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saggi

Dopo Caporetto Si evidenziava quindi la ne-

L’aereoporto di Malcontenta,
Com’è noto, nell’autunno cessità di approntare altre
del 1917 i fatti di Caporetto piste fra cui, appunto, quel-
costrinsero il Regio Esercito la di Malcontenta, proba-

“trincea volante” del Piave di Ennio Zara


a ritirarsi attraverso la pia-
nura friulano - veneta sino
alla linea difensiva del Piave,
dove a fatica riuscì a conte-
bilmente voluta dai vertici
militari per la vicinanza al
fronte sul Piave, l’ampia di-
sponibilità di terreni piani
nere l’avanzata nemica. ed erbosi, la presenza della
La disfatta fece arretrare di strada per Mestre e della fer-
oltre 150 Km l’intero fronte, rovia allora esistente sullo
provocando un ingente nu- stesso percorso: tali vie di
mero di caduti, prigionieri e comunicazione erano como-
sbandati, oltre ad incalcola- de sia con Carpenedo, do-
bili perdite di materiali1. v’era ubicato il Comando del
In quei momenti drammati- V Gruppo dal quale il campo
ci, gli avvenimenti in corso dipendeva, sia con Pado-
non poterono ovviamente va e con lo scalo di Fusina,
mancare di interessare an- entrambi terminali dotati di
che l’Aeronautica che, oltre magazzini e strutture utili al
agli abbattimenti subiti negli movimento del personale e
scontri con l’aviazione nemi- dei rifornimenti necessari al
ca, fu costretta ad abbando- suo funzionamento2.
nare buona parte delle basi
dalle quali aveva sino ad al- Inizialmente, il principale L’ospedale militare di Mira
lora operato ed a distrugge- problema incontrato dagli era stato realizzato nel 1917
re quanto non poteva essere addetti alla costruzione del per volontà della famiglia allora
proprietaria della locale
trasportato altrove. nuovo aeroporto fu la dif- fabbrica di candele, poi nota
Ciò si rivelò particolarmente ficoltà di trovare sul posto produttrice di detersivi col marchio
doloroso per i tanti equipaggi alloggi idonei alle loro esi- Mira Lanza, che per questo scopo
che dovettero incendiare gli genze. Cosa del resto facil- aveva adattato un capannone
aerei non in grado di vola- mente prevedibile, visto che sufficiente ad ospitare
re, anche se i piloti dotati di ci si trovava ad operare in una cinquantina di degenti.
Anche la vettura aziendale,
mezzi efficienti riuscirono a un piccolo borgo agricolo di una lussuosa Isotta Fraschini,
dimostrare ai nostri soldati nemmeno 2000 abitanti, ol- venne messa a disposizione
in difficoltà che, mitragliando tretutto già oberato da una delle Autorità militari,
e bombardando l’incalzante spesso ingombrante presen- ed utilizzata come autoambulanza.
nemico, in cielo c’era ancora
chi poteva combattere.
É ovvio come l’accaduto
Un aereo Pomilio “E”, decorato con la testa di leone provocasse nella Forza Ae-
che contraddistingueva la 28a Squadriglia, rea una grande crisi che, al-
sul campo di Malcontenta nell’estate del 1918 (U.S.S.M.A.). meno per quanto riguarda
l’osservazione, consentiva a
molte squadriglie di far vo-
lare giornalmente solo uno o
Nella storia recente della Riviera del Brenta vi sono avvenimenti poco conosciuti due ricognitori, contro i no-
o dei quali si è ormai persa quasi del tutto la memoria. É questo il caso dell’aeroporto ve previsti. Situazione que-
di Malcontenta, “riscoperto” da poco mentre si cercavano notizie su di una “striscia sta aggravata dalla scarsità
d’atterraggio” utilizzata negli anni ’60 dai piccoli monomotori del Corpo dei Lagunari di nuovi velivoli da immette-
presso gli archivi dell’Ufficio Storico dell’Esercito a Roma. re in linea e dall’intasamen-
Dalle ricerche effettuate è emersa l’importanza di questa base aerea che nel 1918 ospitò to di quegli aeroporti che,
alcune squadriglie di ricognitori che appoggiarono la III e la X Armata, ossia quelle che, come Ca’ Tessera e Marcon,
prima per la resistenza sul Piave e poi per lo slancio oltre il fiume, avevano accolto buona parte
si rivelarono decisive per la vittoria. dei nostri apparecchi.

