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Microeconomia

1. I principi fondamentali
Le scelte individuali: il fondamento dell’economia
Tutte le questioni economiche comportano scelte individuali: decisioni prese da un individuo su cosa
fare e cosa non fare.
I principi fondamentali dell’economia delle scelte individuali sono 4:

1. Le risorse sono scarse


Il reddito limitato non è l’unico fattore che ci impedisce di avere tutto ciò che vogliamo. Anche il tempo
è relativamente scarso.
Gli individui son costretti a scegliere poiché le risorse sono scarse.
 Una risorsa è tutto ciò che può
essere utilizzato per produrre qualcosa (terra, lavoro, capitale, capitale umano, risorse naturali).
Come gli individui singoli, anche la società è costretta a scegliere dalla scarsità delle risorse. Può farlo
lasciando che le scelte emergano come il risultato di molteplici scelte individuali.
 Ma ci sono decisioni
che la società non può lasciare alla scelta individuale (es. organizzazione del territorio edificabile).

2. Il costo-opportunità
Il costo-opportunità è il costo a ciò che si rinuncia per ottenere qualcosa che si desidera. Il costo-
opportunità è un “supplemento”, cioè qualcosa di aggiunto al costo monetario. Tutti i costi sono costi-
opportunità.

3. Decisioni al margine
Una decisione al margine implica un trade-off (confronto tra costi e benefici) al margine: confrontare
costi e benefici di una modesta quantità in più (o in meno) di una certa attività.
Lo studio di queste decisioni è detta analisi marginalista. Molto importante in economica poiché è la
chiave per decidere quanto dedicarsi ad una particolare attività.

4. Sfruttare le opportunità per migliorare la propria condizione


Quando la gente ha un’opportunità per migliorare la propria condizione, normalmente ne approfitta.
Continuerà a sfruttarla fino ad esaurirla, fino a quando non ne avrà approfittato completamente. Gli
economisti tendono ad essere scettici nei confronti di qualunque tentativo di modificare il
comportamento delle persone senza alterarne gli incentivi.

L’interazione: come funziona un sistema economico


Le opportunità di ciascuno, e dunque le scelte, dipendono in larga misura da quelle di altre individui.
Molte delle cose interessanti che accadono in economia non sono solo il risultato di scelte individuali,
ma anche del modo in cui queste interagiscono tra loro.
L’interazione è il modo in cui le scelte dell’uno influiscono su quelle dell’altro, e viceversa. I principi
fondamentali dell’economica rispetto all’interazione sono 5:

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5. Lo scambio genera benefici


Il fondamento del miglioramento del tenore di vita per tutto è lo scambio: dividersi i compiti e fornire,
ciascuno, un bene e un servizio alla collettività, in cambio di altri beni e servizi.
Grazie alla divisione dei compiti (specializzazione) e allo scambio, 2 persone (o 6 miliardi) possono
ottenere più cose di quante ne otterrebbero in condizioni di autosufficienza.
I benefici dello scambio emergono proprio dalla divisione dei compiti (specializzazione).

6. I mercati tendono all’equilibrio


L’equilibrio è una situazione in cui gli individui non possono migliorare la propria condizione
cambiando comportamento.
I mercati raggiungono l’equilibrio attraverso la variazione dei prezzi.

7. Risorse, efficienza e obbiettivi della società


L’unità di misura che interessa agli economisti non è il denaro, ma la felicità (benessere) delle
persone.
Un sistema economico efficiente frutta tutte le opportunità per migliorare il benessere delle persone
(senza danneggiarne altre).
I responsabili delle politiche economiche però, non devono necessariamente cercare di realizzare
sempre l’efficienza, perché non è questo l’unico criterio in base al quale si valuta un sistema
economico. Le persone sono ispirate anche da considerazioni di giustizia o equità.
Le politiche che promuovono l’equità generalmente hanno un costo in termini di efficienza (trade- off
efficienza ed equità minore).

8. Mercati, di solito, efficienti


Il governo non ha bisogno di garantire l’efficienza perché, generalmente, ci pensa la mano invisibile.
Gli incentivi impliciti nell’economia di mercato fanno sì che le risorse vengano impiegate nel modo
migliore.

9. Intervento pubblico in caso di inefficienza


Quando i mercati non sono efficienti l’intervento pubblico (politiche pubbliche opportunamente
sfruttate modificando l’impiego delle risorse della società) può migliorare il benessere sociale. Es.
traffico stradale servizio pubblico con bus/treno.
3 principali ragioni dei fallimenti del mercato:
1. Le azioni individuali possono avere effetti collaterali di cui il mercato non tiene adeguatamente
conto. 

2. Uno scambio reciprocamente vantaggioso può esser ostacolato da una delle due parti, nel
tentativo di appropriarsi di una parte maggiore delle risorse. 

3. Alcuni beni, per la loro stessa natura, non sono adatti ad essere gestiti efficientemente dai
mercati. 


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2. I modelli economici: trade-off e scambio


I modelli in economia: alcuni esempi importanti
Modello: rappresentazione semplificata della realtà. Permette agli economisti di concentrarsi sugli
effetti di un solo cambiamento alla volta (studiare l’esito economico di un solo cambiamento a parità
delle altre condizioni, “ceteris paribus”).

Trade-off: la frontiera delle possibilità di produzione


Qualunque sistema economico è caratterizzato da trade-off. Per analizzare un tipo di trade-off
presente in ogni sistema economico, gli economisti spesso ricorrono a un modello chiamato frontiera
delle possibilità di produzione.
L’effettiva combinazione di beni e servizi prodotti da un sistema economico dipende dalle scelte degli
individui.

Frontiera delle possibilità di produzione


Descrive i trade-off che caratterizzano
un sistema economico che produce solo
due beni. Mostra la quantità massima di
un bene che può essere prodotta, data
la quantità prodotta dell’altro bene.
 Le
possibilità di produzione sono date
dall’area ombreggiata all’interno della
curva (frontiera), inclusa la curva
stessa.
 Le combinazioni di produzione
all’interno della zona ombreggiata (C)
sono realizzabili ma non efficienti. Le
combinazioni lungo la frontiera (A e B)
sono realizzabili ed efficienti. Le
combinazioni all’esterno della frontiera
(D) non sono realizzabili.

