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STORIA E STORIOGRAFIA DELLA MUSICA II

periodo storiografico tra il 18° e 19° secolo,

MOZART
Oltre alla sua importanza, Mozart è uno di quelli che forse più di tutti è davvero stato un compositore importante per
tutti i generi musicali. Mozart ha inoltre scritto concerti e composizioni per quasi tutti gli strumenti.

Uno storico tende solitamente a distinguere la prima dalla seconda metà del ‘700. Si tende a considerare la prima metà
come facente parte ancora del Barocco. Bukofzer propose una periodizzazione nel libro “Musica Barocca”, che a
differenza dell’arte e della letteratura, che fa partire il Barocco dal 1600 fino alla morte di Bach (1750), basandosi sulle
sue conoscenze. Egli ritiene che certi elementi caratteristici della musica europea del 600 continuino ad essere presenti
anche nella prima metà del ‘700. Questa idea oggi è meno condivisa. Ad esempio l’Opera Buffa è un richiamo della
seconda metà del ‘700, a differenza dell’Opera Seria, tipica del 600. Intorno al 1710 abbiamo i primi esempi di Opera
Buffa, profondamente diverso dall’Opera Seria, sia dal punto di vista dei personaggi e delle scene, che dalle musiche.
Un altro elemento sviluppatosi nella prima parte del ‘700 è il concerto pubblico.
Alla fine del ‘600 in ambito strumentale abbiamo la nascita del concerto solistico, che trovò affermazione nella prima
metà del ‘700.

La seconda metà del ‘700 è un periodo abbastanza particolare per la storia della musica. Gli storici lo definiscono con il
termine “classicismo”. Le prime riviste vennero fondate nel 1798 – 1799.

Una delle caratteristiche che caratterizzano lo stile galante è: l’attribuzione alla musica strumentale di contenuti
affettivi, che esisteva già dal 1500, ma che per tutto il ‘600 era stata applicata in ambito vocale, quindi contenuti
affettivi presenti nel testo.
In quasi tutti i trattati della seconda metà del ‘700 vengono chiariti i valori degli affetti, parlando però dell’uso dei vari
timbri, delle alterazioni, degli abbellimenti, delle dinamiche.

In Francia quello che caratterizzava il teatro francese erano il teatro di Lulli, Cambra, cioè i generi della commedie
ballet e la tragedie.

Opera basata su soggetti antichi classici, su opere letterarie molto famose, anche più recenti, ma comunque classiche.
Per esempio “Idomeneo Re di Creta”, opera seria di Mozart, “La clemenza di Tito”. Quindi vicende tratte dall’antichità
romana e greca oppure testi illustri, con grandi eroi, vicende eroiche. A questo corrisponde una musica nell’opera seria
basata sulle forme chiuse. Di solito le opere sono in 3 atti, a loro volta suddivisi in scene, musicalmente divise in
recitativi e arie. Nel recitativo non abbiamo una continuità melodica, non c’è un tema, ma è quasi un parlato
intonazione e altezze scritte. Nell’aria invece abbiamo l’orchestra, un tema, un andamento ritmico regolare, una
struttura formale che spesso è l’aria con da capo (ABA) e soprattutto si ha il bel canto, cioè un canto virtuosistico,
molto ricco di abbellimenti.

L’opera Buffa invece nasce intorno al 1700 a Napoli ed è tutta un’altra cosa. Di solito è una storia entrata nella
contemporaneità, con protagonisti personaggi non famosi, ma inventati. Certi personaggi hanno un valore simbolico,
rappresentano dei valori sociali. La trama dell’opera Buffa è di solito un matrimonio ostacolato. Dopo molte avventure,
imbrogli, scherzi si riusciva a fare.
Nell’Opera Buffa non abbiamo il bel canto, raramente. Dal punto di vista formale un elemento caratteristico è il
concertato finale, che sta alla fine dell’opera o alla fine di ogni singolo atto, perché prevede la partecipazione di tutti o
quasi i personaggi dell’opera che spesso entrano in scene uno dopo l’altro, al contrario dell’aria che è un momento di
stasi.
Se nel testo cambiano le parole, anche la musica cambia, quindi non abbiamo una forma musicale. L’articolazione
musicale è molto duttile, ci sono frasi brevi. Nell’opera buffa ha più importanza l’abilità in scena che quella vocale, al
contrario dell’opera seria. Gli eroi positivi nell’opera buffa sono i servi o i borghesi, non i nobili.
Opera Ballet, un’opera in cui prevale la dimensione coreografica. L’elemento scenico del teatro francese è molto
importante, si hanno belle scene, balletti, è molto sfarzoso, ricco. Rispetto a tutto questo nel 1752 abbiamo un fatto
importante: la “Querelle des Buffons”, venne presentata la Serva Padrona di Pergolesi, già presentata a Parigi, ma
senza suscitare rivolte.
La francia era antimonarchica, in grande crisi politica e sociale, era in grande tensione a livello economico, sociale e
politico. Venne pubblicata la prima enciclopedia da Diderto e Da Lambert.

