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Francesco Hayez

Riassunto vita e alcune opere importanti

1. Il pittore Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882) è uno dei principali esponenti del romanticismo
storico, grazie ai suoi dipinti in cui gli ideali del Risorgimento legati al concetto di patria e libertà vengono
rappresentati attraverso soggetti che appartengono ad un passato epico e lontano.

2. Francesco Hayez ha umili origini, tanto che i genitori, quando è ancora bambino decidono di affidarlo ad
una sorella della madre, sposata con Francesco Binasco, antiquario e collezionista di opere d’arte.

3. Proprio lo zio, intuendo le capacità artistiche del giovane Francesco, lo impiega come restauratore per le
proprie attività commerciali. Hayez però non seguirà la carriera da restauratore ma andrà a bottega dal
pittore Francesco Magiotto e poi frequenterà tra il 1803 e il 1806 i corsi di pittura della Nuova Accademia di
Belle Arti di Venezia.

4. A diciotto anni Hayez vince un concorso indetto dall’Accademia di Venezia e si trasferisce a Roma, dove
conosce il celebre scultore Antonio Canova, che assume per il giovane Francesco il ruolo di guida e
protettore. A Roma Hayez riesce a mettersi in mostra, collezionando premi e riconoscimenti.
A ventidue anni dipinge l’opera Atleta Trionfante (1813), che gli consente di vincere l’ambito premio
“Mecenate Anonimo” e nel 1814 realizza il dipinto Rinaldo e Armida, una delle opere più appezzate di
questo periodo.

5. Negli anni romani Hayez si divide tra il lavoro e lo svago, tanto che lui stesso confessa: “Dirò che chi mi
vedeva allo studio e poi in compagnia avrebbe trovato due uomini ben diversi”.
Sarà proprio questa vita sregolata a fargli lasciare Roma per un po’: intreccia infatti una relazione con una
donna sposata fin quando non viene aggredito dal marito della donna. Su consiglio di Canova decide di
lasciare la città, per non destare scandalo.

6. Nonostante questa disavventura, Hayez nel 1815 è ormai un pittore affermato. Dipinge per Gioacchino
Murat l’opera Ulisse alla corte di Alcinoo e, quando il generale francese viene fucilato e tornano al potere i
Borbone, spedisce l’opera al re Ferdinando I a Napoli.

7. Saranno gli ambienti intellettuali di Milano a fare di Hayez un artista “impegnato”. Si trasferisce nella
capitale lombarda nel 1818 e conosce Alessandro Manzoni, Tommaso Grossi ed Ermes Visconti, alfieri del
romanticismo e ferventi patrioti.
Hayez prende a cuore questi ideali e si mette al lavoro per realizzare alcune delle sue opere più celebri: I
Vespri siciliani, Aiace d’Oileo e Il bacio, opera considerata simbolo del romanticismo italiano.

8. Esistono tre versioni de Il bacio, in ognuna delle quali a variare è il colore dell’abito della donna.
La prima versione viene realizzata nel 1859, tre mesi dopo l’ingresso trionfale a Milano di Vittorio Emanuele
II e Napoleone III. L’abito della donna è di colore azzurro per riprendere i toni della bandiera francese,
mentre l’uomo indossa il verde e il rosso dell’Italia: l’opera è quindi un simbolico bacio tra le due nazioni,
alleate per liberare il regno Lombardo Veneto dal giogo austriaco.
Nella seconda versione (1861) l’abito della donna è bianco e, con il verde e il rosso dell’abito dell’uomo,
riprende i toni del tricolore italiano. Probabilmente Hayez realizza quest’opera per contestare gli accordi
intessuti tra il governo francese e quello austriaco, e per ribadire che l’Italia avrebbe riscattato la propria
indipendenza senza l’aiuto di altre nazioni.
Nella terza versione, quella del 1867, ritorna l’azzurro nell’abito della donna, ma a fianco dei due amanti c’è
in terra un velo bianco.

9. L’uso di personaggi mitologici e di scene ambientate in un passato lontano e indefinito è una tecnica a cui
Hayez ricorre spesso per rappresentare e divulgare gli ideali del Risorgimento evitando la censura
dell’oppressore “austriaco”.
Del resto era un escamotage usato anche da molti altri artisti dell’epoca: celebre a questo proposito è
l’opera Nabucco di Giuseppe Verdi. Gli italiani infatti assistendo all’opera che narrava la storia degli ebrei
sottomessi al dominio babilonese, rivivevano il loro dramma di popolo sottomesso ad un dominatore
straniero.

10.Oltre che per i dipinti con soggetti epici e mitologici, Francesco Hayez è celebre per aver ritratto gli
uomini più famosi del suo tempo: tra tutti sono noti i ritratti di Alessandro Manzoni e di Camillo Benso
conte di Cavour.

