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Marco Bramanti

Esercitazioni di
Analisi Matematica 1

w
lmmuginedicopertinu
paginedclquadcmo d icscn:izidiAnalisidimiopadre.
ma1rieolaalPoli1ecnicodiMilanond 1943

ISB N 978.S8-7488-444·5

Primuedi:imie:L uglio2011
Rislumpe: ~ncmbrc201?·Scncmbf<'20l3

Respo~su/J;/eproiloi:io~l':Alessandro Partn!i
Rcdu;iOlre: Gabriella Gatti, Giancada Panipli, C•rloua Lcn1.i
Stumpil e Lvmfe=ioire: L.E.G .O. sp;i • Siabilinicnrn di Lavis CTNJ Ai miei studenti

F~i-....o~...--.PQMOM..-eefl'(lttuai.ntilimilja.,15'1[,dicia $CU n ..,..,..,.,


~dil*icdcoclieU<>-- .. •SIAE...-compenso~10aa1·." · &S,ccwrmo4dell•lewe
~~ii.:,'.·~.~t;i::,,:~;~rSNS eCNA, CONFARTIGIMmo.

Leriprod<Wonia<luoodille<eme,,....-Pf<IOn'lllpotramo•w-.,peo-un,..,mero<li~..,.,
·~a! 15'4del presente...,.,,_ ,solo•$8Qlli!O dispecikaautoriua00ne>iasciat<l(!aAJDR0.via
-Erbe,n.2,20121Miln>,T-a•02-80.tMll!,e-....:-..c'ticl.•

40131 Bologna·ViaU.Tcrracini30·Tcl.051-63.40.113· Fax05l-63.4l.l36


"'WW.tdlrrlc•~sc u l aplu .11

·-· ~ ••
Prefazione
Questo testo raccoglie esercizi adaui a corsi di Analisi Matematica I per la
laurea in Ingegneria o affini. Si tratta perlopiù di esercizi che ho utilizzato
per i temi d'esame di questi corsi negli ultimi dieci anni al Politecnico di
Milano.L'imposlaZioneseguitaèquelladellibroditesto:
Bra maoti-Pag11 ni-Salsa: Anali! i Ma tem a ti ca I. b nic hell i, 2008, nel
seguito indicato con (B PSJ].
Gli esercizi sono raggruppati per argomenti, secondo capitoli che
seguono la stessa scansione del libro di testo; ogni capitolo è suddiviso in
paragrafi (numerati) e sezioni (contrassegnate da lettere). Le soluzioni degli
esercizi sono riportate alla fine di ciascun paragrafo.
Degli esercizi contrassegnati con * è fornito lo svolgimento completo;
di tutti gli altri sono fomite le soluzioni, in modo che lo studente possa
sempre controllare la correttezza del proprio operato.
Rispetto al mio precedente ~Esercizi di calcolo infinitesimale e algebra
lineare", questo testo si differenzia, oltre che per il maggior numero di
esercizi, per il taglio, che vuole essere simile a quello di un percorso di
esen:itazioni in aula. Ogni argomento imponante è introdotto con un gruppo
di esempi svolti denagliatamente e commentati con osservazioni didattiche,
che pre<:edono gli esercizi proposti. A volte queste pani introduttive
assumono l'aspetto di vere e proprie (brevi) lezioni su un argomento, come
nel caso dci richiami sull'uso dei simboli di "asintotico" e "o piccolo",
argomenti che per loro natura si prestano ad essere sviluppati nelle
esercitazioni.
Tutto ciò dovrebbe servire di guida e orientwnento per lo smdcnte, in
panicolare per chi, e sono sempre tanti, non ha seguito le lezioni e le
esercitazioni, o non le ha seguite studiando costantemente, e si trova cosi ad
affrontare la preparazione dell'esame un po' da autodidatta. Certamente lo
studio del libro di testo dev'essere il punto di panenza della preparazione
dell'esame, anche della prova scrilla. Perciò in questo eserciziario si
presuppone che, nel momento in cui lo studente affronta un certo capitolo,
abbia già studiato il capitolo corrispondente sul libro di testo, compresi gli
esempi s\·olti, ed abbia giA provato a svolgere almeno pane degli esercizi li
riportati. Il percorso di esercitazioni qui presentato dovrebbe essere un utile
supporto e consolidamento per chi ha seguito ne il corso e aiutare tutti gli
altri a recuperare ciò che si sono persi non frequentando atti Vàmenti:.

.
.~ ~ ••
lii

Chi utilizzerà questo libro a fondo, troverà che alcuni esercizi sono
piunosto simili tra loro; ritengo che questo non sia un difetto in un percorso
Sommario
di esercitazioni, in quanto a tutti noi una certa dose di ripetizione è
necessaria in fase di apprendimento. D'altro canto rifare esa11amente lo Tu1di au1ova lutazione suip re requisiti
stes.so esercizio serve poco in matematica, perché inevitabilmente !a pe ril corsodi Ana lis lMatl.'matical .........................................
memoria del procedime nto e del risultato "spegne" in noi il ragionamento:
Allri eun:izi s uiprerequisiti.. ..
dunquetaplcco/al"Oriazionehaunsuovaloredidattico.
Soluzionideltest e degliesercizisuipn:requisiti....
Un'ultima osservazione riguarda i grafici di funzione inseriti in questo
testo. ll lettorenoteràche, quantoall'aspctlo,sonodiduetipidiversi. Alcuni Ca p.l.lnumeri.... . ....................... 7
(riconoscibili per il tratto più sottile) sono stati prodolli con un software I.! Argomcnti introduuivi ..... ......... .................... ............................... ?
matematico e rappresentano il grafico in scala, "esatto" (nei limiti I. I.A. Insiemi e logica................................................................ ?
dell'approssimazione che il software consente); altri sono stati tracciati "a l. l.B. Sommatorie e coefficienti binomiali.... ... g
mano libera" (sia pure con l'au.silio di un programma di grafica). Questi J. l.C. Numeri reali, ordinamento, estremo superiore ........................ IO
ultimi, di proposito, non sono affatto in scala, per mostrare meglio le Soluzioni § !. 1... . ........ ..... .................... 13
caratteristiche importanti del grafico (punti di flesso , angolosi, a tangente 1.2. Numeri complessi .................................................................... ...... JS
1.2.A. Concetti di base: formaal gcbricaetrigonomctrica,
verticale, ecc.), che talvolta un grafico esatto rende praticamente invisibili, a
operazioni sui numeri complessi ................. ....................... IS
motivo della diversa scala s u cui questi fenomeni si presentano: è questo 1.2.B. Equazioni nel campo complesso. . . ............ 22
grafico amano libcraenoninscalaquellochespesso risu!tapiùutile in uno Soluzioni § l.2 ....................................................................................... 33
studiodifunzione.
Ringrazio colleghi e studenti che con i loro commenti sulle precedenti Ca p.2.Fun zìonidi un ava riabilerfale ............................................................. 41:1
edizioni mi hanno aiutato a migliorare il materiale confluito in questo testo. 2.1 . Graficidellefunzionielementari ........................................................... 49
Sono sempre graditi commenti o segnalazioni di errori, all'indirizzo: Soluzioni § 2.l ................... .......................................................... ....... Sl
2.2. Funzionicompostecproprietàelement11ridellefunzioni .......... ........ 56
marco.bramanti@polimi.it Solul.ioni § 2.2 .. ........ ................................................................. 66
2.3. Operazionisuigraficidifunzioni.. .................. ........................... 71
Soluzioni § 2.J . .................... ......................... ......................... 77
Segnaloinfinecheallapaginaweb:
Cap. J. Lin1lti tconlin ui tà ................................................................................ 101
hUp://www l .mate.no!imi.itJ- bramantiltes1jlesçrcjtazioni.htm 3. l. Concetti di base sui limiti di successioni.... .. 101
J. l.A. Proprietà de lle successioni .... .............................................. 101
è disponibile ulteriore materiale riguardante questo libro e, se questa J. l .B. Calcolo dei limi1 i conte<:nichedi base ............................. 104
iniziativa si ri vele rà utile, la pagina nel tempo potrà essere aggiornata e Soluzioni §3. 1... ............................................................................ 110
incrementata. 3.2. Conccnidibasesulimitidifunzioni,asintoti, continuità .................. 116
3.2.A. Limitidifunzioni elemem.ari ... .................. ................ 117
3.2. B. Definizioneditimite.... . .... 117
M. B.
3.2.C. Limiti elementari di funzioni composte.
Nonesistenzadcll imi!e .... ... 119
M ilano, giugno 2011 Soluzioni § J.2 ... ···················· e ............................. 124

.~ ~ ••
3.l Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli ........... 128 5.1.C. Esercizisulleserieatenninipositiviodiscgnovariabile . .. 417
3.3.A. Richiamisulrutilizzodelsimbolodiasintotico.... .... . ..... 128 5.1.D. Eser<:izisullesericchcurilii:zanoilcalcolodiffcrenziale .... .420
3.3.B. Richiamisullageratthiadegliinfiniti.. .. ............................ 14 1 Soluzioni§5.l.... . .. 423
3.3.C. Calcolo di limiti mediante limiti notevoli e stime asinlotiche.144 S.2. SeriediTaylor ed esponenzialecomplesso... ...441
Soluzioni§3.3.. . ..... .......... 157 Soluzioni§5.2.... .. ....... ..443
3.4. Applicazioniaglistudidifunzione...... ................................................. 169
3.4.A. Graficiqualitativielemcnrari................................................... 169 Cap.6.Calcoloin rcgnlle per funzionidiunaurla bile .................................445
3.4.B. Srime asintoticheegraficilocali.... 172 6.1 . Cakolodiinrcgrali indcfinitiedcfinirL ............................................ 445
3.4.C. S!udioall'infiniloericercadegli asintotiobliqui ...... ....... ... 181 6. l.A. Integrali immediati.... .. .. 446
3.4.D. Studi di funzi011emedian!e limitiestimeasintotiche ...... .. 184 6. l.B. Integrazione di funzioni raziona li .......................................... 449
Soluzioni § 3.4 ........................................................................ ............ l91 6.1.C. lnregrazioneperparti..... .. . ........ 455
6.1.0. lntegnuione di funzion i trigonometriche .................... 460
Ca p.4.Calcolodifferenz.ia lcper fonzi oni diunavariabil e ........................... 219 6.1.E Integrazione di funzion i irrazionali ....................................... 465
4.l. Calcolo delle derivate. .................................... ................. .. .. ........ 219 6.1.F Simmctric c valori assolutinelcalcolodiintegralidefiniti... 471
4.1.A. Algcbraddledcrivatc ........................................... . ........ 219 6.1.G. Eserc izidi ricpilogo..... . ...473
4.1.B. Renaiangenreelinearizzazionc ...................................... 222 SQluzioni §6. l. . ............................................................................... 478
4.1 .C. Oerivaradellafunzioneinversa ........................................... 223 6.2. lntegraligeneralizzati.... .. ......................................... 506
Soluiioni §4.! ......... ........................................................................ 228 Soluzioni§6.2.... .. ........................................... . 512
4.2. Studiodeipuntid inonderivabili1à.... .. ...... 238 6.3. Funzioniinregrnli.. .......... .................. ............................................. 516
Soluzioni §4.2 ........................ ................................... ..................... 243 6.3.A. lnsieme didefinizionedìunafunzioneintcgrnle ............... ... 516
4.3. Studiodclgraficodiunafunzione ....................................................... 250 6.3.B. Rcgolaritàdiunafunzioneintegrale ................................ 519
Soluzioni § 4.3.... .. ..................................... 270 6.3.C. Graficodcllafunzioneintegrnledcdottodalgrafico
4,4 TC()ff"ma di De L'Hospi tal e fonn ula di Taylor ................... ............... 328 dellafunzioneinregranda ................................................... 520
4.4.A. Il Teorema di De L'Hospitat.... ........... 328 6.3.0 . Comportamento all'infinito di una fwuione integrale.
4.4.B. Richiamisulsimbolodi"opiccolo" .. ............. ..................... 336 Studiodifunzioneintcgrale... ............................................524
4.4.C. Scrin um di sviluppi di Taylor-Maclaurin immediati ........... 342 Soluzioni§6.3 ................................. ............................................... 528
4.4.0. Calcolo di limiti e parti principali mediante
sviluppidiMaclaurineapplicaz.ioni ......... . ...... ........... ... 346 lndicazionibibliogra lie he dlbase ............................................ 541
4.4. E. Calcolo di limi1iu1ilizzandoilcalco!odiffercnziale ............. 357
4.4. F Sviluppodif..lacLaurindiunafunzionecomposla .... ........ 366
Soluzioni § 4.4.... .. ....... 372
4.5. Applicazioni al calcolo numerico appro5simato: metodo di Newton
eformuladìTaylorconrcsto sccondoLagrange ................................ 399
4.5.A. RichiamisulmetododiNcwton ............................................ 399
4.5.B. Calcoli numerici approssimati mediante la fonnu la di Taylor403
Soluzioni§4.5......................................................................... 40S

·-· ~ ••
Test di A utovalutazione sui prerequisiti
per il Corso di Analisi Matematica 1
Questo test è costitui10 da eserc izi relativ i ad alcuni argomenti studiati a scuola.
Allostudentech.eincontrassedifficoltAnellosvolgimemodeglicserciziproposti si
consiglia caldamente di approfondire gl i argomenti su qualche tesio rivolto alla
matematica di base (si veda la Bibliografia di base riponara in fondo al te s10) e
svolgere ulteriori esercizi, in modo da affrontare il corsomu11itodegli strumenti
adeguati. Cercare di svolgere autonomamente iuni gli esercizi proposti, in
quest'ordine, nei tempi suggerili. Al renn ine del test, confrontare attentamente i
propririsultaticonlesoluziooiproposte. Nonsouovalutareeven tualidiscrepanze,
anchepiccolc,tralapropriasoluzioneequcllafomita.

Completare le segumti ide11tità o calcolare le e.spressio11i indicate senz11 us11re la


c(l/colarrice (max. /Ominu1iin/11110):
I. .iH•=

2. log(.ib)=

J. ~=

4. sin(o +/J) =

7. loS2 16 - 31/lot>3 = (ilrisultatoèunnumerointero)


Risolven le segue mi equazi011i e diseq11~ioni (m<u. J minuli /'11na):
8. lx- l i .:f2

9. 2:i:1 + x - S=0

~· ~ ••
Prerequisiti per Analisi 1 Prerequisiti per Analisi 1

2
Riwlven le seg11enli diseq11azivni:
;~ 1 -(:z: + l )2:0
3
10. 29. lcosxl < ~·
Il. j:z: + l l+ 2 :$ f2x- l i
25. ( 2./2) ··-~ ,<!2.
30. 2z>-:1r;:: 3.

12. 31•-L < 2· ~~1 26. l:i: 2 - ti> 2:i: +2.

IJ . ./:i:2 -3% +2 ?: 2:z: 27. lsin:i:I?: ~· 32. l :i:+ I < 2


x-2 -
14. 2' +2'+3::: 16
28. 2tz + 2' -3>0.

15. to&:i:i: + 3 ::: 2


lo~:i: + l Per ciascuna delle affermazio11i segwmti, stabilire se è reroo falsa:

16. 2sin 2:z: +sin:i: ?: 0 34.* La disequazione tz :S: 2èequivalentea :i: :S: 2(2-x).
35.* Ladisequazionelog2(3:z:+l) $ lècquivalentea3:z: + l :S: 2
Tracciare il grafico delle seg11entifunzio11i elementari (max.15 mirmti ù1 tut10)
36.* Ladìsequazione !:i:-2l+:z:2 ?:0èsempreverificata.
17.y ::: :i: 3
37.* La disequazione ..;;=I :S: 2 è equivalen1ea (z - 1)2 :S: 4.
21. f/"'COS:Z:
18.y :::fi
38.* Ladisequazionez(:z:-2):S: lècquivalentea:i: :S: lo:i: - 2 :S: I
22. !I "' lx+ l i- i
19. y:::l/:z:
39.* LadisequazioM: l:z- l l:S: 2èequivalentea - 2:S::z: - 1 :S: 2.
23. y:::2-·
40.* Ladisequazione ';i :S:0 hapersoluzioni0<:z::S:2.
Altri esercizi sui prerequisiti
41.* Ladisequazione ~:S:2èequ ivalentea (z- 1 ) 3 :S:8.
24.Ricavareyinfunzionedi:z:

10112(_!'._)
1 - 211
:::3%+1.

Calcolarequindiy(O)ey(- 1).(Semplificareleespressioniottenule).
Prerequisiti perAnalisi 1
21. Y = PrerequisitiperAnalisi 1

Soluzioni del test e de g li e serclZI


.. sui prerequisiti

:fV...... "+·>"l>+;-1
I . a• . a•

2. loga+ logb 10.x ~ l-.fi;; l <:i:~ l+.fi;


3. lzl Il. %S-);x;?:4
ll . x<~
" · sino-cmP+cos.>sinP

•. !
IJ. z::;~
:;

. .., ..,

. ' 2 •

14. z= IO&J l/ ( • Zlo!,2!)


6. -~+I-~ ?J. 11 • 2- z ..o
15. :r=Z; x • -j;

~+
'· 2 16. 2klr :S:z:S:ll"+ Zh·

i,..+ zn ::; z ::; \11r+~klr, k eZ

17. 11=x3 ' ...,_"" '

f
11(z)=iffi;;V{0)•);11H J=!

. ..
' l :S: z:S: 2
z< - l,z>3
' '

. i+ h :S: z sf ... +kir, k eZ.

x> lo~( ~}
19.11 "' ! /% ' '°· ,. ,,,,, -;/
f+ h<z<j1r+k1r.

'}~
z ;?: l + ~; z:S: l -.;r:+Tog;J
M
'
JI. x~O; x;?; J.

.
'
.
~

.,
.. , 1 1.1 2
-5:S:z< 2
PrerequisitiperAnalisi1

34. falso:simoltiplicaper(Z -:z:) ,chenontscmpreposi!ivo

3S. falso: laprim1dtiscquazionehastnso soloperJ:z: + I >0. ilchenon t veroper


laS«ondadiscqUllZione Cap. 1. I numeri
36. vero:sommadiduequanti!llciasclllla ~O

37. falso:JaprimadisequaziOIJehasensosoloper:z: ~ l,lascconda V:z:.


1.1. Argomenti introduttivi
Riferimento:libroditesto [BPSl ], cap.1 , §1-§S.
J8. falso:occorreponan:tuno1 t• membroerilolverecorrettarMnte ladisequaziOIJe
lnquestoprimoparngrafo.unpo'diversodal restodellibro,sonorae<:oltibrevi
di 2" grado.
escr<:iziriguardanti variargomentiimroduttivi: llnguaggio logicoeinsiemi, usod i
J9. vero:scguedalladefinizione dimoduLo sommatorie e coefficienti binomiali. proprielà dell'insieme dei numeri reali.
disuguaglianze. ccc. Si sonolineano in partico lare alcuni aspetti di linguaggio, la
40. vern:si •twlìail""!lllodclqooL.iemecon!aregoladci..,11Di,ric11rdandoinohn:che eomprensione delledefinizionieeerti aspetti che in panehannoachefareancora
ildenomin•1orenonpOOan111.1llarsi. eoni prerequisiti. Lo studente che trovasse difficoltà su questi escrcizi t invitato a
eonsult.are la Bibliografia di base riportata in fondo al testo. Qui non si t voluto
4 1. falso: t equivaknlc. invece, a (:i: - I) S 8, come si vede elevaodo a l cubo ambo i dare molto spazio a questa parte, per non toglierne: agli argoment i che hanno
membri maggior peso nella prova scritta dell'esame di Analisi Matematica l.

1.1.A. Insiemi e logica

Esercizi
Direse sono>·ere ojalse le seguemire/azioniinsiemi.ttiche.

I.I. (2} ç {l ,2, 3}


1.2. {2} E {l,2, 3}
(2) E {{l} , (2) ,(3})
{2} ç {{l} , {l,2},{l, 2,3}}
I.5. 1e z
1.6. - 3e N
A ç 8 =1> A n B = A
1.8. A ç 8 =1> A U B = A
1.9. A C 8 =1> A ç B
I.IO. "ti insieme A, A ç A )( A
I.li. V insiemeA,0 ç A
1.12. A ç A U B (V coppiadì insiemi A,B )
1.1 3 A ç A n B ('/ coppia di insiemi A, B )

Siconsiderilaproposizione: "Per ognicoppiadiinteripoo;i1iviesiste


almenouninteropositivochedivideentrambi".
Cap.1. lnumeri Cap.1. Par.1.1.Argomenti introduttivi

A!Tennan:chcqucstaproposirionctfals.aequivaleadaffennan:che·
I!) Perognicoppiadiinteripositivinonesistealcunintcropositivochedivida
entrambi.
~ Pcr ognicoppiadiinteripositiviesisle uninleropositi voched ividesolo
uno dei due.
K:) Esisteunacoppiadiinteripositivipcrcuiesisteun intero positivo che non 1.1 8.
dividel'unoo nondividel'altro.
~Esiste una coppia di interi positivi per cui esiste un intero positivo che
dividcunodeiducrnanon l'altro.
1.1 9
1. 15.* Siconsideri laproposizione
p: "Ogn itriango lorcttango lohalaproprietàdiAnniba le~
Diciascunadelleseguenti,sidicaseèveraofalsa
a. Sedisegno untriango lorettangoloscegl iendoacasolalun ghezzadei 1.20.
GJ~C)
cateti, e constato che questo triangolo ha la proprietà di Annibale, posso
concluderechepèvcra.
b. Se riesco a disegnare un triangolo che non ha la proprie1A di Annibale,
possoconcluderechc lapèfalsa.
GH,:,J
c. SeriescoadisegnareuntriangolochchataproprietàdiAnnibalcmanonè
rettangolo,possoconctuderechelapèfalsa. n!=n(n - 1)!
d. Se riesco a disegnare un triangolo rettangolo che non ha la proprietà di
Annibale, e un altro triangolo rettangolo che ha la proprietà di Annibale, posso 1.23. (~)~o
concluderechelapqualchcvoltaèveraequakhevoltaèfalsa.
e. Seriescoadiscgnarcuntriangolorcttangolochcnonha!aproprietàdi
Annibllle, e un altro triangolo rettangolo elle ha la proprietà di Annibale, posso 1.24. (';) ~1
concl udercche lap èfalsa.
f Alledomandcpreceden1inonèpossibilerisponderesenonsisacosasia la
proprietà di Annibale. 1.25. (;) - "
1.1.B. Sommatorie e coefficienti binomfafi 1.26. Calcolare (senza calcolatrice, nel modo più semplice possib ile) i
seguenti coefficienti binomiali:

Esercizi
Per ciasc1111a del/e segue11ri uguaglianw, si dica se è vera o falsa. Nelle pro.uime
formule. gli indici 11 , k, j, ecc. indicona sempre numeri imeri.

1.16. si si:riva soloi l tenninecontenente .,/(senzasi:riverc lo sviluppo intero).


10 Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.1. Afgomentiintroduttivi

1.1.C. Numeri reali, ordinamento, estremo superiore d. 'Vx,yERsiha lz - yl.$ lx l - IYI


'rlz, y E R siha l:i: -yl :$;lxi+ IYI

Esercfzl t .32. Esprimere coi simboli di intervallo [a,b), (a,b), ei:C., ed


eventualmemc quello di unione di intervalli (ad es. (1.1,b)U(c,d))gli insiemi cos ì
1.28. Sia E ç R., E non vuoto. Di ciascuna delle seguen ti affermazioni, si defITTili:
dicase è veraofalsa.S irichiededirisponden:aciascunadomandasenza leggere a. {:i:ER :z?: 3}
Jedomandesuccessive. lnohre,sesi risponde che l'alTennazioneèfalsa,sichiede b. {:i:ER: 2 <x :5'11"}
diesibireuncontresempio,ciol:unesempioehemostralafnls itàdell'affermazione
c. {:i:ER : z < - 2o:r ?: 2}
(ad esempio: "Il numero 2n è un eontrescmpio all'affermazione, falsa, "Tutti i
d. {:i:ER : l:i:I :s; 3}
numeriprimisonodi spari").
e. {:i:ER :0 :5z:5loz> 2}
Se E ammeue massimo, allora ammeue anche estremo superiore.
Se E è superiorme nte limitato, allora ammette massimo.
l.JJ. ( Inverso del precedente) Tradun-e in opportune disequazion i
Se M"" max E, allora M = supE . l'appartenenza.a i seguenti ins iemi:
Se E ammette estremo superiore, a llora ammene anche massimo.
I.I [- 2, 2]
Se E è superionnente limitato, allora ammeue estremo superiore .
b. ( l,2]U(3, +oo)
=
f SeesisiesupE A,allOfll 'VE > 03.x E E: A -E< x < A. c. {-oo,OJU{I,2)
g. Se M am mette estremo superiore, allora ammette anche estremo infcr iOR. d. (-oo,- l )U( l ,+oo)
h. Se M non ammette mass imo, allora M è infinito.
Se M = supE ed esiste max E, allora M = ma11 E.
Dettrmin1.1re (le esislOJ•o) il massimo, il m/,,imo, l'estremQ s uperiore e l'estremo
SeesistesupE- A,allora 'Vc >O 3:i: E E: A- t <;i: SA.
inferiore dei segue mi sottoinsiemi di R:

1.29. Per ciascuna delle seguenti espress ioni , si dica per quali aER è ben
definita: {z ER :z = 2 +s in ;i-:n= l,2 ,3, · · }·

a3f 2; a2f3; a - 2/3; 1.1113; (~)" ; (-2)"; as; a- 2; tog a; log.3


1 1.35. { zeR : x=(- l t eos;;:n = l , 2,3, ··} ·
1.JO. SianoE,F ç R, e supponiamo e~·
'VzE E3yEF:x S y. 1.36. (0, 2) n{ t ,3)

Allora si può dedurre che (per ciascuna afferm~ione si dica se è vera o falsa)
u. 'rlxEE'rlyE F ,zS y 1.37. { z :x= ::~ :n-0, 1, 2, .. }
b. supESsup F
c. 3yeF:'VzeE,:z:.$y
d. supE S infF 1.38. {:i::z z=2.,- 2_"' :m • 0, 1,2, .. }

{z:z=~-;;:n- 1,2,3,
1.Jl . SJabi lirescciascunadellesegucntiproposizionièveraofalsa:
1.39. · ·}
'Vz,y E JR si ha l:i:+ YI =lxi+ IY I
b 'v'x,yER siha l:i: · yl =
l:i:l-1111
c. 'Vz,yER si ha l:i: +yi Sl:i:l+IYI

·~" ~ ••
12 Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.1. Argomenti introcMtivi

Soluzioni§ 1.1.
1.40. {z :z =(- 1)* (1-~):n = l,2,3, .. } I. I .
J.2 Falso{ilprimolnsiemeèlfrC/"4oln.nonapparlicne ailoecondoiMieme)
Vero (il 2° insieme ha per dementi insiemi, tra cui il 1° insieme)
Falso{il 1° insiemcnon ècon1tnulone12°, macasomaiècontenutoinalcuni

A={ze!R:z=l-~,n = l ,2, 3,
insicmicheap,,,,,-ungonoal2")
1.41 . Sia ·· } 1.5. Vero
l. 6. Falso
Perciascunadclleseguc nli,di reseèvcraofalsa: 1.7. Vero
a. maxA "' I b. minA O = 1.8.
U.
Falso (E'corrcnodirecheA ç B~AUB • B)
Vero
A è limitato superiormente d. A è li mitalo inferionnente
I.IO
e. A t un imern llo limitato f A~ un insieme finito I.l i .
g. At unins iemeHmt1.a10 h. A CQ
1.12.
I. Il. Fal~o
1.14. e
1.1 5
"' Falso:dalla~ri1àdcllaproprie!àperun 1riangolononpossodedUITTlasuaVffità
pcrognilriangolo
b. Falso: non basta che un rriallgolo qualsiafi non abbia I.a proprietà di Annibale,
do~bbe~rc11angolo.
c. F1lso:q uestOIIl0$lraChc: ~ falsa l'implicuzlonelm·ers11dip,oonpstcssa.
d Falso:lapè unaproposizione,c~èveraofalsa "unavoliapcrmttc ", nonpuò
~·vcrainquakhccasoefalsainqualchecaso".(E'laproprie!àdiAMil>alechepuò
ei.scrc vcrainqualchecasoefalsainqualchecaso).
e. Vtr0. lneffcnipcrroncludcrcchelapèfa!sa èsufficientcl.a prim11de lleduecosc:
upcrdisc~un1riangolorcttangolocheoontialaproprit1àdiAnniblilc.
f Falso. Corru: !i è visto, rispondere alle domaocle pce<:cdcnli ha a che fare solo con
gli aspenisin1anicidel!ap,noncon ilsuo 1ignifica10.

1.16. Vero
1.17. Falso
1. 18
t. 19 Vero
l.20 Falso

1.22. Vero
1.23. Falso
1.24. Falso
1.25. Vero
1.26. (a)2l, (b) IO; (c)IO; {d)-4.950
1.27. -40% 711"
t1vaW

,,_,, _~ ••
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.28 1.2. Numeri complessi


Vero; b. Falso, contnsempio:E:(O, l); c. Vero;
Falso.contrc5Clllpio: E - (O,l); '· Vero; Riferimento: libroditcsto [BPS l ), cap. l, §8.
Fal so.contrc~mpio:
E .. {1,2}. A - 2, f15sa1o c - I non esiste z E E tale eh.e 2 - ~ < z < 2
Falso,coo tresmlpio: E :(-oo,O); h. Vero; /. Vero 1.2.A. Concetti di base: forma algebrica e trigonometrica,
Vero(si focciaallenzione al " S A" ,ch e ~divcrsodalla domanda/). operazioni sul numeri complessi

1.29.
o~f'. : a. ?: O; Esempi svolti
(l)":'v'oER; (- 2t:oEQ;o :';! conn1pari oppuremen dispari; EM'mpio I.I. Scri vere in fonna alge brica (z "' a. + ili. a,b E R) i seguent i numeri
complessi:
o• :o ~O ; 0 -i: ., ;AO; log.3:<>>0, 0 .r 1
( 1 + ~~1i - 2i\ ~ ;(e) ~~ ~:;r
4
(a) (b) (1 +;2i) ; (d)
1.3-0. o. Falso; b. Vero; c. falso; d
l.31. o. Falso; b. Vero; Vero; d Falso;
l.32. (a) Svo lgiamo primail prodottoanumeratore(prodononotevole)
o. 13, +oo)
b. (2, 1r] (1 + 2i)( l - 2i) = (1-(2i)
2
) "'.!...±...!
c. {-oo, - 2)Ul2, + oo) 3 -i 3-i 3 -i"
d [ -3,3]
e. (O, l]U(2, +oo) Or.i per togliere i numeri immag inari a denominatore moltiplichi amo e di vidiamo
lafrazioneperil coniugato de l denominatore, usa ndo l'iden tità
I a -ib o - ib
-2 s,.s 2 a + W = (o +ib)(o - ib) = o2 + b2
b. I <"'S 2 o ,. > 3
c. ,.::;0 01 <%<2 e otteniamo
d :r < - 1 o :.i: > I , che si può anche esprimere cosi: l"'I >I
l.34. mu: • 2H in l;m in = non n iste;sup - 2+sinl;inf • 2. ~ ~ ~ = (J ~(:)~i! i) = S~3:/) = ~ (3+ i)= ~+i~
1.JS. mu • nonesiste; min • nonesiste;sup = l; inf =- -I
1.36. sup • 2, inf m l,non n istono max. c min chcè ilnumero dipartenzascrillo in fonna algcbrìca .
1.37. inf = min = l ,sup • I; max • non esiste.
l.J8. inf • min = 0, lup = +oo, non esiste max (b) Con lo s tesso rnccodo dell 'cs. (a) rendiam o reale il denom inatore
inf • min = - t;
max =sup =O
inf z -1.s.up = l,!IQnesistonomin., max.
o. falso; b. Vero; c. Vero; d Vero;
,/3i- 2 (!3• - 2)(2 - !3•) (!3• - 2)(2 - !3•) -
t. Falso; t f also; g. Vero; h. Vero. -:;;;+, (./3• +2)(2- !3•) 4+ 3 -
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

oraeseguiamoa numeratoreilprodonodi numericomplessi

dacuiriconosciamochep= J2: d = i·
(e ) Per eseguire lapotenza ( l + 2i )• conviene elevare al quadrato, riscrivere lnaltemativasipuòragionarecosl:si vedesubi1ocheHpunto l + inelpiano
in formaalgebrica,edelevareancoraalquadrato,cosl· complesso sia sulla retta y = x, inoltl't' è nel primo quadrante, quindi l'argomento è

{I + 2it = {( I + 2i ) r
2 2
= [1- 4 +4i] =
;:: .llmodulosicalcola poicon~ - ./2.

(b) - S è un numero reale negativo: il suo argomento è iJ • 11', mentre il


= (-3 +4i)2 = 9 - 16 - 24i = - 7 - 24i. modulo è il suo valore asso Iulo: p = S.
Questo me1odo è preferibile rispeno allo sviluppo di (I + 2i) 4 con la form ula del
binomio di Ne"1on che, oltre a richiedere il calcolo dei coefficienti binomiali, (')
portaacalcolarelepotenzcsuccessive dii,con ... probabilierroridisegno.Quindi
dacuiriconosc iamochep = 2;1' = 111'
(l +/i )4 = - 7 ~ 24i :=

(d)
ricordandochc 1 =-i
=-2•1+ 7i. Osserviamo che p = ./5
ma l'argomento non è un angolo noteYO/e. Possiamo
(d ) Sviluppiamo il quadralo a denomina1ore e poi moltiplichiamo e dividiamo indicarlo usando una funzione trigonometrica inversa. La più comoda è
peril coniugatodeldenomina1ore: arcctangente,i n quanto
(2+3ì) 2 + 3i (2 + 3i)(8 + 6i) 16 - 18 +i(24 + 12)
se{}= arg(a + ib), allora taniJ = ~-
(3 - if=9 - I - 6i "'(8- 6i)(8 + 6i)= 64 + 36 -
Per decidere se t'J=arttan ! oppure t'J= arc 1 an ~ +TT occorre ragionare sul
quadrante in cui si trova a + ib, ricordando che l'arcotangente assume valori in
(- j ,j),cioènel 1°e4°quadrante.Quindi.poichè (2 - i) stanel 4° quadrante,
EMmpio 1.2. Determinare modulo e argomento dei seguenti numeri complessi·

(a) l + i; (b) -S; (e) - v'3 + i; (d) 2 - i; (e) - ./2 - v'Ji

(a) Eseguiamo il raccoglimento

Si vede che p = .,/5, mentre anche in questo caso l'argomento non è un angolo

permetlereincvidenzailmodulocriconoscerocosenoesenodc!l'argomento:
nOlcvole. Poichl! tam1 - jt e il numero comp~ è nel 3° quadrante (perché
18 Cap.1 . lnumeri C;;ip. 1. Par.1.2. Numeri complessi

n,bsonoenlrambinegativi)si ha:
(c) Perw = -8èp = 8,,, = 11",edessendon = 6siha
1' = arcunfl + ir.
zt = t8(cos(11"+6'lb) +isin(,..+6'lk11")) perk =O, 1, ... ,5
Esempio 1.3. Calcolare le seguenti radici n-esime nel campo complesso e
riscriverle in forma algebrica·
= Vz(cos(i + ~ ) +isin( i + ~)) perk = 0,1, ... ,5.
(•) ef:; (b) 1/2'/J- 2i (e) .,r-8.
Trauandosidiangolinorevoli,èpossibilescrivcrepiùesplicitamcntc:
(a) La fomiula che fornisce le radici n-esime del numero
w=- p(cos,, + isin,,)è

z- p ''"(oos ('+"•)
- . - .. ('+'"))
+ 1sm -.- perk =0,1,2, ... ,n-l.

Occorre quindi preliminarmente calcolare mod ulo e argomento del radicando.


=
Perw -ièp 1,1' = =Tquindi,essendon 3,si ha =
E.se mpio l.4. Sia z=l+i. Calcolare modulo e argomento di z e di zlO_
z=<J ( ("' +'") ("' +'"))
cos ~ +isin - ' --
3
perk=0,1, 2 Esprimere gli argomenti mediante angoli compresi tra O e 'lir.
Infine, scrivere in
fonnaalgcbricaz 10 .
che si semplifica a
Calcoliamo anzituno lzl = J2; argz = !·
Per calcolare modulo e argomento di z 10 non occorre calcolare
z=cos (i +T)+isin(i+T) perk=0,1,2 algebricamente la poten:ta (I + i) 10 . Basta ricordare che, per il teorema di De
Moivre,
cquindid:i,piùespliciramen!c

arg(z 10 ) = 10 · ~ = ~ir = 2ir + ~,quindiarg(z 10 ) = ~·


Si osservi come abbiamo ridotto l'argomcn10 di z 10 (cioè ~ir) all'intervallo [0,2ir),
sonraendo2ir(più ingcncrale,puòesserenecessariosonrarreun multiplodi 21t).
sihap=4,iJ= -j, quindiessendon =3, lc3radicisonodateda: Una voha calcolato modulo e argomento di z 10 , è facile sc riverlo in fomia

z=v~'"(cos (-18+3 .
'") +1s111 .
. . (-18+ "~) ) ,k=0,1,2
3
algebrica:
(l +i) 10 =32i.

(che non scriviamo in forma pili semplice perché gli angoli coinvolti non sono
notevol i). t1vaW

.
.~ ~ ••
20 Cap. 1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 21

Esercizi Esercizi wui sulla/orma algebrica e trigonometrica dei numeri complessi


Scri•'t're informa algebrica (z = a+ ib, a,b E R) i seguenti numeri comple:ui·
1.55. Calcolare lm:e lzl, do11e zt lasoluzionedell'equazione:
(3+2i){2-3i) 2fZ=3+5i
1.42.
~ 1.56. CalcolareRezelzl,dovczèlasoluzionedell'equazione

(2 +3i)1 (3+2i)z=2 + ./3i.


Calcolare le seguemi rodici n-esime 11el campa comp/eila, dopa aver delta quame
1.44. (l+i,)3 sono.e riscrfrer/eilljor1110algebrica:

(2-3i)(4 + 2i)
l.45.
~
1.58.
De1erminare modulo e argomemo dei seguemi 11umeri complessi:
Calcofan le segue mi rodici n-esime nel campo complesso, dopo m·er de110 quante
2 -2i
SOllQ, e riscrirn.rfe informa trigorwme1rica o esponenziale:

1.47. -2-2./31 J.59.

1.48. -3i
1.60.
1.49. -3./3-3i 1.6 1. Determinare modulo e argomento dei numeri comp lessi
De1ermillare modulo e argomemo dei seguenli 11wm>ri compiesti (questi esempi
riclriedrmo l'uso dellefimzi011i trigo11ometriche in•'t'rse): '= 1/-vJ+i.
-l+i
1.50. 2+3i
1.62.* 0el<'nninare /111/1: le solw:ioni d.:lla segu.:nte equa:tione nel campo
-1+3i complesso,escri11crle infom1aa lgebrica:

-2-Ji

l.5J. l -3i

l.54. -/2+;
22 Cap.1 . lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.2.8 . Equazioni nel campo complesso applicabile teoricamente a tulle le equazioni in C . Ma questo non è un buon
motivo per usare sempre questo metodo. La risolu?ione di un sistema,
generalmenrenon /ineare, didueequaiion i indueincognite,puòessere laboriosa.
Es empi svolti E'beneusarequestometodosoloquandononce n't unopiùsemplice, il che va
stabilito osseTWJndo la struttura dell'equaiione, come illustreremo nei prossimi
Esempio 1.5. Determinare tutte le so luzioni della seguente equazione nel campo
esempi.
complesso, e sc ri ver le in fonnaalgebrica:
2iz 2 +~ + 5i= O. Esempl o l.6. De1em1inaretuue lesoluzionidellaseguenleequazionenclcampo
Nell'equazione l'incognita complessa z compare in :2 e Z. Ciò significa che complesso,escriverleinfonnaalgebrica:
questa non è wi'equa:ione algebrica (cioè il 1° membro non è un polinomio in z ,
come sarebbe se al posto di Z ci fosse ,c)_ Jn panicolare, non possiamo applicare la 3z +i./3 =z.
.+5
fonnularisolutivade lleequazionidisecondogrado.ln vece,è natural eporre
z = z + iy (con:z:, yE R) . L'equazione diviene: Imponiamo aru:ituuo: 7'-5. Si osserva che l'equazione si può riscrivere
comeequ.uionealgebricadi sccondogradn,conipassaggi:
2i(z 2 - 7? + 2i:z:y) +3(z - iy ) + si = O
3z+ iJ3 ,,.: 2 + 5:
e separando pane reale e parte immaginaria si ott iene il sistema di due equazioni in
due incognite reali:
z 2 + 2z- iv'3=0. (•)
-4:z:y +Jz: O =:o-:z: = Ooy =~
{ 2(z2-y2)- 3y + 5 = 0 Oraèlecitoapplicarelafommlarisolutivadelleequazionidisccondogrado:

Se:z:=O, - 2y2- Jy + 5 = 0
z=- 1 + ~-
(Scriviamo solo il segno + davanti alla radice perché il simbolo di radice
complessa indica già i duenumcri).Anenzionc pcròalfanoc hc qucsrascrinura
non fornisce ancora le soluzioni scrine in forma algebrica (come richiede il resto):
eoue niamole soluzionieomplesse: tneccssariocakolareleradiciquadratc.Poiché i!radicando l+i,/3hamodulo2
eargomento Tr/3, si ha:

Sey = ~: 2z 2 + ~ = 0 mai. e quindi


Anenzione a non cadere nell'errore di ricavare z come .;=T37T6. oncnendo
va lorii mmaginari di :z:!Questononhasensopcrché:i:ev50noincognitcrea/i.
Lesolu zionicomplessescrine in formaalgcbrica(comcrichiedc il testo) sono
quindisolo z1 e Z2 scrittesopra.
Osservazione 1.J. Quand o iua~ la form a algebrica? Il metodo di risoluzione di Si o~rvi che anche l'ul1in1~ passagg_i~ è r"eces_sario se vogliai:no che le
un'equazione nel campo complesso !itparando pane reale e pane immaginaria è so luzioni dell'equazione siano senne escphc1tamcm~ m forma Ì't lgcbrica. ln line,
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 25

osserviamo che entrambe le soluzionitrovatesonoacceuabiliperché divcrscda


-5, condizioneimpostaall'inizio. !I= -~x,,;.. - ~z - 2 = 0,z = -4,y = 6, z = - 4 + 6i

Osservazione 1.2. E' istrunivo, a titolo di confronto, provare a risolvere lnconclusionc,lesoluzioni sonodue:
l'equuionc (•)col metodo di separazione di parte rea le e immaginaria. Ponendo z1=l+ì;%1=-4+6i.
z =x+iy,sionienc
Esen1pio l .8. Risolvere la seguente equazione nel campo complesso, scrivendo
(x +iy)1 +2(z+ iy)- i./3= O iune le soluzioni (in fontla algebrica o trigooomctrica) e dicendo espliciiamcnte
quante sono:

chedàilsisiema (i+i) 3 =i.


Osservandol'equazione,sicapiscechcconvieneragionareinducpassi:prima
E'evidentccheilmetodonontaffattovantaggiosoinqucstocaso.Moltomeglio poniamo w = i+ i, così che l'equazione assume la forma mo ho sem plice
osservarcchc (•)t un'equazionedi2°grado capplicarc lafont1ularisolu1iva.
Come notavamo nell'Osservazione l.I , affrontare un'equazione nel campo w 3 =i.
complesso separando pane reale e immaginaria è una cosa da fare come ultima Ri sohal'equazione inw,saràfacilericavarc z.Calcoliamoquindi le radici cubic he
riSOf'Sa,se nonc'è unastradapiùsemplìce. dii:

Ese mpio 1.7. Risolvere la seguente equazione nel campo complesso scrivendo
tu1telcsoluzioniinformaalgebricaotrigonomctrica
Rc: ((l + i)z) · lm(( 2 - Ji)i) + i(lm z + Rel - 2) =O. (dove col simbolo {.. }abbiamo indicatol'insiemedelleJradìcicubichc).
Poichénell'equazionecompaionogliopcratoripartcrcale,pancimmaginariae Oraricaviamolcpoi z:
coniugato, separorc pnrte reale e immaginaria in questo caso t una stroda
obbligata. Ponendo z=:r:+iysiha:
Re (( l + i)(::i: + iy)) · lm{(2- 3i)(:r: - iy)) + i(v+ :r: - 2) =O

(::i: -y)(-J::i: - 2y)+ i(11+z - 2) =0

{ 11+:r: -2 =0
(:r:~ y)(3:r:+ 2y)=O
Lesoluzioni sono3:

(z-y)(3::i:+ 2y) =O,,;.. y =:r:o11 = -~z;


Zt = 2i;tz = 4 +~i;z3 = -4+ ~i
Esempio 1.9. Detcnninare tu ne le soluzioni dell'equazione ne l campo complesso:
11=z,,;.o 2:r:-2 •0,::i:= l,y = l ,z = I +i; ll = -4l.
Cap.1.lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri comp'essi

Nell'equazione compaiooo z1 e ! . Quindi non è un'equazione algebrica. Osstrvazio ne I J. Q uand o usa re la forma trigcmom etrka? Il metodo di
Potremmo separare pane reale e parte immaginaria. In questo caso però la strunura risoluzione di un'equazione ne l campo complesso scrivendo l'i ncognita in forma
del l'equazione suggerisce un altro procedimento. ~ scriviamo, in forma trigonometriea è uti le quando è possibile riscrivere l'equazione in modo che a
trigonometrica, ciascuno dei due membri compaia z o !, o una potenza di z o !, eventualmente
molriplieo1a per (ma non sommata a) una costante. In questi casi infani è facil e
z =p{cosO+ isinO ),
esprimere in funzione di p e 1' il modu lo e l'argomcn10 di ciascuno dci due
ricordando come si eseguono, in forma trigonometrica, i prodotti, le potenze membri.
(formule di De Moivre) e l'operazione di coniugato, avremo
Osff rnzio ne 1.4. Form a 1rigonometrica e form a tt pone n:r.la le. La forma
2
:: • p 2(cos21'+isin26) t J/Xmen::iole dei numeri complessi è equivalente alla forma trigonometrica, ma di
scrittura pili compatta. In questo capitolo abbiamo deciso di oon usarla, perchè
Z = p(cos(--0) + isin(-1')); - 4Z = 4p(cos(ir - fi) + isin(ir - fi)) so litamentenonvienepresentataall'iniziodelcorso, mapìùavanti.Selo studente
conoscegià lafom1aesponenziale. comunque,è invitatoausarequestaanzkhé la
(abbiamo usato il fanoche - 4hamodulo 4 eargomento ll'). L'equazione diventa forma trigonometrica. Ad esempio, l'impostazione di questo esercizio usando la
quindi fomm esponenziale dei numeri complessi diventa:
p1 (cos21' + isin21')"' 4p(eos(lf - 1') + isìn(11 - "l) :: = pe;' : :2 "' p 2e,;'; Z = pe- •'; - 4 = 4e;~
che si può vedere come idcnti1à tra il numero complesso di modulo p7- e argomento
21' e il numero complesso di modulo 4p e argomemo (,,.. - O). Ques10 è possibile e quin di
solo se
dacui,cornesopra, p2 =4p e 21' =11 -"+ 2kll'.
r1"= 4p
{ W = ir -1'+ 21.T. La forma esponenziale aiu ta a ricordare le formule di De Moivre, eseguendo
correttamen!e prodottiepotenze.
Si tratta ora di risolvere il sistema di d1.1 e equazioni ne lle due incognite p,"
ricordando che, per il loro significato, p 1lev'eJsere 1111 numero reale non 11eg'1li~·o e Esempio I.IO. Detenninare tutte le soluzioni dcl l'equazione nel campo complesso:
<J un angolo, quindi. ad esempio. è sujficien1e coruiderore valori 1' e [O, 2ir ). 3
8z = ilzl Z.
Risolvendo il sistema (notiamo che in queslocll.'iO le due equazioni sono tn!I
loro indipendenti) troviamo Come nell'esempio precedente, lastrunuradell'cquazionc suggerisccdiusare
la forma trigonometrica dei numeri complessi. Ponendo
p = 0, p=4 ;1'= ,,.+32k1r
z= p(cos"+ isinO)
chedàiseguentipuntinelp ianocomplesso: e ricordando che i ha modulo I e argomento ll'/ 2, lzl 3 ha modulo p3 e argomento
O, Zha modulo pe argomento - il, per le formule di De Moivre si ha:
( (•+3'")
z= O; z=4 cos - - . ("•'"
+ ism -
3 ))
- , k =0, 1, 2

e quindi

z1 =O;Z2 = 2 + 2./3i;z3 - - 4; : 4 = 2 - 2./3i. 8p= p4


da cui { "= ~ -1'+ 2k
1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

p = O:i =8, quindi p = 2, [$e mpio 1.1 2. Risolvere la seguente equazione nel campo comp lesso, scrivendo
tutte le soluzioni (in fonna algebrica o trigonometrica) e dicendo esplicitamente
{J= ~ + k1r , k = 0,l quante sono:
z 4 + 4iz 2 +5= 0.
quindi: z1 = 0; Z1= ./2 + iJ2; z3= -./2 - ./2i. E' un'equazion<: algebrica di 4° grado in z, quindi per il teorema fondamentale
Esempio I.li . Ri solvere la seguente equazione nel campo comp lesso, e scrivere in dell'algebraavràscnz'al!ro4soluzioni, computatecon!ado'"utamoltepli cit.à.
Si tratta di un'equazione biq11adra1ica, ossia un'equazione di 2° grado
fo1111aalgebrica1uuelesoluzioni.
nell'incognitaz 2. Pcrciòsiproccdeinduetempi:primasiricava z 2 applicandola

(;z:1J• -1 formula risolutiva delle equazioni di 2° grado; po i di ciascuna soluzione trovata si


prendonole2radici quadrate.

Lastrutturadell'equazione suggeriscedispezzarei l procedirncntoinduepassi: z 2 = -2i+ H =- 2i ± 3i = {~si


prima poniamo w = C"t e risolviamo l'equazione w4 = l , che dà le 4 radici
quarte dell'unità: Ora estraiamoleradiciquadratediciascunodciduevalori trovatiperz 2:
W1 = l ; tt>:i=- 1; 1"3 - i; W4 =-i.
z1,2= ..fi -±~ ( l + i};
Ora riso lviamo rispetto a z l'equazione ~ - w per ciascuno dei 4 valor i di w
trovati.Otteniamo

z;= ~~~w~ perj = l , 2,3, 4.


Lesoluzionisonoqueste4
Sos1itucndo successivamente i4 valori di w; ed eseguendo il calcolo algebrico
otten iamo:
Esercizi
Zl = ~ -=- ! = I - i; De1erminare tulle le soluzioni delle seguenti equa;:ioni nel campo complesso,
.scrfrendo in forma algebrica o trigonometrica le soluzioni e indicando11e il

~ =Z
•+ 3
z1 + 2%- 2 =0
Z-4 =0.
2z+ 4i = Z( I +(Rcz)2 - lmz)
Sinotiche iltes1orichiedevadiscril'ere le so/u::ioniin/ormaa/gebricapercui,ad
esempio, fermarsi alla scrittura z3 "' *1se nza arrivare a is = -j - i ~ non
sarebbe stato sufficiente.
Cap.1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2.Numericomplessi ,,

z2 +2iz-J3i=0 1.82. lz•)+ 1- n2 =0

1.83. z4 +2iz 2 +3=0

:6 +2z 3 - 3 =0 1.84.* i:=3J:l 2Z

1.85.* : 2 +2( V5+2i)z+ I +3.fii =O

3z+2i+3= 2i+IO ,_, J.86. lzlz 2 =-2%

z2 +2iz- J -4i=0 1.87. z"=(Z/

:1:1= 2% 1.88.• z+l+i=-:~7~ 1


8(:+ I)''+ l +i./3 = O
1.89.• 5iz 2 +6(1+i)z+ 2 =0
(:- 1)6 =64
J.90.• z2 + 2(i - 2)z+3+5i::O
J2z 4 -(l+i)Z=0
1.91.* (' ; } · = -i-/3+ •( /3-1)
Jzl(3lzl- 2) -:3 "' 0

(.'+3/7)(•' - 3/7) = I
1.92.* z +i"i+~
2
=0

l.9J. 2iz 2 +8(1 +i)z +7 - 0


(:~:)' =-8
1.9.i. z2 +:(-l+i)-i=O

.'+ 4= (• -/3)' 1.95.• :


6
+z3(J - 2i)-(l +i) =0

2
1.96 .•
(•-•/3)' +8-i8Vl • O : +4iZ+5=0

1vaW

~· ~ ••
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 33

Soluzioni § 1.2.
1.98. z1 +i./3z + 6=0
-J]-fi
J+iz+i= -n
-5+12i
(z- 1)3 = -8i

1.101. (3-2i)i= 5i

z2 +2(1-i)z+ 2./3 =0

1.103. f +Z•J(z+i) p - 3;1' • t1'


1.104. .:+~ = - 2i
p=6;1' • l:lf
p=,/i3;1' • an:tan~
1.1 05. i(z+ i) 3 = I
p=JiO;""'"- arctanJ
1. 106. z~+iZ=O
p=Ji3;ar&z=1r+arctan~

1.1 07. (.: 2 + i){z 1 -i) +./ii -O p = JiO; argz = -arctan:l

1.108. z7 +i= I
p = J3; argz = tr - aretan~.

1.109.* {2+l)z3•5-Si lmz •j ;l:t - ~.

Ru = h(6+2J3); lzl = JK.


Le n>dicisonoinnumero5,esonodateda:

leradidsonoinnumcro6. esonodateda:
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.59. Leradicisonoinnumero5, e sooodateda


Se z- 1, allora -.,J + l • O, quindi 11 = ::l:l .
: = .fi(cos( i + T) + isin(~ + T)).k= 0, 1, 2, 3,4.
Se 11 • o, 11lora zl + 2:i: - 2 .. Cl, quiDdi :r: - -1 ±./i
Le radici sono innumcro4, tsono dateda Le solllZioniquindisono:

z "' 12(cos(i +T) + isin(~+ T)).k=Cl,1, 2, 3. : 1= 1 + i; •i - 1 - i ; :3 • - l + ./3; z.=- l - ./3.


Pon iamo z • z +i11 con "',J1ER
Modulo: p"' "V; Arg()fllen~o:" = -~n + 1r,k • O, 1, 2.
2:i:+ 2iy + 4i = {z - iy)(l + z' -11)
}'- {2- i) .Q±iL _ __1._ _ ~ _ 20- 5i
-(l+ i) (5- 3i)-8+2i- 64 + 4 - 34 ' equivalentt 1l sistem.a:

La prima equazione dà z=O oppure:É"-11= I.


Per z=Cl laoccondaequazionedi
3z +1 + 2i =l:l'+n.
111 - 311 - 4 = Cl, ci~ 11= -l,11= 4
Ponendo: z z+i11con z,11eR siha: e quindi si trovano le soluzioni : 1 = - i ;:: = 4i. Per :i:2 - Il= ! la seconda equazione dà
3(:i:+ iv) + I + 21 = ,,: + .,( + J (z- •11) 211 + 4 • -211, c~11 =-I

equivalente1l si5lema
chc,anc:OO!l pcr z' - 11 - l . di r .. o, ci~z - o
e quindi siritrovala soluzione : 1 = -i. lndefinitiva,lesoluzionisono·
•1 =-i; •:=4i.

elesolurionisono ,, .,, ~/2 -~i; •1=-i.fi- ~;. 1.66. E' un'equazionealgebricadistcondo~

: =i+ ../- ! + l -9i = i+3.;:i


1.64. Non ~ un'cquaz.ionealgebrica per la presenza dì i. Ponendo : • z+iv con
:i:,11eR siha Ora calcoliamo nel cam po complnso·
:i:2-.,J+2iz,+ 2(:i:- iy)-2 - o

Quindi:
2y(:i:- l ) • O~z=l oppun: Jl "' Cl.

'llVdl/ll
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.67. Lc:wluziooisono2(cquazioncalgcbrica di2°grado)csonodatcda: 1.70. Cen:hiarnosolu.tioninellafonna.: = x+i11 .

. .. -i±J- s +Jii. .,2+.;+] +2(:r+i11) 2 =0

Calcoliamo a parie le radici complesse J-1 + Jii. Sew • -1 + ,/31, (r'+.;+2(0: 2 -Y.)+1) +4i:ry .. o

liul • 2,argw= ~11",

:r= O~ 11= ± I; 11 =0=-3i'+ I • O,mai


Perciò le :wluzioni sono:wloo: =O e 11 • ±!,ossia:• .. ± i.

Quindi (3:+ 2i +3)(1-z) =2i +IO

E'un"cquazionebiquadralica (v.Esempiol.12) -3z 2 + :(3- 2i - 3) + ('.li+3) = 'li+ IO

.:'= -J~V-3 = -~±;~ 3z2+2iz+ 7 • 0

E'un'equazionealgebricadisecondo &J"ldo:

·~ = J- ~ -;f/- = co5e; +k11") +isincos(~ +k11") = ± (-~ + 4;) :=-i+~ = -i+2./i.


Ora calcoliamo nel campo complesso:
quindile4 :wluzionisono:
Ji -±7[.
~+~i; -~ - ~i; -~+~i; ~-~·
1.69. IA:w luzionisonoinnumero 6(cquu.ione algebricadi6° grado).Osse1"viamo
cheponendo t • z3 1'equazionesiristrivecoimcquazionedi 2°gradoint:
t 2 + 2t -3 • 0
l.7J. Cerchiamo:wtuzioni nella fonna z = p(cos" +isin").
chedàt = 1,t • - 3,ossia.:3 =I, .:3--3. Quindi risolviamo estraendo le radici:
p1(cost1 + is in1') = 2p(cos(-'1) + isin(-1'))

Tn: w luzionisonodateda V'J,esono: I, -~±i~;


treso!uzionisonodateda?'-3,esono: - .fi; fi(l ±i~ )
z=0,'1,-'1 (3:w luzi w
38 Cap. 1. I numeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi 39

{=~:"-"+ i + 2h
z+I "' ?z (cos {i +ki ) + isin{i +ki )),perk =0,1 , 2,3. {: : ~P+""~ perk • O,J , 2, 3,4.

Quindileso l uzionisono6,ec~ :

zu • -1±72 (~ +i~) ;z~• • -1±72 (- ~ + ~i). z "' O; z • cos({o + T) + isin(il + T) perk .., 0, 1,2,3,4
lz]{3lzl- 2}= z'
Ponmdo z .. p{cos{j + isin1') si ha:
p{ 3p - 2 ) • 1 (cos(31')+ isin(3")).

Se p .. Osihalasoluzione .:o • O;
z- i- ?'64; z • l + 2 ·V'I
altrimcntisisemplificaperpcsiha:

V'I = w• •cosUf) +isin(~) perk .. o,1,2,3, 4,r.. 3p - 2 = p1(cos(30) + isin(31'))


Ombisognadistinguereduecasi.
Esplicitamcme, leradidsestedilsono
Se 3p - 2 <: O, cioè p <: 2/ 3, allora il primo membro t un nWllero di modulo 3p - 2 e
l l +,i./3 - l +i ./3 argomento O, perciò risolvo il sistema:
W(I • ; W1 "" - - ; W, = - ,- ;

"'3=-1; ..,, .. - 1-/,/3; 111$ = 1-~./3


equiridi
p= l ;p = 2 acccnabilientrambiperché <: 2/ 3
e le soluzioni dell'cquaziooc di pancnzas.ooo z•= l + 2w• perk • O,l , 2,3, 4,5 , ossia, { 1' = 2k f perk - 0, 1, 2
esplicit3111cnte:

:<o • 3;z 1 • 2 + i J3;z, = i,/i;z, • - ! ; .,. = -i,/i;z0 = 2- ;./i che<ti lcsolw:ioni: z 1 • l ; z, = - ~ + ~;;z, "' - ~ - ~i;
~ = 2;zs = - l + ./li;zt • - 1- ,fi;
Se invece 3p - 2 < O, e~ p < 2/3, allora il primo membro t 1,111 numero di modulo
Posto z = p{cos" + isin{I), poich~ ~ =cosi+ s in ~ , isi ha· 2 - 3pC&r);OOM:n10 11, perciò risolvo il sistema:

4
p (cos(41') + is in(41')) = p(cos{-{J + ~) + isin(-{j+ i )) {~,,-:~;. ~ .
e quindi
t1vaW
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

f p=~ dicui iac:cettabilesolo ~pen:ht positi"a e<2/3


l "=i+2kf ciobt=f;" • ";"•}'lf
w=4(-~ -i~) ;lwl = 4;argw= ~'lf.
chedàlesolurioni:

"7 • (-3+ v'iT) +i(-3+ v'iT)v'i;z, • ( 3- 2 ./17);


Z1 • 7z+i~; Z2= -?2-i~;
~- (-3+ Jii) +;(3- Jii)/i
.i:
6 -63• L; •= .:.164= 2·\fl. •3 • -fl+•-72; ·· -fl-i7z .