 
za di reparti militari di ogni aveva la zona di atterraggio, ed i servizi igienici4. no i due velivoli scampati
tipo3. decollo e rimessaggio degli I contatti con Marcon ed i al bombardamento aereo
Da mesi infatti, ma special- aerei, segnata su carte del- suoi cacciatori rimasero austriaco della notte prece-
mente dopo la rotta di Ca- l’epoca, in 600 m per 250. comunque a Malcontenta dente, che aveva provocato
poretto, alcuni capannoni Una superficie simile ven- sempre intensi, facilitati da la distruzione dell’hangar e
delle due fornaci di mattoni ne ottenuta a Malcontenta una linea telefonica diretta, di sette ricognitori, fortuna-
al tempo ancora operative tagliando tutti gli alberi che mentre un’altra rete assicu- tamente senza causare fe-
in paese, i vicini forti Poerio potevano dare fastidio al rava le comunicazioni con riti. Rimasta con i soli “PE”
e Tron, ed un’ala della locale movimento dei velivoli, e col­ Ca’ Tessera e la locale stazio- n. 6935 e 6951, e quindi
scuola elementare, ospita- man­do qualche fossato; la ne radiotelegrafica, alla qua- scarsamente impiegabile, la
vano soldati diretti al vicino giusta consistenza del terre- le giungevano i messaggi in 28a riusciva a ritornare co-
fronte del Piave. no, messa in quel periodo a codice Morse inviati da quei munque operativa nel giro
Nel frattempo nella nuova dura prova dalle abbondanti pochi nostri velivoli dotati di di pochi giorni, ricevendo
chiesa in costruzione, ed in piogge, venne infine ottenu- apparati trasmettitori5. nuovi aerei con i quali po-
ogni altra struttura disponi- ta con opportuni lavori di Se per taluni aerei era ormai teva continuare le abituali
bile, si improvvisarono ri- drenaggio e qualche strato regolare l’utilizzo dell’inno- ricognizioni fotografiche ed
coveri per quei feriti o am- di ghiaia. A completare il vativo sistema “del senza a vista, nonché la regolazio-
malati che vi giungevano in campo, non potevano certo fili”, per le truppe a terra ne del tiro d’artiglieria per
treno o in barca, avviando mancare le baracche desti- non restava che comunica- la III Armata lungo il basso
poi, con gli stessi mezzi o le nate ad ospitare le camerate re ai velivoli amici in volo Piave. Spesso era scortata in
rare autoambulanze, i casi per i piloti ed il personale di le proprie necessità o indi- queste missioni – come del
più gravi al ben più attrezza- servizio, ma anche un’offici- cazioni con segnali visibili resto gli altri aerei da rico-
to ospedale militare di Mira, na per la manutenzione degli dall’alto. Fra questi venivano gnizione impiegati in zona
od a quello di Padova. aeroplani e un’aula dove gli usati specialmente teli bian- – dagli idrocaccia della Re-
Arrivata ultima, all’Aero­ allievi osservatori prosegui- chi variamente disposti sul gia Marina dislocati nell’iso-
nautica non restò quindi che rono il corso di studio, già terreno in modo da trasmet- la veneziana di S. Andrea,
organizzare per una parte iniziato a Carpenedo, di car- La freccia indica l’ubicazione tere particolari informazioni normalmente attivi dal lito-
del campo di aviazione
dei suoi uomini il giornalie- tografia, fotografia e norme di Malcontenta nella carta
a seconda della loro posizio- rale del Cavallino alla costa
ro pendolarismo con Mestre per segnalare a terra la cor- dell’Istituto Geografico Militare ne; vi era poi un collaudato friulana sino a Trieste.
