3, d. 23, c. 3, 2, l.c., !I (1981) 14: "«Caritas... mater est omnium Dialectique immanente du premia acte de Liberté, en NV 3 131 -165;
virtutum», quae omnes informar, sine qua nulla vera virtus est." Para la historia de la fórmula: cfr. derniére et la immanente du premia acte de liberté, en sur
O. LOTTIN, La connexion des vertus chez saint Thomas d'Aquin et ses prédécesseurs, en PEM, IlI,
195 -252 y lA. FALANGA, Charity the Form oi the Virtues According to Saint Thomas, The
io~s~:~;~;e;~esg~~~f~~¿'o¡;,7~: morale, c. 6, en (Euvres Completes, IX, cit., (La la
ti L~r:~~I~~~;~~,~~~I~ nel pensiero di S. Tommaso, Pontificia
Catholic University of America Press (Washington, D.C. 1948) I-XVI. Los textos son: 111Sent., d. Gregoriana (Brixiae 1 Sto Thomas View of the First Moral Act,
23, q. 3, a. 1, qla. 1; d. 27, q. 2, a. 4, qla. 3; DV, 14, a. 5; DC, q. un., a. 3; JI-JI, q. 23, a. 8. Un iiaUniversitas Gregoriana (Roma 1970).
estudio de los mismos: J.E. VAN ROEY, De Charitatis. Qucestiones selectce, H. Dessain ha buscado afirmar el primado existencial de la voluntad, cuya afirmación
(Mechlinlee 1929); A.J. FALANGA, O.c. yO. LOTTIN, Morale Fondamentale, Desclée (Tournai A. GIANNATIEMPO, Sul primato trascendentale della volanta in S. Tommaso, en
1954) 383 -401. Esta primacía se aplica también de modo sistemático a la vida espiritual: cfr. R. 146: "E quindi alla volontá... che spetta l'atto intermedio della scelta libera
GARRIGOU-LAGRANGE, L'amour de Dieu et la Croix de Jésus. Étude de théologie mystique sur concreto ed e questo appunto il momento fondamentale e l'atto risolutivo di
le probléme de l'amour et les purifications passives les principes de saint Thomas d'Aquin et chiamarsi l'aspetto soggettivo della scelta." El autor principal es: C. FABRO,
la doctrine de saint Jean de la Croix, Éd. du Cerf, 2 1929). ione sulla liberta, Maggliori (Rimini 1983); IDEM, Atto esistenziale e impegno della liberta,
220 Cfr. H.-D. SIMONlN, La Primauté de l'Amour dans la Doctrine de saint Thomas d'Aquin, en 125 -161. También: K. RIESENHUBER, Die Transzendenz der Freiheit zum
VS (Spl) 53 (1937) 133: "Au contraire [de Guillermo de Auxerre y San Buenaventura, pues el in der und des Thomas van Aquin, Berchmanskolleg
primero da la primacía a la fe y el segundo la pone a 'la misma altura de la caridad en cuanto al (München 1971); D. e en "Doctor Cornmunis" 39
mérito] selon saint Thomas, et cela des son Commentaire sur les Sentences, les autres vertus WESTBERG, Did Aquinas Change his Mind about the Will", en Thom 58 (1994)
théologales recoivent de la charité leur efficacité méritoire cornme toutes les autres vertus." autores no encuentran el dinamismo amoroso de los dos objetos.
82 Amor es nombre de persona doctrina del amor en Santo persona y experiencia. 83

presentado, ni la adecuada con todo el dinamismo afectivo se devuelve al amor en su dinamismo íntegramente
dispositivo al acto de libertad. Por eso creemos que el ver el dinamismo unida a la afectividad y expresión de la
de la libertad desde el amor, nos da una perspectiva más amplia y real de
la . Sólo el amor es un acto afectivamente hablando
bsta¡primacia natural, tal vez demasiado poco considerada, en
que la total de todos los dinamismos humanos?"
servido de base a Santo Tomás para su
Una de ello es que el estudio adecuado de la c()nClepí~16n del primado del amor sobrenatural. Es por tanto,
distinción anterior sobre la relación "razón-caridad" conduce a mostrar lo parece, una preparación indispensable al estudio de
que la caridad se funda en un principio de conocimiento sUferior a la primada del primado de la caridad el tratar primero el
mera razón, tipo' conocimiento a la afectividad'" . Esto nos primado del amor en todo acto bueno natural. ,,228
conduce a un nueva del conocimiento moral
promete ~a~' ~"" fecunda, aunque se ha iniciado su investigación Cf'eelmCls que sólo con una visión del del amor-
entre los estudiosos/"'. comprensible el carácter radical de la del amor
primero que da el sentido moral a cualquier otro acto.
223 Es lo que insinúa: V. FERRARI, L'amore radice del bene e del male secondo S. Tommaso, cit.,
modo, se reformular el contenido de la expresión
47 -49 en el que desarrolla el argumento: "L'amore e causa dell'elezione d'un oggetto piuttosto che VeLlUIVa la caridad como "forma virtutum", fundándolo en el valor
d'un altro 11• acto amoroso encima de las consideraciones de
224 Cfr. Ibidem, 197: "Ma la prima espressione dell'io, in hase alla quale tutta la vita psichica virtudes?", Así se fundamenta una más
responsabile si svolge assumendo il suo tono e la sua direzione, e proprio l'amore." Otra corriente de
la opción fundamental ha buscado su desarrollo en el acto del amor desde la estructura
proponemos: cfr. M. FLICK y Z, ALSZEGHY, L'opzione della vita morale e
obligación, porque el amor, como tal, parece ser anterior a toda obligación: cfr.
grazia, en Greg 41 (1960) 593 -619, con un interesante de la dinámica del amor con dos
rrtULu",II, Lit. Ene, Veritatis n. 22 §3 (AAS 85 [1993] 1151); que cita a: S.
objetos; destacando además su aspecto interpersonal. En cambio lamentamos que en ese análisis
In Iohannis 82,3 (CCSL 36, 533): "Dilectio facit praecepta
exista una clara tendencia a sustituir el témino bien el de valor, pues supone una grave
praecepta faciunt Sed quis ambigat quod dilectio praecedit? Unde enim
imprecisión, Otros estudios: M, LÉVEILLÉ, Amour et Université de Montréal (Montréal
a seruet [IOn habet, qui non diligit."
1965); R. GARCÍA DE HARO, El el en SuTil 6 209 -238; J.L.
MOLINERO, Elegir a Dios tarea del Tránsito amor natural al amor Sto, "gratia praesupponit natura": cfr. III Sent., d. 24, a. 3, 1; IV Sent. , d. 4, a.3,
Tomás, EUNSA (Pamplona 1979); L. LAGO ALBA, Amor y amistad. Agape y solidaridad. q. a. 9, ad 8; q. 27, a, 6, ad 1; ad 3; 1, q. a. 8, ad 2; q. 2, a. ad 1;
Teologia de la caridad, en CT 120 (1993) 535 -574. a, 2, ad 1; DM, q. 7, a. 7, ad 10, Estudia el principio aplicado a la caridad:
1 MONTANER, o,c" 70: "La ecuación «voluntad elevada voluntad + hábito
225 Cfr. C.AJ, VAN OUWERKERK, Caritas et ratio. Étude sur le double de la vie
no refleja fielmente el pensamiento de Santo Tomás. El hábito sobrenatural no es
morale chrétienne S. Thomas d'Aquin, Drukkerij Gebr. Janssen 31: "Elle
a la voluntad, sino que la informa íntimamente. Además el mismo modo
[la charité] est union Dieu, transformation en lui, conforrnité, avec lui, par un acte
hábito de la caridad lo pone de manifiesto. La caridad no se crea en la voluntad; se
qui bien qu'il soit plus que l'amour est amour-amitié) est cependant une simple
-educitur- de la misma potencia obediencial de la voluntad."
complaisance en Dieu. Comme telle la se porte vers Dieu, qui est la fin demiere de l'homme,
mais non formellement comme vers la fin derniere. Le nrimat de l'amour dans la vie morale, en' NRT 83 (1961) 5. Se trata del
'Cet acte de simple amour-complaisance, met en mouvement le processus affectif. La charité serie de inspirados por el libro de Guilleman: los otros son: IDEM, Le
a désirer le Bien divino C'est la le caractere propre de tout amour. Bien que l'amour méme charité en morale surnaturelle, en NRT 83 255 -270; e IDEM, Le primat de
une union affective avec l'objet aimé, il ne peut pas effectuer de soi, l'union réelle, ... C'est r-Charité comme méthode de théologie morale, en (1961) 492 -509.
pourquoi I'union affective, opérée formellernent par l'amour, n'est pas un tcrme, un point d'arrét, .aintroducción de caridad en el sistema de virtudes se debe al Ambrosiaster (vid. supra, p.
mais devient un point de départ d'un tendance vers l'union réelle." su de 1 Cor. XlII, de carácter latino: cfr. R. BALDUCELLI 11 concetto
226 Cfr. G. GRlSEZ, The Way Jesus, 1: Christian Moral Principles, Franciscan Herald attraverso le e med!evali di 1 ad Cor XlII
Press (Chicago 1983) 183; W.E. An Introduction to Moral Theology, Our Sunday Visitor qh;~%~~f;¿~~:r~:~~ofAmérica 1951) 188 s. . ,
Publishing Division (Huntington, Indiana 1991); M. RHONHElMER, La prospettiva della morale. i Santo Tomás esta lleva a considerar la caridad una amistad
Fondamenti dell'etica filosofica, Armando Editare (Roma 1994); G, ABBA, Quale impostazione ibliga a calificarla como un hábito "sui generis", por tanto, irreductible a la simple condición de
morale?, Las (Roma 1996). En otro sentido: P.J. WADELL, The Primacy ofLove. la amistad entre las virtudes la violenta: M. DE CHATEAUVIEUX La
An Introduction ofThomas Aquinas, Paulist Press (Mahwah, New Yersey 1992). dans de saint Thomas en A IX CTI, !!l, cit., 308:
La aportación principal de esta primacía es la propuesta de una moral fundada en la perfeccián y i'atl1itié n'est pas, au sens strict parmi les vertus n'est pas une vertu ... C'est que
84 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 85

profunda dinamismo de la caridad dentro de la antropología "verdad existencial" es aquella que no se conoce por la
teológicaf'", de los contenidos sino que está al mismo
En todo caso, se puede afirmar que la doctrina de Santo Tomás un acto, en este caso del amor. Ahora hemos de comprobar:
permite una interpretación del amor como acto en el cual todos ese significado del acto del amor en sí mismo la
los demás actos morales se fundan y al cual todos se tal como lo de la persona en cuanto tal;
pedía el personalismo. Así lo afirma Pinckaers:
esta persona el amor como una verdad de su
"Nos encontramos ante un sentimiento porque no
puede ser ni deducido, ni explicado, ni probado a de otro punto, en el pensamiento de Santo está
sentimiento." implicación inseparable entre la persona y sus
"El amor de amistad es, por tanto, un hecho primero para Santo
que no es
üriásucesión de un dinamismo de potencias:
Tomás; es a partir del mismo corno se debe definir por analogía
.
los otros tIpOS de b'lenes y de amores. ,,231
acciones son del sujeto como un todo, propiamente
hablando no son de sus partes, formas o potencias; no se dice
propiedad que la mano golpea, sino el hombre por medio
1.2.3. TOTALIDAD DE SENTIDO LA ",-'-''-'L''''",

Hemos comprobado hasta ahora el carácter y unión - union vital y consciente - supone la
ongmano del acto del amor; pero no basta con esto para afirmar su ante la humana de una "verdad de la
carácter existencial. Para el amor que en sí mismo , que expresará el valor moral - no sólo
la globalidad del hombre en cuanto persona, es )lóg¡co - de tal "verdad:":". Esto mismo es lo que de ver en el
participe del carácter irreductible de la persona.
Ya nos referimos a esta característica nuestra
a la del "amor
58, a. 2: "Actiones autem sunt suppositorum et totorum, non autern, proprie loquendo,
verdadero":": Entonces lo hicimos guiados por la termmología propia formarum seu potentiarum: non enim proprie dicitur quod manus percutiat, sed horno per
de Santo Tomás para referirse al amor, ahora hemos de desarrollar 1 Sent., d. 5, q. 1, a. 2; d. 4, q. 1, a. 2, ad 1; d. 5, q. 1, a. 1; d. 7, q. 2, a. 2, qla. 1, ag. 3;
brevemente el valor que se le da a esa "verdad del amor". 1, a. 2, ag. 2; d. 33, q. 1, a. 4; I1I Sent., d. 1, q. 1, a. 2, ad 1; d. 5, q. 2, a. 3, ag. 2; d. 18, q. 1,
d. 33, q. 2, a. 4, q1a. 1, ag. 2; IV Sent., d. 45, q. 3, a. 2, ad 3; DV, q. 20, a. 1, ag. 2; 1, q. 39,
40, a. 1, ad 3; DVI, q. un., a. 5, ag. 5; IlI, q. 7, a. 13; q. 20, a. 1, ad 2.
m misma visión que el análisis de Karol Wojtyla en "The Acting Person'': Cfr. RJ.
'..,n~L<oV, A Note on in 'The Person', en De 35 (1982) 328: "Wojtyla
very penetratinganalysis ofconsciousness, treating it as an activity ofthe ego and
l'arnitié est une réciprocité dans la vertu et perfectionne sur un plan de communauté, de communion,
la vertu de justice en particulier."; efr. H.-D. NüBLJ;:, en S. Thomas. Somme
Théotogique. La Charité l: Il-Il, 23-26, Ed. de la des Jeunes (Pans 7; O. E.KACZYNSKI, "Veritá sul bene" nella concezione della morale, en La
LU' 1 11", Morale Fondamentale, e attuale, eit., 320: "L'oggetto proprio del!a ragione e e la
í.sull'cssere. ragione avendo da conoscere I'oggetto del!a volontá, cioé il bene, deve
230 La reformulación de la triada fe, caridad es una aspiración de la
;ttl\'lzzar10 «sub ratione veri», come dice S. Tommaso: sotto I'aspetto del!a veritá o nel!a luce
contemporánea: cfr. J. ALFARü, Attitudes de l'existence chrétienne, en
iveritá secondo l'espressioni del Cardinale Wojtyla. Di la formula: verita sul bene"; IDEM,
(1973) 705: "Depuis le XIII' siécle jusqu'á nous jours, la théologie scolastique a ,considéré la foi,
della nella di Karol en 56 (1979) 273 -296; IDEM,
l'espérance et la charité eomme des «vertus» qui mettent l'homme en rapport immédiat avec Dieu ...
bene nei diversi elementi morale, en di Morale" 51 (1981) 419-
II est nécessaire de chercher une compréhension théologique nouvel!e de l'existence chrétienne dans
l'unité de sa réalité vivante, et de la présenter dans les concepts et le langage de notre époque."
DE FlNANCE, Personne et valeur, Editrice Pontificia Universitá Gregoriana (Roma
231 S. PlNCKAERS, Le renouveau de la morale, Téqui (Torneau 1978) 257 y 259.
"Ici la valeur moral e est concue eomme inhérente en premier lieu au sujet et se
232 Vid. supra, p. 42, en el apartado 1.1. Santo Tomás y la definición del amor verdadero. ommuniquant aux actes a partir de luí. L'étre fonde l'agir non seulement du point de vue
86 Amor es nombre
La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 87

Todo el análisis de Santo Tomás - fundado


simpliciter - bonum secundum quid'; "bonum verum - bonum
en la cristiana del valor del la persona, en
tiene como de referencia la integridad de la persona y
cuanto queda no por lo que es, sino por que actúa. Es el relación a ella alcanza sentido.
pecado, que trasforma al hombre en "simplicuer malus": "el mal de
eso, el bien es el conveniente a la integridad del
culpa es el que hace al hombre malo en cuanto tal,,236. La del
el mal es el bien que a una parte del
ha sido la que en toda la tradición cristiana a recordado que es De este se la de y
"to do e1hombre e1que actuah', ,,237
.
y su relación con la persona en su totalidad, e integridad'", En
Todos estos elementos se pueden encontrar en el análisis del acto
el "bien aparente" es un "bien según una consideración
humano del Angélico. La importancia que da a la expresión "simpliciter
- secundum quid - que no hacer al "bueno en
bonus" - el bien del hombre en cuanto tal _238 encuentra un sentido
tal" - simpliciter y por eso no es un "bien verdadero". Todo ello
semejante al del "amor verus" que ya hemos por medio del
i!ilue:;tr:l, que según la de Santo Tomás en lo referente a
par "bonum verum - bonum . La entre estos pares:
el usa la "amor verdadero" lo hace para
el valor moral referido a lo que define al hombre
ontologique, mais du point de vue il y a parallélisme parfait des deux ordres." Lo hace
respecto al amor: cfr. J. Persona e amore nel pensiero filosofico di Karol persona morar'". De tal manera que se pueda afirmar: "es
P.u. San Tommaso (Roma 1976) 32: "ogni uomo di natura sua e orientato verso l'amore. hombre entero el que ama,,243.
L'amore e la sua vocazione primaria e fondamentale risulta dalla sua struttura ontológica. ello hemos el valor
Possiamo chiamarla una «vocazione ontológica». «vocazione all'amore» entra nella
personalitá dell'uomo fino a tal che non realizzarla annientare la propria Santo es un acto con unidad con un
personalitá, L'uomo piuttosto puó questa naturale all'amore che staccarsi da conocimiento experiencial, un carácter originario y un sentido
essa." existencia del hombre.
1, a. 5: "malum culpe facit hominem malum simpliciter"; cfr. DV, q. 21, a. 5; LDN, c. 4, conclusión, el valor del amor permite
1, q. 48, a. 6; 11-11, q. 19, a. l.
que al
desubrimos la verdadera vida humana:
El de "toda" la persona (de "todo" el los criterios de
una actitudes a una moral de en EE 58 "ilumina y
mucho más al personalismo moral de nuestros en su antropológica
[habla de lo que denomina «personalismo mcdieval»]. El alma, el la persona y su
totalidad van constituyendo progresivamente el centro el de sus morales." Este
planteamiento supera el planteamiento aristotélico: J. et Agir dans la Aristoteles: cfr. LM, L 12, lec. 7 (n. 2522); LE, L 5, lec. 14 (150 -64). Para ver la
philosophie de saint Thomas, Bibliotheque de Archives de (Paris 1945) 11: "Son deperidencia común de estas expresiones hay que ver que se da la terminología paralela de
Aristote] est un'éthique du raisonnable, du convenable, une assez voisine de I'es- "simpliciter bonum"-"bonum secundum quid": DV, q. 21, a. 5; CG,l. 3, c. 108 (n. 2837); 1-11, q. 18,
ce n'est pas une éthique de l'obligation. L'action moral e, chez n'engage que l'hornme; l,au 1; y.,)"., a. 2; DM, q. 1, a. 5; LE, l. 3, lec. 6 (54 -57).
une c'est une faiblesse, une sottise, une inélégance, une maladresse: ce n'est pas un péché, une lIG, c. 12, lec. 4 (n. "Qui ergo vult animae suae id quod est bonurn simpliciter;
«offense de Dieu»." isiIilplicit,eu¡¡n:lt eam; qui autem ei aliquod particulare bonum, amat eam secundum quid"; 1, q.
238 La respuesta es: DVC, q. un., a. 7, ad 2: "horno non dicitur bonus simpliciter ex eo quod sit in l,ao l;V'PL, q.un., a. 9, ad 16.
parte bonus, sed ex eo secundum totum est bonus bonitatem c. 211 (5 -7): "hec nomine persona, ypostasis et suppositum integrum quoddam
voluntatis"; cfr.1, q. 5, a. ad 3; q. 48, a. 5; DVC, q. un., a. ad DM, 1, a. l. 3, le? 6 designant". La afirmación tiene una raiz dionisiaca: cfr. 11-11, q. 110, a. 3. "Bonum enim est ex
Recordemos DV, 21, a. 4: "de creatura praedicamus bonum ut cum dicitur malum autem est ex singularibus defectibus"; la cita en: IV Seni., d. 16, q. 1, a. 1, qla.
est bonus". valor de la voluntad da a esta fórmula un diverso al kantiano: 25, a. 5, ad 5; q. 28, a. 3, ad 15; LDN, c. 4, lec. 22 (n. 572); 1-11, q. 19, a. 7, ad 3; DM,
cfr. A. RODRÍGUEZ lmmanuel Kant: Fundamentación de la de las a. 4, ad 2; q. 4, a. 1, ad 13; q. la, a. 1; q. 16, a. 6, ad 11; LE, l. 2, lec. 7 (10 -11); m,
Costumbres, Mag. Español 1977) 43: "Cuando Santo Tomás afirma q~e Cfr. DIONYSlUS, De Div. Nom., c. 4 § 30 (PG 3, 731 d).
tiene buena voluntad es bonus, no se refiere a que podría
no ser eficaz, sino que a la voluntad la primacia en la . .' . hombre.,;, La la articulación entre el amor de concupiscencia y el amor de amistad Santo Tomás
voluntad ostenta esa primacía moral porque es la facultad que tiene por objeto inmediato el bien", la terminología de: "amor simpliciter" y "secundum quid": LDN, c. 4, lec. 9 (n.
26, a. 4; es decir al paralelismo "simpliciter'V'verus''; hay que añadir el de "amor
239 El "bonum se considera la causa del pecado: cfr.l1 Sent., d. 25, q. 1, a.2; 1-lI, q. 75, a. horno".
2; DM, q. 3, a. ag. 3; q. 12, a. 2; el punto central de su estudio es el caso del incontinente que
SA,Vl\GN()NE,L'amicizia nel pensiero di S. Tommaso d'Aquino, en Sapz 34 (1981) 433.
88 Amor es nombre de persona La doctrina del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 89

"La vida de! hombre parece ser radicalmente aquello que es el En continuidad a esta división los comentaristas han
,,_:;:'_.","U.
principio del movimiento en él. Esto es, aquello a lo que se une división a la "communicatio'r/" y la "similitudo,,248.
el afecto como fin, porque por ello se mueve e! hombre hacia esta conviene hacer una
todo lo que se mueve. Por ello, algunos llaman su vida a Si hemos partido del acto de amor como un existencial,
aquello que los mueve a obrar, como el cazador a la caza, y adecuado hablar de "causa del amor" pues de algún modo el
los amigos al amigo. De ese modo Cristo es nuestra vida, teniendo motivos, es "causa SUi,,249. Por tal motivo, utiliza-
porque Cristo es el principio total de nuestra vida y nuestras
obras. Por eso dice el Apóstol 'es mi vivir', etc., porque sólo
que un soporte y una vinculación
Cristo le movía. 11244

a. 1, ad 1: "unio tripliciter se habet ad amorem; quaedam est causa amoris....


est essentialiter ipse amor ... Quaedam yero unio est effectus amoris".
SOIJRE LA IN1~E~~PERS()Nl\LIDADEN
:V
~'~~;7~~~;~
L'amicizia
on 'communicatio', cit., en donde estructura la doctrina de:
di S. Tommaso cit. y la de L.-E. GII,I,ON, A
thomiste de l'amitié, cit. De la cual dice: 5: "Thus, as Gillon sees it, then
El carácter que Santo Tomás da a su doctrina del amor things of importance to note. There is 1) communicatio in the sense of something (anything)
where is the foundation of friendship (as a state); there is the friendship
es un elemento a tener en cuenta de modo destacado en todos nuestros which ariscs out afthat foundation; there is 3) communicatio the sense of
análisis Es esta debe tenerse en cuenta en : tnend (acnve), by which friendship (the state) arises out ofits foundation."
la misma de nuestra que debe de la intento en: J.M. KEI,I,ER, De virtute caritatis, cit., 25l: "His ergo quasi tribus
misma naturaleza de la que se formula. bus nascitur amicitia, prout constanter ac saepissime docet S. Thomas. Nempe primum est ut
similitudo inter aliquos secundum quod communicant in aliqua forma seu perfcctionem.
ex hoc ipso unus alterum apprehendat atque aestimet ut unum sibi. Ex quo sequitur
ut unus alterim amet quasi seipsum et veJit ei bonum sicut sibimetipsi". Según la
1.3.1. LOS DE J. BOBlK, o.c., l2: lo hace: J. WII,MS, Divine Friendship According to St. Thomas,
(London 1958) en estrecha relación a la "communicatio"; esto no es extraño por la
Este es un momento delicado de nuestro del acierto en el 1 intrínseca entre "similitudo" y unión: cfr. R.R. McGINNIS, The Wisdom 01Love, cit., 84:
esquema en gran medida el éxito final. Pero en esta encrucijada subsidiary concept of similarity which is a «quadam unitas», in order to be loved the
hallamos en la misma tomista una porque, a more or less perfeet likeness to the subject."; cfr. A. ILlEN, Wesen und
cit., 119 -146: en las que habla de la "similitudo" como causa forma], como
contrariamente a lo que nos ha ocurrido existe una cierta "';"''''''''''''A~'A efecto predicamental.
unanimidad en la posible articulación del estudio de los temas del amor. caso del bien como perfección: cfr. V. FERRARI, L'amore radice del bene, cit., 24:
Esta articulación está fundada en la que realiza Santo Tomás al chiamare la prima perfezione «perfezione iniziale e fondamentale»; la seconda:
», la terza: «perfezione piena e completa»; la seconda e la terza insieme:
hablar del amor: "Acerca del amor se han de considerar tres cosas: 10 El «perfezionamentou.jn quanto si affermano attraverso un divenire della cosa."
mismo amor. r La causa del amor. 3 0 Sus efectos.I/245 Es la divisón que Ya aparece esta expresión en el autor del S. XII: PETRUS BI,ESENSIS, De amicitia Christiana
el usa para otros inherentes al amor Dei et proximi, (PI, 207 875): "Amicitia siquidem ipsa sui causa est, ipsa sibi
Que se inspira para ello en: M.T. CICERON, De amicitia, 9, 29. Una expresión análoga
e. 4, lec. 11 (n. 444): "Deus dicitur amor et amabilis quía Ipse amat motu sui ipsius, et
ad seipsum".
la misma expresión que usa el Aquinate en relación a la caridad cuando dice: JJ-f!, q. 23, a.
244 [PL, c. 1, lec. 3 (n. 32): "illud videtur essc radicalitcr vita hominis, quod est principium motus autem mutua benevolentiafimdatur super aliquam communicationem'': cfr. JJ[ Sent., d. 29,
in eo. Hoc autem est illud, cui affectus unitur sicut fini, quia ex hoc movetur horno ad omma. Unde d. 30, q. 1, a. 2; f!-JJ, q. 23, a. 5; q. 24, a. 2, ad 1; q. 25, a. 2, ag. 2; a. 3; a. 5, ag. 2; a. 10
aliqui dicunt illud, ex quo moventur ad operandum, vitam suam, ut venatore venationern, et arruci 1, ad l ; a. 12; q. 26, a. l ; a. 2; a. 3; a. 4; a. 7 y ag. 3; q. IOJ, a. l , ag. 3. Usa el verbo
amicum. Sic ergo Christo est vita nostra, quoniam totum principium vitae nostrae et operatiorus est relación al amor o a la amistad en: l Sent., d. 30, q. l, a. 3, ad 3; JJI Sent., d. 27, q. 1, a.
Christus. Et ideo dicit Apostolus 'mihi enim vivere', etc., quia solus Christus movebat eum." q. un" a. 6; IV Sent., d. 41, q. l , a. l, qla. l; d. 50, q. 2, a. 1, qla. 4, ad 2; JEP, c. 1, lec.
245 [-J!, q. 26, Prol.: "Circa arnorem consideranda sunt tria: ] o De ipso amore. 2° De causa amoris. q. un., a. 9, ad ] 7; a. 7; JIO, C. 8, lec. 5 (n. 1236); JI-f!, q. 19, a. 6; q. 23, a. 1, ad l ; q.
3° De effectibus eius." LE, l. 9, lec. l4 (7). Esta división tripartita es la misma que sigue Santo Tomás para hablar
90 Amor es nombre de persona doctrina del amor en Santo Tomás:persona y experiencia. 91

Una cuestión no por las


por su intrínseca racionalidad que ya hemos delineado.
de ya ha sido citado. Procede de la
do,cttlma "-"'.o:~,," del amor, que el dinamismo del amor
sí mismo':". Es la de los que admitir la
nlJrC)pl!esta; pero atribuyen al "amado" un al
. Con esta postura converge la llamada pues
".,rn."l()" al bien como fin querido por sí mismof", Es
la definición es de un amor pero no de que el
sería un "bien cualifica-
pues conciben el amor sólo desde
no cabe en este la
ribietÍ\dd2!d necesaria para la interpersonalidad.
iSerr!ej(mte a ésta es la de los que achacan a la definición
ser pues consistiría sólo en el
humanidad:", más que en el amor a una persona concreta. Es

RCIU5:SELOT, Pour l'historie du probléme de l'amour, cit., 11: "U demeure acquis
aimée en tant qu'elle est une avec le sujet aimant".
Spiritualité de l'amour, Éditions Siloé (Paris !950) 48: "Si done il se
le oren, Ol)JeI de mon désir, rn'apparait réalisé dans une personne, il est naturel que mon
sur et soit premier par rapport au désir que j'ai d'attirer cette personne a moi.
représente ce que j'avais révé, ce que j'étais moi-méme en désir, et plus
encore ce que j'étais moi-méme en amour: je l'aimerai done d'abord elle-méme avant
moi."
1.3.2. LAS OBJECIONES PRESENTADAS vt.JvJc.K, Le probléme de l'amour chez Saint Thomas d'Aquin, cit., 59: "Notre amour
bienpour lui-méme,"
El hecho de estas tiene el de
Love cit., 132: "The love offriendship is a pcrfect love, because it
impedir un análisis de nuestro para así orientar cuáles the goodness an object oflove affords"; A. lLlEN, Wesen und Funktion der
son los claves en los que que incidir como una de 14: "Was nun die rationale Kreatur betrifft, so differenziert die ihrer
sus contrarias. der «amor», in einen «amor und einen «amor Im
Ausganszitat wird der «amor arnicitiae» «bonum subsistens», der «amor
Por todo es conveniente no sólo encontrarlas y enumerarlas, würde dann dem «bonum inhaerens» zugeordnct."; sigue esta explicación: E.
sino azruparlas según la cuestión sobre la que incidan directamente. Las <El'lHOFF, Bonum hominis. Die und Grundlagen der
en la medida en que afectan a las dimensiones amor f!.et,dethik des Thomas von Aquin, (Mainz S.