•- ;J3 = \/-s+1s./3 - 2J-~ +i~;


Poicht- i+i~ = cos(~'lf) +isin U'lf),
'(!+\;

l
zo • 2; z1• I+ ,/3i;Z2 =-I+ ,/3;;
, i 3 'lf ,.. 11 ,.. _1+.11'!;
%3 • -2;'"4 =-l-./3i;•3 • l-./if.
.,-;--;r,=<O>(-+
v-2+·2 6
•-)+;••(-+>-)-
2 6 2
'r. '
-v-~;
Sia w = ~. risolviamo ui' = -8; !-4;

l
v'3+•(1+/3)
• - i,/3+2J-!+;ii . -1+ 2.fi;
Orarisolvendol'equazionew •~ rispenoa:siha: , , -v'3+(/3-•);
I
'o/,!' ='-,/3;
:=2w+ 1. l-2~ = 2+ '3·
w-1
!~
-=7i/
"''
V"'

1.80. Postoz=ptJ1,si ha·

•' • -2-2i./3sw

t1vaW

~· ~ ••
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri e.amplessi 43

-JHJH
= {Jl+<(-Jl-•)
z =0; z =±(Js +its) (3soluzion i).
z= -3(1 +i)\~ • -3(l+;~+Jsi .
E<juazione atgcbricadisecondogrado

z = -( 15 + 2i) + i/~(Vs
-,-+-,.~)'~--(,-+-,-
Vs~
i) = - J(l+i)±2(1+i) f -~ - -i+t
=--"- '"' l -~ - -l+i
1.90. E<juilZionealgebricadisecondogrado:
= -(.ro+")+M - -(.ro +") +iiv..
• = (2- i)+ J(2- i) 2 - (3+[li) = 2- i+ Mi= 2- i +3.;:i

cqujndilesoluzionidell'equazione.sono·

' - 2-;±3(-' +•) = { ( 3-1') +•(},- •)


Le soluzioni sono in nwncro4 e sono·
- 72 (2+},)+•(-1;- t)
z=O; •= {J. +a::{j.;z=-v'2;.: - fl.-i::{J.. ,• = •= •o 2-•J [(-•-!')+•(I'-•)]=
Lesoluzionisonoinnumcro5esono:

= 4(-2 + 2J3;) = 16(-~ +~ i)


Oraz = y.'W; poicht lwl =16eargw = j11,
(•+ l + i)(z+i-1}+{3i + l ) • O
•= 2(ços{i +.ti ) +isin(i +.ti)) pecrk • O, 1,2, 3.
(• + i)2 -1 +;i,+ l =o
Esplicitammte,
.:1 +2iz-1+ 3i • O

.,~, ~ ••
Cap. 1. lnumeri Cap. 1. Par. 1.2. Numeri complessi

1.9?. Sia z: :r + iv conz,vER. Allol"ll

(:r+ i11)1 +i(:i:-iv)+i • O;


li- li • Ji, arg{i -1) • ~11; •= ~~
r 1
- il + 2i:ry+ ò:r +v+ i• O;
{ ~1:;:"'+..110+ 1 = 0
Dalla seconda, :r .. Oo v • -J. Se :i: • O, dalla prima si ha

v'"-v-i=O; v = 1±2,/Z·

Le soll.lZioni sono i sei nwnCTÌ •l (A: "' O, I, 2,3, 4,5) scrini sopra

(:r + i11)1 + 4i(r- iv) + 5"' O


eintuttoSQR04.

{ 2:ry+
~-v1+ 4 v+5=0
Lesoluzionisonoinnumero2esono: 4:r =O
I i 7 7
•=-2+ 2; · - - 2+2i :i:(v+ 2)= 0 =- :r =O oppure r'"'- 2;

Se :r=O, - t/'+ 411 + s ,.o dà: v=- l ;v=5;


•i = l, • i =-i
Sey =-2,r2- 4 -8+ 5 a 0 dà: z =± ../7

-(1 -2i)+~ - 2i -21± 1 = { :_ 1


Quindilesoluzionisooo4, ecioè·
,r ..
• i • -i; . ,:5i; !3= ../7 -2;; :. =- ../7 - 2;.
Le soluzfoni sono innumero3e!.Ono

fil "' 1, argi =i perciò .fi =c<»(i + ~) + isin(i +~)


per .1: = 0, 1, 2.
Cap.1 . I numeri Cap.1. Par. 1.2. Numeri complessi

-= ~~;sin(ii•) = ~~.percW:
5 I.
% " -3-3•· cos(f211)

Siaw • -8i. lwl "" 8;argw = ~11" z=-l+~+i( I +~;

•=- l -~+i(1-~.

per.I: = I ,H'i'l ....('i'll -v'i-• '" (•-v'iJ-•;


=
Le soluzioni sono due :

per.1: =2: 2H !i"l •"•(!i'))= v'i-i;,. (• •v'il-· Lesoluziooisonotre:

=i • O; .-1 - 4-~i; zi • -4-~i


IO 15
=- -13-13'
,. =O;zt = cosG +.1:j) +isin(i +ri)
•=-l+i+,/-2;-2,/i
perk =-O, l,2,3,4,5,e intuttosono 7.

Sia w • -U- 2../3; lwl • 4;argw • ~•; 1.101. Lesolui.i(lllisono4


z= V'2(cos(i+.1:~)+isin (i+.1:i)), k=0,1,2,3.
l"-+·(ii•)+"•(ii·)) 1.108. Le.sotuzionisono7intuUo
, __, +'*2(=(ii·) +io•(ii·)) = • • iti(c"'(-{s+~)+isin(-{s+~)), .1:=0,1,. ,6.
1.109. LesoluzionisonoJ:
f -l+2cos(fpr)+i(l + 2sin(~11)) ~=~ = 5(1-i)(2- i ) = l -Ji.
\ -1-2coJ([p)+i(l-2sin(fi-11)) 2+i 5
N.U. Usando le formule di bisezione, si po$$OOO caloolm: (Mn cn richiesto) i valori
espliciti:

perk=O,l,2
Cap. 2. Funzioni di una variabile
Riferlmento:l ibrodi testo! BPSl ],cap.2.

2.1 . Grafici delle funzioni elementari


I prossi mi esercizi mettono alla prova la conoscenza dei grafici dellefan!ioni
ele111€ntari (po tenze a esponente intero, ral:ionale o irrazionale, esponenziali e
logaritmi di base qualsiasi. funzioni trigonometriche elemen1.ari e loro inverse,
funzioni iperboliche e loro innrse) che lo stude nte deve semplicemente aver
studiatoeconoscere(v. [BPSI ), eap.2, §3). Per questo motivo non si presentano
esempi svolti.

Esercizi
Tracciare (senza calcoli!) il grafico qualitatiw delle seguemifim;;ioni eleme,,1ari.
Indicare chiarameme e~·entuali pu/Jli a tangente verticale o ari::omole, p1m/1"
angolosi. el'emuali Min101i, e riportare sugli 11.ui il l'alare numerico di eventuali

.•.
puminolel'Olide/grojico·

2.1.

2.J.
..,.
Ch•
2.11 .

2.12
cotgz

,!!•

2.13.

Il)'
2.5. .!/'
2.6. ,-. •'"
2. 16. Sh•
2.7. z - 1/l
2.17. 3'
2.8.
2.18 . l•I
2.9. z-~/3

2.19. z - 1/ 2
2.JO. loglxl
Cap. 2. Funzionldiunavariabile Cap. 2. Par. 2.1. Graficidellefunzionielementari

2.20. Soluzioni§ 2. 1.

2.2 1. log,:z:

:z;2/ 5

e-lzl

2.24. :z;,, .

2.25. Th:z:;

2.26. :z;- 2/3

~ -~
manu: (manti ssa)

2.28. [•[ (parte intera)


,.,.
~ ~ ·• ' ' ' 2
2.30. SettCh:z:

~ V\ .1
2.JI. elzl

2.Jl. :z;1/3

~~ .. ~ ·• ' '

~·~ ••
LL . ;t
52 Cap. 2. FunziOnidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.1. GraficideOefunzionielementari 53

'·'· ·-'" , 2.•..=~


,

. "
X -<I -2

.
2 4

l.17. 3• l. 18. lzl

j~ I' L~
2.1 9 . .,-•l i 2.20. arccou

~ili ~l .. . -l -(1 .5 0.5 l

p=~
'+Kr'"~ ~~ t1vaW ws
54 Cap.2. Funzioni di una variab ile Cap.2. Par.2.1. Graficidellefunzionielemefltari 55

·~. ·1~:::= LLlL


± .~ :~ '"+
~Ml
... . . ..,
Nota: i !ra1tivmicalinonfannopanedelgratiçodcllafunzione.

~
Nota:itrattivmicaliDOnfannopancdclgraficodcllafunzionc.
56 Cap.2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par.2.2. Funzionieomposteeproprietàelementaridellefunzioni 57

2.2. Funzioni composte In definitiva,


e proprietà elementari delle funzioni (3, 4)U(4,+oo).
I prossimi ese mpi ed esercizi riguardano anzituno i concetti di insieme di (e) L'argomento del logaritmo dev'essere positivo, quindi :t: >O. L'argomento
defini:io11e di una funzione, ,fumi0t1e s inmwtrico (pari o dispar1), periodico, dellatangemedev'essere #-br/2, qu indi
nwnotona, irwenibile. A partire dalle proprietà delle funzioni elementari e dalle
definizionidi questiconceni(funzionc pari odispari, ecc.) sichiede dirisponderc logx#-k~
a certe domande ragionando sulla com posizione (o sulla somma o il prodotto) di
funzioni. L'operazione logica fondamentale di composizione di funzioni è
costantemente sullo sfondo di questi esempi. Gli esercizi in cui si chiede di z #-e*-f'l per ke Z.
scrivereesplicitamen1e fojunzio11einversadi una funzioncassegnata(dicui si sa In definitiva·
già che è invert ibile!) si cu llucanu inv~>cç .sul piauu<.lcipren:quìsitidi 111a1emo1ico
e/eme111are, inquanto rich iedoriodirisolvercequazionidivario tipo. :t:>Oe:t:#-e*-fl perk eZ.
(d) L'argomen1odella1angcntcdev'essere ,,. krr / 2, quindi
Esempi svolti
Esempio 2. 1. Insie me di dd ini:tione. Detenninarc l'insieme di defin izione delle :t:#- k~.
seguenti funzioni (oss ia it più ampiosonoinsieme di R su cui la funzione ~ ben
L'argomento dellogaritmo dev'essere pos itivo, qu indi
defiaita):
!lUl:r >0
(a) lo~); (b) ~- logl:r- 4 1; (e ) tan(logx); (d) log{t1mz).
krr<:i:<i+ k1r perk eZ.
(a) La funzione log1t è defini1a per t >O, qu indi lo82(3 + :r) è definito per
3+:r>O, cioè::r >-3. L'ultimacondizioneinglobagiàquella :r# ki equindidàl'insiemecereato.
La funzione efi, è sempre definita, quindi anche .y;+"2 ~ sempre definita, Siconfrontinogliescmpi(c)e(d): il diversoordineincuisooocomposte tra
tuttavia è a denominatore, quindi non deve annullarsi. Imponiamo quind i toro lefunzionilog eianportaaduerunzionicon insiemidi definizionedivers i.
rz:t"2 "' O, e ~ :r ,,. -2. In defi11i1iva l'insieme di defiaizione ~:
Enmp io 2.2. Funzioni pari o dbpari. Dire se le seguenti funzion i soao pari,
(-3, -2) u (-2, +oo). dispari,o nessunadelle duecose:
(b)llndicandodellaradicequadratodev'esserc ;:>:O, quindi
2· - 8~0
(a) l:x1; (b) xtan 3x; (e) :t: +2:r2;

2";:>:8;x;:>: lo828= 3. (d ) r r : (e) sin(.rl); (f) 3.r,


L'argomento del logaritmo dev'essere positivo; poiché l'argomento~ lx - 4!, che ~
(a ) Perappl icaroladefinizio nedifunzionepariodispari, calco liamo
sempre ;:>:O,è sufficiente c hicderechc sia
lx-41,,.0,:t: ,,. 4. / (-:t:) = i + ~:,.,)2 = - I :x
1 = - / (:t:),
Cap. 2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni composte e proprietà elementari delle funzioni 59

quindi f è dispari. Oppure, più sc~maiicarnente: il numeratore è dispari; il


denominatore è pari; i/ quo:ieme (o prodo110} di u11ajunzio11e diJpari e u1w pari è
dispari (ngofa dei Jegni}, quindi la funzione è dispari.
se / (z) ha periodoT, allora / (wx) ha periodo E•
(b) Ragionandocomesopra, comesivede dalleuguaglianze:
3 3
/ (-z) = (-z)[lan(-z)] = -zl-tanz] = -z. (-tan3 x) = ztan 3 z = / (z),

perciò / è pari. Oppure, più schematicamente: taro: è dispari, una sua potenza a
esponente dispari è di spari, quindi tan3 x è di spari; la funzione z è dispari, il (b) Poichésin 2zè1r-periodica,lostessovaleperlacomposta r?-'•.
prodottodiduefunzionidisparièpari(regoladeisegni),quindi/èpari 2f
(e) Poiché sin4z ha periodo =~ e -5cos6;r ha periodo 3f: = i•
la funzione
(e) /(-z)=-x+2z2 , sin4x - 5cos6x ha per periodo il minimo comun multiplo (rea le) tra ~ e i• che è
ir.lna hreparole:irèilminimonumerorealepositivoper cuisiha:
che non è né / (::) né - / (x), quindi f non è né pari né dispari. Più
schemalicamente: la somma di una fu11:io11e pari e una diJpari i11 generale 11011 t "=n2 = m3
néparìnédi.Jpari.
per opportuni interi positivi n, m (in quesco caso. n = 2, m = 3).
(d) /( -x) = r !- 2
)'"" r~· = / (z), (d ) Poiché sin2x ha periodo 3f = 1' e cos?Tx ha periodo -2; = 2, la funzione
quindi/èpari.Schematicamente:Lafunzione x 2 (equindi-xl )èpari;anchese sin(2x) · cos(7rz) dovrebbe a"ere per periodo il minimo comun multiplo (reale) tra
1f e 2, che però 11on esiste, in quanto lf é irrazionale. Dunque la funzione non t
g(t)=2* non è né pari né dispari , poiché la composizione di una funzione
qualsiasiconunafunzioncparièpari,/ è pari. periodica.

(e) /(- z) = sin [(-z) 3j = sin(-x 3 ) = -sin(z 3 ) = - / (x), Ese mpio 2.4. Mo notonia di una fun ziune. Dire se la seguente funzione è
monotona in tuno il suo insieme di definizione (specificando se cres.cente o
quindi /èdispari.Schematicamente:r3èdispari,sintèdispari,lacomposizione decrescente)oppureno
didue funziontdisparièdispari.

(/) f (-x) = .]{-'">' - rr


che non è né / (x) né -/{x). quindi / non è né pari né di spari. Più
schematicamente: r3 è dispari ma g(t) = 3' non è né pari né dispari; la composta
(d) 1:r; (e) t~;r 2 ; (f) I ~e"
diunafunzionené parinédispariconunadispariingcnera!e11011ènépariné Si noti come la risposta alla domanda viene data in ciasc un esempio senza
dispari. disegnare alcun grafico o "studiare" la funzione sistematicamente, ma
semplicemente ragionando sulla somma e composizione di funzioni mon()(one, e
Esempio 2.J. Period icità d i una fu nzione. Dire se la seguente funzione è sulladefinizione difunzioncmonotona.
periodica o no, e incasoaffermativoqualè il periodo: (a) Lcfunzioni3z er3sonociascunacrescentcin R, quindi toèanchelaloro
(a ) cos3:i:; (i.I) e""'i; (e) sin4x - 5cos6:t; {d) sin(2x ) . cos(irz) somma, g(x)=3x+x3. Anche La funzione / (t )==2' è crescente in R, per
composizionedifunzionierescentilafunzione2:i.+.. ècresccnte.in tunoR
(a) PoiclH!cos:tè211'·periodica, cos3x è periodica di periodo ~· Ingenerale, L'ultimopassaggiosibasasullasegucn1eosservazio11Cgencrale:
perogni w>O. se/egsonocrescenti,anche/ogloè.
Cap. 2. Funzioni diuna'o'ariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni comp»te e pl'Oprieta elementari delle funzioni

Infatti: (a ) Pooiamo
"'' < z:1 ~ g(:z:1) < g(:z:1) ~ / (g{:z:.J) < / (g(:z:,)).

(h) La funzione / (:z:) = I + b è çrescente in R, la funzione g{t) • log1n t è


dc<:resicmte nel suo dominio di definizione t > O, per composizione la fum:ione
g(/(:a:))• logm( l +b) è dc<:~te nel suo dominio di defin izione,
e risolviamo l'equ.nione rispetto ad :a:; per questo ricaviamo prima /i \'edendo
requazione come eqllllione di primo gn.do in ,/i:
:i:> -1/4.
L'ul1irno passaggio si bua sulla seguente osservazione generale: (2-Ji)r-3+ 2 ,/%
segècn:scente e /de<:n:scente, allora/ o gèdeçrescente .
fi(2+r)=2r-3
Infatt i;

Lastessaconcl usione naturalmenteva lesegèdecresi:entec/cresccn te


(e) g(:z: ) • l + r~ ~ decrescente in R, /( t ) = arç1ant è cresi:entc, per Ora per ricavare z dobbiamo elevare ambo i membri al quadrato, il che però .!i
eom pos it ionef(g(:z:)) • arctan( l +2-~)è decrescente.
=
(d) La funiione I + x3 è crescente in R, la funzione / (t) l/t è decresce nte
le<: ito solo se il secondo membro è ?: O. Imponendo la cond izione 1fi!
?: O, e~
Il < - 20112:; 3/2siricava
per t > O e per t < O (separatamente), ma no11 è decre&cemt globtJ/meme In
(-oo, O)U(O,+oo) (si pensi al suo grafico: ad esem pio, - I < I e
/ (- 1)< /(l)l. PoicM l +:r'>O per :z>-1. ne segue che l /( 1 +r) è
dc<:rc$Cc nte per z > - 1 e per z < - 1 separatamente, ma non è de<:rcsi:ente in
tutto il suo insieme di definizione, che è (-co, - 1) U (- 1, +oo). cheèlaf\lnzioneinversa,definitain
(e) La funriooc g{z)"" I +zl è crescente per z;:: Oc dccTCS«11!e per :i: :SO,
(-oo,-2)U[3/ 2,+oo).
ed è sempre pc»ili va. La funzione / (t) = l / t è decrescente per t > O. Ne segue
che 1/(1 + z1 ) è decrescente per z ;;::: O e crescente per z :s; O. (Si confron1i con (h) Lafu~ione /è definita per z # I ed è positiva.Scriviamo:
rcscmpioprect'dmte).
{/) La funlione g(z ) • I +~ ècrescemcin 1un0Redèposi1iva,la funzione r=e~
g(t) • l / t è decrescente per t >O, quindi la composta g( / (z )) - 1/( 1 + r) è
decttset"ntesutut10 R. (Sicon fronti conidueesen:Wprccedcn1i). e ri90lviamo rispetto ad z, cakolandoanritutto

Esempio 2 ..5. Fu 11rlone l n ~·ersa. Scrivere esplici1amcn1e la funzione in versa della logr - ;~ :
seguentefunzione, precisando ildomin iodcllafunzioneinversa:
e poi riso lvendo rtquazione di primo grado in x:

(a) /(z)=~; (b) /(z)=e~. z• loSJI + I


lob - I
dcfinitaper 11> o,,;.e.
62 Cap.2. Funzionidi unavariabjle Cap. 2. Pa r. 2.2. FunziOni composte e proprietà elementari del le funziofli

Esercizi 2.54. xSltx


Oettrminare l'insieme di defini:ione delle seguenti funzioni:
2.53. r!i1 2.55. xCltx
2.JJ .• log(~) 2.3 7. log(logx) Dire se la segue/I/e fan::i011e è periodico o no. e in C<JSO affermativo qunl i il
pericdo:
e:t:i 2.J8. ~....,
2.56. sin2x 2.6J. sin(3x1 )
2.J5.• fW!; 2.J9.
Jis:~-· 2.57. 2.64. ,;.(?'")
cosf
2.36.• arcsin( ftli) 2.40. sin(l+tanf}

.-
2.58. sin6x+2cos4x 2.65. cos{t)
Fun::ioni pari e dispari
2.59. sìn3x+2cos2x
2.41* Si completinoleseguentitabelle,relative allasomma, ilprodonoola
composizionedifunzionipariodispari. lnognicasellasc rivere"pari", "dispari"o 2.60. ,;.(o') 2.67. cos J+ 2sinJ
"né pari né dispari":
2.61. 2si n3x 2.68. tan2x
1;~~ .1/paril/disparil ;~ri. /pari /dispari
2.62 . ~
. gd1span . . . ~'~'~""'"~-~-~
Monotonladellefan1ioni

2.69.* Si completino le seguen ti 1abellc, relative alla somma o la


composizione di funzioni monotone. Per se mpl ic ità suppon iamo clte le funzioni
siano delini1es utunoR. lnognicasellascrivere "c rescente","decresccnte"onon
scrivere nu llase nonsipuògarant ire ingenera lem! l'unané!'ahracosa:
Dire u la seguemefan::i011e i pari, dispari o nessuno delle due
I +g / cresc. / decres. l-'/-•~•-+"l~•~re~~·+'-f~d~~re~~c..i·
gcresc. gcrcsc.
2.42. xs inx 2.47, sin(x 2 )

2.4J. 2.48. ~ Dire se lo seguet1te funzione è mono1ona in 1u110 il suo insieme di defini:ione
(specificandosecresce/l/eodecrescen/e}oppurt /IO:
2.44. :r+sinx 2.49. ~ 2.70. 2 +~
2.72. log(l+.:z:l)

2.50. ,.. 2.73. e<'


2.71. log(l +2-')

'"' ~
sin( e'")
Cap. 2. Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.2. Funzioni composte e proprieta ereme11tari delle funzioni

2.75.* sin( r.f;: ) Funzioni trigo110111e1ricl1t inverse. Scrfrue esplicitamenre il valore esalto (no11
quel/o approssimato 011e1wto co11 W1t1 calcolatrice!) delle seguet1fi espre.ssi011i.
Din Je la ugmmttfunzione è inl"erlibi/e sul Juo dominio. opp11re "o opportunameme u mplifica10 (osJia unzo /'imervemo di fun::ioni
1rigonometriche) :
2.76. sin:i: 2.79. :i: 2
2.99. cos(arcsin!)
2.77. 2.80. r
2.100. sin (arcoos(- i))
2.78 . ..fi 2.81.
2.101. 1an(arcsin!)
Scriven esplicitame,,1e la fimzione invers a .r • g(y ) della Jegueme funzione, e
preci.sarequa/ ~ ildomi11iodig: tan(arcoosl)

2.82.* e'#+e"- 6

2.83.* arctan(l + log.r)


2.91.
~ . Fun:ioni iperboliche im·erse. Scrivere esplit:itame111e il mlore esa110 di:

2.103. SettShJi
2.92. *1
2.84.• f-;J 2. 104. SettCh./5
2.93. log(l +xl)
2.85 .• log(2-.;i:)- log{x+ l) 2.105. SettCh3

2.86.* 3(arcsin:i: ) 111 +5


~ 2. 106. SettSh2
2.95. ~
2.87. ~ 2. 107. Sh(SettCh2)
2.96. logl.r- 3
2.88. log( l+2z) Ch(SettSh3)
2.97. e2z+ 2e"- 3
2.89. e~+ l
2.98. 2arctan( Lfl )
2.90. ~
66 Cap. 2. Funzioni diunavariabi!e Cap.2. Par. 2.3.0perazionisuigraficidifunziOni

Soluzioni§ 2.2. chcdà x:S:O, compatibi leton z< t. lndcfinitiva


lJJ. Argomento del klgaritmo positi vo: x:SO o :.-;:: 2.

2 +:.- >0
•- 3
(O, l )U(l, 3)
:r> 3o :.-< - 2,

(-oo,- 2)U(3,+o:>).
x:/;1r+ 2klr, conk EL
:.-;.±L
~~sempre d<:frnil3. Imponiamo la CODdizione di d<:nomirla1ore non nullo:

~- 1 #0, cioh# l

Fi;::o
Numeratore 2:0 per -Jl:Si::S J3;
denominatore > Oper :.-> I ;
ti'azionc 2:0 per

:.-:S-J3 o! <x:S ,f:i,

?Al . ..,; 2. 57.


pt'.riodic.a, :ir
pniodica, 4"
2.4J. dispari 2.58. pniodica,:ir
(-oo,- ./l) U(I,,f:i].
2.4.J. dispari l.59. periodica, 211
2.J6. Dobbiamoimporre le condi2ioni ?AS. non simmetrka l.60. oonixriodio;a
2.46. ,,.,; 2.61. pniodica.j1r
- 1 :s 2"',..~ 'i :s i. 2.47.
2.48.
pori
pori
2.62. pniodic.a, 2:ir
2.63. nonixriodka
Sc z>! dobbiamorisolvt'n' 2.4'.I. oonsimmeirica l.64. nonèperiodica
2.SO. oonsimmeuica 2.65. pniodica,61r
! - 2z:Si:+ I :S2z- I 2.51. pori l.66. pniodicadiperiodo 2ir
l.51. pori l.67. pe-riodica,di periodoJ2ir
?.S3. dispari 2.68. pniodio;a,diperiodc> J.
che dà :.-;:: 2,rompatibi le con :.- > ! l.~.

Se :.-< ~ dobbiamo risolvere l .55. ""


dispari

1 - 2:.-2::.-+ 1 2:2:.--l

3z:SO c x:S 2
Cap.2.Funzioni dì unaval'iabile Cap. 2 Par.2.3. 0perazionisulgrafk:ldi funzioni

2.70. no L"insiemc didcfinizioncnondipendcsolodal!acoodizionediesistenu ditany.machl fatto


2.7 1. s~ crescente chenclLtfunzionedipartenzaè11 = arc1an (. .. }.eLtfunzionearctanhaimmagine (-j , j ) .
2.72.
2.73. si.crescente
Je' - l
2.74. 2.8~. &riviamo 11 =~
2.75. Lafunzione2 +e• tcrescentesutuno R epositiva.quindi lafwlzione ~è
cresccntcsu1uuo R. tnoltrc'ff;;auumc:valorinell'inlcrv11llo(O,!),sucuilafunzionesint eric•viamoanti1uuo e' risolvendolacomeequazionediprimogrado
è c!l'scentc. pm:iò la funziooe composla ~ decrescente 11t tutto R.
2.76. no e' =~ .
3+,
2.77. sl
2.78. si OraperricavarezpaMiamo allo&aritmo,
2.79. no
2.80.
2.81.
sl
sl
z = logc3:~)
e:i.+e"- 6 = 11 impooendolecondizioni di positività dell'argomento dcl logaritmo, 11< -3,y:> -I. che
daMo l'insieme di definizione dell"inversa.
e"+e'-{ 6+11) • 0
11= lot(2-z)- 1og(z+ I)
Siriconoscechequesta tun"equ;u:ionedi2° gradonell'incognita t?, chept:nantopuòesseu
calcolata: Ques~a ha senso per - 1 < z < 2. Sono queste wndizioni possiamo riscriverla nella fonna

)l = logG :7)

Prima di ricavare z passando 11 logaritmo in base e, imponiamo la condizione


-l ± ~ :>O; q11estoponaascartarela soluzionecol segno -. Siriehicdcallon. c quindiricavareprima
~:>l,c ioè11 >-6
e poi, risolve ndo l'equazioMdi l " gradoin z.

1
g(11) - 1og(- + F)per 11>-6
z= ~ ::: definitaperogniy ER.

3
11"'3{aminz)ll +5
2.83. Ponendo
ellf)plicandolafunzioneiangenteadamboimembri ricaviamo
1 + 1op: ... tany

logz= UUl11-I
che,souolecondizioni -j $ (,Y) 1 $ J puòessen:riso!tacome
Onlricaviamo z pass.andoaltespontnzialc

zue-- 1 per yE {-i·i) ~~;lafunzioneinversa.ll suo insiemedidefiniziooesiotlitne rr,lvendo le


Cap. 2.Funzionidiunavariabile Cap. 2. Par. 2.3. 0pera:ionisuigraflcidifunzioni

2.3. Operazioni sui grafici di funzioni


lnquestiesercizisichiededitracciareilgraficoqualitativodiccrtefunzioni
composte, deducendo il grafico da quello di una funzione elementan: nota,
esc/usivamemeattra\'l'T'SOSUccessiveapplicazionidelleoperazioni sui grafic i che
sisonostudiate nellatwria,ossia
da/ (x) af (:r + a ) traslazionelungol'asse:r
:i:- log ( -1+ ~. da/ (x) af(:r)+ a traslazionelungol'assey
per 11> -3. da/ (x) af(a:r) dilatazionelungol'assex
da/ (:.:) aaf{x) dilatazionelungol'assey
:i: = (31.i>n u -1. da / (x) af (- x) rinessionerispcttoall'assey
!k>g(y - l ),
:i: • pery .;,ir+ 2J.-ir. da / (x) a - / {:r) rinessionerispenoall'assex
pery > I daf (x) af (l xl) applicazionedelmoduloalla x
f ,/2 daf (%) al/ (:r)) applkazionedelmoduloalla/(x)
• • log(f;,\). (Le ultime due trasformazioni oon si lasciano descrivere in modo semplice
per ~ < V< 2 ìv'è come le precedenti).
Qucstotipodiesercizioèinleressanteeutilepcrduemoiivi:

*'
2.101. I. Mostra come con pochissime conoscenze e l'applicazione di strumenti
•=(':fl)' elementarisipossagiàcostruireilgraficodinumerosefunzioni.
pery < - 1 , y ~ f. 2,,r, 2. Allena a saper "smontare" una funzione composta, analiuandola in
tenn inid i operazion i elementari. Qucstaèun'au itudinelogicac he risultautile sia
.. 1... (: -1) 2. IOJ log(./3+ 2) nell 'applicare vari risultati teorici che riguardano le funzioni composte, sia per
per O<v< I. sv ilupp11rel'abilitàdiscrinumdialgoritmi

:i: = ~VyeR .
1og(fi+2)
Esempi svolti

•= (~)' "'" ' '


log(3+ 2/2} Esempiol.6.Tracciarcilgraficoqualitati\'odellaseguentefunzione:

ifli1, V11ER.
:i: • ''•(> +vs)
Pr<X:ediamocoiscguentipassi
:i:=ev»i', VveR v"i
,/i(i.
Cap.2.Funzionidi unavarlabile Cap_2 _Par. 2.3.0perazi0nisuigraficidilunzionl

E~c mpio 2.7. Tracciare il grafico quali tat ivo della segue nte funzione:
/ (r )= 12c-isl _ 11

I. y = e-s. E' una funzione elementare (vedendola come (I/et , funzione


esponenzia le di base < I), dal grafico noto:

~I ~fi:: %~i
1

/(r) al gra fico di / (lrl) . Si ott iene sostitu~ gra~~o/i f


il

A
pcrr <O e con quclloonenu!o riflettendo ri spctlo all'asse Y 11 grafico 1 per
% > 0:

~
.
-2 •1 1 I

~ I ~:fi~~-;l / (z ) al grafico di 2/(r ). Si ottiene con una di lataxione rispc~o


all'as;y. lnpratica, ilpuntodiintcrsezionecont'asseyinqucstocasopassa a

'"' ~ ~·-·
Cap. 2. Funzioni di una variabile Cap. 2.Par. 2.3.0perazionisuigraficidi funzioni

4. y = 2e- 1>"1 - t 2. y=é•l. Dal graficodif(x) algraficod i / (lxl):


Oalgraficodi/(z) algraficodi/(z)-1.
Traslazione lungol'assey, verso il basso. li punto di intersezione con l'assey
torna ad avere quota l, e si è creato un as intotoorizzootale y =
- 1:

Finqui,cipuò sembrarediaver fattodcipassiragionevoli ,ed inelfcttinonc'è


5. y = l2e-1%1 _ ti niente di Jbagliato. Ma ora siamo in un vicolo cieco. Da qui, con quale operazione
Dal grafico di / (x) al grafico di l/(:z:)I : il grafico pre<:edente si trasfonna cosi (lraquellisopraspecifica1i!)possiamoouenere11= e-l%l?Noncon il passaggio da
(v. anchees. preceden1e)· / (x) a / (-x). che non penerebbe al cuna variazione: e-1-"1 = e-1>1 . N~nte da
fare: abbiamo preso una strada inconc ludente; dobbiamo ripartire da capo e
smon tarelanostrafun zionecon ipassicheabbiamodescrittonell'esemp io.

Esercizi
Tracdare il grafico della seguente funzione, a panire dai grafici noti delle funzioni
elementari, applicando esc lusivamente successive operazioni sul grafico
(trasluione, dilatazione, riOessione.~·aloreassoluto).Riponareancheivarigrafici
"di passaggio" uti li zzati per costruire il grafico della funzione, mettendo ben in
evidenza il grafico di / (x). Segrnm:s ugli assiascissaoordin atadi quakhc punto
OsRrvazione 2.5. Ordin e di a pplicario ne delle operazio ni s ui gra fi ci. Si noti nOlodetla funzione (ad esempiodiintersezionecongli assi, dimax Jmin, ecc.).
l'importanza dell'ordine in cui abbiamo scomposto la funzione. Ad esempio,
su pponiamo che di fronte 111J'esempio pm:edente, 2. 109. e-1>"1 2. 115•• sinx + Jlcosx

2.110. el~I 2.11 6. llog(l+x)I


sipensidipartirecon iseguentipassi
2. 111 . yJ;+t l +lsin(2x)I
I. y=e' .E'unafunzioneelementare, dalgraficonoio:
su [0,2ir]
2.112 .• -.11=% 2.118. 3cos2x
2. ll J . 2sin t su j0, 2ir]

2. 114•• 3cos(2x + i) 2. 11 9. ~
Cap. 2. Funzioni dlunavaria~le Cap. 2.Par.2.3.0perazionisuigralicidifunzioni

2.120. ~-I 2. IJ9. 2(1 -.-.-1>+31 )


Soluzioni§ 2.3.

2.121.* log(l + lrl) - 1


2.140. (l:r)- 2) )/3 21~~
2.122. l2e"- l i
2.141.* 2arctan(l -:i:)-i
2. 123 .• 2.-.- l•+ll '·'
2. 142. ~.
i+ artsin ~
2. 10 . log(S-lx- 11)
2. 125 .• 1 _ m1-- 11 2.144. 1.-.1:1"- lj _ 21

2.126. llog(l:rl- 4)1 arc1an (l -l:rl)


2.127 .• 21o~(2-:r)
2. 146. [loglx +Ill

2.128. ltx- l)V'- 11 2.147. larctan lxl-i l


35
2.129. /2arctanx -JI 2.148. (l - x) ' - 1

2.IJO. 2.149. i - 2e-IH21


tan 1i!

2.IJI. 1Jos{3 -:r)I 2.150. l<:r+ 1)2/l_ ti


2.IJ2. l +(x+2)2/l 2.1 51. log (4 -l:rl)
1
2.IJJ. )r:a--11
2.152. l""(l - •)I
N.B. Es.sc11dolafunzione
i+arccos( l -x)
periodica,èsufficiente tracciareil
graficosuunsoloperiodo.
2.135•• 2 -lx +ll 113
2.153. 12.-.- l:l"l _ 11
2.136. log2- log(2-:i:)
2.154. j(arttanx J-il- ~
2.IJ7. f- artsin lxl
2.155. l -e- 1>+11
2.IJS. 12 + 1og!(4 -x)I·
78 Cap. 2. Funzioni di una variabile Cap.2.Par. 2.3.0perazionisuigraflcidi funzioni 79

2. 11 2. ~ 2. m .3cos(2x +!) 2. y=m(x+!)

.L L
.
l li= cos.i: Dal grafico di /(z) al grafico
L Funzioneelemen1are11 • /i: 2. Il "' y'l+; di/(z +i):n-asluionelwigora.ue z,
Oalgraficodi/(:.)algrafk<>di/(:s:+I):

m7k
traslazi<>nevcrw sinistn.:

1.• '·'
1.2' 1.2'

..,. ._.,.
... O.>

L Zl';fl")t .
0.2' .. ,.

U 1 1-• I M ) ·! .... U 1 L.• I


3. J1 .. tos(2z+!)

J.11=~
Dalgraficodi/(z) algrnfico di/(-z): riflessionerispettoall'asse11: ··~.,~

::L
Sì osservi l"ordinedeipassaggi, inpar1icolareabbiamoprimatrasla1oepoiriflesso.
vw
4. 11=3cos(2x+i).
Dal &Jllfttodi/(z ) ~graficodi3/ (z): dilatazionelungot'asse11:
Cap. 2.Funzionidiunavariabile Cap.2. Par.2.3.0perazi0nisui graficidi lunziof'1i

2. ll 5. siru-+./3cou 2.m. 11og(J +:rJI


Occorreprimausareleidcn1ilàtrigooomctrkheperscri~e~I:

\j
Quc1('Ul(ima forma t più adatla ptrcostruime il grafico a mano.

_L
_, . ' '

I Questo procedimen(o~ spiegato in generale in (BPSl j, cap. 2, §3.4


Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap.2.Par.2.3. 0perazionisuigraficidiluru:ioni 83

2. 11= log(l+x)
~1n;~1.,..or~<.-•••n'

( ~I
l. 11 - log(l +lxi)
Do~
1 .,,r.rod;/(•)•l"?r.rod;/(l•I)

'
"
'
2. 121. lo&(l+ l:zl)- 1
-2 _, l 2

4. v = log(l+lzl)-1
Dalgraftcodi/(z) al ~ficodi/(z)-l:tras lazionelungol'asse 11,verso ilbas.so:
0
84 Cap. 2. Funzionidiuna va riabile Cap. 2. Par.2.3.0perazionisuigraficidlfunzioni 85

2122. Ile - li ::i; 4. 11=2e-l>+LI


Dalgraficodi/(:s.) algraficodi2/ (:s.):dilarazioncsulr;Q$Cy.

s2t_ -"'9[2)

2. 11=e-l•I 2. 12s. 1-mi- 11

~]~~'
3. 11 =cls+LI
Dalgraticodi/(:s.) algraficodi/(:s.+lt traslazionevtr$0Sinis1r1:

-3
~ -2 -1 I
Cap.2.Fulllionidiuna variabile Cap.2. Par. 2.3. 0perazionlsuigraficidifulllioni 87

2. w=Ullsl 2.1 26. llog(lz l -4)1

~]~~

-2 -1 l 2

l. v=rn l>-11
Dal grafico di / (oi:) al gnoficodi / {oi: - 1): 1rasluione versodcstni

~
-l l 2 3

4 v - - m!<-11
Dal grafico di / (:r) al grafico di - /{:r): rifl~ione rispcno alriwe :r:

-~
s. 11=-mi.-11
Dalgraficodi /(z)algraftcodi l +/(:r):rnslazionesull'assc11, verso l'alto:

::E:~
-1 1 2 3
88 Cap. 2. Fulllionidi un a variabile Cap. 2. Par. 2.3. 0perazioni sui grafici di lunz.Oni

3 11= 1o8"'(2- :i:) 2. 129. j2arctan:r- jl

~---·
_,
4. 11 • 21og,,., (2-:i:)
Dal gnofico di / (:i:) algrafico di 2/(x): dilatazionelungol'asse 11: l. BO. tan/f

. il)
~
11+
·; u
(La n:na :i: = 2~asinto1o nrticale)

\J I A

~
- . '
Nota: x= J asintoiovenic:ale.

t1vaW
Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap. 2 Par. 2.3. 0perazionisuigraficidifunzioni 91

2 -lz+ i l113
21~+ (<+ 2l"' y
2. IJS.

~
~
-~· ·
... -J -2 -1 1 2

2. v •lzl 11i

"'L'"''"'"'l·l·'"''"''lll·ll'
.
-
'
-1 -I I 2
j+ arccos(i-z)
l. F'iz +l l1/J
"'l'"''""ll•)•l..fi<Odi /(• +l )'~'ll''"' '= '"''~

..
-J -2 -I I

t1vaW

~·~ ••
92 Cap.2. Funzionldl unavariabile Cap. 2. Par.2.3. 0perazionisuigraficidi funzìoni 93

4. J1 =-l:i:+ l!1/I
Dalgrafico di/ (:i:)algrnficodi - / (:i:): rif\essionerispe11o t ll'aue:i::

A
'

.
s. w= 2 -1:i:+ 11113

=t=~·-·--
2. IJ6. log2-1og(2-:i:)

) './

~ _,
Cap. 2. Funzionldi unavaliabile Cap. 2. Par. 2.3. 0perazionisuigraflcidlfunzionl

'~
-140. (l<J->1"',
1. r • an:tan(J-z)

'
.
~--·
'
' 4. 11•2arctan( l -z)
2. 141. 2-nan(I - :.:) - f O.l pf1eodi/(z)ala;nficodi'J/(z): dil!UZione lungol'as.se 11·

·~
2. 11 • art1M(l +z)

~--·-·-

~~Alt' Wn
Cap. 2. Funzioni di una variab ile Cap. 2.Par. 2.3.0perazionisuigraficidifunzioni

S 11 = 2arctao{l -z)- ~
Dalgraticodi f(z)algraticodi/(z)-j:U"aSlazionelUf!$01'assc ~, versoilbasso:

2. 145. arctan(l -lzl)


>'

'· ~
" '· l''•l>+lll.

'
'
'
-I ~3 -2 -I l 2

t1vaW
Cap. 2. Funzionidi unavariabile Cap.2. Par. 2.3. 0perazionisuigraficidifunzionl 99

2. 147. larctanlxl-il

t1vaW
100 Cap.2. Funzioni di una variabile

l i~ Cap. 3. Limiti e continuità


Gli esercizi sul calcolo dei limiti sono anicolati, in questo eser<:iziario,
coerentemente all'impostazione del libro di testo [BPSl ]. Perciò anzitutto (§3.l)
affronteremo i /imi/i di sr/Ccl!ssioni, limitandoci ai risultati fondamental i su l

_JfilL_
calcolo dci limiti (in panicolare, utilizzeremo la "gerarchia degli infiniti" e il
simboloasintolico, la definizione del numero e, manoni limiti notevoli dedotti
dalla definizione dcl numero e rH! quelli legali alle funzioni trigonomet riche).
Qui ndi (§3.2) illustreremo i conce11i di base riguardami 1imi1i di funzioni, asintoti,
-~ 1111"11111
continu ità di una funzione in un punto. Successivamente(§3.3) utilizzeremo i

'51;
limi1ino1evoli e le stimeasinlotiche perilcalcolodei limiti, sia di funzioni che di
s1.1CCess ioni. ll§J.3contieneancheunadiscussionedeuagliatadell'utilizzodel
simbolodiasinto1ico(per lefunzioni),chepuòessereu1ileanchepercomprendere
ruti li12.0chenevienefatto(pcrl esuccessioni )giànel §3.l, perciòquestiparagrafi
sono in qualche modo interdipendenti. Nel §3.4 mostreremo come il calcolo de i
limìtie lestimeasintotichesia pplicanoatlostudiodelgraficodiunafunzione.
I limiti per il calcolo dei quali occorrono anche gli strumenti del calcolo
differenziale (teorema di Dc L'Hospital e formule di Taylor-Mac Laurin) saranno
affrontatinelprossi mocap.4.

3.1 . Concetti di base sui limiti di successioni


Riferìmenlo:librodites10 1BPSl ],cap.3,§I .

·~ 3.1.A. Proprietà deffe successioni

Esempi svolti

_J[_L
-· . ...
Ettn1pioJ. l. Qucs1oprimoesempiononrichiedelanozionedi limile.Siconsidcri
la successione

a,.= log(l +(-lf~).pcr


n+ I
n= 1,2,3, ..
Rispondere alle domande:

(a.} è limitata superiormente O vero 0 falso


lncasoaffermativo,sup(a.} = .
(a,,} ammette massimo o ::'.:\ 0fal~

.
·~· ~ ••
102 Cap. 3. Limitiecootinuilil Par.3.1 Concellidibasesuilimitidisuccessioni

lncasoafTcrmativo,mall{a.} =- .. irregolare. Quanto alla tena domanda, poiché e- 1/• - i e i! segno di sinn non è
{a.} è limitata inferionnente O vero O falso definitivamente costante, a,. non è definitivamente positiva. LI: risposte sono
lncasoafTcnnativo, inf{a.} = .. pertanto le seguenti:
{a.} ammette minimo O vero O falso
lncasoaffcnnativo,min{a.} = .. {an}èlimitata superionnen1e @ vero Q falso
{an}èlimitatainfericMlncn!e @ vero O falso
Laprescnzadclscgnoaltemato (- l t suggeriscediragionaresull'andamento {a. } è defi nitivamente positiva O vero[Zlfalso
dellasucccssionedistinguendocosas.uccedepernpariendispari {a.}nonsiannullamai [Zl vero Q falso
Se n pari, ci.= log(l +~).L'argomento del logaritmo è {a0 )halimite(finitooinfinito) O vcro [Zl falso

l+n:1= 2 -n~l
Esercizi
ehevariain (!,2 J; illogaritmovariaquindiin[log!,tog2),elog2èilsup,manon
ilmu,diquestivalori. J. I. Si consideri la successione
Senèdispari,a. = log{l - ;;!J) = Jog(;;tr),cheè negativoealcresceredi a,, =ensinn,pern = 1,2,3, . .
nèinferiromenei llimi tato.
La successione, nel suo complesso, è quindi superiormente ma non Rispondere alle domande:
inferiormente limitata, non ammette mass imo (pur a1·endo sup finito) né minimo {a. }èlimitatasuperionnente Q vero Q falso
(pe~hè è inferionnenteillimitata).U: rispostesono {a.}è limitatainferionnente O vcro Q falso
c. {a.}è definitivamentepositiva Qvero Qfalso
{a,.}è limitatasuperionncnte @ vero Q falso sup{an} = log2 d. {a,.} non sian nullamai Q vero Qfalso
{a.} ammette massimo O vero lX) falso e. {a,.} halim i1e(finitooinfinito) Q vero Q falso
{a. }èlimitatainferionnente O vero [Zl falso
{a.} ammette minimo Q verolX)falso J .2. Si consideri la successione
n (-1)"
Esempio J.2.Siconsiderila successione a.= ; + i' pern = 1, 2,3, ..
a,, =e- •l•sinn, pern= 1,2,3, .. Rispondere alle domande:
Rispondere alle domande:
{a,,}è limìtatasuperionnente D "ro Q falso a. {a. } è limitata superionnente O vero O falso
{a,,}è limitatainferionnente O vero Q falso JncasoafTcnnati vo,sup{a,.) = ..
{a,.} è definitivamente positiva O vero O falso b. {a,.} ammette massimo O vero O falso
{a.} nonsiannullamai O vero O falso lncasoafTermativo, max{a 0 }= ..
{a.} halimite (finitooinfinito) O •·ero Q falso {a.} è limitata inferiormente O vero O falso
lncasoafTennativo, inf{a,,}= ..
La successione è il prodottodellasuccessione e- 11", li mitata,semprediversa J. {a. } ammette minimo O vero O falso
daiero, convergenteal,edellasuceessione sinn,limilatamairregolare,mainulla lncasoaffennativo,min{a,.} e ..
(ricordarecltc inquestoesercizionparte da I e,perrirrai:iona!itàdì lf, l'angolon

..
non è mai multiplo intero di lf). li prodotto sarà quindi Jimit.nto, ma i nullo,

··-·· - ~
104 Cap. 3. Limitieeontinurta Par. 3.1 Concettidi basesuilimitidisuccessioni 105

3. 1.B. Calcolo dei limiti con tecn iche di base Esem pio J.4.Calcolarcisegucntilimiti,seesistono.

.!!~n!{!~/•j; ,..!!~ nsin:::i~(n J.


2

(a ) • (h)
Esempi svolti
Esem pioJ.J.Calcolareil limitedelleseguente successioni,seesiste. (a} Denominatore: ricordiamo che n 11" __, I. Questo segue, scrivendo

(a) a.= 21~~::22++3:"; (b)a.= l~~::~~ :g;. n 1 '"= e~ ,


dalla gerarchia degli infiniti, in base acuì ~--O. Quindi il limite cercato è
Svolgeremo questi primi esempi se nza usare il simbolo di "asintotico", ptr ugualeallimite
maggiore gradualità. Naturalmente usarlo semplificherebbe le cose.
(a ) Numeratore:

21/•_, J; n2 ->+oo; r" ..... Q aneoraperlagerarchiadegliinfiniti(ilconfrontotra3•e n!sipuòelfettuarceol


quindi laparteprincipaleèn 2 . criterioddrapporto).
Denominatore: nèun infinitodiordinesuperiorerispetto alofn(gerarchia (b). Notiamo che le successioni sinn, sin(n 2 ) sono i=golari ma limitate. Si
degliinfiniti), quindièlaparteprincipale. può scrivcrc lamaggiorazione
Raccogliendo a numenitore e denominatore le pani principali abbiamo:
nsinn +sin (n 2 )1 < ..!:±....!_
l 112+1 -n1+1'
eil 2" membrotendeazero,comesi\·ederaccogliendolepartiprincipali:

dove ciascuna parentesi tonda tende a I, quindi poiché n -> +oo, anche
a" ..... +oo.
(h) Numeratore:sommadiinfinitiditipodiverso, perlagerarçhiadegliinfiniti Diconsegucnza,pcril cri1eriodelconfronto. illimiteccrcatoézero.
1apaneprincipalcè3".
Denominatore: somma di infiniti di tipo di\"crso, per la gerarch ia degli i11fini1i Ese mpio.3.S. Caleolarci scgucntilimlti,sccsistono
laparteprincipaleè ? =4".

-~~( ..:::~s, -~~ ..(::·,),


Raccogliendolcpaniprincipalisiha·
l· J l•l
3"(1+~+~ )
..
a,,= 4"(1 +!!?t!!+it ) = . ( ' ) "(!+ ... )

dO\"C le quantità . .. tendono a O. Di consegucnu, poiché


4 ~
(?)"--o, anche
(a ) Osserviamo che la base {~ ) tende al , come si vede raccogliendo le
partiprincipali(ugualian 2)anumcratoreedcnominatore. L'esponente2ntendea
+oo. quindiabbiamounafonnadlindetenninai:ionedeltipo [l""). chcciricordail
a...... o. limitenotevolechedcfiniscc ilnumcro e.

·~·· ~ ••
106 Cap. 3. Limitiecontinuita Par. 3. 1 Concettidibasesui~mitidisuccessioni

Ricordiamo che Esercizi


Colcofure, .re e.ri.Jte, il limite delle .reguemi succe.r.rio11i, giu.rtificwuio i passaggi
svolti:

e, piùingenerale,se onè unaq ualsi as i successionelenden1e a±oo, z-n+ 3n3


JJ.
..!!~Jogen + 2 - n~

r erricondurcia questa serittura,facc iamoqueslipassaggi: J .4. ~~~ log;1 ~ ~:J~n

J.5. Jim n 1 + log'n


•-+oo nlogn+l

. !!~1 :?:;_!
J.7. nm (--"--)'"
n+ I
~-.....,

a,, = n17_n: l ---oo; b,. = (n:~~: ,)·2n--. -2.


r oiché [(I + tf"J --e eb., __, - 2,con<:ludiamoche
J.8. l m (• +2)"'
•-+oo n + I

( n1 + n + I
~) ::..--/!_,
· J .9. lim
.. -+oo ( 'r
l +-
n
(b) Sia a,.= ~ - Tranandosi di una successione a termini positivi il cui
termioo generale è il rappono di successioni più semplici di tipo esponenziale e
fattoriale, e naturale applica'"" il çriterio del rapporto. Calcoliamo quindi:
J.IO.
.~::.(1 - ff
a,.+L
a:-=
3" n(n + I)!
(n + l)(n + 2)! · ----y;=r- = J. 11.* ...!.! ~ n ~~:!;;~ :12"
311 3n 3
,. (n+ l )( n + 2) - n2(J +~+:i ) = 8 +2n - n•/3
n(l +? +:i) --o, J.12 .•
.!!~n-1/3 + 3n - n~/l
quind i pcri lçriteriodelrap ponoa,.-- o.
òW

·~·,, · ~ ••
108 Cap.3. Limiti econtinuità Par. 3.1 Coocettidibasesuilimitidisuccessionl 109

(2n)!
J.13.* .!."l:.,•{Fn'+3-n) 3.30.* .J!'!!o(::-:)! J.32.*
-..--
J. 14.*
r n2+Jog(Sn3j+(logn) 2
•...!%o 2(logn)3 + nlogn J.31.* lim~
•-+oon"
J.33.*
...!!'!!.:.

..!'!!.:.3•n!
..
8+2n.2 - n~/3
J. 15.*
.!!~n-1/3 + 3n? n~/3

J. 16.* .~::.( R+l - "v;;;-+i)


. n2 + 3"+2- •
• .!!'!!.:.22~ + (1ogn)3
J. 17.*

J .18.* ,..!!'!!., n2sin:;·~..s~n(n2)

J. 19.* Jim
•-+oo n-1
(•+2)'"
-

3.20. hm (-"-) _,,


•-+oo n+4
3.25.
•-+oo n+3 (r
lirn _.!!........

.~:o.t~:r 3.26. r (2• +')"


"...!~2,;'::I 3.40.*

.!!'!!.,(n~ ~3::~)·
2

. !!'!!., n
3
J.22. J.27.* ~!2"

3.23. lim (•'- 2)"


•-+oo n2+4
J.28.*
.!!'!!.,(n+l)!
..
J .24. .~d~-2.) 3.29.* • .!!'!!.:.(;~2;)!
't1vaW

·~·· ~ ••
110 Cap. 3.Umitiecontinuità Par. 3.1 Conceltidibases1.1i lìmitidis1.1ccessioni 111

Soluzioni §3.1.
a. Falso: b. Falso; c. Falso; d. Vuo: e. Falso
n1 + log(::ml)+(Jogn),
2(1ogn) +nlogn

a. Vero,SUjl{a. } • I; b. Falso; Vtro,in f{ an} "' O;


- - - ' ' - - ..... ~ - ~ ..... +oo
nloan{1+2~) nlogn logn ·

8+2n 2 -n4/3 2n 1 2
n-If.I +3 111- 11 5/.1 ..... 3,-;J = J:·
a. ..... $ ..... +oo
(H+l-n~=

= ( v;;;+i - ,v;;;+]) (P+l +ov;;;-+i)


(Jn7+1 + nv9+J)

~- [ Hr']"' -·· - ~
n+log(n1)-2" - 2"
1
n sin:2 :st(n 2
) ·$inn+ ~~~7.
"'(n,~ i)
{logn)+n' -7---oo
1~~~71sn,~i - 0

quind ipcrilt«lfCmadelconfronto il sccondoaddcndodella success ionetende azero.


,,
nr+J" _, I
men~ sinn non ha limite. Perciò la successione non ha limite.
112 Cap. 3.Limiijecontinuita Par. 3.1 Concettidibasesui WmitidisllCCessioni 11 3

S1udiamob,.oolcri1criodclrapporto.

~-~-~=_!_-o
&.,. (n+2)! 2" n+2 '
pt'll'iòl>. -O perilcriteriodelrapporto,e!asuc:cessionedi partenza tcndcaOper il
0. - (1+ n~l)"i' -e;b,.: n~l ·211 :.,r:l -6, critcrioddoonfron1oasin1otko.
Si noci come questo procedimeno poni a espressioni piil "pulite" di quelle che si
oocrrehberoapplicandoilcriteriodelrapp<:>nodirettamentcallasucces.sionedipartenza.
pt'll'ÌÒ lasuccenioneo:;. __,e~.

Applichiamoileriteriodelrappor10·
J. 20. e•.
~"'n~: 1 )-~-o.
2
Quindia.-o.

Applichian>Qileritericldelrapp<:>no:

~-( .. : 1 )"={l~!) - ; < l ,quindia,,-oO.

Applichiamoilcriterio del rlpp<:>rto:


a.... (2n+2)! 4" (2,.+2)(211 +!)
a;:- · ~·~=--,---+oo,

quindi a. - +oo.
Appl ichiamoi lcritcriodelrappono·
Applichiamoi lcritcriodclrappono:
"•+l (n+l)3·2"+l n!
o.=~· 3·2""" .. ~,. 3~:~:~~~! -~ = (n;I)"~ __,i< I,
- (n!lY. .. !, -~-o. pen:iòa.-0.
quindia.-0.

3.34. Successione positiva, la studiamo mediante stime asintOliche.


Applichiamoilcriteriodelrappono·
log(n +2") • log[2•(1 +~)): nlog2+ 1og(l + ~) ~nlog2
O.+i (n+l)"+L (n+i)!
G. "' (n + 2)! · ---;;- "" (perd>O!Hlog2- +oo mentrelog(l + ~)-0)
n" I I
"'~::!:('•: 1)" - (1+ ~r __,e> I, perciò a.__, +oo. (n+ 1)01 = (•+!) (i+n)-e.i

Succe»iooep<:>sitiva,

(:~2;)!.., (n~l)! ii b. Pmamolasuc«ssioneconvcrgea~.

,,,_,,, _ ~ ••
114 Cap. 3. lim ìtiecontinu it:I Pa r. 3.1 Concetti d i base sui limìti disuccessionl 115

3.35.

epcril 1~ del con lh>n10 ~- o;


Poichtl'argornen1o<k! logaritmo1ende1 l,
log(sin;)- -oopen: htsin; -o•.

b,.-n (3 +s inn) •' n-,•'"+>


(- ---> ) -
-Sn
Pen:iòa. - -oo, per ilteoremasu ll'ari11netizzaziooeparzia le di oo.

Successionc aterm inipositivi,applichiamo il cri!eriodel rappono.

= n(3+s inn) ( ~
-•"' -""") - - vn
e (3+ sinn}'.'>-2yn
e a..+ 1 2H1(n + I)! n• 2(n + l)n"
-;,;-- (n+ 1r " "N-(n+ 1r .. 1 ""

(pen: M 3 + sinn <!: 2). Per il teorema del confronto e del confronto asintotico, b0 --. - oo,
pen:iòa,.-.O
• 2·(n : I )" • (!:!) -.;< I
Poicht {n + logn ).., n ...., +oo e (2n + l).., 2n-. + oo,
Quindi,perilcritcriodelrapporto,a,, -0
n 1 !1og(n+
logn)!log(2n + l) n 11ognlog(2n}
{2n+3) 21ogln "" 4nllogln •

_ log(2n) _ log2+lQ&rl 1ogn l


- 4iog;\ - ~""4Jog11=4·

Du11queil limi!eccrça1ot!.
Qu indi

a.-~ ,,.~~(3~~)"__,+<x>
pcr la gerarçhiadegliinfinìti,inquanto (3/ e)> J.
ln1 hcmativa,lasucccsslone ~ sipo1CVastudiarccolcri1crio delrapporto

3.3?.

epcrilcriteriodel confronto,a,.-. O.
Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.2Concettidibasesuifimitidifunzioni, asintoti,conlinuit.a

3.2. Concetti di base su limiti di funzioni, 3.55. 2!~fi J.64. 2!~x- 1;2
asintoti , continuità
3.56. ~x-3 3.65. limtan:i:
Riferimento: librodiiesto [BPSlj,cap.J,§2,§J.J
Questo paragrafo riguarda: le varie definizioni di limite di funzione (finito,
infinito,alfinito, all' infini to,pere.:cessoeper difeno, destro,s inistro); ilmodoi n
cui si dimostra la non esistenza di un limi1e; tadefiniiione di asintotoverti<:aleo
00
3.57. J!~ tanx J.66. -··
~z-~

orizzontale (gliasintoti ob liquisarannotrattatinel §J.4) 3.58. ~. x- •fl


Sì uti liu.ano iteoremifondamentalisu i limi1i,manonsiutilizzanoancoranéi J.67. %~~arctanz
limit i notevoli né lcstimeasintotiche(argomentia cui èded k atoil§J .3).
J.59. J!~oo3' J.68. ~~~Shz
3.2.A. Limiti di funzioni elementari
J.60. ~r.:.,l z l J.69. ~~~Thz
Questi primi esercizi rich iedono se mplicemente la conoscenza dei limiti delle
funzioni elementari alla frontiera del loro insi eme di definizione, ossia,
J.61. ~z - 1 /3
sostanzialmente, la conoscenza dei grafici deltefunzionie lementari edelle varie J.70. z~~[z]
definizioni di limite. Pertanto non si presentano esempi svo lti. Nel rispondere, dove (x] = parteinteradix
immaginare o tracciare il grafico qualitativo della funzione, e rinettere su lla J.62. ~~log,x
definizionedilimite co involta J.71. z~~mant(z)
J.63. ~~~sinx dove mant (x) = mami$Sll dix
Esercizi
Scrfrere if \'O/ON! ,/e/ seguente limi/e, se eJ'isle, oppure dire che llQlf esisle. Se tale
Umile indica la presenza di w1 asintoto verricale o orizzonto/e, specificarlo. 3.2.B. Definizioni di limite
lpross imi eserciziriguardanolevariedefin izionidili mitedatemed iante•t:eS•e
J.43. ~~~~ 1
J .49. ~T an:cosx
laverificaditalidefinizioniincasi concreti.
J.44 . z~• log,z zl~.log,11 x
Esempi svolti
J.45. ~~Chx ~T arcsinz Ese m11ioJ.6.Dareladefini zionede l seguentelimite·
1
~~l}(:r)=+oo .
3.46. ..i:d'i')' J ..52. s~~ los...x
Ladefiniiione è laseguente
J.47. !~:i: -l J.53. z~~z2 "IK > 0 36> Otale cheVxE R,O <x+ I <li~ / (x) > K.

J.48. z~~,.,ar
J.54. z~~,.,r
'91.J. t1 vaW ws
~' ZJn

,,.,,, . ~ ••
118 Cap.3. Limitieeontinuità Par. 3.2Coricettidibasesuilimitidifunzioni,asintoti,continuita

Etempi o l .7.Dimostrareinbaseatladefinizioneche
J.7J.