La frontiera delle possibilità interseca l’ascissa in un punto (intercetta orizzontale) e l’ordinata in un


altro punto (intercetta verticale).
La frontiera delle possibilità di produzione mostra:
1. L’efficienza
2. Il costo-opportunità 

3. Crescita economica 


Efficienza
E’ un ottimo modo di illustrare il concetto economico di efficienza: le opportunità di produzione sono
sfruttate completamente e non c’è modo di produrre una maggior quantità di un bene senza produrne
una minore quantità di altri.

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Lungo la frontiera, le combinazioni di produzione sono realizzabili ed efficienti. Al suo interno le


combinazioni di produzione sono realizzabili ma non efficienti. All’esterno le combinazioni di
produzione sono non realizzabili.

Costo-opportunità
La frontiera delle possibilità di produzione ci dimostra anche che il vero costo di un bene non è solo
l’ammontare di denaro necessario ad acquistarlo, ma anche tutto ciò a cui si deve rinunciare per
ottenerlo (costo-opportunità).
Costo-opportunità crescente
La concavità della frontiera delle
possibilità di produzione riflette
l’ipotesi di costo-opportunità
crescente. In questo esempio, per
produrre i primi 20 pesci, Tom deve
rinunciare a 5 noci di cocco, ma per
produrre altri 20 pesci deve rinunciare
a 25 noci di cocco.
Gli economisti ritengono che la
ragione del fatto che il costo-
opportunità sia crescente risiede nel
fatto che quando si produce solo una
piccola quantità, il sistema economico
può usare risorse particolarmente
adatte (es. terreno) a quello scopo.

Crescita economica
Una crescita economica significa un’espansione delle possibilità di produzione di un sistema
economico (l’economia cresce se può produrre una maggiore quantità di tutto).
Nel modello della frontiera delle possibilità di produzione, la crescita viene rappresentata da uno
spostamento verso l’esterno della frontiera.
Crescita economica
La crescita economica induce uno
spostamento verso l’esterno delle
possibilità di produzione.

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Il vantaggio comparato e i benefici dello scambio


Due individui possono aumentare il proprio benessere specializzandosi nell’attività in cui riescono
meglio e poi scambiando i frutti del loro lavoro.
Dal momento che Tom è un abile pescatore, per lui il costo-opportunità delle noci di cocco è elevato.
Contrariamente Hank non è altrettanto bravo come pescatore, il suo costo-opportunità delle noci di
cocco è molto più basso.
 In questo caso diciamo che Tom ha un vantaggio comparato nella pesca e
Hank nella raccolta di noci di cocco.
Vantaggio comparato: un individuo ha un vantaggio comparato nel produrre qualcosa se per lui il
costo-opportunità di quella produzione è inferiore a quello di altri individui (tutti hanno un vantaggio
comparato in qualcosa e uno svantaggio comparato in qualcos’altro).
Se un individuo è più abile di un altro nella produzione di entrambi i beni, il suddetto individuo avrà un
vantaggio assoluto in entrambe le attività (avere un vantaggio assoluto non significa avere un
vantaggio comparato).
Vantaggio comparato e benefici dello
scambio:
 grazie alla specializzazione e allo
scambio, i due naufraghi possono produrre e
consumare una quantità maggiore di entrambi i
beni. Tom si specializza nella pesca, in cui ha un
vantaggio comparato, mentre Hank, che ha uno
svantaggio assoluto nella produzione di entrambi i
beni, ma un vantaggio comparato in quella delle
noci di cocco, si specializza nella raccolta di noci
di cocco. Il risultato è che entrambi i naufraghi
consumano una quantità di beni maggiore di
quella che consumerebbero in assenza di scambi.

Il vantaggio comparato e gli scambi internazionali


Se un individuo (o un Paese) ha la frontiera delle possibilità di produzione meno ripida di quella di un
altro, significa che ha un vantaggio comparato nella produzione di un determinato bene, quello
sull’asse delle X. Parallelamente, l’altro individuo, avendo la frontiera delle possibilità di produzione
più ripida, avrà un vantaggio comparato nella produzione del l’altro bene, quello sull’asse delle Y.
Lo stesso identico discorso degli individui, vale anche per le nazioni: la specializzazione nella
produzione di un determinato bene in cui si ha un vantaggio comparato e un successivo scambio,
comporta ad un aumento del benessere (e delle quantità possedute) di entrambi i Paesi.

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Le transazioni: il digramma di flusso circolare

Diagramma di flusso circolare


Rappresenta graficamente due
flussi circolare di direzione
opposta, che comprendono tutte
le transazioni che hanno luogo in
un sistema economico: in un
verso, un flusso reale di beni,
servizi, lavoro e materie prime; e
nell’altro il corrispondente flusso
monetario dei pagamenti di quei
beni e servizi.
Nei mercato di beni e servizi i
nuclei familiari 1 acquistano beni
e servizi dalle imprese 2 : si
genera così un flusso di denaro
verso le imprese e un flusso di
beni e servizi verso le famiglie. Il
flusso di denaro torna verso i
nuclei familiari nel momento in
cui le imprese acquistano presso di loro i fattori di produzione (nei mercati dei fattori).
Tipi di mercato:
1. Mercati di beni e servizi:
 i nuclei familiari comprano dalle imprese beni e servizi che
consumano: flusso di beni e servizi verso i nuclei familiari e un corrispondente flusso
monetario verso le imprese. 

2. Mercati dei fattori:
 un fattore di produzione è una risorsa usata nella produzione di beni e
servizi, risorsa che generalmente non viene effettivamente esaurita dal processo produttivo
(lavoro3, terra4, capitale fisico5 e capitale umano6) 


Economia positiva ed economia normativa


Economia positiva: economia che cerca di spiegare il funzionamento di un sistema economico
portando a risultati che possono essere classificati come giusti o sbagliati (produce descrizioni).
Economia normativa: economia che esprime opinioni su come dovrebbe funzionare il sistema
economico (produce prescrizioni).

