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COMPETENZE INFERMIERISTICHE NELLA

GESTIONE DEI DRENAGGI ADDOMINALI

Corso di laurea in Infermieristica

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I DRENAGGI ADDOMINALI

Gran parte degli interventi chirurgici determina la


formazione d’ampi spazi morti e conseguente raccolta di
liquidi:Possono rendersi necessari diversi giorni prima
che i tessuti circostanti comincino a riassorbire i liquidi
stagnanti.
La presenza di liquidi stagnanti,aumenta in modo
considerevole il rischio d’infezione,poiché essi
costituiscono un ottimo terreno di coltura in cui i batteri
possono proliferare.
I sistemi di drenaggio sono utilizzati in quegli interventi
che, determinando un considerevole accumulo di
liquidi,possono portare alla formazione di un ematoma o
sieroematoma:Si tratta generalmente di grandi interventi
come le isterectomie,le resezioni in chirurgia addominale
ed in urologia.

DEFINIZIONE

IL drenaggio nasce come presidio terapeutico,ideato allo


scopo di allontanare,via via che si formano,secrezioni
patologiche,materiale infetto,raccolte di sangue o altro
materiale,conseguente ad interventi,ferite,traumi.

CENNI STORICI

L’uso del drenaggio in chirurgia è antichissimo,si hanno


notizie che fanno risalire l’utilizzo del drenaggio a scopi
terapeutici ai tempi d’Ippocrate,vale a dire più di 2000
anni fa.
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Al tempo dei Romani, Celso scriveva:”Il LIQUIDO
ASCITICO DERIVA DA UNA MALATTIA DEL FEGATO
O DELLA MILZA ED E’ FORMATO DA ACQUA
ACCUMULATA NELL’ADDOME. PER EVACUARE IL
LIQUIDO E’ NECESSARIO INFIGGERE
NELL’ADDOME, QUATTRO DITA AL DI SOTTO E A
DESTRA DELL’OMBELICO,UNA CANNULA
APPUNTITA PROVVISTA AL SUO CENTRO DI UN
ARRESTO CIRCOLARE E SPORGENTE PER EVITARE
CHE SCIVOLI ALL’INTERNO. ATTRAVERSO QUESTO
CONDOTTO SI FA DEFLUIRE IL LIQUIDO”.
Per arrivare ai giorni nostri, i primi contributi risalgono
al 1905 con YATES, che pubblicava le sue osservazioni
sperimentali sull’uso dei drenaggi nei cani,incominciando
ad illustrare le cannule descritte da Ippocrate e Celso,i
tubi a sigaretta di Kehr (1882),i drenaggi a suzione di
Kellog e quelli sottovuoto di Heaton.
Le ricerche di Yates avevano evidenziato che il drenaggio
è rapidamente circoscritto ed isolato da tessuto di
granulazione,all’interno della cavità (pleura,peritoneo) e
quindi il fine del drenaggio è di “rendere esterna”l’area
interessata al processo patologico.

CONSIDERAZIONI

L’impiego dei drenaggi in chirurgia è sempre stato


controverso e dibattuto;ancora oggi esistono due schiere
di chirurghi che sostengono opposti pareri:

 Alcuni affermano che il drenaggio,portando


all’esterno i liquidi,elimina un potenziale terreno di
coltura per i germi,consente di diagnosticare
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un’eventuale emorragia postoperatoria o permette di
somministrare farmaci.
 Altri sostengono che il drenaggio stesso è fonte

d’infezione,che può creare reazioni da corpo estraneo


con conseguente produzione di secrezioni
infiammatorie e che può provocare lesioni da
decubito.
Poiché l’esperienza e i progressi in chirurgia non hanno
completamente annullato l’utilità del drenaggio,dove sta
la verità?Probabilmente in mezzo.
Oggi, ad ogni modo,se la patologia non è di tipo settico e
la tecnica chirurgica è stata ottimale,l’utilizzo del
drenaggio di principio va evitato,perché va ricordato che
il drenaggio mette in comunicazione una cavità interna
dell’organismo,TEORICAMENTE
TEORICAMENTE ASETTICA,con
ASETTICA
l’ambiente esterno sempre in parte settico,costituendo un
danno,e non un vantaggio,per la guarigione chirurgica.
Quello che scriveva Lawson nel 1887 “non dreno mai,
salvo quando ho un dubbio…e ho spesso un dubbio!”non
appare più attuale.
Come precedentemente detto, a seguito di un intervento
chirurgico può verificarsi un accumulo di liquidi:
♦ Per il processo di riparazione cellulare avviato
dall’organismo
♦ A seguito di perdite delle strutture vascolari recise
nell’asportazione del tessuto
E’ quindi fondamentale eliminare i liquidi in eccesso per:
♦ Ridurre la raccolta di liquidi,possibile fonte
d’infezione
♦ Ridurre ematomi/coaguli ematici che possono
determinare pressioni indesiderate sulle strutture
neurovascolari

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♦ Favorire approssimazione ottimale dei tessuti.
Si ricorre al posizionamento del drenaggio per:
 Per rimuovere i liquidi sieroematici a seguito di
una dissezione
 Per rimuovere i liquidi sieroematici in seguito
all’asportazione di estese porzioni di tessuto che
provocano la formazione di una cavità
 Per rimuovere i liquidi sieroematici a seguito di
una resezione ossea
 Per eliminare gli spazi morti
 Con funzione di “spia” per monitorare il decorso
post-operatorio.

