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Università degli Studi di Genova

Facoltà di Ingegneria Le qualità terziarie


Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica

Psicologia della Vedere Æ pensare Æ sentire


comunicazione visiva
Tachete e Maluma?

parte VI

Fabrizio Bracco Qualità terziarie

a.a. 2005-
2005-2006

III trimestre

Il volto comunica…
Teorie evoluzionistiche delle emozioni Già Darwin intuì il valore
“Chiunque sa cosa sia un’emozione… finché non adattativo delle emozioni,
sia nella loro componente
gli si chiede di definirla…” comportamentale (azione
Fehr e Russell, (1984) volta alla sopravvivenza)
che espressiva
(comunicazione facciale e
corporea di uno stato
emotivo)

= PAURA
L’emozione potrebbe essere interpretata come un insieme
complesso di interazioni tra fattori soggettivi e oggettivi, mediate da
sistemi neurali e ormonali che possono:

¾ dare origine a esperienze affettive, come sensazione di Attivazione dei


Attivazione dei
attivazione e di piacere/dispiacere; Esperienza
Esperienza dispositivi
dispositivi
soggettiva
¾ generare processi cognitivi, come risultato di effetti percettivi soggettiva
della paura
paura
innati di
innati di
della esibizione
esibizione
emotivamente rilevanti, valutazioni, processi di della paura
della paura
riconoscimento;
L’espressione della paura Il ricevente possiede
¾ attivare reazioni fisiologiche di vasta portata; (la configurazione facciale dispositivi innati di
¾ condurre a un comportamento che è spesso espressivo, dell’emittente) è interpretazione del
messaggio per il ricevente messaggio emozionale
finalizzato e adattivo.

L’importanza del contesto


Teoria delle espressioni facciali di Ekman
Æ Il FACS (Facial Action Coding System)

Azione Aggrottamento Sollevamento Ipersollevamento Sollevamento Angoli della Apertura Sollevamento


facciale delle delle delle palpebre delle bocca della del labbro
sopracciglia sopracciglia superiori palpebre bocca superiore
inferiori
Base Corrugatore Frontale Elevatore della Orbitale Grande Orbitale Elevatore del
muscolare del mediale palpebra dell’occhio zigomatico (per della labbro
sopracciglio superiore il sollevamento) bocca superiore
Depressore (per
l’abbassamento)
Felicità X Sollevati X
Sorpresa X X X
Collera X X X
Disgusto X X X
Paura X X X X
Tristezza X X Abbassati

Vittoria alle Olimpiadi Liberazione dalla prigionia in Iran


L’importanza del contesto Il sorriso Sorriso simulato Sorriso spontaneo

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Sorriso non solo come espressione di gioia ma anche, e


• Un nuotatore nel momento in cui realizza di aver vinto la
soprattutto, come strumento per l’interazione sociale
gara
Æ Promotore dell’affinità relazionale (simpatia, cortesia,…)
• Un torero commosso dopo aver ucciso il toro
Æ Regolatore dei rapporti sociali (modulato nei rapporti
• Un vincitore di una medaglia d’oro alle Olimpiadi durante la
gerarchici, nei rapporti tra sessi, ecc.)
cerimonia

Rapporto altezza/larghezza dell’occhio (width/height ratio, WHR)


Superficie della sclera esposta [area bianca visibile] (exposed sclera size index, SSI)
Il più potente mezzo di comunicazione non verbale: gli occhi
Kobayashi e Kohshima (1997) mettono in evidenza l’unicità della morfologia
dell’occhio umano, rispetto sia ai primati, sia agli altri animali.
La porzione visibile della sclera è molto più ampia rispetto agli altri animali
e permette di indicare a chi ci osserva dove stiamo guardando.