Il teatro tradizionale francese è considerato da De Lambert e Diderot come fasullo, che rappresentava solo il
divertimento di corte, del re.

MUSICA STRUMENTALE:

Ci sono alcune caratteristiche che determinano la produzione strumentale della seconda metà del ‘700.
Nella prima metà del ‘700 da una parte in Italia c’è ancora la sonata a tre e il concerto grosso, mentre nella scuola
francese si sta affermando la Suite di danze. I compositori tedeschi o scrivono musica strumentale per organo da
chiesa, o sonate a tre o due o le suite di danze.
Nella seconda metà del ‘700 invece c’è una grande differenza: la suite non esiste più, ma si trasforma in SONATA.
Nascono invece le serenate, la cassazione (deriva da Gasse che significa strada in tedesco, significa quindi musica di
strada), i divertimenti (significato diverso dalla fuga che sono le modulazioni, ma significa spasso, intrattenimento
musicale, per piacere e diletto, es. Eine Kleine Nachtmusik). Queste sono musiche che di solito venivano scritte per un
piccolo organico che sta a metà tra un orchestra sinfonica e un gruppo da camera, 8-10 strumenti, spesso sono fiati,
ma anche archi.
Normalmente i divertimenti, le serenate e le cassazioni hanno più di 4 movimenti, per questo assomigliano alla suite.
Spesso abbiamo tanti movimenti, 6, 7 o 8 però brevi, formalmente semplici. Questo perché la musica non è fatta ne
per la sala da concerto (orchestra) ne per una stanza, ma per accompagnare feste, ricevimenti o all’aria aperta.

Nella seconda metà del 700 la SINFONIA (composizione per orchestra in 4 movimenti) viene molto utilizzata dai
compositori. Essa deriva da generi musicali precedenti come il concerto pubblico e la suite.

SINFONIA CLASSICA:
- adagio / allegro: deriva dalla suite, ma l’adagio non ha più un ritmo puntato e l’allegro è in forma sonata, non più
allegro fugato
- adagio / andante: deriva dal concerto solistico italiano
- minuetto con trio: deriva dalla suite, movimento che di solito era messo prima della giga, il trio è il secondo minuetto
che è stato inglobato.
- rondò: non è una danza originaria della suite, ma è comunque una danza, ha anche in comune il fatto di avere i
ritornelli (ABACADA…). I movimenti del concerto solistico hanno i ritornelli, in cui il solista propone delle variazioni
virtuositiche sul tema.
La differenza importante è che questa è musica solamente da ascoltare (la musica di danza serve per danzare, la
musica vocale serve per pregare).
Questa musica ha senso in una sala da concerto, nata per questo.

Per quanto riguarda l’ambito sinfonico abbiamo anche il CONCERTO. Nella prima metà del 700 esistevano almeno due
tipi di concerto: quello grosso e quello solistico. Quello grosso deriva dalla sonata a tre da chiesa e da camera, mentre
il solistico nasce a fine 600/ inizio 700 ed è pensato per il concerto pubblico, perché mette in risalto la bravura
dell’interprete, il virtuosismo. Nella seconda metà del 700 i concerto grosso scompare.
Il CONCERTO SOLISTICO della seconda metà del 700 ha la stessa struttura della sinfonia classica tranne il minuetto.

MUSICA DA CAMERA:
Il clavicembalo viene sostituito dal pianoforte per la maggior potenza sonora, necessaria per le sale da concerto più
grandi, anche se il pianoforte era già stato inventato alla fine del 600.
Nasce il quartetto, ma anche il trio, quintetti e sestetti per archi o sostituendone uno con un pianoforte o un fiato. Il
basso continuo perder la sua importanza e scompare. La tastiera passa da accompagnatrice a strumento solista e
melodico. Nelle nuove composizioni tutti gli strumenti possono agire contemporaneamente in maniera omoritmica,
oppure si alternano il ruolo uno alla volta di solista e accompagnatore.