1 Nuclei familiari : una persona o un gruppo di persone che condividono lo stesso reddito.
2Impresa : organizzazione che produce beni e servizi (impiegando come lavoratori i membri dei nuclei familiari)
destinati alla vendita (sul mercato).

3 Lavoro : frutto delle energie e delle conoscenze degli esseri umani.

4 Terra : risorsa naturale.
5 Capitale fisico :risorse create dall’uomo, come macchinari ed edifici.

6 Capitale umano : grado di istruzione e le capacità personale che accrescono la produttività della forza lavoro.

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3. Domanda e Offerta
Domanda e Offerta : il modello di un mercato concorrenziale
Mercato concorrenziale: un mercato caratterizzato da una molteplicità di venditori e compratori dello
stesso bene/servizio. L’azione del singolo non ha effetto sul prezzo.
Il funzionamento di un mercato concorrenziale è descritto dal modello di domanda e offerta.

Elementi fondamentali:
Curva di domanda

Curva di offerta

Fattori che determinano gli spostamenti delle curve

Prezzo d’equilibrio
Come cambia il prezzo d’equilibrio in conseguenza agli spostamenti delle curve

La curva di DOMANDA
Scheda di domanda: tabella
che elenca le quantità di un
bene/servizio che i
consumatori sono disposti a
comprare dati i diversi
possibili livelli di prezzo.
Quantità domandata: l’esatta
quantità di un bene/servizio
che gli individui sono disposti
ad acquistare a un dato livello
di prezzo.
Curva di domanda:
rappresentazione grafica della
scheda di domanda. Mostra la
quantità di un bene/servizio
che i consumatori sono
disposti a comprare per ogni
dato livello di prezzo.

Legge di domanda: a parità di altre condizioni (ceteris paribus), se il prezzo di un bene aumenta, la
quantità domandata diminuisce (Eccezione: beni di Giffen)pendenza negativa

Spostamenti della curva di domanda


È di importanza cruciale distinguere tra spostamenti della curva di domanda e movimenti lungo la
curva di domanda.

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Spostamenti della curva di


domanda: variazioni della quantità
domandata (della domanda) dovuti
a fattori esterni.
Movimenti lungo la curva di
domanda: variazioni della quantità
domandata provocati da un
aumento/diminuzione del prezzo.

Quando gli economisti dicono “la domanda del bene X è aumentata o diminuita” intendono dire che la
curva di domanda del bene X si è spostata e non che la quantità domandata è aumentata/diminuita a
causa di una variazione del prezzo.

Capire gli spostamenti

Aumento della domanda: spostamento verso destra.


Diminuzione della domanda: spostamento verso sinistra.

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Cause:
Variazione del prezzo di beni correlati

Due beni sono sostituti se la diminuzione del prezzo di uno provoca la diminuzione della quantità
dell’altro (es. partita d’hockey vs concerto). Una diminuzione del prezzo del bene sostituto induce
alcuni consumatori ad acquistarlo al posto del bene originario. La curva di domanda di quest’ultimo si
sposta verso sinistra.
Due beni sono detti complementi se si tratta di beni che sono solitamente consumati insieme.
Quando il prezzo di un bene complemento diminuisce, la quantità originariamente domandata
dell’altro bene aumenta e la sua curva di domanda si sposta verso destra.
Variazione del reddito

Se gli individui hanno un reddito più elevato, è probabile che siano disposti a comprare una quantità
maggiore di un dato bene per ogni dato prezzo. Un aumento del reddito dei consumatori provoca uno
spostamento verso destra della curva di domanda (beni normali: la domanda aumenta all’aumentare
del reddito / beni inferiori: la domanda diminuisce all’aumentare del reddito).
Cambiamenti delle preferenze
I gusti, le preferenze, le mode passeggere, le credenze o i cambiamenti culturali determinano le scelte
di consumo degli individui.
Variazioni delle aspettative
Le aspettative di una futura riduzione dei prezzi portano ad una diminuzione della domanda corrente.
Anche le aspettative di variazioni future di reddito possono avere un impatto sulla domanda.

La curva di OFFERTA
Scheda di offerta: tabella
che elenca le quantità di
un bene/servizio che i
venditore sono disposti a
vendere dati i diversi
possibili livelli di prezzo.
Quantità offerta: l’esatta
quantità di un
bene/servizio che gli
individui sono disposti a
vendere ad un dato livello
di prezzo.
Curva d’offerta:
rappresentazione grafica
della scheda di offerta.
Mostra la quantità di un
bene/servizio che i
venditori sono disposti a
vendere per ogni dato
livello di prezzo.
Legge di offerta: a parità di altre condizioni (ceteris paribus), se il prezzo di un bene aumenta, la
quantità offerta aumenta pendenza positiva

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Spostamenti della curva di offerta


È di importanza cruciale distinguere tra spostamenti della curva di offerta e movimenti lungo la curva
di offerta.
Spostamenti della curva di
offerta: variazioni della quantità
offerta dovuti a fattori esterni.
Movimenti lungo la curva di
offerta: variazioni della quantità
offerta provocati da un
aumento/diminuzione del
prezzo.

Capire gli spostamenti

Aumento dell’offerta: spostamento verso destra.


Diminuzione dell’offerta: spostamento verso sinistra.

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Cause:
Variazione dei prezzi dei fattori produttivi

L’aumento del prezzo di un fattore di produzione (o input) 7 rende la produzione più costosa:
pertanto i venditori sono disposti a offrire una quantità inferiore del bene per ogni dato prezzo, e la
curva di offerta si sposta verso sinistra.
Cambiamenti della tecnologia

Quando si rende disponibile una tecnologia8 migliore, i costi di produzione si riducono. In tal modo,
l’offerta aumenta e la curva si sposta verso destra.
Cambiamenti delle aspettative
Un’aspettativa di aumento del prezzo di un bene induce una riduzione dell’offerta corrente, mentre
un’aspettativa di diminuzione la fa aumentare.