CAIN, SelfLove and Self Donation, cit., 44: "Thus, in the love of concupiscence, the
as a means toward the attainment of another and ulterior end. On the other hand, in
2 (n. De, q. un., a. 9, ad 17; a. 7; lID, c. 8, lec. 5 (n. 1236); lI-U, q. 19, a. 6; q. 23, a. 1, ad 1; q. loveof friendship, the term is sought as an end in itself."
26, a. l. 9, lec. 14 (7). Esta división tripartita es la misma que sigue Santo Tomás para hablar Es lapostura del "Equal regard" de O. OUTKA,
de otro acto existencial como es la creación: cfr. II Sent., Prol.: "in hoc secundo libro de creaturis linténtauna contestación al tomismo R.O. JOHANN,
agitur, unde materia ejus ex verbis prtemissis accipi potest, ex quibus tria elicere possumus, scilicet ;,:",,~ t,,,,lA signo de preferencia: cfr. J. McENVOY, Friendship and Love,
rcrum principium, principii ipsius actum, et actus effectum"; 1, q. 44, Prol.: "Circa primum [de imitation of the love of Ood himself, that love any shadow of preference
productione creaturarum] tria sunt consideranda: primo quidem, quae sit prima causa entium; Iets .the rain fall and the sun shine on good and bad alike, can we be true to the real nature of
secundo, de modo procedendi creaturarum a prima causa; tertio de principio durationis rerum."
92 Amor es nombre de persona 4 d'oci'Yir.!a del amor en Santo Tomás: persona y experiencia. 93

persona. Se hablar de intersubjetividad; pero no de acto au"V"_"que, la importancia primera del amor al
existencial. amor de amistad es el único conciben que es
Presentamos unidas estas dos objeciones porque ambas inciden una amistad hacia sí mismo 260. Por defienden
directamente sobre la estructura propuesta, en el principal elemento de t~t¡)ersor1alldad en el amor es un factor e importante;
nuestra el "amado". Una, lo asimila al bien; la otra, lo
convierte en una proyección de la "humanidad". Eso sí, grupo de objeciones es más importante pues está
contestaciones distintas, pues la no se refiere tanto al acto del a.finn;aCl'On(~S del mismo Aquinate, o que éste recoge de
amor cuanto a su la segunda, en cambio, trata del objeto - el que su sentido. Estas son las frases
"amado" - en la constitución del acto.
No podemos contestar diciendo que no están amables que se ro/j,eren a otro de las cosas
acuerdo con la doctrina de Santo - a lo cual conducir lo v, ./lUV .'v refieren a uno mismo,,_61;
ya estudiado -; sino que hemos de mostrar su a partir de la
hombre. por caridad, se debe amar más a sí mismo que al
verdad del amor. De otro modo la doctrina sospechosa.
Otro grupo de no que el amor sea una
relación positiva entre personas, sino que esta relación sea radical y hombre es el mayor amigo de sí mismo, y así el hombre
Estas objeciones se agrupar en tres sí mismo de modo máximo,,263.
(1

1° Aquellos que toman como prototipo de todo amor el amor a sí las objeciones que se hacen a la de una
mismo. Desde el cual buscan el amor al otro como derivadov". en el amor. Nos muestran la dificultad de
búsqlue<ia. Además, nos han indicado que no se tratar a la
2° Los que acentúan como constitutiva del amor sólo la relación
problemas que ciertos
con Dios de tal manera que ese sería el amor A éste le seguirían
el amor de y el amor al se daría en un segundo
RC)U\N:D-(}ÜSSI~LlN, Le désir et l'existence de Dieu, eit., 166: "A cause de eette
union, l'arnour de soi qui est, rappelons-le, de bienveillance et non de
le plus fort de tous."; G. GUILLEMAN, Eros et Agapé, eit., 14; RR McGINNIS,
mofLave, cit., 50 S.; M.J. FARAON, The Metaphysical and Psychological Principies of
'57 Está claro en referencia al altruismo: cfr. CH. MIRON, The Problem ofAltruism, cit., 20 s.:
66.
"nowhere in his works does St. Thomas deal with altruism as such ... It is not surprising, therefore,
that he and the other medieval philosophers to seek a natural basis for it, Revelation a. 3, ag. 1: "amieabilia quae sunt ad alterum venerunt ex amieabilibus quae sunt ad
furnished them with all the motivation they altruism, as a natural duty independent of d. 29, q. un., a. 3, ad 3; DC, q. un., a. 4, 2; a. 7, ad 11; LE, l. 9, lec. 4 (l5
Revelation, did not attract their attention." Tomado de: ARlSTOTELES, Ethic. l. 9, e. 4 (l166 a 1-2):
TIpO!; <jJ[AOU!;, KaL OL!; al. qJLA[aL 6p[(ovmL, EOLKEV EK TWV TIpO!; ÉauTov EATJA8Éva
258 Es la postura que ha defendido L. Bogliolo en: L. BOGLIOLO, l: "Amicabilia autem qua ad amicos et quidem amicicie detenninantur videntur ex
L'uomo e il suo agire, cit., (la ed. 1968); IDEM, Sulla tomista en ad seipsum venisse. 1I
Tommaso nel suo settimo centenario, V, eit., -121; IDEM, L'í'amor sui" come
fondamento della morale, en 28 (l975) 263 -287; IDEM, Fundamentación ontológica de la a. 4: "horno ex earitate magis debet seipsum diligere quam proximum". Según el
psicológica, en (l984) 249 -256. Una defensa desarrollada del principio se JIG, c. 15, lec. 2 (n. 2009): "in ordine diligibilibus quatuor ordinata sint, scilicet
encuentra en: R. DE cit. anima riostra, proximus et corpus nostrum"; cfr. JJISent., d. 29, q. un., a. 5; JT2, c. 3, lec. 1 (n,
a. 9; q. 44, a. 8, ad 2.
259 Es la postura de: J. JA VORKA, Amor a Dios sobre todas las cosas y amor a sí mismo según
Santo Tomás, cit., 25: "Este paralelismo, esta yuxtaposición de los dos amores y la subordinación 8 (66 s.): "horno maxime est amicus sibiipsi, et sic homo maxime debet seipsum
del amor a si mismo al amor de Dios, explica de manera satisfactoria lo que la reducción de un amor de una cita literal de: ARlSTOTELES, Ethic. Nic., l. 9, c. 8 (l168 b 10):
al otro no podía hacer." Cfr. J.-H. NICOLAS, Amour de soi, amour de Dieu, amour des autres, cit.; almji' KaL <jJLArp:Éov Ii~ ¡.táALCJ8' ÉauTóv"; l.c., 554, 22: "Maxime enim amicus
IDEM, De l'amour de soi a l'amour de Dieu, cit.; G. STEVENS, The Dlsinterested Love ofGod, cit. amandurn itaque maxime se ipsum.", Éste es un pensamiento aristotélico más que
(Baltimore 1953). La razón de esta objeción es poderosa, fundada en el "ordo amoris": cfr. R. dice el Angélico explícitamente a esta pregunta: LE, l. 9, lec. 4 (In -81): "movet
GARRIGOU-LAGRANGE, L'amour de Dieu etla Croix de Jésus, I, cit., 133: "L'homme, selon sa dubitationem, utrum scilicet sit amicitia hominis ad se ipsum. Et dicít quod ista quaestio
nature spirituelle, doit s'aimer aprés Dieu plus que son prochain". quendaest in praesenti, quia rnagis pertinet ad nomen quam ad rei veritatem"; cfr. JI-.lI, q. 25, a. 4.
94 Amor es nombre de persona La doctrina del amoren Santo Tomás: personay experiencia. 95

"niveles en el amor" que articulen las respuestas, Puede ser éste un buen su discípulof"; porque sólo así se es discípulo de Cristo:
camino para nuestra "auaestio"
Apóstoles recibieron muchos dones de Cristo, como la
la inteligencia, la buena disposición del cuerpo; otros,
1.3.3. LOS Ll"-_HvUL'''-''-' DE LA v'-'LJ'-' ~ ~"/n. LA TRIPLE DnvfE1NSION oOirJiritunl,?o como e! obrar milagros... todos estos dones no
DEL AMOR signos del discipulado de Cristo, porque pueden ser
comunes a los buenos y a los malos. El signo es!},ecial de!
Hemos de saber las objeciones en los distintos niveles de discipulado de Cristo es la caridad y el amor mutuo" 66.
la Los tres niveles que en los que se
puede investigar el amor en cuanto acto existencial.
Desde esos niveles como las cuestiones
planteadas no afectan todas mismo nivel amor. A nuestro parecer,
uno problemas han un análisis más exacto de las
distintas cuestiones el amor sido el los distintos ámbitos
de referencia.
En lo a las
individuar, las
misma del acto amor. Al
él aparecen: el amante, el "'UHU~'J,
sí. Esto es, el nivel hemos deJt1oJnÍlt1a(iofioldilm,enl'al.
cómo se estructura internamente
para determinar el personal del amado en tal acto.
En las otras cuestiones se refieren al explicito del
amado en el acto del amor. este de la
de la cuestión anterior. Por eso tales
cuestiones sin haber aclarado suficientemente la estructura del
amor lleva a veces a en el momento consciente del amor
elementos fundantes
cfr. CJ. GONZ~LE:::, . . Salvación, cit., 65: "la experiencia de la vida, pues
Esta división nos la necesidad de un análisis Santo Tomas ~slm¡lo la del profundo aprecio de la amistad espiritual.
diferenciado los temas y cómo interno del amor unido a . su temperamento afectivo, que madurado en un carácter religioso, lo llevó a vivir
la constitución del acto humano por del se convierte en ialmente una profunda amistad, lo que en sus escritos." cfr A
LLE, Una amicizia nella vita di d'Aquino. Reg;'~aldo' d~
nuestro camino de estudio. Al mismo las objeciones apuntadas , en MDom 97 -lB; l-P. TOR~LL, lnitiation a saint d'Aquin. Sa
en término nos el modo afrontar el de Fribourg-Editions du Cerf (Fribourg-Paris 1993) 399
acerca de la fundante: la de la
pues concreto que hay que aclarar en É. GILSON, Wisdom and Lave in Saint Thomas Marquette University Press
este nivel, 1951) 39: "Unless we be among thosc few who to undergo such a life-long labor
love ofknowledge, we may well be brilliant students, great professors or cven scholars
Por todo procuraremos en nuestra versed .In the knowledge of Thornism; bur we will not even have begun to become true
ap,lrt211TI()S de la experiencia del amor que vivifica el pensamiento Aquinas."
Santo?", y que tiene que el temperamento 13, lec. 7 (n: 1839): "Apostoli multa dona receperunt a Christo, sicut vita, et intellectus,
corpons; quaedam, vero spiritualia, sicut opera miraculorum... omnia ista non sunt
discipulatus Christi, cum possint esse communia bonis et malis. Sed speciale discipulatus
264 Santo Tomás ha desarrollado toda su doctrina del amor con tal perfección, porque Itol"'l,;Ilumest caritas, et mutua dilectio".
corresponde introducimos en el artículo de nuestra
hacemos ya con la indicación usar el instrumento que
personalismo: la categoría de la "irreductibilidad". No es
imposible, por el nos parece un instrumento
se trata de una lógica de fácil comprobación 1
a los más diversos de la realidad.
este está cercano al del mismo Santo
emplea el término "incommunicabilis" para de la
directamente al la definición de Persona
Ricardo de San Víctor: "naturas divinas incommunicabilis
. Nosotros hemos el término irreductible porque

"irreductibilis" no aparece nunca en la obra de Santo Tomás; pero emplea


veces el término "reductibilis'', algunas de ellas de modo negativo (cfr. CG, l. 3, c. 92 [no
3296]). El empleo del termino "reductio" y del verbo "reducere" se realiza ante
de argumentación Se habla de "reductio ad aliquod primurn": DV, q.
l. 1, c. 28 (n. 265); J, q. 41, a. 2, ad 4; LM, l. S, lec. S (n. 824); o "reductio ad
. CG, l. 2, c. 47 (n. 1238); LAf, l. 6, lec. 3 (n. 1211). La "reductio" lógica trata de
,rnn ti'rm;n~ que sea no-reductible. Este término queda caracterizado por ser primero y
. cfr. p.ej. DV, q. 1, a. 1 Así se comprenden las raices metafísicas de la
y su determinación por medio del "per se".
~nt\l"ULJc> A SANCTO VICTORE, De Trinitate, l. 4, c. 22 (PL 196, 945 d); citado en:
"U. k"',,,!. 1, a. 1, ad 6; DP, q. 9, a. 2, ad 12; J, q. 29, a. 3, ad 4; q. 30, a. 4, ag. 2. A partir de
pasa a incorporarse como un elemento constitutivo de la persona: cfr. J Sent., d.
98 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadfundamento del amor 99

indica de modo expreso una relación mterpersonaí, que en el ac:att~golría de nreductibilidad, Es necesario el temor de
personalismo ante todo la la
de proceder la de lo intransferible
erson:l; más el término recoge lo que
de positivo y lo abre a Con estas
percibimos un de nuestro
formular una al nuevas
"irreductibilidad" a la "divisio
en el la
mterpersonalídad consiste en una relación
Comprobar esto en el
definición de amor

del amor,
un subjetivismo
determinarán la división
26, q. 1, a. . DP, q. 8, a. 3; q. 9, a. 6; IlI, q. 3, a. 1, ag. 2.
3 Cfr. M.-D. PHILlPPE, Personne et interpersonnalité, cit., 153 s. nota
incommunicabilité dans l'ordre de l'étre ne s'oppose en aucune maniere a l'«i¡nt(~r-l)er:sormalité:)}.
(expression que, notons-le bien, saint Thomas n'ernploie pas). La preuve en est
DEL TO"
parler de «personne» en Dieu et qu'en Dieu la est une relation subsistante";
LOBATO, La persona en de Santo de Aquino, en Tommaso d'Aquino es nuestro
suo settimo Centenario. VII, Domenicane ltaliane (Napoli 1978) 286.
de de la
como una relación antes
4 Recordemos los sentidos de incomunicabilidad que se encuentran en Santo Tomás:
Sent., d. 5, q. 2, a. 1, ad 2: "Triplex incommunicabilitas est de ratione personas: scilicet
con de nuestro actual
secundum quod est completum; et universalis secundum quod est subsistens; et assurnptibilis, el nivel del . Esto es, la
secundum quod id assumitur transit in personalitatem alterius et non habet personalitatem
propriam."; cfr. 1 d. 25, q. 1, a. 1, ad 7. Para determinar el sentido de estas afirmaciones:
efr. J.F. CROSBY, The Incommunicability ofHuman Person, en Thom 57 (1993) 403 -442. de destacar que este nivel ha sido generalmente en los estudios de la
estudio relativo a la terminología propia de la individuación: cfr. J.J.E. GRACIA, Introductionto ersonalidad .en Santo Tomás: Cr-J. Structure de la personne el rapports
the Problem of Individuation in the Early Middle The Catholic of American iersonnels, Clt. M.-D. PHlLIPPE, Personne et interpersonnaiué, cit. (1975); C.
Press (Washington, D.C. 1984) 22 -31: en la que los siguientes términos: "indivisibilidad;
. et d'aprés S Thomas. cit. (1978); J. CRUZ CRUZ, El
distinción, división, identidad e impredicabilidad." Relaciona de modo estrecho intimidad; cit., Los estudios de: J. VAN DE W¡l':LE
incomunicabilidad con la .indivisibilidad (ibid., 24 s.). El autor no menciona el t'lntersubjectivtté; en A VII cti, De Homine hodiernae n'
irreductible; pero por sus características parece que puede vincularse mejor con el ',,',aUL11111 (Romae 1972) 277 ~28¡; J. GEVAERT, Intersubjeclivité et spiritualil¿
"impredicabilidad" en cuanto como él tiene esa doble referencia (ibid., En todo caso, no en l.c., 166 -170; SIguen a Lévinas y no son tomistas. Estos estudios pasan de la
ve ningún motivo para descartar la utílización del térmíno "irreductible" en Tomás. sideración metaftsica de la pe:-sona, caracterizan como autónoma (Philippe) pero
5 Cfr. DV, q. 1, a. 1: "secundum convenientiam unius entis ad aliud, et hoc quidem n 1, o como Imagen de la Trinidad Lefevre), a hablar de la interpersonalidad
potest esse nisi accipiatur aliquid quod natum sit convenire cum omni ente; hoc autem est ani la ~expenencla de la amistad co~ referencia a la benevolencia (lo hacen
quae 'quodammodo est omnia"'. Es una metafisica incluye la de 1 anade o.c., 687 Solo trata este nivel: P.O. JOHANN, The Meaning of
trascendentales relativos: efr. L. POLO, Ser cit., 61; F. HAYA a Metaphysics cít. (1955); su análisis del amor
ser personal. De Tomás de Aquino a la del don, EUNSA (Pamplona 1997). no es lo suficíentemente crítico. el mismo caso aproximaciones de: B.
6 Cfr. M.-D. PHlLlPPE, L'étre. Recherche d'une Philosophie premiere, Il/Z", Téqui J~~~~:;~i~ nach Thomas yon cit. inspirado en en von
1977) 787. y DE LA TRlNITE, Nature l'amitié Saint Thomas cit
ue
');'1 busca un diálogo con Nédoncelle. Este capítulo, por tanto, es una aportación esencial
100 Amor es nombrede persona La interpersonalidadfundamento del amor 101

relación entre los distintos elementos amorosos de la cual emergerá que hemos de responder. analizando
unidad existencial y personal del amor. Es un estado preconsciente amor puede definirse sólo en referencia al "bonum"
.acto humano", anterior a la constitución del mismo, perceptible el amado puede entenderse sólo como un fin del
desde el análisis de la experiencia. natural de la voluntad 1.3.). con la
Aquí es donde se debe la categoría de irreductibilidad. en la medida en que el modo del Doctor
La sólo es posible si está sostenida por una relación conduce más insistentemente a la cuestión sobre el bien
sujeto-sujeto, ésta debe ser ontológicamente anterior a la constitución
del acto de amor de modo expreso. La irreductibilidad de tal relación
intersubjetiva, no es algo que "ponga" el por medio de su
elección, sino que es a la misma constitución de todo acto KLjUU'L-~lVl" AL "BONUM'. EL "BONUM HONESTUM'
humano que ha de tener como una poianoao interpersonal, reducción del "amado" al "bien" es un problema
La posibilidad de "reconocer" a como sujeto supone ya una del amor. Es el que ha llevado a
relación intersubjetiva. considerar que el del se mueve sólo
Nuestro método busca el fundamento del amor dinámica de unas que su acto y no a un nivel
su Por eso en los textos evitaremos el insiste hasta la saciedad en que el
afirmaciones que a un acto o concreto de amor de la como de su
como o caracterizado frente a otro. Si nos vamos a introducir Esta de reducción parece tener un
en las distintas del amor en Santo es para ohietivo muy serio en los textos. Parece que el Aquinate
su razón interna. En la analizaremos sus verdadero a de la referencia al bien dice:
elementos desde su conexión entre sí. Nos centraremos en el
elemento que lleva en sí la carga de el tres los tipos de amor, de los cuales los dos no
~w'~f •»", Ya que, para Santo este "amado" es verdaderos, el tercero si es verdadero. El primer tipo es el
una persona; pero, para hablar de no debido a la utilidad; de donde se dice en Prover. IEI
basta que lo sea, debe aparecer dentro estructura del es compañero en la mesa', Pero, ciertamente, éste no es
amor. una vez que desaparece la utilidad, se
y, entonces, no queremos el bien para el prójimo,
Los otros dos elementos del amor a los que se reducir el
más bien queremos para nosotros el bien de la misma
"amato" son el "bonum" y el "velle", No nos referimos a una utiiidad. El segundo amor es el debido al placer, y tampoco
en la que hicimos en el es verdadero, porque una vez que ésta desaparece, aquél
anterior de las objeciones contra la que había 'desvanece. y de nuevo no queremos el bien principalmente a
considerar vimos que al amado como un tipo de del prójimo, sino más bien queremos para nosotros su
especial - reductible por eso al "bonum" -; o como un fin último del El tercer amor es debido a la virtud, y sólo éste es
amor reductible a la finalidad del querer. son los dos verrladern Pues no amamos al prójimo a causa de
bien, sino a causa de su bien. nIl
al tema,
8 Cfr. J. MARITAIN, Court traité de l'existence et de l'existant, cit., 116: "d'une
connaissance informe et diffuse qu'au regard de la conscience réfléchie on peut appeler del bien como objeto del amor (no sólo de la voluntad) p. ej. en: JIJ Sent. d. 27, q.
inconsciente ou préconsciente". 29, q. un., a, 3; CG, l. 1, c. 91 759); LDN, c. 4, lec. 9 (n, 400); J, q, 60, a, 3;
9 Utilizaremos a veces la referencia así, en latín, para dejar la expresión con el dativo, que q;~; a..»; l-11,q. 36, a. 1; q, 68, a. 4, ad 4; q, 13, a, 2; JJ-JJ, q. 24, a. 1, ad 1; q. 127, a. 1,
forma parte integrante de la misma experiencia del amor, y que es rica en resonancias lec, 5 (72 -86),
metafísicas. [36, 9 -18] (n. 1177): "triplex est amor quorum duo non sunt ueri, tertius autem
102 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 103

este análisis, el amor quedaría caracterizado por el en el que la de


de que se El bien al amor sería si se trata de los
L""llUJI'V del .
el "bien a causa de la virtud", es el "bien honesto". Será esta división ontológica, sino del bien 16, Es
categoría la que nos vamos a centrar ahora. On11S]Ón existe el subjetivo del
Para ello, procederemos en dos pasos: estudiaremos tUlld,lmenlta en la razón de apetibilidad:
críticamente el modo de del amor de Santo
~ VIU"", a partir de las distintas divisiones que hace del amor, después Tomás como se sabe distingue la ratio boni de la natura
1.2.) concluiremos en el modo que que dentro del La ratio boni .., responde a la definición formal del bien
acto del amor, la de bien honesto. su relación al sujeto; es más de orden ;
que ontológico. Siguiendo a Aristóteles, el
se remonta a antecesores más lejanos, Santo la
2.1.1.1. La división aristotélica: i drvision de bienes o en la apetibilidad: 'Bonum est quod omnia appetunt '.
división de amores?
La división que nos el texto anterior tiene una la
imnortancia en nuestro tema. El de nuestra no
directamente la estructura de esta sino el hecho
razón que define la amistad está tomada desde una diterencía
del bien. Esta determinativa del bien sobre el
exterior'", sino en reíacrón
conduciría irremisiblemente a la reducción del amado al bien honesto.
Deoemos paramos en su 0UI""'''"', a la vez útil y u honesto y deleitable,
El fundamento de tal está en que es el que son entonces las POS1t)!eS de
la directamente a la amistad. La de la es
manifiesta por su éxito histórico: la hace suya Cicerón y le da una
amplitud al las, e de modo .iónestrecha con las virtudes. Cfr. G. ANGELINI, Teologia Morale Fondamentale, Glossa
planteamientos medievales mediante San Ambrosio" 80 -83. Lo cita Santo Tomás en: l, q, 5, a. 6, s.c.; Il-Il, q. 1, a. 3, ag. 3; ad 3; a. 4,
SU5TIN sse,gunda recepción en San Agustín desde su teoría propia del "uti" y el "frui" en: S.
lJ
1U De diuersis quaestionibus octoginta tribus, q. 30 (CCSL 44 A, 38 -40); cfr.
"Fruendum est autem honestis, utendum uero utilibus."
uerus est. Primus est qui est propter utile; unde in Prouer., 'Est amicus socius mense'. Set certe
hic non est uerus amor; deficit enim deficiente utilitate. Et tune nolumus bonum proximo, I, q. 5, a. 6: "haec divisio proprie videtur esse boni humani."
potius bonum utilitatis ipsius uolumus nobis. Est et alius amor qui est propter delectabile, et l, s, a. 6, a~ 1: "b?num in quantum est ídem subiecto cum ente, dividitur per decem
etiam non est uerus quia et eo deficiente deficit. Et iterum nolumus bonum propter hoc ~~.dícaJllleJl"ta". Esta sena s~gu~: D~ q. 1, a. 1, una división según la razón de "perfectibilidad",
principaliter, set potius bonum suum uolumus nobis. Tertius est amor qui est propter uirtutem, bonum sJ:npl.J~Jter . segun el acto segundo, y un "bonum secundum quid" según el
iste solus est uerus. Tune enim non diligimus proximum propter bonum nostrum set Cfr. la división VIsta en: V. FERRARI, L'amore radice del bene e del male, cit.,
bonum suum." Sigue este razonamiento basado en la triple división del bien en: OSV, c.
-69); DC, q. un., a. 8, ad 16.
B.J. DIGGS, Love and Being, cit., 59: "We must remember, however, that love
Aunque su formulación era corriente en aquella época: cfr. R.-A. GAUTHIER y
12
only from the good, the object loved, but also from the lover. The rnetaphysical
JüLlF, O.c., IlII, cit., 125: "Quant a la división des biens en beau, utile et plaisant, il ne faut ,11>" "t'lm,p is determined both by the good, and by the lover of the good".
lui accorder plus d'importance que le faisait Aristote lui-méme. Il s'agit d'une division
qu'Aristote utilise, mais sans s'y arréter." FINANCE, La motion du bien, en Creg 39 (1958) 12 s. Es el paso a la división
cfr. E.G. SALMüN, The Good in Existentiai Metaphysics, Marquette University
13 Cfr. E. SMITH, The Goodness in Thomistic Philosophy and Its Contemporary 1953) 24: "This being would be divided not as good and non-good as
Significance, The Catholic University Press (Washington, D.C. 1947) 109. to being and non-being, but rather as the suitable and the non-suitable."
14 Por el libro: S. AMBRüSIUS, De officiis ministrorum, (PL 16,23 -184); que
q. 5, a. 6, ad 2: "haec divisio non est per oppositas res, sed per oppositam rationes";
esquema ciceroniano basado en el análisis del par honesto-útil dentro de su función política y a. 3; LE, 1. 2, lec. 3 (145 -60); 1. 8, lec. 2 (28 -31).
La interpersonalidadfundamento del amor 105
104 Amor es nombre de persona

Es una definición del bien enmarcada dentro la aprobación



mismo 27 : h onesto es 1o que merece La división
que propone se ha de a partir de
;oncelPción de armonía
tanto, no es una división de modos de amar, sino ámbitos
(iCCÜ1l111llJlCacl<)D entre las personas, que caracterizan a éstas'". Estos
del carácter, no se llamar
a nivel consciente. Su fundamento no es la relación
sino el bien que se Todo ello conduce a la
y verdaderamente apetecido es la felicidad",
de algún modo a priori, de la idea de bien. Si este bien ya no
Aristóteles, no es sino la vida virtuosa entendida como la vida
subsistente platónico, esta función en parte está
por la nÓALC;30. ser el criterio último adecuado 'a
2°. Supone la de la separación entre los sentidos y la .naturareza política del hombre" 1
inteligencia", de modo que se vincula el bien a los pnmeros
y el bien honesto a la segunda?'
(Paris 1958) 15: "Sur cette nouvelle anthropologíe, Aristote aurait assurément pu biitir
nouvel1e: il n'en pas eu le loisir."
20 Cfr. JI-JI, q. 145, a. 2, ag. 1: "ratio honesti sumitur ex appetitu."; cfr. J. DE FINANCE, La
C.V. ¡ONESCU, moral de Aristóteles en sus etapas evolutivas, I, CSlC
motion du bien, cit., 18: "les trois genres de biens ne designent pas trois genres de choses, 217: "La teoría EPWC; en su forma platónica, dependiente de la Idea del Bien,
concernent trois attitudes du sujet. Et non seulement le méme objet peut étre tour a extraña a la doctrina de la TIPW1:11 <pLA.(a presentada en la Eudemia. El significado
considérée comme honnéte, utile et délectable, mais l'honnéte en tant qu'honnéte est rebajado al vivir de los sentidos, y se relaciona sólo con las E'(811 <pLA.lac;
délectable". Para la dependencia a la estructura del apetito: cfr. I, q. 5, a. 6. Esta vinculación es con aquellas KaTO: TÓ f]8ú y KaTO: TÓ " El éxito de esta división en
apetito como movimiento explica que esta triple división no alcanza al amor verdadero que es el a su relación imaginativa con tres tipos de fácil percepción: cfr.' ib.,
principio anterior al movimiento. aclarar la especie de esta actividad (EvÉpYELa), se parte de la división de los bienes en
bienes exteriores, bienes del alma y bienes del cuerpo".
21 Esta razón de conveniencia se encuentra incluso en el "bonum honestum": JI-JI, q. 145, a.
3, ad 1: "honestum dicitur quod propter se appetitur appetitu rationali, qui tendit in id A. THlRY, Saint Thomas et la morale d'Aristote, en Aristote et saint Thomas d'Aquin.
conveniens rationi."; Ib., c.: "Hoc autem quod est secundum rationem ordinatum est naturaliter -rnees .aetuaes internationales, Publications Universitaires de Louvain-Éditions Béatrice-
conveníens homini. Unurnquodque autem naturaliter delectatur in suo convenienti. 1957) 245: "C'est dans la vie sociale qu'éclate la beauté morale
honestum est naturaliter homini delectabili". la 1tó)I.\S grecque. Le lecteur de l'Éthique est d'ailleurs frappé par la saveur
vocabulaire du bien et du mal: ETIalóv, \j!EKTÓV, aioXpóv, al8'Í¡.lOv,
22 Cfr. R.-A. GAUTHIER y J.Y. JOLlF, O.c., Il/l , 125: "On peut, gráce a ces breves
ETIOVEtÓLOTOV, etc."
indications, intégrer de la facon suivante la classification des biens proposée ici par Aristote
deux divisions complémentaires en biens par soi et biens relatifs (kath'auta et dia tauta, cf. I, S. lSIDORUS, 1. 10 ad litt. H (PL 82, 379 b): "'Honestum', quod nihil
1096 b 10-19) et en biens réels et biens apparents (onta agatha ou haplos agatha ibeat turpidinis; nam nisi honor id est, quasi 'honoris status.'?" Citado
agatha ou tini ... on notera que la plaisant qui est un bien apparent est le faux plaisir: q. 145, a. 1; y ag. 2; LE, 1. 1, lec. 5 (l
est en effet des plaisantes qui sont des biens réels): J.M. COOPER, Aristotle on on Aristotle's Ethics, University of
Biens réels Biens apparents Press (Berkeley and Los Angeles, 308: "as Aristotle most often tends
Biens par soi Beau Plaisant «friendship ofthe good» but, as he sometimcs does, as «frienship of character»."; M.C.
Biens relatifs Utile (Utile) JS~>Bj\UM,. The jragility 01 goodness. Luck and ethics in Greek tragedy and philosophy,
'Ainsi le beau se confond-il avec le bien réel en soi: c'est pourquoi il est plaisant (cf. Rhét., University Press (New York 1988) 355, nota *.
9, 1366 a 33-34); quant a I'utile, il est plaisant dans la mesure oú il est voulu comme C.V. lONESCU, o.c., r, 149.
d'acces au beau." Recordemos que: R.-A. GAUTHIER, La morale d'Aristote, cit., 51: "Le probleme du
23 Cfr. J. MARlTAlN, La philosophie morale, cit., 72. ne se pose donc ni pour les esclaves, ni pour les paysans, ni pour les artisans, ni pour les
24 Cfr. P.J. WADELL, Friendship and the Moral Life, cit., 38.
.nnercants, ni po~r les enfants, ni méme pouvons-nous ajoutcr, pour les femmes. 11 ne se pose
libre suffisamment pourvu des biens matériels pour n'avoir pas a se soucier de
25 Aunque evoluciona respecto al dualismo platónico; todavia no refleja la antropología
sa vi e, et il consiste tout entier, pour cet aristocrate ir l'aube de la vie, ir se dernander
hilemorfista del De Anima: cfr. R.-A. GAUTHIER, La morale d'Aristote, Presses Universitaires
106 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 107

a calificar el 11bien honesto", se trata de los términos:


una concepción del bien fundada se"39 y "simpliciter'í'", Por decir:
la en el
«ermina la amistad de lo honesto, que es el bien en sí, a la
no es sino la TIpwcT¡ qnALa 33 compete en primer lugar y por si misma la razón de
34
cEAELa qnALa • En todo caso, de la del ¡m¡SW,CI.
,,41
define de modo el verdadero amor sin referencia necesaria
otro 35 • término 11honestum"
Santo Tomás toma estas distinciones del Estagirita" superación de la razón de la "l.1\AIL'"H-!UU fundada
modos muy variados pues le sirve para esclarecer afectivo. La como
bien - el honesto el son la Por eso Santo a
como y una extensa dice del bien honesto que es "secundum rationem"": Sólo
áraL6t()w:a el verdadero bien del hombre",

comment il cmploiera ses loisirs."


32 La horizontalidad del bien se basa en la interrelación de tres conceptos fundamentales: cfr.
L.G. JüNES, The Theological Transformation of Aristotelian Friendship in the Thought of Sto q. 5, a. 6, ad 3: "bonum non dividitur in ista tria sicut univocum aequaliter de his
Thomas Aquinas, en NS 61 374: "Aristotle's account ofthe morallife in the Nicomachean sed sicut analogum, praedicatur secundum prius et posterius. Per prius enim
Ethics is focused around interrelationship ofthree central themes: friendship, happiness, and honesto, et de delectabili; tertio de utili."; LE, L 8, lec. 3 (25).
the life of virtue. You cannot fully have one without having the other two". Santo Tomás en q. 5, a. 6: "Id autem quod appetitur ut ultimum, terrninans totaliter per motum
cambio: ib., 394: "Thomas Revises Aristotle's position by claiming that we do not simply love quaedam res in quam per se tendit, vocatur honestus: quia honestum
the neighbor in terms of character/virtue (although that is part of it); we are to love the neighbor per se desideratur."; JI-11, q. 145, a. 1; LE, L 8, lec. 3 utilizan "secundum
for the sake of God and in God. It does not even matter to Thomas whether God is «in» the 8, a. 2, ad 2; "propter se": I-JI, q. 8, a. ad 4; JI-JI, a. 1, ad 1; esta Última
neighbor". cambio, también se utiliza respecto al "bonurn . LE, L 1, lec. 5 (69 -71):
J3 Así en la Ethica Eudema: cfr. C.V. lüNESCU, o.c., 1, 334. scilicet delectabile et honestum, habent rationem finis, quia utrumque est
»Ie propter seipsum."; LE, L 8, lec. 2 (26); l. la, lec. 9 (92 -95).
J4Cfr. Ib., 340 s.: "Volviendo después a la Nicomaquea a resumir la teoría de las tres
especies anteriormente formulada, en una esposición despojada, en general, de todo lo que era LE, L 8, lec. 3 -22): "cum sint tria amabilia, sicut dictum est, scilicet bonum
teórico y de intención polémica. Al tratar de la especie KaT' tiPET~V, el autor no considera ya delectabile et 11 Sent., d. 21, 1, a. 3; IV Sent., d. 27, q. 2, a. 1, ad 4; 1, q. 5, a.
neeesario repetir lo que había aclarado respecto a su condición de rrpwTll <pL/oLa, sino que, q. 26, a. 4, ag. 3; u-u, q. 145, a. ad 3; LE, l. 9, lec. 9 (90).
siempre recordando esta condición suya de amistad primera y verdadera, se conforma con 8, lec. 3 -52): "determinat de amicitia honesti, quod est bonum simpliciter, cui
afirmar que la amistad que se forma entre los hombres de bien, los que se parecen por su virtud, se ratio amicitiae."
es completa y perfecta, con lo que se impone su designación definitiva como TEAda <pLAta." q. 39, a. 2, ad 1: "omnes passiones animae debent secundum regulam
35 La apertura al otro es secundaria: cfr. A. WüHLMAN, L'elaboration des éléments quae est radix boni honesti."; JI-JI, 145, a. 3; ad 1; a, 4; q. 147, a. 1; LE, l. 1, lec.
aristotéliciens dans la doctrine thomiste de l'amour, en RT 82 (1982) 265: "Cette amitié, qui va 2, lec. 3 (150 -60); l. 4, lec. 4 (l lec. 14 s.); l. lec. 12 (64). Con esta categoría
de pair avec l'égorsme vertueux, est done un échange aristocratique entre sujets également referencia a la virtud: Il-Il, q. a. 2: ad rationem honesti, quod diximus
eapables d'autarchie." secundum rationem moderatur omnes res humanas. , cfr. !lI Sent., d. 27,
J6 Santo Tomás menciona explíeitamente la división tripartita en: Il Sent., d. 41, q. 2, a. 2,
1; d. q. un., a. 1, 2;11-11, q. 144, a. 1, 3; 145, a. 1; LE, L 1, lec. 5 (120);
ex.; IV Sent., d. 31, q. 1, a. 1, ag. 2; DV, q. 22, a. 15; q. 24, a. 1, ad 11; CG, l. 3, C. 17 (n. 1996); 1, L 8, lec. 3 (40); lec. (156); IR, C. 12, lec.
q. 5, a. 6; I-Il, q. 26, a. 4, ag. 3; q. 34, a. 2, ag. 1; q. 99, a. 5; DC, q. un., a. 4; DM, q. 1, a. 4, ad LE, l. 8, lec. 2 (34 "sed verum bonum hominis hic dicitur quod ei convenit
12; q. 8, a. 1, ag. 12; 11-11, q. 23, a. 1, ag. 3; a. 5; q. 26, a. 12; q. 145, a. 3; LE, l. 1, lec. 5 (67 -71); rauonem. Por eso, habla del "bonum honestum" en paralelo con el bien sin
l. 2, lec. 3 (136 -41); l. 3, lec. 21 (43 -45); l. 4, lec. 4 (15 -18); l. 8, lec. 2 (23 -61); lec. 3 (21 -96); ~sp(~cifica'ciolnes: 1II Sent., d. 34, q. 1, a. 6; IV Sent., d. 49, q. 3, a. 8, 3; I-Il, q.
lec. 6 (156. 189 -91); l. 9, lec. 7 (106). 2; u-u, q. 26, a. 12; LE, L 1, lec. 6 s.); L 3, lec. 15 L 9, lec. 7
J7 Cfr. DM, q. 1, a. 4, ad 12: "bonum utile ordinatur in delectabile et honestum sicut in finem.
(26); l. 10, lec. 14 s.); IR, c. lec. 1 (n. c. 12, 1 (n. 967); o incluso
Et sic duo sunt principalia bona, scilicet honestum et delectabile"; cfr.lI Sent., d. 41, q. 2, a. 2, maius": cfr.l1 Sent., 28, q. 1, a. 1; IJ-Il, q. 36, a. LE, l. 1, lec. 20 (60); L 9, lec. 9
ex.; DV, q. 22, a. 15; q. 24, a. 1, ad 11; LE, l. 1, lec. 5 (70); l. 8, lec. 2 (26 -27).
lOS Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 109