Lo schema formale fondamentale è lo stesso in quasi tutti generi. La forma sonata non deriva da schemi precedenti. La
differenza qualitativa e quantitativa che la forma sonata classica rappresenta rispetto ad altri stili del periodo è
l’estensione e l’articolazione che sembra emulare il discorso verbale.

LO STILE GALANTE:
Nasce durante il 700, ma rimane anche nel secondo 700. La musica di questo periodo è caratterizzata da un uso dei
vari elementi del linguaggio musicale con intenzioni anche affettive. Anche se non siamo anche nell’epoca del
romanticismo, ci sono compositori ma anche scrittori che dicono che anche la musica strumentale, non solo quella
vocale ha come primo scopo l’espressione di affetti, attraverso l’uso di determinati strumenti, colori e timbri.

MOZART:

Nasce nel 56 e muore nel 91. Gli anni importanti della sua vita furono gli anni 60, 70 e 80 del 700. Muore a 35 anni. Gli
anni 60 sono gli anni dell’enfant prodige, figlio di musicista. Leopold Mozart educa i figli alla musica, capendo che i due
figli erano due talenti in quell’ambito. Durante gli anni 60 li porta in giro per le capitali europee a suonare nelle corti
più importanti, conoscendo i più importanti personaggi dell’epoca, tranne l’Italia.
Durante gli anni 70 Mozart non è più un bambino. Durante questi anni fa tre lunghi viaggi in Italia, in cui fa concerti,
ottiene scritture, compone opere per i teatri a Milano e Roma, gareggia con vari musicisti importanti. A questo inizio
molto promettente, si oppone un mezzo fallimento, nel senso che Leopold avrebbe voluto che Wolgang diventasse un
compositore in un teatro fisso.
Alla fine del 72 tornano a Salisburgo, perché gli ingaggi che ottiene sono legati a opere singole. Dopo alcuni a lavorare
per il principe vescovo di Salisburgo, nel 78 decide di tentare di nuovo la fortuna andando a Parigi con la madre, anche
se il padre non voleva. A Parigi non era più però un bambino prodigio, per cui non era facile fare carriera, anche se un
ottimo musicista. Durante il viaggio muore la madre, per cui è costretto a rientrare a Salisburgo, dove rimase per altri 3
anni, vivendo in maniera sempre più frustrante.
Gli ultimi 10 anni della sua vita sono i più importanti, quelli vissuti a Vienna, in cui si sposò, ebbe 6 figli di cui 2
sopravvissero. Scrive opere in tutti i campi, sperimentando la condizione di musicista indipendente, cioè non
dipendeva da una cappella ecclesiastica o di un principe.

Il singspiel e l’opera italiana, nonostante siano diversi, hanno dei tipi caratteristici, come succede nel cinema comico,
nel musical, che rappresentano degli uomini con caratteristiche particolari, che si ripropongono in più opere.
In Mozart ci sono invece personaggi “autonomi”, sia dal punto di vista musicale che di personaggio. Mozart non si
preoccupa di caratterizzare i personaggi secondo tipi prestabiliti o ricorrenti, ma piuttosto chiarisce i moti dell’animo
che provocano e condizionano l’azione drammatica.
Cambia anche il colorito orchestrale, che riprende la musica turca (grancassa, piatti, triangolo e ottoni).

Tra il 1782 e il 1786 scrive 15 concerti per pianoforte a Vienna, con struttura formale in 3 tempi.

LA MUSICA SACRA:

E’ il più antico della musica europea, inoltre è poco conosciuto il repertorio sacro scritto da Mozart. Difatti oltre al
Requiem ha scritto anche altre 18 messe. E’ un nucleo di opere che comprende il Requiem (incompiuto perché morì
prima della fine) e altre che sono molto importanti (Ave Rerum…).
La Grande Messa del 1783 rimane incompiuta e nonostante quello dura circa un’ora. Non è stata scritta d’ufficio, ma
nasce come sua personale iniziativa, legata anche all’imminente matrimonio con Kostanze. Essa indica la fine del suo
lavoro a Salisburgo, presenta anche caratteristiche stilistiche molto originali. Anche un altro brano, il Kyrie dell’81
presenta caratteri molto originali.
Prima del requiem si trovano molte cose anche di importante rilievo. Nell’ultimo decennio c’è stata infatti una
particolare attenzione rivolta alla produzione di musica sacra di Mozart. Giovanni Carli Ballola dedicò una biografia a
Mozart (anni ‘90).
Kyrie K341
Mozart utilizza l’orchestra più grande che aveva mai utilizzato (flauti, oboi, clarinetti, fagotti, trombe, 4 corni, timpani e
organo, forse tromboni). Nel Kyrie è assente la polifonia, il contrappunto imitato (quasi scontato per tradizione nella
musica sacra), gli elementi barocchi ma dava molta importanza alla dimensione sinfonica e meno a quello della chiesa.
E’ inoltre presente il coro senza i solisti, è come se fosse uno strumento.