Offerta, Domanda ed Equilibrio


Un mercato concorrenziale è in equilibrio quando il prezzo è tale per cui la quantità domandata del
bene è uguale alla quantità offerta.
Equilibrio q domandata = q offerta

Il prezzo al quale la quantità domandata è uguale alla quantità offerta è detto prezzo d’equilibrio; la
quantità acquistata/venduta a quel prezzo è la quantità d’equilibrio.

Determinare prezzo e quantità d’equilibrio


Prezzo/quantità d’equilibrio: punto in cui le due curve (domanda e offerta) si intersecano.

7 Fattore di produzione (o input) : bene utilizzato per produrre altri beni.



8 Tecnologia : metodo utilizzato per trasformare i fattori della produzione in beni/servizi.

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Supponiamo che un venditore offra ad un potenziale compratore un bene ad un prezzo


significativamente superiore a quello pagato da altri compratori. Chiaramente, il compratore farebbe
meglio a rivolgersi altrove, a meno che il venditore non sia disposto a negoziare condizioni più
convenienti. Per contro, un venditore non sarebbe disposto a vendere ad un prezzo significativamente
inferiore a quello che altri compratori sarebbero disposti a pagare: meglio aspettare un cliente più
ragionevole.
 Tutti i venditori ricevono lo stesso prezzo (prezzo di mercato) o quasi, uguale a quello
pagato da tutti i compratori.
Perché il prezzo di mercato diminuisce (/aumenta) se è superiore (/inferiore) al prezzo d’equilibrio?

Eccedenza: surplus o eccesso di


offerta.

Scarsità: penuria o eccesso di


domanda.

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I cambiamenti della domanda e dell’offerta

Quando la domanda di un bene aumenta, aumentano sia il prezzo sia la quantità d’equilibrio.

Un aumento dell’offerta porta ad una diminuzione del prezzo di equilibrio e ad un aumento della
quantità d’equilibrio.

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Quando domanda e offerta variano in direzioni opposte, non è possibile prevedere l’effetto finale sulla
quantità (acquistata/venduta).
 Quando la domanda aumenta e l’offerta diminuisce, il prezzo di equilibrio aumenta ma l’effetto
sulla quantità di equilibrio è incerto.
 Quando la domanda diminuisce e l’offerta aumenta, il prezzo di equilibrio diminuisce ma
l’effetto sulla quantità d’equilibrio è incerto. 

 Quando la domanda e l’offerta aumentano, la quantità di equilibrio aumenta, ma l’effetto sul
prezzo è incerto.
 Quando la domanda e l’offerta diminuiscono, la quantità di equilibrio diminuisce, ma l’effetto
sul prezzo è incerto.

4. Il mercato si vendica
Perché i governi vogliono controllare i prezzi
I governi sono spesso spinti da ragioni politiche ad intervenire nei mercati. Quando un governo
interviene per regolare i prezzi, si dice che impone un controllo dei prezzi.
Livello massimo di prezzo: limite superiore (“sotto” graficamente)
Livello minimo di prezzo: limite inferiore (“sopra” graficamente)

Livelli massimi di prezzo


Generalmente i livelli massimi di prezzo sono introdotti in periodi di crisi (guerre, carestie, disastri
naturali) perché i bruschi aumenti di prezzo collegati a tali eventi danneggiano molti a vantaggio di
pochi fortunati.

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Un modello per il livello massimo di prezzo


Livello massimo di prezzo genera scarsità

Un livello massimo di prezzo non crea sempre una situazione di scarsità. Se il livello massimo di
prezzo è superiore al prezzo di equilibrio, non avrà alcun effetto.

Perché il livello massimo di prezzo è causa di inefficienza


Inefficienza: quando ci sono opportunità mancate all’interno del mercato o del sistema economico,
ovvero esiste un modo di riorganizzare la produzione o il consumo migliorando il benessere di alcuni
senza danneggiare gli altri.
Livelli massimi di prezzo inefficienza in 3 modi + 1
1. Allocazione inefficiente ai consumatori
 Se l’allocazione degli appartamenti fosse efficiente,
le persone che desiderano davvero un appartamento ne otterrebbero uno, mentre quelle che
possono permettersi di aspettare non lo otterrebbero.
 Quando la distribuzione è inefficiente
alcune persone che non sono particolarmente ansiose di trovare un appartamento lo trovano,
mentre altre che ne hanno urgente bisogno sono costrette a farne a meno.
 Per trovare un
appartamento servono soprattutto un colpo di fortuna o buoni contatti, ragion per cui il controllo
dei prezzi (con un limite massimo di prezzo) genera un’allocazione inefficiente ai consumatori
dei pochi appartamenti disponibili.
 Con un sistema di canone regolamentato, subaffittare è
illegale poiché avviene ad un prezzo superiore al livello massimo consentito. 

2. Spreco di risorse
 Il livello massimo di prezzo porta ad uno spreco di risorse. Il costo-
opportunità del tempo speso in attesa rappresenta uno spreco di risorse dal punto di vista dei
consumatori e del sistema economico nel suo complesso. 

3. Qualità inefficientemente scadente
 I proprietari di case non hanno alcun incentivo ad offrire
appartamenti in buone condizioni poiché non possono aumentare l’affitto per ripagare i costi

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delle migliorie e, ciononostante trovano facilmente persone disposte a prendere in affitto i loro
appartamenti. 

4. Mercato nero
 I limiti massimi di prezzo incentivano ad intraprendere attività illegali (es.
subaffitti). Oltre al fatto di violare la legge, l’attività illegale peggiora la situazione di chi cerca di
comportarsi onestamente. 


Perché esistono i livelli massimi di prezzo


Conseguenze negative dell’applicazione di un livello massimo di prezzo (riassunte)
a) Scarsità del bene 

b) Allocazione inefficiente 

c) Costi-opportunità 

d) Qualità offerta scadente 

e) Attività illegali 

Nonostante le conseguenze negative, i livelli massimi di prezzo apportano benefici a qualcuno:
permettono ad alcuni individui di trovare appartamenti in affitto a prezzi più bassi di quelli che
prevarrebbero in un libero mercato.

