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2004
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
o
L'ANTIFONA DI INGRESSO
Dm TRA NOVITÀ E TRADIZIONE

1. NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE


Tropo di Introduzione 95
Ri vista del Centro Evangelizzazione
e Catechesi «Don Bosco» di Leumann (Torino) 2. EPIFANIA DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione 101
in collaborazione con la Facoltà di Teologia
dell'Università Pontificia Salesiana (Roma) 3. DOMENICA DI PASQUA
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma RISURREZIONE DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione 107

PROPOSTA DI MUSICA 4. DOMENICA DI PENTECOSTE


PER LA LITURGIA MESSA DEL GIORNO
Tropo di Introduzione 117
ISSN 0391 -5425
5. SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Luglio-Agosto-Settembre 2004
Tropo di Introduzione 123
Anno 59, numero 3

DIREZIONE
Massimo Palombella
Un iversità Pontificia Salesiana
Pi azza Ateneo Salesiano, I - 001 39 Roma
Tel./Fax 06.872.90.505
e- mail: massimo@ups.urbe.it

COLLABORATORI
- Musica:
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero
R. de Cristofaro - D. De Risi - V. Donella La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da un Ottetto vocale
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka composto da coristi della Cappella Musicale di Trinità dei Monti (Roma)
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell diretti da mons. Valentino Miserachs, preside del Pontificio Istituto di Mu-
I. Meini - V. Miserachs - L. Molfino sica Sacra di Roma.
R . Mucci - M. Nardella - M . Nosetti Co risti: Carla Ferrari (soprano) , Keiko Morikawa (soprano), Cristina
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani Nocchi (contralto) , Clementina Zarrillo (contralto), Adriano Caroletti
G.S. Vanzin - A. Zorzi . (tenore), Ermenegildo Corsini (tenore), Dario Colasanti (basso), Roberto
Valenti (basso).
Solisti: Adriano Caroletti, Ermenegildo Corsinj.
- Testi:
R. Bracchi - E. dal Covo lo - M. Mantovani. Organista: Juan Paradell Solé.
La registrazione è stata effettuata il 4 e 5 giugno 2004 nella Chiesa del-
- Musica-Liturgia-Cultura: l'Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini , Pi azza del-
\' Ateneo Salesiano, l ) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
L'Assemblea è stata formata da alcuni coristi del Coro Interuniversitario
M. Sodi - E. Stermieri. di Roma.
Tecnico del suono: Roberto Bellino.
Editing digitale e mastering : Studio OpenSound (via B. Cerretti, 32 -
© 2004 Espressione Ed izioni Musica li Roma) .
Tutti i diritti ri servati. Ingegneri del suono: Silvio Pi ersanti - Augusto Arena.
Coordinamento generale: Massimo Palombella.
... Ma questa Rivista va di male in peggio. è nostalgica poi chiamato "gregori ano", defi niscono in modo ch iaro
di un passato, pubblica musica che non serve a nessuno e un punto fenno: il suono trova piena dignità nel suo farsi
questa volta si mette addirittura con il gregoriano, icona "veicolo di significato" per il testo. La Chiesa ha inteso
perfetta di una Chiesa vecchia e soprattutto vera anti tesi rad icare la propria esperienza in questo ambito a parti re
della Riforma Liturgica del Conci lio Valicano l I. dal suddetto presupposto, nella convinzione che cantare
Potrebbero essere questi in sintesi i commenti di tante un testo liturgico significhi, prima di ogn i alrra cosa, prc-
pe rsone, non escluse quelle che si occupano concreta- sentame un 'esegesi. Allora la pronuncia sonora del testo
mente di Musica per la Liturgia. liturgico diviene l' occasione, colta dalla Chiesa stessa,
Ma all'i nterno di una precisa logica, i commenti sue- non tanto per fare buona musica, ma, prima di ogni altra
citati hanno motivo di esistere ed anche una loro intrinse- cosa, per spiegare le Scritture. La Parola può risuonare se
ca ragione. Infatti se la musica destinata alla liturgia deve viene ordinata al significa to che la tradizione esegetica in
avere le stesse leggi del "commerciale" non serve assolu- ambito ecclesiale le ha conferito. La lunga tradizione ora-
tamente perdere tempo con le elaborazioni per Sello/a, le, poi codificata in centinaia di manoscritti comparsi a
con il lavoro di ricerca per la composizione di nuovi testi partire dal X secolo in tutta l'Europa cristiana. dà ragione
e ... figuriamoci con il g regoriano. Se di un 'esperienza musicale unica e ben
tullO deve essere immediatamente frui - connotata per la C hiesa nel corso dei
to (o co nsum ato) non serve perde re secoli.
tempo per stud iare e ricercare .. . E alla Per queste ragioni la Chiesa non esi-