E’ PRASSI COMUNE RICORRERE AD UN


DRENAGGIO QUALORA VI SIA UN ELEVATO
RISCHIO DI SANGUINAMENTO O DI RACCOLTA DI
LIQUIDO, A SEGUITO DI UN INTERVENTO.

Il posizionamento del drenaggio può avvenire per:

 VIA CHIRURGICA:laparotomia o laparoscopica


 VIA PERCUTANEA:eco,TC,RMN e radioguidata

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TIPI DI DRENAGGIO

Esistono principalmente due tipi di drenaggio:

 IL DRENAGGIO APERTO,che sfrutta la forza di


gravità
 IL DRENAGGIO CHIUSO,di tipo aspirativo o
sottovuoto.

Il drenaggio APERTO è realizzato mediante:


 Drenaggio semplice,costituito da una garza, che
può essere usata asciutta o intrisa d’antibiotico o
altre sostanze:Tale drenaggio si usa spesso per
ascessi glutei,suppurazioni cutanee o patologie
dei tessuti superficiali.
 Drenaggio semplice tubulare,di gomma
plurifenestrato,che drena all’esterno i liquidi per
gravità.E’ il più semplice e comune.Può avere le
stesse indicazioni del drenaggio semplice,ma è
più indicato laddove vi siano estesi scollamenti
come flemmoni o gangrene:E’ utilizzato, a tutela
di anastomosi colo-rettali basse a fuoriuscita
anale.
 Drenaggio semplice capillare (PENROSE):, in
lattice; sfrutta la proprietà assorbente
affidandosi al fenomeno capillare per convogliare
all’esterno liquidi patologici che non possono
essere drenati in posizione declive:Grazie alla
loro morbidezza possono essere posti a dimora
vicino a strutture molto delicate,come quelle
vascolari.
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 Drenaggio filiforme,sfrutta il fenomeno della
capillarità:I primi modelli di drenaggio filiforme
furono fatti con crine di cavallo;attualmente si
utilizzano fibre inerti,tipo monofilamenti,per
drenare eventuali raccolte sierose
sottocutanee.Dai drenaggi filiformi sono derivati
i drenaggi con scanalatura,che da un lato
soddisfano la capillarità,dall’altro possono essere
posti in aspirazione senza collabimento delle
pareti.

Il drenaggio CHIUSO è rappresentato da:

 Drenaggio sottovuoto,(REDON), costituito da un


drenaggio tubulare di vario diametro,collegato a
soffietti in plastica che si espandono per mezzo di
sistemi a molla:Spesso utilizzati negli interventi sul
collo o sulla mammella.
 Drenaggio in aspirazione,costituito da un tubo
multiforato all’estremità distale,da una presa d’aria e
da un dispositivo d’installazione.E’ rappresentato dal
drenaggio di Boulau che fornisce anche informazioni
funzionali.

La cavità da drenare,qualora si presenti con tessuti molto


infetti o traumatizzati,può essere sottoposta a lavaggio
continuo con un sistema in ingresso che apporta
soluzione fisiologica,veicolante o no antibiotici, ed un
sistema d’uscita in aspirazione.

E’ NECESSARIO RICORDARE CHE OGNI


DRENAGGIO VA FISSATO IN SUPERFICIE CON UN
PUNTO DI SUTURA IN FILO.
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Solitamente il drenaggio può essere posizionato in:
- una cavità intraperitoneale
- una cavità extraperitoneale
- nello spazio pleurico
- sotto le fasce muscolari
- nel sottocute
- in uno spazio neoformato,in seguito a
svuotamento di ematomi o ascessi o ad
asportazione di organi o strutture.

I tubi di drenaggio chirurgico sono prodotti in


polivinilcloruro (PVC) semirigido,in silicone
morbido,gomma e polietilene. I materiali sono scelti per
la loro biocompatibilità,anche se il silicone è certamente
preferito poiché è il più delicato sui tessuti.
La lunghezza ed il diametro dei tubi di drenaggio variano
secondo l’intervento e il tipo di ferita in cui devono essere
posizionati.
Il diametro dei tubi di drenaggio è misurato in French
(FR.),Carriere (Ch.),Mm e Pollici:La forma,tonda o piatta,
dipende dalle preferenze del chirurgo.