Err. !~ ~ = +oo
J.74.
ossia che:
VK > 036 > O talecheVrE R,O <;i: - I < 6 =;- /(:i: )> K.
Ciò che dobbiamo fare è trovare effettivamente 6 in fu nzione di K . Fissiamo
dunqueK>O.echiediamociquandorisulta 3.76. Err.f(r) = +oo
2 +r > K. Dim05trare in bme alla definizioni di limite le seguenti uffern111zio11i (come
•-I
nell'esempioJ. 1):
Risolvcndoladisequazioneperr> I si ha·
2 +:i:> K (r- l) 3.77•• z~~.., (~~52) = 3
:i:(K-1)<2+K
ilche,su pponendocomeè le<: itoK > l (ci interessa il caso in cui Kègrande,
vistoche/(r)--+oo)dà
2+K 3 3.79.• lim~= -oo
r<"f<"=l"''+K=l. z-02r+ I

PerogniK> lscegliamodunque
3.2.C. Limiti elementari di funzioni composte.
Non esistenza del Jlmite
Co/colare i Jeguenti limiti, 5e e5/5tono. giustificando il pmcedimemo seguito.
Ripercorrendoaritrosoledisuguaglianze,ved iamoche
Se il limite non esiste. dimostrarlo utili::zando le tecniche illustrate nei
O<r-1 < K~ l ~/(:i:)> K , pro.uimi esempi. Se il limite è raggiunto per eccesso o per di/elfo, specificare
questu informazione. Se il limite indica la presenza di un asintoto ~·erticale o
orfr:omale.specificor/Q.
quindi la definizione di limiteèsoddisfatta.Sepoi K:s; I, qualunque scel ta di
r> l(equindiqualunque 6)vabcne,ad es.fJ= I.
Esempi svolti
Esercizi E.le mpio J.8.
Scrivere la defin i:: ione (mediante e, li, K .. .) dei seguenti limili:
(•) lim e 1 1~; (b) lime 1fz;(c) !ime11z'; (d) lim Jog( 2z+l)
~-:too.> ..-o %....() z-+oo r+3
l.72. ~/(z) =-oo

...
..~ · ~ ••
120 Cap. 3. Limitiecontinuita Par. 3.2Concettidibasesuilimitidifunzioni, asintoti,continuità

(a) Per :i: - ±oo si ha ~ ..... o± e quindi (per il limite della funzione composta Eumpi oJ.9.
e la continui tà della furu:ionee lementare e')e 1 1~ ..... J. Pili precisamente, tenendo
conio della monotonia della furu:ione esponenzia le si può dire che J!i!;,,/f~ = 1± (a) z_!!~~=~:~: ; (b) J!~:.,~~ !:::;(c) z_!!~;sin;i;; (d) ~arctan;
(perché per t ..... o± e e' - 1±). I..a reua !/ "" l è as intoto orizwntale per
±oo. lrioltre l'in formazione che / (:1:) _, l °' per :1: _, ±oo ci pennette di
:1: .....
coriosceredachcparteilgraficodellafunzionc siavvicinaalt'asintoto.La (a) Per ;i; ..... ±oo, si n;i; e cos:i: non hanrio limite, ma si mantengono limitati, perc iò
siluazioneèdescriuadalgrafico:
3:1: + si nx .. 3::r:(l +ti' ) = ~
2:i: - cos:i: 2:i:( l -~ ) 2
(I+ie')_~-
I- ~ 2

Not iamo che, a causa dell e osci llazioni delle funzioni tri gonometriche, la funzione
non tende a3/ 2r>éperecces.sonéper di feuo. ll graficodcllafunzione inre rseca
infinitevol1e rasin1010,comes ivederisol~ndol'equuione

è ( 1 +'i:' ) ~è
2 · -~ 2

(b) Per ;i;-O'*'è~ -±oo, quindi che porta a

el /z_, { ;+oo
e quindi
rispettivamente. Poiché i due lim iti sono diversi e il rcsroc hiedevadicalco!are il
limiteper ::r:--O(e non separaramcnteilimitiper :i:-O"), laconclus ioneècheil che hnl cinfinitesoluzioni :1:=arc1an(-l)+k1r. llgrafico infanihail seguente
limite non esiJ1e. Possiamo comunque di re che :i: =O è asi ntoto ' 'ertica le per aspetto (lo tracciamo per /:i:I > 3 per evidenziare il solo componamento in un
:i:-o+ intomodiinfinito)
(c) Per ;i;-Oe~ ..... +oo, quindi e1/r - +ooe:i:=Oèasi ntoto verticale.
(d) Per :i:-+oo,


2::31 - 2

(come si vede raccogl iendo a numeratore e denominatore le parti principali 2:i:,:i:,


'
rispenivamente), quindi (per lacontinuità dellafunzionee lementarelogl),

los(2: : ' ) ..... log2.


3
-
.
(b) ln questocasorantoil numcratorequanto il denoininatorc oscillanosenza
v = log2èasi n101ooriz.zon1ale per;i; --+oo.
ammencre Jimire. ti limi1e non esisrc. Per mostrarlo rigorosamente, applichiamo la

·~,,, ~ ••
122 Cap. 3.Limiti econtinuitè Par. 3.2Concettidlbasesuilimitidifunzionl,aslntoti,contlnuita 123

dtfini1iorte successiona/e di limitel, esibendo due diverse successioni tcndcmi a Esercizi


+oo, lungo le quali la fun:i:ionetendila !imiti diversi (elostessooccorrefareper
-oo).Adesempioper J.80. ~ e l /z J .88.* !~!sin !

a.= i +2n7'; b~ = 2n7' J.8 1.* ~e -lfz' J.89. !~arctan!

abbiamo· /(a.)= ~ ~ :~~g: :::J ~ ~ ~ = ~; J.82. • ~l_!!\1. ( ~ ) J.90. ~:i:an:tan ~

J.9 1. lim l cos l


/ (b,.) = 3 + 2sin(2mr) = 3 +O = 3.
J.83. ."!:'. (;/;'.';i) z-±oo z r

2-cos(2nw) 2 -1 ' ~,e"""'/z


J.8-4.* ;'..'"?.e-*1
pertamononesis1~~/ (:i:).
J .9J. ~'.rooe.-..Z/z
Analogamente si mostra che non esis1~~
00 /(:i:) considerando le successioni J.85.* z'.!.r r. log(logx)

c.. =i - 2mr; d..= - 2nr. J.94. lim eu..z


J.86. * }~sin ( Jogx) z-f'
chetendonoa -oo.
(e) Per :i: ..... ±oo, si n:i: no11 ammene limite ma si mantiene limitata, mentre J.87. ~~sin ! ~~llj log( l og2 (tan:i: ))
! .....
o,quindi possiamoscrivere

1;sin:i:I~~ . . . o
eapplicandoilteoremadelconfronioconcluderecheil limìtecer\:aloèO.Si noti
chenonsi puòdireche il limite sia O+ oo- perché!afun:i:ionepresentainfinile
oscilla:i:ioni di segno. La retla v = O è asintoto ori1.zontale per :i: ..... ±oo, e anche
inqucs1ocasoilgraficodellafunzioneloa11raversainfinì1e vol!e.
(d) Per :i: ..... o± si ha ! ..... ±oo, quindi (limite della funzione composta)
arctan!-->±!-

IY.tcsto (BPSl J, cap.3,par.2,0efinizioneJ.8.

m-m - ~ Go
124 Cap.3.UmlliecootinuiUI Par. 3.2Concettidibasesuilimllidilunzioni,asintoti,continuita 125

Soluzioni§ 3.2.
:r= J tasintorovenìçalc
:r .. ot ..in!otovenicalc
a:=Otasin11.>1ovenicak:per:r ..... o•
±i; ' =±f asintotiorizz.pcrz ....,±oo (rispcnivam.)

o+; y = Otasintotoorizzontalcpcrx-+oo
3.69. ± !; '"" ±! asimOliorizz.per:i: -±o::i(rispettivam .)
+oo; :r:Otasintorovenicalc

0;11 (rispenivammte)
l;/K > 036 :l;/:r€R,O < l:rl < 6=> /(z) < -K
:r • Ota.1intoroverticalcper:r-o•
\;/e >03K >0:1;/:r€R,:r < -K=>O :S /{':r)-3<t

l;/K >0511 >0:1;/z eR,:r > H => /(:r) < -K

l;/c >03l >0:1;/ze R,0< /:r- li <6'=> l/ (:r)- 21 <t


l;/K > 036 >0:\i':r e R,0< :r-1<6=> /{z) > K

Ladefinizionedi,,!!T..,( ~)• 3t:

±oo; z=OtasintOlovenicalc \i't > 03K >0:\i':rE R,z > K""' IC:~n-31 <e.

,. ... ota.1in101ovenicak: per x-o+ Coosideriamoladi~111<:ioml· f (~~ 5 )-3l< c


2

o•; y=Ota.1in1omorizzontalcperx _, -oo

vcrifocata se

E' sufficiente allora 11«gliere K • 5 + J{- percM la definiziooc di limite sia sod•fafatta.

o+; y •O tas inlotooriv:ontalcper x-+oo


126 Cap. 3. Limitieeontinuità Pa r. 3.2Conceltidi basesuilimitidifunzioni, iilsintoti, continuità

J.78. Ladefinizionedi!~ ~::+oot: J.8J. Too; :i:::OasintOlovcnicale

'tlK >036>0 : \fzER,O<l:r- 11<6-Q R >K Pa :r-. 1±siha:r2 - i -o±, ~-±oo, -*'-'Foo, e

e-*'- {~:...
Consideriamo la disequazione· R> K.
Per l:r - I l< tè :i:>} e quindi 2:r >I. Quindi Per :i: - l*siha loai-- O\ ptn:iòlog(lop)- -oo.
h I :r= !asin1oiovcn icalc.
~>~
lllimitenonesiste.Adescmpio,per
a,,=e--: b,,:el-"'"
sihaa,,,h.-.O"", / (a,,)=O perogni n; / {b.)= lptro&Jlin
Quindi pur di scoglien: 6 $ -JR e 6 $ t 1a dcfuiizionc ~ soddisfana, O*: 11 =O è asintoto oriuontale ptr :r - ±oo
J.79. Ladcfuiizionedi!~ ~=-oo è
3.88. ll tìmitenonesiste.Ad escmpio,ptr
\fK >036>0:0<l:rl<6=-~:'~~ <-K.
0 ""'~: b,,=f+12nn
Consid<:riamo la disequazione ~< - K. Per (:rl <i è :r> -te 2x+ I > t. Quindi,
sc:eglicndo lzl <6$ f c quir>diinparticolareloglxl<O,si ha sihache a.,11,.--oO+,e

~:'l"'~ < 2logl:rl < - K purcM loal:rl < -~, lz l < e-Kn.
/(a.) ""O per ogni n, mentre/(h,.) .., j + 2nn _, +oo.

-
Il limite non esiste perch~ i limiti deSU"O e sinistro wno diversi tra loro:
Quindi è sufficiente scegliere 6 $ te 6 $ e- Kn

3.80. +oo:O*,rispettivameme::r=Oasin1otovenic.ptr z:--.o+

Per :r-o si h.a ~-+oo,-.;,--oo. quindi .- 11"'"-o* (pen:ht


.
limarctan! • ±~.
'
•'-O* pert --oo) O*; 11=0asint01oorinon11 leper :r-+±oo
J.82. Scriviamo +oo: o•, rispettivamente; :r =O asintoto venie. per :r ..... o+.
2:r +3 I 2:r+3
7=1 = ;:-i . -;+j· I; Jl=<lasintotoorizwntaleptr :r-±oo

Oraper:r - I si ha ~--+~ mentreper:r-. J*siha:r-1-. 0*e ;;!-r-±oo,quindi o+;+oo. rispettivamente; :r=iuin!Olovenic.per :r-J- .

•~rr. ( ~~:) - ±oo. -oo; :r • ~asintotovcnicale

:r=lasintotovcnicalc ~ llVd~J
128 Cap.3. Limibecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limib mediante stime asinto!iche e limiti noteV-Oli 129

3.3. Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche Questo è il motivo per cui è com:tto esprimersi dicendo semplicemente che
"duefunzioni S011oasi ntot ichetraloro"(pcrz - :i:o),ert00soloche"laprimaè
e limiti notevoli
asintoticaa llascconda".
In questo paragrafo esaminiamo il calcolo dei limiti (di funzioni o di successioni) • Proprietà transitiva. Se per z - :i:o /i {z )"""" h (:i:) e h (z)"' '3(z ) allora
facendouso, oltrechedelleteenichedibase,deiseguentistrumenti: anchefi (z ),..., '3(:i:).
• stimeasintOl:iche; Ques10 significa che sì può procedere con catene di relazioni a5intoticlu:
• li miti notevoli (trigonometrici, dedotti dalla definizione di e, o dati dal (spcssoaltemuedarelazionidiuguaglianza),pcrconcludereallafineche l'ultimo
confrontodiinfìnitiditìpo diverso-logaritmi,potenzc,esponenziali-). tenninedellacatenaèasintoticoal primo.
Si tratta di teçniehe potenti che, combinando oppon umunente un piccolo • Funzione as/n/olica a una COJ/(lfl/e. Per x--. zo, / (x) ..... e (numero reale
numero di strumenti, ci mettono in grado di calcolare limiti in una grande varielà. di»er.wda;;ero) se e solo se / (z ),..., c.
disituuion i.2 Anehese, comesempre, l'afTrontodegliesercizisibasasullostudio Spes.sol'ultimo1ermine d i unacatenadistimeasintotiche è unacostante: in tal
della teoria, p<;:rcui si rimanda al libro di testo [BPSI ], cap. ), §J.J, ).4, la cui caso, coincide col limite.
conoscenza viene qui presupposta, in questo caso, data la panicolalll delicatezza • Uso di asintoticoconprodolli e quozienti. Se per z ..... xo fi (z )..., h (z ) e
dell'argomento, si è ritenuto opponuno presemalll un vero e proprio percorso 91 (z ) ...,9"1(z) alloraanche
graduale e dettagliato, aggiungendo agli esempi S\'Olti anche alcuni richiami,
fi (z )g1(:r)"' h(x)gz (z );
osscrvazioniesegnalazion i deipiùcomunierroriefraintendimenti

3.3.A. Richiami sull'utilizzo del simbolo di asintotico


Date due fun:i:ioni / 1, f2, definite almeno in un intorno di zo E R ', diciamo che
li(x) -h(x) per x- :ro
("/i (z ) asi ntoticaaf2 (z) per :z; ..... z 0 ~)se
per ogniuponcntereale a percuiquantoscritto hasenso(pcrcertiaoceor!llche
lefunzionisianononnega1ive).
lim fi (x ) = I ll simbolodiasint01:ico sicomportainmodo nat uralequindirispcttoaprodo11i.
_. ... h (x) qU()!itmi t d ele1•a11ie11to a poltn;a. Non ci si deve lasciar prendere la mano
pensando che si compon i ahreuanto naturalmente con altre operazioni (come la
Ne l casozo = +oo, per"intornodi :i:o" si intende un intervallo del tipo (K ,+oo) sommaol'esponenziale):comesivedrà, non è così
Analogamente per - oo. Le proprietà elememarl della re/a::ione di 05/ntotico che Puntuali:ueremo ne! seguito poche altre proprietà del simbolo di asintotico, e
utiliv.iamo nel calcolodei limiti sono le seguenti· invitiamo fin d'ora lo studente a nan eseguire pa.uaggì chi: coinl'Olgono il simbolo
• Uguale limite. Se fi (z),..., h (z ) per x....., xo allora le due funzioni hanno di asintotico ma non seg11ono da nu :runa proprietà dimrutroto.
lostessolimite(finitooinfi nito)per :i:-o :ro,oppureentrambenonhannoltmite
Questoèil motivopereui è 11tile saperecheduefunzionisonoasin1otiche. l/imitinotero/istudiati(quellidedottidallimitenotevoledisin:r/z per:r-o
• Proprietà riflt$Si•·a. Se per x ..... Xo ft (x),..., h (x), allora anche equellidedottidalladefinizione del numeroe)sipossonoriform ulareinterminidi
h {z ) "'/1 (z). stime asintotiche·

l Come an1icipa10 all'inizio del capitolo, il quadro di strumenti presentati in questo


panign.fosarà uherionnente allargato nel prossimo capitolo, esaminandogli strumenti di
caloolo dei limiti che fanno uso del calcolo differenziale (1eorema di De L'Hospital e
formulediTaylor-MacLaurin).

·~·· ~ ••
130 Cap.3. Limitiecontinuita Par. 3.3 Calcolo Oei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

e~ - 1 ,....,z; a' - 1-.:rloga; log{l+.:r)- z ; log.(l +;i:) "' ~; sin:~ .... 7 .. ; . . . ±00 per;i:_,0,.,.

dunque il limi!e è ±oo, rispettivamente. Abbiamo utiliv.ato la stima asimot ica


(l + z )~ - I"' a.:r (con a € R costante non nulla).
sin;i:"'.:r per;i:->O(limite notevole) e il fa!tocheper z_,O cosx - 1, pen:: iò
lnohre,ilteorernadel lim itedellafunzionecompostapermenediapplicarele cos.:r"' l. Si osservi que$IO modo standard di sjrullart in u1m $lima asi11101ica il
fat1Qcheunodel/a11ori1endeaunacasran1enonnulfo
prttedenti stime in una forma più nessibile, sostituendo alla varìablile x una
ualsiasi funzioneinfinitesima.Adesemnio. (e) Per .:r ...... ±(Xl è ~...., O, quindi possiamo applicare la stima asintotica
Box(J.11)
=
sine) "' ~ (applichiamo la stima nel box (3.11), con E(.:r) 2/.:r per .:r __, ±oo).
Se t(.:r) -.. O per :i; ..... .:ro E IR', e inol tre la funzione E( z) è definitivamente Jnoltre,cos( ?}-o l , pen::iò
diversadazeroper z-ozo,a llora

per z ...., zo sine(z) "'t(z ). 11<lzl - I "' t(.:r), log (l + t(;i:)) "' c(;i;)
ecoslviaperglialtrilimiti notevoli. cillimitecen::atoè2.
Osse rvazione 3.1. Precisare fl punto .:r0 . Nell'affermare una relazione asintotica
è fondamentale, naturalmente, pr11cisore a quale punto :i-0 tende fa variabile ;i:. Ad
esempio:
Asintotico in prodotti e quozienti
sin;i:,..,zper.:r->O vero;
Esempio IO. Calcolare i seguenti limiti utilizzando, se è utile, il simbolo di
asintotico. sin.:r-.:rperz ..... +oo falso;

{) r xsin(2.:r) (b) r si11;i:cos..:r () r


a ~sin2( 3 .:r) ; ~~ -
. (') (')
,,-; c "...!~:i:sm; cos; sin;"' i- per x __, ±oo vero;
(a) Numenitore e denominatore sono funzioni continue che valgono O per
x =O; penante il quozienle dei limiti dà 0/0,/ormD di indeterminazione. In altre
sin;"' ;perz-oOfalso.
parole it teorema sul limite del quoiienttl non dice nulla in queSlo caso. Occorre
un'analisipiùapprofondita, checonsentadiconfrontareco11111 tendonoazero
numeratore e denominRtore. Per le proprietà sopra ricordate, possiamo scr ivere. Osurvaiione 3.l . Non usare "uintoti co" come " ugua le" . Il si mbolo di
per.:r -oO, "asintotico" condivide qualche proprietà col simbolo "uguale" (simmetria,
transi1ivi1.l), ma non si può usare come un uguale. Ad esempio , per .:r - O, le
relazioni

e concludere che il limiteeercatoè2/ 9 é- 1-.:r;l - cou - ~z1


(b) Come ndl'esempio precedente. si ha una fonna di indeterminazione O/O, e
occorre uno studio asintotico. nonsonoequivalentiallerclazioni

ez,.., 1 +.:r; cos.:i:,..,l -1.:r 2


w

·~,,, ~ ••
132 Cap.3.Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

(che formalmen te si o«cngOllOdalle precedenti 1ra1111ndo la relazione as intoti ca Dimostrazionc delleaffennazionipretedentL


come se fosse un'equazione). Larctazione e",..,,J+z,percscmpio, nonè falsa, (a): è un limite notevole ormai familiare.
ma èinganncvolc,perché in rea h/ocontienesolol'informazione e• __,I perx ->O, (b):sin:i:+2-2, pereiòsin:i: +2-2.
quindi è pi li povera di informazion i rispcuo a e'- t-z. (Per capire queste
affermazion i basta applicare la defini:ione di asintOlico). Infatti, notiamo che per
z->O, èanche
(e) (2.z3+2% 2 -z)=2z'(1+; -~) -2x 3
per:i: __, oo, perché (1 + ~ - S,) __, I perz __, ±oo.
ma da questo mm poniamo dedurre (d) (zxs + 2.t" 2- z) = - z( l - 2x - 2x 2)"' -z
ez- J ,.,.z2 (falso!!!). per z-O,perchè(l-21"-2:.e1)__, J,perz -0.
In si ntesi: 11on i leci10 por lare u1111 quomità da w1a porle o/l'altro llel segno di "' 5.x' 3log~z)
combiandolo di segno, come si farebbe con 11n'uguogUa11:0. Come vedremo (e) (5x'+2'"+31og4z ) ,.. iz ( I+~ +~ ,.,.z<
ancora.q uesto fatto è legatoalproblcmadcll'uso del sim bolo di asintotico nelle
per 2->oo, perché ( 1 +~+~)-1 per z-o+oo (gerarchia degl i
infiniti).
Stime asintotiche e parte principale di una somma. Osservazionc 3.J.Parteprindpa le diun polinomi o.ldueescmpiprei:edcnti(c)
Parte principale di polinomi , logaritmi o esponenziali e (d) hanno un significato genera le, in quanto illuslrall(l il metodo co n cui s i
detcnnina tapartcprinc ipal cd iun polinornio,per :i:-->Ooperz-< ±oo. ln (c)si
La parre pri11Cipofe di una funzione/ {"~) per :i:__, :i:0 è, in parole povere, la più determin a la parte principale di un infini10; in (d) la parte principale di un
semp lice funzione asintotica a / (:i:), per x __, :i:o.3 Moslriamo con esem pi come si injìnilesilflO: inentrambiicasilaparte principale è quclla"piùgrande", marncntrc
utili zza il simbolo di as intoti co per mettere in evidenza /o parie pri11cipale tli u11a per :i: _. ±oo è "più grande" la potenza di esponente moggiore, per :i: __, O è "pili
somma di più 1ermini. Si noti come generalmente la parte principale di una somma grande" la pote nza di espone,,/e minore. Tutto ciò non vale solo per polinomi
di termini è data da un so lo termine (che eventualmente è i/ prodo110, ma non la (sonune di po1enze intere), ma anche per somme di potenze a esponenti reali
somma, di più espreS!iioni). qualunque, come si vedrà in esempi successivi. Jn modo analogo, la somma di
infinitìd itipodiverso,comein (e),èasintoticaalterm inecheèinfinitodiordine
E.$(, mpioJ.11.Laparteprincipaledi ... per :i:-> .. superiore.
(a) s in:i: o
(b) s in:i:+2 o 2
r.n~~ 10J .12 . ~:em1edi ... per x-> .. è ...
±oo
(e)
(d)
(e)
(2r' +2x2-z)
(2r'+2x 2 -:i:)
(5x 5 +2"+3 1og~:.e)
o '"' (b) 2:i: +3~
o• 2.fi

(e) 2x+3~
(d) ,/i-~ o•
lQuesta noo èovviamenteuna definitione verae propria, inquamo non è possibile Questi esempi hanno a che fare con situazioni in cui vogliamo calcolare la
precis;irc rigorosamente cosa sign ifichi elle una funzione~ piit umplice di un'altB, e
tantomeno cop significhi che~ "la più semplice possibile"; tuttavia, con wi po' dì buon
parte principale di una somma di infinitesimi o infiniti in cui non c'è un singolo
sensa,èfacile~red'accordosulfanoche,adescmpio,:i: siapiùsemplicedi ' in:i:,o 2~
addendoche"pesapi ùdegli altri"(comeaccadeneicasi (1:), (d),(e) dell'esempio
siapiùsemplicedi(2.Tl+2~1 -:r)
134 Cap.3. Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo del limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

precedente),macisonopiùaddendidiugualpeso(cioè infi nitesimioinfinitidello


stessoordine),checoncorronoa formare la parte principale. (1-~)"'-~xpcrz - O,
(a) Poiché per z __,o+ si ha z + x 2 "' z, e quind i ~"' ,/X. ci
accorgjamocheidueaddcndi.,(i,~sonoinfinitesimiddlo stesso ordinc. econcludettche
Se raccogliamo dalla somma la parte princi pale di ciaseooo, otleniamo

.fi + v';-+;2 ... IX( i +~)"' 2/X


perdu!(t+~-2perz-o+. Esempio J.13. Lapar1eprincipaledi ... pcr z - ... è...
(b)Per:r- +oo siha~-..JXi=x,pereiòraccogliamo (a) log2(:r+ 3) +oo 1081z
(b) (zs+2x1 )Jog,(z+3) +oo :r3tog,z
2z+3~ = x(2+3f-=1} ,._,5z (•)

perehé(2+3fl+D-s per x-+oo. 10111 (.:1 + 3) = los2( x(I +; )) =- log2 z + log,( I+ ; ) "' log2x
(c)Per z __, -oosi ha ~"' ../%2 = -:r, perciò raccogliamo per z __, +oo, perché log2x - +oo mentre 1081(1 + 3/x) ...... O.

2x +3~=z (2 - 3N '""-x Nell'ul1imo passaggio abbiamo usato un fatto generale: se


/+g-/;perconvincersene,bastaraccog!iere/:
f ..... ±oo e g è limitata,

perché(2 - 3fl+D- - 1perx-+oo. /+g =/·(1+7)-1 perché (1+7)-1. (I)


(d) Questo esempio sembra simile ad (a), ma se procediamo come sopra,
sc rivendo Osstrvazio ne 3.4. Parte pri ncipale di un logaritm o. L'esempio (a) ha un
significato più generate, in quanto mostro. come determinare la parte principale di
un logaritmo quando il suo argomento tende a o+o +oo. Sia / (z),...., g(x) per
X _, xo, e supponiamo che g(x) tenda a o+oppure a +oo, per x _, xo. (Quindi
citroviamoa primavistainunvico locieco,perehéora(l -~--O,enon log,,g(z), con o > I, tende, rispenivamente, a -oo o +oo). Allora possiamo
possiamo concludere che /X(l - ~ ,.,Q! (Si ricordi che la relazione scrivere

~~=D = log.g(x)+ log,,~ "' log,,g(z)


/ (x),..,Oè privadisenso,poichésignificherebbe.l!P-1).
Questo è un caso in cui i due addendi non solosonoinlìnitesimi dello stesso Jog, / (z) = log,,(g(z) ·
ordine, ma hanno parti principali opposte. E' il fenomeno della ca11ce/lazirme delle
pcrtiprincipa/iinunascmma.Quandociòaccadeingenera lenon èsufficienteun
passaggio puramente algebrico per determinare la pane principale, ma occorre
sfruttare qualche limite notevole. In questo caso si trana di sfrunare la stima
asintotica 4

'Per laverità,quu w stimaasintotica,chesegue daunlimiteno1evoledcdouo dalla


(1-"1+Z) - (::Jt:!) =-1+71 r --~X pcro.-o.
dcflnizionedi e, sipuòstabilireancllepcrviapuramentealgcbrica.conipass;iggi; masolitamente1nquest1casioonci sonoscorcialoiealg he.

·~·· ~ ••
136 Cap.3. LimitiecontinuM Par. 3.3 Calcolo dei limiti med~nte stime asinto!M;he e limiti notevoli 137

perché

log. ~ _,O, in quanto Wi . . . I, mentre log.g(:i:) _. :i=oo, (con le tecnic he illustrate in precedenza), ovvero abbiamo detem1inato stime
asintotiche dei singol i /attori; laconcl11sionesegueperchél'asintoticosiconserva
perg (x) tendente a Qi" oppurea +oo,rispett ivamente. Si puòquindicoricludere per prodotti.

'"' st l'argomemo del fogari1mo è un i1ifini10 o un infinitesimo (positivo!), la paru


(}!j.., rvuiune 3 .5. Prutluttu tli infiniti tli li pu di n•no. A questo punto ci si può
chiedere se nel l'esempio (b) la funzione r 1087X sia effettivamente la più semplice
principale del logarirmo è il logori/mo dello parre principale. funzione asintotica a quella di parteriza. Ad esempio, poiché sappiamo clic per
x--. +oo l'infi n ito r'è diordinesuperiorerispe1toalo87 x,
rer completare il quadro, ricordiamo come si detennina invKe la pane
possiarnodirechex 3loS:i:l: "":i:'?
principale del logaritmo quando t'argomento tende a l , e quindi il logaritmo è
infinitesimo.Abbiamovis1ochese t(x) --O per x-- x 0 ,a!lora Larispostaènegaliva,comesivedesubi1oapplicandoladefinizionediasintotico:
log( l +t(;r)),..,t(x) per x_, :to.
per :i: __, +oo, x31:~x "" log:i:i: ...... +oo
Ponendo j (x)"" I + t(;r) otteniamo che: se / (:e) -- J per x ...... ;r0 , allora
mentre, per va lere larelai.iO!l<' asintotica, il quoziente dovrebbe tendere al. Si
log(/ (x)),.., frt) - I per X-+ Xo.
rifletta sulcorifronto:
Ad esempio,
pcr :i:--1, logx ...... (x- 1).
perx -> +oo, x 3 · I08l:t"'x 3 èfalso.
Nel prossimo box si ntetiv:iamo i J modi tipici in cui si effettua la stima
asintot ica di un lo aritmo:
Queste relazioni non sono poi così slralle, e sono facili da ricordare. se si
Box(J .111) riflette sulla seguente ana logia elememare: in uncak:olo numerico approssimato,
Sepeu -- xo J(x)-g(:i: )e / (;r)-> o+ oppure/(x)-- +oo, allora seinteridiamoil sirnbolo ~ come"circau ualea".
log(f(x))- log(g(x)) pcr ::i:-.xo; è vero che J. 000,000 + IO-:::< 1.000.000
sc/(x)--1 ,allora
ma è falso che !.000.000 ·IO~ J,000, 000.
tog(/ (x ))- / (:t)- 1 pcr x-xo.

Proseguiamo con la d1scuss1one degh esempi. Esempi o J. 14. La pane principale di ... per x __, ... è.,.
(b) Perx -- +oo, e>'+-z/z +oo c'+z
Infatti,

Abbiamousa1olestime
perché elfz-o.
Si noti che l'espressione trovata non può enere ulteriormente semplificata. In
altre parole,

·~,,, · ~ ••
138 Cap. 3. Limitiecontinuita P11r. 3.3 C11lcolo dei limiti mediante stime asintotiche e tim~i notevoli

Esercizi sull'utilizzo del simbolo di asintotico


an<:hesex 2 +x"' :r2, daquesloll(lllsegue é'H ...,er.
Per ogni affermaiione /alfa. dire se i l'era o falsa:
lnfani ? =e- +oo.
perx -0 e - J ,...,sinx
Os.st rvatione J.6. Pa r te princi pale di etponeniiali. L'esempio pre<:edente
mostra il componamento diverso di esponeniiali e logaritmi quanto alla l.97. per:r- +ov Shx....,x
de1erm inaiione della parte principale. Di versamente da quanto accade per il
logaritmo quando il suo argomento tende a +oo (s i veda l'Osservaiione 3.4), lo J .98. per z-.+oo Shz - e
parie f)Tin c:ipale di un esponen1iale non è l'esponenziale della parie principale.
Cen:hiam odi eapiremeglioilperché,chiedendoci: per z-.o+ z 2 1og:z ....,z2
sotto che ipotesi si può affermare che ef(~l "'ef!~l 1
J. 100. per z__,Q+ x2 + 1ogz ..._, :r2
Scriviamo:
J.101. peT:r -+oo x2 + 1ogx -x"
~ = ef\r)-l( r ) _, I ~ / (z)- g(:r) ..... O.
3.102. per z-o ~-1-lz2
Chiediamoci ora: sollo quali ipotesi è vero che se / (x),..., g(x) allora
f(z )- g(z)- 0? J .I OJ. per z-0 l - cosz ...,z 2

/ (:r) - g(x) = g{:r) · ~ -=-1 " " O se g(z) è limitala. J.104. per :r--> +oo log(l+z)- :r

- o J. 105. pcrx -+oo :r2e-..e


(poichè f -9, J/g - 1 -- 0; allora se g è limitata, il prodono tende a zero).
Dunq ue: se f "' g e inoltre g è limilo/(l (e quindi anche f lo è), allora f - g - O;
J.106. per:r - o z 2 +2z- 2z
in generale però I"' g-:/; I - g --+ O: in particolare: se f "' g e g è limitata, allora
ef(z)...,e-f(z). J. 107. per :r-+oo z 1 + e -e~

J.108. perx-0 lop: -:r


Abbiamo illustrato le principali tecniche e avvenenze da tener presenti
nell'utilizzo delle stime as intotiche per la dete1111i nazionedi pani principali e il J. 109. per:r -+ov Jog(l +x),..., Jogz
calcolo dei Jimi1i. I prossimi esercizi, che sono ancora in un certo senso di
preparazione, vogliono mettere alla prova la comprensione di queste idee. J. 11 0. per :r-+oo sin! - !
Successiv111nentepresenteremoiveriepropriesercizidicalcolodei limiti, a loro
vo lta pre<:edutidaesempi svo hi J.11 1. perx- +oo log{2z + z 3) "' 31ogz

J. 112. perz-o ,;•'(»)-»


J. IJ J. perz-0 ~ - 1 - ~J
,w

·~·· ~ ••
140 Cap. 3. Limitie continuità Pa r. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti noteV<lli

J.114. per x - -oo log(2 + r 1 ),,.,2loglxl 3.3. B. Richiami sulla gerarchia degli infiniti

J.115. per x-o Chr- 1 "' lx 2 Cominciamo co l ricordare il seguente risul tato di confronto tra infiniti di tipo
diverso,c he abbiamo giàutitizzatovarievolte,anc hecon lesuceessioni:
J.116. per r-+oo sin;i:"'x Proposizion e 3. 1. Genrchilll degli infiniti pe r x _, oo. Consideriamo. per
:z: ..... +oo, /e $eguenli Ire f amiglie di f um:loni:
J.11 7. perx-0 x2e>,....r2
(log.:z:)" (a> l, a> O); :z:6 (fJ >O); bz (b > l}.
J. 118. perr-.o+ log(J:i; ) ...., lop:
(Si o.uen·i che rend0110 rulle a +=J. Allora fa prima è •o piccolo• della seconda,
cheasua volra è "o picco/o"della terza.
J.11 9. per :z:-+oo x2+e'"'e'
Espl icitamente,questosignilica che:
J.120. Se per :z: _, xo f(x ) - +=e g(:z:),..., / (:z:), allora
pc r :z:-+zo logg(:z:)- log/(x). z~~ (lo~xt =O; z~~~ =O
J.121. Se per x __, Xo f(x) __, +oo e g(:z:),..., /(:z:), allora
per ogni a > 1, o > O, (3 > O, b > 1. Una dimostrazione di questa proposizione
per :i:->xo ef(z),.,,e/(zJ. med ian te il Teorema di De L'Hospital è ri portata sul libro di testo IBPSl], cap.4,
§4.4.Mostriamo l'utilizzo tipi co dei confrontiprccedenti ncl calcolo di limiti più
J.122. Se per x- xo f (x)-O e _q(x),...,f(x), allora com plessi
per :i:-:i:o ~"'flW. E$e mpioJ.15. Calcolare i seguentilimiti:

Dare una stima a!lillfotica della segwnte famione, mediante una jun:i011e piU (a) z~~ ~ + :o!(~:i:+ :i:2); (b) 2~~ xlo!~!~ :~~o~:·~t I_
semplice (del tipocz:". o c(x - x o)" peropport1mi c,a E RJ
(a) Per x __, +oo si ha log( l + x 2)..., log(x1) = 21og:i:, che è un infi nito di
J.12J. per x-0 e2r'- 1,._., ord ine inferiore rispettoaZ', quindi:

J .124. per :i: -o+oo W+;-x- .. Num. = ZZ + log(l + :z: 2)..., ZZ.
Perc iò

/ (x)"'
,.
3z" _, +oo
J.126. per :i:-o+ ~+fi"'··
ancora per lagerarchia degliinli niti.
J. 127. per :i:-+oo ~-3x2/3..., .. Per x--oo, inveceè2% ->0 e

J.128. per.i-+oo ~-z2/3,.,, ..

.
.~ · ~ ••
142 Cap.3. Limltiecontinuita Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintoliehe e limiti notevoli

Dimou n1.1.ione . Proviamo entrambi gli asserti con la tecnica di cambiamento d i


perc iò / (x: )- 2logjx:j _ _ variabi le nel limite, riconducendoci alla Proposii:ione precedente(confrontoper
0

per lagerarchìadegliinfi niti. '" x - + oo). Per il primo limite, supponiamo a- > O, altrimenti il limite è banale.

zl~.x:Pl logx: l =
0

(b) Per x _,. + oo, x: log( l + x:1)"' x:log (x ') = 2x: logx, che è un infinito di
ordine inferiore rispetto a 3% 21ogx, quindi

Num. "' 3x' logz ponendo x:z: l / t


A denom inatore, x: 42- :r ..... O, perciò
per il confron10 tra logaritmi e potenze all'infinito (Proposizione 3.1). Per il
secondo limite, supponiamo ora fJ > O, altrimenti il lim ite è banale.
11- 1/ ,,0
}~-;r=
quindi / (x: )- ~~:: = 3,
cheèillimitccercato ponendo :r- 1/t

La Proposiziooe precedente mostra come confrontare logaritmi, potenze cd


esponenzialia +oo. Cisipuòchiederescvalganorisulta tianaloghinell'origine.La
domanda va però formu lata Ìn modo più preciso, in quanto, pe r X --> Q+, ponendot""' Y

logx -->-oo; 7' -0 {/J:>O); bz-1. per ilconfromotrapotenzc c esponenzialiall'ìnfinito(Proposizione).l). Jnfine, il


limite :r~ :rfllJL/,,o è il limite del reciproco rispetto al precedente, quindi dà +oo.
Pertanto, il quoziente tra due di queste tre funzioni oon dà fom1e d i
indeterminazione (il confronto è banale). Sono però forme di indeterminazione
intercssantiqucllc contcnutenellaprossima· Latccnica d icambiamentodivariabileinsiemeadopportunipassaggialgebrici
p11òanc heservireperconfron1aretraloroinfinitiditipodiversorispenoagli
ProposWo ne J.2. Grn rc hia deg li infiniti per z ..... o+. Vulgo1w i segueiilì infiniti "sta ndard" da ti da logaritmi, po1enz.e cd esponenziali. Si considerino i
!imì1i; prossimi esempi ·

::. r"l logx:/" = O EsemploJ. 16.Calcolare i seguentilimiti:

per og11i /3 > O. a E R (si 0$Servi che il limite dQ utwforma di inde1erminazio11e


[O· oo] sea >O: pera :S: Onon c 'è nessunaformadiilldeterminaziont};
(a) z~~lo~I~:); (b) :r~~~ -
(a)Ponendot - logxsiha:
~. b-;"° :: O; z~~ x:Pbl/,,O =o +oo
lirn Jog' (logx) =lim log1t =O
per og11i b > l , et > O,fJ E R (:si osservi che i limiti dmmo form e di z-+c:<> 2logx 1-+oo 2!
i11determina.iont !O/O], [O · oo]. r-ispellivumenle. se fJ > O, men/re se fJ :S: O non
c'è nessuna/orma di illde1erminazio11e)
peril confrontotra logaritmiepotenze(Proposizione3.I ).
144 Cap. 3. Limi~econtinuftà Par. 3.3 Calcokl dei limiti mediante s~me asintotiche e limiti notevoli

1
(b) sin(2x + i}sin1(3x) ... sin(f){3x)~ -== "7;9:i: == _ g
(cos(2x)- l )cos(3x) -H2:i:)1 . 1 -2x1 2J2
D'altro canto per la Proposizione 3.1 è
equestoèil limitecercato.
xlOS:i:z: -:z;2 _, -oo, quindi
EH mpio J . 18. Limiti notevoli. Calcol~ i seguemi limiti:

(:i: :.-~ 2+x 2+ l)"',


3
(a) lim
z-+oc
x2log[,,.( 2 '", )];
1- z
(b) lim
z-+oc
3.3.C. Calcolo di limiti mediante limiti notevoli
e stime asintotiche

(a) Poiché
Esempi svolti
Ese mpio J.1 1. Limiti notevoli. Calcolare i seguenti limiti·
( ''")
~ . ('+")
1="%2
-- o,sihacos _, I.

Possiamoquindiusarelasti maasin1oticadel logaritmoquandoilsuoargomento


tende a l (v.box(3 .lll)),eabbiamo
(a) Sl imiamo questi fattori mediante le stime asintotiche dedotte dai limiti
notevo li:

(cos(fi} - 1) ... - ~(~ 2 ; Sh (2:z: ),.., 2:z:. sfnmando ora la stima asi ntoiica del coseno quando il suo argomento è
infinitesimo

(j;- x) - j;
- ·'. (- '( ~)')- _!,
Stim iamo inoltre
2 l - :t1 2
•. :i;2
_1_ _ _ !2·
(parte principa le della somma di infinitesim i di ordine diverso). Infine, poiché
Ch (3:z:) _, I , è sempl icementeCh(3z) ... I. Quindi:
Il lim ite è- !
/ (:z: ) ... -l :z;l~:- :z;l/ 3 = -1; "'- ~ Si presti attenzione a!l'ON/i11e in cui abbiamo eseguito le due st ime, sul
logaritmo e sul coseno: nell'anati:aareuna funzionecomposla, part iamo dalla più
es1emo(inquestocasoil logaritmo).
e i llimiteè -~ .

(b) Not iamo che per :z; ..... +oo, { ~ ) ..... J, me ntre 3:z:1 _, I, quindi
(b) I due fauori s in (2x +i) e cos(3z ) tendono a una costante non nulla,
perciò si stimano semplicemente con il loro limite. Per gli altri due fattori sin 2(3x) abbiamo una forma di indetenninaiione (100 ], che ci ricorda il limite che definisce
e (cos (2:z; ) - l ) usiamo le stime dedone da i lim iti notevoli e abbiamo: il numero e. Dovremo ricondun::i ai limiti notevol i legati ad e.
Cominciarnoariscri•·erelafunzioncnellafonnaseguente
146 Cap. 3. Limiliecontlnuit<'l Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limlti notevoli

alla funzione ( l+:r)°. La funzione( ~ - ~) teffettivamenre un info1itesimo


per z ..... + oo, mentre non avremmo potuto applicare la stima diretumente alla
differenza ,Ysx3 + 5x - I - 2x. Concludiamo·
Quesu è una procedura standard: una funzione de l tipo / (z)1bl, in cui ciot la
variabi le si presenta sia alla base che all'esponen1e, può essere meglio analizzata /(z)- -x·~=-~
riscrivendola
pertantoillimiteccrcatoè-fi.

09servaziooe 3.7. Si confroni i il procedimento segui to nell"esempio (b) per


perchéaquestomodolavariabilecomparesoloall'esponente. calcolare
Stimiamo ora la funzione
lim (xs+ 2x + l ) "
r-.-. x3+2
con il procedimento seguito nel §3. 1 pcr caleolareanaloghi limilidisuccessioni,
Poiché rargomento de l logaritmo tende a I, il logaritmo tende a zero, quindi ora la come sarebbe ad esempio
fonna di indeterminazione (per h(z)) t del tipo [oo. O]. Usiamo la si ima asintotica
+ 2n + I) •·'
dellogaritmo quandoilsuoargomen101endeal: !im
("' nl+ 2
h (z ),._, :Jxl (x3+2z + l _
x3+ 2
l) ::Jx2 (~) -•
x3+2
.. -tto

Nel §J.1 ci rico nducevamo al teorema

Perciò
cheè illirnite«-rcato.
il che portava a riscrivere la successione nella forma
(ç) Per x ..... +oo, -~ ..... O, perciò

( n'+2n+
ni + 2
l)~' • [(• +~J tèf] (:f.l)~'
11 3 + 2

pcrpo1er appl icare ilprocedimeritovisto.Orachecoriosciamolestimeas in10tiche


del logaritmo, abbiamo a disposizione un procedimento meno tortuoso. Lo
studente èinvi1aioa rifarequalcunodegliesercizisuilimitidisuccessioni(§J.I)
che sfruttano la definizione di e, utilizzando ora il procedimento illustrato
ncll'esemp io(b).
- 2~· }· (~ - ~) ~2:e· j .~=ii;.
Sinotiilraccoglimen1ode llaparteprincipa!e2x,cioè&i: 3 sonoradice,che t:stato
nn:cssarioperpoter appllcarelastima asintoticadedouada l limite notevo!elegato
148 Cap. 3. Llmitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

Esempio J. 19. Limiti di successioni. Calcolare i seguenti limiti: Esercizi

(a) J~sin(~:)sin{n 2 ) + (2n + sinn )cos;; (b) ~n(sinn) (sin ;). 3.129. ~~~~é logl :i: I ; !~( idem )

(a) Consideriamo
lim e:1z+ 2r
~~ ±ooe -i +:Je:Z:.

a,,= sin(~). sin (n 2) + (2n + sinn)cos~ .


3.13 1. a~Too logl:i:~+ Z'"
Per il primo addendo, maggiori amo il mod ulo

3.132.
2~~7;:;.tl
qui ndiperil teoremadelconfronto,
3.IJJ. .~~_((»+ •)''' -z''')
sin(;) · sin (n
2
) ..... o
Per il secondo addendo. poiché cos ~ _, le (2n + sinn)- 2n (somma di una l.134. (>+')'
lim :i:+ 3
_...,.,
successione chetendca +ooc unalimitata),

(2n + sinn)cos!;- ..... (2n + sinn ) "' 2n _, +oo.


[ (1 +")"']
lim : i : -
~- 1+ 2:i:
Perciò a,, --..+oo
(teorema s u "aritmet izzario nc pan:iale di infinito"): la successione a~ è divergente.
3.136. .~::.'(J:i!i- 1)

(b)Sia aR = n (s .mn) (. ')