fine se la Riforma Liturgica del Conci - ta a defin ire "suo" il canto gregoriano,
lio Vati cano Il in Ital ia ci si ill ude d i non per rivendicare la proprietà di un ' o-
averla già falla solo perché un po' di an-
ni fa si è scopiazzato in giro per l' Euro-
NOVA pera d 'ane, ma per obbedire fede lmen-
te ad una consegna che ne fonda la stes-
pa qualche cosa ... Allora i commenti
sono pienamente leciti , anzi giusti , ma
ETVETERA sa esistenza e cioè l'esegesi e l'anualiz·
zazione della Sacra Scrinura.
rimane il sottile dubbio se questa logica Anche se nei secoli successivi la di-
era quella del Conci lio Vaticano 11 e so- mens ione art ist ica ha accompag nato
prattutto sembra doveroso domandarci questo percorso interpretativo attingen-
se la C hiesa con questa logica nel tem- do a i moltep li ci modelli mu sicali d i
po rimane "Chiesa". ogni epoca, il canto gregoriano resta
In questi anni non abbiamo perso occasione per affer- ancora oggi punto di riferimento per ogni proposta musi-
mare che la Riforma Liturgica del Concilio Vaticano n è cale in ambito liturgico non in vinù delle sue quali tà arti-
una grande sfida di cultura che chiede una comprensione stiche, ma essenzialmente perché esso rappresenta l' ico-
inclusiva e non esclusiva della realtà. La viva Trad izione na e la piena realizzazione del pensiero ecclesiale, ossia
deve essere armo ni came nte co llocata a ll 'i ntern o di la necessità e la volontà di rendere il suono coessenziale
un'ecclesiologia ri nnovata. In questo processo la grande al senso del testo.
tentazione è quella o del rifugiarsi in un passato deconte- Il presente numero della Rivista. prendendo le mosse
stuali zzato, o del rifi utare ideolog icamente il passato dalle suddelte considerazioni , intende innanzi lUttO ri-
stesso. Entrambi gli atteggiamenti non assicurano però spondere ad una sfida nodale della Riforma Liturgica del
reale fu turo alla C hiesa in quanto o la riducono ad un Concilio Vaticano II in ambito musicale e cioè l'esigenza
"pezzo da museo" incapace d i dialogare con le attuali ed di dar senso ad un testo liturgico attraverso i'attualizza-
impresc indibili sfid e culturali , oppu re la privano delle zione del linguaggio sonoro e, contemporaneamente, at-
proprie radici vitali, della propria profonda identità ren- traverso un profondo radicamento nella Tradizione della
dendola sostanzialmente incapace d i vero dialogo con la Chiesa.
realtà e dunque di evangelizzazione. Tale prospettiva non può che radicarsi in una riconsi-
11 presente numero è un tentativo di viva integrazione derazione della complessa realtà dell ' estetica gregoria-
Ira Nova et Vetera, tentativo che vuole rispondere concre- na, ossia. per d irla in breve. della struttura composi tiva
tamente alle sfide lanciate, non solo alla musica ma a lut- dell 'i ntero repertorio.
ta la cultura, dal Concilio Vaticano Il . L' estetica del canto gregoriano si fo nda sulla conce-
Il falla che la Costituzione conciliare Sacrosa"clllm zione rigorosa della forma: le caratteristiche e lo sti le
COllciliurtl ribadisca il canto gregori ano come il canto compositivo di ogni brano obbediscono ad una stringen-
proprio della Chiesa non è per motivi estetici ma sostan- te logica formale intimamente con nessa all o spec ifico
zialmente pe r l'essere stesso della Liturg ia in quanto momento liturgico, al punto che la destinazione liturgica
eminente atto ecclesiale. di c iascun brano svela automaticamente la sua nalUra
Infa tti la storia del "canto sacro" è la storia di un testo compos itiva. Parlare allora di una " forma gregoriana"
che si fa suono, testo sonoro che, prima di ogni altra co- non è definire semplicemente un aspetto funzionale. Un
sa, è "Parola celebrata", allo liturgico. In sostanza si può introito, ad esempio, non è solamente un canto destinato
affermare che la "qualità liturgica" di un testo dipende ad aprire la celebrazione della Messa, ma ci assicura che
proprio dalla sua forma sonora e la Chiesa, interpell ata esso si compone sempre, pur con testi di versi (perché
da questo dato, ha saputo offrire nella storia una risposta "propri " di ogni tempo liturgico). di una forma salmodi-
capace di porre in singolare re lazione il testo e la sua ca antifonata costruita in stile semiomato. In sostanza i
componente sonora. vari momenti della celebrazione liturgica non sono "con-
Le multiformi tradizioni liturgico-m usicali dei primi tenitori" da riempire di volta in volta con materiale diver-
secoli, confluite in epoca carolingia nell' unico repertorio so (anche se intonato alla celebrazione) ma per il canto