e Carpendo, ed insediare gli rezione del tiro d’artiglieria. (rilevamento del 1916, sistema di razzi illuminanti,
altri, e quelli che material- E poi la cucina, la sala mensa ricognizioni generali del 1910) ai cui vari colori corrispon- Le operazioni sul Piave, pur
mente si occupavano della devano precise situazioni o rischiose, erano ritenute
costruzione delle nuove pi- richieste ed anche l’eliogra- dai piloti di una certa “rou-
ste, in cascinali vicini. fo, ossia un apparecchio ca- tine”, purtroppo interrotta
pace di modulare visivamen- il 13 agosto da un fatto lut-
La base aerea te la luce del sole riflessa da tuoso: la morte sul campo
Sulle dimensioni dell’im- uno specchio. di Malcontenta del sergente
pianto di Malcontenta non
si sono reperiti dati preci-
si. Conoscendo però i limiti
➞ Terminati i principali lavori,
il campo di Malcontenta fu
pronto nella primavera del
Domenico Canali, ai coman-
di del “E” n. 7856 in fase
d’atterraggio. Un incidente
ad esso imposti dalla strada 1918, quando in breve suc- simile ad altri avvenuti in
e dagli edifici che quasi lo cessione poterono distaccar- precedenza con il S.I.A. 7B,
circondavano, ed il tipo di visi i velivoli di tre squadri- che avevano funestato ed
strutture che certamente vi glie da ricognizione – la 39a, anche bloccato per un certo
trovarono posto a lavori fi- la 38a e la 28a, appartenenti tempo l’attività della 28a e
niti – fra le quali spiccavano al già citato V Gruppo ae- di altri reparti dotati dello
i tre hangars di costruzione roplani – per ognuna delle stesso tipo d’aereo; un fatto
francese tipo “Bessaneau”, quali si riportano i fatti sa- particolarmente grave per
destinati ad altrettante lienti dell’attività bellica. gli equipaggi, che li aveva
squadriglie di ricognitori – è costretti ad utilizzare un
possibile presumerne una 28a Squadriglia paio di vecchi, ma affidabili
superficie almeno uguale a Le prime notizie di questa Savoia Pomilio S.P. 3 recu-
quello di Marcon, realizza- unità a Malcontenta sono perati in Lombardia.
to per farvi operare la 77a del 25 luglio 1918, quando Anche il lancio di manifesti-
e l’80a Sql. da caccia, che da Marcon vi si trasferiro- ni sui territori italiani occu-

 
pati dal nemico interessava so del Pomilio “E” n. 18387 suo aereo ad un rovinoso at- livoli della 28 a , non tardò
l’attività della squadriglia. che, il 14 settembre, men- terraggio a Candelù, presso ad allungarsi a Malcontenta
In una di queste missioni, tre era in volo sulla zona del Maserada, sulla sponda trevi- con la caduta, il 2 giugno,
il 7 settembre 1918, si regi- Piave si salvò dall’attacco di giana del Piave in mano ita- del S.I.A. 7B n. 8396, dai
strava un’altra perdita, per quattro caccia austriaci solo liana, causando la morte del cui rottami vennero estratti,
fortuna limitata ad uno dei grazie all’intervento di alcuni pilota – sergente Loero – ed gravemente feriti, il tenente
suoi aerei che, pur irrime- Hanriot, che non solo riusci- il ferimento dell’osservatore, Ferri ed il sergente osserva-
diabilmente danneggiato da rono a respingere gli assalito- tenente Cassano. Nonostan- tore Alfonso Carnaggia.