Messa in DO minore K427 o K417A:


Ha un carattere completamente diverso rispetto al Kyrie. E’ stata composta tra il 1782/1783. E’ l’opera più vasta e
impegnativa della sua produzione, non solo per le dimensioni, nata da un impulso interiore, ma anche come dono
all’amata Kostanze (soprano, sua moglie, nella prima produzione). Questo fu inoltre l’ultimo periodo del periodo di
Mozart a Salisburgo. La messa è incompiuta, ci sono tutte le parti normali della messa, ma manca l’Agnus Dei, e il
Credo è solo musicato in due parti (prima coro, poi soprano solista) invece che tutte. Il Gloria è fatto di 7 brani, più
ampio rispetto ad altri compositori. E’ paragonato alla Messa in Si minore di Bach e la Messa Solenne di Beethoven.
Prima di ora Mozart doveva rispettare le regole del Principe di Salisburgo che voleva la musica sacra come semplicità e
brevità.
Al contrario del Kyrie, è presente in modo massiccio il contrappunto imitativo appartenente alla tradizione barocca
precedente (rimasto più a lungo nella musica sacra che profana, ma comunque un residuo presente in Bach, Handel
nella prima metà del ‘700, ma veramente poco presente nella seconda metà del ‘700), ci sono riprese da Bach e
Handel, la sintesi presente in questa messa, non esclude però neanche l’uso dello stile monodico accompagnato
(permette di esibire le qualità vocali degli interpreti). Mozart compone sempre in relazione con il testo, ad esempio nel
Kyrie in un primo momento in cui si rivolge a Dio Padre è corale, in stile severo, imitato, la seconda parte invece, in cui
si rivolge a Cristo si passa al soprano, con una bella melodia, simile a un’aria, tempo lento. E’ evidente l’alternanza tra
accordi pieni e possenti e passaggi contrappuntistici, delle aree solistiche a una, due o tre voci. Anche l’orchestra ha un
ruolo importante, soprattutto da un punto di vista affettivo.
In ogni brano c’è un’idea che lo caratterizza.
A partire dagli anni ‘80 si emancipa dal vescovo e dal padre. Anche sul piano della produzione si nota in Mozart una
maggior autonomia nelle decisioni.

IL TEATRO

Il teatro mozartiano è considerato un nucleo particolarmente importante all’interno della sua produzione, sia per la
quantità e qualità di queste opere, ma anche perché sarebbero teatrali anche alcune opere non scritte per il teatro. La
sua produzione teatrale sono anche le più importanti del ‘700, ma anche forse quelle più importanti da sempre.
Nel contesto del teatro musicale dell’epoca Mozart usa i modelli tipici per quanto riguarda generi, modelli formali,
stilemi, ma al tempo stesso in molte delle sue opere, specialmente in quelle del periodo Viennese, si trova qualcosa
che lo distingue.
Il contenuto teatrale di molte opere in vari casi sembra davvero essere molto al di sopra nell’intenzioni dell’autore di
quello che era il contenuto medio di un’opera teatrale musicale appartenente a un determinato genere.

L’opera buffa era all’epoca uno spettacolo divertente per il pubblico, Mozart la chiamò “dramma giocoso”, di facile
esecuzione.
Anche il singspiel, che era un genere teatro nato e destinato a teatri popolari. Anche in questo caso il soggetto tipico è
una fiaba, non un soggetto serio, con delle ambizioni.
Nelle tre opere scritte con Da Ponte e nel Flauto Magico invece non è così. Si dice che Mozart era responsabile anche
della realizzazione del libretto, il librettista scriveva il libretto, ma il compositore decideva il tema dell’opera.

Le nozze di figaro, nonostante sia una commedia brillante, presenta anche altri due elementi dal punto vista teatrale:
utilizza un testo che pochissimi anni prima era stato presentato in Francia come testo di Beau Marchais non musicato,
in prosa, che aveva suscitato molti scandali, perché ritenuto irrispettoso nei confronti della nobiltà.

