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Riassunto vita Giacomo Leopardi

Nacque a Recanati, allora territorio della Chiesa, il 28 giugno 1798, primogenito del conte
Monaldo e della marchesa Adelaide Antici, donna severa. Il padre era un conservatore,
contrario all’annessione delle Marche all’Impero napoleonico. Il patrimonio ridotto a numerosi
debiti fu amministrato dalla marchesa invece il conte si dedicò alla cura di una vastissima
biblioteca.
Leopardi fu affidato alla formazione classicista e si manifestò subito predisposto agli studi.
Negli anni tra il 1809 e il 1816 (“sette anni di studio matto e disperatissimo”) imparò il greco,
latino, ebraico, compose tragedie e prose. Questi sette anni di studio lo minarono anche dal
punto di vista fisico, sviluppando una doppia gobba e una grave malattia agli occhi.
L’infelicità lo spinse alla scrittura della poesia (“dall’erudizione al bello”). Nel luglio del
1816 intervenne alla polemica tra classici e romantici in risposta all’articolo di Madame de
Stael. Nel 1817 iniziò il rapporto epistolare con il piacentino Pietro Giordani, che sarebbe
diventato il suo primo grande amico e ammiratore.
Nello stesso anno iniziò la stesura di riflessioni e appunti privati, in seguito raccolti nello
Zibaldone. Nel novembre del 1822 Giacomo ottenne finalmente dal padre il permesso di
trasferirsi dagli zii a Roma. Ma la città lo deluse profondamente.
Nel maggio 1823 rientrò a Recanati con la tragica consapevolezza di non poter sfuggire alla
propria condizione. Il suo pessimismo perciò acuì fino ad approdare al pessimismo cosmico
come testimonia lo Zibaldone e le Operette Morali (tra cui Il dialogo della natura e di un
islandese). Nel 1825 l’editore Stella gli offrì di dirigere l’edizione completa delle opere del
filosofo Cicerone, passò per Bologna ed infine si trasferì a Milano.
Da qui proseguirono numerosi soggiorno tra Bologna, Milano, Pisa e Recanati, ma infine nel
giugno del 1828 si trasferì a Firenze dove incontrò Vincenzo Gioberti con il quale tornò a
Recanati durante il quale nacquero i Grandi Idilli come tra i più celebri “La quiete dopo la
tempesta” e “Il sabato del villaggio”. Grazie al gruppo Viesseux che gli offrì un assegno
mensile Leopardi poté lasciare per sempre Recanati per Firenze dove pubblicò la raccolta dei
Canti nel 1831 e conobbe Antonio Ranieri. Nel 1832 stese i Pensieri, nel 1833 si stabilì a
Napoli con Ranieri dove morì il 14 giugno 1837 a 39 anni.