93
gregoriano la Fanna è sostanza, e cioè quell' introito è ce- Accanto a tale repertorio si è inteso proporre un nuovo
lebrato, spiegato da quel testo che risuona con quel signi- " florilegio" costituito da forme tropate di IIl/ova compo-
ficato, in quella Fa nna, in quello stile, in quel momento e sizione. Tale novità si radica e sostanzia in una precisa e
in quel tempo liturgico. ben defini ta struttura formale, pensata sull 'esempio delle
Tra le costruzioni Fonnali consegnateci dalla tradizio- antiche testimonianze e resa attuale nel linguaggio te-
ne, spiccano per importanza e per vitalità espressiva le stua le e musicale. Il tutto risulta essere una proposta
cosiddette "Fanne tropate". Esse testimon iano soprauutto esplicitamente definita nella Forma e nello stile composi-
la strada intrapresa dalla naturale evoluzione del reperto- livo con molteplici soggeui (i l solista, la scllola e l'As-
rio liturgico-mu sicale già a partire dal X secolo, ossia semblea) coinvolti nell 'esecuzione delle diverse sezioni
quasi simultaneamente alla comparsa dei primi codici della forma tropata.
musicali contenenti l' intero e consolidato repertorio gre- Nov ità e tradizione così convergono e si integrano il -
goriano. li senso della tradizione, assicurato dall 'omoge- luminandosi a vicenda, sempre riconoscendo come ulti-
neità e dall'immutabilità dei testi, quasi esclusivamente mo punto di riFerimeOlo il testo IilUrgico spiegato dalla
biblici, restò l' inamovibile punto di riFerimento attorno al tradizione esegetica ecclesiale attraverso il canto grego-
quale si creò un ricchissimo florileg io di fanne comple- riano. Cambiano i fl orilegi, ma lo sguardo è sempre ri-
mentari destinate ad un'unica esperienza liturgica. li testo volto al medesimo oggetto. attorno al quale - e non sen-
biblico dei vari canti appare così via via animato da testi za il quale - si Fanna e si sviluppa con libertà la nostra
di nuova composizione, frutto dell ' interpretazione appas- Fantasia e la nostra sensibi lità liturgico- musicale.
sionata delle nuove generazioni di poeti e musicisti . Essi Al costante mutare del contesto celebrativo e all 'affio-
creano un linguaggio che non sostituisce j testi tramanda- rare di nuove riflessioni sul significato e sulla fina lità del
ti dal passato e accolti sempre con estremo rispetto e ve- canto liturgico. occorre, senza ideologia, riaffermare la
nerazione, ma li integra in un 'attualizzazione in grado di centra lità del canto g regori ano nel q ua le la Chiesa ha
espri mere la cultura spirituale del tempo. Così nascono i sempre riconosci uto la Fanna sonora ollimale della pro-
trapi dove confluisce tutta la vitalità di un popolo in pre- pria Fede. TulIO ciò precede e ordina il fatto artistico, di-
ghiera, ricco di Fantasia e di audacia espressiva. mensione tutt' altro che assente e che anzi spinge ad in-
Il "tropo" è allora un'aggiunta, uno sviluppo dei canti carnare una "consegna esegetica" in un preciso contesto
della Messa e dell 'Uffi cio in qualità di glosse, commenti cu llUrale. La stessa cosa accade analogamente in un qual-
e ampl ificazioni. Esso determina l'ampl iamento di un siasi dipinto della Crocifissione, laddove viene narralo un
brano liturgico già dato attraverso un arricchimento che unico evento con il ricorso a personaggi, vestiario, rifles-
può interessare solo l'aspetto melodico (un vocalizzo ag- sione teologica e cultura di quel puntuale tempo storico:
ciò che conta è e rimane quell 'evento, testimoniato come
giunto a melodie tradizionali), l' aspetto testuale (un nuo-
sempre attuale.
vo testo su una melodia preesistente), oppure sia l'aspet-
Nova et ve'era allora, rea ltà che prima d i essere un au-
to melodico che teslIIale (nuovo testo con una nuova me-
spicio di un pur necessario equilibrio, è ricerca di Fonda-
lodia). In ragione della loro collocazione all'interno del
menta su cui poggiare ogni nuovo edificio. Le attuali esi-
brano, possiamo trovare tropi di imroduzione (cantati co-
genze liturgiche, derivanti da una sempre più matura
me premessa al brano liturgico "proprio"), tropi di imer-
comprensione deJ1a dignità deJ1 ' Assemblea ce lebrante,
po/azione (segmenti che "Farciscono" le varie Frasi del
non rinnegano assolutamente il pensiero della Chiesa. Al
brano), trapi di conelusione (una sorta di "coda" che Fun-
contrario. proprio il radicameOlo sempre più proFondo e
ge da nuovo finale di un brano). Le antiche Forme tropa- consapevole in tale pensiero è garanzia di efficacia per un
te hanno goduto di enonne successo, veri ficabile anche reale Futuro. Guardare al canto gregoriano è guardare al
solo dal Fatto che tutti i canti della Messa e i grandi Re- ritratto sonoro della Rive lazione che la Chiesa sola cu-
sponsori dell 'Uffi cio sono stati tropati. stodisce. pensa e trasmette coniugando semplicità e com-
A distanza di secoli , ma in continuità con la tradizione plessità in un linguaggio Formulare, allusivo, si mbolico
del canto proprio della Ch iesa, la presente proposta attin- che, incarnandosi pienamente nella cultura medievale in
ge a tale Fonte su più versanti: innanzi tutto su quello del cui ha preso forma, la trascende ergendosi a paradigma
repertorio "proprio", restituito alla sua integrità espressi- di atteggiamento nei conFronti della Parola.
va attraverso la lunga e complessa vicenda che porta il
nome di Restaurazione gregoriana. Massimo Palombella - Fulvio Rampi

