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Giuseppe Acconcia

La Libia fra petrolio,


migranti e jihad

In seguito alla strage di 21 cop- hanno frenato le aspirazioni dei


ti egiziani, decapitati dagli jiha- movimenti rivoluzionari –, non
disti libici, l’Egitto ha deciso un stupisce che ora siano i gruppi
attacco unilaterale contro la Libia jihadisti a usare le stesse tecniche
al fianco della fazione militare a scopo mediatico.
che fa capo all’ex generale Kha- Dopo la diffusione delle immagini
lifa Haftar, che appoggia il Par- della strage, centinaia di persone
lamento di Tobruk e il premier si sono riversate per le strade del
Abdullah al-Thinni con il soste- villaggio di al-Our, nel governato-
gno dei miliziani di Zintan. L’a- rato di Minya, in Egitto, per pian-
zione militare ha avuto luogo a gere i copti brutalmente uccisi in
poche settimane dall’avvio delle Libia. Questo grave episodio di
procedure di voto per le elezioni violenza conferma, prima di tutto,
parlamentari, previste tra marzo e la massiccia presenza di lavorato-
maggio in Egitto, che potrebbero ri egiziani in Libia: da una parte,
segnare un ritorno in politica de- è cresciuto a dismisura il numero
gli uomini vicini all’ex  presiden- di sostenitori dei Fratelli musul-
te Hosni Mubarak in seguito alla mani egiziani rifugiatisi nel Paese
scarcerazione dei suoi figli Alaa vicino in seguito alla messa fuori
e Gamal. Peraltro, anche secon- legge del partito «Libertà e giusti-
do il «New York Times», da mesi zia» e del movimento islamista da
Egitto ed Emirati Arabi Uniti for- parte della magistratura egiziana;
niscono basi per raid e concedo- dall’altra, sin dagli anni Settanta,
no piloti, aerei e rifornimento in decine di migliaia di braccianti,
volo per attacchi mirati in Libia. agricoltori e operai egiziani han-
Se in Egitto il settarismo tra cri- no trovato in Libia occupazione
stiani e musulmani è stato spesso in seguito alle varie crisi che han-
usato dallo Stato per giustificare no colpito questi settori in Egitto.
la commistione tra élite militare Infine, non pochi sono i migranti
e politica e favorire il ritorno alla egiziani e siriani che affollano le
stabilità – con gli episodi sangui- coste libiche in cerca di un imbar-
nosi che da Embaba a Moqattam co di fortuna verso l’Europa.
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Per questo, a poche ore dagli at- i criminali». Al-Sisi ha fatto poi
tacchi aerei egiziani su Derna, il visita, insieme al suo compagno
Parlamento di Tripoli – controlla- di Accademia militare e ministro
to dagli islamisti del premier della Difesa Sedki Sobhy, al quar-
Omar al-Hassi, vicino al cartello tier generale dell’esercito lungo il
anti-Haftar Fajr (Alba), che inclu- confine con la Libia. Il presiden-
de i Fratelli musulmani libici, ap- te egiziano ha anche incontra-
poggiato dai miliziani Scudo di to alcuni leader tribali locali per
Misurata e dal Qatar – ha lanciato discutere di una possibile colla-
un ultimatum di 48 ore agli egi- borazione strategica «nella lotta
ziani affinché lasciassero la Tripo- al terrorismo», con pattugliamenti
litania per evitare rappresaglie, del confine per tenere sotto con-
definendo l’intervento del Cairo trollo il continuo contrabbando
«un atto di aggressione». Il Qatar di armi.
ha protestato contro gli attacchi Tuttavia, né l’intervento egiziano
egiziani in Libia e richiamato il né la proposta Sisi-Haftar di fine
suo ambasciatore al Cairo dopo dell’embargo sulle armi per i mi-
le accuse di sostegno al terrori- litari di Tobruk hanno trovato per
smo mosse dall’Egitto. Anche la il momento il sostegno della co-
Turchia è entrata nel mirino del munità internazionale, che alle
sodalizio Sisi-Haftar. Ankara è Nazioni Unite
l’ultima capitale a continuare a ha preferito il ri-
La comunità
criticare l’uso della forza da parte lancio del tenta-
dei militari in Libia e ad appog- tivo di dialogo internazionale ha
giare i partiti che si rifanno alla nazionale tra puntato su un nuovo
galassia della Fratellanza musul- militari di Haftar tentativo di dialogo
mana e all’islamismo politico nei e islamisti di
due Paesi confinanti. E così il pre- al-Hassi, media- tra militari e islamisti
mier di Tobruk, Abdullah al-Thin- to dall’inviato
ni, ha accusato la Turchia di so- delle Nazioni Unite in Libia Ber-
stenere i terroristi, compiendo nardino Léon. L’Egitto ha trovato
una grave generalizzazione in invece il sostegno di alcuni Paesi
merito alle forze moderate, che della Lega araba (in primis la
nulla hanno a che vedere con i Giordania), di Russia e Francia. In
terroristi, e minacciando sanzioni particolare, Il Cairo ha concluso,
economiche. proprio in questi giorni, un accor-
D’altra parte, il Consiglio nazio- do per l’acquisto da Parigi di 25
nale di difesa egiziano ha annun- caccia (tra cui i Rafale) e una fre-
ciato il dispiegamento dell’eser- gata, per un totale di 5,2 miliardi
cito in tutti i governatorati per di euro. L’accordo rientra nel ten-
«proteggere le proprietà, mettere tativo del governo egiziano di bi-
in sicurezza le strade e catturare lanciare il parziale congelamento
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degli aiuti militari, stabilito dal dovrebbe tenersi in Marocco, ma