tiri di fucileria oltre Piave, ri, ma ne abbatterono uno. te il buon andamento delle Per capire qual era la cri-
riusciva a rientrare verso Nuovi velivoli giungevano operazioni non mancarono, ticità della situazione e lo
Treviso, atterrando poi sul- intanto alla 28a in sostitu- anche in questi momenti fi- sconforto dei piloti, baste-
l’ippodromo di quella città. zione di quelli per varie cau- nali del conflitto, gravi peri- rà dire che nei giorni suc-
Nell’estate del 1918, fatti se perduti, come nel caso coli per i nostri ricognitori: cessivi – dal 7 al 13 giugno
nuovi stavano ormai mu- del Pomilio “E” n. 6951 che, il tiro della contraerea era – cadevano per inconvenien-
tando la situazione sui vari in decollo, e per un errore infatti ancora efficace ed a ti vari i S.I.A. 7B n. 8388,
fronti europei. del pilota, andava a sbattere farne le spese fu proprio un 8396 e 8400, i cui equipaggi
Arrestata in Francia l’avan- contro il 18502 ed il 19116, velivolo della 28a, colpito, la riuscivano ad uscirne fortu-
zata tedesca, le forze dell’In- fermi sulla pista, mettendoli mattina del 2 novembre sul- natamente illesi. I ricognito-
tesa passavano al contrat- tutti fuori uso. la zona del Piave e costretto ri perduti vennero in breve
tacco, costringendo per la Il 17 ottobre, la 28a si dedi- poi ad atterrare in territo- rimpiazzati con nuove mac-
prima volta il nemico sulla cava ad un incarico da tem- rio ancora in mano al ne- chine dello stesso tipo, per
difensiva, mentre l’azione po non abituale, inviando mico. Dato inizialmente per cui la 38a poteva impegnar-
dei franco - serbi in Macedo- cinque dei suoi aerei – as- Un pilota della 39a Squadriglia disperso, l’equipaggio riuscì si nella grande battaglia, in
nia avrebbe indotto la Bul- sieme ad altri del V Gruppo in posa davanti tuttavia a nascondersi nella corso lungo il Piave, in varie
al suo Pomilio “E”
garia a chiedere l’armistizio. – a rifornire di viveri e mu- sul campo di Malcontenta vegetazione, ed a rientrare missioni per il tiro d’artiglie-
Sul fronte italiano, dopo il nizioni alcuni Arditi bloccati nell’estate del 1918. (U.S.S.M.A.) in seguito alla base. Cessate ria del XXXI Corpo d’Armata
fallimento dell’ultima of- da un’improvvisa piena su le ostilità, la 28a Squadriglia e di riprese fotografiche a
fensiva austro - tedesca di un’isoletta sul Piave, duran- venne sciolta a Malconten- bassa quota.
giugno, ci si preparava alla te un tentativo di attraversa- ta alla fine di novembre ’18,
Un aereo Pomilio “E”
riscossa e, considerata l’evo- mento del fiume. fotografato probabilmente quando versando alla 38a i suoi Po- Il 16 giugno veniva colpito
luzione generale degli avve- Tale missione ricorda le tan- la squadriglia era ancora operativa milio “E” efficienti, ed al ma- da tiro contraereo e costret-
nimenti in corso ma anche te similari effettuate dopo la a Cà Tessera. (U.S.S.M.A.) gazzino materiali aeronautici to ad un fortunoso rientro
sotto la spinta degli Allea- rotta di Caporetto, stavolta di Padova i due vecchi S.P. 3, alla base il S.I.A. 7B n. 8402
ti, scopi e dimensioni del- però compiuta non in aiuto ancora potenzialmente ope- del tenente Lombardi, con
l’originale piano offensivo a soldati in ritirata ma impe- rativi. il capitano Rizzani come os-
preparato dal generale Diaz gnati all’offensiva. servatore. Pochi giorni dopo
erano destinati a mutare ra- In seguito, con la costituzio- 38a Squadriglia – il 21 – ancora Lombardi,
pidamente: non più rivolto ne della X Armata mista ita- Con sei aerei in grado di vo- in volo con un aereo dello
all’attacco su un fronte di lo-britannica, la 28a veniva lare, questo reparto lascia- stesso tipo, veniva attacca-
una ventina di chilometri, assegnata a quel Comando, va l’aeroporto di Ca’ Tesse- to da un caccia nemico che
ma di oltre il doppio. rimanendo comunque an- ra per dislocarsi in quello danneggiava il suo apparec-
In pratica dalle grave di Pa- cora di base a Malcontenta. di Malcontenta il 28 maggio chio, ma il pilota riusciva
padopoli a Pederobba, garan- Durante le tante missioni 1918. La squadriglia aveva a rientrare incolume a Mal-
tendo così maggiore libertà svolte nella battaglia di Vit- allora in dotazione il S.I.A. contenta.