Altro aspetto importante è la ricchezza e la varietà dei personaggi e le situazioni in cui i personaggi si trovano.
DON GIOVANNI
si tratta di un’opera anomala per quanto riguarda la classificazione. Ci sono aspetti che corrispondono a quelli
dell’opera buffa, non sono assenti gli elementi comici (Le Porella). Nel concertato finale i due protagonisti si insultano
cantando con ampi intervalli e ritmi irregolari.

COSI’ FAN TUTTE


Si tratta di una scommessa.
Mozart propone qualcosa che va oltre il normale livello di tematiche, contenuti, teatrali e drammaturgici, di un’opera
buffa o di un singspiel. Apparentemente è una fiaba, che poi si trasforma in una parabola massonica.
Le composizioni di Mozart si basano su due principi:
- un’uso molto più ampio del concertato finale (Nozze di Figaro, 4° atto, Don Giovanni), in cui ci sono anche tutti i
personaggi, è un’aria d’azione in cui succedono molte cose con momenti musicali collegati alle scene. Normalmente
duravano 5/6 minuti, con Mozart arriviamo anche a 20 di concertato senza recitativi;
- caratterizzazione musicale dei personaggi.

SINFONIA JUPITER K551


E’ un’opera di spaventosa complessità ma anche di assoluta facilità di ascolto. Molto ricca nella
quale si concentra il lavoro di Mozart e altri compositori. Unisce da un lato un’incredibile
capacità tecnica dal punto di vista formale e artistico, ma anche dal punto di vista affettivo e
emozionale.
Primo tempo: ci sono tre temi, con esposizione, sviluppo e ripresa.
Secondo tempo: forma binaria
Finale: in forma sonata, fonde la forma sonata e il contrappunto imitato (fuga a 5 soggetti)

Mozart anche in questo caso non sconvolge le regole, ma sono personali. La storia del primo
movimento della Jupiter comincia con un primo tema grandioso, trionfale, con delle volatine
quasi glissate, basato sull’alternanza tonica-dominante, con un carattere affermativo,
allegramente trionfale. Poi abbiamo un ponte modulante con dei cromatismi e il secondo tema
che all’inizio sembra dolce, molto settecentesca, con progressioni, appoggiature, ma a un certo
punto, quando potrebbe chiudere, diventa in minore, drammatico, cambia armonia, sembra
come un’opera di teatro, cosa non normale per essere un secondo tema, alla fine però ritorna
alla conclusione normale, concludendo il secondo tema in maniera apparentemente
provvisoria, ma in realtà la coda arriva subito dopo, costituita dalla citazione del tema che
aveva scritto per un’aria buffa per un basso. Da ciò parte tutto lo sviluppo, basato sul tema
della codina buffa, utilizzato in maniera serissima, attraverso l’uso di un contrappunto molto
severo.
E’ presente un passaggio cromatico dei fiati che crea una forte dissonanza.
Il quarto movimento è considerato il più strano di tutta la sinfonia. E’ in forma sonata, la prima
parte composta da esposizione e riesposizione, con la particolarità che troviamo l’uso
frequentissimo di procedimenti contrappuntistici, canoni, imitazioni.

CONCERTI

Molti dei concerti di Mozart hanno segnato la storia dello strumento al quale sono stati dedicati,
per esempio i 23 concerti per pianoforte (molti di questi sono importanti), scritti in gran
parte per lui stesso, come pianista di Vienna e in realtà i primi veri per concerti per pianoforte
di tutta la storia pianistica, ma anche il concerto K622 per clarinetto, che presenta
caratteristiche non comuni, considerato uno dei vertici della letteratura concertistica dello
strumento, è anche uno dei primi concerti scritti per clarinetto, nato da poco. Ci sono anche i
due concerti per flauto, uno dei quali è una trascrizione di un precedente concerto per oboe e
uno per flauto e arpa, i 4 concerti per corno, scritti su richiesta di un amico, la sinfonia
concertante per strumenti a fiati. Ci sono anche molte composizioni per strumenti ad arco,
specialmente il violino, ma non scrisse niente per violoncello. Uno dei più importanti è la
sinfonia concertante per violino e viola e altri 5 concerti per violino, il più importante dei quali il
concertone per violino e orchestra. Mozart suonava molto bene anche il violino.
Il concerto K219, che risale agli anni di Salisburgo, di fine anni ‘70, presenta come primo
movimento un Adagio, con una frase e poi attacca l’Allegro, cosa normale nelle sinfonie ma non
nei concerti. L’ultimo movimento è un Rondò, con un sacco di variazioni, a un certo punto ce
n’è in stile popolare, riconducente al turco, ma soprattutto il finale è un po' strano, perché il
concerto finisce con un arpeggio ascendente del violino da solo in piano.