__ Per praticità si è fornita la trascrizione ed armonizzazione di ogni Introito gregoriano. Rimane però
fermo che l'ideale è un'esecuzione senza accompagnamento organistico.

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NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE
Tropo di Introduzione
T: Fabrizio Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazio ne del C. G.: Aurelio Zorzi

I. Mentre il silenzio avvolgeva ogni cosa


e la notte era a metà del suo corso.
la tua Parola onn/poteme. Signore.
venne dallUo tlUno regale. I
2. La nascila nascosta stanotte si canti,
che ha luogo nel seno piil celato 2 di Dio:
a te il dominio. nel giorno della tua potenza.
tra santi splendori io ti ho generato. 3
3. Oggi è la Pasqua di Na tività del Re di vjta eterna.
lo sposo è uscito dal tabernacolo sila.
e quelli ch'è beJJissimo sopra tulfe le creature.
sì ha mostrato jJ suo vOllO desiderato. 4

Acclamazione

$010: Verbo de l Padre per noi fatto carne.


Ass.: Verbo del Padre per noi fatto carne.

I verseuo: Il verbo è entrato nel tempo:


è nato l'Emmanuele. il DiO-COli-noi. 5 Rit.

Il versetto: Non solo di pane vive J'uomo,


ma d 'ogni parola che esce dalla bocca di Dio. 6 Rit.
III versello: Nella carne si compie il primo avvento:
slUpendo mistero e scambio mirabile. Rit.

Coda: "Tu sei 111io figlio, oggi ti ho generato":


tutti gli angeli del cielo li adoreranno. 7
INT ROITO DomilJllS dixit ad me

AnI. Dominus dixit ad me: Filius meus es tu. Il Signore mi ha detto: «Tu sei mio Fig lio,
ego hadie genui te. oggi io ti ho generato».

Verso Quare [remuerl/nt gellles, Perché fremo no le genti.


et populi meditati sunt inania? e i popoli meditano vani d isegni?

Il testo, oltre al riferime nto al Salmo 110.3 - che può essere significativamente appl icato sia alla generazio ne eterna del Verbo del
Padre che alla nascita terrena del Signore -, risulta essere un felice ricorso ad alcuni appropriate fonti assai preziose: l' Antifona
Dum mediUI1l silel1tium. la Nascita di Dio di Giovann i Taulero ed un testo d i un anonimo de l XIV secolo. Si incrociano i temi del
silenzio. de l nascondimcnto, de l desiderio dell' incontro con Dio c he nel Suo Figlio fatto uomo manifesta a no i il suo volto.
L'Acclamazione e l'lntro ito seguo no i riferimenti scritluristici classici relativi al Mistero de l Natale.

I An1ifona DulII mediu/ll sifenriu/II.


! TAULER J. (1300-1361). Nascila di Dio, in RUSCA L.. /I Breviario del Laici. Milano 1957. p. 1165.
3 Sal 110.3.
~ Anonimo (sec. X IV). Come nacque in questo mondo lo nostro Segnore )esù Cristo. in Il Breviario .. , o.c., p. 1162.
SGIOVANN I PAOLO Il . Omelia della Salita Messa di Mezzanotte. NUlule 2002.
() MI 4.4: DI 8.3.
7 Cf. Eb 1.5-6 e Sal 2.7.

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go h6- di- e gé- DU- te. Ps. Qua-re fremu- é-

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runt gentes: et p6pu-1i me-di-tft-t i su nt in-ft- ni- a? Ani.

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I. Mentre il silenz.io avvol - ge- va_o- gni co - sa e la notte era a me tà del suo cor - so,

Organo

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la tua Pa - ro- Iayn-ni -po- ten - te, Si -gno - re, venne dal tuo tro- no re-ga - - le.

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2. La nascita nascosta sta · nOI· te si ean ti , che ha luogo nel seno più ce - la - ~ di Di - o:

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a le il do - minio. nel giorno della tua po - ten - za, Ira sanli splendori io ti ~o ge - ne - ra to .