Pentagono dopo il golpe del potrebbe essere boicottato dalle
2013. Non solo: il Dipartimento due parti.
di Stato statunitense ha accolto La battaglia per il controllo dei
con una certa freddezza gli attac- terminal petroliferi di Sirte era ini-
chi egiziani, limitandosi a con- ziata il 4 febbraio scorso nell’area
dannare il grave atto terroristico di al-Mabruk, gestita dalla compa-
contro i copti in Libia. gnia francese Total. Da settimane
Eppure il premier Abdullah infuriava lo scontro fra i miliziani
al-Thinni e il Parlamento di To- della Petroleum Protection Guard
bruk hanno respinto qualsiasi di Ibrahim Jadran, in accordo con
ipotesi di formazione di un gover- i militari Haftar, e i miliziani Scu-
no di unità nazionale. Questo ha do di Misurata. All’inizio dell’an-
confermato an- no la petroliera greca Araevo era
Il controllo del greggio cora una volta stata bombardata dai militari con
oscilla a seconda delle che la mancan- l’accusa di aver trasportato mili-
za di volontà tanti jihadisti a Derna.
relazioni tra i governi di dialogo e di È evidente come anche il control-
cirenaico e tripolino riconoscimento lo del greggio oscilli seguendo le
della legittimi- complesse relazioni tra il governo
tà, o almeno dell’esistenza, della cirenaico e quello tripolino. For-
controparte viene dai militari e malmente la Banca centrale libica
non dagli islamisti che control- si è mantenuta neutrale, deciden-
lano il Parlamento di Tripoli, ap- do di non incanalare i ricavi uf-
poggiati dai Fratelli musulmani ficiali del petrolio nelle casse di
e dalle milizie Scudo di Misura- nessuna delle due amministrazio-
ta. Ma anche a Tripoli la volontà ni. Di fatto, però, al-Thinni, pre-
di riprendere a dialogare con il mier espressione del Parlamento
sodalizio Sisi-Haftar latita. Omar di Tobruk, è riuscito a inserire
al-Hassi avrebbe fatto pressioni suoi collaboratori nella Società
affinché le Nazioni Unite con- petrolifera nazionale. Di contro,
dannino i raid egiziani su Derna. il governo tripolino è riuscito a
Secondo al-Hassi, la brutale de- prendere il controllo di Al Shara-
capitazione dei 21 copti sarebbe ra, il giacimento più grande del
opera di militari libici, vicini a Paese.
gruppi che si rifanno alla varie- Questa spaccatura aggrava la
gata galassia post-gheddafiana guerra civile in Libia. Lo scorso
pro-Haftar, e ha chiesto una con- 26 febbraio, un attentato suici-
danna internazionale del regime da ad al-Qubah, in Cirenaica, ha
egiziano e dei suoi raid aerei con- causato 47 vittime e 26 feriti. I
tro Derna. Secondo alcuni media due attentatori suicidi erano un
marocchini, il tavolo negoziale libico e un saudita, Battar al-Libi
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e Abu Abdallah al-Jazrawi. L’at- Renzi si è detto allineato sulle po-