De este modo funda la objetividad del bien en la entidadr .. _ no propone esta distinción la
de la cosa". Pero esto no para la
ni de la . En su comentario
ejemplos "bien honesto" que se no suelen ser personales
más bien una cosa, o un valor y, sobre todo, la virtud:
cambia ' ~ presenta la división no tanto
de los "amicabilia" 0.
'I<:n.• vu,~u"~la y el esquema de la duplicidad
"Y de este modo las virtudes se deben apetecer por sí mismas.
Por lo que dice Cicerón, en IJ Ret., que 'es algo que por su "amicabilia" que son el de la comunicación
fuerza nos incita, y nos atrae por su dignidad: como es la PeJrmaní~ce:n en la del "bonum" - se del
virtud y la verdad y la ciencia. Y esto basta para cumplir la - que no puede ser definido por ~llos.
razón de lo honesto. ,,46 muestra que el amor supera la mera referencia al
para ello este texto:
En resumen, el bien implica la valoración
de la dignidad del objeto amado'", Por eso la división está naturalmente se ama a sí mismo en verdad cuando
abierta a otra posterior basada en tal no en las razones de para sí el bien, como la felicidad, la vi~tud, la ciencia y
apetibilidad que, por dinamismo interno, ser se requiere para el sustento de la Vida; pero lo que
es, la misma consideración de la del bien
a la de superar la razón de la división la división tripartita en todo el tratado del amor de la I-lI (sólo en la
aparece nunca ni siquiera en el III Sent. Cuya terminología está más VInculada a
Si no lo ha es por mantener como
referencia última el consenso de la 1TÓALi;;.
los tratados sobre la caridad de Santo Tomás, sólo aparec~ en: DC, q. un., a..11,
a. 12; en ambos para clarificar algún punto secu.n.dano de dicho tratado. el
perfección de los predicadores en el primer caso y la relación entre el benefactor y el
segundo. .
más citas sobre la "amicitia honesta": 1I Sent., d. 3, q. 4, a. 1, ad 3; JI! Sent.,
44 Cfr. LE, 1. 8, lec. 3 (69-79): "Et sic patet quod tam illi qui amant propter utile amant
lcuenuacadll l; d. 29, q. un., a. 6, ag. 1; IV Sent., d. 50, q. 2, a. 1, qla. 4, ad 2; DM" q: 13, a.
propter bonum quod eis provenir, quam etiarn illi qui amant propter delectationem amant propter a. 1, ag. 3; ad 3; q. 26, a. 7; q. 106, a. 5; q. 117, a. 6, ad 3; esto ~~ lOgICO, ya
delectabile quod percipiunt, et ita non amant amicum secundum quod ipse in se est, sed a la "honestas" nos abre a una referencia posterior. La argumentación de, Santo
secundum id quod accidit ei, scilicet sed secundum quod est utilis vei delectabilis. Unde patet la imposibilidad de que la consideración de la utilidad o de la delectación nos
quod huiusmodi arnicitiae non sunt per se amicitiae, sed per accidens, quia non amatur horno verdadera; lo hace empleanda la distinción de los dos objetos del amo.r
secundum id quod ipse est, sed secundum utilitatem vel delectationem." en: DC, q. un., a. 8, ad 16: "ut diligamus ipsum cui volumus bo?un:, ~t contmgit
non autem sicut bonum quod volumus nobis, ut cont~nglt. l? armciua
45 Es lo que no han comprendido algunos que identifican querer algo en si, a quererlo como
persona: cfr. E. FüRMENT, Lecciones" de Metafisica, Rialp (Madrid 1992) 347. utili, in qua amicum diligimus ut bonum nost~um: non quia utilitatem ,,:el
appetamus amico, sed quia ex amico appetnnus ut¡]lt~tem et delectatlOnen; nobls:
46 IJ-II, q. 145, a. 1, ad 1: "Et hoc modo virtutes sunt propter se appetendae. Unde Tullius diligimus alia delectabilia nobis et utilia, ut cibum aut vestímentum. Sed CUl1l diligibus
dicit, in Ir Rhet. (c. 52), quod 'quiddam est quod sua vi nos allicit, et sua dignitate trahit', ut virtus virtutem, volumus ei bonum, non ipsum nobis; et hoc ,maxlm~ contl~glt. In
et veritas et scientia. Et hoc sufficít ad rationem honesti." tia caritatis." Aqui se ve claro que sólo la posibilidad de una percepcion del bl~nen SI (bien
47 Un buen resumen de lo expuesto se encuentra en: L. MELINA, La conoscenza morale, itojpermite hablar de amor verdadero; aunque no lo defina del todo. En est~ ultl;na cita se
cit., 58 s.: "Il bene onesto e dunque quello che risulta appetibile e conveniente all'uomo ladivisión aristotélica a modo de ejemplo ("sicut contingit in"), no como explicación.
«secundum rtuionem». Questa espressione e spesso ripetuta da Tommaso. Che cosa significa, -35): "Et quía amicítiae actus est amatio, consequens est quod
precisamente? Di che natura e la convenienza che la ragione percepisce tra il bene appetito e la aequales numero amabilibus,. quarum ~na est amlcl.t1~, propter
sua natura profonda?
est bonum simpliciter, alia propter delectabile et te.rtla propter utile . Antes
'Tommaso riporta nel SUD Commento un'espressione di Cicerone, giuntagli probabilmente división: ib. -25): "cum sint tria amabilia, sicut díctum cst,. scilicet bon~m
attraverso il repertorio dei Moralium dogma philosophorum: questo e «quod sua vi nos trahit el delectabile et haec differunt specie ab invicem, non quidem SlCUt tres species
sua dignitate nos allicit», In questa definizione e descritta l'esperienza originaria della uo dividentes aliquod genus, sed secundum prius et posterius se habent".
trascendenza del soggeuo rispetto alla sfera deí suoi bisogni soggettivi: l'esperienza dell'incontro
(38 -43): "Et secundum haec tria possunt si~i bona velle ad in,,:icem secundum
con una realtá che merita il nostro omaggio per la sua dignitá intrinseca e non per un qualche
beneficio particolare". ant; puta si amant se propter virtutern, volunt sibi mvicern bonum Vlrt~tl,;' SI autem
volunt sibi invicern bona utilia, et si propter delectatlOnem, delectablha.
La interpersonalidadfundamento del amor 111
110 Amor es nombre de persona

asume para el propio no lo ama verdaderamente sino más división bipartita cristiana. División de amores -
bien se ama a sí mismo. división de niveles

Es muy esta cita porque niega historia exacta del de este par -"amor
ser definido con la a los ejemplos UlJllvL'" rae-amor de - que es, con el principal
bien honesto, como son la la virtud y la ciencia. y esto es amor de Santo Tomás. Pero afirmar sin duda
debido a la falta de una referencia personal. lo afirman muchos , que no está
En conclusión, Santo Tomás para definir el amor verdadero no anterior división aristotélica. Más bien, parece ligada a
recurre al "bonum honestum", Lo va a hacer mediante otra división: la Ov(~rSJla medieval sobre el sobrenatural en la discusión
del "amor concupiscentiae-amor amicitiae'v'", que está en relación con sobre el y directamente con la
la duplicidad de objetos que destacaba el Angélico:" la y el amor de Dios por encima de uno
que recorre todo el _ de la
raesc;ol:ástlca alcanza una con Santo
que ahora tratamos comienza con Goiíredo de
reJen;nc:tadlrecta a la tradición y a su conocida
cupiditas'", El de por
52 OSV, c. 14 (50 -56): "uniusquisque naturaliter sic vere se amat ut sibi ipsi bona optet, puta
específicamente cristiano y no se basa en un sistema
felicitatem, virtutern, scientiam, et quae ad sustentationem vitae requiruntur; quaecumque vero
in suum usum assurnit, non vere illa amat sed se ipsum." Cfr. LDN, c. 4, lec. 9 (n.
lec. 10 (n. 430). En estas citas se propone la la justicia (ejemplos típicos del bien
honesto) como elementos queridos para una persona, es que no sirven para definir el amor
de amistad (amor verdadero). Obsérvese la última cita se pone justo después de afirmar la WEISS, Amor sui, cit., 48.
división de bienes: lb. (n. 429). Respecto la virtud cfr. ibid., lec. 10 (n. 428): "alío modo, amor LA,NJJ(jKf\t, Studien zur Erkenntnis des Übernatiirlichen in der Friihscholastik,
tendit in aliquid, tamquam in bonum accidentale, sicut amamus virtutem, non quidem ea ratione 4 (1929) 373: "Del' Mensch war damals wohl auch zu ihr verpflichtet - hiel'
quod volumus eam esse bonarn, sed ratione ut per eam boni simus." Por tanto, el bien honesto, Abalards Schule und auch seit Langton bestimmende Schwierigkeit an-, aber el'
en cuanto es el bien verdadero, para acceder al amor verdadero; pero sí mismo ,tr"h·rlplm dazu nur mit Hilfe del' Gnade, die ihm unfehlbar zuteil wurde, sobald er nur
no lo define: cfr. J. GARCIA El amor humano, en Estudios de tomista
Kraften stand."
EUNSA (Pamplona 1976) 258. '
Ibidem, 370 s. Para una clarificación de sus pasos: cfr. el Apéndice IU: El amor
53 En los dos ejemplos con los cuales penetramos en este el del De perfectione
spiritualis vitae muestra el amor verdadero mediante la reducción esquema tripartito al de
amicitiae": c. 14 (38 -41): "illud vere amatur cui aliquis estudio del II Conc. de Orange y el consecuente conocimiento del semipelagianis-
bonum optat; vero quod quis optat quasi accidens dicitur amari, prout ex de: H. BüUILLARD, Conversion el gráce chez S Thomas d'Aquin. Etude
consequenti sub actu amoris cadit."; la mención de la tripartita se realiza a modo de (Paris 1944) 102 s. En donde señala como Santo Tomás en la Summa Contra
ejemplo pues se introduce inmediatamente con la frase: ib.: "Inconveniens enim est el conocimiento del semipelagianismo ignorado por sus predecesores, incluido
dicere quod iIIud verc et proprie ametur cuius aliquis optat.' A modo de ejemplo
parece presentarse en los textos referentes al "verus amor" que mencionan la utilidad y la GOlFREDO DE POITlERS (citado por: A. LANDGRAF, a.c., 376 S., nota 2):
delectación (no el amor honesto): IGA, c. 5, lec. 3 (n. 305); Il-II, q. 44, a. 7; IR, e. 13, lec. 2 (n. voluntaria dividitur in duas: prima dicitur concupiscentia, qua diligimus omne illud,
Trl¡;,mll1m'l1< vel quod habere volumus, sicut aliquis dicitur diligcre verum, quia appetit eo
en Collationes in decem se realiza directamente mediante la división est amicitia, qua diligimus omne illud, cui bonum volumus et cuius bonum (!)
aristotélica. Se trata de un escrito (efr. J.P. TORRELL, a.c., 521); se comprende así ratulamur. Utraque istarum diligimus Deum, et est caritas quandoque (?)."; cfr.
que emplee una división conocida por auditorio como modo de explicación. le XII' siécle: nature et surnature, en II, 577. Además de la terminología
54 Cfr. A. WOHLMAN, o.c., 211: "L'acte volontaire alors en quelque sorte deux agustiniana, Goifredo justifica la división con S. Agustín: (IDEM, Studien zur
objets. Il met en relation deux termes: le bien voulu Cíe veux bien), le sujet personnel, a qui, 376 s., nota 2) "Dicimus ergo secundum hoc respondentes. quod ardore illo, qui
pour ce bien est voulu. Nous rencontrons done une nouvelle dichotomie qui nous demande concupiscentia, quo diligit Deum Augustinus, diligit se ipsum. Et est regula, quod
de l'amour de concupiscence ou de convoitise et l'amour de bienveillance ou d'amitié, aliquis amore, qui dicitur concupisceruia, se ipsum diligit illo amore. Et
Dans l'acte d'amour tel que nous venons d'en dissocier les termes, le bien voulu est airné de diligebat Augustinus Deum, tantum se ipsum.' S. Agustín usa de modo
concupiscence, le sujet a qui l'on veut du bien est aimé d'amitié.' @~OHl oposición caritas-cupíditas: cfr. H. PÉTRÉ, CARITAS, cit., 95.
112 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 113

filosófico'", sino en la experiencia de conversión. Esta propuesta se novedad de Santo Tomás a la división
realiza en un en a la de sacarla del ámbito en la que la ha recibido y
Abelardo que calificar la caridad como "amor en su el amor de caridad
honesto u 6I • Su utilización de los teólogos se como amistad'", Con la de la caridad encontrará su
centra - dentro del problema en la
cuestión del amor natural de los Es la conocida disputa entre división ofrece una posibilidad para la comprensión
Guillermo de Auxerre y el Canciller que marca el de en la medida en que aporta un elemento personal. La
del par amor de de que fundamenta en la relación entre el amante y el amado a
tratamos'". Así la también Santo Tomás y en esta línea la misma dignidad del amado 67 • formula esta
argumentativa procederá a su desarrollo.
momento el Doctor Angélico claro que la
distinción supone una superación todo esquema del amor en amor de amistad y amor de
concupiss~enlci;a no es tanto una división de amores, cuanto de
tuneado simplemente en la razón de apetibilidad, precisamente la que
daba fundamento a la triple división de Aristóteles por el
apetecer del bien ya sea el de la la utilidad o el nl>'f'p·t- • basada en la entre los nos
como camino para prorundizar en la irreductibilidad
"Algunos distinguen entre amor de concupiscencia y de
amistad. Si los consideramos diligentemente, difieren según
dos actos de la voluntad, esto es, el apetecer, que es de lo que I3C~R(JN]ET, L. Vives 1894) 509; lDEM, Super Ethicam, l. 9, lec. 12, q. 3, 3
.
no se tiene, y amar, que es dee lo
o aue
que se ti 'A gusttn
tiene, segun ,,;63 . Omnia, Super Ethicam. Commentari et quaestiones. Libri
Westfalorurn (Aschendoff 1987) 698. destacar la ausencia del par "amor
La última de San rt!::;u::>uu certifica el concupiscentiae" en el Sententia del Aquinate. En cambio,
reduce la amistad útil o deleitable al amor de concupiscencia: cfr. lGA, c. 5, lec.
y se separa de la de su maestro San c. 4, lec. 10 (n. 429); 1-11, q. 26, a. 4, ad 3; q. 27, a. 3; OSV, c. 14 (62 -69); DS,
que el amor de al amor c. 15, lec. 4 (n, 2036); 11·11, q. 44, a. 7; IR, c. 13, lec. 2 (n. 1057); esto reafirma
vp"uumvv que la mención del bien honesto es necesaria para entender el amor

no basta.
en la primera mención de la fórmula, aunque sólo lo hace de pasada, en: 1
60Cfr. A. DI GIOVANNI, La dialettica dell'amore. "Uti-Frui" nelle preconfessioni di q. 1, a. 5: "Sic autcm non diligitur charitatis habitus vel actus dilectione amicitire vel
sant'Agostino, cit., 28 s.: "Anzitutto diversa ne e l'origine: filosofica quelJa di «uti» e «frui», inanimatorum esse non potest, ut Philosophus VlIl Ethic., dicit, sed dilectione
cristiana quelJa di «caritas» e «cupiditas»."; IDEM, L'inquietudine dell'anima. La dottrina cornplacentiee, secundum quod diligere dicimur illud quod aprobarnus et quod esse
dell'amore nelle "Confessioni'' di sant'Agostino; Ed. Abete (Roma 1964) 83 S. ve la insistencia en que se trata de una fórmula que se refiere a una relación entre
61 Cfr. A. LANDGRAF, Charité: le XI? siécle, cit., 576; lDEM, Studien zur Erkenntnis des
Übernatiirlichen, cit., 372. diferencias nos evitan seguir una relación paralela entre la división de las amistades
62 Para profundizar en el terna de esta disputa y su influencia en Santo Tomás: cfr. el
la bipartita cristiana corno hacen: cfr. S.M. RAMÍREZ, animae. In
Apéndice JIl: El amor sobrenatural. Theologiae divi Thomae (Madrid 1973) 99:
amor rationalis cadit circa amoris sensitivi, quod est
63 11 Sent., d. 3, q. 4, a. 1: "Quidam enim distinguunt diIectionem concupiscentiee et amicitiee:
ndelectabile ve] utile, est amor concupiscentiae; quando vero ascendit usque ad bonum
qua; duo si diligenter consideremus, differunt secundum duos actus voIuntatis, scilicet et proprium personae ut persona est; est amor amicitiae."; A. QUERALT, Todo acto
quod est rei non habitas, et amare, quod est rei habitee, secundum Augustinum", Cfr.l-JI, q. a.2. -or ai projimo, cit., 283; A. ILIEN, Wesen und Funktion der Liebe, cit., 114.
64 Cfr. L.-E. GILLON, Genése de la théorie thomiste de l'amour, cit., 322: "Le Docteur
THiOMAS DE VIO CAIETANUS, In 1-11, q. 26, a. 4, en S. THOMAE AQUINATIS,
AngéJique a vu l'origine prerniére de cette distinction dans les textes oú saint Augustin oppose VI, Ed. Leonina, Typographia Polyglotta S'C, de Propaganda Fide (Romae 1891)
l'appétit a l'amour." Cfr. S. AUGUSTINUS, Enarrationes in Psalmos, CXVIll, 8, 5, 3-4 (CCSL amoris in arnorem arnicitiae et concupiscentiae non est tam divisio amoris, quarn
40,1687 -1689). para esta distinción: S. TOCZEK, De philosophia amoris in operibus Thomae
65 Cfr. S. ALBERTUS MAGNUS, In 111 Sent., d. 27, A, a. 1, ad 3, en Opera Omnia, XXVII, iCaietant o.P. S.R.E. Cardinalis, Pontificia Universitas Gregoriana (Romae 1961) 26 -34.
114 Amor es nombre de persona La int,er¡;¡er:wr:lah'dQ,df.umia¡¡~efltod el amor 115

del esto es, para definir en verdad la interpersonalidad. determinada y el querer el se referir a sí
En esta división se los dos del amor: el amado vu,',"'~. Un texto claro de este nivel es:
aparece siempre querido con amor de mientras el bien lo es
con amor de concupiscencia. a este es del todo movimiento del amor tiende hacia dos cosas, esto es, hacia
necesario hacer una aclaración El análisis de los textos del que quie:'e para alguno, ya sea para sí ya sea
Santo muestra un doble ámbito de referencia en esta división: y ha,cla aquello para el que quiere el bien. Respecto
que quiere para otro, se tiene amor de concupiscencia,
"Santo Tomás divide el amor en dos modos: el amor de re.~pl'!cto a aquello para el que quiere el bien, se tiene amor de
amistad (amor amicitiae¡ y el amor de deseo o de ál]11stact.,,70
concupiscencia concupisceruiaei. Sin embargo,
mantiene dos tipos de significación y dos caminos para nivel existencial amor, en cambio, se
distinguir estos amores. un camino, el amor de amistad el amor se
se refiere a un bien subsistente, esto es, un bien más valioso mismo, mientras el amor de amistad se a otro:
que es amado por sí mismo, a un amor a personas;
el amor de concupiscencia es un amor hacia un bien accidental, de es por el que se dice que
hacia un objeto visto como bueno en relación a otro o como ál]1álno's lo que queremos usar o gozar, como el vino, o algo
inherente en una persona ya sea uno mismo u otro. Estos dos . el amor de amistad es por el qu"e se dice que
amores no se consideran como dos actos sino como amamos al para el que queremos el bien. u¡J
dos fases de un acto, en cuanto amar es querer el bien al
amado, según la definición de Aristóteles que Santo Tomás del amor o a su estructura
asume. Según la otra división, el amor de amistad se refiere a entonces por su
un amor extático por el que sale fuera de sí hacia otra persona; amante u otro aUla'lV.
el amor de concupiscencia es un amor de amistad hacia sí interesa destacar estas diferencias, buscamos sólo
desde el cual proviene el amor hacia los otros y el cual aUJaW), si es por
retoma como su realización más e inherente. consideración de si es uno u otra persona. La
referencia amor es para
Es el Doctor Angeuco emplea la división bipartita
la estructura
de los niveles del amor que antes hemos diferenciar estos niveles El mayor >L.,.
introducimos en el análisis de la interpersonalidad,
El es el en el cual se intezran
dos amores en la formación del amor. Por eso, la referencia 26, a. 4: "motus amoris in duo tendit, scilicet in bonum quod quis vult alicui, vel
m illud cm vult bmmn:. Ad illud ergo bonum quod quis vult alteri, habetur amor
piscentiae; ad illud autem cm ~hqms vult bonum, habetur amor amicitiae.; cfr. DM, q. 16,
emm semper appctit bonum uel sibi uel alii". Por ello el amor de
69 T.M. DEFERRARI, The Problem 01 Charity for Self, cit., 174 s. Realiza esta afirmación hK.E]\!H()epslpr,elatlvo al ~,e cfr. M. LÉVEILLÉ, Amour et altérité, cit., 24; E.
tras haber analizado detenidamente todos los textos tomistas acerca de la distinción '-' i., o.c., 493.. Der Akt del' Liebe geht entweder auf ein Gut, das einer einem
concupisccntiae-amor amicitiae". Es, posiblemente, la exégesis más completa en dicho sich ~elbst) wunscht. vult oder er richtet sich auf das
Cfr. E. SCHOCKENHOFF, Bonum hominis, cit., 493, nota 68: "besonders der Begriff des "", ....... ,,~uf den anderen sich del' ein Gutes wünscht ('illud
concupiscentiae' ist van einer hohen begrifflichen Randunscharfe: zum einen macht sich
Doppeldeutigkeit des Wortes bemerkbar, das sowohl für die 4, a. 3: "Est enim amor qua dicimur amare illud qua volumus uti
interessierte Selbstliebe wie auch im der 'vis concupiscibilis' für die fundamentale vinum, vel aliquod amor autem amicitiae est dicimur amare
Leidenschaft der Seele stehen kann"; T.-M. HAMONIC, o.c., 244 s. Un esquema sintético .. bonum." Cfr.l-ll, q. 26, a. 4, ad 1; q. 77, a. 4, ad 2: "concupiscent¡a,
semejanzas y diferencias entre el "amor amicitiae" y el "amor concupiscentiae" en: sibi bonum, reducitur ad amorem sui sicut ad causam", qua
RAMlREZ, De passionibus animae, cit., 136 -137. el punto principal de critica que hacen los que parten de la primacía del amor
116 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamentodel amor 117

número de textos que corresponden al estructura amor de amistad la que se propone como
Aquinate de importancia a este en el que se muestra original, todo amor".
él estudia la estructura fundamental del amor, por encima vez aclarado este la de la
oposición de amores". "_'lO-"_-' a la diferencia tomista entre el "amato" y el "bonum".
Así nunca trata de esta distinción dos amores opuestos de algunos textos nos una
de modo paralelo, sino que habla de división analógica':': división bipartita a del
el "amor amicitiae" es el analogado mientras que al
concupisceniiae" se le los calificativos de amor imperfecto IV el amor implica una relación del apetito con el bien del
de falsa amistad"; el nivel de . De tantos serán los modos de amar algo, cuantos sean los
de ser el bien de otro. Lo cual, en primer lugar, ocurre
maneras, pues el bien se predica de dos modos como el
ente se dice de un modo propio y verdadero de lo que
propio a los que planteaban directamente el amor desde una referencia sriLjsi,¡te, pero también de aquello por lo que algo es, como la
interpersonal, Así se expresa como crítica a P. Descoqs y T. De Régnon: G. STEVENS, blancura no subsiste, pero por ella algo es blanco. Así el bien
Disinterested Lave ofGod, cit., 43 "We may mention at this point the division oflove into de dos modos: el primero, como algo que subsiste
of friendship or benevolence» and thc «love of concupiscence.» There is often confusion in bondad; el segundo, como la bondad de otra cosa, esto
matter, for it is not always seen that the latter does not mean, strictly, the lave of self, for
Thomas. The love of self is a form of the love of «friendship or benevolence» not that que le vaya bien a alguno. Así pues, se puede amar
«concupiscencex". Cfr. R. DE o.c., 20; D.M. GALLAGHER, Thomas Aquinas in de dos modos: el primer modo, por la razón de bien
Lave as the Basisfor Lave of Others, en "Acta Philosophiae" 8 (1999) 28, nota 18. ,subs,ist.sm'e y a esto se lo ama verdadera y propiamente, en
73 Una clasificación los textos. Pertenecen al primer nivel: 11 Sent., d. 3, q. 4, a. 1; Ill Sent., queremos que sea bueno; y a este amor muchos le
28, q. un., a. 2; d. 29, q. un., a. 3; d. 32, q. 1, a. 2, ad 2; IV Sent., d. 49, q. 1, a. 2, qla. 1; lPL, c. am?r de be.nevolencia o de amistad; el segundo modo,
lec. 3 (n. 36); LDN, c. 4, lec. 9 (nn. 404 -405); lec. 10 (nn. 428 s.); 1,q. 20, a. 2, ad 2; 60, a. razon del bien inherente, en cuanto se dice que se ama
a. 5; l-Il, q. 2, a. 7, ad 2; q. 26, a. 4; q. 28, a. 1, ad 2; q. 66, a. 6, ad 2; HO, c. 15, lec.
DM, q. 1, a. 5 y ad 3; Il-Il, q. 26, a. 3, ad 3; mientras al segundo: LDN, c. 4, lec. 10 (n, no en cuanto queremos que sea el bien para él, sino en
1, q. 4, a. 3; l-Il, q. 26, a. 4, ad 1; ad 3; q. 27, a. 3; q. 28, a. 2; a. 3; a. 4; DS, q. un., a. 3; queremos que por él sea el bien para alguno'í",
17, a. 8; q. 23, a. l. En todo caso, por el número de referencias de ambos, se comprueba que
imposible de despreciar ninguno de los dos niveles.
74 Por esto mismo se puede decir: R. DE WEISS, a.c., 49: "En effet, la distinction de
concupiscence et de I'amitié est un point de doctrine que Thomas n'a dégagé que tres lentement. DE WEISS, a.c., 49 s: "~a distinction, et posterius» signale qu'il s'agit
Con la división "per se-per accidens": cfr. LDN, e. 4, lec. 9 (n. 405); lec. 10 (n.
75 ana!og,lque .~u sein de I amour IUl-meme... concupiscence n'est jamais amour
"per prius et posterius": cfr. J-H, q. 26, a. 4; E incluso la de "acto-potencia" referido a la . a ,1 anutré, . de facon relative; par une imitatíon imparfaite et seconde.
en: l-Il, q. 27, a. 3; cfr. J. DE FINANCE, La motion du bien, cit., 15. El conjunto 11 n y a jarnais de concuprscence sans amitié antécédente". Aquí tratamos este
comparaciones da una idea más exacta de la intención del Angélico en este tema: cfr. antecedente como estructurafundamental.
PINCKAERS, Le renouveau de la morale, cit., 259: "[l'amour de concupiscence] ne mérite se hace a partir del fin en: cfr.ll Sent., d. 3, q. 4, a. 1, ad. 1; LDN, c. 4, lec. 10 (n.
nom que dans un sens dérivé, analogique, dans la mesure 011, pris dans le mouvement de a. 3. Trataremos este tema después en el apartado 2.1.3.
d'amitié, il participe a la nature de ce dernier."
lec. 9 "cum amor importet habitudinem appetitus ad bonum amantis
76 Cfr. DS, q. un., a3; lI-JI, q. 17, a. 8. quot modis c~ntigit ~liquid esse bonum alterius. Quod quidem:
77 Cfr. l-Il, q. 26, a. 4, ad 3: "inquantum trahitur ad amorem concupiscentiae, deficit
mtingit dupliciter; nam bonum dupliciter dicitur, sicut et ens: dicitur enim, uno modo
ratione verae amicitiae." quod SUbS1Stlt, sed e? .ahquid est, sicut albedo non subsistit, sed ea aliquid
cm; ¡g,lwr bonum dupliciter dicitur: uno modo, quasi aliquid in bonitate subsistens:
78 Se aplica "amor simpliciter" o "per se" al "amor amicitiae"; el "amor concupiscentiae" es
,q!¡asi bIJ.!titas alte¡:1Us, quo scilicet alicui bene sit, Sic igitur dupliciter aliquid amatur:
sólo "amor secundum quid": cfr. l-Il, q. 26, a. 4; citado y q. 28, a. 3: "simpliciter quidem ratione subsistentis boni et hoc vere et proprie amatur, cum scilicet volumus
amicitiae, amor autem concupiscentiae non simpliciter sed secundum quid."; ib., ad 2. hIC amor; a multís vocatur amor benevo!entiae vel amicitiae; alio modo, per
adjetivo "imperfecto" no es una calificación moral: Cfr. T.-M. HAMüNIC, o.e., 244; J. inhaerentis, secundum quod aliquid dicitur amari, non inquantum volumus
CRUZ, a.c., 67; en esta obra (pp. 121 -129) llama a esos amores: "amor directo" o "quiescente"
al amor de amistad, e "indirecto" o "itinerante" al amor de concupiscencia.
:;>~'¡'¡;~~¡~l~b'i'e~sed mquantum volumus quod eo alicui bonum sit". Insiste en esta división
~l accidental en: ibid., lec. 10 (n. 428); J, q, 60, a. 3; y t-u, q. 28, a. 1, ad 2.
118 Amor es nombre de persona
La inter¡.¡er.yorlal¡idadfundamento del amor 119

Pero es un modo de el bien. No se


el amor por el que se ama algo para que sea el bien
su razón de como en la sino desde es un amor secundario. ,,85
categoría Se hace de modo determinado mediante
distinción "bien substancial't-vbien accidental". esta texto, en el culmina su evolución en el
P or vez primera en la Expositio in Dionysium De Divinis Nominibus, paralelo susta.ncía··acciljeI1te por "sea el bien para él"-
. 83
en ella se han centrado los comentaristas . que nos de otro" ("ef sit bonum" - "sit bonum alterius")86. Es
introducido en el análisis de esta ya destacó su especificidad el el modo de pertenencia
moral al la de la moral mediante de la entidad Por
noción del "modo": no se trata tanto de sea una sustancia, "",.n"f~"" la posibilidad de ser no sólo "h"",..,,,
de que se la ame de "modo substancial?" boni", ser un sujeto que posea el
En la Summa Theologiae la razón última
substancial" alcanza una nueva vinculada la
estrechamente a la estructura de la del amor: tal modo que el "ei" - el
"Como el ente principalmente es lo que tiene el ser y,
simnle bien - "bonum" - que, en sí 111IM11'-",
secundariamente, lo que es en otra cosa; así el bien que
conviene con el ente, es principalmente lo que por sí mismo
tiene la bondad: lo que es bien para otra cosa, es bien
secundariamente y, en consecuencia, el amor el que se a. 4.: "Sicut enim ens per se simpliciter est quod habet esse, ens autem
quod est in alío; ita bonum quod convertitur cum ente, simpliciter quidem est
quiere a algo para que sea el bien para es el amor psam nanei bonítatem: quod autem est bonum alterius, est bonum secundum quid, et, per
quo amatur aliquid, ut ei sit bonum, est amor simpliciter, amor autem quo
ut sit bonum alterius, est amor secundum quid." El texto intermedio entre la
éste es: J, q. 60, a. 3; que argumenta como la Expositio desde la división de bienes:
Utiliza también la mención al bien; pero de otra forma en: J-JI, q. 26, a, 4; la analizaremos sit boni, bonum sit et in substantia et in accidente... dupliciter aliquid arnatur, Ut
posteriormente. ubsistens et ut bonum accidentale sive inhaerens, Aliquid amatur ut bonum subsistens
82 Cfr. LDN, e, 4, lec. 10 "Sicut autern ens duplicitur dicitur, scilicet de eo quod ur ut ei aliquis velit bonum. Sed contra aliquid amatur ut bonum accidentale vel
se subsistit et de eo quod inest, et bonurn: uno modo, dicitur de :e sub1ste?te quae s id quod desideratur alteri: sicut amatur scientia, non ut ipsa sit bona, sed ut habeatur.
bonitatem, sicut horno dicitur bonus; alío modo, de eo quod inest alicui faciens ipsum bonum, cundus amor nominatur concupiscentiae. Primus amicitiae." El texto de: J-11, q. 28, a. 1,
sicut virtus dicitur bonum hominis, quia ea horno est bonus", es una mención de pasada.