sm;;
3.137. i~~e-J;hx

nsin ; ..... n .;; = l l.138.


~~~:~~xl:/
mentre si nnè irregolare. Pertiò aft .... sinn è irregolare.
l.139. i~:.,(x2 ;~2- 1r.

1vaW

.
·~· · ~ ••
1li0 Cap. 3.Umitiecontinuna Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

}~108(1~ :r+e11z·
1
J .140. J.152.• hm. ( --
r-±oo
:i:'+3% ) 2z
%1 + I

J. 141.* z~s in :i:-si n log:i:· logs in:i:


. sin 3 (:i:2)
J.153.*
~2.r'sin(r')
JCOsi"-1
J. 142.*
!~~ J.154 .• 2
lim [!(sin! ) (sin:i:) ]
z-o :i: :i:
J.1 4J. ("+2r
%.!!ii:., :i:l +3:i: J.155.* .~~.(~-,<!')
. (1-oo•vf:i+;,o,
J .144.*
!~ :i:3 tan2z
J.156.* !~ :i:(~:~:i:~) l)

l. 145•• .
:s-bo
(•'+>+!)
, --
lim l:i:l l o g -
:i:+ 2 J.157.*
log2:i:-3logi:
z~ log(l +:i:)+ (1 + 21ogz)2
J.146.
!~;~~:~~:,~ J .1 58.•
~ ('+")"
1 + 2:i:

J.147.* hm. (•'-"f


z-±oo
- -
:i:l+ I J. 159.* ~ :i: l:f~,\;:i:~l:)
!~:i:lo~l: 2:J:)
J.148.
1 J. 160.• hm [+oC,)i•l=i']
z-±"° X

J. 149.* .~:.(~-·) J. 161.* .~::.(~-·"')


z.!!~ 2z + :::~!1+ %2)
J.150.*

J .151•• !~ée2--e~r
J. 162.
__
!~ :!:::::~~~~),
J.163.
~~
t1vaW

·~· .. ~ ••
152 Cap.3.limitiecootinuit;!i Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e lim~i note~oli 153

J.177.* limxlog - - ,
z-+o<> 2x+z e +·')
J.178. ~~(2~:~:~ l)z
J.17?.
z-+<>o
(•'+Jx+ l)
Jim:i:lo g - , --
z +2

J.180. ,!!~.(~+•)•
J. 168. ~ 1- :-3I; %~:l1.. {idem)
Jim( ~-•)
J. 181.
z--t<» sm(l /z)
3.16?. ~.:i:s inlogx

3.170.
J.182. ~~:i:los( 1 ~:::2 )

3.1 71. J.183 .• Jim( log(~) )


z-+<><>~-X

3.171.

J.184 .• r (2:i:2+:i:+ 1ylr


%...!~ ~
l' log(logz) + (logz) 1n
3.1 73 .•
z.-!~ log(log1:i:) + :i:(logz)111 •
J. 185.• li.m (;i:2+3:i:+
~-+<>o
--- l)h+l
:i: -2:i:+4
2
r (log;i:)z
3.174. *
~...!~~-
J.186 .• Jim [1og(r'r+:i:+
z-+o<>
-2>+4l)] ("'+'""')
2z+5
3.175.•

J .187.• .~::,,x{<e.1-,Y.)
3.176. •
vòW
Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.3 Calcolo dei Hmiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli 155

(V'n•+Jn'-n+l-n)
J.188.* J.199.*
...!!~ sin~

~.!!~(?1i+ ::i:)( V'x2 +5::i: -


log1 I- x
213
) ( n'+ log'n )
J.200.• lim
,, _ _, n. \jn2 + log2 n · login

lim -" '- -J,+


- 2-·
- )'
z-+oo ( lop: + 2x2 + 4x
J.190 ••
J.20 1.* ,..!!~ ( ../n2+nlog!n - n) · lo;n

lim ,(.1~)_,,)
·-- J.202.*
--
3
lim n (sinn) -sin1 ( .!.)
n

J.203 .• ,. _lim
_, ( nsin.!.tos.!.
n n + arctann)

113
J.204.* ,.,!!'!,[(n3 +5 n-1) - nJ 1og(2+e")

J.205.•
.~~-e~l- 1)i· + "'"'1
J.19!!.*
J.206.• lim (::i:+ 2lop:)log ( 23---;i
r'+4 )
~-+o<> - ::i:+

J. 196•• ~.!!~ ( V'r> + 16il - 2 - ::i:)· (x+ logx) J.207 .• !~(l + sin(3%))~

J.197. * J.208.• }~.(1-cosx) 11 iop

.~::..·"{+.:){•''' - i•' - J.i} }~. ;~8~ c:s:;!


1
J.198 •• J.209.*

J.210.• _i;d~ -,)log~'+ 1)


w
156 Cap. 3. Limitieoontinuittl Par. 3.3 Caloolo dei Nmiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

J.211.* Soluzioni§ 3.3.

J.97. falso 3%1/J


J.98.
J.99. falso -'l:rf/J
J.212.* J. 100.
J. 101. ~
J.102.
J. t OJ. falso +oo,O, rispenivarntnte,
. ''•'(1+v:i.') 3.1~. falso per:r~ ±oo;-oo.
J.213••
,.~•(t -cos2(5:i:))(eli_l) 1 J.IOS..
3. 106.
falso
!;O
J. 107.
~-% J. 108. fal so
J.2 1<1.* 1·
i..!%, oos( i)sin (!)
J. 109.
3.110.
"""'·'
J.11 1.
vero J. IJJ. o
J.215.* 3. 113. falso
J. 114.
3.11 5..
3. 11 6. falso
3.117.
3.11 8. 'l log3
J. 11 9.
3.120.
3.121 . falso
3. 122. 3. 138.
,,. 3. 139. ~

(:r- 1)

J. 141. Il fanon: sinlop- non ammette limiic ma t limitato in vala«: assol uio.
MO$tri.lmothe il prodouodeg!ialtridue fauori icnde•zero, da cuiseguiràthe il limite
terca1oturo,per il 1eorcma delcon1Tonto. lnfani:
~S i11% · 1ogsiru: =

't1vaW

·~,,, · ~ ••
158 Cap. 3. Limitiecontinufta Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

,~. llogt =O

(gcrarc hiade&liinfiniti).Pen:iòillimile~n:atoèzero.

3.142. N(l{iamc> dte per poter applicare I.a stima as intotica su (i-cos:i:) alla
funzione .,l«iii-lènecessarioilpassa&&ioalgchrico:

157112:-I "' zsilU:c(j~+l) "'~ - -~.

Poich~ 'illf-- 1 ,
3
,,;,><(";!;;') - >. /{«}-2x(";1: 1" -1) = 2% ( ~~ ;)-2z·; = 6
1 1
•lxi(~~~)-~·
1
f%llog(" ,.;:; )- lxl[" 1
,.;:; - 1] Perciò

Perciòpcr ilcriteriodel coofromo cilcriteriodelconfronto asin!Olico,illimiteè O


i'-2%
7+1 --> l,pm:iò

3xlog(:1 ~ 21")-3x("~~21" -1) = Jx(-,.;:~ 1)-. 3,,(-~) .. -6


Pcn:iòillimitcccrta!o èc-1 .

log1:i- 3log:i Lo&;1 x I


log(l+z)+(I + 2logz)l - .flog1.: - 4·

·~·· ~ ••
160 Cap. 3. LimiUecon~nuila Par. 3.3 Calcolo dei limiti mediante stime asintotiche e limiti notevol i 161

quindialog(logx).Ptn:Ki

/(z)-. ~;:;~i=(lo';)1/• -.o


Poicht ~-. J,
~ conlh>nto di infiniti, e il limite t uro
~-mt:2 .. .ìtii .. ! .___!__ .... !
'2z 2z '2z 2 1 + '2z 2· Per confrontare i due infiniti risçriviamoli enlnlllbi usando l'identità:
Pen:iòi!limitet ,fi.

(lo&zr= e........ ; z'<'P=et•i'

Ora poidii\ xloglop 2 z. e z > (!oaz) 2 (dow / > g significa "/ t infinito di on:line
superiorerispeuoag"),amaggiorrt1gionet zloglop>( logz}1,quindi
e(1opJ'>e•loP>P e illimi1ecerc.atoé O
pen:iòil limitetzno(JXri!criteriodelconfrontoedel w nfrornoasintOlico)
Poicht lff:- 3,
J. 161.

( ~-z•t:l) =ztlt ( yi-t-;;


•Q- 1) .. .,t11 . .!..2..=
3 z2
_!__,0.
3:r:2/J

- 2; - '2; 0
Pn- z-o+,e-• - l,zlog:r -O pt"rc iò C'+zlog.r-. I e
-! J. 168. 3;0;-t-oo

J.164. ±oo J. 16?. o ~ -::,ell• __, +oo


e-•+zlogz

pen:!lt: ~u 1'~=[t =~]"",!~f =4-«:>


+oo;o+, '2;+00
rispt"ltivam.,JXr z_,O~ JXrla germ:hiadegliinfini1i.

J. 171. Poic11t( t16 ) - 1,

:;,los(i~::,)-""( 2~::, -1) - "'C~~2;,)-""(-~"') =- '2.


J. 17J. E'un.afonnadi indelenninazione [oo/oof.
Numeratore -(logz)1f.I
J. 178. e 2.
perchéponendo loiµ =tsi1Lalogt + l 111 - t 1fi(&e<an:hiadegliinfiniti)

Dc:nomin.aton : 31og{logz)+z(logz)111 _ :;,(IO&z)'/1

1maggiorragione.JXrché z(logz)1f.lt in fini1odiordinesuperiorerispeno 1(logz) 111 e -~ .

.
·~· ~ ••
162 Cap. 3. Limitieconlinuftà Par. 3.3 Calcolo dlii limiti mediante stime asintotiche e ~miti notevoli

dwique il limite etteatG~ -i·


J. 183. Diamo SI ime asintOliche degli infuiite5imi I numcnco~ e dc1>G1Dinatore
P<>icht ~ -1.

Num = lag("' ;~ 1- 1 ) -. ( r;~ 1- 1


1

3:
- 1) "' ,,2
1
-;

/(:r)-;· T "' ~ ll limitecercatoè ~ .

/ (:r) .. 3,,(2"';,,; :; l -1) .. 3i: C:1-+34) . . . ~ - J. 189.

Dunquc il limitecercatoè: e•/1.


{..yi+ log1z) ( ,Yz1 + sz- 1-:c2i3) .. ,y;:(,Y~+S:i- I -:r111) •

J. 185. ,!ur..,(::~~::! f+ ' "' Jl"'I = v•r;~ ..,;11 z zl') -.z.-·-=-


(FS
' l +---- 1' z' '. 3 3

( S::~3:~+::: ) • • e.... {~)=~(.)

''""'( ~) - • .
h(:rl--z (i!;:~~~+:~:- 1) =z( ~0~:~;~~ ) .. ~~ ,,,_ ~
1

J. 186. Q.lindi / (z)_.e-111.

[iai( ~~2::n J ( ~;+~) -(~~2zz:41 _ i)(~) -

··-·· - ~ ..
164 Cap. 3. Umrtieconlinuitll Par. J_J Calcolo dei ~miti mediante s~me asintotiche e limi~ notevoli 165

/(z)-z( ~:r.'+ !6xS- 2-z) =

quindiperi!teorcmadelconfron!o,
'Y + loglzl+e 11" -1o&lzl
{perch<!loglz l -+<x>;2•-o;e11•-1);

~-z=z (-R - 1),.. -2z-+oo;


/{z),.. - 2zlog/zl-++<x>.
"~ -2,
Si presti anenz.ionc al piSSaggio ..(;i= -z, perclM! z - -oo in particolare la 5u«:n:iior>e è convergente.
/(z) =e(ulop-J.1ot(:?.::').e"l•l.

quindi

/(z) "'~[~~ ~ -1]- z:~ 5 - 7 ,..n{H &-t +;!:)J,..n2·i·~ = ~. J!timitcè~.

't1vaW
166 Cap. 3. Limlti e conlinu~:ll Par. 3.3 Calcolo d~ limiti mediante stime asintotiche e limiti notevoli

Quindi / {r)- ~ ·z • ~ e il limite ~~-


perciò
Poic~~ - L,
pHlageran::hiadegliintiniti.
1°'(2_z;::r)- 2 ~::.:l- 1 - 2-h::r-7 - ~
~, (J1 +'"n"" -1) --'"--- (""') -'"-. ---'---+oo (z+ 21oç)-:z:
!of'n 2n loi:"n - 21ogn ·
quindi /(z)-z ·~ = ;-o, e illimile ~O.
ln,,l :S •1sin 2 (;)-n·~= ~ -o,
(l + sin(3.i:))~ ., .~'°ll(IH..C:ls)); é'l1)
eperilcrit«iodelconfromo,0 0 -0.

h(z)-; ·Sin(h)- ~ = 3,

quindi

3.204. h(::i:)-~= 2 logz~log2-2,


quindi ell(6 l-e2.

/(z)-~~~ - ~ -~
Poich~z-+oo,

a. -~.,. ... 5 eillimite«'f(:atot5/ 3 ~-·,·(R- ,) -· H-~) - -,;,


Poich~~-o,

.(!$)_ 1 _~_.!!. _ .! ••(•' + ')- ''•(•') . "·


z+5z2 5z2 5z
men~,perlagerarchiadcgliin tin iti, quindi /(:z;)--~·z2=-~·
168 Cap. 3. Limitiecontinuità Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzi0ne

3.4. Applicazioni agli studi di funzione


Vedremo ora !'applicazione de l calcolo dei limiti e delle stime asin1otiche allo
2
{log(:r2 + 3:i: - 1) - 21og:i:} = !og("' +:;- 1) ~ "'' + ~:r- 1 - I = st udio del grafico di una funzione. Cominceremo con alcu ni esempi 1110110 semplici
che illustrano l'idea di base.Po i passeremoacsempipiil claborati,primafissando
l'anenzione su unaspcnopervolca(cioèlostudiodclgraficodiunafunzione
nell'intornodiunpuntoprefissato,oppurelostudiodelgraficodiunafunzione
all'infinico), infinecsegucndodeglis1udidi funzioncincuis iarrivaadeterminare
complessivamente il grafico qualitativo della funzione. Il termine "quali1.a1ivo" in
questo contesto significa che non otteniamo certe infonnazion i quan1i101/ve (come
ascissa e ordinata de i punti di massimo, minimo, flesso) per le qua li tipicamente si
utilizza il calcolo differenziale. Gli studi di funzione che util izzano il calcolo
differenzialcsivcdranno nelprossimocapì1olo.

3.4.A. Grafici qualitativi elementari

Esempi svolti
Num. = ?'r+ 20:+ 4-z= Trocciare rapidamente il wafico qt10li1a1ivo delle seguenti semplici Jun::io11i.
ragionando sulla composizione di.funzioni e/ememori, sulle operazilml coi wafici
("as /azioni, ecc.) ed eventualmente euguemlo con/ronfi, si/me usin1a1iche, e
colcolmlt/o qualche limi/e. Disegnare con precisione ewnluuli punii m1golwi,
prmli o tangente orizwmale o •·erticale. asintoti. e segnare sugli assi il •·a/ore
numerico dei punii noteWJ/i che si riesco110 a de1erminare.
Dcn.~;. quindi /(:r;),., ;;·~ = k
Po!l<'ndo -j; =t $iha· Esempio J.20. (a) /(z)=z e" ; (b)~~ -

~. ~-i1:: -.E~~~;.;,:;: = .!!~~ + .E~2e-=:~;gt"


(a) Definita sututto R.
Pcr:r; -o+oo,/(%) --+oo concrescitasopralineare;
per:r; -o -oo, / (:r;) ..... o- .
lJ primo limite t uguak a -oo (geran:hi~ degli infiniti). Poicht il se.:ondoè una quan1ità / (:r;) ~O pcr :r;~O
:SO, illimi1ecomplc$Sivoè -oo. / (O)=O soloperz = O,epcr:r;--oOè/(:r;) ....,z.
Quest'ultimo ragionamento permette di non ~rudiare il se.:ondo limile, che è meno
imnmliatode!primo; inrealtà sipOO dirnosuareche

,.!.~~ "' -oo,


ilcheratfonalaconclusioneprecedente.
170 Cap. 3.limitieconlinuitll Par. 3.4Applicazioniaglisludidifunzlone

Grafico locale: Grafico qualitativo:

In particolare, ossciviamo chef deve avere (almeno) un punto di minimo in un


certo:to<O. (b) Definita per x >O, il comportamento in O~ simile a quello della funzione
(b) Simile alla funzione pm;edente per quanro riguarda il comportamento pre<:edente.
all'infinito e il segno. Perz - +oo, f(x) ..... +ooç00c rescitasottolincare
f(x ) ;::-.Oper:i: ;:::o. Grafico qualitativo:
/{O) =Osoloper x = O,e per x ..... Oè/(:t) ~ fi.
Grafico locale:

A differenza della funzione (a), q~sta ha sicuramente un cambio di concavità.

Esem plo J.22. (a) / (:1:)"' xsin;i:; (b) /(;i: )= ;i:sin~.

(a) Definita in tutto R, si mmetrica pari. La funzione ha infinite osc il!u ioni
(come la funzione sinx), non pe riodiche, ma ~amplificate" dal prodotto con ;i::

Notiamo il punto di flesso a 1angente verticale in ;i: = O (che discende dalla


stimaasintoticain O,perconfrontocolgraficodi .yi).

-ffi-
·-·:-· ····
EsenipioJ.2 1. (a) / (:t)=:i:log:i:; (b) f {;i:)- ,/i" logx.

(a)De finitaper ;i:>O.


Per x--o+, J (;i:) .... o- . _.,
lnoltre,poichélJ;l ..... -oo, deduciamocheilgraficoarrivainOcontangente
verticale.
Per:i: ...... +oo, / (;i:) - +ooconcrescitasopraHneare.

• ~m ~ GO
172 Cap. 3. Limitjecontinulté Par. 3.4Applicazioniagli stl.ldidifunzi0ne

Notiamo che la funzione si annulla negli stessi punti in cui si annulla sinx, jle1so a 1ange111e 1·erticale. di diJcominuità Il JO/to. di di1contim1i1à eliminabile.
ciotk11,nonhalin1iteall'infinito,eper:c--O,/(z ),....,z2. asin10101'trticale •.. ).

(b) De finita per :e 'f' O, simmetrica p.arì. Esempi svolti


Per:c--0, / (:e) ->O(discontinuitàeliminabilc).
Pcr :c __. ±oo, / (:e)__. I (asi ntotoorinontalc) EH mp io J.23.
Al finito./ ha infini te oscillazioni vicinoal l'origine. lnp.artieolare, / (:e) •O
per ~=h,:cci;. (·V'=i- 1)'
Per comprendere meglio il comport.emento vicino a O si può osservare che / (x) = log(l + x) · lop- :to= 1
l/ (:c)j :5 lzl. il che mostra che it grafico è compreso tra quello delle due rette ±:c.
Grafico: Poich~ .y;=J" _, O,

~ Inoltre,
log(l +:e)· loy:"" log2 · logx "' log2 · (:e - I);

~
perciò

Esercizi Perciòin :c= J lafunzionehaunpuntodiflessoata ngentevertica!e(ascendente):

Si chiede di srudiore /e funzioni uguellli come 11egfi esempi JWJ/li.

J.216. •'<' J.220. :c 2log:t

J.217 . e-~· J.221. e-"sìn:c

J.218. ... J.222. log( I +l:i:I)


Eu mpio J.24.
J.219. u-~I J .223. ~
zo'"'O
3.4.B. Stime asintotiche e grafici locali
Dare Wlll stima asintotica della fim:io11e /(:i: ) per :e __, :i:0• e 1racciare. di
c011segue11za, il grafico q1mli1a1ivo di / {x) i11 un intorno di :t s :ro. Classificare
questo punto (cioè dire se si 1ra11a ad es. di 1111 p rm/o di cuspide, angoloso. di

m-m - ~ Go
17.4 Cap. 3. Llmitiecoritinuità Par.3.4Applicazioniaglistudidifunzione 175

(ricordando che arctanl -- ±1f/ 2 per x - ±oo). Perciò x"' O è un punto Esempi oJ.26.
angoloso, incui lafunzioneha.dades1raesinistra,1angentidipendenza ±f :
/ (x)= lo~) l:'o= O

Perx -+ O,

quindi x=O èunpun!odiflessoatangenteorizzontale,discendeote.

+
Si noti che, con lasolas1irnaasintotic.a, non è possibile essere più precisi nello
specificare i lmodoincuiilgraficosiavvicinaalleduere11etan~ntiper x-O'"
(ad es .. la concavità)

Esempio).25.

f (x)"" 2~~:+~li
Per x --0,
W mpioJ.27.

perdòx ; Qèunpontoangoloso: xo = I

Perx-1,
e~ - 11- I l(x - I )(:i; + I )I
~"'~-

,.,~ ,_,{2(l:'- 1 ) 2'3 per x--> l +


Vale la stessa osservazione fana alla fine delresercizio precedente. Si noti il (x - 1) 1/S - 2(z - 1)2/S per z - l -
diverso modo in cui nei due esempi la stima mostra l'esistenza di un punto
angoloso. In quest'esempio, atrorigine del punto angoloso c'è la presenza di un
valore assoluto nella funziOl\e; nell'esempiopre«dente il punto angoloso nasceva
dalprodottodiunafunzionechetendeazerolineannenteconun'altraehetcndea
duelimitidiversidadestraedasinistra.
176 Cap.3.limitiecontjnuilà Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzione

quind ix= I è unpuntod i flessoatangcnteverticale,ascendente. 1


3.231.* / (:t:) = (logx) Xo = l

~
(;i:l + %- 2) :y;:=j

y--,-, 3.232.* / (:t:) = cos(u)· logx


.,,;,[•(z- t)j Xo = l

(eVi - 1)1cos(u )
3.233.* / (x) = cos(.yi) -1 Zo=O

Esercizi
3.234.* f (x ) = e~(l - cou) :ro=O
Dare ima stima asimotica della funzione /(:i:) per z _, :ro e tracciare, di
smTz· tana:
cotiSeguenza, il grafico q1.aUtativo di / (-.i) ;,,"" intort1a di %= x 0. Classificare
questo pu111a. come nei precedenti esempi svolti.

3.224.* /(x)=~ Xo = I
3.235.* /(•)~~ Xo= I

2
f (x) = (~ - l)sin (x +2:i:11')
3.225.* / (:t:) = fi~:g~l/ li xo =O
l.236.*
arctan(Jz)
:i:o=O

J.226.* /(z) =llos(z+ l )) ·~ Xo=O 3.237.* / (x) = log(l + ~s·(~:i:l(;z!/a + 3:i:) :ro =0

J.238.*
3.227 .• / (:t:) = s'i:(~s~n;) -.i o= I
~)cos(u)los( 1 +1 2:~5"' )
2
f (x )= sin(x - xo=O

J.228. * / (z) = siru: · .y;=I :i:o=O


log{ t +.y;)

J.2 29. * /{z) = .;/log{l + 2z:


:i:l)
log(;i; + 2)5mx
;i;o =O
zo=O

J.2JO.* /(z) = log(2;i;l- 1)


Xo = I
~
"'\. t1vaW

•~m~ GO
178 Cap.3. Umitiecontinurtà Par.3.4Applicazioniagli5100idi funzione

3.248.Per :r->O,/{:r )=~ èasintoticaa: ...


3.241.* (log(2~ :ro= 1 (scri vere una funzione del tipo cx"). Di conseguenza, x = O per/ è:
/ (x) = 'e2-e
O angoloso O di cuspide
O diflessoaumgenteverticale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotoverticalc O didiscontinuitàasalto
3.242.* :ro = I
3.249. Pcrz-0, / (r )=~èas intotica a: ..
(scrivereunafunzionedeltipocx").Diconseguenza,r=Oper /è
/ (z) = log(l ~~:ll.JiiT O angoloso O dicuspide
3.243.* O dillessoatangenteverticale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotovenicalc O didiscontinuitàasalto
3.244.Perz ....... l,/(r) =~ èasin toticaa · .. 3.250.Per :r-O,/(z )=~ èasintocicaa: ..
(scrivere un'espressione dcl tipo c(z - I )" ). Di conseguenza x • l per/ è· (scrivereunafunzionede!!ipocx").
O angoloso O di cuspide Diconsegucnza,x=O per /è:
O dillessoatangenteverticate O dillessoa1ang.orizzontale O angoloso O d!cuspide
O diasintotovenica le O didiscontinuità1salto O dillessoatangentevcrticale O dillessoaumgenteorizzontale
O diasintocoverticale O didiscontinuitàasalto
3.245.Per :e - 0,/(:r) • ~ èasin1ocicaa: ..
= 1
'"" 1 ~~+l~ll è asintotica a:.
(scrivcreun'espressionedeltipo cz" ). Diconseguenza,:r zz Oper/è:
3.25 1. Per x _, 0,/(r)
1
O ango loso O dicuspide {scrivereunafunzione deltipocz").
O dillessoatangentevertìcale O dillessoatang.oriz:zootalc Di coosegueru:a, r•O per /è
O diasin!otoverticale O didiscon1inuitàasalto O angoloso O dicuspide
O dillessoatangentevenicale O dillessoaiangcntcorizzontaJe
J.246.Per :e->O,/(:e) = ~ èasintoticaa: .. O diasintotoverticale O didiscontinuitàasal to

(scrivereun'esprcssionedeltipoc:r"). Diconseguenza,x = O per /è:


J..252. Per z-.0,/ (z)=~èasintoticaa: ...
O angoloso O dicuspide
O di !lesso a umgente verticale O di minimo (scri vereunafunziooodeltipocz").
O diasintotovenieale O didiscontinui1àa salto Dioonseguenza, x=O per /è:
O angoloso O dicuspide
J.247.Per r-O,f(x )=~ èasin toticaa: .. O dilles.soatangentevertitale O dillessoatangenteorizzontale
O diasintotovertic1le O didiscontìnul!àasallo
{scrivere un'espressionedeltipo cx"). Oieonseguenza, r"' O per /è:
Dlconseguen1..a,z=O per / è un punto·
3.253. Perx-.O , / ( x )=~ èasintotica 1:.
O angoloso O di cuspide
O di llessoatangenteveriicale O dillessoatang.oriz:zootale (scrivereunafunziooodcltipocx" ).
O di asintoto vcrticale O didisoontinuità a salto Diconseguenza.z = Oper /è·
O ango loso O dk'uspide
180 Cap.3. limitìecontinuita Par. 3.4Applicazioniaglislvdidifunzione 181

O diflessoatangentevcnicale O diflessoatangenteorizzontale O diflessoatang.venicaleascendente O di flcs.soatang.orizzonta!e


O diasintoto\'erticale O didiscontinuitàa$11lto ascendente
O diflessoatang.verticaledtsccndente O diflcs.soatang.orizzonta!e
l.254. Per x ..... O, / (x )"' 1 ~-?H'°?t~"!! · Mil è asintotica a:.. discendente
O diasintotovcrticale O didiscontinuitàasalto
Di conseguenza, x = O per/ è:
O angoloso O di cuspide 3.4.C. Studio all'infinito e ricerca degli asintoti obi/qui
O di flessoatangenteverticalc O diflessoatangentcorizzontalc
Ricordiamodie una retta y = mx + q (m FO, q E R) si diceasin101oob/iquoper
O di asintotovcnicalc O didi scontinuit.i asalto
/,pcrz-- +oo (oa -oo),se
l. 255. Perz - O, / (x ) = 2'~~~1zn è asintotica a: .. J!%.,[f (;r) - (nu: + q)J = o
(scrivcreunafunzionedel1ipo cx" ).
Oiconseguenza,z =O per /è: ossiaseladistanutra laretta eilgraficodella funzione tendeazeroall'infinito.
O angoloso O dicuspide Unasintotooòliq uoesiliteseesolo se sonosodd isfane led11c co11dizioni:
O di flessoatangentevenicale O diflessoa langcnteorizzonta le / (z )- mz per z-+oo
O di asintotoverticalc O didiscorui nuità a satto
pcrqualchem ;/:O, edesiste finito
=
3.256. Per x - O,f(x ) z•"!,Ji;.J( è asi ntotica a: ...
(scrivcreunafunzionedeltipo cz" ).
Diconsegucnza,z= Oper / è· cheintalcasocoincidcconilnumeroq.Sottolineiamo,tnparticolare, chelaprima
O angoloso O dicuspide condizionedasolanonimplica l'esistcnzadell'asintotoobliquo,cumemostreranno
O diflessoatangenteverticale O diflessoa1angente orizzoniale gli esempi.
O diasin totoverticale O didiscontinull/la$lll!O
Esempi svolti
l.257. Per x ..... O.f(x) = !~-~/Vi hsimoticu:..
Esempio 3.28. Dare una stima asintotica di / (x ) per x .... + oo; stabilire quind i
(scrivere unafunzionedel 1ipocz" ) se /possicdcunasintotooòliquo, in caso affermativo determinandolo.
Di conseguenza, z= Oper /è:
O angoloso O dicuspide / (z)=ze~.
O diflesso atang.vert. ascendenle Q diflessoatarig.orin.ascendente
O diflessoatang.vcrt. discendente O di flesso a tang. orizzonta le Stimiamo: / (z),..., z0pcr z-+oo.
discendente
O diasintotO\"ertic,ale O didiscontinuitàasalto Quindi la funzione tende a + oo, con crescila /ineon . Cen:hiamo l'eventuale
asintoto ob liquo:
l. 258. Per z._ 0, / (:i:) •~ è as intotica a (scrivere una funiione del
tipo cz a ): ..
Diconseguenza, z =O per /è:
f (z )-z 0 =x0(ee-1r-1- 1) "'x0 ( 3:~ 21 - D =

O angoloso O dicuspide

.
.~ ·~ ••
182 Cap. 3. Llmitiecontinuita Par. 3.41\pplica.zioniag!istudidifunzione 183

fi {:r;) ..... J:i:·sin; ,...,ll;.; •3;h(:t) --+ l; quindi:

Pereiòes isteasi n101oobliquodiequaiione /{:z)-h"--+4

y=:r:..v;+~..v;. e lafu nzioneammeneasin101oobliquo


11=3:z+4
Esempio 3.29. Dare una stima asintotica di / (:z) per :r: __, + oo; stabil ire quindi
se f poss iedeunas inlolo o bliquo, incasoaffermativodelerminandolo.
Esercizi
Sudiare il comportamento dello funzione ol/'infi1Jito (oppure solo o +oo o -oo, se
non hasemo cafcofan uno dei limiti), Jlllbilendo in particofore se la funzione ha
Per:r:--+ +oo, / {:r:)-2:r:->+oo, conerescitalineare.Caleoliamo:
cnscito lineort. sopralineare. Jot1olineon. Stabilire q11indi se la fimzi011e
ommelle asintoti obliqui. de1erminando/i in caso ojfermativo.

3.259. ~
l
3.269.•
' ''•("im')
Ora: C(J$ 7x_, J; 3.260. ~
3.270.• (:r:+l )e~
3.261. :ze~

qx 1) -2•· (-!. --'-) ~-•"'--oo


2<(00•-:\-- 3.271.* ,.(':Ir.c:)
2 :r;2/3 3.262. v9+3x
J.272.* V'I6x 4 +3r'+l
quindi il limite considerato va le -oo, e la funzione non ammette asintoto obl iquo . 3.263. log(eh+ 1 +x)

Esempio J .JO. Dare una sti ma asintotica di /(:r:) per :r: __, + oo; stabi li re quindi
se J poss iede un asintoto obliquo, in caso affennaiìvo deierminandolo.
3.264.• :te~ 3.273 .•
''''•(""'*")
3.265. 2z>+;:r+l 3.274 .• el/(r+l)(3:r:+ l )
/ (:r:) = e""'; (3:i: + cos; )
3.266 ~ J.275.• .Y8x3+3%2+1

/ {x)"" 3%(crescita lineare)


3.267 .• :r:eos-j; 3.276.• xe~

3.268 .• (:r:+2)1og(* ' )

~~
t1vaW

··-·· - ~ ••
184 Cap. 3. Umitiecontinuitil Par.3.4ApplicaZioniaglistlidid ifunzione 185

Calcolare i limiti indicati pt!r le seguenti funzioni e ili base a questi e a


considerazio11ieleme111ari, 1racciare/fgrajicode/fejum:i011i
,.
Perz__,1 , / (z) --+
{o++oo (contangen1eori110ntale)
z =1 asintotovertica!c,dasinistra
Per z ..... + oo, / (z ),.., (log.:i: )1f 3 -. +oo con CTCscita 50ltolincare (senza
asintoto obliquo).
/ (z ) ;?: Ointuttol'insiemedidcfinizione,/(x ) a= Operz= l;
per z -. I, / (z )"' t.(z - t}2' 3;z = I punto di cuspide e di minimo relativo
(e assoluto).

u
Grafico qualitativo:

J.281. / (z ) a ~;z~TJ(z); z~/ (z)

J.282. / (z) = zelfz; z~T..,f (z ); z~/{z); la funzione haasinloti obliqui?

J.28J. / (z ) = ~; z~T..,f(z ); .,~i~/ (z ) ; la funzione ha asintoti


obliqu i?

3.4.D. Studi di funzione mediante limiti e stime asintotiche EKmpioJJ2.


TrQCCiare rapidamente il grafico quafitatillo della segueme fimziane. in base alfa
conoscenza delle proprielà delle fiuizioni e/emenwri ed 111ilizzando
opportunmne,,te limiti e s1ime asimotiche. Jn panico/are, è richiesta la stima
asi11101/ca 11ei pumi ;,, cui/ si annoi/a e alla_fromlero dell'Insieme di definizione. Definitaper :i: # O, :i: 7'2
Evide,,ziare nel grafico evetJtuali pu1Jli "O/eWJ/i (o /a11gtnle ori;:zonlale o
verticale, angolosl.diaslnroro.ecc.), el'andamentoall'infi11i10. Perz -- O* ,/(:i:) ..... - !id-. { ~-00
z= Oasintotovcrticaledatlasinistra.
Esempi svolti Per :i: ...., 2±, / (z ) "' ~ _.. ±oo. z = 2 asintoto venicale.
E.se mpio J.J I. Perz - ± oo, / (z )--+ I. Il= 1 asintoto orizzontale.
/ (- l )z O.Grafieoqualitativo:

Definitaperz >0, :i: # !


Per z - o+ , / (z ) "' e(logz)213 ..... +oo; z = Oas intoto verticale.
186 Cap.3. Llmiti econtinuiUi Par. 3.4Applicazioniaglistvdi di funzione

EsemploJ.33.

/ (z )=xlo g -
3-< l" 'I EsempioJ.34.
Definitaper x'l'-2,x'l'3
Perz __, -2,/(z)"' - 2 1os l~I - +oo;z = - 2asiruotovenicale.
Perx--+3,/(z)- Jlogl~I- +oo; x=3asintotovenicale.
Pcr :i:--+±oo, Definitaper:i: ~ - l.
Per x ..... - I , / (x)"' (1 - e- •/4) y/2(:i: + 1) 112 pun10 a tangente ven icale
x-3 -1) ~· (~)
/l•l- •("' x - 3 - s.
Per x ..... +oo, J (x),.., (e•/ 2 - 1),r/G ...... +oo con crescita sonolineare (in
particolare, senza as intoto ob liquo)
11 = .5 asintoto oriuonlale per x --..... ±oo. / (x)= Oper z=O,:i:zz I.
/ (x)=O per :i:=Oeper Per :i: --> O,/(x) - -arçtanx"' - :r;
Per :i: -- 1, / (z) .... (e•/ 4 - 1)./2· (:i: - 1) 1/a, perçiòz = - 1 p11n1o di nesso
1 ;~~ 1 = I, cioèz + 2 s ±(3- x) atangente ven ica!e,ascendente
Grafico quali tativo:
cioèper z,,.! .Graficoqualitativo

~ t1vaW
188 Cap. 3. Limitiecontinuita Par. J_4Applicazlonlaglistudidifunzione

Ossen·azione J.8. Sti ma asi ntotica 111l' inlini10 e verso della concav ità. Negli
esempi precedenti, quando la stima asintotica all'infinito denotava una crescita
sopralinean: o !iOttolineare. abbiamo interpretato graficamente q~sta informazione
come un'indicuione del verso della CQncavità all'infinito. Per esempio, nell'ultimo
csempio vistosiaveva/ (x ) -+oo CQncrescitasonolinean:. c abbiamotracciato
il grafico di una funzione concava verso il basso all'infinito. L'idea genera le é che
·:1·~LL_
/
se,perx - ±oo,é
/ (x)-+oo concrescitasopraliriearc,ciaspettiamo/coneavavcrso l'al to;
10 20 30 40 ~

/ (x)-+oo con crescitasottolintan:, ciaspettiamo/CQncavaversoilbasso; Notiamo come, "visto da lon tano", il grafico di / assomigli al grafico di x1 e
tutt3via/n.onabbia, neppureper lxl abbastanzagrande,lestesseproprietàdi
viceversa ,sepe r x --.±oo, è
CQncavi tàedimonoloniadi .i1 .
/ (x) ..... -oo concft'SCitasopralineare, ci aspettiamo/corl(:avaversoilbasso;
L'esemp io precedente insegna che dalla slima asintotica all'infinilo. a rigor.,,
nan prusiamo dedurre j/ segno dello. c011C(n'ÌfÙ di uno.funziaM. Questa può essere
/ (x)- - oo concrescita sottol ineare, ciaspeniamo/concava vcrso l'alto.
studiatai nmodorigorosout ilizzandoladerivataseconda,romesi vedrànelcap.4 .
Perché abbiamo se rino "ci aspetliamo"? L'afTermazione é rigorosa o no? Per Tuttaviasipuò dimostrareche:
rispondere,siconsideriilprossimocsempio.
Se per .i_. +oo (o -oo) j (.i) J asimatica ad una fan::irm e conc(n:a l'erso
Ese mpioJ.JS. /'o.I/O (il />asso, rispe11ivammte), e /afi111::ione f (.i) per x ab/>as1a11:0 grarnie non
cambia il segno della co11cm'ità. allora per .i abbasU111::a grmulef t CQ/ICU\'ll verso
/ (.i)= x 2 + .isin (:z2 ) . /'alio (ilbasso. rispef/Ì>'omel//e) .

Poich4! la furudone sin è limitata, l:i:s in (:i: 2}15 l:i:I = o(:i: 2) per .i _, ±oo, pcreiò L'util ità della proprietà precedente sta nel fatto che, nei casi concreti,
/ (x) "'x 1 • Da questo segue che / (x ) ----. +oo per x-. ±oo, e che f non ha osservando la/ormoan(l/iticadella funzione spessopossiamoeseludereeheessa
asintoto obliquo. Tuttavia la eoncavità di/ (eosl eome il suo crescere e abbia infiniti cambi di roneavitll all'infinit<Y. In tal easo una stima asintotica
decrescere) non sono, neppure per J.i l abbastanzagraride,gli stessi di .i 2. Infatti il mediarne una funzione sopralineare o sottolineare penneue efTenivamente di
graficodi/é: dedurre ilsegnodellaeoncavitàall'infinito. Negli stu<:li di funrione fatti senza far
uso della derivata seconda utiliD:Cn:mo sistematicamente questo criterio,
implicitamente.
Ad esempio se / (.i )"' x 2 per .i ..... +oo, certamente / (.i) non ha asintoti
obliquienonèconcal'averso.i/bassoin un imomodi+oo: puòdarsiche sia
eoncava\·crso l'a lto,oppurechcabbia concavi1 àoscillante.Sepossiamoescl udere
che abbia infi nite osci llazioni di concavità, allora concludiamo che è concava
versol'altoper .i-+oo.

Si osservi ilgrafico<:lellastessa funzionesuun1sealamaggion:(ossia •visto più


da lontano"):
190 Cap.3.Limitiecontinuità Par. 3.4Applicaiionlagli5tudidi tunziol'le 191

Esercizi Soluzioni § 3.4.


J.284 .• J .216. :>?e•

.~V
J.285.•

J .286••

J.287.* (:i:2 -x)logx

J.289 ••

J .290.•

J.291 .•
xl log(:i:+ 1)1
·~:6
J.292 .• ~

J.293 .•
""'
l~I"
J .294 .• e- .;. [log(2+.:i:W' 3 .

J.296 .• .:i:log'l1-r1.
J.297 . •


. ,;~
.
......
3.298 .•

J .299••
(·-"''- ')I·"'- 'I· ~··
J.JOO. * .xlareian ~ - :i:an:tan;,..

.
.~ · ~ ••
192 Cap.3.Um!ti e cootinuM Par. J.4 Applica.z ioniaglistlldidi funzione

'l rio~ I
-~
''\·-·"~~ ~
+
-·· ·-··17
3224 Per :i:-o l, eZ< Jog:i: _ (:i:- 1) =(:i:- l )J/I

~~ fo(:oquahtanvo

~
J.lnz.tog(t+l•D ' '
.;/i logl:i:+ l I • .y/i" e•-
log(:i:+l)_~
"' =efi .

. ' J.225. e•- I


1
enicvcrcicalein :i:=O:

. ~·,.·-·-·+·
.
_,
'
194 Cap.3. Limitiecontinuità Par. J.4 ApplieaVOniaglistudldifunzione 195

llog(z + l )l·~-llog(z+ l)[· ! ~.229. -


1:::;~: ~~$::1 (!~ .. ~ .;k
• O~ pu;~~i $a~1:
I
Ptn:iò "' un disconiinuità a lzl. ;- ...., ::l: l per z...., Oi pen:iò z=O twiasintotovenicalc,con/ (z ) __, +oo pcr z-O.

.:~
~ 3.230.
.
Jog(2z'- 1)...., 2z 2 - 2 _ 2(z-l)(z+I)
~ ~- (z- 1)1/3 - 4(z-1 )1/I
quind1 z= l t pun1odicW1pide(ediminimon:la1ivo)

s\~~~) .. l~~~s:)l -±Tper x-W


3.227.

Pcn:iò x=Ot unpuntodidi$Con1irmìtiasalto. "'{ /


~
~ l • •

3.23 1.

x• (log:.:}', ,.
~ (x- i)(z+ 2} :Y:r- l ...., l (z- l : L+j- 3(z -1} fl
(loiµ )' (z- 1 ' 2

J.228. sin.i ·~ - z
~-~ .. -r11 ..... o
Gra~~!a:~:pumo x '"' l ~ di discontinuità t limÌnllbile, di cuspide, di minimo ~lativo.

'·,i·~
~~7n: ~~~~to (di discontinuità tlimirulbilc)di cuspide ri volta veno rallo (punto

'·'
,,
•. , l ... '
196 Cap.3. limitiecontinu ité Par.3. 4Applicazioni aglistudidifu~ione

J.2J2. Per ;r --. 1, / (z)- •


;!~%--'h -~ ·(:r-1)),1' e"'-e _e($1 - 1),... e(z'- 1)"'
~- ' Og.1: (:r- i)t/J
perciòi n :i: = J lafunzionehaunpUJ1todi cW1pidc(riYolloYersol'alto)·
•e(%- l }(:r+ I},.. 2e(:r- 1) = 2e(:1<- l}2/•
(:1<- 1) 1/J

~
(:1<- l )IJ'

· .v ~
Quindi% = ltunpunto dicU5pide,discendente.

"{ /
_J_Y_
4 ' ' '

(•"-•)'•mt<•l-~ "-z.H--z.•. (e1'-1)sin 2(.,+2.,11'),.., 2.,{.,+2z11') ,...


2
~ -i(ViJ arttan{3:i:) 3:r
Quindi il punto :r =O t di discon1inuilll eliminabile, di c115pide, di minimo relati vo.
Grafico locale:
-~(2"'''')2 = ~%2/J

~://
Quindi :ro - O~ puntodicu.spide . Grafico locale·

~ -Go• ..... u ...

.
::i~.c::; ~ ~~ puntodi cuspide. • cos(3%)-l
log(l+:t)·tan(2zl/J+3"'}
-~-
%·(2z:l/J+Jz)
198 Cap. 3. LimitieconUnuità Par.3.4Applieazi0niaglistudidifunzione 199

~~-
Quindi XQ = Otpuntodifles
/(z) - ~-'
- ~·sgn(z)=-V'iii
J.240.
z:O puntodicuspide. "'

l 1o&(2-z)! ~
-~
<OS(lfz)- l; 3.241. (
;./'e--e ~-
+ 6z5z2 ) - ~
log(l +12z+ l +2z+5 2 _ 1 = -~z++6 ~.,2 _ -~z;
--~(z- 1 r1-1 :--:'2(z- l) ll
Dunque z= O~puntod" fl / (z )- - 7:* · l · ( - 47:) "" 4,,f/l :r : Jpuntodiflesso• tangentevenica~, discendentc. -y;
I essoatangenteorizrontale,ascendeme·

/ (7:) ,., e(7i ; ;~~


2 ;pi#.. ~ . _I

"' "" lasintmovenicale (z - l)l/l

/ (z) -2.fi·z 2

z"" O pwito di flesso a tangente ~e;::. = ì;;g2 . efi

t1vaW
200 Cap. 3. Llmitiecontinuita Par. 3.4Applicazioniaglistudidi !unzione

J .260. f (:i:)- :i:per:i:- ±oo; nonesistei.sintotoobliquo.

f{:i:)-e:i:per :i:-±00;11=e.1'-e as.obLper.1' .... ±oo


:i:=O pun1odifleswatangentewnicale.
l.262. f(.r)-1.1'1 per .1'-o::l:ix>; asintoti obliqui: /l • .1'+1 per .1'_, +ix>;
11 • -:i:-l per:i: --!X)

J.26J. /(.1') .... 2.1' per .r .... +<X> (non è definita in un intomo di -oo): 11= 2.:i: +I as
obl.per .1' .... +ix>.

.1'ei':r - ::te1 _. +oo


2(.r - 1)2/J; pun1ocuspidc con crescita lineare; per vedere se c'~asintOIO obliquo calcoliamo:

.r- 11 3;asintOlovcnicale .'.~( .."'- ..')


(><"'- ..') =><'(·*'-'-•)-
~; puntodiflessoatangenteorizzontale

-:r11'; puntodicuspide -... [.~, -2]=><'(.-;',) --'•'·


-frf3: puntodiflessoala7Jgen teorizzontale Pm:iòfhaasintotoobliquo:

J;i: 113: puntodiflessoatangcmeven icale

-;r"/1; puniodifleMOaUmgenteorizmntale
/(.1')..,2.1'; J!'.:1
00
{/(.r) - 2.r]=oo

Perciònonc'èasintotoobliquo.
2.r213;puntodicuspide
C'èasintolOob!iquo: 1f=2.1' -l.

21%; puntodilleMOatangentevcnicale '


:zcos7z'"":i:.
:i:'l3sgn(.r); puntodifle1S01tangenteorizzontale

"'IJ/H; punto diflessoatangentevenicale ~~[tt~+. -+


:.r 1/J; puntodiflessoatangentevenicaleascend.

-tr1J; pumodiflcsso1tang.orizz.discend.
~+.-· - +~+.- ·)-·(-l( +.)') = -j
/ (.r)-.r per.r .... ±oo; lf • Z+ I asinwtoobliquopcr .1'_, ±oo

~· ~ ••
202 Cap. J. Limiti e continuità Par. 3.4Applicazioniag!istudidifunzlone 203

PcrciOc'èasimoroobliquo

/(x)-xe'l/J:xe211 [e(~-1)_1].
/ (x) - xlog2 - +oo lineanmnte

PoicM(~-;)-o,
/(x)-;rlog2 = xlog (.,: ) +21oa; (.,~ ,) • q1 (x)+'1'J(X).
1
xeif3[e(~-l) _1]-xe2l'CX:v+:~' -D"'
qt{x)-x(z: 1 -1)=x (..~'i ) - -l;fh(x) --o21og2;

quindi/{z)-xlog2 - 21og2 - 1, e
v= xlog2 + 21og2 - 1 èasin!Oloobliquo. ~n;iO La funzione ammette asintOlo obliquo, di e<J~onc::

11 = :i:e~''-~e3P.
J.26~.

con crnc:ita lineMe. Vediamo se esiste asintoto obliquo: /{:i:)-~"'2x-+oo


1 con crescita line,.n;. Per stabilin; se e'~ asintoio obliqll() cakoliamo·
/(:i:)- :i:log2 • x[1og(2":::7 )-1og2] •
~i:!.,[/(x)-2xl.

- xlog(2"~~:; )-:i:(2'";x~:;
1 1
- l) =x ( 2:,-; 2) - ~ / (x)- 2x = V'I6x4+3:r3+ I - 2x=

quindi 11=xlog2 +jèasin101oobliquoper x - ±oo.


f( x) - u - +oo lineanncnte;

/ (:i:)- xc • :i:e ( c'f- 1 - 1) +c'f • q1 (:i: ) + 'h(x); Poicll~ {f.,+ d;. ) __,O,

/(x)- 2x-2x · ~(~+d;;) -i·~ - ~-


q1(x)-xe ( x; l - 1) =-e; 'h(:i:)-e,/(:i:)-:ce - 2e,
Pm:iO la funzione aramene asintoto obliqoo, di e<Juazionc·
y : :i:c+2e èasincotoobliquo.
11 = 2:c+ ~

2zlog(~x~!"1 - 1 ) - 2:i:logf> -+oo


concre.scita lineare. Pcr5tabi!in;sec·~ asin!Oloobliqooca!coliamo
coo cn;scita linean;, quindi può essen:i asintoto obliqud'Stimiamr~
204 Cap. 3. Limitieconlinuità Pa r. 3.4Applicai:ioniaglistudiditunzior\e 205

quindinonesisteasintQ!Qobliquo.
•"2z [ 5 ;:i~~ )] -2z · ~ • ~-
Penantola funUonehaasintOIQQbliquo y= 2z log5+ f .

/ (z)-h;

(e1f<H 1l - J)3z - ,.! 1


· 3z -9; e11(>+L ) - \;

/ (z)- 3z - 10
elafunzionehauinto1oobliquo
y =h +IO.

'·+
"'· ' ' ',
/ (z}-2z;

.
/ (z)- 2z=2z (ef 1 + ]_ +..!..
8% 8r1
-1) ,..2z· !3 · (2-Sz + .8r1. !. . ) ,

':;iL
'
elafunziooehauintotoobliquo

/ (z)-ze~ - +oo

concrescitalinearc, possibileasin\QlQobliquo.
206 Cap. 3. limitiecontiriuitll Par. 3.4App licazioniaglistudidifunzione

·:;~n~-
lim /(x)='foo
J.282. ,.!zr,.,f(:1:)=±oo

Lat\Jnzionehaasintotiobliqui? Sl,v=o:+l ,pcro:- ±oo.

~I\ /
~
3.281. ~T00f(x) = {-oo
1 lim/(x)=±oo
-o>

T ,..!!~/{:i:)=~oo - ~~·~·=:i:+ lperx -±oo.


lim / (o:)=±oo
J.lSJ. ·1

+
"fu""~"ti'"'"' "'''""'

3284 2.Perx-2±,/(:1:)-±oo:x • "2asintotoveniC11le


_()efinitapcr x# { o+ esc itasopralineare.

:::;;:~:;;~;;~~+_7;.:':~•0'di -""' "'"'".~ '~'"'°


ori~~!l~).GraficoqualitattvO.
208 Cap.3. l imitieconijnuittl Par.3.4ApplicaZiolliaglistudidifunziooe 209

J.185.
~
Defmitaperogni zeR
Perz -o::l:oo, / {z)-z2e•_, {;.oo concrt"scitasopralineart"
·l =
...
.....'
..
3.217. Definiiaper z>O.
2 4 ' 8 10

Per .,__, o+, / (:r) ... -zlogz - o• ron tangente verticale (perd1t\ l1;J __, +oc).
Per :r .... +oo, / (z)- z21og:r - +oo con aesc:iiasopralinea.n:.
v•Oasintotoorizzontaleperz - -oc. /(z) • Operz • O, l.
/(z)=O pero: =O,z=- 1 Per ., .... 1,/(:r) .. z(z-l}logz ... (z-!)7. pen:iò z=l ~ punto a umgente

· U__
Perz - O,/(z)- z(rt"tiatangmie:v • z), orizzontale(diminimo).Oraficoqua!itativo:
per z - -1,/(z) • z(r+ l)e• - -!(o:+ I). (Retta tangente: V = -~(:r+ \ ))
Di conseguenza /(z) deve avert" un punto di minimo nell'intervallo (- 1, 0) e un punto
di musimo nelrinmvallo (-oo, - ! ). Grafico qualitativo:
.•
...
•..
0. 5 I 1. 5 2 2.5 l

Definitaper :t>O,z# I.
Per o: -o o+,J(z)-~-O- contangente orizwntale(~o(o:)).

Definita per z>O; per z_,o+, j (z) ... -~-+oo- Per z-1±,J(zJ ... ~-±oo; z • lasinto1overticale
vcnicale Per z...,-too, j (z) ... ~ - f.-O';v=O asintocoorizzonta!c.
Per z-+oo, j(z)-~-o • (gnan:hiadcgliinfiniti). v=O asintotoorozzontale. Grafico qualitativo·
f(I) - o; per z-. l,j(r)- (o:- 1)2;z = l punto a tangenteorizzontale,diminimo.
Grafico qualitativo·
210 Cap.3. Limiti econtinuità Par. 3.4Applicazi0niaglistudidlfunzione 211

J.290. Definitapcr z> -1.

J 11~·
Perz-{- l )+,/(z)--oo
z • - lll5in1ocovcnicaledaU1dcstra.
Per :i: - +oo, / {z) ~ zlog:i: --. +oo con crescita sopralineare.
/ (z)•O per z • O;
perz -O,/(z),..z·lzl, pen:iò z=O pwuodiflcssoatangcnteorizzon1ale.
Grafico

J.289. Defini!llper z#O; pcrz --.O,/ (z)-0,pen:iò~prolungab ileconcontinuili


poMnd<:I / (O) =O. La funzione ~pari.
2 2
Sfrunan<k>il fanoclw: (sin!) $ I e (sin!) $~s i ha anche·
l/(z)I $:i: 2 (sig.nificaiivovlcinoalrorigine);l/ (z) I :S l(sign ifkaTivoper z grande).
Per z - ±oo, /{z)- z 3 · ~ .. 1;11 • I asintoeoorizzontale.
/ (z) 2: OVz; /(:i:)= O per:i: • f;,k E Z. Grafico qualitativo:

Definita perz #-3. Pcr z- (- 3) ~ ,/{z) - 'fOO

.. :i: =- 3asintotove-rticalc
Per z - +oo, / {:i:) -
Per z- - oo, / (z)-
7-
-!
+oo "'"crescita sopra!innn
_,o+
11 • 0ll5in101oorizzon1aleperz --oo
/(O) • O: per:i: -0, / (z}-,, =:i:. Orafico·

Vicino all'origine:
·l.S -1 -0. 5 0.5 I 1.5

=1L V
J.192.
~
Dt:finitapt"r :i:>O,:i:# l
Per :i: - o+, / {:i:) - ~- -oo: :i: = O asintoto venicale.
Per z-l,/(r)-~=c 2 ·(z-l)-O; :i: • l pun!o di discon!inui!à
eliminabile, defmendo / (I) .. O, f risu l!ll continua, e in•.\: si annulla 'l/JleamaeNC~

,.~.. · ~ ••
212 Cap.3. Limitiecontinuità Par. 3.4 Applicazioni agli studi di funzione 213

Per :i: - +oo, / (:i:)"'


Grafico:
=- +ooconcrescitasopralinme(senza ilSÌn!OIOobliquo). J.294. Dcfinitaper;i: :/:0,:i:> -2.
Per :i:- -z+,/(:i:)- .,.:ii· (iot;(2+ o:}]'fi - -oo. o:= -2 asimotovenicalc
PO" z ..... +oo, / (z)- .,-! · lle>g:r:l m...., +oo con crncita SO!tolineare (in panicolare,
Knza .. in1<>10001iquo).
Per :i: ..... O"', /(z) - e,.; · [log2]1fi...., { ~+00
:i: "" O ~ punto a tangente C>rizzontale da destra (annullamento cspomiu.ia lc). mentre ~
asin!Oloverticaledasinistra.
/ (z)"'O perz =- 1. Pa- z - - l,/ (o:)-e!·(z+ i) 1/i, perciOz =- l puiitodi
neuoatangcntevenicalc,asccndente
Grafico qual itativo:

J.293. Convicnerucrivere/nc!lafonna:

/ (z)=e• lotl~I.
/(o:)defin itaperz Y,. -Z;z#--1;
per., ..... - 2,zlogl~I- -oo;/(z)-o+ (con velocità csponau;iale, quindi c;on
tangcntee>rizzontale); z=-2 puniodid iscontinuitàelimin.abi le ,
perz-- 1 ,xlogl ~I- +oo; /(z)-o +ooz ,. -lasintotovenica lc

Per z-o±oo, /(o: ) = ~(!':il=ef'·J

quindi
J.295. Dcfinitaperz >- 1,:z:.,_O.
11 = .,- 1 .. intoto ori:r;:oornalc per :i: ..... ±oo. Gra fico qual!tat!vo: Per :i:-0- 1+,

/(x) - 1~11-:_1.,) _ ~~~:~)-o+.


Quindi :i: - - I t punto di discominuità eliminabile. Inoltre / (:i:) ~i annulla più
rapidamcniedi (o:+ l ), quindihatangcn!ce>rizzantale.
Pcr :i:-oO\
/ (:i:)-z logl:i:l-Ol".
Quindi x m O è punto di discontinui!! diminabile. Inoltre / (:i:) si annulla più
lcntamcntc di ;i:, quindihatangcntevenicale:puntodiflcno 1tangcntevenicalc.

,,,~,, · ~ ••
214 Cap.3. Limitiecontinuita Par. 3.4Applica.iioniaglistudidi funzi0ne

/(l) =O. Per x- 1,

/(z)- ~~I
Grafico qualitativo:
che si annulla Hncarmmte (il grafico anraversa r&SK z: con tangente obliqua, senza aie~
particolariU.).
Perz:...., +oo,
/ (z) - z2 - +oo
conc~scitasopralineare(inparticolare,senuasintotoobliquo). Graficoqua!ita1ivo

J.297. Dcfinitapcrz -:/; l


/(0) • 0.
Perz - 1"',

J.196. Defrnìtaper z~::l: l , dispari. /(z)-e(e- l )e'f(z-•J - { ~


/(O) - O.Prrz-0,
r • ltasintotovenicalcdadestra,puntodiarns10,atangenteorizzontale,dasinistra.
Pcrz - +oo,
Quindix = Otpuntodi ncs.soaiangtnteorizzoruale, diso;erniente /(z) ... eiz _, +oo
Per z-> l,
concrescitasopralincare(inparticolaresenz.aasintotiobliqui)
/{r)-1or11-z 2l--oo Perz --oo,
Quind i z: = I t asintoto venicale (per simmetria, /(z) ..... +oo per z ..... - l, e z = -1
tasintotoverticale).
11 = 0as intotoorizzontale(perz _, -oo)
Perr --o +oo,
Per z-0,

/ (z)-;
ronc~scitasopnlincare(inparticolare, senzaasintotoobliquo).
(Persimmenia, / (r)...., -oopcrz...., -oo, sopralincannente). siannullaconrtttatangenteobliqua.
/(z) = O per ll-z21 = l,:r1- i • ::1:1,z =O,r = ::l: v'2. Inoltre in quc:sli punti, il
logalitmosiannulladelprim'ordine,pcrciò lafunrionesiannulladel3° ordine,ci~coo
flessoatangenteorizzontale. Jnfatt kper z-,/2,

.
,,~ · ~ ••
216 Cap. 3. Limitieoontinuita Par. 3.4Applicazioniaglistudidifunzione

Gl'llficoqu.a lirarivo· Gl'llfico qu.alìtativo

J.299. Defi nirainruno R .Siannulla in :r • O.


Pcr :r-+oo, / (:r)- - e~ ..... -oo,concrcscitasopralinran:
J.298. Definiraper :r;l--0. Per :r ..... -oo, / (:r)- - l .11= -I asinrotoorizzonta!cper :r-o -oo
Per :r-oO,
Per :r-0, / (:r)- -V'liT· l\lil,. -:r!'3 ; :r=O punto di cuspide rivolto verso
l'alto.
Gl'llficoqualirarivo
Quindi :r ~O t un punto di dìsçontinurili eliminabile, di cuspide verso ralto.
Pcr :r-+oo,

quindi y=O tuintocoorizzonta!e.


Per :r-ol,

Pcr J: - -oo,

/(:.:)-~ = -:r•!S_, _(X)


concn:scita sopralincare(inparticolan:,senza asintotiobliqui).
J.JOO. ~finitaper x;l--0, funzionepari.
Per :r-0\

:r'an:ran; ... ±xlj; - :nn:1111~,.. 'fxj,


quindi/ (:r)-'foi:J-0.lnoltn z=Ot unpuntoangol~.

,,~,, · ~ ••
218 Cap. 3. Limitiecontinuita

Per z...., +oo, Cap. 4. Calcolo differenziale


:r'arctan;-z2 ; -:i:an:ian~-- ~, per funzioni di una variabile
quindi/ (:r:J-zl - +oo concrcscitasopralinearc
/(1) = 0.
SimIM!riuando per z <: O, tracciamo il &J'llfiCo qualitativo: 4.1. Calcolo delle derivate

4.1.A. Algebra delle derivate


Riferimento: libro ditesto! BPS! J,cap.4,§2,§3
Questi primi esercizi riguardano la semplice conosr:enlJI de lle derivate delle
funzioni eleme ntari e dell e regole di calcolo delle derivate, pertanto rion si
presentano esempi svolti

Esercizi
Per ogni affermmionefa110, dire se è vero o/a/sa:

4.J. (con/=s in:i:

(arctan (l+:i: 2 ))'=~

4.J. {cos3x )' = 3cos2x

4.4, (x log:i:)' = log:i: + I

(Chx)'"' Shx

4.6. (logfzl)'o ~

(?9+1)' =~
4.8. ( ':.';')'=~

4,9, ( ~)'= arctanz

4,10. ( loSl(:i:1 + l ))'=~·log2 t1vaW


\
.
,,~ · ~ ••
220 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldi unavariablle Par. 4.1.Caloolodellederivate

4.46. z 2 arctan ~

*'
4.11. (sin2:i:)' = 2cos2x 4.JI.
4.47.• log(f'H)
4.12. (xr)'=r(x+l) ei.z(acosb:i:+csin(b:i:))

4.13. (arcs i nz)'=~


~
4.48. "'~
4.14. (log3z)' = ! 4.49. 2~ .
~
(:?"')'=2"'·2x· log2 4.50. log,(~ )
4.35. ~(2z + l )

4.16. (~)' =~ 4.36. (•;= ) - 4.51. zarctan!.

4. 17. 4.37. eL/lop 4.52. si n(2z)·cos{3z).


W'= 1ogz

4.18. (arctan2:i:)'= r:;h 4.38. um(2:i:+l ) log(=)

4.19. (~)'-=~"'"- 1 cos:i: ~ 4.54. zcos(s in3z)

4.20. (:i: Jog2x)'= log2:z:+21og:i:


4.40. Th( l + Ioga:) 4.55. Jz+,jl+3.fi
2(>2 + 1)/(• - 1)
(Th:z:)' = i - Th2:i: 4.56. zlo8 2(z2 +3z+ l )
4.22. ~(3z +1) 4
(loglsinzl)' = ; .jarctan(l + :i:2)
x2log(cos.z)
4.2J. {v'h+l)' = 2(2z + 1)2/S
4.58. 3è/
4.44. e~
4.24. (~)' =~ 4.59. log(2"+r•)
x"l' ~•
Calcolare la derimta delle seguenti fan=io11i di z. ed eseguire le st111pf!fìcazio11i 4.60. log( ~)