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3. Og - gi è la Pasqua di Nativi - là del Re di vi - la e- Ier - Da, lo spo-so è u- scito dal tabcr-

na - co- lo su - o, ~ q~el - li ch'è ~l - lissimo sopra lUI - te le crea - tu - re,

sl h. mo- stra . IO il suo voi to de si - de-m . to .

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EPIFANIA DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione
T: FabrizIo Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazione del C. G.: Juan Paradell
0 2004 Espressiooe Edi,"",; Mu,icali

1. HChe segno avete visto circa il re che è nato n? I


"Cristo lumen gCnlium, la luce delle genti ". 2
Una stella grandissima brillava oscurando le altre stelle,
i Magi, giunti alla grotta, adorarono il re eh' era nato. 3

2. Portarono in dono al Signore l'oro. l' incenso e la mirra,


primizie dei popoli attirati dalla luce di Cristo, 4
di quanti a Lui giungono mediante la fede; 5
per questa ricchezza palpita il cuore e si dilata. 6

3. Spetta alla C hiesa d iffondere al mondo la Buona NOlÌzia,


ripartendo da Cristo spingersi ancora per le strade del mondo; 7
la Chiesa è per le genti lo specchio della luce divina, 8
vera Epifania nella storia del Vollo santo di Cristo .

Acclamazione

Solo: Alzati e rivestiti di luce. 9


Ass.: Alzati e rivestiti di luce.

l versello: Le tue porte saran sempre aperte,


per introdurre le ricchezze dei popoli. lO Rit.

Il versetto: 11 Signore sarà per te la luce eterna,


il tuo Dio sarà il suo splendore. II Rit.

III versetto: J1 tuo sole non conoscerà tramonto,12 Rit.

Coda: È venulO il Signore, nostro Re:


nelle sue mani il Regno, la potenza e la gloria. 13

INTROITO Ecce advenit •


Ant. Ecce advenit dominator Dominus; Ecco, viene dominatore, il Signore;
et regnum in manu eius, et potestas, et imperium... nella sua mano è il regno, il potere e il dominio.

Verso • Deus, iudicium tuum regi da, Dio, dà al re il tuo gi udizio,


et iustitiam tuam fi/io regis. al figli o del re la tua giustizia.

La Solennità dell'Epifania del Signore evidenzia l'universalità della salvezza in Cristo, che raggiunge tutte le genti. Il tema della
luce, di Cristo "lumen gentium", avvia il tropo di introduzione e si diffonde nel ritornello dell' Acclamazione, accompagnando in
un continuo crescendo al canto dell'Introito, l' Ecce advenit, in cui si riconoscono e si esaltano la regalità e il potere del Signore
della giustizia e della pace. Oltre agli abbondanti riferimenti ai passi del Profeta Isaia può essere particolarmente significativo
evidenziare il ricorso ad alcune espressioni paradigmatiche utilizzate nelle Ome lie d i Giovanni Pao lo II in occasione della
Solennità dell'Epifania, che possono illustrare, ne lla loro sinteticità ed espressività, la ricchezza del mistero celebrato.

Protovangelo di Giacomo XXI, I.


l GIOVANNI PAO LO Il. Omelia de16 gennaio 2001, n. 3.
3 Cf. Protovange lo di Giacomo. o.c.
GIOVANN I PAOLO Il. Omelia de16 gennaio 2003. n. I.
3 Cf. GIOVANN I PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio /979, n. 2.3.
6 Cf. Is 60.5 e GIOVANNI PAOLO II. Omelia de/6 gennaio 1979, n. 3.
1 Cf. GIOVANN I PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 2001. n. 6.
3 Cf. 2 Cor 3,18 e GIOVANNI PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 2003, n. 4.
9 Is 60.1. Questo celebre versetto viene spesso utilizzato da Giovann i Paolo Il. in occasione de tt 'Epifania, come esor~
tazione ai fede li (Cf Omelie del 1979, 1997. 2003)
IO Is 60,11. Attusione alla vocazione missionaria della C hiesa.
11 Is 60. 19.
12 ls 60.20. Cf anche GIOVANNI PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 200/: "netta teologia patristica si amava parlare
della Chiesa come mysterium lunae, per sottolineare che essa, come la luna, non britta di luce propria, ma riflette
CriSIO. il suo Sole".
13 Cf. MaI3,!.

101
Andphona a d lntroitu m U

Cf. Mol. 3. 1; l Chron. 29. 12; Ps. 71, lo lO. 11

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Ps. De- us, iu.-dt-ci- um tu- um re-gi da: et iusti-ti- am tu- am

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I. "Che segno avele vi - SIO cir-ca il re che è na 10 1" "Cri-sIO lu- men gen - li- um, la tu - ce

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\06
DOMENICA DI PASQUA
RISURREZIONE DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione
T: Mauro Mantovani
M: Giuseppe Gai
o ZOO4 ~ Ed_ M...no
TUIli i _ rison'oII

I. Raccontaci. Maria: che hai visto sulla via?


La tomba del Cristo vivef1te, la gloria del Cristo Risorto
E gli al/geli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo. mia speranza. è Risorto, Cristo è davvero risorto. I