83 todos: cfr. a modo de ejemplo: A. PUPI, La carita secondo Tommaso ya aparece en un texto anterior: LDN, c. 4, lec. 9 (n. 404): "sub ratione subsistentis
a'Aqutnoc en 68 (1976) 385; D. URRUTIGOlTY PITHOD, El ~mor, cit., 467. H~ce vere et proprie amatur, cum scilicet volumus bonum esse el. .. per modum bonitatis
referencia especial a Dionisio en: LE.M. ANDEREGGEN; La metafistca de S~nto Tomas en secundum quod aliquid dicitur amari, non inquantum volumus quod ei bonum sit,
'Exposición' sobre el 'De Divinis Nominibus' de DlOnz!I.O. Areopagita, PontIficia .inquantum volumus quod eo alicui bonum sit".
Gregoriana (Buenos Aires 1988) 173 s. Los análisis de esta _ JI-JI, q. 25, a. 3: "non proprie possumus velle bonum creaturae irrationali quia non est
DEFERRARI The Problem cit., 124 -127; lLlEN, habere bonum, sed solum creaturae rationalis, est domina utendi." L.-B.
Funktion der Liebe,'cit., 114 -116; E. Bonum hominis, cit., 495. Genése de la théorie thomiste de l'amour, cit., 327: ne veut du bien qu'á celui qui
84 Cfr. S. TOCZEK, o.c., 27: distinctio boni: in res (accidens, substantia) et «avoir», qui peut incorporer ce bien a lui-méme, le recevoir en soi, le faire sien.";
modos (per modum accidentis et per substantiae), est necessaria... amare 1.1'\." !J.", J~.I'\. CRUZ, a.c., 7]: "objeto del amor benevolente sólo puede ser el sujeto capaz de
bonum accidentale, realitates substantiae sunt... Am~tur .. . bien ... sólo el ser racional."; ib., 77: "En la Suma será claro y constante el Santo en
amatur «per modum ut bo~um subsistens, ita ~t aliquis velit ." sólo las personas pueden ser objeto del amor de benevolencia; ni los animales ni las
aliquid yero amore concupiscentiae, sí desideratur non ut el sit bonum, sed alten. mucho menos los cuerpos brutos pueden entrar en este reservado círculo afectivo de
basa en: LDN, c. 4, lec. 9 405): "si hoc etiam modo am:mus aliqua qu.ae per se amor benevolente, por no ser capaces de la «posesión» en el alto sentido que la Escuela
non quidem ratione eorum, sed ratione alicuius perfectloms. quam ex a propiedad."; D.M. GALLAGHER, Thomas Aquinas in Self-Love as the Basis for Lave of
consequimur, sicut dicimus amare vinum, non propter substantiam vnu ut bene srt el, sed ut 27: "The important distinction, then, between the two loves is the distinction
vinum sit nobis"; ib., lec. 10 (n. 429). loving a person as that for which goods are willed and loving sorne good (even at times
as good for a person."
120 Amor es nombrede persona
La interpersonalidadfundamento del amor
obliga a una referencia , En el fondo, es la 121
personalista que distingue el "ser" - "ut ei sil bonum" - del "tener" - "ut
sil bonum alterius,,89, amor a sí
- a una
La de la de recibir un objeto Es no 'so
1 o se debe 1n
caracteriza al "amato" como un a la mera ambién c~:o una subjetividad en relaci~n ~~a~o"
categoría de "objeto"?'. Así la de ser "de
modo sustancial"?' y la referencia en del "amate" , En , Así nos lo va a
consecuencia, no es válido considerar el amor a una persona como un en las
el análisis d 1 consecuencias la
caso concreto del amor de amistad como algunos , Por e amor que toma del
vVJl>U,lt, la personalista claramente el
cuatr"lp:'lrtÍta dionisiaca.
ne(;eSldad de la
88 Cfr. DC, q. un., a. 2, ad 5: "spes elevat affectum hominis in summum bonum ut
adipiscendum, sed super hoc requiritur quod illud bonum ametur ut bonum esse horninis". El
querer un bien es siempre para alguien. que aparece
89 Cfr. J. DE FINANCE, De l'un et de l'autre, cit., 75 s.: "au francais, des prépositions de et a sutlstancial" amar al
qui, dans notre langage analytique, répondent respectivement, pour exprimer le possession, au y
génitif et au datif La prerniere, come de en latín, a originairernent un sens local et partitif: elle
indique départ, division, partage... avoir avec le possesseur une relatíon telle qu'on puisse
regarder le chose en question comme un élément d'une totalité avec laquelle le possesseur
s'identifie et dans laquelle il se prolonge... Et l'on comprend qu'ainsi entendu avoir recoive "Por lo que Dionisia pone a uf .
comme sujet, non seulement une personne, mais une chose... pr'lrn'erloes según el cual el Cuatro modos de amor. Yel
'La préposition a, comme la latín ad, indique originalement direction, destination: la direction por eso dice que 'a causa' del bi a su y
d'un mouvement, d'un geste et par suite, direction aujourd'hui d'une intentión. C'est pourquoi elle lo menor' esto es lo inferior, 'a~~~~ la belleza y por él mismo,
a, dans la plupart des langues romanes, remplacé le datif. Etre-a, c'est, en quelque facon, étre
pour. L'expression renvoie normalement a un destinataire personnel ou personnalisé."
a él: porque en él ti r esto es, lo superior
se,,?u,nd'o mod lene su .
90 Cfr. L.-B. GlLLON, Genése de la théorie thomiste de l'amour, cit., 326: ''fl,lal,es; .0 pone aquél por el cual los como
distingue done tout naturellement le bien qu'il poursuit et le sujet, Yauquel, il en veut l'adhérence.
•.., y dice que 'Jo aman a los
Mais ce point de vue purement grammatical est aussitót dépassé, si l'on songe que le ama lo esto es, lo que es en un
d'adhérence du bien, l'auquel, n'est pas le sujet d'une proposition quclconque, mais le sujet 'cc)munlic:atívaml~ll1te', ' esto es a sus igu 1
. esto es en cuanto COm . a es,
nature raisonnable, la personne."; TOMÁS DE LA CRUZ, O.C., 73. Por este
prácticamente todos los comentaristas normalmente han tratado al como
_y_----,-.------------_ unzcan Con ellos en
proponemos algún ejemplo: cfr. P. DESCOQS, lnstitutiones 1,
1-[1, q. 77, a. 4, ad 3: "aliquis dicit Ur .
"Qui quidem amor tria supponit: voluntatem
de
amat, bonum et personam
oP;~t d. Es ~a afinnación fundamental d:m;,re et ¡¡lud bonum quod optar sibi et se cuí
intenditur"; T.M. CHARLAND, en "Revue Dominicaine" 39 l. ans a doctrine thomiste de '.. Amour du bien' r '
224; J. AUMANN, Thomistic Evaluation and Charity, en Ang 55 (1978) 542. IIIlive,rsiddeadD¡eu dans la Philosophie d . cit. (extracto de su tesis' "Am Pdopr~ et
91 Así lo comprenden: T.M. DEFERRARI, o.c., 124 s.: "But neither of these -; Hebrea de Jerusalén) y e sarnt Thoma, d'Aquin" defendid our e SOl er
can be loved separately is shown through analogy with being as accidental aunque Con un plant ." a ~~arece esta terminología en' R DE a en 1979 en la
~olrne'nt'e:cfr. A. SCOLA eanuento dJferente. A partir de Wohl . l' '. Amor sui.
whereby the good willed to someone else is said to be reduced as an accident to the substantial , cít 31 man a expreSlOn se ha hecho
love for the person himself, and substantial love for a person is expressed through MJ ., .
. . "nJ;VJ,vl''i, The Metaphy' ! d
«accidental» instrumentality of love for things, AH love therefore consists fundamentally regards the obi t b stca an Psychological p. 'nl. .
love of persons. of loves, moreover, rests upon an intrinsic' difference in what it ís in itse~~\nat~~I~~Y"las i: is in its individuality ~~n~:;;:s~n:{/~ve, cit., 81:
relationship of the person to the being of the subject, or in other words, the sam,e aspect of subjectivity", y I IS oved as subject; and thus the lover ~~ t~eab~~~~d
union with the constitutes in the nature of the love of friendship. ".
WOHLMAN, Amour du bien propre et amour cit.,229. . . . l.E.M. ANDEREGGE'N L a metal:' do "
IVlnlS Nominibus' cit. 17]' "h'a ~ISlca e Janto Tomás en fa 'Exp , ... ,
Cfr. L. BOGLlOLO, La metafisica dell'amor di Dio, cit., 620; J. JAVORKA, O.C., 41 S. , , , y que notar qu S ' OSIClOn sobre !
del amor ~atural como principio d: ~~nto Tomas pasa por alto en nuestro text~
92
h
''''lealloaO, umana e mfrahurna . Vlrnlento haCIa un fi
na, y se sitúa directamente . l n, correspondiente a
a mve antropológico."
Amor es nombre de persona
La mtel'Personc1lidcldfizndQ'me~lto
de! amor
123
la especie o en algún orden; como tercer tipo pone el
cual ama lo y dice que lo 'mejor', esto es
lo superior, ama 'lo menor', esto es, lo inferior
'provisivamente', esto es, en cuanto provee sobre los que están el
él; como cuarto modo pone aquél por el cual algo se ama
a sí mismo y dice que 'cada uno' se ama 'a sí mismo
contentivamente, ' esto es en cuanto cada uno se contiene a sí

96 LDN, c. 4, lec. 9 (n. 407): "Unde et Dionysius hic quatuor modos amoris ponit: etprimus
est secundum quod inferius amat suum superius; et hoc est quod dicit quia 'propter' bonum et
pulchrum 'et ipsius gratia, minora,' idest inferiora, 'amant meliora', idest superiora, 'convertendo
se ad ea', quia in eis habent suam perfectionem; secundo, ponit modum, quo aequalia amant
aequalia; et dicit quod 'ordinata', idest ea quae sunt unius ordinis, amant 'coordinata', idest
aequalia 'communicative', idest inquantum communicant cum eis vel in specie ve! in quocumque
ordine; tertio, ponit modum quo superiora amant inferiora; et dicit quod 'meliora', idest
superiora amant 'minora', idest inferiora 'provisive', idest inquanturn provident eis ut sub se
contentis; ponit modum quo aliqua amant seipsa et dicit quod 'ipsa singula' amant 'seipsa
contentive', idest inquantum unurnquodque in seipso continetur." Es el comentario al siguiente
texto: DlONYSlUS, De Divinis Nominibus, c. 4, § 10 (PO 3,708 a): "-clx.1í-c-cw -cwv KpELnÓVWv
ETILOrpETInKWe; EpWOL KO:!. KOWWVLKWe; ,Ix. 0IlÓO-COLXO: -cwv 0llomywv KO:!. -clx Kpd-c-cw ,wv 'Í\nóvw
v TIPOVOTj1:LKWe; KO:!. O:U-CO: EO:urwv EKO:O-CO: OUVEK1:LKWe;"; l.c., I, 199 s., S: "minora, meliora
convertendo se ad ea amant, et communicative ordinata, coordinara, et meliora minora provisive,
et ipsa singula se ipsa contentive.";. aílllll~lr una
El Pseudodionisio la menciona otras dos veces. Por la importancia de la división transcribimos
las citas y los comentarios: l° DlONYSlUS, ib., § 13 (PO 3, 712 a): "K(xL OTjAOÚOL -clx. IlEV
{mÉp-cEpo: -cfíe; npovoír«; -CWV KO:cO:OEE<nÉpwv KO:!. ,Ix. ÓIlÓOWLXO: -cfíe; o:UT\Awv ouvox-I)e;
una
KO:!. 'C1x. ú<jlELIlÉVO: ,-I)e; -clx TIpw-co: eELOTÉpo:e; ETILo-cpo<jlfíe;."; l.c., 215, S: "Et monstrat: quidem mansiones et collocationes n, cfr LD V. •
superiora providentiae minus habentium, et coordinata sui invicem continentiae, et subjecta la califica de: LE.M. ' . tv, C.4, lec. 6 (nn, 362. 363).
divinioris conversionis ad prima." Comenta Santo Tomás: LDN, c. lec. 10 (n. 431): "Sed . Es de extrema i . o.c., 174: "modos de am d
contingit tripliciter; potest enim illud substantiale bonum, in quod fertur, tripliciter cfr. C. LEFEVRE :nP2o~~n~l~ el pa~e1 que, para Santo To . ~r . esde el punto de
• • ' O. c., ,~ 1adaptatlO d l' mas, llene en el amo 1
habere: uno modo sic, quod illud bonum sit perfeetius quam ipse amans et per hoc :t'lj:JhY'sic¡ue«mega1e», entre les pe;sonnes n e amitié aristotélieienne a la r 1 .r a
cornparetur ad ipsurn ut ad totum, quia quae totaliter sunt in perfcctis partialiter sunt - un statut autre qu'accidentel" ,sans POurtant que Cette reJatíon ~ ation;
imperfectis; unde hoc, amans est aliquid amati, Alio modo sic, quod bonum
sit eiusdem ordinis cum amante. Tertio modo, amans sit perfectius re amata et sic ti dil~~~~~~~I~~I ~~\[{~r,~ De doctrina cl1r.Istit.ma,
unum quod sup
' 1,23,22 (CeSL 3') 18) "e
reyOlve en
amantis fertur in arnatum, sicut in aliquid suum. quod infra nos est; ~: ~~~ e~, alterum quod nos sumus, ;rtiu~ u; ~rgo quattuor
2° DIONYSlUS, ib., § 15 (PG 3, 714 b): "-ca IlÉv KLVOÚOO:V En!. TIpÓVOlo:V el Medioevo: cfr un o et quarto nulla praecepta dand quo l~xta nos est,
Ka:ro:oEEo-CÉpWV 'Ca oE ÓflÓO-COLXO: TIMW ELe; KowWVOLK-I)v KO:!. En' EOXtY.-CWV -clx 113). . RADBERTUS De fid a erant. Retoma la
" e , spe et 1 3 5
a TIpOe; T-I)v -CWV KpHHÓVWV KO:!. ÚTIEPKHflÉVWV ETILO'Po<jl~v. , 205, S: "superiora L-B G1LL . ,
moventern ad providentiam minus habentium, coordinata autem rursus ad cornrrlunicatlv:ail1' . '.' . ON, Gem¿se de la théorte th .
Vlent d'etre exposé omlste de cit 324' "L '.
alternam habitudinem, et in extremis subjecta ad meliorum ct superpositorum cOlwe:rsion'~m, le moi et le bien ?e concupíscence], ne com ;rt . e theoreme de
Comenta el Santo: LDN, c. 4, lec. 12 (n. 456): "movet superiora ad providendum inferioribus; par l'appar"t' d va deslrer ou déja il .p e que deux termes, le
aequalia ad alternatim sibi convenientia communicandum invicem; et inferiora ut cOlwe:rtantul[ "al'relneJ1t t J Jon e Le moi d possede. Mals le probleme se
., en rer en relatio 4'4' • ' e 't· ,
ad sua superiora subiícendo se". ns auectlVes avec ." n es pomt seul et va
Como antecedente: DIONYSIUS, ib., c. 4 § 7 (PO 3, 704 c): "O:L npóvoLaL -CWV ÚTIEpTÉpWV compru~ba al revisar los tres textos an . mOl.
O:AílTjA.uXllaL TWV ófloo-col~wv aL ETILo-cpo<jJa!. ,WV KO:'CO:OEE01:ÉpWV O:L ntY.v-cwv Éo:u-cwv <jlPOUI}Tj1;LKI (j{'dUCCi¡ué,nn~ mismo aparece la última, a modo d:enlo~es de. la Expositio. En el l" texto la
O:flHaK!.vTj-COL IlOVO:!. KO:!. lopúoELe;"; l.c., 187, S: "providentiae superiorum,
habitudines coordinatorum, conversiones minus habentium, omnium eorundem COIJSe:rvllti'lae traen =~~a~:;~~t~f~n~~;a partir de la ~o{¡~~c~~nb~:~~~ ~~l~r!?res; mientras que
est bonum nostru~ . , c. 4, Jec. 9 (n. 406)' "Et qu' clon conSIgo mismo
, 0portet tot modís variare am . la unumquodque amamus
orem, quot modus Contingit aliquod
124 Amor es nombre de persona
La znter¡;'ers,~na,!idad fundamenm del amor
125

polaridad amante-amado en la cual el amado puede ser uno


nacerlo es, pn~cI:,anl1ellte, descubrir que su hmeiarnellto
. Este modo de presentar la relación amante-amado nos hablar es el
un verdadero amor incluso en este
preconsciente'?'. es
Esta sólo aparece en la obra del ACIUiJt1ate " el . donde culmina la
, " amante-amado" es la E
raras vecesi'". Pero tiene una en el modo con dionisiaco, no d s
que enfoca los temas a partir del amor, en en el modo como e la amrstan;
mentct a1a'b,,1-a que, e.n toda la terminologia mecievat.
concibe la Summa contra Gentiles J03 enmarcar en esta por a la commumcatio,,106
inspiración dionisiaca, la conversión y la dentro de . de
gÚradla por la exigencia de t 1
estructura del amor, supera la impronta aristotélica. En el movimiento la en re a pn)Videnci.a
de conversión le da la máxima extensión en la afirmación: "Todas . novedad que la
es que esta se entiende d
cosas se convierten a Dios por el deseo" 104, En correlación al tema nV¡s!\.a, no sólo psicológica107, e una igualdad
la. conversión se el de la en la en ortancia en el tema de la caridad, mucha
hay que conjugar la relación analizar las cistmtas dlVISJlom:s
Ilegamos a una
entrelllta las dIsltmt:as del
es se bonum alicuius. Quod quidem contingit quadrupliciter: uno modo, secundum quod
est bonurn suipsius et sic aliquid amat seipsum" (En la lógica del amor la alteridad aparece
modo inmediato y no así en la lógica del bien). En los textos 2° y 3° la relación consigo
no aparece, tampoco en el original del Pseudodionisio. Hay que resaltar que el segundo texto
una explicación de la naturaleza extática del amor. En todo caso la relación entre amor
amistad y alteridad es muy estrecha: cfr. I-11, q. 28, a. 1, J. DE FINANCE, Amour,
Causalité, en GM 13 (1958) 10.
101 Cfr. E. SCHüCKENHüFF, o.e., 501: "Der 'amor concupiscentiae, der ein Gut um
anderen willen bejaht und von seinem Eigenwert absieht, erscheint in der thomanischen
als Derivat des 'amor amicitiae', Allein die Freundsehaftliebe zielt auf ein Seiendes in
(personalen) Subsistenz und liebt den anderen um seines eigenen Selbst-Seins willen, In
personalen Parterliebe erkennt Thomas den Hóchstfall der Liebe".
102 Pero se ha de observar que es la que toma, siguiendo a Pedro Lombardo, como definición
es
del amor en el Scriptum super Sententiis: U1 Sent., d. 27, q. 1, a. 1, Prol. Esta formulación, al capaz
una glosa del tercer texto [c. 4 § 15 (PO 3, 714 bj], también excluye la referencia a la
con uno mismo. CG, 1. 3, e. 90 (n. 2657): "Gubernatio r vi .
103Principalmente el tema de la providencia: cfr. J.P. TüRRELL, Initiation a saint ereatas arnat... Quando ergo D r p o identiae ex amore divino procedít qua
d'Aquin, cit., 169: "I! en résulte que la partie sur la providenee est beaucoup plus développée d. 32, q. un a 2 s e 2 eEus a Iqtua magIS amat, magis sub eius provid~ntia
., . , " . n es e mOVUTI' t 1
dans la Somme contre les Gentils, alors que la partie qui touche a l'agir vertueux de ex(;epeión en cuanto tiene parte en la id .Ien o .a ereatura racional tiene un
quéte de sa vraie fin est beaucoup plus amplement traitée dans la Somme de 'ance divine d': . S provi ene la divina: efr X
apres t. Thon:as, en "Revue de Phitosophie" 28 (¡nÚ 3n La
Recuérdese que en ese mismo momento el Santo está trabajando la Expositio supe LDN, c. 4, lec. 9 (n. 407): "aequalia amant a . , '..
que desarrolla principalmente el tema de la providencia: cfr. S. La providencia div commUl1lcant eum eis vel in specie vel in u equalia ." "commuflleatIve', idest
el libro de Job (Estudio sobre la "Expositio in Iob" de Sto. Tomás de Aquino), en alternatIm sibi convenientia comm . qd oe~l11que ordine ; ib., lec. 12 (n. 456):
(1976) 477 -550. unican um ll1VICem"; 1JI Sent., d. 27, q. 1, a. 1,
104 LDN, c. 9, lec. 3 (n, 832): "Omnia eonvertuntur per desiderium in Deum". El Do
La exigencia de "igualdad" entre los amigos tiene en Santo T . . .
Angélico comenta a: DIONYSIUS, De Div. Nom., e. 9 § 6 (PG 3, 916 c): "TIaVTa TI sU¡:lenmclo la VISIon sociológica de Aristót 1 . ti Lomas el rango de prInCIpio
TO o![nou ETILOTpE<pouaa"; l.c., 468, S: "omnia ad eausam convertit". Para la importancia de e e8
come amicizia con Dio eit 28 not 6 esp' e r. . CACCIABUE, La carita
fórmula: cfr. H. BüUILLARD, Conversion el grdce chez S Thomas d'Aquin, cit., 174 s. a la Sum .ma contra Gentiles: cfr.
"" a
CJ. GONZÁLEZ . ara su la carid
.~n a can ad en
, Salvacián, cit., 74.
126 Amor es nombre de persona
La interpei"sor.¡aIÜlad"fun,lamentc)
. del amor
127
recibir el bien. Pero todavía aparece en los textos como vinculada
de cerca con una división de bienes.
Pero esta relación recibida en un ámbito de lntprT,rpj·".
ción psicológico, la de la
ontológica la Pseudodionisio. A su
sistema que
desde el amoroso a necesario una di . "
rvisron que acabará de
En a lo éspirituaj, nuestr.o problema, entre la objetividad del
doctrina tomista el fundamento del amor verdadero depende lO, su rectitud o verd, d ' amor
a ,y su caracter desinteresado"ll1.
relación irreductible al bien
relación Esta afirmación nos primera carencia del planteamienlto es la ldentificélciéln
entonces el bien honesto dentro de la comprensión

2.1.2. LA DEL "HONESTUM' EN


INTERPERSONAL el desinterés.
apetecer. Por esta carenc;ia.
de ab5;ohltos no la
si ya - de que tal absoluto
"f1l!Y1r,r/r," al "bien honesto" en la doctrina a un modo
hemos de ver el como se ha de integrar y que a
conocido la dentro del marco amor. lenl ¡t'Jl_oer consilguciellte. creemos que
En de modo concreto a la S
est:ru(~tura hlllclanlerltall l 14 acto de amor compileto
que esta Se trata de la que
denominado "teoría extática" en la del amor
El máximo de corriente es , La charité, cit. 14' "Aussi
Geiger qu'il n'ait pas une seule foi; I' : d est-ce une lacune étonnante de
es que centra su en su non pas seulement un a' arr e concevo.- que, dans l'amour, il y a
.'Oll'VIIlalS
~
"
au cote d u terme un trnant
" ' comme dans la conna¡ssance
. un sujet
, a qui on veut le bien."
,.-]j,. uhlC:JER. o.c., 75.

108 Pues así se puede calificar el personalismo del Pseudodíonisio: M. Sl:HIA \!()t
86: "Le désintéressement de l'arn dé
Neoplatonismo e Cristianesimo nello Pseudo Dionigi, cit., 86: "Sí tratta, cioé, di una possibilité". our epend done de l'objectivité comme de la
di Dio fortemente influenzata dal messaggio cristiano, che assume un carattere 90 S' "L'ai ..
benché in modo ancora incompleto, aurorale, non privo di oscillazioni, ambiguitá " 110ur spmtuel enfin sera objectiif 1
en présence d'un bien dont la v 1 b' Imoraement bon et désintéressé
Para la importancia del Areopagita para Santo Tomás: cfr. J. DURANTEL, Saint ton presencc de valeur ¡ a eur a so ue command 1
Pseudo-Denis, Félix Alean (Paris 1919) 236: "On pourrait dire que Denis est véritablerner e ~a eur ¡mpersonnelles, telles le vrai 1 bi e u~ te amour ... Il
1amour s'une ' e ien, le beau; il sera autre en
libre de chevet". tEt'iHOFF. o.c., 494: "Das mit 'amor Pour ,notr,e vraí bien". Como aclara: E
109 Ponemos como ejemplo una de sus frases: L.-B. GEIGER, Le probléme de illen or-l¡ amtcuta«
WI en gelíebt, dagegen richtet sich d ' Geliebte e rscheint
' d ann absolut.
Saint Thomas cit., 61: "La qualité de l'amour est fonction de la qualité du bien. stets auf ein anderes bezogen bl ib: amor co,:cuplscentiae' auf ein Gut,
une différence entre le bien relatif et le bien absolu, méme limité, différence an wírd." el t und nur !TI dieser Verweisfunktion
celle qui oppose l'étre accidentel, ou l'étre par et dans un autre, et l'étre substantiel,
sol." Siguen una argumentación parecida: M.-D. ROLAND-GOSSELlN, Le désir du a decir: L.-B. o.e. 88 . "C
eentripete quand il se portera vers le sb: et amour sera objectif vrai, done
cit., 167; C.H. MIRON, The Problem in the Philosophy of Saint H"n""0,~'
Il est de meme inexact d'ap 1 len propre du sujet, puisque ce bien est
CH.-V. HÉRIS, Spiritualité de l'amour, '!lClo PUisGu';I' . pe er cet amour une ' .
s agrt au vrai d'un amour de bienveill ," convolllse ou une
ance . Como ya hemos visto, no es
128 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadfundamento del amor
129
La segunda carencia del sistema es la igualdad que establece
entre "recto" y "verdadero", que no se con la terminología tarnbién al dinamismo
la voluntad en su
del Aquinate en relación a la del
práctico l 15 . En Santo dentro de su teoría del amor,
mención de está subordinada a la del mismo n~,~~"'V esto es, de la
Refuerza esta el hecho de Santo Tomás
norma aristotélica de la "recta ratio" necesaria amor, se el
como principio e incluso le " reformular. claro que elu,H'b:rielnnone:sto
primacía'{' ~~ amor de concupiscencia" pues él
En conclusión a estos puntos, decir que el amor de amistad" que
honesto", como lo percibe el Santo, no está referido únicamente al mero "bonumvt'? E una
de . t. d" 1 . s más, parece que es la
amts a a que de
"bien nonesto:
ésta la terminología de Santo Tomás. Geiger confunde, por tanto, los dos niveles del amor
el "amor de concupiscencia:' t d
antes habiamos expuesto: el fundamental y el existencial,
C1eJ:mirse como la "h . 1 b? a del
115 Este punto lo ha estudiado cuidadosamente: J. FINNIS, Fundamentals of
sea uno mismo u otro,,120 acta e len «ue se quiere . para
Clarendon Press York 1983) 72: "When we talk in ethics about otro sería una de ser
reasonableness or reason' (recta ratio, orthos logos ...), we must not be taken to <nrmr.<p j h.;, la como la "bien honesto",
practical reasonableness is the supreme good." Para el conocimiento práctico: cfr. W. KI,U)(E]\l,
Philosophische Ethik bei Thomas von Aquin, Wissenschaftlichc Buchgesellschaft, 3a De este modo se el al
(Darmstad 1998); L. MELINA, La conoscenza morale. Linee di riflessione sul Commento en sí en el marco de una la ap'~tencia
Tommaso all'Etica Nicomachea, Cittá Nuova Editrice (Roma 1987); M. RHüNHE1MER, Así lo eXJ)11c:a
prospettiva de/la morale. Fondamenti dell'etica filosofica, Armando Editore (Roma 1994).
116 Como se comprueba en los textos en que habla del "amor verdadero", en ellos
sucede que la atracción mis di'
calificación de "vera dilectio" vinculada directamente al "amans amato bonum velit" es siempr voluntad del círculo limitado d:d e objeto hace salir a la
anterior y distinta de la "recta dilectio" unida al "ordo dilectionis": cfr.1GA, e. 5, lec. 3 (n. 30 para e el sujeto volente es el
''[l°] ad veritatem dilectionis ... [2°] ad iustitiam ... [3°] ad ordinem"; OSV, c. 14 (32): "ut sit v es el bien entrar e~ el círculo universal el
dilectio"; (97): "ut sit iusta et recta ordo dilectionis"; CP, 8 [36, 7. 19] (nn, 1176. 1178): "I
debemus eum diligere uere sicut nos [2°] debernus eum diligere ordinate"; IR, c. 12, lec. 2: desde una DlOS. No se trata por tanto de un
984): "Primo quidem, quod dilectio debet esse vera ... Tertio docet quod dilectio debet el bien propio del ' . a una bondad ya
honesta"; cfr. 110, c. 13, lec. 7 (n, 1838): "Tripliciter enim dilexit nos Christus: grat mtehgente consiste en la posesión
efficaciter et recte." Sólo en: Il-Il, q. 44, a. 7 el orden es inverso: ib.: "Secundo, ex parte regu
dilectionis... ut sic dilectio proximi iusta... Tertio, ex parte rationis dilectionis... ut sic dile
proximi vera." Pero aquí pone en primer lugar "ut sic sit dilectio proximi sancta" que está en
lugar posterior en las otras divisiones: 3° en OSv, 5° en CP. Por ello, parece mejor estudi
tema de la rectitud dentro del marco del amor verdadero y no desde la separación: objeto b
acción recta como hace: cfr. J.F. KEENAN, Being Good and Doing the Right in Saint 39, a. 2: "Omne autem bonum hones .
'Summa Theologiae', Pontificia Universitas Gregoriana (Roma 1988) 94. 1U'~ rationis et voluntatis." tum ex his duo bus procedít, scilicet ex
117 Es la tesis de: c.A.J. VAN üUWERKERK, Caritas et ratio, cit. Que se resume . HAMüNIC, Dieu peut-il étre lé ..
97: "l'exposé précédent assigne a la raison naturelle, comme regle morale, sa fonction et sa P slmplement le sujet bénéfieiaire du b' g¡tlmement convoité?, cit., 248: "Tantót la
F t d len, sans que celui ci soit d ' '
dans la loi nouvelle. Elle posséde ainsi une consistance, mais devient une regle 'informée' au e e trouver un terme plus adé t - or or onne a la personne
loi nouvelle. Ce que S. Thomas exprime, au niveau du principe régulatif immédiat et subj l'honnete." equat, appelons cette seeonde sorte d'amour
par la formule: 'ratio informata lege divina" (Cita: DM, q. 2, a. 4). Para la inseparable rela '''', y. ""O, a 4.
entre "ley divina" y "caridad" cfr. ib., 68 -77; donde corrige la posición anterior de:
RüHMER, La finalité morale chez les théologiens de saint Augustin a Duns Scot, 'Vrin ( JüHANN, The Meaning ofLove cit 19'"
matenally exterior - for it is not as e ; .': , '. The good, as terminating desire is
1939). x r
rather as able to be possessed and enJ' erdlO anhd mdependent of the subject that il is
oye by t e subject,"