tacco è stato rivendicato dagli sizioni della Germania. Per giorni
jihadisti che controllano la città e erano circolate voci di un possi-
puntano sulla loro appartenenza bile intervento italiano in Libia in
allo Stato islamico (Isis), gruppo seguito all’aggravarsi della crisi,
attivo in Siria e Iraq. All’attentato ribadite dal ministro degli Esteri
avrebbero fatto seguito bombar- Paolo Gentiloni. Se la proposta
damenti su Sirte dell’aviazione di un intervento militare italiano
libica pro-Haftar, mentre navi da sotto l’egida delle Nazioni Unite
guerra egiziane starebbero pattu- ha mietuto successi bipartisan tra
gliando le coste libiche nel vuo- i partiti politici italiani e non solo
to lasciato dalla marina militare (anche Malta sarebbe ben felice di
italiana. Il centro della città di un intervento che venisse presen-
Sirte, al confine tra Tripolitania tato come risolutore della ferita
e Cirenaica, sarebbe ancora sotto dei sanguinosi sbarchi di migranti
il controllo degli jihadisti. Le mi- che partono dalle coste libiche),
lizie Scudo di Misurata avevano a lanciare un avvertimento a uno
lanciato una serie di incursioni spavaldo Gentiloni ci ha pensa-
per liberare la città dai combat- to la radio online (che trasmette
tenti annunciandone prematura- in diretta da Mosul) dello Stato
mente la liberazione. Gli estre- islamico, al-Bayan, che, citando
misti islamici avrebbero imposto le dichiarazioni del governo ita-
anche un coprifuoco notturno a liano, ha definito Gentiloni come
Sirte. «il ministro degli Esteri dell’Italia
Con l’avanzata degli jihadisti nel crociata».
centro urbano di Sirte, il perso- Il governo italiano, in virtù dell’ac-
nale diplomatico dell’ambasciata cordo siglato nel 2008 tra il co-
italiana ha fatto rientro a Roma. lonnello Muammar Gheddafi e
Con la chiusura delle principali l’ex  premier Silvio Berlusconi,
sedi diplomatiche nel Paese in avrebbe potuto assumere un ruo-
seguito ai gravi attentati al con- lo centrale nel determinare la po-
solato statunitense di Bengasi nel litica libica dopo le rivolte che
2012 (dove perse la vita l’amba- hanno attraversato il Medioriente
sciatore Christopher Stevens) e nel 2011. Invece, per pressioni
alle rappresentanze diplomatiche che forse lo stesso Berlusconi
francesi, l’ambasciata italiana sa- avrebbe subito dall’allora mini-
rebbe stato infatti il principale stro degli Esteri Franco Frattini, in
bersaglio degli jihadisti sulla via accordo con l’ex presidente della
verso Tripoli. Repubblica Giorgio Napolitano,
Dopo aver inviato una missiva l’Italia concesse le sue basi per i
per il presidente egiziano Abdel disastrosi attacchi della Nato del
Fattah al-Sisi, il premier Matteo 2011, voluti da Francia e Gran
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Bretagna, che hanno fatto a pezzi lo Muammar Gheddafi subirono