SINFONIA CONCERTANTE K364


E’ una sinfonia concertante per violino, viola e orchestra. Per certi versi potrebbe essere
considerata più importante dei concerti per violino solo, sia per il dialogo con la viola, ma
perché si tratta più di un concerto doppio che una sinfonia concertante.
Nella sinfonia abbiamo un’orchestra che suona in maniera prevalentemente corale, magari
alternando le varie sezioni, senza solisti che emergono in modo particolare. La sinfonia
concertante l’orchestra è importante e anche il solista è importante. In realtà in questa sinfonia
concertante i due solisti predominano sull’orchestra che si limita a fare da sostegno,
accompagnamento, introduzione.
E’ stata scritta alla fine degli anni ‘70 a Salisburgo, alla fine di questo periodo, subito prima del
trasferimento a Vienna.

Mozart ha una ricchezza, una varietà che ha delle motivazioni. Nella musica sacra ad esempio il
testo è un buon indizio per capire le idee musicali che Mozart usa. La sua è una ricchezza che si
esprime soprattutto secondo una grande capacità di inserire divagazioni, idee secondarie che
portano anche fuori strada ma poi rientrano.

QUARTETTO DELLE DISSONANZE K465


E’ un quartetto particolare per due motivi: fa parte di un ciclo di 6 quartetti, di cui è l’ultimo,
che hanno un’importanza fondamentale tra le opere perché sono stati pensati e scritti da
Mozart come sua iniziativa alla quale lui ha dedicato un tempo estremamente lungo (3 anni),
fra il 1782 e il 1785, oltre al fatto di averli fatti pubblicare (cosa che succedeva raramente) e di
averli dedicati a Haydn, che era l’autorità indiscussa all’epoca del quartetto e della sinfonia,
volendo rendere omaggio al maestro e facendo vedere anche la grande capacità di Mozart.
Una volta la musica da camera non era musica da concerto, ma musica da suonare
divertendosi, musica privata al massimo da fare sentire a qualche persona, per questo in molti
casi era musica semplice o contengono elementi giocosi e popolari.
In questo quartetto di Mozart abbiamo un contrappunto imitato, una ricchezza di accordi
dissonanti, difatti veniva considerato di alta difficoltà. E’ informa sonata e si nota molto la
traccia di Haydn.