La interpersonalidadfundamento del amor 131
Amor es nombre de persona
130
-,,;Ü~rerlCia a
, o del paso de un centro d e"
sirve para Aristóteles y no el . Por el
del bien sin d d,,122 nuestro nos ha a afirmar que toda
otro, de un sujeto a otro sujeto de bon a ' del bien dice relación a un sujeto para el cual se quiere".
esta concepción de una la del "ornato" al "bonum" ha quedado
obj etiva del clara. Esto nos ha la una
una defini(jón relación en la estructura del
, 1 ridad afecta a la "
aparente circu a 1 tito _ "quod omnia appetunt - esta relación descubierta todavía debe pasar por otra
"bonurn" en a ape 1 , 1
Propio ' el bien, En a na e:i(pé~rie:nc'la
de afirmarla como Se trata de
el Por su reducción al "velle", esto es, desde la constitución
pre:seJntamc)s la del bien se au
de amor, el acto de la voluntad - "velle" - nos aparece como
on,glnaJrla como es la amor: por el de fin 126 • Podría pensarse que esta
" - ' " 1 bien como el objeto del amor, Y interna al querer para el salto de la
"podríamos dehmr e , , n que tiene como
, "d fj ' " 1 amor como la operaclO , " bien honesto, en cuanto ser por sí
despues e nur e d rdad habríamos "defimdo
objeto el bien, de este mo o en ve esto no decir que que exista un fin del Esto sería así de modo
cada uno en térm~nos, del ot~~, Pero dicho nada. Hemos la naturaleza la sin que existiera
con estas determmaClO?eS 1 id d que lo que reconocemos en a una persona. Esta es la que
fmnado a pesar la CIrcU an a , , naturaleze dím~IáO
a .' nor esta por su
nuestra expenencia como a l , llamamos bondad, y
. 1o que en nuestra
h acta 'L
el objeto del amor... a
esta bondad es, por y el amor por su misma
por su misma nat.u~a!eza eS b d d La referencia de cada
está dmgIdo a I a on a .", ' 1 se debe al modo como se ha interpretado a Santo Tomás a partir de Aristóteles, Por
na:tUiral'eza existencial esta mserta en e decir de la evolución de los comentaristas de Santo Tomás a partir del s. XVI: L.
palabra en su, . ,,123 :":CIABlrE, La carita come amicizia con Dio, cit., 66: "Inoltre sembra che la
infinito de la eXIstenCIa maggiormente sia desunta piü da Aristotele che da S. Tornrnaso." Incluso la
de: M.TH. COCONNIER, La charité d'aprés saint Thomas cit, 641 -660;
COillclulm()S en la iml)OsibiJldaÜ la estructura de la amistad en Santo Tomás siguiendo la Ethic. Nic., contra, incluso
refé~ren,cIaal oentenna libri Ethicorum, Santo Tomás plantea la existencia de los dos objetos: LE, l. 9,
amor entre los mismos -127): "et boni et arnici, in quibus inveniuntur ambo quae sunt secundum naturam
amor, scilicet bonum et amatum".
R. DE WEISS, o.c., 16: "I! ne faudrait pas en déduire, cependant, que cette bonté de
se définir en termes absolument non subjectifs, c'est-á-dire non relationnels. «Bon»
«bon-pour»: mais relative, la bonté se définit toujours par les
. d. Dieu amour des autres, cit., 26. iations concrétes qui lient au sujet consideré."
m J.-E. NICOLAS, Amour de sal, amour e pero parte de una concepción
concuerda en lo fundamental con nue~.ro . ' dad desde la atracción del bien, a partIr de la un punto que está presente en los textos de Santo Tomás que venimos comentando:
dinamismo amoroso. Plantea toda la .mam¡cl la experiencia de la alteridad como DEFERRARI, o.c" 125: "The last paragraph, c. 4, lec. 10 n. 430], contrasts
de icupiscence and friendship on the basis of an analogy motion, whereby concupiscence is
"se abre" a una alteridad. Nosotros PdartlmIos ñar que necesite la explicita a
.ISmo no nos pue e ex ra action through whieh self emerges toward an exterior reality (sorne good thing
originaL Por esto !li to a aclarar posteriormente.
r self) but the aetion considered alone remains incompleto. Love of friendship, however,
explicar tal salto. Este es un pun O do de "explicación existenCIal
d cit 66 s tro mo ed as a perfect or rnovernent resulting in ecstasy, which places the lover
123 BJ. DIGGS, Lave "" " a~~r se ~ncuentra en: R.O. JOHANN,. ofthe attraction afilie object."
"bonum" a partir de la expenencla d unto de vista (el causal), hay que cII~r en este
L cit 15 Aunque lo realiza des e otro p l ' t 33 -51 Como superaclOn del con J. ROHMER, La finalité morale, eit., 124: "L'opinion eicéronienne qui fait du bien
°vve, FERAARI L'amore radice del bene e del ma e, Cl:, d bi~n cit 23: "Nous n'aurion valeur absolue capable de nous attirer par sa bonté propre, est inacceptable si
a: ' ' 'J DE FINANCE La motton u ," , ité 'on entend par la qu'elle est aimée pour elle-méme, par opposition a ce qui est voulu pour
de tendencia se encuentra en.. , im os~ible, en plus profond de notre acuvi e
la moindre notron de la tendance, SI p
non n'étions déjil tendance et amour.
132 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadfundamento del amor
133
2.1.3. AL "VELLE". LO DE LA
FINALIDAD "amado" en cuanto .
earacter de ultimidad sin en un especIfico con un
El objeto de este es ver si, además de la exigencia se ha de querer por sí que sea relevante su ser personal p. ej.
formal de que para que exista un fin último en el querer algo debe ser y no es una persona. para estar en una recta relación
amado por sí el amado en cuanto persona tiene una particular Este intento de reducción del "amaao A"
relación de causalidad con el amante. Si esto no se a un
r • del "velle" a
podría considerarse como una mera proyección de la por SI mismo - que explicaría todo
volitiva del amante y, aunque fuera amado por sí mismo, no se relación Con el fin y la
una verdadera relación interpersonal, relevancia onlenaCIón del hombre al AHL,"XH'V.
El modo de en la consideración del fin mCluso para la definición del bi
a/(1el'er,mi,rza,cioin de la voluntad viene del fin 133 len, pues
causalidad del agente en cuanto se el axioma: "omne . por la
agit propter finem,,128. Dentro del orden de las causas la última resooncer d d que nos planteábamos y a la que se
e os modos.
de toda se encuentra en la causalidad en especial nn,m,'~~ es la respuesta de la . ".,
las en donde el mismo amor se con explica amor 1 teoría física''
especíal valor de . Introducimos ahora una nueva consideración, nuestra e amor del propío!" En 10 que
pues al tratar del bien en la relación nos a pel:Ib][lidlad y estudia
.
la
su aportaCIón es
d 1
la
sólo en relación a la causalidad con esta dirección; la continuidad e tr 1" e acto amor para
nos situamos en la acción del hombre en la del 135 L n e e amor concupiscentiae" y el "amor
. a que saca es que esta
actúa, con todo el valor que esto implica. se
La causalidad final tiene unas características tan Cfr. J. ROHMER, o e 111' "L' ti .
incluso se le la de irreductibilidad':" nt t . 1 .. , . ac IOn ralsonnable devra .
.' e s~ r~g e aux principes de la causalité '. ' ~ s?n tour, demander son
pensarse, que la irreductibilidad que antes t~s?ans 1 Ul1lvers aristotélicien. C'est dans cet Ul1lverselle qUJ regrssent I'ensemble des
hysique de la finalité morale c'esr par II t~ finalité que se trouvera le fondement
ar elle, enfin, qu'on détermin~ra la hi e le que s expliquera la structure de la volonté et
"L . fl . terarc 'ite des fins qui c . ,
e . a 111 uencia del fin último en la vid 1 1 constltuent l'objet de la volonté
128 Frase inspirada en: ARISTOTELES, Physica, 1. 2, e. 8 (199 a ado en especial: J. MARITAIN VI a mora es un hecho de experiencia como lo h
"Én EV OOOte; 1:ÉAOe; Eon rt , roúroo EVEKa TIap¡h1:E1:at 1:0 TIPÓ1:EPOV Ka\. 1:1x E<jlE~f¡e;H; citado le, cit., 853; G.P. KLUBERTANZ o I Id
s~r les notions premleres de philosophl:
frecuentemente por Santo Tomás: cfr. a modo de ejemplo: I Sent., d. 45, q. 1, a. 3; JI Sent., sta .la naturaleza para determina~ la s. ste autor concl uye que, para Santo Tomás
q. 1, a. 1; DV, q. 22, a. 1, s.c. 3; ca, 1. 1, c. 44 (n. 378); 1. 2, c. 23 (n. 994); 1. 3, c. 2 (nn. encia del acto humano y la consiguiente n . , dSl110 que es necesaria la referencia a I~
1877); DP, q. 1, a. 5; q. 3, a. 15; I, q. 23, a. 7; q. 44, a. 4; LM, L 1, lec. 4 (n. 70 s.); l. 2, lec. 4 se produce, según el autor en la Su ocion e tende~cIa, esta ampliación experiencial
316 -19); LPY, 1. 2, lec. 13 (n, 259); lec. 14 (nn, 267 s.); I-IJ, q. 1, a. 1; a. 2; q. 6, a. 1; J . ROHMER, o e 112' ' "D mma contra Gentiles: cfr. lb. 113
' s.
a. 1; q. 2, a. 4, ag. 4; JI-JI, q. 45, a. 1, ad 1. Para entender el alcance del principio en . : ., . ans cene psych I . la nor¡ .
la volonte, s'exphquera done entiereme t o ogre a notion du bien qui est l'objet
Tomás: cfr. G.P. KLUBERTANZ, Sto Thomas' Treatment of the Axiom, "Omne Agens Agit fonctíon, et qui est celle de la fin d . ~ en biecrí- de la fínalité métaphysique dont
Finem", en An Etienne Gilson Tribute. Presented by his American Students with a 'f(p'm",",p' erruere su jecuvc de l'h " El
como: DP, q. 3 , a.6 , ad 12'. . "fo 1 .
, l j rroa vo untatis"
omrne. fin se puede
Etienne Gilson, The Marquette University Press (Milwaukee 1959) 101 s., notas 5-9.
P. R<?USSELOT, Pour l'historie d"
129 Cfr. IMI, c. 22, lec. 4 (n. 1820): "in omnibus operabilibus totum dependet a fine.
lCI a désigner la doctrine de ceux qui li d e cit., 3: "Physlque signifie
ergo dilectio est finis", l1é,~es:sail'epropension qu'ont les étres de la ~ on. ent tous les amours réels ou possibles
130 Cfr. RJ. DlGGS, Lave and Being, cit., 71. a.c., 20: "Le P. Rousselot établit tout ~a~re ~ rech~rcher leur propre bien."; cfr. L.-
de l'amour, puisqu'il enseigne ue ~~ v¿~e '. Thom~s a ~té un partisan de la
Cfr. J. DE FINANCE, La motion du bien, cit., 6: "La tentation commune, dans un
I3L

de ce genre, est du vouloir expliquer en réduisant, c'est-a-dire, au fond, en supprimant. .HH<Ol<O. ur 'o fin derniére c'est le bonheur I t. onte est .spécifié- par la tendance a
sera de vouloir réduire la causalité de la fin (ou du bien) a un autre type causal (censé) done se définir comme la recherchr ~ len pr~re du sujet, .. L'amour dans toute sa
la causalité efficiente''. La razón de su irreductibilidad está vinculada a la vivencia del P. ROUSSEL ." _ . e e notre len."
OT, o.c., 13. Grace a cette ex Iic ti . .
M.J. FARAON, The Metaphysical and Psychological Principies of Lave, cit., 44. de convoitise ne sont plus deux hé P, ca lon,.:l devient e!air que l'amour
LIIJlatqw,1 hasard, sous l'étiquette d'un méme p enon:enes enlJerement différents et réunis
nom, malS qu'I!s sont, au contraire, en parfait~
134 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor
135

explica mediante la relación fines


hombre con Dios. En este esquema la con
amado más inmediato de un acto de amor - aparece
una delamor~l~}~l'J.
Ya hemos señalado las deficiencias de esta teoría del amor. mvestizar si a
Convierte la en la razón formal del amor de modo que
incapaz de concebir la función del "amado" como querido
por sí mismo de modo distinto que el "bien". Si pretende superar
horizonte del bien honesto medio de la mención
último es más que un mero bien -, en el
que tal bien honesto abre a una de la bondad

los
concepto de fin no
a su
de modo
El posible de en este articulación con el
de un análisis de la finalidad dentro del amor.
autores la de objetos; pero, al referirse al "<>1',.,<>r1,,"
el de amor, sino el acto del hOlnbr'e, la
no lo hacen con características sino que lo especifican
como fin del querer: CJllclujo a la entre blena'ven!turan¡~a objetiva
"Elfin se de dos modos. El primero, como la misma
"Ya que el hombre tiende hacia un bien que no tiene por sí
cosa que deseamos alcanzar como las .
su amor se dirige hacia dos distintos, hacia el 1 El d' son para
bien y hacia el término al cual se quiere ese bien,,137. e . avaro. segun o modo, la misma adquisición o posesión o
bien el uso o el gozo de lo que se desea: así se dice que' la
de las . es el fin del avaro, y gozar del objeto
votuptuoso el fin del intemperante'P", .
continuité." Se basan para ello en la primera serie de textos que antes señalábamos y que
dentro de una unidad de dinámica ambos amores.
136 En este punto coincide con la "teoria extática": cfr. C.AJ. VAN OUWERKERK,
et ratio, cit., 14: "En fait, toute la doctrine thomiste sur I'amour de bienveillance et de Sara amore di, c~nc~piscenza I~ tendenza in quanto diretta verso l'oggetto; sará amere
cence envers Dieu se développer a un niveau puremcnt ontologique et psychologique, o di armcrzia la tendenza 111 quanto diretta verso il termine Nell'amor d
toucher le problerne la structure proprement morale de l'attitude fonciére envers Dieu
fin derniere." Pero en la "teoría física" es mayor el problema por la rigidez del argumento
~!~L~~A~:S¡~:::~a~i~~~aa:h:~;Zc~~: ~~~~rso rapporto c~n l'oggett~'e ~~~u~¡
"todo y de la parte": cfr. P. DESCOQS, lnstitutiones Metaphysicce Generalis, 1, cit., 399: o olvidemos que: R. ALV!RA, La noción EUNSA (Pamplona 1978 169'
maintenant l'on compare l'ordre moral a l'ordre physique, jamáis l'on prouvera, de ce point ermínación pnrnera y fundamental que abre estudio del fin es la rni ).
vue, le droit qu'aurait un tout physique, füt-ce l'univers total, a s'imposer a un étre moral." del ser- el t" T" a rrusma que nos
. . ac a. lene una Importancia especial el acto human
137 P. PHILIPPE, Le role de l'amitié, cit., 8. Cfr. L. CACCIABUE, o.c., 27;: hombre se propone fines: cfr. G.P. KLUBERTANZ, a.c., 107. o como el
secondo la sua comune definizione di valer bene a qualcuno, include, in un unico 3, a. !: "finis dicitur dupliciter. Uno modo
tendenza verso due punti ben deterrninati: l'oggetto (il bene voluto) e il termine a cui si res quam cupimus adipisci: sicut
pecunia. Alio modo, ipsa adeptio vel '
seu usus aut fruitio eius rei quae
136 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamentodel amor 137

Desde esta perspectiva, Santo Tomás dos tipos doctrina de Santo Tomás es entonces la siguiente: el
que como el "finis cuius" fin objetivo - y el ''finis qua" hombre ama a Dios porque Dios es el bien del hombre, ya que
la posesión del fin objetivov", Es el - el fin - el hay amor ninguno sino del bien. Dios es la razón total de
tiene la causal, pues da la razón de fin a su posesión ,~, "rY\~r' ni¡TrIllP es el bien total" 143
partir esta división se a la respuesta de
objeciones que presentábamos, la de la de la
amor. indudable
La respuesta se centra en lo no se de fin último.
finis cuius - Dios como fin último objetivo - al finis qua
proviene. en último de una consrderacion dinámica:
de ese fin por el hombre. es el que clarificó {7p,10-1,,1'
1111a,-,"a de la unión con el objeto amado - sobre el movimiento
respuesta a Rousselot'Y cuando
alcanzar tal objeto'?", La unión tiene en sí misma un carácter final
todo ella se supera la a la
desideratur: sicut si dicatur quod possessio pecuniae est finis avari, et frui re voluptuosa est para definir el qua. Esta
intemperanti."; cfr. I-JI, q. 2, a. 7. Esta división se traduce ontológicamente mediante estructura "uti-frui" que,
distinción entre: S.M. RAMÍREZ, De hominis beatitudine. In 1-11 Summae
Thomae commeniaria (qq. 1-V), 1, CSIC (Madrid 1942) 217: "a re in qua vere et corregida en la doctrina del amor de Santo
consistít, ct a modo eum adipiscendi et attingendi". Aquí Santo Tomás supera a Aristóteles:
TH. DEMAN, Eudémonisme et charité en Théologie Morale, cit., 46: "tandis qu'Aristote
considere la béatitude que comme la perfection du sujet, saint Thomas est préoccupé avant
chose d'assigner a la béatitude un objet". de ,la n:an~ere suivante: S~pposons par impossible que Dieu ne soit pas le bien de
Cfr. 1, q. 26, a. 3, ad 2: "Dicendum quod finis est duplex, scilicet cuius et quo,
140 I1, e est-a.-?lre Dieu, ne serait pas pour l'homme la raison d'airner." Para ello cita (ib.,
Philosophus dicit"; IPY, 1. 2, lec. 4 (n. 173); LA, 1. 2, c. 7 (124 -33); I-JI, q. 1, a. 8. la traducción d,e: H.-D. NOBLE, S. Thomas d'Aquin Somme Théologique, La Charité 1:
Para entender el alcance de esta expresión hay que saber que Santo Tomás suele hablar de questions 23-26, Ed, de la Revue des Jeunes (Paris 1936) 231: "Dieu sera pour chacun la
distintos sentidos de fin a partir de la definición de Aristóteles: "id cuius gratia caetera fiunt"; totale de l'amou:, paree qu'il est le. bien total de l'homme; car si, par impossible, Dieu
ARISTOTELES, Physica, 1. 2, c. 2 (194 a 31): "WüTIEp OÜV K' EyÉVHO"; desde la que muestra le bien de 1homme, I1 ne serait pas pour lui la raison d'airner". Como apoyo esta
divisiones. Esto significa que el "finis cuius" por sí mismo está abierto a nuevas divisiones como .traducción se puede aducir: J, q. 60, a. S, ad 2: "non enim esset in natura alicuius quod amaret
veremos a continuación. Deum nisi ex eo quod unumquodque dependet a bono quod est Deus."
14' Este fin objetivo también causa la jerarquización de los bienes: cfr. V. L.-B. GEIGER, o.C., 122 s. A partir de esta concepción es posible plantear la continuidad
L'amore radice del bene e del male, cit., 26: "Per conseguenza il bene si dice vera o apparente los distintos momentos de la causalidad del bien: cfr. J.-H. NICOLAS, De l'amour de soi a
ordine a questo ultimo finis quod che e «Deus clare visus» e al suo conseguimento". De . ~e Dieu, cit., 42: "il en discerne les trois éléments: son bien propre, c'est-á-dire lui-
proviene toda la relación entre fin último-fines intermedios; y la ordenabilidad de éstos al lmtIalen:en~ bon ;on ~trc, maisqui tend a la perfection de cet étre; la bonté, quí lui
último: cfr. IV Sent., d. 49, q. 1, a. 3, qla. 4, ag. 2; DV, q. 22, a. 6; CG, 1. 3, c. 34 (n. 2139); c. donnera d'étre ainsi e est-a-d~re purement et simplement bon, et qui n'est autre que le bien
(n, 2393); J-JI, q. 21, a. 2; q. 23, a. 7; DVC, q. un., a. 10, ad 10; DM, q. 9, a. 2; JI-JI, q. 23, a. 7; universel: le bien en fin, pnncipe ultime de toute bonté paree qu'en lui seul se réalise
26, a. 7; q. 58, a. S. Este criterio se destaca en: IOANNES PAULUS Il, Lit. Ene, pleinement le bien universel."
Splendor, n. 79 § 2 (AA S 85 [1993] 1197): "obiectum actus humani, quod statuit de Cfr. G. PADOIN, II fine della creazione nel pensiero di S. Tommaso, Editrice Laterana
ordinatione ad bonum adque ultimurn finem, qui Deus est." 1959) 119: "il fine e anch'esso causa, pero nell'ordine della natura creata e ad essa
142 Lo hizo mediante el siguiente comentario al texto: JJ-JJ, q. 26, a. 13, ad 3: "Dato enim proporzionato.Tn esso l'ordine finale reale in quanto e moto." Es el orden fina! el que
impossibile quod Deus non esset hominis bonum, non esset ei ratio diligendi." Que traduce: el movrrmento y no al contrario; esta primacía de la unión la veremos más claramente en
ROUSSELOT, o.c., 14: "Supposé, dit-il, que Dieu ne füt pas le bien de l'homme, elapartado siguiente.
n'aurai aucune raíson d'aimer Dieu." Y que critica: L.-B. GEIGER, o.c., 120 Cfr. J, q. 24, a. 3, ad 2: "Creaturae rationalis est quidem Deus finis ultirnus et res'
"Malheureusement ce texte si clair et si décisifn'est pas de S. Thornas, mais du P. Rousselot. autem creata ut usus vel magis ut rei''; efr. I-JI, q. 3, a. 1, ad 2 y ad 3. En estos
L'auteur de la Somme théologique a écrit simplement: «Dato enim per impossibile mina t reus se engloba tanto el "uti" como el "frui" en la razón de apetibilidad (beatitudo creata) que
non esset hominis bonum, non esset ei ratio diligendi» (2a 2ae 26, 13 ad 3). Que en(;uentrasuperada por el fin último objetivo. Se encuadra entonces el tema de la "beatitudo"
la? Le P. Rousselot traduit notre phrase comme si le deuxierne membre en était une proposition marco más amplio que el del simple "frui", en el que estaba encerrado el tema del
impersonnelle, et il ajoute le cornplément direct, Dieu, qu'il suppose sous-entendu.... sobrenatural en la primera escolástica por influencia agustiniana (cfr. Apéndice JJI: El amor
traduire la phrase citée par le P. Rousselot, non pas en l'appliquant a l'homme mais a Dieu
La interpersonalidadfundamento del amor 139
Amor es nombre de persona
138
'finis cuí' es la persona para la que se ese
Por la cuius, la misma
nos a la
la existencia En el apartado anterior concluíamos que el "cuí" que representa
anieua, por tanto, la posibilidad
del Partimos actuaba como al bien. Ahora debemos
de una distint.a
sujeto si actúa como en cuanto fin. Por no nos
conclusión, la
ahora tanto su relación con los otros cuanto su
incapaz de explicar
estos cri1tenos, y dentro a los que sea un fin diverso a
cuius", objetivamente querido. los comentadores han di:;¡tÍllg11Idó
otros tipos de el bien por el nrlirr1f'r dato a destacar es que los distintos autores que tratan
razón (causal) de ese qui" y el "finls cuius se refieren al "finis cuí" como distinto a los
dos razones. .
ante estas que
bien nuestro de por la constatación de que no está en la línea
dis<:¡uisicicmes separadas de
explícitamente, también en
re,1112:a una causalidad distinta

una del "bonum" y del


principio tomista del "ardo amoris" en
cuando

"Pues el fin es doble, esto es '[inis qui' y '[inis cuí'. Se llama LESSIUS, Nomina Dei seu Divinarum perfectionum compendiaria
Courtois 1640) 50: "Porro duplex est mempe finis finis
'finis qui' al bien que se Y por el que se para dicitur bonum illud quod appetitur, et ad obtinendum Iaboratur; cui es!
illud bonum appetitur." (Citado por: G. PADOIN, Ilfine delta creazione, cit., 14,

L. BlLLOT, De virtutibus Commentarius in 20m partem S Thomae, Imp.


Opificium a S. loseph 371: "Respondeo cum distinctione inter finem
cuius gratia; quam explicar S. Thornas in 11, D. 15, q. 1, a. 1, ad 6 um •
dicitur utroque modo finis." Nos importa destacar la diferencia en la concepción
146 Cf JOANNES A SANCTO THOMA, In I-Il, disp, 1, a. I (n. 14), e~ Cursus .
que la doctrina de Billot sobre el tema.
V Ed M~nachorum'Solesmensium (Matiscone 1964) 8: "Et in hoc sensu.ldem est d;cere
finis ~t bonum est objectum voluntatis, sicut si diceremus quod lux est ob¡ectum VISUS ... I-Il, q. 2, a. 7, ad 2: "beatitudo maxime amatur tarnquam bonum concupitum: amicus
sufficit ad intentum D. Thomre ínferendum. quod propter finem sunt omnes a~üon~s tanquam id cui concipiscitur bonum". De este modo superamos definitivamente el
quia omnia objecta actionum gratiá finis appetuntur; ergo el omnes actus appeüü~\seu . argumento en contra procedente de la "teoría física".
propter ipsum sunt, sicut omnes actiones VlSIVI propter lucem, eo quod omne VISI I e a G. PADOIN, o.c., 35: "NeI bene, che in quanto e movente e sempre 'bene per me', e
rationem objecti visibiEs." . causal ita finale. Questo bene causa dell'agire e il fine , non e il fini 'cui'"; A.
147 Un buen resumen de esta terminología en: G. PApOIN, o.c., 82: "Il fi~e «CUlUS
Todo acto de amor al cit., 287; IDEM, según Sto. Tomás, el
>lnl' ~"J.;;_n es amor de Dios", en d'Aquino nel suo settimo centenario, IV, cit.,
el bene che muove causalmcnte l'appetito dell'agente. E identico al fine «qui». Il fine li
'A~e o ettivo considerato direttamente nella sua bontá, conseguentemente nell~ s~a causa Hi\,MIJNIC, o.c., 243.
e: gg -"1 medes'llno fine oggettivo considerato in recto nella sua causalita, mdlretta A. QUERALT, según Sto.Tomás, el amor del prójimo es amor de Dios?,
nne «CUlUS» e l ' . . '. d I fi
tá." Detrás de esta distinción está la necesana tntegracion e os mes los actos de hay un orden de preferencia. Este orden tiene un doble origen:
ne 11 a b on . . ti DC 11 d 2' "íntenno de! acto y su intensidad. Son dos focos diversos del dinamismo del acto de amor
(objetivos) mediante la atracción del fin último: e r. , q. un., a. : a '."
finis virtute manet in omnibus finibus secundariis"; así el "finis CUlS ~raüa aparece es el atractivo, que ejerce el mayor bien y la fuerza que emana de la unión. Pero
lSIma. JI-11,q. 45 ,a. 1, ad 1. Esta distinción la utilizaremos mas adelante.
"causa altísima"
La _..
iruerpersonalldadfundamento del amor 141
Amor es nombre depersona
140

"Se puede decir que el amor es mayor o menor por dos


y el hay que que es un
razones. La primera, por el . la segunda, por la
.um:ent:o que se dentro de la línea de la relación internerso-
intensidad del acto. Amar a alguien es querer el bien para él. . absolutamente. claro que hay que enmarcar estas
Por tanto, puede alguien amar más a otro, o bien porque aciones dentro de una unión afectiva distinta de la unión física]57
quiere para él un bien mayor, lo que es el objeto del amor, o la respuesta a la objeción. .
porque ~uiere más el bien para él, esto es, por un amor más parecelidprobarse la del "finits cut." porque
intenso rr 53. determinar c~usa 1 ad , de la meramente objetiva. Queda
SI es _ademas Hemos de verlo en la
La intensidad del acto - del "velle no se por ninguna entre l.os fines: ".fin~s cui", "finis y ''finis cuius gratia"
referencia objetiva, sino sólo por a la su posible especificidad personal.
"amante". La afirmación siguiente no ofrece dudas: "la intensidad
amor se debe entender por comparacicn . al mismo hombre 2.1.3.2. La irreductibilidad personalista, la especificidad del
ama,,154. Por consiguiente, la causalida<lpropia delfinis cuí es relativa, "propter"
no al de búsqueda del bien, sino a la unión entre
Al tratar de la relac~ón en~re los distintos fines nos hemos
en la diferenciación entre los fines" cui" y " .
estos focos no son irreductibles entre sí; que
Santo Tomás los utiliza en distintos niveles de CUlUS
toda intensidad especial se funda en una tendencia." Aquí "irreductible" está empleado que no usa nunca el jinis cui para la
modo distinto al nuestro, como "irrelacionable". f y~ que, p.ara la causalidad del fin
153 ICA, c. 6, lec. 2 (n. 364): "amor potest dici maior vel minor dupliciter. Uno modo
e 1 In. "cu tus gratia
. ,,158 . Pero este camino no nos
obiecto; alio modo ex intensione actus. Amare enim aliquern, est velle ei bonum. Potest
aliquis alium magis diligere, aut quia vult ei maius bonum, quod est obiectum dilectionis, arEla posible d e l 'cuz ".
quia magis vult ei bonum, id est ex intensiori dilectione." Es la primera vez en que apar n nuestro
claramente el doble modo de relación sustentado en la estructura de dos objetos. Hasta
." caso nos hemos de centrar. en la distimClOn. " . "finis
sólo eran aproximaciones. En el tras muchas vacilaciones (cfr. 1 Sent., d. 17,
CUT que, como afirma el es
III Sent., d. 29, q. un., a. 8, qla. 2; 30, q. un., a. 4; d. 31, q. 2, a. 3, qla. 2; y ad 3); a la de: "bonum"-"amato,,159. Por esta distinción se
afirmación: IU Sent., d. 32, q. un., a. 4: "amor dupliciter mensuratur. Uno modo ex suo principio;
et sic dicitur magis amari illud ad quod amandum voluntas efficacius inclinatur....
'Alio modo ex parte objecti, secundum quod dicitur quis magis díligere illud cui vult
a.26 i
9.' a.a l'8''ICA
"1n tensi
~n~lOl au .
3d61lectionis est ex coniunctione dilecti ad
honum." " " , . , eco 2te(m n. 4); CG, 1. 1, c. 91 (n. 758).
Tras la afirmación del comentario a los Gálatas la división se vuelve un lugar común: cfr.
También se ve en la definición del "celo"
1. 1, c. 91 (n. 763); 1, q. 20. a. 3; OSV, ce. 16. 17 (4. 4 s.); DC, q. un., a. 9, ad 10; JI-JI, q. ersonal: LDN C. 4 lec 10 (n 438)' Ud que parece presuponer una relación
ad. 1; a. 13. Después, los comentaristas dividieron el orden "ex parte en "appretiativ: . " . . . etermmat de 1 ..
ionem amoris... quidam diffiniunt zelum dicentes' ze ze o, qur rmportat quandam
e "intensive"; cfr. CH.-R. BILLUART, Tractatus de Caritate, disser. a. 1, en s consortium in amato" cfr 111 S t d 26 .. lus est autem mtensus amor non
Thomae Hodiernis Academiarum moribus accomodata sive Cursus Il, Typ.
, . e n . , . , q. 1, a. 3; DV, q 26 a 4' d 8' LDN
1-IJ, q. 28, a. 4; IJO, e. 2, lec. 2 (n. 392). . ,., ya, , c. 4,
Pii Instituti (Brixiee 1838) 169 -171. Nos interesa la naturaleza subjetiva de intensidad,
posteriores divisiones.
M. LABOURDETTE Cours de
ciclostilado
l'union
¡
959-1960) 21'
.
MI"
ora e, L esperance: Secunda -Secundae,
affective reste ce qu'elle est et l'amour
154 U-JI, q. 26, a. 7: "intensio dilectionis est attendenda per comparationem ad

hominem qui diligit." El articulo destaca precisamente que es una relación subjetiva
objetividad del bien: ib.: "ornnis actus oportet quod proportionetur et obiecto ct G. PADOIN, llfine della creazione cit 83' "H • . .
Tommaso quando tratta del fine ultim;".·' . concetto di fine «CUl» pero non si
obiecto habet cx virtute autem agentis habet modum suae íntentíonis...
dilectio ex obiecto, sed intcntionem habet ex parte ipsius diligentis."; cfr.
a. 3, ad 2; q. 26, a. 13. Es fundamental que en este aplica esta distinción en cui 1.
LE, 5, lec.
datur et 5res(123 s.):datur"
quae "ita non . aliquid quasi terrninus communis, quae
accipi
estructura del acto humano, fundamentándolo en la cfr. I-Il, q. 19, a. 8: "circa "<'OH 6' oú aun] ~ áVO',J..OO/Lfl" e.n. ~Rl~TOTEI:ES, Ethic 1. 5, c. 6 (113]
autem non hec ou yap Y1VHal El¡; ap16fl0, c;i o"; l.c., 459,
íntentionern finis, duplex quantitas potest considerari: una ex parte obiecti, quia
bonum, vel agit; alía ex íntensione actus, quia intenso vult vel agit, quod est maius S. HARENT, A propos Non erum fit unus numero terminus cui et
La question de l'amour pur, cit., 183.
agentis."
142 Amor es nombre dI' norsrmo
La interpersonalidadfundamento del amor 143

reafirma la conclusión del apartado anterior nos buscamos determinar cómo el amor, además de ser una
imposibilidad de intentar la división fines entre personas, incluye en sí un elemento causal entre las
partir de la referencia al bien l 60 , aun el ello hemos introducido el con el título: "la
insustituible de la causalidad del en el amor'?'. del «propter» La razón es que la
if. latina
Una vez establecida la diferencia entre la causalidad del implica en sí un influjo causal l 65 • Trataremos ahora de
el término del querer, se nos la pregunta de la modo y en qué sentido se puede hablar un amor
objeción que una vez que se da por supuesto que oropter se".
if

término es necesariamente una persona'f", nos queda por responden afirmaciones expresas del "propter se" al amado
¿ es querido como persona o sólo término final de un acto
voluntad?163 Es decir, la está en saber si su ser peJrsona!
influye causalmente en la finalidad del amante de modo especítícoi el amor de amistad es más de la cosa amada que del
Para progresar en el camino de respuesta tenernos la arnurue. porque se ama a por (''pro~ter'') el mismo
amor hacia la persona supera la razón de apetibilidad: y no por (''propter'') el amante mismo,,1 6.