il Paese, ora spaccato tra Tripoli- un cambiamento profondo. Nel
tania, Cirenaica e deserto del Fez- 1998, infatti, il colonnello si mo-
zan. strò incline a stipulare un patto
Da quel momento le autorità ita- con l’Italia per la lotta al terro-
liane hanno fatto fatica a recupe- rismo; l’allora governo guidato
rare terreno, vedendo sempre più da Romano Prodi si accorse che
messi in pericolo gli interessi che questi, in nome del suo sociali-
l’ex colonizzato- smo islamico, avrebbe potuto
Dopo il 2011, il governo re aveva nel Pa- osteggiare l’avanzata dei nuclei
ese, in particola- jihadisti radicali. Si capì tardi che
italiano avrebbe potuto
re in materia di Gheddafi faceva di tutta l’erba un
assumere un ruolo accordi petroli- fascio: basti ricordare il caso del
centrale nella politica feri, a favore di massacro della prigione tripolina
libica compagnie fran- di Abu Salim del 1996, in cui ven-
cesi e inglesi. E nero trucidati centinaia di jihadi-
così il ministro degli Esteri Paolo sti veri e presunti.
Gentiloni ha più volte tentato di
correre ai ripari, dichiarando di Lo scorso febbraio, pochi giorni
«non voler rassegnarsi alla disso- prima dell’inizio della crisi, par-
luzione della Libia» e proponen- tivano dalle coste libiche quattro
do un intervento di peacekeeping. gommoni, destinati a provocare
Per questo non stupisce che, no- una delle più gravi stragi di mi-
nostante il caos, l’ambasciata ita- granti degli ultimi anni nel Medi-
liana di Tripoli sia rimasta una terraneo (330 morti non ancora
delle ultime in funzione. Tre sono accertati). Nella totale assenza
le motivazioni principali di que- dello Stato, per le centinaia di mi-
sto tentativo di recuperare terre- lizie che si contendono le redini
no in extremis da parte delle au- del Paese la gestione dei flussi
torità italiane: tornare a contenere migratori è diventata un business
l’influenza delle fazioni islamiste irrinunciabile. Le bande armate
violente sull’altra sponda del Me- controllano centinaia di prigio-
diterraneo, arginare il flusso di ni, in cui sono stipati migranti in
migranti in fuga verso l’Europa e condizioni di miseria e abbando-
mantenere i rifornimenti di gas e no. Molti dei miliziani sono accu-
greggio. sati da organizzazioni locali per la
È importante aggiungere che difesa dei diritti umani di tortura
questi stessi obiettivi hanno se- e maltrattamenti.
gnato i rapporti italo-libici negli Queste dinamiche non sono nuo-
ultimi trent’anni, e costituiscono ve. Le insensate politiche antimi-
la ragione per cui negli anni No- gratorie libiche hanno previsto
vanta le relazioni con il colonnel- per anni respingimenti sistematici
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nel deserto del Sahara. Nel 2008 Le coste libiche, per scafisti e
fu il governo Berlusconi a firmare contrabbandieri, sono senza dub-
una serie di trattati riguardanti bio la strada più semplice per
non solo l’approvvigionamento l’Europa. A causa delle violenze
di gas, ma anche il contenimento e del caos, alimentati da potenze
dell’immigrazione. Gheddafi in- straniere che finanziano diverse
staurò un sistema di pattuglia- fazioni nello scacchiere libico, il
mento costale per contenere il numero di migranti che ha ten-
traffico clandestino di disperati in tato di lasciare il Paese è andato
fuga dai Paesi subsahariani. I trat- crescendo. Tuttavia Amnesty ha
tati contenevano però un errore puntato il dito
allarmante: la Libia non aveva anche contro le La gestione dei flussi
aderito alla Convenzione sullo operazioni di Ri- migratori è diventata
status dei rifugiati del 1951. Come cerca e soccorso
documentato da numerose asso- in mare (Sar) e un business irrinunciabile
ciazioni umanitarie, i migranti ve- sul progressivo per le milizie
nivano detenuti in condizioni di- fallimento degli
sumane, e spesso rispediti a casa Stati coinvolti, specialmente Italia
attraverso il deserto del Fezzan. I e Malta, che non sono riusciti a
report di Amnesty International raggiungere un accordo in meri-
hanno documentato questi picco- to all’estensione delle rispettive
li grandi esodi, accompagnandoli zone Sar. A causa degli scontri è
con testimonianze di stupri e uc- stata interrotta la collaborazione
cisioni perpetrati dall’esercito li- libica con le operazioni Mare No-
bico. Viaggi senz’acqua e cibo strum e Triton per il contenimen-
che hanno riempito il deserto di to dell’immigrazione clandestina,
scheletri. sottoscritta nel 2013 dall’allora
E così, anche la Libia post-Ghed- ministro italiano Mario Mauro
dafi continua a essere un incubo con al-Thinni, in quella fase mi-
per i migranti. Il governo islamista nistro della Difesa libico.
di Tripoli ha stracciato l’accordo Oggi i migranti non sono più
con il governo del Sudan che pre- soltanto subsahariani, ma anche
vedeva una forza congiunta per la libici, e data la gravità delle lot-
sicurezza delle frontiere tra i due te intestine Amnesty ha recente-
Paesi africani. L’ex ministro della mente chiesto che nessun Paese
Difesa libico, il colonnello Abdul respinga i rifugiati provenienti
Razzaq al-Shihabi, per controlla- dalla Libia. Secondo l’Unhcr, la
re la frontiera con il Sudan aveva detenzione di rifugiati e migranti
puntato sulla cooperazione con il ha spinto molti a «mettere la pro-
governo italiano con l’intento di pria vita nelle mani dei trafficanti
organizzare una copertura satelli- per cercare di arrivare in Europa».
tare dell’area. Degli oltre 165 mila rifugiati arri-
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vati sulle coste europee nel corso Il primo a esultare per la cancella-
del 2014, la maggioranza è partita zione della «Legge per l’isolamen-
dalla Libia, e di questi il 48% sono to politico» è stato il parlamentare
siriani ed eritrei. Il Mediterraneo di Tobruk Ibrahim Alzgheid. «Ab-
continua così a restituire i corpi biamo votato per cancellare que-
delle vittime dei naufragi delle ul- sta legge ingiusta», ha dichiarato.
time settimane. Tuttavia, considerando il comple-
to caos in cui versa il Paese, sarà
Il Parlamento di Tobruk, sciol- molto difficile mettere in atto la
to dalla Corte suprema, pochi nuova norma. L’iniziativa del Par-
giorni prima dell’inizio della crisi lamento di Tobruk, quindi, met-
aveva fatto in tempo a riabilitare terà sì in allerta le milizie jihadiste
i gheddafiani, i politici cioè che, e gli islamisti moderati, che ave-
negli oltre quarant’anni in cui il vano voluto la legge come forma
colonnello Muammar Gheddafi è inequivocabile di vendetta per la
stato al potere, hanno fatto poli- repressione subita durante il re-
tica al suo fianco. La «Legge per gime di Gheddafi, tuttavia non è
l’isolamento politico», cancellata detto che determini conseguenze
a Tobruk, fu approvata dal Par- pratiche immediate. In assenza di
lamento di Tripoli nel 2013. Molti istituzioni statali e di un’ammini-
operatori dei diritti umani defini- strazione centrale forte, le leggi
rono la norma come vendicativa e approvate in questi mesi restano
generica nei confronti dei politici sulla carta, in uno scontro, anche
dell’era Gheddafi. Già nel 2012 la sulla legittimità costituzionale, dei
Corte suprema aveva dichiarato due contendenti fin qui davvero
incostituzionale la legge 37, vo- lontano dall’essere risolto: lo stes-
luta dal Consiglio nazionale di so scioglimento del Parlamento
transizione (Cnt) guidato da Mah- di Tobruk, disposto dalla Corte
mud Gibril, che vietava la glori- suprema, non è mai stato messo
ficazione di Muammar Gheddafi, in pratica.
del suo regime, delle sue idee e Per questo motivo l’iniziativa ne-
della sua famiglia. La legge preve- goziale, mediata dalle Nazioni
deva poi la condanna al carcere Unite, continua a essere una via
per chiunque fosse stato ricono- difficilmente praticabile. Lo ha
sciuto colpevole di apologia di confermato l’attacco a un albergo
Gheddafi. Ma nel testo figuravano di Tripoli, abitualmente affollato
pure altri punti controversi, come di stranieri, diplomatici e sede di
la condanna per chiunque offen- varie multinazionali occidentali.
desse la data delle rivolte del 17 Uomini armati sono entrati nella
febbraio 2011 oppure recasse of- hall dell’hotel Corinthia a fine
fesa all’islam e alle istituzioni del- gennaio aprendo il fuoco sui
lo Stato. clienti mentre una macchina, im-
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bottita di esplosivo, è saltata in in Kenya e Tanzania del 1998 in