Stile

Francesco Hayez è stato il massimo e più accreditato esponente del Romanticismo in Italia. La maturazione
di quest'indirizzo culturale non trovò affatto terreno fertile in territorio italico, dove era soffocato sia dai
controlli e dagli interventi di censura predisposti dai Borbone, dagli Asburgo e dallo Stato Pontificio, sia da
una mancanza di energia e di carica innovativa; questa sostanziale inerzia artistica pose l'Italia in netto
contrasto con il resto dell'Europa, che vide l'affermarsi di figure quali Friedrich, Turner, Goya e Delacroix.

In tal senso, la pittura di Hayez è particolarmente emblematica. Accostandosi al repertorio mitologico e


storico, lo stile di Hayez è molto vicino alla sensibilità romantica, che egli però reinterpreta alla luce di una
temperie spiccatamente classicheggiante e accademica. Questa posizione intermediaria fra il classicismo e
il romanticismo, le due posizioni dicotomiche di quella veemente diatriba che segnò l'Ottocento, ebbe un
ruolo decisivo per la fortuna della produzione hayeziana, che in questo modo esercitò un'autorevole
influenza sulla pittura ottocentesca e sul gusto estetico italiano. Quest'ultimo, a differenza del modello
d'Oltralpe, risultava infatti ancora sottoposto alle limitazioni assoggettate dall'adesione al repertorio
mitologico e al canone classico; nella sua prima maturità, Hayez riflette questo gusto, risentendo delle
influenze esercitate da Canova e Raffaello Sanzio. Lo stesso non si può dire per i soggetti: all'ambientazione
storica (efficacissima formula espressiva) Hayez sottese l'idea dell'Italia unita, in una cornice di propaganda
capillare che coinvolse anche il melodramma, all'epoca molto popolare, e la musica di Giuseppe Verdi.

Le primissime opere dell'Hayez sono caratterizzate da un gusto moderato e da uno stile limpido, il quale si
risolve nei felici cromatismi adottati che - grazie ad accattivanti giochi di colore - si fondono con il resto
degli elementi del dipinto in un sobrio equilibrio visivo. Come già accennato, tra l'altro, le scelte cromatiche
dell'Hayez erano spesso dei veri e propri veicoli allegorici, con i quali egli poté provvedere alla diffusione
quasi subliminale degli ideali risorgimentali: il quadro che meglio risponde a questa visione è Il bacio, dove
marcatissima è l'allusione al Tricolore italiano, che si manifesta grazie ai suggerimenti cromatici delle vesti
dei due amanti.

Oltre che per i brani di soggetto storico, l'Hayez si distinse anche per una cospicua produzione di ritratti,
dove raggiunse i risultati espressivi più alti. A esser raffigurati nelle sue tele sono gli esponenti di maggiore
spicco del Risorgimento: particolarmente significativi, sotto questo profilo, sono il ritratto della principessa
Cristina Trivulzio di Belgiojoso, denso di significati politici, e quello effigiante il «conte Arese in carcere»,
dove l'illustre patriota è raffigurato rinchiuso nella fortezza dello Spielberg.

Altra peculiarità dello stile pittorico di Hayez è il suo audace realismo: l'artista, infatti, andava in direzione di
un'efficace trasposizione del vero, che si manifestava soprattutto nei diversi nudi femminili, che non di rado
suscitarono scandalo in quanto giudicati privi di armonia e volutamente volgari, rei di trascurare le esigenze
del decoro e delle auree proporzioni. In questo filone si inscrive felicemente la Venere che scherza con due
colombe, impersonata dalla ballerina Carlotta Chabert.

Ma è lo stesso Hayez a definire il proprio stile pittorico, in un'acuta introspezione che rivolse a tutti quei
giovani aspiranti artisti, cui consigliò:
«[...] si guardino tanto dal tenersi troppo ligi alle regole dell'arte come dall'imitazione materiale del vero:
l'artista dopo aver ben studiato sui modelli antichi le regole fondamentali dell'arte, se è veramente
chiamato a seguire le orme dei grandi maestri, deve formare nella propria fantasia l'immagine che egli
eseguirà quando abbia trovato un modello che gli rappresenti il tipo che egli si è formato nella mente e al
quale, copiando le linee esteriori, presterà quella parte ideale che forma il bello nel vero»

Collegamenti con Giuseppe Verdi

• Soggetti detti corali, così come le prime opere verdiane (Nabucco e Lombardi alla prima crociata).
• Verdi mette in musica i vespri siciliani, soggetto utilizzato anche da Hayez
• Hayez disegna scene e costumi per la prima esecuzione di Macbeth a Firenze 1847.