Kobayashi e Kohshima (1997) hanno studiato tre indici relativi agli occhi in
88 specie di primati:

Superficie della sclera esposta [area bianca visibile] (exposed sclera


size index, SSI) = superficie esposta totale meno la superficie dell’iride

Rapporto altezza/larghezza dell’occhio (width/height ratio, WHR)

Colore della sclera


Per quanto concerne la colorazione della sclera, i primati notturni e altri Funzioni ed evoluzione dello
primati in generale, mostrano una pigmentazione scura che non si riscontra sguardo sociale
nell’uomo.
Nei primati potrebbe essere adattativo camuffare l’occhio per vari motivi: L’affidamento sempre più
prima di tutto per evitare il riflesso della sclera che potrebbe attirare consistente negli indizi visivi deve
l’attenzione dei predatori, in secondo luogo, la colorazione scura eviterebbe aver prodotto un incremento nella
di lanciare segnali di sfida quando si guarda negli occhi un proprio simile, complessità delle interazioni sociali
poiché sarebbe meno facile identificare il punto di fissazione
(--> creazione di alleanze,
dell'interlocutore.
inganno tattico, reciprocità e
riconoscimento di relazioni)
La depigmentazione della sclera umana ha dunque un valore comunicativo,
essendo più importante, per la nostra specie, comunicare anche
visivamente, rispetto al mimetizzarsi o all’evitare sguardi di sfida. Lo sguardo fornisce
all’interlocutore numerosi
indizi per valutare l’interesse
Un’altra dimostrazione di tale tendenza è la depigmentazione della sclera del parlante, dove orienta
anche in alcuni primati non umani al momento della nascita. In questa fase l’attenzione, e, in definitiva,
il contatto visivo e comunicativo con la madre è fondamentale e una sclera consente un accesso ai suoi
che contrasta con l’iride è un ottimo strumento di interazione. stati mentali… gli occhi sono
lo specchio dell’anima…
(Emery, 2000)

Sguardo reciproco: A e B si
Sguardo, indizi sociali e intenzionali guardano a vicenda Esempio di attenzione
Sguardo distolto: A guarda sociale
B ma la loro attenzione è
altrove
C La ragazza è volta verso
Inseguimento dello
sguardo: A nota che B sta l'osservatore, ma il suo
guardando altrove e segue la sguardo è orientato alla
direzione del suo sguardo fino
al punto di fissazione di B sua destra.
Attenzione congiunta: A
vede che B sta guardando
l’oggetto C e sposta su di
esso la sua attenzione Georges de La Tour
Attenzione condivisa:
combinazione di attenzione
“L’indovina”
congiunta e attenzione
C C reciproca, sia A sia B sanno di
guardare entrambi l’oggetto C
Teoria della mente:
combinazione delle modalità
precedenti con aspetti di
esperienza ed empatia, A
vede B che guarda C e pensa
che A abbia intenzione di
prendere C
Perché presta attenzione all’uomo e
controlla che la sua attenzione sia
focalizzata sull’indovina e non si accorga
del furto. Georges de La Tour “Baro con l’asso di picche”

Comunicazione e interazione
Lorenzo Lotto, Susanna e i vecchioni (part.), Firenze, Uffizi

La percezione del movimento

•Che distinzione esiste fra stimoli statici e stimoli in


movimento?

–I vincoli fisiologici sottesi alla percezione del movimento

–La discrepanza fra il movimento reale e il movimento


fenomenico
Wertheimer (1923) cerca di elencare i più importanti
principi che regolano l’organizzazione percettiva
(leggi di “segmentazione” delle unità fenomeniche).

Le sue ricerche hanno origine dagli studi sul movimento


“stroboscopico”.
•La percezione del movimento reale e del
movimento indotto

•Movimento reale: spostamento reale di un


oggetto rispetto ad altri oggetti che restano
immobili nello spazio percepito

•Movimento indotto: fenomeno del punto incluso e


del rettangolo

•Il movimento dipende dal sistema di riferimento

•La percezione del movimento apparente o movimento


beta (o stroboscopico)

•Movimento apparente: = percezione di oggetti in


movimento a partire da stimoli statici presentati a intervalli
regolari di tempo

•L'esperimento classico di Wertheimer (1912) spiega il


fenomeno phi (spiegazione del movimento
cinematografico)

•Nella successione degli stimoli, il ritmo è importante per la


generazione del movimento beta (è ancora una volta un
problema di rapporti e di relazioni!)
Michotte, 1963