aria all’esterno dell’albergo. Se- cui hanno perso la vita oltre 220
condo fonti militari, già da setti- persone, causando circa 4.500 fe-
mane circolavano avvertimenti ai riti. Secondo la versione ufficia-
manager dell’albergo di possibili le al-Libi sarebbe morto durante
attentati: per questo l’hotel sareb- un’operazione chirurgica: l’uomo
be stato quasi vuoto al momento era infatti da tempo malato. La
dell’attacco. Nei mesi scorsi, l’al- moglie, Um Abdullah, ha invece
bergo aveva ospitato alcuni work- avanzato dei dubbi sulle circo-
shop della missione delle Nazioni stanze della morte di al-Libi e ha
Unite in Libia (Unsmil); non solo: accusato il governo di «rapimen-
diplomatici francesi e qatarini al- to, maltrattamento e assassinio di
loggiano nell’hotel. Al momento un innocente».
dell’attentato nelle stanze del Co- Al-Libi era stato catturato in un
rinthia si trovava anche il premier blitz dell’esercito statunitense a
del governo filoislamista di Omar Tripoli nell’ottobre del 2013, poi
al-Hassi, rimasto illeso. detenuto e interrogato su una
L’Alto rappresentante della poli- nave da guerra statunitense prima
tica estera dell’Unione europea, di essere estradato negli Stati Uni-
Federica Mogherini, ha subito ti. Le autorità di Tripoli avevano
parlato di un attacco contro i ne- chiesto spiegazioni al segretario
goziati. In quella fase il tentati- di Stato John Kerry sulle circo-
vo di mediazione, promosso dal stanze dell’arre-
rappresentante Unsmil Bernardi- sto in territorio L’iniziativa negoziale
no Léon, si svolgeva a Ginevra, libico. Per sotto-
mediata dalle Nazioni
dopo vari tentativi falliti in Libia lineare l’estrema
e il boicottaggio del Parlamento precarietà in cui Unite resta una via
di Tripoli, vicino ai Fratelli mu- versa il Paese, difficilmente praticabile
sulmani. Gli jihadisti di Derna Amnesty Inter-
hanno rivendicato l’attentato al national ha reso noto un report in
Corinthia. La rivendicazione ri- cui chiede l’adozione di sanzioni
ferisce di un atto di rappresaglia mirate e l’avvio di procedimenti
dopo la morte sospetta di Abu giudiziari, attraverso la Corte pe-
Anas al-Libi, lo jihadista deceduto nale internazionale, «per porre
in un ospedale di New York nei fine alla serie di sequestri, tortu-
primi giorni di gennaio. Al-Libi re, uccisioni sommarie e ulteriori
era accusato dagli Stati Uniti di abusi, equivalenti in alcuni casi a
essere la mente informatica del- crimini di guerra, commessi dalle
la rete terroristica internazionale forze rivali che si contengono la
al-Qaida. L’imputato ha sempre città di Bengasi».
negato di aver preso parte agli at- La guerra in Libia è sempre più
tacchi alle ambasciate americane un conflitto per procura, che vede
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scontrarsi l’Arabia Saudita con Nord Africa. Ancora una volta,