immediaie. Ogni evenluale le1teradiversa da :i: m considerata come una cos1an1e.

4.H. z 5- Jogx+sinz 4.28. s in3:i:-cos2(3x)+~

4.26. -]y- ~ +:i:2/5 -! 4.29. '4':ttl


:i: 2togx
~
~~
4.JO.
t1vaW

~· ~ ••
222 Cap. 4.Calcolodffferenzialeperltmziool diunavariabile Par. 4.1. Caleolodellederivate

4.1.B. Retta tangente e linearizzazione Esercizi


Scrivere l'equazione della rei/a wngente al grafico d i 11 = / (z) in x o
Esempi svolti
4.6 1. / (z ) =sin2z; zo= i·
E.le mpio 4.l .Scriverel'equazionedellarettala11gentcalgrnficodellafu nrione

J1 = ;:s: nel punlOX<J = lt.


4.62.

4.63.
/ (:i:)-e-""'; zo= I.

/ (z) = log(l + x 1 ); xo - I
Calcoliamo: / (rr)= - l ~Tr; 4.64. /(z ) = arcta11z; zo = I.

4.65. / (z) = 2'; zo = lo&23.

4.66. / (:i:)= e" ; zo - ./2.


Quindi larena tangente ha equazione:
4.67. / (z ) = log(sinz); xo = ~-
JI = ( J ~rr)'(z-rr)- 1 1,,.· 4.68. / (z) = ta11(z1 ); zo = ,/?'.
Esc mpio4.2. Linearizzare,perz->O,lafun:z:ione:
4.69. / (z) • arctan(z1); zo = 2.

linearizzare. per x _, zo. lafam:ione:


Ricordiamo che "linearizzare" una funzione nell'intorno di un punto zo
assegria10 sigriifiea scriverne l'approssimazione mediante una funzione lineare, 4.70.* / (:i:)= cos(trcosz); zo = ~
cioè
f (x) = / (zo) + /' (zo)(:i: - zo) + o(x - zo) per x _, zo. 4.7 1.* / (:i:)= arcs in(2:i:) + j; zo • !
Nelnostrocasozo = Oesiha 4.72.* / (z ) = 3arctan(2z) + !; zo = l
/(0)= 2;/'(z)=e" (~+~)
2y4+3x
;/'(0)= 2+~4 =,!..!.<l 4.73.* / (x) = arctan( J + logz); zo = l

4.1.C. Derivata della funzione inversa


/ (:.:) = 2 + ~x + o(x ). Esem pio 4.3. Sìa
/ (z ) = z log2x.
a. Calcolare /' (z) e dedurre che nell'intervallo (l ,+oo) la funzione f è
monotona e qui nd i invertibile. (Non si chiede di ere la fun~onei11vers.a)s
Cap.4. Ca!colodifferenzialeperfunzionidiunavarlabile Par. 4.1. Caleolodellederivate

b. Detta g la funzione inversa di/ nell'interva llo ikno, calcolare Jf(4e 2). inven ibilein (0,2);dettaglasuafunzioncinversa,calcolarc
/' (z:)= log2x + 2log.z • log:e(logx+2 ). g'(log2 ).

Per ;i: > 1, è log:i: >0 e quindi f' (x) > 0, pereiò f è streuarnente crescente e 4.78.* Siconsiderilafunzione:
dunqueinvenibile.
Notiamo che l'equazione y = xlog2z non è risol ubi le rispetto a x con /(1 )-e- 71 (t2 +3t + 4) ,
procedimenti algebrici; questo è il motivo pet" cui l'eserc izio non richiede di invenibile;deuag lasuafunzioneinversa,calcolare
scrivere l'inversa; invece,èiltooremasulladerivatadellafunzione inversaclieci
permetteràdicalcolareif(4e2) senzabisognodiconoscereginognipunto.

b. / (e2 ) = 4e2, dunqueg(4e 2 )=e2 ,e


4.79.* Sia / (x) = xlog(log.z).
g'(4 e2 ) = /'(~2) = 2(2~2) = ij. a. Calcolare /' (x) e dedurre che nell'intervallo (e, +oo) la funzione / è
monoconaequindiinven ibile
b. Detta g 11 funzione in versa di f nell'intorno di cui sopra, calro lare
Esercizi Jf (e 2log2).
4.74.* Sia/(z:)= e" 0 + 1.
a. Calcolare f'(x) e dedurre che nell'intervallo x > -~ la funzione/ è 4.80.* Sia
monotona e qui ndi invenibile. (Non si chiede di scrivere la funzione inversa).
b. Detta g la funzione inversa di/ nell'intervallo di cui sopra, calcolare
a. Calcolare /' (x) e dedurre che nell'intervallo (O,fl ta funzione f è
g(<')
strettamentemonotonaequindiinvertibile.
/J. Oena g la funziooe inversa di / nel l' imomo di cui sopra, calcolare
4.7~ . * Sia/(x) = z:e-r.
a. Calcolare /' (z:) e dedurre che in un opportuno intorno di x= I la •(;);)
funzione/èmonotooaequindi invenibile. (Non si chiede di sc rivere la funzione
inversa). 4.81.* Sia
b. Denaglafunzioneinversadi/nell'intomodicuisopra,calcolareif(! ).
=
a. Calcolare / '(:z) e dedurre che in un intomo di x I la funzione / è
4.76.* Sia / (:z) = :z21ogx. monotona e qui ndi invertibile.
u. Dtlcolare /' (:z) e dedurre che in un opportuno intorno di z: = e la b. Oenaglafunzioneinversadi/nell'intomodicuisopra,calcolareif(e 2).
funziooe /è monotona e quindi ilwenibìle.
/J. Detta g la funzione inve~a di f nell'intorno dì cui sopra, eako lareif (e 2). 4.82.• Sia

4.77.* Siconsiderì lafunzione

lx+'I
a. Calcolare / '(x) e ded urre che nell'intervallo (0,+oo) la funzione/ è
/ (x)= log _x , monotonaequindiinvcrtibile.
2
Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldiunavariabile Par. 4.1. Calcolodellederivate

b. Deua g la funzione inversa di f nell'intorno d i cui sopra, calcolare


4.89.* Sia
•(;l:)
a. Provarec he/èinvenibi lepcr:z: ~O.
/(:z:)=~· b . Deuag l afunzioneinversadi/suquesto i nrervallo,ca kolare!/(3+~).
a. Calcolare f'(:z:) e dedurre che nell'intervallo (e,+oo) la funzione f è
Esercizi ~ari su li11earizzazi0t•t, deri1·ata della fan: ione il'IWrsa.
monoronaequindiinvertibile
com•essi1àper1a11genti
b. Dettag lafunzioneinversad i / nell'intomo d icuisopra,cak:olarefi( ~) .
4.90.*
4.84.• Sia / (:z:)ceh(3+5:i:). a. Linearizzare,per:z:-0,tafunzione:
a. Calcolare /'(:z:) e dedurre che in un intorno di O la funzione f è monotona /(:z:) = arctan(2:z: + I).
equ indii nvertibile.
b. Denaglafunzìonci nversadi/nell'intornodicui sopra,calcolare!/ (3). b. Calcolando /"(O), stabilire se in un intorno di :z:=O il grafico di f sta
sopraosottolarettay=a+bxcalcolataalpuntoa.

4.8!1.* Sia / (:z:) =:z:( log:z:+2). 4.91.*


a. Calcolarc/'(:z:) ededurreche inun intorno di l lafunzione/èrnonotona Linearizzare,pert -0, lafunzione:
equi ndiinvertibile.
b. Oeuaglafunzioneinversadi/nell' intomodicui sopra,calcolare!/(2)
b. Calcolando f" (O), stabilire se in un in torno di t =O il grafico di f sta
50pra osonolaretta11 =a+ btcalcolataalpuntoa
4.86•• Sia f(z) =e""lh) +cos(5:i:)
a.Provare che/ èinverlibileinun intomod i :i:=O. 4.92.*
/l.Detta g lafunzio!Klinversadi/suquestointervallo,calcolare!/(2). a. Linearizzare.per :z:-o+, 1afunzione:
/ (:z:) - e-~ 1og(l + 2x)+é.
4.87.* Sia / (:z:) = logz (I + Jz) + e- 1z b Per :z:e [O,!] la funzione/è inverti bile. Dettag la sua funzio ne inversa,
a. Provareche/è invertibileinun intomodi:z: =O. calcola re!/(l).
b. Dettag la funzionei nvcrsadi/ suquestointervallo,calcolarefi( l ).
4.9J.*
a. Linearizzare,per :z:-o+, lafu nzione:
4.88.• Sia /(z) = 2z + log(log:i:).
/ (:z:) = e-2zcosj;.
a. Oetenninare l'insieme di definizione di f e provare che / è invenibi le in
lutlol'insiemedidelì nizione. (Ossia: scrivere / (:z:} nella fonna a+ bz +o(z) per z __.O).
b.Oenaglafunzione in versadi / ,ca lco~!/(2e) . b. Perz e [O, l ] la funzione/ è invertibile. Dettagla sua funzione inversa,
caloolarefi ( i ).
228 Cap.4. Calcolodifferenziale perfunzionidiunavariabile Par.4.1 . Calcolodellederivate 229

Soluzioni§ 4.1.
~ arctan,..-,-b.,;am;n;
4.1 . falw
(arctaru:)l
4.2. 4.14.
4.3. falSQ 4.15.
4.4. 4.16. falw
4.S. 4.1 7.
4.6.
4.7.
falSQ 4.1 8.
4.1 9. (sin2")"""' ( -sin,..log(sin:z:) + e:::)
4.8. vero 4.20.
4.9. falso 4.2 1.
4.10. falso 4.22.
4.11. rn.
4.1 2.

2.:log:i: +x

log2. 2<"•l)/(~I) . 2.:(2"- 1)- (2"2 + I )


(2"- 1}

- log2 .2('è/) (:i-2(~~~) i).


(2cos2z -3tos 2:i-sin:z:)sinzwsz (sin2;r:+çosJ2"+1)(oos22"-sin22")
sìn2uos2z
I 12r1
i0g2 ' 3~ + 1

·"'· (,....:',;,)
(2"-2)
230 Cap. 4. Calcolo differenzJale perfunzionl di una variabile Par. 4 .1. Calcolodellederivate

Riscriviamolafunziooenellaforma
e:~~=) log2.
/(x } • log(;:: ~) • log(x2 + 1) - log(2z +3);
~+~ 12-3cou +8s in:i:

2 r,~ J • (~~~~)~z-+l~)
3suu + 2 4cosz - l (3siru: + 2)(4cou i )"
quindi calcoliamo /'(r.) = ) ; 1 -
11 •1+f- %
4.62. IJ • ~{ 4 -3:i) .

-21og2 ·2!!t~
:i2-b- I 'Il• (31og2)(:i- - lo&l3) + 3 • (3log2)x+3( l - log3)
(l +,.l)(z- 2)1og2
'Il= 2./2el(:i- ./2) + el = 2/2el"' _ :Jel
arctan.!.- ---=---
z l + :i-t

2cos(2.i)cos(3x}- 3sin(2x)$in(.b:}
11=4Jfz-1f+ l
-cou: +~ - -oou+ 2sin:i: - l
2-sin;o t + cou (2 smz)(l+ros"') IJ • ~(:t-2)+arctan.f .

cos{sin3x)-3nin(sin3i:)cos.b:
uo. 1GJ · o~GJ ~ o;

r,,, -'"'"'=>···~· l'GJ -.....GJ··m -~·-


"*(x' + 3z + !)+( xl :(:::~;log2

,~,, ~ ••
232 Cap. 4. Calcoio differellliale per funzioni di una variabile Par. 4.1. Calcoiodelle derivate

4.75

/'(z) .. e- z'(l - 2J:2); /' (i) =-;< O;

!'(~) = -Ji .. 7;;


poicht J' è continua, per il te.nma di permanenza del segno sali /'(z) <O in IUtto un
/'(z) - J1 -2 (23')2; intorno di i: '"' I; in tale intorno f è s~ttamente decreS«nte e quindi invert ibile.
b. PoicM/(I) • ~, g(!} - 1 ,e

g'G) - thl=-e.
i(D = (3arctani)+ i - i .. + i= .. , J'(:r; ) • 2>=1og>:+:< • :<(2l<>it:-i 1);/'(e) - 3e >O,
poiclM!f'ècootinua,perilteoremadipennancnzadelKgnointunounimomodi z :e
/'(z) ... ~; rG) =3; sari/'(:i:) >O e/(:i:)ts~tta.mentecrescentc,quindiin~ibile.
I> PoicM/(e)•e2,

/ (J) ,,, an:tanl .. i; /'(:t) • z ~3- "'~2 - (z+3):z-2);

/'(:i:)= l +(l ~ l<>it:) -;;


1oa);~!l=log2 per ; ~ : • :!:2,z • ~ , z=7;
poicM si parla dell'intervallo (0,2), il so lo valore è 1/ 3:
/ (l/3)= 1og2,g(log2) = 1/3;
Dunque: / (z) = i +~(z- l )+o(z- l)perz __, I

g'( log2) = /'(~/J)"' 9/to · ~·


/'(z) • ez' 0 H(2x +i) > Oper z > -~, f'(t) = - e- :11(21 2 + 4t +!i);
quindi inquesto intervallo/~ strtt1atncn1ecresc:entc, e penamoinvenibilc .
b. PoicM/(i)=è, g(e3 )= 1,quindi /(l) ,,. ~; g(~)-=l;
g'(eJ) • /';I ) "" ~·
t(~) = ~ = 11 ~-2 = -~.

'llVdl/ll
234 Cap. 4. Calcolodifferenzialepe r funzionidiunavariabile Par, 4 .1. Calcolodellederivate

/'(:i:) =log(Logz) + z~ =log(logz) + ~­


Pcr z > c, lop > 1, log(logz) :>0,c log(log:z)+ ~:>O. pen:>ò lafunrionc~ smuamentecrcscentc,cquindiin vcnibilc,in (O,oo).
Quindiin(e, +oo) lafunziooe/èsmuamcntc~ c quindìinvenibi lc. />. Notiamochc/ (2)=-j;, pcrciò g{-}.) • 2e
/{e2) =e2log2; g(e21og2) =c';
,. 7o( 2) " fljj'J.I
' ' " !:/!_ J .

/'(z) - !01!:2~ I >O per :i: >e.

Quindi in (e, +oo) J è strettamente crcscen1e, e quindi invcnibilc.


Per :i E {O,J),sin:i: >O,~ cosz E {O,f), quirKlicos( jcos:z) >O.
Pcn:iò f' (z) < O per ogni :i:E {O,i). Quindi in questo intc,....allo la funzione f è
b. NO!iamochc /(e2) - ~ . pcrciòg( ~) • e2, e
g(~) = /'(~2) •
strtttamentedecrcsccntcequìndiinvcrtibile.
4.

• { t+2br ( !+ 41;
2cos:i: =- ~ +2br o5.siasecos:r "' l+ 4k
Quindi in (-U, +oo) J è strenamcme cn:scente e quindi invertibile.
l'unic11poss ibilitètcosz =~ chc,pcr zE (o,i) ,signifiea z "' f.
°'"""'/(l} • ;J; .• (;J;): j .<
/(0)=3;g(3) :::0; g'(3) · ,; ) =
1 0
IT
•('7' ) =___!.__ = I .. I
/'(! ) -l•' 0 l· ~(l~!l -!·4·;J;
.,_ -tVz
;;i;·
a. /~dcfinitaper z >O .

f' (z)"" logz+3 >0 perz >e-J


Quindi in {e-~, +oo) f è smnamcmc cn:Kente e quindi invenibile.

/(1) : 2;g(2) - 1; g'( 2) = rhl - 5·


epoicht/'ècontinua,perilteon:rnadipconancnzadclsegnosarà]' (z)>O(e quindi/
l!rettamentc en:Kente) in un in!omo di z • 1. Pcrdb in un intorno di :i:= I la f è J'(z) = e"9<t.l2cos(2:i:) - ~in (&z); /'{O)= 2 >O
invertibile.
b. /(l )=e 2, dunqueg(e2)= !,e Poicht j'tcontinua,pcriltcoremadipermanenu.del scgno,intunounimornodi z=Ot
/'(z)>O,quindilafuru:ione èstreuamentecreseen1e,epcn:iòinvenibi!c,intale intomo
g'(ei),,/'; l )= b·
236 Cap.4. Calcolodifferenzlaleperfunzionidiunavariabile Par. 4.1. Calcolodellederivate 237

/ (O)= 2;g(2) =O; g'(2) • Ro, = ~·

f'(:r) • (l+~)log2 -2e--:r; /'(0)= ~ -2'/0


pcn:iò /sta SOito la rettll JI "' ~+:i, in un intorno di :z; =O.

Perii teorema di pcnnanenu del regno,/' (:i) llaugnocoscante in un intorno di :z;>oO,


quindilafunzionet$tn:ttamenternonotona,epcn: iòinvtttibile, intalcintomo.
/'(t) •e-ih·~; /'(0)=~; /(0) • -7e;
1roJ=1 ;g(1)=0; 1t1i-ROJ -P ·
/(t) • -j;+~+o(t) pcrt -0.
4.88. a./ t definita per :r >O e log:z; >O, quindi per :z; > l. In (l ,+oo) /è la
$00llTladi due funiioni Stremunente crcscenti, quindi è stn:namente Cn.:5eente.quindi t

J"(t) · e-~ \f _ • --~ ) ·noJ · -~<O


invtttibile..
In alternativa, • i pOO provare che / è globalmente invertibile calcolando
(t+ 2}• (1+ 2) ' 16ye '
/'(:i)=2+ :rl~gi­ 7, + q;
9
pcn:~ ~.un intorno dell'origine il grafico di/ stasof/o la re11a J1 "'

eossuvando chepcr z> Jèremprepo:sitiva,quindi/ èstn:«arne ncemonotona


b. /(e) .., 2e, qulndi g(2ej .. e. f'(e) • 2 + ! ,quindi
/(O}= l;f(z) =e- •(- log(I + 2.i)+
1
:
2
.l) +e•; /' (O) • 3;
g'( 2 el - ~ - ~ · 2e:1 ·
/(z) • 1+3.i+o(z)
b. Poiché/(0) • 1,l(l) = r!oJ · I·

/ (0) - 1;/'(2:) =e- 1• ( -2cosfi-zj;,inf i) ; f(O) = -~;


llvaloredi /'(O)èslatoonenutocalcolando ~/'("').inquantol'espressionedi/'(:r)che
lbbiamocalcolatononhasignificatopcr "'=O '
b /(1) • 3+!, quindi g(3+~)"'1.A llora
/(:r) =l -~.i:+o(z)
1 ( 3 +D -=rh> - 8=ac~ ,-
/J. Poich~ / {O) .. l,g'(J) . 7'!oi . -~.

/(O)=~;f{:r) "' l +(2 ~ +l) ;/'(O)= I ; /(z)= ~+z+o(z}

,~,, · ~ ••
238 Cap.4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par.4.2. Studiodeipuntidinonderivabilitil

4.2. Stud io dei punti di non derivabilità (dove presenta unpuntoangoloso),ma lo ~ intuniglialtripunti,elasuaderi vata
vale
Riferimento: librodìtcsto [BPSl ], cap.4,§2.4.
Delle .seguenti fim=ioni si chiede di: determinare l'insieme di definizione;
determinare l'insieme in cui è derivabile; colcal(lrf: la derivata, QVe esiste;
studiare gfi eve11111a/i pumi di nQn derfrabilità (dire. cie>è. se si tratta di punti
Q~sla formula t util e (5empre e solo quando l'argomento del modulo non si
angolosi, di cuspide. di flesso a tangente verticale, di di.Jcaminuità.. .).
annulla) anche in combinazione col teorema di derivazione delle funzioni
composte, per cui:
Esempi s volti
E.!:e mpio4.4. '1;1/(.x)I = /' (z) ·sgn(/(.x)).

Ciò significa che se/tderivabile,anche l/ (.x)J sarà derivabile, almeno11Ci punti


in cui / (.x) "# O; nei pumi in cui / (z) = O ci aspettiamo dei punti angolosi di
l/ (.x)I (che talvolta potrebbero però non esserci, come mostreranno i prossimi
La funzion e/ è definita per .x > O. Calcoliamo· esempi). Ad esempio
,
f (z) = •g,(loµ ) I ( ( '))
3.xloglf3z + .x+ ~ sgn log :t+ 2 = '1;llogxl = ~. sgn(log.z) =.;. sgn{r - I), per ogni x #; l,x >O

Questa funzione ha effettivamente un punto angoloso in z = I, come si vede


sgn(x- 1) 1 ( ') calcolando
= 3zlog2/ 3 x + x +l sgn z-2 '

definitaper z# l ,.x# ~· (Una spiegazione dettagliata di questi passaggi si trova


;.1f. '1;1losxl - ;.rr•.; ·sgn(x - I)= ± 1.
nell'Osservazione che segue quest'esempio). Siricordinoanchelesegucnti identità elementari·
Possiarnoorastudiare ip unti z= l ,:i:= !·
Pcr:i: - 12 ,
sgn(z)=~=J;1,
z~ ~ sgn(z - ~) _. ~ mentre s:;l~g2~l; ..... ~ chesonoutiliadesempioincalcolicorneilseguente

perciòf'(r)-±oocz-= lèpuntodicuspide. J;(zlzlJ - I· /rl + z · sgn(z) =lxi+ lxi"" 2'zl, per ogni .x #O.
2
Per z - i ,
lnfine,inquestocontestoconvienericordarelafonnulo
/'(:i:)-- 3]~2/32 ±!,
quindiz = i è punto ango loso. chcdiscendcdallepreccdcntiosservuioniinbasealteoremadidcrivuionedel!a
Osstn ·az.io nc 4. 1. De rinla di U Q va lo re auolulo e punii angolosi. Prendiamo funzione composta:
spunto da quest'esempio per puntualizzare alcunifanieheriguardanolade rivata
della funzione valore asso luto. Come noto, /(.x) =I.xl non è derivabile in :i:= O
240 Cap.4.Calcolodifferen.zialeperlun.ziooidlunavariabile Par. 4.2. Studiodeipuntidinonderivabilita

Ci aspettiamo un punto di cuspide in x = l, perla presenz.adella funzione


(x- 1)2'3 ,eunpuntodiflcssoa tangenteverticale in .x=O,perlapresenu della
funzioneefi.
Dallapn:ceden te se guc anche
/'(.x)=e~ ('/!.
,• + 1)(:i - l )1/3+ 2:i:e~1fa
3(:r- l )

Si osserva ehe in x ""' O in effetti/ è derivabile, con derivata nulla {l'effetto della
{dove/èuna funzionederivabile e di versadazero),form ula chcvienespesso ...
funzione efi è siato "neutralizzato" dalla presenu del fattore :r); dunque / è
diment icataafavore divariamifantasiosema sbagliate.
deri vabile "lx # I, ex = I è pu nto di cuspide, come si vede calcolando
Esemplo4.S. }.!,r;'J'(z) = ::l:oo.

Esercizi
Definitaperx >FO.Funzionepari.
Per z _, O, / (:r) - l log ~J. quindi/ è prolungabile con continuità in .x = O.
4.94.* / (.x) = l(:i: 2 - 3z + 2)(2'" - 4)1
Inol tre, z4'3toglz l è derivabile in z= O, con derivata nulla, in quanto
4 3
z 1 1ogl:rl=o{:r) per :r-<O.
log(:i' + n :<!:: Oper a:'+!:<!:: l , z 2 :<!:: f, quindiz :<!:: t. z :S: -~ 4.95.* / (:i:) = aresin(2 -:r)
I punti x =±! (in cui si annulla l'argomento del modulo) sono probabili punti
angolosi.Calcoliamo· 4.96.• / (.x) = los l: : ; /
/'(:r)- { ~ :r l/l loglz l + z l/3 + ~ perz > !,z < -~
- f .xi/l loglzl + zl/3 - ~ !
per - ~ < .x < 4.97.* / (z ) = l1og(2.x2 - J:i: + 1) 1
Notiamo ehe /' (O)= O, come si vede calcolando tale valore come !~f' (.x ) .
4.98.• / (.x )= ~
(Ri troviamocosi un fanogiàstabili topera ltravia).

tHD= { =;~ : 4.99.* /(z)= aresin ( ~)


Qu indi x = ! è punto angoloso; per si mmetria (/ è pari) anche x = - ~ e
punto angoloso.
4.100.* /(•)~ l""- 1 1

Estmpio4.6.
4.101.* / (.x) = (z2 + 2z -
•+ 2
3r's
/èdefinitaeçontinua in tu110 R, ccenamente derivabilepcrz F O,x F l. 4.102.* / ( z ) = J.x- l ll.'2e~ 1vaW
242 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzioni diunavariabile Par. 4.2. Studiodeipunti di nonderivabilitil 243

4.103.* f (:r. ) = (eVi _ ,r +(2-1) 12 - 11


Soluzioni§ 4.2.

:
/ (x)èdefinilain!UltoR. Studiarw.k>ilmodulo sivedeche:

4.104.* / (:r.)= :r.eVi"+ ~ / (:.:) = { ~(: ~)ij(: ~)J~;2:-~J4) ~~ = ~


4.105.* / (:r.) = arcsi nl:r.+ 11

4.106.* / ( :r. )= :r.·~

4.107.* / (:r.) =(:r. - 2) 213 1Jog(log:i:)I pcrciò/ non èderivabilein :z • l.puntoanguluso.


(No1areche in :z = 2,anc hesel'Mgomen,odelrnodu losi annul!a,/ri'IUhaderivabile;
il motivo è che in :z = 2 l'Mgo•ncnlo del modulo ha wigentc orizzontale).
4.108.* / (:r.)= arcsin (e-~ )+~
Definita per-I :S 2 -:.::S l , l :Sz:S 3.
4.109.* / (2)-l:r.- 2IV'tog(:r.- 1) 1
/'(:r.)""-J1- ( 2 -:z)2
4.110.* /!og(:r.+l ))· ellos>"I
f è derivabile per - 1 < 2 - % < I , I < :z < 3; i punti .,• !,.,"' 3, sono punii di arTCSIO
pcr/,a1angen!eve11icale, comesivedccalcolando
4.111.* / (:r.) = llo&:r.1· ~(:r. - 1)(2 - 2)
!...~.J' (:z) = -oo "'.!lTJ'(:z).
4. 112.* /(:r.)= ~· el%-3j 4. 96. Deftniuipcr :.:# -2,x# -3.

4.llJ.* f (:r.) = :r.arcsin:r.


f(:z) = (logJ:z + 21- lo&l:z+31)' = ,.! ,.!
2
-
3
7i"+? definita in lu!to l'iru;icme di definizione di/. :z • -2,.., • -3 sono pumi di discominuità
... r
4.114 .• f(:r. ) = IJo~~l++t)J 4.97. Definitapcr :z< !,:.:> I.
lnol~, log(2""- 3z + l ) <! Opcr2z 2 -3z+ I <! I , :z(2z - 3) <! O, z :SO,:z <! ~ -

4.llS•• / (x) = :r. + ~~~fil+ :r.) /'(:i:)= f ~ per :i:< O,:r. ~f


l ~ pcr0 < :z < 1 ,l <:i:<j

Nell'insieme di definizione di /,f'(:z) non èdeflnitain :.:= 0,:z.,,f, chesonopuntì


angolosi.

W'.J t1vaW ws
~' ZJn

,.,~., · ~ ••
244 Cap. 4. Calcoloditterenzia!eperfunzionidiunavariabile Par.4.2. Studiodelpuntidinooderivabilità 245

4.98. Delinitain1u110R;derivabilepersin2:i#O,ciot2J:#b, quìndi:i -/oki. /è derivabile per :i F -2,:i F l,z F -3. :i • -2 punto di discontinui~ ; z= l,z = -3
punti di cuspide
/'(:i) ·:l{=f~ f' def111ita e conlinua in tutto R, e cenameme derivabile per z # O,z # l

lnognicasoipuntiz=kjsonodiflessoatangentevenicale. SiO:!SerVllchein z .. J ineffetti/èderivabile, conderivatanulla;dunque/ èderivabile


"V;r;'/-0,ez • Oè puntodilk~atangenteverticale.
4.99. Dcf111iuipcr-l S .y;+l S l,c~ -2Sz:S0.
4. 103. La funzione è definita in tutto R. Ci aspdtiamo problem i di derivabilità in
Dall'Q$5Crvazionedì/(z)ciaspcniarno:u11puntodiflcsso1ta11gentevenicaledovesi
annulla Il radicando, ciot in z m- l, e punti di amsto a tangente venicale dove z =O (per la radice cubica), z = I (pH il modulo). Calcoliamo2·
rargommto di arcsinè uguale a ±l,c~ nei punti ;r; .. O,z = -2. Calcoliamo: 2
/'(;r;)= lz 'l/i(eVi - 1)etli+2!z - li

/'(z) • Ji-(~+l)2/l .3{z:l)2/'" Sivedechein~altàinz • I !aderiv1taesisteevaleO


Invece non esiste /'{O). Per z ..... o~,
/è derivabile, nel suo insieme di definizione, pcrz # -2,z 1" -1,z '#O
z= - I punto di flesso I tangente verticale, pcrth~~ .J'(z) = +oo.
1 /'(zJ-.W(J. =~ -±oo
z=- 2c z=-O puntiatangentevcnicale,pcn:IM!
quindiz = lèpuntodicuspide.
J_~.J'(z) = +oo • ~.J'(z) .
U O~. La funzione è definita in tut10 R. Ci aspcniamo punti di flesso a tangente
4.1 00. Definita per z ;l- -2. Oìsctt1iamo il modulo per çalcolare /'e ind ividuare &]i vcnic:ale io z - O,z - lpcrlapresenadelle nsdiçiç1,1biçhe.
evcntua!ipuntiangolosi.

2:;J- I ~O per =~~ ~ O, pcrz ~ 1,z < -2.


Calcoliamo: /' (z) =eVi (1+
3;1i) + 3 (%~ !)213 =

{ -2~· 1og2(·~
2 ~1- log2· ~ pcr z:>l,z<-2
f'(z) • pcr-2 <z< I
In z"' 1 la funzione non ~ derivabile, e questo punto~ di fltsSO 1 tangente venia.le ,
comesivedecalco!ando
/nonèderivabilein
z= -2(puntodidiscon1inuità);
1:= l{puntoangoloso):/~( l )=±!!f!.
"Vz '!-1, /~derivabile. lnparticolare.in z=O, lafunzionerisultaderivabile (cootr<>la
U Ol. Definita per z '!- -2. Ci aspeniamo punti di ç11$pide dove si annulla il previsiooeiniziale),infani
numeratore(pHI~ ~dell'tsponente2/3)

/ '(z) = ~(r:;La)11s ..,2(::~; 1.


lsi vcdal'Osservazione4.1 pcrilcalcolodclladeri~atadi ~- tWz -'ir

,~., · ~ ••
246 Cap. 4.Ca lcolodiffe renzia leperfunzionidiunavariabile P81. 4.2. Studio dei puntidinonderivabilita

{Il fanore :i: elle moltiplica ev>' e si annulla in :i = Oba "migliorato" il componamcnto della
funzione in questo punto). per:. __. 2\ /'(z) - -:(~~·;fil,--+ ±oo
Definita per-I :S l>::+ l l:S l,ciot lz + l l:S l,ciot - 2 :Sz:S0.
perciòinz • 21afunzioncnonèderivabileehawipWllodicuspide.

/'(z)• /1- (l>:: + l )2·sgn{z+l) • Perz --+e 1 ,f(>::) -.±~


perciòinz •e !afunzionenonèderivabileehaunpuntoangoloso.
"' ../-z~z+2) ·sgn(z+ I). lnvece/èdcrivabilepcr %> l,:i- # 2,:i-#c.

f è derivabile, nel suo ins~~di definizione, pcr:i- # - 2,% # -1,z #O. LI lim:zi~ f è definita in runo R. Calcoliamo:

J/~',-:'U' + J(z~ 1)2/l'


:i- =- lpuntoangoloso:
/~(-l) "' l; / .'.. (-1) "' - I /'(z)"'

z a -2ez •O punti • tangcntevenicale definitapcr z# l ,z.,,J-0

4.106. La funzione è definita per >::#0, ma esisu: ~/(z) :O, dunque z • O è


punto di discontinuità eliminabile. Mi aspetto prob lemi di derivabilità in z:O,zo=±l.
1
Po:rz -. 0 , Ji.2~'::"'' - ~ -- ./2sgn(:i-)-'f./2,
Calcoliamo

Sivedeche lafunzionenonèderivabilein :z=O,z • ±I . e:z •O èunpuntoangoloso


Per :z-o,
quindi :z ,. Oè puntodiflessoatangentevenicale,asccndente.
Po:r z-.11, /'{z) - 3(%~1)7/J -o+oo,
perciò z:lè pun1odiflcssoatangmtevenicale,uccndeme
Per :z- 11 , f (:z) - 3~•1•,, --. ±oo l..afomioneèderiv•bileperog.ni z.,,J-0, l

quindi :z = l è punto di cuspide. Per simmccria (la fun:zìonc è dispari) anche :i- '"' - I è 4.1 09. /èdefinitaper:i- > I.
punto di cuspide.

Ll funzioneèdefinitaper:z > I.Calcoliamo


/' (z) "' sgn(z - 2)\l'log(z - I}+ J(:i- _ l)I(~{:- l ))2f3

~ 2)ui llog{lo&z)I + (:i-:z~~/J sgn(log{ log.i:)) =


pcr z1' 2. Pcrz - 2,
/'(:z) "' J(:z
sgn (:i: -2)\{ toa;(z- l )-.O

{
~log(logz)+~
l}~:~c! - 1))2/J - 3(~:2~~ - ~lz - 211 /J--+O.
per :z:>e 1
3(z-
"' -~ log(lop-)-~ perl <:i-< 2,2 <z<e
Perciòes i$teanchc/'(0)= 0,e/èderivabileint Jlsuoimi~di definiii~.

,~., · ~ ••
248 Cap.4.Calcolodiffereniialeperh.llllklnidiunavariabile Par. 4.2. StudiO dei pun~ di non derivabilità 249

Snidiamo ora i punii :r; = 1,x = 3. Per :r;...., 1.1.,


4. 110. /tdcfini1aper:t" >O.
/'(z)-~-±oo,
/'(:i;}=:':-; +[log(:i;+ t )J·e~"&fl(logx) perx 'fl
perciò x c ltunpumodioondcrivabilità,diciupidr.
Pcrx-1 "', Pcr :i:-31 ,

/'(z)- ~±loa2, /'(z)-sgn(z-3)~+~ -± .flO&i3+~


quindiz - 1 tunpwiloangoloso;/èderivabileperogni z>O,x'f I
perciò :t"=3t unpuniodinonderivabilità,ango/wo.
Ul l . /èdefinitaperz >O. L1funzionetcertameo1edcrivabilcperz of l ,z#- 2
Calcoliamo: Lafun7Joneèdcfinitaper :t"€!- l , l ]

/' (z) = ;sgn (logx)· V'(z - i)(z -2) +l logzl· 3{z- I~/~:- 21:111 /'(%}"' (1n:sin:i;+Jtr1~-~.
dcfioìtaperx #± l
J -!·~- logz· )(.-lf'i(!-iiG• pe•O <z< l Per ,.._, ±1"°,/'(z)-. ±oo, perciò i punii z= ± I, di oon derivabili!!, ilOnO pw1ti
"" l ~·~+logz· 31 ,_ 1 ~-i)i' per,.. > l, z'f2. d'aJTeSm1wigen1e~icale.

S1udiarnaoraipur>1i;_ ,. l,z• 2. U l 4. Lafunzioncèdcfinilapcrz >- 1.


Perz-1 , Poich~ log(l +z) >O per z > O,sgn(log(l + z)} • sgn(z),e

;sgn(lop-)-V'(z - l}(z - 2)-0, men~ /'(s) - ~sgn(z/1~2;1;~g( i +:t"JI,


defmitaperz #O
llogr/· 3(z- 1~ffl~:-211J• - 3(~~1;1111,. i1:1:-1 11µ _,o, Pcr s - O'*, f (z)- ± I, perciò il pumo z =O, di oon derivabilità, è angoloso.

~iòcsiste/' (l)=O:z • ltunpun1odtderivabilità 4.11 5. Lafunzionetddinitaper z>O


Perz - 2, Poicho! logs >O pcrz >- l,sgn (Jos;i:) • sgn(z-1),c

/'(z)- log2·3(z ~2)1ft -+oo, f (z)"' ;sgn(z- l )(z~ l:~ti~):t"~tgzl(l + r!;),


pm:iòz = 2~ un punto di ll(ln derivabilità, difl<'.Uo atangentel'ef"tical~. dcfinitaperz -f< l
Perz --. J °", /' (x)-.±~ ,pereiòilpun1o z= l,dinondcriVll.bilità,tangoloso
U1 2. /è definita per z >0. La t'unzione~certamenlcderivabilc per:i: -f< l,z # 3.
Calço!iamo:

/'(z)•el>-Jj lfsgn(z -3)~+~


Jx.:,.logz

.
,~ · ~ ••
250 Cap, 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidi unavariabile Par.4.3.Studiodelgraficodiunafuru:ione

4.3. Studio del grafico di una funzione


Riferimemo: libroditesto [BPSl }, cap.4,§6.
Perx_.1%, / (x) ....-e(x~ 1)4 = 2(xe_ I) ..... ±oo,
In questo paragrafo affrontiamo lo studio e la determinazione del grafico di pen:iò x"' lèasintotoverticale.
unofonzioneuti linando, oltre agli strumenti visti neicapi1oli 2 e3,anche quelli
delcalcolodifferenziale(derivataprima e, quandoè utile,derivataseconda) 9e- 3
Perx--+ _3±, / (z)....- 2(x +3) -±oo,
Nonvorremmoehe lo studcnteapplieasseunoschemarigidodi lavoro: in uno
studiodifunzioneci sonopoc hecosechevannofauesempre-oquasi-(insiemedi
definizione e limiti alla frontiera del l' insieme di definizione; eventuali as intoti; pen:iòx= -3è asintotovenicale.
calcolo e studio del segno della derivata prima ·se possibile-, per determinare i Perx ..... ±oo,
punti di massimoeminimo,ilcrescereedcerescere);ediverseahreehepossono
essere utili in ceni casi (stime asintotiche in punti panicolari, o all'infinito:
/ (x)"' ;e•--+ {~-oo (concrescitasopra lin.,senzaasintotoobliquo)
osservazione di eventuali simmetrie o periodicità; calcolo della derivata seconda,
se ha una forma abbastanza semplice da saperne studiare il segno, ecc.). Ciò che
suggeriscecosaèutilefaredivohainvoltaèinanzitunol'o.ssen.·a:io11edel/a
11=0asintotoorizzontaleperx -+ -oo.
Sinoticomelo studioasintotieoall'infinitoci abbiapennesso:
forma esplicita della fo11:zione da studi are, come illustreremo con gli esempi; in l)di esc ludere lapresenzadiun1sinto1oobliquoperx -++oo(non ostanteil
secondo luogo, i risultat i cltemanoa manosi ottcngononellostudiosuggeriscono limi teinfin ito),acausa della crescitasopralineare.Ques1opermetteritral'altrodi
qualiaspettivannoapprofonditi,oqualialcomrarioèsuperlluoapprofondire. deciderelaconcavitàdellafunzionea+oosenzabisognodicalcolareladcrivat.11
Spesso una medesima infonnazione(ad esempio, !a presenza di un punto di seconda;
flesso) viene ottenuta indipendentementeperviediverse(ad esempio, auniverso 2)disaperecheperx--+ - oo ilgraficosiavvicinaall'asintotodaso110
una stima asimotica e u11clie attraverso lo studio delle derivate); quando ciò
accade, queste informazioni, che dal pu nto di vist.11 sirenamente logico sono
Osserviamoche/(x)=O ~x= i·
Le informazioni raccolte fin qui ci consentono di tracciare un primo grafico
ridondanti, costituiscono delle fonne preziose di co111rallo incrociato su lla parziale:
correttezza dei risultati ottenuti. Occorre essere attenti a cogli ere ogni eve ntuale
incoerenzacheemergedaquesticontrolli incrociati,comesegnodcllapresenzadi

V
qualchecrrott, chevaccrcatoecorreuo.

Esempi svolti
Ese mpio4.7.Studiare laseguentefunzione,etracciameilgrafioo

5x - 3 )
/ (x)=e' ( xZ+ 'J.x - 3 '

Riscriviamo/con1e

=e (x ~~)(x lar
3
f (:i:)

dacuivediamocheèdefinitaper x# 1,-3
Cosa ci aspettiamo. Dovremo anzituuo studiare i limiti della funzione in <juesti
duepunti(incu ici aspeniamoas intoti venicali) c all'infinito. 't1vaW

~· ~ ••
252 Cap. 4.Calcolo differenziale perftJnzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiuna ftJnzione 253

Ci aspeniamo quindi un punto di minimo nell'intervallo (1,+oo); notiamo che disequuionealge brica digra.doa llo,chenonsapremmo ri so lvere: dunquc èinutile
nell'interva llo (- 3, I) potrebbero esserci un punto di minimo e uno di massimo, imbartarsi nel calcolo). D'altro canto le informazioni in nostro possesso
oppure lafun:tioneesseresempredecrescente. consentono già di tracciare un grafico abbastanza preciso anche con riferimento
Ca lcoliamo pertiò la derivata prima: alla concavità. Noiiamo che la funzione deve avere un punto di fll'SSO
nell'intervallo (- 3,1).
,,_, ( S.-3 ) ')
/' (x)=e~ ( ;1:2+2:1:-3+ x2 +2x-3 =

~<' (~ +5(x +2:i:-3)-(2:i:+2)(5x- 3)) ~


2

:i:2 +2x-3 (x2+ 2x - 3)2

= e% ( (5:i: - 3)(x 2 + 2:i: - 3) +5:i:2 + IOz - 15 - (JOx2 +4x -6) ) ~


(:i:2+2x - 3) 2

~ c(5r3+7x2 - 2
2lx + 9+5x2 + 10x-15-10x -4x+6 ) -
(x2+ 2x -3)2

% x(Sx2 + 2x - 15)
=e. (x2 + 2:i: -3/ · OsMrvazio ne 4.2. Diseg nare il gn fi co d t lla fun1.ione un po'a. lla •·olta..Sinot i
l'i mponanu di costrui re il grafico de lla funzione un po' alla vo lta, mano a mano
Si noti che è ne<:essario portare il calcolo della derivata prima (un po' laborioso ma
che si raccolgono le in fonnazioni(eve ntualmente rifacendolo se a un certo punto
algebricamente elemen tare) fino a questa forma finale, ridotw a denomina/ore
tisiaccorgec he ilgraficoveroèdiversodacomesipensava),percapirechecosa
comune, .semplificala e fa11ori::;a1a, se vog liamo es.sere in grado di studiare il
ci pos$iamo aspettare dal seguito de llo studio, quali aspen i ~ut ile approfondire,
segno delladerivataprima(cheèilmOlivopercuil'abbiamocalcolala!).
per accorgers i immediatamente di eventuali incoerenze,epeTcvìtaredi fare studi
f' (x)?: O se x(5x2 + 2.x- 15) ?: O ossia se inuti li. In questi primi esempi svo lti ripon cremo sempre un ~grafico provvisorio",
costruito in base alle prime informazioni racco lte, per mostrare come que sto possa
orien tare lostudiosll(:cessivoequindiperi nscgnarea llostudentc unrnetodod i
lavoro. Nelle soluzioni e negli svo lgimenti degli esercizi assegnati riporteremo
inveccsoloilgrnficofinale,peresigenzedibrevità.L-Ostudcnteperòè invitatoa
Quindi: procederescmpreinqucstomodo.
= ~( ~ - 1.9) punto di minimo relativo;
:;r;:
x =O punto di massimo re lativo; / (O)= I. Ese mpio 4.8. Studi are la scguentefunzione,etracciamc il grafico:
:;r;: = ~( ~ Ui4 ) punto di minimo relativo. / (x) =:i:1/' (x2 + 2:i:-3/I'
La fonna analitica della derivata prima sconsiglia di calcolare la derivata
se<:onda. (Se lo facess imo, la disequazione f" (x)?: O porterebbe a studiare una w
254 Cap. 4. Calcoklditterenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunzione

/è definita in tutto R. Riscriviamola ne ll a fonna : Calcoliamo:

/(z ) =z 1'3(z- t )2fl(z+ 3}2/l.


/'(z) = Jzl2fl (x2 +2x -3)2/l +zl /J . 3(:z22~;z+~~)lfl =
Cosa ci aspe/limno. Dovremo stud iilfe / an:i;itutto all' infinito. Ci aspe11iamo
pniunpuntodiflesS(la tangentevertiça le in :t:=O, perla presenudizl/ 3 , edue
punti di cuspide in z = I, z = -3, per la presenza dell'esponente 2/3. Dovremo (z2+ 2.i--3)+ 2:t:(2z+ 2) 5:t: 2 +6l: - 3
quindi studiare (con stime asintotiche e/o derivata prima) i 3 punti 3z2/l(zl + 2x _ J)l/J Jx2/3 (z2 + 2%- 3 )1/3 "
z=O,z= l,z =-3
/'èdefinitapcr .i-#0,1,-3. Per studiareilsegnodi/'osserviamoche:
Per z __, ±oo,/(z),...,.i-513 --. ±oo con crescita S(lpta lineare (in particolare,
senzaasincotoobliquo) 5x 2 +6x-3 2:: O perz 2:: - 3 + J2.i;z :S - 3 -
6 5
./24;
/(z)= O inz =O,.:z= 1,x= - 3.
113
looltre: (x 2 + 2x - 3) 2:: Opcrz 2:: l , z $ - 3.
per :i;---.0, / {z) ... .y9zll3 ,.:z= O punto di flesso a tangente verticale Quindi/'(z) 2::0 per
(ascendente);
perz- 1, /(z ),..., efi6(.:z -I) 213 , .:z = l punto di cusp ide,(rivoltoversoil
basso);
z< - 3-3-J24°
; --
-3+J2.i
$ x $ --(ma.:z#O);x> l.
5 5
per .:z _, -3, / (z) ,..., -.;t.iS(z + 3)2' 3 , x "' - 3 punlo di cuspide, (rivolto Perciò
verso l'alto)
Le in formazioni raccolte fin qui ci co11sen tono di tracciare un primo grafico
parziale: z = -J - 5 J24" punto di minimo relativo;

.:z = -J + J24 punto di massimo relativo.

/
J 5
lnohre.:z = -3puntodimassimore!ativo(incui/oonèderivabi le),
ez::: I puntodiminimorelmivo(incui/no n èderivabile).
Ricordiamo anche çhe x = O ~ un punto di flesS(I a ta11gente verticale,
asccndente (/nonèderivabile inz=O).
Anchcinquestoesempio,~sconsigliabilecalcolaref" (x) . Pc r quan 1origuarda
i cambi di concavil/o possiamo dire che, pniehé la funz ione a ll' infin ito ha crescita
sopral ineare, deve avere due nessi a tangente obliqua, in un pun1oz 1 < -3e un

/
Ci aspeuìamo (almeno) un punto di minimo nell'intervallo {-3, O) e un pun to
di massimo in (O, I). Inoltre, i punt i :t: =O, I, - 3saranno punti di non deriva bilità.
256 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3.Studio delgralicodiunafunzione 257

puntox, > I.Grafico:


'" •-(- /2f,.- (/2f.•-Hl'..tl>)--oo.
z- -./2,:z - ./i,z - -1 asintoti vert icali
Per z ..... - oo, / (:z:)"' log( - .:i:3) = J logl:zl -- +oo, con crescita souotin earc,
quindi senzaas iniotoobliquo.
Le informazioni ra«:olte fi n qui ci consentono di tracciare un primo grafico
parziale:

_,/I'-..

Esempio4.9. Studiarel a scgucntefunzione,ctracciarne ilgrafico:


f (x ) = log[(2 -x1)(1 +:z:J] .
Lafu nzione/èdefinitaper
ì( '

(2-z 2)(i+z)>0, Cl aspcttia~o (almeno) un punto di massimo ne ll 'intervallo (-1, J2). Per
calcolaref'è p1ù comodopartireda ll'es prcssione(•);siha:
ossiu < - ./2;-l < x < ./2.
= - 2 ~x:z:2 + I ~:z; = (~ ~x;,)(~:z:++z~ ;?: O per
Noiiamoc he non èlccitoriscriverla(usando leproprictàdeilogaritm i) comc
/'(:z:)
/ (z) = log(2 - x2) + log( l + x)
in quanto questa seconda scrittura ha senso so lo se ciascuno dei fattori
(2 -:z; 2),{ l + :z;) è pos it ivo, mentre la funzione di partenza è de finita ogni volta
che il prod(l{todci due fattori è positivo (il cheaccadcanchesesonoentram bi
negativi).
E' lecito invece riscrivere
ilche, 1enendoconto detl'insieme didefinizionedi/, significa:
/(:z;) = logl2 - z 2 1 + logl i + xl, (')

ricordandoperOchedevonovalerefec011dizioni z < - ,/2; - J < z <,/i /' (z);?: Operx < -../2 ;- l <z:::>- l~./7
Co5aciaspeuiamo: asi ntot i venicali nei J punti in cui si annulla l'argomento ez = ~ punto di massimo relativo
del logaritmo. Dovremo anche studiare f a -oo, non a +oo perché la funzione è
definitasoloper :z; < .,/2.
258 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionldlunavariabile Par. 4.3. Studiodelgrafieodiunafunzione

La funzione taglia l'asse delle :r; in tre p11nti: una volta nell'intervallo Perx -- 1~, /(x)"' ~ .... ±oo.x = I asintoto verticale.
( -oo, - ./2) (perché / è stn:llamente detrescente in questo intervallo e va da
+oo a -oo)eduevo he in (-1, ./2) perchc / (O)= log2 > Omcntreagliestrcmi '"±
X__. OO,
/( ) <'
X "' __,
{+oo
Q+
concrescitasopralineare(senzaas.obliquo)
y =: Oasintotooriziontaleper:z _. -00.
/ (.)--oo.
Per x-. -1, / (x)"' -;in(x+ 1) 113: :r; = - I punto di flesso a 1angcnte
La derivata prima 6 abbastanza semplice da suggerire il calcolo di/". \"erticale,discendente.
Procediamocosl: Le infom1azioni raccolte fi n qui ci consentono di tracciare un primo grafico
parziale·
/"( >-(----"'--
:r; -
_I_)' --2(~)
2-z2+J+z - (2 -:r;2)2 --' -)2 ·
(l+x

Non conv iene svil uppare i calcoli, ma semplicemente notare che l'espressione
scritta è oomma di due quantità negalive per ogni z, perciò /" (r) <O sempre, e la
fan:io11eè.sempreconca..-aver.soilba.s.so.Grafico: \ /
\_J

Ci aspcuiamo almeno un punto di massimo nell'intervallo (-oo,- 1) e un


punto di minimo nell'intervallo {1,+oo). Calcoliamo ora:

Esempio 4. IO.Stud iare laseguentefunzione, etracciameilgrafico

/ (r ) = ez ,r;+J
V%=!.
Definitaperr# 1./(-1) =O.
Cosa ci a.spelliamo: un asintoto venicale dove si annulla il denominatore, e un
punto di flesso a lllngente venicale dove si annulla il numcn.torc ootlo radice
913
= ez ( S(.i- + l )(z - 1) - 2(;z - I)""~ ) " <' ( S(z + i )(.x -1) - 2) "
a
quinta. l)Q\·remo quindi studiare i due punti :E= ± 1, oltre che compo11amen10 S(:r; + t}4' 5(:i: -1) 2 !i(x + 1)"5(z - 1 ) 51 ~
all'infinito.
260 Cap. 4. CalcolodifferenzialeperfunzionidìunavariabHe Par. 4.3. Studiodelgraficodiunatunzione 261

Definitaintutto R.
Cosa ci aspeuiamo: la presenza del modu lo suggerisce l'esistenza di punti
angolosi dove si annulla l'argomento del modu lo, ci~z = O,z = I. Oltre a questi
punti,donemostudiareilcomportamentoall'infi nito
definita per :i:# ± 1. Anche qui, si noti che è necessario procedere attraverso i J+oo concn:scitasopralinean:
calooli algebrici un po' laboriosi fino ad arrivare a questa forma ridona a fanor Per z ..... ±oo, / (:i: I -e 22:i: 2 _, lo+
comune, semplificala e fattoriwita, se vogliamo che il calcolo della derivata prima
y=O asin toto orizzontale per :i:__, -oo, non c'è asintoto obliquo per
siautileallostudiodelgraficodi/.
:i:-t +oo. ln vistadel calcolo di/',è uriledi sc utere ilmodulo, risc rivendo

J' (z)2:0 per 5:i: 2 -72::0,ci ~ per :i:2:~;z:s-iff. / (:i:)= Jeb(:i:2 -:i:- 2) = eb(:i:+ l )(:i: -2) perz :S O,z 2: I
1 eb(-:i:2+z- 2) per O:Sz:Sl

yfi5 punto d1...


/ (:i:)= Oper z = -1,z = 2. lnollre, / (:i:) 2: Opu :i: :S -1 ,z 2: 2.
:i: = mm1mo rei.; Le infonnazioni raccolte fo1 qui ci co11scntono di tracciare un primo grafico
parziale·

:i:=-~ punto dimassimon:I.


L'espressionedi/'sconsigliadicalcolan: r. Larunzionedeveaven:unpunto
di flesso in (-oo, - lfi5J e uno in (- !, 1), oltre che il flesso a tangente verticale
in :i:= - I.Grafico:

/
Ci aspettiamo almeno un punto di massimo nell'intervallo (-oo,- 1) e un
punto di minimo nell'intervallo (- 1, 2), oltre a punti angolosi in :i:= O,:i: = I.
Possiamo ora calcolare f' utilizundo le due diverse espressioni di/:
2
/'{:i:)= { eb(2:i: -5) perz<O,z> I
eb(-2.z-2 -3) per O<z< l
Si noti che abbiamo escluso esplicitamente, nell'espressione di/', i punti
:i:= 0,:i: = 1, dove ci aspettiamo che f non sia derivabile. Per verificarlo,
Esem pio4. l l . Studian:laseguentefunzione, etracciameilgrafko calcoliamo:
/ {:i:) =eix(lx2-:i:l- 2)

~· ~ ••
2'2 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunatunzione 2'3

Esercizi
~(O)= { -S
-3 li,(
' 1).., { -5e2
-"'
Studi di fu 11tlont guidati, u 11w derivata seconda. !ti questi primi eserci:i è
indicata nel testo imo traccia precisa dei punti richiesi i. Non ~ ri(;}1ies10 il calcolo
qu indi x=O,z= I sono punti dinonderivabilitli,angolosi. delloderimtasecondo
Per O< z < I, /' (z) <O semJ>"', f decrescente.
Per z < O,x > l , /'(:i: ) ~ Oper2x 2 - 5?: O,x ~ -{i, x?: [i. 4. 11 6.* Sia
:r = -/f punto di massimo re lativo; x = ~ punto di minimo re lat ivo o. Determinare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima
Cakoliamoora
asin totica all'in finito, comportamento all'infinito di/ (cioè dire se ha asintoto
2
/" (:i:)= { e:i.(4z +4z- l0) perz <O,z> l orizzontalc,obliquo,crescita soprao souolineare ... ),evenutaliasintoti.
e2z(-4x 2 -,lz - 6) perO < x < l b. Fare un~ stima asi11tot ica di f nei punii in cui questo è suggerito dalla
forma della funzione.
Per O< x < l,/"(z) <O sempre, f concava verw il basso. c. Calcolare f' (x ). (Scrivere l'espressione trovata per f' e semplificarla in
Perz <O oz > ! , /"(:.: );?: O per modo da saperne studiare il segno). Detenninare i pun ti di massimo e minimo
relativodi/.
2z 2 + 2z - 5?: O,z ~ - J- ./il ,z?: -l + ./il. d. Comp letare brevemente lo studio di f (se occorrono a ltre infonmu:ioni) e
2 2 tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintot i, punti a tangente
verticale, ecc.).
z= ~ puntidi flessoatangenteobliqua.
Grafico(nonin scala): 5+x2f3
4.11 7.* Sia / (:i:)= 2 +z1/3"
a. Determinare insieme di defin izione d i / , limi1i alla frontiera, stima
asintO{ica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
orinontali:,obliquo,crescitasopraosottolineare ... ),evenutaliasintoti.
b. Ca lcolare /' (x ), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e
minimo relativo di/.
c. Determinore eventuali punti in cui f è continua ma non derivab ile,
precisandoche tipodìpuntoè(angoloso,dic usp ide,ecc.).
d Completare brevemente lo studio di / (se occorrono altre infom1azioni) e
tracciarne il grafico(evide nziandotuni gli eventuali asin tot i, punti a tangente
vertica le.i l versodellaconcavità,ecc.)

4.11 8.* Sia

u. Determ inare insieme di defin izione di f, limiti alla frontiera, sti ma


as intotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
oriu.ontale,obliquo,cresci tasopraosonolineare ...).evenutali asintoti
264 Cap.4. Cslcolodffferenzisleperlunziooldiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunalunzione

b Calcolare f' (r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e b. Calcolare f' (r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e
minimo relativo di/. minimo relativo di/
c. Detenninare eventuali punti in cui f è cootinua ma non derivabile, c. Detenninarc la pendenza della retta tangente in eventuali punii di arresto.
precisandochetipodipuntoè{angoloso,dicusp ide,ecc.). d. Completare brevemente lo studio di f (se occorrono altre informazioni) e
d. Completare brevemente lo studio d i f (st occorrono altre informazioni) e tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
tracciarne il grafico (evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente venicale, ilversodella toncavità,ect.).
venicale,ilversodellaconcavità,ecc.)
4.122.* Siconsiderilafunzione
4.119.* Si considerilafunzionc

f(x) = log(~r)-tan1 r a Detenninare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima


asintotica all'i nfinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asin toto
a Detenninalll il pe riodo di f e restringerne lo studio ad un intervallo di orinontale,obliquo,crescitasopraosottolineare ... ).evenutaliasintoti.
periodicitAsimmetricorispettoall'origine.lnquestointervallo: b. Calcolare / '(r), studiarne il segno, detenninare i punti di massimo e
b. Determinare insieme di definizione di/, limiti alla frootiern, evenuta!i minimorelatimdi/estudiarelanaturadituttii punti stazionari.
asimoti. c. Detenninarelapendenzadellarettatangenteineventualipuntidiarres10.
c. Calcolare f'(r), studiarne il segno, dctenninarc i punii di massimo e d. Comple!aftl brevemente lo studio di f (se occorrono altre informazioni) e
minimo relativo di /. tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
d. Completare brevemente lo studio di f (se 0tcorrono allre informazioni) e verticale,ilversodellaconcavità,ecc.).
tracciarneilgraficonell'intervallodiperiodicitàconsidcrato{evidenziandotunigli
evcntualiasintoti,puntìatangenteverticale,ilversodellnconcavità,ecc.) 4. 123.* Sia /l•l~·-~ ("')
•-3 ­
4.120.* Sia /(~) = r(2Jogr - los3r)