MOZART
LA VITA:
Salisburgo, 27/01/1756 – Vienna, 5/12/1791
- dal padre ereditò le doti musicali, l’intelligenza e la capacità di osservazione, coscienza del
dovere, perseveranza nel raggiungimento di un fine, impegno nel lavoro, ma anche un
atteggiamento contraddittorio, un’insieme di socievolezza e ritrosia. Dalla madre invece, Anna
Maria Pertl, che fece da mediatrice tra padre e figlio, prese la ricchezza di fantasia e di
sentimenti, l’ironia e la giocondità.
- già da piccolo aveva un orecchio infallibile e un’ottima capacità di apprendimento. Fu
influenzato dalla cappella di corte di Salisburgo (polifonia barocca, oratori e stile galante
napoletano), a 5 anni comparve la prima volta sul palco come corista. Fu molto influenzato
anche da Michael Haydn, per le sue sinfonie e le opere teatrali.
- tra gli anni 1762 e il 1766 Leopold Mozart porta i figli, “prodigi di Dio”, nelle corti di Monaco e
Vienna, a Passau e Bratislava, Augusta, Francoforte, Parigi, Londra, Amsterdam, L’Aia. Qui
Mozart vede per la prima volta l’opera italiana, furono ammirati dall’aristocrazia e conosce la
tecnica pianistica di Wagenseil. I due fratelli si esibiscono con il pianoforte, il clavicembalo, il
violino e il canto. Durante tutto il viaggio incontrano i più grandi maestri europei. Nel 1764 esce
la prima opera stampata di Mozart, le Sonate op. 1 e op. 2.
- nel 1767 la famiglia si sposta a Vienna e poi a Olmutz, sperando di evitare il vaiolo, ma i due
giovani lo contraggono.
- nel 1769 viene rappresentata la prima opera seria di Mozart, La finta semplice, composta nel
1768.
- tra il 1769 e il 1773 Mozart e il padre compiono tre importanti viaggi in Italia. Nel primo
Mozart crea tutte le basi per il suo sviluppo e la maturazione del proprio stile. Il suo credo
estetico rimane quello del bello stile, che subbordina il caratteristico al bello. La sua
maturazione si basa su tutta la musica occidentale europea: dalla polifonia rinascimentale, la
omofonia barocca, l’opera seria napoletana, l’opera buffa, la musica clavicembalistica, la
musica da camera strumentale italiana. Durante il terzo viaggio la rappresentazione Lucio Silla
a Milano non piace, non per ragioni estetiche, ma per l’ordine dell’imperatrice di “non prendere
in considerazione l’impiego di gente inutile come questo Mozart”.
- tra il secondo e il terzo viaggio i rapporti con il nuovo principe si guastano per le numerose
assenze di Mozart (Konzertmeister della cappella).
- il decennio successivo della vita di Mozart è caratterizzato da contrasto tra la posizione
sociale del musicista e l’ottemperanza alle leggi particolari del suo genio in via di sviluppo.
- nell’estate 1773 Mozart e il padre ripartono per Salisburgo. A Vienna poi ottengono l’incarico
di far musica nelle chiese e nelle case borghesi, perché l’aristocrazia non si trovava a Vienna,
quindi tornano a Salisburgo.
- nel 1774 Mozart va a Monaco, dove rappresenta per la prima volta l’opera buffa La finta
giardiniera, che ha un notevole successo e dove ha luogo anche la competizione pianistica con
Ignaz von Beecke, che Mozart perse.
- nel 1776 le prime grandi ombre intervengono per oscurare l’illusoria felicità di Mozart. Le
opere raggiungevano già il numero di oltre 250. A causa di una domanda di viaggio, nel 1777 il
servizio presso l’arcivescovo viene lasciato.
- Mozart parte per un nuovo viaggio con la madre, prima a Monaco, poi Mannheim e infine
Parigi, dove si stabilisce, insegnando alle fanciulle dell’alta società e facendo concerti. Nel
luglio del 1778 però, la madre di Mozart muore ed è costretto a tornare a Salisburgo dal padre.
- maturato, Mozart si distacca per la parte artistica dal padre. In questo periodo nasce lo stile
personale di Mozart, grazie ai rapporti con l’orchestra di Mannheim, l’incontro con il cantante
Raaf, la conoscenza della prima opera in lingua tedesca, le impressioni dei concerti a Parigi e
l’incontro con Johann Christian Bach.
- nel 1779 Mozart torna al servizio dell’arcivescovo di Salisburgo. Poi l’arcivescovo lo manda a
Vienna. Come pianista e compositore ottiene grandissimi successi, riconquistando il cuore
dell’aristocrazia viennese e dandogli il coraggio di troncare i rapporti con l’arcivescovo, che lo
aveva accolto come servitù.
- come pianista, compositore e direttore si afferma presto in concerti proprio e altrui, nelle sale
viennesi e nelle riunioni private del prefetto della biblioteca di corte, ammiratore di Bach e
Haendel. Da qui trae origine la tendenza barocca dell’ultimo periodo creativo di Mozart. Nel
1782 ha grande successo la prima opera in lingua tedesca, Entfuhrung aus dem Serail.
- a Vienna Mozart gode dell’aiuto delle molte case editrici che promisero sicuri incassi.
- nel 1782 Mozart sposa la sorella di Aloysia (primo amore), Konstanze Weber dopo averla
rapita a causa dell’opposizione del padre. Hanno 6 figli, ma solo due sopravvivono: L’impiegato
statale Karl Thomas, che muore poi a Milano e il compositore e pianista Franz Xaver Mozart.
- gli ultimi quattro anni della vita di Mozart, durante i quali la sua arte giunge alla
perfezione, sono caratterizzati da successi sporadici, fallaci speranze seguite da gravi
delusioni. In questo periodo di disagio Mozart è aiutato dagli amici appartenenti come lui alla
Massoneria.
- durante il 1786 e il 1787 da lezioni ai suoi allievi più celebri: il bambino prodigio Hummel e
Ludwig van Beethoven.
- dal 1781 Mozart va via da Salisburgo, andando a Parigi e poi a Praga, dove le sue opere hanno
molto successo, come il Don Giovanni e nello stesso anno diventa compositore di corte di
Vienna come successore di Gluck.
- nel 1789, per le poche possibilità di concerti a Vienna, parte per Berlino. A Dresda si esibisce
avanti alla corte sassone e viene ritratto per l’ultima volta a matita da Dora Stock. A Lipsia
incontra l’allievo di Bach Johann Friedrich Doles. Il soggiorno berlinese però non frutta
economicamente e Mozart è costretto a tornare a Vienna. Dopo grandi difficoltà economiche,
gli viene affidato l’incarico di comporre Così fan tutte, per il teatro di corte. Viene poi nominato
secondo maestro di cappella di corte.
- nel 1790 intraprende un viaggio a spese proprie per l’incoronazione dell’imperatore a
Francoforte, ma nonostante i concerti e la ricerca di un ambiente favorevole, Mozart non ebbe
alcun risultato finanziario.
- durante questo periodo i suoi allievi furono Franz Xaver Suessmayr e Anton Eberl.
- con Die Zauberfloete e il Requiem, Mozart pone le basi per l’opera in lingua tedesca e per il
suo sviluppo verso il dramma musicale del sec. XIX e crea lo stile della musica vocale
romantica sacra.
- La clemenza di Tito, composta per l’incoronazione di Praga, viene accolta con freddezza della
corte, ma con favore dagli abitanti della città che applaudono Mozart anche come pianista.
- quando Mozart muore, la sua situazione stava per migliorare notevolmente, era stato invitato
a Londra dal direttore dell’Opera per un anno per comporre opere serie e un’opera buffa, aveva
importanti incarichi ad Amsterdam e importanti magnati ungheresi avevano assicurato il
mantenimento di Mozart.
- Mozart fu seppellito in una fossa comune. A Costanza fu assegnata una pensione e vengono
fatti concerti di beneficenza in onore a Mozart.