l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti per cementare l’opinione pubbli-
insieme ai militari di Haftar, da ca interna, il presidente egiziano
una parte, e gli islamisti di Tripoli Abdel Fattah al-Sisi tenta di elimi-
(con i loro ambigui legami con i nare l’islamismo politico (che in
gruppi che fanno ricorso alla lot- Libia ha legami più ambigui con
ta armata) con al loro fianco Qa- il terrorismo rispetto all’Egitto)
tar e Turchia, dall’altra. Il cartello con il pretesto dell’attacco con-
Fajr (Alba) niente ha a che fare tro gli jihadisti. Sembra che, nel
tuttavia con gli atti perpetrati dal- vuoto politico libico, la comunità
le milizie jihadiste Ansar al-Sharia internazionale lascerà fare al-Si-
a Bengasi e con i sedicenti Isis di si. Eppure questa strategia fin
Sirte e Derna. L’Egitto, con i mili- qui non ha fatto che alimentare
tari libici, è in guerra perciò con- il terrorismo jihadista, spianando
tro gli islamisti di Tripoi; in altre la strada al consolidamento del
parole, contro l’ultimo baluardo potere del controverso presiden-
della Fratellanza musulmana in te egiziano.

Giuseppe Acconcia giornalista e ricercatore specializzato in Medioriente, scrive per il «manifesto»,


di cui dal 2011 è corrispondente dal Cairo. Il suo ultimo libro è Egitto. Democrazia militare (Exorma,
2014); ha pubblicato saggi per l’Ispi, «The International Spectator» e «Le Monde diplomatique» e repor-
tage per «The Independent», «Al-Ahram Weekly» e Xinhua News Agency.
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