2. Cercate le cose di lassù, dove si Irova CrislO. assiso alla destra del Padre. Z
Soffrendo per 1I0i ci ha dalO resempio. ci ha aperto la strada.
in lui la vita e la morte acquistano un senso nuovo
e il SIIO mistero iJJumina rutta la nostra storia. 3
3. Cantiamo la gloria di Dio. 4 entriamo nella sua viuoria. 5
Il Figlio di Dio. unendo a sé la natura umana
e vincendo la morte con la sua morle e risurrezione
ha red ento ogni uomo e l 'ha trasformato in nuova creatura. 6

Acclamazione
Solo: Alleluia, alleluia, a lle luia.
Ass.: Alleluia, alleluia, alleluia.

I versello: Non temete. III versetto: Esultate.


i! Crocifìsso è risono. "amore ha vinto la mone,
come aveva dellO. 1 così lo Spirito
Egli vi precede in Galilea. 8 dona vita nuova ai nostri corpi. \O

Il versellO: ~ risono. Coda: Ogni giorno


l 'agnello immolato regna. 9 starò tra i miei discepoli.
Cristo nostra Pasqua. Opera stupenda.
Siate sempre uniti nel suo nome. meraviglia innanzi ai nostri occhi. Il

INTROITO Re~' lIrre:ri

Ant. Resurrexi. el adhuc tecUlll SUlll. alleluia: Sono risorto. e sono sempre con te, allelu ia:
posllisli super me manullllu8111. alleluia: tu hai posto su di me la tua mano. allelu ia:
mirabilis {acta eSI sciéntia tua. alleluia. alleluia. è stupenda per me la tua saggezza, alleluia.

Verso Domine pr6basti me. el cognovisti me: Signore mi hai provato e mi hai conosciuto:
Iu cognovisti sessi6nem meam. et resurrecti6nem meam. tu "hai conosciuto il mio sedenni e il mio alzarmi.

Il testo si apre citando esplicitamente la sequenza Victimae paschali nella domanda che viene idealmente posta a Maria di
Magdala accorsa alla tomba di Crislo la mattina del giorno di Pasqua . La risposta, che si fonda sul testo scril1uristico, è in linea
con quanto riaffemlato nel Concilio Vaticano Il: la Chiesa è infatti chiamala nel tempo . in ogni tempo - a perpetuare lo stesso
annuncio pasquale. Per questo nella strofa 2 si fa riferimento ad una espressione significativa della Gaudium el spese nella stro-
fa 3 alla Lumen gemium.
L'intera comunità ecclesiale è così invilata ad entrare nella gioia e condivisione dei misteri pasquali attingendo direttamente al
testo dell 'Antifona d 'Ingresso, Segue l'acclamazione gioiosa al Signore risorto attraverso il canto del triplice alleluia , canto pa-
squale per eccellenza, che si alterna ad una nuova proclamazione dell 'annuncio della Risurrezione. così come esso emerge anco-
ra dali 'antifona d'ingresso e dai lesti della Liturgia della Parola.

cr. Vlclill/ae paschaH laudes.


Cf. Col 3. l (Il Lettura della Liturgia della Parola).
J Cf. Galldium el speso n. 22, citalO anche nell'omelia di Giovanni Paolo Il dI Pasqua 1998.
4 Cf. An tifona d 'Ingresso (Messa del giorno).
S Cf. Anti rona d 'Ingresso della reria V de l! 'ottava di Pasqua (ViC/ricem manum).
6 Lumen Bcnt/(Jm. n. 1 (cf. Gal 6, 15: 2Cor 5, 17).
7 Cf. MI 28. 5·6.
8 Cf,McI6.1.
9 Cf. l CorS. 1.
lO Cf. R1II8. 11 .
11 Cf. Sa/111. 23.
107
Antiphona ad lntroitum IV
Ps. 138. 18. 5. (j ~t 1-2
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E-SURRE-XI, • et adhuc te-
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tu- a, alle- 16.- ia, al- le- 16- ia. Ps. D6-mi-ne
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3. E - sul

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2. Cri - Sia no-slra Pa - squa. Sia - le sem-pre u - ni - ti nel su - o no - me.
3. co - ,l lo
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11 6
DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO
Tropo di Introduzione
T: Fabrizio Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazione del C. G.: Jua n Paradell
Tu,,; i dirini ri ..",..i
l . Chi cercate nel deserto? I
Colui che battezza in Spirito Santo e fuoco: 2
su di lui è 10 Spirito del Signore:
Spirito di Sapienza e d"intelligenza. 3
2. t la Sapienza proclamata dal profeta Geremia:
~ Il Signore potente ha formato la terra.
con la Sapienza ha crearo il mondo.
ha disteso il cielo con la sua intelligenza ". 4
3. È lo Spirito di grazia 5
promesso da C risto:
.. Voi 10 conoscete. perché egli dimora presso di voi
e sarà in varo 6
Acclamazione

$010 : Vieni, vieni, Spirito Santo.