a. Determinare insieme di definizione di /, limiti alla frontiera, stima
a. Determinare insieme di definizione di f, stima asintotica e limiti alla asintotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
frontiera, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto orizzontale, orizzontale,obliquo, treseitasopraosonolincare... ),evenutaliasintoti.
obliquo, crescitasopraosottolineare... ),evenutaliasintoti. b. Calcolare f' (r), studiarne il segno, detcnn inare i punii di massimo e
b. Calcolare f'(r), studiarne il segno, determinare i punti di massimo e minimo relativo di/.
minimo relativo di/. c. Completare b!llvemcnte lo studio di f (se 0tcorrono altre informazioni) e
c. Determina!lllapendeniadcllareuatangenteineventualìpuntidiarTCsto. tracciarne il grafico(evidenziando tutti gli e"entuali asintoti, punti a tangente
d. Completare brevemente lo s1udio di f (se occorrono altre informazioni) e verticale,il\·ersodellaconcavità,ecc.).
tracciarne il grafico (evidenziando tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
vcrticale,ilversodellaconcavità,ecc.)

4.121 . * Siconsideri lafunzione

a. Detenninarc insieme di definizione di /, !imiti alla fronciera, stima


asintotica all'infinito, comportamento all'infinito di f (cioè dire se ha asintoto
orinonta!e,obliquo,crescita sopraosottolineare ... ).evenutaliasinto1i.
266 Cap. 4.Calcolodifferenzialeperfunzionidillna variabile Par. 4.3. Studiodelgraficodi llnafllnzione

Studi di fun:ione auidati, con dtrfrata su on da. In questi eserci:i è indicata nel d. Calcolare f"{x), stlldiame il segno, determinare i punti di flesso di/.
testo 11na /roccia precisa del p1mt/ richiesti. E' richiesto anche lo studio della e. Completare brevemente lo smdi o di / (se occorrono ahrc informazioni) e
derivala seconda. tracciarne il grafico(ev idenzia ndo tutti gli eventuali asintoti, punti a tangente
verticale, il versode lla concavità,ecc.).
•l.124.* Sia / (x)= 1~2% -~+!. Studi di funzion e senw derivata seconda. Nel prossimi esercizi si chiede di
a. Determinare in sieme di definiziooe di f, limiti a lla frontiera, stima studian la fu11zio11e e tracciame il grafico. Non è forni/a una traccia su come
as intotica all'infinito, comportamento all'infinito di/ (cioè dire se ha as intoto procedere (si cerchi d i seguire il metodo illustrato negli esempi svolti e negli
orizzontalc,obliquo, cresc itasopra osonolinearc... ),evenutali asintoti. esercizi precedenti). l'unico ù1dicazio11e è che tlQn è richi esto lo studio della
b. Calcolare /'(%), studiarne il segno, determinan: i punti di mass imo e derimta seconda: lo stlldeme è invi1aro a dedurre in a/1ro modo le informazioni s u
minimo relativo di /. CO'IC(lllitàejlessi.
c. Determinarela pendenzadella tettatangcnteineventualipuntidi arresto.
d Ca lco lare f" (x), studiarne il segno, de1enninan: i punti di nesso di/
4.12 7. (~) ·-· 4.1 37.* V"- •
--;+2
e. Ccmp!etare bn:vemente lo studio di / (se occo rrono altn: informationi) e
tracciameilgrafico (ev idenzia ndo tuttiglieventu.ali asintoti , puntiatangente
vert icale, il versode!lacone1vitli,ec<:.) 4.128. ·'(=-.±..!)
z- 1 4.138.* e-Im i

4.12!1.* Sia /(%)=- ' -- Jog(-l +cosx


'-) - 4.139.* x 2 e~

~
l +oos:e
1
a. Detenninan: i! periodo di / e restringerne lo studio ad un interva llo di
4.140.* 1og [(z -(%-
ll(z-2) ]
3)
periodicità simmetrico rispetto all'origi ne. lnquestointervallo:
b. Detem1inan: insieme di definizione di / , limit i alla frontiera, eve nutali 4.130. %e ~
asintot i 4. 141.* e-%(jx 2 - 3l+2:i:)
c. Calcolare /'(%), studiarne il segno, determinare i punti di mass imo e 4.IJI .
x3 + I
minimon: lativodi /. z+2
d. Ca lco[an: /"(%),studiarne il segno, detennin are i punti di nesso di / . si=+cosx
e. Ccmpleta n: brevemente lo studio di / (se occorrono altn: in formazioni) e
uacciame il grafico (ev idenziando tutti g li eventuali as intot i, punti a tangente
4.132. e•(%+2)
4. 142.*
•+-
\"ertic.ale, ilversodella concavità,n:c.). 4.133. e"(% 2 + 2:i:-3) 4.143.* e!(%+3)

4.126.* Sia /(x)= arctan (:i:; l) +~


a. Stabilire l'insieme di definizione di /; ca lco lare i lim iti alla frontiera
4. 134.* .-'f!J z- 1
4. 144.*
'"''"(:;;)
dell'insieme di defin izione; determinare tutti gli eventual i asintot i e i pumi di
eih
discontinuità
b. Ca lcolan: / '(%), stud iarne il segno, determinare i punti di massimo e
4.IJ!'i.* log( ~::i ) 4. 145.*
;:-i
minimo n: lativo di/
c. Detenninare la pendenza limite della retta tangente nei punti di
discontinllità.
4. 136.* >!fi: 4.146.* c{~-2:2)
:i:2- J
Z68 Cap. 4.Ca lcolod ifferenzialeperlunziOnidiunavariabile Par. 4.3.StlldiodelgraficodiunafunziOne

Funzioni diptndlnli da un parametro

4. 172.• Si considerilafunzione
4. 148. * e%·~

Studi difunt)one eon derivata s«onda. Nei prossimi eserc:izi si ehiede di s1udiare dove A > Oèu n paramctro fissato.
fa/unzione e tracciarne il grajiro. Non è fornita una /roccia su come pNXt dere. Si a. Determinare, se esistono, mass imo e minimo assoluto di f (t) pcrt ;:: O.
imende che è richiesto wrche lo studio tiella derivata sttondu. b. LineariZ7JU'ef(t) pert -- o.
c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
3
4.151.* x ( log l x l) /~ 4.161.* (3x + 2)e 11" . qualitativopert ;:: O.

4.152.* lx 2 + :,x- 3j 4.162.* :r. 1 - 3x + 2 + log:z:. 4.173.* Siconsiderilafunzione


l + t"
f ( t)- ( l+t)"
4.163.* :r.+ 2arctan; + :ir.
dovcp > lèunparamctrofis.salo.
a. Determinare, se esistono, massimo e minimo assoluto di f (t) per t ;:: O.
4.164.• :r. 2 rz+!. b. Linearizzare/(t ) pert ..... o.
4. IS4.* log(I + x 1 ) + arctan; c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
qualitativopert ;:: O

4. 155.* (x+ I)le"- 11 4. 174.* Siconsideri lafunzione

4.1 67.* xe-lr - 11 dove A > Oèunparametrofissato


a. CeTCare (eventuali) massimi e minimi di / (t) per t ;:: O.
4•157 ·* ~osx - sinx b. Studiare il componamento de lla funzione per per t ..... +co.
smx+ cosx c. Completare uno studio sommario della funzione e tracciarne un grafico
qualitativopert>O.
4.158.* x 2 - 8x+ 4toglx -!I
4. 175.• Siconsidcrilafunzione

/ (t) = 2e~~ :ee-~'


4.111.• 1:.:3- :n,+ :r.I
4.160.* xe l/(I- 1) dovea > Oèunparametrofissa10.
a. Calcolare in dipendenza da a i limili alla frontiera de ll'insieme di
definizione.
b. Studiare, in dipendeniada a, il crescere e decrescere ~i / ~t) .
c. Tracciareungraficoq ualitativodellafu n ~ ndipenden'Za daa
270 Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunzione 271

13
Soluzioni§ 4.3. (Per studiare il segno del numeratore si pone l ==-z, 1 e si studia il segno di
t 1 + 4t -5).
4,116. / (:i:) = efi·(~ ) /' (:i:);:>: Oper -z, :S - 12<:> , :i:;?: l; :i: = - 125 puntodi max. rel.; :r: = I punto di min . rel.
<1. Definitaper :t.f - 1. Per :i: _. - 1'*, /(:i:) - ,h _. :l:oo. c. ln -;r;==O /~eon1inuamanondcriV11bile,
:t=- lasin\QIOverlicale.
Per :r: _. :l:oo, / (:i:) - ~ - :l:oo con cresc ila $0tlolineare (in panicolare, senza .~ f'(-z,) • -oo.
llllinlotoobliquo).
percib/h1 unpuntodi lies$0atangcnteve'rtk:ale, disccndente.
b. / (0)=0, per z-0 /( :i:)-- 2 ~, quindi "' "' Ot pumodi nesso alllngmtc
d Grafi<;o(nonin S<:all):
verticate, discmdmte.

/' (:r:) .. 3~;(~+-1~1 ;?: o


per :i: ;:>: -4 +312,x :S - 4 - 312. Quindi :
puntodimax. rel. ::i: • - 4 -312
puntodimin.rel.::t,,,-4 + 3,/2
d. Grafioo:

4.118. / {xl • r:.'fV;+f .


<1. Definitaper x;" j. Per z--o j"

-1.117./ (7-)""'~ quilldi z = ~ asintoto Vttticale. Pt-r z...., :l:oo, / (cz:) - - efi ..... 'f<Xl con crescita
<1. Definitaper.:i: ;"-8 sonolinean:.(lnpar1icolare,senzaasintotoobliquo).
Per:i: --'*8, / (x)-~-:l:oo,
perciò x= -S ~asintotovcrticale /'(.:i:)= 3 ;(~1--~2
Per z - ±oo, / {z)- ~...., ±oo, con crescita sottolineare. (In par!kolare, senza
asintoto obliquo). /'(cz:);:>:O per O<cz:< j,j <:r:< I.
cz: • lpunto di max.rel. ;cz: ,,. O puntodimin.rel.
c. f non~ derivabile inz • O.,~,f'(-z,) • ±oo, quindi cz: .. O ~ un punto di cllSpide,
~~ ilbnsso
d. Grafico:

~· ~ ••
272 Cap. 4. Calrolodifferenzialeperfuru:ionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodetgralicodiunafunzione 273

4.11 9. / (z) • log( ~)- tan;z U20. J (z) - z(21ogx - loglz}


<t Jnsicmedidefinizione di/:z>O.
a. / è :rr-pcriodica (peTCht 1ia cos1z che taru: sono lf-pC'rìodid~). StudiilmOla 11=iò
in [- f, i] . Nemntnvallo considcnuo: Per z _,Q+ ,
b. /è definita in (- f, il· Osserviamo che/ ~simmetrica pari
~~/{z) .. -oo; l.1'J(z) =-oc; z : ±i uin101i verticali Per z -+oo, /(z)--.dog'.i:-0-00
conm:sc i11sopralineare, inpankolarcscnzauin1otoobliquo.
J'(z): 2 + 21og:r;-31og1z- log'z =
f(z) - ~(2cos2 z-1 ) :2:0 per.
.. (1- log:r;J( loa 2z + 41op + 2) ;:>:o JIC'r:
-~ <z<-an:eos~,O<z< &n:ro$~.
O< z < e-1-Ji; e-HJi < :r; <c.
z = ±an:cos ~ punti di max. rd. ;z .. O punlodimin. ~I. {Per studiare il segnc del secondo fattore si pone l:log:i: e si siud ia il SC&OO di
d. Grafico t2 + 4t +2).
puntidima;.:.rel.:z • c- 2-Ji,:r; .. c
punti di min . rel. ::r: • c-».fi cw anche z =O, se prolunghiamo / con cont inuità
ponrndo J (O) a O)
c. Per z - o+ , f(z) - - log1z ...., +oo, quindi in :r; - O il grafico arriva con
1angen1e venieale
Cap. 4. Calcoloditterenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiode l gralicodiunalunzione

d. Grafico:

V
4.1 2 1.
a
/(%):z2c' f(.. -l)
lnsiemedide linizionedi/:z f'. I.
a.
/(%) • z'cl/(.>-u
lnsiemedidefuiizioncdi/:zf<. :1::1 .J'wizionedispari,pt"rciòlastudiam<Jpt"r
"' 2: O e poi simmdrizziamo.
Pcrz - l'° , /(z)- cl/(.>-l)__, { ;..oo(asimomvertie11lc)
Pcrz~J -" , /(z)- cl/(.>- l) __. {;+oo(asin1otoverticale)
Per z....,+oo,/(z)-..r_,+oo o;on crescita sopralineau: (quindi sem.a ll.'lintoto
Gbliquo)
f'e.rz __, ±oo, /(z),... ,.z __. +ooconm:scita'°1J1'3lin. (quindi se11Z11asinto!o obliquo).
~:~l:~~l) (3%' - Sz 2 + 3) 2: o
f'(%) • ~ (2z6 - 7~+2) 2:0
/'(%) -
pc-r:
(limitandoci1% 2:0)per

.~ ~ '6._y----;-----,-
>'~ ~- "' -> V---t-·
r;;:fi
V--;t--<z <v; O<
-"' -< V---t-·
Nota: per studiau: il segno di (~ -7z' + 2} si pone l:z" e si srudia il segno di Nota: pc-r Sludiare il segno di {3z' - 8z 2 + 3) si pone I "'z~ e si studia il segno di
(21 2 -71+,.!L_ 3t2 -8t+3.
z : ~ !=p:! puntodi max.rel.; Conclusiooi(ancheperz <O)

% • ~;z: O puntidimin.rel. • - .f?l.;• -,fili ,~,;,;.u. .1.;


e

c; Pcr,. ..... 1-,/'(z)- ~- o-, quindiilgralicoarrivainl,dasinistra,coo •• ,fili;• e -.f?J. """"dO moo " '
1angen1eof"iz:ror11ale.
d. Grafico:

' llVd~J

,,~,, · ~ ••
Cap. 4. Calcolodifferenzialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgraficodiunafunziol"lll

d. Simmctriuando dispari otteniamo il grafico:

V - ,- --,-
1-~ I+~

4.1 23. /(z) · e--:.(~) . 4. 124. /(:e) • ~ - ~+ I.


a. /èdc finitaper :r#3.

Po:r :e-.3".
..
/(z) .., :e -
~

3
-.:1:00,
a. /èdcfinilaper:e >O,z+. L
~.f(<l!) • l;,!.~/(z)=L

quindi'l' = 3asinlotoverticale.Po:r<l!--..:!:oo, Quindi '= 1 asinlOlo orizzontale pc1 :r .... +oo.


:e=Opwi1o diarres10.
/(z).. , e--:. -{~:., ~:::sc:~:~ean, senza asintoto obliquo)
Per,.,--. 1 ", /{,.,)-~-+oo.
z • las in101overticalt".

/'(z) • 2(~1~g3:1) 2::0 per

:e=ti:{Ii- punlodimax.rcl. ;.r;=~ puntodi min . rcl.


O<:e< I ; :e2:;e .
.:. On.fico: punti di min. rd.:z • e;"'= O (sedefmiamo / (O) • !,prolungando/ per cont inuità)
.:. Per z-o+,/'(:e),...*--.+oo, qulDdiilgntficoarrivain:i- • Ocontangen!c
~ic:a le

/"(z)=-2(1o&':;~~°!""-3) 2::0 per.

e.:!.:f'.ii :Sz:Se='i'6i (r'l-.:1:1).

PuntidiOesso:z=e.:.Lffii.
278 Cap. 4.Calcolodiffereniialeperfunzionidiunavariabile Par. 4.3. Studiodelgrafirodiuna funzione 279

e. Grafico:
{2cos1::i: + oou - I}
- ( l +cou)
SC()ITTponendo 'U1 +1-] =(t+ l }(2l -1)

=e~:~:; ~o per: ~S::i:<ir


(nell"intervallo f0,11)).:i:=g puntodiflesw
e. Grafico:

/(:i:) =~ -log(~)
a. /~21r·period~lastudiamosu [-11,11I. Ul6. /(:z:) .. arc1an(i:;1)+i
b. ln [-11,,..J,/t dcfinitaper :r # :k, quindi in( -.-,ir). a. /tdefinitaper z#O.
Llfunzioneèsimmetrkapari,possostudiar!asoloin [O,,..)e poisimmetrizzare.
Per :r .... .,,.-, / (:r)~~ -+oo.
:r • ir asintotovenicalc.
~/{:i:)= {~;
:r • Opunrodidiscontinuilàasa lto.
f(:r) =--(:=) ~O per:
.~~"/M= i·
~ = J as intoto orizzontale per :t .... ±oo.
(nelrintervallo [O,:rr)). /'{z) = - 2zl +~z+ 1 S 0Kmpre.
.t=O puntodimax.rel. ;
z =~; punto di min. rel. La/nonèderivabilein:i:=O.doveèdiscontinu.:r..
{coslz(l + oou)+sin1z(cou: -1)) Noncisono puntidimax. ()min.rel.
{l+cosz)• c. Pcr z-0"', f (.r}-- 1.
questaèlapendenz.olimitcdcllarettatangentedadcstraeda sinistrainz •O.
Par. • .3. S!udiodelgraficodiur.alunzione 281

r(:r) .. (:zz•~~7+ 1 )•~ 0 ""' :r~-~


:. - ~~=diflesso.

1-/i(i
--,---

4. 128. /(r) • e"(~)


O.Hnitapor :t;. l. Ptt :r - l*,/(:r)- ~ - ±oo. 11. .. l 11imo<o vtnk1lo.
p., ,.-±.,.,,

/ ") • ("'''"')·-·
O.fmitainto11<>R. Per :r-±oc,

!M- r"'•-·- { ~ ~~::C':.~~:r-+<x>.


f(:rl···H
z - ./jpun«>diminimo;z .. -,/3 puniodill'lal4lrno:/( - l) •O.
_..::.,,; - l , /(11.)-(:r- 1 )111~. :r •I Plm"" di ne.so 1 ~ vtnicole.

d~..~-1,/(:t)--(:t+l)V'~•-:r•-l puntodilleuoo iang.,,,.•mialt,

/'(:t) • 3(r1·~·1)"' (-3i' +2"+3)


~ · '=fii pun1<> di minirn<>; :r • llfi!. punlO di llW$/mo: :r • ± ! punii di llesso 1
'""iftllCV<nk1le.

~· ~ ••
282 Cap.<l.Calcolodiffe1enzialel)el"funzioni Pa1. 4 .3. Stoo;o~9rafooodi"'"'8funzione
----=-'dlun1vari8bile

~::.~"'~ = ~
~~:~~l:"/(z~(~)~~:~z~~~:::::·
z -.o lpun1<>d1rrurnmo
f'(z)•3(.r+z+()J/
z'+lz-ì(z+I)"'
3
~
Al
:t • - 3 punrod1...--

.tJJJ. /(:t) • ~

Jli~~~~;,~~;::~:::::

=~ ~ ••
P..-. 4.l.Studiodelgr.tlicodiun;afUnzione

4. lll./(z) • e"(z +2) hapmii di O...Oinz ., - 3±/i.


Dtfinìt.lptt"&"i :r. Pet s-±<>o,

/(z)- ze·- { t"' ~':~".:C!"oi-::i;::: . . -.-.

rczJ • e"(z+ 4);


... .. - 4puntodill<sso.

• .13-'. /(:r) · ·-·~


lnsitmodidefmW.....: :r ,i 1
Pet z-1 1 ,/(:r)-~-±oo,z=l .. inlOtQverticale.
J'er z_,±oo,/(r)-•-· - { 0: 00
1 • 0asintoloorinon .. leper z- +oo; perz --<><> / (z) hacrncìt.lsoprallne.,.
(inparti<oiare.llOl>ha ..inlOIO~)

f(z) • •-• ( -@+~· ("-(~-_<;/ 1 ))) •


4.1 .IJ. / (z) • ,..(z'+2z- 3)
Dtfini.. porop.iz. hr .. -±oa,

/(z)-z e'- {t'


1
;::~-:~;::_":., . . . -<». * •-·(-~+~- (~)) -
/ (z ),?;O perz :!i -l.z,?;1.

f(z) • e'(r'Hs- l);


.. -·-·(;~;1 /gc:~J1~~) ...
1
-- (3(z+ 1~;:;:_ 11w )·
f(:r)tdefmitoperz,i±l,c,iha:
ha punti di minimo e massimo in z .. -2±J5, rispeni"3111<1'1t<.
r<zJ - <'(:r1 +b+3); f(z n;O porl -lz' <?: o.--J;szs-J;

Ne><guo<lll:
" "' -7,t puntodirninimor<Wivo;:r • ?;t puntodimusimo r<la!ivo.

- ~ ••
286 Cap. 4 .Calc:<Jjodilleremialeper~diuNIVariabile Par. 4.3. S1udiodelgr11k:o di....-.afunzione 287

Studiamo :r - -1 (p.mio di """ <lerivabìlitt). /(- I )-o; per z--1, ~-3-./i'i,<lll>OinZ'!>-3+./i\.All'infmi10,W11t aìi oktlo,tconcava-il
/(z)--•i/lfi,perci6/bounllnso•!mitt11tvcnicale

Dalleinfomia>:ioni~«knli • ideduoech</haalrnmo1.01flessootanplcobliqua

11C!l"intm7lllo (--j;.7,)cunoin(-oo,-l);ptr:o-:l:oof°""""va 'mol'al10

~. 1 36. /(<•)~•~
lnJinncdidtfmizione: zf-.-j
hrz -(-1)* . fflf-:io:>,/(z)- { ~
W !. /(z) • los(~ ) z - -~uu.otovcnicokpeu-(-j)'.
LRJierntdid<fmizìone:zf-.-3. hrz -:l:oo, ~- f, /(z)-{~
Per :o--3,/(z)-+oo;:r • -3lJinl.,.O•erlic&le.
Per :r- :l:oo, / (z)- ~ - +oo, ton o.-itii - olintare (in pat1icclare,""" ho r - Ouin1<>1oorizwrital<pcr r--oo.
lJinlOli obliqui od t <OnCOva'"'"°
~ bossoolrinfmilo).
Per z-+oo / (z) hacmcilasupetlineart.inpanicolatellOflhouiPooooobl;quo.

fM -•*t' (2.t-3)(1(;!"~:r·?.t2-3.:i:) •
/'(z) '" ) : 2 - ih '"'2.t\:.++!X"(: ~
3 21
++2~z~ 3)'
'"' ( :
2

- •~z6:%;;3 :?;O pcr2z'+2z-3:?;0,


f(z) 20 pcr - J -,/Ìis;.,<-3;z:?;-3+./il
:z•-3±./i'ipwtti dinùnimor<latiw> ...w:..;,..=:.:;;.'. ":s~.:r - ~pwMO dimu1imortl01i..,;:ir - ~i-to di
J(-3+./i'i)<0-,/(-3-./ìi)>O.daoui $idoduoecl>O/hadutintcrxzioni
l..afuuioMf<krivabil<in11tt1iipun1iincuifd<f01ita;t.....,..p»itiva,epcr
oonl'asu z pcr z>-J; ditkni, pcrz >-3,
:r - (-tr la>de a =orontan&encoori,,.,..1a1e.
!oc( ~::i) •O pcr ... + 2 "' :r+3: .r-z- J •O; z• t±./6.
O.ll<informarioni<hellbbiarr>o./-••-&1-nounpun«>diflessoin
288 Cap. 4 . Caloolodiffe~leper funzioni<liunav..Wb!ie P..-. 4.3. Studiodel graficodiooatuntione

O.quet1eil>funnationiSC1"°cho/dt~1._(1lrrltnn)ductlessi,unoin"'1 <~ f(1t:) 2;0 porz ::;o ,...,.0E(~,G) . z•o pun1Cdirno.»imi>relali"1>

·-·~ · ("'T".-1) ""'~ /nonèdtrivabil<in 1t: • O. Perz -O. f(1t:J-s;\ii-+oo, quindi/haun flnoo1
ian,tn!tvtniult in z •O.

~ I~ J _)
~
t.J J7./{:i:)"'~· l""""'°didtfmitiont:% ,_-2
o'
-,
l'erz - (-2)*, /(zJ-::!fr! -:i=oo.z - -2-.inl<llO veni<alt
Pe. z - ±oo, / (z)- ~ -.o•.r•Oosin1a1o orizzomoltporz -±oo.
/ (l) •O. • .IJ.9. / (z) • o-1:!11. IROi<rnedidtfin iziono:z.;.-2.

F(%) • p,.cz~;i+-2 'f-1l . cz+j.(!::ir -


clim'.::rt~ -2, lffil- -too . .,-1:!!1-o•. -2 un
pcrcil>z - è puato di disoontinui!.à

%-~- :ioo,lffil- l ,o-1:!11-.,-•, perciò r•! è osinlOIO oriuonla lt por

,. l3 ~:+3W porz .;.0,-2


f(z) •e-1~1- (-op(*))·(~) •
/'{z) 2; 0per3:rt' 2; 2z-2.Coofionlopfl00:
deft11illporz .;.- 1,z .;.-2.
Pn-1f --2.f{z)-O("""fron!O<filnf111iltJimi).per<iGne!purt10didis.«<1tiouià
olinlinabilelll'unDonc tnivatonlancaittorizzontalt.
l'er" -.(- IJ*,/'("J-1·( - scn(z+l))-L-'fl.
Pn-till z • - l è lDlpunto.....-,<onpendrnzl<ltlltt<ft<UrJ&mlidadestrae
sinisln.upolerisptttinmtn1t o-l,l
I'(z) >O pcr -sgn(ffi) >O. <iotper ffi<O.ciotper -2<z< - 1.

- ~ ••
290 Gap. • . Celcolo d iffe<enzialepe<funlionldill!lllvariabile Par. •.3.Sludiodelgreficodiunafllnzlooe

Grafi<oq.aUwivo (noninonlo)·

Sivedo<he:r • -2tpuntodiminim<>;z • -ltpuntodirnanirno. 4.1"'6. /(z) • k>i[~J.


ln<imledi llofrnidonc:\~]>Q,<l"it><:l;,1<:.<2,z>3
4.1J9. /(:r) • z'o~
Dtfuùlaperzi' - 1 hrr- 1• operz -2-, /(")- -oo;per"- 3',/(z)- +oo
z • l,:r • 2." • 3uif'l<Jtivenic>JL
Por :r--1, /(z)-o-Oflo•IJ- { ~ : : ;: : : : hr :z - +oo, /(z)- k>p- +oo""" an<it&sonolincare (.. n,,.isinlotoobliqoo).
f(z) • {los\z -ll+los!Z-21-loalz- 31)' •
z • -luiototovenicaledaoini>tia.1"'"101iange1>100<1.z:lonl>Je<ll'3Hlra(lo
llo\r.ionesi.wiulac:on~loc itl"'!ponr"itialo)
hr :z - :i:o>,/(z) - cz2 - +ooCOll <R$Cit& topnlinc.,. (nor>c"tuin10<oobliq1»~
/(z) • O in z • O. pct :r-0/{z)-z'/o', quindi z • O t punto o ta.'i•nte
oriu:ontale.dimiroimorelali...,
. (z-2)(z-3)+(:r-l)(z-3)-(:ir-l)(z-l) •
(:.-l)(z -2)(z- 3)

d<finit&perz#-1 "' (z-~(=~2~(:-3);?Q pct

f(z) ~ Op•n(z'Hz+ 1) 2'. 0


z'-Gz+72'.0,.,:5 J -J2;z2'.3+,/i.
-2-,/3::;.i::;-2+./i;z2'.0 z • 3-./ipuntodi-.inrorei.i~o;
..w~o. " "'- 2-Jlpun1i di mil>imo ... lali'"'; z • -2+,/Spwiw di mwimo t(3-./i) - k>i(3-2v'2)<0
z•3+./i puntodiminimorclati...,;
!(l+./i) - ios(3+2v'i) >0
Graf1«1{""" ir11cal1)

~·~ ••
Cap.4 . Calcolodilrerenzieleperfunzionidiuna..n.blle P;i.r. 4.3. Stlldioclelg'l!licodiuna fu r\Zione

l<10ltr<:p<u <-.f3.,, >,/3,f("):<!:O per -.ft :S: ,,S.ft.oaioper


-.fiSz< -./3; ./3<z :S: ,ft; qu"'di
" "' -.ft ~po;ntodi1r1;,,;,....,.1111;vo;/(-.ft) .. . v'i(z- 2,ft)
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[)efmilaper- cj.-l,ti<Xz l" •·
Per Jt- .~./(z)- - , . ; - -oo. z .. ,. .,;.,la!Overticll•.
/(0) • /(2•) • j;/(Jt) "' O ptr 1Ìn% • --, dotper z • l~,-" • !•

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P•. 4.3.S!Udòodelgraficodiunalunzione

1
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Lofun:cionepo<r<bbcl\Of\ • •.,.ak...,ness<>.Gnof.:o:

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r • ± f .,inc0<iori=>n1-ali,risp<11i,..,,,.....pcrz -:1:0<>-
/(z) •O porz •:l: / i

r(z) - ~ ·Zz(z~:~-3 :;-21 ..


A.14J. /{z) - ~!(z+3)
Dcfmitapcrz -/-0. l'crz ->i)' .
z2+6z+2
/ (zJ- { t'° «•n1af18.oriu(inf.,itairnodi.roincoup. riop.az). .. (z+J)'+(z'l-2)1
Perz -:i:o>,/(z ) -z-:l:aoconcmcitalin.tart;inoltr</ (z)-z-4pen;i6
defuoi11por z1'o- l(intui/ tdi>co1uinua.quindi -okrivabilt).
11• z + 4fasinlolooblòq!IOptT z-:l:c:o
f{z)?: Optn·'+h+2 ?:O,z ?:-H ../i,z :S-3 - .fi
f(zJ - ~(.t'-z-3).
z•-3+ .fipun1odiminimor<l•iw;
Cap.4.Calcoloditf...-endaiepe<funzioroi dl11"8variabile P•. 4.3. S!lldiodel gt91icodlunaf\Jr.zione 297

I..ofunzionodtvo ov.,.. 1lrnmod...flossi,W10in :i1 < -3 < ...,in-3<:i,< - I


z • -3- ./7puneodimusimortlaci..,. Qn.r...,(,.,., insu lo)
Per z-(-3)*,/'(z)--\.I..otlm>:ior!<orri..,.noll""~odi .. lt<><00lo ste1Aptfldenza
(nq;ati..,.)dadco1n1osinislnl.
lnba<e •qu<s1i olemrnli,/<l<vo•vcre pun1i din0Hoin:<1 E(-oo,-3-./7),

"' EJ.:L,~3+ ./7), z,E (-s+ ./7.+<><>).

U16. /(;:),. Cb (~)


laJim><d;<1<f111iziono:z #.:l:I.
=:"'.:1:7!!:!f;l?~~,/(z)- +<>"J
Per :i-±<><>,~-O, /{z)-1•.
J• l ..inCO<ooriu.cnlaleporz-±oo.
/(z)2lporogt1i>:;/(z) • l por z • -3~ dimioimo assoluto).

-4. 1 ~5. /(z)- ~- tn.ieme di dtflnin-: z # ±1. f(z) • Sh(;,:~) . cr-;~--2:i~:o+3) ..


P<r:i - l~,/(z) ~ f,- ±<><>; z • l ..inlOIO...mc.i..
l'er >:--1',/(z)--:l<!ih-{~-""
z• -L .. miooo v..-. icaledadeslnl.puntodian-..IOdalin.iwa.
·-Sh(;:~) · (~;~.;. •)
Per:i - ±<>c>,/(z)- ~-o•; r • O.. int<>t<>ori-'<porz- ±<><>.
/ (z);?;O ,..-z ~ I
Sb(;.:~) ~O per(;:~)~ o,-J $ z$ - l,z 2I;
nz> ... ih (-tuo\.-o-n) - z'+ 6z + I ~O por :i:S - 3 -2,/2,11~ -3+2Ji
Quindi,/'{z)~O(e/ f<mcoete)per:

" (z+ 1; 1 %- l)l(-(:i- l)-(z+ l)') • (:•+~~~z+-3;;•. z$ -s-2y'i; -3$z< - l; - 3 + 2 /i:>z< \.


z • -3-2/i pdtllodimas.simortlativ<>;
/'(:i)~O perè+3" S0,-3 $z< - 1: - l<z "S O Z • -3pun10 dimìnimo .. laciYO;
ll • - 3puntodiminimorolaliY0;11 • 0 puntodimossi1110rtl&1iYO. Z • - 3 + 2/il"'"t<>dimtnimortllliYO
Perz --1-, /'(z )-O(tanpte ori=>ntale~lpuntodiorrato). lafunrioned<'voa,..,.olme110d .. tldsi,pnz < -3-2/i e
291 Cap.•.C81cok> diflerenwieperful\Ziot'OdÌUllll Y•rillbile Par. • .3. StudiodelgriifK;.Q di unafunziQne

por - 3-2./2 <" < - 3


Gnif>i:o(noriinJUl1): f(.,) 2:0 porz 2:-
9
\,/m. -9 -/iOO Sz<O

z - - 9 + @,,,0.68 puniodimin.,.,reblivo;
3

9
z -. - - .jiji"' -l.9 punto di minimo rolalivo.
8
ID<>ilr<.z .. o~-1odi.....,imorel1tivo(incui/nooè<leri••bik)
l'<>òcMlofi.mDorle1lrinf111Ìl<>èc0<><1V1Yorsol"aho,do~•...ettd""fless.i • 1211gen1<
oblìqu.a,ntemialrÌllOcrVlllo [-4,1 ).Grof1«>'
... _,.;; ..... _,

4.147. /M " rl'"fzl+ 3z - 4J'''


/è<loftni<linlUDlllt
Per z-%00,/(.r)-z"'I'- +oo<Od <rncita M>prllinoare (Ìll l*\Ì«>i-, omza
minl<>l<>ob!jquo).

perciò:/siOMUlloin1 .. o," " 1,z .. -4.JDOln:


por"-O,/(z)--,;fi r1/•, z - Op.in<0dicuspK1o(rivollo.-l'al10);
.... : . :-l./(z)-..fi{z-1) "'. z - 1 pom>o din..... a 11n3<1>1e Yft"!icalt,
1
per z-o -4,/(z)--..i80{z+4J"'. z ,. -4 punto di fltuo1._,.1e venicolt,
discendttne. /(z)me'·~ . Oefmiuecoll\W...m1uno ll
l puneiz • 0,1,-• .......,_pw11;dinondoriQbilid. Pcr z ....,±oo,

f(.,) • ~(z'+lz- 4)' 1' +i'/'. :l(r::~ 4 )"' - f (z)- u' - { 0+_"" =~7:~os::::.=-::·;'"'_:~uo)
/(z) •c'· ~ · O porr - O, r • 3.
2(z'+lz-4)+z(2r+3) u'+9z-8
~= ~:~i~i: .;flg~:..i~., ~ ~;!~7~7=:"k.i..
0
.. 3zl/l;(z' + lz - •l"' - lzl/l;(z' + lz - 4)1J··
fèilefinioa per z >(<.0, 1,-(.

4r+ i<z-82:0 perz 2:~;zS- 9 - 8./ii9 f(z)••' (~ +:l(:;_~>J•) •


Par. 4.3. Stlldio~gr.llioodiUl>illuntiooe 301

(P-farcunoM!.ldi<>•irl&otiocodripun!i:t - O,:t '" IO;inqunt<>nempio.


• (z'-~z')"'·:t{z'-21: - 1) in""';;..~::;:o di sn>diatt questi ~idircuamtottmodiame ladcri.acaprima)

Lafwuion•/Uori..abiltp<n1'0,11.1'3.Abl>iamopi discusso la"""" diq"'°"!iJUl!i.


P<t 11.1'0,11.1' 3,fibaf(r]2:0 .. f(:t) - - 5(10~:1i/• + 4(1~;.;i•fl - •"'(~;-",,),,.
z(:r'-'.ù-2)2:0
dcfu:ilapcr.q1 0,z1'LO.
,..,.,, _O' ,/'/z)- · - ± o c , quindi z - Ot punoodiç\IS{li<l<dùcenden1e.
Per 11.-IO,f(zJ-~--oe>, quindi z•IOf1'"m10dillnoo •taogonle

Qu~~ I - 13 t p.in10 di minim<> rtlaliYo;" •


•~. disccodente .
l + 13 t punto di ntinimo rtlOliv«
:t • Otpumo di....,.ùnortlali..,,Gnif1c:o· f(11.) 2:0 ptt0 <:.: 5'.8
quirdi z - 8 pw>todimanimorol.,ivo.
Gnf-

~:~ia ~~:11::."°(IO- .:)"' 4.150. /(:t) • '1i •-r• I•


Dcfinitainiono ll
Pcr :t-±«>,/(z)--z -'f<» <on<«><italioe.. <. l'u z-*<>o,/(z)-O', quindi~ • O .. into10orizzonl•I•.
Cm:o.-onll.lalta.in!O!Oobliquo: l'u .:- O. /(.:)-?/i, quindi I ha.., O.- • talli""'"
vmi<ole in .: • O(ori..,

{(>)+<••[('';·)"' +<) -
puniodi"""dcri...t>ilili).cakoliamo

/'(z) ••-r•t•( .r;(-2z+~) +~) -

·-·[HJ""- ·]--· lH) -· - • ; !'(-6:r'+5:t+l).


dcfonit>ptt z1'0.

~· ~ ••
302 Cap. 4. cak:olodiffererlZiale perfUrlzionidi una variabile

l'<T z-O,J'(z)-dris-+oo. quindi z • O p<m!o di f1euo•lanpil< VftlÌ<&le


< - J " lr0""10)

f{>')2:0por-~+»"+ L 2:0 por -i:Sç :S l (ma q!O) p..,. ,.>o,Je roncava•~ra1to porper O<:"<L, ,, >t:"':

Si1nrnnri>:zando dispari hlloil pro«>:

4. 1 ~ 1 . /(z) - >'(losJzl)"'·
O.f1<1ita per ,.pO-,funzion< dispari. lauudilmoperz,.O o poisa...-ì>.ziomo
l'ef l< > O, / (:r) • s (loc:t)"'·
l'crz-o+,J(,.)-o-.z•Ot.., puntodi di$...,.,W,ui.-oliminabllt:prolungtiiomo
contontillum/ ~!ldo /{O) • O
EfJ•(k>&lz\)' 1 '--oo p•" z-O"' pm: ib(~ por z<:O)
f(O) •-oo, 0$> i& :r•O ~unpun1odin essoo ~vert ica1< , disc«idc11 1<. /{z) .. 1r +~z -31 _ i(z -l~z +3)!
/ {z) ., O pe r ç - 1; per z-l./(:r)-(z-1)>1•. pm:ib Z • ] punto di flesso&
tar\i<RIC "ft"I ÌCale,-ond<:nlC. lnsi• modidof111izione: z,io
l'o< ,.-+oo,/(z)- +oo<"" cn:sciCa....,...iiD<- . / (z)2:0Vr ,,i,.O, / (z) •O per z • l,x - -3(p.obob; lipunti onplo$i).
Per :r- 0,/(z)- ~ - +oo.:r•O&Jintolo>'tni<:alt.
f(l< )• (iop)"'+ ~(~J"' - ~­ Per "-±oo. / (" )-Lr • l•inlolo 0<inontale.

/(z) e dtrinbile pcr z,,i,.O,l /(") ·ll +;-~1


l'<T lf-O,f(z)--oo(ritrovlanl<Jil flesso • lan&on1<verticlle, dÒKaldtll1<):
p<r lf-l,f(z)-+oo (riiroviamoìl tleuo•tan~rcverticalo,Mcendtnl<)

f(>')2:0 P<T 51op+32:0,:r2:e->ll f(z) • (-~ +~ ) •111((:r- i )(z+3)) •

z • e-lfl puntodimU.irno rol>tiV<>.


304 Cilp. • . calcolodrtter.nzialeper fu nti:>nidiunavaR;ibillt Par. • .3. Studiod&lgraficodiunlll\Jnzione

/ (z ) .-t<lcfinbilepcr z ., O(dovenontd<f.,ita)c....-:r ,. - 3,z• I .


•~.f(:rj .. ,H
/ (z);> Opttz > l.
z • LP"fll<>anaolooo<onpendca<eda~uinÌllnl ±4.l npartioolare .:r • ltpuneodi
Pet z-O", /(z)-o-, pm:iò z • Ot11npun10didiKonlinu iU.oliminallile,poniamo
minimof<lali•o
/ (O)- O. Poi<M inaltro llf • ~ - o-, J ...,;,.. nelrori,m.. con taftgftlte ori=>ntol<.
..!.~f(z)•±~ P<>i<M la f11nziollo t dispari. z •O t"" punlo di n..,.a lafl&m'• OfÙ2<111Wo. dixenden«.

::z :~;~"~~~ -bo pcrz - L~.


z • -3pun!Oor\iOIMoconpondcnudadestrzesinistra ±:. 1nparti<oW., z•- lt
Per
1:r -+oo, / (z)- +oo, ..., cttS<ita soaolin<...., (• qu~i MfWI "'intOlo
pun10di111inimof<loti"1>
Sn <-3,z> l. J'(:r)2:0 por 0<z$ 3,cio.!pc.-l <z$ 3 obl;q.,.,~
S. - l <:r< l,f(z)2:0 porz <0,z2: 3,<io.!ptt - J < z <O
Quindi:
/ (z ) eme< por - 3 < z< O e l <z$ 3. z • 3 t punto di ..,..;mo f<lativo.
f(z)• Joiz.;;,.~ '!!i.2• ~: 3 .
/ (3) • f. (Abbi>mo &Jà inw~to iduepumidiminimof<lo1i>'O) Per z -0' ,f(z),..~- o- , quindi z • O t un punto 1 i.ongai1e oriuonlale

~)•p((z- l)(z + J)) • { ~~~z--~~ =~: ,;~'=~-I


(riinwiamoon"inl'Orrnazi<ln<Jii011<- ~
/"(z ) • (;. -
f(z)2:0 perlov - 3 2:0, z 2:è.
S. z<-3," ;> l./"(z)2:0 pcrz 2:f. , ........... :r 2:.i',:r ... .i' pun1<1diminimo ..1a1;w.P. . .a1wia.. r conv;m.
S. - 3 <z< l./"(z )2:0 perz Sl.cio.!por - 3 < z < 1 riscriVttOf-
Qllindi:/tconcan~l"allopor-3 < z < l. z<:;f.z •l lpun1U<lòll0$$0 1
tangml<!obliqua. Gn.fico: f{z) • ~ -~; perciò:

r(:r) -- z~z + :r~:r · z~z(t - loç)


4 - 3iop 2:0 pc< z'fe' ;Jo/z;>O per z> l
qua.li

/te<>nc.an>'ttWl'altopttl <zS<'. z • <'tpunlOditlcsso


Sirnrnetriaandodisparilafunriollt li ln»'1 <l>o·
z • - l"'intolovenicale; z • - .. puntodi.....,irnoftlati-..; z • •'""'""'di~

/(z) - ~ .l .. iomo did<fin~: z ~O, z ~:l: I .


F unzion<diop>ri:lawdiamosolop..-z ;>(l.•poi•~.
J08 cap. '4. Calcolodifterenv.Jeperlunzionl diuna vÀbile Par. • .3. Studiodelgraflcodiuna funzione 307

1+,/5
-,---
-,
4.1 55. /(:r:) • (:ir+llle'-1). lruiftno didofmil.ion<:R.
/(:ir)2;0perz 2; -l.f(:ir) •O ptr z•-l,z • O{z • Oprobobil<pun11>M1&0loso~
l'er:ir -O,/(:r:)-lzl. quindi:ir • Opun!Oqoloso(cdiminimoroWi..o).
...,.,.,_ +co, / (:o:)-:ire"- +co con<rr«Ì!ISUl-'<'!irnn:(tcM1ain!ocoobliqoo)
~.15-f. /(:ir) • los(l+z')+wtUn~. huitme<lilkf1DWonc;z~O.
Pu:ir - - co,/(:rJ-:r--coc:oo <m<ital.....,(pouibllemintolOobliquo)
Pu z - O*,/(:ir) - '*'I· J>=~:ir • O~ un p..rtodidil«<nÌJ><lilj ..alt<>. l'er z--co,
Pu z-±oo,/(:ir)-k>s(z') - Zlosl:irl - +oe>.
<on <rn<it1J011oli,...are(<quindi>C11zam intotoobliquo). J{:ir) - :r: •(:ir +l)(L -e')-:ir • l-e'-u"-l

f(:ir) .. ,;"z' +IfJ (-~) - ~+-~ f (z) •l<' - !J +(:ir+L}e'>&:n(e'-1) ..


J """~ dtri....,il< per :ir• O (pm;ht ~ dis<:ontinuo~ 1utt..ia, nim ~f(:ir) • -l. Lo
~orri,,. in Odadnlnodaslnislraconla -pendenzaoOl;q...m a -l .

f(:r:)2:0per'ù- I 2;0,:r:5 ~
J'(z) 2: Operc'(~ + :ir)- l 2: O,

2+z2:•- semprevmo
(! ' "'°""'"" > ~;l ' 111<mbn> < l).Quindiper z o-O /txmproon:><C010.
<r..,.,n1mper:r • OJ f(z) 2:0 per•'( 2+:r)-L :50.2+z:5•-··
Unsempliocc:oofi'onto!V"fl«I
/tc:<on<a,,.~ l'altopor 0<z<J!f1;'=/1-<:r<O.:r•!Jfl sonop.inti<li

"""
Cap. • . Cak:olodill"&renliale pe<!Unzionidlunevarillbile Par. •.3 S~udio del grafico di una funzione

4.156. / (:r)•z(r-l)'P.o.rmi1& inio.tt1<>Jl


Per z-±oo,/(z)-.~-±oo cootrcscìtaSOpn1Hncare(senzomin101oobliqoo)

/(:r) • %(:r-1)Lfl(:r+ 1J'' '

f(z) · ;~_-1 :~,;?0 per. :r~,ft,.zs-./f


momac1><q ....11otonoperz:S "·""'"E (-1,0).
S<z <: O, /r:<o>ccperz :S<>, r • oepun10diinassimorolal;ro :r • Jl puqiodimini""'"'IMiro;:r •-./i puniodi~relatiro

/"(r) " { :~(t~)z) =~ ~ ~. r(z) • ll(::r'~l)'fJ(~'-9)


Quindi z • O,z • ±}.pun1idino....a1ang<nteobliqua
S<z>O,r{z)>Osemptt;sc:r<O,/"(:r);?Operz:S-3.
J t c011Ca,.._ ,....., r • llQ per r :S-3. ::r>O.z • -3 ò punio di lltuo • IUl&<'f!'<
obliqua. lnf111<,i-siamo.,......_<heilgrafl<(ldi/tag1iar ..intotoper
lc"-ll(z+l)•:r+l,

z • -lo ic•- 1J- I; c"-l•±l; z • log2


ciotncid,..pomiz•-1,z • log:l.Graftco;

~.157./ (:r)•~. FWldo<le2:r.poriodi<&,Llscudiamoin (0,2 ..].


ln q.intinl.,.,.,.Uo,td<finitaper.

•iru: fl.-cou.ciotz fl.. ~ ..,~ ...


Per :r-(! .. )*,/(z)-~-[~] - ±cc>.
P•. 4.3. Studio<:lelg111fic;odiunalunzione

hrz -(!•/, /(z)- ~ -[~] - :1:00. /(z)•z1 -~+ 41o&Jz -ll


lnoi<medidtfmizicM;r,il.
..
" '" l•,r - ~ ..,;,.,.,.;vmn1; />erz -1, /(z)--oo. z • l11Sin1.,.ovmical<
/ (z) .. o per J:kosz-JW: "' o....... • ../i,z - J,z - 1•· Petz -±oo,/(z)-z2- +00 «111.crndtaoopralin.-(oenuasiolotoobliquo)-
v'J.
/ (OJ .. /(l•) • f{•) - 2.<-8+ ~ - 2(•-4~(~~ 1)+2 ~
f(z) • (-J~-cou)(•inz~::::::;-•iou){/inu-oinz) ,,.
00 2(1';~+6) ,,. 2(-<-z2~(; - 3}

• -(,f:!j)j<Operopi zin<W/tdtfiniu

Perciò/~>«inlO.l •l,(! ..,t .. J.(l•,2"'·


r<~l - (:i:': j)t\<OU - oin.1:)
r!"'>- 2 -~ - ~(<"'-o'- 2J ­
2
- (~z--~)- l) 2;0 ptt z2; l +v'i; c !; 1-"2.

z - 1*./2 pwi1i difless<>11ar,11.,,toobliquo.


z• ~·"' • ~ • puntidiO..SOa tang•nl<"obliq...

,. \
.. ~- 1w
1-./i

,,~,, ~ ••
312 Cap. 4 . C3looloditlere~lll perlurllionidiur111 variab<le Par. ~ . 3. Studio delgralicodi"""lunrione

4.15'. / (z)•c-•l:r(:r+l) I. o.rinn. in""'° a. / (z) - o in :r•O. z• - 1 :r • Lasintoiovcrticalepor z-1•


(j>roboll>i li purni ~i Precisamentc· Per .0-±00, / (:r)-:r-±oocooo < r<S< ita lino~
Per z-O, / (:rl-lzl. :r • Opwrtoonlolosoopun&o dimini'1>o,..lali"' Cm:hiamotvml\Uoli nir:lotiobliq1<i"
Prr :r- - l./{:r)- e-'lz+ l i. Quindi z • - I~ pwi10 llr'ljlDloto • pun1o di minimo
"'IMivt>. Per :r-±oo, / (:r)-:r • z(•'/lo-•J-1)-z·~-1.
/(z)-:r'•-·- { ~ ~~~_;;_-+«> Quir.<1 ir - :r+ 1t .. in<0<0obl iq1K1por z-±oo.

f(:r) • cw-u (1-~) ·5(:r'-3:r+l)2:0


/'(:r)• { :=:i~:,,+:1~ 1) =~~:·::;l
por:r2llf!,:r::;!:f'l.q..,ir.<1i
,~f{:r) • ±1; z • Opunco.,~..!.~,f'(:r) • ±~; :r a. - I Jl<llllO"'l oiwo
:r • l?fi pun1odiminirno,..l01i"'; :ra!:{i puntodi massimo rola!i..,.
(Rìrroviamo infonnazio<ii P,OCl<l'IOle ,...l<Pimo n inlOtid>ei
Ptr z:>O,z<-l./'(z)2;0 ptt 0<z:S !!fJ; r<..i - ..... (-~W+(2z-3)(:r-J)'(~~(~)~l)(:r'-3z+L) ) ­
Por -I <z<OJ'(:r)2;0 por -I <:r.S i:f!;
:r •~ p<U'tli di ...... irno ... ~i ...;
:r • O,r • - lpuo!idin1inirnorolaliw. (c auo!L11 0~
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1

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:r•1/S puotodifle'"°t tang..,.«:obliqm.
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4. 160. /(:r)•:u'll~•l. 1ns;...,,,, didofinill>n<' :r,,.J.

Ptr :r-1~,/(r)-c'll-•1 - { ~

"'~" ~ ••
314 Cap. 4.Calcolodiffe<enzialepe<funzionidluna 'ta!illbile Par.•.3.Studiodelgralic:o diun•!Un:done

4. 16 1. /(z) •{lz+ 2}e'''. lnsiem<dido:fll'lizione:z~O 4.lU . /(a-) • z'-3.z+ 2+ 1op.


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z • Ouinlcooffl"lkakperz -O• . Perz -:ioo,f(z)-lz-:iooron cra<ilo Per r-+oo,/{a-)-z1 ->+ooC<lll cttscita wpnlintatt(inparti<oi..,.~
lino...,.CorthiMnoovmtualiuinlOliobliqui • inlotoobliq ...J.
/(")-3z • lz{•'''-l)+"le'''; f(z) • 2z-l+ :i .. u-;c+ l .. (z - l)~b-1) 20
2•'' '-2;3.z{•'' ' - l) - 3z ·i • 3, quindi/(z)-3z....,5
O<zsi;z2 1.
z - lpWltodiminimor<l01ivo;z • i punt0diJRa>Jimon:i.tivo
f(z) ••"' (3-~) ·~ (3z'-3.z-2)20 0$fcnoiainQch</(l) • O.~j(lll<"lpunlodimininlottlativo l1 1'un»oole1i..,ull11;
pmoiò/{j)>Oe llfunriono:lu.\111-,...,Codi;nt..,...._coor.... ., in""punlo

P""" 2~,zs~. Quirwli


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% • - 2/ipuntodi flnso•~obliquo.
Llllimziaoot""""avaversoranoperz >O •p<!"-2/7 <"< 0

.
,,~ ~ ••
Per. ~.3. Sludiodelg,.Jic;odiunalul\lklne

-4. 16.J. /(>:) • z+2arctaa~+>r. D<fmitoper •>!-O.


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z • O puntodid~linuiU1 ,...ho
per z;?:0,<f:5-f/7. Quindi
Pnz -:t:oo,/(z)- z -±00...,., cracitalinc.,. z •O pu<llOdimininlot<laliw; z- -1 puntodimas.inlorelotivo.
l(z)-z - Zon;caa:+"-"•V "' " +" .. inwtoobliq'"'
{14z+6)3(z+1)1/>-~
f{z) • l +d;r ( -M • ~~: ;?:O prr z;?: l; z:S-1. r<"i "' 9(~+iJ..,, .... -
<f • lpun1odiminimorela1lvo;
z~-z pun1odima..imortbl.iw
• Z · 3(7z'+IOz+ 3) -(7z' +6r) • .1 4.t2+2'1<f+9.
2
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P<rz -O*,f'(z )--l.quindillfunzionoorriV1nclpunCodidio<Gnlinuitloconloo
14z1 + 24.t + 9 ;?:0 per z:5 -l 2 ~//2;z ;?: ~;
Jlossapmk...,. 1imi1e.da...,,... •da•ini11r1.

rCz) - ~ >O pcrz >O


(z +LJ"';?:Opcrz;?:-l ,dunquc
1..atun>io<ite«>ne1V1vcnohltopcr z>O;,_hl pumidillcsso(io z * Ole dcriY11c
primacX<onda....., .. istono).GrU••'<>:
rCz) ;?:O per -12~.3/2 :5 r < -l;r ;?: -u:43,fi'
cdin .,.....i inl<rY111lillfunzion<troncaV1•......,l'alto.
" "' ~ putl1idifl.- •~obl iqua;
Z • - lp11110dlAes.,,.wi1cntcven>;alc,

~.164.. /{z)-.i'.y;+ì. Iiuicmtdidtfmiziont:R.


l'u z-:l:oo,/(z)-i"'l/0-±oo<O<'l creo<itasopno l~.
/ (z)"'O pc<z • O,z•- !
~ 7 - -l,/(z)-.y;+i. quindi Z * -1 ~ punto di llcsso • ....,...lC V<rtiaile,
00
hr r-. 0,/(z)-:i'. quindi z •O h111"""*'di mininoo rtlarivo.

,,~,, · ~ ••
318 Cap.4.Calc:olodiffefenzialeperlunzionidiuna.varilbile P.... 4.3. Studiodelgrricodiuna.lunzione

4.165. /(z)•z'(2-:r)"' .huitmodidoftniriont:it. • .166. /(:1<) • •-.. (z' +!:r).D<fll>Ìllintuno it.S-·- - di>pori.
Pu z - ±oo,/(z)- z''"'..., +oocoo aacita topralinoaro. /(z) •ze-.. {z'+!J <!O pn ,,~O.
/(z) •O p<rz •O,:r- 2 P<r z- ±oo,/(z)-•-"z'-o• ., . O"'"""""'oriamtale.
Pu z-2,/(:r)-~(2-r)'1>. quir>di z • 2tpuntodi<U>pido,rivoltover$0ilbuoo.
Pu z-0,/(:r)-:z>Pz'.quilldir "' OhnpunlOdi minimorrlalivo ~z) +:iz'+ D~·-.. n ~O per
-a
f(z) • . -" ( -z..(r+ (-2z' +

rczi • 2'(2-z>"'- 3r2 ~:i''' - "';~2-_"!;;1:r ~o


per 0:5;z:5;3/2;:1<>2. Quirldi :
-2,,.• +~~o. z'si. rs[f -~szs{f.
:1< •0, ,, • 2 punlidiminirno rrl01ivo: ,, .. 3/2 pun<odirnoss;morrlativo.
z• efl puntodi111AUirnortlalivo: z • -J! purltodiminirnorrlu ivo.
r(:1<) • ~ (H:r)3~;:~;i),+~ - r<zJ ··-" (-iz(-2z' + i)- v)-:u-"{u'-h'- 3).

~,,·-W-3 ~0 p<· "'~ 2 +2 ifi. c>of z~R; zs-R


/"(z)~O,o quindi/<Cll>CIVl_,.,h llr(>. p<r.
a'-ISz+Y~O per zS 1 ~~:./$;z~ n ~:Ji:;
edinqueS1iintervam1a~t<00<a_,•.,,.,l'al!D. z ~R.-Rs z so.
z •~ puntidltksooaton&mteobliqua.
s - O.z • ±.Jii11pun1idiflcsJo(1tangm1Cobliqi,ia). Grafot0:

_\jL - ..-
U-3.,/i '.j - .. -

,,~,, ~ ••
320 cap. 4. Calcolodiflerenziale pertullZior!OdiUl'illlllÒllbile Par.•.3.Studiodelgraflc:odi unatunziooe

U 67. /(z) - H-1<'-•1. o.finitaill tuno R U (;.11. /(z) • ... («'-lz+ ll) .0.ftnitailllUllOR
Pa- z-±<x>,/(;r;)-D".,•Ouin<o<ooriu.onlll< l'trz -:t.oo, / (z)-c'"z'- { ;"° ..,.cm<itlsopnilinear<
Jr • lpml:W>Hepuooo...,...,....
, .. ouin1010oriz<onlllcpors--<>0, nonc'ò "'into<oobliquopor .: -+oo.

/ (;r;)• { ;;.-:: ::!: f'(z) · { ~-~g:::: :: : :


/(,,) • { ::~~~=~ :i == ~=:
rc1•1 --2,rcn - 4. / {s j .. opors -.. !!f'.!
quiDdi eff«tinmMte " • I e..,
F'er:z>l,F(z) <:O .. ~.
punto""'°'°""·• puneodi max. ,.,1 /'(z)• { ::g;:~=..-~4!) ~/:;-I
Per z<:l,f{z)?;Op<Ts2:-I/~.
Quindi/euaun1op<r -l/~:S z :S !,<k<,.,..,...1e•hrovt. Oi<ORSe"'°""" /~(-1) - g<_. qu;,,diz ,. -)h.,punlodi .-d<rivabi lill,~.
s = -1/,;/lò puruodiminimo; "a\ ~punoodi,.....imo(angololo).

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P..-z>- l,J'{r)?;Oper:z?;4/3;p<u <:- l,f(r) ?:O per0j11ir.
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" '" jpumodiminimorc locivo.
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P..-z <: l,r{s)?:O .. z?:-(i
efj. /"(z)• {:;:i:~:~,.-~~;) :::;=:
POfz >- !,/"(:r) ;?:O per., ?::.t;i!!; per r<:-1,/"\~)2:0 perocnir.
Qui<ldi:/f~ •·tn0roltoper-/j :S " <: J,r?: (i. z •~ pun1odin•sso • 1>.ni<•l<obl;q...Gooft<O{_,in 11nlo)·
r .. ±(i..,..,pumidi fltuQatangen«ntiliq""Q.afico:
322 Cap. • . C.icolodille<enrialllpertunziooldiunav1rill tMle Par.43 . SIUdiodelgralleo~unaluozX:ine

4.169. /(z) '"'e ... l•' - rl t .170. /(z) • •"'{h' - 1). Dtf1ni<a su tuttoR,
DtfmilasulUllOR.Ponn•ll•P<'l" lf'..,z',z•"E(-1,0). Pcr z-±oc,
rerz -±oo,/(z)-{~e-• -+QQ ~.!::"'.;::~ pei z-+oo
f(z)-lf'•':sz>-{;' ;:~~~.:':.."'":z --oo.
flz) .. {~~::·: :::~:
z • otun pvnl<>lftl<>looo.diminimousohno. Pttz ,,_ o/tdtrivabil<,c
/'(z) • .,.•'(3z2+6.z-1)2:0por z.:S~;z?::-J+t/i
z •~ fl"lllOdimauill'lo "' lativo~
r~pun1<>di111iliOno r< !ativo
f(z]2:0 por,. <z.:SO;z2:2
r(:z),,,.,,..,(3.T' +6.i:-1 + b+6) • , .. '(:Jz'+ l2:r:+~) 2: Optt
z • Opuntodimaic.,..L;z • 2,z•opu<1tidimin.r<L
/(O) • l;/(2) •1-4<!"1.
z :s; -6-3V2J;z?:: -6+3/ii.
r!z1•{:=:)~~!,,':~)21 ~::~:
z•~pw'ltidifltuo.
/"(z) ?::O perz < a;2-J2 .:S z .:S 2+ J2.

/(z)•lr- lz'+zl

/M • Opcrz • O,:i: .. ~(probobilipunti1n&0I01i).


Pttz -otc<,, f (z)-lr'l-+<»<Oft crescÌllsopnolinc""'.
Cap. •.Cak:oloditrerenzialepertullZionldiooavariabie Par. • . 3. St udiodel~r.ilk:odi\nlllunzione

Pcrr -+oo, /(1) -•· "-o•., . ouno.ooriz:wn<oleperz- +oo.


f(.,) - 1in(..-' -:W+ .. ). (3%'-6%+ l) .
r111 - >.'c"-o'.·"" .. >.'•-"'(•" -4J (!:o pe. 1 ~ ±1oc4
. J :u•-6z + I per r?:!tf1,o:Sr:Stf'i
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f(•) • O l'tf" '"' ~' puniidim...imQrel•ti•o
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b. /(O) • L: /'{O)•-y,/(1) • 1-,,C+o(l) peot _, 0.
Leinfonnuloni'°""Jii$Uffitin>tip..-..,gnif1<oqualiwivo:

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l'crl ?:O./.":"il-odimasoin>oinl • f loi2./ (t log2) ~f .massimDusoluto
/(O) • OllllllDDOrellllivo (e woholo.ptrcbi!/2:0)
b. /(O) • O;f(0) • .>../(1) - ~t+o(l)perl-O.
.P =
Par. • .l . Studior:lelgraficodiUNIYnzione

4.17... /(1) - >.'1•''"


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.. è'(Z.. - 2o)+c-"(-<1+<1)+{2o1 -i+2'i'- Ll _ 2(2".1 -1)
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P<r l-0',/(1)-+oo; P<rtiO /'{I) ha "v<><<>!omtt< al variare di/:,. :Z.:.1 -l >0. /'(l)>Opero&>i I;,.
perl -+oo,/{1)->.'1 - +oo. 'l<l'- l <0. /'(1)<0 per opiit;,..2o. 2 -i • O,f'(t) • O.N•"i""(cssmdo<1 >0);
l'<fci0/nonf~lirnitau.JX""l 2:0,o_,•mastimi.....iuii (Mrelalivi)
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/(1) ->.'1 "' >.'t(o'I" - 1)- >. 21· ~ - >. ,.o • -},,ff._..f(l) • ./2.
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,E:.,/(1)•2a:,~/(1) - ;
l'a'tiòlafun>ion<h111inl01iOfÌzzQllUJip<r1 -±oo.
Cap. 4. C91cd:iditterenzialej)l!l'funzionidl unavariabile Par.4 .4 .TeoremadjO., L"Ho spjta l eformuladiT~

4.4. Teorema di De L'Hospital e formula di Taylor Nu mcrat~ .. -2;i: +{ fun:tioneuintoti.clo • 2J:),

edaqueSIOH()llJ)O$$Ìamocoocludcno • kunastirna u intOli<a ""lnumentonol.


4.4.A. /I Teorema di De L 'H ospi tal Applicando pcrtib il teorema di De L'llospital {lo applichiamo al limite
dell'ullirno quoUente sc:ritto. che è più sernpli« del quoziente ori&inale),
Rir..imento:libro ditttto (Bl'Sl ],cap.4,§4.4 .
ao lcotiamo:
Comemostratonellibrodi1es10,il1eorema diDeL'Hospi11l, traleaJtrecosc.
pc1'tlletledidimostrattilrisullalosulla "gcran:hiadegliinfini1i" (logari1mi,
. ( - 2% - :J+J(l+ :i: )Z/l)'
poletwl,osponcnzia l i).cl>e~giàst.atou1ili:wuonclaol<olodeil imilinclcap.3 . Ci
occupiamo qui degli alni utilizzi del teorema di De L'Hospital. ripicam•nle il !~ <r>' -
calcolo di un limire non ri>l>lllbile(o111Cnofa1: ilmentesolubilc)n>t<lian1eliml1i
notevoliestime asintO!iche.open:l>écoinvolgeuna llOmrnad i infinitio
infinitesimi in cui le pani principali sicancellano,operch<! il limite~ fattopcr:t
tcndenteaunpumoincuilefunzinniingiocononsnddi>fanouna s1ima as imotk1
- !~-2 + 2c~+ zr111 .. ~ - 1 +c\+ "1-''' -rnJ <·>
giàl>Oll L'uhimol imitc Jipuòor.acalcolorcmodianceilimitinotevoli
Come •·Nnomo nelle sc-.ioni SUCCM!li•·e di quato para&Jll.fo, .spe$$0 un !Unire
risolubile mediante il teorema di De L'Ho1pi11J ~anche risolubile utilizzando gl i
svi luppi di Taylor. l\ilomenomo su questo facro. commentandoloec0<1frontandoi
due procedi meni~ quando avmno disc:uno anche il KCOR<lo
- l +{ l + :i:)-1/• _:.l __!
Eumplsvolti :s r 3'

Caleolan i H KWnti /imiti "'iliJ:zondo anelw,


0..L'Hospitol.
q""""° A oppo;lwio, il tronma di quindi il llmitec•~alo~ -t
In •l!ernari~a. a~mnmo p<>Cuto calcol3"' il limite {0 ) applic .. odo ""a secO<lda
volt1iltcorcrnadiDeL11ospit1l:
F.ttm pio~.n.

~-~ - -~.
ricrovandoowiamentcloilcs.sorisult.ato.
Pc-•:i: -o,
F.ttm pio U3.

Noti•mo che que.10 fon11a di indtt~rml,.,,;ion< - A rilolubil• "'iliz:ando


&o/1(111/0 /., sii- <Bln/Ol/clwcM discew.lonodol limiti MJlevo//_!nfani
11lfànocheilnumoratono1Cllda o ..,... t <>V>"io, mall(Wlcibtillo cakoW.Ulirni1odol
q"""°"'"- -'M<liZ.iono•""'1coderc,...ll"em>r<discri.--che
Nwneratono -0, rd14i - cM,,.,,,ha snu<>I
pcrciò o numerot~ 1ihailfrnon1<nodcllacancel/a:iOlle dell•porliprincipall· (si&nrnch=bl>oche "'T"- -1)
Cap.4.cak:oloditfe<e.W.ieper lunzioni cliuna varif.t>ilfl Par. 4.4. TeoremadlDllL"HospitaleformuladiTaylor 331

li limite dt una fonn1 di indctenninazjo..e [O/O]. P°"iamo fa~ una piccola


semplificaziooccon lastima asintoiica.pcrz-J.

(2ninz+C<W:-11"}("h-")"" (2.uiru:+cou-•)("h -•)


ApplichiamoDeL'H""pi!al: cotg'.< cos z
1

.!.!~ ib~rin~ - .!.!i;:..(-1:'.,,+i·"'D - -1 (in quanto sin1z - I). Di quesc'ultimo q110>:icnce ca lcoliamo
T«>ttmadi DeL'H""pilal:
oni il limi1c col