di movimento alle nostre torio Veneto, i velivoli della 7B, un biplano progettato Finalmente, a fine giugno,
truppe le quali, ancor più di squadriglia spararono mi- dalla Società Italiana Avia- la squadriglia lasciava defi-
prima, avrebbero ricevuto gliaia di colpi di mitragliatri- zione, emanazione della nitivamente il S.I.A. 7B, ri-
l’incessante appoggio delle ce contro le truppe nemiche, Fiat, sul quale si erano ripo- tenuto ormai da tutti trop-
forze aeree, con la 28a anco- eseguirono lo scatto di quasi ste ampie speranze, purtrop- po pericoloso, ed iniziava il
ra in primo piano. 500 fotografie ed il lancio di po presto svanite a causa dei “passaggio” sul Pomilio “E”,
oltre 200 “spezzoni”. tanti incidenti di cui diventò tuttavia disponibile al mo-
Ovviamente non mancarono L’ultimo caduto della 28a si protagonista. La serie di pe- mento in soli due esemplari
in questa fase momenti cri- registrò il 27 ottobre, dopo ricolose “piantate” di mo- riservati all’addestramento.
tici per i ricognitori di base che alcune raffiche di armi tore e cedimenti strutturali Considerata la sua impor-
a Malcontenta, come nel ca- automatiche obbligarono un che già aveva colpito i ve- tanza per la III Armata, i

 
britannici trasferirono allora condusse sino alla fine della italiani occupati del Veneto si riporta la motivazione:
alla 38a quattro ricognitori guerra, quando venne tra- e del Friuli, subendo quindi “Squadriglia da ricognizio-
R.E. 8 con i relativi piloti, ai sferita in un aeroporto ex spesso, per la bassa quota ne in servizio d’artiglieria
quali vennero affiancati no- austriaco situato presso di volo, gli effetti del tiro av- animata da mirabile fervo-
stri esperti osservatori. Trieste, dove, con nuovi ae- versario. All’epoca del suo re, alto sentimento nel do-
Altri due lutti colpirono la rei Fiat R2 sotto la guida del trasferimento a Malcontenta vere e di abnegazione, nel-
squadriglia il 7 luglio, quan- tenente Salvatore Travaglia- la squadriglia era dotata di la battaglia del Piave con
do uno S.V.A. in prova, or- ti, rimase attiva fino al suo alcuni Pomilio S.P. 3 e di infaticabili voli, cui non
mai conosciuto per essere scioglimento, avvenuto alla due S.A.M.L., robusti bipla- valsero a contrastare le ne-
un biplano robusto ed affi- fine del 1920. ni cui s’aggiunsero presto miche offese, né le avver-
dabile, ai comandi del co- – anche per sostituire i mez- se condizioni atmosferiche,
mandante della 38a - capi- 39a Squadriglia zi per varie cause perduti vigilò dall’alto i passaggi
tano Rizzani – cadeva subito Fu la prima squadriglia ope- – dieci esemplari nuovi di sul fiume, i movimenti e gli
dopo il decollo, causando la rativa a Malcontenta dopo fabbrica. attraversamenti di truppe
morte di quest’ultimo e del esservi arrivata da Ca’ Tesse- Per la 39a, tale periodo, che facendoli colpire da concen-
parigrado Bourlot. ra il 14 maggio 1918, inau- coincise con l’acuirsi della tramenti precisi delle nostre
Passata sotto la guida del te- gurando così il nuovo e non battaglia sul Piave, fu di atti- artiglierie: cooperando con
nente Eliso Pannizzera, in ancora ultimato aeroporto. vità particolarmente intensa, magnifica fede alla vittoria.