Livelli minimi di prezzo


I livelli minimi di prezzo sono spesso introdotti per i prodotti agricoli (frumento, latte) oppure per
sussidiare il reddito degli agricoltori.
Livelli minimi di prezzo generano eccedenza

Un livello minimo di prezzo non crea sempre eccedenza: come nel caso del livello massimo di prezzo,
il livello minimo potrebbe non essere vincolante, quindi essere irrilevante.

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Cosa succede all’eccedenza indesiderata? Dipende dalla politica del governo.


a) Viene acquistata dal governo 

b) Alcuni Paesi pagano gli esportatori perché vendano in perdita i prodotti all’estero 

c) Donare l’eccedenza ai poveri 

d) Distruggerla 

e) Pagare i produttori affinché producano meno 


Perché un livello minimo di prezzo è causa di inefficienza


La situazione di eccedenza provocata da un livello minimo di prezzo genera opportunità mancate
simili a quelle originate dalla scarsità in presenza di un livello massimo di prezzo.
Livelli minimi di prezzo inefficienza in 3 modi + 1
1. Allocazione inefficiente delle vendite tra venditori
 L’esistenza di un salario minimo obbliga
i datori di lavoro ad assumere un numero ristretto di lavoratori, quando esisterebbero altri che
lavorerebbero anche ad un salario inferiore (ma l’esistenza di un salario minimo impone un
divieto). 

2. Spreco di risorse
 La produzione in eccesso viene spesso distrutta o tenuta lungo tempo in
magazzino fino al punto di non poter più esser consumata.
 I livelli minimi di prezzo possono
provocare sprechi di tempo e di energie (es. potenziali lavoratori che dedicano molte ore ogni
giorno alla ricerca di un’occupazione). 

3. Qualità inefficientemente elevata
 Supponiamo che i venditori spendano molto per produrre
beni di qualità elevata, ma che i consumatori non vi attribuiscano grande valore: preferirebbero
appropriarsi delle somme spese per qualità in forma di un prezzo di basso (es. servizio vs
costo trasporti aerei). 

4. Mercato nero
 I disoccupati in condizioni più disperate spesso acconsentono a lavorare senza
contratto per imprese che nascondono all’amministrazione pubblica il vero numero dei loro
dipendenti. 


Perché esistono i livelli minimi di prezzo


Conseguenze negative dell’applicazione di un livello minimo di prezzo (riassunte)
a) Eccedenza del bene 

b) Allocazione inefficiente delle vendite tra venditori 

c) Spreco di risorse 

d) Qualità offerta troppo elevata 

e) Attività illegali 

Nonostante le conseguenze negative, i livelli minimi di prezzo apportano benefici a qualcuno:
avvantaggiano un gruppo influente di venditori.

I controlli della qualità


Controllo della qualità = contingentamento = quota: l’amministrazione pubblica regola la quantità
di un bene che può essere comprata o venduta (invece del prezzo al quale viene scambiata).
Limite di quota: la quantità totale del bene che può essere scambiata in presenza di tali controlli.

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Generalmente l’amministrazione limita la quantità di un bene scambiabile in un mercato emettendo


delle licenze.

Quando l’offerta di un bene è limitata legalmente, si crea un differenziale tra il prezzo di domanda e
quello di offerta. Questo differenziale è detto rendita della quota ed è il guadagno realizzato dai
possessori di un bene prezioso per il semplice fatto di possederlo.

Il costo dei controlli della qualità


Effetti indesiderati dovuti al controllo della quantità
a) Inefficienza
b) Opportunità mancate (mancata effettuazione di transazioni reciprocamente vantaggiose) 

c) Attività illegali 


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Un sorprendente parallelo: le tasse

Accisa: una tassa imposta


sulle vendite (o gli acquisti) di
un bene/servizio.
Un’accisa, oltre all’ammontare
pagato direttamente, impone un
costo addizionale che si
manifesta nella forma di
un’inefficienza che si crea
perché la tassa impedisce il
realizzarsi di transazioni
reciprocamente vantaggiose.
Anche le imposte creano un
incentivo ad intraprendere
attività illegali.

5. L’elasticità
Elasticità della domanda al prezzo
L’elasticità della domanda al prezzo (∈􏰇􏰇 ): rapporto tra la variazione percentuale della quantità
domandata con una variazione percentuale del prezzo (in diversi punti della curva di domanda). In
altre parole, in che modo (%) varia la quantità domandata ad un variare (%) del prezzo.

La legge della domanda dice che la curva di domanda ha pendenza negativa: quindi l’elasticità della
domanda al prezzo dev’essere un numero negativo.
 Gli economisti, riferendosi ai valori dell’elasticità
della domanda al prezzo, trascurano il segno meno e riportano il valore assoluto dell’elasticità.

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Elasticità con il metodo del punto medio


L’elasticità della domanda al prezzo calcolata con il metodo del punto medio consiste in una tecnica
di calcolo delle variazioni percentuali secondo la quale si calcolano le variazioni di una quantità in
rapporto alla media (punto medio) del suo valore iniziale.

Interpretare l’elasticità della domanda al prezzo

La distinzione tra domanda elastica, anelastica e a elasticità unitaria è importante poiché aiuta a
prevedere l’effetto di una variazione del prezzo sul ricavo totale (= prezzo x quantità venduta)
realizzato da chi vende.
Quando un venditore aumenta il prezzo di un bene, si verificano 2 effetti contrapposti:
 Effetto di prezzo: in conseguenza di un aumento di prezzo, ogni unità è venduta ad un prezzo
maggiore e questo tende a far aumentare il ricavo. 

 Effetto di quantità: in conseguenza di un aumento di prezzo, la quantità venduta diminuisce e
questo tende a far diminuire il ricavo. 

Effetto di prezzo > Effetto di quantità Ricavo totale aumenta
Effetto di prezzo < Effetto di quantità Ricavo totale diminuisce
L’elasticità della domanda al prezzo ci dice cosa accade al ricavo totale quando varia il prezzo (il
valore dell’elasticità determina quale dei 2 effetti prevale).