Si ooti che dopo rappliçazione del leon:ma di De L'Hospital. fomuol mente


lim (2siru: + 2.<cou - siru:)(~ - 1r)+2(2.:uiru: += _ •) _
al>béamoanoor11unaformadiinddt-nnin1ziooc[U, c!iepcròsirisolvcf11d lmcnte •-! - 2s1nzcou
conunpassaggiopurarncntealgebrico.Sen"eSSimo1pplicatounaSC>:onda•·ol 11
O. L"flospiial ll•·mnmo complicato le.cose in•-ecc di .....,pli ficarle.
In alternativa. la fonna di inde1cnninazl<>M di questo limi1c av~ potuto
rlc<induDiadellestimcasintotichcnOlcricordandoridentiti2
Applichi.iomo ancora it 1CO«!IJ\ll di De L'Hospi1al; scmplificudo si lrOVll

~~ (3cou: - 2zsinz)(2;~~~~ 4{s ill% + 2:.:cou) • -~-~ ~l) • 2

Pertantoillimi1ecerc:atoVlllc2.
Que$1o~unescmpioincuirapplicazionc(inq uestocasoripetuta)dclt..:nrna
di De L11ospital risol•·c in muicra 11btwunn mccc;mica una forma di
• ~z(l -cos;)- :rarctan; • /1(1")+ /,(z), indc1crmina.ziooc che non sarebbe b•onale tno1!are con i limiti i>Olevoli, dal
momcn•o che la •·ariabile tende a "/2 e non 11 O

dovcpcr:: -+oo (cquindi !-O).


Il T.onm11 di De f'Hospit•I: precauzioni ,,.r l'uso
Primadipaswe•glieSO'n'izi,facciamoquakheosserviuiQnesuipiilcomuninrori
'!iesipos"""°rommetttrenelrapplkareq\ICSI01eorema.
e quindi Lo somma !C'Jldc a - 1. come già ukolato, Qoxslo-oodo prncedimento~
conccrrualmcnlepiile lcm•n1are, marichi~cdi ricordaretidcntilino1cvole(''); A. Uteoremasiapplicaalquoziente enon alprodottod idue funzioni
fapplicaziooediDcl'Hospi!al.purbasandosi suunt~rnapiùsofisticaco,~
cerumcn1epiù111CCU11ica. fMmplo4.15.

~z 1ogz.
1
fMrnpioU~.

Sappiomo giJo che ulc lim;ic vale O (v. cap.J, §J .l.6, Proposizioo• J.2). S..
etroncam<:111c,f;lllcolassimo:

lY.librodi 1ffio[llPSl ),cap.4,Esnr,pio4.3.

~· ~ ••
C ap_4_Calc:Qlo<f.rle<enll9~per!Unlionl diuna.aòabile Par. 4.4. Tto<em;.i di De L'Hospital e lomUadl Taylor

J!:,>. (,..1 )'(1op)'·.~2%· ; - 2. Dmominaiott - ,/i; pere i<>

trovercnunoun risuluo!ofal""- / (;e) ... ./i•in~ -o


Ricord iam<)die il pro<:tdimm1oc<>1TC1toè il segu<1me: • nzinmo$i riscrivc
(perché è ilprodonodi una funzìoncinfinilesimoperunalimitata). Seprovassimo
• cal«ilm il limite col Teorema di De l'Hospi1al trovemnmo:

(~iln~/j};)' ~ ,;;;.~ ;;;,


1
pn a~reunquo:ienitchcpoota•unafonnad i indelenninazi<>M [oo/ool .Quind i
- 2,/i sin; --J;cos;.
sip.iòawlicarciltcon:""':
llprimo addcndo1ende 1 sroJ)C'<Chéprodottodiu111funzioneinfinitesimaperuna
limitata. il secondo addendo nou ammeue limite (r>é finito r>é infinito); perW110 il
limito dcl quozienl< delle derivate""" csiSlc. Se condudessimochc ar>ehe il limite
di pancma non .,,;,,te. affemieremmo una falsiù: abbiamo visto che il limite è
rero. Il pwr10dclica1oècho il Teorema di De mospi11.I dà nna""""i:cion•
B.ll teorema siapplicasoloa formedlindeterminazione sufftcicnte ma non necessaria pn l'esistenza del limite del qoo:zien!e di due
funzioni.
fM mplo 4.16.
D. li t!!Ofema fornisce il limlte ma non la parte principale di /{g
!~logl{~:'"l .
ll limilevaleO.ovv;,,mcmc:nonc'tnessunafonnadiindctcnnina:z~-Senonci
::.':!':.:..."7 di questo fatto e. mecclrli<:arncnte, applicassimo il 1corcma.
EHmpio4.13.Detenninarelopancprir><:ipolcdi
..
li (:i:)• ;;;;;·

Ovvilrl><'tltc,t
!im (Jog{l + z ))' • liml / {l + :i: J. 1
......, ( l + z)' •-<> ! '

C. Se illimltedi/'/g'non esiste.
n 1.1 1t11 si può de~forre sul limite di / / g. • -
(~~2;, ~ 22; , quindi h (z ) .-.. 2:i: falso !!

t... mplo 4.17. Eviden1emen1c la corn:lusiooc ~falsa. Ciò dtt è scorre-no non t 1pplicare il
T~ma di De l'Hospitol, ma voltr dedWTC da tt-'O non 50lo il limite ma anche la

.~ l~~~n~/Jz)' ~prin,ipalcdelquozien1c. l nalu-eparole·

C• l«Jliamoprimail limitcrongli11rumentiviJtinelcap.3
Cap.4.Calcolodiffefenzialeperful'IDoNdiunavarillb'le Par.4 .4.TeoremadiDel'Holpilale f"""""'diTaylor

(~)-·
Dunqucpcr ulcolarcllderivatadi sin:r:occorrec0110St:tngiàill imitcn<>1evole
(l):nonèpos$ibilequir>diusare iltcorcmadi DerHospi11dpcrdimm1mrlo.La
morale è che nell'irincraria logico che si segue in m•tematica ci 50QO certi fini
elemenllrichcvanoodiroostr:orìcoom<:todielcmentari;w qucstifani sifondano
OsRn ·azlo..., ~.J. SI pouo11<> dimo1 tno.r-e i limiti mol.,~oli <ol 1eonn1~ di lk risulr.iipiilporcnti,cheptrònonçonscntooodi"dinient~'le 1ccnid>epiil
L'lf<>S pit• l1 Il Teorema di De tHospital è uno S\l\lmcmo po1cn1c. d>e può ir>dumo cleroentari:altrimcnri1icreanodeicirwlìviriosi ncll•logicadcldiscorso
•ri1cncre 1upcrflualafaticafanainp~et1iapcr1t1bilirc.ronmerodipiù
pcrch~ dimos~.
clcmcn!Jii, i limi1i n01evoli çhe conosciamo. Ad ctempio,
u511ndodisuguaglianietrig~richc(v. l ibrodi1n1o[BPSl],cap.3,§J.2).chc
Estrc/11
Cairo/- ; •<gumli /imiri ~lili=mdo andoe. q"""'1o t oppor1untJ, il '""'"''"'di

quandobmaapplicarcilTcor-cnuodiDel'Hospital:
"' Drl'Jkupila/.

~-T-i1
Oswvandolec<><e"riticamcmc •ivcdecbc.pcrgiusri focarei pusf.ggiquiJ01>11.

1. Sapere git che 1inz.-.O per s -0 (• llrimcnli non c'è forma di


indctemlinazionc e non si può applicare il rcorcma) e che cou - I per :r. - O
(altrimcnri non si puòcor.clu<lerechcil limite cercato è I).Quindi: bisogugii
111pcrcchelefunziooi sinzccos;<JOl'IOcon1inue(almcooncll'originc).
2. Sapcrcche (sin:r. )1 •CO$:r.
RicO<diamoci °'* di con>< s i fa • dimosuattche (sin:r:)' • cou:
sin (:r.+ h)-sinz sin:r.c0$/i+cousinh-sinz
- -,- - - h

lim sin(u)(z' + :r.1 + :r. - 3)


·-· los:r.

4. 181.•

Altricscrcizi1UltcorcmadiDeL'Hospit1lsonori!'Oflatipiù.v1oti inq,..s10
paragrafo(§4.4.ll).comcc.. rcizida 1ffrontareusando il 1eorcmadiDe L'H<>1pi11I
oglisviluppidiTaylor-MacU... in
l36 Cap . ... Calcolo differenziollepo<tul'IZicridiunavariabile Par . ...... TecQmilctiOe L"Hospi.laformulildiTaylof

4.4.B. Richiami sul s imbolo di "o piccolo"


Riferimenro:librodi1eSlo (BPSl ], çap.4,§7.l · 7.4.
Vogliamo on inlrodum: l'arg~nro de$)i sviluppi di Taylor·Mac:Laurin.
~liminannentc.èu1ilc?f"Cndettpra1iclicon l' uso del 1imbolodi"o picco lo "
Come abbWno fano nel cap. 3 ptt i! simbolo di "uin!Olico". richiami.mo qui ; ~ <>( ! ) pcr :t- +<X>
akunlfanicl>erigwirdanoil•imbolodi "opiccolo" elcsueproprietà.1:hes.uanftCI
imponamipcri l rom:ttou1i lizzodi quesro•imbolonel calcolodeilimlrimedia111c
svil uppi diTaylor·MacLllurin(di<:ui ciocrupcrcmo subirodopo) Dimotfrui<loc. Vl"rifichiamola definiUooe{2).adesempiopcr(d):

-?-· 1 ::i:' -;-o pcr:i: - +oo

/ (:i:)• <>(g(:i)) Silascianoallcuorc81i • lrricscmpi.


{<:l>esil•gge "/ (:i:} èopi<colodi g(:i:}")se !nruirivamen1e, dire chef~ o piccolo di g significa affomarc <:he /è
"infi nitamentcpiùpiccola"dig.pcr:i:-Z(!:adn. inoobblomoducfuniioni
lim ® - o. (2) infini1csimcpcr:1 - 0(:i:ezl):1U1tavia,pcr :i:-O,:i:' èinf111itamon1cpiOpiccol1
....... g(:i:) di :i:, nelsensoche:z:' /:i-.o.
Equi•·aloo1emcmc sipuòd ircchcil•imboloo(g(:i:)) (per:i: - xo)d•notauna
qlllliu"'lutfim:ÌOnf!1aleche Osffrvuion< 4.4. Il sim bolo o( / ) lndi<a uoa olaNe di fun1foai. Gli esempi o e
e illustrano il fauocJ>., ilsimboloo(z)denotaunacloutdifwr:lonl, c non una
"':c~))-0 (pcrx - :r0 ). (3) funzòone~detonnin.ata;difaui.,/uedive,.,.,fan:W..i"°""indic11ccomco( :1) .
Gli ncmpi & e e mostrano 1nchc cl>e una si._ funzione. in que.w omo •in(r'),
ln panÌC<l lare. si notiol>e ilsim boloo(l ) (pcr:i: - :i:0)dmouunaquol...qw pl>Òt19tn "o picco lo" diquan1ilidiverse.Q.srcducosservnionlfannoc1pirc
fim:Wne.·lotundrouro(pcr:i: - :i:0 ).La(J) i ipuòriscrivettequ iVlllen1e"'°'ntc che il segno di uguale serino Mgli esempi precedcn1i va ptttocon un.a cena
Della forma cau1tla:irigore.infani,nonpuò~iug""glian~lr1unafunzionc
(,..ltoS<"mpioa: z') cunaclasscdi funzioni{r>Cll'csempio o:o(:r)). L.'uguaglianu
o(g(z)) ~ g(:i: )·o( I ).

cl>e ~ "'
parlicolannente urilc per climomve le propricti dcl simbolo di "o pi<colo",
come vedremo.
va ltna oolo da sinisrra 1 dcs1ra: "la funrione z l ~ 0 piccolo di :i", mtnlrc "o
~i~~~ ! i:; ;;';'i.! t:;.t:;·riamen1c uguale• :i: 2
. Alrrìmcmi da 0 e e Kguircbbc

L.a fl:lLtiooerralano~ediop1cco/oelanoVonedi osin1otico~npttSS11


1Mmpi4. l'.I dalla pr<>Nima:

Propo1 1~ode 4. l. Sia110/.gd.,.fatr=lonidtfinlte/n1min1ornodizo(.%GER ').


Alloro, />1trx - x o.
sin(~)- o(z') pcr z - 0;
/ {z)- g{z).,. / (z ),,. g{x)+ o(g(")).

sin(,..,)•o(z ) per "-O;


Dimos1ruione. E'u,.scmp licc applicuioncdc llcdefiniti011i .
338 Cap. 4. Cak;olo dillerenlialepe<tunzionl diuna vaniibile Par.4 . 4. TeoremadiDel '~eformuladih )'lo< 339

Dimo1trian10 ,.,._
I.a tesi t / (z )•g(z)+o(g( z )), ossia / (z }- g(:<)•<>(g( io)),
{/(l<) - g(z))/g(:i).-0. Ma
0$Sia lllz = :i +<>(z) .
(/(z )-g(z ))/g(z) = W,- 1 - 0
Ossen ·ario no 4.5. Confronto In l' u.o di 1•·iluppi e l'uso di ttlnlonl
p<'r<:~p<"ripoie1i/ (z),....g(io),ossi1 / (zj/g(z }- l. asinlotkb•. Le n:l.uioni appena scri11c mettono in luce uno dei va:itagi
Dim<.>siriamo -4- . delrosprimc:n: i limiti notevoli mcdi1me "o piccolo" inva:e che median te
Poichéperipo1c1i/ (:i)• g(z) + o(g(.:c)), "ui1'101i«I": ru.so di "o piccolo" pttmcttc di scri\'C'l'e ugw.glionze, .
un'u11uq lianu è molto pi~ vuutilc di uno n:Jazione u intOliu. Ad esempio, la
~- g(:i)+o(p{:i)) • l +~ - I n:l&ZÌOl>e
g(z) g(:i) g(:i) '
p<"rddini.tionedi "opi<colo".Ounqlle/(z)/f{,:i ) - 1. 0YVero/(:i)"" g(:i). O

I.a proposirlon< ptteedcnt<: p<"rm<:\11: di riformulare i limiti notevoli che


conosciamomcdiant<:la nozionedi"opiccolo":
cou- 1 - ~r+o(:i')
Eumpi4.10. Pcr:i -o '"
2° ordine della fw>Zionc cOl-1:). Al cormario. s i ricordi che,
(che è lo sviluppo al
siru: •.:c+o{.:c) comcgiiOSl<'rva1odiscutcndolcproprietàdel 1imbolodi asinloticol, la n:luionc

msin.i • .:c +o{:i) ,.,


WU • :i +o{z )
«>$X "" I- ~z1 . (7)
an:taru: =z+ o(z )
(Siinvit1 a rilcggen:onfoHervJZiaiccit111).l.aconçlusioncè·
s (1 - ws:i:J,....!r (1 -rouJ .. ! zl +o(r)
in """ n la:icne ruintOlko - 1i p"'6 1pru1an un termW diJ """' parie a/1'<1/1ro
6. (,/i+";- 1) ,....tz oss ia (v'f+#- l) •t:i+o{z ) tkl sùnbolo di "" (cambkmJolo di 1~gno) come si può jall lnW!« in uno
ugwgfian:arontetH!nt~ UlftermiM "o pkco/o•.
7. log(l +.:i:)"" :r. log( l + :r)• x +o(:i}
l'rima di prmt"guirc nello ~ 11plita•;oni Jd wn«n0 di "o piccolo" • l ca lcolo
r - 1 • :i+o{z ) dci limiti. O<c<>rrc irnpntichirsi c<>n lepropr" 1àfannolicon cui t i manipola il
simboloo{·).
9 (l + z )0 - 1 ""<lZ (l+:it- 1 • <>z + o(:i)
(P"rognia ER.a,i. O) Propoti•ione 4.2. $t / , g,h u mo trcfan:ioni ~ ~ uno <:<»1<U1le """nullu, valgono
ltstgutntiuguaglion:e (/asciandowitoinlLJo"ptr:i -.Z4" in1unelc rd ozl""1):
Slu: • .:i: +o(z)
l v. tap. 3,§lJ.o..er.uionel.l.
oo ~ ·-

''A 'AO))V 'r~

•((:i:)o + zz)r ·wn


- <.r )o+r:z+,zc +z ·son "!lu nd!Jll•!lt!JlnJ:>JSJll<>W!P

1
{(r }o+ z ) •ton
• Olll!AU! f 3 lUOpnl< "'l "O\lopwd pp :> IUIUIOf ell>p O~W!I [n~ !W>.>O:I) !llp on8:K
' 0 - """<I
"'I' '( l)o • (T)o{ (J)<>+ I) >11• Oll•J I! ~nn f !• ><ro•!tllmlln •w111nu>d • !l•N
·(~}o+ 1:rt + l< :v ~vn!n f 01JOln3.ld$•,-b ~P:>JM!J:>I ~J!d!• •(f'Jo - {1)0·/ • (1}o({l )<>+ 1) ·/"'
? t - (.z) o + ,:rt + (.z)o:i: +:i:
"' (J)<>· ((!}<>·/ + {) •{!)<> · ((/ }o +!) "' ((/ )<> + f 'Jo :!U IJUI
aJDIJ!ldW"S 'O ..... " J>d '<>1dw - PV "!""!::ouut>/"I ,.,..,,..ado::11n
OOJ ·~rJror '!Jd l1UUo{ "! 1'/0f'UiM/.J;Jf/' '!UlJ!f<udr• 11u""1i1'< "I ""'"lfifdw~ (J)o a ((/)o + / }o
~pQ!d~J)"OUIC!Jl!iO~'/

(<;)<~)! : m: :*=i ::~~ = 'ouopo.id I>!' -.wwos •ll"P •11w11 1ns !W~ ! a.IS'!Jd<h • ·w~ • opu~ "'I•
:>UO!"'"'Y 1n1s1vnb run QOU>p (!)<> "'I" >1una>d •~1 '(!)o - / • (/)o ll!l">l'!J
(j}> • (>;)oz ·H)n
(f )o. (i;:)o+'T' ·ron
>JU~unl"!ll'W~IS!f ;).10i0,ll"" >1s1suo• ("f"'W OSS3J$ <>Il••P!Jdo.id"'
3Unl :>.JIJIS(>W)P
!P ;).1311->Wl~ !P O!ll:ud I! ·~ ~•p l'W ':M~ ~!d J! UOU ~J) OIU>lll!~
(! )<> - ,_,, ' tOn ~))q)H<>d UJ1 i:"t ~IJO!l!oodoJ.I '11'!' flUr.d ! !IJl\I ;).llJJSOW!Q "(ll l"t•
(1)0 - ru1• ·ton
(:i:Jo .. 1 '00?.., fZ/3.l8S:J
(:i:)o - z,i01 '66 n
{~)<> •_...,, 116rt
b·,.~~ U00 !ll•OJJUOO!S)"!SU>'S! !'lWUIU3U! 31111!!.IJS ;).J>S'S~
(lf )<> •!fl- 'Lti l 't
(" )<> • ru!s '9~Wt
ooosrod ~~' :r~w11hnlln °"""'>fO.l"d a.u1• ui ·~'":l!A 3 '{li/}o od !l l"I' "I""'
t (li}o · /od!! pp >UO~U"J !llllo ili.IO •>IJ!ull!S p • [ "!'IW:>S3 J>'I '/UO!Zun/!P/ff.YJp
·oo+ - r •Ni '/"°!ZV/" 11uJ"1/"r "I n1ofo ,.,,... oUM " "''<l tu.I '?l!IU"f/ ~ =JIWIU! ouossod !fa . ,, vp nus11llrin ri "9"t HD!ZS.U'"'~

(z)o - ~ '%1"t 1dw:oc>!J8"" >is1u>Sa>douoswd!••n~ u! il<W<IJ:>!.lllA"!lilll


(t1 " )o=.,11 - > ' t&l"t 011.000Jd !P ~U!J°""""' !f rw -,..~llnuoo >l•!p:>WW! OJ01 o a.iii• J>'l )lU~l")nbo
{"l<> "" ,(("l<>+ ") 'f6 \ 't ovos _ . !P wn>1• J11ni •! :~wpuop!J ~ •~!JdO'd !P """~I~ o isomo
(,:<Jo • (r}o+ (,,,}o ·u;1·r
O•(,z )o -( 1")<> '16rt "(li)o - (li)o + (/)<> D.JOl/<> (li}o• /'"' 1
(,z)o + r • ( t-"l<> + t"t + r." 'Ofi rt '(IJ)O • (/)O M >/J"IJ - /'"' 1
tr l<> + 1z •(•z)o + rr +-.r- "liirt "(V)o "'"/OJOl/" (V)o""6" (1J)o• /H V
fr Jo • (•"l<>+ .:rr +,,, w 1·t :(v )<> • {{v )o)<> ·li
C." )o w (z)o:i: 'Li l"t ~(/}o• ((/)o + / )<> f
(.=f.)o • 1•+zi; ·911 1·t :(.J)o"'".(/)o ..,
(:i:J<> • t"t ·çsn '(li/)0 • (6)0·/
{z}o a. r +zt ·u1·,. ~(/.?}o : (/)o : (/}o · ~
'(/}o - (/)oT(/ 'Jo
·o ~ " ~,.i '!UOJ~"I'"' 11u<Mil"~ "I H p/ o ..,,,_.. OU<n" :U!Q ~( /)o • (/}o-

~.l!PB1m.wo1•1eiic!SOH.1eo1P•~.i ·t·t "J8d aiiq~ wn"'!"(l!Zl'l!IJad Oll!!lllaJ<IU!Pop;'f9J "' "~


:W2 Cap. ot.Calcoloditle<entlalepei-funzionidl...iavariabile Par. • .4.Teorema<:liDeL'Holf)ii.leformula<:liTaylor 343

,, + 2z'+ o(:i:'+3r) - l:Km plo4.l l. C• lcoliamolosviluppo al4• ordinedella funùone .,li"'+Z. siha:
2"' + o(l ) =
l+Jz +o(z )+o(z') •
(z - 2z'+o(z'J>'•

4.4.C. Scrittura di sviluppi di Tay/or-M11cL11urin Immediati • 1... ~,, +~~+ rn- 1;/1- 2) %"+
Riforimcnto: librodileSIO /BPSl ),cap. 4,§7 .1. 7.2. 1.3.

Sviluppi dì Macla urin di funzioni elementari


+ w- 1)(t4~ 2)(j- 3),,, + o(z') -

~z -ijz2
l prossimicsmciziric hiedonosomplicementelostudiodelle fonnulede1li5'iluppi
no1<volid<lleflll>ÙOllielementari.pen:iònon1iriponanoescmp i svohi.Senonsi - I+ I- ii:e' - iisz' + Q(z') .
ri«irdano 1 me,,_ia glisviluppi. pere50rcWolisiricavinodalladefinizìone. E'
beM ço1nunque ,,.,.,,_izzarc almeoo gli >vilul'!'i delle scguçnt i funzion i
elemcntari : Esercizi su sviluppi di MacLaurln di funzioni 11/11m11ntarl (1)
<", •inz , oou, log(l + :e ), ( I + :et, Sh:z ,Cll:e.
4.214. ScriV<:relo tvilull\)OdiMac:l...aurinal4° ordincdi e'

0...rvn.ione 4.7. S•"iluppo di uu po!nu a et ponente r<ale. Tra gli sviluppi d i 4.21~ Scriverelo svi luppodiMaclaurin al4• ordi,,.dilog( l + z ).
Mad.aurindelltfoozionielementari.n•erfutun'a11ef1Zionepanicolarelosviluppo
dell.lfunzìone: ~.216. Scri•·ettkl sviluppodiMacLaurin al5° ordinediShz.

S<:riV<:r<losvilnppod iMacl.aurinal6°ordinedi eosz

Scri•.. relosvilu ppod iMacU..-inal 'r onlinedieosz


G) - ..<.. - ! )(<> - !~ ·· · r.. - A: + o
è ilcrwj/idtnlobi-ialt gene.-a/U:a/o. Sinotiche <> pllÒesscreunnumeronon
in1ero. mmtr< A:~ ,...,pre un intero po:si!ivo. Se k - O si P"M
"' S<:rivettlosviluppodiMaclaurinall• ordinedi ~.

Scri~en: lo sviluppodi M11<:Laurin1I s• ort1inedi (1 +z)- 1.

4.221 . Scriverelo sviluppodiMacLaurin • l 3" onlinedilul%.

Per riconlatt la ( ") si nofi che • numerato"' c'è il prodotto di A: numeri 4.222. Scri•·ere lo svi!uppodiMacJ,aurin all " ordinediarcsill.1"
($0liwncnce non inctri!) a pani"' da o e.so(uacndo I ad opt i l)llSSO. Il calcolo dci
çoe fficicntibi nomiali gencraliuacirichiedeun po'd'anenzione.porciòp«<entiamo 0.SC!"·a:zione 4.8.Svll•ppidiM•claurl n difunti<o niparlod ;,pori.Seuna
unesem piodetUigliato funzionetpari (odispan).net suo sviluppo di Mac:Laurinoompaiono S<>lole
potenze pari (rispetfr;ame•H•. dispari). Qutsto ha una conseguenza impor!antc
sul11form 1 delrescusecotldoPoanodiqL>CStefunrioni,cheesemplifichiamo,,.1
caodellefunzionitrigonometriche .
Par. • .4 . T~diDel ' Hosp;taie!Qfmvl9diT~ :W5

l.o 1viluppodi M""'laurin • ll 0 ordincdisiru-è: ri.::hif:dedisvilu~al4°ordine e- ... èilrisulca1ofiruolechedcv'essereuno


1viluppoa14°ordine.e11011necessarilJll(tltclo.<Viluppod.ocui 1ipane(inqucsto
•in.l • :z:-~+o(.:') (') caso.sviluppoa!2° ordinedic').

In realtà, iappiamo <he il Jl'imo 1ermiM 1lgn ifi~tiYO dello .wiluppo çhe campano Es.rclzl su .sviluppi di MacLaurin di funzioni elementari (2)
dopo-~èfr,chc110111K>lo èo{z' ). maaddfrimm11o{:i:').Per<:iòècorrettoanche
(.llJ. Scrive«losviluppodiMacLlurin al 6° ordincdisin(:r~}.

1in:i: • :1:-~+o(;i:') (")


(.lH. Scri~,..,lo sviluppodiM..:laurin a lJ" ordinediliJ&{ i - :z:).

4.225. Scrive,..,losviluppodiMaclaurinaJ6°ordincdicl;.
Anzi. questa se.conda U@l&gl ianu çon\icoe piil infonnnioni della prima. Sono
enuambe cortttte, il che può o;onfonden: le idee (come mai ci sono due mod i
di.-ertidiscri,.. ,..,;1,..,110,nonequivalcnti,cppu"'IO<IO"fl!"'mbiglu11i?).llmodo 4.216. Scrive,..,\osviluppodiMaclaurinall"ordinedic ...
coneno di ~è:laformula(')rappl'Cscntalo1viluppodi sin:z:alJ 0 ordine;la
('')è lo >viluppodisifU"al4' ordine: noocomparewitenninein.: 4 pcrd1.!l1 4.217.Scrivc,..,losviluppodlM.>< laudnal l"ordinedi~.
dcrivata quartadisin.:ncll"origincènulla.mailfattocheilmtos;,,o(z')cidice
appuntochcstilmodandolo1viluppo1J4°ord ine•. Sviluppi di Taylor

Neiprouimiesef"CizlsichiWed/scrfrenSt>iluppi<llfon:lrmlromposie (mo/lo VtdiamoOl"Cldtg/iuempiinc"l•l1ro11adiJCri'>"Y11!/o.-·ifopp<!dlTQ)1«.con


semplkl). SI rÌf""'la"" •olo tsempio tmlto per i111Utrun il procedimenlo ryJ/ostc<H>liaf«UtQ.diWU1fon:~=r8""1ain""pun1omstgnata(divtno
rklUt•ta. Esemplpii;co~•plt..l#ll"(llteronnontl f ' ·'·F. dall'orlglne).applkandoiadefiniziOM.c~calcolcwloltderh't11esu« ..sivee
,,ii/izumdtllojonnulodlTQ)~07.
EHmpio 4.22. Seri•""-' lo sviluppo di Mac\...aurin • I 4' ordine di e-r .

.
l• mpio 4. IJ . Scrinre t s,p/kilumen1t lo sviluppo di T1ylor al second"ordi~. con
e'• L + t + ~1' + o(t'), restosccondoP•BllO,pttl1funzionc
.
sosiitucoidal •-z'siha: / (:z)•e-. centn.tonelpunto;ro • 5·

e-',. 1-:r'+ ~:z'+o(:r'). /(:z) •e-'.in:z:o• I.Calco liamo:

In oltre puolc, si <hif:de qui di calcolare lo svi luppo della funzio,.. composta a 1(i) -J<;
partiredallaformul1noudcllafunzioocelc111en1are(inquc•tota$0,e')enon,
invcce,c.alcolandale<lcrivatene\\'0<igincdallafl'im• 1!lloqwtna!"'Tla funzione
,. -r (si noli che il primoprocedin>l'nCo~ molto più vclo<;c). Infine, si noci che se si
4 Volcndc>far<1111"onaloiùnum<rica:wpponWno<bclllungho""'...uadiuno&&<110
'"·)·---"m - ~,
•i 1 l.:ZO!m;1<"'41io4arnoun' approo.>imaricntaldt<:im<tro,dir6<he~3.2 :!:-0, lm;ie
"°"iomi•unt (pi~ preo; ..) o.I e<n1im<ln>, dhll <ht f 3.2±0.0L .... Mcht
dame un"appt..,..imuior.t r<-l··-1~"-·'~1,r(i) - f'
,. la oonfcambilta(J.2,.,~f<onibirtoilar-Jodip<e<iskino<hunribuiomealale
rnilu~quintlifcambiataru.tonna.ione.

~· ~ ••
3441 C.p. <1. C.lcolodilferenzialeperfunzionidiunava<llbile Par. 4.<l.T..,...,,...di09 L'HolpitalelormullldiT8'jlor 3"7

Quindi,inbu.eallafonnuladiTaylor al2°ordineconrescoK'CondoPeaoo Esempi svolti


Eurnpio 4.lJ.

Esercizi su sviluppi di Taylor


Scrivere uplk:ito,,,.. ns~ lo sv iluppo di Taylor al scoond'ordiroe. con rcsm ~ llli111i1cd.iunaformadiindo!mninazione(O/OJnonrisolub ilcconl1 scmplkc
Poano,pa-l1fun>.ione applicazionodcili111i1ino10voli. Potremmo affrontarel'csen:izioconil 1eoremadi
lk L'Hospi!ll. ma qui ci intttessa imp.mrc una !<ll!ni<:.a divena, quella degli
/(:.-J • Tt.i nelpun!o z. - l. sviluppi
De!mniniamo la porte pri1teip11Jc dcll"infU1i1c1imo • numeratore e
/ (:.-)- log(l + :.-:) nelP\lJlto ao- 2. dcoominaiore.Osservìamoilnumerat<>tt:

/ (a)s..-' 0 uolpun!OZo - 1. n _.. _tin:i:+~:rl.

/ (:.-) = an:un{a:) J1Clpun1o:ro• I L'obicttivoèsvilupparclafunzionequaniobuapcr!rovarcil primotcnnine


nonnullodcllosviluppo.ciol!lllporteprineipalc.
4.H l .* / (:1:) • log(cou), nel punlo :ro •I Laconoscon:iadegli 5 viluppidcllef~ionielemcnwi e' c•iru:lfl0$lr'l.chelo
sv iluw<>tilprim'ordine t ionnullli: infani
/ {:1:)•r nelpun10:1:0 • i/e. n - .. _., mentre - siiu:- - :1:.

4.4.D. Calcolo di limiti e parti principali mediante sviluppi di ,.. -~ .. .,+o(z ), -sin:r • -o:+o(z),quindi
MacLaurln e applicazloni
Entriamooni nel vivo dcl discono sugli s.-iluppi. ln qlllWI scziooc illustn:rcmo Nurn. • :r +<>(z)- :i: + o(a) + ~~ • <>(z ),
l\nilizzo dcgli sviluppi di MaeLaurin per il calcolo dci limiti e confrontcmno
1alwl11questo procedimentoconaltripj visti. ln!U!tociòchcdimno,si tengo uguaglianzacl>tnon ha nientcdisbaglill<>maoon!ienctropPapocoinjormo:iOM
beflprcsentequantoossen'alOMllcsczioniprc«don!ir\glllrdoalleproprietàdi "o pcrperrncllen:idicalcolareillimitc.
~lo". che qui ucilizun:mo.5tni.a riconl&rle HpliciWMnte ogni volta Laprimaid<a ~csserequindiquell1disvilupparcl1fondonealmeno al3 °
Data rutiliLà degli sviluppi ~I çalcolo Jci lirnit~ il p<Oblema di come •crM~ ordine (la funzione~ dispari. quindi il suosviluppoconteml solopotcn;ecdispari).
losviluppodi un1fum:ionel>Qllelcmentan:(c ~un1funzionccomposta).oon un Asuavolta.pcrleproprictàdcl t irnbolodi "opiccolo",!osviluppoalJ" ordiMdi
pro<:~~n!o il m<'oo laborioso possibile, ~ CSl<l stesso un problCITill imttcssame. .,.-.. si ouicn• molt iplicandoz per lo sviluppo al 2" ordine di .-.. , che 1 sua
Variesempieoucrvltioni$&lallnoquindidc<lica1iaq""sto volta si ou icne caloolando per I • - :1:1 lo sviluw<> al l" ordine di € . ossia:
€- 1 + 1+<>(1);

.-.... 1 - :i:' +n(:i:'):


Par. 4.4. Teorem•diOe L"Honpibllef<>ml<J ladiT..,.U

z •-" - :11:{! - z 1 + o(;r1 )) =" - r'+ o(r').


(Si°'5tt\'irusoche • bbiamof•ltodc lleproprielidi"opicoolo").SfrutW><loanche
lo sviluppoal J • onJincdisin.:o:•bbiamo
/{%) "' ~ .. ~.cheèillim\tfcm:a10.
" " _ _, - sin.:o:+~"'"'
r... mpio 4.?J.Cab:oli•mo:
,. (" - r'+o(r')) - (i: - ~ + o(r')) + ~r' - o(:z' ) !~' +;~~ ~' .
Osserviamo che si canccllaooanche i tcnnini di ) • ordine. Quindi oon abbiamo
Proponiamoci di risoh·en\ la fonnadi indt1mninaziooe (O/O) util izzandogli
ancon ouenuto li pane princip1lc del nummitote. Dovrnno 1viluppark> a l s ~
•viluppi di M*' Laur in. Pn prima C0$1 è utik esegui"' il cambio di variabile
ordine.Quu1orichiedcoidip"'ndc"'untmninesignifica1i•"Oinpiùncllosviluppo
" "" l + h.cheriporta illimite1unlimitc .. 1rorigine:
siadcll'esponenziakchedi sin:i:.cioèKrivcn:·

z e-" - sin.:o:+ ~r' - !~ l+ {i;:~ 1~l .. !~ l+log(~~ h)-r:'.

-r(1 -,.1 ~ +o(z'J) - (" - ~


On Jvi!uppiamo o:ornc funzione di h il qu<.>ziente. La oonosccnu degli sviluppi • I
+ + ~+ o(z'J) + ~r' - prim"oridncdiesl"*"nzi• leelogani unocidiccsubitochelosvilupp<>al
primo"ordine dcl nu111<"1"10tt non è iiioniftcativo (fcr>omcno della ca,,.,.,lluiofte
dellepaniprincipali);quindi.sviluppiamo a lJCC(lnJ"ordine·

• z - r' + ~ + o(zl) - :J +r'- ~ + o(zl) = l + log(l + h)-r:'


- - ,, - - -
1 1 1 1 1
1
• I + (h - h /:l +o(h )) ;:. ( I+ h + h / 2 +<>(11 )) • - 11 ~ o{h )--+ - I.
1

Veniamo on • I denominatore. Qui t>On ci SOft<.> fenomeni di can.celluione della


pane princip1le. pe~iò non occorre scrivere svi luppi di Mac:Laurin per o.stn ·••toac ~.9. Confro nto l f11 1v ilu ppi di Ma.Lauri• e a pplicazion~ dcl
determinare la pene p<ir.cip1lc: poHiamo dau .. mp!kcmcnte una otima asintotka teo ~m a di ~ l' l.lospita l. Per risol~cre t'ul1imo e~izio è sta10 nccessario uno
diop1U10dei<llcfanori sviluppo al s«ond;J online del numeratore. Nel §4 .1 abbiamo risolto q uesto
csen:izio(v.Es.4.l76)medi.lntci l Tcorcma diDcfHospital.cdèstatonccC$$11rio
qiplkarloJ.,,, vtJ/lt con...cuti,c. Questo faM non è casua le: in generale.

nzlcolan il liMiU di .,,, quo:ltftttt f / g (che dli luogo ad una fonna di


indcterminuione (0/ 0] o [oo/oo) ) • viluppandofU>Ooll'orriÌIH nnUntero/Oll e
<knomin'1ton, H/UfwJe o cokol<rc i/ limite oppi~ n 11()/u j/ TMn!ma di O..
l'/fo.spit..J(ovverocalcolandondcrivatedinumemoreedenominatorc).

~· ~ ••
350 Cap. 4.C8lcolodifferenzialepertunzionidiunavarilbile

Conccttu1Jmentequilldiiducsirumcnti!000equiva lcnti. A 1«ondadei <1sipuò pincipaledi


ri5\lltarepiùcomodolo5viluppo oiLT""""'°di DcrHospital.llnn1aggiodcl
pU.11,1 si haquaOOo ~ funziooielcmcnt.ari coinvolte hanno sviluppi a noi gi! n<>li, {2 + cos3:i: - 3Ch:i:J' · log(l +z').
pcrcuiin ,,.,ahànon"calcoliamo"niente,n1asostituiamoopportuneesprnsioniad
1) r>el term ine (2+col3z - 3Chz} abbiamo Jviluppalo W9Jz al 2• ordin<". e
1ltre;il.....,,taggiodelsecondo si hain•·ecer>eiasiincuiqu akhe•vilupPO un:bbe
cwrenmntn/e arn;he ~al 2° ordine: questo ci ha forni10 una si ima asintotica di
scOll>Ododacalcobrc(senon r~ndodirettamente1ll1 definizionc,ostia
{2+COS:U - 3Ch:i:), equindidi (2 + cos3:i: - 3Ch%)';
alc<il1ndo deri ntc).e/o quand<>i!J>UI110 ~a cuilavariabile1nw:lenonèO.
b)r>el termine lot1{l+z')abbiamof1ttounastim1a..int01ka.che inq1>esto
CLJOèuno svil uppo11l 0 onlinedilog( J+ .r)(basatosullo sv iluppoall 0 ordine
l:Hmpio 4.2$. S1abilire ordine di infinitesimo e parte principale, per ::r: ~ O, de lla dilog{l+I)).
funzione: Sinociilcon1r1sto
• Qumdo sv iluppiamo omo '""'""'• ogni termine v1 sv iluppato allo 110$$0
/(z)•(2+~-3Ch:i:)'·lo& (l +z').
ordir>e,RV<>gliamoort-"'uno•vi luppocoettnte;
• Quai>do5timi .,,...unprodof11J.invec•.nonc'~ne.,una,,.,(azione1piori1111i
gr.di a cui occorre sviluppare i di.,..,ni fattori: il crilcrio ~che di ogni fattore
Larichiesta didcWminattlapancprincipak J igni fica : iviluppan:lafuntione
dobbiamo<ktennin an:la ~principale .ciooli l pti mo c<nnine- null o<kllo
fi oo•\primotennine signif\calivo(ciot-11111\o). llP<Jntod'arrivo~quindi
semplicemente una Slima Hin!Ol iça: per arrivm:i, pero, puòdani che non blsti sviluppo.
panire da stime asinlOlichc. 111& sia necessario anche quakho: 5viluppo.
Coosideriamoilterm inc: l:Hmpi<:J4.l6.
o.Scrivereloov iluppodiMoc Laurin al J 0 ordir>ede!lafunzione:
{2+ws3z-3Clu: )
/(r.) • Sh(2:i:J- 2e'.
Perottenemcllpamprincipaleoccorn:sYil"PP"•lo • l2°ordinc:
b. ln baseaL .,,lo1vi lllf'PO<kCermin1uoalP<JntO<J{enonad 1J1ricalcoli
(2 + cos3l: - 3Chr,) • effettualisullafunzìone). din: Rlafunzìonepreseniain:i: •O unP<Jntodiminimo
"'lati•"O, dirn...,imo,,., lativo,di flesso,or>eSsUnadiques1ecose.Giusiificarela
risposti.

'1 Di•·ersamcmc<:bglitS<'mpipreccdcnti,quinonci vicncchie1todi 1viluppare


U<1afu..zlonefino al primotmnii>e:nonnullo.mafinoaduntcrmincpn:fi ssa1o( in
quesco ca..o, ill 0 ).Scriviamodunquc:

• -2 -z'+z'+<J(z')
Perta11toTordinedi infinitesimo~ 11. lapanc princ ipa.leè l296z 11 .
°"4>rvadoae 4. 1(1. Sviluppare i vari t•nnlnl In modo coon:nlc. Si faccia b. ln l>aRalloJvi luppo,r, • O~puntodima ssimo ,,.,lativo . lnfani,

anenzior.c, i>e:ll'escmpio precedente. a qLICS!i fani : per dctmninare la pane


/ (:i:)- / (0)- -r.1 :SO

in un imomo di r, •O. Si ossnvi il ragionamcmo con cui ~ staia ottmota Il

~· ~ ••
352 Cap. •.Cal<:Clloditle<eruialeperfunzionldiunavari1bile

eonclusione.Sino1iançhcche~ $VO l@creilpun10bnooc,.nc<:ossaria1un1


finfomlaVonerlcnataaJpuntoa:oarcbbebaStllOUtlO JYilUJIPOal 2°ordiJIC. =I - ~ + ~ + o(:.')-(1 - ~ +f:t;+o(:<')) ~
EN mpio 4.l7.Sia

f(•J - ,- - ~(,,)
o.Scri >'ere losviluppodiMac:Laurindi/finoalprimolC'lminenoonullo
b. Utilirntndoq11cstori• ulta10,calcolare
/ {:z)- ;io • ;~~ -zk.
Siosservicl>epcrcalcol..... illimitc 1lpun10bnon t iamoripanitidall1form1
;~~- ....1i1icadc llafunrioJlC/.masoladall1•U11timaasintoticacalcolataalpuntoo

0. Llfunzjonc1iru:~dis,,.i. ~ èpari,çomepure~paricos(~).qu indi Oucn ·ulooe 4. 11. (C.iuc di uguaglia.w. <oa "pcnli11 di loform ..Uoae").
latyi\uppodi/conterriiolopo!m:teJ>&ri.ltcnninidiooiincttro siçlll)Ct))ano Cons ideriamola..,gll<'ntccatenadiuguqlianze;
( ~ _, ! ~ :z - O, e cos(O),. l). quindi dobbiamo svHuware all"onlinc 2,
oppure4.oppure6 ... ~ - ! + ~:1- ~:1' + ~ + 0(:1,) -
li modo natu,.le di procedere è; pnware a sviluppott all'ooiine 2; M noo si
trova nntc.rmi,.., sign ificativosisYiluppoall'ordiJlC4;ecoslvia
Sviluware"!"1lt(lfdi,..,2woldire svi!uppansin:za ll'ooiincl · • l + ~:r- i:1' +o(:r1) =I+ ~:1 + 0(:1).
LaprimaugU1glianza~lo1vilu ppoalten:'ordinedi/ (:1)• ~;lc1l1JC
u@uaglla,.,., soooscmpl ificazian i sUC<:cssivc di ql>CSIOsYih1ppo;ode$< mpio.r>ell1
seconda si pone

Qucs toècenamcmclecito,mad'altrapart•portaaduna~nlirodiin/(JnfWZ:ioM·
e non abbiamo 1rov110 la pane principale. Sv iluppiamoalkn al 4° ordino (quindi
se immaginiamo di sapere JOla che
~ sia sviluppalo al 4°
cou • I 4° ordine e sinz al 5° o.dine:. in modo eh• anche
~ - 1+~:1 - i:1'+o{:1'),
ordine)

/ (z )• ~ - CO$(~),. :z -~+JÌ +o(:t') + nonc"èmododi "ricostruire" l'infomw.i°""ulteriorecl>eil 1mnir>ec>(:r') inreallà


:r y3 :I
~dcl cipo fi+ o(:r') . Questo f• t!<> è lepto altosscmuionc:, 1ill fatta. cl>e ogni
5"iluppoèun'uguag.lianu.chcn le<ta solo "da•inisuaadcst,.· .Nc l e1lcolodci
limiticap ìtasprssoçhcpcrdclermil\arelaparteprincipalediuninfinitesimo<l>e.
•d c..,mpio, è ""1llt1.I di più oddondi. occona •viluppare i s ingnli oddC'ndi ed
eseguire kdovutcsempli ficazioni finoarM ttoreinevidenia lapaneprincipo.le
dcll"i nfinitosimo. Nel far ciò. se si 1viluppa qUllcunodoiJi addendi• wi ordì""
354 Cap. 4.C*'>lodifle<erWaleperlunzionl<liur111variabilit Par. U . T90<em;idiOe ll1olpitill elormuladiTa11or 355

troppobasso.puòcapitarediperdereinform.uòonitinoaooosaperpiil Es ercizi
dctmninare la parte principale. In qucs10 caro oc:com: ritornare $Ui propri paMi
tviluppamiouhcriomltntclerunzioni 4.134.* Sia
Si çon1idcri la 1Cguonto .,..logia. Il numero e ' irruionllle. dunque è
/(z)• k>g(l+'l.t2)+4 (cosz - I ).
nlPJl"'SCnl1Uo da"" allincamenio decimale illimitato (ma""" periodico). Per
approssimare e mediante un numero razjonale, possiamo ocri"'-"" le prime cifre o.ScriverelosviluppodiMacLa..-indi/finoalprimolefminenonnullo.
decimali.ade1Cmpio b.Utilizzandoquestori5ultato,calcolare
. .. 2, 7182 ..
. .;r:;:7èii - 1
cheJignificacheeè uguale a 'l,7182 più unaqn.tntiti inferiore • 1/10.000
!~ -- ..- .
Sino1ir.,..logiatra Jviluppodìunaforuion< alrordineneopprossim.uionedi
4.:US. * Sia
unnurneroimi.:ionlileçonleprirnendfredccimali:

funtione(nonpolinomiale) .... numtTOinuionale


/(z) • loa(~+z) _~·

polinomio •pprOPimante ... numero nzionale formato a.ScriverclosviluppodiMad.aurindi/finoalprimotcnni,..ooonullo


digradon conleprirnencifredecimali b.Utilizzandoques1<>.Uulta1<>.calçohue

mmine o(.,•) .- erroreinferiorcal / 10"


.~~-
Scnoncioccorrono4cifredecimali.pouim>oscrivereadesempio
. .. 2,11 8 ... a.Scri•·erelo s•·iluppodiMacLau.rin a12• on[i,..dellafuntionc:

chcsignifocacheeèugua lea'l,718piilull3quonti!i infcri<>R1l /1.000.0raè / (z)• ytr:;;-ch(./ù).


chiarochcdaqPCSt.1solainfonn.azionoononpossiamopiùric0$lr'llirechel• quana
cifnid«irnale~ 2: ncllac.1c..-diuguagliantt b. In base al solo sviluppo determiQto al punto a (e non ad altri calcoli
e• 'l, 7182 ... • 'l.718 ... e1Te1111a1i,ullafunii~).dire11elafuriz.ioocpresenuiti., • Owt pun1odiminimo
relativo. di massimorelarivo.di nesso,ones.sunadiquesl'eeo5e.Giustìfocare la
abbiamo progressi•·ameme peno inform.uòoni. Anche qlltSlc Jot>O dunque risposu.
uguaglianuçhcva.1noleuo soloda1ini•tniadc1tra.
4.lJ7. *
a.Scriverelo tviluppodiMaoLaurinal4°onlinedellafunzi<>M:
/ (z)~ Jog(1 -i')- 2oos.z.


6.lnbasc1lsolo 1vi luppodctenninaioalp11111oo(enonod ahricalcoli
rlfntuati sulla funzione). dire se la funtione presenu in z • O un punto di minimo
rt"lativo, di massimo relativo. di nCS$0, o nessu111 di ques1e <<>Se. Giustificare la
356 C&j) . • . Calcolodifferenzialeperfuozionidiunavarla~ Par. 4.4. TeoremadlDel"Hoapitiileformuladilaytor 357

UJ8. Sia Scriw:n /tJ$>"iluppodi Mad.aurin lii 4° ordine dd/augwniofim:i<me. Quin<li. in


luuealle sole lnfermazitJniconlenutenel/osvi/uppo"Pf"'nOs<:TillO. din :nil
pwtto:z .. 0;
o. Scri>'ttelo1viluppodiMacLauri nal )• ooJjneper/. O nonlunpun1omi:ionario;
11. Utilinandoeoclu•iv11mc1Uelo1viluppotrova10 11J"""to'"dire.seilpunto O tunpunlol1a:ionario,di1t1DS1ùflOr~la1iWJ;
:z; • O~ e>'C'lltualmeme un punto di massimo o di rn inimoo dinesso. Q i..,.puntosta:iooa;lo.diminimonlat;..,;
o ~unpun1os1a:iooa;lo.dijlruoascendrn1t:
U -"·* Q i""pun1ostationorlo,dij11uodisce~n1~.
4Scrivtte lo1v iluppodiMacL&urin aJJ• on1inedellaf\IJIZione: gius1i[/COIUJQ/ori•poslodato.

/ {z ) • e•-e- " - •in:<. / (:z) • 2:<sin:r - Ch2:z


b.lnbasealtolo1viluppodelennina101lpW>too(e00111d 11l1riçalcol i
/(:z) ~2:ze"'-sin2:i:
effenuatisullafunzlone),di..,1<lafunzioncpn:K11t.11in:z • O unpuntodiminimo
"'lativo, di 111U1imo..,lativo.diflcsso.onOS1unadi queste cose. Giustificare la
/(:z) • los'( l + :z-)+ 2cou

""""" 4 .1~0.Scri•·en:una
tertoo:linel
funtiooenon polinomiale ileui sviluppo di MacL&urinal /(:z)- ~ - ....

/ (:i:)• 2Ch:z- sin' :i:

4.4.E. Calcolo di limiti uliliuando utiliuando gli strumenti


de/calco/odifferen:t:lale
Di..,poisc:ques1afuflZionchamusimoo,.inirnoinO. NeiprouimìescmpiMcsm:izi,dìriepilogo, 1idevonocalcolare limiti che, per
quak:hemotivo,richiedono(o1Uggni1COno)l\uìlizwdeglistn1mcntidelcalcolo
ScriVf'IY lo iviluppo di MacliJurin di / (;i ) cot1 ~Jlo s«Otldo P~ano. deff'onli"" diffe..,nU•le,oioo! il tecre1111di De L'Hospitaltloglisvi!uppidi Mac:Laurin . A
indicm(J. loro volta. la scrinura di q""ai sviluppi riehiede le varie 1ecnichc che abbiamo
illustrato in in<cdenza (od ekrn pio, le propri1:1à dcl simbolo di "o picc<.>lo")
/(::z} ~:r.... - z'log(l + z ),1114" ordine Nelraffrontan!qurnìcsm:iU,1icen:hidiutil ~i•·arimctod;"l'J'ft$ifinqui
(dlilimi1ino1evolieles1ime asin1otkbe 1gli sm.mentidolcalcolodiffermzjaJe).
f (z )•:r.... - 2sin:.,al4°oo:linc scegliendo lo stnlmtn!o pii> ailano e la ~;.più ocmplice non tolo in ciascun
e~rc:izio. ma addirinu"' in ciascun pa$$1ggio, f..:endo uso di osscrvaziOllC! e
/ (z )• log( l + :r•)+ 2o:ou. al4" ordine spiritocritico.piullostocl>edisd>emimeccinil:i

/ (z. )• .... -oos.r,al4°oo:line

4..245. / (z ) • l0t:( 1 + 2:r)- 2• in;i,al4• onJ ine


358 Cap. 4.Cak:okld ifterenzialepe<funzionl!Uunavariabile Par. 4.4. Tl90f9IJl8d<0e l "HOspital etormuladiTaylor

Esempi svolti
Esemplo 4.Z8.

Si1.-.11adiu1U1f()rn'll.diinde1erminnionelO/Ol. PoicM:z - I &li sviluppi di


Mac Llurin "°"sono indicati (pu • pplicarli. do,·..,mmo prima e~uire un cambio mcntreutiliz.za11doun'idcn1ità1rigono:nctricacirico<>duciamoanchcper ilseeondo
di variabile :z ~ I + h e $HKliu-e il limite per i. - O). Sul numc111ton: "°" ~ fatton:aunlimitcnotevolc:
inuoedi.ato neppure K riv= una stima q in1otica in base ai limi1i 11<>1cvoli (d i
nuovo. 1ipotrebbc:farepurdiexguireprimailcarnbiodi vari.abilc >:• l + h).E'
quindiru1wn11eapplica"'i11eomn1di DcL'Hospi1-1l.Osscf\liamochc il
denominatore h a l"qpetto un po' compl icalo, per cui prima di •pplkarc Dc perciò
L'l!(>$pital e cal<olamc 11 duivata. ~opportuno flfff """stima asintotica. Per
;o;- L, lo@.l-Opcrciò / (h) .... ~". ~~fh) - -i·
log(I + Jog>:) ~ 1op .... (>: - !), perciò
Clufsto 5cc<>ndu procedimento~ con<<:llualmcnte più elementare e portaand1• a
c1lc0Ji501nplici.maforserichicdeunpo"diinvcmiva:ilprimoproccditnt"ntoèpiù
rnccçanìw. Si noti, in cmrambi i Cl-'i, rimportania di eseguire la prima stima
1-'iluotica perS<mplificarcl'a.spe110.Xldcnominatott.

chcolcoliamooncon DcL'llospiUtl

(11.-arian:dclparamctro <>ER).
Sesvituppìamoalprim'ordinebrquu1itàtn1parcntcsi,oncniamo

AncoraDeL'Hospital s; n:z - log(I +z) • (:z +o(:z ))- (:z + o(:z)) • <>(:z),
1
!~ -;:Jpcos(l :z) - '2 bÌ'Jl•in(;:z) -(ti- l)(i) cos0 >:) "' -i, equlndinonriuKiamoadctenninuclapartcprincipaledcllal\tnl.iooe. (Siooti
che nello sviluppo Krillo non e'~ niente di sbogliato: JC<11plicc1nenw., d sono
rrop;10poehtinfonnation1).0.:rorre quindi 5vilul'Pl"' al~ooalstC<lnd'ordinc :
chcquindièillimitcccrcato
A titolo di coofronto, riS<>l,iamo lo Sl..SSO estttiiio ncgueo>do il cambio di (sin:i - log( L + :z))• :i+ o(:z1 )- (:z -~+ <>(:i 1 )) •
varW>ilc:i • l + h:
no Cllp .4. Ca lcolodillere~perlunzioni diuna varia bile Pa... 4.4. T6C:Qm8 di De l "Hospilal e !Qrmula di Taylor

(N<>1.areehe1bbiamo scrittosin:z ,. :t+o(:r1):1iricord i l"O!ser.'Uione4.lsullo


sviluWodisin:za unordinepllri). Q..indi

,... \oI sea >-2


.... ..
t C:rJ - 2 - -2
+oc ><<><-2. "m( ~~ -•
,_, 1in( ';')· 1an(u)
)
Esercizi
Calcolare i ugwnii 11,,,m U1ili:anda "flpat"IWMmtnu. se 0«orre. il r~.,,..,ma di
~l'Hospltal og/i$•" il"f'PÌ JIMacl.allTin.

e_,._'loou+!
!~ :r• 1oa( l +ll: 1J
4.26! ••
!!o:[ (~ - ...)..'.~l
lim (:r+ J) (•••)_ g
.~ ,1z

r r'+è( 1 -:r1)
.c:>[.,,(» - 'v"+>)['

1
lim (2sin:r +en:s(6:r)) Jim z'{e'l ... -<:Ot!-pJ
.-f (~-,,.).s 1n(tiz) .-- sinl (l /")

i;.,loe(~~-sin2:r
- ""n:z

!~lI :r( iç-~J:i


:r - sin ' •
}

~· ~ ••
Par. ,_,. Teorema dòDeL"HOSl>italeform<JlldiTaylor

Jimk.>g(:<+~-z)
-:< log(l +2.<)

1og(c0u -< )
!~~

lim ..,9"-=4
•-?'sin(:c-2)
Cap.4.C*'>loditfereniialeperfunzionldlunavariabile P•.4.4. Te<nrMdi0el"HOapila11forrnuladiTaylor

r / {z)+l-zsin2o:
.~--.-.-.

/ (z)• 7
.i.:,Clu;-;(1/z).
{prol11r1gata pcr con1inuità in :e •O ponmdo/(O) .. J).
a Scrivcrelosvi luppodi~Ll..-inal4° crdineper/ (sfruua..Jolo
4.2'>5.* ,_!!~o:(arcuinz - ~e''' ). sviluppodiMa.::Llurindi sino:).
b. Calcolatt/' (o:) (dll lla dcllnizionedi/, nondallo sviluppo!).
4. 177. 4.178. U SO. Svolgen: di nu.ovo gli c""rcizi 4. 177, 4.178, 4.180 c. Stabilirese/'~continua in o: • O.gi11$11f><andcilproccdimcniotcguito.
(&SS<"gnati in pr..:edenzacomcesen:izi sul teon:rnadi De L'll0!1pi1al). utilizzandc
<>111glisviluppidiMacLlurin.Siripo11anoitcsti :

!~"'~;~;ili% / (z )• c"; I
(p<olungataperccntinuitàin z • Oponcndo/{O)• I).
a Scri\"crc lo sviluppo di Mac:Laurin al J" ordine per/ (5fnmando lo
sviluppodiMac:Llurindi <O").
~- Calcolatt /' (z ) (dalla definizione di/, nondlo llosviluppo!).
c. Stobihn: u / 1 ~ eontinua in z • O, giustificandc i\ procedimmto ""guito.

/ ('>'}• 7
Si1f(z)unafunzionet1lcche (prolungata percoruinuitàino: • Oponendof(O) • I)
/ (o:) • 2 - z 1 + 3-..: 4 + o(o:') pcrz -o a Sl:riven: lo • viluppo di Mac:Llurin 11 4° ordine per I (sfruttando le
$Viluppo diMacLlurindiSll:o:).
Il. Cak:olarc/' (z){dalladcllnizionedi/.nondailosviluppo!).
c. S1 abilite..,ftcootinuai n :i • O, giu.iificondoilprocedimffi1oscgu;to.
~/ (o:)-~+ o:Si11%
4.JO l.Sia
Silo/(z) unafunzionetalt'chc
/ (z) • Log(~+z)
/ (z)•- 1 + 2:i1 - 3:« +o(:e') pero: - 0
(prolunptapcrcontinuit.àin 1' • 0 poncndo/(O)• l).
366 Cap. 4.Calcol0dillereot:*perfunzlooid!u111 variabile Pa< . 4.4 . Teorem a diOeL'Hospitalefcrmu~diT..,.ior 317

o. Scriv""' lo S\"iluppo di MacLlurin al 3° ordine per/ (sfnmando lo t.dando11volgere""loi ca l<olidfouivamcn!cnece"*'i:èinulilcscri•·...,


JvÌIUP!"'diMa<:l..aurindilog{l+ z)) quon!ilichc s1>t~"iv~n!••·crnnnoriassorl>i1c..elrestoo{r)
b. C.Jco,,,re/ 1(z) (dalladelinizionodi/,nanda\losviluppo!)
c. S1abiliRse/'ècon!inuain:i: •O.giustificancloilprocNimen10segui10 ?"'- 1+ (• - ~ +o(:i:')) + Hz -~ +o{:i:'J)' +
4.4.F. Sviluppo di MacLaurin di una funziona cOmJX"i.
Abbiamolu<:iuocomc: ulli111Q atgon"'mo!adiscu•i<>Mdc!<:asapiiJdclicatodi + H:i: -~+o(r>)' +o(:i:')·
ulcolodiur>0iviluppodiM11d.aurin,chepuòin!m·enirenelcalcolodiunlimite:
qP<lklincui0<e0rresviluppm:la fun.zionecompo:stadiducfun.zioni!rueendcn1ì
ok-montasi . .,,.... "'l + (:i:-~+o(r')) + ~(:i:'+o{z'J) + ~(:i:'+o(z'J) +o(r') -
. - , logcou ,cos(e" -1), ecc.
lllustriamoilproblcnuocoiseguen!i

EHmplsvoltl Nel scc<><do passaggio non si sono sviluppati "algebricamente" il quadrato e il


cubodcllo svi!uppo ai 1in:i:. m11 1isonoscrittc,..lo lcpocenudigrado :S3.. Si
r.amJlio '4.l-l.&rivere losviluppodi Mac:Llurinal3°ordine)l01""°fumione wse,....iche qudloO!len..io èclfetti>amcntclosviluppooJrno"ordine di ~.
1n<:hese1>0n~parcun!crrnii>tin>.:3(owcroil5Uococfrocicn1cènullo).Lo
/(z).,.-.
sviluppo al sccond'ordinedellastcuafunzionc~:
Cisonoducmoilidiproctd<-re. llpri"'°c:Ol'ISÌStcnelr~kart'.'ari~}inizfo"'
di •Viluppo di MacLlurin, ossi.lcaklolare le derivatewccessivc di .,-. :questo~ il l+z+iz1 +o(z')
proccdimencocoocenuahnCfl1cpiO siimplkc. anche• i calcolietTettìYi possono
diventare laboriosi (la dttivau n-csima di una funzjooc compos1a può a•·cre (cl>cnon~ lat!cssacosa').
un'uprc$Sionemolcocomplica11). Ricordiamolaretazionctnilcoc:frocientcdir"nello5'"i!uppodiMac:Laurin<
lls..-condomctodoconsi51e,,. l "com~·opponununcn1cgli sviluppidi laderivalln...,simadcllafunzione:
Mac:Lawi n (gi•r>01i) dclled11CfunzionicltmC11LOri(inq.,.,toclS(I, t:'c siru)
Qucsm metodo ~ più dclka!O (meno rnca:anioo) nuo. se llS&lO 'ot modo JICçor\O,
consente di ridu""' 1 1 minimo i calcoli, 1 favore dcl ragionammto. Perciò ~ Perçiòlosviluppo tro•·a1ocidi<:echclcokriv11cdiordillC ! ,2,3 di ,,.- valgono
scni1lrroil<nelodopiùis1runivo,c appli<:l>cre"'°q""sto. rispeuivalltCl!TC 1,1 ,0. Come controllo, lo stll<kn!t '-'koli dimiamentc quc51e
Cominciamoascri>-en:lo s•iluppodi c' conl=sin:i: derivate per la fwWooc e-. Si avrà MChe un confronto sulla laboriosità dci due
mc1odi
r =I +1iru:+ i sin'z+ ~sin1 z+o(:t1).
f'roseguia111Q"" q11C$IO esempio. che ha lo KOpO di Hlus!rare il rr.dodo
(Abbiamo sfnmato il fat!o che sìnz,...z,pt11:iò <>(1in 3 z ) • o(:r')). On. gcncralewncui sidctcrmi111lo5viluppodiMac:l..aurindiu ... fuozioneCOlll\)O$U.
""'1i1uiamo 11inzil t oosviluppoalterz'ordine Se volest imocak;ol...., losvil"Pf10oJquin111onlinedcll.astessa funzione.""""°
dovremn10pro«dcre?AnziluU0 1eriviamo:
sin:i = :i: -~+ o(:t'J,
Par. 4.<4. Teo<emadiDel"HOSpitalefofmulildi Taylof 369

f.s.om pio 4. IS.


r •I +SÌl>:i: + ~sin'z + ~sin1 .,+ ~sin'" + ~sin1 z+o(:i: 0 ).
!~{..- - log(l+.,))lf"
Quind i sosc ituiamo •silu ilwo sviluppoalquinwordine.che~:
E'una formadiinde1enninazior.edd1ipo (l"']. Cornedicor1$uc!o,~riviamo/'

si""' • "-~+~ +o(z') nellafonna e""'U·

Si h•cosl(1ralarciandodireu.amenteirermini diordineuoppo•lto):

~- 1 + (" - ~ ++ ~+<>(.,')) + ~("- ~ +<>("·')' + PoicMl'argomcntndcllogaritmotende1l,

~log(e""' -log(l +::r)),.,, ~(•'"" - log{l+")-1) :- ~-


(')
Sitrattaondidcterminace lap.tr1eprincipaledclla funzione(infini1esima)h(::r).
PoicM

k>g(l +:r)"'" e (e--1) .... sill:I: "'"•


sivedesubirooheur>o sviluppo alprim"ordinenon tsufficicnteadctorminarcla
• I+ (:r - ~ + ~ +o(z')) + ~("i_ ~+o{z')) + paneprincipolcdih (%). SfR11lando1llonilo1viluppodell1 fontione ......
oak:nlal<> ne\tt>Cmpio pm:edente. e lo sv iluppO di MacU.urin di log(J+:s).
possiamo scrivere·

Sios>eni 1Ut11tamentc ilpauaggio( •): 1ll1 fonzionesin%si tsosc irni1oil suo


sv iluppo1unordinedi,·ersoin ogn i parentesi,inmodotalcche,svilupp..,,OOlc ~log(,-- log{I+,,))- l
po!c"nze diquestisviluppi. si 01lennseKmpreunoJViluppo 1lqu im'ordine(enon
dipiù).ltcrmini<>(::r") sonofondarneTita!ipcrteneretracciadclrordinedi
grandenadel res10.eco•1trollarequli>didi avcroonsidera101bbas1an:.aterm ini .
Adeocmpio:
Esempio4. 16. Sori•·erelosvituppodiM..:l.Mlrinalquan'ord;nedellafunzione

/ (.,)- e+"