un paio di settimane, tutta- Principalmente assegnato anche perché spesso i suoi Emanuele Filiberto di Sa-
via, la squadriglia riuscì a alla 39a - già dal dicembre velivoli dovettero sostituir- voia. Piave 15 – 24 giugno
recuperare la sua capacità ’17 al comando del capita- si a quelli della 28a e 38a, 1918”.
operativa ricevendo nove no Pietro Parpaglia Pinna bloccati a terra da problemi Stranamente, nel mese di
Pomilio “E”, ma anche ripri- – era allora il servizio per tecnici. Il 19 giugno, dopo luglio, alcune squadriglie da
stinando due vecchi S.P. 3. il controllo e la regolazione che nei giorni precedenti al- ricognizione vennero sciolte,
del tiro per il XXVIII Corpo cuni aerei erano tornati alla e proprio da una di queste
Il 21 luglio, per un inciden- d’Armata. base vistosamente segnati – la 37a - giunsero a Malcon-
te avvenuto presso Dolo che I suoi aerei furono impegnati dalle armi nemiche, il pri- tenta per la 39a tre Pomilio
causò la morte del sergente anche in azioni di bombar- mo evento luttuoso colpiva S.P. 3 con il relativo perso-
Renato Bottiglioni, il reparto damento leggero su obiettivi la squadriglia dal suo arrivo nale di volo, mentre l’unità
dovette purtroppo aggiorna- austro/ungarici e tedeschi a Malcontenta: la morte del del comandante Pinna la-
re la lista dei suoi caduti. lungo la linea del fronte sul Come si presenta oggi tenente pilota Carlo Scavini sciava alcuni dei suoi piloti
la vecchia cascina
Un probabile guasto mecca- Piave, e nelle sue immediate dove erano alloggiati i militari
e del parigrado Mario Bel- ed i S.A.M.L. per transitare
nico aveva infatti causato lo retrovie. La 39w svolse pure di truppa in servizio tramolli, abbattuti a Villa anch’essa, da agosto, sul Po-
schianto a terra del Pomilio attività di lancio volantini nel 1917-1918 all’aeroporto Premuda di Treviso con il milio “E”.