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Elasticità al prezzo lungo la curva di domanda


Nella maggior parte delle curve di domanda, l’elasticità al prezzo varia al variare del punto della curva
in cui è calcolata.
Ogni volta che l’elasticità viene misurata, bisogna ricordarsi che li sta misurando in un particolare
punto della curva di domanda.

Quali fattori determinano l’elasticità della domanda al prezzo


3 principali fattori
1. Disponibilità di beni sostituti
 L’elasticità della domanda al prezzo tende ad essere elevata
se ci sono altri beni che i consumatori ritengono simili e che sarebbero disposti a consumare al
posto di quello il cui prezzo è aumentato. 

2. Bene di prima necessità o di lusso
 L’elasticità della domanda al prezzo tende ad essere
bassa se il bene è necessario/prima necessità (es. farmaci), mentre tende ad essere elevata
se il bene è un lusso al quale si può tranquillamente fare a meno. 

3. Tempo trascorso dalla variazione del prezzo
 L’elasticità della domanda al prezzo è tanto
maggiore quanto più tempo i consumatori hanno a disposizione per adeguarsi alla variazione
del prezzo (elasticità di lungo periodo è spesso maggiore a quella di breve periodo).

Elasticità incrociata della domanda al prezzo


La quantità domandata di un bene non dipende unicamente dal suo prezzo, ma anche da altre
variabili: la curva di domanda si posta a seguito dei prezzi di beni correlati (e del reddito dei
consumatori prossimo paragrafo).

L’elasticità incrociata della domanda al prezzo misura l’effetto della variazione del
prezzo di un bene (es. B) sulla quantità domandata di un altro bene (es. A).

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Microeconomia

Si noti che nel caso dell’elasticità incrociata della domanda al prezzo, il segno (+ o -) è molto
importante poiché rivela se i due beni sono complementi o sostituti.
L’elasticità è definita come rapporto di variazioni percentuali proprio per evitare possibili ambiguità
provocate dalle unità di misura.

Elasticità della domanda al reddito


Elasticità della domanda al reddito : stabilisce se un bene è normale9 o inferiore10.

Elasticità dell’offerta al prezzo


L’elasticità dell’offerta al prezzo è definita nello stesso modo dell’elasticità della domanda al prezzo.
L’unica differenza è che in questo caso prendiamo in considerazione i movimenti lungo la curva di
offerta anziché lungo la curva di domanda.

9 Bene normale : all’aumentare del reddito la quantità domandata aumenta.



10 Bene inferiore : all’aumentare del reddito la quantità domandata diminuisce.

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Microeconomia

Quali fattori determinano l’elasticità dell’offerta al prezzo


2 principali fattori:
1. Disponibilità di fattori della produzione
 L’elasticità dell’offerta al prezzo tende ad essere tanto
più elevata quanto più i fattori di produzione della produzione sono disponibili in abbondanza (e ad
essere tanto più bassa quanto più i fattori sono scarsi).
 Es. pizza: elevata elasticità dell’offerta al
prezzo poiché i fattori di produzione non sono speciali o di difficile reperimento.
2. Tempo
 L’elasticità dell’offerta al prezzo tende ad aumentare via via che i produttori hanno tempo
di reagire a variazioni del prezzo (elasticità lungo periodo > elasticità breve periodo).
 Es. collane:
beni la cui produzione richiede risorse naturali disponibili in quantità limitata (oro, rame, etc.).

L’elasticità e l’incidenza di un’accisa


Se l’elasticità della domanda al prezzo è bassa e quella dell’offerta è alta, un’accisa incide
principalmente sui consumatori.
Contrariamente, se l’elasticità della domanda al prezzo è elevata e quella dell’offerta è bassa,
un’accisa incide prevalentemente sui produttori.

8. Fattori produttivi e costi


Funzione di produzione
Impresa: organizzazione che produce e vende beni/servizi, trasformando i fattori di produzione (input)
in prodotto (output).
 La relazione che lega le due quantità è detta funzione di produzione.

Nel lungo periodo (tempo sufficientemente prolungato) le imprese possono modificare la quantità di
qualsiasi fattore impiegato nella produzione (non ci sono fattori di produzioni fissi, contrariamente al
breve periodo).
Curva di prodotto totale: relazione tra la quantità di prodotto e la quantità di fattore variabile per una
data quantità del fattore fisso (pendenza positiva ma diminuisce progressivamente).

Prodotto marginale del lavoro : quantità di prodotto ottenuta grazie all’impiego di una unità
addizionale di lavoro.
rendimenti decrescenti: diminuisce all’aumentare del numero di lavoratori: ogni lavoratore
contribuisce ad aumentare la produzione in misura minore del precedente (se tutti gli altri fattori di
produzione restano invariati).

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Microeconomia

Curve di costo
Costo Fisso (CF): fattore di produzione fisso, non dipende dalla quantità prodotta.
Costo Variabile (CV): dipende dalla quantità prodotta.

Costo Totale (CT): somma del CF e del CV

Curva di costo totale: pendenza (= C’) positiva la quale aumenta all’aumentare della quantità
prodotta.

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Microeconomia

Costo marginale e Costo medio


Costo Marginale: C’
Costo marginale (C’): costo di una unità aggiuntiva e corrisponde alla pendenza della curva di costo
totale.
Il C’ è importante poiché dice al produttore quanto costa una unità aggiuntiva di prodotto.

Gli economisti ritengono che a bassi livelli di produzione le curve di costo marginale (C’) abbiano
pendenza negativa e assumono pendenza positiva solo a livelli di produzione relativamente
elevati.
 Questo iniziale andamento decrescente è giustificato dal fatto che se l’impresa impiega un
numero molto ridotto di lavoratori, essa non può godere appieno dei benefici della specializzazione.
La specializzazione può generare, inizialmente, rendimenti crescenti e quindi una curva di costo
marginale con pendenza negativa.

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Microeconomia

Costo Medio (Totale): CMT


Costo medio (CM) = Costo medio Totale (CMT): costo di una unità prodotta.