"Aunque para cada uno le es amable lo que bueno para él, no Además no se encuentra texto en el que en el "amor de
es necesario que el fin por el que se le ame sea éste, porque es al "amado" el "proe,ter se", es el
bueno para él, así en la amistad el bien que se desea para otro presentar al amado indica que así lo es 67. Por Santo
no retorna a sí mismo. Amamos a los amigos, aunque de allí parece afirmar una causalidad rvrrvrvia del "amado":
na d a d e ba hacerse para nosotros ,,164.
los bienes que se quieren para el amado con amor de
amistad; no por una causa extrínseca, como cuando alguien
algo por otra cosa, o cuando alguien quiere el a
Ya lo vio: JOANNES A SANCTO THOMA, In I-JI, d. 1, a. 1
160 6), l.c., V, 7:
gratiá explicatur dupliciter: sci1icet cujus gratiá, id est cujus et cujus gratiá, id
amore. Et in primá designatur ipsa substantia seu real itas finis, qure
datur: in re enim invenitur seu perfectio quee et finalizet. Et in
explicatione designatur condicio ut finalizet, quod finis sit intentus, "p]Jeutl)', I-JI, q. 1, a. 1, ag. 1: "cum haec praepositio 'propter' designet habitudinem causae."
seu amatus''. No ve la del "finis cui", aunque acierta en poner el acento se le puede llamar entonces: A. QUERALT, ¿Cuándo, según Sto. Tomás, el amor
intencionalidad del sujeto amante. es amor de Dios?, cit., 516: "razón específica".
161 Intenta la reducción delfinis cui a la causalidad del bien: J.-H. NICOLAS, Amour c. 15, lec. 4 (n. 2036): "Sed amor amicitiae est potius rei amatae quam amantis, quia
amour de Dieu, amour des autres, cit., 21, nota l. Muestran la de ello: ipsum dilectum, non propter ipsum diligentem." Mientras que: ibid.:
CHARLAND, Philosophie de l'amitié, cit., 224: "Si on aime un c'est toujours concupiscentiae non est rei concupiscitae, sed concupiscentis'', En lo que respecta a los
et on aime ce n'est sans qu'on lui veuille du bien"; isque hablan de "amor arnicitiae-amor concupiscentiae": cfr. JI Sent. , d. 3, q, 4, a. 1, ad 1; I-
donde explica que acaba necesariamente en un "supposi a. 2; a. 3. De hecho, el Pseudodionisio caracterizaba las relaciones de su división
162 Cfr. L.-S, GILLON, Charité: Les Écoles théologiques, f- Dominicains, en la referencia al "propter": cfr. LDN, c. 4, lec. 9 (n. 407). En la tradición teológica el
!l, 580: "Ce sujet auquel nous voulons du (terme ou objet «cui» de J'amour) sera de "propter" se ha estudiado respecto a la caridad con especial referencia a Dios: cfr.
nécessité une personne." DE VIO CAlETANUS, In JI-JI, q. 17, a. 5, t.« V!ll, (1895) 130: "Et cum dicitur,
amari Deus propter nos;' respondetur quod non potest arnari propter nos, sed
163 El primer punto lo tienen claro algunos que hablan del "término del amor":
3.";.comentan este cfr. J. MARITAIN, La philosophie morale, cit., 108: "Selon un
CACCIABUE, o.e, 21: "Tale oggetto, fine di un atto di amore ameno de su essere perso Cajetan, mihi, non propter me, l'espérance chrétienne me fait vouloir que
deve avere una dignitá tale de identificarsi necessariarnente al!a sua persona,"; pero a moi; mais ce n'est pas pour moi ou en raison de moi, ce n'est pas pour l'amour de moi
personalidad influye como tal en la causalidad. Dieu soit a moi; c'est pour Dieu et pour l'amour de Dieu, car j'aime Dieu plus
164 IJI Sent., d. 29, q. un., a. 3, ad 2: "quamvis unicuique sil amabile quod sibi est bonum, m,,; ~t nlnc que mon bonheur."
tamen oportet quod propter hoc sicut propter finem ametur, quia est sibi bonum, cum .e eso encontramos algunas expresiones equivalentes: cfr. LDN, c. 4, lec. 10 (n. 429):
amicitia non retorqueat ad seipsum bonum quod ad alterum optat. Diligimus enim propter delectationem vel utilitatem amatur, non ipse secundum se amatur, sed per
etiarnsi nihil nobis debeat inde fieri." "; DS, q. un., a. 3; DM, q. 16, a. 3, ad 5 in con.; JI-JI, q. 17, a. 8.
La interpersonalidadfundamento del amor 145
144
Amor es nombre de persona

con el honesto a del "propter se"


atropar alguna otra cosa; sino por la complacencia del amado
. ,,168 precisamente que esta causalidad por el "amado" se
que esta radicada interiormente .
verdadl 74 , es la de su ser persona. no es
Tal texto nos en el modo como se esta en que, en cuanto su
causalid d 1 mediación
1 a : por a
expresada como complacencia. un causal y es esto lo que
Esta complacencia se exactamente a la primera simple bien honesto 175.
La a tal complacencia del amado . P~~9. que el otro modo, es incomprensible el dinamismo de la relación
amado actúa como motivo interno amor de amistad . Es ~~omodo ins:-a¡rnaio"uv., que requiere claramente la causalidad del
que se como la presencia del amado en el amante . 1!ay Esta causalidad la señala el
que dar a esta presencia un papel fundamental en la causalzdad
personal. JüHANN, The Meaning o/ Lave, cit., 18: "The term of direct love, therefore, is
Si hemos el de la causalidad del existing, precisely as exercising its own act of existence, lt is lo ved as ipseity, an
to subject". Recordemos que en su terminología "direct love" se viene a identificar
por ver su significación. Ya vimos que la amicitiac" .
también está al "bien honesto", pues es ,<lJC~'Ll, Todo acto de amor al prójimo, cit., 283: "Los «fines intermedios»
definición 171. Pero esta "propter se" es más frecuente drgrudac C1e «personas» poseen la capacidad de especificar el acto de amor que a ellos se
Santo Tomás cuando habla de la "amicitia el amará los otros «bienes» como «medios» ya que los quiere «propter» la persona
tiene un de fin distinto del honesto 172. El gratia»." Esta razón la aplica a la Providencia en cuanto Dios provee a las personas
y a lo demás "propter alia": X. MOlSANT, La bienveillance divine, cit., 379.
sobre el "amor verdadero" se usa el argumento del "própter" de modo
cfr. JGA, C. 5, lec. 3 (n. 305): "dicimur amare aliquem cui volumus bonum, et etiam
"La virtud o lo honesto no es la causa final por la que se ama amamus, quod ei volumus; sed diversimode, quia cum volo bonum mihi, me diligo
l ,,173
al amigo, sino que lo hace formalmente ama b e . me, bonum autern illud quod mihi volo, diligo non propter se, sed propter me.
proximum sicut meipsum, id est eodem modo quo meipsum, quando volo ei
se, non quia est mihi utilis vel delectabilis."; JI-JI, q. 44, a. 7. No se usa de este
micamente en: CP,8 [36, 16 -18] (n. 1177): "amor qui est propter uirtutem, et iste solus
enim non diligimus proximum propter bonum nostrum set propter suum."
interpersonalidad o es fundante o secundaria; no se puede reducir la presencia de la
168 J-l! 28 a 2' "in bona quae vult amato, per amorem amicitiae; non quidem ex aliqua campo consciente y dejar el fundamento a la acción del bien como hace: LM.
extrinseca ~~sa, 'si~ut 'cum aliquis desiderat aliquid propter .alterum, vel cum al~,qU1s vult bonum De virtute caritatis ut amicitia quadam divina, cit., 257: "Unde etiam in virtute
distinguí dúplex ratio: una secundum quam caritas pertinet ad fundamenturn
alteri propter aliquid aliud; sed propter complacentiam amati íntenus radlcatam. .
secundum quam est ipsa amicitia, et illa praecedit istam. Quod melius adhuc
169 Cfr lbid.: "Ut sic inquantum quae sunt amici aestimat sua, amans videatur es~e m amato,
attenditur ad duplicem respectum, quem caritas habet ad Deum: primo enim
quasi ide~ fact~'s amato: Inquantum autem ~ converso vult et agit p,;opter amicum SICut própter Le. bonum divinum prout excedit omnem creaturam, ut obiectum suum
seipsum, quasi reputans amicum idem sibi, SIC amatum est m amante. . . . icanvum.ct secundum hoc caritas ad fundamentum amicitiae, est assimiliatio
170 Cfr. J-l!, q. 28, a. 2: "Sed quantum ad vim ~ppetitivam, amatum dicitur esse m amante, Dei. Secundo caritas Deum ut personam sibi ex tali unitam,
prout est per quandam complacennam m ems affectu . . " . rndurn hocest amicitia.ad Deum."
171 Cf J-l! 8 a 3 ad 4: "Nam utile et honestum non sunt boni ex aequo divisae; 28, a. 3: "Nam in amore concupiscentiae quodammodo fertur amans extra
r. , ,., 1 ' " l! l! a 1 ad 1 En cuanto a la frui aliquo extra se. Sed illud extrinsecum bonum quaerit sibi habere,
sed sehabent própter se, et propter a terum. , . - .' q. .".'
. ., . .r; S AUGUSTINUS De diuersis quaestionibus octogmta tribus, q. 30 (CCSL simpliciter extra se, sed talis in fine intra ipsurn concluditur. Sed in amore
d e fiimcion: ctr. . , . t e petitur" l! l! q
A, 44): "Ac de eo quidem genere honestatis, quod omni prop er s , - , . alicuius simpliciter exit extra se, quia vult amico bonum, quasi gerens curam
a. 1, ag. 1; a. 3, ag. l y S.C.; LE, l. 1, lec. 5 (71. 206 -12); l. lec. 4 (Il5).. .. . . videntiam ipsius propter ipsum amicum"; también: cfr. JJI Sent., d. 29, q. un., a. 3; LDN, C.
172 C"' De a 8 ad 16: "diligere aliquem propter se potest mtelhgI duphclter. Uno No desarrollamos más este en el éxtasis se incluye la
rr. , q. un., . , .' 1 D t pter se diliaendus. explicita del amante: cfr. LDN, C. 4, lec. (n. movemos ahora en el nivel
modo, ita quod aliquid diligatur sicut ultimus finis; et SIC so ~s. eus. e.s. pro tt , d
Alio modo, ut diligamus ipsum cui volumus bonum, ut contingit m amicrtia honesta, a. a incluye la intención en cuanto guia a la elección y no en cuanto ésta ya está
éxtasis necesariamente la amada debe ser la de otro. Destacamos estas
173 Il! Sent. d. 28, q. un., a. 1, ad 2: "virtus vel honestum non est causa finalis quare amicus
ellas se refleja el auténtico causal específico del "amato" cuya intención
diligatur, sed f;rmaliter facit eum diligibilern."
146 Amor es nombre de persona La interpel"sor.lali(lad~fumiamento del amor
147

Doctor al decir que el amante es atraído por el . El uso del si el amor es una
pasivo indica cómo la acción del atraer de la actividad unos a otros. La conjunción de la
del amado, lo cual es notorio en en al "velle" cíantica al "amato", la
se destaca el papel del amadc". Esta inicial al
uno de los elementos de la amorosa 180. pelrsonal1dald no
En hay que reconocer que estos últimos ndición irreductible
son de La del "finis cui" no se ve es la un <""IPt,,"'J
la relación causal - "propter se" - que solamente entonces que ha de un acto de
centra en del objeto en el no un .auaU;SIS abstracto
especrncídad de la relación Así hecho " amor, lo que ha
msustituihls de la persona. El acto
"finis cui" parece de la de la diferencia, como fin una persona, pues sólo a ella
comprobada, entre el "bonum" y el "amato,,181 amicitiae" E se ama con
s una a la que de Santo
proruncízar en la del amor:
debe terminar en una persona. hablando con . d. d
propie a, no ama a las criaturas
178 Cfr. CT, 1, c. 46 (9 -12): "amatum enim trahit ad se ipsum amantern, non igitur irracionales con amor de amistad, sino con amor de
amatio in similitudine amati sicut perficitur intelligere in similitudine intellecti, sed perficitur e~. cuanto las ordena a las criaturas
attractione amantis ad ipsum amatum."; otros textos: JI Sent., d. 26, q. 1, a. 1; IJI Sent., d. y también a sí . '.
3, a. 3, ad 2; I-JI, q. 66, a. 6, ad 1; JIG, c. 15, lec. 4 (n. 2036). La primacía causal . no como SI neceSItase de
claramente del "amato", SInO a causa de su nuestra utilidad,,184.
179 Cfr. I-Il, q. 26, a. 3, ad 4: "magis homo in Deum tendere potest per amorem,
quodammodo ab ipso Deo attractus"; q. 66, a. 6. Esto se ve todavía con mayor
con que el
concerniente al amor a los enemigos: Il-Il, q. 25, a. 9: "sed etiam propter sua beneficia amor que no
intendit pertrahere ad suum arnorem". amante, sino que
180 Dentro de una dinámica de asimilación: IV Sent., d. 44, q. 2, a. 1, qla. 1: "omne
patitur, trahitur ad terminum agentis, quia agens assimilet sibi patiens''. Cfr. 1.
L'expérience chrétienne, cit., 241: "Le pátir est done l'accueil spécifié de l'autre
exactement: l'actuation d'une potentialité par attraction ou répulsion. Pátir, c'est étre ~. SCHOCKENHOFF, Bonum hominis cít 495' "D' L' b .
sich mit ihrem Narnen verbindet l' bt d :"h' le te e, die der Freundschaft
vibrer a l'appel:"; T.-M. HAMONIC, a.c., 241: "Tel est le premier aspect de l'amour, . ,le as m 1 rem -sit venia b G
est essentiellemcnt páti, attraction subie mettant en relation deux termes." um serner eigenen Subsistenz wille d d b ver 0- « regcnstand»
Welt der Natur subsistierende Se! dn, ~n asS ~deutet, ~a Jlir Thomas das
181 El argumento aclara algunas visiones parciales: cfr. G. PADOIN, a.c., 35: "Nel bene, nd seine:sunableitbaren personalen Selbst_Se~s.~s erson- ein der gelstlgen Kreatur ist,
in quanto movente é sempre 'bene per me', e la radice della causalitá finale. Questo bene
é

dell'agire il fine 'qui', non é il fini 'cui' il quale rimane estraneo alla 'ratio' della causalitá a: J.-H. NICOLAS, que si bien dice en' Am r d. .
l'amour c'est le bien' com: e so;, amo~r de Dieu, amour des
é

Quindi, a nostro avviso, il fine in senso formalistico il fine 'qui'." Cita (ib., nota 1) "ce qui
la fin le centre référence rr , dond . e bonté, tandis que le bien comme
é

BlLLOT, a.c., 371: "At finis cui non pertinet ad causam finalem sed omnis reducitur adecuadamente los dos obietos die ve la especlfiCldad personalista del "arnato"; no
materialem, quia explicat rationem subiecti perfectibilis quod seipso bono nequaquam perfect 1 b J ' e amor que atribuye al bien: 'b.: "1 bi
est aut beatum esse potest; cui proinde desideratur et appetitur bonum quo indiget." Así reduce a amé et le sujet dont elle est la bonté." . 1 .• e len comporte
"finis cui" a la causa material: ib., 83. La nomenclatura está en relación con el tema de la . 20, a. 2, ad 2: "Deus lo ue d
al cual nos remitimos como última aclaración (vid. infra, 301-305). En todo caso, debe abrirse amare quasí ' . q n o, non. amat creaturas irrationales amare
la determinación de una causalidad personal propiamente dicha. De hecho, el "finis cuí" cumpl non quasi eas mquantum
d . ad ra tiiona 1es creaturas, et
ordmat cas
todos los requisitos propios de la causalidad final, en especial el ser una referencia última en s aceptaba el amor de se suam bonitatem et nostram utilitatem."
,. . las cosas en: IJI Sent d 32
nivel: cfr. S.M. RAMlREZ, De hominis beatitudine, 1, cit., 212: "Apparet igitur identit mantrenc SIempre los dos motivos propio d i " · .,. , q. un., a.
formalis horum nominum: finis, terminus, extremum, ultimum", Algunas afirmacionesd ,Afinna(;ioitleS d t d e s e a creacion- cfr 11Sent d 1
e que o o me creado par el hombre: IV Sent d 42 . 2' . . , . , q.
" ' , q. ,a. 1, ce, 1. 3, C.
Aquinate parecen afirmarlo: JII Sent., d. 29, q. un., a. 3, ad 3: "amicabilia qure sunt ad alte
venerunt ex amicabilibus qure sunt ad seipsum, non sicnt ex causa finali, sed sicut ex eo quod
DP, q. 5, a. 5; 1, q 65 a 2 ad 2. LA 1 2
132
cfr. Il-JI, q. "D ,.
a' l' act l'
, ., .
i
,c. (197 -99). Respecto a la relación
eus suam g onam non quaerit propter se, sed
prius in via generationis." Aquí el "otro" parece ser el que juega el papel de causa final.
148 Amor es nombre de persona La interpersonalidad fundamento del amor 149

del amado. Por consiguiente, se la puede considerar con propiedañ el modo de entender, el amado es aquél en el que
una relación intersubjetiva, por la que se llama al "amado" iermtna .et amor, y el amante aquél del que procede el
justicia "finis cur'":
Una vez resueltas todas las
irreductibilidad de una relación amante-amado en la asunción de tal polaridad amorosa, nuestro estudio se
acto de amor. Tal irreductibilidad está caracterizada por ser la relaci,óri t'plntr'<lT en ella para comenzar a el
anterior intersubjetiva, esto es, del sujeto-sujeto. No se mismo del del amor en su
reducir al de la apetencia de una (la voluntad) de su objeto . En consecuencia, estos serán nuestros próximos pasos
H>lJHCU.

ni de la acción de la misma (el a su término mtenciona mvestigación: 1° los distintos


(el fin objetivo). Es una conclusión gran est~ polaridad (2.2.1.). 2° el dinamismo de
fundamentar todo nuestro posterior estudio. llaJl1dad fijándonos, no en el aspecto de la irreductibilidad, sino
Se nos abre ahora un nuevo estudio de un interrelación entre sus elementos \~.k."•. /.
interpersonal, fundado en la del "amato" en el acto comenzar este camino debemos una El
amor. El amado es activo en tal es el y el espíritu interpersonal que buscamos apenas si está bosquejado en
todo como nos afirma el Aqumate: Por
UJJlHU". estos como objeto
descubrir los del y no se han de
"Pero porque el amado existe en la voluntad como el que . mo~o como un completo al
inclina y, de algún modo, impulsa interiormente hacia la bien seguiremos sus e, en el
misma cosa amada; el impulso interior de un ser vivo de su pensamiento, su alcance UllHljlV.
.. ,,186
corresponde a 1 esptntu .

2,2, LA POLARIDAD "AMANS-AMATO" los estaban a mostrar la


hrctibilidad propia del "amato" en su subjetividad, el
Acabamos de mostrar la del "amato", Lo sujeto que desempeñaba en la relación , tanto
hecho a de la del acto de amor. En del bien, como en la de la finalidad.
descubrimos una causalidad entre el amante y el amado de por sí
determina una relación Es t$u:bjí:~tlv'id,ld e mtentar en su dinamismo t" '-'t'HJ.
personas son polos de una que sostiene el acto amoroso
por tanto, se denominar con toda propiedad interpersonal. .1. Int,ersubjeti'vidad: la irreductibilidad objetiva del
ser su básica: "amato"; La presencia
en los análisis el de del
Se comprueba
i85 cut' por su misma constitución es un fin personal, ramente objetivo, del de que la objetividad
GILLEMAN, Erós ou 13: "pourrait laisser croire que, dans l'amour, l'autre la '" de una por su acto y de éste por
joue seule le róle de cui», réduisant la personne de l'amant a la fonction de es, la objetividad se funda en una relación potencia-acto,
intenditur alteri», autant dire de chose". Se comprueba cómo la diferencia entre ambos
mantiene por la referencia personalísta del "finis cui", fundamental de la polaridad que ahora estamos analízando
186 CG, L 4, c. 19 (n, 3566): "Sed quia amatum in voluntate existít ut incunans,
quodammodo impellens intrinsecus amantem in ipsam rem amatam; impulsus autem rei d. !O, q. 1, a. 2: "amatum secundum rationem intelligendi sit id in quod terrninatur
ab interiore ad spiritum pertinet." ii!,,'UllJ'ans quo exit amor".
150 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadfundamento del amor
151
es que Santo Tomás describe la relación
nuevo de una relación acto-acto: V1l1Cl11ado a la "similitudo" pues On)Vllenp
HH,~lUa. de la senleJ,'!nza
"Hablando con propiedad, la es causa del amor. necesal:ia al ser un como causa amor es
Pero se ha de considerar que la semejanza entre las cosas 'r"rn",~ 1>'1, pero 1 la rra<11Ción que
puede entenderse de dos modos; el primero, a partir de lo que , e Santo le da una nueva almen:sión
~ ~~
ambos tienen en acto, ... el segundo, de lo que uno tiene en tal amor se necesita una para que el "
potencia y en cierta inclinación a lo que otro tiene en acto .., O amor
bien en cuanto la potencia tiene similitud al mismo acto, pues a que ya en su ontológica
en la misma potencia de algún modo está presente el acto. El la "similitudo actualis" al De divo
primer modo de semejanza causa el amor de amistad o de (Üstinl~a de la de e~93 una
benevolencia, en cuanto dos son semejantes en cuanto teniendo tec:talnellte aorerro cual está
una misma de algún modo son uno en .... y
por eso el de uno tiende hacia el otro como si fueran en cuanta Que la
uno. Pero el segundo modo de causa el amor de parte 194

concupiscencia, o de amistad útil o porque cada co··ac!tualídad. lunaac1a en


uno al estar en potencia, de este modo permanece en la
apetencia de su acto y deleita en su consecución si tiene nuestros análisis
sentido y conocimiento"?".
polariclad "an"lah's-úrmr.rtn" a la la
Con la expresión "en cuanto teniendo una
se refiere a la la de
relación en la De Div. Nom. caracterizaba que
amistad '7", La elección término para
el
1&8 1-Il, q. 27, a. 3: "similitudo, proprie loquendo, est causa amoris. Sed considerandum
más tarde.
quod similitudo inter potest attendi dupliciter; uno modo, ex hoc texto de Sir l3 19' " .
idem in actu, .oo alío ex hoc quod unum habet in potentia et in , . ornne animal diligit sibi simile". Cfr 1 60
. . q. , a. 4, s.c.; IR, c. 13,
aliud habet in actum 'OO Vel etiam secundum quod potentia similitudinem ad ac
nam in ipsa potentia est actus. Primus ergo similitudinis modus ca , se ha tendido a destacar la unidad ji r
El amor en el tomismo cit 14. o mal de esta semejanza: cfr J M
amorem amicitiae, seu ex hoc enim quod duo sunt similes, quasi ha , ., ,en vez de destacar la co-actualidad ~u~
unam formam, sunt quodammodo unum in forma illa, .oo Et affectus unius tendit in alte
sicut in unum sibi, Sed secundus modus similitudinis causat amorem concupiscentiae, A. lU~N, F!esen und Funktion der Liebe 'i " .
arnicitiam utilis seu delectabilis, quia exístenti in potentia, inquantum huiusmodi, 'arrlÍcitiaé~» lal3t slch als Akt-Akr Verhaltniss be~~i~'h:;':: Ole Ontologische Beziehung írn
appetitus sui actus, ct in eius consecutione si sit sentiens et cognoscens."
híl The Wisdom o/ Love cit 83· '''C .
Pues este se considera la más perfecta realización de la semejanza: 1, q. W 1 e the good is a cause of 1 ",. ajetan and John of St Th
189
~e~;ub'iec:ti»n ove «ex parte obie r '. . omas
"Quaedam enim similia, quae communicant in eadem forma secundurn • J C 1», Stmilar-itv is rather a cause

rationem et secundum eundem modum: et haec non solum dicuntur similia, sed ~p"m,1i" i11 JOHANN
. . , oc
.. , 16·. "th eumonorsynth'
. . .
similitudine; sicut duo aequaliter alba, dicuntur similia in albedine. Et haec es! pOssessio.1n; rt will be the union of potenc nd: envIsaged IS strictly passive strictly
similitudo."; cfr. 1 Sent., d. 48, q. 1, a. l. IS . y an acto In such . h '
oo. As for the proper int . '. a umon, Owever, the
190 Cfr. LDN, c. 4, lec. 9 (n. lec. 10 (n. 431). Creemos que esta igualdad therefor.e incapable ofbel'ng ap .enonty of the object, this remains
(J1 an()th(~r be¡ . propnated or f .
basada en una concepción de ser influye de modo más directo en la consideración emg, into a passive potenCy-act synthesis.'" ~ entenng as element into the
caridad en Santo Tomás que igualdad horizontal aristotélica. Sólo desde la primera se e , .J. DlGGS, Love and Being,
adecuadamente la sobrenaturalidad de la caridad y no desde la segunda. Este punto será Theologiae diferencia el niv 1 d i '
la unión (f-l! q. 28 1) e e a semejanza (f-l!, q. 27 a 3)
, , a. Como su esencia: cfr tb 'd.: "Q ,. ~omo causa
. l... uaedam umo est causa
152 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadfundamento del amor
153
es una mera Este término sirve para entender el dmamísrñ
de asimilación amado que el amor, por lo que par provechoso estudiar la evoíucíon
Arlgehco en este tema.
que es la naturaleza del amor la que la elección del
semejanza y no al revés 197 • En el texto que venimos comentando La unión afectiva y la unión substancial.
referencia a tal tipo de unión 10 que mantiene el hilo del argumento: el. Scriptum existe un uso dI" .
aplicado 1 . e unzo
"Por eso mismo que dos son semejantes, como poseyendo una a otro 199 Por t di ~ ~ ~omparaclón entre el amor de sí y
forma, de algún modo son uno en tal forma, como dos hombres .' es a tstinción, la unión .
son uno en la especie humana y dos blancos en la blancura. y polaridad superior a la rela " , ~e entlende
clan con uno mismo
por ello el afecto de uno tiende hacia el otro como siendo uno uno no parece tener una ti . . .
con él,,198. un caso d 1 a ectrva, smo
e a fundamental:
La dinámica de la nos ha conducido a una . que son una sola según la naturaleza pueden
de unión que la supera La se unirse .por el afecto; y por ello puede hab~r amor,
la naturaleza de la sino al modo de semejanza Conpropzedad, también a uno mismo ,,200.
actual" que era necesario para entender el "amor de amistad". Se tr
sin de una unión de naturaleza afectiva. con el
Nos hallamos ante un claro de las ser por el
que encuentra Santo Tomás para a la relaCión
percibe en la amistad. Su esfuerzo por ir matizando
medida lo posible la naturaleza específica de la polaridad resultado de la
amato" es una luz en todo nuestro camino. Por eso, para analiza' en el
propia de esa que
El tras
naturale~za de las pasiones en la
amoris, Et hace est unio substantialis, quantum ad amorem quo quis amat seipsum: que en
amorem quo quis amat alia, est unio similitudinis, ut dietum est. Quaedam vero temor la
essentialiter ipse amor. Et haec unio secundum coaptationern affectus." En las
menos sistemáticas existe una más estrecha entre "similitudo" "unio":
lec. 4 (n. 2036): "Unde in amore amicitiae similitudo est causa non
aliquem nisi inquantum sumus unum cum eo: similitudo autem est unitas quaedam.";
lec. 3 (n. 364); LDN, c. 4, lec. 9 (n. 406).
197 Cfr. I, q. 27, a. 4, ad 2. "ad amorern pertinet [sirnilitudo], non quod
111 Sent. ,d. 29,q. un "a '3, adi"
: amor non est unio .
similitudo, sed inquantum similitudo es principium . Por tanto parece autem est inconveniens ut illud d . ipsarum rerum essentialiter sed
affectus" como experiencia primera la la "similítudo" como explicación i'<)rljul~ctum
'.' secun um affectum" Es la r quo est Immus conjun
d . e t um seeundum rem' sit
contrario: cfr. R.R. McGINNIS, o. c., come, therefore, to the conclusion mismo. . espuesta a a pregunta de si se puede amar a Dios
causation of in the of love is of a kind distinct from that
goodness. It is of and insofar as it realizes a certain d.id28, q. un ., a " 6 ad 3'. "qua; sunt unum seeundum t
subject and objeet that similarity the cause et I eo potest esse amor etiam . di na urarn, possunt adhuc uniri
si puede haber amor de caridad a uno ~~~::~e ictus, ad seipsum". Respuesta a la
198 l-JI, q. 27, a. 3: "ex hoc enim quod aliqui duo sunt similes, quasi habentes

sunt quodammodo unum in forma illa, sicut duo homines sunt unum in specie se mantiene en: De, q. un. a 1 ad 11' ,
duo albi in albedine. Et ideo affectus unius tendit in alterum sieut in unum sibi."
establece el nexo
la referencia a la
entre la "similitudo" y el afecto, el paso entre los dos
entro de su doctrina del amor que ', . 'd'

MAS DE LA CRUZ El amor y


t: , a. 9, ad 7. Es una obra - ciertamente
H.-p. SlMüNIN, Autour de ia sol~~~:; ce:~a ~ terminología del Ser/ptum, como
ji d. omts e . u probleme de l'amour cit 179
Un amento ontolávt . 31 ,.,.
C..G,1. 1, c. 91 '(n. 7 6 0 )su
.' gico, cit., . Un posible texto
La interpersonalidadfundamento del amor 155
Amor es nombre de persona
154
la existencia en la afectividad de una primera
()a¡7tal'io" , que ya en el nivel polaridad en la
ouentre la raiz de una dualidad'" del afecto se
ffnlarleCería como una llamada a su ' en el nivelpolaridad
como una electivo

Recordemos de nuevo que estamos


rpersonalidad fundante, por en el de la
del otro como persona no analizamos la
amicidad de la relación en el acto de amor, sino la
convicción de que el ser de tal Esto
,ncí:encia de serlo y qué, por persfna es algo anterior a su
aunque no sea a relación entre
jrSllbiieti:va De la esdla que la conciencia

la
la relación "amans-amato"
en afectiva con las cosas209
;
ue
se. h
a la unión
,ya e echo existe también una
el
de la evolución de la del
Santo acerca del afecto nos permitecomprensión
una clarificación
202 Es el dinamismo que muestra en: q. 25, a. 2, ad 2: "unio affectiva, quae est secund
aptitudinem vel proportionem: prout scilicet quod aliquid habet aptitudinem ad alterut11 oscuro en tomo a la comprensión
es la relación que S . , d e la "unio
inclinationem, iam participat aliquid eius. Et sic amor unionem importat." En todo el texto se
el aspecto dispositivo propio del nivel sensitivo, en ningún momento se ve la dinámica de los
del amor hacia otra er anta t~ma~ entre la "unio
objetos o la mención de un término personal. Del mismo modo lo explicará en: I-lI, q. 26, del amor sí T~I sana, y la unzo substantialis"
203 O también: DC, q. un., a. 2, ad 6: "de ratione caritatis seu amoris est, quod
mación de la de la" . la
secundum affectum; quae scilicet coniunctio intelligitur quantum ad hoc quod hamo
otra uniórr'!". Se ha convertid Un/O sobre
reputat quasi alterum se, et vult ei bonum sicut et sibi." de la conocida "teoría o en uno de los
d ldel ~~or en cuanto la unidad
204 Dentro de la evolución del termino "unio" hay que destacar dos notas: 10 la sU]Jer;aci6rl(

una vinculaci6n excesiva a la cantidad: compárese: IJI Sent., d. 5, q, 1, a. 1, qla. 1; con:


se propone como
a. 7; y 20 la importancia que cobra la persona como máxima unidad: compárese: III Sent., responder e a uruon amorosa
Á a esta .
1, a. 1, qla. 2: "unio personarum in una essentia est major quam unio naturarum in una
con: lII, q. 2, a. 9: "unitas personae divinae, in qua uniuntur duae naturae est maxima." rincipio relacional necesario en todo estructura
205 Así en el Seriptum: cfr. III Sent., d. 27, q. 1, a. 1, ad 5: "Alia est unio quae facit

simpliciter, sicut unio continuorum et forma: et materiee; et talis est unio amoris, quia
ise;/:c,;~~;;:~~C:~:' sobr.e
la elHc?aptatio~': cit 172' ,,' L~ metaflsica
amatum esse formam amantis". Con la mención de la "forma" no hay posibilidad de dif
De Divinisl.E.M. ANDEREGGEN
Nominibus' . de Santo
,
sustantiva entre los unidos. iae que consiste en un indefinible " ' " Es este un ser-apto-para-
206 Como se desprende de la respuesta que da en la Summa Theolog a las
cuestiones del Seriptum. A la pregunta sobre el amor a uno mismo (a una objeción senlej'lrlte
~ ~ cl~
.' q. . '. a. 2: "amatum dicitur esse in am
de: III Sent., d. 28, q. un., a. 6, ag. 3) responde en: I, q, 60, a. 3, ad 2: "sicut plus est 1 Deeius :Ufectu". Incluyen también la pola .d d " ante, prout est per quandam

términ~s d~i
. e aqUl la necesidad de su erar el . na. arnans-amato'': l-JI, q. 27, al'
quam uniri, ita amor magis est unus ad seipsum quam ad diversa quae ei uniuntur."; cfr.
en este nivel se da una deJa indist;lve! sensittvo para aclarar los
1; JI-JI, q. 25, a. 4. Ambas respuestas están fundadas en la unidad como categoría fo relacié ncton 26
superior a la uni6n. La distinci6n tiene como precedente: LDN, c. 1, lec. 2 (n. 56): "Mona . on u amans-bonum" en: cfr. 1-11 entre los. obiet
J os d e1 amor. Se usa la
aliquod bonu m, 1idest ipsa
. ' q. boni"
complacentia , a. 1. 2' ap pe titI us sensmvi,
...
idest unitas, perfectionem unitatis designat; unitio vera, viam ad unitatem, in qua im
de esto es I . ' a. , q. a. 5.
unitatis ostenderetur." ium Guaro umn,
.,.Ita amor
re atrva a los
magis est trascendentales
unum ad .cfr., 1 q. 60, a. 3, ad 2: "Sicut plus est
207 Especialmente en: l-IJ, q. 28, a. 1, ad 2: "Quaedam vera unio est essentialiter
4, lec. 12 (n. 455). y en el nivel qua~ ad diversa quae eí uniuntur rt ,
Et haec est unio secundum coaptationem affectus". Así para referirse a la "unio
unos términos afectivos que califiquen la "unio"; como son "coaptatio" o "cc,mr¡lac:en1tia" 27, a. 1: "magis enim convenit unicuique d
se
aSlm~la :'substantialiter" a "per
qua converut el per se et substantialiter." .
s~,,:
JI, q. 26, a. 2; q. 28, a. 2; ad l.
156 Amor es nombredepersona
La interpersonalidad.fundamento d'e1 amor
157
completa del amor. Así pues, la relación con uno mismo es un El
principio necesario para todo amor; un amado que no nos "afecte" el1ton(;es, el amor de amlst¡ld¿D para la unión es,
jamás será amado. En este sentido, la "unio substantialis" es el en esa unión
máximo en cuanto el fundamento del amor2 11 . En cambio, el prototipo o de "simplex por estar a
pre-
del amor de está, no en la unión sino en la "unio proplíamellte todavía no se
affectus", la que tiene la en cuanto a la esencia del amor: pOlan<jad lllte]rsubie~tiv'a ' ya se descubre como no:,ibilici[ad
turldada en la r. una
lTn~dllctjbilid(ld que se nlarnnesta entre dos sUjetos con
"Pues una cierta unión es esencialmente el amor mismo, y esta en su '
es la unión según la coaptación del afecto, que se asimila a la de la d
unión substancial, en cuanto el amante se relaciona con el po'laJ'idad "amans-amato" es el " e! el lugar
amado en el amor de amistad como hacia si mismo, en el amor mClvÜniemt<), dee alzú
a gun modo la unzoal ajfictiva'" . el pnní~ípjío
de concupiscencia, como hacia algo suyo,,212. este s e pue d e h ablar que el n • • •
concupiscentiae,,216 amor amlcltlae" precedie
Es un nuevo de a la S' .
e podría que es esta misma
con nosotros mismos. es, ante todo, el de la ha del
natural", que es un soporte para todo amor, pero ~ue no de la que antes.
adecuadamente la constitución de la afectividad' 3. La ~mej;anza
ejemplaridad de la unión que permanece en
amistad consiste en que en la unión "amante-amado"
como una sustancia sostiene accidentes":"
este sentido de "amor natural" como
arectrvidad, es como hay que las afirmaciones referentes
la unión sustancial. La novedad el amor de amistad
hecho de que la unión substancial es