“E” n. 7055: un avvenimen- di propaganda sui territori di Malcontenta. loro S.A.M.L. n. 3110; il ve- Nella tarda estate, in atte-
to grave, reso ancora più livolo fu centrato dal tiro di sa dell’offensiva lungo tutto
doloroso dall’essere quella caccia austriaci, nonostante il nostro fronte, il modo di
affidata allo sfortunato avia- l’intervento in sua difesa di operare dei nostri ricognitori
tore non una vera missione alcuni nostri ricognitori, fra subì sensibili modifiche. Di-
di guerra, ma un volo di tra- cui quello dello stesso co- venne sempre più multiruo-
sferimento dal deposito ma- mandante Pinna con il pilo- lo – come si direbbe oggi – e
teriali di Rubiera - in provin- ta Lusardi, che rientreranno quindi spesso rivolto all’at-
cia di Reggio Emilia - a Mal- dall’azione con il loro aereo tacco al suolo, in azioni che
contenta di un aereo nuovo gravemente danneggiato. ovviamente comportavano
che si immaginava sicuro. Quel giorno, Lusardi e Pin- un forte aumento del rischio
Lo sconforto fra il personale na avevano condotto cinque di essere abbattuti. Cosa che
della 38a fu tale che “quel missioni, per circa altrettan- quasi accadde il 4 settem-
giorno – così narra testual- te ore di volo. bre al tenente pilota Lusar-
mente il diario della squadri- La cosa era stata portata di ed al parigrado Magliocco
glia – i voli di allenamento all’attenzione del generale i quali, dopo aver lanciato
non furono eseguiti, causa Diaz che, dal suo comando manifestini di propaganda
atmosfera agitata”. di Abano Terme, incaricava sulle linee austriache, si im-
Il 25 ottobre assumeva il co- il comandante della III Ar- pegnarono talmente a fon-
mando della 38 a il capita- mata di premiare la 39a con do in mitragliamenti a bassa
no Pietro Colombo, che la un encomio solenne di cui quota contro barconi nemici

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sul Piave, da non accorger-
si del tiro di fucileria che li
note
aveva inquadrati, colpendoli 1 Le perdite furono di oltre 300.000 uomini ai quali si devono aggiungere 3152 cannoni, circa 1700 bombarde,
duramente. 3000 mitragliatrici, decine di migliaia di fucili con relative munizioni, un centinaio di aerei e 4000 automezzi,
Solo grazie alla sua abilità di nonché tutti i magazzini al di là del Piave caduti intatti in mano al nemico.
pilotaggio Lusardi riuscì a ri- 2 Dopo la ritirata di Caporetto e durante il consolidamento della linea difensiva sul Piave, buona parte dei ma-
teriali aeronautici relativi al fronte nord – orientale vennero concentrati a Padova, dove si trovavano immagaz-
portare l’aeroplano alla base,
zinate parti di ricambio, armi, munizioni, combustibili e lubrificanti.
per essere già un’ora dopo 3 Pesava fra la popolazione di Malcontenta soprattutto la presenza degli Arditi, che erano accampati in una zo-
in volo con un altro Pomilio na di campagna a sud del paese, da poco espropriata per costruirvi una nuova polveriera della R. Marina. Qui si
“E” per una ricognizione fo- effettuavano anche esercitazioni a fuoco e, dato il particolare impiego del Corpo e le perdite relativamente alte,
tografica. gli ufficiali erano molto tolleranti sulla disciplina dei loro uomini.
4 É facilmente immaginabile che il concetto di servizi igienici dell’epoca fosse ben lontano dal nostro attuale
Alle sei di mattina del giorno standard. Mancando acquedotti, è comunque interessante segnalare che per i necessari rifornimenti idrici ci si
30 ottobre, dopo un bombar- serviva di un vicino pozzo artesiano, dotato di una pompa ad azionamento manuale. Identica la fonte per gli usi
damento d’artiglieria durato di cucina, il cui personale è indicato nei documenti ricevuti dall’U.S.S.M.A. come proveniente dal Comando di
alcune ore, i Corpi d’Armata Treviso.
5 Vivendo nell’epoca della facile ed immediata comunicazione globale può essere utile ricordare quanto il
XXVI e XXVIII riuscivano a
concetto di “radio” fosse ai tempi della Grande Guerra lontano dal nostro modo di pensare. Si usavano infatti
forzare il Piave a Salgareda, il Tagliamento, erano impe- Sopra: allora apparati del tipo cosiddetto “a scintilla”, eroganti solo segnali manipolati secondo il codice Morse. I
Romanziol, S. Donà, Chiesa- gnate ad inseguire il nemico la villa Foscari
quali, per le potenze installabili sugli aerei non potevano che avere una portata di una trentina di chilometri,
nuova e Revedoli. In questa in fuga ed ormai prossimo in una foto dell’epoca.