Il CMT è importante poiché dice al produttore quanto costa in media produrre una unità di prodotto.

La curva di CMT è a forma convessa poiché all’aumentare della produzione le due componenti si
muovono in direzioni diverse: CMF diminuisce mentre CMV aumenta.
Aumento della produzione 2 effetti contrapposti
1. Effetto di ripartizione: quanto maggiore è la quantità prodotta, tanto maggiore è la

 produzione su cui si ripartisce il CF e tanto minore è il CMF. 

2. Effetto dei rendimenti decrescenti: quanto maggiore è la quantità prodotta, tanto maggiore è
il fattore di produzione variabile necessario a produrre unità addizionali (CV) e tanto maggiore
è il CMV. 

A bassi livelli di produzione, l’effetto di ripartizione è molto forte perché aumenti anche modesti della
quantità prodotta comportano una marcata riduzione del CMF (l’effetto di ripartizione > effetto dei
rendimenti decrescenti, e la curva di CMT ha pendenza negativa).
A livelli elevati di produzione il CMF è contenuto e ulteriori aumenti della quantità prodotta hanno un
effetto di ripartizione trascurabile. Al contrario, i rendimenti decrescenti diventano più marcati
all’aumentare della produzione (effetto di ripartizioni < effetto dei rendimenti decrescenti, la curva di
CMT ha pendenza positiva).


Il CMT raggiunge il livello minimo nel punto più basso della curva: prodotto con costo minimo.
La curva di C’ interseca quella del CMT nel suo punto di minimo.

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Microeconomia

Immagine riassuntiva

Costi di lungo e breve periodo


Nel lungo periodo tutti i fattori di produzione sono variabili: un costo fisso non può essere tale.
L’acquisto di un nuovo macchinario avrà un duplice impatto sul costo totale:
a) Aumento CF nel BT: l’impresa dovrà acquistare il nuovo macchinario. 

b) Diminuzione CV: con una maggiore disponibilità di capitale, la produttività del lavoro aumenta:
produrre una data quantità di prodotto richiede una minore quantità di lavoro, quindi il CV per ogni
data quantità di prodotto diminuisce.

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Microeconomia


Curva di costo medio totale di lungo periodo (CMTLP): esprime la relazione tra il livello di
produzione e il costo medio totale nel caso in cui l’impresa possa scegliere il proprio costo fisso in
modo da minimizzare il costo medio totale per ogni possibile livello di produzione (forma convessa).
Nel lungo periodo il produttore è in grado di scegliere il costo fisso più adeguato al livello di
produzione stabilito.

Economie e diseconomie di scala


La scala (dimensione) dell’impresa determina la forma della curva di CMTLP.
 Economie di scala: CMTLP diminuisce all’aumentare della produzione.
 dipendono dalla
tecnologia, dalla maggiore specializzazione e dagli elevati costi di avviamento. 

 Diseconomie di scala: CMTLP aumenta all’aumentare della produzione.
 dovute a
problemi di coordinamento e comunicazione: al crescere della dimensione dell’impresa diventa
sempre più difficile e costoso comunicare e organizzare l’attività. 

 Rendimenti di scala costanti: CMTLP rimane costante all’aumentare della produzione. la
curva è un segmento orizzontale.

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Microeconomia

10. Il consumatore razionale


Utilità : soddisfazione personale
Utilità: misura personale della soddisfazione ottenuta dal consumo di beni/servizi.

Utilità e consumo
Paniere di consumo: l’insieme di tutti i beni/servizi consumati da un individuo.
 Funzione di utilità:
relazione tra il paniere di consumo individuale e l’ammontare di utilità.
pendenza positiva ma diminuisce all’aumentare del numero di beni/servizi consumati

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Microeconomia

Utilità marginale decrescente


Utilità marginale: variazione dell’utilità totale generata dal consumo di un bene/servizio in più.
il consumo della maggior parte di beni/servizi è soggetto a utilità marginale decrescente
(pendenza negativa): più aumenta il consumo di un bene/servizio, più ci si avvicina al punto di
saturazione oltre il quale un ulteriore consumo non aggiunge nulla (magari diminuisce!) alla
soddisfazione.

Vincoli di bilancio
Vincolo di bilancio: i consumatori hanno sempre un reddito limitato che pone un vincolo al loro
consumo, ossia scegliere un paniere di consumo il cui costo non ecceda il reddito complessivo.

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Microeconomia

La retta con pendenza negativa che unisce i punti da A a F mostra quali panieri di consumo l’individuo
può permettersi di consumare e quali no: tutti i panieri all’interno di questa retta (l’area tratteggiata)
sono alla portata delle sue tasche.
Retta di bilancio: tutti i panieri di consumo accessibili ad un consumatore nell’ipotesi che spenda
interamente il proprio reddito.

La sua pendenza misura il costo-


opportunità di ogni bene in termini
dell’altro.
La sua posizione (distanza dall’origine)
dipende dal reddito del consumatore

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Microeconomia

Consumo ottimale
Paniere di consumo ottimale: paniere che massimizza l’utilità totale dato il vincolo di bilancio.

Utilità marginale per euro

Consumo ottimale

Domanda individuale e domanda di mercato


Curva di domanda individuale: relazione tra quantità del bene domandata da un singolo
consumatore e il prezzo di mercato di quel bene.
Curva di domanda di mercato: somma orizzontale delle curve di domanda individuali.

Effetto di sostituzione
Supponiamo che il prezzo del bene A aumenti. L’utilità marginale che il consumatore trae da un kg di
A in più non cambia: diminuisce però l’utilità marginale per euro speso in A, e questa riduzione, per il
consumatore, rappresenta un incentivo a consumare meno A (e più altri beni).
Quando il prezzo di un bene aumenta, generalmente gli individui ne riducono il consumo, aumentando
quello di altri beni.
Effetto di sostituzione: variazione della quantità domandata dovuta alla sostituzione da parte del
consumatore, dei beni relativamente meno costosi al posto di quelli relativamente più costosi.