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COMPITI INFERMIERISTICI NELLA GESTIONE DEL
DRENAGGIO

Il compito del personale infermieristico nella gestione dei


drenaggi può essere così riassunto:
 Rilevare le caratteristiche del liquido
 Misurare i liquidi
 Svuotare la sacca
 Riattivare il dispositivo aspirativi
 Mantenere la sterilità
 Mantenere la pervietà

La qualità del liquido drenato è molto importante;nei


drenaggi addominali è ragionevole evidenziare la presenza
di siero e/o sangue,ma non infrequentemente è possibile
rilevare liquido biliare,enterico,purulento,chioso ed aria.Il
loro tempestivo rilevamento risulta efficace nel processo
decisionale diagnostico terapeutico.
Il funzionamento del drenaggio deve essere controllato con
attenzione;è necessario mantenere la pervietà irrigandolo,
se occorre, con soluzione salina.
Giornalmente il reservoir va svuotato:o attraverso la
sostituzione,per i dispositivi monouso,o attraverso lo
svuotamento tramite la valvola o rubinetto connesso:La
quantità di secreto rilevato al momento dello svuotamento
deve essere annotata, in mdo da poterlo conteggiare per il
bilancio idrico delle 24 ore.
Possono essere praticati controlli periodici di tipo
batteriologico del drenaggio;i drenaggi a sistema chiuso
presentano una MINORE INCIDENZA d’infezioni.
La cura del drenaggio permette di evitare complicanze o di
coglierle al loro esordio:
-infezioni
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-lesioni da decubito
-malfunzionamento
-occlusione

>vedi istruzioni operative per la medicazione<

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I.O.:MEDICAZIONE DI UNA FERITA CON DRENAGGIO

SCOPO: eseguire medicazioni,sostituzioni dei drenaggi


rispettando le norme di asepsi.

MATERIALE OCCORRENTE:

• Guanti monouso in lattice


• Guanti sterili (per medicazione con guanti)
• Antisettico iodato
• Etere o esano
• Soluzione fisiologica
• 1 siringa da 10 ml
• Garze sterili e non
• Tamponi e contenitori sterili per eventuali esami
colturali
• Drenaggi sterili
• 1 telino sterile
• Ferri chirurgici sterili (pinze anatomiche e
chirurgiche,klemmer, forbici)
• Pinza mungitubo
• Fobici non sterili
• Bacinella reniforme
• 1 carrello servitore
• Cerotto anallergico
• Contenitore per taglienti e rifiuti speciali

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TECNICA

♦ Curare la tenuta della divisa e l’igiene dell’operatore


♦ Informare l’utente
♦ Preparare l’ambiente
♦ Preparare il materiale
♦ Preparare l’utente
♦ Lavaggio antisettico delle mani
♦ Indossare guanti monouso in lattice
♦ Allestire il campo sterile con il materiale occorrente
♦ Rimuovere la medicazione
♦ Osservare le principali caratteristiche del materiale
drenato:quantità,con esistenza,colore,odore
♦ Osservare la ferita e la sede di inserzione del
drenaggio per la presenza di eventuali segni
d’infezione
♦ Verificare la pervietà del drenaggio:in caso
contrario,comprimere manualmente o con l’aiuto
delle pinze mungitubo.
♦ Accertarsi che il drenaggio non presenti pieghe e che
sia ben posizionato misurandone la lunghezza e
verificando eventuali variazioni rispetto alle
misurazioni precedenti
♦ Controllare che il drenaggio sia ancorato saldamente
al fine di evitare una sua possibile dislocazione
♦ Disinfettare la cute circostante il drenaggio dalla
sutura verso l’esterno senza mai tornare verso la
sutura stessa
♦ Ripetere, se necessario,più volte questi passaggi
avendo cura di utilizzare una nuova garza ogni volta

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♦ Se il drenaggio viene rimosso oppure accorciato o
sostituito,effettuare un’ulteriore disinfezione della
sede in cui era inserito
♦ Tagliare una garza ad Y e posizionarla attorno al
drenaggio
♦ Posizionare garze sterili della misura adeguata a
coprire la ferita e il drenaggio
♦ Fissare con cerotti i bordi della garza in modo da
lasciare libera la parte centrale della medicazione
♦ Riporre i ferri chirurgici utilizzati
♦ Registrare la procedura sulla documentazione
infermieristica segnalando eventuali osservazioni e
l’avvenuto controllo del drenaggio

TEMPO RICHIESTO: 15 MINUTI

PERSONE COINVOLTE: INFERMIERE

RISULTATO ATTESO: LA CUTE INTORNO AL


DRENAGGIO MANTIENE LE CARATTERISTICHE DI
ASEPSI

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