Procediamo come nell"Esempio4.14. Qui lcoosesonopiùsemplici pcrché la
fontione più in1crna (z + .,1) ~ gil wi polinomio. quindi coincide con il Sl>O
•~iluppo(aq ualsia5iordine-!).
Gap. •.CelcOlodiflerenzialeperlunzionldiurlllVeriabile Par. •A. Teorem11diO.L"Hospile!•lormuiadi Taylor 371

EserclV

~ cos(Sh:<)+: ?(•i=)-2

(•lnrlan:dclparametrort"alca )

4.303-* Scri•·c,...lo1viluppodiMac:l.aurinllterz."ordi'"'di

/ (z)• 1-:+z•

1fruttandol0Jviluppor>Ol<'voledcllafunzio'"' ~

• I +z + ~z• + ijz1 + ~z• +o(z•) 4.llM.* Scriver<loniluppodiMacl...,urinalqiwt'ordi,..,diloa(c(IU).

l11 a l1cmativa.1Ì J.1rt"bbepo1u1oproc:~ alcak:olodclledcriva1c: 4..JM.* Determi"""' la pane principale. per :i:-0. della funzione
Sh(ai=J- :i:.Calcolarepoi

4J06.* Calcolare

Valu~inz ,,. Oqucsu:deriva1eecalcolandoquindiicocfficifmict"'~•


ai rÌlrova lo •~ih•ppo scritto sopra. C~ si ~. "'1Ci>c in Cl.$Ì tbt>as!Ana
-lim 2cos{e'-l)+1in(:i:'+:i:3)- 2

a lvariart"dclpio~ctrorcalea
,.
scmplìci il calcolo delle sviluppo di M~Laurin di u111 funzione composi&
4.179. S>'<:>lg<-rc noo ..mcn\C rcscrcirio 4.179 (cl>c ~stato proposto come
lhf<li"'1leladcfinizioncrioultapiunosroiaborioso.
cscrciriosultCO<cm1 diDeL"llospi1al). utilizzandooniarecnicadeglisvlluppidi
furuiooicompostc:

,~,, ·~ ••
372 C1p. 4 . Cak;Olodjlfe<enlialepe<funzioni di una van.bile Par . 4.4.TeoremadiOe L' Hospitaleformullidi T~

Solu:ilon/§ 4.4.

Appli<ando il1eor<madiDeL"/toopitak a lcoliamo

eillim~<<="">t-j

Applkhi""'° DeL'li<>Se>ital
Qwstotil limitccer<alo.

Applkhiamoon<ora D<L1lQ6Pital
Applieand1><1nil leor<ftlldiDeL1lQ6Pilal,cakoliamo:

...,u.:lill limi1<cerca1ot -j

Applòcan<loonil1«nma diD<L'li0$j>ital,cakolian>o

~·ms+~-2oin.r · !!'!~~·in.r - m
sin(u)(T+T+z-3) sin(n)(T+z'+z-3)
Applkando """""' il1ooremadiDeL'llospital.cakoliamo:
loa'z - (z-1)1
cai«>liamoillimitcdell'uhirnoqoorieruo1<rinomedi.l ... ~l<Omn•di D< L1fospital:

Quindiillimioccert.OlOt -fi
~"'tol(u)(.,>+z'+z;~,,;3~~t'(n}(:Jz'+2z+l) • m.
loc{1+:.:,:)-siou: _ kJf l +z~Tl-siru: -ml Anan<000.L1losp[IJJ.-....:
!~ -•'lln( ..,;)(T+~+:r-3)+21f<;(l(l~u){lz'+?:z+i)+sin(u)(6z+2) •
Applic:biamoDeL'llQ6Pitol·
Cap. • . C111coiodiff~petful\lionidiuna...n.bi'9 Par. 4.4. TeoremadlOel"HospitalefonnuladiTllYIO< 375

La--o difT...,,.,,.difuntion,iohclmdoorll>azm>""""'•zm>.pcn:iòèvera.
_ 0-Z..2·6 +0 _ _ &.,
~ Tesi:<:·ci,/) -ofJl - o(c/),0t1iac/o(l) • / o( l)•c/ o( l). <ioè
.:o(l)•o( I)
theèillilni<e<ercolO. llproclouodiWlllfunzion< infin;ie.imaperuna«>Jtantcèinfmitesima,quindiè~•ro.
Osservimno<hrillimilem1risolubilc-hrc..•trumtn1ipftl<lem<nlari.Notando<hr J. Tai:/·o(l) - of./1),dot/g·o(l) • /1·o(L),ovv».
~;~'7'""i<>{z'+i' +r- 3)1ionnullapcr• • l,k>Jipub~c<Jlieo.=•di e. o(/)" • of./").<ioè(/o{J))" • ro(l).dot{o(l \)" • o( I).
Lap<11 ..... n~imadi1NftauiOH<infiniwimaèinf11tit<si ma. Quindièvuo
f Git.dm.o.tn,._
(z'+.,.+;r;- 3) • {r- i)(z'+2.<+3). g. Tal; o(o{h)) ,,. o(h), oioè o(ho{l)) • ho{I), cioè ho(l )o( l )• ho(l), <iot
u... ooc<Hlda~~·-t~.Persf'nntarelastimluimoticadi•in(u) o(l)o(I) • o(l~
dovmnmcfar«>mparif<coone~ {;r; -l) c!ie èinf111itesU.C..D"•ltrounto
llprodoltodiduefunl:ioniinf.,;t<simeèinlinioesimo.perçiòèwrn.
!t. 11/ •o{f) .. 1 .. o(h)allonf • o(h)·
sin( .. (z- 1)) - sin(u-•)• - •in(.,z), lnfani: .. / ., o(f)•1 - o(h)alloni
J .. 1 .o(1) •1 - ho(I ), quindi (poi<bo! il proclouo di duo funzioni ;,.r,.~esime è
pcrd6 sin(u) ., -sin("("-1))--.. (.,-l)pcrz->1. mrinitcsimo)
Usandodlquestidue&niabbiamo(sftuttandolaprimastimaasin101i<a fo1 .. 11<lprimo J - ht>(l)·o(l) • 4· o( l) - o(h).
.....
~)
l se/-1allono{/) •o(f).cioè/o(l) - go(I~
sin(u)(z'+.,.+:i:- 3) • sin(n)(r- L)(:i:'+2z+3) _ Poi<bo!/-1.siha/ • 1·..,_to<tw-l.[)unquo
{r-l) (z- 1)1 /o<.l) "' l1"'"o(l) • J·o(l)
perdo!w·of. IJ • o(l)(il prodorlodiunafunz'°""infinhesimac1JRaMlzione1mdentc•I
~~--&.(z-l) ., _6ir
èinfinileSimo~
(r- 1) (;r-l ) ·
I. u / - o(g)ollorao(./)+o(g) • o{g), <ìot fo<.L)+JO( l ) • go(l).
Poi<bo!/ - o(g),/ • JO/l)c
/{r)- ~
n Ìn%<0Sf" /t>(I) +IO(!) • JO(l)<>( l) + go( I) • 1!o(l)o( I) +o(t)I •IO( !)
pcn:bo!o(J)o(l)+o(l )•o(l)(i\prodoltodi dutfunzioni inflllÌl<Siint""""'"1e a una
C okoliamoil l imitcdcll"ll~imofundoncKtittainediaotcil-.....diDeL' ll""Pital
funrioneinfinil<simlf infinitesimo~

4.134. falso 4.19$. v..,,


4. 185. Vttu 4.199. Vero
oppli<hòamodi n"""°it1e<nmadiDtL1tOSf>ita.l: 4.186..
4. l t7.
Vttu
Vttu ,....
'•o
,_
!!'! .. (-sin.r<oof inf- l• tJ - ;;' .o:tl+O
' - '
;;· 4.189. '""'
Vero UOJ. Vero
Pm:i6 il li01ite <m:otonl< ~
4.190.
,..,
Vttu
,_
4.204.
4.205.
Vero
Filio
~.JU
a. Test-ci,/) • o(l).0t1ia-/o(l)•/o{l). <ioè -o( l) • cl,l).
,_
,_
4.206. Vorv
r+o{z1 )
S.unalinÙOll<1<nde a 1"1>.onchclasuaoppo:s.. tendtamo.P<'fC>otven.
UllS r+h'+o(:i:')
4.J"' Folw Ul)9 lz'+o(r)
b. Tai:o<.f)±t>(/) • o(/).0t1ia/o(l)±/o(l) • /t>(l),<iot 4.196. Vero
o( l)±o(l) • o( I) 4.1 10 z+'h'+o(:i:')
U 91. Folw Ul l o(. I)

,,~,, ~ ••
378 Cap. 4. Caloolo ditrerenri<lle pe<funz;ooi diuoa ...nbile Par. 4.4. T&oremadiDeL"H()lpiWl e foonulad Tl\'IOr

l + 3z:+o(z:)
r-~r+o<r'J

.. - l+z:+l.r'+l.r'+-l;z' +o(:t') /(z:J • j-j(z- l)+~(z- l)'+o((z- l)')


loe(t+:ii:) • :ii:-tr+J"'-tz'+<>Cz'J
/(z:) • io&S+g(z-2)-~(z-2) 1 +o{(z-2J')
Slu" • z+i:ii:'+rlo:t'+o(r)
cos:a- • L-}:ii:2+g:t'-~z:'+o(z:') /(z:) • e' +:ic'(z- L )+~c'(:ii:-1)' +o{(z-1)')
cou • 1-j.r'+ ~z' - J$z:'+o(z')
/(:ii:) • i+(r-l)-i(z-l)'+o((z-1)1)
~•l+iz-j.r'+l;:ii:'+o(;r')
/(:ii:)• k>g(çou).io:<t • f.C.koliamo:
(l+zf ' • t-z+z'-Z'+:t'-z'o+o(z'J
1(1) - -..,,
tanz•:ii:+jz'+o(z')

...,.iru: • z+jr+o(x')
((;r;J ... -wu:;f'G) - -Ji;
sin(z°) • z:'-à>:'+o(z:') f"(z:) • -(1 + ian'z);r{i) - - i ;
los(l-z) • -J:-jz'-ìz'+o("')
ffi, • L-z'+z'->:'+o(z'J

•"' • L+2z:+2i'+lz'+o(z'J
.,.rl-"i ~ 1-jz-jr-t;r+o<r1

f(z) · -~; Qiiindi: 1(!) -·-'" r(;) -• r(D -··-"·


/"(z) .. _ 2[(1 +ri'(l+z')
-u>p +z:'>) ,. 2(3.r'-1)_
~
,_,-,,.,.,_,,,~.o((·-D}
371 ùip. • . Ca!O:;ilod~perluruionidiun•vwltbl!e Pa.. . • .•. Teorem• dlOeL'H~elonnuladiTll')'lor

.t.234. / (r)•los(l+h')+4{cos.z- l) b.l'erlo1vi!uppopre«de n10 1 iha.inpanio~, che

/(z) • 'h' - 4(2z'")' + o(z') + 4(-iz> + ~:z' +o(z')) • /(z)--~r'perz-0.


P<m: i6.o • Otunpun!odimwimorelativoper/.
• • z'(-2+ ~) +o(r' ) • -~.o'+ o(z').
~-1.:J:i.!2 __ !! los(l+f)• 1- ~ + 0(11)
z' z' n·
Slo/(z) • ~-i;; lor;{l-r 2 ) •-z'-~+ o(z')

~ - :ii:-Jr+;.r+a(z') • 1-4ujz'+o(z'"); •= - i-4 z'+*+o{r')

-i+; •(l+rr'"• 1- iz+ijz' +o(z');


f(z) • (1- iu~z'"+o(z'J)-(1-iz +ijz'+o(z'J) • • -2+r•(-i-b) +o(z') • -2- ~r'+o(z')
b. z • Opumodimusimorelo•ivo
• G-i)z•+,.(z') · -~z'+o{..-') UJll.
Il. /{r) • i- f+f+a(z'")
6. llpun«>z • Ot dimusimor<la!ivo.
.i!&!!
z -
/JI!j_
"
' i7'"
-J'24- '

-(1-z'"+o(z'))- (:r- ~+o(z'J) •

·~· ~ ••
380 Cap.4 . C8k:tllodiffe~leper f\lnDDl'O diuoaviUiabile Par. 4 .4. TeoremadiDeL"HospitalefQrmuladiTaylor

àl'<rlo» iluppo~1e siba, inpan>: olaro,cbo

/(")- ~z'per z-0.


Pen:iò .. .. ot ... po;n!Qdiminimortl.alivoper/

Adescmpio./(z) - l +«>U+r'. llaunpun!odi ll'.WSitnoPOialivoiri


z • O,• qwstodiptnde solo dallo s•ilUWo /(z) • l +~r'-iz' +o(z') +
/(r) • J<+'f+o(z' J.
-(l+2z+2z'+jr'+j%'+o(z' J) •
/(r) • -r+lr'+o(z')

/{z) • 2 -f;:i:' +<>{z' ) - -2z- ~z1 - ~r'- ~z' +o(z')


/(z) • tr' + ltz'+o("'). z - O non t un punto mzionario

U-45. /(z) - -2.r2+3.r'-4z' +o(:r'). /(z) • 2+;\z' +o(z' ).z .a O~ .. pmll<l~dimin. r<lativ<>

• 2z{z- ~ +o(r'l)- (I+ ì!lzl'+ ~{Zz)'+o(:r')) •

= 2z'-~-L -2z'-j ... +o(z' ) • - l -z' +o(z'}


.-" -2cosz+ l "' l - .?+ ~z' +o(z')+
z • OtunpuntoslaZion.W.dimassimortlalivo.

sin2z • :lz- ~{2z)'+o(z') - :iz-jr'+o(z');

<" • l +z1 +o(i');

2:re .. • 2z+2r'+o(z');
/(z)-~ - ~·
/(%) • 2z +2z' +o(z')- (2z - ~r'+o(z'J) • .!ir'+o(z') cllei llim~ e~ o.
A titolo di C<>nli'omo. risoMamo lo m..so eserci>io app1;,,...io O. l 11oopilal:
%• Otunpun10JWionario.di lleuoosc.-.

/(z) • 2 - r'+:r'+o(z").
~ -2~~~; 2.-Z - ml
" "'O tunP111110sutiollario. ditl.....,dioc:ltlldeote ApplichìamoonconO., L"llaopilll(dopo••·erstmplifica10per2)

~· ~ ••
Cilp . 4. Cak:>olodifferenzillleperfunzionidiurw~ Par. • .4. TeoremadiOel'HoapimlekinnullldiTeylor

Onopoi.1iamo<•k<>~quoes«>linlil<,.i!iuand<li limi•inot<"<>ii<> Jli••ikwi

~·-"'<~~+-.. - [ij). ~-<' .. l+lz+o(z):(J + z+o(z)) .. ~ .... -~,


Applichiafno-onoO. Lllospital:

1;,,,•--'(&z-U'J-lilu .. lim[ ·-"<6-u'l_.!_] - 1-


. .... 311,, ...... :M 36 36 '

fomD1diindttcrminarioae(l). Rilcriviam<> ~~~


ri+:SZ0-9z+5 .. :r"+;tz'-lh:+r> - :r>+3z1-lh:+5"
(z +l)1'•>)_ 9 .. . (..,)loo(.+>)_•_ •
CakolWnoi!limilo.i.ll'utii""'quozicme$Crinomedianteil1oormiadiDeL1h»Pital
.. .-1.<··..)loo(·...i--- 11-
!~<~:'~z~~)9) - [H
-·-l(z+2)1<>C(z+3)-21<>&3]
pon:iòpossilmo alcolltt~limiteusandosoloilimiti""'•"'li :

~(ut<i)_g _ !~•-["""~:+3) + 21oe(z +


4;- 21oa3] •

~~tr=..~ _,,.si vede llOn en - l o applicare ili Slnlmonti dol <a k:okl AppJicbiamoO.L11ospitol:
Siwebbopo1utoancheapplicar<O.L1tospitalecoko-.:

"""""'°"°"L"llospital:
titn ! . (2-.r-tlsWlz)'+( lshz+cos(&z))(-2sinr -36cot{6.z)) ..
~J3 J2<os(6z}-6(&z-~)•in(G.z)

·Hlog3+~] - o:'°'3·
pro<cdim<nl<>cJw:a>nbb<""1>ito il rU\llt;>toctrCM00.modo piùscmplK:e.
cho:QtJindi~il limito<r.<.io
Ci p.• · C.icoiodifflren?le\eperlunzionldiuna variabile P1r.•-4 . Tee>rema diO..L"Hospitalaro<rnul1 di Taylor

N"-". - 1+r +o(z')- ( 1 -ir+o(z')) •

-iz>+o(z')-i.<';

(3 +1i)Jos(I + li) - Jh - (3+1i)lof.(i+ A)-3A


hloc{l+h) h' .
/(.<)-1f • t, e illimil<cm:MOt9

{3+1>)'°1(1 + h)-Jh • (3+1i)(i.- ~ +o{h')) - 3h •

Calcoliamoillimi1e<loll'uhimoqu<>rierue....moro!TtomlU>diDe L'Ho<l'itol:

~.m. Fonnadiill<kterminuiont [I J.

zcoolz-z+'lz' :r«»2z-z+'lz' coo2.z-1+ 2r


~los(IH.r') - - - ,..
- - " - ,-..- ,
onotimiarno ilnwn<mor<mediant< glisvilo;ipidi M>CLaurin·

"""2.<- l +2z1 '* (1-i(2:r)1 + f,("h)'+<>(z'J)- J + 2x1 •

,.<.. ~~Wir11 _ ~_~


• -2.r +~z' +o(r') + 2z' "' ~z'+~(z')- ~z'
prn:i6 / (:rl-!;; - ~· • q•ts10t il linlil<cna10 /(%) -~.
Cakoliamoillimittlltll\lhimafuntionoS<rittamedi._llLeOte<T10di0.L11ospital
Cap. 4. C8k:olodifferetm.!eperfuntionidlunavaritlbi!e P11< . .t.4.Teorem1diOel'Ho$pilal•lormuladih\'IDI'

Dca • (loJ(l+2z)-2z)(loa;(l+2.r)+2:r) •

U 61. Applicando&)isvituppidiM><l.a>rirldcllefurWonitltnlfntari • (-:u'+o(.r'))(4z+o{.r))--8z'.

~ - Hz-~+~+o(z')) - 1-i+!f+o(z');
/(z)-~ · ~·
Fonnodiind<tmninaDonc [I J. PolcMl"wpntnlodclk>pritmo1mdc•I ,
poso;...,11imano:

Don... [(.r2-3JizH)-1]' • [.r2-3Ji.rHJ' •


- [(•-Jil(·-"li)]' -1(•-Ji)(-Ji)]' - '(•-Ji)'
QuRli ~ lirn~e di parttn>ll è ll&l'&ie•
~il>illimitoc<mll<>nlef!.

• locakx>liamoconO.L11<>lpital.
Applicando&Jisvituppi diMacl.aurindcllefiuu.ionio~

~=Hz-ft-o{z'J)=1 - f+o(z'}; <.. • l+:r'+o(z');

/(z)• [(1- ~+o(.r')-{l+z'+o{z')J)~) • 2'r• .. -2'r•'


4(.r-Ji) •
t. _,_f -
.r..
2 r-./i
.. -i~.r')-~ - -~, oh< t illimilecm:olo. poicht(z'-2)tinfinitnimopct.r-J2,
Fonnadiindctmninuione[J j.Svihippiamo11Wn<n1orcc.knom inot<IR
~··(·-fH·y")"(,,;)
Num • ( u ~ +o(z'J)- z(l + ~.r' +o(.r'J) • "'2{.r-./::i) - J2 .r - v'i -~ · 2<'.

-"'0-n +o(z') - -~·


Par. •.•. Teorem~diO. L"Holpital•lomWcli Taylo<

atl«IRO. L"lloopiuoL· ~ - 9 + 7 + 4sin2z .. o

c'ICJs'z-e(z-1)'
pon;i<\illimi1<dipan.,.,.t..gwolo1

~(x:(~~';;'1(u)
<booalooliamo<OllC<lftmadiDtL'H°""'itol

~q.1ancu)+~ ~ ? (1+1an2(u)Jz rnJ


2 1 •
- -f-i+o(:r')•-~+o(L)--~

c11tt illimi1odipanoma.

Appli<ltiornoDtL1toopital:

= (1+~+~+0(;.))-(1-b+~+<>(M)- ,7 -

- G-M;.+~(M-~ '" [ '


·-·.. 2 J1+!-~ (, _!)+!]
z 2 - ·.
ll limil<dipartet1t1val•\ .

·'(·'-"'H)) -
- '("--.1·(• +;';)]) - "(·'- •--.(• +~)) -
DtL"lt""PAI:
3to Cap. 4. C.loolodifferenzialepe<ful'IZiotlidlunavariabile Par.4.4. Teo<emadiDeL"HospitalelonnuladlTl)llo<

• r' (~+~+o(~)-~+~+c(~))-r·fz. • ~
Pertillil limitc dipatl<nza ~ ~

los'(1 +~r')-('ù'l' - 1 ..•


-I
/(:z)-~ - -k
I
l ... . .
O per o>l

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+<:Cl per<><!
!!:':!'t;i":' - [ij]
':!';;i~:'-~-m

/\pplichiamo ....,,.,. De L"llospiial:


/\(z)- -r'log2--°"· ~uir<li o>(o) -O.

4.180. ,.

zlof:(l+2z)-2r1
- (!+!). loc(r+.-•J • ioc(r+l-z+jr+.,(r'J) ·
e.. • l +r' + f+o(z')

~· ~ ••
Par. 4.4. Teorem1dlO. l'Hospilllelorm~l 1diTa)'lor

C1koliamohohin>olirni1ecolT_.1n1di DcL11ospilll:
Qulildi /(•)-~ · i·

!~~~2!~;;? . m ..
(~ -e')r" • c'(e--•- L)r" - (e--• - l)z" -
siii 22z·sin(r')-(lr)'· r' • 4x'

kll(~+cou) •k>i(t+l - ~+~+o(z')) •

· 1oa(1+~+o(•'l)-~· .U'M.Fonna diindO'lermina>:ione lOfot· Perdtl"""i<larelclpaneprindpole del


-on.dobbiam•Hvil"PP"ttTh.tperJ -+oo. Scriviamo(dalladooflllizioricdillU)

Th! · ~~:: - 1- ~:- . ..


Quà>di.per 1 -+<>o, (L- Thl) • .. ~-;_,-2e-".

Abbilrnopen:;.)dtlennina!o il xiuonie.,iluppo:
(')
Pm:iò.per z-0':

Cak<lliamoillimiiedelfl>ltima...,...ssior>oconDcL"lloopiu!·

U 'N. f;.

chotillimioocen:at<>.
Os$crliamochoperrioolvettquesu.esm:izio~doVUIO<loterminarelo>viluppo
('). inbasto«Jn>~i<l<,,,.,,tari. Sill<ICitholo >viluppo diMaclAurindellclfuririonc
Thznonendiakwiauti lilll.lntllndosidi...ctian:lcl!ilnziono all'iefini/o.Coslput<.
3S.. Cap. 4.Cak:ok>di!feranDllloperfunzionidiu!lllvariabOe Par. 4.4. TeoremadlDel"Hospitalelonwtadill)'lor 3'5

..,'lippli<uion<dÌl'W1dolTe(lftmlldiD<tHOll>illlnonsan:bbe ... tt111ilt -I


(Chr (;\1tz))' _ siu + >v:r~hn.'(11..1>,
espress;ooe piùcomp!i<attdiquoolladipan<nz.> /(:rJ • 7 .. :r-f +!+o<rl - 1- ~+f,+o(:r'}
4.195.. Formadiindmnninazi"""loo· CJl,.,.,..llquantir.l.n-1<.;•diff<miudi
d.,.lillWonichclm<lono &•/2 . Possiamo 1ntuppare e'I• per:r -+oo •!ÌUl!a...SOlo f(:r) • zcosz;sm:r
,.iluppo diMaol..aurindi e';ill>"'X>lomat como,.i lupparc arctmrper :r-+o<>:vitneio.
1iU10ll"ll"""toidnuir.l.lri.,...,.,,.aica.chc1bbilmOJià....,o•hrevol1e· Dobbiano,..,..ir.....,se;~(:r) • f(O~Comlncialllo1 calc<>laN:

...:tanr+..mn; - {~12 == ~~ ~(z) · ~zcou;sifu - [ij]

loblse alt..(•)Jl"MWnoquiP<li"ri'°"'"
pm:il> ~f{:r) • O.

·(~ -i""J-.(;-i ··+-H· ·Hml ­


f(O) · ~~ -
-· G(-•-D•·GJ) ·-(• +i)••O- -(••D
<<1a11o•vil\wc>di/J !~ -f :o<r1 .. 0.
quindì/'hon1in11111tlrorigin<.
·(~-i·"·).1~!- •""l.m,
4.l91>.
a. /(•J - 1 +l:ir+J.c'+t,r+<><:z>1
( (~) '""'J' -~- b./'(:r) .. ~

e. ~f'(zJ •i (calcolandoillinileddl'npressiollt<•kolata inb,«>nD<


l1\ospilal)./'(O) • j(akoW>doi11imiled<lrapponoincrem<1111le inbasell lo•viluppo
~o & lpunto<>) . Pettiilf'•oontinuain O.

·~/ (:ir) • J +ir'+ ~:ir' +o(z'J


b. f(:r) - ~
Par.4,4, T.orem•diDll l 'Hos!)ital efQrmul.,dl Ta)'lor

~/'(:r) - O(c.olcolando illimitcdolrnprm ionecakola1amb.ades<mfio«>••


•oo(stu:}+ Ch(si,...)-2•
&Ji Jv;1upi>i di M0<l.alrio di SII e Ch); f (O)•O (eokobndo li l:mitc •1 npporto
incrtn>tn(oloinbio... • llu1>it•wud<1mnin.ttoal1"'nlO<>).Pm:ib / 't<OO'llinuain O.
• 1- f - ~ +o(:r')+ l + f - ~+o(z')- z., -~ +o(z')
~·/[z)
· • l-f+ t-f+o(:t' ).
/(rl- --T
-· - ( "-1/4 .. ,. . 4
àf(:rl - ~ - ~· -oo Mo<'
•«> > 4.

.,, ~n:rJ - -! <c.ol<Obnd<>illòmiu:dcll'tslftSSione••O:Olaiainb. adcsempio Sfhmand<>lo1vil"Pf'O


«Hl lo J>iluppo di MatLaorin di lo&); f(0) • -1 (c.okolando il limite del ropp<>rt<> ~ - 1+1+11 +t>+o(t'),p«1-o
in<mnmtaleinllaseallo 1viluppod<termi<>aloal fl""IOa). Pm:ib/' t<0111inuain O
•llta{poncndot •z-r'J:.
U(ll.POl'delmninar.lapaR<prin<:ipolc•l"""'e"' '0tt (<bctinflni1tsimo~oc""""
1vil"l'P"" lcduefunziani...._i.eoo(Stu) eCb(sin:r).Poieht I -:+.r' • I+ (z-z') +(z-z')' +(z-z')' +o(z')•
coo(Sllz)-1--ish'z--i:r'; Ch(1iru)- 1-i1m'z-ir.
• I+ :r-z'+:r' -2z'+o(:r')+z'+o(z') • I +:r-z' +o(:r').
li eapioo:e subito tbc lo 1vHupp<> al -oi.:ronlin< dcl nun>cntorc non e<>n>enl1< di
delmninwnolaparteprincip•Je. P..-"""*'<ilptimottrmi!ICsi&i>if,.•,;vone llo Jviluppo
•lnumoniond.obbian>c> Jviluppan: alloraal....,,,, al9•an<iO<'Jin• (P'>ithtilnwner><oret
l*'i,losviluppoC0111im<$Olop<11=p;irl).Quindll<riviamo:

los{l+l} • l-jt'+o(i')

Applinndok> 1viluppodi los(l+t) <onl •-j:r'+àz'+o(:r')•iho

lof;(ccs.rJ - (-i:r' + ~"'' +o(ca-'))- ~(-~:i:1 + .Jr:r' +o(ca-' )) ' +o (z') -


• -~:r'+ ~"' +o(z')- ~(~"' +o{ca-')) +o{.11:' ) • -~:r•-fiz• +0(.11:')

Sh(aiiu)-:r - sh(:r-ijr+~.,O+o(z')) -z•

• l+Hz'-f +*'l)+t+o(z') - 1 +f- ~+o(.11:'). +~(z+o(z))'+o(z')-.11: •


cap. •.Cak:olod~lepefl\Jnzionl<liunavarlabile Par . •.5.~alcalcOlonumefico

4.5. Applicazioni al calcolo numerico approssimato:


metodo di Newton e formula di Taylor
con resto secondo Lagrange
• ~(~ - ~) +o(r1) "' -~~+o(%').
4.5.A. Richiami sul metodo di Newton
Ri(crimc:n!o: librndituto (BPSl),cap.4,§7-5
RichiamillJIK> l'~unciato del teomna relativo al mdodo di Nc,.·ton. di cui

Twrema 4..J. Sio f : [.,, &) - R due w/1eck,iwJbile in 1.,,6~ e Jl<pp<)lliamocM:


l./ ('1)· / (6)<0;
l.f' (r J,r( z ) honnougnoros1on1e ln [",&] ;
J.f(..l·rc.. i> o
Dtfiniame>~rrironen:a/aJlllXtUiclle

~-·
( .... - .. -%:\
Allora uWe wwe un so/punto e€ (a ,&) /a/e che /(e) • Clel<>succeui<Jne
z 0 1entkt>ep"<iifc11.,. &inveudi...,JereloJWllelo
J".f(6)· /"(6)>Cl.<>1Malasr.ccm~
:.i.:o*'- l )+<irt(r+z')-2 •

• 2 -r-z'- ~"' +o(r'}- i+(z' +:r') +o(r'} "' - ;r• +<>(z' ) ~-·-..-%:\
( ....

z+log:i: • CI.
Alalesoopo
a. Si vuifichi che le ipotesi del mc:todo di Ne ..ton sono verific11c
wll'in!ervallo [;, 1J:
b. siscriv1csp!ici!~n1elafonnu!adi~·~cbc.usegnalll&
1uccenionc convergente 1lta soluzione del rcquazìone, p«<isal\do se !Ile
ron•-...genzasariperdirertoo~rec«uo;
c. 1icalcolinolc:primc:i1cr1llionidelrnetodo,fincho!ilri1ultat<>sistabiti.ua
ncllcprin1e4cifredccimali .
Par. 4. 5. Applical:òoni • çak;donumerioo

Il risultato ~ m bilìzzato nell e prilll<' 5 çifre (ne erano ri<:hicm 4). Possiamo
a. Sia / (>< ) • ,. + lop . fmnan:iqui eeons ~ c • 0 .567lilp<1n10rich ies10

1(;) - ;-1<O;/(!) • I >0;


A t itolo di~ri fic•. / (0.!>671 ) • -0.000 11 2,
quindiLafunzionc effeui\"ammte~ "quasi n ulLa" r>elpun!O c . '

f'(;r.) • I+~ >O in [;, 1]; Eserci zi

rc:1:J• -~ <O in (;.1J. e 1 1~ - >< • O


AU lesçopo
a. Si •·erifiçhi che le iporesi dcl metodo di Ne..ion sono veriftc.ale
sul l'intavallo ll,e);
b. si sçri•·a cspliçitamemc la fO<TI1ulo di ri<:omnu che assegna una
succes• ioocconvergcnte alla soluzione de ll'equazione, pm:ioandose tale
con•·ersenza sarìl perdifeuoopcr ccccpo;
g(t )- 1 - 1/Af - 1- t;+ft- 1( 11~~) c. s i caloo1inokprimeiterazionidelm<10do. f111<:hé il riS1<lta1<1 si stabili""
nellc pri111<'2cifredopola virgoLa

o • .- •~

.
{
<>o •! "· Medianie un coofronio &111ftC:o d<tenninarequante 50 lution i ha c dame
una prima locali.nazione.

ai - ~ = ~ "' 0.53788.
, b. Uiilizzandoil lll<'lododiNcwion.sçrivereespli<:itatnenteuna sucçcssione
deflnitl perri<:orreiua. cho con•·cr&-' •lla ""'"ima solu:.ione.
c. Modianic fa!goritmo prc«dc-n1e. calcolare il vakm: numerico
approssimacaal secondo decimalcdi unadellc soluzioni .

"" - g{0.53788) - 0.537~-~;~;53788) .. 0.56666 ".309·* Calcolare con • P!'f'O$$Ìn1Uione l'unica solutiooc reale
deltcquaOOncr'+:i:+ l • O.Atalfl r>e
a. Mosuveclle il m<IOdodi Nc,.10n~ 1wlicabilesull'inteMllo [- l ,O);
0
,., • p{0.56666) • ·~-~°!'~56666 ) .. o.56714 b. sçri•·= u plici•-nle t algoritmoitentivo;
c. cak:olate esplicitamente le prime iteruioo i. fi11ehé le prime due ciFn:
dKimali sistabll!nano

' Si no1icomunqueebo """c"t unre\WQne bonal< traq....ionumm> (-O.OOO Ll2) <1o


_.., ll'l <• il pun10 incui la funzione •iannullarealme•ll•

~·~ ••
'02 Cap. 4. C*1Dlodiffe<enmlepe..funzionidiun1variabile Par. 4.5.Applcazionialcak:olonumerico

4.J JO.* Calcolare coo appros.simazion• l'unica soluzione 4.5.8 . C• lco/i numerici •pprosslmati
dclreq...wonc logz .. ~- A tal fine mediante la formula di Taylor
o. Mosm1..,cheilmc1ododiNe»too è oppli<:abilewlrinmvoll<> [l,2];
b. scrin.., e•p/ki1<,,,,en1t l'algoritmoittn1.tivo; Rifcrimcnto:librodites10 1BPS1j.cap.4.§7.4
Llformula diTaylorconrestosecondoLlgningc:puòou ereu1ilizzatapcr
c. calcola"' es.pliciwnente le prime iten.zioni. fir>ehé le prime due cif..,
calal11"'numericamen•eunar~, inunpuntooinunin1ervallo.cooun
decimoli s i stabilizzano.
con110llodelrerrore<:ommesso.
4 .J ll.* Sivool<lcalcolarerunicasolw:ionedell'eq~
F.H mpio 4.31. Calcolare un ~•!ore appros:1ima10 di fa, con un errore inferiore a
•i==2 l / UXXl,uW1dola formul1diTaylorconretto""ooOOLlgrangc:
Llformula diTaylorçooresro""ondoLagrsngcperlafunzione/(z ) .. e' è:
cheelldeDOlrint«Vallo [f ,.-J
a. MOSlnve d>e k ipo1esi dt\ metodo di Newton sono wddiJfane in qnes10 e' = ~~ + ~:·:)::: ,,,.••
internllo..
b. O.foniro per rioorrcn"" una successione che .,,.,~np alla soluziooe p«unccrto l e (o. ~ )- Poichéper,.ni" si i..11•~ 1 >( 1 ) • e ,perz • i si ilil:
c.caloolan:esplkiu11nencelcprimcite~i , finchélcprimed""cif..,
dtcim1Ji sistabilizzano. .fè =~~ +z-~• (~+ 111 e, .,,.,, e(o.D
4.J l2 . * Si,1>0lecalcol1"'1"unica sol~ionedtlrequarione Pu~iòrerroredi •PJll'O"imazione~

chec.denell'imeniallo[O,f] .
a. Mostrare che le ipo1cJidtlme1ododiNe"1(111sonosodd isfaneinquesto
E. • 2""' 1 (~ + 1)!01 < z•+i~:+ I)!"
imer.·allo Anche se non eonosciamollllOOQ il valoredie 1f1 (è proprioq .. lloche stiamo
b. Definif1' per rÌCO<nonu un~ su«tSSÌ(lnc che CO<WtfiC • Il• soluzi<>M calcolando!)pcwiamodircche t 1f1 < 2, pcrohéc < 4. Perciò

c. Ca lcolan:lc primc1rcitcrazionidcll'algoriimo. O<E. < 2" (n1.· 1)1


Sitraua ondisccgliCf-erinteroninmodocherisultif;,,< ~. Tabulandoi
primivaloridi ~ ll'O\'iamo:

PO$Si&m<1scegliercquindiH=4.QueS10Jignitic1 che

.fi - ~~ + E,
4<M Cap. 4.Ca\coloditlerenzialeperlunzionidiunavWbile

C01L0<E4 <~.11 .,..lorcnuJllC'ricoawrossimatocheccrchiamotquindi So/uzion/§ 4.5.


U(l7.
~:dz. - 1 +f:a+ ~+~ - iij - 1.648... a.Sia/(z) "' •'''-z.
/(ll - •-l>0;/(•) ••' '' -•<0;

Esercizi
4.Jl3.* C.lcolan:Wlvalorcapprossirnatodie1,ç.oricrrorcinf...-ioreal/HXJ.
A tal fine: uliliuan la formula di Taylor con "'$IO sccoodo Lagranv; ..:rive.., /(L)/"(l)>O.pon:òbponiamoao • !.
e1plki1u1mml• i passaggi di magg;or.ziOflc dell"crro"' (u....., 11 dilUguaglìan,_.,
e< 3); scrive"' esp/ki1,,,.,m1e una sommatoria che as.segna il valore cercalO (non
~richiestoilcalcoloditaksomm•)

4.J l4.• Calcola..,unvalor'llapprossimatodisin1,wnem.:ninFeriort' a l/\O


000. A ial fine: utili:in.rc la formula di Taylor cOf\ resto K<:orKlo Layange;
scri~ett ••p/kitummt• i pallS&ggi di maggiorazione dclrell'Or"; scri,·erc
esplidttmt1~t• una sommatoria che assegna il val°"' ~reato, e calcolarne il ~•lorc

4.J \ 5. * Calcolare un valore OP!'fOSSÌmato di -j;. con un mon: inferiore I


1/1000.USIJ>dolaformuladiTaylorcon..,stosceortdoLag:nnge . (Llvariarnocon"""'c ifniinpioldiquolled,.vopiamovedm:uabil~)

4.J l6.* Calcolare un , .. loro approssimato di .[f. con unl'ttOn' infC1'icna A> • g(l.462) • 1.462+" ;_-1.
111 462
nij+l
,. ).732.
1/1000. uW>do la fonnula di Ta~lofwrt "'Ilo JeCOndo La~.
•'''·""- l.732
.., .. g(l.732) - J.732+~ · 1.763
fiii+I

a., • g(l.7113) a. J.763+ e•fl.;;:-:·;


63
. 1.763.

Aq<>tS!Opwitoil risuluto~otabi!illato. llpumori<hie>IO~c • 1.7&

..,.,..
~~a:d.::.~:::i.le fwWorrl e•,2-:r:l. Si>n<le~<h< '(UtSfigraflci
(Di,..,,.1rw:IDN r/gol"WQ: pokW wio ~-. p<r il, _ _ «g/I rn-1 ,,,,,_,
a1.,,,., 1<10nJmt:l<mt J.J/"/Jturwlfo (- 2,0j ~a/- ""'lnltrse:(()M '111/'inlllT>'a/lo
f0,21 qMi..di/n1"'1oa!m~2/nlu1e:/Olfi:pok/W •""fan:io<w iJtnll01>Hnllronvu.<<11
P•. ~.5. Applicaziooilllclllwkl....merioo

fal/TaJtrttlam.,Jt•eo.te""'- _,,.,,.,""°(IOVf'<pi~di2 ~ioni;pt,,,;6,,.,__,


u atra11,.n1<Z).
Ciòd1i<•todid<!enninareloool<Worit ....,.ima. quindiin~ <aso q1Jtllo pas/#wl,
ohe<1a1 parJCO<adrt~pionc1rin1on:allo[0 ,1).

... .. g(O.S37)• •....,(0~~~)·~.~+ 2 ,.0!>17;


l'a..tiornof.......,,lqui; ilvalon:dic ... bit~ all«OndodtcimoleòO.r.3.
Natur111moft1<.""" 0«1Qdi......, dtl pumo ~ pona o risultati irrtermedi di.mi. od
.... n1u.almmto a undi~numm>diil....,ioni;ilriSIJtlatonumcricofinolep<Wtquesto.

~.
" Sia/(z) • r'+z+ L./(- 1) ., -1<0;/(0) • l >O;
/'(z) • li' + l >OVz ;r(z)• 6zS0Vz€l-1,0).
Pen:illilmotoclodiNcwtontapplicai>ile"'lrinlerval1o~...
/J. Poichf /{-l)/"(- l)>O, dtfU1ian><>:

/(z) • •'+.>!-2 • 0
{ ~·.:. :t .. )
emostriam<>tbeilmolOdodiN~tapplkllbilein [(},!\.
/(0) • -1 <0; /(l) ••- l >O. g(f) - 1 - ~ - 1 - 1 ~;~+1 1 - ~~:.
f (z)• .. +2.<>0illll0,11;
/"(z)- .. +2>0 in l0, l). ao - -1; a 1 •g( l ) • -O.TS;
/(O)r(O)<O.pm:ill,,.finiarnoloJ11«<Uiollt: ... - g(-O.n) - -0.&86; a3 • g(-0.686)•-0.682.
Aqua10pun101tprimc4utoif,.dtcimalioonosubi!iuatc: c "'-0.68.

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a. 5io/(z) •iop-f. / (l) • - 1 <0; / (2)•Los2-j .. (}.J9l >O.
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Quiodi {:::·.:,71(-.) eoo g(z)• .. (z-:.ll~;'+a.
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•1•,(l)•0.&36; e: •1 •r( l) • l.S; a, •g( J.S) • l.7l5;
... - l( i.7l5) • 1.Til3; a., -.. g( l.T63) - l.7113.
l'<n:ill lalOll&ZÌ<IDO<cn:at.at.... bil;,,..,.11st<oododtcimalt.L.76

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f(z) • rou - ! <O in (l,•J:r(z) • -Jiiu <O in (f, .. J.
Par. •.5. ~.iç.olook>numerico

1Aipoto1i$Dn0ooddi>f011<

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•' • ~~ +1:: • 1.389+E, cooO < !.' <0.01

c. Calcoliamo:
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1in:r•~HJ'( 2~'";:)! +(:::)!:;:,{oim)i--,1E(O,z)
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(2>1+2)!~(o=)i-
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IAÌf>«••iSODOIOddisfon•.

r(z)•z - ~ - z-.:;:-:_zl .. n:.++~; l~(tin.<)l :!i lpotogniz,>1,


(pen:bflad<Ti ... tadiqualsioUonlintd<lla~ion< tinzt±IÙU "l'PJllltt±COU).

... ., • . g(.. ) -~ I~!< «im por 2"'.,(;,,+2JI < ~


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~-·
e: CakoHamo:
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q11irdi>1 - 2.,..bot>o.Sihooll01"1:
;';,;l~, ;;..~l:.?:i:m.iioale t 1.m.
0
11 .. I I I l
""2"'z -~+~-o·'™·
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IE.l•i-• •(!+1)1"' <20"(~+1)!<~


IEmnl • l(.2:•:)1•'1<{n2"::i1" <9· (:;:)r •n..
1
pot• ~ 4,infapi:

(l\o<he .. ...,cono>eiamoil'llortdio1.sappiamoche•'<9poteht<:<3).CalcQliamo
cap. , . Calcolodiff«enzialepe< funziool cUunavariabile

{ 2'.. '(~ + i)! }_,~ - ~·-A· ;k. ~- Cap. 5. Serie

-j:==~~-1-~+~-~+Jk - ~ - o~. 5.1. Serie numeriche


Rifcrimcmo: libro ditcsto[BPS l].cap.S.§J.
4.J 1 6.Cak:ol.<unvalorc"l'P""'~odi../f...-1aformulad.iT.,.1ortcn...a<> Per ~g:mdua!ni,glies<:n:izisonoquinoggru ppatiin4 sezion i:feprimo
dutriguardaoo.rispcnivarncmc.seric a tnmini pos itivi csericatcrminidi segno
~i...snnao«111.n • l.•datt .... ~dt1rmore-.ScrM..,,.,: •·ari1 bili;...,l la tcru. s i~u. noesncizilS$0flitidic nt rambiit ipi.lntuttccJ

v'l+z .. (1 + ~z-ijr+ As>) + ~f, ( .,11+";)1_.,• que<tcprimesetioniglicsen: izipos.wno~svoltiHn::agl/s1.-n1ide/


ca/colodiffen:n:iolc. La quarta sezioncinv..:econtic""csen:izi chcrichòedono
.,.,; hc: &li svil uppi di Mad .1uri11 per dctcm1i~ la parte principale di certi
infinites imi. oppure rusodella <krivata pcrstOO~ la moooronia di una
1pç.;cu ione.q"8ndoq UCS1otutilcpcrpotcrapplicuc ilcritcriodi t cibo i:..

5.1.A. Serle a termini positivi


Siprcsentanoqui es.mpid i5ericcbcJ'")$$00Qes.o<tcS1udiatiusandoicritcriv1 lidi
pcrlescrica1erminiposi1iv i. app!icandolcstimeasim~icheclocdioccndonodai
limitino1eV<1li(mas.nn faruso di sviluppidiMacLaurin)

Esempisvo(tJ
- h[-H-D(-D~] - -iih~ S/obilirtilcmartcn:dtllcugutmll.1'!r~ ( • din:1c lo u.Uc011verge. divt.-,.o
osci//a). g/ILff/fic<m<lolcfJ'O{ll'kconc/...,W..i.
cont <;;(O,t), quindi ~:S l.e Nou be"": in "'alti sappiamo che un.a socie a termin i positivi convrrge o
di•·crgt",q•indi una volllconstat.a!ocheefTcttivamente la serie da studi.are ha i
IE.l :s~ - o.002-I termini positivi (o definitivamente pos i ti\"~ o definitivamente negativi) il 1C17.0
CUCl fÌpllÒes<:l...tcre

Quindi UcmpioS. I.

( f.(,;;;+l- ,;;;) f.( ,..... ) (b


,~: > .,..,n +2\f,i+tin (l/n)"
•> •• 1

(•) Saic a tcnnini positivi.

..~.. ~ ••
Quir>di
""- 2..>12'1og,. <2,;i/f
'
Oni: la serie umonica general izzata E:= con n • 3/2 > I corm:rge; per il
critcriodelçonfronLOanchc la$CtieL; ~ co•"-age;per il criteriodcl
coofronlOa.sintotico, anchclaJCriedipu1en>.aco>nl'l!rg<!.

(b) Ll$CtiC~atennioiposi1ivi.PerildenomiMIOrevalola .iimaasint01ic•:


• (t:!) - ; <I,

Siprestia11enzioneaque$10 diversocomponamomo:

( '
n 1 + 2Jn +sin( l / n } ) "
" ~ ;i • ; '
Poicho!laJCriearmonie• L!diverge.l'idoa ~cheanchclanosuaS<"riediverp. 11
ln entrambi; =L la base (a.;1 ) -.:le a J; ,,., primo caso però responcnt<! ~
tenrii11< (3+timi) tosci llanle,ma cssendo - l :S:sinn :S: l,ri•ulta cosunto,quindi1nche lapotenza1cndc a l , "'°'n trenelsocondocasol'esponentc~
•·ariab ile. l apotenzad • uoafonn adiindc1tnriinazì~ ( i 00 ). chcanzi•iricoooscc
2 $( 3 +1in11 )$ 4.
dareillimitert0tevole e.
pereiòpouianiom inoran:
(b)~ric a 1crmi11iposi1ivi. La pr0$Cllzadeid~1ennini dicspomntc n

~>- ( n•+ 2Jn+sin


' (l / n ) )· - ~
n l - n'
suggeriocediapptican: il cri lcriodellaradico:

e poiché E ~ diverge. per il criterio dcl wnfrooto asin1otieo ancht


~~{J;. -~· ~ -~> 1.
L:(.,HJ•!.i/o))n diverge. e per il criterio dcl confronto la JCrie di pactcnu perçiòlaJCriedil'l!rge.
dfr~rge.

EHm plo5.2.

(a) t,~; (b) ~ ..~~.


{a)Scrie a 1ennini posith·i: la pn:JCnndcl fanorialccdel!a ?otcnz.an"
suggeriscono di applicare il t:r//~riod<!lropporro:

"'~" ~ ••
414 Cmp. 5. Sen.

5.1'.I.* Utilivando la J<:ric geometrica (e oon apPlicando le formule suldiacc


a J<:uola)J<:rivcrcsottofonnadifrai:ione i .. guenlinumcridccimalipcriodici
S1obilin • e '" Hf(Wlflj ,.,,;e a "'"';~; palilM CM\TTg<l'W o diwrl(OTW
pncisond() il cri1erio utiliu.oto. (o) 0.4; (b)0.35; (c)0.9; (d)0.2:Th.

- ("'+•J.i)
5. rn. * Ltog ~
"'" ' n + 4
5.1.B. Serle a termlnf di segno variabile
Siprc:•!!1ta•"'<1ui,,,..mpidi sui<!c1N!po......ocs..rcsi\>dia1i11$811do i critcri\"llidi
perlcscric a tcrminidi,..gno•·ariobile,opplicandoleS1ime asin1o1ichccl>t
5.11.* t.~ discendono doi limi1i notcV<lli (ma senza far uso di wumcmti di calcolo
diffi:rcnl.i1lc) .

...... ...f:(2 n +l/n+s


""'" )· Esempi s volti
i;,..mpia". Studiarclaconvergenl.llscmpli«eassolutadclla scgDC"ntcJ<:ric.
giUS1ificandolcprop<icconc:l11.1ioll i.

·-·f: ['"' +,'.'"("" ] ·


5. 14.* ~~
f:[';"! +;"(""] - f: [~] +f:["'!"1]·
_,
Laprima>eric~ a t<:rmini positiv~
-· ·-·
pcrciòlllprimaJ<:riccon•-crgepcrilcri lericidclconfrontoasintOlic:ocilconfron10
con la serie armonica gmmili=ta di esponente o > !

s.u t, ;;r Lo>CW<Hlascric~•:l<!gni a hemicpcrilcrimiodiLciboilcon•~.pcrché


1/ n /0.(Ricordiamocl>tcol i imboloP,,j Osiintcndochca,,con•·crgcazerocd
èmonocooa<le<:rcoccnt<:).
Quindi la .suic di partenza converge scmpliecmente. pcrché somma di due

''* t,(·*"-·) ~7.1


serie COflVt'fgC'Jlti. Quanto 111.a convergcnu auoluta.

I
l
5.. IU sin ~ +cos(n..)I . 1+ (- l)" sin ll l+ (- l )"sin l I
-- " --(- ! ) ~ -~ .... ;

..~. ~ ••
• bere taz1 ni a Ana M -af _a 1 o Jle Play - Moz F1 x

•1e Cap. 5. Sane

e por confronto asi nroticoçoo l•$Cricanncnica. l.ascrie dei valoriauolutidi•erge


Quindil.a....-ieooncorwergeHsolut.mcnre

F.H mpio 5.4. Srudiare lo con•ergt"nu semplice e HWluta della scgLlt:n!e serie.
giu.cif,çaniio lepropriecondusioni.
5.1.C. Esercizi sulla serie a termini positivi o di segno variabile
Si prescnllJIOOn1esen:izìas.sortiti (scrie a rerm ini p0s iriviodi scgnovori•b ile).
dieoonfannouwdi11rumcnridicalcoloditTCRt1>.iale.

Di ciascu"" <hl/e s•giw:"'i .ur~. dirr se c""vergr. diverge o wcilla.


""" i:
M<>lil'<#kJQ il _percltJ. (&la serit i: a /trmini a segno 1"1Tiahile. riclriaw /o
s1t.Jio<k//aconvergen::a anolu1a)
e ptr il crirerio del confron10 e de! confronro uinmtico, la serie di parten:r.a
converge u!Olutamcn1e. Quilldi çonverge ancl>e semplicemtflte.

Etierclzl
Siab//U. st lt st gl#!nli ••r'- o 1utr1ini di..,,.,, "'11"iobilt convergono
msoluta1nent• tlo.umplict -nlt, giustif1eandolt propriectN>C/Ufion/illbme ai
crittrisfl.Jiati.

:ç...,fo +(- lt n
5.20.* ~~ 5.ZJ. * ;:;- -
, ,-

5.l"'·* r=sinn
5.JU ~n1:3
•.,;;;r.
5.25.* ~(- !)" ~
HO.* t.n>~~~;~l

5.27.*

..~. ·~ ••
I Pia M - • X

41 1 Cap ~. Serlil

~,•r~-1
5.6J. • L... -
- 1 11+1

f:!r +"'
_'l"+ n!

5.41.* ~1uin ~

Stabi/ir1 u /f! ugutnti urie~ semp/ke""'nlf!, ' u ~""''""'°


assolull•~"'"·

,_.,_. t,,;;;,.;••,(·•D'
""·* ~«~- 1),,r.

..~.. ~ ··
• E>ercitazi ni a Ana11 M -af _a 1 ,o Jle Play - Moz Fir x

420 Gail. 5. Se<ie

5. 1.D. Es ere/zlsul/eserle cheutilizzano tvide111cmn1~ dtcrcscono 1ll"aumcmare di n. Ma""" appena 1i passa a


anche li calcolo differenzia/e •uccc:ssiooirMnoclcmentari,la cosadivcnlamenoovvia . Ade~mpio

Riforimcnto: libroditesto (BPSl ], cap.S, §l,cap.4.§7.3.§4.2.


J Pf05Jimi csm:izi utiijzzano 111<he suumemi di calcolo differenziale: sviluppi
.. . ~
diMacLlurinpcrdartunastima asinwicadl:llC1minegcnen.1c1Mloscric,oppure
ccnamcntettr>dc 1 zeroperC011frontodiinflni,i.maoonèoV\'ioche sillrnonotona
l'u110 dl:lll dcrivataperpervcrificare lamo_,ia di"""5UCCC!SÌOne
dtcrescc:ru: al crescere di n. infatti. creSCQl>O sia il nurnc:r11tore che il
dl:nominaun. e; baotc<d>bo sapere che per n m:loi&ÌOl'e di un ceno "G la
Esempi svolti Jl>CCCSSiooe sill decrescente, ma anche questo non è banale: da stabilire pervia
purvn<'llte algcbrica.Seperòesisteuna funzionc/ (z ) di>'ariabilcreale.dcfinita
r..MmpinS.S.S!udiarebconrergcnz.ascmplicee..,soluradc!lafeguentcscrie
alm•noper" > Oopcr.,abbast1nzogrande, 1aleche ..,. • /{n) (ìnqUCJtocaso~
/ (z ) • logz/ :r). a.Jlora lo studio dol dtcrexm: di ..._ può es.se.-.: ricondono alkl
~Hl" ("-" ) >1wliodl:ldn:resccredi/(z ).S./ t decnsccnrc n/1MOOp<:r%"""'1s/<1NUl
gondt. olloro ..,. JOt'd~meoltm!110fJ<'rnolib<u1an:ogrtU1<k.Asuavolta,
perstabilirequestol sufficic-ntcpravarechef' (z) lnc~i.,..pcr:iabba•tanza

fHJ"("-")f· "(•'- •) - ;. grudc.ilche sipuòdfdurttrisolvcndoladisequazionej' (z)< Ooppuroconunn


JliMo osintl>llca di !' iwr z - + oo. come t i è fatto n.elTesempio precM<nlc. Si
perri6 la serie diwrg< iwo/wamemc (crircrio dcl confronm asimOlico, confronto no1iche. oleo<11rario,unastim1uin10tica su ..,. _conulfle didedurrela
cooscrieannooka, d i,·..-geme) monolonia di ..... Adewmpio.fe o,,,,...! qucJ10-Ùltp/kocl>e4 0 1i1una
Lascricdip.anenzoè 1 fegni1ltHni,conu•rminc:gen.eraletcndcntcazem. 5UCCHSÌOne dl:finirivammte decresct111C. 11 cak:olo diffcrtnziale quindi in enti
ca.sirende~canicauna,..,,;roca chepervia algcbriclpo!rebbecSS<lrelaboriosa
nlc::.Zlicar1 il cri1erio di Leibni• verifichiamo lii monol<lflia di &,, - ~! - e!

FM:mpioS.~. Stabilinoi1canttcredc11as.:i;....,,tcserie
/ (z ) • e !- ~ ! ;

Per Jtimue il 1crmin.e generale. u1iamo gli •viluppi di MacLaurin delle


per " - +oo. Quindi f' è dl:fini1ivlll,..,,le negati•·a, f è dcfiniti.,..men1c fun:cioni•inz,Sll:r
decrcsccnte,e&,,èdcfinitivamenrcdtcrescwtc. PerilcritcriodiLcibniz.lascric
dipancnzacorwcrgescmplicemcnrc •Ìn~ - ± - ~H(~} Sh± .. ± + ~+o(~}
s.1. l'<!n: hé U5'1 ...,ll dcrinC• iJ<r •ludia,..lamomotoniA diun •
O...,n ·a,;., ...
1 ucc.,.,io ~c.
li criterio di Leibniirichiede la verifica dello monotonia di una cena
JUCCessionc, msia il f1110 che " •+ I 5 "• pcr ogni n. In cu i mollo seonplid. I•
moootoniaètvidcntedalla formaanali1icldio,,, adesempio

' '
;·;r+I· JOg; '

jcws

·~· ~ ••
• bere taz1 ni a Ana M -af _a 1 o Jle Play - Moz F1 x

422 Cap. 5. S&rie

Lastinuocidicechesitratt1diun1...rica1mnini(defini!ivsmente)ncga1ivi; Soluzion/§5. 1.
per ilcrittriodclconfromoHintoeic:o,laKriccon""~·P"'"çonfron1oçonl1Kric
lll"mOllicageMraliizata.El /1<~ .,.,.,<>> I a.-i:. .. p . pmiò la..,;. """""li""• per il crilerio dtl çonfi'onlo
aintOli«>,cdilce>nlÌ\>nto"""la..,;.anr,oni<aiseaoml..,..I: ~ ron <> • 2 > 1 .

Eserç/z/ s.l . ... --1/- · ;;:l.. i-cibll...,.;.~.,,.,.Jlcritorio<:ltl«><>l'nioto

S1ablli"'1i/c(JTQ(/t ntklltugw111iserU · aintotico,odilc""m..io«><> la>Critormoniçr,samoliQatoI: ~ cono • f < I.

5.71-* ~~
l'erlo g<rwebiadqliinfmiti.
5.72.* t,( - l)"'°!'n
" · (.. -
... -;;?" ' !)!
dun<juela..,;.comYrgf.p<l"C0<1fmnto ain1otir;o...,..quclladi ~ {cll<oswovoha
ton~. od....,,pioperil<ri•criodtlf1IW0!10)

~... 3-;~m · (i)". _,.m_ 4·(i)"


Slwliare la ron""rp~:a stmp/ict e ossoiUla della ugwnt• strlt. girutiflC<llld<l I•
propritc<melu.Wn/ci1andolcrl1~rltllili::a1/ 3

f:1-1r(-l- -···~)·
•~ l yn
dur>i;juelaS<rie""""""',perconlÌ1>Moasim01ioo"""la,..;oge<llnCU'kadi ragiont 3/4.

U. l'erlal"flr<hio<ksJiinfinili.

•. - ~ • ~ $ ;k(dtfm~ivamcn<•)
(J>OTthflcJtn $ .;ndtfinitivamente~DwnQuepu iloriteriodtlc<110lfwilo-'n!01i<o.<ptr
confn:>ntocoola-XL ;;:l. <l/2 > 1 ) 1aocric~.
5.7. Appliobiamoil <rit<riodtlrappono:

~ · 1!71~.,·~ - ,ff!- -;h -i - n


pmillperilcritoriodtlrappono.la....-it~.

f (- l)"1< + •inn
- n2 +1
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

Poi<W "tl/r-l, Snie1tami•ipositivi,opplicoilcri1<riodol"WOl'<>-

Serie 1 l<ttt1ioi (dof1ni 1ivamt111t) poo~ivi; per il critc1'io <lii con fronto "'intolico. la soric
~'"s·*'"'(-+z).,. .
dW..p,peroon!n:i1uooonla ... >oOIYllOlli<1
- ~-7.< l, pm:iòlasoricCOl'lve!p

S. IS. Serk11mnilùp<>1ìtivi. Poi<W ~-l.

~c~·-\~)logn- (;'_\~. -1)1ogn - (~.~~)·- ~-


- ~--J,.. ~s;;kdeftn~iv111nerm,
Snie 1 tmnini(dofinitivarnmu)positi.;;perilcrilcriodcloon1Tootc u inlotico.losoric
Cpotthf3~n s/ft .:1of.. ~iVllm<n1•)per-ciòperil•ri1criodcl<onfrootoasimotico.il
..,...n-gt,perC<JCtffonloconlaserie..,,,...ica...,....1i....,i;1 /,,. <ono >l
<rilcriodclcoofronto,<dil<on!romo<01tlalaS«ie"""""icl~lìuatodiospontru•
S/2(oonv.....,tc),laserie e<>"""r<·
5. 11 . Strie1imninipos~ivi;opplicoll<ritcrio<1olrappono

~ "" ("{:~:~~'. ~ " (11!1). (~)'-; -o< I,


S.lf;. S<ri<ll<r'Tltinipositivi.,..ppli<oil•riteriodtlr>ppono;

~ . ,,c .. 1 1.(,.+ 1)! _~ - ~-~ - E. -o,


pm:iòlaser>o.,.,,,..,.,., o. (2n+S)' 3'"° ·n! (2n+3)(1n+1) 4n' 4n
p•rd6peril<ritoriodolrapponol1..,n.cmvef1•-

S.l7.Seric 1 1mninipositivi . lllànore t?- l>Qll~limi1e,n11ooddisfiilc


11+~+5"'~>~ dis""""1....,,,
peri!niteriodol «>nfromoasimotÌ<o,llaioeriodoloonfi'onto,oil<G01tn>nlooonlas.crio .-'s•-se.
1rmOni<1 di~.laserio<irv<rg<.

•"+ N- 3+ N>
-~-- ;·

Sino1icbobprirnasiimoasinl0Cica~ 1il&$tifiatadalfill0cbo( ~- ~)-0, il<lle.•


C«intludiarnocbe-,perilcri!eriodcloonf'roocoede\confi'onl<o .. inlOlico.cil«>nfi'ontotM
..,.,,;ro.,,.~f1<111<>1prio<~
..guedall111«01tdaS1imo asimo<i<o. blttieormonica(di~).lasoricdiv,..,..
C-1""°""'11...n.t11mnini(de finiti.....,......)noptivi;porilcriteriodel oonfi'onto
uinto1io<o,lasoric~,per«111fi'on10<0nl1soriconnoni«I

~J t1 vaw_ jc ws
r'' _ ZJnPf
• E>ercitazi1 ni a Ana11 M c-af _a 1 ,o Jle Play - Mozi Fir x

421 Cap.5.Serie

5. l t. Serie•icmoinipositivi. 11PPlic h;amoil<rilorin delnippono. ~l•l. c..:i.......,...,,plkemotitepo< il<Tit<ric> dileibniz. lnfani ò unaxrie a sq;nl

~" ~~ ~n1 ;!t - f,;;- ~ - 2(;Ti)" '" 0-!:r- ~ < I. l + n~J,. I O.


Quindi,peril<riltriodel"""""°'lasuiecon>ap.

14-1- ~ , seritdi\l<l"ll<nte
o.4 • 0.4444... • i1i+~+~+ .. •4t,h · !.ll. e!- 1 p<r<iòl1serit~<M•OTJ•"""Plicemrnte{perchtil10nnine
gerienl<"""L<ado1u.-o),equ iodit..-hewolLJtaln<rlt<.Siplllldirtche:laseritdi
~·""'""'illo: l asuiedciniodulidi•<r&<·

t, Jii+,.~- l)"n • t, ;;k + t,1-1)"~.

(b) o."!S - o.~ ... .. ~+~+~+ .. - ast,~ - L.oseri•É, ;l. . • tmninipooiti,oi,corw<rge;

1axne,!: (- l l"! .1segnioltcml, con•·OTJ•perilCJit<riodiltibaiz.


- ~(~- ·) - ll9~.
1
Quindilasu;.~ 4ewip/r-mt•.
l ,..

<•> o.li • o.mo... .. fo+~+~+ ... .. ~t,J5. -


I A prin\lxriecott\"Cf'l<(-h.tlamen<e),lasec-.d i•...-p(serit~).P<ttillla
ocrit di•«t<. ooaia:llseri<dlparten>1d;u,pauohilam<nt•.
Sino1iilpasaggiofouopeo-otudian:ilniod••k>:

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428 Cap.5. Seria

5.29. Scrit&tenni11ip:ioi1ivi.

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perilorileriodoltoofroniouioil,,.kotdil<onftonlocoolaocri<llnl*>ko~liuata
U:.<>•2>],laocri<~.

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Perilcritcriodol<0<11fontoodoloc111m...ouiillcliro.•ilcool'ror1cocool.o.icri<
&nnonic:•&enoroli>.Dttdie_..,.3/2;i.J,laseri<dipaittnu~auoJ"'-•
5.J t. Serioatttminipositivi,opplichìamoilcri!criod<Jlanodke:
equindi"""'"lf''Utp/i<:r.•"'•

5..27. SttieoltTminidisqn.oY>riobilc; ~-~-~-0<1,


pm:iòbstòerom·n-p

s...12. Sttieoterminipos~ivi
Periltri<eriodolcoofrontoeilcrhriodtl<onfrvnto uÌOIOli<o. perCMfrornoeo<1l ostòe
annoni<:ottntnJi~I:1/n•. 1a..n.dti..,,1orimotucicoomp.
Qllindilastòedipan....._'""'""""'-"""'"n1<,<perçiò~,.1np1ic<••1<ntt

5.28. Coo>v•'l!<"IU.--

15n+(-1i.::'+1o&•,.1-f. • :];, 5.JJ. c_,,,.pen:bt<011YerJ<:auoluwntn!<.Laserie <lci valori11S$OluCi, ••..


volu. <011•orgepailcriceriodol .......,. lnf.oni. .. l>. • 5, >iba

:c!:;:ffon<oMintoek<><O<I laserieormonkadi~tme, lasericdipartenuJ/Yvgc ~ - fnl";;J!·~ - ;-h-o<J.


Coowrsaui .. mplicc:
C~ pm:h<! ~una ..ne• 1mnini pos~ivi. •per il crilcrio dol conm...o
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pen:iòper ilcri<modiLeibnizcooYeri<.

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430 Cap. 5.Seòe Pe<. 5.1. Se<ieoomefiche •31

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Scrie1t<rminìpmitiri;pttilcn....lodelC<>rl6--ootoasinlo!itoodelcmtonlo:
siaso~dell11Wedi ... S""1iamo_.nihima serie eo\crit<nodelr;lpp0fl0;
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!..JB. N""<""nrJ<pttchéil1rnnino~nontmdo 1 "1'0. lnohrt.S!"~iando
pm:iO la serieC<>rlVffi•(eanobela ... iedipan......'l'Jindi°""'"'8<')
la>Ut«SS;.,.,. •. dellt""""'"psZilli. .; ~cbe •. nont•ndonta +oo nta -oo:
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5.4 1. Scrlt 1 1<rminipooi!iri. Appli<a il<rit<riodol ....,fiuito asin!O!i<a·


... -~ (;-H- 1) - H;h) -~-
... - ~· ...
dietunaootiec""~•, «>m•si- dll criteriodelrappono:'t' • ~- 0 < 1.
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5<1ie1t<rminiposìti.;.Applkoilcriteriodelcoo&ooto ..,il!0tko;
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Cap. 5.Serie

~c-1~;;,·iM) • ta(-1)" n~ + t,n:::,..


Loprirnlseri<f a segni altunieeonvqcporilaileriodiUibnizpmht ;;i!rlO; la ptn:iòporilerikriod<l oon&onloeòeleonfiolll00finto1i<o,laseric"""·Uf"
secmdaserie-vug<pmhteon•·..,easolLll.....,,e.inquamo: -.ilw lam.,.e. l'crtamo.~-lttztmpiknttmo.

s.u Scrio •l<lminipos~i•i.

con>erpn1eptril<rileriod<l eonlimto,eilcon&oruoeonlaseric"""""Qgenenl...,,.. a, -l;n,.Jn--fn


I:l/1.-<<>n<>>l.Essendo"'"""" di du<>eriecon>O!V"1Ì.laserledipw1mmcorrv<rp.
pm:i~la>eriedittrg<,pcroontimw11Sim01Moooon ;b.\l/l< I)

5.~. Serieosegnialln-rt.i. tan ~ -Oedèmonoto11ado<re$cente(!<1ocrau,eptr


i-nl$l,Jilla-hol1in(<Offl)/.S,;,,1 z ~(O, l) tan.U>Q«). hr ileriteriodi Uibrr i<, I• ,.ri< «H!>'a-gt1S<lllp/ict"'<Trt.
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04 Cap.5Serie

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