Ass.: Vieni, vieni, Spirito Santo.

I versetto: Con le è la Sapienza che conosce le tue opere. 7 Rit.

Il versetto: Mandala dai cieli , dal tuo trono glorioso. Rit.

III versetto: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra, 8 Rit.

Coda: Lo Spirito del Signore riempie tutta la terra,


abbraccia ogni cosa, infonde l'amore nei cuori .

INTROITO Spiritus Domini

Spiritus Domini replevil orbem terrarum, alleluia: Lo Spirito del Signore ha riempito l' universo, alleluia;
et hoc quod continet omnia. e poiché tutto contiene,
scientiam habet vocis. ha conoscenza di ogni paro la,
alleluia. alleluia, alleluia. alleluia.

Il testo, con abbondante ricorso alla Sacra Scrittura focalizza le figure di Giovanni Battista e del profeta Geremia come annun-
ciatori d i Colui "che battezza in Spirito Santo e fuoco" e della "Sapienza che ha creato il mondo". La terza strofa può così affer-
mare espl icitamente che quanto preannunziato, lo "Spirito d i grazia", è lo Spirito Santo che discende sulla Chiesa il giorno di
Pentecoste, e che "dimora presso di voi'.
La comunità credente, che fa propria in ogni momento della storia l'invocazione (" ~ni. Sancle Spiritus' - cf. l' Acclamazione)
diviene così, con la forza dello stesso Spirito, testimone della presenza atti va di colui che " riem pie tutta la terra", "abbraccia ogni
cosa" e "infonde l'amore nei cuori".

l Cf. U;: 7,24.


2 U;: 3.16.
J Is Il,1-2.
4 Ger 51.14- 15 .
~ Zc 12,10.
6 Gv 14,17.
1 Cf. Sap 9,1 - 18.
8 Cf. Sal 103,30.

11 7
AntiphoDa a d iDtroltu m VIU
S ap. 1, 7 .. Ps. 67

. I.... ,.. 01 o 7",


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P I~ RI- TUS D6-mi- ni • replé~ vit or-
C. ••• •• I
o o ,'t- ... o, I I
bem ter- ri-rum, al- Ie- lu- ia: et

G r o
,.....••• r-
~
- J o o'
I . ..
• .. ···A' .1
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hoc quod còn, ti- net 6mni- a, sci- énti- am babet

G ••• ;
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vo- cis, alle- Iu- ia, al-le- Iu- ia, alle- 16- ia.
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Ps. Exsurgat De- us, et dissi- péntur in-l-mi- ci e-ius : et

G= o • • • • • • , I •

fU-gi- ant, qui o-dé-runt e- um, a fi - ci- e e-ius.

Solo

I. Chi eer-ea-Ie nel de-ser - to? Co - lui che battezza in Spirito Samo e fuo - co;

~u ~i lui è lo Spirito :." Si-gno - re: Spi- ri -Io di Sa- pien -za e d'in -tel- li - gen - - l'.

l - -- ....
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.. - .... ~ .... -
~

11 8
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'~ '
2. È la Sapienza proclamala dal pro fe- Ia te -re-mi - a: " Il Si - gnore potente ha formalo la ler - ra,
...,
1~,~,~~~~~
- ~~-
~--:..------~~~------~·9

, ~I!
con a S a - pIenza
' ha crea - lO
' I'I mon - dO, ha di -sle-so il cie- Io con ta su-a_in-tel- li-gen za",

,
3.È lo Spi - ri -; di gra - zia pro - mes - so da Cri - SIO: "~Oi ro co - no - scele. perché e - gli
....,

~-----..----- ... ... -


"
". di - mo m pres - so d; vo - i e sa - rà ;n vo i"

l~ -- --- ... ...


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....

Solo

Vie - m, vie - m, Spi - - lo S,n - lo,


"
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11 9
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Con te è
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Sa - pien - za che co -no-sce
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122
SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Tropo di Introduzione
T: Mauro Mantovani
M: Valentino Miserachs
Armonizzazione del C. G. : Aurelio Zorzi
o 2004 &.pteooiont Ed. . . . Musicali
TUDi i dHini ..........
I. La Chiesa vive dell'Eucaristia, I
è Cristo lo Sposo che si dona.
Ci invita alia mensa del regno 2
colui che sta con noi tutti i giorni , fino alia fine del mondo. 3

2. Il Signore ci nutre col suo corpo,


fonte di viia che ci purifica e rafforza.
Non viviamo più per noi stessi,
ma per lui, uniti nel vincolo del suo stesso amore. 4

3. Pur in molli, siamo un solo corpo 5


un popolo redento dal suo sangue.
sacramento della sua salvezza
strumento di unità per tutte le genli . 6

Acclamazione

Solo: È Cristo il pane disceso dal cielo, in Lui la nostra vita. 7


Ass.: t C risto il pane disceso dal cielo, in Lui la nostra vita.