Además de la cita anterior de: I-I]. q 28


appetitus arnans se habet ad id' u~ a. 1, ad 2; cfr. J-JJ, q. 26, a. 2, ad 2' " er
encuentra un eco en: JlJ Sen! d 27 q 2 arnat, SIcut ad seipsum vel ad all'qul'd' ~"
d
21\ Cfr. J-II, q. 27, a. 3: "Magis autem unusquisque seipsum amat quam alium, quia sibi id ., . , q. a l : "Q' . SUl .
est in substantia, alteri in similitudine alicuius formae"; f-JI, q. 28, a. 1: "Quaedam enim unio nel'fec:tio'neama~?, 1 eo amans se habet ad amatun: q'u '. dUla ~l1!m amor unir quodammod;
r SU! . , aSI a seipsum vel ad id
causa amoris. Et haec quidem est unio substantialis, quantum ad amorem quo quis amat ' 1 quod esr de
quantum vero ad amorem quo quis amat alia est unio similitudinis". La unión substancial está Cfr. R. DE WEISS o e 19' "Th 1
dlslíncltion de I' .. , . ornas [ q 60
la línea de la causa del amor. ~ arnour d'amitié et de I'amour de con~u 'is' , a. commence par introduire la
premler, qUI se sufñt par l'obiet d'un p cence... faut seulement distingu
212 f-II, q. 28, a. 1, ad 2: "Quaedam vero unío est essentialiter ipse amor, et haec est de l'obier d' J, amour second d t l' bi er un
secundum coaptationem affectus, quae quidem assimilatur unioni substantiali, inquantum J un arnour premier." Sólo el "a ... on o 1et n'est aimable u'en
verdadero, su prImacía respecto al amor de co mor amlClt~ae" contiene la razón total del
se habet ad amatum in amore quidem amicitiae, ut ad seipsum, in amore quidern ncuplscencla es formal ("tipo" d 1
concupisccntiae, ut ad aliquid sui." e amor) y
q. 27, a. 3.
213 Cfr. 1, q. 60, a. 4: "lllud autem quod est unum cum aliquo, est ipsummet:
unumquodque diligit id quod est unum sibi. Et si quidem sit unum sibi unicne LE,
. l. 8, lec . l (67 -
73)'
. "E.st enam
. naturali ....
[substantiali], diligit illud dilectione naturali: si vero sit unum sibi unione non naturali, t m quantum. communicant in moribus et cor amlcltla mter eos qui sunt unius gentis
ipsum dilectione non naturali." lI¡alntllroesDOo~¡"m,neshommum ad invicem simil'! ~~ICtu, el maxlme est naturalis amicitia
. Cfr. L.G.. The 1 u mem naturae speciei; et ideo laudamus
214 Es decir si con el "bonum" también existe una unión afectiva (no co-actual), como
por el uso de la expresión "ut ad aliquid sui", esta "unio affectus" es relativa a la del "amans" re~erencla a DIOSes posible por ser la 01 Anstotelian Friendship
el l'amato".
Jn:LJVJAl'<, L elaboratlOn des élémenls u~ acto de amor de amistad: cfr. A'
al tratar del planteamiento filantrópico anglosajón. crt., 252. Profundizaremos est~
158 Amor es nombre ue: j!"r;,un'u La lnter¡;¡ers,ona.iidadfundamerzto del amor
159

substancial, acto por Por nU"'UJLa'-JLUU a la op1eración


aparece como relación , es
fundamental que una relación intersubjetiva.
b) La presencia, fundamento de la polaridad. "en cuanto todas las cosas
sus Aquí se
0}OS"225. la presencia y
Creemos este dinamismo de la relación biclctlJal mediante, una
como es ver, vinculada a la actividad
de la unión se con el término "presencia". ?h(~CllnH~nto y la contemplación226 . En todo caso se esmntuaj del
categoría, difícil de determinar en Santo estrecha con todo el ver una
una unión anterior a la constitución del acto Se .
segun estas
Podemos enunciar alguna sus cahtic2lble de un
y la relación con la Por el modo telíg¡;m(~iaLLo aunque sea anterior
trata de la por en cuanto . Es un nuevo paso en el
describirse ésta como "la proximidad
np,;ratioCnu,emln"s;it absoluta a~, omni creatura, non est in creatura nisi in uantum ' , ,
VI ,1, q. 8, a, 3: per modum causae agentis" T bié 1 (9 applIcatur slbl
219Creemos que éste es el sentido de la diferencia que establece Ilien entre R KALK " ' am len, 1 , c. 3, lec, 3 (n. 173),
(consideración esencial propia del amor de concupiscencia) "ens" (consideración exist ,. A, La théorie de la présence dans la hil '
deux conditions fondamentale: ~ oS,ol'P
hie
[la de Thomas d'Aquin, cit.,
propia del amor de amistad): A. ILlEN, Wesen und del' Liebe, cit., 118 s.: , n e olgnement substantiel et une
Realismus des «amor concupiscentiae» zielt also tatsachlich auf die «res», aber nicht
«ens» ... la ontique d'un étre réel par ra rt
convertible fondamentale déeoulant d l' t P~? aux autres ou, en d'autres termes, la
Auf dieser Basis wird der «amor amicitiae» durch eine ganz andere Art von premiére de la présencc requiert pour e ac ell eXlst~r (esse) de chaque étre réel.; la
gekennzeichnet als der «amor concupiscentiae»; denn die Bewegung des «amor amicitiae» distincts, ,e qU ce e-CI pursse «se produire», l'existence de
bis an das unaustauschbare und individuelle Selbst-Sein des Gegenübers heran und endet
Anerkenntnis des absoluten Wertes seiner personalem Intimítat. condition fondamentale qui est en ' t ..
présentiel, consiste dan; une cert ,meme el?p.s ,un element constituant décisif du
Dieser Realismus, bei dem das Gegenüber als rationales «ens», als Person in den , ame proxrmite C'est II . d
kommt, ist der eigentliche Realismus der Liebe." d un étre par rapport a un autre. Thornas d'Aquin laedéefiqutl, ans un sens,
. mi comme «tomber
220 Cfr. J. PRADES, "Deus specialiter est in sanctis per gratiam", cit., 455: "El
[presencia] es poco frecuente en Tomás. Utiliza verbos como esse in, adesse, inesse, a los q. 8, a. 3: "inquantum omnia nuda sunt et a erta li ' "
que el genérico: 1 Sent. d. 37 q 1 2' "dici ocu IS erus ; formulación mucho más
añaden las expresiones bíblicas.., Se trata de un «estar delante», un tipo de relación que i , " , a. . icrtur es se In re .
oportet operans operato aliquo modo pnesens esse". per preesentiam, secundum
contacto entre dos seres," Los estudios al respecto son poco satisfactorios; o se mueven den
un sentido no personal del término como en el caso de: R. BUSA, La terminologia tomí. vez por influencia del Pseudodionisio s '
dell'interioritá. Soggi di metodo delia metafisica della presenza, Fr de la présence dans "les noms divins" du u teona de la"Iuz: cfr. R: KALKA, La
Bocea (Milano 1949); o son cfr. R. KALKA, Une El autor estudia todo el opus dionisia , e n Journal Ph¡)osophique" 2
problematique de la dans les écrits de saint Thomas dans la "hiérarch¡e dCO¡ su influjo en Santo Tomás: lDEM, Réalíté
-184' e lDEM La u seudo-Derrys, en "Journal Philosophique" 3
Philosophique'' 1 15 -29; y M. GOGACZ, Probleme des relations " dans la "théolo . . 11

medievale, en "Joumal Philosophique" 1 (1985) 201 -217: que habla de PhJ1osophique" 3 (1987) -206, gle mysttque du Pseudo-Denys,
Academia de Teol, Cat. de Varsovia sobre el tema: ib. 215, R. KALKA de la
Y con una radicalidad metafísica que abarca los trascendentales: cfr. R. BUSA, ~Sc'phiq\le"2 (1986) '1: "Gircclfistarltie,rl!re:sonne chez Saint Thomas d'Aquin, en "Journal
221
, ,~Ie de la personnc dans la réalité présentielle " Cf
"11 concetto tornistico di creatore contiene appunto ch'Egli e l'autore d'ogni presenza: et promotion d aprés S. Thomas, cit., 267. ' r.
puó per virtú propria, trascendere se stesso;e, con solo se stesso, far essere un altro; egli dato a favor de esta tesis es cl paralelo' .
l'autore di ogni altro, dell'altro in quanto altro l'autore cioe dell'alteritá perció di tutte le m in cognoscente et amatum in amante" S¡~~ utiliza t?ntas v,:ces Santo Tomás de "sicut
l'ens per San Tomaso e precisamente l'altro, che l'atto puro oppone a sé, facendolo fundante. De algún modo Santo 1'0 ,!C7 e~ta última tiene la primada la primera
222 De tal manera que estos son los sentidos originarios de "presencia": ibid., 52: "11 Á n~'-/C',. o,C, eit 371' "un . .. d mas. o .oma como modelo de la "presencia'"
.' " . pnnclpIo e explIcacIón qu d' .
l'in del passivo nell'attivo: effelto nella causa, locato nel1uogo, parte nel tutto, y que ha SIdo dominante en la doctri ' ' . e parece ommante en la mens
na. Slcut cognztum In cognoscente et amatum in
'1I secando e ¡'in dell'attivo nel passivo, forma in soggetto, agente nell'effetto."
223 La división de "esencia, presencia y potencia": Cfr. 1 Sen!., d, 37, q, 1, a. 2: la alteridad, para que sea reconocid d' b " .
. a, e e eXIstIr antenormente como tensión polar.
160 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadjúndamento del amor
161
afectiva "amans-amato" y hace el carácter fundante de
la presencia para la relación intersubjetiva?" la
que la persona humana a la
2.2.1.2. Subjetividad relativa: imposibilidad de una referencia amor divino de la Cfí;;;aclórl, acto m5.ustitLlih!e en el acto
posterior afinnacíón anltenlor. de
10 El puntos Importantes:
El siguiente momento dinámico en la del . amor de a la persona
iínplica que el "amado" en el acto d . el acto cre:ativo.
humano es el que se establece entre la unión afectiva y el momento elemento, incluido la refe . e amor es Irreductible a
la elección, es la "intentio finis,,23l. Hemos de ver, 11 renela a otro "am d "{i 1 vUUH./U.ICI
consiguiente cómo la "unio affectus" la amado en por de la n~tererlcÜl final a o me uso Dios)234.
en ese
amante se convierte en un fin que la intención":" "Aquello que se ama con amor d.
Nuestro análisis de la nos ha último amado ,,235 e benevolencia. puede ser lo
"amato" actúa como un fin Ahora buscamos
modo de el del amado. re5,po'nde a su ser persona:
papel se denominar polar en toda retE:reutcia de 10 tot,lJícfad de sentido
medio para ningún otro fin en su que es suy0236.
~eomp'añ¡ldo en amado por si
referencia del amor. Podría darse ya por supuesto recorrido y que que nos
estudiado pero es necesaria esta última aclaración el que el
necesario para de interpersonalidad

Cf;,' A. QUERALT, ¿Cuándo según 'it T. .


Así Santo Tomás en lo referente a la inhabitación (se trata, pues de una presencia personal) 515: ~odemos afirmar que no ~s neces~r~' omas, elam~r del prójimo es amor de Dios?
a hablar de una "presencia" sin necesidad de acto explícito en: Il C, c. 3, lec. 3 (11'. 173):
spiritualiter dicitur Deus inhabitare tamquam in familiari domo in sanctis, quorum mens ca
mterpretación nos parece que salv
i:
.IaImea del «amigo» la razón especifican{e ~~ :?~a~d:d de. Sto. Tomás, el atribuir'~
IS a e candad....
est Dei per cognitionem et amorem, etiam si ipsi in actu non cognoscant et diligant, dumm
habeant per gratiam habitum fidei et charitatis, sicut patet de pueris baptizatis." Ésta es :'~~1rn~h¿~o;oJpersona sinre~~ja~~~a :~d~u~~g~tad que el prójimo tiene como
afirmación referida al hábito de la caridad: J. PRADES, O.C., 246: "Es una presencia ,. ,ouo acto de amor . a una segunda categoría de
cn.,
si bien no es estrictamente interpersonal, no puede carecer de un cierto carácter personal." y el fin último: cfr. lJI Sent., d. 27, q. 1, a. L 288. Es la diferencia que vimos entre....
230 Cfr. R.O. JOHANN, O.C., 31: "The question of intersubjectivity must
Sent., d. 49 q 1 a 2 l 1 n:
, . "," , q a. : illud quod dili .
examined. What has been said explains the ontological presence ofthe One in the rnany." , este "ultlmum dilectum" es exigid~ Ig!lUf amere be?evolentiae, potest esse
vel desIderatum' utrumque e" por e l mrsmo dmamismo amoroso' 'b
231 La "unio affectus", como ya vimos, en cuanto "cornplacentia" podría asimilarse, eOI1cUpíscerltia:", ' mm lmportat ali .d lti . I .,
un nivel ya antropológico, a la "simplex voluntas". Cfr. S.M. RAMÍREZ, De .• Es decir, el "ultimum dilectum" q~l u tIm~m In his que diliguntur
animae, cit., 97. Recordemos que la "simplex voluntas'' es el fundamento de la "intpn,i,," tambiér, de "ultimus creatus" en: JIl Sent d s el sUjeto amado con "amor
., . 2, q. l, a 1, resp.; CT, I, c. 201
232 Cfr. Ct), l. 4, c. 19 (11'. 3560): "amatum non solum est in intellectu amantis, occ. "ua,,'
JOANNES A SANCTO THOMA
voluntate in voluntate amantis est sicut terminus motus."; I Sent., q. 10, q. 1, a. ed, A. MATHIEU-H GAGNE' , Cursus Theologicus: In ll"m-lr' D C ' .
Cfr. G. Temí e simboli dell'eros, Cilla Nueva Editrice (Roma 1991) nOr' ~'n;r';';"~ " Les Presses U· " e antate, disp
essentialiter est ad personam . d bnlVersltmr.esLaval (Québec 1953) 59 :
distacchiamo dunque dall'ernozionalismo di Scheler, retaggio di una ispirazione . autem ad id quod concipitur tam u~:u a .onum totius supposití, quod amatur ~~
affermare che l'amore non solo e desiderium, ma anche intentio, nel senso scolastico del t
SICUt m homine licet possumu, am~re o~~?neta~ vel formal itas, vel quasi pars totius
cioe una volontá che si investe del fine e lo assume come tale."
en am~r~mICl(¡aepotest terminari ad oculos ~'Ived manus, vel scientiam aut virtutem
233 Cfr. M.-D. PHILlPPE, Personne et interpersonnalité, cit., 133: "Or la fin prop amlcltIa, et l!Jl possum concupiscere il' e a manus tamquam ad terminum CUln'
personne ne peut étre qu'une autre personne qui l'aime: soit une autre personne humai d bonum concupitum." Juan de Santo Tomá~as p:~tes, vcl proprietates, aut etiam mihi
Dieu. Cette fin propre ne peut étre ni la santé du corps, ni la richesse, ni la transform propra del amor. Cfr. H.-D. A es, a vez, el que mejor ha desarrollado la
I'univers physique, ni la gloire; de tels bien s ne sont pas méprisables, mais ils ne , Clt., 199.-?37; donde estudia las solucione~t~~r de la solution thomiste du prob/eme de
constituer la fm d'un étre spirituel, car ils demeurent extérieurs et inférieurs." tamblen: cfr. Bruno-M. A" el Ferrarense y Juan de S t
mnni .-1, <·~u more e Trmita Stud' 1 an o
en Ang 66 (1989) 108. . . lO ne pensiero teologico di
162 Amor es nombre de persona
La znterI'ers,?na,lidadfundamerzto del amor
163
amado tiene para el amante y es de su subjetividad.
algún modo que se le acepta como tal subjetívidadr". Por eso, al amado
En conclusión: no se puede hallar una referencia ulterior en el iau:nque sea última en su no sólo no excluye:
una ulterior en el de la que
mismo orden que el "amado ", De modo semejante que, al tratar de causaIíi:lad. La
libre, el "causa sui" una "causalidad total" en su AT',rlpn~"O persona en su modo de ser es relatrva""
de a la causalidad abs()luta,
H

En el acto de amor se unen persona y libertad. Por tanto, el correlato Es decir, la persona es un
adecuado a la autonomía de un sujeto libre, es tomar
fin otro libre 239, La mención de la libertad nos conduce "Si la vida m a i, , .
segundo punto anunciado. y en la formora deeXPhr~sta, ~~nd Ida subjetIvIdad de la acción libre
IS OflCI a la id tid d d
2° El dinamismo amoroso de la persona, al humana, no disponible Como 'd' en, I a e la persona
posición de fin (relativo )"244. me 10 o Instrumento, sino en
está en~lobado en una causalidad que
causalidad divina/ 0. la una Esta
su persona no explica que
en causal que el "finis cui", el
encuentra su razón causal sólo en relación al "finis cuius rn"7ti''f''k~k

237 Cfr. R.O. JOHANN, o.c., 5: "Sinee being is the absolute, unconditionedvalue,
enveloping everything that exists, it can be adequately only from the inside ....
is the experienee ofbeing as subject or subjectivity,
238 Cfr. A. G1ANNA TIEMPO, Sul primato trascendentale della volonta in S. Tommaso,
146; y el capitulo Causa prima e causa seconda. La fondazione della liberta creata, en:
FABRO, Partecipazione e causalitá, cit., 448 -466.
amans-amaur y la
Cfr. M.-D. PHILIPPE, Personne et interpersonnalité, cit., 139: "La personne est
239
bien autonome dans ce qui, en elle, est le plus radical; et elle est «interpersonnalité» dans
tensión causal que incita
achevement ultime, dans sa propre finalité."
pel'spi~ctiva se impone la mtegl'aCJ[ón
Cfr. estos dos
240 en: S.M. RAMÍREZ, De hominis beatitudine, I, cit., 531: ""'H'nri"m
corporeum condidit propter hominem tamquam propter finem secundarium
causalidad que la eng;loba.
seipsum tamquam propter finem primarium cui et cuius gratiam," La causalidad encontrado en una tesitura semeiante.
de la persona humana, no es reductible al "finis cui" es Dios, no es
mismo modo. El "finis cuius gratia" implica la existencia una que supera al
cui" humano. Cfr. J. DE FINANCE, La motion du bien, cit., 40 S.
Cfr. F.D. W1LHELMSEN La di'
241 Cfr. G. PADOIN, Il fine della creazione, cit., 122: "A Dio non si
en el sentido de que su ser es un e Amor, el:.,. 12: "EI hombre llama a lo
fine «cui», perché denota una referenza estrinseca e postula una imperfezione gun expresión de Vico, una sed de vida inmortal en té una dhmtud que tiende a la infinitud
quale si applica e non salva la trascendenza della causa creatrice." Tomás de Aoui enmnos e d
" e quino, un alma sin descanso hasta d . ~n ser eseoso de
242 Esencial para poder resolver los distintos problemas que se presentan en relación "f<'gUSIll1. escansar en TI segun la sabiduría de
último: cfr. M. LABOURDETTE, La fin derniére de la vie humaine (Ia-Ilae, Q. 1. BIFFI, Fondazione
ciclostilado (Toulouse 1961) 52: "Mais elle [la Béatitude] est aimée par-dessus tout comme e Morale. Atti del ,r::~;~!~icl:;-~ristol:7giCa"ec,cle,siolog,ica della morale en P
nternazionale di Teologia Morale (R
CUJUS GRA TIA, c'est-á-dire eomme BIEN DESIRE... , Citta Nuova (Roma 29.
ama,
'7
-/2ersona,
aprile
'Le suíet a gui on désire la Béatitude est aimé comme FIN CUI, ce qui est un autre rai
d'amour: «non est eadem ratio amoris»." Dentro de la consideración del acto humano: ,$b;,;~~~~J:nrl~xy:i~ar la ética desde
la efr G SOAJE
GEFFRÉ, Structure de la personne, cit., 686; C. FABRO, Atto esistenziale e impegno -106, moral en términos de . RAMOS, Ensayo de una
liberta, cit., 127. , J.R. Sobre el ji d. en Essere e
IX CTI, IV, eit., 19 -25. . un amento y la estructura de ética de Tomás
164 Amor es nombre de persona
La interpersonalidadjundamento del amor
165
seguido para ello la nomenclatura . La
El receptor, en nuestro caso actúa
aplicado a distintas categorías que como centro al hombre y sus reterencl¡a en
relaciones. Los ejemplos son mu~ la doctrina de la y algún una su ()'j,etb/id,ld2so
participaciónt", el acto de libertad'? ,y la conducta humana"?' partic:ip'lción. aplicada al amor, no se pued~ reducir d.mámicade
UOjetO-.SUllet,ll _ que ".' .a una relación
De algún modo, esta dinámica la encontramos preanuncíada en la a la subjetividad es necesaria un 'finis cUl~S g~~tia" -, la
división cuatripartita dionisiaca. Allí, dentro de la de lo que ya dest 'b para la constltuclOn de tal
jerarquía vertical del ser por la conversión -, aca amos en la d
.terencia personal en el acto creativo. El e un punto de
se la amistad como relación horizontal. tornando una afirmación libro D ' lo expresa
Procederemos analizando la relación horizontal de la participación e fausls, en el que, dentro de la
sigue la polaridad "amans-amato 11 (2.2.2. 1.) y, desde tal relación, /rnÍslna"O¡ , a como "horizonm" de
causalidad que parece indicarnos una relación
(2.2.2.2.). Penetraremos en estas distinciones desde la categoría de
de esta estructura
una
participación a la que nos introducía el Pseudodionisio.
zdiacion necesaria para la COllstltu,ción
lerencia amorosa al amado,
2.2.2.1. Dinámica horizontal: la presencia amado
Parece que la razón más que la
hablar de "horizontal" y como
humano hunde sus raíces en una adecuada doctrina de la participación,
explica las relaciones ente creado con la Causa
le sujet qui recoi] el ce qu'il recoit toute pré .
el resto de los entes creados. En tal la dimensión horizontal .participer·" Pero 1 fi y,
a a irman claramente: C. FABRO L '
reexIstence du sujet par
'.
'
rapport a ce qu'il
resalta el hecho de la recepción de la por el o Tommaso Soc Ed 1 . ' a nozione metajlSlca di partecipazione
itto che l'astratto, esse ~ :d n,ternazIOnale (Torino 1950) 24 s.: "vi si mostra
. , onSI crato come astratto ' .
invece che ha ricevuto la (sua) forma d i . . ancora nO,n esiste, il concreto id
iorfundamenm de la participación, cit., 146. essere, esrste e sta m se."; J.R. MENDEZ, El
246 Cfr. C. FABRO, Partecipazione e causalitá, cit., 410: "La conclusione che
trarre dall'esame fin qui condotto l'ammissione di un orientamento divergente e inconciliabile Cfr. M -J NICOLAS O· .
é
'.. ' rigines et transcendance de l'h .
della causal ita platónica e aristotélica, in quanto l'una si esercita i direzione verticale, l'altra peut percevrnr la personne méme de l' t d omme, cit., 82: "Bien plus
direzione orizzontale". En el plano ético: lR. MÉNDEZ, Sobre el fundamento y la estructura de pour elle-meme, Iui vouloír son bi au .re ans sa subjectivité et alors l'aimer en elle-
len, sornr d u cercle étroit d
la ética, cit., 20. Este concepto está tomado de' D C . esa propre personne'',
247 Ello: J. DE FINANCE, Les plans de la liberté, en SE 13 (1961) 302: expositio, ed. C. PERA Mar~ettf(~~s, prop, 119 1 (n. 22) en, S. THOMAE, In Librum de
(aristotélicienne et horizontale) a l'égard des moyens est la condition matérielle de possibilité itatem et supra tempus est Anima ..aunm . 72) 14: "Esse autem quod est post
1 2 ' quoruam est m honzonte t . . .
la liberté (verticale et proprement morale) a l'égard de l'Idéal. Mais celle-ci, dans notre eco (n, 61): "Loquitur enim hic de Ani ae ermtalls mferius et supra
présente, est liée a celle-lá et lui confere son sens."; cfr. IDEM, Essai sur l'agir humain, 'propler hoc dicitur quod est 'in hori:on ruma qu~m ~tt~lbuu?t PhJ1osophi Corpori
Gregoriana (Roma 1962) 278 -303; C. FABRO, Orizzontalita e verticalitá delta liberta, erum est circulus terminans visu t tfie aetermtat.ls inferius et supra tempus'.
t .". m e est In trnux termmus ..
K. RIESENHUBER, Die Transzendenz der Freiheit zum Guten. Der Wille in der Anthropologie au em mterioris. Et similiter Anima est lti . . supenons hemisphaerii
und Metaphysik des Thomas von Aquin, Berchmanskolleg Verlag (München 1971) 95 -1 ~n: De Causis; prop. IX (n. 84) 1e 59' L~A l~US aeternitau, et principium temporis. ,,:
248 Cfr. J.J. CAIN, Self Love and Self Donation, cit., 37: "Noting this divine order
ón del mismo hombre que h~ce' e"n- ¡'¡1 S ' eco 9 220). Se convierte incluso en l~
.. l' . . ent "h .
love within the universe, Father Composta atternpts to analyze it in terms of two m spintua IS et corporalis natura: ut q . di . . orno enrm est quasi orizon et
struclUres: that ofverticallove which is implanted in the being of creatures and that "flh""i7Con et spirituales; 'unde et omnes c~eatu:SI me IU~ Interutrasque, bonitates participet et
love which is implanted in their actions." . CG, 1. 2, C. 68 (n. 1453 b) Interpreta d?o.mIne omo mtelhgltur"'; cfr. IV Sent. d 50
. - mamlcamente este senf d d h ' ,.,
. '. a 1a etermdad: cfr. A. LOBATO L . . l o e onzonte, como
249 Cfr. CG, 1. 1, C. 32 (n. 288): "omne quod participatur detenninatur ad modum partid mdlvlduale, s?~iale. storico, en 34' e t;f5dl~enslOne deWuomo. L'uomo come
et sic partialiter habetur". Es ésta la posibilidad que niega Geiger por su primacía (), Orzzzonta[¡ta e verticalita delta cil . SIempre se aplica al hombre: cfr. C.
participación vertical: cfr. L.-B. GEIGER, La participation, cit., 239: "Sans doute ., l. BIFFI, San Tommaso d'A' .
qumo, Clt.,
dire encore que participer c'est recevoir, mais a condition d'exclure de ce mot toute
a modo de ejemplo: ¡¡¡ Sent d 17
.,. ,q. 1, a. 1, qla. 3: "Objectum voluntatis est bonum
La interpersonalidadfundamento del amor 167
Amor es nombre de persona
166
la dinamicidad del "ve/le" aporta una unidad
Por tanto, l na .
leclla(~lOn objetiva bien es una exílgencIa explican los otros elementos. Por eso, nos abre a una nueva
de carácter tniersubietve» acto de amor. Es el amor como luz:
que existir la polarIdad . bietive en un pleno
ma o J
La exigencia del bien se denomd e1 "b onu m"

.necesaname
. ' d253
"Algo es amable de dos modos. O como la razón de amar, o
cuanto que la SU1JerlOr a nuestra subJetlVIda . como objeto. Del mismo modo como el color se ve como objeto
y .. anJíc3lclClil a y la luz como la razón por la que el color es visible en acto. Así
uenXapn::slon maxi
. ima de esta afinllaclOn es su bonum como en el mismo acto se ve el color y la luz, así en el mismo
salmo: autem l acto se fluiere lo que se ama como objeto y como razón del
La unidad dinámica entre e 1 "b onu m" y e
~_.~•._.. objeto'" 6.
que ambos son quert os en e
id 1 acto de
esquema A esta nueva dimensión, la luz del amor que da unidad a todo el
presentamos e1 mE;díacIon amoroso y la de su verdad
po l an.d a d con Es
unalo ;l erlonÜmlmC)s
UI (lIc:a1llc)s el próximo mli'lr1'~rlll
unidad del acto de
(horizontal): 2.2.2.2. Dmármca vertical: la originalidad del querer
relatividad propia de la causalidad del en el
causal que transcendía modo de
El elemento Esta nueva dinámica que supera la
sostiene la
es el "amate" de es el medio de
"[inis cui", sin La
referencra en
",au;:"cu. En la creación es
nivel.
divina la que lleva la . Esta causalidad
La unidad de todos los elementos a lo íntimo del acto voluntario que, por ser no
está sostenida por el "velle":
de1:errnirlado desde fuera. Este dinámico que todo
íntimo lo llama Santo Tomás amor naturaií", Ya vimos - con
de .la unio substantialis como toda

.
secundum ratlonem boni'",I-Il
, q' 1, a. 6. . 50' "Il bene in quanto ~, ~'}rnpímento
253 Cfr. L. MELINA, La conoscenz~d:~~:l~~ ~~'~rdi'nazione divina e si presenta d. 17, q. 1, a. 5: "aliquid est diligibile dupliciter. Vel sicut ratio dilectionis, vel
tendenza di un essere, e defimto m prec h come in qualche modo anticipato e .iojecurm. Sicut etiam color videtur ut objecturn, et lumen ut ratio per quarn color est
solo come oggettivamente dato, ma anc at rali non seno sempliei dati di fatto: actu, Sicut autern eodem actu videtur color et lux, ita eodem actu diligitur quod
, natura di. que 11' essere. Le mclmazlom na1u dell'essere che ' to gl.
e crea . a con. un. . ut objectum et ut ratio objecti."
un'intenzione divina, un~ legge I~t~utt~l:r~o della propria perfezione e le mchnazwm ME,NI)EL~, Principio de razón de amor, cit., 159: "La resolución
orientamento al s~o Corr:Plmento.. D ~~entali, non sono quindi nell'uomo elementl en el Esse Bonum y su absoluta imponen en este nivel del análisis
che ne segnalano I pnml elementl on del amor de elección con crea es la misma Bondad divina amada por
soggettivi". 7 . 109 a. 6; q. 114, a. 10; !l-II, . "~1.m'~-' es principio eficiente, Bondad es final, sin que se siga un beneficio para
254 P 72 28 (VuL); citado en: I-!l, q. 4, a. , S.C.,
s , 1 1 (n 23)' en !l.!l q.
4'
a.,
donde dice: "Et haec consi
. 1f b,~neficiiario("finis cui") es la criatura racional.
q 27 a. 6, ad 3; IR, c. 1, eco ." , tiliza esta expresión para refenrse a m J. LAPORTA, Pour trouver le sens exact des termes: 'appetitus naturalis, ...', cit.,
e~cit~t dilectionem". En general siempre se u 1 1
nt quand Thomas parle de la volonré, il entend par amor naturalis, non plus sa simple
hombre.
255 Parece que se
r a esta umidad de1acto de querer la que establece
6 d I:
ap icar u, f DV q 22, a. 14, S.C. 2; I-Il, q. 9, a. ,a ,
l'irnpulsion naturelle en chaque acte volontaire." Aquí alcanza la expresión un valor
humano.
entre el fin "ea quae sunt ad ñnem . e r. ,.
a. un., ad
La interpersonalidad fundamento del amor 169
168 Amor es nombre de persona

de la causalidad amorosa es entonces el de


intersubjetiva no olvidar la con este amor ongmano; Pli<~aclón que de modo último la dmarmcidad horizontal:
Esta es la que establece una relación inseparable
amor naturalis, el fin último y el bien universal. "Podemos decir que la realidad es que, sin la auténtica
ejemplo dos textos: trascendencia (la verticalidad), no puede sostenerse ni siquiera
la inmanencia (la horizontalidad), sin la referencia del yo al
"Lo que la voluntad quiere necesariamente co~ u~a inclinacion Absoluto -al principio que lo ha puesto- y el hombre se
natural determinada hacia ello es el fin último, como la precipita en el caos de lo infrahumano, es decir - con la
se iinc 1uye ,,259 .
bienaventuranza y todo 1o que en eil se terminología hoy en boga- que sin verticalidad ni siquiera tiene
sentido ni dimensión la horizontalidad,,264.
"Porque el bien universal es el mismo Dios, .,. se sigue que por
el amor natural también el ángel y el hombre aman mas y es un punto clave del acto del amor: la existencia de la
. " ,,260
primeramente a DIOs que a SI mismos . uanoac "amans-amato" no puede realizarse en sino por
de un acto de libertad'" ; pero tal acto a una referencia
Santo Tomás esta relación ante todo de 1 superior a la que sólo del amado. Por esta es un
dinámico, esto es, en con la Por eso, ento esencial a todos la afirmación de la
explicar la articulación que, el. , del divino como fundante de todo acto de libertad
"finis-ea quae sunt ad finem", reserva el termmo fin solo al fin consiguiente, de toda posible intersubjetividad?"
DioS261. Esto lo hace sin nunca la concreta LdU".", por consiguiente, una presencia necesaria en el acto de
acción del que es busca por de la causalidad divina, la que está en la línea del finis cuius
acción, acercarse al fin la que, Santo actuar en la voluntad
La de se en un elemento
263 dentro?". Tal causalidad es la que da un valor existencial al acto
para la del acto de voluntad . La la de la libertad humana:

259 DV, q. 22, a. 5: "íd quod voluntas de necessítate .vu~t, qu~si naturale}nclinatione in
determinata, est finis ultimus, ut beatitudo et ea quae m IpSO mcluduntur . Las a. 6, S.c.; D VC, q. un., a. 1, ag. 11.
numerosas y a lo largo de todas sus obras: DV, q. 23, a. 4; q. 24, a. 1, ad 18; l-Il, q. !O, a. FABRO, Orizzontalitá e verticalitá della liberta, cit., 303. Históricamente, el primado
82, a. 1; q. 91, a. 2, ad 2; DC, q. un., a. 1. "horizontal" ha conducido al individualismo: cfr. J. DE FINANCE, Essai sur l'agir
260 I, q. 60, a. 5: "quia igítur bonum un.ive~sale e.st ipse Deus, ... sequitur,,~uod cit., 286 s.
dilectione etiam angelus et horno plus et principalius dilrgat Deum quam se ipsum , cfr. Ib., J. DE FINANCE, De l'un et de l'autre, cit., 76: "Dire qu'un objet est a moi, c'est dire,
QdI, q. 4, a. 3. seulement qu'íl faít partíe d'un ensemble auquel je m'identifie sous un certain aspect, maís
261 Cfr. DC, q. un., a. 11, ad 2: "Si igitu: aliquís seipsum. ordin~t in Deum sicu~,~n est orienté vers moi, que je suis, d'un point de vue déterrniné par le contexte, sa fin
omnibus quae propter seipsum facit manet virtute mtentio ultimi finis, qui Deus est. , cfr. et done que je puis en user librement. II y a ici un rapport a la liberté qui n'apparait pas
22, a. 14. isétre-de."
262 Cfr. D. COMPOSTA, Il fondamento antropologico della morale e del d~ritto L. BOGLIOLO, Antropologia Filosofica, 1, cit., 290: "Una profonda soggettivitá
Tommaso, en Sapz 36 (1983) 266: "Dire che esiste un fondame~to antropologico della il rapporto intersoggettivo io-tu, arricchendolo di valore dall'interno,
significa infatti oltrepassare a questione dell'uomo come umt~,pslco-fislca, per one erendogli un'illimitata apertura, donandogli uno spazio ontologico universale nell'amplesso
discorso sull'uorno in azione: m azione libera e finalizzatta. , F. RlVETTI BAR icomprensivo della realta, caratteristica dello spirito. II soggetto umano singolo, non
fondazione della liberta umana: r:io-Amo~e" en A IX CTI, I: San Tommas~ trascendentale, e Yunlversale concreto aperto all'Universale concreto Assoluto che e
Humanitatis Libreria Edítrice Vaticana (Cittá del Vaticano 1991) 224 -236, D.
Right Practical reason. Aristotle, Action and Prudence in Aquinas, Clarendon Press CG, l. 3, c. 88 (n. 2641): "Nulla substantia creata coníungítur animae intellectuali
1994). sua interiora nisi solus Deus". Para la relación entre la voluntad la acción de Dios:
263 Cfr. CG, 1. 3, c. 89 (n. 2648): "Deus igitur est causa nobis non solum voluntatis, d. 15, q. 1, a. 3; DV, q. 22, a. 8; q. 24, a. 1, ad 4 y ad 5; CG, l. c. 89; 1, q. 83, a. 1,
volendi". Cfr. Phil 2, 13: "Deus est enim qui operatur in vobis et velle et perficere a. 4; l-Il, q. 9, a. 6. Cfr. C. FABRO, Partecipazione e causa/ita, cit., 466: "Dio e
bcneplacito"; cfr. IPL, c. 2, lec. 3 (n. 77); citado en: CG, 1. 3, c. 88 (n. 2644); CFS, c. 1
170 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor
171