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Microeconomia

Effetto di reddito
Effetto di reddito: variazione della quantità consumata di un bene a fronte di una variazione del
potere d’acquisto complessivo del consumatore dovuta alla variazione del prezzo di un bene.
La variazione del prezzo di un bene modifica di fatto il reddito del consumatore perché ha un impatto
sul suo potere d’acquisto.
Per la maggior parte dei beni/servizi l’effetto di reddito è trascurabile e non ha un impatto significativo
sul consumo individuale. Quindi, nella maggior parte dei casi, la pendenza negativa della curva di
domanda di mercato è attribuibile esclusivamente all’effetto di sostituzione.
Quando l’effetto di reddito è rilevante, generalmente rafforza l’effetto di sostituzione.

11. Preferenze e scelta del consumatore


Curve di indifferenza
Curva di indifferenza (CI): linea che descrive tutti i panieri di consumo che offrono lo stesso livello di
utilità di un dato individuo.
indifferenza: un individuo è sempre indifferente tra due panieri posti sulla stessa CI.
Mappa di CI: insieme di CI.
Dal momento che i panieri A e B
generano entrambi 450 u (utilità),
giacciono sulla stessa CI, 􏰄􏰄. Anche se
l’individuo è indifferente tra A e B,
sicuramente non lo è tra A e C: C offre
solo 391 u, meno di A o B. Quindi
l’individuo preferisce consumare il
paniere A o B, piuttosto che C. Questo
è rappresentato dal fatto che C giace
sulla CI 􏰄􏰄, più vicina di 􏰄􏰄 agli assi
cartesiani.
Il paniere D genera 591 u, un’utilità
totale maggiore di quella dei panieri A e
B: D si trova sulla CI 􏰄􏰄, che è più
lontana di 􏰄􏰄
dagli assi cartesiani.
Chiaramente l’individuo preferisce D sia
ad A sia a B e, in maniera più
pronunciata, a C.
Proprietà CI
1. Non si incrociano mai 

2. Quanto più una CI dista dall’origine, tanto maggiore è il livello di utilità 

3. Pendenza negativa 

4. Forma convessa 
 questa caratteristiche riflette il principio dell’utilità marginale decrescente:
il consumo di una unità addizionale di un bene genera un minor incremento dell’utilità totale
rispetto alla precedente unità consumata. 


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Microeconomia

Beni normali: soddisfano tutte e 4 le proprietà.

Scelta del consumatore


La quantità di pasti al ristorante cui l’individuo è disposto a rinunciare in cambio di un maggior numero
di locali varia lungo la CI. Possiamo esprimere questo concetto in termini di pendenza.
A CI diventa progressivamente meno ripida via via che ci si sposta verso destra, mostrando la forma
convessa.

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Microeconomia

Condizione di tangenza
In corrispondenza del paniere di consumo ottimale (punto A) la retta di bilancio è tangente alla CI.

Nel punto A la pendenza della CI è uguale a quella della retta di bilancio.

La quantità (Plocali⁄Ppasti) è detta prezzo relativo.



Regola del prezzo relativo: in corrispondenza del paniere di consumo ottimale:

Usare le curve di indifferenza


Il fatto che due beni siano sostituti (te e caffè) o complementi (zucchero e caffè) determina la forma
delle CI.
Questa relazione può esser illustrata attraverso due casi estremi: sostituti perfetti e complementi
perfetti.

Sostituti perfetti
Sostituti perfetti CI sono rettilinee.
 L’individuo è sempre disposto a sostituire la stessa quantità
di un bene per una unità dell’altro, indipendentemente dalla quantità di ciascuno che consuma.

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Microeconomia

Basta una minima differenza di prezzo per convincerlo ad acquistarne uno solo.

Complementi perfetti
Complementi perfetti CI sono “a L”, formano angoli retti.
 L’individuo consuma entrambi i beni
sempre nella medesima proporzione.

In B (su I4􏰇) l’individuo consuma 4 biscotti e 4 bicchieri di latte.



In A sulla verticale di B, consuma 4 biscotti e 5 bicchieri di latte, ma il bicchiere di latte aggiuntivo nulla
aggiunge alla sua utilità. Quindi A è sulla stessa CI di B.

Analogamente, in C l’individuo consuma 5 biscotti e 4 bicchieri di latte, ma ricavando la stessa utilità di
consumare 4 biscotti e 4 bicchieri di latte, quindi anche C è sulla stessa CI.

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Microeconomia

Aumento del prezzo


L’aumento del prezzo di uno dei due beni (es. locali) riduce il potere d’acquisto dell’individuo.
Graficamente, l’aumento di prezzo fa ruotare la sua retta di bilancio verso l’interno.

Reddito e consumo
Un minor reddito fa traslare verso l’origine (stessa pendenza) la retta di bilancio (prezzo relativo è
rimasto invariato).
Beni normali

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Microeconomia

Beni inferiori11

Effetto di reddito ed effetto di sostituzione

L’aumento del prezzo relativo dei locali provoca lo spostamento ruotato verso l’interno della retta di
bilancio (più ripida).

11 Es. Mobili usati

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Microeconomia

Il consumo di locali dell’individuo diminuisce per 2 ragioni:


1. Questa variazione del costo-opportunità, che si riflette nella maggiore pendenza della retta di
bilancio, da all’individuo un incentivo a sostituire nel suo paniere di consumo i locali con i pasti
al ristorante. 

2. Questo aumento rende l’individuo più povero. 

Nel mondo reale questi effetti di solito vanno di pari passo: l’aumento del prezzo di un bene fa
aumentare il suo costo-opportunità e al tempo stesso rende il consumatore più povero.
AB: effetto di sostituzione dovuto alla variazione del prezzo, cioè l’effetto sulla scelta di consumo
dell’individuo quando varia il prezzo relativo dei locali e il suo livello di utilità rimane costante (come se
l’aumento del prezzo fosse compensato con un aumento del reddito).
B C: effetto di reddito, spostamento dovuto al fatto di non disporre del reddito addizionale
necessario a restare sulla CI originaria.

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