I versello: Gesù è l'agnello per no i immolato III versetto: Con fiore di frumento ci sazi lO
sul legno della croce, nutrimento d'amore.
si perpetua nei secoli Messaggeri di salvezza
il suo sacrificio. 8 Ril. ci rendi tu, Signore. Rit.

Il versello: Chi mangia con fede la mia carne Coda: O Cristo, nostra vita, buon pastore,
non morirà in eterno. 9 ci disseti alle font i della gioia, Il
il sangue del mio calice saremo testimoni di speranza e di pace
corrobora e redime. Rit. se il tuo dono ci trasforma nel profondo.

INTROITO Cibavil eos

Am. Cibavit 005, ex adipe frumenti, alleluia: Il Signore ha nutrito il suo popolo
et de petra melle saturavit 005, con fior di frumento,
alleluia. alleluia. alleluia. lo ha saziato con miele della roccia.

Verso Exsultate Dea adiut6ri nostro: Esultate in Dio nostra forza,


;ubilate Dea lacob. acclamate al Dio d i Giacobbe.

Il testo si apre con una proclamazione so le nne: la Chiesa riconosce nell'Eucaristia il tesoro di cui vive e di cui si alimenta. È il
mistero che ogni giorno rinnova la confortanle presenza d i Cristo accanto alla sua Sposa (I strofa), che rinsalda i vincoli frater-
ni d i unità e carità (II strofa), che rende la Chiesa segno e strumento di salvezza per lutto il genere umano (III strofa).
l lesti d i riferimento, oltre al Vangelo e all 'antifona d' ingresso della Solennità del Corpo e Sangue del Signore e ad altri brani
scritturistici, sono tratti dalle Encicliche Mysterium Fide/di Paolo VI, ed Ecc/esla de Eucharistiadi Giovanni Paolo Il, e da alcu-
ni significativi documenli del Concilio Vaticano Il a proposito.
L'Assemblea acclama parafrasando il brano evangelico della Liturgia.

Cf. EccJesia de Eucharlstia. 17 aprile 2003, incipit.


Cf. Collella della Solennità del Corpus Domini.
Cf. Mt28. 20
• Cf. Paolo VI, MfSlerium fidei. 3 sellembre 1965. incipil.
, Cf. ICor IO. 17
6 Cf. Lumengentium,n. I.
7 Cf. Vangelo della Solennilà del Corpus Domini.
8 Cf. SacrosallclUm Condlium. n. 47: Ecclesla de Eucharislla. n. Il .
9 Cf. Vange lo della Solennilà del Corpus Domini.
IO Cf. Antifona d'ingresso della Solennità del Corpus Domini.
11 Cf. Sal 117. 23.

123
Antiphona ad introitum U
Ps. 80. 17 et 2. J. 11

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al-le- lu- ia, al·le- hi- ia. Ps. Exsul·ta,·te

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De- o adiu- t6- ri nostro: iu-bi-Ia-te De- o la-cab. Ani.

Andamento del Canto G l'egoriano


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I QUATTRO .,
FASCICOLI DELL'ANNO

Dal 1946 Armonia di Voci offre il suo pre- 1


zioso servizio alle assemblee parrocchiali.
Il tempo di Quaresim~ -
Ogni fascicolo contiene nuovi canti destinati
all'azione liturgica i quali - nella dinamica Z
fedeltà alla linea tracciata dalla riforma litur-
gica del Concilio Vaticano Il - all'impegno
di offrire validi e appropriati testi, congiun-
gono quello di far partecipare, in un conti- 3
nuo e fecondo dialogo, ogni «persona ce- L~Antifona di Ingresso
lebrante» . I canti sono infatti composti of- tra novità e Tradizione
frendo sempre una «versione base» per sola
assemblea e successive elaborazioni della 4 ·
stessa per Schola a due voci pari e dispari, La Celebrazione del Matrimonio
tre voci dispari e quattro voci dispari. Ven-
gono inoltre proposti degli interludi organi-
stici con la finalità di offrire valido materiale
musicale per l'esercizio della viva ministeria-
lità celebrativa dell'organista .

Ogni fascicolo è accompagnato da un CD


contenente la registrazione di tutta la musi-
ca. Le esecuzioni sono curate dal Coro del
Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma
insieme al Coro Interuniversitario di Roma
diretti dal Maestro Valentino Miserachs, con
il supporto tecnico dello studio mobile della
Radio Vaticana.
Nel corso dell'anno Armonia di Voci pre-
senterà recensioni delle più significative com-
Direttore responsabile:
posizioni destinate alla Liturgia. Giovanni Battista Bosco.
Registr. al N. 392 del Trib. Civ. di Torino, 14-2-1949.
Scuola Grafica Salesiana - Torino 2004

Per informazioni:

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ELLEDICI E-mail: abbonamenti@elledicLorg
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