L’ESTETICA MOZARTIANA:
La carriera artistica di Mozart si evolve con gli anni. In un primo momenti rispetta i confini
stilistici posti nel periodo barocco fra musica teatrale, sacra e da camera. Poi comincia a creare
il suo personalissimo stile, non condizionato alle capacità di comprensione degli ascoltatori ma
informato unicamente alla legge delle intime esigenze espressive (arte di confessione). Con gli
incontri con i primi compositori del suo tempo divine l’araldo di una nuova era artistica. La sua
musica si ricollega al ricordi di Haendel e della polifonia italiana, alla sinfonia e all’opera buffa.
La sua formazione si deve anche all’incontro con cantanti, virtuosi e orchestre di primo ordine.
Grazie al padre aveva conosciuto le classi più elevate della società: pontefici, re e principi,
cardinali e diplomatica, ma anche borghesi e commercianti, nonché il popolo minuto. Inoltre
anche i viaggi in tutta Europa hanno molta importanza.
Tutto ciò permise a Mozart di rappresentare sulla scena le passioni degli uomini, di sostituire
vivi ritratti alle tradizionali maschere teatrali, assicurando a molti suoi personaggi l’immortalità.
Vienne e Salisburgo erano il punto di incontro fra le tre civiltà europee ed erano destinate a
portare la musica del periodo classico a perfetta maturità.
La musica di Mozart unisce la ricchezza e l’universalità dell’epoca barocca con i nuovi valori
puramente musicali di un fervore spirituale che nel clima romantico avrebbero trovato la
massima comprensione.
Il discorso mozartiano è caratterizzato da omogeneità e coerenza, che sembrano dar vita a
una trasfigurazione dell’elemento musicale, e da trasparenza e perfezione della forma, che
sembrerebbero annullare l’eredità storica.
La sua evoluzione si divide in tre periodi:
- fino al 1772: periodo di ricettività, dell’assimilazione sorprendentemente rapida dei mezzi
tecnici d’espressione.
- 1772-1781: Mozart procede in modo sempre più intenso e consapevole a una sintesi
stilistica personale.
- 1781-1791: la sua opera si si costituisce a simbolo della musica classica, risultato di un’alta
capacità creativa e di un’intensissima virtù espressiva.

LE OPERE DELLA PRIMA GIOVINEZZA:


- le prime composizioni, scritte all’età di 5 e 6 anni, sono dei minuetti e pezzi per clavicembalo
nello stile delle composizioni per dilettanti di Agrell, Fischer e Wagenseil, brevi prezi in forma
bipartita e tripartita, che rappresentano singolari sfumature melodiche di gusto del fanciullo
per l’eleganza della linea musicale e la piacevolezza sonora.
- Mozart scrive poi le prime sinfonie