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AVANZO AVANZO AVANZO

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24x4
ventriquattro progetti
X quattro avanzi urbani

AVANZO AVANZO AVANZO

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La chiesa sconsacrata dell’ex Collegio sant’Ambrogio, l’ex scuola
elementare di Cartabbia, l’ex lavatoio di Casbeno e l’ex roccolo
all’interno dei giardini pubblici di Varese. Quattro spazi abbandonati,
quattro “avanzi” urbani che hanno perso la funzione per la quale erano
stati realizzati e che, tuttavia, non solo sono custodi di memorie e
storie umane preziose che andrebbero altrimenti disperse, ma anche si
candidano a svolgere un nuovo ruolo nel dispositivo cittadino.
Quella di “avanzo” è una condizione nella quale si viene a trovare una
parte del patrimonio edilizio pubblico italiano, e non solo, a causa dei
profondi cambiamenti intervenuti nelle modalità d’uso degli ambienti
nei quali viviamo.

La grande sfida oggi per la cultura del progetto è di rimetterla a


disposizione del territorio, offrendo così la possibilità di avere nuovi
servizi in grado di rendere più accoglienti le città, senza ulteriore
consumo di territorio.
A rigenerare gli “avanzi” non servono ambiziosi e costosi programmi
di ristrutturazione, che finiscono poi spesso per non trovare le risorse
necessarie per attuarli. Servono interventi giudiziosi, provvisori,
reversibili, in grado di accogliere gli elementi di degrado presenti, dovuti
allo stato di abbandono, come un “dono” offerto al progetto per operare
adottando una modalità d’intervento che abbiamo chiamato design
del non-finito. Una modalità ormai diffusa in molte parti del mondo e
che nasce dall’esigenza di misurarsi con le condizioni di precarietà,
provvisorietà, transculturalità proprie di questo inizio secolo.

Cinquantadue studenti del corso di laurea di Design degli Interni del


Politecnico di Milano hanno accettato la sfida di proporre delle soluzioni
innovative per riconsegnare alla città di Varese queste memorie
preziose, altrimenti condannate ad essere abbandonate all’oblio se non
a scomparire.
Per ognuno dei luoghi scelti sono state individuate due possibili
destinazioni funzionali, quindi otto in tutto, alle quali sono state date
risposte differenti in base al linguaggio espressivo adottato. Ne risulta
un insieme articolato di soluzioni progettuali, un caleidoscopio di idee,
ventiquattro variazioni sul tema, messe a disposizione della città di
Varese per ragionare sul proprio passato senza troppa nostalgia e con
lo sguardo rivolto al futuro.
Mostra promossa dal Politecnico di Milano, CdL in Design degli Interni,
Lab. di Sintesi Finale, sez. I4
realizzata in collaborazione con il Comune di Varese, Assessorato alla
Pianificazione territoriale, programmazione e
realizzazione opere pubbliche.

Con il Patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Varese


e sua Commissione Giovani

Lab. di Sintesi Finale, sez. I4, A.A. 2018/19


Proff. Luciano Crespi, Anna Anzani, Barbara Di Prete, Giacomo Gatti
Cultori della materia Claudia Caramel, Fiamma Colette Invernizzi, Emilio
Lonardo, Federica Speroni
Coordinamento e allestimento mostra Ludovica Squillacioti

Studenti
Francesco Antonelli, Marta Arosio, Marta Bagnacani, Ylenia Barbera,
Diletta Beltramello, Anna-Hermine Blixt, Stefano Bracchi, Anna Buccarelli,
Eleonora Campana, Alessandro Ceccato, Elisabetta Comini, Milena De
Caria, Carolina Ines De Freitas, Samuele Di Filippo, Adriana Di Giorgio,
Kahaer Diliyaer, Marco Eugeni, Camilla Ferrari, Sara Ferrini, Alessandra
Frontini, Alessia Gardoni, Alice Gaudenzi, Chiara Giacomuzzo, Tommaso
Giardinieri, Francesca Girola, Alexandra Husaru, Liu Jieru, Elisa Lazzarotto,
Giorgia Leone, Giorgia Licari , Arianna Lottaroli, Xiaoran Ma, Beatrice
Maggi, Francesca Maggioni, Tianyi Mao, Letizia Melano, Clarice Mirandola,
Letizia Negri, Lucrezia Noseda, Riccardo Palomba, Gaia Panfoli, Federica
Piazzi, Francesco Pucciani, Martina Pumpel, Elisabetta Ralli, Lucia Ratti,
Gherardo RosatoRossi, Eleonora Rossi, Alessandra Rota, Maddalena
Silva, Mirco Sturlese, Maddalena Trojsi.