caratteristica questa soprattutto dovuta alla scarsa sensibilità dei ricevitori utilizzati.
fase la 39a ebbe soprattutto alla resa. A destra:
un ricognitore S.I.A. S.P. 3 del 1917. 6 Il capitano Pinna, decorato di medaglia d’argento al valore militare a fine novembre ’18 con altri ufficiali e
l’incarico di scoprire e se- Nel pomeriggio del 4 novem- sottufficiali che avevano operato da Malcontenta, brevettatosi pilota, diverrà comandante del V Gruppo e sarà
gnalare le più attive batterie bre, giorno della vittoria, protagonista di una brillante carriera nella neonata Regia Aeronautica. Negli anni ’30, ai tempi della conquista
nemiche, sulle quali veniva si svolse l’ultima missione dell’Etiopia, raggiungerà il grado di generale e poi, dal gennaio del 1940 sino alla caduta dell’Africa Orientale
poi diretto il tiro dei nostri bellica della squadriglia con Italiana nell’aprile dell’anno successivo, otterrà il comando delle forze aeree operanti in quei territori. Rientrato
in Italia dalla prigionia, nel gennaio del ’44 fu nominato Alto Commissario per la Sardegna; lasciò il servizio at-
cannoni. una ricognizione dell’S.P. 3
tivo nel 1946 divenendo in seguito Direttore Generale dell’Aviazione Civile, carica che resse sino al 1952. Morì
Dal 31 ottobre la spinta of- n. 6772 del sergente Del Pie- il 5 ottobre 1966 a Pozzo Maggiore, in provincia di Sassari, dove era nato il 12 gennaio 1891.
fensiva delle truppe italiane ro e del tenente Magliocco
ed alleate fu ormai travol- verso Udine, città già in fe-
gente lungo tutta la linea fra sta per la riconquista, sulla riferimenti bibliografici
il massiccio del Brenta ed il quale i nostri aviatori nota-  B. Di Martino, Ali sulle trincee, Roma, U.S.S.M.A., 1999;
mare. E, perdute anche le rono sventolare il tricolore.  R. Gentili – P. Varriale, I reparti dell’Aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, U.S.S.M.A., 1999;
posizioni sul Grappa e sulle Erano le ore 15.15, la guerra  P. Ferrari (a cura di), La Grande Guerra Aerea 1915-1918, Valdagno, ed. Gino Rossato, 1994;

Prealpi bellunesi, per gli av- era finita da pochi minuti  R. Cavigioli, L’aviazione Austro-Ungarica sulla fronte italiana, Milano, ed. Castiglioni e Archenti, 1934 (rist. 1993);
 E. Zara, Malcontenta 1917-1918, in Storia Militare, n. 104, maggio 2002.
versari la battaglia non poté e con essa ogni attività del
che trasformarsi in una gi- campo di Malcontenta, che
gantesca ritirata, rallentata venne smantellato di lì a po-
solo da azioni di retroguar- co, come tutti quelli del cir-
dia e con le truppe messe in condario.
difficoltà unicamente nell’at- I terreni vennero restituiti
traversamento di corsi d’ac- all’agricoltura e della base
qua privi di ponti ed a causa aerea venne persa ogni trac-
delle interruzioni stradali. cia. Diversamente da altre
Purtroppo, dal 1o novembre, unità, la 39a sopravvisse a
le già pessime condizioni del lungo al conflitto.
tempo peggiorarono a tal Variamente dislocata e con-
punto da limitare fortemen- tinuamente equipaggiata
te l’attività aerea. con nuovi aerei, rimase, in-
Non cessarono tuttavia, an- fatti, attiva sino alla seconda
che in questa difficile situa- guerra mondiale quando, di
zione, i voli dei ricognitori base in Albania, venne sciol-
di Malcontenta – e della 39a ta in seguito all’armistizio
in particolare – per appog- dell’otto settembre ’436.
giare le operazioni della III
e X Armata che, ormai oltre

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