"Las criaturas espirituales no son mutables sino por la se


elección, y tal cambio no corresponde a la naturaleza, sino la
más bien a lo divino ,,268. acto de Ilbertadcorren a su vez el peligro
segun(10 término la polaridad InÜc;rsllbj'3tiv'a ttmdlante tal
Esta es la verticalidad que se nos revela en la causalidad El es dentro la
l'p,c;rtad d. dinárnica propia de la
del "velle" dentro de la estructura del amor269 . y. como eterminación existencial del fin último so'lo
o uno m' 273 ,
causalidad se ha estudiado en referencia al en " . ismo , nunca el "prójimo". Así lo el
aIl:ahi~ar la beatitudn";
doble de bien real concreto - y
trascendentar '". Esto es, una en la que "El fin último del amor de los bienes mutables es
implicada la libertad humana. En ella queda la verticalidad el mismo
hombre a causa del cual se lusca todo lo demás,,274.
o de transcendencia hacia lo superior que forma
experiencia del acto morar'". Pero esta duali dad
La de la no procede
de la que conforma el acto de amor. Requiere
acto reflejo, en el cual el yo sobre su actuacióntf
La naturaleza de este conocimiento indirecto y es la
ocasionado a veces se el análisis de la dimensióf
lo
vertical en el acto de amor de su 1)umy.siUiVJ1 De Div.
incluve siempre la horizontal. a la amor del
"conversio in a
l'unica causa la quale, precisamente grazie al suo intranearsi totale nella causa siguiendo la de
nell'effetto, non incide affatto sulla spontaneitá e liberta dell'agire e dell'effetto finito, much,IS veces la al San
la vera scaturigine della stessa attivitá della liberta creata."
oronriumrv de todo pecado-":
268 LBT, C. 2, q. 5, a. 2, ad 7: "Creature etiam spirituales non sunt mutabiles nisi secund
electionem; et talis mutatio non pertinet ad naturalem set magis ad diuinum."
269 Recordemos que: ce, l. 4, c. 19 (n. 3563): "amare autem quoddam velle est".
Cfr. A. Amour du bien propre et amour de . ··t 232 "
Como dato constitutivo del ente: cfr. J.R.
270 El amor fundamento c'est-á-dire lucide, délibéré et mesuré la 1. SOl, c:., .: Lorsque l'amour
participación, cit., 200: "La o amabilidad es un «respectus» del ens que se au plan de l'appétir rationnol: amo ' .comp aisance se cnstalhse pour ainsí dire en
su perfección como un relativo y constituye propiamente la «ratio boni» ... électif de Dieu." La autora' ur de bienveillanee, c'est-á-dire arnour électif de soi
designa no sólo la relación sino el mismo ens con la relación que de él se sigue: en mención a la dimensión ' analiza adecuadamcnte los dos objetos del amor
«perfectum» es «appetibile» como «perfectivum secundum esse»." mIsmo. '
JJ Sent. ,d. 42 , q . 2.' a. l :. "F'trus
. autern ultimus
' .In amore co bT .
271 Cfr. R. GARCÍA DE HARO, El último fin y el amor primero, cit., 225: "la raíz propter quem omma alia queerit": cfr ce 1 3 30 ( 2 mmuta 1 IUm bonorum est ipse
las elecciones que realmente hace la libertad «propria dispositione absque necessitate» Cfr '. ' . ,. c. n. 118); J-JI, q. 2, a. l.
decisión entre abrirse a la luz o cegarse, que corresponde al modo que tenemos de plasmar, . C. MOTTA, DimenSIOne esistenziale dell'uomo
elecciones concretas de que somos capaces, el bien absoluto que la voluntad busca". - r-"o'~'V tomista, cit., 30 1: "La dimensione della cO''1temp'or,1nf'o e concetm di
<

la dell'essere umano come ersona d pertanto, lungi dal


Es el sentido de descubrir la razón del: "volo velle": cfr. D. COMPOSTA,
272 creatura voluta dall'amore di Dio dall': lt .' a a d lato ne avvalora la identitá e la
autotrascendenza, cit., 8: "si dice legittimamente: «intclligo me intelligere» in quanto l'int alla storia dell'uomo." ' a ro nesce a are un valore e un contenuto yero
possiede il dominio del suo atto, cosi la volontá «vult velle» in quanto possiede se stessa
esercizio; anzi il suo influsso si esercita su tutto il fronte dell'azione". Para su aplicación afe Cfr. LDN, c. 4, lec. 3 (n. 317): "intantum enim omnia e <' •
lIade~;id,~raIltlpsum triplicí ratione, scilicet: ut ol1:ertuntur m Ipsum, inquantum
cfr. A. WOHLMAN, Amour du bien propre et amour de soi, cit., 230: "L'intention
profonde de l'amour de concupiscence vise done bien le sujet lui-méme comme erv;lntiam. rerum; ct ut finem; iste est triplex ratio actIvum:. et ut contm~ntIam, idest
quia ex Eo bi b Desideramu, enun Deum ut
complaisance, ... Nous appellerons réflexion affective cette intervention consciente de no 18 onum: ut continentia . E
finem quem intendimus.'" m quia ex o conservatn- nobis
Elle apparait comme l'équivalent dans l'ordre de l'affectivité, de ce qu'est la
conscience de, dans l'ordre de la connaissance." Cfr. C. FABRO, Alto esistenziale, . 13
CIt., 4: "Ancora una volta ed ancora con il
172 Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 173

En conclusión, es silenciar la de acto de amor en tomo al tratado de


acto fundamental de la Es un punto que define la misterio, no la
Doctor Angélico y es absolutamente imemmciac)le"lo sólo encontramos su última
del acto de amor se ofrece una gran unidad
transcendencia vertical de la causalidad y la transcendencia penetrar en un análisis trinitario, en lugar, hay que
de la polaridad "amans-amato", Podemos resumir los argumentos aclaración: no se puede emplear el esquema causal ya que
desarrollados por medio del siguiente esquema, que denominamos a la Trinidadr". No por ello hemos de abandonar el
(vertical): propio del amor que de
presente como una pura28 1•
Esquema V: en la doctrina
con una sorpresa: si
el amor mediante la a su "amans
AMANS
bonum velit", Santo Tomás nunca la para a la
BONUM AMATO elemento -';"'Uj~V~. Para el de ello, de pensar que
Doctor en cada tratado usa los como
El "velle" le da la dimensión vertical en cuanto apunta
rumentos para el estudio del punto concreto en cuestión. Es
al "finis cuius gratia" que sostiene el querer de la no la estructura del amor, sino
pareja de objetos: "amato" y "bonum" relacionados
entre sí, de este modo el elemento vertical sostiene el
del ella como "teoría psicológica" con una última
horizontal. En él podemos ver el elemento sj)i¡raí~ión en la medida de lo en
trascendental. místeno de la el marco le a hacer
1<i elección en el tema del amor.

2.2.2.3. La unidad de la dinámica


Cfr. G. MARENGO, Trinita e Creazione. Indagine sufla teologia di Tommaso d'Aquino;
La unidad de la dinámica está sostenida por su vinculación Nuova (Roma 1990) 178: "si ritrova qui il medesimo orientamento che a permesso
l'Angelico di fondare obiettivamente un nesso reale tra la Trinitá e Creazione: il tutto riposa su
único acto de amor. Si en el amor rosa lettura del Mistero di Dio che non oppone mai schematicamente Unitá e Trinitá: e
dualidad de dinamismos es no a la naturaleza del amor, matico che Tommaso rifiuti di isolare il Verbo come unico referente dell'imago Dei
modo de realizarlo. Esto se omo cosi come rifiuta l'intervento di una sola persona divina della creazione."; E.
LEUX, La Création, oeuvre de la Trinité, selon saint Thomas, en 62 (1962) 27 -50.
Cfr. DP, q. 10, a. 1, ad 8: "latini doctores raro vel nunquam ad significandum originem
suggcrimento di Agostino, s. Tommaso ha intravísto questa soluzione ch'é l'unica nornme causae utuntur"; RACVl!J, a. 25 (394 -97). Cfr. R. GARRIGOU-
,jVJK.A.J'¡IJJ~, The Fecundity of Goodness, en Thom 2 (1940) 230.
quando ha posto, e nel nostro contesto, la tesi che lo «amor sui est principium omnis
Hay que aclarar que siempre suele añadir el calificativo de "inordinato": cfr. IJI Sent., Cfr. Bruno-M. SIMON, Amore e Trinitá, cit., 111: "ABo stesso modo Giovanni di san
a. 4, ex.: "omne peccatum... est ex amore sui";.!II Sent., d. 36, q. 1, a. 5, ag. 3; IV Sent., distingue nell'esercizio della causa finale, intrinsecamente legara alla nostra
1, a. 2, 1; d. 17, q. 2, a. 5, qla. 1, S.c. IGA, c. 5, lec. 5 (n. 320); I-IJ, q. 77, a. 4, onoscenza dell'amore, una perfezione pura della quale la causalitá e un modo di realizzarsi
3; q. a. 1, ad 2; q. 24, a. 11, ag. 4; q. a. 4, ad 1; 29, a. 4, ad 3; q. 77, a. 5; Di...f, Quando perfezione e cosciente dall'intelligenza quando, colta la natura della causa
ad 19; a. 4, ad 1; l!-l!, q. 118, a. 4; LE, 1. 6, lec. 7 Se puede ver la raíz che l'amore non e soltanto l'effetto del fine ma e anche la sua causalitá."
pensamiento: cfr. C. FABRO, El primado existencial la en ScrTh 13 (1981 El pasaje que n::ás se le acerca es éste: DP, q. 9, a. 9: "cum amor nihil sit aliud quam
278 Cfr. R. GARCÍA DE HARO, L'agire morale e la virtu, Ed. Ares (Milano bilirnentum voluntatis m bono volito.' El proponer esta definición manifiestamente distinta,
"l'etica e la morale trovano la loro vera forza e consistenza soltanto quando lo ~atural hubiera sido repetir la conocida afirmación anterior, haee pensar que el
rapporto dell'uorno con Dio ... la diversitá delle risposte etiche ai grandi problemi dell'uomo evita la fórmula intencionadamente.
realta, diversitá delle risposte alla fede stessa di Dio". Cfr. A. MALET, Personne et amour, cit., 111: "La «théorie psychologique» a une
La interpersonalidadfundamento del amor 175
Amor es nombre de persona
174

"La procesión de las personas en la única naturaleza divina no


Usualmente se ha el marco de se realiza sino por las operaciones que no trascienden al
tratado de la sería entre el amor extático, exterior, sino que permanecen en el que obra fl288.
. " d de San Víctor en su De Trinitate, y la
e~~oslc1on e " de cerca a San Agustín284 . Ante tal eleccJlon toda
f1S1CO, que segmna .. de Santo por
estará
Podría trazar unad evolución
1
. b .
ricardiana del Serlplum aca arra en
aban d onan o a . . 1 "t oría
Summa Theologiae consagrand~ ~~ doctrma a e
entonces su última posicion en el tema
que La diferencia entre ambas teorías clara, se trata
de entender la segunda procesión que, en ar;:bos casos se planteamiento parece suponer que el Doctor Angélico
o " roces ion de amor" o "de la voluntad ' La " primacía de la a la esencia
com Pdes de 1a de dos personas (Padre-H1Jo)
. . Que
281 el argumento ha sido
la segunda en cambio el amor a si m1sm~ . común de los . Nos a
evoluciÓn indica, ante todo, la intención de no parttr de en la doctrina Trinitaria Santo Tomás ha abandonado la
dualidad de personas. jnÜelTlretaCJlÓn personalista del amor que veníamos estudiando.
El camino que el en sus Pero se ver de otro modo. La del no
de las acciones inmanentes. Lo consiste tanto en una de la cuanto de la acción. Esta
la unidad de la esencia. en cuya estructura ha ido a lo largo de sus
preciso para
se han de sus afirmaciones que estuoros y que se ha de entender desde la afirmación del
en la explicación trinitaria: f\(fLgé:lic:o de la primacía de la persona en su actuacioni", A del
de esta - que no se da en la
LgILstiniana - se mantiene abierta la de encontrar una razón
fonction explicative. elle s'efforce de
structure et les modalités intimes, elle est la
intelleetum.»"
284 Cfr M T -L PENIDO, Gloses sur la
. .' ' . . iductibl
Irre 1 es d.e u
,11<'OÜJ"f,e tnnucure: DP, q. 9, a. 9: "processio personarum in unam naturam divinam non sit nisi secundum
( 1937) 48 s.: "Ces deux doctrines. eslpn t se connait et JerEltiolnesquae non transeunt extra, sed manent in operante." Cfr. DP, q. 10, a. 1; J, q. 27, a. 3;
. . , la vie individuelle (l'
L'une se fonde sur une ana 1ogie t . . 1 (commerce d'arnitié) Transposée en a. 1, ad 2.
1 . empruntée á a vie socia e
llree ' .
sur une ana ogie . . 1 N divine et nous la montre s'épanouissant. Esta es la afirmación que se desprende de la doctrina trinitaria de Santo Tomás: Cfr. A.
premiere nous fait partir de. ~ ature ~a deuxieme partira des Personnes déjá constituées; O.C., 129: "Ainsi, de soi, l'amour ne requiert pas une pluralité de sujets .... Si le bien se
connaissance et l'amour, en tr01~ ers?~nes. un deuxieme sujet, il sera aimé dans ce sujet, mais il se réalise aussi dans le sujet qui
et nous montrer leurs rapp.orts d amitie. ff h' . s'aimant des lors en tant qu'il réalise plus ou moins l'absolu du bien, s'aime d'un
. 1 hé . . hardienne s'en a ranc it peu a
285 Cfr. Ibidem: "Saint Thornas, partí de a t eone nc , nour désintéressé."
dans la Somme, l'augustinisme triomphe". . .' '. Cfr. Ibid., 71: "C'est une opinion généralement admise que la théologie trinitaire de saint
286 A ' 1 donde explica la procesión desde el pnncipro de la duahd.ad:
SI en e 3' "amor semper ponit complacentlam amantis m d'Aquin est ranger exclusivement dans la courant dit occidental dont elle serait méme
á

amato": cfr. J Se~t.,. 10, q..,:., a. r' trahit se in illud et conjungit se illi quantum la quintessence. Cette opinion nie le caractere «personnel» de sa théologie trinitaire et la
Quando autem aliquis pla~et SI ¡ m ~ lqU~ amor habet rationem uniendi amantem et avant tout comme une théologie de l'essence."
ita ut illud efficiatur suum; et inde es quo d rocessionis habet ut sit unio Patris et Esta es la tesis final de: A. MALET, que se puede expresar así: ib., 95: "Pour marquer le
quia Spiritus sanctus ., ut amor, ex ~p . CEG p.2 c. 29 (20 -24) y RACVIJI, de la nature au suppót, saint Thomas use constamment des catégories logique et
ve z también la breve mencion de: DV, q. 4mo , a. ,en. , d '.
. 1 t secun anas. étaphysique de la prédication et de l'avoir: la nature est attribué au suppót, la nature es!
(380) Exceptuando el Scrlptum, e res o son isseuee par le suppót, Cette conception du rapport nature-personne est absolument conforme
. . . CG 1 4 e 19 (n 3563): "necesse est á

287 Así lo encontramos por vez pnmeraen. ,. ,:. . n: CRF e 4 (55 .défínition que nous avons donnée de la personne comme sujet ultime d'attribution de tous les
primo et principaliter suam bonitatem et selpsum amet , luego e . ,. qui constituent un étre et done au premier chef, de sa nature."
a. 9; CT, l, c. 45 (75); J, q. 37, a. 1.
La interpersonalidadfundamento del amor 177
176
Amor es nombrede persona

La mayor fuerza del argumento está en la constitución de la


de interpersonalidad fundante en la doctrina trinitaria del Anzélico.
taridaa "amante-amado". Y el modo exacto de definirla es a modo
lo que vamos a a que se como "amatum in amante", y con
Así nos presenta el Anzélico la procesión amorosa en Dios:
ferencias explícitas a la causalidad del amado 294 .
"El objeto propio de la voluntad divina es su bondad, por eso Podernos, entonces. resumir el razonamiento de esta manera. Si
es necesario que Dios ame en primer lugar y principalmente su de la según el modo propio de la voluntad se
bondad y a si mismo. En cuanto se ha mostrado que les la referencia necesaria a la bondad divina (su misma
necesario que el amado esté de algún modo en la voluntad del , pero el término de la voluntad no en la sino
amante, Dios se ama a si mismo: es pues necesario que el personaliza en la referencia personal "a sí mismo" se define
mismo Dios esté en su voluntad como el amado en el amante. de la amado en el aquí
El amado está en el amante en la medida · en que .se le ama;
,,292 tismo concepto de bondad alcanza plenamente
amar es un cierto querer; e1querer de D lOS es su ser . directamente personalísta de argumentar supone
si se ve con superación de la semejanza lU'lH1<H,
delic<3.d'lm 1ent.e la estructura del amor que hemos estudiado. todo, la unión entre personas?"
central es la dIíere:ncla que se a de la mención! personal y no una unión esencial precisamente
"'IVn.nv> de amor":
"ama su bondad" suam bonitatem")
Es una diferencia que sólo
distinción de los dos del amor: la bondad divina actúa
"bonum" y el "sí actúa como "amato", Es la línea dmamíca encuent.r~ hasta 8 veces e~presamente y otras dos implícitamente en el Compendium; y
del "amor a sí y no la del bien la que el argumenté explícitas, y tres implícitas en: J, q. 37, a. 1. Las referencias implícitas se tratan de
iliéilcÍ()ne,sque.atañen al mismo dinamismo entre el amante y el amado: de atracción en el
de la del en el amante" , de umon en la Summa.
nmans-amato" , cuya se este mismo motivo prefiere hablar de "bonitas" (modo abstracto) que de "bonum"
el "velle". En Dios los cuatro elementos coinciden cfr. DP, q. 9, a. 9: "volendo bonitatem suam vult omnia quae vult u , ib ad 13'
ad 4; y ad 6. , . , . , ,
"esse", peTf<~ctarrlerlte demostrado que es la estructura
el libro cuarto de la Sumn:a Contra Gentiles el argumento de la presencia "ut amatum
y su int'erperson;ali<iad fundante la que de cobra una Importancia smgular en cuanto se extiende como ligazón lógica entre los
argumentación. . sunt quae de Spiritu Sancto dicuntur; 20: De effectibus
. Sancto In. respectu totius creaturae, y 21: De effectibus auributis
tuiSancto In Sacra Scriptura respectu rationalis creaturae, ad ea quae Deus nobis
292 CG, l. 4, c. 19 (n. 3563): "proprium obiectum divinae voluntatis est eius bonitas, estudio detallado de este concepto de presencia en: PRADES, "Deus specialiter
est quod Deus primo et principaliter suam bonitaten; et seipsum amet. Cum enim IS{Ji7Cti·s p"r gratiam", CIt., 172 -197.
ostensum sit quod amatum necesse est aliqualiter esse m voluntatis amantis; rpse autem D DP, q. 9, a: 9, ad 13,: "unumquodque amatur in quantum est bonum; unde cum una et
seipsum amat: necesse est quod ipse Deus sit in sua voluntate ut amatum in amante. Patris et Fl111 et Spiritus sanen, eodem amore, qui est Spiritus sanctus, Pater
amatum in amante secundum quod amatur; amare autem quoddam velle est; velle autem .. et Spmtu.m sanctum, et totam creaturam; sicut eodem verbo, quod est Filius,
eius esse.' Hemos elegido este texto como la expresión más completa de la prcicesión Filium et Spmtum. sanctum et totam creaturam." Por eso se puede decir: F.
Espiritu Santo, como lo reconoce: H.-F. DüNDAlNE, Renseignements t~chniques, "Q,uestlOns de théologie trinitaire, Presses de l'Université Grégorienne (Rorne
Thomas d'Aquin, Somme La Trinité. JJ: 1'~ Questions 33-43, Ed. de la L objet .de cet amour est, non seulement la bonté divine, ou le bien aimable
Jeunes (Paris, Tournai, Rome 397. Sigue esta e~plicacíón en: CT, ~, cc: 45 -50; y l'essence divine: ... L'objet spécifique de l'amour personnel est la personne en raison
37, a. 1; pero falta la mención de la como motivo del amor, que SI esta en: ib., a.
"inquantum Spiritus Sanctus procedit ut amor bonitatis primae, secundum quam Pater
omnern creaturam."
q. 10, a,.2, ad ll: ."quia amor, qui est intranea processio voluntatis, non est
voluntatis ve! voliti, sed quaedam impressio relicta ex voluntate in volito aut
293 Cfr. eG, l. 4, C. 21 (n. 3575): "Cum Spiritus Sanctus procedat per modum
unius ad alterum." Superan el argumento de la "similitudo": DP, q. 9, a. 9; ¿T, I,
Deus seipsum amat." En CT, se repite el "seipsum" hasta 5 veces, en 1, q. 37, a. 1 sólo 27, a. 4; y ad 2. Queda claro que se trata de una "unio personarum".
este desarrollo se comprueba la primacía de la persona en su actuación.
178 Amor es nombre de persona La interJ7ersorzal,idadfundamento del amor 179

"Se puede considerar al Padre y al Hijo o en cuanto convienen


en la esencia, y asi están unidos en la esencia; o en cuanto se "amatum in amante" es porque su acto de
lterlderse a sí (el es una el
distinguen en las personas y así están unidos en la conjunción
de amor"299 2°. La explicación sigue el dinamismo la de la
jluntald sin Al la polaridad "amans-amato" a de
Pero esta "unio se explica ahora a dl~;posit¡va de la - se asegura
constitución del acto de amor, y no como un presupuesto necesario COli1stltuclón del acto de amor que incluye en una única
de un amor ya constituido'?'. Se evita con este modo
.." en e 1 y el . El amor en su
argumentar todo "a priori teo leOglCO
. 301 .
j!iS:titlllción es uno, por de todos los dualismos 30 5 • El moverse
Con este podemos hacer una valoración fundante evita el hablar de "elección" de la Trinidad
lo que nos en el la dinámica interperson reservada a las divinas "ad
amorosa. En la tomista de la 'Irintdad podernos reccnoc vez, ha el pasar por alto el
dos esenciales de la estructura del amor que hemos expuest lo que a del
1° la entre el "amor sui" amans") y el amor al rla,Uteamiento trinitari o.
("amat suam bonitatem"); 2° la
al nivel fundamental a modo de
Comprobamos así cómo el Aquinate,
de la "eSpIr:1CÜ'm"
planteamientos terminológicos, ha integrado
implican la causaliíjadper,son''J1
Ambos elementos suponen la asunción de la interpersonalida
en el nivel que hemos fundamental.
se dos elementos J.-H. NICÜLAS, De la Trinité a la Trinité, Éd. Universitaires
soportan la arzumentación anterior: Suisse-Beauchesne "Aussi bien le prédicat Se que le sujet Deus
les deu:, Personnes en effet, n'est pas l'amour au sens
1°. Sólo desde esa . :XclUSI:de l'amour de soi (ccci, sans doute contre la conception de de Saint-
entender el "amor sui" como un amor "personal" il part de 1amour de SOl et ne cesse de l'incluire".
persona), distinto del amor natural hacia la 1, 37, a. l'. "ita ex hoc qUO?aliquis rem aliquis amat, provenit quaedam impressio,
eso tal "amor sui" no se en la bondad y su atracción, IWIUljUUr, ¡'el amatae In affectu arnantis, secundum quam amatum dicitur esse in amante". Cfr.
1 ;~Id. t'l:Ol~IL)U, a.c., 45 s.
modo de la presencia personal. En Dios su personal"
A. MALET, a.c., 141: "saint Thomas ne renie la théorie de Richard, d'Alexandre
~ Eloulav,enture sur la procession du mais ne la fit sienne qu'en fondant sur ses
assises théologiques: la personne et la nature."

299 1 Sent., d. la, q. un., a. 3: "Possunt enim Pater et Filius considerar! vel inquan
J.~H. NICOLAS, cit., 175: "une fausse piste: l'opposition entre
conveniunt in essentia, et sic uniuntur in essentia; vel inquantum distinguuntur in personis, de ~Ieu pour . et «amour mutuel du Pére et du Fils». Cette opposition S.
uniuntur in consonantia amoris." Cfr. DP, q. 10, a. 4, ad 11; 1, q. 37, a. 1, ad 2; a. 2. E a faite, de sorte qu'on trouve les deux explications simultanément dans un
du Potentia ...
conclusión propia del tomismo: cfr. A. MALET, a.c., 124: "Enfin -et ce~i est de
importance- de I'aveu méme de Penido, la grande tradition thomiste est unarume pour l'amour de Dieu pour soi-rnéme, tel peut le découvrir en théologie naturelle,
amour de Dieu imparfaitement connu.
avec Cajetan et Jean de Saint- Thomas, que le Saint-Esprit est l'amour mutuel du Pére et du
300 Cfr. G. MARENGO, a.c., 75 s.: "non si deve dire che lo Spirito e Amore in
fr. Bruno-M. SIMON, Essai thomiste sur la amicale, cit., 103: "il apparait
doit se fonder dans une similitude qui, a la fois, unie les amis et les
legame mutuo tra il Padre e il Figlio, bensi che tale legame égiusti~cato dal fatto"che lo c'est-a-dire dans une certaine unité dans distinction."
procede dall'unico atto di dilezione del Padre verso se steso e il Figlio, e VIceversa.
301 Que se achaca a Ricardo de san Víctor: cfr. M.T.-L PENIDO, a.c., 49: "le
CG, 1. 4, c. 19 (n. 3566): "Sed amatum in voluntate existit ut inclinans et
modo impelIens i~trinsecus amantem ipsam rem amatam"; 1, q. 27, a. 4: "quo nomine
aprioristique de ses preuves"; A. MALET, a.c., 156.
vitalis metro et impulsio designatur, prout aliquis ex amere dicitur moveri vel ímpelli
La interpersonalidadfundamento del amor 181
Amor es nombre de persona
180

la que se aman Escritura a veces omite la mención al Espíritu Santo es porque


Es . 308 de la procesión acto del Padre y del como unidos se
absolutamente necesana )biret'mtieJLlde el nexo de su unión amorosa'i'".
la persona Santo. el
Amor que ~s detrás de ello existe En conclusión a todo este apartado, podemos afirmar que en la
Angélico evite 309 al tr trinitaria de Santo Tomás se ven todos los elementos del
análisis cuidadoso de la estructura del amor . . 1 verdadero situados en su dinamismo primigenio. La mediación
la de la Junto con e
de la bondad; la polaridad "amans-amato" (presencia que
nrincinal de la mediación de la ~n ell~~tdo ddedla alteridad)":'; y el acto de Amor ("velle") que da la unidad a todos
firrna(;ioJLleS que de la dup 1C1 a e suietosf
encontramos a 1 anla(10;¡':aJ113Irlt,e, anteriores. De modo resumir
Es la del la que e que concepción con el siguiente esquema:
una alteridad con una sig;niJ:ic<lci'án
forma la por la cual se estructura la procesié
la polaridad
amorosa. se 1 1 \(lujme¡te di Costantinopoli e del 1550° anniversario del Concilio di Efeso. Roma. 22-26 marzo
pres(~n(;ia del "amatum in . Por eso conc uye e r: Editrice Vaticana (Cittá del Vaticano 1983) 943 s.
la relación entre el Santo y el Amor no es una mera atribució La primera vez que menciona este argumento es en: LBT, c. 1, q. 3, a. 4, ad 4: "Vnde sic
sino que su "Amor est nomen intellizendum: 'ut cognoscant te Patrem et quem misisti Iesum Christum', esse unum solum
et de Spiritu autem sancto tacet, quia cum sit nexus amborum, ex utroque
": luego se convierte en un lugar común: 12C, c. 1, lec. I (n. 10); ICA, c. 1, lec. I (n.
.' • tt , 36 a 1: "est autem proprium amoris, quo~ m~;eat
ad aliquid faclendu~ ,q. , ". Tomás abandona tanto la atribución c. 1, lec. 1 (n. 4); IlT, c. 1, lec. 1 (n. 5); IHE, c. 10, lec. 3 (n. 523); 1-11,q. 105, a. 2, ad 8;
voluntatem amantis 111 amatum. Sant~ l' de: CRF e (53 -61). Habla del amado 6, lec. 8 (n. 1004); c. 8,lec. 2 (n. 1156); c. 17, lec. 1 (n. 2187); IR, c. 1,Iec 4 (n. 73); IlC,
i O q. un., a. 4; o la esencia ista e. ,. I (n. lO).
Sen t., d . , 9 ( 3560)
"terrninus motus" en: CC, l. 4, c. I n. . expresión más corriente para hablar de esa función unitiva del Espíritu Santo es la de
d 20' "amor autem qui procedit secundum voluntatem, us" que siempre se interpreta como unión de dos personas. Además de las ya expuestas: cfr.
J08 Cfr. DP, q. 9, a: 9, ~.. ,; duobus se amantlbus" es una afirmación que recorre d. l O, un., a. 3; a. S, ex.; d. 11, q. un., a. 2, ag. 1; d. 31, q. 3, a. 1; yad 1; ad 5; d. 32, q.
duobus mutuo se amantibus. , el a 3 d 2' DP q 9 a 9, ad 3 S.C.; q. 10, a. 3, ad 1
roducción: cfr. 1 Sent., d. 10, q. un., a. ,a , ,.,' ad 4; p. 1, c. 9 (13); RACVfII, a. 25 (386); DP, q. 9, a. 9, s.e. [2] 4; q. 10, a. 2, ad
l5; a. 4, ad 15; y ad 19; CT, 1, c. 49 (12); 1, q. 36, a. 4, ad 1. .. . ad 11; 1, q. 37, a. 1, ad 3; q. 39, a. 8; Il-Il, q. 1, a. 8, ad 3. Son importantes las menciones
309 DP 9 9 S.C. 4: "ad amorem tria requlfluntur, scilicet amans, Id quod "nexus" directamente en un contexto dirigido al amor en sí: 111Sent., d. 27, q. 1, a.
Cfr. ,q., a. , . . . 1 d T' it Duo autem mutuo se amantes, sunt <lUL., 1-11, q. 25, a. 1; q. 26, a. 2, 2.
ipse amor, ut Augustll1US dicit 111 Vll e nn Spiritus sanctus." El texto original de la atribución es de: AUGUSTINUS, De doc. christ., 1,5,5 (CCSL 32, 9): "In
st'
Filius; amor autem qUl . est er~~ ~:xr~C~L 50 290 s.): "Ecce tria sunt, amans et in filio aequalitas, in spiritu sanctu unitatis aequalitatisque concordia, et tria haec
AUGUST1NUS, De Trz~ltat~, ' . , ' unt amans et ~uod amatur et amor."; cfr. ib., 9, 2, omnia propter patrem, aequalia filium, conexa omnia propter spiritum sanctum";
amatur et amor. ... Et IIlIC igrtur tna ali '. d o tria sunt ego et quod amor et ipse amor. interpreta como "nexus" en: 1 d. 31, q. 3, a. 1; Y 1, q. 39, a. 8, ag. 2; y este ser
294: "Ecce ego qui h?c quaero cum ae~Ulna:r non est a~or ubi nihil amatur. Tria ergo al amor también por: S. AUGUSTINUS, De Trinitate, 8, l O, 14 (CCSL 50,
enim amo amorem nisr amant~mObarr;' e este modo de argumentar silencia toda me est ergo amor nisi quaedam uita duo aliqua copulans uel copulari appetens,
amans et quod amatur et amor. servese qu et quod amatur?": así se interpreta este texto en el sentido de "nexus" en: lJI
al "bonum". , . . . Cf DV 4 a.3: 27, q. 1, a. 1; UI, q. 26, a. 2, ag. 2.
Además de las referencias menores ~e caracter ncalrdlano;,. 1 ~ t 'd\O' q un.
310
. d' d bus procedit per vram vo untatis"; . en.,. , . , Alteridad de la cual la relación con uno mismo es un movimiento reflejo y por tanto
enim Sanctus, qui proce rt a uo , . DP q 9 a 9 ad 3 (rationes alias cfr. ffJ Sent., d. 28, q. 1, a. 6, ad 4: "Per operationem animee possunt accipi sicut
1; CEG, p. 2, c. 29 (20 -24); también las. encont~~::: :~iunta~is'ut'~o;" oportet quod proc ut unum, ita idem ut plum; quod contingit quando actus animre in ipsum agentem
[2] 4: "Spiritus vero sanctus, qui procedit per m b "'1 13 q I a 2' "ista processio dici ": d. 29, q. un., a. 3; 1, q. 60, a. 3, ad 3. Cfr. TOMÁS DE LA CRUZ, El amor y su
tib el etiam ex dicente et ver o , ,q. , . , . '
duobus se aman 1 us, v . x duo bus volentibus potest unus amor proc ndamento ontologico; cit., 56: "aun el amor de uno a si mismo requiere este pliegue del amado
modum voluntatis esse, quía per consensum e. d I mor entendemos además, que la de ser un acto directo e incomplejo, identificación inmediata del afecto
t do de argumentar a partir e a d
Des de nues ro mo. . . id 1 duplicidad de objetos de la volunta . mismo, amor de sí sólo se logra mediante un acto reflejo a través de un
mediación de la intebgencla es exigi a por a doblamiento del amante en y objeto del amor»; «yo» sujeto del amor en el orden
106 109 que aporta un extenso
311
1, q. 37, a. 1. Cfr. F. BO URASSA ,o.cL·'L R - d especulativa sobtü los nombre me constituyo en objeto mismo al considerarme un bien en el orden objetivo."; ib.,
" t . L CLAVE eflexion e
sobre el tema. Mas reClentemen e.. "' _ , . JI - rO 'Arwv. propio no es un acto directo de la voluntad al yo, sino rejlejo mediante el pliegue
Santo en Credo in Sanctum I!W¿I:UúJ ~u; VéUj.UX o -'uliVfTscrrlO sobre el bien del amante, que afectivamcnte es distinguido del amante mismo."
, . /J1teJ'nazional'edi Pneumatologia in ocasIOne del 1600 w
rn.rw;·eS5'O Teologlco
Amor es nombre de persona La interpersonalidadfundamento del amor 183
182

Padre éxactamente el motivo de este pero una evidencia mismo


Esquema Trinitario:
en el modo de entender la definición del amor que el Angélico
del Pseudodionisio: "Amor est virtus unitiva et concretiva'r'",
N